mercoledì 21 gennaio 2015

Il Meridionalismo,i valori e le ideologie…L'articolo di Gennaio 2015 di Andrea Balìa per WebNapoli24.com...

Il Meridionalismo,i valori e le ideologie…
E’ da tempo, almeno qualche anno, che bisognerebbe chiarire un po’ di cose riguardo al cosiddetto Meridionalismo. Innanzitutto intendersi sul termine diremmo abusato in tutte le salse. Chiunque parli di Sud diventa in automatico meridionalista. 
Il Meridionalismo come corrente di pensiero ed azione nacque subito dopo l’avvento dell’Unità d’Italia per interessarsi delle sorti del Sud, ovvero meridione d’Italia (in termini solo d’identificazione geografica e non di minoritarismo ideologico),dei torti subiti in queste terre, di analisi dello status quo e di pro positività in termini di soluzioni indirizzate a restituire dignità, pari condizioni e opportunità in un rapporto equanime con gli altri territori e zone del paese. 
Padri fondanti di questo pensiero e percorso politico furono politici di grande spessore, anche letterario, come Antonio Gramsci fino ad arrivare all’irpino Guido Dorso alla metà del secolo scorso. Con altri come Gaetano Salvemini, che pur non specificatamente e solo meridionalisti produssero comunque analisi che si possono definire integrative ed apportatrici di riflessioni sinergiche e/o utili alla definizione del pensiero e della proposta politica. 
Da un trentennio ormai, con la riscoperta della verità storica sia preunitaria che degli accadimenti sull’unità, eventi e conseguenze c’è stata la fioritura di associazioni culturali,gruppi,movimenti che hanno prodotto un pensiero con varie sfaccettature dai caratteri nostalgici,rivendicativi, separatisti, anche talvolta filomonarchici, spesso con un humus reazionario e generalista che avrebbero fatto impallidire figure come Gramsci. 
Incasellare tutto sotto il termine “meridionalismo” appare pressappochista ed improprio e che potremmo altresì appellare,in modo non dispregiativo ma più attinente, come “sudista”. 
L’aria di antipolitica imperante agevola la non nitidezza di posizionamento in una ricerca d’un ”sesso degli angeli” al di sopra di tutto, contestando valori d’appartenenza e ideologici,e commettendo in primis l’errore di condannare la politica in sè anzicchè i cattivi interpreti e la loro cattiva politica. 
Le ideologie del secolo scorso sono quasi certamente defunte ma non i valori di riferimento. 
Ogni posto del mondo è pieno di progressisti e conservatori, democratici e repubblicani,non si riesce a capire per quale divino arcano solo il sud dell’Italia dovrebbe produrre un’ipotesi politica in cui inglobare, in un’arca di Noè, tutto e il contrario di tutto, unico posto al mondo. 
I valori non sono morti e da una parte propongono tolleranza, inclusione,solidarietà, un’eguaglianza sociale ed economica quanto più attendibile e praticabile, e dall’altra tradizione, individualismo, conservazione, ordinamento sociale ed economico in un’ottica più gerarchica. 
Ovviamente e, non negativamente, alcuni punti sono tangenti e/o compatibilmente integrabili reciprocamente, ma far finta che ciò sia nascondibile, superabile aprioristicamente è illusorio e il concetto del “siamo tutti meridionalisti” oggettivamente non regge e non convince,oltre ad essere etimologicamente errato!
Andrea Balìa

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Il Meridionalismo,i valori e le ideologie…
E’ da tempo, almeno qualche anno, che bisognerebbe chiarire un po’ di cose riguardo al cosiddetto Meridionalismo. Innanzitutto intendersi sul termine diremmo abusato in tutte le salse. Chiunque parli di Sud diventa in automatico meridionalista. 
Il Meridionalismo come corrente di pensiero ed azione nacque subito dopo l’avvento dell’Unità d’Italia per interessarsi delle sorti del Sud, ovvero meridione d’Italia (in termini solo d’identificazione geografica e non di minoritarismo ideologico),dei torti subiti in queste terre, di analisi dello status quo e di pro positività in termini di soluzioni indirizzate a restituire dignità, pari condizioni e opportunità in un rapporto equanime con gli altri territori e zone del paese. 
Padri fondanti di questo pensiero e percorso politico furono politici di grande spessore, anche letterario, come Antonio Gramsci fino ad arrivare all’irpino Guido Dorso alla metà del secolo scorso. Con altri come Gaetano Salvemini, che pur non specificatamente e solo meridionalisti produssero comunque analisi che si possono definire integrative ed apportatrici di riflessioni sinergiche e/o utili alla definizione del pensiero e della proposta politica. 
Da un trentennio ormai, con la riscoperta della verità storica sia preunitaria che degli accadimenti sull’unità, eventi e conseguenze c’è stata la fioritura di associazioni culturali,gruppi,movimenti che hanno prodotto un pensiero con varie sfaccettature dai caratteri nostalgici,rivendicativi, separatisti, anche talvolta filomonarchici, spesso con un humus reazionario e generalista che avrebbero fatto impallidire figure come Gramsci. 
Incasellare tutto sotto il termine “meridionalismo” appare pressappochista ed improprio e che potremmo altresì appellare,in modo non dispregiativo ma più attinente, come “sudista”. 
L’aria di antipolitica imperante agevola la non nitidezza di posizionamento in una ricerca d’un ”sesso degli angeli” al di sopra di tutto, contestando valori d’appartenenza e ideologici,e commettendo in primis l’errore di condannare la politica in sè anzicchè i cattivi interpreti e la loro cattiva politica. 
Le ideologie del secolo scorso sono quasi certamente defunte ma non i valori di riferimento. 
Ogni posto del mondo è pieno di progressisti e conservatori, democratici e repubblicani,non si riesce a capire per quale divino arcano solo il sud dell’Italia dovrebbe produrre un’ipotesi politica in cui inglobare, in un’arca di Noè, tutto e il contrario di tutto, unico posto al mondo. 
I valori non sono morti e da una parte propongono tolleranza, inclusione,solidarietà, un’eguaglianza sociale ed economica quanto più attendibile e praticabile, e dall’altra tradizione, individualismo, conservazione, ordinamento sociale ed economico in un’ottica più gerarchica. 
Ovviamente e, non negativamente, alcuni punti sono tangenti e/o compatibilmente integrabili reciprocamente, ma far finta che ciò sia nascondibile, superabile aprioristicamente è illusorio e il concetto del “siamo tutti meridionalisti” oggettivamente non regge e non convince,oltre ad essere etimologicamente errato!
Andrea Balìa

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