giovedì 6 ottobre 2022

IL PARTITO DEL SUD INCONTRA - ANALISI ELETTORALE

Dopo le recenti elezioni politiche del 25 Settembre 2022 il Partito del Sud incontra martedì 11 ottobre alle 18,00 in diretta Facebook dalla pagina del Partito del Sud https://www.facebook.com/PdelSud per una analisi dei risultati:

-Paolo Ferrero, Vicepresidente del Partito della Sinistra Europea
-Enrico Panini, già Vicesindaco del Comune di Napoli
-Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud

Modera l'incontro:
-Michele Dell'Edera, giornalista e Vicepresidente del Partito del Sud

1. Sono passate poco più di due settimane dal voto. A mente fredda che idee vi siete fatti sul risultato elettorale analizzandolo come giudizio generale sul voto?
2. Cosa vi immaginate per il futuro della sinistra e per il futuro a sinistra? Cosa eventualmente si poteva gestire meglio e cosa è andato bene?
3. Spazio a domande dal pubblico

Evento Facebook: https://fb.me/e/2jjjyo6bu



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Dopo le recenti elezioni politiche del 25 Settembre 2022 il Partito del Sud incontra martedì 11 ottobre alle 18,00 in diretta Facebook dalla pagina del Partito del Sud https://www.facebook.com/PdelSud per una analisi dei risultati:

-Paolo Ferrero, Vicepresidente del Partito della Sinistra Europea
-Enrico Panini, già Vicesindaco del Comune di Napoli
-Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud

Modera l'incontro:
-Michele Dell'Edera, giornalista e Vicepresidente del Partito del Sud

1. Sono passate poco più di due settimane dal voto. A mente fredda che idee vi siete fatti sul risultato elettorale analizzandolo come giudizio generale sul voto?
2. Cosa vi immaginate per il futuro della sinistra e per il futuro a sinistra? Cosa eventualmente si poteva gestire meglio e cosa è andato bene?
3. Spazio a domande dal pubblico

Evento Facebook: https://fb.me/e/2jjjyo6bu



CONTRO LA GUERRA, SEMPRE!

 


Di Natale Cuccurese

“Quello che chiediamo come Partito del Sud è di dare una chance alla pace”…
I pacifisti vogliono fermare la guerra, i guerrafondai vogliono vincere la guerra come precondizione per fermarla. Su questo crinale corre la demarcazione tra chi opera per la pace e chi parla di pace e concretamente alimenta la guerra. Attorno a questo nodo è sicuramente possibile organizzare una manifestazione nazionale che dia finalmente voce a quella maggioranza del popolo italiano che non si riconosce nelle pratiche belliciste che hanno caratterizzato il governo Draghi e la sua maggioranza e che caratterizzeranno il futuro governo di destra.
Ripudiare la guerra, come chiede l’Art.11 della Costituzione, fermare l’invio di armi, ridurre le spese militari: poche e semplici parole d’ordine.
Fra i tanti motivi validi per “opporsi alla guerra da Sud” può essere utile un parallelismo, forse un po’ ardito, ma che rende bene l’idea.
Nella guerra del Vietnam, dove i neri americani erano l’11 per cento delle truppe inviate sul campo, l’esatto corrispondente demografico dei neri negli Stati Uniti, si registrò quasi il 28 per cento dei caduti, morti e feriti, una cifra che ha una spiegazione, confermata dai rapporti dei comandi supremi e cioè un numero sproporzionato di afro-americani erano impegnati nelle operazioni più rischiose.
Ai giorni nostri l’Esercito italiano è composto dal 72% di cittadini del Mezzogiorno, contro un dato demografico del 34% di cittadini residenti, ovvia conseguenza anche della cronica scarsità di occasioni di lavoro nel Mezzogiorno.
Basta pensare alla vicenda tragica della Brigata Catanzaro, nella Grande Guerra, e di come i media draghisti stiano utilizzando alcuni argomenti che richiamano molto da vicino la propaganda interventista della Prima Guerra Mondiale, per capire quale potrebbe essere il contributo di sangue che verrebbe richiesto a questi soldati del Sud, nel disgraziato caso si arrivasse ad una guerra guerreggiata.
I meridionali sono da questo punto di vista, oggi, in condizioni peggiori dei neri d’America di allora, che durante il periodo della guerra del Vietnam negli anni 60 e 70 del secolo scorso, diedero vita a una serie di iniziative di resistenza e ribellione contro pregiudizi, razzismo e discriminazione (ricorderete ad esempio, Martin Luther King, Malcom X, le Pantere Nere) che fecero scalpore nel mondo.
Iniziative che invece in Italia al momento non si vedono con questa ampiezza, pur in una situazione ben peggiore come numeri assoluti riferiti alle truppe ed inoltre oppressi da un razzismo di Stato, che si accanisce contro il 34% dei cittadini italiani meridionali, che non ha eguali nella Ue e forse nel mondo.
È il caso quindi di continuare ad organizzarsi con sempre maggior decisione non solo sugli aspetti politici, ma anche sugli aspetti organizzativi e di analisi e diffusione dei veri motivi che causano la “Questione Meridionale, prima che i guerrafondai al governo ci portino diritti in guerra. Una guerra che sarebbe ancora una volta pagata soprattutto dai figli del Sud, mentre la Costituzione è ancora una volta disattesa, così come accade per l’art. 11, quello che dice che l’Italia ripudia la guerra.


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Di Natale Cuccurese

“Quello che chiediamo come Partito del Sud è di dare una chance alla pace”…
I pacifisti vogliono fermare la guerra, i guerrafondai vogliono vincere la guerra come precondizione per fermarla. Su questo crinale corre la demarcazione tra chi opera per la pace e chi parla di pace e concretamente alimenta la guerra. Attorno a questo nodo è sicuramente possibile organizzare una manifestazione nazionale che dia finalmente voce a quella maggioranza del popolo italiano che non si riconosce nelle pratiche belliciste che hanno caratterizzato il governo Draghi e la sua maggioranza e che caratterizzeranno il futuro governo di destra.
Ripudiare la guerra, come chiede l’Art.11 della Costituzione, fermare l’invio di armi, ridurre le spese militari: poche e semplici parole d’ordine.
Fra i tanti motivi validi per “opporsi alla guerra da Sud” può essere utile un parallelismo, forse un po’ ardito, ma che rende bene l’idea.
Nella guerra del Vietnam, dove i neri americani erano l’11 per cento delle truppe inviate sul campo, l’esatto corrispondente demografico dei neri negli Stati Uniti, si registrò quasi il 28 per cento dei caduti, morti e feriti, una cifra che ha una spiegazione, confermata dai rapporti dei comandi supremi e cioè un numero sproporzionato di afro-americani erano impegnati nelle operazioni più rischiose.
Ai giorni nostri l’Esercito italiano è composto dal 72% di cittadini del Mezzogiorno, contro un dato demografico del 34% di cittadini residenti, ovvia conseguenza anche della cronica scarsità di occasioni di lavoro nel Mezzogiorno.
Basta pensare alla vicenda tragica della Brigata Catanzaro, nella Grande Guerra, e di come i media draghisti stiano utilizzando alcuni argomenti che richiamano molto da vicino la propaganda interventista della Prima Guerra Mondiale, per capire quale potrebbe essere il contributo di sangue che verrebbe richiesto a questi soldati del Sud, nel disgraziato caso si arrivasse ad una guerra guerreggiata.
I meridionali sono da questo punto di vista, oggi, in condizioni peggiori dei neri d’America di allora, che durante il periodo della guerra del Vietnam negli anni 60 e 70 del secolo scorso, diedero vita a una serie di iniziative di resistenza e ribellione contro pregiudizi, razzismo e discriminazione (ricorderete ad esempio, Martin Luther King, Malcom X, le Pantere Nere) che fecero scalpore nel mondo.
Iniziative che invece in Italia al momento non si vedono con questa ampiezza, pur in una situazione ben peggiore come numeri assoluti riferiti alle truppe ed inoltre oppressi da un razzismo di Stato, che si accanisce contro il 34% dei cittadini italiani meridionali, che non ha eguali nella Ue e forse nel mondo.
È il caso quindi di continuare ad organizzarsi con sempre maggior decisione non solo sugli aspetti politici, ma anche sugli aspetti organizzativi e di analisi e diffusione dei veri motivi che causano la “Questione Meridionale, prima che i guerrafondai al governo ci portino diritti in guerra. Una guerra che sarebbe ancora una volta pagata soprattutto dai figli del Sud, mentre la Costituzione è ancora una volta disattesa, così come accade per l’art. 11, quello che dice che l’Italia ripudia la guerra.


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venerdì 30 settembre 2022

Cuccurese: “Autonomia differenziata, colpo di grazia ad un Paese che non è stato mai unito”




In occasione dell’ultima tornata elettorale, il forte ridimensionamento subito dalla Lega nazionale di Salvini ha consentito ai “satrapi” delle Regioni Lombardia, Attilio Fontana, e Veneto, Luca Zaia, di rilanciare la Lega Nord dura e pura delle origini.

Li ha messi nella migliore delle condizioni per sbattere i pugni sul tavolo e  chiedere con forza e determinazione che l’autonomia differenziata venga attuata quanto prima. Pena una crisi di governo, dato che la stessa autonomia differenziata è stata oggetto dell’accordo politico-elettorale con Fratelli d’Italia, che in cambio ha ottenuto l’appoggio della Lega per la riforma della Costituzione italiana in senso presidenziale.

Come a questo proposito ha osservato il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese: “L’autonomia differenziata farebbe implodere definitivamente un Paese che non è stato mai unito”.

Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese



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In occasione dell’ultima tornata elettorale, il forte ridimensionamento subito dalla Lega nazionale di Salvini ha consentito ai “satrapi” delle Regioni Lombardia, Attilio Fontana, e Veneto, Luca Zaia, di rilanciare la Lega Nord dura e pura delle origini.

Li ha messi nella migliore delle condizioni per sbattere i pugni sul tavolo e  chiedere con forza e determinazione che l’autonomia differenziata venga attuata quanto prima. Pena una crisi di governo, dato che la stessa autonomia differenziata è stata oggetto dell’accordo politico-elettorale con Fratelli d’Italia, che in cambio ha ottenuto l’appoggio della Lega per la riforma della Costituzione italiana in senso presidenziale.

Come a questo proposito ha osservato il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese: “L’autonomia differenziata farebbe implodere definitivamente un Paese che non è stato mai unito”.

Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese



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lunedì 26 settembre 2022

UN BUON INIZIO PER UNIONE POPOLARE


Poteva andare meglio, ma comunque è un buon inizio per Unione Popolare. Ora l’importante è non disperdere, come purtroppo troppe volte in passato è accaduto, il tanto lavoro fatto in pochissimo tempo e proseguire il lavoro di formazione sui territori di Unione Popolare, anche in vista delle prossime elezioni amministrative. Ovviamente a pari dignità fra le varie componenti.

Natale Cuccurese
Presidente Partito del Sud


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Poteva andare meglio, ma comunque è un buon inizio per Unione Popolare. Ora l’importante è non disperdere, come purtroppo troppe volte in passato è accaduto, il tanto lavoro fatto in pochissimo tempo e proseguire il lavoro di formazione sui territori di Unione Popolare, anche in vista delle prossime elezioni amministrative. Ovviamente a pari dignità fra le varie componenti.

Natale Cuccurese
Presidente Partito del Sud


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giovedì 22 settembre 2022

Elezioni, Piera Aiello di Unione Popolare: “Sono qui per il processo Grimilde”. VIDEO




Nei giorni scorsi in città la testimone di giustizia e membro della Commissione parlamentare antimafia. E’ candidata con De Magistris

REGGIO EMILIA – Piera Aiello è una testimone di giustizia. Ha denunciato gli assassini del marito, ammazzato nel 1991 davanti a lei in Sicilia e ha iniziato a collaborare con la magistratura, in particolare con il giudice Paolo Borsellino. Fino al 2018 ha vissuto con un’altra identità. In quell’anno è stata eletta parlamentare con i 5 Stelle, ma è uscita dal Movimento nel 2020.

Componente della commissione Giustizia e della Commissione parlamentare antimafia, ora è candidata con ‘Unione popolare’ l’alleanza che fa capo all’ex magistrato ed ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris. ‘Sono qui per la ripresa del processo Grimilde- spiega- e perchè anche a Reggio si diceva che la mafia non esiste invece è il contrario, Unione popolare vuole giustizia per la gente’

A Reggio nei giorni scorsi per sostenere i candidati sul nostro territorio e sta girando l’Italia per riportare all’attenzione dell’opinione pubblica in campagna elettorale il tema delle infiltrazioni. ‘La devastante crisi che colpisce le famiglie e le aziende, il fiume di risorse in arrivo con il PNRR rischiano di aumentare l’azione criminale fra usura e taglieggiamento’ ha detto.

 ‘E’ importante andare a votare a prescindere da chi si voti, noi siamo gente del popolo’

Unione Popolare con De Magistris, unisce Rifondazione Comunista, Potere al popolo e Partito del Sud. Sul nostro territorio sono candidati Paola Varesi dell’Istituto Cervi, capolista nel collegio plurinominale del Senato; il segretario regionale di Rifondazione, Stefano Lugli; Natale Cuccurese, candidato all’uninominale a Reggio e Alberto Montelaghi, operaio di Casalgrande.

Capolista nel collegio plurinominale della Camera è Andrea Bui, membro del coordinamento nazionale di Potere al Popolo.

Fonte: Reggioonline




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Nei giorni scorsi in città la testimone di giustizia e membro della Commissione parlamentare antimafia. E’ candidata con De Magistris

REGGIO EMILIA – Piera Aiello è una testimone di giustizia. Ha denunciato gli assassini del marito, ammazzato nel 1991 davanti a lei in Sicilia e ha iniziato a collaborare con la magistratura, in particolare con il giudice Paolo Borsellino. Fino al 2018 ha vissuto con un’altra identità. In quell’anno è stata eletta parlamentare con i 5 Stelle, ma è uscita dal Movimento nel 2020.

Componente della commissione Giustizia e della Commissione parlamentare antimafia, ora è candidata con ‘Unione popolare’ l’alleanza che fa capo all’ex magistrato ed ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris. ‘Sono qui per la ripresa del processo Grimilde- spiega- e perchè anche a Reggio si diceva che la mafia non esiste invece è il contrario, Unione popolare vuole giustizia per la gente’

A Reggio nei giorni scorsi per sostenere i candidati sul nostro territorio e sta girando l’Italia per riportare all’attenzione dell’opinione pubblica in campagna elettorale il tema delle infiltrazioni. ‘La devastante crisi che colpisce le famiglie e le aziende, il fiume di risorse in arrivo con il PNRR rischiano di aumentare l’azione criminale fra usura e taglieggiamento’ ha detto.

 ‘E’ importante andare a votare a prescindere da chi si voti, noi siamo gente del popolo’

Unione Popolare con De Magistris, unisce Rifondazione Comunista, Potere al popolo e Partito del Sud. Sul nostro territorio sono candidati Paola Varesi dell’Istituto Cervi, capolista nel collegio plurinominale del Senato; il segretario regionale di Rifondazione, Stefano Lugli; Natale Cuccurese, candidato all’uninominale a Reggio e Alberto Montelaghi, operaio di Casalgrande.

Capolista nel collegio plurinominale della Camera è Andrea Bui, membro del coordinamento nazionale di Potere al Popolo.

Fonte: Reggioonline




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UP, Cuccurese: “Al Sud non si voti il Partito Unico del Nord”




Purtroppo, da più di centosessanta anni l’Italia è un paese letteralmente spaccato in due. Da un lato, un Nord colonizzatore, relativamente più sviluppato. Dall’altro, un Sud colonia estrattiva interna, da sempre in ritardo di sviluppo.

Pertanto, l’Italia a due velocità non è soltanto una metafora per indicare lo storico divario tra le due parti di un paese sempre più diviso e diseguale, ma  anche la descrizione di un paese letteralmente spaccato in due per l’offerta di treni sulla rete ferroviaria sedicente nazionale: oltre 150 treni al giorni al Centro-Nord e meno di 15 treni al giorno al Sud.

nazionale per lo sviluppo del Sud è scesa ulteriormente. Dimenticando che il miracolo economico italiano si è avuto quando con la Cassa del Mezzogiorno si è incluso il Sud nello sviluppo, confermando che l’unica maniera per crescere è includere il Sud, non escluderlo. Che il motore del Paese può essere anche il Sud”.

Ora – denuncia – per predare ancora e disintegrare il Paese arriva l’Autonomia differenziata, a cui solo Unione Popolare è contraria”.

Un voto – conclude Cuccurese – a Unione Popolare è un voto per il Sud, tutto il resto sono chiacchiere, razzismo e furti di Stato da parte dei soliti politicanti del centrosinistradestra anche del Sud, con la testa rivolta esclusivamente a Nord”.

Fonte: VesuvianoNews - articolo di Salvatore Lucchese


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Purtroppo, da più di centosessanta anni l’Italia è un paese letteralmente spaccato in due. Da un lato, un Nord colonizzatore, relativamente più sviluppato. Dall’altro, un Sud colonia estrattiva interna, da sempre in ritardo di sviluppo.

Pertanto, l’Italia a due velocità non è soltanto una metafora per indicare lo storico divario tra le due parti di un paese sempre più diviso e diseguale, ma  anche la descrizione di un paese letteralmente spaccato in due per l’offerta di treni sulla rete ferroviaria sedicente nazionale: oltre 150 treni al giorni al Centro-Nord e meno di 15 treni al giorno al Sud.

nazionale per lo sviluppo del Sud è scesa ulteriormente. Dimenticando che il miracolo economico italiano si è avuto quando con la Cassa del Mezzogiorno si è incluso il Sud nello sviluppo, confermando che l’unica maniera per crescere è includere il Sud, non escluderlo. Che il motore del Paese può essere anche il Sud”.

Ora – denuncia – per predare ancora e disintegrare il Paese arriva l’Autonomia differenziata, a cui solo Unione Popolare è contraria”.

Un voto – conclude Cuccurese – a Unione Popolare è un voto per il Sud, tutto il resto sono chiacchiere, razzismo e furti di Stato da parte dei soliti politicanti del centrosinistradestra anche del Sud, con la testa rivolta esclusivamente a Nord”.

Fonte: VesuvianoNews - articolo di Salvatore Lucchese


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mercoledì 21 settembre 2022

La prova del candidato di lunedì 19 settembre 2022

 


Quarto e ultimo appuntamento della trasmissione di Telereggio dedicata al voto del 25 settembre. In studio Ilenia Malvasi (Pd), Roberta Rigon (Fratelli d’Italia), Natale Cuccurese (Unione Popolare), ed Enrico Aimi (Forza Italia)

Fonte:Telereggio





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Quarto e ultimo appuntamento della trasmissione di Telereggio dedicata al voto del 25 settembre. In studio Ilenia Malvasi (Pd), Roberta Rigon (Fratelli d’Italia), Natale Cuccurese (Unione Popolare), ed Enrico Aimi (Forza Italia)

Fonte:Telereggio





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martedì 20 settembre 2022

A NAPOLI-LEZIONI MERIDIONALI CON I CANDIDATI DI UNIONE POPOLARE

 A Napoli...contro ogni Autonomia Differenziata
















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 A Napoli...contro ogni Autonomia Differenziata
















domenica 18 settembre 2022

A Napoli, Lezioni meridionali: per la riscossa del Sud - Lunedì 19 Settembre 2022 ore 17,00

 Un nuovo evento del #SudLab a #Napoli lunedì 19

Lezioni meridionali: per la riscossa del Sud
Insieme a
Antonio Luogo
Marina Boscaino
Franco Russo
Paola Nugnes
Sergio Marotta
Domenico Ciruzzi
Elena Coccia
Loredana Marino
Giovanni Russo Spena
Coordina: Roberto Morea

Ore 17.00, presso Il tempo del vino e le rose, Piazza Dante 44 Napoli




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 Un nuovo evento del #SudLab a #Napoli lunedì 19

Lezioni meridionali: per la riscossa del Sud
Insieme a
Antonio Luogo
Marina Boscaino
Franco Russo
Paola Nugnes
Sergio Marotta
Domenico Ciruzzi
Elena Coccia
Loredana Marino
Giovanni Russo Spena
Coordina: Roberto Morea

Ore 17.00, presso Il tempo del vino e le rose, Piazza Dante 44 Napoli




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mercoledì 14 settembre 2022

VOTO UTILE? MA UTILE A CHI? A CHI CONVIENE?



Di Antonio Luongo

Si parla tanto di voto utile; ma l'unico voto utile è per Unione Popolare


Riflettiamo: bisogna evitare che la destra vada al potere. Fin qui tutti d'accordo.
Ma in che modo? Qui c'è tutta la differenza del mondo.

Fare la guerra alla destra non serve a nulla, se non si segna una distanza significativa nei contenuti e nel futuro che si vuole dare al paese.
Sono troppi anni ormai che agli italiani viene chiesto il voto con i toni più accesi e gli argomenti più creativi, salvo poi cancellare tutti i buoni propositi qualche settimana dopo in Parlamento. Quanti governi di larghe intese avete visto? Tutti dentro, compresi quelli che si dichiaravano "alternativi". Questo è il vero male della nostra democrazia: il consociativismo. È cosi che si riesce a non cambiare nulla, e si continuano a fare gli interessi dei potenti a discapito della povera gente.

Se chi milita in un partito di centrosinistra accetta o addirittura propone azioni di destra, che senso ha votarlo?
E siamo così convinti che la coalizione che fino all'altro ieri avrebbe condiviso le stesse posizioni di Calenda, con l'abolizione del reddito di cittadinanza vi sia "utile"?
Siamo così convinti che un partito che vuole l'autonomia differenziata al pari della Lega Nord, sia utile? Utile per chi? Certamente solo per una certa élites benestante.

Diamo il voto a idee, contenuti, posizioni, non alle chiacchiere da talk show. E occorre coerenza e certezza che quello che si dice in campagna elettorale non venga svenduto e stravolto alla prima convenienza per accaparrare una poltrona in più.
Rappresentanti credibili, non banderuole.
Il vero rischio democratico è avere un Parlamento col pensiero unico sulle principali questioni strategiche, come energia, lavoro e pressione fiscale.
Oggi l'unica forza che si colloca fuori da questo sistema di compromessi e inciuci è unione popolare. Unione Popolare ha scelto di rappresentare i cittadini e non i poteri forti o le lobby. Anche se ci costa il doppio della fatica.
E soprattutto: non siamo soli come vogliono farvi credere e come l'appoggio incondizionato di Melanchon a Luigi de Magistris ha dimostrato. È l'Italia che deve svegliarsi e intraprendere una strada che in gran parte dei paesi europei è realtà!
Pensateci.





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Di Antonio Luongo

Si parla tanto di voto utile; ma l'unico voto utile è per Unione Popolare


Riflettiamo: bisogna evitare che la destra vada al potere. Fin qui tutti d'accordo.
Ma in che modo? Qui c'è tutta la differenza del mondo.

Fare la guerra alla destra non serve a nulla, se non si segna una distanza significativa nei contenuti e nel futuro che si vuole dare al paese.
Sono troppi anni ormai che agli italiani viene chiesto il voto con i toni più accesi e gli argomenti più creativi, salvo poi cancellare tutti i buoni propositi qualche settimana dopo in Parlamento. Quanti governi di larghe intese avete visto? Tutti dentro, compresi quelli che si dichiaravano "alternativi". Questo è il vero male della nostra democrazia: il consociativismo. È cosi che si riesce a non cambiare nulla, e si continuano a fare gli interessi dei potenti a discapito della povera gente.

Se chi milita in un partito di centrosinistra accetta o addirittura propone azioni di destra, che senso ha votarlo?
E siamo così convinti che la coalizione che fino all'altro ieri avrebbe condiviso le stesse posizioni di Calenda, con l'abolizione del reddito di cittadinanza vi sia "utile"?
Siamo così convinti che un partito che vuole l'autonomia differenziata al pari della Lega Nord, sia utile? Utile per chi? Certamente solo per una certa élites benestante.

Diamo il voto a idee, contenuti, posizioni, non alle chiacchiere da talk show. E occorre coerenza e certezza che quello che si dice in campagna elettorale non venga svenduto e stravolto alla prima convenienza per accaparrare una poltrona in più.
Rappresentanti credibili, non banderuole.
Il vero rischio democratico è avere un Parlamento col pensiero unico sulle principali questioni strategiche, come energia, lavoro e pressione fiscale.
Oggi l'unica forza che si colloca fuori da questo sistema di compromessi e inciuci è unione popolare. Unione Popolare ha scelto di rappresentare i cittadini e non i poteri forti o le lobby. Anche se ci costa il doppio della fatica.
E soprattutto: non siamo soli come vogliono farvi credere e come l'appoggio incondizionato di Melanchon a Luigi de Magistris ha dimostrato. È l'Italia che deve svegliarsi e intraprendere una strada che in gran parte dei paesi europei è realtà!
Pensateci.





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