venerdì 22 maggio 2015

LA VOCE DEL PADRONE


Di Natale Cuccurese

L' ultima uscita dal sempre più asfittico stagno sudista è di chi perde, per pochi istanti, la maschera e si schiera contro il reddito di cittadinanza. Il tutto nel silenzio orbo o complice della "tifoseria" al seguito.

Da dati ISTAT " la disoccupazione di lunga durata ha un'incidenza del 60 per cento sul totale dei senza lavoro, con tempi di ricerca che arrivano a due anni. Inoltre la crescita si concentra nel Centro e nel Nord, mentre il Mezzogiorno sprofonda, con una perdita di mezzo milione di occupati dall'inizio della crisi."

La logica quindi consiglierebbe a chi vuol rappresentare il Sud e le sue ragioni di schierarsi a favore e non contro il reddito minimo di cittadinanza, per dare una mano ai tanti in difficoltà.
Quando si parla di reddito minimo si parla di povertà, di disagio sociale e di ridare speranza e futuro a migliaia di famiglie.
Ma ecco che scatta il riflesso incondizionato di "Realpolitik sudista", in salsa teutonica di stampo padronale, che dati alla mano mostra la difficoltà di questa scelta, scelta già fatta da tempo in quasi tutti i paesi europei, per quanto riguarda il reperire i fondi necessari alla bisogna a livello regionale.

Certo i conti non tornano, bisognerebbe pensare e proporre di poter effettuare da subito dei forti tagli agli sprechi ( per non parlare della corruzione, dell'evasione fiscale, dei costi della politica...) a tutti i livelli ad iniziare dal livello nazionale fino al regionale per trovare le risorse necessarie ed impegnarsi su questo punto con proposte concrete.

Salvatore Vozza invece, la cui lista non a caso noi sosteniamo alla prossime elezioni regionali in Campania, è a favore del reddito di cittadinanza, così come il M5s, anche lui da tempo a favore di questa battaglia di civiltà.

Quanto sopra serve anche a rimarcare che la tanto invocata unità dei movimenti del sud non si compie perché alla base ci sono spesso visioni e posizioni politiche inconciliabili, se non antitetiche, non basta il solo revisionismo storico ad unire, come andiamo ripetendo da tempo. Queste sono le cause vere della "storica" mancanza d'unita' dei movimenti. Motivi di visione politica e non certo mere antipatie personali fra "capetti" , come vorrebbero far intendere interessati manipolatori al solo fine di screditare gli altri movimenti, presentandoli così come guidati da persone egoiste e riottose...tutti tranne il loro ovviamente...
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Di Natale Cuccurese

L' ultima uscita dal sempre più asfittico stagno sudista è di chi perde, per pochi istanti, la maschera e si schiera contro il reddito di cittadinanza. Il tutto nel silenzio orbo o complice della "tifoseria" al seguito.

Da dati ISTAT " la disoccupazione di lunga durata ha un'incidenza del 60 per cento sul totale dei senza lavoro, con tempi di ricerca che arrivano a due anni. Inoltre la crescita si concentra nel Centro e nel Nord, mentre il Mezzogiorno sprofonda, con una perdita di mezzo milione di occupati dall'inizio della crisi."

La logica quindi consiglierebbe a chi vuol rappresentare il Sud e le sue ragioni di schierarsi a favore e non contro il reddito minimo di cittadinanza, per dare una mano ai tanti in difficoltà.
Quando si parla di reddito minimo si parla di povertà, di disagio sociale e di ridare speranza e futuro a migliaia di famiglie.
Ma ecco che scatta il riflesso incondizionato di "Realpolitik sudista", in salsa teutonica di stampo padronale, che dati alla mano mostra la difficoltà di questa scelta, scelta già fatta da tempo in quasi tutti i paesi europei, per quanto riguarda il reperire i fondi necessari alla bisogna a livello regionale.

Certo i conti non tornano, bisognerebbe pensare e proporre di poter effettuare da subito dei forti tagli agli sprechi ( per non parlare della corruzione, dell'evasione fiscale, dei costi della politica...) a tutti i livelli ad iniziare dal livello nazionale fino al regionale per trovare le risorse necessarie ed impegnarsi su questo punto con proposte concrete.

Salvatore Vozza invece, la cui lista non a caso noi sosteniamo alla prossime elezioni regionali in Campania, è a favore del reddito di cittadinanza, così come il M5s, anche lui da tempo a favore di questa battaglia di civiltà.

Quanto sopra serve anche a rimarcare che la tanto invocata unità dei movimenti del sud non si compie perché alla base ci sono spesso visioni e posizioni politiche inconciliabili, se non antitetiche, non basta il solo revisionismo storico ad unire, come andiamo ripetendo da tempo. Queste sono le cause vere della "storica" mancanza d'unita' dei movimenti. Motivi di visione politica e non certo mere antipatie personali fra "capetti" , come vorrebbero far intendere interessati manipolatori al solo fine di screditare gli altri movimenti, presentandoli così come guidati da persone egoiste e riottose...tutti tranne il loro ovviamente...
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