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sabato 14 febbraio 2026

NOI VOTIAMO NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 22 e 23 MARZO 2026!

Nessun intervento strutturale sulla giustizia!

I quesiti non incidono sulle cause reali dell’inefficienza della giustizia: carenza di organici, insufficiente digitalizzazione, organizzazione degli uffici, durata dei gradi di giudizio. Intervenire su singole norme non equivale a una riforma.

Indebolimento dell’autonomia della magistratura!

Alcune proposte riducono le garanzie di indipendenza del giudice, esponendo la funzione giurisdizionale a logiche corporative-politiche o a pressioni esterne, in contrasto con l’equilibrio costituzionale dei poteri.

Rischio di una giustizia meno efficace contro reati gravi!

La limitazione degli strumenti cautelari e disciplinari non tutela i diritti dei cittadini, ma può favorire l’impunità nei confronti di reati complessi, economici e contro la pubblica amministrazione.

Una visione punitiva e ideologica della magistratura!

Il referendum nasce da una narrazione politica che individua nella magistratura il problema, anziché nel mancato investimento pubblico nella giustizia come servizio essenziale dello Stato.


Per motivi POLITICI:

“Tutto si tiene” come in un gioco ad incastro se pensiamo che il Referendum sulla Giustizia è uno dei tre cardini che uniscono gli interessi di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. Ed è il solo dei tre sul quale potremo votare, già a marzo.

Infatti il premierato, che interessa a FdI, dovrebbe seguire la strada di una legge elettorale, per via parlamentare, approvata a colpi di maggioranza, sulla quale non ci sarà possibilità di un referendum prima delle politiche del 2027. Quanto all’autonomia differenziata dopo la bocciatura del Referendum è ormai sufficiente l’assenso del Parlamento.

Ecco perché il voto referendario sulla Giustizia è il perno non solo per bloccare tutto il resto, ma anche per far saltare il patto di del governo più antimeridionale della storia.

Se infatti il NO dovesse prevalere la tenuta governativa sarebbe messa a dura prova facendo prevedibilmente saltare il banco anche su tutto il resto a partire dall’Autonomia differenziata.

Se cade la riforma cara a Forza Italia questa difficilmente farà passare l’autonomia differenziata, così come la Lega difficilmente darà il suo assenso al premierato.

Pertanto il prossimo Referendum di marzo sulla separazione delle carriere dei magistrati, a prescindere dagli aspetti tecnici del Referendum stesso, con la relativa vittoria del NO è l’ultima “ridotta” disponibile per i meridionalisti per bloccare l’Autonomia differenziata”.

IO VOTO NO!



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