domenica 5 aprile 2009

Berlusconi furioso con la stampa italiana "Mi calunniano, tentato da azioni dure"





PRAGA - Il filmato su Youtube sul ministro Giorgia Meloni, il video sui giornali online di mezzo mondo col rimprovero della Regina, "e ora questa cosa della Merkel...". Silvio Berlusconi spiega di "non farcela più" con la stampa italiana, che - sostiene - gioca contro il nostro Paese: "Questa è calunnia nei miei confronti e disinformazione nei confronti dei lettori - attacca - quindi a un certo momento non voglio arrivare a dire di fare azioni dirette e dure nei confronti di certi giornali e di certi protagonisti della stampa, però sono tentato perchè non si fa così...".

L'attacco ai media. Il riferimento è a una serie di episodi recenti, in cui alcuni comportamenti "eccentrici" del Cavaliere sono stati immortalati dalla telecamere e diffusi in tutto il mondo. L'ultimo è di oggi: il cancelliere Angela Merkel lo attende per una cerimonia ufficiale in ambito Nato, e lui invece parla al telefonino. "Angela sapeva che ero al telefono con Erdogan, glielo avevo detto", si giustifica il premier. E quanto alla Regina, "è stata nei miei confronti assolutamente aperta e simpatica. Qualcuno ha parlato di un rimbrotto ma poi quando arriva la smentita non richiesta, dicono che l'ha dovuta fare per la pressione di Berlusconi... Allora dico: 'andate al diavolo...'".

Insomma il capo del governo è un fiume in piena: "Non se ne può più", osserva,passeggiando in serata per le vie di Praga con giornalisti al seguito. Quanto al tipo di eventuali azioni contro tv e giornali, dice: "Perché, voi pensate che se io dico: non guardate più una tv o altro, non c'è nessuno che mi segue in Italia?".

Le reazioni. In serata arriva la replica del segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi: "Il capo di governo - scrive in una nota - non può cadere in cattive tentazioni, come in parte è già accaduto al nostro presidente del Consiglio. Quando i giornalisti scrivono riferendo di fatti osservati e a loro conosciuti fino a quel momento fanno il loro dovere. Qualsiasi minaccia del potere verso la stampa è inaccettabile". Più duro il presidente della Fnsi, Roberto Natale: "Parole di inaudita gravità".

Entusiasta delle parole del premier, invece, è Maurizio Gasparri: "Ha ragione Berlusconi. Perfino la Regina Elisabetta sconfessa un'informazione italiana bugiarda e imbarazzante. Berlusconi risolve anche lo stallo al vertice della Nato e da noi schiere di bugiardi dicono sciocchezze".

Opere pubbliche e ammortizzatori sociali. Ma Berlusconi da Praga parla anche della situazione economica. Annunciando un possibile rallentamento nella realizzazione delle infrastrutture: "Uno Stato quando c'è una crisi deve pensare prima di tutto ai suoi concittadini - spiega - magari anche rallentando certe opere pubbliche che erano in programma, perchè la cosa più importante è che si mantenga la pace e la coesione sociale e che nessuno sia lasciato indietro". In pratica, spiega il premier, "Tremonti insiste che gli ammortizzatori (i fondi per la cassa integrazione, ndr) messi da parte sono sufficienti, però ove non fossero sufficienti si possono ritardare opere pubbliche per aiutare i cittadini e poi magari riprenderle dopo un anno". Escluso il Ponte sullo Stretto, che è "un'opera epocale".

Fonte:LaRepubblica (4 aprile 2009)
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PRAGA - Il filmato su Youtube sul ministro Giorgia Meloni, il video sui giornali online di mezzo mondo col rimprovero della Regina, "e ora questa cosa della Merkel...". Silvio Berlusconi spiega di "non farcela più" con la stampa italiana, che - sostiene - gioca contro il nostro Paese: "Questa è calunnia nei miei confronti e disinformazione nei confronti dei lettori - attacca - quindi a un certo momento non voglio arrivare a dire di fare azioni dirette e dure nei confronti di certi giornali e di certi protagonisti della stampa, però sono tentato perchè non si fa così...".

L'attacco ai media. Il riferimento è a una serie di episodi recenti, in cui alcuni comportamenti "eccentrici" del Cavaliere sono stati immortalati dalla telecamere e diffusi in tutto il mondo. L'ultimo è di oggi: il cancelliere Angela Merkel lo attende per una cerimonia ufficiale in ambito Nato, e lui invece parla al telefonino. "Angela sapeva che ero al telefono con Erdogan, glielo avevo detto", si giustifica il premier. E quanto alla Regina, "è stata nei miei confronti assolutamente aperta e simpatica. Qualcuno ha parlato di un rimbrotto ma poi quando arriva la smentita non richiesta, dicono che l'ha dovuta fare per la pressione di Berlusconi... Allora dico: 'andate al diavolo...'".

Insomma il capo del governo è un fiume in piena: "Non se ne può più", osserva,passeggiando in serata per le vie di Praga con giornalisti al seguito. Quanto al tipo di eventuali azioni contro tv e giornali, dice: "Perché, voi pensate che se io dico: non guardate più una tv o altro, non c'è nessuno che mi segue in Italia?".

Le reazioni. In serata arriva la replica del segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi: "Il capo di governo - scrive in una nota - non può cadere in cattive tentazioni, come in parte è già accaduto al nostro presidente del Consiglio. Quando i giornalisti scrivono riferendo di fatti osservati e a loro conosciuti fino a quel momento fanno il loro dovere. Qualsiasi minaccia del potere verso la stampa è inaccettabile". Più duro il presidente della Fnsi, Roberto Natale: "Parole di inaudita gravità".

Entusiasta delle parole del premier, invece, è Maurizio Gasparri: "Ha ragione Berlusconi. Perfino la Regina Elisabetta sconfessa un'informazione italiana bugiarda e imbarazzante. Berlusconi risolve anche lo stallo al vertice della Nato e da noi schiere di bugiardi dicono sciocchezze".

Opere pubbliche e ammortizzatori sociali. Ma Berlusconi da Praga parla anche della situazione economica. Annunciando un possibile rallentamento nella realizzazione delle infrastrutture: "Uno Stato quando c'è una crisi deve pensare prima di tutto ai suoi concittadini - spiega - magari anche rallentando certe opere pubbliche che erano in programma, perchè la cosa più importante è che si mantenga la pace e la coesione sociale e che nessuno sia lasciato indietro". In pratica, spiega il premier, "Tremonti insiste che gli ammortizzatori (i fondi per la cassa integrazione, ndr) messi da parte sono sufficienti, però ove non fossero sufficienti si possono ritardare opere pubbliche per aiutare i cittadini e poi magari riprenderle dopo un anno". Escluso il Ponte sullo Stretto, che è "un'opera epocale".

Fonte:LaRepubblica (4 aprile 2009)

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