giovedì 3 marzo 2022

EGOISMI TERRITORIALI E VENTI DI GUERRA- Domenica 6 marzo | ore 10,30 [DIRETTA ON LINE]

Domenica 6 marzo | ore 10,30

Ospiti collegati:
Alessandro Cannavale
Natale Cuccurese
Luigi De Magistris
Marco Esposito
Giulia Fresca
Carmen Lasorella
Nicola Manfredelli

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Domenica 6 marzo | ore 10,30

Ospiti collegati:
Alessandro Cannavale
Natale Cuccurese
Luigi De Magistris
Marco Esposito
Giulia Fresca
Carmen Lasorella
Nicola Manfredelli

IL BLA, BLA, BLA IPOCRITA DELLA GUERRA.

Di Bruno Pappalardo

Si torna a parlare di “pace nel mondo”, insomma di pacifismo, di movimenti arcobaleno, cortei colorati ovunque,… . Oggi, con le stesse parole di ieri, siamo capaci di dire anche: aboliamo la “Fame nel Mondo, oppure” aiutiamoli a casa loro” di salviniana memoria. Utopia? Molto meno di quanto state per leggere qui, ora!

Ad esempio, è possibile cancellare oggi, il consumismo smisurato? I Mercati finanziari, la Globalizzazione? Questa è la vera Utopia! Beh, si questa è proprio grossa…!

Viviamo, ormai da giorni, i terribili fatti della guerra in Ucraina. Le guerre, però, sono un prodotto immensamente conveniente per il circuito di affari per un arricchimento smisurato. Una guerra nasce e termina quando i mercati azionari degli oligarchi lo decidono o lo autorizzano. Questi ricchi autocrati sono direttamente legati al Circolo Mediatico, e manipolano la Finanza dei Grandi Capitali.
Questo è evidente per il semplice fatto, ad esempio, che, nel conflitto di oggi: la Russia dichiara che non interromperà l’erogazione di gas all’Europa superando ogni ostacolo etico della guerra o conflitti ideologico-geografici pur di ricavarne profitto.

All’Informazione non interessa il numero dei morti, ma il solo bimbo che piange ai treni mentre lascia il padre per il viaggio della salvezza. Non interessa la morte di un bimbo trovato esanime su una spiaggia ma le sue scarpine su cui costruire ore e ore di “tivù del pianto” garantendosi un livello di audience sufficiente. Il numero, infatti, dei civili e militari deceduti, durante i primi periodi del conflitto, sono effimeri in quanto strumento solo di propaganda di entrambi gli eserciti in campo.
L’informazione si muove su due tronconi: il proprio profitto favorendo coloro la finanzia e la consapevolezza di essere molto utile al profitto .
Lo spettacolo riempie ore e ore di trasmissioni, di bla, bla, bla, e carta straccia patinata, dove vengono costruiti, con video dimostrativi, durante la “narrazione”, il sacrificio dei protagonisti che avvalorerà quanto FOLLE MOSTRO sia il nemico.
Il giochetto è questo:

1) Individuare un Cattivo da separare dal Buono; Le immagini dovranno, in concreto, dimostrare la presenza del “Maligno”: il Nemico; …dunque è giusto esportare la libertà e la civiltà ma anche rastrellare ricchezze primarie, petrolio e istallare basi militari sui quei territori conquistati;
2) Il Nemico è, infatti, sempre un Folle-Invasato, come lo erano: Osama Bin Laden, Castro, Gheddafi, Saddam Hussein, et cetera, ora Putin come Hitler, …impossessati dal Demonio;
3) Deve tacere la “Parola” degli altri. La Parola viene raccolta dalla Comunicazione Mediatica e la Politica, i Generali e le grandi banche, comprano titoli, azioni, palazzi, città, paesi et cetera (gli Usa comprarono l’Alaska ) Il fenomeno della “land grabbing” da parte di multinazionali è diffusissima: sposta fabbriche, acquisisce opere d’arte, palazzi storici, interi musei ma soprattutto suolo. L’Africa ha già svenduto la metà di essa ). Per avere le mani libere bisogna generare paura! La paura piega le volontà e gli uomini che vanno via nella nebbia ma fermati da filo spinato;
4) Applicare il cosiddetto “embargo”, significa affamare milioni e milioni di esseri umani e renderli poveri. Significa, nel dopoguerra, comprare anche diritti, dignità e identità dei vinti. I morti diventano simboli di libertà e celebrati per non essere smascherati e ripulirsi la coscienza. Occorre, dunque, formare eserciti alla violenza più truce e uccidere senza pietà;
Credo di dover stare dalla parte di chi é aggredito e soffre e muore. Dalla parte dei bambini.
Non credo nella “pace “ tra popoli. Bisogna annientare gli interessi privati (dunque mai) Utopia?



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Di Bruno Pappalardo

Si torna a parlare di “pace nel mondo”, insomma di pacifismo, di movimenti arcobaleno, cortei colorati ovunque,… . Oggi, con le stesse parole di ieri, siamo capaci di dire anche: aboliamo la “Fame nel Mondo, oppure” aiutiamoli a casa loro” di salviniana memoria. Utopia? Molto meno di quanto state per leggere qui, ora!

Ad esempio, è possibile cancellare oggi, il consumismo smisurato? I Mercati finanziari, la Globalizzazione? Questa è la vera Utopia! Beh, si questa è proprio grossa…!

Viviamo, ormai da giorni, i terribili fatti della guerra in Ucraina. Le guerre, però, sono un prodotto immensamente conveniente per il circuito di affari per un arricchimento smisurato. Una guerra nasce e termina quando i mercati azionari degli oligarchi lo decidono o lo autorizzano. Questi ricchi autocrati sono direttamente legati al Circolo Mediatico, e manipolano la Finanza dei Grandi Capitali.
Questo è evidente per il semplice fatto, ad esempio, che, nel conflitto di oggi: la Russia dichiara che non interromperà l’erogazione di gas all’Europa superando ogni ostacolo etico della guerra o conflitti ideologico-geografici pur di ricavarne profitto.

All’Informazione non interessa il numero dei morti, ma il solo bimbo che piange ai treni mentre lascia il padre per il viaggio della salvezza. Non interessa la morte di un bimbo trovato esanime su una spiaggia ma le sue scarpine su cui costruire ore e ore di “tivù del pianto” garantendosi un livello di audience sufficiente. Il numero, infatti, dei civili e militari deceduti, durante i primi periodi del conflitto, sono effimeri in quanto strumento solo di propaganda di entrambi gli eserciti in campo.
L’informazione si muove su due tronconi: il proprio profitto favorendo coloro la finanzia e la consapevolezza di essere molto utile al profitto .
Lo spettacolo riempie ore e ore di trasmissioni, di bla, bla, bla, e carta straccia patinata, dove vengono costruiti, con video dimostrativi, durante la “narrazione”, il sacrificio dei protagonisti che avvalorerà quanto FOLLE MOSTRO sia il nemico.
Il giochetto è questo:

1) Individuare un Cattivo da separare dal Buono; Le immagini dovranno, in concreto, dimostrare la presenza del “Maligno”: il Nemico; …dunque è giusto esportare la libertà e la civiltà ma anche rastrellare ricchezze primarie, petrolio e istallare basi militari sui quei territori conquistati;
2) Il Nemico è, infatti, sempre un Folle-Invasato, come lo erano: Osama Bin Laden, Castro, Gheddafi, Saddam Hussein, et cetera, ora Putin come Hitler, …impossessati dal Demonio;
3) Deve tacere la “Parola” degli altri. La Parola viene raccolta dalla Comunicazione Mediatica e la Politica, i Generali e le grandi banche, comprano titoli, azioni, palazzi, città, paesi et cetera (gli Usa comprarono l’Alaska ) Il fenomeno della “land grabbing” da parte di multinazionali è diffusissima: sposta fabbriche, acquisisce opere d’arte, palazzi storici, interi musei ma soprattutto suolo. L’Africa ha già svenduto la metà di essa ). Per avere le mani libere bisogna generare paura! La paura piega le volontà e gli uomini che vanno via nella nebbia ma fermati da filo spinato;
4) Applicare il cosiddetto “embargo”, significa affamare milioni e milioni di esseri umani e renderli poveri. Significa, nel dopoguerra, comprare anche diritti, dignità e identità dei vinti. I morti diventano simboli di libertà e celebrati per non essere smascherati e ripulirsi la coscienza. Occorre, dunque, formare eserciti alla violenza più truce e uccidere senza pietà;
Credo di dover stare dalla parte di chi é aggredito e soffre e muore. Dalla parte dei bambini.
Non credo nella “pace “ tra popoli. Bisogna annientare gli interessi privati (dunque mai) Utopia?



LAB-SUD: “BISOGNA DARE VOCE AI ‘VINTI’ DEL SUD. IL MERIDIONE NON SIA PIÙ UNA TERRA DI CONQUISTA E SFRUTTAMENTO”

 “Data la situazione drammatica in cui versa la democrazia nel nostro Paese – si conclude nella locandina –, è facile capire come la balcanizzazione del Paese, prevista da molti osservatori, sia dietro l’angolo se non si interviene rapidamente per eliminare le sempre più insopportabili differenze ed iniquità territoriali. Per cui a nostro avviso è ora di dare una ‘scossa’ e una degna rappresentanza politica al Sud!”



In collaborazione con le riviste Left e Transform-Italia, il Laboratorio per la riscossa del Sud (Lab-Sud) promuove per venerdì 11 marzo, ore 18:00, una diretta facebook dedicata al tema, “L’alternativa da Sud: perché il Meridione non sia più una terra di conquista e sfruttamento”.

Alla diretta parteciperanno la senatrice Paola Nugnes, la deputata Simona Suriano, capogruppo parlamentare di Manifesta, la dirigente nazionale di Rifondazione Comunista Loredana Marino e il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese. Modererà il dibattito Roberto Morea.

Come Laboratorio per la riscossa del Sud, in collaborazione con la rivista Left e Transform Italia – recita la locandina dell’evento –, crediamo che la fase storica attuale per il Mezzogiorno sia particolarmente delicata. Il Sud si dibatte fra Autonomia differenziata e destinazione dei fondi del Pnrr e appare ancora una volta come una colonia depredata ed abbandonata”.

Data la situazione drammatica in cui versa la democrazia nel nostro Paese – si conclude nella locandina –, è facile capire come la balcanizzazione del Paese, prevista da molti osservatori, sia dietro l’angolo se non si interviene rapidamente per eliminare le sempre più insopportabili differenze ed iniquità territoriali. Per cui a nostro avviso è ora di dare una ‘scossa’ e una degna rappresentanza politica al Sud!

Fonte: Il Sud Conta-articolo di Salvatore Lucchese


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 “Data la situazione drammatica in cui versa la democrazia nel nostro Paese – si conclude nella locandina –, è facile capire come la balcanizzazione del Paese, prevista da molti osservatori, sia dietro l’angolo se non si interviene rapidamente per eliminare le sempre più insopportabili differenze ed iniquità territoriali. Per cui a nostro avviso è ora di dare una ‘scossa’ e una degna rappresentanza politica al Sud!”



In collaborazione con le riviste Left e Transform-Italia, il Laboratorio per la riscossa del Sud (Lab-Sud) promuove per venerdì 11 marzo, ore 18:00, una diretta facebook dedicata al tema, “L’alternativa da Sud: perché il Meridione non sia più una terra di conquista e sfruttamento”.

Alla diretta parteciperanno la senatrice Paola Nugnes, la deputata Simona Suriano, capogruppo parlamentare di Manifesta, la dirigente nazionale di Rifondazione Comunista Loredana Marino e il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese. Modererà il dibattito Roberto Morea.

Come Laboratorio per la riscossa del Sud, in collaborazione con la rivista Left e Transform Italia – recita la locandina dell’evento –, crediamo che la fase storica attuale per il Mezzogiorno sia particolarmente delicata. Il Sud si dibatte fra Autonomia differenziata e destinazione dei fondi del Pnrr e appare ancora una volta come una colonia depredata ed abbandonata”.

Data la situazione drammatica in cui versa la democrazia nel nostro Paese – si conclude nella locandina –, è facile capire come la balcanizzazione del Paese, prevista da molti osservatori, sia dietro l’angolo se non si interviene rapidamente per eliminare le sempre più insopportabili differenze ed iniquità territoriali. Per cui a nostro avviso è ora di dare una ‘scossa’ e una degna rappresentanza politica al Sud!

Fonte: Il Sud Conta-articolo di Salvatore Lucchese


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martedì 1 marzo 2022

A Napoli una grande vittoria politica

 Di Antonio Luongo

Stasera festeggiamo una grande vittoria politica.
Stamattina col Partito del Sud , demA - Democrazia e Autonomia , Pci, Potere al Popolo, Partito della Rifondazione Comunista abbiamo tenuto un presidio fuori al Maschio Angioino per esprimere contrarietà all'art.6 dell DDL concorrenza voluto da Draghi.
Oggi il Consiglio Comunale di Napoli, all'unanimità ha votato lo stralcio di questo articolo , con un ordine del giorno presentato da Alessandra Clemente.
La città di Napoli prenderà formalmente posizione contro il provvedimento governativo.
I servizi pubblici devono restare tali e la privatizzazione mascherata di Draghi va fermata. Una mossa liberista ancora più grave, condotta strumentalizzando il ruolo degli enti locali, su cui si tenta di scaricare la responsabilità politica di scelte che minano la qualità della vita di milioni di cittadini, attraverso vincoli stringenti e spesso non sostenibili.
I servizi per acqua, trasporti, rifiuti, non sono ancora salvi, ma Napoli ancora una volta ha dimostrato di non volersi piegare al piano neoliberista voluto dal presidente del Consiglio. La nostra speranza é che anche altri comuni trovino il coraggio
Di dire no.
E' stato importantissimo portare avanti nei mesi scorsi una battaglia attenta e continua, una visione alternativa, dimostrando che non bisogna arrendersi. Anche dall'opposizione, grazie all'instancabile rappresentanza di Alessandro Clemente, faremo il bene della città.



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 Di Antonio Luongo

Stasera festeggiamo una grande vittoria politica.
Stamattina col Partito del Sud , demA - Democrazia e Autonomia , Pci, Potere al Popolo, Partito della Rifondazione Comunista abbiamo tenuto un presidio fuori al Maschio Angioino per esprimere contrarietà all'art.6 dell DDL concorrenza voluto da Draghi.
Oggi il Consiglio Comunale di Napoli, all'unanimità ha votato lo stralcio di questo articolo , con un ordine del giorno presentato da Alessandra Clemente.
La città di Napoli prenderà formalmente posizione contro il provvedimento governativo.
I servizi pubblici devono restare tali e la privatizzazione mascherata di Draghi va fermata. Una mossa liberista ancora più grave, condotta strumentalizzando il ruolo degli enti locali, su cui si tenta di scaricare la responsabilità politica di scelte che minano la qualità della vita di milioni di cittadini, attraverso vincoli stringenti e spesso non sostenibili.
I servizi per acqua, trasporti, rifiuti, non sono ancora salvi, ma Napoli ancora una volta ha dimostrato di non volersi piegare al piano neoliberista voluto dal presidente del Consiglio. La nostra speranza é che anche altri comuni trovino il coraggio
Di dire no.
E' stato importantissimo portare avanti nei mesi scorsi una battaglia attenta e continua, una visione alternativa, dimostrando che non bisogna arrendersi. Anche dall'opposizione, grazie all'instancabile rappresentanza di Alessandro Clemente, faremo il bene della città.



lunedì 28 febbraio 2022

NAPOLI CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI

Stamani, 28/02/2022, davanti al Maschio Angioino a Napoli evento d'adesione delle forze antiliberiste Prc, Pap, demA, Partito del Sud (con Antonio Luongo) e Pci alla Campagna di contestazione al Ddl Concorrenza del governo.

Il Governo Draghi accelera circa l'approvazione del DDL CONCORRENZA, che ha come unico fine la PRIVATIZZAZIONE di ciò che rimane dei servizi pubblici locali, soprattutto in termini di Acqua, trasporti e rifiuti, ed interviene anche su porti, spiagge e licenze taxi. Tale provvedimento di chiara impronta LIBERISTA, rappresenta anche una delle condizionali "trappola" per l'erogazione dei fondi PNRR (riforme abilitanti).

In questo contesto e col PATTO per NAPOLI, Sindaco Manfredi e Ass. Baretta, ricevono carta bianca per recarsi a Roma dallo stesso Draghi, e impegnare Napoli all'AUSTERITY per i prossimi 20 anni: tra aumento della tassazione, svendita immobiliare, contenimento salario per i dipendenti e riorganizzazione delle Società partecipate, emerge un approccio in stile Troika per le città metropolitane che vi aderiscono.
L'insieme di queste misure considerato il CAROVITA, con sproporzionato aumento di bollette di luce e gas (a dimostrazione che le liberalizzazioni non sono servite proprio a nulla) produrrà soltanto miseria e diseguaglianze.
La Napoli che resiste invece, su beni comuni e ripubblicizzazione dell'acqua, ha dimostrato che l'ALTERNATIVA è possibile e sostenibile, dando fiducia a 27 milioni di cittadini che hanno votato i Referendum del 2011.
Aderendo quindi alla Campagna Nazionale contro il DDL CONCORRENZA Rivendichiamo che il Consiglio comunale si esprima positivamente alla Richiesta di STRALCIO dell'ART. 6, votando l' Ordine del Giorno che sarà presentato nella seduta di lunedi prossimo da Alessandra Clemente, proprio come sta accadendo in altri Municipi o altre Regioni come per esempio in consiglio regionale del Friuli V.G!!!
Le Forze politiche che hanno sostenuto la COALIZIONE ANTILIBERISTA fanno appello a tutte le realtà sociali della città che in questi anni hanno sostenuto e attraversato tali vertenze, e a partecipare e sostenere il PRESIDIO al Maschio Angioino ore 9.00 del 28 febbraio 2022 promosso dalla stessa coalizione composta da PRC, POTERE AL POPOLO, DEMA, PARTITO DEL SUD E PCI






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Stamani, 28/02/2022, davanti al Maschio Angioino a Napoli evento d'adesione delle forze antiliberiste Prc, Pap, demA, Partito del Sud (con Antonio Luongo) e Pci alla Campagna di contestazione al Ddl Concorrenza del governo.

Il Governo Draghi accelera circa l'approvazione del DDL CONCORRENZA, che ha come unico fine la PRIVATIZZAZIONE di ciò che rimane dei servizi pubblici locali, soprattutto in termini di Acqua, trasporti e rifiuti, ed interviene anche su porti, spiagge e licenze taxi. Tale provvedimento di chiara impronta LIBERISTA, rappresenta anche una delle condizionali "trappola" per l'erogazione dei fondi PNRR (riforme abilitanti).

In questo contesto e col PATTO per NAPOLI, Sindaco Manfredi e Ass. Baretta, ricevono carta bianca per recarsi a Roma dallo stesso Draghi, e impegnare Napoli all'AUSTERITY per i prossimi 20 anni: tra aumento della tassazione, svendita immobiliare, contenimento salario per i dipendenti e riorganizzazione delle Società partecipate, emerge un approccio in stile Troika per le città metropolitane che vi aderiscono.
L'insieme di queste misure considerato il CAROVITA, con sproporzionato aumento di bollette di luce e gas (a dimostrazione che le liberalizzazioni non sono servite proprio a nulla) produrrà soltanto miseria e diseguaglianze.
La Napoli che resiste invece, su beni comuni e ripubblicizzazione dell'acqua, ha dimostrato che l'ALTERNATIVA è possibile e sostenibile, dando fiducia a 27 milioni di cittadini che hanno votato i Referendum del 2011.
Aderendo quindi alla Campagna Nazionale contro il DDL CONCORRENZA Rivendichiamo che il Consiglio comunale si esprima positivamente alla Richiesta di STRALCIO dell'ART. 6, votando l' Ordine del Giorno che sarà presentato nella seduta di lunedi prossimo da Alessandra Clemente, proprio come sta accadendo in altri Municipi o altre Regioni come per esempio in consiglio regionale del Friuli V.G!!!
Le Forze politiche che hanno sostenuto la COALIZIONE ANTILIBERISTA fanno appello a tutte le realtà sociali della città che in questi anni hanno sostenuto e attraversato tali vertenze, e a partecipare e sostenere il PRESIDIO al Maschio Angioino ore 9.00 del 28 febbraio 2022 promosso dalla stessa coalizione composta da PRC, POTERE AL POPOLO, DEMA, PARTITO DEL SUD E PCI






domenica 27 febbraio 2022

NAPOLI: APPELLO PER UN PRESIDIO CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI - Maschio Angioino ore 9.00, lunedì 28 febbraio 2022

APPELLO PER UN PRESIDIO CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI 

Napoli, Maschio Angioino ore 9.00, lunedì 28 febbraio 2022

Promosso dalla coalizione composta da PRC, POTERE AL POPOLO, DEMA, PARTITO DEL SUD E PCI
Il Governo Draghi accelera circa l'approvazione del DDL CONCORRENZA, che ha come unico fine la PRIVATIZZAZIONE di ciò che rimane dei servizi pubblici locali, soprattutto in termini di Acqua, trasporti e rifiuti, ed interviene anche su porti, spiagge e licenze taxi. Tale provvedimento di chiara impronta LIBERISTA, rappresenta anche una delle condizionali "trappola" per l'erogazione dei fondi PNRR (riforme abilitanti).
In questo contesto e col PATTO per NAPOLI, Sindaco Manfredi e Ass. Baretta, ricevono carta bianca per recarsi a Roma dallo stesso Draghi, e impegnare Napoli all'AUSTERITY per i prossimi 20 anni: tra aumento della tassazione, svendita immobiliare, contenimento salario per i dipendenti e riorganizzazione delle Società partecipate, emerge un approccio in stile Troika per le città metropolitane che vi aderiscono.

L'insieme di queste misure considerato il CAROVITA, con sproporzionato aumento di bollette di luce e gas (a dimostrazione che le liberalizzazioni non sono servite proprio a nulla) produrrà soltanto miseria e diseguaglianze.
La Napoli che resiste invece, su beni comuni e ripubblicizzazione dell'acqua, ha dimostrato che l'ALTERNATIVA è possibile e sostenibile, dando fiducia a 27 milioni di cittadini che hanno votato i Referendum del 2011.

Aderendo quindi alla Campagna Nazionale contro il DDL CONCORRENZA Rivendichiamo che il Consiglio comunale si esprima positivamente alla Richiesta di STRALCIO dell'ART. 6, votando l' Ordine del Giorno che sarà presentato nella seduta di lunedi prossimo da Alessandra Clemente, proprio come sta accadendo in altri Municipi o altre Regioni come per esempio in consiglio regionale del Friuli V.G!!!

Le Forze politiche che hanno sostenuto la COALIZIONE ANTILIBERISTA fanno appello a tutte le realtà sociali della città che in questi anni hanno sostenuto e attraversato tali vertenze, e a partecipare e sostenere il PRESIDIO al Maschio Angioino ore 9.00 del 28 febbraio 2022 promosso dalla stessa coalizione composta da PRC, POTERE AL POPOLO, DEMA, PARTITO DEL SUD E PCI.





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APPELLO PER UN PRESIDIO CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI 

Napoli, Maschio Angioino ore 9.00, lunedì 28 febbraio 2022

Promosso dalla coalizione composta da PRC, POTERE AL POPOLO, DEMA, PARTITO DEL SUD E PCI
Il Governo Draghi accelera circa l'approvazione del DDL CONCORRENZA, che ha come unico fine la PRIVATIZZAZIONE di ciò che rimane dei servizi pubblici locali, soprattutto in termini di Acqua, trasporti e rifiuti, ed interviene anche su porti, spiagge e licenze taxi. Tale provvedimento di chiara impronta LIBERISTA, rappresenta anche una delle condizionali "trappola" per l'erogazione dei fondi PNRR (riforme abilitanti).
In questo contesto e col PATTO per NAPOLI, Sindaco Manfredi e Ass. Baretta, ricevono carta bianca per recarsi a Roma dallo stesso Draghi, e impegnare Napoli all'AUSTERITY per i prossimi 20 anni: tra aumento della tassazione, svendita immobiliare, contenimento salario per i dipendenti e riorganizzazione delle Società partecipate, emerge un approccio in stile Troika per le città metropolitane che vi aderiscono.

L'insieme di queste misure considerato il CAROVITA, con sproporzionato aumento di bollette di luce e gas (a dimostrazione che le liberalizzazioni non sono servite proprio a nulla) produrrà soltanto miseria e diseguaglianze.
La Napoli che resiste invece, su beni comuni e ripubblicizzazione dell'acqua, ha dimostrato che l'ALTERNATIVA è possibile e sostenibile, dando fiducia a 27 milioni di cittadini che hanno votato i Referendum del 2011.

Aderendo quindi alla Campagna Nazionale contro il DDL CONCORRENZA Rivendichiamo che il Consiglio comunale si esprima positivamente alla Richiesta di STRALCIO dell'ART. 6, votando l' Ordine del Giorno che sarà presentato nella seduta di lunedi prossimo da Alessandra Clemente, proprio come sta accadendo in altri Municipi o altre Regioni come per esempio in consiglio regionale del Friuli V.G!!!

Le Forze politiche che hanno sostenuto la COALIZIONE ANTILIBERISTA fanno appello a tutte le realtà sociali della città che in questi anni hanno sostenuto e attraversato tali vertenze, e a partecipare e sostenere il PRESIDIO al Maschio Angioino ore 9.00 del 28 febbraio 2022 promosso dalla stessa coalizione composta da PRC, POTERE AL POPOLO, DEMA, PARTITO DEL SUD E PCI.





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Natale Cuccurese: “Politici del centro-sinistra-destra, ‘patrioti’ sulla pelle dei meridionali”

La conclamata condizione del Sud Italia come colonia estrattiva interna di risorse economiche ed umane a favore del sistema Nord deve indurci a domandarci quale sia la composizione territoriale delle forze armate italiane, il cui intervento, nell’ambito dell’alleanza Nato, è invocato, dai maggiori leader del Partito Unico del Nord per fronteggiare la crisi ucraina.

Ebbene, a questa domanda ha dato una risposta chiara, netta ed inequivocabile il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che, dati alla mano, sul suo profilo facebook personale, ha evidenziato che il 70,15% degli appartenenti alle forze armate italiane è di origine meridionale.

Adesso capite – ha chiosato Cuccurese – che i patrioti del centro-sinistra-destra in Ucraina a combattere non vogliono mandarci i loro figli ma i vostri?!

Fonte: Vesuvianonews-articolo Salvatore Lucchese




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La conclamata condizione del Sud Italia come colonia estrattiva interna di risorse economiche ed umane a favore del sistema Nord deve indurci a domandarci quale sia la composizione territoriale delle forze armate italiane, il cui intervento, nell’ambito dell’alleanza Nato, è invocato, dai maggiori leader del Partito Unico del Nord per fronteggiare la crisi ucraina.

Ebbene, a questa domanda ha dato una risposta chiara, netta ed inequivocabile il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che, dati alla mano, sul suo profilo facebook personale, ha evidenziato che il 70,15% degli appartenenti alle forze armate italiane è di origine meridionale.

Adesso capite – ha chiosato Cuccurese – che i patrioti del centro-sinistra-destra in Ucraina a combattere non vogliono mandarci i loro figli ma i vostri?!

Fonte: Vesuvianonews-articolo Salvatore Lucchese




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LAB-SUD: “PER LA RISCOSSA DEL SUD, COMUNITÀ RIBELLI CON IL ‘CAPPELLO IN MANO’. BASTA REMORE!”

 

"Abbiamo il compito di creare “Comunità ribelli” con il “cappello in testa”, una nuova forma di soggettività conflittuali, che dalla contraddizione capitale/vita metta in campo un agire di collettivo che parta dalla difesa del territorio, dai bisogni individuali per un’autorganizzazione collettiva, per l’organizzazione di conflitto ad ogni insulto del potere e delle relazioni sociali dominanti ad un popolo e la sua terra. Comunità, luoghi di critica biopolitica e auto organizzazione, di costruzione del contropotere in contrapposizione al modello di sviluppo capitalistico. L’alternativa oggi può nascere da Sud".




Da circa un trentennio, in corrispondenza con la progressiva affermazione della centralità della presunta “questione settentrionale” agitata dalla Lega Nord e fatta propria dal Partito democratico, da Forza Italia e dal M5S, il Sud è privo di un’adeguata rappresentanza politica a livello istituzionale sia nazionale che locale.

Rimosso il Mezzogiorno dal discorso pubblico prima e derubricata la “questione meridionale” da questione nazionale a questione locale dopo, insomma, spenti i riflettori sullo storico divario Nord-Sud, nel corso degli ultimi diciassette anni, come certificato dal Rapporto Eurispes 2020, ai 20milioni di cittadini italiani residenti nelle regioni meridionali sono stati sottratti in modo del tutto illegittimo 840miliardi di euro di spesa pubblica allargata pro-capite.

Ancora oggi, come attestato da Cassa  Depositi e Prestiti, dalla Ragioneria Generale dello Stato, dalla Corte dei Conti, dalla Corte costituzionale e dalla Svimez, sulla base del criterio della spesa storica, in nome dell’ideologia etno-liberista della “locomotiva” Nord e della “palla al piede” Sud, ogni anno ai cittadini meridionali vengono indebitamente scippati circa 60miliardi di euro di spesa pubblica complessiva annua per essere drenati verso le regioni settentrionali.

Il tutto avviene con la complicità delle classi dominanti estrattive meridionali, che, in cambio di un “piatto di lenticchie” più o meno abbondante, danno il via libera a che i diritti dei loro concittadini vengano limitati se non del tutto azzerati.

Se ancora oggi al Sud viene riservato nominalmente soltanto il 40% delle risorse “territorializzabili” dei circa 190miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza e non il 65%, come da criteri di ripartizione UE, se ancora oggi le maggiori Regioni leghiste e proto-leghiste del Nord – Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna – fanno “Asse” – l’“Asse del Male” – per perseguire la “secessione dei ricchi”, ciò è dovuto ad un drammatico vuoto di rappresentanza che lascia senza voce 20milioni di cittadini meridionali considerati da sempre “figli di un dio minore”, a cui se va bene, verranno riservate le briciole dell’extra-gettito fiscale dei territori “virtuosi” settentrionali.

Che fare per dare voce a chi non ha voce? Che fare per evitare quello che, a ragione, Natale Cuccurese ha definito il pericolo di “balcanizzazione” del Paese?

Avviare un processo costituente di tutte le forze meridionaliste e meridionali di orientamento progressista e radicale per dare vita a “comunità ribelli” con il “cappello in mano”. Questa, in estrema sintesi, l’appello politico lanciato dopo due anni di impegno meridionalistico a livello informativo e culturale dal “Laboratorio di riscossa per il Sud”.

Di seguito, la versione integrale dell’Appello”, pubblicato il 26 gennaio 2022 sul sito della “Rivista LEFT. Un pensiero nuovo a Sinistra”.

La riscossa del Sud, perché il Meridione non sia più terra di conquista e sfruttamento

Bisogna capovolgere la prospettiva geografica e in ottica euromediterranea iniziare ad operare politicamente per costruire tutti insieme una grande forza del Sud che possa controbilanciare la logica che da più di 160 anni prevale e mantiene ogni centro di potere finanziario, politico, culturale al Nord e che vede il Mezzogiorno solo come una colonia interna estrattiva. È ovvio che questo può avvenire solo in un’ottica marxista e deve necessariamente fare leva con chi non è compromesso da decenni di connivenza politica e finanziaria con il “fronte del Nord”, al fine di dare una degna rappresentanza ai territori del Sud. Il tutto non in ottica revanscista, ne farebbe una Lega del Sud, ma solo di equità nazionale, in rispetto dei principi costituzionali e andando a creare una sinergia positiva per tutta la nazione, ma soprattutto per tutti i cittadini, del Sud così come del Nord.

Come Laboratorio per la riscossa del Sud, in collaborazione con la rivista Left e Transform Italia, crediamo che la fase storica attuale per il Mezzogiorno sia particolarmente delicata. Il Sud si dibatte fra Autonomia differenziata e destinazione dei fondi del Pnrr e appare ancora una volta come una colonia depredata ed abbandonata. Terra di conquista, di sfruttamento ed abbandono, dal 1861 vive una condizione che ne ha determinato nel corso dei secoli, nel senso comune, la convinzione di una zavorra per lo sviluppo del Paese, condizionandone da un lato un approccio antropologico della popolazione nella gestione del territorio e del quotidiano ma dall’altro la messa in discussione di uno stato di accettazione che ha dato vita a focolai di lotta e di conquista. I nostri territori sono stati luoghi di rivolte contadine, dei movimenti di occupazione delle terre, di movimenti per il salario, per il diritto al lavoro e alla casa, di movimenti femministi, delle conflittualità urbane lungo tutto il Novecento. Tutte rivoluzioni tradite, tutte “Rivoluzioni (sfruttate a favore) del ricco” così come bollate da Salvemini. Un lento trascinarsi che, come ben delineato da Antonio Gramsci hanno portato alla nascita e all’incancrenirsi della “Questione meridionale”, fino all’attuale degenerazione in dispregio degli articoli della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.

Al fine di invertire la prospettiva geografica stiamo già lavorando da più di due anni. Da tutto questo lavoro sono nati sia documenti come la Carta dei diritti del Sud, lettere aperte ai deputati meridionali, al ministro del Sud, sia con incontri sui territori, fin quando è stato possibile vista l’emergenza in cui ci troviamo tutti a vivere ed operare, e poi con tanti incontri in diretta on-line.

L’ultimo dei quali con Luigi de Magistris nei giorni scorsi per presentare il libro Lezioni meridionali nato in collaborazione con Left ( qui il link alla presentazione video) dove sono stati sottolineati aspetti che a noi sembrano fondamentali, così come sottolineato anche dalle condivisibili parole di Luigi de Magistris.

Nei giorni antecedenti quest’ultimo incontro abbiamo prodotto il testo “Sud senza rappresentanza” che si può leggere su Transform!italia proprio per porre in rilievo questi aspetti. La nostra idea è che il Sud alla fine dell’attuale commedia politica, gestita dal governo più antimeridionale e classista della storia della Repubblica, ben supportato nell’inganno da politici del Sud evidentemente interessati al mantenimento dello status quo, si ritroverà, se va bene e come sempre, con un’elemosina per quanto riguarda il Pnrr e con l’Autonomia differenziata in dirittura d’arrivo. Data la situazione drammatica in cui versa la democrazia nel nostro Paese, è facile capire come la balcanizzazione del Paese, prevista da molti osservatori, sia dietro l’angolo se non si interviene rapidamente per eliminare le sempre più insopportabili differenze ed iniquità territoriali.
Per cui a nostro avviso è ora di dare una “scossa” e una degna rappresentanza politica al Sud!

Dato che il laboratorio permanente “La riscossa del Sud” è uno spazio di confronto che incontra i territori, attraversando tutte le regioni del Sud, pensiamo di organizzare un primo grande appuntamento assembleare, non appena l’emergenza in corso lo renderà possibile, tra le realtà organizzate meridionali, per strutturare la nostra opposizione, non solo con quanti in questi lunghi mesi hanno aderito al nostro percorso e che ringraziamo, ma aperta anche a tutti quanti lottano per i diritti negati e le offese recate al Sud.

Abbiamo il compito di creare “Comunità ribelli” con il “cappello in testa”, una nuova forma di soggettività conflittuali, che dalla contraddizione capitale/vita metta in campo un agire di collettivo che parta dalla difesa del territorio, dai bisogni individuali per un’autorganizzazione collettiva, per l’organizzazione di conflitto ad ogni insulto del potere e delle relazioni sociali dominanti ad un popolo e la sua terra. Comunità, luoghi di critica biopolitica e auto organizzazione, di costruzione del contropotere in contrapposizione al modello di sviluppo capitalistico. L’alternativa oggi può nascere da Sud.

Fonte: Il Sud Conta - articolo di Salvatore Lucchese



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"Abbiamo il compito di creare “Comunità ribelli” con il “cappello in testa”, una nuova forma di soggettività conflittuali, che dalla contraddizione capitale/vita metta in campo un agire di collettivo che parta dalla difesa del territorio, dai bisogni individuali per un’autorganizzazione collettiva, per l’organizzazione di conflitto ad ogni insulto del potere e delle relazioni sociali dominanti ad un popolo e la sua terra. Comunità, luoghi di critica biopolitica e auto organizzazione, di costruzione del contropotere in contrapposizione al modello di sviluppo capitalistico. L’alternativa oggi può nascere da Sud".




Da circa un trentennio, in corrispondenza con la progressiva affermazione della centralità della presunta “questione settentrionale” agitata dalla Lega Nord e fatta propria dal Partito democratico, da Forza Italia e dal M5S, il Sud è privo di un’adeguata rappresentanza politica a livello istituzionale sia nazionale che locale.

Rimosso il Mezzogiorno dal discorso pubblico prima e derubricata la “questione meridionale” da questione nazionale a questione locale dopo, insomma, spenti i riflettori sullo storico divario Nord-Sud, nel corso degli ultimi diciassette anni, come certificato dal Rapporto Eurispes 2020, ai 20milioni di cittadini italiani residenti nelle regioni meridionali sono stati sottratti in modo del tutto illegittimo 840miliardi di euro di spesa pubblica allargata pro-capite.

Ancora oggi, come attestato da Cassa  Depositi e Prestiti, dalla Ragioneria Generale dello Stato, dalla Corte dei Conti, dalla Corte costituzionale e dalla Svimez, sulla base del criterio della spesa storica, in nome dell’ideologia etno-liberista della “locomotiva” Nord e della “palla al piede” Sud, ogni anno ai cittadini meridionali vengono indebitamente scippati circa 60miliardi di euro di spesa pubblica complessiva annua per essere drenati verso le regioni settentrionali.

Il tutto avviene con la complicità delle classi dominanti estrattive meridionali, che, in cambio di un “piatto di lenticchie” più o meno abbondante, danno il via libera a che i diritti dei loro concittadini vengano limitati se non del tutto azzerati.

Se ancora oggi al Sud viene riservato nominalmente soltanto il 40% delle risorse “territorializzabili” dei circa 190miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza e non il 65%, come da criteri di ripartizione UE, se ancora oggi le maggiori Regioni leghiste e proto-leghiste del Nord – Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna – fanno “Asse” – l’“Asse del Male” – per perseguire la “secessione dei ricchi”, ciò è dovuto ad un drammatico vuoto di rappresentanza che lascia senza voce 20milioni di cittadini meridionali considerati da sempre “figli di un dio minore”, a cui se va bene, verranno riservate le briciole dell’extra-gettito fiscale dei territori “virtuosi” settentrionali.

Che fare per dare voce a chi non ha voce? Che fare per evitare quello che, a ragione, Natale Cuccurese ha definito il pericolo di “balcanizzazione” del Paese?

Avviare un processo costituente di tutte le forze meridionaliste e meridionali di orientamento progressista e radicale per dare vita a “comunità ribelli” con il “cappello in mano”. Questa, in estrema sintesi, l’appello politico lanciato dopo due anni di impegno meridionalistico a livello informativo e culturale dal “Laboratorio di riscossa per il Sud”.

Di seguito, la versione integrale dell’Appello”, pubblicato il 26 gennaio 2022 sul sito della “Rivista LEFT. Un pensiero nuovo a Sinistra”.

La riscossa del Sud, perché il Meridione non sia più terra di conquista e sfruttamento

Bisogna capovolgere la prospettiva geografica e in ottica euromediterranea iniziare ad operare politicamente per costruire tutti insieme una grande forza del Sud che possa controbilanciare la logica che da più di 160 anni prevale e mantiene ogni centro di potere finanziario, politico, culturale al Nord e che vede il Mezzogiorno solo come una colonia interna estrattiva. È ovvio che questo può avvenire solo in un’ottica marxista e deve necessariamente fare leva con chi non è compromesso da decenni di connivenza politica e finanziaria con il “fronte del Nord”, al fine di dare una degna rappresentanza ai territori del Sud. Il tutto non in ottica revanscista, ne farebbe una Lega del Sud, ma solo di equità nazionale, in rispetto dei principi costituzionali e andando a creare una sinergia positiva per tutta la nazione, ma soprattutto per tutti i cittadini, del Sud così come del Nord.

Come Laboratorio per la riscossa del Sud, in collaborazione con la rivista Left e Transform Italia, crediamo che la fase storica attuale per il Mezzogiorno sia particolarmente delicata. Il Sud si dibatte fra Autonomia differenziata e destinazione dei fondi del Pnrr e appare ancora una volta come una colonia depredata ed abbandonata. Terra di conquista, di sfruttamento ed abbandono, dal 1861 vive una condizione che ne ha determinato nel corso dei secoli, nel senso comune, la convinzione di una zavorra per lo sviluppo del Paese, condizionandone da un lato un approccio antropologico della popolazione nella gestione del territorio e del quotidiano ma dall’altro la messa in discussione di uno stato di accettazione che ha dato vita a focolai di lotta e di conquista. I nostri territori sono stati luoghi di rivolte contadine, dei movimenti di occupazione delle terre, di movimenti per il salario, per il diritto al lavoro e alla casa, di movimenti femministi, delle conflittualità urbane lungo tutto il Novecento. Tutte rivoluzioni tradite, tutte “Rivoluzioni (sfruttate a favore) del ricco” così come bollate da Salvemini. Un lento trascinarsi che, come ben delineato da Antonio Gramsci hanno portato alla nascita e all’incancrenirsi della “Questione meridionale”, fino all’attuale degenerazione in dispregio degli articoli della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.

Al fine di invertire la prospettiva geografica stiamo già lavorando da più di due anni. Da tutto questo lavoro sono nati sia documenti come la Carta dei diritti del Sud, lettere aperte ai deputati meridionali, al ministro del Sud, sia con incontri sui territori, fin quando è stato possibile vista l’emergenza in cui ci troviamo tutti a vivere ed operare, e poi con tanti incontri in diretta on-line.

L’ultimo dei quali con Luigi de Magistris nei giorni scorsi per presentare il libro Lezioni meridionali nato in collaborazione con Left ( qui il link alla presentazione video) dove sono stati sottolineati aspetti che a noi sembrano fondamentali, così come sottolineato anche dalle condivisibili parole di Luigi de Magistris.

Nei giorni antecedenti quest’ultimo incontro abbiamo prodotto il testo “Sud senza rappresentanza” che si può leggere su Transform!italia proprio per porre in rilievo questi aspetti. La nostra idea è che il Sud alla fine dell’attuale commedia politica, gestita dal governo più antimeridionale e classista della storia della Repubblica, ben supportato nell’inganno da politici del Sud evidentemente interessati al mantenimento dello status quo, si ritroverà, se va bene e come sempre, con un’elemosina per quanto riguarda il Pnrr e con l’Autonomia differenziata in dirittura d’arrivo. Data la situazione drammatica in cui versa la democrazia nel nostro Paese, è facile capire come la balcanizzazione del Paese, prevista da molti osservatori, sia dietro l’angolo se non si interviene rapidamente per eliminare le sempre più insopportabili differenze ed iniquità territoriali.
Per cui a nostro avviso è ora di dare una “scossa” e una degna rappresentanza politica al Sud!

Dato che il laboratorio permanente “La riscossa del Sud” è uno spazio di confronto che incontra i territori, attraversando tutte le regioni del Sud, pensiamo di organizzare un primo grande appuntamento assembleare, non appena l’emergenza in corso lo renderà possibile, tra le realtà organizzate meridionali, per strutturare la nostra opposizione, non solo con quanti in questi lunghi mesi hanno aderito al nostro percorso e che ringraziamo, ma aperta anche a tutti quanti lottano per i diritti negati e le offese recate al Sud.

Abbiamo il compito di creare “Comunità ribelli” con il “cappello in testa”, una nuova forma di soggettività conflittuali, che dalla contraddizione capitale/vita metta in campo un agire di collettivo che parta dalla difesa del territorio, dai bisogni individuali per un’autorganizzazione collettiva, per l’organizzazione di conflitto ad ogni insulto del potere e delle relazioni sociali dominanti ad un popolo e la sua terra. Comunità, luoghi di critica biopolitica e auto organizzazione, di costruzione del contropotere in contrapposizione al modello di sviluppo capitalistico. L’alternativa oggi può nascere da Sud.

Fonte: Il Sud Conta - articolo di Salvatore Lucchese



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giovedì 24 febbraio 2022

IL PARTITO DEL SUD SI SCHIERA PER LA PACE CONTRO OGNI TIPO DI CONFLITTO

Purtroppo la cronaca odierna riporta che in Ucraina, come si temeva, è scoppiata la guerra a fronte di un carente lavoro diplomatico delle nazioni europee e di una persistente posizione statunitense, bloccata dagli evidenti interessi ed obiettivi della Nato. La posizione russa, poco disponibile a continuare discussioni sulla necessità che l'Ucraina resti distante dall'aggregazione Nato, hanno determinato la tragicità degli eventi. Il risultato di questo muro contro muro è una guerra ormai deflagrata. 

Riteniamo, al di là di maggiori approfondimenti del tema nelle prossime ore, come Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti che l'inderogabile priorità sia il blocco della guerra, che, come comprovato dalla storia è solo una tragedia per i popoli coinvolti e non risolutiva di nessuna problematica. 

Da qui il nostro invito ed impegno a tutti i livelli a battersi per bloccare e superare le criticità che hanno determinato la guerra in corso. 

Inoltre come Partito del Sud non possiamo dimenticare i legami storici che legano il Sud Italia alla Russia ed al suo popolo e anche in nome di questo legame invitiamo tutti alla pace e alla tolleranza così come richiesto dalla Costituzione italiana all’Art. 11. 

Sì al disarmo bilaterale, alla diplomazia, alla pace! 


CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE DEL PARTITO DEL SUD




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Purtroppo la cronaca odierna riporta che in Ucraina, come si temeva, è scoppiata la guerra a fronte di un carente lavoro diplomatico delle nazioni europee e di una persistente posizione statunitense, bloccata dagli evidenti interessi ed obiettivi della Nato. La posizione russa, poco disponibile a continuare discussioni sulla necessità che l'Ucraina resti distante dall'aggregazione Nato, hanno determinato la tragicità degli eventi. Il risultato di questo muro contro muro è una guerra ormai deflagrata. 

Riteniamo, al di là di maggiori approfondimenti del tema nelle prossime ore, come Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti che l'inderogabile priorità sia il blocco della guerra, che, come comprovato dalla storia è solo una tragedia per i popoli coinvolti e non risolutiva di nessuna problematica. 

Da qui il nostro invito ed impegno a tutti i livelli a battersi per bloccare e superare le criticità che hanno determinato la guerra in corso. 

Inoltre come Partito del Sud non possiamo dimenticare i legami storici che legano il Sud Italia alla Russia ed al suo popolo e anche in nome di questo legame invitiamo tutti alla pace e alla tolleranza così come richiesto dalla Costituzione italiana all’Art. 11. 

Sì al disarmo bilaterale, alla diplomazia, alla pace! 


CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE DEL PARTITO DEL SUD




EMILIA ROMAGNA: NO ALL’ASSE DEL NORD, NO ALL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA! (Comunicato stampa unitario demA, PCI, Partito della Rifondazione Comunista, Partito del Sud e L’Altra Emilia-Romagna)

Riprende e si rafforza l’Asse delle Regioni ricche, nato con il malcelato scopo di accrescere nel Paese disuguaglianze sociali e territoriali, grazie all’Autonomia differenziata che rischia di portare in breve tempo alla dissoluzione dell’unità del Paese. Per togliere ogni dubbio sulla sponda separatista e di destra han ben pensato di chiamarlo "Asse dell'autonomia", Zaia-Bonaccini.

Una richiesta pressante di autonomia che avanza nella totale mancanza di trasparenza e condivisione democratica attorno al tema: non si conosce infatti il testo aggiornato su cui si cerca l’intesa, così come non sono noti i veri contenuti oggetto della contrattazione e del rapporto fra le parti. In altre parole si sta procedendo a fari spenti nella più assoluta opacità e mancanza d’informazione ai cittadini, tant'è che Regione che vai narrazione che senti. Richiesta che guarda caso giunge proprio mentre la pandemia ha mostrato tutti i limiti di venti sistemi sanitari diversi e, paradossalmente, mentre Bonaccini chiede al governo centrale denaro per colmare il buco da 800milioni di Euro della Sanità dell’Emilia-Romagna, come riportato da alcune testate, che per la prima volta nella sua storia rischia il default e il commissariamento.
Non è affatto vero come dice Bonaccini che l'Emilia-Romagna non chiede un Euro in più allo Stato, dato che l'Autonomia è richiesta a saldi di bilancio invariati, il che significa cristallizzare differenze territoriali che già oggi fanno dell’Italia un Paese profondamente diseguale, disattendendo il compito che il Pnrr almeno a parole avrebbe dovuto svolgere visto che l’Italia ha ottenuto il più alto finanziamento fra tutti i Paesi Ue proprio per iniziare a porre rimedio a diseguaglianze e alla disastrosa condizione del Mezzogiorno.
Al contrario di Zaia, Bonaccini e di Fontana, come DemA, Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Partito del Sud e L’Altra Emilia-Romagna, diciamo NO all’Autonomia differenziata e riteniamo che siano maturi i tempi per porre mano alle storture costituzionali conseguenti alla sciagurata riforma del Titolo V del 2001, che oltretutto dopo più di vent’anni non vedono ancora la definizione dei LEP.
La Costituzione già oggi riconosce e promuove le autonomie locali e i Presidenti di Regione, anziché avviare pericolosi processi conflittuali fra Regioni e Stato, dovrebbero unirsi nel chiedere al governo una politica di investimenti per i territori al fine di rendere esigibili i diritti costituzionali a tutti i cittadini. A tal fine infatti abbiamo sostenuto la petizione popolare presentata a dicembre in Regione per il ritiro della richiesta di Autonomia differenziata, promossa dal Comitato contro l’Autonomia Differenziata dell’Emilia-Romagna e partecipato alla relativa raccolta firme.
Solo due anni fa per le elezioni regionali in Emilia-Romagna Bonaccini chiedeva il “voto utile” per fermare la Lega. Oggi il Pd insieme alla Lega governa il Paese e Bonaccini e Zaia fanno una conferenza stampa congiunte in totale sintonia. Il voto dei cittadini si è rivelato utile solo per spostare l’Asse politico verso destra, con un “patto tripartito” che vede Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto collaborare contro l’interesse dei cittadini sia del Nord che del Sud al fine di favorire privatizzazioni e califfati locali.

I/le Segretari/e Regionali:
Enrico Panini -demA
Selene Prodi-Partito Comunista Italiano
Stefano Lugli -Partito della Rifondazione Comunista
Natale Cuccurese-Partito del Sud
Cristina Quintavalla -L’Altra Emilia Romagna




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Riprende e si rafforza l’Asse delle Regioni ricche, nato con il malcelato scopo di accrescere nel Paese disuguaglianze sociali e territoriali, grazie all’Autonomia differenziata che rischia di portare in breve tempo alla dissoluzione dell’unità del Paese. Per togliere ogni dubbio sulla sponda separatista e di destra han ben pensato di chiamarlo "Asse dell'autonomia", Zaia-Bonaccini.

Una richiesta pressante di autonomia che avanza nella totale mancanza di trasparenza e condivisione democratica attorno al tema: non si conosce infatti il testo aggiornato su cui si cerca l’intesa, così come non sono noti i veri contenuti oggetto della contrattazione e del rapporto fra le parti. In altre parole si sta procedendo a fari spenti nella più assoluta opacità e mancanza d’informazione ai cittadini, tant'è che Regione che vai narrazione che senti. Richiesta che guarda caso giunge proprio mentre la pandemia ha mostrato tutti i limiti di venti sistemi sanitari diversi e, paradossalmente, mentre Bonaccini chiede al governo centrale denaro per colmare il buco da 800milioni di Euro della Sanità dell’Emilia-Romagna, come riportato da alcune testate, che per la prima volta nella sua storia rischia il default e il commissariamento.
Non è affatto vero come dice Bonaccini che l'Emilia-Romagna non chiede un Euro in più allo Stato, dato che l'Autonomia è richiesta a saldi di bilancio invariati, il che significa cristallizzare differenze territoriali che già oggi fanno dell’Italia un Paese profondamente diseguale, disattendendo il compito che il Pnrr almeno a parole avrebbe dovuto svolgere visto che l’Italia ha ottenuto il più alto finanziamento fra tutti i Paesi Ue proprio per iniziare a porre rimedio a diseguaglianze e alla disastrosa condizione del Mezzogiorno.
Al contrario di Zaia, Bonaccini e di Fontana, come DemA, Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Partito del Sud e L’Altra Emilia-Romagna, diciamo NO all’Autonomia differenziata e riteniamo che siano maturi i tempi per porre mano alle storture costituzionali conseguenti alla sciagurata riforma del Titolo V del 2001, che oltretutto dopo più di vent’anni non vedono ancora la definizione dei LEP.
La Costituzione già oggi riconosce e promuove le autonomie locali e i Presidenti di Regione, anziché avviare pericolosi processi conflittuali fra Regioni e Stato, dovrebbero unirsi nel chiedere al governo una politica di investimenti per i territori al fine di rendere esigibili i diritti costituzionali a tutti i cittadini. A tal fine infatti abbiamo sostenuto la petizione popolare presentata a dicembre in Regione per il ritiro della richiesta di Autonomia differenziata, promossa dal Comitato contro l’Autonomia Differenziata dell’Emilia-Romagna e partecipato alla relativa raccolta firme.
Solo due anni fa per le elezioni regionali in Emilia-Romagna Bonaccini chiedeva il “voto utile” per fermare la Lega. Oggi il Pd insieme alla Lega governa il Paese e Bonaccini e Zaia fanno una conferenza stampa congiunte in totale sintonia. Il voto dei cittadini si è rivelato utile solo per spostare l’Asse politico verso destra, con un “patto tripartito” che vede Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto collaborare contro l’interesse dei cittadini sia del Nord che del Sud al fine di favorire privatizzazioni e califfati locali.

I/le Segretari/e Regionali:
Enrico Panini -demA
Selene Prodi-Partito Comunista Italiano
Stefano Lugli -Partito della Rifondazione Comunista
Natale Cuccurese-Partito del Sud
Cristina Quintavalla -L’Altra Emilia Romagna




 
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