lunedì 22 settembre 2008

L’ombra dei Casalesi e l'Emilia felix


Di Dario Caselli

Sfortunato il Paese che ha bisogno di eroi, ma ancor più sventurato quello che non ha governanti.La camorra casalese uccide sei immigrati extracomunitari, presumibilmente perché spacciavano senza pagare dazio.

Per reazione gli altri extracomunitari attaccano le auto con spranghe,rovesciano cassonetti e prendono a sassate negozi.

Stiamo parlando di una delle regioni, la Campania,da tempo sottratte al governo dello Stato il problema è così conosciuto che gli investimenti stranieri in Italia sono concentrati per il99,5% nel centro nord e per lo 0.5 al sud; la ragione,come ricordava Pasquale Pistorio, ex amministratore di Stm,è una sola, la delinquenza.


Purtroppo la metastasi si è ampiamente diffusa nelle ricche regioni del nord,comprese l’Emilia,dove le varie mafie si sono divise appalti e territori. Eppure,dato che in genere gli affiliati muoiono durante le vacanze al sud, la loro presenza non desta un particolare allarme.

Ogni tanto qualcuno,come il professor Ciconte o Sonia Alfano,tengono da noi conferenze non affollate per segnalare il pericolo, in genere senza che si notano particolari reazioni.Certo è giusto rimpatriare clandestini, prostitute, piccoli delinquenti, che colpiscono l ’immagine, i beni e la persona di larghe fasce della popolazione,ma non deve lasciare tranquilli il fiume di danaro che si rovescia su immobili ed attività commerciali da parte di italiani ed immigrati dei quali varrebbe la pena conoscere il segreto di così rapidi arricchimenti.

Cominciamo a credere che anche nell’Emilia felix, più che i reati manchino le indagini mentre lo Stato latita ognuno si fa stato, si fa governo, si fa giustizia,la camorra che spara, gli immigrati che sprangano,mentre le persone per bene non possono che stare a guardare.


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Di Dario Caselli

Sfortunato il Paese che ha bisogno di eroi, ma ancor più sventurato quello che non ha governanti.La camorra casalese uccide sei immigrati extracomunitari, presumibilmente perché spacciavano senza pagare dazio.

Per reazione gli altri extracomunitari attaccano le auto con spranghe,rovesciano cassonetti e prendono a sassate negozi.

Stiamo parlando di una delle regioni, la Campania,da tempo sottratte al governo dello Stato il problema è così conosciuto che gli investimenti stranieri in Italia sono concentrati per il99,5% nel centro nord e per lo 0.5 al sud; la ragione,come ricordava Pasquale Pistorio, ex amministratore di Stm,è una sola, la delinquenza.


Purtroppo la metastasi si è ampiamente diffusa nelle ricche regioni del nord,comprese l’Emilia,dove le varie mafie si sono divise appalti e territori. Eppure,dato che in genere gli affiliati muoiono durante le vacanze al sud, la loro presenza non desta un particolare allarme.

Ogni tanto qualcuno,come il professor Ciconte o Sonia Alfano,tengono da noi conferenze non affollate per segnalare il pericolo, in genere senza che si notano particolari reazioni.Certo è giusto rimpatriare clandestini, prostitute, piccoli delinquenti, che colpiscono l ’immagine, i beni e la persona di larghe fasce della popolazione,ma non deve lasciare tranquilli il fiume di danaro che si rovescia su immobili ed attività commerciali da parte di italiani ed immigrati dei quali varrebbe la pena conoscere il segreto di così rapidi arricchimenti.

Cominciamo a credere che anche nell’Emilia felix, più che i reati manchino le indagini mentre lo Stato latita ognuno si fa stato, si fa governo, si fa giustizia,la camorra che spara, gli immigrati che sprangano,mentre le persone per bene non possono che stare a guardare.


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