sabato 20 settembre 2008

Catania, spazzini senza stipendi in strada rifiuti e guerriglia


CATANIA - Da lunedì i netturbini non raccolgono più l'immondizia per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi di agosto, la città è piena di cassonetti stracolmi, montagnole di rifiuti davanti alle scuole (e numerosi genitori non mandano più i figli a lezione per paura di infezioni), ieri mattina gli spazzini hanno inscenato una guerriglia davanti al municipio, due cassonetti rovesciati, poliziotti in assetto di guerra, e 65 dirigenti comunali, all'insaputa del sindaco, si sono assegnati i premi di produzione per il 2006. Da 3 mila a 17 mila euro cadauno.
Totale: 2 milioni 168 mila euro, oneri previdenziali compresi.
Premi già intascati, e con qualche accortezza, visto che i salari di settembre per i 4500 comunali sono a serio rischio.
È stato il consigliere pd Saro D'Agata a denunciare lo scandalo. Raffaele Stancanelli, il sindaco di An, che in queste settimane sembra un cireneo su e giù per Roma nel disperato tentativo di convincere il governo ad anticipare dei trasferimenti statali, è trasecolato. Non ne sapeva nulla.
Annunciata la rimozione del direttore del personale, che ha firmato il provvedimento. "Mi ero raccomandato di informarmi su tutte le spese, anche le più piccole, figuriamoci una spesa milionaria" ha commentato.
Due milioni che si aggiungono alla voragine di debiti (500 milioni secondo il ragioniere generale, 870 secondo gli ispettori ministeriali) che gravano su Catania, lascito delle giunte Scapagnini, il medico di Berlusconi che ha portato la nona città d'Italia sul lastrico prima di riparare in Parlamento.
"I premi sono in linea con il contratto di lavoro e si riferiscono al 2006" s'è difeso il capo del personale, Carmelo Reale. "Ma che obiettivi sono stati raggiunti, con la città in ginocchio?" rintuzza D'Agata. Lo scenario è da horror: duecento creditori, tra cui numerose coop sociali, che da mesi non ricevono un centesimo, ogni giorno un corteo, una manifestazione, famiglie in mano agli usurai, interi quartieri senza luce (aumentati gli scippi).
Orazio Licandro, dei Comunisti italiani, parla di assalto alla diligenza, e chiama in causa la responsabilità del ragioniere generale che ha autorizzato i super-premi. "Da un punto di vista cronologico non toccava prima ai lavoratori delle cooperative?". I soldi sono già stati incassati, il danno è fatto.
Lo sciopero dei 440 netturbini della Dusty ("avanziamo crediti per oltre 3 milioni"), ai quali si sono aggiunti da ieri i 42 operai della Puntese, che assicura la manutenzione dei mezzi della nettezza urbana, sono un antipasto di quel che potrà accadere se entro il 30 settembre non arriveranno i soldi per ripianare i debiti degli ultimi tre bilanci, condizione posta dalla Cassa depositi e prestiti per dare il via libera alla ristrutturazione dei mutui e al piano di risanamento con le banche. "Se da Roma non dovessero pervenire risposte concrete, credo che non vi siano escamotage per superare questo mese", ammette il ragioniere generale Francesco Bruno.
Stancanelli intanto ha scritto un'accorata lettera aperta a Berlusconi. Il Cavaliere nel 2005 giunse a Catania invitando la popolazione a rieleggere Scapagnini.
Qui 8 su 10 votano Pdl. La speranza è legata al Consiglio dei ministri di oggi, servono subito 120 millioni, ma Tremonti frena. Con il dissesto i creditori avrebbero diritto solo al 40% delle spettanze.
Lo spettro: piccole imprese fallite, migliaia di disoccupati.
Un disastro mondiale, stile Napoli.

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CATANIA - Da lunedì i netturbini non raccolgono più l'immondizia per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi di agosto, la città è piena di cassonetti stracolmi, montagnole di rifiuti davanti alle scuole (e numerosi genitori non mandano più i figli a lezione per paura di infezioni), ieri mattina gli spazzini hanno inscenato una guerriglia davanti al municipio, due cassonetti rovesciati, poliziotti in assetto di guerra, e 65 dirigenti comunali, all'insaputa del sindaco, si sono assegnati i premi di produzione per il 2006. Da 3 mila a 17 mila euro cadauno.
Totale: 2 milioni 168 mila euro, oneri previdenziali compresi.
Premi già intascati, e con qualche accortezza, visto che i salari di settembre per i 4500 comunali sono a serio rischio.
È stato il consigliere pd Saro D'Agata a denunciare lo scandalo. Raffaele Stancanelli, il sindaco di An, che in queste settimane sembra un cireneo su e giù per Roma nel disperato tentativo di convincere il governo ad anticipare dei trasferimenti statali, è trasecolato. Non ne sapeva nulla.
Annunciata la rimozione del direttore del personale, che ha firmato il provvedimento. "Mi ero raccomandato di informarmi su tutte le spese, anche le più piccole, figuriamoci una spesa milionaria" ha commentato.
Due milioni che si aggiungono alla voragine di debiti (500 milioni secondo il ragioniere generale, 870 secondo gli ispettori ministeriali) che gravano su Catania, lascito delle giunte Scapagnini, il medico di Berlusconi che ha portato la nona città d'Italia sul lastrico prima di riparare in Parlamento.
"I premi sono in linea con il contratto di lavoro e si riferiscono al 2006" s'è difeso il capo del personale, Carmelo Reale. "Ma che obiettivi sono stati raggiunti, con la città in ginocchio?" rintuzza D'Agata. Lo scenario è da horror: duecento creditori, tra cui numerose coop sociali, che da mesi non ricevono un centesimo, ogni giorno un corteo, una manifestazione, famiglie in mano agli usurai, interi quartieri senza luce (aumentati gli scippi).
Orazio Licandro, dei Comunisti italiani, parla di assalto alla diligenza, e chiama in causa la responsabilità del ragioniere generale che ha autorizzato i super-premi. "Da un punto di vista cronologico non toccava prima ai lavoratori delle cooperative?". I soldi sono già stati incassati, il danno è fatto.
Lo sciopero dei 440 netturbini della Dusty ("avanziamo crediti per oltre 3 milioni"), ai quali si sono aggiunti da ieri i 42 operai della Puntese, che assicura la manutenzione dei mezzi della nettezza urbana, sono un antipasto di quel che potrà accadere se entro il 30 settembre non arriveranno i soldi per ripianare i debiti degli ultimi tre bilanci, condizione posta dalla Cassa depositi e prestiti per dare il via libera alla ristrutturazione dei mutui e al piano di risanamento con le banche. "Se da Roma non dovessero pervenire risposte concrete, credo che non vi siano escamotage per superare questo mese", ammette il ragioniere generale Francesco Bruno.
Stancanelli intanto ha scritto un'accorata lettera aperta a Berlusconi. Il Cavaliere nel 2005 giunse a Catania invitando la popolazione a rieleggere Scapagnini.
Qui 8 su 10 votano Pdl. La speranza è legata al Consiglio dei ministri di oggi, servono subito 120 millioni, ma Tremonti frena. Con il dissesto i creditori avrebbero diritto solo al 40% delle spettanze.
Lo spettro: piccole imprese fallite, migliaia di disoccupati.
Un disastro mondiale, stile Napoli.

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