lunedì 24 novembre 2008

L’uomo è il fine. Non lo Stato.


Di PdSUD Gaeta



Gaeta 22 novembre 2008 - In questi giorni autunnali, la vita politica gaetana si sta ravvivando attorno all’ICI sulle aree fabbricabili. UDC e Forza Italia hanno riempito di manifesti la città, praticamente dando indicazioni populistiche ai cittadini, come se arrivassero, come marziani, da Marte.

Non paghiamo l’ICI sui terreni fabbricabili, ci dicono. Ebbene, il partito del Sud potrebbe dire di non pagare tutte le tasse dovute a questo stato liberal massonico nato dal risorgimento piemontese: Irpef, Irap, Tosap, ICI sui fabbricati, ICI sui terreni, rivalutazione dei terreni industriali, Tarsu, Tasse di concessione demaniale e comunale, Tasse sui redditi, tasse sugli spazi pubblici, Autovelox, tasse autostradali, tasse sull’agricoltura, sulla pesca, contributi esorbitanti, tassi bancari da strozzini.I soldi vanno tutti al nord padano. Circa duecento tasse da 150 anni, hanno spennato il sud e i suoi cittadini, costretti all’emigrazione dal 13 febbraio 1861.
Al populismo demagocico di chi fa della legalità il suo campo di battaglia solo quando si tratta di difendere il proprio campicello politico o quando si cerca consenso immotivato.

Prodi ha tolto il 40%dell’ici sulla prima casa, Berlusconi ha tolto il restante 60%. Ma che bravi! Sinistra e destra a caccia di voti! Sinistra e destra ci spennano da 147 anni, e a pagare è solamente il Sud. Ci hanno tolto l’anima. Dobbiamo reagire alle provocazioni di politicanti ‘mbriachi di populismo e di clientelismo, UDC e Forza Italia in primo luogo e non dimentichiamo certa sinistra, un tempo corretta, oggi in parte corrotta da ideologie liberal massoiche che, per il Sud sono state mortali e malefiche. La legge sull’ICI sui terreni fabbricabili è stata promulgata nel 1993, e se non sbagliamo, al tempo era sindaco l’attuale capogruppo dell’UDC. Destra e sinistra si sono alternati al potere, e nel dicembre del 2003 fu approvato dalla giunta Magliozzi il regolamento in vigore, votato all’unanimità, con l’avv.Matarazzo presidente del consiglio.

Vorremmo sapere perchè non sono state notificate le cartelle ICi sui terreni fabbricabili da quella giunta ai 200 cittadini ignari della nostra città, oggi fatti passare dalle leggi in vigore, come evasori totali. Altri 300 gaetani pagano detta tassa dal 1994,perchè questa destra illiberale ed illegalitaria si agita tanto?
Noi diciamo ai concittadini a cuii sono arrivate le notifiche dei pagamenti Ici sui terreni fabbricabili di recarsi presso gli uffici comunali per concordare i pagamenti, ma di recarsi anche nelle sedi dei partiti UDC(di cui non conosciamo l’indirizzo della sede) e Forza Italia, in via piave 5, per farsi i pagare il sovrapprezzo del 40% di dette bollette, riferite ai quattro anni precedenti la nostra giunta. la colpa è dei partiti che hanno governato la città e soprattutto di coloro i quali rappresentavano i partiti in oggetto, erano tutti seduti sugli scranni del consiglio comunale.

I casi sono due, o c’è stato un danno erariale oppure uno scambio di voti, cose che o la Corte dei conti o la Magistratura ordinaria dovrebbero prendere in considerazione.Nei tempi belli di una volta i meridionali pagavano solo quattro tasse, più la fondiaria per chi era proprietario di terreni. oggi se ne contano oltre duecento, tutte messe nel carniere dal partito liberale che ci governa da 147 anni. A Gaeta, come in Italia, la politica vola bassa. Il Partito del Sud cerca di innalzare il suo livello. Rivogliamo gestire il nostro mare, i noli delle navi che caricano e scaricano nei nostri porti ( da nord a Sud); rivoliamo gestire i nostri beni demaniali; rivogliamo le spiagge, i cui concessionari sono strozzati da tasse di concesione inaudite che vanno allo stato. Il comune deve gestire le sue ricchezze demaniali, sia marittime che terrestri. Gaeta, nei secoli passati, aveva una flotta di 300 navi e 64 paranze, cantieri navali che davano lavoro a 2000 opreai specializzati; aveva fabbriche, frantoi, comemrci attivi in tutto il mondo conosciuto.Con Cavour e con il Conte Bastogi tutto fu centralizzato.

Il sistema è allo sbando, sta implodendo, voglionoi farci pagare detta crisi.
Ad oggi i terreni agricoli non pagavano l’ICi se facevano parte delle comunità Montane. Il Governo centrale ha imposto alle regioni la soppressione di molte di esse, come quella di cui facciamo parte. Questo significa un’altra mazzata per i possessori di terreni agricoli. Dal prosismo anno anche loro devono attivarsi a pagare un’altra tangente a questo Stato illiberale. Diciamo ai nostri concittadini di svegliarsi, e di mandare a quel paese i partiti che ci hanno governato per 150 anni, difendono solo gli interessi del Nord Tosco-padano. Costruiamo una nazione a dimensione d’uomo. Basta con gli imbonitori alla Berlusconi che difende la sua libertà vigilata, le sue tv, mentre spegne la nostra. Nel 1860 vi erano in Italia sei piccoli stati ed uno grande, il nostro. Oggi vi sono 20 regioni, 20 parlamenti regionali, enti parassitari, paghe ai nostri politici tra le più alte del mondo. Aboliamo questo stato di fatto, aboliamo le regioni, aboliamo le province, diamo autonomia ai comuni.

Vi è un mostro nel mondo moderno, lo Stato, che sta divorando la società. Questo Stato bisogna abbatterlo se non vorrà degenerare in una statolatria, in più feroce barbarie, far risorgere la società, federazione di associazioni quanto più libere e varie possibili. Avremo bisogno anche domani di una amministrazione centrale, di un governo, mai così l’una come l’altra saranno agli ordini della società e non viceversa.

L’uomo è il fine. Non lo Stato.


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Di PdSUD Gaeta



Gaeta 22 novembre 2008 - In questi giorni autunnali, la vita politica gaetana si sta ravvivando attorno all’ICI sulle aree fabbricabili. UDC e Forza Italia hanno riempito di manifesti la città, praticamente dando indicazioni populistiche ai cittadini, come se arrivassero, come marziani, da Marte.

Non paghiamo l’ICI sui terreni fabbricabili, ci dicono. Ebbene, il partito del Sud potrebbe dire di non pagare tutte le tasse dovute a questo stato liberal massonico nato dal risorgimento piemontese: Irpef, Irap, Tosap, ICI sui fabbricati, ICI sui terreni, rivalutazione dei terreni industriali, Tarsu, Tasse di concessione demaniale e comunale, Tasse sui redditi, tasse sugli spazi pubblici, Autovelox, tasse autostradali, tasse sull’agricoltura, sulla pesca, contributi esorbitanti, tassi bancari da strozzini.I soldi vanno tutti al nord padano. Circa duecento tasse da 150 anni, hanno spennato il sud e i suoi cittadini, costretti all’emigrazione dal 13 febbraio 1861.
Al populismo demagocico di chi fa della legalità il suo campo di battaglia solo quando si tratta di difendere il proprio campicello politico o quando si cerca consenso immotivato.

Prodi ha tolto il 40%dell’ici sulla prima casa, Berlusconi ha tolto il restante 60%. Ma che bravi! Sinistra e destra a caccia di voti! Sinistra e destra ci spennano da 147 anni, e a pagare è solamente il Sud. Ci hanno tolto l’anima. Dobbiamo reagire alle provocazioni di politicanti ‘mbriachi di populismo e di clientelismo, UDC e Forza Italia in primo luogo e non dimentichiamo certa sinistra, un tempo corretta, oggi in parte corrotta da ideologie liberal massoiche che, per il Sud sono state mortali e malefiche. La legge sull’ICI sui terreni fabbricabili è stata promulgata nel 1993, e se non sbagliamo, al tempo era sindaco l’attuale capogruppo dell’UDC. Destra e sinistra si sono alternati al potere, e nel dicembre del 2003 fu approvato dalla giunta Magliozzi il regolamento in vigore, votato all’unanimità, con l’avv.Matarazzo presidente del consiglio.

Vorremmo sapere perchè non sono state notificate le cartelle ICi sui terreni fabbricabili da quella giunta ai 200 cittadini ignari della nostra città, oggi fatti passare dalle leggi in vigore, come evasori totali. Altri 300 gaetani pagano detta tassa dal 1994,perchè questa destra illiberale ed illegalitaria si agita tanto?
Noi diciamo ai concittadini a cuii sono arrivate le notifiche dei pagamenti Ici sui terreni fabbricabili di recarsi presso gli uffici comunali per concordare i pagamenti, ma di recarsi anche nelle sedi dei partiti UDC(di cui non conosciamo l’indirizzo della sede) e Forza Italia, in via piave 5, per farsi i pagare il sovrapprezzo del 40% di dette bollette, riferite ai quattro anni precedenti la nostra giunta. la colpa è dei partiti che hanno governato la città e soprattutto di coloro i quali rappresentavano i partiti in oggetto, erano tutti seduti sugli scranni del consiglio comunale.

I casi sono due, o c’è stato un danno erariale oppure uno scambio di voti, cose che o la Corte dei conti o la Magistratura ordinaria dovrebbero prendere in considerazione.Nei tempi belli di una volta i meridionali pagavano solo quattro tasse, più la fondiaria per chi era proprietario di terreni. oggi se ne contano oltre duecento, tutte messe nel carniere dal partito liberale che ci governa da 147 anni. A Gaeta, come in Italia, la politica vola bassa. Il Partito del Sud cerca di innalzare il suo livello. Rivogliamo gestire il nostro mare, i noli delle navi che caricano e scaricano nei nostri porti ( da nord a Sud); rivoliamo gestire i nostri beni demaniali; rivogliamo le spiagge, i cui concessionari sono strozzati da tasse di concesione inaudite che vanno allo stato. Il comune deve gestire le sue ricchezze demaniali, sia marittime che terrestri. Gaeta, nei secoli passati, aveva una flotta di 300 navi e 64 paranze, cantieri navali che davano lavoro a 2000 opreai specializzati; aveva fabbriche, frantoi, comemrci attivi in tutto il mondo conosciuto.Con Cavour e con il Conte Bastogi tutto fu centralizzato.

Il sistema è allo sbando, sta implodendo, voglionoi farci pagare detta crisi.
Ad oggi i terreni agricoli non pagavano l’ICi se facevano parte delle comunità Montane. Il Governo centrale ha imposto alle regioni la soppressione di molte di esse, come quella di cui facciamo parte. Questo significa un’altra mazzata per i possessori di terreni agricoli. Dal prosismo anno anche loro devono attivarsi a pagare un’altra tangente a questo Stato illiberale. Diciamo ai nostri concittadini di svegliarsi, e di mandare a quel paese i partiti che ci hanno governato per 150 anni, difendono solo gli interessi del Nord Tosco-padano. Costruiamo una nazione a dimensione d’uomo. Basta con gli imbonitori alla Berlusconi che difende la sua libertà vigilata, le sue tv, mentre spegne la nostra. Nel 1860 vi erano in Italia sei piccoli stati ed uno grande, il nostro. Oggi vi sono 20 regioni, 20 parlamenti regionali, enti parassitari, paghe ai nostri politici tra le più alte del mondo. Aboliamo questo stato di fatto, aboliamo le regioni, aboliamo le province, diamo autonomia ai comuni.

Vi è un mostro nel mondo moderno, lo Stato, che sta divorando la società. Questo Stato bisogna abbatterlo se non vorrà degenerare in una statolatria, in più feroce barbarie, far risorgere la società, federazione di associazioni quanto più libere e varie possibili. Avremo bisogno anche domani di una amministrazione centrale, di un governo, mai così l’una come l’altra saranno agli ordini della società e non viceversa.

L’uomo è il fine. Non lo Stato.


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