martedì 15 marzo 2022

Natale Cuccurese: “Pnrr e ‘rinforzi’ al Sud, la solita presa per i fondelli”

Entro la più ampia cornice del “glorioso”, si fa per dire, trentennio neo-liberista, da quando la “questione settentrionale”, agitata originariamente dalla Lega Nord e fatta propria successivamente da tutti i partiti sedicenti nazionali, in primis dal Partito democratico e da Forza Italia, ha del tutto rimosso dall’agenda politica dei governi di tutti colori politici la storica “questione meridionale”, le politiche di spoliazione del Sud si sono acuite sino al punto tale da riservare al 34% della popolazione nazionale soltanto il 28% della spesa pubblica complessiva pro-capite.   

Lo scippo continuo, sistematico e capillare dei finanziamenti pubblici ha determinato tagli draconiani ai Comuni meridionali, che oggi, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, si ritrovano a non avere personale adeguato per partecipare alle gare farlocche per i bandi relativi agli stanziamenti dei circa 200 miliardi di euro del cosiddetto Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che di nazionale ha soltanto il nome.

Anche i rinforzi, a tempo determinato si intende, promessi da Brunetta sono stati un vero e proprio bluff. Infatti, lo stesso Ministro per la Pubblica Amministrazione ha ammesso che sono stati selezionati i peggiori.

Capite bene – ha precisato a riguardo il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese – che è tutta una presa per i fondelli. Tacciono i politicanti del Sud, i termini scadono e i fondi andranno tutti, o quasi, a Nord, Nord, Nord, come già richiesto dal duo Fontana, Sala”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



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Entro la più ampia cornice del “glorioso”, si fa per dire, trentennio neo-liberista, da quando la “questione settentrionale”, agitata originariamente dalla Lega Nord e fatta propria successivamente da tutti i partiti sedicenti nazionali, in primis dal Partito democratico e da Forza Italia, ha del tutto rimosso dall’agenda politica dei governi di tutti colori politici la storica “questione meridionale”, le politiche di spoliazione del Sud si sono acuite sino al punto tale da riservare al 34% della popolazione nazionale soltanto il 28% della spesa pubblica complessiva pro-capite.   

Lo scippo continuo, sistematico e capillare dei finanziamenti pubblici ha determinato tagli draconiani ai Comuni meridionali, che oggi, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, si ritrovano a non avere personale adeguato per partecipare alle gare farlocche per i bandi relativi agli stanziamenti dei circa 200 miliardi di euro del cosiddetto Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che di nazionale ha soltanto il nome.

Anche i rinforzi, a tempo determinato si intende, promessi da Brunetta sono stati un vero e proprio bluff. Infatti, lo stesso Ministro per la Pubblica Amministrazione ha ammesso che sono stati selezionati i peggiori.

Capite bene – ha precisato a riguardo il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese – che è tutta una presa per i fondelli. Tacciono i politicanti del Sud, i termini scadono e i fondi andranno tutti, o quasi, a Nord, Nord, Nord, come già richiesto dal duo Fontana, Sala”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



lunedì 14 marzo 2022

Natale Cuccurese: “Bandi Pnrr, il Governo intervenga con i suoi poteri sostitutivi in aiuto dei Comuni meridionali”




In Italia, lo stampino neo-liberista della competizione tra territori per l’allocazione di risorse finanziarie che dovrebbero garantire l’uguaglianza nella fruizione dei più basilari diritti di cittadinanza, stampino entro cui prende forma anche il Piano nazionale, “nazionale” si fa per dire, di ripresa e resilienza sta dando i suoi frutti per la presunta “locomotiva” settentrionale, riservando soltanto qualche “goccia” per la reietta “carrozza” meridionale.

Infatti, massacrate dal patto di stabilità interna e dal “piede di porco” della spesa storica, le esangui amministrazioni meridionali spesso non hanno neanche i funzionari per rinnovare le carte d’identità scadute, figuriamoci se dispongono di risorse professionali capaci di ideare, progettare ed attuare progetti particolarmente complessi ed articolati come quelli richiesti dai bandi sedicenti “nazionali” per l’assegnazione dei finanziamenti del Pnrr.

Così facendo, le risorse sono scippate a monte, in itinere ed a valle al Sud per essere elargite a coloro che da sempre si autorappresentano come i “meritevoli”: Comuni e Regioni di un Nord egoista, bulimico e razzista.

Che cosa fare per evitare che le “due Italie” si spacchino definitivamente? A questa domanda ha dato una risposta il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che sulla sua pagina facebook personale ha scritto: “Pochi i progetti dei Comuni per gli asili nido del PNRR. Indispensabile un impegno diretto del Governo per realizzare le strutture in tutti i luoghi dove non ci sono o sono scarsi. I Comuni evidentemente non riescono a presentare i progetti perché depauperati dai continui tagli di personale e tecnici negli ultimi trent’anni. Il governo intervenga in base ai poteri sostitutivi dettati dall’art. 120 Costituzione, anche per evitare le richieste proto-leghiste dei Fontana e Sala di turno che non hanno ragione di esistere”.

Fonte:Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



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In Italia, lo stampino neo-liberista della competizione tra territori per l’allocazione di risorse finanziarie che dovrebbero garantire l’uguaglianza nella fruizione dei più basilari diritti di cittadinanza, stampino entro cui prende forma anche il Piano nazionale, “nazionale” si fa per dire, di ripresa e resilienza sta dando i suoi frutti per la presunta “locomotiva” settentrionale, riservando soltanto qualche “goccia” per la reietta “carrozza” meridionale.

Infatti, massacrate dal patto di stabilità interna e dal “piede di porco” della spesa storica, le esangui amministrazioni meridionali spesso non hanno neanche i funzionari per rinnovare le carte d’identità scadute, figuriamoci se dispongono di risorse professionali capaci di ideare, progettare ed attuare progetti particolarmente complessi ed articolati come quelli richiesti dai bandi sedicenti “nazionali” per l’assegnazione dei finanziamenti del Pnrr.

Così facendo, le risorse sono scippate a monte, in itinere ed a valle al Sud per essere elargite a coloro che da sempre si autorappresentano come i “meritevoli”: Comuni e Regioni di un Nord egoista, bulimico e razzista.

Che cosa fare per evitare che le “due Italie” si spacchino definitivamente? A questa domanda ha dato una risposta il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che sulla sua pagina facebook personale ha scritto: “Pochi i progetti dei Comuni per gli asili nido del PNRR. Indispensabile un impegno diretto del Governo per realizzare le strutture in tutti i luoghi dove non ci sono o sono scarsi. I Comuni evidentemente non riescono a presentare i progetti perché depauperati dai continui tagli di personale e tecnici negli ultimi trent’anni. Il governo intervenga in base ai poteri sostitutivi dettati dall’art. 120 Costituzione, anche per evitare le richieste proto-leghiste dei Fontana e Sala di turno che non hanno ragione di esistere”.

Fonte:Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



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sabato 12 marzo 2022

Lab-Sud: “La sinistra radicale riparte dalle ‘comunità ribelli’ del Sud”

 


La ricostruzione di una sinistra di classe radicalmente alternativa alle forze politiche sedicenti nazionali deve ripartire dal Sud Italia, che, essendo privo di rappresentanza, corre sempre più il rischio di essere ridotto definitivamente a “colonia estrattiva interna” dalle politiche sperequative del Governo dei “migliori”, tramite il loro combinato, giustificato dalla solita “narrazione” razzista antimeridionale, di scippi della spesa pubblica complessiva pro-capite, di scippi dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, e di attuazione del regionalismo differenziato lungo l’“asse del male” Zaia-Bonaccini-Fontana.

Centro propulsore della riscossa del Sud dovranno essere le “comunità ribelli”, che, col “cappello in testa” e non già col “cappello in mano”, dovranno agitare lotte e conflitti per i bisogni ed i diritti disattesi delle classi popolari meridionali, in modo tale da perseguire la riunificazione economica, sociale e civile delle “due Italie”.

Questo, in estrema sintesi, è quanto emerso dalla diretta facebook L’alternativa da “Sud”, promossa ieri pomeriggio dal Laboratorio per la riscossa del Sud in collaborazione con le riviste “Transfor!Italia” e “Left”.

Alla diretta, moderata da Roberto Morea, hanno partecipato le parlamentari Paola Nugnes e Simona Suriano, la dirigente nazionale del Partito della Rifondazione Comunista Loredana Marino ed il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



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La ricostruzione di una sinistra di classe radicalmente alternativa alle forze politiche sedicenti nazionali deve ripartire dal Sud Italia, che, essendo privo di rappresentanza, corre sempre più il rischio di essere ridotto definitivamente a “colonia estrattiva interna” dalle politiche sperequative del Governo dei “migliori”, tramite il loro combinato, giustificato dalla solita “narrazione” razzista antimeridionale, di scippi della spesa pubblica complessiva pro-capite, di scippi dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, e di attuazione del regionalismo differenziato lungo l’“asse del male” Zaia-Bonaccini-Fontana.

Centro propulsore della riscossa del Sud dovranno essere le “comunità ribelli”, che, col “cappello in testa” e non già col “cappello in mano”, dovranno agitare lotte e conflitti per i bisogni ed i diritti disattesi delle classi popolari meridionali, in modo tale da perseguire la riunificazione economica, sociale e civile delle “due Italie”.

Questo, in estrema sintesi, è quanto emerso dalla diretta facebook L’alternativa da “Sud”, promossa ieri pomeriggio dal Laboratorio per la riscossa del Sud in collaborazione con le riviste “Transfor!Italia” e “Left”.

Alla diretta, moderata da Roberto Morea, hanno partecipato le parlamentari Paola Nugnes e Simona Suriano, la dirigente nazionale del Partito della Rifondazione Comunista Loredana Marino ed il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



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giovedì 10 marzo 2022

Lab-Sud: “È ora di dare una degna rappresentanza politica al Sud!”



Tra scippi della spesa pubblica complessiva pro-capite, scippi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, attuazione dell’autonomia differenziata e costi relativi alla crisi internazionale legati alla guerra in Ucraina, il Sud Italia, del tutto privo di un’adeguata rappresentanza politica, rischia seriamente di essere ulteriormente ridimensionato se non del tutto affossato.

Venerdì 11 gennaio alle ore 18:00, questi ed altri aspetti della “nuova questione meridionale” saranno affrontati in occasione della diretta facebook L’alternativa da Sud, promossa dal Laboratorio per la riscossa del Sud in collaborazione con le riviste Left e Transform!Italia.

Alla diretta parteciperanno la senatrice Paola Nugnes, la deputata Simona Suriano, capogruppo di Manifesta, Loredana Marino, dirigente nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, e Natale Cuccurese, presidente del Partito del Sud. Modererà il dibattito Roberto Morea.   

Come si specifica nella locandina che promuove l’evento: “La nostra idea è che il Sud alla fine dell’attuale commedia politica, gestita dal governo più antimeridionale e classista della storia della Repubblica, ben supportato nell’inganno da politici del Sud evidentemente interessati al mantenimento dello status quo, si ritroverà, se va bene e come sempre, con un’elemosina per quanto riguarda il Pnrr e con l’Autonomia differenziata in dirittura d’arrivo”.

Data la situazione drammatica in cui versa la democrazia nel nostro Paese, – si conclude nella locandina – è facile capire come la balcanizzazione del Paese, prevista da molti osservatori, sia dietro l’angolo se non si interviene rapidamente per eliminare le sempre più insopportabili differenze ed iniquità territoriali. Per cui a nostro avviso è ora di dare una “scossa” e una degna rappresentanza politica al Sud!

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



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Tra scippi della spesa pubblica complessiva pro-capite, scippi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, attuazione dell’autonomia differenziata e costi relativi alla crisi internazionale legati alla guerra in Ucraina, il Sud Italia, del tutto privo di un’adeguata rappresentanza politica, rischia seriamente di essere ulteriormente ridimensionato se non del tutto affossato.

Venerdì 11 gennaio alle ore 18:00, questi ed altri aspetti della “nuova questione meridionale” saranno affrontati in occasione della diretta facebook L’alternativa da Sud, promossa dal Laboratorio per la riscossa del Sud in collaborazione con le riviste Left e Transform!Italia.

Alla diretta parteciperanno la senatrice Paola Nugnes, la deputata Simona Suriano, capogruppo di Manifesta, Loredana Marino, dirigente nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, e Natale Cuccurese, presidente del Partito del Sud. Modererà il dibattito Roberto Morea.   

Come si specifica nella locandina che promuove l’evento: “La nostra idea è che il Sud alla fine dell’attuale commedia politica, gestita dal governo più antimeridionale e classista della storia della Repubblica, ben supportato nell’inganno da politici del Sud evidentemente interessati al mantenimento dello status quo, si ritroverà, se va bene e come sempre, con un’elemosina per quanto riguarda il Pnrr e con l’Autonomia differenziata in dirittura d’arrivo”.

Data la situazione drammatica in cui versa la democrazia nel nostro Paese, – si conclude nella locandina – è facile capire come la balcanizzazione del Paese, prevista da molti osservatori, sia dietro l’angolo se non si interviene rapidamente per eliminare le sempre più insopportabili differenze ed iniquità territoriali. Per cui a nostro avviso è ora di dare una “scossa” e una degna rappresentanza politica al Sud!

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



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martedì 8 marzo 2022

NATALE CUCCURESE: “TRUFFA PNRR, I SOLDI ASSEGNATI PER IL SUD ANDRANNO AL NORD”

Per l’ennesima volta nella centosessantennale storia delle “due Italie”, i costi delle crisi economico-finanziarie saranno scaricati sulla sua parte più debole, la colonia Sud.



Per l’ennesima volta nella centosessantennale storia delle “due Italie”, i costi delle crisi economico-finanziarie saranno scaricati sulla sua parte più debole, la colonia Sud.

A lanciare l’allarme è il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, cha, dal suo profilo facebook personale, nel riportare la notizia relativa all’ipotesi di usare i finanziamenti inutilizzati del Recovery Plan per fronteggiare i costi della crisi ucraina, così commenta: “‘I fondi del Pnrr saranno utilizzati per affrontare la crisi’” in corso. Anche questa volta per risolvere le differenze territoriali se ne parlerà forse un’altra volta, cioè fra qualche decennio. Con tanti saluti a chi ci ha creduto”.

Fonte: Il Sud Conta - articolo Salvatore Lucchese



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Per l’ennesima volta nella centosessantennale storia delle “due Italie”, i costi delle crisi economico-finanziarie saranno scaricati sulla sua parte più debole, la colonia Sud.



Per l’ennesima volta nella centosessantennale storia delle “due Italie”, i costi delle crisi economico-finanziarie saranno scaricati sulla sua parte più debole, la colonia Sud.

A lanciare l’allarme è il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, cha, dal suo profilo facebook personale, nel riportare la notizia relativa all’ipotesi di usare i finanziamenti inutilizzati del Recovery Plan per fronteggiare i costi della crisi ucraina, così commenta: “‘I fondi del Pnrr saranno utilizzati per affrontare la crisi’” in corso. Anche questa volta per risolvere le differenze territoriali se ne parlerà forse un’altra volta, cioè fra qualche decennio. Con tanti saluti a chi ci ha creduto”.

Fonte: Il Sud Conta - articolo Salvatore Lucchese



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NEO-LIBERISMO, UNA “GABBIA” FATALE PER IL SUD SENZA RAPPRESENTANZA, E NON SOLO PER IL SUD. COME ROMPERLA? FONDARE “COMUNITÀ RIBELLI”

 Chi romperà la “gabbia” fatale delle politiche neo-liberiste incentrate sul “merito” e sulle “colpe” e sulla conseguente “narrazione” dominante di un Sud da sempre considerato come la “parte cattiva del Paese” ? Politiche e narrazioni che giustificano anche la “secessione dei ricchi”, rilanciata, di recente, lungo quello che, sempre da Cuccurese, è stato definito l’“asse del male” Zaia-Bonaccini. Chi darà voce a milioni di “vinti” non solo del Mezzogiorno, ma anche del Settentrione, che oggi sono sempre più privi di un’adeguata rappresentanza?

Uno degli assunti di fondo dell’ideologia neo-liberista consta nel ritenere  che i ricchi se sono ricchi lo devono solo ed esclusivamente ai loro talenti: il “merito” è tutto loro. Di contro, i poveri sono poveri soltanto ed unicamente per le loro “colpe”.

Una vera e propria rimozione della dialettica ricchezza-povertà, e non solo in termini socio-economici, ma anche culturali e civili. Come corollario, ne deriva che la ricchezza deve essere sempre di più concentrata nelle mani di pochi, che traineranno tutti gli altri, facendola “sgocciolare” su di loro.  

Ora si intrecci la portata sociale di tale assunto ideologico – diseguaglianze sociali, generazionali e di genere – con quella territoriale – divari Nord/Sud, centro/periferia, zone interne e zone urbane – e per quanto concerne la storica “questione meridionale” ci troveremo di fronte ad un aberrante ideologia etno-libersita gravida di conseguenze anche sul piano civile: il pericolo, come lo definisce il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, di una vera e propria “balcanizzazione” del Paese.

Un’ideologia sulla cui base si giustifica lo storico divario tra il Nord e il Sud di un’Italia sempre più “divisa e diseguale” in termini di superiorità della “locomotiva” Nord ed inferiorità della “palla al piede” Sud: se il Settentrione è sviluppato è solo ed esclusivamente “merito” suo e se il Meridione è arretrato e soltanto ed unicamente “colpa” sua. Ne segue che la ricchezza deve essere concentrata nelle regioni centro-settentrionali, che, bontà loro, ne faranno “sgocciolare” un po’ verso quelle meridionali dove risiedono gli eredi della “razza maledetta”.  

Dunque, ci troviamo di fronte ad un’aberrante ideologia razzista di matrice liberista fatta propria, anche se con sfumature diverse, dalle maggiori forze politiche sedicenti nazionali – Lega (Nord), Forza Italia, Partito Democratico, Fratelli d’Italia –, sulla cui base prima il Sud viene azzoppato con ingenti tagli alla spesa pubblica complessiva pro-capite, e poi viene accusato di non essere capace di partecipare ai bandi di gara per la ripartizione delle risorse finanziarie assegnateci dall’Europa proprio per colmare i divari territoriali.

Chi romperà la “gabbia” fatale delle politiche neo-liberiste incentrate sul “merito” e sulle “colpe” e sulla conseguente “narrazione” dominante di un Sud da sempre considerato come la “parte cattiva del Paese” ? Politiche e narrazioni che giustificano anche la “secessione dei ricchi”, rilanciata, di recente, lungo quello che, sempre da Cuccurese, è stato definito l’“asse del male” Zaia-Bonaccini. Chi darà voce a milioni di “vinti” non solo del Mezzogiorno, ma anche del Settentrione, che oggi sono sempre più privi di un’adeguata rappresentanza?

A questo problema di enorme portata politica, economica, sociale, culturale e civile, non soltanto per i territori meridionali, ma per l’intero sistema Paese, sta provando a dare un risposta concreta il “Laboratorio per la riscossa del Sud”, che, di recente, ha lanciato un appello a tutte le forze meridionali e meridionaliste di orientamento radicale e progressista per l’istituzione di “comunità ribelli”.

“Comunità ribelli” che lottino con il “cappello in testa” per la promozione dei bisogni e dei diritti disattesi delle classi popolari e lavoratici di un Sud, che, nel suo complesso, nel corso dell’ultimo trentennio, a seguito dell’egemonia della “questione settentrionale”, è divenuto sempre più oggetto di scelte politiche razziste e discriminatorie.       



Fonte: Il Sud Conta- articolo Salvatore Lucchese



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 Chi romperà la “gabbia” fatale delle politiche neo-liberiste incentrate sul “merito” e sulle “colpe” e sulla conseguente “narrazione” dominante di un Sud da sempre considerato come la “parte cattiva del Paese” ? Politiche e narrazioni che giustificano anche la “secessione dei ricchi”, rilanciata, di recente, lungo quello che, sempre da Cuccurese, è stato definito l’“asse del male” Zaia-Bonaccini. Chi darà voce a milioni di “vinti” non solo del Mezzogiorno, ma anche del Settentrione, che oggi sono sempre più privi di un’adeguata rappresentanza?

Uno degli assunti di fondo dell’ideologia neo-liberista consta nel ritenere  che i ricchi se sono ricchi lo devono solo ed esclusivamente ai loro talenti: il “merito” è tutto loro. Di contro, i poveri sono poveri soltanto ed unicamente per le loro “colpe”.

Una vera e propria rimozione della dialettica ricchezza-povertà, e non solo in termini socio-economici, ma anche culturali e civili. Come corollario, ne deriva che la ricchezza deve essere sempre di più concentrata nelle mani di pochi, che traineranno tutti gli altri, facendola “sgocciolare” su di loro.  

Ora si intrecci la portata sociale di tale assunto ideologico – diseguaglianze sociali, generazionali e di genere – con quella territoriale – divari Nord/Sud, centro/periferia, zone interne e zone urbane – e per quanto concerne la storica “questione meridionale” ci troveremo di fronte ad un aberrante ideologia etno-libersita gravida di conseguenze anche sul piano civile: il pericolo, come lo definisce il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, di una vera e propria “balcanizzazione” del Paese.

Un’ideologia sulla cui base si giustifica lo storico divario tra il Nord e il Sud di un’Italia sempre più “divisa e diseguale” in termini di superiorità della “locomotiva” Nord ed inferiorità della “palla al piede” Sud: se il Settentrione è sviluppato è solo ed esclusivamente “merito” suo e se il Meridione è arretrato e soltanto ed unicamente “colpa” sua. Ne segue che la ricchezza deve essere concentrata nelle regioni centro-settentrionali, che, bontà loro, ne faranno “sgocciolare” un po’ verso quelle meridionali dove risiedono gli eredi della “razza maledetta”.  

Dunque, ci troviamo di fronte ad un’aberrante ideologia razzista di matrice liberista fatta propria, anche se con sfumature diverse, dalle maggiori forze politiche sedicenti nazionali – Lega (Nord), Forza Italia, Partito Democratico, Fratelli d’Italia –, sulla cui base prima il Sud viene azzoppato con ingenti tagli alla spesa pubblica complessiva pro-capite, e poi viene accusato di non essere capace di partecipare ai bandi di gara per la ripartizione delle risorse finanziarie assegnateci dall’Europa proprio per colmare i divari territoriali.

Chi romperà la “gabbia” fatale delle politiche neo-liberiste incentrate sul “merito” e sulle “colpe” e sulla conseguente “narrazione” dominante di un Sud da sempre considerato come la “parte cattiva del Paese” ? Politiche e narrazioni che giustificano anche la “secessione dei ricchi”, rilanciata, di recente, lungo quello che, sempre da Cuccurese, è stato definito l’“asse del male” Zaia-Bonaccini. Chi darà voce a milioni di “vinti” non solo del Mezzogiorno, ma anche del Settentrione, che oggi sono sempre più privi di un’adeguata rappresentanza?

A questo problema di enorme portata politica, economica, sociale, culturale e civile, non soltanto per i territori meridionali, ma per l’intero sistema Paese, sta provando a dare un risposta concreta il “Laboratorio per la riscossa del Sud”, che, di recente, ha lanciato un appello a tutte le forze meridionali e meridionaliste di orientamento radicale e progressista per l’istituzione di “comunità ribelli”.

“Comunità ribelli” che lottino con il “cappello in testa” per la promozione dei bisogni e dei diritti disattesi delle classi popolari e lavoratici di un Sud, che, nel suo complesso, nel corso dell’ultimo trentennio, a seguito dell’egemonia della “questione settentrionale”, è divenuto sempre più oggetto di scelte politiche razziste e discriminatorie.       



Fonte: Il Sud Conta- articolo Salvatore Lucchese



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lunedì 7 marzo 2022

NATALE CUCCURESE: “IL SUD È SENZA RAPPRESENTANZA. EPIDEMIA E GUERRA NE ACUISCONO LE DISCRIMINAZIONI DI STATO”

 In occasione della diretta streaming promossa ieri mattina da “La Carta di Venosa”su “Egoismi territoriali e venti di guerra”, il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, ha dichiarato: “Il Sud è senza rappresentanza”. “È vero – ha specificato Cuccurese – che ci sono in Parlamento tanti meridionali, ma, tranne rari casi, come quello recente di Manifesta, il Mezzogiorno rimane senza rappresentanza”.

In occasione della diretta streaming promossa ieri mattina da “La Carta di Venosa”su “Egoismi territoriali e venti di guerra”, il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, ha dichiarato: “Il Sud è senza rappresentanza”. “È vero – ha specificato Cuccurese – che ci sono in Parlamento tanti meridionali, ma, tranne rari casi, come quello recente di Manifesta, il Mezzogiorno rimane senza rappresentanza”.

Come dimostrano gli aumenti delle utility delle aziende di armi e di produzione di energia, aziende che hanno sedi legali al Centro-Nord, – ha concluso Cuccurese – per il Sudepidemia e guerra sono fonti di nuove discriminazioni. Discriminazioni che si legano alle vecchie. Si tratta di un vero e proprio razzismo di Stato, che le vicende relative all’autonomia differenziata e al Piano nazionale di ripresa e resilienza rendono sempre più evidente”.    

Fonte: Il Sud Conta-articolo Salvatore Lucchese





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 In occasione della diretta streaming promossa ieri mattina da “La Carta di Venosa”su “Egoismi territoriali e venti di guerra”, il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, ha dichiarato: “Il Sud è senza rappresentanza”. “È vero – ha specificato Cuccurese – che ci sono in Parlamento tanti meridionali, ma, tranne rari casi, come quello recente di Manifesta, il Mezzogiorno rimane senza rappresentanza”.

In occasione della diretta streaming promossa ieri mattina da “La Carta di Venosa”su “Egoismi territoriali e venti di guerra”, il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, ha dichiarato: “Il Sud è senza rappresentanza”. “È vero – ha specificato Cuccurese – che ci sono in Parlamento tanti meridionali, ma, tranne rari casi, come quello recente di Manifesta, il Mezzogiorno rimane senza rappresentanza”.

Come dimostrano gli aumenti delle utility delle aziende di armi e di produzione di energia, aziende che hanno sedi legali al Centro-Nord, – ha concluso Cuccurese – per il Sudepidemia e guerra sono fonti di nuove discriminazioni. Discriminazioni che si legano alle vecchie. Si tratta di un vero e proprio razzismo di Stato, che le vicende relative all’autonomia differenziata e al Piano nazionale di ripresa e resilienza rendono sempre più evidente”.    

Fonte: Il Sud Conta-articolo Salvatore Lucchese





domenica 6 marzo 2022

Natale Cuccurese: “La guerra spezzerà sì le reni, ma quelle del Mezzogiorno”

I venti di guerra che soffiano dall’Europa orientale impattano fortemente sulla società e sull’economia del Sud Italia, già duramente provato da un trentennio di saccheggi operati del tutto illegittimamente dai poteri forti del sistema settentrionale grazie all’appoggio incondizionato del Partito Unico del Nord. Partito composto dalle maggiori forze politiche sedicenti nazionali: Lega (Nord), Partito democratico, Forza Italia.

Non a caso, dal suo profilo facebook personale, il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, evidenzia i costi che la colonia Sud  già paga  per la guerra russo-ucraina.

Sulla guerra – scrive Cuccurese – c’è chi guadagna e specula, ma non siete voi che pagate gli aumenti di tutto, l’invio di vagonate di armi per la guerra e che casomai sarete costretti ad andare in guerra”.

Volano le azioni delle fabbriche di armi – prosegue Cuccurese –, guarda caso tutte con la sede legale al Nord, il che in tempi di federalismo fiscale non è proprio indifferente. Gas, luce, benzina, materie prime raggiungono quotazioni stratosferiche e anche qui le multiutility o multinazionali del Centro-Nord, fanno utili mai visti ripianando in alcuni casi bilanci traballanti”.

L’Eni – rimarca il Presidente del Partito del Sud – con l’aumento del prezzo del gas ha fatto un profitto del +3870% solo negli ultimi 4 mesi del 2021 (dall’inizio degli aumenti) e 4,7 mld per tutto l’anno”.

Ricordate bene – conclude Cuccurese – che nel disgraziato caso, in guerra non ci andranno opinionisti, prenditori e politicanti con le tasche piene, ma voi o i vostri figli con le tasche vuote, visto che oltre il 70% dei soldati italiani sono meridionali”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo Salvatore Lucchese



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I venti di guerra che soffiano dall’Europa orientale impattano fortemente sulla società e sull’economia del Sud Italia, già duramente provato da un trentennio di saccheggi operati del tutto illegittimamente dai poteri forti del sistema settentrionale grazie all’appoggio incondizionato del Partito Unico del Nord. Partito composto dalle maggiori forze politiche sedicenti nazionali: Lega (Nord), Partito democratico, Forza Italia.

Non a caso, dal suo profilo facebook personale, il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, evidenzia i costi che la colonia Sud  già paga  per la guerra russo-ucraina.

Sulla guerra – scrive Cuccurese – c’è chi guadagna e specula, ma non siete voi che pagate gli aumenti di tutto, l’invio di vagonate di armi per la guerra e che casomai sarete costretti ad andare in guerra”.

Volano le azioni delle fabbriche di armi – prosegue Cuccurese –, guarda caso tutte con la sede legale al Nord, il che in tempi di federalismo fiscale non è proprio indifferente. Gas, luce, benzina, materie prime raggiungono quotazioni stratosferiche e anche qui le multiutility o multinazionali del Centro-Nord, fanno utili mai visti ripianando in alcuni casi bilanci traballanti”.

L’Eni – rimarca il Presidente del Partito del Sud – con l’aumento del prezzo del gas ha fatto un profitto del +3870% solo negli ultimi 4 mesi del 2021 (dall’inizio degli aumenti) e 4,7 mld per tutto l’anno”.

Ricordate bene – conclude Cuccurese – che nel disgraziato caso, in guerra non ci andranno opinionisti, prenditori e politicanti con le tasche piene, ma voi o i vostri figli con le tasche vuote, visto che oltre il 70% dei soldati italiani sono meridionali”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo Salvatore Lucchese



venerdì 4 marzo 2022

IL PARTITO DEL SUD DOMANI A ROMA: BASTA GUERRA, BASTA IPOCRISIA, BASTA FAKE NEWS DI POLITICANTI E TG!!

Domani saremo in piazza a Roma come Partito del Sud per manifestare contro la guerra, per la pace e per un’altra società. Per il cessate il fuoco immediato in Ucraina e il ritiro delle truppe. 

Portare subito le parti in causa al tavolo delle trattative per trovare una soluzione condivisa è l’unica soluzione possibile. Non è utile fomentare la tensione con continue fake news, vista la situazione già esplosiva. Il governo italiano invece di esacerbare la tensione con l’invio di armi, e nei toni, lavori per la pace e per il rispetto dell'Art.11 della Costituzione.

Costruire l’Europa della Pace della Democrazia della Giustizia e dell’Accoglienza, non quella della finanza, delle lobby e dei blocchi militari
Contro Putin, la NATO e a favore della pace fra i popoli!
#stopwar

Natale Cuccurese-Presidente nazionale Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti 





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Domani saremo in piazza a Roma come Partito del Sud per manifestare contro la guerra, per la pace e per un’altra società. Per il cessate il fuoco immediato in Ucraina e il ritiro delle truppe. 

Portare subito le parti in causa al tavolo delle trattative per trovare una soluzione condivisa è l’unica soluzione possibile. Non è utile fomentare la tensione con continue fake news, vista la situazione già esplosiva. Il governo italiano invece di esacerbare la tensione con l’invio di armi, e nei toni, lavori per la pace e per il rispetto dell'Art.11 della Costituzione.

Costruire l’Europa della Pace della Democrazia della Giustizia e dell’Accoglienza, non quella della finanza, delle lobby e dei blocchi militari
Contro Putin, la NATO e a favore della pace fra i popoli!
#stopwar

Natale Cuccurese-Presidente nazionale Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti 





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EMILIA ROMAGNA: FELICORI, CANCELLARE TUTTI I RAPPORTI CULTURALI CON LA RUSSIA É INDEGNO PER LA STORIA E LA CULTURA DELL’EMILIA-ROMAGNA (Comunicato stampa unitario demA, PCI, Partito della Rifondazione Comunista, Partito del Sud e L’Altra Emilia-Romagna)

La proposta dell’assessore regionale alla cultura Felicori di “cancellare tutti i rapporti culturali con la Russia” e di “applicare con rigore sanzioni culturali e sportive” è indegna per la storia e la cultura della nostra regione. Quella di Felicori è una dichiarazione di “guerra culturale” alla Russia, alla pari della decisione sbagliata di ignorare la nostra Costituzione ed inviare armi all’Ucraina.

Una proposta che si inserisce in un contesto che vede a Bologna l’esclusione degli editori russi dalla Fiera internazionale del libro per ragazzi, a Reggio Emilia l’esclusione di Alexander Gronsky, fotografo russo di fama internazionale per altro arrestato a Mosca domenica scorsa per proteste contro Putin, cha ha visto cancellata la sua mostra al Festival di Fotografia Europea 2022.
Non c’è alcuna giustificazione per l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ma le sanzioni culturali, al pari di quelle economiche, non devono portare all’isolamento e all’umiliazione della popolazione russa, e i rapporti culturali e artistici con gli intellettuali russi, soprattutto in questo momento, vanno coltivati, non interrotti. Perché il mondo culturale è da sempre fermento di pensieri liberi e di contaminazioni positive, proprio ciò che il regime di Putin ha sempre represso.
La cultura come lo sport unisce i popoli, e noi non abbiamo bisogno di assessori che dividono i popoli ma di politici che lavorano per la ripresa del dialogo e il confronto, precondizione per raggiungere la pace.
Si fermi subito la guerra.

Enrico Panini-demA
Selene Prodi-Partito Comunista Italiano
Stefano Lugli-Partito della Rifondazione Comunista
Natale Cuccurese-Partito del Sud
Cristina Quintavalla-L’Altra Emilia Romagna



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La proposta dell’assessore regionale alla cultura Felicori di “cancellare tutti i rapporti culturali con la Russia” e di “applicare con rigore sanzioni culturali e sportive” è indegna per la storia e la cultura della nostra regione. Quella di Felicori è una dichiarazione di “guerra culturale” alla Russia, alla pari della decisione sbagliata di ignorare la nostra Costituzione ed inviare armi all’Ucraina.

Una proposta che si inserisce in un contesto che vede a Bologna l’esclusione degli editori russi dalla Fiera internazionale del libro per ragazzi, a Reggio Emilia l’esclusione di Alexander Gronsky, fotografo russo di fama internazionale per altro arrestato a Mosca domenica scorsa per proteste contro Putin, cha ha visto cancellata la sua mostra al Festival di Fotografia Europea 2022.
Non c’è alcuna giustificazione per l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ma le sanzioni culturali, al pari di quelle economiche, non devono portare all’isolamento e all’umiliazione della popolazione russa, e i rapporti culturali e artistici con gli intellettuali russi, soprattutto in questo momento, vanno coltivati, non interrotti. Perché il mondo culturale è da sempre fermento di pensieri liberi e di contaminazioni positive, proprio ciò che il regime di Putin ha sempre represso.
La cultura come lo sport unisce i popoli, e noi non abbiamo bisogno di assessori che dividono i popoli ma di politici che lavorano per la ripresa del dialogo e il confronto, precondizione per raggiungere la pace.
Si fermi subito la guerra.

Enrico Panini-demA
Selene Prodi-Partito Comunista Italiano
Stefano Lugli-Partito della Rifondazione Comunista
Natale Cuccurese-Partito del Sud
Cristina Quintavalla-L’Altra Emilia Romagna



 
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