martedì 31 maggio 2011

Cronache da Napoli liberata



Ieri è stata una giornata trionfale, per Napoli, per me e per tutti gli amici del Partito del Sud ... non potevo non raggiungere la mia città e la capitale del Sud dove è esplosa la festa per la vittoria di Luigi de Magistris, eletto ieri sindaco di Napoli.
Primo spunto di riflessione, noi del PdSUD abbiamo fatto la scelta giusta fin dall'inizio, gli altri hanno perso. Senza nessun rancore e astio per i vari “meridionalisti” che hanno fatto altre scelte, ogni scelta in un sistema democratico è legittima, anche l'astensione. Però è evidente che la nostra è stata quella vincente, in un momento storico di forte cambiamento e di tramonto dell'impero berlusconiano e dell'asse del Nord di B & B, va evidenziata la capacità di aver azzeccato la scelta giusta inserendosi in un contesto che sta distruggendo il finto bipolarismo di questi ultimi 18 anni.
Speravamo sicuramente in qualche voto in più per la nostra lista che per chi non l'avesse notato, era alla prima uscita in una grande città dove servono decine di migliaia di voti per emergere e non qualche centinaia come avviene nel piccolo centro...ma i nostri 1300 voti a Napoli sono il piccolo tesoretto dal quale ripartire, inoltre, oltre cha Napoli, le nostre presenze anche a Bologna e Mantova hanno contribuito alla sconfitta dell'asse del Nord. Questo il vero significato politico della nostra presenza...se c'è chi non capisce che siamo appena nati sulla scena politica e che abbiamo fatto una campagna elettorale in pochi giorni e con poche migliaia di euro, confrontandoci con le armate berlusconiane di Micciche' con mezzi 1000 volte superiori ... beh questo è un problema loro, non nostro ... noi non perderemo più tempo a confrontarci, preferendo come al solito i fatti alle chiacchiere.
Secondo. Napoli ha espresso con De Magistris un fortissimo voto popolare di opinione, un voto contro la camorra e contro la malapolitica, di destra e di sinistra, intrecciata spesso col malaffare. Un vero e proprio plebiscito, uno tsunami di voti che ha travolto con una percentuale, impensabile alla viglia, l'altro schieramento che a certe connivenze non ha mai rinunciato. È un primo schiaffo a tutti i commentatori del nord che hanno sempre denigrato Napoli, ritenendola incapace sia di un cambiamento sia di liberarsi dalla morsa della camorra. Speriamo che il secondo gli arrivi presto, con una gestione diversa della città e dei suoi tanti problemi, in primis quello di un'emergenza rifiuti che dura da più di 16 anni (e la “ricetta” è stata sempre la stessa, da 17 anni e dai primi proclami della giunta Rastrelli, passando per i commissari nominati dal governo come Bertolaso, una ricetta di discariche ed inceneritori...).
Terzo. L'unica cosa “comunista” di ieri è stata la percentuale “bulgara” con la quale ha vinto Luigi de Magistris ... per il resto questa è una vittoria personale di Luigi de Magistris, di una persona e del suo metodo, e non degli apparati di centrosinistra, come evidenziato da tutti i commentatori. Questa vittoria, oltre a chiudere la porta di palazzo S. Giacomo all'avanzata delle destre (che già governano in modo abbastanza deludente alla Provincia e alla Regione ... ma pochi se ne sono accorti, soprattutto i giornalai del Nord...), alle formazioni razziste e antimeridionali con la complicità del solito ascarismo sudista, ha chiuso definitivamente col ciclo bassoliano e jervoliano (finalmente!). Chi parla di “comunismo” e “giustizialismo” per disconoscere la portata di questa vittoria, non fa altro che fare confusione e portare acqua al mulino dei Berlusconi e dei Tremonti, di quelli che negli ultimi anni hanno accentuato ancor di più il divario tra Nord e Sud con il governo più antimeridionale della storia dai tempi di Cavour.
Quarto. Abbiamo finalmente sdoganato il meridionalismo, per la prima volta presentatosi non appiattito sulle posizioni di destra, reazionarie, ultracattoliche e “nostalgiche” che ci hanno fatto rinchiudere per anni nel mondo e del ghetto del “folkloristico”.
Quinto ed ultimo punto. Anche se siamo convinti con molta umiltà che questa è solo una prima tappa, siamo altresì convinti che questa è la strada giusta, quella dell'identità insieme alla propositività, quella dell'onestà e della legalità contro la politica dell'accattonaggio ... la crescita in termini di visibilità e contatti, già in queste prime ore, è impressionante, la utilizzeremo in termini di iscritti, adesioni vere per avere nuove braccia e nuove teste di militanza attiva e pensante che ci aiuteranno a crescere in modo democratico e non verticistico ... e non identità virtuali o iscritti a mailing list od ancora spettatori passivi dei soliti teatrini e dei soliti proclami.
Ringraziamo tutti quelli che ci hanno fatto i complimenti, da tutti gli iscritti del PdSUD agli amici negli altri movimenti coi quali si può dialogare, in particolare gli amici di “Per il Sud”, “Insieme per la Rinascita” e “L'Altro Sud”.
Cercheremo invece di evitare le solite adunate di aggregazioni con siglie fasulle o scatole vuote e gli incontri delle armate brancaleone ... significherebbe tornare indietro di anni ... andiamo avanti, la nostra prossima battaglia sarà per 4 SI ai referendum ed intanto nei prossimi giorni annunceremo l'apertura di nuove sezioni e referenti del nostro movimento in altri comuni e province del Sud, del Centro e del Nord.
Saluti meridionali dalla Capitale del Sud!

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
PARTITO DEL SUD

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Ieri è stata una giornata trionfale, per Napoli, per me e per tutti gli amici del Partito del Sud ... non potevo non raggiungere la mia città e la capitale del Sud dove è esplosa la festa per la vittoria di Luigi de Magistris, eletto ieri sindaco di Napoli.
Primo spunto di riflessione, noi del PdSUD abbiamo fatto la scelta giusta fin dall'inizio, gli altri hanno perso. Senza nessun rancore e astio per i vari “meridionalisti” che hanno fatto altre scelte, ogni scelta in un sistema democratico è legittima, anche l'astensione. Però è evidente che la nostra è stata quella vincente, in un momento storico di forte cambiamento e di tramonto dell'impero berlusconiano e dell'asse del Nord di B & B, va evidenziata la capacità di aver azzeccato la scelta giusta inserendosi in un contesto che sta distruggendo il finto bipolarismo di questi ultimi 18 anni.
Speravamo sicuramente in qualche voto in più per la nostra lista che per chi non l'avesse notato, era alla prima uscita in una grande città dove servono decine di migliaia di voti per emergere e non qualche centinaia come avviene nel piccolo centro...ma i nostri 1300 voti a Napoli sono il piccolo tesoretto dal quale ripartire, inoltre, oltre cha Napoli, le nostre presenze anche a Bologna e Mantova hanno contribuito alla sconfitta dell'asse del Nord. Questo il vero significato politico della nostra presenza...se c'è chi non capisce che siamo appena nati sulla scena politica e che abbiamo fatto una campagna elettorale in pochi giorni e con poche migliaia di euro, confrontandoci con le armate berlusconiane di Micciche' con mezzi 1000 volte superiori ... beh questo è un problema loro, non nostro ... noi non perderemo più tempo a confrontarci, preferendo come al solito i fatti alle chiacchiere.
Secondo. Napoli ha espresso con De Magistris un fortissimo voto popolare di opinione, un voto contro la camorra e contro la malapolitica, di destra e di sinistra, intrecciata spesso col malaffare. Un vero e proprio plebiscito, uno tsunami di voti che ha travolto con una percentuale, impensabile alla viglia, l'altro schieramento che a certe connivenze non ha mai rinunciato. È un primo schiaffo a tutti i commentatori del nord che hanno sempre denigrato Napoli, ritenendola incapace sia di un cambiamento sia di liberarsi dalla morsa della camorra. Speriamo che il secondo gli arrivi presto, con una gestione diversa della città e dei suoi tanti problemi, in primis quello di un'emergenza rifiuti che dura da più di 16 anni (e la “ricetta” è stata sempre la stessa, da 17 anni e dai primi proclami della giunta Rastrelli, passando per i commissari nominati dal governo come Bertolaso, una ricetta di discariche ed inceneritori...).
Terzo. L'unica cosa “comunista” di ieri è stata la percentuale “bulgara” con la quale ha vinto Luigi de Magistris ... per il resto questa è una vittoria personale di Luigi de Magistris, di una persona e del suo metodo, e non degli apparati di centrosinistra, come evidenziato da tutti i commentatori. Questa vittoria, oltre a chiudere la porta di palazzo S. Giacomo all'avanzata delle destre (che già governano in modo abbastanza deludente alla Provincia e alla Regione ... ma pochi se ne sono accorti, soprattutto i giornalai del Nord...), alle formazioni razziste e antimeridionali con la complicità del solito ascarismo sudista, ha chiuso definitivamente col ciclo bassoliano e jervoliano (finalmente!). Chi parla di “comunismo” e “giustizialismo” per disconoscere la portata di questa vittoria, non fa altro che fare confusione e portare acqua al mulino dei Berlusconi e dei Tremonti, di quelli che negli ultimi anni hanno accentuato ancor di più il divario tra Nord e Sud con il governo più antimeridionale della storia dai tempi di Cavour.
Quarto. Abbiamo finalmente sdoganato il meridionalismo, per la prima volta presentatosi non appiattito sulle posizioni di destra, reazionarie, ultracattoliche e “nostalgiche” che ci hanno fatto rinchiudere per anni nel mondo e del ghetto del “folkloristico”.
Quinto ed ultimo punto. Anche se siamo convinti con molta umiltà che questa è solo una prima tappa, siamo altresì convinti che questa è la strada giusta, quella dell'identità insieme alla propositività, quella dell'onestà e della legalità contro la politica dell'accattonaggio ... la crescita in termini di visibilità e contatti, già in queste prime ore, è impressionante, la utilizzeremo in termini di iscritti, adesioni vere per avere nuove braccia e nuove teste di militanza attiva e pensante che ci aiuteranno a crescere in modo democratico e non verticistico ... e non identità virtuali o iscritti a mailing list od ancora spettatori passivi dei soliti teatrini e dei soliti proclami.
Ringraziamo tutti quelli che ci hanno fatto i complimenti, da tutti gli iscritti del PdSUD agli amici negli altri movimenti coi quali si può dialogare, in particolare gli amici di “Per il Sud”, “Insieme per la Rinascita” e “L'Altro Sud”.
Cercheremo invece di evitare le solite adunate di aggregazioni con siglie fasulle o scatole vuote e gli incontri delle armate brancaleone ... significherebbe tornare indietro di anni ... andiamo avanti, la nostra prossima battaglia sarà per 4 SI ai referendum ed intanto nei prossimi giorni annunceremo l'apertura di nuove sezioni e referenti del nostro movimento in altri comuni e province del Sud, del Centro e del Nord.
Saluti meridionali dalla Capitale del Sud!

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
PARTITO DEL SUD

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Avanti Luigi...avanti Partito del Sud!


NAPOLI SI E' LIBERATA COL VOTO A DE MAGISTRIS!!!

Napoli è una citta bellissima ed ancora vitale, data per spacciata da molti, ancora riserva sorprese...come quando si e' liberata da sola e spontaneamente dai nazifascisti nel 1943 nelle famose "4 giornate", oggi vuole liberarsi sia dalla malagestione del centrosinistra bassoliniano sia dalle angherie del centrodestra che già governa Provincia e Regione, con i risultati visibili a tutti, monnezza, degrado, sottosviluppo ed emigrazione.

La capitale storica del Sud ha sorpreso tutti ed ha offerto il 15 e 16 maggio una bellissima manifestazione di voto di opinione e di voto popolare. Nonostante i mille problemi che l'affliggono, nonostante la solita compravendita di voti, nonostante le solite angherie dei partiti e dei loro apparati trasformati in clan malavitosi....alla fine al ballottaggio contro Lettieri, ci va Luigi De Magistris! Superato e rimasto a distanza siderale il candidato imposto all'ultimo momento dal PD, impressionante il consenso a De Magistris che va molto al di là del consenso dato alle liste della coalizione che lo sosteneva (ben dieci punti percentuali, 27% rispetto a circa il 17%!!!).

Noi del Partito del Sud siamo orgogliosi della nostra scelta e di far parte di questa coalizione, abbiamo ricevuto tantissimi complimenti...e qualche inutile critica da chi ancora non vuol capire, strumentalmente o per ottusità, che oggi l'unico spazio vitale per il meridionalismo onesto (e non di accattonaggio...) e' quello contro il governo più antimeridionale dai tempi di Cavour. E come può schierarsi il meridionalismo oggi se vuol difendere la nostra terra se non a favore dell'ambiente e della legalità, contro gli inceneritori ed il nucleare, contro Cosentino e Bassolino?

Speravamo onestamente in qualche voto di lista in più, anche alla luce di recenti sondaggi, ma considerando il risicatissimo budget a disposizione e che siamo alla prima apparizione a Napoli, ed inoltre che molti ascari alleati del centrodestra, con ben altri mezzi, iniziano ad utilizzare impropriamente e strumentalmente simboli e slogan meridionalisti che confondono l'elettorato, possiamo ritenerci soddisfatti e continuare su questa strada aggregando le forze sane del meridionalismo ed isolando i soliti personaggi in cerca d'autore e di poltrone, i pazzi deliranti che vivono in realtà virtuali e quelli poco disponibili al confronto e al dialogo.

Per un riscatto vero del Sud e per innescare una vera rivoluzione meridionale, un cambiamento che parta finalmente dalla nostra terra, invece di continuare a subire i prossimi decreti sul federalismo fiscale, e che ci risollevi da una situazione coloniale: avanti Luigi...avanti Partito del Sud!

PARTITO DEL SUD


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NAPOLI SI E' LIBERATA COL VOTO A DE MAGISTRIS!!!

Napoli è una citta bellissima ed ancora vitale, data per spacciata da molti, ancora riserva sorprese...come quando si e' liberata da sola e spontaneamente dai nazifascisti nel 1943 nelle famose "4 giornate", oggi vuole liberarsi sia dalla malagestione del centrosinistra bassoliniano sia dalle angherie del centrodestra che già governa Provincia e Regione, con i risultati visibili a tutti, monnezza, degrado, sottosviluppo ed emigrazione.

La capitale storica del Sud ha sorpreso tutti ed ha offerto il 15 e 16 maggio una bellissima manifestazione di voto di opinione e di voto popolare. Nonostante i mille problemi che l'affliggono, nonostante la solita compravendita di voti, nonostante le solite angherie dei partiti e dei loro apparati trasformati in clan malavitosi....alla fine al ballottaggio contro Lettieri, ci va Luigi De Magistris! Superato e rimasto a distanza siderale il candidato imposto all'ultimo momento dal PD, impressionante il consenso a De Magistris che va molto al di là del consenso dato alle liste della coalizione che lo sosteneva (ben dieci punti percentuali, 27% rispetto a circa il 17%!!!).

Noi del Partito del Sud siamo orgogliosi della nostra scelta e di far parte di questa coalizione, abbiamo ricevuto tantissimi complimenti...e qualche inutile critica da chi ancora non vuol capire, strumentalmente o per ottusità, che oggi l'unico spazio vitale per il meridionalismo onesto (e non di accattonaggio...) e' quello contro il governo più antimeridionale dai tempi di Cavour. E come può schierarsi il meridionalismo oggi se vuol difendere la nostra terra se non a favore dell'ambiente e della legalità, contro gli inceneritori ed il nucleare, contro Cosentino e Bassolino?

Speravamo onestamente in qualche voto di lista in più, anche alla luce di recenti sondaggi, ma considerando il risicatissimo budget a disposizione e che siamo alla prima apparizione a Napoli, ed inoltre che molti ascari alleati del centrodestra, con ben altri mezzi, iniziano ad utilizzare impropriamente e strumentalmente simboli e slogan meridionalisti che confondono l'elettorato, possiamo ritenerci soddisfatti e continuare su questa strada aggregando le forze sane del meridionalismo ed isolando i soliti personaggi in cerca d'autore e di poltrone, i pazzi deliranti che vivono in realtà virtuali e quelli poco disponibili al confronto e al dialogo.

Per un riscatto vero del Sud e per innescare una vera rivoluzione meridionale, un cambiamento che parta finalmente dalla nostra terra, invece di continuare a subire i prossimi decreti sul federalismo fiscale, e che ci risollevi da una situazione coloniale: avanti Luigi...avanti Partito del Sud!

PARTITO DEL SUD


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Napoli - Il discorso del nuovo sindaco Luigi De Magistris


http://www.youtube.com/watch?v=i1OhBm0Trq4

http://www.pupia.tv - Napoli - Il discorso del nuovo sindaco Luigi De Magistris. Luigi De Magistris è il nuovo sindaco di Napoli. Sul totale 886 sezioni scrutinate, il candidato di Idv-Federazione della Sinistra ha ottenuto il il 65,4% mentre il candidato del centrodestra Gianni Lettieri il 34,6%. "Napoli è stata liberata". Sono state queste le prime parole di De Magistris, durante la prima conferenza stampa da sindaco di Napoli, tra la folla in delirio. "Risultato oltre le aspettative. Napoli tornerà ad essere libera -- ha spiegato - perchè io e la mia amministrazione non dovremo dare conto a nessuno se non alla propria voglia di far nascere un nuovo modo di fare politica" De Magistris, che ha riconosciuto di avere "un mandato popolare fortissimo, che va oltre la responsabilità dei partiti", ha poi aggiunto: "Sarò il sindaco di tutti" e "mi auguro che i consiglieri dell'opposizione lavorino per la città, abbandonando il metodo Boffo".

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http://www.youtube.com/watch?v=i1OhBm0Trq4

http://www.pupia.tv - Napoli - Il discorso del nuovo sindaco Luigi De Magistris. Luigi De Magistris è il nuovo sindaco di Napoli. Sul totale 886 sezioni scrutinate, il candidato di Idv-Federazione della Sinistra ha ottenuto il il 65,4% mentre il candidato del centrodestra Gianni Lettieri il 34,6%. "Napoli è stata liberata". Sono state queste le prime parole di De Magistris, durante la prima conferenza stampa da sindaco di Napoli, tra la folla in delirio. "Risultato oltre le aspettative. Napoli tornerà ad essere libera -- ha spiegato - perchè io e la mia amministrazione non dovremo dare conto a nessuno se non alla propria voglia di far nascere un nuovo modo di fare politica" De Magistris, che ha riconosciuto di avere "un mandato popolare fortissimo, che va oltre la responsabilità dei partiti", ha poi aggiunto: "Sarò il sindaco di tutti" e "mi auguro che i consiglieri dell'opposizione lavorino per la città, abbandonando il metodo Boffo".

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ORIGINI E SCOPI DELLA LEGGE SULLE ASSOCIAZIONI SEGRETE* Discorso di Gramsci alla Camera [16 maggio 1925] contro il disegno di legge Mussolini-Rocco.




I comunisti avevano deciso di interrompere la protesta aventiniana promossa dalle opposizioni in seguito all’assassinio (10 giugno ’24) di Matteotti per avvalersi del Parlamento al fine di imprimere slancio alla lotta contro il fascismo. Gramsci si rivelò allora come figura di primo piano a molti che fino ad allora non ne avevano saputo quasi nulla. Il ritorno in aula dei deputati comunisti, le energiche iniziative del loro piccolo gruppo (erano diciannove) contro l’arroganza degli avversari tornati all’attacco, diedero nuova ancorché precaria linfa al movimento antifascista. E si diffuse, proprio allora, l’interesse per quell’uomo singolare che rappresentava ormai notoriamente il centro intellettuale e propulsivo del partito. Così che egli venne a identificarsi con qualcosa di molto più profondo che non il protagonista di una iniziativa politico-parlamentare quando, quel 16 maggio, intervenne a Montecitorio.





Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole Gramsci.

Gramsci. Il disegno di legge contro le società segrete è stato presentato alla Camera come un disegno di legge contro la massoneria; esso è il primo atto reale del fascismo per affermare quella che il Partito fascista chiama la sua rivoluzione. Noi, come Partito comunista, vogliamo ricercare non solo il perché della presentazione del disegno di legge contro le organizzazioni in generale, ma anche il significato del perché il Partito fascista ha presentato questa legge rivolta prevalentemente contro la massoneria.
Noi siamo tra i pochi che abbiano preso sul serio il fascismo, anche quando il fascismo sembrava fosse solamente una farsa sanguinosa, quando intorno al fascismo si ripetevano solo i luoghi comuni sulla "psicosi di guerra", quando tutti i partiti cercavano di addormentare la popolazione lavoratrice presentando il fascismo come un fenomeno superficiale, di brevissima durata.
Nel novembre 1920 abbiamo previsto che il fascismo sarebbe andato al potere - cosa allora inconcepibile per i fascisti stessi - se la classe operaia non avesse fatto a tempo ad frenare, con le armi, la sua avanzata sanguinosa**.
Il fascismo, dunque, afferma oggi praticamente di voler "conquistare lo Stato". Cosa significa questa espressione ormai diventata luogo comune? E che significato ha, in questo senso, la lotta contro la massoneria?
Poiché noi pensiamo che questa fase della "conquista fascista" sia una delle più importanti attraversate dallo Stato italiano, e per ciò che riguarda noi che sappiamo di rappresentare gli interessi della grande maggioranza del popolo italiano, gli operai e i contadini, così crediamo necessaria un'analisi, anche se affrettata, della questione.
Che cos'è la massoneria? Voi avete detto molte parole sul significato spirituale, sulle correnti ideologiche che essa rappresenta, ecc.; ma tutte queste sono forme di espressione di cui voi vi servite solo per ingannarvi reciprocamente, sapendo di farlo.
La massoneria, dato il modo con cui si è costituita l'Italia in unità, data la debolezza iniziale della borghesia capitalistica italiana, la massoneria è stata l'unico partito reale ed efficiente che la classe borghese ha avuto per lungo tempo. Non bisogna dimenticare che poco meno che venti anni dopo l'entrata a Roma dei piemontesi, il Parlamento è stato sciolto e il corpo elettorale da circa 3 milioni di elettori è stato ridotto ad 800mila.
È stata questa la confessione esplicita da parte della borghesia di essere un'infima minoranza della popolazione, se dopo venti anni di unità essa è stata costretta a ricorrere ai mezzi più estremi di dittatura per mantenersi al potere, per schiacciare i suoi nemici di classe, che erano i nemici dello Stato unitario.
Quali erano questi nemici? Era prevalentemente il Vaticano, erano i gesuiti, e bisogna ricordare all'onorevole Martire come, accanto ai gesuiti che vestono l'abito talare, esistono i gesuiti laici, i quali non hanno nessuna speciale uniforme che indichi il loro ordine religioso.
Nei primi anni dopo la fondazione del regno i gesuiti hanno dichiarato espressamente in tutta una serie di articoli pubblicati da "Civiltà cattolica" quale fosse il programma politico del Vaticano e delle classi che allora erano rappresentanti del Vaticano, cioè delle vecchie classi semifeudali, tendenzialmente borboniche nel meridione, o tendenzialmente austriacanti nel Lombardo-Veneto, forze sociali numerosissime che la borghesia capitalistica non è riuscita mai a contenere, quantunque nel periodo del Risorgimento essa rappresentasse un progresso, e un principio rivoluzionario. I gesuiti della "Civiltà cattolica", e cioè il Vaticano, ponevano a scopo della loro politica come primo punto il sabotaggio dello Stato unitario, attraverso l'astensione parlamentare, il frenamento dello Stato liberale per tutte quelle sue attività che potevano corrompere e distruggere il vecchio ordine; come secondo punto, la creazione di un'armata di riserva rurale da porre contro l'avanzata del proletariato, poiché fin dal '71 i gesuiti prevedevano che sul terreno della democrazia liberale sarebbe nato il movimento proletario, che si sarebbe sviluppato un movimento rivoluzionario.
L'onorevole Martire ha oggi dichiarato che finalmente è stata raggiunta, alle spese della massoneria, l'unità spirituale della nazione italiana.
Poiché la massoneria in Italia ha rappresentato l'ideologia e l'organizzazione reale della classe borghese capitalistica, chi è contro la massoneria è contro il liberalismo, è contro la tradizione politica della borghesia italiana. Le classi rurali che erano rappresentate nel passato dal Vaticano, sono rappresentate oggi prevalentemente dal fascismo; è logico pertanto che il fascismo abbia sostituito il Vaticano e i gesuiti nel compito storico, per cui le classi più arretrate della popolazione mettono sotto il loro controllo la classe che è stata progressiva nello sviluppo della civiltà; ecco il significato della raggiunta unità spirituale della nazione italiana, che sarebbe stato un fenomeno di progresso 50 anni fa; ed è oggi invece il fenomeno più grande di regressione ...
La borghesia industriale non è stata capace di frenare il movimento operaio, non è stata capace di controllare né il movimento operaio, né quello rurale rivoluzionario. La prima istintiva e spontanea parola d'ordine del fascismo, dopo l'occupazione delle fabbriche è stata perciò questa : "I rurali controlleranno la borghesia urbana, che non sa essere forte contro gli operai".
Se non m'inganno, allora, onorevole Mussolini, non era questa la vostra tesi, e tra il fascismo rurale e il fascismo urbano dicevate di preferire il fascismo urbano ...

[Interruzioni].

Mussolini. Bisogna che la interrompa per ricordarle un mio articolo di alto elogio del fascismo rurale del 1921-22.

Gramsci. Ma questo non è un fenomeno puramente italiano, quantunque in Italia, per la più grande debolezza del capitalismo abbia avuto il massimo di sviluppo; è un fenomeno europeo e mondiale, di estrema importanza per comprendere la crisi generale del dopoguerra, sia nel dominio dell'attività pratica che nel dominio delle idee e della cultura.
L'elezione di Hindenburg in Germania, la vittoria dei conservatori in Inghilterra, con la liquidazione dei rispettivi partiti liberali democratici, sono il corrispettivo del movimento fascista italiano; le vecchie forze sociali, ma non assorbite completamente da esso, hanno preso il sopravvento nell'organizzazione degli Stati, portando nell'attività reazionaria tutto il fondo di ferocia e di spietata decisione che è stata sempre loro propria; ma in sostanza noi abbiamo un fenomeno di regressione storica che non è e non sarà senza risultanza per lo sviluppo della rivoluzione proletaria. Esaminata su questo terreno, l'attuale legge contro le associazioni sarà una forza o è invece destinata ad essere completamente irrita e vana? Corrisponderà essa alla realtà, potrà essere il mezzo per una stabilizzazione del regime capitalistico o sarà solo un nuovo perfezionato strumento dato alla polizia per arrestare Tizio, Caio e Sempronio? ...
Il problema pertanto è questo: la situazione del capitalismo in Italia si è rafforzata o si è indebolita dopo la guerra, col fascismo? Quali erano le debolezze della borghesia capitalistica italiana prima della guerra, debolezze che hanno portato alla creazione di quel determinato sistema politico massonico che esisteva in Italia, che ha avuto il suo massimo sviluppo nel giolittismo? Le debolezze massime della vita nazionale italiana erano in primo luogo la mancanza di materie prime, cioè l'impossibilità della borghesia di creare in Italia una industria che avesse una sua radice profonda nel paese e che potesse progressivamente svilupparsi, assorbendo la mano d'opera esuberante. In secondo luogo, la mancanza di colonie legate alla madre patria, quindi l'impossibilità per la borghesia di creare una aristocrazia operaia che permanentemente potesse essere alleata della borghesia stessa. Terzo la questione meridionale, cioè la questione dei contadini, legata strettamente al problema dell'emigrazione, che è la prova della incapacità della borghesia italiana di mantenere ... Interruzioni.

Mussolini. Anche i tedeschi sono emigrati a milioni.

Gramsci. Il significato dell'emigrazione in massa dei lavoratori è questo: il sistema capitalistico, che è il sistema predominante, non è in grado di dare il vitto, l'alloggio e i vestiti alla popolazione, e una parte non piccola di questa popolazione è costretta ad emigrare ...

Rossoni. Quindi la nazione si deve espandere nell'interesse del proletariato.

Gramsci. Noi abbiamo una nostra concezione dell'imperialismo e del fenomeno coloniale, secondo la quale essi sono prima di tutto una esportazione di capitale finanziario. Finora l'"imperialismo" italiano è consistito solo in questo: che l'operaio italiano emigrato lavora per il profitto dei capitalisti degli altri paesi, cioè finora l'Italia è solo stata un mezzo dell'espansione del capitale finanziario non italiano. Voi vi sciacquate sempre la bocca con le affermazioni più puerili di una pretesa superiorità demografica dell'Italia sugli altri paesi; voi dite sempre, per esempio, che l'Italia demograficamente è superiore alla Francia. È una questione questa che solo le statistiche possono risolvere perentoriamente, ed io qualche volta mi occupo di statistiche; ora una statistica pubblicata nel dopoguerra, mai smentita, e che non può essere smentita, afferma che l'Italia di prima della guerra dal punto di vista demografico, si trovava già nella stessa situazione della Francia dopo la guerra; ciò è determinato dal fatto che l'emigrazione allontana dal territorio nazionale una tal massa di popolazione maschile, produttivamente attiva, che i rapporti demografici diventano catastrofici. Nel territorio nazionale rimangono vecchi, donne, bambini, invalidi, cioè la parte della popolazione passiva, che grava sulla popolazione lavoratrice in una misura superiore a qualsiasi altro paese, anche alla Francia.
È questa la debolezza fondamentale del sistema capitalistico italiano, per cui il capitalismo italiano è destinato a scomparire tanto più rapidamente quanto più il sistema capitalistico mondiale non funziona più per assorbire l'emigrazione italiana, per sfruttare il lavoro italiano, che il capitalismo nostrale è impotente a inquadrare.
I partiti borghesi, la massoneria, come hanno cercato di risolvere questi problemi?
Conosciamo nella storia italiana degli ultimi tempi due piani politici della borghesia per risolvere la questione del governo del popolo italiano. Abbiamo avuto la pratica giolittiana, il collaborazionismo del socialismo italiano con il giolittismo, cioè il tentativo di stabilire una alleanza della borghesia industriale con una certa aristocrazia operaia settentrionale per opprimere, per soggiogare a questa formazione borghese-proletaria la massa dei contadini italiani, specialmente nel Mezzogiorno. Il programma non ha avuto successo. Nell'Italia settentrionale si costituisce difatti una coalizione borghese-proletaria attraverso la collaborazione parlamentare e la politica dei lavori pubblici alle cooperative; nell'Italia meridionale si corrompe il ceto dirigente e si domina la massa coi mazzieri ...
(Interruzioni del deputato Greco) Voi fascisti siete stati i maggiori artefici del fallimento di questo piano politico, poiché avete livellato nella stessa miseria l'aristocrazia operaia e i contadini poveri di tutta Italia.
Abbiamo avuto il programma che possiamo dire dal "Corriere della Sera", giornale che rappresenta una forza non indifferente nella politica nazionale: 800.000 lettori sono anch'essi un partito.
Voci. Meno ...

Mussolini. La metà! E poi i lettori dei giornali non contano. Non hanno mai fatto una rivoluzione. I lettori dei giornali hanno regolarmente torto!

Gramsci. Il "Corriere della Sera" non vuole fare la rivoluzione.

Farinacci. Neanche "l'Unità"!

Gramsci. Il "Corriere della Sera" ha sostenuto sistematicamente tutti gli uomini politici del Mezzogiorno, da Salandra ad Orlando, a Nitti, a Amendola; di fronte alla soluzione giolittiana, oppressiva non solo di classi, ma addirittura di interi territori, come il Mezzogiorno e le isole, e perciò altrettanto pericolosa che l'attuale fascismo per la stessa unità materiale dello Stato italiano, il "Corriere della Sera" ha sostenuto sempre un'alleanza tra gli industriali del Nord e una certa vaga democrazia rurale prevalentemente meridionale sul terreno del libero scambio. L'una e l'altra soluzione tendevano essenzialmente a dare allo Stato italiano una più larga base di quella originaria, tendevano a sviluppare le "conquiste" del Risorgimento.
Che cosa oppongono i fascisti a queste soluzioni? Essi oppongono oggi la legge cosiddetta contro la massoneria; essi dicono di volere cosi conquistare lo Stato. In realtà il fascismo lotta contro la sola forza organizzata efficientemente che la borghesia avesse in Italia, per soppiantarla nella occupazione dei posti che lo Stato dà ai suoi funzionari. La "rivoluzione" fascista è solo la sostituzione di un personale amministrativo ad un altro personale.

Mussolini. Di una classe ad un'altra, come è avvenuto in Russia, come avviene normalmente in tutte le rivoluzioni, come noi faremo metodicamente! [Approvazioni].

Gramsci. È rivoluzione solo quella che si basa su una nuova classe. Il fascismo non si basa su nessuna classe che non fosse già al potere ...

Mussolini. Ma se gran parte dei capitalisti ci sono contro, ma se vi cito dei grandissimi capitalisti che ci votano contro, che sono all'opposizione: i Motta, i Conti ...

Farinacci. E sussidiano i giornali sovversivi! [Commenti].

Mussolini. L'alta banca non è fascista, voi lo sapete!

Gramsci. La realtà dunque è che la legge contro la massoneria non è prevalentemente contro la massoneria; coi massoni il fascismo arriverà facilmente ad un compromesso.

Mussolini. I fascisti hanno bruciato le logge dei massoni prima di fare la legge! Quindi non c'è bisogno di accomodamenti.

Gramsci. Verso la massoneria il fascismo applica, intensificandola, la stessa tattica che ha applicata a tutti i partiti borghesi non fascisti: in un primo tempo ha creato un nucleo fascista in questi partiti; in un secondo periodo ha cercato di esprimere dagli altri partiti le forze migliori che gli convenivano, non essendo riuscito ad ottenere il monopolio come si proponeva ...

Farinacci. E ci chiamate sciocchi?

Gramsci. Non sareste sciocchi solo se foste capaci di risolvere i problemi della situazione italiana ...

Mussolini. Li risolveremo. Ne abbiamo già risolti parecchi.

Gramsci. Il fascismo non è riuscito completamente ad attuare l'assorbimento di tutti i partiti nella sua organizzazione. Con la massoneria ha impiegato la tattica politica del noyautage, poi il sistema terroristico dell'incendio delle logge, e infine impiega oggi l'azione legislativa, per cui determinate personalità dell'alta banca e dell'alta burocrazia finiranno per l'accodarsi ai dominatori per non perdere il loro posto, ma con la massoneria il governo fascista dovrà venire ad un compromesso. Come si fa quando un nemico è forte? Prima gli si rompono le gambe, poi si fa il compromesso in condizioni di evidente superiorità.

Mussolini. Prima gli si rompono le costole, poi lo si fa prigioniero, come voi avete fatto in Russia! Voi avete fatto i vostri prigionieri e poi li tenete, e vi servono! [Commenti].

Gramsci. Far prigionieri significa appunto fare il compromesso: perciò noi diciamo che in realtà la legge è fatta specialmente contro le organizzazioni operaie. Domandiamo perché da parecchi mesi a questa parte senza che il Partito comunista sia stato dichiarato associazione a delinquere, i carabinieri arrestano i nostri compagni ogni qualvolta li trovano riuniti in numero di almeno tre ...

Mussolini. Facciamo quello che fate in Russia ...

Gramsci. In Russia ci sono delle leggi che vengono osservate: voi avete le vostre leggi ...

Mussolini. Voi fate delle retate formidabili. Fate benissimo! [Si ride].

Gramsci. In realtà l'apparecchio poliziesco dello Stato considera già il Partito comunista come un'organizzazione segreta.

Mussolini. Non è vero!

Gramsci. Intanto si arresta senza nessuna imputazione specifica chiunque sia trovato in una riunione di tre persone, soltanto perché comunista, e lo si butta in carcere.

Mussolini. Ma vengono presto scarcerati. Quanti sono in carcere? Li peschiamo semplicemente per conoscerli!

Gramsci. È una forma di persecuzione sistematica che anticipa e giustificherà l'applicazione della nuova legge. Il fascismo adotta gli stessi sistemi del governo Giolitti. Fate come facevano nel Mezzogiorno i mazzieri giolittiani che arrestavano gli elettori di opposizione ... per conoscerli.

Una voce. C'è stato un caso solo. Lei non conosce il meridione.

Gramsci. Sono meridionale!

Mussolini. A proposito di violenze elettorali io le ricordo un articolo di Bordiga che le giustifica a pieno!

Greco Paolo. Lei, onorevole Gramsci, non lo ha letto quell'articolo.

Gramsci. Non le violenze fasciste, le nostre. Noi siamo sicuri di rappresentare la maggioranza della popolazione, di rappresentare gli interessi più essenziali della maggioranza del popolo italiano; la violenza proletaria è perciò progressiva e non può essere sistematica. La vostra violenza è sistematica e sistematicamente arbitraria perché voi rappresentate una minoranza destinata a scomparire. Noi dobbiamo dire alla popolazione lavoratrice che cosa è il vostro governo, come si comporta il vostro governo, per organizzarla contro di voi, per metterla in condizioni di vincervi. È molto probabile che anche noi ci troveremo costretti ad usare gli stessi vostri sistemi, ma come transizione, saltuariamente. [Rumori, interruzioni}. Sicuro: ad adottare gli stessi vostri metodi, con la differenza che voi rappresentate la minoranza della popolazione, mentre noi rappresentiamo la maggioranza. [Interruzioni, rumori].

Farinacci. Ma allora, perchè non fate la rivoluzione? Lei è destinato a fare la fine di Bombacci! La manderanno via dal partito!

Gramsci. La borghesia italiana quando ha fatto l'unità era una minoranza della popolazione, ma siccome rappresentava gli interessi della maggioranza anche se questa non la seguiva, così ha potuto mantenersi al potere. Voi avete vinto con le armi, ma non avete nessun programma, non rappresentate niente di nuovo e di progressivo. Avete solo insegnato all'avanguardia rivoluzionaria come solo le armi, in ultima analisi, determinano il successo dei programmi e dei non programmi ... [Interruzioni, commenti}.

Presidente. Non interrompete?

Gramsci. Questa legge non varrà affatto a frenare il movimento che voi stessi preparate nel paese. Poiché la massoneria passerà in massa al Partito fascista e ne costituirà una tendenza, è chiaro che con questa legge voi sperate di impedire lo sviluppo di grandi organizzazioni operaie e contadine. Questo è il valore reale, il vero significato della legge.
Qualche fascista ricorda ancora nebulosamente gli insegnamenti dei suoi vecchi maestri, di quando era rivoluzionario e socialista, e crede che una classe non possa rimanere tale permanentemente e svilupparsi fino alla conquista del potere senza che essa abbia un partito ed una organizzazione che ne riassuma la parte migliore e più cosciente. C'è qualcosa di vero in questa torbida perversione reazionaria degli insegnamenti marxisti. È certo molto difficile che una classe possa giungere alla soluzione dei suoi problemi e al raggiungimento di quei fini che sono insiti nella sua esistenza e nella forza generale della società, senza che un'avanguardia si costituisca e conduca questa classe fino al raggiungimento di tali fini. Ma non è detto che questa enunciazione sia sempre vera, nella sua meccanicità esteriore ad uso della reazione! Questa è una legge che serve per l'Italia, che dovrà essere applicata in Italia, dove la borghesia non è riuscita in nessun modo e non riuscirà mai a risolvere in primo luogo la questione dei contadini italiani, a risolvere la questione dell'Italia meridionale. Non per nulla questa legge viene presentata contemporaneamente ad alcuni progetti concernenti il risanamento del Mezzogiorno.

Una voce. Parli della massoneria.

Gramsci. Volete che io parli della massoneria. Ma nel titolo della legge non si accenna neppure alla massoneria, si parla solo delle organizzazioni in generale. In Italia il capitalismo si è potuto sviluppare in quanto lo Stato ha premuto sulle popolazioni contadine, specialmente nel Sud. Voi oggi sentite l'urgenza di tali problemi, perciò promettete un miliardo per la Sardegna, promettete lavori pubblici e centinaia di milioni a tutto il Mezzogiorno; ma per fare opera seria e concreta dovreste cominciare col restituire alla Sardegna i 100-150 milioni di imposte che ogni anno estorcete alla popolazione sarda! Dovreste restituire al Mezzogiorno le centinaia di milioni di imposte che ogni anno estorcete alla popolazione meridionale.

Mussolini. Voi non fate pagare le tasse in Russia!...

Una voce. Rubano in Russia, non pagano le tasse !

Gramsci. Non è questa la questione, egregio collega, che dovrebbe conoscere almeno le relazioni parlamentari che su tali questioni esistono nelle biblioteche. Non si tratta del meccanismo normale borghese delle imposte: si tratta del fatto che ogni anno lo Stato estorce alle regioni meridionali una somma di imposte che non restituisce in nessun modo, ne con servizi di nessun genere ...

Mussolini. Non è vero.

Gramsci. ... somme che lo Stato estorce alle popolazioni contadine meridionali per dare una base al capitalismo dell'Italia settentrionale. [Interruzioni, commenti]. Su questo terreno delle contraddizioni del sistema capitalistico italiano si formerà necessariamente, nonostante la difficoltà di costituire grandi organizzazioni, l'unione degli operai e dei contadini contro il comune nemico.
Voi fascisti, voi governo fascista, nonostante tutta la demagogia dei vostri discorsi, non avete superato questa contraddizione che era già radicale; voi l'avete anzi fatta sentire più duramente alle classi e alle masse popolari. Voi avete operato in questa situazione, per le necessità di questa situazione. Voi avete aggiunto nuove polveri a quelle già accumulate dallo sviluppo della società capitalistica e credete di sopprimere con una legge contro le organizzazioni gli effetti più micidiali della vostra attività stessa. [Interruzioni]. Questa è la questione più importante nella discussione di questa legge!
Voi potete "conquistare lo Stato", potete modificare i codici, voi potete cercare di impedire alle organizzazioni di esistere nella forma in cui sono esistite fino adesso; non potete prevalere sulle condizioni obiettive in cui siete costretti a muovervi. Voi non farete che costringere il proletariato a ricercare un indirizzo diverso da quello fino ad oggi più diffuso nel campo dell'organizzazione di massa. Ciò noi vogliamo dire al proletariato e alle masse contadine italiane da questa tribuna: che le forze rivoluzionarie italiane non si lasceranno schiantare, che il vostro torbido sogno non riuscirà a realizzarsi [interruzioni]. È molto difficile applicare ad una popolazione di 40 milioni di abitanti i sistemi di governo di Zankof . In Bulgaria vi sono pochi milioni di abitanti e tuttavia, nonostante gli aiuti dall'estero, il governo non riesce a prevalere sulla coalizione del Partito comunista e delle forze contadine rivoluzionarie, e in Italia ci sono 40 milioni di abitanti.

Mussolini. Il Partito comunista ha meno iscritti di quello che abbia il Partito fascista italiano!

Gramsci. Ma rappresenta la classe operaia.

Mussolini. Non la rappresenta?

Farinacci. La tradisce, non la rappresenta.

Gramsci. Il vostro è un consenso ottenuto col bastone.

Farinacci. Parla di Miglieli!

Gramsci. Precisamente. Il fenomeno Miglieli ha una grande importanza appunto nel senso di ciò che ho detto prima: che le masse contadine anche cattoliche si indirizzano verso la lotta rivoluzionaria. Né i giornali fascisti avrebbero protestato contro Miglieli se il fenomeno "Miglieli" non avesse questa grande importanza dell'indicare un nuovo orientamento delle forme rivoluzionarie in dipendenza della vostra pressione sulle classi lavoratrici.
Concludendo: la massoneria è la piccola bandiera che serve per far passare la mercé reazionaria antiproletaria! Non è la massoneria che vi importa? La massoneria diventerà un'ala del fascismo. La legge deve servire per gli operai e per i contadini, i quali comprenderanno ciò molto bene dall'applicazione che ne verrà fatta. A queste masse noi vogliamo dire che voi non riuscirete a soffocare le manifestazioni organizzative della loro vita di classe, perché contro di voi sta tutto lo sviluppo della società italiana.
[Interruzioni].

Presidente. Ma non interrompano? Lascino parlare. Lei, però, onorevole Gramsci, non ha parlato della legge!

Rossoni. La legge non è contro le organizzazioni!

Gramsci. Onorevole Rossoni, ella stesso è un comma della legge contro le organizzazioni. Gli operai e i contadini debbono sapere che voi non riuscirete ad impedire che il movimento rivoluzionario si rafforzi e si radicalizzi. [Interruzioni, rumori]. Perché esso solo rappresenta oggi la situazione del nostro paese ... [Interruzioni].

Presidente. Onorevole Gramsci, questo concetto lo ha ripetuto tre o quattro volte. Abbia la bontà!
Non siamo dei giurati, a cui occorre ripetere molte volte le stesse cose!

Gramsci. Bisogna ripeterle, invece, bisogna che lo sentiate fino alla nausea. Il movimento rivoluzionario vincerà il fascismo. [Commenti].

* Con questo discorso, pronunciato alla Camera il 16 maggio 1925, Gramsci intervenne contro il disegno di legge Mussolini-Rocco rivolto contro la massoneria e indirettamente contro i partiti antifascisti.
** Va sottolineato come in questo passaggio Gramsci si riferisce all'uso delle armi da parte della classe operaia in pieno regime borghese democratico parlamentare, ossia quello vigente nel 1920.


[Dall'inserto storico della rivista "Il Futuro" di aprile-maggio 2005.]
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I comunisti avevano deciso di interrompere la protesta aventiniana promossa dalle opposizioni in seguito all’assassinio (10 giugno ’24) di Matteotti per avvalersi del Parlamento al fine di imprimere slancio alla lotta contro il fascismo. Gramsci si rivelò allora come figura di primo piano a molti che fino ad allora non ne avevano saputo quasi nulla. Il ritorno in aula dei deputati comunisti, le energiche iniziative del loro piccolo gruppo (erano diciannove) contro l’arroganza degli avversari tornati all’attacco, diedero nuova ancorché precaria linfa al movimento antifascista. E si diffuse, proprio allora, l’interesse per quell’uomo singolare che rappresentava ormai notoriamente il centro intellettuale e propulsivo del partito. Così che egli venne a identificarsi con qualcosa di molto più profondo che non il protagonista di una iniziativa politico-parlamentare quando, quel 16 maggio, intervenne a Montecitorio.





Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole Gramsci.

Gramsci. Il disegno di legge contro le società segrete è stato presentato alla Camera come un disegno di legge contro la massoneria; esso è il primo atto reale del fascismo per affermare quella che il Partito fascista chiama la sua rivoluzione. Noi, come Partito comunista, vogliamo ricercare non solo il perché della presentazione del disegno di legge contro le organizzazioni in generale, ma anche il significato del perché il Partito fascista ha presentato questa legge rivolta prevalentemente contro la massoneria.
Noi siamo tra i pochi che abbiano preso sul serio il fascismo, anche quando il fascismo sembrava fosse solamente una farsa sanguinosa, quando intorno al fascismo si ripetevano solo i luoghi comuni sulla "psicosi di guerra", quando tutti i partiti cercavano di addormentare la popolazione lavoratrice presentando il fascismo come un fenomeno superficiale, di brevissima durata.
Nel novembre 1920 abbiamo previsto che il fascismo sarebbe andato al potere - cosa allora inconcepibile per i fascisti stessi - se la classe operaia non avesse fatto a tempo ad frenare, con le armi, la sua avanzata sanguinosa**.
Il fascismo, dunque, afferma oggi praticamente di voler "conquistare lo Stato". Cosa significa questa espressione ormai diventata luogo comune? E che significato ha, in questo senso, la lotta contro la massoneria?
Poiché noi pensiamo che questa fase della "conquista fascista" sia una delle più importanti attraversate dallo Stato italiano, e per ciò che riguarda noi che sappiamo di rappresentare gli interessi della grande maggioranza del popolo italiano, gli operai e i contadini, così crediamo necessaria un'analisi, anche se affrettata, della questione.
Che cos'è la massoneria? Voi avete detto molte parole sul significato spirituale, sulle correnti ideologiche che essa rappresenta, ecc.; ma tutte queste sono forme di espressione di cui voi vi servite solo per ingannarvi reciprocamente, sapendo di farlo.
La massoneria, dato il modo con cui si è costituita l'Italia in unità, data la debolezza iniziale della borghesia capitalistica italiana, la massoneria è stata l'unico partito reale ed efficiente che la classe borghese ha avuto per lungo tempo. Non bisogna dimenticare che poco meno che venti anni dopo l'entrata a Roma dei piemontesi, il Parlamento è stato sciolto e il corpo elettorale da circa 3 milioni di elettori è stato ridotto ad 800mila.
È stata questa la confessione esplicita da parte della borghesia di essere un'infima minoranza della popolazione, se dopo venti anni di unità essa è stata costretta a ricorrere ai mezzi più estremi di dittatura per mantenersi al potere, per schiacciare i suoi nemici di classe, che erano i nemici dello Stato unitario.
Quali erano questi nemici? Era prevalentemente il Vaticano, erano i gesuiti, e bisogna ricordare all'onorevole Martire come, accanto ai gesuiti che vestono l'abito talare, esistono i gesuiti laici, i quali non hanno nessuna speciale uniforme che indichi il loro ordine religioso.
Nei primi anni dopo la fondazione del regno i gesuiti hanno dichiarato espressamente in tutta una serie di articoli pubblicati da "Civiltà cattolica" quale fosse il programma politico del Vaticano e delle classi che allora erano rappresentanti del Vaticano, cioè delle vecchie classi semifeudali, tendenzialmente borboniche nel meridione, o tendenzialmente austriacanti nel Lombardo-Veneto, forze sociali numerosissime che la borghesia capitalistica non è riuscita mai a contenere, quantunque nel periodo del Risorgimento essa rappresentasse un progresso, e un principio rivoluzionario. I gesuiti della "Civiltà cattolica", e cioè il Vaticano, ponevano a scopo della loro politica come primo punto il sabotaggio dello Stato unitario, attraverso l'astensione parlamentare, il frenamento dello Stato liberale per tutte quelle sue attività che potevano corrompere e distruggere il vecchio ordine; come secondo punto, la creazione di un'armata di riserva rurale da porre contro l'avanzata del proletariato, poiché fin dal '71 i gesuiti prevedevano che sul terreno della democrazia liberale sarebbe nato il movimento proletario, che si sarebbe sviluppato un movimento rivoluzionario.
L'onorevole Martire ha oggi dichiarato che finalmente è stata raggiunta, alle spese della massoneria, l'unità spirituale della nazione italiana.
Poiché la massoneria in Italia ha rappresentato l'ideologia e l'organizzazione reale della classe borghese capitalistica, chi è contro la massoneria è contro il liberalismo, è contro la tradizione politica della borghesia italiana. Le classi rurali che erano rappresentate nel passato dal Vaticano, sono rappresentate oggi prevalentemente dal fascismo; è logico pertanto che il fascismo abbia sostituito il Vaticano e i gesuiti nel compito storico, per cui le classi più arretrate della popolazione mettono sotto il loro controllo la classe che è stata progressiva nello sviluppo della civiltà; ecco il significato della raggiunta unità spirituale della nazione italiana, che sarebbe stato un fenomeno di progresso 50 anni fa; ed è oggi invece il fenomeno più grande di regressione ...
La borghesia industriale non è stata capace di frenare il movimento operaio, non è stata capace di controllare né il movimento operaio, né quello rurale rivoluzionario. La prima istintiva e spontanea parola d'ordine del fascismo, dopo l'occupazione delle fabbriche è stata perciò questa : "I rurali controlleranno la borghesia urbana, che non sa essere forte contro gli operai".
Se non m'inganno, allora, onorevole Mussolini, non era questa la vostra tesi, e tra il fascismo rurale e il fascismo urbano dicevate di preferire il fascismo urbano ...

[Interruzioni].

Mussolini. Bisogna che la interrompa per ricordarle un mio articolo di alto elogio del fascismo rurale del 1921-22.

Gramsci. Ma questo non è un fenomeno puramente italiano, quantunque in Italia, per la più grande debolezza del capitalismo abbia avuto il massimo di sviluppo; è un fenomeno europeo e mondiale, di estrema importanza per comprendere la crisi generale del dopoguerra, sia nel dominio dell'attività pratica che nel dominio delle idee e della cultura.
L'elezione di Hindenburg in Germania, la vittoria dei conservatori in Inghilterra, con la liquidazione dei rispettivi partiti liberali democratici, sono il corrispettivo del movimento fascista italiano; le vecchie forze sociali, ma non assorbite completamente da esso, hanno preso il sopravvento nell'organizzazione degli Stati, portando nell'attività reazionaria tutto il fondo di ferocia e di spietata decisione che è stata sempre loro propria; ma in sostanza noi abbiamo un fenomeno di regressione storica che non è e non sarà senza risultanza per lo sviluppo della rivoluzione proletaria. Esaminata su questo terreno, l'attuale legge contro le associazioni sarà una forza o è invece destinata ad essere completamente irrita e vana? Corrisponderà essa alla realtà, potrà essere il mezzo per una stabilizzazione del regime capitalistico o sarà solo un nuovo perfezionato strumento dato alla polizia per arrestare Tizio, Caio e Sempronio? ...
Il problema pertanto è questo: la situazione del capitalismo in Italia si è rafforzata o si è indebolita dopo la guerra, col fascismo? Quali erano le debolezze della borghesia capitalistica italiana prima della guerra, debolezze che hanno portato alla creazione di quel determinato sistema politico massonico che esisteva in Italia, che ha avuto il suo massimo sviluppo nel giolittismo? Le debolezze massime della vita nazionale italiana erano in primo luogo la mancanza di materie prime, cioè l'impossibilità della borghesia di creare in Italia una industria che avesse una sua radice profonda nel paese e che potesse progressivamente svilupparsi, assorbendo la mano d'opera esuberante. In secondo luogo, la mancanza di colonie legate alla madre patria, quindi l'impossibilità per la borghesia di creare una aristocrazia operaia che permanentemente potesse essere alleata della borghesia stessa. Terzo la questione meridionale, cioè la questione dei contadini, legata strettamente al problema dell'emigrazione, che è la prova della incapacità della borghesia italiana di mantenere ... Interruzioni.

Mussolini. Anche i tedeschi sono emigrati a milioni.

Gramsci. Il significato dell'emigrazione in massa dei lavoratori è questo: il sistema capitalistico, che è il sistema predominante, non è in grado di dare il vitto, l'alloggio e i vestiti alla popolazione, e una parte non piccola di questa popolazione è costretta ad emigrare ...

Rossoni. Quindi la nazione si deve espandere nell'interesse del proletariato.

Gramsci. Noi abbiamo una nostra concezione dell'imperialismo e del fenomeno coloniale, secondo la quale essi sono prima di tutto una esportazione di capitale finanziario. Finora l'"imperialismo" italiano è consistito solo in questo: che l'operaio italiano emigrato lavora per il profitto dei capitalisti degli altri paesi, cioè finora l'Italia è solo stata un mezzo dell'espansione del capitale finanziario non italiano. Voi vi sciacquate sempre la bocca con le affermazioni più puerili di una pretesa superiorità demografica dell'Italia sugli altri paesi; voi dite sempre, per esempio, che l'Italia demograficamente è superiore alla Francia. È una questione questa che solo le statistiche possono risolvere perentoriamente, ed io qualche volta mi occupo di statistiche; ora una statistica pubblicata nel dopoguerra, mai smentita, e che non può essere smentita, afferma che l'Italia di prima della guerra dal punto di vista demografico, si trovava già nella stessa situazione della Francia dopo la guerra; ciò è determinato dal fatto che l'emigrazione allontana dal territorio nazionale una tal massa di popolazione maschile, produttivamente attiva, che i rapporti demografici diventano catastrofici. Nel territorio nazionale rimangono vecchi, donne, bambini, invalidi, cioè la parte della popolazione passiva, che grava sulla popolazione lavoratrice in una misura superiore a qualsiasi altro paese, anche alla Francia.
È questa la debolezza fondamentale del sistema capitalistico italiano, per cui il capitalismo italiano è destinato a scomparire tanto più rapidamente quanto più il sistema capitalistico mondiale non funziona più per assorbire l'emigrazione italiana, per sfruttare il lavoro italiano, che il capitalismo nostrale è impotente a inquadrare.
I partiti borghesi, la massoneria, come hanno cercato di risolvere questi problemi?
Conosciamo nella storia italiana degli ultimi tempi due piani politici della borghesia per risolvere la questione del governo del popolo italiano. Abbiamo avuto la pratica giolittiana, il collaborazionismo del socialismo italiano con il giolittismo, cioè il tentativo di stabilire una alleanza della borghesia industriale con una certa aristocrazia operaia settentrionale per opprimere, per soggiogare a questa formazione borghese-proletaria la massa dei contadini italiani, specialmente nel Mezzogiorno. Il programma non ha avuto successo. Nell'Italia settentrionale si costituisce difatti una coalizione borghese-proletaria attraverso la collaborazione parlamentare e la politica dei lavori pubblici alle cooperative; nell'Italia meridionale si corrompe il ceto dirigente e si domina la massa coi mazzieri ...
(Interruzioni del deputato Greco) Voi fascisti siete stati i maggiori artefici del fallimento di questo piano politico, poiché avete livellato nella stessa miseria l'aristocrazia operaia e i contadini poveri di tutta Italia.
Abbiamo avuto il programma che possiamo dire dal "Corriere della Sera", giornale che rappresenta una forza non indifferente nella politica nazionale: 800.000 lettori sono anch'essi un partito.
Voci. Meno ...

Mussolini. La metà! E poi i lettori dei giornali non contano. Non hanno mai fatto una rivoluzione. I lettori dei giornali hanno regolarmente torto!

Gramsci. Il "Corriere della Sera" non vuole fare la rivoluzione.

Farinacci. Neanche "l'Unità"!

Gramsci. Il "Corriere della Sera" ha sostenuto sistematicamente tutti gli uomini politici del Mezzogiorno, da Salandra ad Orlando, a Nitti, a Amendola; di fronte alla soluzione giolittiana, oppressiva non solo di classi, ma addirittura di interi territori, come il Mezzogiorno e le isole, e perciò altrettanto pericolosa che l'attuale fascismo per la stessa unità materiale dello Stato italiano, il "Corriere della Sera" ha sostenuto sempre un'alleanza tra gli industriali del Nord e una certa vaga democrazia rurale prevalentemente meridionale sul terreno del libero scambio. L'una e l'altra soluzione tendevano essenzialmente a dare allo Stato italiano una più larga base di quella originaria, tendevano a sviluppare le "conquiste" del Risorgimento.
Che cosa oppongono i fascisti a queste soluzioni? Essi oppongono oggi la legge cosiddetta contro la massoneria; essi dicono di volere cosi conquistare lo Stato. In realtà il fascismo lotta contro la sola forza organizzata efficientemente che la borghesia avesse in Italia, per soppiantarla nella occupazione dei posti che lo Stato dà ai suoi funzionari. La "rivoluzione" fascista è solo la sostituzione di un personale amministrativo ad un altro personale.

Mussolini. Di una classe ad un'altra, come è avvenuto in Russia, come avviene normalmente in tutte le rivoluzioni, come noi faremo metodicamente! [Approvazioni].

Gramsci. È rivoluzione solo quella che si basa su una nuova classe. Il fascismo non si basa su nessuna classe che non fosse già al potere ...

Mussolini. Ma se gran parte dei capitalisti ci sono contro, ma se vi cito dei grandissimi capitalisti che ci votano contro, che sono all'opposizione: i Motta, i Conti ...

Farinacci. E sussidiano i giornali sovversivi! [Commenti].

Mussolini. L'alta banca non è fascista, voi lo sapete!

Gramsci. La realtà dunque è che la legge contro la massoneria non è prevalentemente contro la massoneria; coi massoni il fascismo arriverà facilmente ad un compromesso.

Mussolini. I fascisti hanno bruciato le logge dei massoni prima di fare la legge! Quindi non c'è bisogno di accomodamenti.

Gramsci. Verso la massoneria il fascismo applica, intensificandola, la stessa tattica che ha applicata a tutti i partiti borghesi non fascisti: in un primo tempo ha creato un nucleo fascista in questi partiti; in un secondo periodo ha cercato di esprimere dagli altri partiti le forze migliori che gli convenivano, non essendo riuscito ad ottenere il monopolio come si proponeva ...

Farinacci. E ci chiamate sciocchi?

Gramsci. Non sareste sciocchi solo se foste capaci di risolvere i problemi della situazione italiana ...

Mussolini. Li risolveremo. Ne abbiamo già risolti parecchi.

Gramsci. Il fascismo non è riuscito completamente ad attuare l'assorbimento di tutti i partiti nella sua organizzazione. Con la massoneria ha impiegato la tattica politica del noyautage, poi il sistema terroristico dell'incendio delle logge, e infine impiega oggi l'azione legislativa, per cui determinate personalità dell'alta banca e dell'alta burocrazia finiranno per l'accodarsi ai dominatori per non perdere il loro posto, ma con la massoneria il governo fascista dovrà venire ad un compromesso. Come si fa quando un nemico è forte? Prima gli si rompono le gambe, poi si fa il compromesso in condizioni di evidente superiorità.

Mussolini. Prima gli si rompono le costole, poi lo si fa prigioniero, come voi avete fatto in Russia! Voi avete fatto i vostri prigionieri e poi li tenete, e vi servono! [Commenti].

Gramsci. Far prigionieri significa appunto fare il compromesso: perciò noi diciamo che in realtà la legge è fatta specialmente contro le organizzazioni operaie. Domandiamo perché da parecchi mesi a questa parte senza che il Partito comunista sia stato dichiarato associazione a delinquere, i carabinieri arrestano i nostri compagni ogni qualvolta li trovano riuniti in numero di almeno tre ...

Mussolini. Facciamo quello che fate in Russia ...

Gramsci. In Russia ci sono delle leggi che vengono osservate: voi avete le vostre leggi ...

Mussolini. Voi fate delle retate formidabili. Fate benissimo! [Si ride].

Gramsci. In realtà l'apparecchio poliziesco dello Stato considera già il Partito comunista come un'organizzazione segreta.

Mussolini. Non è vero!

Gramsci. Intanto si arresta senza nessuna imputazione specifica chiunque sia trovato in una riunione di tre persone, soltanto perché comunista, e lo si butta in carcere.

Mussolini. Ma vengono presto scarcerati. Quanti sono in carcere? Li peschiamo semplicemente per conoscerli!

Gramsci. È una forma di persecuzione sistematica che anticipa e giustificherà l'applicazione della nuova legge. Il fascismo adotta gli stessi sistemi del governo Giolitti. Fate come facevano nel Mezzogiorno i mazzieri giolittiani che arrestavano gli elettori di opposizione ... per conoscerli.

Una voce. C'è stato un caso solo. Lei non conosce il meridione.

Gramsci. Sono meridionale!

Mussolini. A proposito di violenze elettorali io le ricordo un articolo di Bordiga che le giustifica a pieno!

Greco Paolo. Lei, onorevole Gramsci, non lo ha letto quell'articolo.

Gramsci. Non le violenze fasciste, le nostre. Noi siamo sicuri di rappresentare la maggioranza della popolazione, di rappresentare gli interessi più essenziali della maggioranza del popolo italiano; la violenza proletaria è perciò progressiva e non può essere sistematica. La vostra violenza è sistematica e sistematicamente arbitraria perché voi rappresentate una minoranza destinata a scomparire. Noi dobbiamo dire alla popolazione lavoratrice che cosa è il vostro governo, come si comporta il vostro governo, per organizzarla contro di voi, per metterla in condizioni di vincervi. È molto probabile che anche noi ci troveremo costretti ad usare gli stessi vostri sistemi, ma come transizione, saltuariamente. [Rumori, interruzioni}. Sicuro: ad adottare gli stessi vostri metodi, con la differenza che voi rappresentate la minoranza della popolazione, mentre noi rappresentiamo la maggioranza. [Interruzioni, rumori].

Farinacci. Ma allora, perchè non fate la rivoluzione? Lei è destinato a fare la fine di Bombacci! La manderanno via dal partito!

Gramsci. La borghesia italiana quando ha fatto l'unità era una minoranza della popolazione, ma siccome rappresentava gli interessi della maggioranza anche se questa non la seguiva, così ha potuto mantenersi al potere. Voi avete vinto con le armi, ma non avete nessun programma, non rappresentate niente di nuovo e di progressivo. Avete solo insegnato all'avanguardia rivoluzionaria come solo le armi, in ultima analisi, determinano il successo dei programmi e dei non programmi ... [Interruzioni, commenti}.

Presidente. Non interrompete?

Gramsci. Questa legge non varrà affatto a frenare il movimento che voi stessi preparate nel paese. Poiché la massoneria passerà in massa al Partito fascista e ne costituirà una tendenza, è chiaro che con questa legge voi sperate di impedire lo sviluppo di grandi organizzazioni operaie e contadine. Questo è il valore reale, il vero significato della legge.
Qualche fascista ricorda ancora nebulosamente gli insegnamenti dei suoi vecchi maestri, di quando era rivoluzionario e socialista, e crede che una classe non possa rimanere tale permanentemente e svilupparsi fino alla conquista del potere senza che essa abbia un partito ed una organizzazione che ne riassuma la parte migliore e più cosciente. C'è qualcosa di vero in questa torbida perversione reazionaria degli insegnamenti marxisti. È certo molto difficile che una classe possa giungere alla soluzione dei suoi problemi e al raggiungimento di quei fini che sono insiti nella sua esistenza e nella forza generale della società, senza che un'avanguardia si costituisca e conduca questa classe fino al raggiungimento di tali fini. Ma non è detto che questa enunciazione sia sempre vera, nella sua meccanicità esteriore ad uso della reazione! Questa è una legge che serve per l'Italia, che dovrà essere applicata in Italia, dove la borghesia non è riuscita in nessun modo e non riuscirà mai a risolvere in primo luogo la questione dei contadini italiani, a risolvere la questione dell'Italia meridionale. Non per nulla questa legge viene presentata contemporaneamente ad alcuni progetti concernenti il risanamento del Mezzogiorno.

Una voce. Parli della massoneria.

Gramsci. Volete che io parli della massoneria. Ma nel titolo della legge non si accenna neppure alla massoneria, si parla solo delle organizzazioni in generale. In Italia il capitalismo si è potuto sviluppare in quanto lo Stato ha premuto sulle popolazioni contadine, specialmente nel Sud. Voi oggi sentite l'urgenza di tali problemi, perciò promettete un miliardo per la Sardegna, promettete lavori pubblici e centinaia di milioni a tutto il Mezzogiorno; ma per fare opera seria e concreta dovreste cominciare col restituire alla Sardegna i 100-150 milioni di imposte che ogni anno estorcete alla popolazione sarda! Dovreste restituire al Mezzogiorno le centinaia di milioni di imposte che ogni anno estorcete alla popolazione meridionale.

Mussolini. Voi non fate pagare le tasse in Russia!...

Una voce. Rubano in Russia, non pagano le tasse !

Gramsci. Non è questa la questione, egregio collega, che dovrebbe conoscere almeno le relazioni parlamentari che su tali questioni esistono nelle biblioteche. Non si tratta del meccanismo normale borghese delle imposte: si tratta del fatto che ogni anno lo Stato estorce alle regioni meridionali una somma di imposte che non restituisce in nessun modo, ne con servizi di nessun genere ...

Mussolini. Non è vero.

Gramsci. ... somme che lo Stato estorce alle popolazioni contadine meridionali per dare una base al capitalismo dell'Italia settentrionale. [Interruzioni, commenti]. Su questo terreno delle contraddizioni del sistema capitalistico italiano si formerà necessariamente, nonostante la difficoltà di costituire grandi organizzazioni, l'unione degli operai e dei contadini contro il comune nemico.
Voi fascisti, voi governo fascista, nonostante tutta la demagogia dei vostri discorsi, non avete superato questa contraddizione che era già radicale; voi l'avete anzi fatta sentire più duramente alle classi e alle masse popolari. Voi avete operato in questa situazione, per le necessità di questa situazione. Voi avete aggiunto nuove polveri a quelle già accumulate dallo sviluppo della società capitalistica e credete di sopprimere con una legge contro le organizzazioni gli effetti più micidiali della vostra attività stessa. [Interruzioni]. Questa è la questione più importante nella discussione di questa legge!
Voi potete "conquistare lo Stato", potete modificare i codici, voi potete cercare di impedire alle organizzazioni di esistere nella forma in cui sono esistite fino adesso; non potete prevalere sulle condizioni obiettive in cui siete costretti a muovervi. Voi non farete che costringere il proletariato a ricercare un indirizzo diverso da quello fino ad oggi più diffuso nel campo dell'organizzazione di massa. Ciò noi vogliamo dire al proletariato e alle masse contadine italiane da questa tribuna: che le forze rivoluzionarie italiane non si lasceranno schiantare, che il vostro torbido sogno non riuscirà a realizzarsi [interruzioni]. È molto difficile applicare ad una popolazione di 40 milioni di abitanti i sistemi di governo di Zankof . In Bulgaria vi sono pochi milioni di abitanti e tuttavia, nonostante gli aiuti dall'estero, il governo non riesce a prevalere sulla coalizione del Partito comunista e delle forze contadine rivoluzionarie, e in Italia ci sono 40 milioni di abitanti.

Mussolini. Il Partito comunista ha meno iscritti di quello che abbia il Partito fascista italiano!

Gramsci. Ma rappresenta la classe operaia.

Mussolini. Non la rappresenta?

Farinacci. La tradisce, non la rappresenta.

Gramsci. Il vostro è un consenso ottenuto col bastone.

Farinacci. Parla di Miglieli!

Gramsci. Precisamente. Il fenomeno Miglieli ha una grande importanza appunto nel senso di ciò che ho detto prima: che le masse contadine anche cattoliche si indirizzano verso la lotta rivoluzionaria. Né i giornali fascisti avrebbero protestato contro Miglieli se il fenomeno "Miglieli" non avesse questa grande importanza dell'indicare un nuovo orientamento delle forme rivoluzionarie in dipendenza della vostra pressione sulle classi lavoratrici.
Concludendo: la massoneria è la piccola bandiera che serve per far passare la mercé reazionaria antiproletaria! Non è la massoneria che vi importa? La massoneria diventerà un'ala del fascismo. La legge deve servire per gli operai e per i contadini, i quali comprenderanno ciò molto bene dall'applicazione che ne verrà fatta. A queste masse noi vogliamo dire che voi non riuscirete a soffocare le manifestazioni organizzative della loro vita di classe, perché contro di voi sta tutto lo sviluppo della società italiana.
[Interruzioni].

Presidente. Ma non interrompano? Lascino parlare. Lei, però, onorevole Gramsci, non ha parlato della legge!

Rossoni. La legge non è contro le organizzazioni!

Gramsci. Onorevole Rossoni, ella stesso è un comma della legge contro le organizzazioni. Gli operai e i contadini debbono sapere che voi non riuscirete ad impedire che il movimento rivoluzionario si rafforzi e si radicalizzi. [Interruzioni, rumori]. Perché esso solo rappresenta oggi la situazione del nostro paese ... [Interruzioni].

Presidente. Onorevole Gramsci, questo concetto lo ha ripetuto tre o quattro volte. Abbia la bontà!
Non siamo dei giurati, a cui occorre ripetere molte volte le stesse cose!

Gramsci. Bisogna ripeterle, invece, bisogna che lo sentiate fino alla nausea. Il movimento rivoluzionario vincerà il fascismo. [Commenti].

* Con questo discorso, pronunciato alla Camera il 16 maggio 1925, Gramsci intervenne contro il disegno di legge Mussolini-Rocco rivolto contro la massoneria e indirettamente contro i partiti antifascisti.
** Va sottolineato come in questo passaggio Gramsci si riferisce all'uso delle armi da parte della classe operaia in pieno regime borghese democratico parlamentare, ossia quello vigente nel 1920.


[Dall'inserto storico della rivista "Il Futuro" di aprile-maggio 2005.]
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lunedì 30 maggio 2011

Un tornado chiamato de Magistris

di GIUSTINO FABRIZIO

Trionfo personale di de Magistris, sconfitta netta di Berlusconi. Analizziamo distintamente i due dati, partendo dallo sconfitto. La città, scontenta dell'amministrazione di centrosinistra, si è convinta che il centrodestra sarebbe stato un rimedio peggiore del male. Il goffo declino del capo del governo, il bluff scoperto delle sue ricette miracolistiche, una guida locale in odore di camorra, sono stati elementi decisivi per bloccare ai confini della città l'avanzata del Pdl di Cosentino e Cesaro. E ora qualcosa potrebbe cambiare anche negli assetti politici regionali.

De Magistris è stato il trionfatore assoluto della campagna elettorale, nella quale ha fatto irruzione come un tornado, spazzando via le incertezze e le divisioni del Pd.

Le vere primarie del centrosinistra non sono avvenute a gennaio, ma nel primo turno del 15 maggio scorso. Non a caso de Magistris con i suoi 44 anni era il più giovane degli sfidanti. E nei giovani, che lo hanno votato in massa, va cercata una delle chiavi del suo successo.

De Magistris ha comunicato più con Facebook e Twitter che con i mezzi tradizionali. Va aggiunto, però, che il neo sindaco ha amplificato il suo innegabile carisma grazie alle sue presenze in tv, che gli hanno dato una grande popolarità.

Dalla popolarità al populismo il passo è breve e spesso de Magistris lo ha compiuto. La sua parola d'ordine è stata "scassare": è un programma sul quale a Napoli non è difficile acquisire vasti consensi; il problema è conservare la popolarità quando si tratta di costruire, fare delle scelte, dire dei no.

Un magistrato discusso si è rivelato un politico avveduto. Ora è atteso alla prova da amministratore. Guiderà una giunta sicuramente di "uomini nuovi", estranei alle precedenti esperienze di Bassolino e Iervolino. Ma il blocco sociale che lo ha sostenuto e portato alla vittoria, in quelle amministrazioni di centrosinistra era ben presente e di questo de Magistris dovrà tenere conto, nel bene e nel male.

Fonte:la Repubblica

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di GIUSTINO FABRIZIO

Trionfo personale di de Magistris, sconfitta netta di Berlusconi. Analizziamo distintamente i due dati, partendo dallo sconfitto. La città, scontenta dell'amministrazione di centrosinistra, si è convinta che il centrodestra sarebbe stato un rimedio peggiore del male. Il goffo declino del capo del governo, il bluff scoperto delle sue ricette miracolistiche, una guida locale in odore di camorra, sono stati elementi decisivi per bloccare ai confini della città l'avanzata del Pdl di Cosentino e Cesaro. E ora qualcosa potrebbe cambiare anche negli assetti politici regionali.

De Magistris è stato il trionfatore assoluto della campagna elettorale, nella quale ha fatto irruzione come un tornado, spazzando via le incertezze e le divisioni del Pd.

Le vere primarie del centrosinistra non sono avvenute a gennaio, ma nel primo turno del 15 maggio scorso. Non a caso de Magistris con i suoi 44 anni era il più giovane degli sfidanti. E nei giovani, che lo hanno votato in massa, va cercata una delle chiavi del suo successo.

De Magistris ha comunicato più con Facebook e Twitter che con i mezzi tradizionali. Va aggiunto, però, che il neo sindaco ha amplificato il suo innegabile carisma grazie alle sue presenze in tv, che gli hanno dato una grande popolarità.

Dalla popolarità al populismo il passo è breve e spesso de Magistris lo ha compiuto. La sua parola d'ordine è stata "scassare": è un programma sul quale a Napoli non è difficile acquisire vasti consensi; il problema è conservare la popolarità quando si tratta di costruire, fare delle scelte, dire dei no.

Un magistrato discusso si è rivelato un politico avveduto. Ora è atteso alla prova da amministratore. Guiderà una giunta sicuramente di "uomini nuovi", estranei alle precedenti esperienze di Bassolino e Iervolino. Ma il blocco sociale che lo ha sostenuto e portato alla vittoria, in quelle amministrazioni di centrosinistra era ben presente e di questo de Magistris dovrà tenere conto, nel bene e nel male.

Fonte:la Repubblica

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Castellammare, Fincantieri, solito magna-magna sulle spalle del SUD



Nuovo sit in degli operai che manifestano contro la chiusura dello stabilimento stabiese. Traffico paralizzato. Ieri avevano occupato la stazione della Vesuviana di Pompei.
Di nuovo gli operai della Fincantieri di Castellammare di Stabia hanno sbarrato la statale sorrentina per reclamare i propri diritti contro i provvedimenti dell’azienda di chiudere lo stabilimento.
Non è affatto la prima volta!
Questa straordinaria industria, patrimonio di storica imprenditorialità e di ricchissime e sorprendenti risorse per l’eccezionale artigianalità, ereditata da una colta e competente tecnologia cantieristica avanzata che andava via, via sempre più migliorandosi, - parimenti a tante altre aziende produttive del territorio - venne sottratta al Sud!
La prima fu proprio determinata direttamente dal massacratore Bixio che nel 1864 fece bloccare l’attività produttiva. Con un suo progetto presentò alla Camera la richiesta di chiusura del cantiere di Castellammare e l’arsenale di Napoli a cui fecero seguito una marea di licenziamenti.
E, … poi si dice il povero meridione incapace!
Infatti, la stesso scellerato fatto accadde, praticamente nello stesso anno, alle Officine Ferroviarie diPietrarsa, degradata a Officine di riparazioni e allaFonderia e Fabbrica d’Armi di Mongiana, sottratta e venduta, per quattro lire, all’ex garibaldino Achille Fazzariy che la mandò letteralmente in rovina chiudendola nel 1872. Questo fu il destino di tantissime industrie meridionali che furono chiuse o distrutte o abbandonate dalle “commesse commerciali” pilotate al Nord.
È da allora che iniziò la “questione Castellammare” parte emblematica e significante presa ad esempio dagli storici per datare quella più famosa e fiaccamente dibattuta “questione meridionale”.
Ci furono decine e decine di petizioni firmate da politici meridionali, continue interpellanze e discussioni parlamentari e mille proposte per la cessione dei cantieri a privati mentre, in un assordante silenzio e indifferenza, le commissioni ministeriali già decidevano del destino sempre più sospeso di Castellammare (e,... da allora tale è rimasto) potenziando i cantieri liguri e veneti fino a fondare, per giusta elemosina, ma solo nell’84 quella di Taranto.
Nessuno o pochi sanno che Ferdinando IV incaricò, già nel 1778, il proprio ministro John Acton di rifondare un altro cantiere, dopo quello di Napoli, a Castellammare per la realizzazione delle Reali navi con un proprio Dipartimento della “Reale Marina”. La prima costruzione fu il vascello Partenope varato nel 1786. Da allora l’industria ebbe un veloce e straordinario successo fino a quel maledetto 1860, dimostrando uno sviluppo economico strabocchevole perfino dopo il periodo postunitario, avendo inizialmente avviato la propria attività con pirocorvette: Archimede, Carlo III, Ercole e Sannita.

Riuscì, poi, con opere egregie per via dei suoi insuperabili “maestri d’ascia” famosi in tutti il mondo e già conosciutissimi durante l’epoca degli Svevi. Vennero impiegati con tutto l’indotto specialistico quasi tutti gli abitanti maschi di Castellammare; famosa la sua“tartana grande latina” stabile in mare quanto famosa nel mondo. Solo di spese, durante il periodo di Ferdinando II, si raggiunse oltre tre milioni trecentomila di ducati d’oro. I guadagni il quintuplo delle uscite.
L’ultimo pirofregata o vascello, denominata “Borbona” venne varata inconsapevolmente proprio da Francesco II il 18 gennaio del 1859. La Storia dei vinti sostiene che sia stata varata nello stesso giorno e nello stesso mese ma del 1860 con il nome di Giuseppe Garibaldi., acquisendo così un prestigioso evento spostando di un anno la vera data.
Nel corso degli anni gli stabilimenti assunsero altri nomi fino ai Bacini & Scali Napoletani venne assorbita della Società Esercizio Bacini Napoletani fondata nel 1954. Nel 1966 rientrò nella fondazione di Italcantieri del gruppo IRI con sede a Trieste ma facente capo all'Ansaldo di Genova e ai Cantieri Riuniti dell'Adriatico. Da primi al Sud si divenne solo dei dipendenti del Nord.
È inutile dilungarsi per raccontare delle mille trasformazioni e travestimenti societari che i Regi Cantieri negli anni hanno dovuto subire; è inutile dir delle meraviglie lasciate solcare tutti i mari del mondo e i loro nomi; è inutile dire di aver subito, negli ultimi anni, il solito “metodoBanconapoli”; basta sapere che oggi si parla di 2500 esuberi;
Basta sapere che continua la scellerata spoliazione colonialista del Nord da quel 21 Ottobre del 1860 a Napoli con un suffragio universale che fu la pagina più vergognosa che Italia Unita abbia mai scritto. Basta sapere che Marta Vincenzi, sindaco di Genova, sostiene che il governo voglia salvaguardare, cose sussurrate ma che già tutti sapevano” i cantieri del Nord Est, ovvero abbandonare il Tirreno per l’Adriatico. Mentre Il presidente della Regione Campania, Caldoro si dichiara disposto; “a sostenere opere di ammodernamento e riconversione di carattere produttivo per difendere il lavoro, la professionalità e il prodotto” dei cantieri di Castellammare di Stabia.
“Caldò, ma che vvuò ammodernà quanno nun te vonne dà manco ‘o sasiccio”


27 maggio 2011, di Bruno Pappalardo VOXSUD

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Nuovo sit in degli operai che manifestano contro la chiusura dello stabilimento stabiese. Traffico paralizzato. Ieri avevano occupato la stazione della Vesuviana di Pompei.
Di nuovo gli operai della Fincantieri di Castellammare di Stabia hanno sbarrato la statale sorrentina per reclamare i propri diritti contro i provvedimenti dell’azienda di chiudere lo stabilimento.
Non è affatto la prima volta!
Questa straordinaria industria, patrimonio di storica imprenditorialità e di ricchissime e sorprendenti risorse per l’eccezionale artigianalità, ereditata da una colta e competente tecnologia cantieristica avanzata che andava via, via sempre più migliorandosi, - parimenti a tante altre aziende produttive del territorio - venne sottratta al Sud!
La prima fu proprio determinata direttamente dal massacratore Bixio che nel 1864 fece bloccare l’attività produttiva. Con un suo progetto presentò alla Camera la richiesta di chiusura del cantiere di Castellammare e l’arsenale di Napoli a cui fecero seguito una marea di licenziamenti.
E, … poi si dice il povero meridione incapace!
Infatti, la stesso scellerato fatto accadde, praticamente nello stesso anno, alle Officine Ferroviarie diPietrarsa, degradata a Officine di riparazioni e allaFonderia e Fabbrica d’Armi di Mongiana, sottratta e venduta, per quattro lire, all’ex garibaldino Achille Fazzariy che la mandò letteralmente in rovina chiudendola nel 1872. Questo fu il destino di tantissime industrie meridionali che furono chiuse o distrutte o abbandonate dalle “commesse commerciali” pilotate al Nord.
È da allora che iniziò la “questione Castellammare” parte emblematica e significante presa ad esempio dagli storici per datare quella più famosa e fiaccamente dibattuta “questione meridionale”.
Ci furono decine e decine di petizioni firmate da politici meridionali, continue interpellanze e discussioni parlamentari e mille proposte per la cessione dei cantieri a privati mentre, in un assordante silenzio e indifferenza, le commissioni ministeriali già decidevano del destino sempre più sospeso di Castellammare (e,... da allora tale è rimasto) potenziando i cantieri liguri e veneti fino a fondare, per giusta elemosina, ma solo nell’84 quella di Taranto.
Nessuno o pochi sanno che Ferdinando IV incaricò, già nel 1778, il proprio ministro John Acton di rifondare un altro cantiere, dopo quello di Napoli, a Castellammare per la realizzazione delle Reali navi con un proprio Dipartimento della “Reale Marina”. La prima costruzione fu il vascello Partenope varato nel 1786. Da allora l’industria ebbe un veloce e straordinario successo fino a quel maledetto 1860, dimostrando uno sviluppo economico strabocchevole perfino dopo il periodo postunitario, avendo inizialmente avviato la propria attività con pirocorvette: Archimede, Carlo III, Ercole e Sannita.

Riuscì, poi, con opere egregie per via dei suoi insuperabili “maestri d’ascia” famosi in tutti il mondo e già conosciutissimi durante l’epoca degli Svevi. Vennero impiegati con tutto l’indotto specialistico quasi tutti gli abitanti maschi di Castellammare; famosa la sua“tartana grande latina” stabile in mare quanto famosa nel mondo. Solo di spese, durante il periodo di Ferdinando II, si raggiunse oltre tre milioni trecentomila di ducati d’oro. I guadagni il quintuplo delle uscite.
L’ultimo pirofregata o vascello, denominata “Borbona” venne varata inconsapevolmente proprio da Francesco II il 18 gennaio del 1859. La Storia dei vinti sostiene che sia stata varata nello stesso giorno e nello stesso mese ma del 1860 con il nome di Giuseppe Garibaldi., acquisendo così un prestigioso evento spostando di un anno la vera data.
Nel corso degli anni gli stabilimenti assunsero altri nomi fino ai Bacini & Scali Napoletani venne assorbita della Società Esercizio Bacini Napoletani fondata nel 1954. Nel 1966 rientrò nella fondazione di Italcantieri del gruppo IRI con sede a Trieste ma facente capo all'Ansaldo di Genova e ai Cantieri Riuniti dell'Adriatico. Da primi al Sud si divenne solo dei dipendenti del Nord.
È inutile dilungarsi per raccontare delle mille trasformazioni e travestimenti societari che i Regi Cantieri negli anni hanno dovuto subire; è inutile dir delle meraviglie lasciate solcare tutti i mari del mondo e i loro nomi; è inutile dire di aver subito, negli ultimi anni, il solito “metodoBanconapoli”; basta sapere che oggi si parla di 2500 esuberi;
Basta sapere che continua la scellerata spoliazione colonialista del Nord da quel 21 Ottobre del 1860 a Napoli con un suffragio universale che fu la pagina più vergognosa che Italia Unita abbia mai scritto. Basta sapere che Marta Vincenzi, sindaco di Genova, sostiene che il governo voglia salvaguardare, cose sussurrate ma che già tutti sapevano” i cantieri del Nord Est, ovvero abbandonare il Tirreno per l’Adriatico. Mentre Il presidente della Regione Campania, Caldoro si dichiara disposto; “a sostenere opere di ammodernamento e riconversione di carattere produttivo per difendere il lavoro, la professionalità e il prodotto” dei cantieri di Castellammare di Stabia.
“Caldò, ma che vvuò ammodernà quanno nun te vonne dà manco ‘o sasiccio”


27 maggio 2011, di Bruno Pappalardo VOXSUD

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De Magistris: "abbiamo costruito in poco tempo un movimento popolare"


https://www.youtube.com/watch?v=bhWPfNSrICY

Luigi de Magistris, neosindaco di Napoli, arriva nella sala stampa gremita: "In poco tempo abbiamo costruito un movimento popolare c he va ben al di là dei partiti". Il nuovo sindaco di Napoli saluta poi il leader dell'Idv Antonio Di Pietro che ai cronisti dichiara: "Questa elezione è la porta che rinnova il rapporto di fiducia tra la politica e i cittadini".
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https://www.youtube.com/watch?v=bhWPfNSrICY

Luigi de Magistris, neosindaco di Napoli, arriva nella sala stampa gremita: "In poco tempo abbiamo costruito un movimento popolare c he va ben al di là dei partiti". Il nuovo sindaco di Napoli saluta poi il leader dell'Idv Antonio Di Pietro che ai cronisti dichiara: "Questa elezione è la porta che rinnova il rapporto di fiducia tra la politica e i cittadini".

KALAFRO dice no al nucleare e vota SI al referendum


http://www.youtube.com/watch?v=UgkH0ctAhSY


Intraprendere la strada dell'energia nucleare per l'approvigionamento energetico in Italia è un'assurdità. La produzione di energia deve essere diffusa, ecocompatibile, basata su fonti rinnovabili come il sole, il vento, la terra, il mare...ma soprattutto: devono diminuire i consumi e quindi deve cambiare il modello economico! Il nucleare è un passo indietro, e noi tutti siamo per il progesso.

L'acqua è una risorsa fondamentale, stategica, limitata, delicata e deve essere gestita in modo efficiente e sostenibile restando pubblica. Gestire l'acqua con i criteri del mercato è un suicidio, è una cosa alla quale ci dobbiamo opporre in massa.

La legge deve essere uguale per tutti...soprattutto per i politici e i padroni!

PER QUESTO VOTIAMO 4 SI AL REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO

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http://www.youtube.com/watch?v=UgkH0ctAhSY


Intraprendere la strada dell'energia nucleare per l'approvigionamento energetico in Italia è un'assurdità. La produzione di energia deve essere diffusa, ecocompatibile, basata su fonti rinnovabili come il sole, il vento, la terra, il mare...ma soprattutto: devono diminuire i consumi e quindi deve cambiare il modello economico! Il nucleare è un passo indietro, e noi tutti siamo per il progesso.

L'acqua è una risorsa fondamentale, stategica, limitata, delicata e deve essere gestita in modo efficiente e sostenibile restando pubblica. Gestire l'acqua con i criteri del mercato è un suicidio, è una cosa alla quale ci dobbiamo opporre in massa.

La legge deve essere uguale per tutti...soprattutto per i politici e i padroni!

PER QUESTO VOTIAMO 4 SI AL REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO

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Napoli - Rotonda Diaz 27 maggio 2011: Concerto di chiusura della campagna elettorale.

Luigi de Magistris: Niente ha fermato la nostra voglia di cambiamento


https://www.youtube.com/watch?v=hiB5rheRdeM&feature=player_embedded
comizio di chiusura campagna elettorale
Rotonda Diaz - Napoli, 27 maggio 2011






Il Partito del Sud presente alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale di Luigi de Magistris Sindaco per Napoli il 27 maggio 2011 alla Rotonda Diaz.









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Luigi de Magistris: Niente ha fermato la nostra voglia di cambiamento


https://www.youtube.com/watch?v=hiB5rheRdeM&feature=player_embedded
comizio di chiusura campagna elettorale
Rotonda Diaz - Napoli, 27 maggio 2011






Il Partito del Sud presente alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale di Luigi de Magistris Sindaco per Napoli il 27 maggio 2011 alla Rotonda Diaz.









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