martedì 30 agosto 2022

Emilia Romagna - Unione Popolare si presenta con il suo capo politico Luigi de Magistris, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese e tanti altri candidate e candidati:

Venerdì 2 settembre Unione Popolare si presenta in piazza con il suo capo politico Luigi de Magistris, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, Marta Collot, Paolo Ferrero e tanti altri candidate e candidati:

-A Reggio Emilia ai Chiostri della Ghiara dalle 14,30

-A Bologna in piazza dell'Unità dalle 18

-A Spilamberto alla festa di Rifondazione Comunista dalle ore 21

Venite a conoscere #UnionePopolare

Reggio Emilia: Unione Popolare presenta i suoi candidati nel Collegio PC/PR/RE/MO

Bologna: Unione Popolare si presenta in piazza con tutti i suoi candidati

Spilamberto (MO): Con Unione Popolare per l'Italia di cui abbiamo bisogno






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Venerdì 2 settembre Unione Popolare si presenta in piazza con il suo capo politico Luigi de Magistris, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, Marta Collot, Paolo Ferrero e tanti altri candidate e candidati:

-A Reggio Emilia ai Chiostri della Ghiara dalle 14,30

-A Bologna in piazza dell'Unità dalle 18

-A Spilamberto alla festa di Rifondazione Comunista dalle ore 21

Venite a conoscere #UnionePopolare

Reggio Emilia: Unione Popolare presenta i suoi candidati nel Collegio PC/PR/RE/MO

Bologna: Unione Popolare si presenta in piazza con tutti i suoi candidati

Spilamberto (MO): Con Unione Popolare per l'Italia di cui abbiamo bisogno






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lunedì 22 agosto 2022

CUCCURESE CORRERA' PER UNIONE POPOLARE

Di Natale Cuccurese

Dopo la prova elettorale a Quattro Castella, come candidato Sindaco nelle Amministrative del 2019 per Sinistra Unita, conclusa col 7,5% di consensi, si prospetta una nuova, più difficile sfida per le elezioni politiche nazionali del 25 Settembre 2022.

Ho infatti accettato la candidatura, nel listino uninominale per il Collegio Emilia-Romagna 03 - Reggio Emilia, per UNIONE POPOLARE, che ha in Luigi De Magistris il suo portavoce.
La repentina, inattesa caduta del Governo Draghi e la decisione del Capo dello Stato di chiudere la Legislatura e di stabilire le Elezioni il 25 settembre 2022, rischia di definire un Parlamento ancora più appiattito sull’asse NATO-UE-USA-DRAGHI e ha costretto UNIONE POPOLARE a uno sforzo quasi sovrumano, prima per la raccolta delle firme, indispensabili per ammettere alla competizione le forze non appartenenti alla Casta politica e poi per la campagna elettorale che affronteremo con pochi mezzi, ma come sempre a schiena dritta e senza scendere a compromessi.
Si tratta di una situazione difficilissima, davanti alla quale tutti coloro che non si riconoscono nell'attuale quadro politico consociativo e che avvertono la necessità e l'urgenza di dare una rappresentanza parlamentare a coloro che ne sono esclusi, devono mobilitarsi.
Nel ringraziare le tante e i tanti che a questo scopo hanno fatto la fila ad agosto per venire a firmare per noi in difesa dei principi della Costituzione nata dalla Resistenza, troppo spesso taciuti o negati soprattutto a danno dei cittadini del Mezzogiorno, è doveroso denunciare l'oscuramento che ha subito e continua a subire la nostra coalizione sui media e i telegiornali (per questo reputo importante e ringrazio il @Resto del Carlino e la @GazzettadiReggio per gli articoli odierni) segno evidente che Unione Popolare rappresenta l’unica vera lista alternative alla casta politica al potere in Italia. Casta che vuole imporre l’Agenda Draghi, cioè l’agenda del partito consociativo della guerra, delle privatizzazioni, della precarizzazione del lavoro e dell’Autonomia differenziata.
Non sarà facile, ma sono certo di avervi al mio fianco a sostegno di UNIONE POPOLARE CON LUIGI DE MAGISTRIS in questo “assalto al cielo” di fondamentale importanza per il Paese tutto e per il Mezzogiorno in particolare in questa travagliata fase storica.
Ringrazio tutte le attiviste e gli attivisti che stanno portando avanti una speranza di cambiamento nel Paese, ad iniziare da quelli del Partito del Sud, che insieme alle tante e ai tanti di Rifondazione Comunista, demA, Potere al Popolo, Manifesta, Risorgimento Socialista, Associazioni, Movimenti e liberi cittadini, dal Sud al Nord del Paese, si stanno impegnando generosamente in questa impresa democratica a difesa dei diritti costituzionali e per dare finalmente al Paese e al Mezzogiorno una rappresentanza politica a schiena dritta, così da far cessare definitivamente anche le distorte politiche che sono causa prima del razzismo di Stato.
AVANTI CON IL NOSTRO IMPEGNO, AVANTI CON "UNIONE POPOLARE CON DE MAGISTRIS”!






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Di Natale Cuccurese

Dopo la prova elettorale a Quattro Castella, come candidato Sindaco nelle Amministrative del 2019 per Sinistra Unita, conclusa col 7,5% di consensi, si prospetta una nuova, più difficile sfida per le elezioni politiche nazionali del 25 Settembre 2022.

Ho infatti accettato la candidatura, nel listino uninominale per il Collegio Emilia-Romagna 03 - Reggio Emilia, per UNIONE POPOLARE, che ha in Luigi De Magistris il suo portavoce.
La repentina, inattesa caduta del Governo Draghi e la decisione del Capo dello Stato di chiudere la Legislatura e di stabilire le Elezioni il 25 settembre 2022, rischia di definire un Parlamento ancora più appiattito sull’asse NATO-UE-USA-DRAGHI e ha costretto UNIONE POPOLARE a uno sforzo quasi sovrumano, prima per la raccolta delle firme, indispensabili per ammettere alla competizione le forze non appartenenti alla Casta politica e poi per la campagna elettorale che affronteremo con pochi mezzi, ma come sempre a schiena dritta e senza scendere a compromessi.
Si tratta di una situazione difficilissima, davanti alla quale tutti coloro che non si riconoscono nell'attuale quadro politico consociativo e che avvertono la necessità e l'urgenza di dare una rappresentanza parlamentare a coloro che ne sono esclusi, devono mobilitarsi.
Nel ringraziare le tante e i tanti che a questo scopo hanno fatto la fila ad agosto per venire a firmare per noi in difesa dei principi della Costituzione nata dalla Resistenza, troppo spesso taciuti o negati soprattutto a danno dei cittadini del Mezzogiorno, è doveroso denunciare l'oscuramento che ha subito e continua a subire la nostra coalizione sui media e i telegiornali (per questo reputo importante e ringrazio il @Resto del Carlino e la @GazzettadiReggio per gli articoli odierni) segno evidente che Unione Popolare rappresenta l’unica vera lista alternative alla casta politica al potere in Italia. Casta che vuole imporre l’Agenda Draghi, cioè l’agenda del partito consociativo della guerra, delle privatizzazioni, della precarizzazione del lavoro e dell’Autonomia differenziata.
Non sarà facile, ma sono certo di avervi al mio fianco a sostegno di UNIONE POPOLARE CON LUIGI DE MAGISTRIS in questo “assalto al cielo” di fondamentale importanza per il Paese tutto e per il Mezzogiorno in particolare in questa travagliata fase storica.
Ringrazio tutte le attiviste e gli attivisti che stanno portando avanti una speranza di cambiamento nel Paese, ad iniziare da quelli del Partito del Sud, che insieme alle tante e ai tanti di Rifondazione Comunista, demA, Potere al Popolo, Manifesta, Risorgimento Socialista, Associazioni, Movimenti e liberi cittadini, dal Sud al Nord del Paese, si stanno impegnando generosamente in questa impresa democratica a difesa dei diritti costituzionali e per dare finalmente al Paese e al Mezzogiorno una rappresentanza politica a schiena dritta, così da far cessare definitivamente anche le distorte politiche che sono causa prima del razzismo di Stato.
AVANTI CON IL NOSTRO IMPEGNO, AVANTI CON "UNIONE POPOLARE CON DE MAGISTRIS”!






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domenica 21 agosto 2022

LA DEMOCRAZIA HA VINTO!

Di Antonio Luongo

Dal basso, da soli, contro un sistema istituzionale che ha fatto di tutto per impedire l'organizzazione di una voce contraria al governo uscente.
Eppure i cittadini hanno saputo reagire con un sussulto di dignità: 60.000 firme in meno di 2 settimane, nonostante alla metà degli italiani fosse impedito firmare a causa di stupidi vincoli burocratici!
Il Partito del Sud ha contribuito al risultato con impegno e dedizione, grazie allo sforzo di tanti militanti.
Ora avremo in campo Unione Popolare , una forza politica che per bocca di Luigi de Magistris si batterà:
- in difesa dell'acqua pubblica
- contro l'autonomia differenziata e qualsiasi altro trucco in omaggio alla lobby del Nord
- in difesa del lavoro e dei diritti dei lavoratori
Ora facciamo sentire la nostra voce e costruiamo il nostro futuro.
Condividiamo la notizia di questa bellissima vittoria di libertà.







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Di Antonio Luongo

Dal basso, da soli, contro un sistema istituzionale che ha fatto di tutto per impedire l'organizzazione di una voce contraria al governo uscente.
Eppure i cittadini hanno saputo reagire con un sussulto di dignità: 60.000 firme in meno di 2 settimane, nonostante alla metà degli italiani fosse impedito firmare a causa di stupidi vincoli burocratici!
Il Partito del Sud ha contribuito al risultato con impegno e dedizione, grazie allo sforzo di tanti militanti.
Ora avremo in campo Unione Popolare , una forza politica che per bocca di Luigi de Magistris si batterà:
- in difesa dell'acqua pubblica
- contro l'autonomia differenziata e qualsiasi altro trucco in omaggio alla lobby del Nord
- in difesa del lavoro e dei diritti dei lavoratori
Ora facciamo sentire la nostra voce e costruiamo il nostro futuro.
Condividiamo la notizia di questa bellissima vittoria di libertà.







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Traguardo raggiunto! Più di 60.000 firme per Unione Popolare con de Magistris

Oggi e domani saranno presentate le liste dell'Unione Popolare con de Magistris nei collegi di tutta Italia.

Nel ringraziare le tante e i tanti che hanno fatto la fila ad agosto per venire a firmare per noi in difesa dei principi della Costituzione nata dalla Resistenza, troppo spesso taciuti o negati soprattutto a danno dei cittadini del Mezzogiorno, è doveroso denunciare l'oscuramento che ha subito e continua a subire la nostra coalizione sui media e i telegiornali, segno evidente che Unione Popolare rappresenta l’unica vera lista alternative alla casta politica al potere in Italia. Casta che vuole imporre l’Agenda Draghi, cioè l’agenda del partito consociativo della guerra, delle privatizzazioni, della precarizzazione del lavoro e dell’Autonomia differenziata.
Opponiamoci con forza alle logiche leghiste e protoleghiste al potere da un trentennio sostenendo e votando il 25 settembre Unione Popolare.

Ringrazio le attiviste e gli attivisti del Partito del Sud che dal Sud al Nord del Paese hanno contribuito e si sono impegnati generosamente in questa impresa democratica a difesa dei diritti costituzionali e per dare finalmente al Mezzogiorno una rappresentanza politica a schiena dritta così da far cessare definitivamente le distorte politiche causa del razzismo di Stato.

Natale Cuccurese, presidente nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti





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Oggi e domani saranno presentate le liste dell'Unione Popolare con de Magistris nei collegi di tutta Italia.

Nel ringraziare le tante e i tanti che hanno fatto la fila ad agosto per venire a firmare per noi in difesa dei principi della Costituzione nata dalla Resistenza, troppo spesso taciuti o negati soprattutto a danno dei cittadini del Mezzogiorno, è doveroso denunciare l'oscuramento che ha subito e continua a subire la nostra coalizione sui media e i telegiornali, segno evidente che Unione Popolare rappresenta l’unica vera lista alternative alla casta politica al potere in Italia. Casta che vuole imporre l’Agenda Draghi, cioè l’agenda del partito consociativo della guerra, delle privatizzazioni, della precarizzazione del lavoro e dell’Autonomia differenziata.
Opponiamoci con forza alle logiche leghiste e protoleghiste al potere da un trentennio sostenendo e votando il 25 settembre Unione Popolare.

Ringrazio le attiviste e gli attivisti del Partito del Sud che dal Sud al Nord del Paese hanno contribuito e si sono impegnati generosamente in questa impresa democratica a difesa dei diritti costituzionali e per dare finalmente al Mezzogiorno una rappresentanza politica a schiena dritta così da far cessare definitivamente le distorte politiche causa del razzismo di Stato.

Natale Cuccurese, presidente nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti





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sabato 13 agosto 2022

ANCHE A REGGIO EMILIA PARLANO DI NOI...

Oggi sul @Carlino_Reggio, c’è spazio (anche) per @unione_popolare, per Luigi de Magistris e per i Partiti che compongono la coalizione, compreso il Partito del Sud …




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Oggi sul @Carlino_Reggio, c’è spazio (anche) per @unione_popolare, per Luigi de Magistris e per i Partiti che compongono la coalizione, compreso il Partito del Sud …




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Unione popolare: si parte dal popolo e dalle periferie




Un gommista, un artigiano pasticciere e la Casa del Popolo. Categorie simbolo di un Paese e di una città Napoli, per la raccolta firme di Unione Popolare con De Magistris Presidente. Tre categorie, quelle scelte per la raccolta firme, rappresentative di quelle professioni maggiormente colpite dalla crisi, e per le quali l’attuale governo, non ha previsto alcun tipo di aiuto. Una forza politica popolare che si rivolge ai giovani alle categorie ignorate dalla politica, e dalle istituzioni. Un conglomerato popolare senza Conte, finte sinistre e finti ambientalisti che riunisce diverse forze della sinistra radicale: il gruppo parlamentare Manifesta, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Partito del Sud, Risorgimento Socialista, DeMa. 

“Abbiamo iniziato simbolicamente da Soccavo e dal Rione Traiano – spiega Antonio Luongo, responsabile cittadino del Partito del Sud – luoghi simbolo della città di Napoli, periferia viva che chiede a gran voce il proprio riscatto”. La politica sta mostrando ogni giorno la propria incapacità di ragionare su seri programmi politici. “Serve una alternativa all’agenda Draghi – spiega ancora Antonio Luongo – il Paese ha bisogno di recuperare serenità anche rispetto a questo clima belligerante fuori e dentro la nazione. Città come Napoli chiedono risposte concrete alle problematiche, per cui oggi ci ritroviamo con tantissimi delusi del Pd e del M5S”.

Fonte: Terroniananmagazine



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Un gommista, un artigiano pasticciere e la Casa del Popolo. Categorie simbolo di un Paese e di una città Napoli, per la raccolta firme di Unione Popolare con De Magistris Presidente. Tre categorie, quelle scelte per la raccolta firme, rappresentative di quelle professioni maggiormente colpite dalla crisi, e per le quali l’attuale governo, non ha previsto alcun tipo di aiuto. Una forza politica popolare che si rivolge ai giovani alle categorie ignorate dalla politica, e dalle istituzioni. Un conglomerato popolare senza Conte, finte sinistre e finti ambientalisti che riunisce diverse forze della sinistra radicale: il gruppo parlamentare Manifesta, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Partito del Sud, Risorgimento Socialista, DeMa. 

“Abbiamo iniziato simbolicamente da Soccavo e dal Rione Traiano – spiega Antonio Luongo, responsabile cittadino del Partito del Sud – luoghi simbolo della città di Napoli, periferia viva che chiede a gran voce il proprio riscatto”. La politica sta mostrando ogni giorno la propria incapacità di ragionare su seri programmi politici. “Serve una alternativa all’agenda Draghi – spiega ancora Antonio Luongo – il Paese ha bisogno di recuperare serenità anche rispetto a questo clima belligerante fuori e dentro la nazione. Città come Napoli chiedono risposte concrete alle problematiche, per cui oggi ci ritroviamo con tantissimi delusi del Pd e del M5S”.

Fonte: Terroniananmagazine



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mercoledì 10 agosto 2022

Natale Cuccurese: “Solo Unione popolare si oppone all’autonomia differenziata. Centrodestrasinistra a favore”



Se il Sud dovesse votare per il centro-destra o per il centro-sinistra si scaverebbe una fossa da solo. Anzi, metterebbe una pietra tombale sulla fossa che in cui già si ritrova dopo decenni di “scippi” e di politiche razziste di Stato perpetrati nei suoi confronti dal Partito Unico del Nord.

L’autonomia differenziata – osserva il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese – è praticamente cosa fatta, visto che è usata come merce di scambio all’interno della coalizione di centrodestra da FdI per ottenere il presidenzialismo, e visto che anche il centrosinistra guida protoleghista la vuole da tempo ed è al centro dell’agenda Draghi”.

Questo – prosegue Cuccurese – a riprova che il centrodestrasinistra è un’unica pastetta e che votando una di queste due coalizioni, cioè cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto finale per il cittadino in realtà non cambia. Non a caso erano al governo tutti insieme con Draghi”.

Resta solo Unione Popolare – conclude il Presidente del Partito del Sud – che si oppone all’Autonomia differenziata e allo stravolgimento della Costituzione in senso presidenzialista”.

Fonte: Vesuvianonews - articolo di Salvatore Lucchese



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Se il Sud dovesse votare per il centro-destra o per il centro-sinistra si scaverebbe una fossa da solo. Anzi, metterebbe una pietra tombale sulla fossa che in cui già si ritrova dopo decenni di “scippi” e di politiche razziste di Stato perpetrati nei suoi confronti dal Partito Unico del Nord.

L’autonomia differenziata – osserva il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese – è praticamente cosa fatta, visto che è usata come merce di scambio all’interno della coalizione di centrodestra da FdI per ottenere il presidenzialismo, e visto che anche il centrosinistra guida protoleghista la vuole da tempo ed è al centro dell’agenda Draghi”.

Questo – prosegue Cuccurese – a riprova che il centrodestrasinistra è un’unica pastetta e che votando una di queste due coalizioni, cioè cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto finale per il cittadino in realtà non cambia. Non a caso erano al governo tutti insieme con Draghi”.

Resta solo Unione Popolare – conclude il Presidente del Partito del Sud – che si oppone all’Autonomia differenziata e allo stravolgimento della Costituzione in senso presidenzialista”.

Fonte: Vesuvianonews - articolo di Salvatore Lucchese



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venerdì 5 agosto 2022

Luigi De Magistris-Unione Popolare: "Noi antagonisti ma di governo, persone credibili contro i saltimbanchi della politica" (VIDEO)

 
 Fonte video: La7

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LUIGI DE MAGISTRIS PORTAVOCE DI UNIONE POPOLARE : alla politica dei saltimbanchi risponderemo con candidature credibili. Ecco le nostre prime proposte per il nuovo Parlamento
“ Alla politica delle chiacchiere, delle poltrone e dei saltimbanchi, noi rispondiamo con candidature di persone credibili e con la testimonianza da portavoce nazionale che dove ho governato abbiamo fatto l’acqua pubblica e non privatizzato i servizi pubblici, risolto la questione rifiuti senza un nuovo inceneritore, stabilizzato i precari, applicato l’art.18 anche se eliminato dai governi di centro-sinistra, gestito istituzioni e denaro pubblico senza scandali e con le mani pulite, mettendo al centro cultura ed economia circolare. “ lo scrive oggi Luigi de Magistris portavoce di UNIONE POPOLARE
“Prime proposte in Parlamento: salario minimo e una casa per ogni famiglia. Stop invio armi e alt aumento spese militari. Stop fossile primo responsabile del cambiamento climatico. Restituzione al popolo della sovranità dei beni comuni ceduti ai profitti di pochi: dell’energia alle foreste, dall’acqua all’aria. Tassazione rendite finanziarie dei super ricchi per finanziare il reddito dei poveri.” conclude l’ex sindaco di Napoli. PRESENTATO SIMBOLO UNIONE POPOLARE De Magistris : non daremo tregua alla borghesia mafiosa. Libereremo i palazzi del potere dal puzzo del compromesso morale
"In Parlamento alla guida di Unione Popolare non darò tregua alla borghesia mafiosa, ai colletti bianchi che depredano il denaro pubblico cementificando il rapporto delle mafie con la politica, l’economia e le istituzioni, sottraendo il denaro ai diritti dei cittadini, a cominciare dalla sanità pubblica. La politica non ha fatto nulla perché non ha mani oneste, autonome, libere, competenti e coraggiose per attaccare al cuore il sistema criminale. Libereremo i palazzi del potere dal puzzo del compromesso morale."



E' quanto afferma il portavoce nazionale di UNIONE POPOLARE Luigi de Magistris


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 Fonte video: La7

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LUIGI DE MAGISTRIS PORTAVOCE DI UNIONE POPOLARE : alla politica dei saltimbanchi risponderemo con candidature credibili. Ecco le nostre prime proposte per il nuovo Parlamento
“ Alla politica delle chiacchiere, delle poltrone e dei saltimbanchi, noi rispondiamo con candidature di persone credibili e con la testimonianza da portavoce nazionale che dove ho governato abbiamo fatto l’acqua pubblica e non privatizzato i servizi pubblici, risolto la questione rifiuti senza un nuovo inceneritore, stabilizzato i precari, applicato l’art.18 anche se eliminato dai governi di centro-sinistra, gestito istituzioni e denaro pubblico senza scandali e con le mani pulite, mettendo al centro cultura ed economia circolare. “ lo scrive oggi Luigi de Magistris portavoce di UNIONE POPOLARE
“Prime proposte in Parlamento: salario minimo e una casa per ogni famiglia. Stop invio armi e alt aumento spese militari. Stop fossile primo responsabile del cambiamento climatico. Restituzione al popolo della sovranità dei beni comuni ceduti ai profitti di pochi: dell’energia alle foreste, dall’acqua all’aria. Tassazione rendite finanziarie dei super ricchi per finanziare il reddito dei poveri.” conclude l’ex sindaco di Napoli. PRESENTATO SIMBOLO UNIONE POPOLARE De Magistris : non daremo tregua alla borghesia mafiosa. Libereremo i palazzi del potere dal puzzo del compromesso morale
"In Parlamento alla guida di Unione Popolare non darò tregua alla borghesia mafiosa, ai colletti bianchi che depredano il denaro pubblico cementificando il rapporto delle mafie con la politica, l’economia e le istituzioni, sottraendo il denaro ai diritti dei cittadini, a cominciare dalla sanità pubblica. La politica non ha fatto nulla perché non ha mani oneste, autonome, libere, competenti e coraggiose per attaccare al cuore il sistema criminale. Libereremo i palazzi del potere dal puzzo del compromesso morale."



E' quanto afferma il portavoce nazionale di UNIONE POPOLARE Luigi de Magistris


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Natale Cuccurese “Centro-destra-sinistra, autonomia differenziata ed eutanasia della nazione”





Mentre le Anticipazioni del Rapporto Svimez 2022 prospettano un allargamento del divario Nord-Sud, il sistema mediatico-politico dominante spegne i riflettori sulla “nuova questione meridionale” e li accende sull’autonomia differenziata, tanto a destra quanto nel campo del cosiddetto  “centro-sinistra”.

Di recente, sull’argomento è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che, dal suo profilo facebook personale, dopo avere riportato i dati Svimez, ha denunciato: “La strada scelta dal centro-sinistra-destra è quella dell’autonomia differenziata, cioè strangolare sempre più il Sud senza rendersi conto che così facendo anche lo sbocco sul mercato interno dei prodotti del Nord si andrà sempre più inaridendo. Un gatto che si morde la coda in modo ridicolo, dispensatore di miseria per tutti i cittadini del Sud così come del Nord”.

Un meccanismo – ha proseguito – che porterà presto all’eutanasia della nazione, conseguenza del razzismo di Stato che ormai pervade ogni aspetto della vita del Paese”.

Un’eutanasia – ha concluso Cuccurese – che, giunti a questo punto, porrebbe fine alle sofferenze di un corpo putrescente che ormai appare irrimediabilmente compromesso grazie alle scelte irresponsabili e ridicole della politica politicante”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese


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Mentre le Anticipazioni del Rapporto Svimez 2022 prospettano un allargamento del divario Nord-Sud, il sistema mediatico-politico dominante spegne i riflettori sulla “nuova questione meridionale” e li accende sull’autonomia differenziata, tanto a destra quanto nel campo del cosiddetto  “centro-sinistra”.

Di recente, sull’argomento è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che, dal suo profilo facebook personale, dopo avere riportato i dati Svimez, ha denunciato: “La strada scelta dal centro-sinistra-destra è quella dell’autonomia differenziata, cioè strangolare sempre più il Sud senza rendersi conto che così facendo anche lo sbocco sul mercato interno dei prodotti del Nord si andrà sempre più inaridendo. Un gatto che si morde la coda in modo ridicolo, dispensatore di miseria per tutti i cittadini del Sud così come del Nord”.

Un meccanismo – ha proseguito – che porterà presto all’eutanasia della nazione, conseguenza del razzismo di Stato che ormai pervade ogni aspetto della vita del Paese”.

Un’eutanasia – ha concluso Cuccurese – che, giunti a questo punto, porrebbe fine alle sofferenze di un corpo putrescente che ormai appare irrimediabilmente compromesso grazie alle scelte irresponsabili e ridicole della politica politicante”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese


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giovedì 21 luglio 2022

Giù le mani dall’acqua pubblica del “modello Napoli”




Di Antonio Luongo

Fonte: Left

Si fa sempre più insistente la pressione per privatizzare il sistema di gestione dei servizi idrici portato avanti dall’ex sindaco De Magistris nel rispetto del referendum popolare del 2011. E la siccità al Nord sta accelerando questa operazione di smantellamento

Da mesi procede “la guerra dell’acqua”: un tentativo mal celato di eliminare definitivamente l’anomalia meridionale della gestione pubblica dell’acqua a cominciare da Napoli, che grazie all’azione incisiva dell’ex sindaco de Magistris ha dato forza all’Azienda speciale Abc (Acqua bene comune), facendo così di Napoli l’unica metropoli italiana a rispettare ed applicare il risultato del referendum popolare del 2011 e funzionando anche come stimolo ed esempio per tanti piccoli Comuni che ancora oggi gestiscono “in house” le loro reti idriche nell’interesse dei loro cittadini.
Non a caso la mappa del tipo di gestione di questo preziosissimo bene comune, si riflette in una ben precisa distribuzione territoriale. Infatti, per ora, la cessione delle fonti pubbliche alle multiutility nazionali e internazionali non è riuscita a attecchire con forza oltre il Sud pontino.

La guerra dell’acqua però resta in corso e in Campania da 7 anni i sostenitori principali delle privatizzazioni sono il presidente della Regione De Luca e il suo alter ego Bonavitacola.
La scelta sull’acqua fra pubblico o privato, è quindi diventata un vero e proprio valore qualificante tra chi ha una visione della società volta alla valorizzazione e difesa dei beni comuni e chi invece vuole tornare indietro, con sistemi di privatizzazione che sono ormai riconosciuti come dannosi in mezza Europa.

Ora dietro le quinte la pressione politica e istituzionale a favore delle privatizzazioni sta diventando sempre più insistente. Il sopravvenuto rischio siccità in Pianura padana, con lo svuotamento del letto del Po ha spinto verso un’accelerazione nel picconamento del “sistema Napoli”. Dato che l’acqua è vista come un nodo strategico anche dell’infrastruttura energetica nazionale interconnessa e la sua privatizzazione o meno diventa simbolo di uno scontro tra visioni contrapposte dell’Italia di domani.
Smantellata l’Abc che serve una quota significativa della popolazione meridionale, la prossima privatizzazione di tutte le reti idriche locali al Sud avverrebbe con un veloce effetto domino. Nel momento in cui player come Acea, Hera, Gori, A2A, Veolia, Suez ecc. riuscissero ad avere il totale controllo della rete, da Nord a Sud, nessuna istituzione pubblica avrebbe più alcun potere contrattuale e forza per calmierare il mercato per gli anni a venire.

L’approccio diventa ancor più inaccettabile laddove nelle classi dirigenti si sta facendo strada una soluzione strumentale, ancora una volta ai danni del Sud.
Se la crisi siccità al Nord dovesse protrarsi, la soluzione verrebbe individuata nel travaso dalle falde acquifere meridionali, che almeno per ora non risentono del problema dell’inaridimento dei corsi fluviali e della salinizzazione delle acque dolci, come purtroppo sta avvenendo in forme drammatiche sul delta del Po e anche in altri fiumi del Nord.
L’unica soluzione per tamponare questo fenomeno ormai inarrestabile sarebbe progettare degli impianti di desalinizzazione, per trasformare l’acqua marina in acqua dolce. Una prospettiva non più rinviabile, necessaria per la sopravvivenza dell’industria primaria e secondaria. Tuttavia, come sempre, l’Italia sul tema si è fatta trovare impreparata, dato che per costruire un impianto adatto e collegarlo alla rete idrica servono tra i 3 e i 5 anni, un tempo d’attesa che con la situazione attuale non abbiamo.

Sfruttare le sorgenti meridionali per approvvigionare le regioni settentrionali è un’operazione tecnicamente possibile e anzi, altamente remunerativa per un gestore privato chiamato in soccorso di territori in stato d’emergenza.
Ovviamente in condizioni di emergenza nessuno potrebbe negare una mano tesa ai territori settentrionali in difficoltà, nel rispetto del principio di solidarietà costituzionale.
Tuttavia c’è un “però” grande come una casa.

L’acqua prima che un bene comune è anche una fonte di energia. È possibile approfittare di risorse strategiche per i singoli territori continuando volutamente a dimenticare di definire i Lep (Livelli essenziali di prestazione), che sono ormai l’unica seppur parziale misura di equilibrio e pari opportunità tra regioni? Se prescindiamo dall’aspetto dell’accesso all’acqua, diritto inalienabile di qualsiasi essere umano che non dovrebbe in alcun modo essere subalterno al libero mercato e alle speculazioni, e ci focalizziamo sull’acqua come risorsa energetica e quindi economica, per un Paese e per un territorio, senza i Lep in vigore e con l’Autonomia differenziata in dirittura d’arrivo, qualsiasi forma di solidarietà si trasformerebbe immediatamente in un saccheggio dissimulato. In una nuova forma di colonialismo con condizioni predatorie come sempre unidirezionali.

I Lep nel disegno federalista che ormai i leghisti e la lobby del Nord hanno imposto al Paese grazie all’azione del governo Draghi e in modo del tutto trasversale alle forze parlamentari (non si spiegherebbe diversamente come il progetto Autonomia differenziata sia sopravvissuto indenne a ben 7 governi diversi ), sono la bussola su cui saranno misurate tutte le forme di finanziamento dello Stato centrale e guarda caso sono stati “messi in soffitta” da anni, non essendo nemmeno mai stati definiti, e ancora per anni vorrebbero tenerli in soffitta. Ragionare di crisi climatica ed energetica in un Paese profondamente diviso e diseguale come l’Italia non può più essere fatto se prima non sono chiare le regole del gioco.

Lo strumento per gestire queste ed altre future crisi e calamità naturali imposte dal cambiamento climatico esiste: è il Piano energetico nazionale (Pen), che l’Italia avrebbe dovuto redigere subito dopo i referendum contro il nucleare. Un Pen sostenuto dal basso da 21 Piani energetici regionali (Per), per le peculiarità territoriali.
È stato creato addirittura un ministero della Transizione ecologica, ma colui che lo gestisce ha iniziato a negare l’urgenza del l’innalzamento delle temperature, fa la guerra agli ambientalisti e ha proposto soluzioni vecchie di 40 anni, come il ritorno al nucleare e al fossile, mentre tutto tace subdolamente sulla “questione acqua”.
Il cambiamento climatico ci impone un cambio di paradigma, organizzativo, politico ed economico. Bisogna unirsi e lottare perché al più presto vengano abbandonate le tentazioni suprematiste regionali. Per il Mezzogiorno è quindi urgente avere una rappresentanza politica a schiena dritta. Solo così possiamo allontanarci dalla vocazione colonialista e predatoria tipica di una certa classe dirigente nord centrica.
Se non evolviamo presto verso una riscrittura delle priorità, i prenditori privati hanno individuato un nuovo bene da saccheggiare a danno delle classi più deboli del Sud come del Nord: l’acqua.

Nella foto: manifestazione per l’acqua pubblica, Roma, 26 marzo 2011

Fonte: Left



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Di Antonio Luongo

Fonte: Left

Si fa sempre più insistente la pressione per privatizzare il sistema di gestione dei servizi idrici portato avanti dall’ex sindaco De Magistris nel rispetto del referendum popolare del 2011. E la siccità al Nord sta accelerando questa operazione di smantellamento

Da mesi procede “la guerra dell’acqua”: un tentativo mal celato di eliminare definitivamente l’anomalia meridionale della gestione pubblica dell’acqua a cominciare da Napoli, che grazie all’azione incisiva dell’ex sindaco de Magistris ha dato forza all’Azienda speciale Abc (Acqua bene comune), facendo così di Napoli l’unica metropoli italiana a rispettare ed applicare il risultato del referendum popolare del 2011 e funzionando anche come stimolo ed esempio per tanti piccoli Comuni che ancora oggi gestiscono “in house” le loro reti idriche nell’interesse dei loro cittadini.
Non a caso la mappa del tipo di gestione di questo preziosissimo bene comune, si riflette in una ben precisa distribuzione territoriale. Infatti, per ora, la cessione delle fonti pubbliche alle multiutility nazionali e internazionali non è riuscita a attecchire con forza oltre il Sud pontino.

La guerra dell’acqua però resta in corso e in Campania da 7 anni i sostenitori principali delle privatizzazioni sono il presidente della Regione De Luca e il suo alter ego Bonavitacola.
La scelta sull’acqua fra pubblico o privato, è quindi diventata un vero e proprio valore qualificante tra chi ha una visione della società volta alla valorizzazione e difesa dei beni comuni e chi invece vuole tornare indietro, con sistemi di privatizzazione che sono ormai riconosciuti come dannosi in mezza Europa.

Ora dietro le quinte la pressione politica e istituzionale a favore delle privatizzazioni sta diventando sempre più insistente. Il sopravvenuto rischio siccità in Pianura padana, con lo svuotamento del letto del Po ha spinto verso un’accelerazione nel picconamento del “sistema Napoli”. Dato che l’acqua è vista come un nodo strategico anche dell’infrastruttura energetica nazionale interconnessa e la sua privatizzazione o meno diventa simbolo di uno scontro tra visioni contrapposte dell’Italia di domani.
Smantellata l’Abc che serve una quota significativa della popolazione meridionale, la prossima privatizzazione di tutte le reti idriche locali al Sud avverrebbe con un veloce effetto domino. Nel momento in cui player come Acea, Hera, Gori, A2A, Veolia, Suez ecc. riuscissero ad avere il totale controllo della rete, da Nord a Sud, nessuna istituzione pubblica avrebbe più alcun potere contrattuale e forza per calmierare il mercato per gli anni a venire.

L’approccio diventa ancor più inaccettabile laddove nelle classi dirigenti si sta facendo strada una soluzione strumentale, ancora una volta ai danni del Sud.
Se la crisi siccità al Nord dovesse protrarsi, la soluzione verrebbe individuata nel travaso dalle falde acquifere meridionali, che almeno per ora non risentono del problema dell’inaridimento dei corsi fluviali e della salinizzazione delle acque dolci, come purtroppo sta avvenendo in forme drammatiche sul delta del Po e anche in altri fiumi del Nord.
L’unica soluzione per tamponare questo fenomeno ormai inarrestabile sarebbe progettare degli impianti di desalinizzazione, per trasformare l’acqua marina in acqua dolce. Una prospettiva non più rinviabile, necessaria per la sopravvivenza dell’industria primaria e secondaria. Tuttavia, come sempre, l’Italia sul tema si è fatta trovare impreparata, dato che per costruire un impianto adatto e collegarlo alla rete idrica servono tra i 3 e i 5 anni, un tempo d’attesa che con la situazione attuale non abbiamo.

Sfruttare le sorgenti meridionali per approvvigionare le regioni settentrionali è un’operazione tecnicamente possibile e anzi, altamente remunerativa per un gestore privato chiamato in soccorso di territori in stato d’emergenza.
Ovviamente in condizioni di emergenza nessuno potrebbe negare una mano tesa ai territori settentrionali in difficoltà, nel rispetto del principio di solidarietà costituzionale.
Tuttavia c’è un “però” grande come una casa.

L’acqua prima che un bene comune è anche una fonte di energia. È possibile approfittare di risorse strategiche per i singoli territori continuando volutamente a dimenticare di definire i Lep (Livelli essenziali di prestazione), che sono ormai l’unica seppur parziale misura di equilibrio e pari opportunità tra regioni? Se prescindiamo dall’aspetto dell’accesso all’acqua, diritto inalienabile di qualsiasi essere umano che non dovrebbe in alcun modo essere subalterno al libero mercato e alle speculazioni, e ci focalizziamo sull’acqua come risorsa energetica e quindi economica, per un Paese e per un territorio, senza i Lep in vigore e con l’Autonomia differenziata in dirittura d’arrivo, qualsiasi forma di solidarietà si trasformerebbe immediatamente in un saccheggio dissimulato. In una nuova forma di colonialismo con condizioni predatorie come sempre unidirezionali.

I Lep nel disegno federalista che ormai i leghisti e la lobby del Nord hanno imposto al Paese grazie all’azione del governo Draghi e in modo del tutto trasversale alle forze parlamentari (non si spiegherebbe diversamente come il progetto Autonomia differenziata sia sopravvissuto indenne a ben 7 governi diversi ), sono la bussola su cui saranno misurate tutte le forme di finanziamento dello Stato centrale e guarda caso sono stati “messi in soffitta” da anni, non essendo nemmeno mai stati definiti, e ancora per anni vorrebbero tenerli in soffitta. Ragionare di crisi climatica ed energetica in un Paese profondamente diviso e diseguale come l’Italia non può più essere fatto se prima non sono chiare le regole del gioco.

Lo strumento per gestire queste ed altre future crisi e calamità naturali imposte dal cambiamento climatico esiste: è il Piano energetico nazionale (Pen), che l’Italia avrebbe dovuto redigere subito dopo i referendum contro il nucleare. Un Pen sostenuto dal basso da 21 Piani energetici regionali (Per), per le peculiarità territoriali.
È stato creato addirittura un ministero della Transizione ecologica, ma colui che lo gestisce ha iniziato a negare l’urgenza del l’innalzamento delle temperature, fa la guerra agli ambientalisti e ha proposto soluzioni vecchie di 40 anni, come il ritorno al nucleare e al fossile, mentre tutto tace subdolamente sulla “questione acqua”.
Il cambiamento climatico ci impone un cambio di paradigma, organizzativo, politico ed economico. Bisogna unirsi e lottare perché al più presto vengano abbandonate le tentazioni suprematiste regionali. Per il Mezzogiorno è quindi urgente avere una rappresentanza politica a schiena dritta. Solo così possiamo allontanarci dalla vocazione colonialista e predatoria tipica di una certa classe dirigente nord centrica.
Se non evolviamo presto verso una riscrittura delle priorità, i prenditori privati hanno individuato un nuovo bene da saccheggiare a danno delle classi più deboli del Sud come del Nord: l’acqua.

Nella foto: manifestazione per l’acqua pubblica, Roma, 26 marzo 2011

Fonte: Left



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