venerdì 16 dicembre 2022

IL PARTITO DEL SUD SARÀ A ROMA IL 21 DICEMBRE, CON IL TAVOLO NAZIONALE CONTRO OGNI FORMA DI AUTONOMIA DIFFERENZIATA, PER DIRE NO AD UN PROGETTO EVERSIVO DELL’UNITÀ NAZIONALE E CHE DISCRIMINA, ANCORA UNA VOLTA, TUTTI I CITTADINI A PARTIRE DA QUELLI DEL MEZZOGIORNO

Per il ritiro della bozza di legge Calderoli!

Per il ritiro dell’art. 143 della Legge di Bilancio!
Il Tavolo Nazionale NO-Autonomia differenziata, per l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti, già mobilitato a fronte della bozza di attuazione del 3° comma dell’art. 116 della Costituzione circolata nelle scorse settimane, intende lanciare l’allarme rispetto a una novità particolarmente grave contenuta nell’articolo 143 della Legge di Bilancio, che prevede di definire entro sei mesi i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), passando attraverso una Cabina di regia, “ai fini della completa attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione”. L’articolo in questione prevede tra l’altro che, qualora la Cabina di regia non arrivi a determinare i LEP entro i termini stabiliti, venga nominato entro trenta giorni un Commissario per concludere il percorso.
Con questo articolo il governo cerca da un lato di aggirare le critiche che da più parti si sono levate a livello nazionale contro l’Autonomia differenziata, dall’altro di strumentalizzare addirittura queste critiche, utilizzando i LEP per accelerare il processo.
La determinazione “commissariata” dei LEP, lungi dal rallentare o addirittura impedire l’Autonomia differenziata, viene oggi utilizzata chiaramente come lo strumento per assicurarne l’attuazione.
Il Tavolo per il NO all’Autonomia differenziata ritiene, invece, che il riduzionismo dei diritti civili e sociali dei cittadini tradotti in “prestazioni”, per giunta “essenziali”, sia solo una delle gravi derive prodotte dal regionalismo. Se realizzato, nelle 23 materie previste dall’art. 116, c. 3, il decentramento legislativo porterebbe comunque alla disarticolazione della Repubblica e delle politiche pubbliche, con normative diverse, tipologie di contratti di lavoro diverse, concorrenza al ribasso sui diritti tra i territori (per attrarre investimenti al minor costo del lavoro possibile).
Sarebbe importante capire a quali LEP si riferisce la Legge di Bilancio del governo Meloni.
L’art. 143 ribadisce testualmente che la Cabina di regia dovrebbe partire da “una ricognizione della spesa storica a carattere permanente dell’ultimo triennio”, per poi definire i LEP “nell'ambito degli stanziamenti di bilancio a legislazione vigente”.
Queste formulazioni non lasciano spazio ad equivoci: i LEP devono essere veramente “essenziali”, cioè minimi. Infatti, delle due, l’una: o la “spesa storica” verrà confermata, sancendo così definitivamente l’impossibilità del superamento degli attuali enormi divari tra le diverse aree del Paese, oppure si procederà ad una “compensazione”, togliendo finanziamenti alle zone che ne ricevono di più, per trasferirli a quelle svantaggiate. Gli stanziamenti "a legislazione vigente” impediscono infatti, a priori, qualunque ipotesi di maggiori investimenti per aumentare i livelli delle prestazioni laddove servirebbe.
Tutto ciò, nella prospettiva dell’Autonomia differenziata, è strumentale a privatizzare i servizi, esternalizzarli e a ridurne i costi.
I Livelli Essenziali Assistenza (LEA), già in vigore da molti anni nella sanità, lo dimostrano, al sud in modo eclatante, ma anche al nord in modo sempre più drammatico: si tratta di livelli che non garantiscono il diritto alla salute, alle cure, alla prevenzione, con buona pace dei diritti incomprimibili. Chi può, supplisce alle carenze di personale, di reparti e di ospedali, con il “turismo sanitario”, che poi genera flussi finanziari in uscita proprio dalle regioni con minori dotazioni, verso quelle più ricche.
Di LEA si muore sempre di più e ora si vorrebbe imporre lo stesso modello per tutti i servizi, per giunta con tempi contingentati e con organismi tecnici che esautorano il Parlamento, relativamente a scelte fondamentali dalle quali dipendono i diritti civili e sociali dei cittadini.
Il momento è dunque grave: la bozza Calderoli e l’art. 143 della Legge di bilancio, produrrebbero un effetto micidiale sulla coesione nazionale.
Nelle ultime settimane, anche se ancora parzialmente, il tema dell’Autonomia differenziata è diventato oggetto di discussione pubblica. Tuttavia, i lavoratori e i cittadini non sono ancora pienamente consapevoli di cosa rappresenti l’Autonomia differenziata, né di quali pericoli riservi, per le loro vite, la sua attuazione.
Per questi motivi, il Tavolo per il NO all’Autonomia differenziata e le 700 realtà sociali e sindacali della campagna Non per noi ma per tutti e tutte saranno in piazza a Roma, mercoledì 21 dicembre, dalle ore 16 alle ore 19.
Il Tavolo per il NO all’Autonomia differenziata, per l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti







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Per il ritiro della bozza di legge Calderoli!

Per il ritiro dell’art. 143 della Legge di Bilancio!
Il Tavolo Nazionale NO-Autonomia differenziata, per l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti, già mobilitato a fronte della bozza di attuazione del 3° comma dell’art. 116 della Costituzione circolata nelle scorse settimane, intende lanciare l’allarme rispetto a una novità particolarmente grave contenuta nell’articolo 143 della Legge di Bilancio, che prevede di definire entro sei mesi i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), passando attraverso una Cabina di regia, “ai fini della completa attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione”. L’articolo in questione prevede tra l’altro che, qualora la Cabina di regia non arrivi a determinare i LEP entro i termini stabiliti, venga nominato entro trenta giorni un Commissario per concludere il percorso.
Con questo articolo il governo cerca da un lato di aggirare le critiche che da più parti si sono levate a livello nazionale contro l’Autonomia differenziata, dall’altro di strumentalizzare addirittura queste critiche, utilizzando i LEP per accelerare il processo.
La determinazione “commissariata” dei LEP, lungi dal rallentare o addirittura impedire l’Autonomia differenziata, viene oggi utilizzata chiaramente come lo strumento per assicurarne l’attuazione.
Il Tavolo per il NO all’Autonomia differenziata ritiene, invece, che il riduzionismo dei diritti civili e sociali dei cittadini tradotti in “prestazioni”, per giunta “essenziali”, sia solo una delle gravi derive prodotte dal regionalismo. Se realizzato, nelle 23 materie previste dall’art. 116, c. 3, il decentramento legislativo porterebbe comunque alla disarticolazione della Repubblica e delle politiche pubbliche, con normative diverse, tipologie di contratti di lavoro diverse, concorrenza al ribasso sui diritti tra i territori (per attrarre investimenti al minor costo del lavoro possibile).
Sarebbe importante capire a quali LEP si riferisce la Legge di Bilancio del governo Meloni.
L’art. 143 ribadisce testualmente che la Cabina di regia dovrebbe partire da “una ricognizione della spesa storica a carattere permanente dell’ultimo triennio”, per poi definire i LEP “nell'ambito degli stanziamenti di bilancio a legislazione vigente”.
Queste formulazioni non lasciano spazio ad equivoci: i LEP devono essere veramente “essenziali”, cioè minimi. Infatti, delle due, l’una: o la “spesa storica” verrà confermata, sancendo così definitivamente l’impossibilità del superamento degli attuali enormi divari tra le diverse aree del Paese, oppure si procederà ad una “compensazione”, togliendo finanziamenti alle zone che ne ricevono di più, per trasferirli a quelle svantaggiate. Gli stanziamenti "a legislazione vigente” impediscono infatti, a priori, qualunque ipotesi di maggiori investimenti per aumentare i livelli delle prestazioni laddove servirebbe.
Tutto ciò, nella prospettiva dell’Autonomia differenziata, è strumentale a privatizzare i servizi, esternalizzarli e a ridurne i costi.
I Livelli Essenziali Assistenza (LEA), già in vigore da molti anni nella sanità, lo dimostrano, al sud in modo eclatante, ma anche al nord in modo sempre più drammatico: si tratta di livelli che non garantiscono il diritto alla salute, alle cure, alla prevenzione, con buona pace dei diritti incomprimibili. Chi può, supplisce alle carenze di personale, di reparti e di ospedali, con il “turismo sanitario”, che poi genera flussi finanziari in uscita proprio dalle regioni con minori dotazioni, verso quelle più ricche.
Di LEA si muore sempre di più e ora si vorrebbe imporre lo stesso modello per tutti i servizi, per giunta con tempi contingentati e con organismi tecnici che esautorano il Parlamento, relativamente a scelte fondamentali dalle quali dipendono i diritti civili e sociali dei cittadini.
Il momento è dunque grave: la bozza Calderoli e l’art. 143 della Legge di bilancio, produrrebbero un effetto micidiale sulla coesione nazionale.
Nelle ultime settimane, anche se ancora parzialmente, il tema dell’Autonomia differenziata è diventato oggetto di discussione pubblica. Tuttavia, i lavoratori e i cittadini non sono ancora pienamente consapevoli di cosa rappresenti l’Autonomia differenziata, né di quali pericoli riservi, per le loro vite, la sua attuazione.
Per questi motivi, il Tavolo per il NO all’Autonomia differenziata e le 700 realtà sociali e sindacali della campagna Non per noi ma per tutti e tutte saranno in piazza a Roma, mercoledì 21 dicembre, dalle ore 16 alle ore 19.
Il Tavolo per il NO all’Autonomia differenziata, per l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti







giovedì 15 dicembre 2022

DA SALERNO IL VIA ALLE PIAZZE CONTRO L'AUTONOMIA DIFFERENZIATA. [VIDEO]


L' intervento di Natale Cuccurese su Autonomia differenziata e PNRR domenica scorsa 11 dicembre a Salerno, all’iniziativa organizzata dal Laboratorio per la Riscossa del Sud.

Tanti interventi di denuncia ed approfondimento sia in presenza che online per una “riscossa” che non può tardare ulteriormente, visto il livello miserevole che ha ormai raggiunto la democratura italiana, arrivata ai giorni nostri fino al punto di mettere a rischio l’unità stessa del Paese. Un paese che, causa egoismi territoriali e razzismo di Stato endemico è, nei fatti, già sfasciato.

Un ringraziamento ad Antonio Luongo per il filmato





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L' intervento di Natale Cuccurese su Autonomia differenziata e PNRR domenica scorsa 11 dicembre a Salerno, all’iniziativa organizzata dal Laboratorio per la Riscossa del Sud.

Tanti interventi di denuncia ed approfondimento sia in presenza che online per una “riscossa” che non può tardare ulteriormente, visto il livello miserevole che ha ormai raggiunto la democratura italiana, arrivata ai giorni nostri fino al punto di mettere a rischio l’unità stessa del Paese. Un paese che, causa egoismi territoriali e razzismo di Stato endemico è, nei fatti, già sfasciato.

Un ringraziamento ad Antonio Luongo per il filmato





sabato 10 dicembre 2022

PIAZZE DEL SUD CONTRO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA PER IL REDDITO - Assemblea meridionalista di lancio

 Ri_partimo da una città del Mezzogiorno, Salerno, per proseguire instancabilmente un percorso di conflitto e convergenza.

Il laboratorio La riscossa del sud in questi anni è stato luogo di approfondimenti, di analisi e rinnovamento interpretativo della questione meridionale, capace di stabilire un nesso tra modernità e trasformazione, di un sud risorsa del Paese e non marginalizzato a solo mercato di sfruttamento e consumo.
Riteniamo con convinzione che questo Sud, può rappresentare un terreno di sperimentazione politica straordinaria con la messa in discussione delle caratteristiche di fondo del capitalismo contemporaneo.

Abbiamo il compito di rovesciare il senso comune della passività di cui il sud è oggetto. Elaborare l’altra narrazione. Rompere la gabbia di un’eredità fatta di stereotipi e pensieri che negano i rapporti asimmetrici di poteri che hanno tradotto processi storici e politici in rapporti geografici, creando i Sud dei subalterni, inferiori al nord del pianeta. Un salto critico e culturale di saperi e comunità che impone la decostruzione di quel dispositivo nazionale che sostiene e richiede un sud come alterità subordinata alla modernità, da incorporare, nella complessità odierna del capitale e nella sua moltiplicazione dello sfruttamento.
Riteniamo che domenica 11 sia un appuntamento importante per mettere a confronto realtà che si muovono sul terreno della lotta per il Sud, mondo sindacale e delle istituzioni, movimenti di conflitti ambientali e sociali, movimenti meridionalisti una convergenza che punta a costruire un protagonismo popolare capace di interpretare una opposizione politica e sociale.

L’assemblea vedrà momenti di approfondimento su temi caratterizzanti la costruzione delle piazze: reddito di cittadinanza con A. Fumagalli, coesione sociale e Costituzione con G. Russo Spena, devastazione ambientale e cambiamento climatico con P. Nugnes, Autonomia Differenziata e violazione dei diritti di cittadinanza con M. Boscaino, la discussione affronterà anche il tema dei LEP e la rivendicazione di livelli uniformi per tutti i cittadini con di R. Rinaldi, la rimodulazione del PNRR e l’efficacia della quota Sud con N. Cuccurese

Parteciperanno all’ incontro: Franco Russo (osservatorio Unione europeo) Simona Suriano (ass. ManifestA) Tonia Guerra (Rifondazione Comunista), Giuliano Granato (Pap), Enrico Panini (già vice sindaco di Napoli), Antonio Palumbo (Sindaco di Favara), Francesco Musumeci (ISDEE – Medici per l’ambiente), Antonio Luongo (già consigliere ABC di Napoli), Sergio Marotta (Prof. Ordinario UNISOB) Anna Bilotti (Sen. Movimento 5 Stelle) Franco Mari (On. Alleanza Verdi e Sinistra), Roberto Musacchio (Transform), Valentino Romano (scrittore meridionalista) esponenti delle istituzioni locali e rappresentanti del comitato G. Salvemini, Carta di Venosa, Cobas scuola¬_Campania, Stop biocidio, Ya Basta, GC_Salerno, comitati territoriali contro ogni AD.






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 Ri_partimo da una città del Mezzogiorno, Salerno, per proseguire instancabilmente un percorso di conflitto e convergenza.

Il laboratorio La riscossa del sud in questi anni è stato luogo di approfondimenti, di analisi e rinnovamento interpretativo della questione meridionale, capace di stabilire un nesso tra modernità e trasformazione, di un sud risorsa del Paese e non marginalizzato a solo mercato di sfruttamento e consumo.
Riteniamo con convinzione che questo Sud, può rappresentare un terreno di sperimentazione politica straordinaria con la messa in discussione delle caratteristiche di fondo del capitalismo contemporaneo.

Abbiamo il compito di rovesciare il senso comune della passività di cui il sud è oggetto. Elaborare l’altra narrazione. Rompere la gabbia di un’eredità fatta di stereotipi e pensieri che negano i rapporti asimmetrici di poteri che hanno tradotto processi storici e politici in rapporti geografici, creando i Sud dei subalterni, inferiori al nord del pianeta. Un salto critico e culturale di saperi e comunità che impone la decostruzione di quel dispositivo nazionale che sostiene e richiede un sud come alterità subordinata alla modernità, da incorporare, nella complessità odierna del capitale e nella sua moltiplicazione dello sfruttamento.
Riteniamo che domenica 11 sia un appuntamento importante per mettere a confronto realtà che si muovono sul terreno della lotta per il Sud, mondo sindacale e delle istituzioni, movimenti di conflitti ambientali e sociali, movimenti meridionalisti una convergenza che punta a costruire un protagonismo popolare capace di interpretare una opposizione politica e sociale.

L’assemblea vedrà momenti di approfondimento su temi caratterizzanti la costruzione delle piazze: reddito di cittadinanza con A. Fumagalli, coesione sociale e Costituzione con G. Russo Spena, devastazione ambientale e cambiamento climatico con P. Nugnes, Autonomia Differenziata e violazione dei diritti di cittadinanza con M. Boscaino, la discussione affronterà anche il tema dei LEP e la rivendicazione di livelli uniformi per tutti i cittadini con di R. Rinaldi, la rimodulazione del PNRR e l’efficacia della quota Sud con N. Cuccurese

Parteciperanno all’ incontro: Franco Russo (osservatorio Unione europeo) Simona Suriano (ass. ManifestA) Tonia Guerra (Rifondazione Comunista), Giuliano Granato (Pap), Enrico Panini (già vice sindaco di Napoli), Antonio Palumbo (Sindaco di Favara), Francesco Musumeci (ISDEE – Medici per l’ambiente), Antonio Luongo (già consigliere ABC di Napoli), Sergio Marotta (Prof. Ordinario UNISOB) Anna Bilotti (Sen. Movimento 5 Stelle) Franco Mari (On. Alleanza Verdi e Sinistra), Roberto Musacchio (Transform), Valentino Romano (scrittore meridionalista) esponenti delle istituzioni locali e rappresentanti del comitato G. Salvemini, Carta di Venosa, Cobas scuola¬_Campania, Stop biocidio, Ya Basta, GC_Salerno, comitati territoriali contro ogni AD.






giovedì 8 dicembre 2022

08/12/2007 - 08/12/2022 Il Partito del Sud compie quindici anni. BUON COMPLEANNO AL PARTITO DEL SUD !!

Il giorno 08/12/2007 nella sala congressi dell'Hotel Serapo di Gaeta veniva fondato il Partito del Sud.

Nei tredici anni dalla fondazione il Partito del Sud è sempre stato presente ogni anno, con il proprio simbolo o in coalizione, a elezioni nazionali, europee, regionali, provinciali e comunali; oltre a convegni, volantinaggi, trasmissioni televisive locali e nazionali, videoconferenze, comizi, dibattiti e tante altre manifestazioni.

BUON COMPLEANNO E CENTO DI QUESTI GIORNI AL PARTITO DEL SUD !!



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Il giorno 08/12/2007 nella sala congressi dell'Hotel Serapo di Gaeta veniva fondato il Partito del Sud.

Nei tredici anni dalla fondazione il Partito del Sud è sempre stato presente ogni anno, con il proprio simbolo o in coalizione, a elezioni nazionali, europee, regionali, provinciali e comunali; oltre a convegni, volantinaggi, trasmissioni televisive locali e nazionali, videoconferenze, comizi, dibattiti e tante altre manifestazioni.

BUON COMPLEANNO E CENTO DI QUESTI GIORNI AL PARTITO DEL SUD !!



mercoledì 7 dicembre 2022

PIAZZE DEL SUD CONTRO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA PER IL REDDITO

 Assemblea meridionalista di lancio

Ri_partimo da una città del Mezzogiorno, Salerno, per proseguire instancabilmente un percorso di conflitto e convergenza.
Il laboratorio La riscossa del sud in questi anni è stato luogo di approfondimenti, di analisi e rinnovamento interpretativo della questione meridionale, capace di stabilire un nesso tra modernità e trasformazione, di un sud risorsa del Paese e non marginalizzato a solo mercato di sfruttamento e consumo.
Riteniamo con convinzione che questo Sud, può rappresentare un terreno di sperimentazione politica straordinaria con la messa in discussione delle caratteristiche di fondo del capitalismo contemporaneo.
Abbiamo il compito di rovesciare il senso comune della passività di cui il sud è oggetto. Elaborare l’altra narrazione. Rompere la gabbia di un’eredità fatta di stereotipi e pensieri che negano i rapporti asimmetrici di poteri che hanno tradotto processi storici e politici in rapporti geografici, creando i Sud dei subalterni, inferiori al nord del pianeta. Un salto critico e culturale di saperi e comunità che impone la decostruzione di quel dispositivo nazionale che sostiene e richiede un sud come alterità subordinata alla modernità, da incorporare, nella complessità odierna del capitale e nella sua moltiplicazione dello sfruttamento.
Riteniamo che domenica 11 sia un appuntamento importante per mettere a confronto realtà che si muovono sul terreno della lotta per il Sud.




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 Assemblea meridionalista di lancio

Ri_partimo da una città del Mezzogiorno, Salerno, per proseguire instancabilmente un percorso di conflitto e convergenza.
Il laboratorio La riscossa del sud in questi anni è stato luogo di approfondimenti, di analisi e rinnovamento interpretativo della questione meridionale, capace di stabilire un nesso tra modernità e trasformazione, di un sud risorsa del Paese e non marginalizzato a solo mercato di sfruttamento e consumo.
Riteniamo con convinzione che questo Sud, può rappresentare un terreno di sperimentazione politica straordinaria con la messa in discussione delle caratteristiche di fondo del capitalismo contemporaneo.
Abbiamo il compito di rovesciare il senso comune della passività di cui il sud è oggetto. Elaborare l’altra narrazione. Rompere la gabbia di un’eredità fatta di stereotipi e pensieri che negano i rapporti asimmetrici di poteri che hanno tradotto processi storici e politici in rapporti geografici, creando i Sud dei subalterni, inferiori al nord del pianeta. Un salto critico e culturale di saperi e comunità che impone la decostruzione di quel dispositivo nazionale che sostiene e richiede un sud come alterità subordinata alla modernità, da incorporare, nella complessità odierna del capitale e nella sua moltiplicazione dello sfruttamento.
Riteniamo che domenica 11 sia un appuntamento importante per mettere a confronto realtà che si muovono sul terreno della lotta per il Sud.




sabato 3 dicembre 2022

Autonomia differenziata: una riforma pericolosa - In diretta on-line mercoledì 7 dicembre alle ore 19.00

CSI incontra Antonio Madera (Comitato NO AD) e Natale Cuccurese (Partito del Sud) che ci illustreranno i contenuti e le distorsioni di questa riforma.



In diretta on-line mercoledì 7 dicembre alle ore 19.00 dalla pagina CSI https://www.facebook.com/groups/confederazionesinistreitaliane

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CSI incontra Antonio Madera (Comitato NO AD) e Natale Cuccurese (Partito del Sud) che ci illustreranno i contenuti e le distorsioni di questa riforma.



In diretta on-line mercoledì 7 dicembre alle ore 19.00 dalla pagina CSI https://www.facebook.com/groups/confederazionesinistreitaliane

giovedì 1 dicembre 2022

AUTONOMIA DIFFERENZIATA…VERSO L’ASSEMBLEA DI SALERNO…- in diretta Giovedì 1 dicembre 2022 alle 20:30 sulla pagina facebook del Partito del Sud

Giovedì 1 dicembre 2022 alle 20:30 sulla pagina facebook del Partito del Sud (https://www.facebook.com/PdelSud) sarà trasmesso un incontro propedeutico all’assemblea nazionale per il Mezzogiorno che si terrà l’11 dicembre a Salerno.

Il titolo dell’incontro, da non perdere assolutamente e se possibile da condividere, è AUTONOMIA DIFFERENZIATA…VERSO L’ASSEMBLEA DI SALERNO…
Interverranno: Loredana Marino (Laboratorio la Riscossa del Sud), Ciro Esposito (Comitato G. Salvemini), Nicola Manfredelli (Carta di Venosa), Natale Cuccurese (Presidente Partito del Sud).

Modera: Michele Dell'Edera (giornalista e vice Presidente Partito del Sud).

L’invito è a partecipare e ad interagire formulando delle domande.



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Giovedì 1 dicembre 2022 alle 20:30 sulla pagina facebook del Partito del Sud (https://www.facebook.com/PdelSud) sarà trasmesso un incontro propedeutico all’assemblea nazionale per il Mezzogiorno che si terrà l’11 dicembre a Salerno.

Il titolo dell’incontro, da non perdere assolutamente e se possibile da condividere, è AUTONOMIA DIFFERENZIATA…VERSO L’ASSEMBLEA DI SALERNO…
Interverranno: Loredana Marino (Laboratorio la Riscossa del Sud), Ciro Esposito (Comitato G. Salvemini), Nicola Manfredelli (Carta di Venosa), Natale Cuccurese (Presidente Partito del Sud).

Modera: Michele Dell'Edera (giornalista e vice Presidente Partito del Sud).

L’invito è a partecipare e ad interagire formulando delle domande.



sabato 26 novembre 2022

Cuccurese: “La sinistra o è meridionalista o è automaticamente proto-leghista”

Sin dalle sue origini, la questione meridionale è stata sollevata come questione sociale, economica e civile di valenza nazionale sia dai liberali moderati, sia dai democratici radicali, sia dai socialisti, dai comunisti e dai cattolici, sia dai meridionalisti di opposizione che da quelli di governo.

È solo negli ultimi decenni che si è diffuso anche un meridionalismo identitario, di matrice, perlopiù, neo-borbonica, speculare a quello alimentato dalla Lega Nord, tanto da indurre molti attivisti, militanti e politici, anche nel campo delle sinistre sociali e radicali, ad identificare le posizioni ed i temi relativi all’attuale dibattito sulla “nuova questione meridionale” con le posizioni identitarie e filo-borboniche tout court.

Un errore politico che evidenzia il problema fondamentale sia della rimozione della memoria storica sia della scomparsa dei partiti come intellettuali ed educatori collettivi.

Un problema cruciale a cui bisognerebbe dare una risposta anche in termini di formazione culturale, civile e politica mediante un’“archeologia” della questione meridionale e del meridionalismo, al fine di ripristinarne, recuperarne ed attualizzarne il volto autentico, quello sociale, popolare ed unitario, dietro le pericolose derive identitarie, che potrebbero prendere sempre più piede, conducendo in questo modo ad una vera e propria “balcanizzazione” del Paese, se i bisogni ed i diritti disattesi dei cittadini meridionali non trovassero una rappresentanza nel campo politico autenticamente progressista e radicale.   

Di recente, su questi temi è intervenuto via social il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

In tutto questo disastro – ha evidenziato Cuccurese – per costruire l’alternativa popolare di sinistra alle parole d’ordine antiliberista, ambientalista, anticapitalista, antifascista, femminista e pacifista, aggiungerei meridionalista; visto che il Mezzogiorno non solo è il territorio più povero d’Europa, ma soffre di discriminazioni e di un razzismo di Stato che addirittura penalizza volutamente anche la durata di vita dei suoi abitanti e quindi ha bisogno di un richiamo e di una sua specificità riconoscibile e riconducibile. Bisogna unirsi tutti su più battaglie, in questo caso sul Mezzogiorno dandogli voce e rappresentanza. A mio avviso la sinistra può ripartire solo da Sud”.

Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese



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Sin dalle sue origini, la questione meridionale è stata sollevata come questione sociale, economica e civile di valenza nazionale sia dai liberali moderati, sia dai democratici radicali, sia dai socialisti, dai comunisti e dai cattolici, sia dai meridionalisti di opposizione che da quelli di governo.

È solo negli ultimi decenni che si è diffuso anche un meridionalismo identitario, di matrice, perlopiù, neo-borbonica, speculare a quello alimentato dalla Lega Nord, tanto da indurre molti attivisti, militanti e politici, anche nel campo delle sinistre sociali e radicali, ad identificare le posizioni ed i temi relativi all’attuale dibattito sulla “nuova questione meridionale” con le posizioni identitarie e filo-borboniche tout court.

Un errore politico che evidenzia il problema fondamentale sia della rimozione della memoria storica sia della scomparsa dei partiti come intellettuali ed educatori collettivi.

Un problema cruciale a cui bisognerebbe dare una risposta anche in termini di formazione culturale, civile e politica mediante un’“archeologia” della questione meridionale e del meridionalismo, al fine di ripristinarne, recuperarne ed attualizzarne il volto autentico, quello sociale, popolare ed unitario, dietro le pericolose derive identitarie, che potrebbero prendere sempre più piede, conducendo in questo modo ad una vera e propria “balcanizzazione” del Paese, se i bisogni ed i diritti disattesi dei cittadini meridionali non trovassero una rappresentanza nel campo politico autenticamente progressista e radicale.   

Di recente, su questi temi è intervenuto via social il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

In tutto questo disastro – ha evidenziato Cuccurese – per costruire l’alternativa popolare di sinistra alle parole d’ordine antiliberista, ambientalista, anticapitalista, antifascista, femminista e pacifista, aggiungerei meridionalista; visto che il Mezzogiorno non solo è il territorio più povero d’Europa, ma soffre di discriminazioni e di un razzismo di Stato che addirittura penalizza volutamente anche la durata di vita dei suoi abitanti e quindi ha bisogno di un richiamo e di una sua specificità riconoscibile e riconducibile. Bisogna unirsi tutti su più battaglie, in questo caso sul Mezzogiorno dandogli voce e rappresentanza. A mio avviso la sinistra può ripartire solo da Sud”.

Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese



giovedì 24 novembre 2022

Cuccurese: “Governo Meloni, il Sud umiliato deve insorgere”



La categoria sociologica della “lotta di classe dopo la lotta di classe” descrive e denuncia le politiche neo-liberiste che tolgono ai poveri e alle classi lavoratrici per dare ai ricchi. Descrive e denuncia la redistribuzione alla rovescia delle risorse economiche, dei poteri, delle capacità e dell’opportunità verso il vertice della piramide sociale a discapito delle classi intermedie e di quelle popolari.

In Italia, la grande porcata della redistribuzione delle risorse alla rovescia avviene sia a livello sociale che a livello territoriale ed alimenta ulteriormente lo storico divario tra il Nord e il Sud di un Paese sempre più diviso e diseguale.

Coerentemente alle politiche etno-liberiste degli ultimi decenni, anche il governo Meloni toglie ai poveri e al Sud per dare ai ricchi e al Nord, come dimostrano sia il suo progetto di federalismo estrattivo sia il suo attacco al Reddito di cittadinanza.  

Di recente, sull’argomento è intervenuto via social il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, a cui va riconosciuto l’indiscusso merito di essere l’unico leader della sinistra radicale che tiene sempre accessi i riflettori sulla nuova questione meridionale.  

Nel pieno della crisi economica ed energetica – ha scritto Cuccurese – il governo fascio-razzista crea una ulteriore tempesta sociale, specie in Campania e Sicilia. Ai cittadini, ridotti in miseria da 161 anni di colonialismo estrattivo a vantaggio di una sola parte del Paese, non resterà che fare la fila alla Caritas o insorgere”.

Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese


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La categoria sociologica della “lotta di classe dopo la lotta di classe” descrive e denuncia le politiche neo-liberiste che tolgono ai poveri e alle classi lavoratrici per dare ai ricchi. Descrive e denuncia la redistribuzione alla rovescia delle risorse economiche, dei poteri, delle capacità e dell’opportunità verso il vertice della piramide sociale a discapito delle classi intermedie e di quelle popolari.

In Italia, la grande porcata della redistribuzione delle risorse alla rovescia avviene sia a livello sociale che a livello territoriale ed alimenta ulteriormente lo storico divario tra il Nord e il Sud di un Paese sempre più diviso e diseguale.

Coerentemente alle politiche etno-liberiste degli ultimi decenni, anche il governo Meloni toglie ai poveri e al Sud per dare ai ricchi e al Nord, come dimostrano sia il suo progetto di federalismo estrattivo sia il suo attacco al Reddito di cittadinanza.  

Di recente, sull’argomento è intervenuto via social il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, a cui va riconosciuto l’indiscusso merito di essere l’unico leader della sinistra radicale che tiene sempre accessi i riflettori sulla nuova questione meridionale.  

Nel pieno della crisi economica ed energetica – ha scritto Cuccurese – il governo fascio-razzista crea una ulteriore tempesta sociale, specie in Campania e Sicilia. Ai cittadini, ridotti in miseria da 161 anni di colonialismo estrattivo a vantaggio di una sola parte del Paese, non resterà che fare la fila alla Caritas o insorgere”.

Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese


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