mercoledì 30 marzo 2022

Natale Cuccurese: Si scrive “Patto per Napoli”, ma si legge “Mani su Napoli”

 



Il “Patto per Napoli” siglato oggi dal Presidente del Consiglio Mario Draghi e dal Sindaco del Comune di Napoli Gaetano Manfredi è una vera e propria “sola” per i Napoletani, in quanto, secondo la più classica delle logiche speculative ed estrattive del capitalismo bancario e finanzierio, serve a mettere le “Mani su Napoli”.

Questo in estrema sintesi è l’autorevole parere del Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che tramite i canali social denuncia: “Il ‘Patto per Napoli’, le clausole del contratto sono imposte dallo Stato, il Comune firma per accettazione. Un atto, che senza alcuna discussione pubblica, vincolerà le generazioni future per i prossimi venti anni. Esso, nella sostanza, prevede un incremento delle tasse comunali, l’alienazione del patrimonio immobiliare e dei servizi pubblici locali, attraverso l’attuazione di un piano da presentare entro il primo settembre 2022”.    

Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese



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Il “Patto per Napoli” siglato oggi dal Presidente del Consiglio Mario Draghi e dal Sindaco del Comune di Napoli Gaetano Manfredi è una vera e propria “sola” per i Napoletani, in quanto, secondo la più classica delle logiche speculative ed estrattive del capitalismo bancario e finanzierio, serve a mettere le “Mani su Napoli”.

Questo in estrema sintesi è l’autorevole parere del Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che tramite i canali social denuncia: “Il ‘Patto per Napoli’, le clausole del contratto sono imposte dallo Stato, il Comune firma per accettazione. Un atto, che senza alcuna discussione pubblica, vincolerà le generazioni future per i prossimi venti anni. Esso, nella sostanza, prevede un incremento delle tasse comunali, l’alienazione del patrimonio immobiliare e dei servizi pubblici locali, attraverso l’attuazione di un piano da presentare entro il primo settembre 2022”.    

Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese



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Draghi viene prendere lo scalpo di Napoli, per consegnarlo alla lobby leghista e nordista che muove le fila del governo.

 



Di Antonio Luongo

Dobbiamo ammettere l’esistenza di una questione meridionale, ma dobbiamo allo stesso tempo evitare che si riduca a sterili rivendicazioni" Ieri Draghi nella sua passerella partenopea, ha trovato il tempo di beffarsi del Sud.

Niente di nuovo sotto il sole. Curnut e mazziat.
Draghi viene prendere lo scalpo di Napoli, in una cittá blindata, per consegnarlo alla lobby leghista e nordista che muove le fila del governo.
E nel farlo non nasconde lo snobismo e la sfacciataggine ai limiti della presa in giro.
Tra qualche tempo arriverà l'autonomia differenziata e il quadro sará completo.

Le "sterili rivendicazioni" sono l'etichetta razzista e arrogante sbattuta in faccia a un territorio vittima di desertificazione e sfruttamento storico e livelli ormai patologici di emigrazione intellettuale e giovanile. Il 40% delle risorse, aggiunge il premier nella dichiarazione...peccato che solo un terzo di queste sono garantite, mentre il resto sono solo chiacchiere e promesse non vincolate.

Quindi dopo la beffa l'inganno.
E questi sono i fatti, ormai acclarati giornalisticamente, senza rischio di smentita, ma de Luca e Manfredi sono troppo impegnati a fare le belle statuine e fare da soprammobili alla messa in scena, per ricordarsene.

Il patto per Napoli alla fine costringerá i napoletani a subire aumenti di tasse e privatizzazioni nei servizi essenziali, una ricetta vecchia di oltre 30 anni, dannosa e inefficace, che ha già fallito in Italia e da cui in Europa si prendono le distanze, ma che viene presentata come rivoluzionaria perché nessuno può osare disturbare il manovratore.

Col Partito del Sud abbiamo intuito da tempo lo schema del governo Draghi, e purtroppo i fatti sono solo drammatiche conferme.
Lo stesso vale per un consiglio comunale, che rappresenta solo se stesso e fa da spettatore non pagante, per la classe dirigente del "nuovo corso" fatta per metà di ex demagistriani, ex assessori, ex rappresentanti di ex maggioranze, ex commissari...gente che per 10 anni ha costruito consenso e posizione politica in difesa dei beni pubblici e che ora accetta un pericoloso piano di liberalizzazioni mascherate. A Napoli il fenomeno dei voltagabbana sta toccando vette inarrivabili per poca dignità.
Ma non dubitate...potrete silenziare le proteste per la cerimonia e la photo opportunity, minimizzare, fingere di non vedere...ma questi giochini avranno vita breve. L'inganno sarà svelato presto, le ferite di questo sfregio annunciato bruceranno nelle tasche dei cittadini, la città si ribellerá e nonostante tanti pagliacci, si vedranno poche risate.





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Di Antonio Luongo

Dobbiamo ammettere l’esistenza di una questione meridionale, ma dobbiamo allo stesso tempo evitare che si riduca a sterili rivendicazioni" Ieri Draghi nella sua passerella partenopea, ha trovato il tempo di beffarsi del Sud.

Niente di nuovo sotto il sole. Curnut e mazziat.
Draghi viene prendere lo scalpo di Napoli, in una cittá blindata, per consegnarlo alla lobby leghista e nordista che muove le fila del governo.
E nel farlo non nasconde lo snobismo e la sfacciataggine ai limiti della presa in giro.
Tra qualche tempo arriverà l'autonomia differenziata e il quadro sará completo.

Le "sterili rivendicazioni" sono l'etichetta razzista e arrogante sbattuta in faccia a un territorio vittima di desertificazione e sfruttamento storico e livelli ormai patologici di emigrazione intellettuale e giovanile. Il 40% delle risorse, aggiunge il premier nella dichiarazione...peccato che solo un terzo di queste sono garantite, mentre il resto sono solo chiacchiere e promesse non vincolate.

Quindi dopo la beffa l'inganno.
E questi sono i fatti, ormai acclarati giornalisticamente, senza rischio di smentita, ma de Luca e Manfredi sono troppo impegnati a fare le belle statuine e fare da soprammobili alla messa in scena, per ricordarsene.

Il patto per Napoli alla fine costringerá i napoletani a subire aumenti di tasse e privatizzazioni nei servizi essenziali, una ricetta vecchia di oltre 30 anni, dannosa e inefficace, che ha già fallito in Italia e da cui in Europa si prendono le distanze, ma che viene presentata come rivoluzionaria perché nessuno può osare disturbare il manovratore.

Col Partito del Sud abbiamo intuito da tempo lo schema del governo Draghi, e purtroppo i fatti sono solo drammatiche conferme.
Lo stesso vale per un consiglio comunale, che rappresenta solo se stesso e fa da spettatore non pagante, per la classe dirigente del "nuovo corso" fatta per metà di ex demagistriani, ex assessori, ex rappresentanti di ex maggioranze, ex commissari...gente che per 10 anni ha costruito consenso e posizione politica in difesa dei beni pubblici e che ora accetta un pericoloso piano di liberalizzazioni mascherate. A Napoli il fenomeno dei voltagabbana sta toccando vette inarrivabili per poca dignità.
Ma non dubitate...potrete silenziare le proteste per la cerimonia e la photo opportunity, minimizzare, fingere di non vedere...ma questi giochini avranno vita breve. L'inganno sarà svelato presto, le ferite di questo sfregio annunciato bruceranno nelle tasche dei cittadini, la città si ribellerá e nonostante tanti pagliacci, si vedranno poche risate.





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sabato 26 marzo 2022

Natale Cuccurese: “Il Sud è senza rappresentanza. La sinistra può ripartire solo da Sud”

In data odierna, il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, ha partecipato alla giornata inaugurale del II Congresso del Partito Comunista Italiano, che, iniziato oggi, proseguirà domani e dopodomani presso il Teatro “4 Mori” di Livorno.

Dopo essersi soffermato sugli aspetti salienti della “nuova questione meridionale” acuita ulteriormente dalle scelte politiche compiute dall’attuale Governo a trazione leghista e neo-liberista, Cuccurese ha dichiarato: “Per costruire l’alternativa popolare di sinistra alle parole d’ordine: antiliberista, ambientalista, anticapitalista, antifascista, femminista e pacifista, aggiungerei meridionalista; visto che il Mezzogiorno non solo è il territorio più povero d’ Europa, ma soffre di discriminazioni e di un razzismo di Stato che addirittura penalizza volutamente anche la durata di vita dei suoi abitanti e quindi ha bisogno di un richiamo e di una sua specificità riconoscibile e riconducibile. Bisogna unirsi tutti su più battaglie, anche sul Mezzogiorno dandogli voce e rappresentanza”.

E dopo avere rimarcato che “Oggi il Sud è senza rappresentanza”, ha così concluso il suo applauditissimo intervento: “A mio avviso la sinistra può ripartire solo da Sud, per dare a questo Paese e ai suoi cittadini una speranza, un’alternativa credibile, un motivo per poter continuare a vivere a lavorare in Italia, per programmare un futuro degno per tutti i cittadini da Sud a Nord senza più discriminazioni e nel rispetto di quella Costituzione nata dalla Resistenza, parlo di quella del 48 dove non c’erano state le modifiche in senso liberista del Titolo V o del pareggio di Bilancio, che da tempo è tradita e calpestata da pochi volponi e da tanti interessati apprendisti stregoni anche nel suo Art. 11 che dice che l’Italia ripudia la guerra”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese




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In data odierna, il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, ha partecipato alla giornata inaugurale del II Congresso del Partito Comunista Italiano, che, iniziato oggi, proseguirà domani e dopodomani presso il Teatro “4 Mori” di Livorno.

Dopo essersi soffermato sugli aspetti salienti della “nuova questione meridionale” acuita ulteriormente dalle scelte politiche compiute dall’attuale Governo a trazione leghista e neo-liberista, Cuccurese ha dichiarato: “Per costruire l’alternativa popolare di sinistra alle parole d’ordine: antiliberista, ambientalista, anticapitalista, antifascista, femminista e pacifista, aggiungerei meridionalista; visto che il Mezzogiorno non solo è il territorio più povero d’ Europa, ma soffre di discriminazioni e di un razzismo di Stato che addirittura penalizza volutamente anche la durata di vita dei suoi abitanti e quindi ha bisogno di un richiamo e di una sua specificità riconoscibile e riconducibile. Bisogna unirsi tutti su più battaglie, anche sul Mezzogiorno dandogli voce e rappresentanza”.

E dopo avere rimarcato che “Oggi il Sud è senza rappresentanza”, ha così concluso il suo applauditissimo intervento: “A mio avviso la sinistra può ripartire solo da Sud, per dare a questo Paese e ai suoi cittadini una speranza, un’alternativa credibile, un motivo per poter continuare a vivere a lavorare in Italia, per programmare un futuro degno per tutti i cittadini da Sud a Nord senza più discriminazioni e nel rispetto di quella Costituzione nata dalla Resistenza, parlo di quella del 48 dove non c’erano state le modifiche in senso liberista del Titolo V o del pareggio di Bilancio, che da tempo è tradita e calpestata da pochi volponi e da tanti interessati apprendisti stregoni anche nel suo Art. 11 che dice che l’Italia ripudia la guerra”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese




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martedì 15 marzo 2022

NO ALLA GUERRA

 Di Antonio Luongo

La guerra continua da quasi un mese e ormai si è persa ogni speranza di avere un racconto di verità. Assistiamo da giorni a flussi di notizie fortemente manipolate, unilaterali e faziose.

🔴Si continua a leggere questo scontro tra Russia e Ucraina, o meglio tra Russia e Nato, con le categorie dei buoni e cattivi, come fosse una favola, fingendo di non vedere quello che anche questa guerra è: una lotta di potere e di influenza tra gli Usa e Putin
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🔴Dietro c'è lo scontro geopolitico per controllare territori e risorse economiche, come quasi sempre avvenuto in tutte le guerre del mondo.
Ma stavolta la propaganda è più forte, le motivazioni economiche non fa comodo nominarle mai ed è più utile per i media rappresentare una crociata, uno scontro di civiltà.
⛔Purtroppo l'Europa ne sta pagando le conseguenze negative maggiori, e ha dimostrato di non avere una visione autonoma, ma di essere in grado solo di appiattirsi sulla posizione statunitense. Questo non ci aiuterà affatto, e non aiuta nemmeno la ricerca di soluzioni.
In Italia poi le forze politiche e i nostri rappresentanti in Parlamento sono ormai intrisi di un pericoloso nazionalismo anti-russo, rifiutandosi di vedere la realtà senza il pregiudizio del punto di vista americano e di cercare la via della pace.
⁉️Ci si riempie la bocca di difesa dei valori occidentali, ma riflettiamo: di quali valori parliamo?
Forse quegli stessi valori che ci condannano a diseguaglianze e povertà sempre più esasperate? È davvero la "nostra guerra"?
Noi popoli europei, non tanto i governi che sono davvero sordi e miopi, dovremo iniziare a chiederci in difesa di quali valori stiamo rischiando il nostro futuro.
📌E se il livello di rischio è così alto, vista l'oggettiva potenza militare di Putin, perché nessuno chiede la mediazione dell'Onu ? In uno scenario così violento, sia da parte russa, con bombardamenti su edifici civili, che da parte ucraina, con milizie para militari in azione da ben prima l'inizio del conflitto, perché i rappresentanti occidentali non creano le condizioni per mandare ispettori ONU in Ucraina? Non sarebbe un tentativo più efficace del mero invio di armi? È o non è interesse dell'Europa tutelare la vita dei civili europei o i valori occidentali sono solo un paravento?
L'unica certezza che ho, purtroppo, é che tra questi valori non sembra esserci la pace, ed è davvero sconcertante se pensiamo al motivo per cui decenni fa decidemmo di far nascere l'Unione Europea.



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 Di Antonio Luongo

La guerra continua da quasi un mese e ormai si è persa ogni speranza di avere un racconto di verità. Assistiamo da giorni a flussi di notizie fortemente manipolate, unilaterali e faziose.

🔴Si continua a leggere questo scontro tra Russia e Ucraina, o meglio tra Russia e Nato, con le categorie dei buoni e cattivi, come fosse una favola, fingendo di non vedere quello che anche questa guerra è: una lotta di potere e di influenza tra gli Usa e Putin
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🔴Dietro c'è lo scontro geopolitico per controllare territori e risorse economiche, come quasi sempre avvenuto in tutte le guerre del mondo.
Ma stavolta la propaganda è più forte, le motivazioni economiche non fa comodo nominarle mai ed è più utile per i media rappresentare una crociata, uno scontro di civiltà.
⛔Purtroppo l'Europa ne sta pagando le conseguenze negative maggiori, e ha dimostrato di non avere una visione autonoma, ma di essere in grado solo di appiattirsi sulla posizione statunitense. Questo non ci aiuterà affatto, e non aiuta nemmeno la ricerca di soluzioni.
In Italia poi le forze politiche e i nostri rappresentanti in Parlamento sono ormai intrisi di un pericoloso nazionalismo anti-russo, rifiutandosi di vedere la realtà senza il pregiudizio del punto di vista americano e di cercare la via della pace.
⁉️Ci si riempie la bocca di difesa dei valori occidentali, ma riflettiamo: di quali valori parliamo?
Forse quegli stessi valori che ci condannano a diseguaglianze e povertà sempre più esasperate? È davvero la "nostra guerra"?
Noi popoli europei, non tanto i governi che sono davvero sordi e miopi, dovremo iniziare a chiederci in difesa di quali valori stiamo rischiando il nostro futuro.
📌E se il livello di rischio è così alto, vista l'oggettiva potenza militare di Putin, perché nessuno chiede la mediazione dell'Onu ? In uno scenario così violento, sia da parte russa, con bombardamenti su edifici civili, che da parte ucraina, con milizie para militari in azione da ben prima l'inizio del conflitto, perché i rappresentanti occidentali non creano le condizioni per mandare ispettori ONU in Ucraina? Non sarebbe un tentativo più efficace del mero invio di armi? È o non è interesse dell'Europa tutelare la vita dei civili europei o i valori occidentali sono solo un paravento?
L'unica certezza che ho, purtroppo, é che tra questi valori non sembra esserci la pace, ed è davvero sconcertante se pensiamo al motivo per cui decenni fa decidemmo di far nascere l'Unione Europea.



Natale Cuccurese: “Pnrr e ‘rinforzi’ al Sud, la solita presa per i fondelli”

Entro la più ampia cornice del “glorioso”, si fa per dire, trentennio neo-liberista, da quando la “questione settentrionale”, agitata originariamente dalla Lega Nord e fatta propria successivamente da tutti i partiti sedicenti nazionali, in primis dal Partito democratico e da Forza Italia, ha del tutto rimosso dall’agenda politica dei governi di tutti colori politici la storica “questione meridionale”, le politiche di spoliazione del Sud si sono acuite sino al punto tale da riservare al 34% della popolazione nazionale soltanto il 28% della spesa pubblica complessiva pro-capite.   

Lo scippo continuo, sistematico e capillare dei finanziamenti pubblici ha determinato tagli draconiani ai Comuni meridionali, che oggi, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, si ritrovano a non avere personale adeguato per partecipare alle gare farlocche per i bandi relativi agli stanziamenti dei circa 200 miliardi di euro del cosiddetto Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che di nazionale ha soltanto il nome.

Anche i rinforzi, a tempo determinato si intende, promessi da Brunetta sono stati un vero e proprio bluff. Infatti, lo stesso Ministro per la Pubblica Amministrazione ha ammesso che sono stati selezionati i peggiori.

Capite bene – ha precisato a riguardo il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese – che è tutta una presa per i fondelli. Tacciono i politicanti del Sud, i termini scadono e i fondi andranno tutti, o quasi, a Nord, Nord, Nord, come già richiesto dal duo Fontana, Sala”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



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Entro la più ampia cornice del “glorioso”, si fa per dire, trentennio neo-liberista, da quando la “questione settentrionale”, agitata originariamente dalla Lega Nord e fatta propria successivamente da tutti i partiti sedicenti nazionali, in primis dal Partito democratico e da Forza Italia, ha del tutto rimosso dall’agenda politica dei governi di tutti colori politici la storica “questione meridionale”, le politiche di spoliazione del Sud si sono acuite sino al punto tale da riservare al 34% della popolazione nazionale soltanto il 28% della spesa pubblica complessiva pro-capite.   

Lo scippo continuo, sistematico e capillare dei finanziamenti pubblici ha determinato tagli draconiani ai Comuni meridionali, che oggi, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, si ritrovano a non avere personale adeguato per partecipare alle gare farlocche per i bandi relativi agli stanziamenti dei circa 200 miliardi di euro del cosiddetto Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che di nazionale ha soltanto il nome.

Anche i rinforzi, a tempo determinato si intende, promessi da Brunetta sono stati un vero e proprio bluff. Infatti, lo stesso Ministro per la Pubblica Amministrazione ha ammesso che sono stati selezionati i peggiori.

Capite bene – ha precisato a riguardo il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese – che è tutta una presa per i fondelli. Tacciono i politicanti del Sud, i termini scadono e i fondi andranno tutti, o quasi, a Nord, Nord, Nord, come già richiesto dal duo Fontana, Sala”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



lunedì 14 marzo 2022

Natale Cuccurese: “Bandi Pnrr, il Governo intervenga con i suoi poteri sostitutivi in aiuto dei Comuni meridionali”




In Italia, lo stampino neo-liberista della competizione tra territori per l’allocazione di risorse finanziarie che dovrebbero garantire l’uguaglianza nella fruizione dei più basilari diritti di cittadinanza, stampino entro cui prende forma anche il Piano nazionale, “nazionale” si fa per dire, di ripresa e resilienza sta dando i suoi frutti per la presunta “locomotiva” settentrionale, riservando soltanto qualche “goccia” per la reietta “carrozza” meridionale.

Infatti, massacrate dal patto di stabilità interna e dal “piede di porco” della spesa storica, le esangui amministrazioni meridionali spesso non hanno neanche i funzionari per rinnovare le carte d’identità scadute, figuriamoci se dispongono di risorse professionali capaci di ideare, progettare ed attuare progetti particolarmente complessi ed articolati come quelli richiesti dai bandi sedicenti “nazionali” per l’assegnazione dei finanziamenti del Pnrr.

Così facendo, le risorse sono scippate a monte, in itinere ed a valle al Sud per essere elargite a coloro che da sempre si autorappresentano come i “meritevoli”: Comuni e Regioni di un Nord egoista, bulimico e razzista.

Che cosa fare per evitare che le “due Italie” si spacchino definitivamente? A questa domanda ha dato una risposta il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che sulla sua pagina facebook personale ha scritto: “Pochi i progetti dei Comuni per gli asili nido del PNRR. Indispensabile un impegno diretto del Governo per realizzare le strutture in tutti i luoghi dove non ci sono o sono scarsi. I Comuni evidentemente non riescono a presentare i progetti perché depauperati dai continui tagli di personale e tecnici negli ultimi trent’anni. Il governo intervenga in base ai poteri sostitutivi dettati dall’art. 120 Costituzione, anche per evitare le richieste proto-leghiste dei Fontana e Sala di turno che non hanno ragione di esistere”.

Fonte:Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



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In Italia, lo stampino neo-liberista della competizione tra territori per l’allocazione di risorse finanziarie che dovrebbero garantire l’uguaglianza nella fruizione dei più basilari diritti di cittadinanza, stampino entro cui prende forma anche il Piano nazionale, “nazionale” si fa per dire, di ripresa e resilienza sta dando i suoi frutti per la presunta “locomotiva” settentrionale, riservando soltanto qualche “goccia” per la reietta “carrozza” meridionale.

Infatti, massacrate dal patto di stabilità interna e dal “piede di porco” della spesa storica, le esangui amministrazioni meridionali spesso non hanno neanche i funzionari per rinnovare le carte d’identità scadute, figuriamoci se dispongono di risorse professionali capaci di ideare, progettare ed attuare progetti particolarmente complessi ed articolati come quelli richiesti dai bandi sedicenti “nazionali” per l’assegnazione dei finanziamenti del Pnrr.

Così facendo, le risorse sono scippate a monte, in itinere ed a valle al Sud per essere elargite a coloro che da sempre si autorappresentano come i “meritevoli”: Comuni e Regioni di un Nord egoista, bulimico e razzista.

Che cosa fare per evitare che le “due Italie” si spacchino definitivamente? A questa domanda ha dato una risposta il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che sulla sua pagina facebook personale ha scritto: “Pochi i progetti dei Comuni per gli asili nido del PNRR. Indispensabile un impegno diretto del Governo per realizzare le strutture in tutti i luoghi dove non ci sono o sono scarsi. I Comuni evidentemente non riescono a presentare i progetti perché depauperati dai continui tagli di personale e tecnici negli ultimi trent’anni. Il governo intervenga in base ai poteri sostitutivi dettati dall’art. 120 Costituzione, anche per evitare le richieste proto-leghiste dei Fontana e Sala di turno che non hanno ragione di esistere”.

Fonte:Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



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sabato 12 marzo 2022

Lab-Sud: “La sinistra radicale riparte dalle ‘comunità ribelli’ del Sud”

 


La ricostruzione di una sinistra di classe radicalmente alternativa alle forze politiche sedicenti nazionali deve ripartire dal Sud Italia, che, essendo privo di rappresentanza, corre sempre più il rischio di essere ridotto definitivamente a “colonia estrattiva interna” dalle politiche sperequative del Governo dei “migliori”, tramite il loro combinato, giustificato dalla solita “narrazione” razzista antimeridionale, di scippi della spesa pubblica complessiva pro-capite, di scippi dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, e di attuazione del regionalismo differenziato lungo l’“asse del male” Zaia-Bonaccini-Fontana.

Centro propulsore della riscossa del Sud dovranno essere le “comunità ribelli”, che, col “cappello in testa” e non già col “cappello in mano”, dovranno agitare lotte e conflitti per i bisogni ed i diritti disattesi delle classi popolari meridionali, in modo tale da perseguire la riunificazione economica, sociale e civile delle “due Italie”.

Questo, in estrema sintesi, è quanto emerso dalla diretta facebook L’alternativa da “Sud”, promossa ieri pomeriggio dal Laboratorio per la riscossa del Sud in collaborazione con le riviste “Transfor!Italia” e “Left”.

Alla diretta, moderata da Roberto Morea, hanno partecipato le parlamentari Paola Nugnes e Simona Suriano, la dirigente nazionale del Partito della Rifondazione Comunista Loredana Marino ed il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



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La ricostruzione di una sinistra di classe radicalmente alternativa alle forze politiche sedicenti nazionali deve ripartire dal Sud Italia, che, essendo privo di rappresentanza, corre sempre più il rischio di essere ridotto definitivamente a “colonia estrattiva interna” dalle politiche sperequative del Governo dei “migliori”, tramite il loro combinato, giustificato dalla solita “narrazione” razzista antimeridionale, di scippi della spesa pubblica complessiva pro-capite, di scippi dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, e di attuazione del regionalismo differenziato lungo l’“asse del male” Zaia-Bonaccini-Fontana.

Centro propulsore della riscossa del Sud dovranno essere le “comunità ribelli”, che, col “cappello in testa” e non già col “cappello in mano”, dovranno agitare lotte e conflitti per i bisogni ed i diritti disattesi delle classi popolari meridionali, in modo tale da perseguire la riunificazione economica, sociale e civile delle “due Italie”.

Questo, in estrema sintesi, è quanto emerso dalla diretta facebook L’alternativa da “Sud”, promossa ieri pomeriggio dal Laboratorio per la riscossa del Sud in collaborazione con le riviste “Transfor!Italia” e “Left”.

Alla diretta, moderata da Roberto Morea, hanno partecipato le parlamentari Paola Nugnes e Simona Suriano, la dirigente nazionale del Partito della Rifondazione Comunista Loredana Marino ed il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



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giovedì 10 marzo 2022

Lab-Sud: “È ora di dare una degna rappresentanza politica al Sud!”



Tra scippi della spesa pubblica complessiva pro-capite, scippi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, attuazione dell’autonomia differenziata e costi relativi alla crisi internazionale legati alla guerra in Ucraina, il Sud Italia, del tutto privo di un’adeguata rappresentanza politica, rischia seriamente di essere ulteriormente ridimensionato se non del tutto affossato.

Venerdì 11 gennaio alle ore 18:00, questi ed altri aspetti della “nuova questione meridionale” saranno affrontati in occasione della diretta facebook L’alternativa da Sud, promossa dal Laboratorio per la riscossa del Sud in collaborazione con le riviste Left e Transform!Italia.

Alla diretta parteciperanno la senatrice Paola Nugnes, la deputata Simona Suriano, capogruppo di Manifesta, Loredana Marino, dirigente nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, e Natale Cuccurese, presidente del Partito del Sud. Modererà il dibattito Roberto Morea.   

Come si specifica nella locandina che promuove l’evento: “La nostra idea è che il Sud alla fine dell’attuale commedia politica, gestita dal governo più antimeridionale e classista della storia della Repubblica, ben supportato nell’inganno da politici del Sud evidentemente interessati al mantenimento dello status quo, si ritroverà, se va bene e come sempre, con un’elemosina per quanto riguarda il Pnrr e con l’Autonomia differenziata in dirittura d’arrivo”.

Data la situazione drammatica in cui versa la democrazia nel nostro Paese, – si conclude nella locandina – è facile capire come la balcanizzazione del Paese, prevista da molti osservatori, sia dietro l’angolo se non si interviene rapidamente per eliminare le sempre più insopportabili differenze ed iniquità territoriali. Per cui a nostro avviso è ora di dare una “scossa” e una degna rappresentanza politica al Sud!

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



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Tra scippi della spesa pubblica complessiva pro-capite, scippi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, attuazione dell’autonomia differenziata e costi relativi alla crisi internazionale legati alla guerra in Ucraina, il Sud Italia, del tutto privo di un’adeguata rappresentanza politica, rischia seriamente di essere ulteriormente ridimensionato se non del tutto affossato.

Venerdì 11 gennaio alle ore 18:00, questi ed altri aspetti della “nuova questione meridionale” saranno affrontati in occasione della diretta facebook L’alternativa da Sud, promossa dal Laboratorio per la riscossa del Sud in collaborazione con le riviste Left e Transform!Italia.

Alla diretta parteciperanno la senatrice Paola Nugnes, la deputata Simona Suriano, capogruppo di Manifesta, Loredana Marino, dirigente nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, e Natale Cuccurese, presidente del Partito del Sud. Modererà il dibattito Roberto Morea.   

Come si specifica nella locandina che promuove l’evento: “La nostra idea è che il Sud alla fine dell’attuale commedia politica, gestita dal governo più antimeridionale e classista della storia della Repubblica, ben supportato nell’inganno da politici del Sud evidentemente interessati al mantenimento dello status quo, si ritroverà, se va bene e come sempre, con un’elemosina per quanto riguarda il Pnrr e con l’Autonomia differenziata in dirittura d’arrivo”.

Data la situazione drammatica in cui versa la democrazia nel nostro Paese, – si conclude nella locandina – è facile capire come la balcanizzazione del Paese, prevista da molti osservatori, sia dietro l’angolo se non si interviene rapidamente per eliminare le sempre più insopportabili differenze ed iniquità territoriali. Per cui a nostro avviso è ora di dare una “scossa” e una degna rappresentanza politica al Sud!

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



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martedì 8 marzo 2022

NATALE CUCCURESE: “TRUFFA PNRR, I SOLDI ASSEGNATI PER IL SUD ANDRANNO AL NORD”

Per l’ennesima volta nella centosessantennale storia delle “due Italie”, i costi delle crisi economico-finanziarie saranno scaricati sulla sua parte più debole, la colonia Sud.



Per l’ennesima volta nella centosessantennale storia delle “due Italie”, i costi delle crisi economico-finanziarie saranno scaricati sulla sua parte più debole, la colonia Sud.

A lanciare l’allarme è il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, cha, dal suo profilo facebook personale, nel riportare la notizia relativa all’ipotesi di usare i finanziamenti inutilizzati del Recovery Plan per fronteggiare i costi della crisi ucraina, così commenta: “‘I fondi del Pnrr saranno utilizzati per affrontare la crisi’” in corso. Anche questa volta per risolvere le differenze territoriali se ne parlerà forse un’altra volta, cioè fra qualche decennio. Con tanti saluti a chi ci ha creduto”.

Fonte: Il Sud Conta - articolo Salvatore Lucchese



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Per l’ennesima volta nella centosessantennale storia delle “due Italie”, i costi delle crisi economico-finanziarie saranno scaricati sulla sua parte più debole, la colonia Sud.



Per l’ennesima volta nella centosessantennale storia delle “due Italie”, i costi delle crisi economico-finanziarie saranno scaricati sulla sua parte più debole, la colonia Sud.

A lanciare l’allarme è il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, cha, dal suo profilo facebook personale, nel riportare la notizia relativa all’ipotesi di usare i finanziamenti inutilizzati del Recovery Plan per fronteggiare i costi della crisi ucraina, così commenta: “‘I fondi del Pnrr saranno utilizzati per affrontare la crisi’” in corso. Anche questa volta per risolvere le differenze territoriali se ne parlerà forse un’altra volta, cioè fra qualche decennio. Con tanti saluti a chi ci ha creduto”.

Fonte: Il Sud Conta - articolo Salvatore Lucchese



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NEO-LIBERISMO, UNA “GABBIA” FATALE PER IL SUD SENZA RAPPRESENTANZA, E NON SOLO PER IL SUD. COME ROMPERLA? FONDARE “COMUNITÀ RIBELLI”

 Chi romperà la “gabbia” fatale delle politiche neo-liberiste incentrate sul “merito” e sulle “colpe” e sulla conseguente “narrazione” dominante di un Sud da sempre considerato come la “parte cattiva del Paese” ? Politiche e narrazioni che giustificano anche la “secessione dei ricchi”, rilanciata, di recente, lungo quello che, sempre da Cuccurese, è stato definito l’“asse del male” Zaia-Bonaccini. Chi darà voce a milioni di “vinti” non solo del Mezzogiorno, ma anche del Settentrione, che oggi sono sempre più privi di un’adeguata rappresentanza?

Uno degli assunti di fondo dell’ideologia neo-liberista consta nel ritenere  che i ricchi se sono ricchi lo devono solo ed esclusivamente ai loro talenti: il “merito” è tutto loro. Di contro, i poveri sono poveri soltanto ed unicamente per le loro “colpe”.

Una vera e propria rimozione della dialettica ricchezza-povertà, e non solo in termini socio-economici, ma anche culturali e civili. Come corollario, ne deriva che la ricchezza deve essere sempre di più concentrata nelle mani di pochi, che traineranno tutti gli altri, facendola “sgocciolare” su di loro.  

Ora si intrecci la portata sociale di tale assunto ideologico – diseguaglianze sociali, generazionali e di genere – con quella territoriale – divari Nord/Sud, centro/periferia, zone interne e zone urbane – e per quanto concerne la storica “questione meridionale” ci troveremo di fronte ad un aberrante ideologia etno-libersita gravida di conseguenze anche sul piano civile: il pericolo, come lo definisce il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, di una vera e propria “balcanizzazione” del Paese.

Un’ideologia sulla cui base si giustifica lo storico divario tra il Nord e il Sud di un’Italia sempre più “divisa e diseguale” in termini di superiorità della “locomotiva” Nord ed inferiorità della “palla al piede” Sud: se il Settentrione è sviluppato è solo ed esclusivamente “merito” suo e se il Meridione è arretrato e soltanto ed unicamente “colpa” sua. Ne segue che la ricchezza deve essere concentrata nelle regioni centro-settentrionali, che, bontà loro, ne faranno “sgocciolare” un po’ verso quelle meridionali dove risiedono gli eredi della “razza maledetta”.  

Dunque, ci troviamo di fronte ad un’aberrante ideologia razzista di matrice liberista fatta propria, anche se con sfumature diverse, dalle maggiori forze politiche sedicenti nazionali – Lega (Nord), Forza Italia, Partito Democratico, Fratelli d’Italia –, sulla cui base prima il Sud viene azzoppato con ingenti tagli alla spesa pubblica complessiva pro-capite, e poi viene accusato di non essere capace di partecipare ai bandi di gara per la ripartizione delle risorse finanziarie assegnateci dall’Europa proprio per colmare i divari territoriali.

Chi romperà la “gabbia” fatale delle politiche neo-liberiste incentrate sul “merito” e sulle “colpe” e sulla conseguente “narrazione” dominante di un Sud da sempre considerato come la “parte cattiva del Paese” ? Politiche e narrazioni che giustificano anche la “secessione dei ricchi”, rilanciata, di recente, lungo quello che, sempre da Cuccurese, è stato definito l’“asse del male” Zaia-Bonaccini. Chi darà voce a milioni di “vinti” non solo del Mezzogiorno, ma anche del Settentrione, che oggi sono sempre più privi di un’adeguata rappresentanza?

A questo problema di enorme portata politica, economica, sociale, culturale e civile, non soltanto per i territori meridionali, ma per l’intero sistema Paese, sta provando a dare un risposta concreta il “Laboratorio per la riscossa del Sud”, che, di recente, ha lanciato un appello a tutte le forze meridionali e meridionaliste di orientamento radicale e progressista per l’istituzione di “comunità ribelli”.

“Comunità ribelli” che lottino con il “cappello in testa” per la promozione dei bisogni e dei diritti disattesi delle classi popolari e lavoratici di un Sud, che, nel suo complesso, nel corso dell’ultimo trentennio, a seguito dell’egemonia della “questione settentrionale”, è divenuto sempre più oggetto di scelte politiche razziste e discriminatorie.       



Fonte: Il Sud Conta- articolo Salvatore Lucchese



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 Chi romperà la “gabbia” fatale delle politiche neo-liberiste incentrate sul “merito” e sulle “colpe” e sulla conseguente “narrazione” dominante di un Sud da sempre considerato come la “parte cattiva del Paese” ? Politiche e narrazioni che giustificano anche la “secessione dei ricchi”, rilanciata, di recente, lungo quello che, sempre da Cuccurese, è stato definito l’“asse del male” Zaia-Bonaccini. Chi darà voce a milioni di “vinti” non solo del Mezzogiorno, ma anche del Settentrione, che oggi sono sempre più privi di un’adeguata rappresentanza?

Uno degli assunti di fondo dell’ideologia neo-liberista consta nel ritenere  che i ricchi se sono ricchi lo devono solo ed esclusivamente ai loro talenti: il “merito” è tutto loro. Di contro, i poveri sono poveri soltanto ed unicamente per le loro “colpe”.

Una vera e propria rimozione della dialettica ricchezza-povertà, e non solo in termini socio-economici, ma anche culturali e civili. Come corollario, ne deriva che la ricchezza deve essere sempre di più concentrata nelle mani di pochi, che traineranno tutti gli altri, facendola “sgocciolare” su di loro.  

Ora si intrecci la portata sociale di tale assunto ideologico – diseguaglianze sociali, generazionali e di genere – con quella territoriale – divari Nord/Sud, centro/periferia, zone interne e zone urbane – e per quanto concerne la storica “questione meridionale” ci troveremo di fronte ad un aberrante ideologia etno-libersita gravida di conseguenze anche sul piano civile: il pericolo, come lo definisce il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, di una vera e propria “balcanizzazione” del Paese.

Un’ideologia sulla cui base si giustifica lo storico divario tra il Nord e il Sud di un’Italia sempre più “divisa e diseguale” in termini di superiorità della “locomotiva” Nord ed inferiorità della “palla al piede” Sud: se il Settentrione è sviluppato è solo ed esclusivamente “merito” suo e se il Meridione è arretrato e soltanto ed unicamente “colpa” sua. Ne segue che la ricchezza deve essere concentrata nelle regioni centro-settentrionali, che, bontà loro, ne faranno “sgocciolare” un po’ verso quelle meridionali dove risiedono gli eredi della “razza maledetta”.  

Dunque, ci troviamo di fronte ad un’aberrante ideologia razzista di matrice liberista fatta propria, anche se con sfumature diverse, dalle maggiori forze politiche sedicenti nazionali – Lega (Nord), Forza Italia, Partito Democratico, Fratelli d’Italia –, sulla cui base prima il Sud viene azzoppato con ingenti tagli alla spesa pubblica complessiva pro-capite, e poi viene accusato di non essere capace di partecipare ai bandi di gara per la ripartizione delle risorse finanziarie assegnateci dall’Europa proprio per colmare i divari territoriali.

Chi romperà la “gabbia” fatale delle politiche neo-liberiste incentrate sul “merito” e sulle “colpe” e sulla conseguente “narrazione” dominante di un Sud da sempre considerato come la “parte cattiva del Paese” ? Politiche e narrazioni che giustificano anche la “secessione dei ricchi”, rilanciata, di recente, lungo quello che, sempre da Cuccurese, è stato definito l’“asse del male” Zaia-Bonaccini. Chi darà voce a milioni di “vinti” non solo del Mezzogiorno, ma anche del Settentrione, che oggi sono sempre più privi di un’adeguata rappresentanza?

A questo problema di enorme portata politica, economica, sociale, culturale e civile, non soltanto per i territori meridionali, ma per l’intero sistema Paese, sta provando a dare un risposta concreta il “Laboratorio per la riscossa del Sud”, che, di recente, ha lanciato un appello a tutte le forze meridionali e meridionaliste di orientamento radicale e progressista per l’istituzione di “comunità ribelli”.

“Comunità ribelli” che lottino con il “cappello in testa” per la promozione dei bisogni e dei diritti disattesi delle classi popolari e lavoratici di un Sud, che, nel suo complesso, nel corso dell’ultimo trentennio, a seguito dell’egemonia della “questione settentrionale”, è divenuto sempre più oggetto di scelte politiche razziste e discriminatorie.       



Fonte: Il Sud Conta- articolo Salvatore Lucchese



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