giovedì 15 gennaio 2009

la farsa Alitalia trova la sua degna conclusione con l'accordo con Air France


Di Rachel Sanderson

The Daily Telegraph



Questa estenuante pantomima nazionale ha creato molti vincitori, a partire da Silvio Berlusconi, primo ministro italiano, mentre i grandi sconfitti sembrerebbero essere gli Italiani.
Si dice che Berlusconi abbia approvato l'acquisto da parte di Air France-KLM del 25% delle azioni di Alitalia per 320 milioni di euro.
Una vittoria per il politico-magnate.
L'affare dovrebbe segnare la separazione definitiva dello stato dalla compagnia aerea in stato terminale che ha giá prosciugato 3 miliardi di euro prima che l'affare proposto venisse alla luce.

Tutto ció é ancora piú bene accolto, visto l'indebitamento in costante crescita dell'economia italiana.
Roberto Colaninno, ex-amministratore di Telecom Italia, ne esce anche a testa alta. Ha guidato un gruppo di imprenditori italiani che ha comprato la "parte buona" dell'Alitalia nel dicembre 2008 per 1.05 miliardi di euro - 427 milioni pagati e 625 milioni in debito.
Solo un mese dopo - e in un momento difficile per il mercato delle compagnie aeree - stanno per vendere una parte del loro investimento ad Air France - KLM.
Intesa Sanpaolo, la banca parte dell'affare, ritorna a casa con incassi, favore presso il governo e la soddisfazione di avere inglobato Air One - una compagnia aerea minore che lottava per restare a galla, nonché un creditore - nella nuova Alitalia.

E comunque, la Air France non ci sta poi rimettendo molto per controllare una parte della quarta piú grande fetta del mercato aereo europeo.
Quando stava per comprare l'Alitalia la primavera scorsa - prima di venire silurata dai sindacati e dalla campagna elettorale populista di Berlusconi - stava per domare una bestia molto diversa. Alitalia sarebbe arrivata con 1.2 miliardi di debiti e molte unitá d'affari che probabilmente Air France-KLM non voleva.

Ma la resurrezione dell'Alitalia sotto Berlusconi ha accorpato tutte questi aspetti indesiderati in una cosiddetta "bad company", pagata dallo Stato.
Gli Italiani stanno pagando il prezzo per la pantomima politica che é diventata l'Alitalia. Si sono caricati 2 miliardi di euro di costi stimati da quando i sindacati hanno posto il veto all'ultima offerta di Air France-KLM, incoraggiati da Berlusconi.

Si dice che i paesi hanno il leader che si meritano.
L'Italia potrebbe adesso avere anche la compagnia aerea che si merita.

Fonte: The Daily Telegraph, 12.1.09 l'articolo originale
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Di Rachel Sanderson

The Daily Telegraph



Questa estenuante pantomima nazionale ha creato molti vincitori, a partire da Silvio Berlusconi, primo ministro italiano, mentre i grandi sconfitti sembrerebbero essere gli Italiani.
Si dice che Berlusconi abbia approvato l'acquisto da parte di Air France-KLM del 25% delle azioni di Alitalia per 320 milioni di euro.
Una vittoria per il politico-magnate.
L'affare dovrebbe segnare la separazione definitiva dello stato dalla compagnia aerea in stato terminale che ha giá prosciugato 3 miliardi di euro prima che l'affare proposto venisse alla luce.

Tutto ció é ancora piú bene accolto, visto l'indebitamento in costante crescita dell'economia italiana.
Roberto Colaninno, ex-amministratore di Telecom Italia, ne esce anche a testa alta. Ha guidato un gruppo di imprenditori italiani che ha comprato la "parte buona" dell'Alitalia nel dicembre 2008 per 1.05 miliardi di euro - 427 milioni pagati e 625 milioni in debito.
Solo un mese dopo - e in un momento difficile per il mercato delle compagnie aeree - stanno per vendere una parte del loro investimento ad Air France - KLM.
Intesa Sanpaolo, la banca parte dell'affare, ritorna a casa con incassi, favore presso il governo e la soddisfazione di avere inglobato Air One - una compagnia aerea minore che lottava per restare a galla, nonché un creditore - nella nuova Alitalia.

E comunque, la Air France non ci sta poi rimettendo molto per controllare una parte della quarta piú grande fetta del mercato aereo europeo.
Quando stava per comprare l'Alitalia la primavera scorsa - prima di venire silurata dai sindacati e dalla campagna elettorale populista di Berlusconi - stava per domare una bestia molto diversa. Alitalia sarebbe arrivata con 1.2 miliardi di debiti e molte unitá d'affari che probabilmente Air France-KLM non voleva.

Ma la resurrezione dell'Alitalia sotto Berlusconi ha accorpato tutte questi aspetti indesiderati in una cosiddetta "bad company", pagata dallo Stato.
Gli Italiani stanno pagando il prezzo per la pantomima politica che é diventata l'Alitalia. Si sono caricati 2 miliardi di euro di costi stimati da quando i sindacati hanno posto il veto all'ultima offerta di Air France-KLM, incoraggiati da Berlusconi.

Si dice che i paesi hanno il leader che si meritano.
L'Italia potrebbe adesso avere anche la compagnia aerea che si merita.

Fonte: The Daily Telegraph, 12.1.09 l'articolo originale

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