domenica 27 gennaio 2019

27 GENNAIO-GIORNATA DELLA MEMORIA. SE SI DIMENTICA IL PASSATO...SI RITORNA AL PASSATO...


Di Natale Cuccurese

Oggi giornata della memoria. Si ricordano le vittime dell'Olocausto, delle leggi razziali, le minoranze discriminate e deportate, coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati, nonché tutti i deportati militari e politici nella Germania nazista. In altre parole si ricordano oltre agli ebrei anche le altre minoranze perseguitate, rom, neri e altre "razze inferiori", disabili fisici e mentali, perseguitati politici, testimoni di Geova, omosessuali, disertori, obiettori di coscienza... tutti indistintamente vittime dell'Olocausto. 

La celebrazione si svolge oggi in ricordo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa.
Fra le vittime moltissimi cittadini italiani, anche meridionali. Uno fra tutti il piccolo Sergio de Simone (nella foto) un bambino napoletano ebreo , massacrato insieme ad altre creature innocenti come lui nel campo di Auschwitz dal dottor Mengele, di cui come Partito del Sud abbiamo sostenuto in Commissione Toponomastica, tramite il nostro rappresentante Andrea Balia e su proposta del Sindaco Luigi de Magistris, la delibera, poi approvata, per l’apposizione di una targa commemorativa a Napoli.
Basta ricordare questi nomi, vedere in fotografia questi volti, per capire quanto questa giornata sia opportuna per una doverosa ed adeguata riflessione affinchè queste mostruosità non si ripetano mai più, in un periodo in cui si vedono tornare alla luce in Italia, in Europa e nel Mondo vergognose pulsioni razziste e xenofobe verso altri popoli, altre etnie, altre religioni, altre minoranze.
Credo poi sia utile ricordare l'olocausto anche per richiamare l'assurdità evidente che quel re che firmò le leggi razziali in Italia nel 1938, e che permise pertanto la deportazione verso il genocidio degli ebrei italiani e non solo, è quel Vittorio Emanuele III che ancora oggi ha vergognosamente intitolate in Italia vie, piazze, monumenti. Una ipocrisia atroce che segnala l'urgenza di procedere rapidamente ad una rapida cancellazione di queste titolazioni, e noi del Partito del Sud ce ne siamo fatti portavoce proprio a partire da Napoli, per richiamare ad un minimo di coerenza una classe politica che in gran parte oggi commemora, ma che in realtà non solo non ha fatto i conti con la storia, o addirittura la ignora, ma fa il percorso del gambero se solo pensiamo all'omaggio alle tombe di casa savoia fatto da Napolitano al Pantheon il 17 marzo 2011 o al rientro recente della salma in Italia di Vittorio Emanuele III a spese della comunità ed in gran riserbo. 

Oppure, ancor più grave, per restare alla cronaca politica quotidiana, il degrado anche del dibattito politico, in larga parte per colpa anche di partiti della maggioranza attualmente al governo. Dibattito focalizzato sui muri da innalzare, i porti chiusi, gli atteggiamenti e le parole xenofe e razziste.
Quando poi si arriva a questa data c'è sempre qualcuno che tira fuori il "si, però ci sono stati anche altri massacri e genocidi nella storia".
E' purtroppo vero, stragi anche durante le repressioni del cosiddetto brigantaggio ve ne furono anche al Sud ed è giusto e doveroso ricordarle, ma non c'è contrapposizione alcuna, ogni genocidio, ogni massacro è un crimine verso l'umanità che non prevede alcun tipo di giustificazione, anzi la memoria va tenuta ben viva affinchè mostruosità di ogni tipo non si ripetano a danno di nessuno.
Ben venga pertanto oggi questa giornata della memoria, nell'auspicio che possa servire non solo a far riflettere e ricordare, come doveroso, ma anche a favorire una lettura storica che faccia ben comprendere alle nuove generazioni chi sono i falsi eroi, alcuni ancora come detto oscenamente celebrati in Italia, e chi i martiri, affinchè la guardia resti alta, oggi più che mai, contro ogni rigurgito razzista perchè quel che accadde non si ripeta mai più.



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Di Natale Cuccurese

Oggi giornata della memoria. Si ricordano le vittime dell'Olocausto, delle leggi razziali, le minoranze discriminate e deportate, coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati, nonché tutti i deportati militari e politici nella Germania nazista. In altre parole si ricordano oltre agli ebrei anche le altre minoranze perseguitate, rom, neri e altre "razze inferiori", disabili fisici e mentali, perseguitati politici, testimoni di Geova, omosessuali, disertori, obiettori di coscienza... tutti indistintamente vittime dell'Olocausto. 

La celebrazione si svolge oggi in ricordo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa.
Fra le vittime moltissimi cittadini italiani, anche meridionali. Uno fra tutti il piccolo Sergio de Simone (nella foto) un bambino napoletano ebreo , massacrato insieme ad altre creature innocenti come lui nel campo di Auschwitz dal dottor Mengele, di cui come Partito del Sud abbiamo sostenuto in Commissione Toponomastica, tramite il nostro rappresentante Andrea Balia e su proposta del Sindaco Luigi de Magistris, la delibera, poi approvata, per l’apposizione di una targa commemorativa a Napoli.
Basta ricordare questi nomi, vedere in fotografia questi volti, per capire quanto questa giornata sia opportuna per una doverosa ed adeguata riflessione affinchè queste mostruosità non si ripetano mai più, in un periodo in cui si vedono tornare alla luce in Italia, in Europa e nel Mondo vergognose pulsioni razziste e xenofobe verso altri popoli, altre etnie, altre religioni, altre minoranze.
Credo poi sia utile ricordare l'olocausto anche per richiamare l'assurdità evidente che quel re che firmò le leggi razziali in Italia nel 1938, e che permise pertanto la deportazione verso il genocidio degli ebrei italiani e non solo, è quel Vittorio Emanuele III che ancora oggi ha vergognosamente intitolate in Italia vie, piazze, monumenti. Una ipocrisia atroce che segnala l'urgenza di procedere rapidamente ad una rapida cancellazione di queste titolazioni, e noi del Partito del Sud ce ne siamo fatti portavoce proprio a partire da Napoli, per richiamare ad un minimo di coerenza una classe politica che in gran parte oggi commemora, ma che in realtà non solo non ha fatto i conti con la storia, o addirittura la ignora, ma fa il percorso del gambero se solo pensiamo all'omaggio alle tombe di casa savoia fatto da Napolitano al Pantheon il 17 marzo 2011 o al rientro recente della salma in Italia di Vittorio Emanuele III a spese della comunità ed in gran riserbo. 

Oppure, ancor più grave, per restare alla cronaca politica quotidiana, il degrado anche del dibattito politico, in larga parte per colpa anche di partiti della maggioranza attualmente al governo. Dibattito focalizzato sui muri da innalzare, i porti chiusi, gli atteggiamenti e le parole xenofe e razziste.
Quando poi si arriva a questa data c'è sempre qualcuno che tira fuori il "si, però ci sono stati anche altri massacri e genocidi nella storia".
E' purtroppo vero, stragi anche durante le repressioni del cosiddetto brigantaggio ve ne furono anche al Sud ed è giusto e doveroso ricordarle, ma non c'è contrapposizione alcuna, ogni genocidio, ogni massacro è un crimine verso l'umanità che non prevede alcun tipo di giustificazione, anzi la memoria va tenuta ben viva affinchè mostruosità di ogni tipo non si ripetano a danno di nessuno.
Ben venga pertanto oggi questa giornata della memoria, nell'auspicio che possa servire non solo a far riflettere e ricordare, come doveroso, ma anche a favorire una lettura storica che faccia ben comprendere alle nuove generazioni chi sono i falsi eroi, alcuni ancora come detto oscenamente celebrati in Italia, e chi i martiri, affinchè la guardia resti alta, oggi più che mai, contro ogni rigurgito razzista perchè quel che accadde non si ripeta mai più.



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giovedì 24 gennaio 2019

PRIMA AFFAMANO I SUD AMERICANI (E DEL MONDO), POI COSTRUISCONO MURI


La nostra solidarietà meridionalista al Presidente del Venezuela Maduro contro il tentativo di golpe imperialista.
Con Trump assistiamo al ritorno agli anni ‘70 in America Latina. Dopo quanto avvenuto in Brasile, il riconoscimento lampo degli USA a Guaidó spinge il Venezuela verso una possibile, disastrosa, guerra civile.
Il governo italiano, ancora in silenzio, prenda posizione a difesa della democrazia e del popolo venezuelano!

Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti


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La nostra solidarietà meridionalista al Presidente del Venezuela Maduro contro il tentativo di golpe imperialista.
Con Trump assistiamo al ritorno agli anni ‘70 in America Latina. Dopo quanto avvenuto in Brasile, il riconoscimento lampo degli USA a Guaidó spinge il Venezuela verso una possibile, disastrosa, guerra civile.
Il governo italiano, ancora in silenzio, prenda posizione a difesa della democrazia e del popolo venezuelano!

Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti


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mercoledì 9 gennaio 2019

La campagna di adesione al Partito del Sud riprende con il Tesseramento 2019

La campagna di adesione al Partito del SUD riprende con il Tesseramento 2019 


L’obiettivo del Partito del Sud è quello della difesa e promozione della identità, delle istanze e degli interessi del Sud, non in contrapposizione al Nord ma in sinergia e volano per la crescita e sviluppo dell'intero Paese.

Noi del Partito del Sud
  • ci ispiriamo agli scritti e alle azioni di Antonio Gramsci, Guido Dorso e Gaetano Salvemini, come padri del pensiero meridionalista.
  • siamo sicuri che la rinascita del sud possa concretizzarsi attraverso una buona politica, laica, progressista e nel rispetto della Costituzione repubblicana.
  • siamo sicuri che la soluzione dei problemi del Sud italiano non risponda soltanto a un’esigenza di equità storica e di giustizia sociale, ma che rappresenti la soluzione ai problemi che affliggono l'Italia.
  • desideriamo creare le condizioni per la nascita di una nuova classe dirigente meridionale più idonea a rappresentare gli interessi legittimi e veri dei nostri territori
  • lavoriamo per creare una società basata su valori e principi di libertà, giustizia, eguaglianza, solidarietà e progresso
  • non vogliamo che il Meridione sia percepito ancora come zavorra nazionale
  • vogliamo un Mezzogiorno nuovo che ha voglia di proporre, che valorizzi le eccellenze del suo territorio, che sia esempio di legalità e di lotta al malaffare
  • vogliamo un Sud che desidera affermare con forza la propria dignità e giocare il ruolo che gli compete in ambito nazionale, europeo e internazionale.
A seguito dell'Unità d'Italia, il Sud si è avvitato in una spirale del sottosviluppo che è arrivata, con la sua onda lunga, fino ad oggi.

L'unità monetaria prima e lo spostamento del centro economico e decisionale nel nord del paese, hanno provocato (tra le altre cose) il progressivo deterioramento del tessuto economico e produttivo del sud.

Il Meridione si è trasformato in un “serbatoio di voti” per una classe politica dirigente inetta e corrotta e che è stata fedele a quel “patto” scellerato e non scritto su cui è stata edificata l’unità nazionale: il Nord produce e il Sud consuma.

Consapevoli di questo peccato originale che ha generato le storture nel sistema economico e sociale italiano, il Partito del Sud lavora per:
  • riposizionare il Meridione nello scenario nazionale ed europeo
  • portare avanti i progetti e le azioni necessarie perché finalmente si possano innescare processi di sviluppo durevoli, tali da arrestare il fenomeno migratorio che è il dramma del nostro territorio da oltre 150 anni
  • promuovere una riforma costituzionale che, preveda l’autonomia dei territori, nel rispetto della solidarietà, specificità territoriali, culturali e storiche
  • contrastare le mafie, le forze occulte criminali che si sono insediate nel tessuto socio-economico, impedendo il rilancio e la ripresa economica.


Le quote di adesione anche per quest'anno restano invariate:
  • 20 Euro per Soci Ordinari; 
  • 50 Euro per Soci Sostenitori
  • 10 Euro quota ridotta solo per Disoccupati, Studenti, Casalinghe e Pensionati; 
E' possibile aderire al partito con diverse modalità. 

On line, con pagamento della quota tramite paypal o bonifico bancario
Tesseramento tramite sezione o referente territoriale.
Per le adesioni tramite le nostre sezioni locali, la consegna della domanda di adesione ed il pagamento della quota può essere fatto rivolgendosi ai nostri presidi sul territorio (vedi "Contatti")

(vedi "Contatti")


Ricordiamo che per i già iscritti il rinnovo del tesseramento al Partito del Sud  si può effettuare entro  31 Marzo 2019 mentre per le nuove iscrizioni il termine è fissato a tutto il 30 Giugno 2019



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La campagna di adesione al Partito del SUD riprende con il Tesseramento 2019 


L’obiettivo del Partito del Sud è quello della difesa e promozione della identità, delle istanze e degli interessi del Sud, non in contrapposizione al Nord ma in sinergia e volano per la crescita e sviluppo dell'intero Paese.

Noi del Partito del Sud
  • ci ispiriamo agli scritti e alle azioni di Antonio Gramsci, Guido Dorso e Gaetano Salvemini, come padri del pensiero meridionalista.
  • siamo sicuri che la rinascita del sud possa concretizzarsi attraverso una buona politica, laica, progressista e nel rispetto della Costituzione repubblicana.
  • siamo sicuri che la soluzione dei problemi del Sud italiano non risponda soltanto a un’esigenza di equità storica e di giustizia sociale, ma che rappresenti la soluzione ai problemi che affliggono l'Italia.
  • desideriamo creare le condizioni per la nascita di una nuova classe dirigente meridionale più idonea a rappresentare gli interessi legittimi e veri dei nostri territori
  • lavoriamo per creare una società basata su valori e principi di libertà, giustizia, eguaglianza, solidarietà e progresso
  • non vogliamo che il Meridione sia percepito ancora come zavorra nazionale
  • vogliamo un Mezzogiorno nuovo che ha voglia di proporre, che valorizzi le eccellenze del suo territorio, che sia esempio di legalità e di lotta al malaffare
  • vogliamo un Sud che desidera affermare con forza la propria dignità e giocare il ruolo che gli compete in ambito nazionale, europeo e internazionale.
A seguito dell'Unità d'Italia, il Sud si è avvitato in una spirale del sottosviluppo che è arrivata, con la sua onda lunga, fino ad oggi.

L'unità monetaria prima e lo spostamento del centro economico e decisionale nel nord del paese, hanno provocato (tra le altre cose) il progressivo deterioramento del tessuto economico e produttivo del sud.

Il Meridione si è trasformato in un “serbatoio di voti” per una classe politica dirigente inetta e corrotta e che è stata fedele a quel “patto” scellerato e non scritto su cui è stata edificata l’unità nazionale: il Nord produce e il Sud consuma.

Consapevoli di questo peccato originale che ha generato le storture nel sistema economico e sociale italiano, il Partito del Sud lavora per:
  • riposizionare il Meridione nello scenario nazionale ed europeo
  • portare avanti i progetti e le azioni necessarie perché finalmente si possano innescare processi di sviluppo durevoli, tali da arrestare il fenomeno migratorio che è il dramma del nostro territorio da oltre 150 anni
  • promuovere una riforma costituzionale che, preveda l’autonomia dei territori, nel rispetto della solidarietà, specificità territoriali, culturali e storiche
  • contrastare le mafie, le forze occulte criminali che si sono insediate nel tessuto socio-economico, impedendo il rilancio e la ripresa economica.


Le quote di adesione anche per quest'anno restano invariate:
  • 20 Euro per Soci Ordinari; 
  • 50 Euro per Soci Sostenitori
  • 10 Euro quota ridotta solo per Disoccupati, Studenti, Casalinghe e Pensionati; 
E' possibile aderire al partito con diverse modalità. 

On line, con pagamento della quota tramite paypal o bonifico bancario
Tesseramento tramite sezione o referente territoriale.
Per le adesioni tramite le nostre sezioni locali, la consegna della domanda di adesione ed il pagamento della quota può essere fatto rivolgendosi ai nostri presidi sul territorio (vedi "Contatti")

(vedi "Contatti")


Ricordiamo che per i già iscritti il rinnovo del tesseramento al Partito del Sud  si può effettuare entro  31 Marzo 2019 mentre per le nuove iscrizioni il termine è fissato a tutto il 30 Giugno 2019



martedì 1 gennaio 2019

L’ANNO CHE È APPENA INIZIATO E CHE VERRÀ

Ho letto nei giorni scorsi un titolo di un “famoso” quotidiano che diceva: “Non se ne può più dei piagnistei del Sud”.
La prima reazione che ho avuto è stata quella che ti viene sempre di pancia, quella che sale su senza che neanche ti impegni più di tanto: la rabbia.
La solita rabbia che prende noi meridionali quando un giorno si e l’altro pure sei preso nel fuoco incrociato dei luoghi comuni e dell’arte del far diventare le vittime i veri colpevoli. E allora ti viene voglia di protestare, di mettere in risalto quanto sei offeso, di cercare di far capire, anche ai meridionali infatuati dai nuovi conquistadores, che forse è meglio capire ciò che è stato o non è stato fatto al sud e per il sud nel corso di questi decenni e nel corso di questi ultimi mesi.
A riflettere bene però, se vogliamo cambiare qualcosa e vogliamo che l’anno appena iniziato sia migliore di quello che si è chiuso, dobbiamo cominciare a pretendere ciò che ci è dovuto e non più solo segnalare ciò che non va.
Partiamo dal primo presupposto: il nostro Paese ha una Costituzione, questa va applicata, non può essere più un fatto che rientra solo “negli auspici” (gergo politichese che odio). La Costituzione della Repubblica Italiana va applicata, non solo nella scellerata parte che ci obbliga al “pareggio di bilancio”, ma in tutte le sue ben più nobili parti.
Cominciando dal suo articolo 2 che recita: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.
Non ci può essere una Repubblica che sostiene i cittadini in base al PIL della loro regione e al loro gettito fiscale. Non ci può essere una Repubblica che “investe” risorse dove “conviene” non dove c’è bisogno. Non ci può essere una Repubblica che non aspiri a rendere “uguali” tutti i suoi cittadini e a concedere loro tutto il necessario (servizi – infrastrutture – istruzione – sanità – opportunità), nel luogo in cui si trovano per poter competere, ma soprattutto per poter dire, con pari dignità, di essere italiani, europei, mediterranei. Non prima gli italiani, ma prima l’uomo, con la sua dignità e il suo valore in quanto persona.
“La Repubblica garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”. Quante volte, ogni santissimo giorno, questo principio viene tradito ?
Tra l’altro il famoso mantra: “prima gli italiani”, mi fa venire in mente una domanda semplice semplice: “Quali italiani ?”
Quelli del SUD in che percentuale hanno diritto di vedere soddisfatti i “diritti” garantiti dalla Costituzione ? Ci siamo infilati in una spirale che vede, per assurdo, politica, media, intellettuali, cittadini, preoccupati per il futuro dei “fratelli” più ricchi e non per quelli che da sempre vengono considerati una zavorra.
Ci siamo presi le nostre colpe di meridionali e ce le continuiamo a prendere:
Non essere capaci di pretendere delle politiche che portino il sud al passo del Paese
Non aver mai preteso di poter scegliere una classe dirigente veramente in grado di modificare le sorti del nostro territorio
Aver sempre accettato le mance che le segreterie politiche hanno di tanto in tanto concesso a questo a quel territorio senza mai un disegno di sviluppo, sempre con un disegno, nella migliore delle ipotesi, di tappare questa o quella falla…
Aver sempre accettato che diagnosi e cura per questa terra siano decise da altre parti, in modo paternalistico e sempre come una concessione che la parte più ricca del Paese concede alla parte improduttiva dello stesso (per restare nei luoghi comuni).
Abbiamo concesso di venire a dirci che il reddito di cittadinanza (misura che non mi fa impazzire) sia stato concesso a “quella parte del Paese che non ci piace” (ha detto un importante esponente leghista del governo), a noi praticamente…
Abbiamo concesso alla criminalità e al malaffare di parlare a nostro nome e a far emergere questo lato del sud e non i mille altri lati positivi (complice anche una certa stampa)
Non abbiamo sostenuto mai abbastanza le centinaia di vittime di mafia e soprattutto chi lotta (e muore) contro le mafie, per altro quasi tutti meridionali
Non stiamo ancora valorizzando le grandi esperienze amministrative e di gestione del territorio presenti al Sud, una su tutte: Napoli.
Abbiamo concesso di distruggere il nostro essere mediterranei e aperti alle contaminazioni da secoli. Abbiamo fatto distruggere il modello Riace.
Stiamo facendo consumare le grandissime risorse naturali della Sicilia senza che essa ne abbia vantaggi.
Abbiamo sempre accettato la nostra presunta “minorità”. Una litania che nelle nostre famiglie spesso spinge (per disperazione) i giovani ad andare a cercare fortuna lontano.
Concediamo che strade, autostrade e ferrovie siano ancora una specie di regalo che ci viene concesso e non un diritto in un Paese che si dice uguale.
Che i nostri pendolari viaggino ancora in condizioni subumane
Stiamo accettando che opere tipo: Tampa Rossa, TAP, Cerano, Ilva, l’eolico e il fotovoltaico selvaggio, le decine di centrali a carbone, a gas e altro ancora siano considerati gli investimenti dello Stato a favore del Sud e non il consumo del territorio meridionale a favore di chi è veramente energivoro e non solo.
Accettiamo supinamente assurde classifiche stilate da quotidiani che non sono la Bibbia, e che ci relegano sempre e comunque agli ultimi posti, guardando solo ai risultati e non a quanto viene investito sui nostri territori, rispetto a quelli virtuosi.
Subiamo supinamente l’attacco alle nostre Università e alla nostra cultura senza alzare mai una voce in dissenso.
Mi fermo qui, anche se riprenderò questi discorsi anche a breve. Qui non si tratta più di lamentarsi, segnalare, sperare.
L’anno che verrà non ispira in me “una speranza”, ma determinazione: O lavoro a pretendere che per questa terra e i suoi abitanti siano garantiti i diritti previsti dalla Carta Costituzionale, oppure non avrebbe senso un qualsiasi tipo d’impegno.
O coloro i quali sono che fanno politica (per me me a sinistra) capiscono che mettere mano a risolvere la “questione dello svantaggio procurato al meridione”, oppure non ha senso pensare di lavorare a progetti general generici.
Un campo che vuole combattere per abbattere le diseguaglianze non può non vedere o far finta di non vedere che quella tra nord e sud è una diseguaglianza che viene sancita giorno dopo giorno, anno dopo anno, con leggi di investimento inique e mai attente al sud. Purtroppo al Sud ci sono ultimi più ultimi di altri, proprio grazie a queste politiche.
Andiamo quindi oltre la denuncia, passiamo alla proposta e pretendiamo risposte, altrimenti “l’Anno che verrà” sarà un altro anno che è passato.

Buon Anno !
Michele Dell’Edera

Vicepresidente nazionale Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti



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Ho letto nei giorni scorsi un titolo di un “famoso” quotidiano che diceva: “Non se ne può più dei piagnistei del Sud”.
La prima reazione che ho avuto è stata quella che ti viene sempre di pancia, quella che sale su senza che neanche ti impegni più di tanto: la rabbia.
La solita rabbia che prende noi meridionali quando un giorno si e l’altro pure sei preso nel fuoco incrociato dei luoghi comuni e dell’arte del far diventare le vittime i veri colpevoli. E allora ti viene voglia di protestare, di mettere in risalto quanto sei offeso, di cercare di far capire, anche ai meridionali infatuati dai nuovi conquistadores, che forse è meglio capire ciò che è stato o non è stato fatto al sud e per il sud nel corso di questi decenni e nel corso di questi ultimi mesi.
A riflettere bene però, se vogliamo cambiare qualcosa e vogliamo che l’anno appena iniziato sia migliore di quello che si è chiuso, dobbiamo cominciare a pretendere ciò che ci è dovuto e non più solo segnalare ciò che non va.
Partiamo dal primo presupposto: il nostro Paese ha una Costituzione, questa va applicata, non può essere più un fatto che rientra solo “negli auspici” (gergo politichese che odio). La Costituzione della Repubblica Italiana va applicata, non solo nella scellerata parte che ci obbliga al “pareggio di bilancio”, ma in tutte le sue ben più nobili parti.
Cominciando dal suo articolo 2 che recita: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.
Non ci può essere una Repubblica che sostiene i cittadini in base al PIL della loro regione e al loro gettito fiscale. Non ci può essere una Repubblica che “investe” risorse dove “conviene” non dove c’è bisogno. Non ci può essere una Repubblica che non aspiri a rendere “uguali” tutti i suoi cittadini e a concedere loro tutto il necessario (servizi – infrastrutture – istruzione – sanità – opportunità), nel luogo in cui si trovano per poter competere, ma soprattutto per poter dire, con pari dignità, di essere italiani, europei, mediterranei. Non prima gli italiani, ma prima l’uomo, con la sua dignità e il suo valore in quanto persona.
“La Repubblica garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”. Quante volte, ogni santissimo giorno, questo principio viene tradito ?
Tra l’altro il famoso mantra: “prima gli italiani”, mi fa venire in mente una domanda semplice semplice: “Quali italiani ?”
Quelli del SUD in che percentuale hanno diritto di vedere soddisfatti i “diritti” garantiti dalla Costituzione ? Ci siamo infilati in una spirale che vede, per assurdo, politica, media, intellettuali, cittadini, preoccupati per il futuro dei “fratelli” più ricchi e non per quelli che da sempre vengono considerati una zavorra.
Ci siamo presi le nostre colpe di meridionali e ce le continuiamo a prendere:
Non essere capaci di pretendere delle politiche che portino il sud al passo del Paese
Non aver mai preteso di poter scegliere una classe dirigente veramente in grado di modificare le sorti del nostro territorio
Aver sempre accettato le mance che le segreterie politiche hanno di tanto in tanto concesso a questo a quel territorio senza mai un disegno di sviluppo, sempre con un disegno, nella migliore delle ipotesi, di tappare questa o quella falla…
Aver sempre accettato che diagnosi e cura per questa terra siano decise da altre parti, in modo paternalistico e sempre come una concessione che la parte più ricca del Paese concede alla parte improduttiva dello stesso (per restare nei luoghi comuni).
Abbiamo concesso di venire a dirci che il reddito di cittadinanza (misura che non mi fa impazzire) sia stato concesso a “quella parte del Paese che non ci piace” (ha detto un importante esponente leghista del governo), a noi praticamente…
Abbiamo concesso alla criminalità e al malaffare di parlare a nostro nome e a far emergere questo lato del sud e non i mille altri lati positivi (complice anche una certa stampa)
Non abbiamo sostenuto mai abbastanza le centinaia di vittime di mafia e soprattutto chi lotta (e muore) contro le mafie, per altro quasi tutti meridionali
Non stiamo ancora valorizzando le grandi esperienze amministrative e di gestione del territorio presenti al Sud, una su tutte: Napoli.
Abbiamo concesso di distruggere il nostro essere mediterranei e aperti alle contaminazioni da secoli. Abbiamo fatto distruggere il modello Riace.
Stiamo facendo consumare le grandissime risorse naturali della Sicilia senza che essa ne abbia vantaggi.
Abbiamo sempre accettato la nostra presunta “minorità”. Una litania che nelle nostre famiglie spesso spinge (per disperazione) i giovani ad andare a cercare fortuna lontano.
Concediamo che strade, autostrade e ferrovie siano ancora una specie di regalo che ci viene concesso e non un diritto in un Paese che si dice uguale.
Che i nostri pendolari viaggino ancora in condizioni subumane
Stiamo accettando che opere tipo: Tampa Rossa, TAP, Cerano, Ilva, l’eolico e il fotovoltaico selvaggio, le decine di centrali a carbone, a gas e altro ancora siano considerati gli investimenti dello Stato a favore del Sud e non il consumo del territorio meridionale a favore di chi è veramente energivoro e non solo.
Accettiamo supinamente assurde classifiche stilate da quotidiani che non sono la Bibbia, e che ci relegano sempre e comunque agli ultimi posti, guardando solo ai risultati e non a quanto viene investito sui nostri territori, rispetto a quelli virtuosi.
Subiamo supinamente l’attacco alle nostre Università e alla nostra cultura senza alzare mai una voce in dissenso.
Mi fermo qui, anche se riprenderò questi discorsi anche a breve. Qui non si tratta più di lamentarsi, segnalare, sperare.
L’anno che verrà non ispira in me “una speranza”, ma determinazione: O lavoro a pretendere che per questa terra e i suoi abitanti siano garantiti i diritti previsti dalla Carta Costituzionale, oppure non avrebbe senso un qualsiasi tipo d’impegno.
O coloro i quali sono che fanno politica (per me me a sinistra) capiscono che mettere mano a risolvere la “questione dello svantaggio procurato al meridione”, oppure non ha senso pensare di lavorare a progetti general generici.
Un campo che vuole combattere per abbattere le diseguaglianze non può non vedere o far finta di non vedere che quella tra nord e sud è una diseguaglianza che viene sancita giorno dopo giorno, anno dopo anno, con leggi di investimento inique e mai attente al sud. Purtroppo al Sud ci sono ultimi più ultimi di altri, proprio grazie a queste politiche.
Andiamo quindi oltre la denuncia, passiamo alla proposta e pretendiamo risposte, altrimenti “l’Anno che verrà” sarà un altro anno che è passato.

Buon Anno !
Michele Dell’Edera

Vicepresidente nazionale Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti



Buon 2019 !

Scorrendo gli avvenimenti dell'ultimo anno si può tranquillamente affermare che anche nel 2018 il Partito del Sud è cresciuto in consapevolezza, adesioni, concretezza, visibilità, organizzazione e i suoi membri hanno svolto attività continua e politicamente proficua sui territori. 

Il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergie con quei soggettiche, per visione e strategia politica, sono più vicini ai nostri ideali meridionalisti progressisti-gramsciani e con cui confermiamo di voler continuare a collaborare sinergicamente al fine di creare, anche in Europa, un fronte popolare coeso, inclusivo, serio e credibile, sulle orme di quella mobilitazione popolare che così bene ha figurato in occasione dell'ultimo Referendum Costituzionale.
In altre parole ci attende, come già l'anno scorso, un 2019 ancora di duro lavoro se vogliamo sempre più e meglio definire la nostra missione politica che, partendo da una proposta inclusiva, possa portare la nostra visione politica e con essa le reali necessità di sviluppo e crescita di tutto il Sud, in quell'ottica di riscatto non revanscista che sola può aiutarci, in connessione con le forze sane e non oscurantiste, per superare nel Paese quei pregiudizi che ne hanno ormai avvelenato l'anima e che solo se superati porteranno ad una nuova alba di progresso che tutti auspichiamo per il bene comune. L'auspicio è che questo 2019 possa portarci a compiere un ulteriore balzo in avanti, anche di consapevolezza, come singoli e come Partito.

Un augurio particolare a tutta la comunità del Partito del Sud, ai militanti, ai simpatizzanti, ai tanti amici che ci seguono sui social network, ai meridionalisti e alle loro famiglie.

Buon Anno!

Natale Cuccurese

Presidente nazionale Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti 



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Scorrendo gli avvenimenti dell'ultimo anno si può tranquillamente affermare che anche nel 2018 il Partito del Sud è cresciuto in consapevolezza, adesioni, concretezza, visibilità, organizzazione e i suoi membri hanno svolto attività continua e politicamente proficua sui territori. 

Il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergie con quei soggettiche, per visione e strategia politica, sono più vicini ai nostri ideali meridionalisti progressisti-gramsciani e con cui confermiamo di voler continuare a collaborare sinergicamente al fine di creare, anche in Europa, un fronte popolare coeso, inclusivo, serio e credibile, sulle orme di quella mobilitazione popolare che così bene ha figurato in occasione dell'ultimo Referendum Costituzionale.
In altre parole ci attende, come già l'anno scorso, un 2019 ancora di duro lavoro se vogliamo sempre più e meglio definire la nostra missione politica che, partendo da una proposta inclusiva, possa portare la nostra visione politica e con essa le reali necessità di sviluppo e crescita di tutto il Sud, in quell'ottica di riscatto non revanscista che sola può aiutarci, in connessione con le forze sane e non oscurantiste, per superare nel Paese quei pregiudizi che ne hanno ormai avvelenato l'anima e che solo se superati porteranno ad una nuova alba di progresso che tutti auspichiamo per il bene comune. L'auspicio è che questo 2019 possa portarci a compiere un ulteriore balzo in avanti, anche di consapevolezza, come singoli e come Partito.

Un augurio particolare a tutta la comunità del Partito del Sud, ai militanti, ai simpatizzanti, ai tanti amici che ci seguono sui social network, ai meridionalisti e alle loro famiglie.

Buon Anno!

Natale Cuccurese

Presidente nazionale Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti 



 
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