martedì 28 aprile 2026

Scuola e lavoro in Lombardia: il Nord che predica efficienza vive di precarietà

 


Comunicato del Circolo del Partito del Sud – Lombardia
(a firma di Mario Garofalo, Coordinatore regionale Lombardia del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti)

È ora di dirlo con chiarezza: la Lombardia, presentata da decenni come modello di efficienza e “buon governo del Nord”, è oggi una delle regioni italiane dove la precarietà nel settore pubblico – a cominciare dalla scuola – ha raggiunto livelli intollerabili.
Migliaia di cattedre scoperte, docenti costretti a trasferirsi di provincia in provincia, contratti a tempo determinato che si rinnovano ogni anno: ecco la realtà nascosta dietro la retorica dei primati lombardi.

Le recenti misure legate al PNRR e le scelte del governo centrale confermano purtroppo una linea fallimentare. Si parla di modernizzazione, si continuano a tagliare risorse e opportunità di stabilizzazione. Si tutelano solo formalmente idonei e sovrannumerari, lasciando irrisolto il vero nodo: la mancanza di un piano strutturale di reclutamento e valorizzazione del personale.

Per il Partito del Sud e per Mario Garofalo, questa è una questione di contratti e stipendi: è il riflesso di uno squilibrio territoriale e di potere.
La Lombardia è il Nord “che produce per mantenere il Sud”, come certa propaganda vuole far credere. È, piuttosto, un territorio che subisce gli stessi meccanismi di disuguaglianza e sfruttamento imposti da un modello neoliberista che usa scuola e lavoro pubblico come serbatoi di precarietà.

Nel mondo dell’istruzione, l’assenza di indennità territoriali per chi lavora lontano da casa e il costo della vita in costante aumento stanno svuotando le scuole anche qui. Si reclutano insegnanti dal Sud senza garantire loro tutele, e poi li si abbandona. È lo stesso meccanismo che spinge i giovani meridionali all’emigrazione: il problema è unico, cambia solo la geografia.

Mentre a Milano si celebrano le “eccellenze” e si investe nei campus privati, nelle periferie e nei comuni più poveri crescono le disuguaglianze educative e sociali.
Questa è la Lombardia reale: un laboratorio di precarietà, di efficienza.

Il Partito del Sud – Circolo Lombardia denuncia con forza questa ipocrisia e chiede:

• Un piano straordinario di assunzioni nella scuola, con stabilizzazione immediata dei precari;
• Indennità per il lavoro fuori sede, commisurate al costo della vita lombardo;
• Risorse vere per formazione e retribuzione del personale educativo;
• Un riequilibrio dei finanziamenti pubblici per garantire piena parità territoriale tra Nord e Sud.

Come ricorda sempre Mario Garofalo, “esiste un Nord che sta bene e un Sud che chiede: esiste un’Italia intera impoverita da decenni di politiche centraliste e neoliberiste, che vanno rovesciate a partire proprio dove il mito del modello settentrionale si è trasformato in precarietà di massa.”

Per una scuola pubblica equa.
Per un Paese unito nella giustizia sociale.
Dal Sud al Nord, cambiamo direzione.





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Comunicato del Circolo del Partito del Sud – Lombardia
(a firma di Mario Garofalo, Coordinatore regionale Lombardia del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti)

È ora di dirlo con chiarezza: la Lombardia, presentata da decenni come modello di efficienza e “buon governo del Nord”, è oggi una delle regioni italiane dove la precarietà nel settore pubblico – a cominciare dalla scuola – ha raggiunto livelli intollerabili.
Migliaia di cattedre scoperte, docenti costretti a trasferirsi di provincia in provincia, contratti a tempo determinato che si rinnovano ogni anno: ecco la realtà nascosta dietro la retorica dei primati lombardi.

Le recenti misure legate al PNRR e le scelte del governo centrale confermano purtroppo una linea fallimentare. Si parla di modernizzazione, si continuano a tagliare risorse e opportunità di stabilizzazione. Si tutelano solo formalmente idonei e sovrannumerari, lasciando irrisolto il vero nodo: la mancanza di un piano strutturale di reclutamento e valorizzazione del personale.

Per il Partito del Sud e per Mario Garofalo, questa è una questione di contratti e stipendi: è il riflesso di uno squilibrio territoriale e di potere.
La Lombardia è il Nord “che produce per mantenere il Sud”, come certa propaganda vuole far credere. È, piuttosto, un territorio che subisce gli stessi meccanismi di disuguaglianza e sfruttamento imposti da un modello neoliberista che usa scuola e lavoro pubblico come serbatoi di precarietà.

Nel mondo dell’istruzione, l’assenza di indennità territoriali per chi lavora lontano da casa e il costo della vita in costante aumento stanno svuotando le scuole anche qui. Si reclutano insegnanti dal Sud senza garantire loro tutele, e poi li si abbandona. È lo stesso meccanismo che spinge i giovani meridionali all’emigrazione: il problema è unico, cambia solo la geografia.

Mentre a Milano si celebrano le “eccellenze” e si investe nei campus privati, nelle periferie e nei comuni più poveri crescono le disuguaglianze educative e sociali.
Questa è la Lombardia reale: un laboratorio di precarietà, di efficienza.

Il Partito del Sud – Circolo Lombardia denuncia con forza questa ipocrisia e chiede:

• Un piano straordinario di assunzioni nella scuola, con stabilizzazione immediata dei precari;
• Indennità per il lavoro fuori sede, commisurate al costo della vita lombardo;
• Risorse vere per formazione e retribuzione del personale educativo;
• Un riequilibrio dei finanziamenti pubblici per garantire piena parità territoriale tra Nord e Sud.

Come ricorda sempre Mario Garofalo, “esiste un Nord che sta bene e un Sud che chiede: esiste un’Italia intera impoverita da decenni di politiche centraliste e neoliberiste, che vanno rovesciate a partire proprio dove il mito del modello settentrionale si è trasformato in precarietà di massa.”

Per una scuola pubblica equa.
Per un Paese unito nella giustizia sociale.
Dal Sud al Nord, cambiamo direzione.





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