venerdì 4 dicembre 2009

Rivoluzione viola?



purplechiesaAnche Megachip sarà in piazza il 5 dicembre per il No B. Day. In che modo?

Uno scambio di considerazioni fra una lettrice e Giulietto Chiesa lo spiega.

Un'idea di Alternativa.

Gentile sig. Chiesa,

alcune settimane fa ho aderito con entusiasmo al No Berlusconi Day. Entusiasmo dovuto sia alle motivazioni della manifestazione, sia al fatto che il movimento vanta una nascita 'dal basso', nel caso dall'idea di alcuni blogger.

Avendo già partecipato alle manifestazioni dei girotondi, anni fa, ho aderito con convinzione. In questi giorni però, frequentando la rete, sono incappata in due articoli, uno dei quali di Cabras, su questo stesso sito ed un altro su un famoso blog, che praticamente danno per certa, se ho ben capito, la paternità dell'evento a qualche potere fortissimo, statunitense o transnazionale.

Se le scrivo è perché non sono riuscita ad archiviare la cosa come semplice paranoia o dietrologia spicciola ed in effetti ho dovuto convenire sul fatto che in questi anni c'è stato un certo affollamento di 'rivoluzioni colorate', per altro mi pare mai (apparentemente) riuscite: arancione in Ucraina, verde in Iran, bianca in Venezuela... Secondo gli autori dei due articoli la volontà di questi poteri sarebbe quella di disfarsi di B., troppo impegnato a risolvere i suoi problemi giudiziari, sostituendolo forse con Fini, non certo nell'interesse del tanto nominato popolo, quanto in quello dei poteri stessi.

Trovo tutto ciò estremamente inquietante, soprattutto perché, secondo questa tesi, siamo in grado di muoverci solo in quanto muniti di fili che qualcun altro manovra. Secondo lei, siamo davvero dentro questa specie di Matrix? Lo chiedo a lei perché la ritengo, senza alcuna piaggeria, una delle menti più lucide e indipendenti di questo Paese.

Pensa anche lei che la rivoluzione viola sia stata decisa da ben altri che i trentenni carini, colti e simpatici che la promuovono in Rete?

Crede che il fatto che il trampolino di lancio della manifestazione sia Facebook, secondo alcuni il braccio multimediale della CIA, non sia affatto un caso?

Io sono pronta ad andare a Roma, sabato: ho già pagato l'autobus da Firenze, ma da quando ho letto questi due articoli sono preoccupata, ho persino paura che possa succedere qualcosa.

Non le chiedo certo un consiglio su cosa fare, né una rassicurazione: vorrei solo sapere cosa ne pensa.

La ringrazio per la risposta che, spero, mi darà.

Con immensa stima,

Patrizia (Firenze)

Cara Patrizia,

visto che mi stima venga con me nell'«Alternativa» (tra pochi giorni vedrà apparire, sul mio sito, una proposta, rivolta appunto a persone come lei). Fine della parentesi.

Adesso le rispondo.

L'articolo di Cabras, molto bello, contiene molte verità. Sì, siamo già entrati nella finzione democratica, da tempo.

E coloro che controllano il mainstream (e i soldi) possono farci fare quello che vogliono. Entro certi limiti.

Poi c'è, appunto, l'eterogenesi dei fini, che manda spesso al diavolo i complotti e i calcoli.

Certo, senza il minimo dubbio, le rivoluzioni colorate sono state tutte (ripeto tutte) eterodirette, eterofinanziate. Vale anche per la manifestazione del 5 dicembre? Non credo. Il Bilderberg non si occupa dei dettagli. Ragiona per strategie lunghe.

D'altro canto siamo a casa nostra e possiamo ragionare. C'è una spinta democratica reale in questo paese? C'è. La narrazione dell'Italia che fanno i media, tutti, anche «Repubblica», è falsa. È la narrazione del Potere. Ci dicono che l'Italia è berlusconiana. Ma Berlusconi non ha la maggioranza di questo paese. Ha la maggioranza di questo Parlamento, ottenuta con il suo sistema televisivo e con una legge elettorale che è stata costruita di comune intesa con la cosiddetta opposizione.

In condizioni di libertà e di pluralismo reali, e con il sistema proporzionale, Berlusconi non sarebbe nemmeno arrivato al potere. Dunque non c'è da immaginare chissà quale regia. Il dato è che la pazienza di moltissimi sta finendo. E che la volontà di tornare alla democrazia e alla decenza è costretta a esprimersi in questo modo perché non c'è più alcuna guida democratica dell'Italia democratica.

Per questa ragione io e Megachip abbiamo appoggiato la manifestazione, come anche Pino Cabras scrive.

E ci andremo, e spingeremo la gente ad andarci, per quanto potremo. Senza mai dimenticare (e qui Pino ha di nuovo ragione) che dietro le quinte ci sono quelli che tirano le corde nelle direzioni che loro interessano. Per esempio «Repubblica» e il Gruppo De Benedetti. Che sono quelli che hanno voluto il bipartitismo, che hanno sostenuto D'Alema e Veltroni mentre demolivano il Partito Comunista, mentre facevano la Bicamerale, mentre legittimavano Berlusconi.

Neanche loro vogliono Berlusconi, adesso che gli è scappato di mano.

Ma dubito seriamente che vogliano le stesse cose che vogliamo io e lei. Per esempio io penso che, quando cadrà Berlusconi, tutta la indecente commedia che anche costoro hanno contribuito a scrivere, del sistema maggioritario, del bipartitismo etc, andrà in frantumi. E non so cos'abbiano in testa questi "democratici" che hanno sostenuto tutte le guerre di questi anni, da quella del Kosovo a quella dell'Iraq. Timeo Danaos et dona ferentes. Per questo non dobbiamo fidarci e dobbiamo cominciare a costruire una "Alternativa". Non solo a Berlusconi, ma anche a loro.

Per questo bisogna andare in piazza il 5 dicembre. Ma con le nostre idee, e tenendo alta la guardia. Perché quando avremo mandato a casa il mafioso, sempre che ci riusciamo (e non è detto, in tempi brevi e prima che abbia fatto altri guai) potremmo trovarci qualcun altro che ci punta alla schiena non la lupara ma un fucile mitragliatore fabbricato, per esempio, a Tel Aviv.

Cordiali saluti,

Giulietto Chiesa.

Fonte:Megachip

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purplechiesaAnche Megachip sarà in piazza il 5 dicembre per il No B. Day. In che modo?

Uno scambio di considerazioni fra una lettrice e Giulietto Chiesa lo spiega.

Un'idea di Alternativa.

Gentile sig. Chiesa,

alcune settimane fa ho aderito con entusiasmo al No Berlusconi Day. Entusiasmo dovuto sia alle motivazioni della manifestazione, sia al fatto che il movimento vanta una nascita 'dal basso', nel caso dall'idea di alcuni blogger.

Avendo già partecipato alle manifestazioni dei girotondi, anni fa, ho aderito con convinzione. In questi giorni però, frequentando la rete, sono incappata in due articoli, uno dei quali di Cabras, su questo stesso sito ed un altro su un famoso blog, che praticamente danno per certa, se ho ben capito, la paternità dell'evento a qualche potere fortissimo, statunitense o transnazionale.

Se le scrivo è perché non sono riuscita ad archiviare la cosa come semplice paranoia o dietrologia spicciola ed in effetti ho dovuto convenire sul fatto che in questi anni c'è stato un certo affollamento di 'rivoluzioni colorate', per altro mi pare mai (apparentemente) riuscite: arancione in Ucraina, verde in Iran, bianca in Venezuela... Secondo gli autori dei due articoli la volontà di questi poteri sarebbe quella di disfarsi di B., troppo impegnato a risolvere i suoi problemi giudiziari, sostituendolo forse con Fini, non certo nell'interesse del tanto nominato popolo, quanto in quello dei poteri stessi.

Trovo tutto ciò estremamente inquietante, soprattutto perché, secondo questa tesi, siamo in grado di muoverci solo in quanto muniti di fili che qualcun altro manovra. Secondo lei, siamo davvero dentro questa specie di Matrix? Lo chiedo a lei perché la ritengo, senza alcuna piaggeria, una delle menti più lucide e indipendenti di questo Paese.

Pensa anche lei che la rivoluzione viola sia stata decisa da ben altri che i trentenni carini, colti e simpatici che la promuovono in Rete?

Crede che il fatto che il trampolino di lancio della manifestazione sia Facebook, secondo alcuni il braccio multimediale della CIA, non sia affatto un caso?

Io sono pronta ad andare a Roma, sabato: ho già pagato l'autobus da Firenze, ma da quando ho letto questi due articoli sono preoccupata, ho persino paura che possa succedere qualcosa.

Non le chiedo certo un consiglio su cosa fare, né una rassicurazione: vorrei solo sapere cosa ne pensa.

La ringrazio per la risposta che, spero, mi darà.

Con immensa stima,

Patrizia (Firenze)

Cara Patrizia,

visto che mi stima venga con me nell'«Alternativa» (tra pochi giorni vedrà apparire, sul mio sito, una proposta, rivolta appunto a persone come lei). Fine della parentesi.

Adesso le rispondo.

L'articolo di Cabras, molto bello, contiene molte verità. Sì, siamo già entrati nella finzione democratica, da tempo.

E coloro che controllano il mainstream (e i soldi) possono farci fare quello che vogliono. Entro certi limiti.

Poi c'è, appunto, l'eterogenesi dei fini, che manda spesso al diavolo i complotti e i calcoli.

Certo, senza il minimo dubbio, le rivoluzioni colorate sono state tutte (ripeto tutte) eterodirette, eterofinanziate. Vale anche per la manifestazione del 5 dicembre? Non credo. Il Bilderberg non si occupa dei dettagli. Ragiona per strategie lunghe.

D'altro canto siamo a casa nostra e possiamo ragionare. C'è una spinta democratica reale in questo paese? C'è. La narrazione dell'Italia che fanno i media, tutti, anche «Repubblica», è falsa. È la narrazione del Potere. Ci dicono che l'Italia è berlusconiana. Ma Berlusconi non ha la maggioranza di questo paese. Ha la maggioranza di questo Parlamento, ottenuta con il suo sistema televisivo e con una legge elettorale che è stata costruita di comune intesa con la cosiddetta opposizione.

In condizioni di libertà e di pluralismo reali, e con il sistema proporzionale, Berlusconi non sarebbe nemmeno arrivato al potere. Dunque non c'è da immaginare chissà quale regia. Il dato è che la pazienza di moltissimi sta finendo. E che la volontà di tornare alla democrazia e alla decenza è costretta a esprimersi in questo modo perché non c'è più alcuna guida democratica dell'Italia democratica.

Per questa ragione io e Megachip abbiamo appoggiato la manifestazione, come anche Pino Cabras scrive.

E ci andremo, e spingeremo la gente ad andarci, per quanto potremo. Senza mai dimenticare (e qui Pino ha di nuovo ragione) che dietro le quinte ci sono quelli che tirano le corde nelle direzioni che loro interessano. Per esempio «Repubblica» e il Gruppo De Benedetti. Che sono quelli che hanno voluto il bipartitismo, che hanno sostenuto D'Alema e Veltroni mentre demolivano il Partito Comunista, mentre facevano la Bicamerale, mentre legittimavano Berlusconi.

Neanche loro vogliono Berlusconi, adesso che gli è scappato di mano.

Ma dubito seriamente che vogliano le stesse cose che vogliamo io e lei. Per esempio io penso che, quando cadrà Berlusconi, tutta la indecente commedia che anche costoro hanno contribuito a scrivere, del sistema maggioritario, del bipartitismo etc, andrà in frantumi. E non so cos'abbiano in testa questi "democratici" che hanno sostenuto tutte le guerre di questi anni, da quella del Kosovo a quella dell'Iraq. Timeo Danaos et dona ferentes. Per questo non dobbiamo fidarci e dobbiamo cominciare a costruire una "Alternativa". Non solo a Berlusconi, ma anche a loro.

Per questo bisogna andare in piazza il 5 dicembre. Ma con le nostre idee, e tenendo alta la guardia. Perché quando avremo mandato a casa il mafioso, sempre che ci riusciamo (e non è detto, in tempi brevi e prima che abbia fatto altri guai) potremmo trovarci qualcun altro che ci punta alla schiena non la lupara ma un fucile mitragliatore fabbricato, per esempio, a Tel Aviv.

Cordiali saluti,

Giulietto Chiesa.

Fonte:Megachip

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