Domenica 3 e lunedì 4 ottobre si vota per le elezioni regionali in Calabria e per il rinnovo dei Consigli comunali in decine di Comuni italiani. Come sapete il Partito del Sud è presente con i propri candidati in Calabria, a Napoli, a Castelforte (LT) e a Roma col proprio simbolo.
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mercoledì 29 settembre 2021
IL SOLO "VOTO UTILE" PER IL SUD E' UN VOTO MERIDIONALISTA. VOTA E FAI VOTARE PER I CANDIDATI DEL PARTITO DEL SUD.
Domenica 3 e lunedì 4 ottobre si vota per le elezioni regionali in Calabria e per il rinnovo dei Consigli comunali in decine di Comuni italiani. Come sapete il Partito del Sud è presente con i propri candidati in Calabria, a Napoli, a Castelforte (LT) e a Roma col proprio simbolo.
venerdì 24 settembre 2021
IL 3 E IL 4 OTTOBRE SI VOTA PER LE COMUNALI A CASTELFORTE (LT) E IL PARTITO DEL SUD SARA' PRESENTE A SOSTEGNO DI GIANCARLO CARDILLO SINDACO!
In questi anni abbiamo sempre seguito, come Sezione locale del Partito del Sud, le vicende politiche a Castelforte, nonchè il difficile e accidentato percorso amministrativo che inevitabilmente ha portato a questa nuova chiamata alle urne. Cinque anni fa abbiamo partecipato alla costruzione di Castelforte Futura con Giancarlo Cardillo Sindaco. Progetto che si è rilevato vincente, risolvendo una crisi che era diventata insanabile per il nostro Comune e che aveva portato la cittadinanza a subire sulla propria pelle le conseguenza di una non amministrazione protrattasi, forse, anche oltre il dovuto.
Il nostro nuovo percorso amministrativo è stato pensato, architettato e costruito per superare finalmente il passato e iniziare seriamente a costruire il futuro. Castelforte è stata ricostruita sulle macerie, prima con quelle lasciate dalla guerra, poi con quelle lasciate del centrodestra. Abbiamo iniziato in questa legislatura a ricostruire Castelforte assieme a tutti quei cittadini che ci hanno voluto sostenere in questi cinque anni. Castelforte Futura a nostro avviso resta l’unico strumento politico che può davvero far continuare Castelforte sulla strada di rinascita, e Giancarlo Cardillo con le persone accuratamente scelte, assolutamente nuove e lontane da ogni qualsivoglia sospetto o interessi personali, sono l’utensile politico di cui Castelforte ha bisogno per la ricostruzione. Idee già ben chiare per continuare su priorità, progetti e fatti concreti per il bene comune dei quali non si può non tener conto. L’entusiasmo che avvolge già da tempo Castelforte Futura, nuove idee e nuovi amministratori hanno scoperchiato quella potenzialità e quelle energie di cui questo territorio è ricco da sempre e che riteniamo di vere valorizzato con l’azione della Giunta. Castelforte Futura continuerà a fare di Castelforte un Comune più vicino ai bisogni reali dei cittadini e del bene comune.
Per questo sosteniamo Antonio Rosato, Coordinatore Regionale Lazio del Partito del Sud e Consigliere Comunale di maggioranza uscente, eletto per la prima volta nella scorsa legislatura, presente anche quest'anno nella Lista Castelforte Futura e dichiariamo vicinanza, insieme a quella della intera Sezione di Castelforte del Partito del Sud, a Giancarlo Cardillo e a Castelforte Futura. Il nostro sostegno alla Lista Castelforte Futura non mancherà certamente per queste elezioni comunali del 2021 così come già avvenuto per quelle di cinque anni fa.
In Bocca al Lupo a Giancarlo ad Antonio e a Castelforte.
COORD. REGIONALE LAZIO DEL PARTITO DEL SUD
In questi anni abbiamo sempre seguito, come Sezione locale del Partito del Sud, le vicende politiche a Castelforte, nonchè il difficile e accidentato percorso amministrativo che inevitabilmente ha portato a questa nuova chiamata alle urne. Cinque anni fa abbiamo partecipato alla costruzione di Castelforte Futura con Giancarlo Cardillo Sindaco. Progetto che si è rilevato vincente, risolvendo una crisi che era diventata insanabile per il nostro Comune e che aveva portato la cittadinanza a subire sulla propria pelle le conseguenza di una non amministrazione protrattasi, forse, anche oltre il dovuto.
Il nostro nuovo percorso amministrativo è stato pensato, architettato e costruito per superare finalmente il passato e iniziare seriamente a costruire il futuro. Castelforte è stata ricostruita sulle macerie, prima con quelle lasciate dalla guerra, poi con quelle lasciate del centrodestra. Abbiamo iniziato in questa legislatura a ricostruire Castelforte assieme a tutti quei cittadini che ci hanno voluto sostenere in questi cinque anni. Castelforte Futura a nostro avviso resta l’unico strumento politico che può davvero far continuare Castelforte sulla strada di rinascita, e Giancarlo Cardillo con le persone accuratamente scelte, assolutamente nuove e lontane da ogni qualsivoglia sospetto o interessi personali, sono l’utensile politico di cui Castelforte ha bisogno per la ricostruzione. Idee già ben chiare per continuare su priorità, progetti e fatti concreti per il bene comune dei quali non si può non tener conto. L’entusiasmo che avvolge già da tempo Castelforte Futura, nuove idee e nuovi amministratori hanno scoperchiato quella potenzialità e quelle energie di cui questo territorio è ricco da sempre e che riteniamo di vere valorizzato con l’azione della Giunta. Castelforte Futura continuerà a fare di Castelforte un Comune più vicino ai bisogni reali dei cittadini e del bene comune.
Per questo sosteniamo Antonio Rosato, Coordinatore Regionale Lazio del Partito del Sud e Consigliere Comunale di maggioranza uscente, eletto per la prima volta nella scorsa legislatura, presente anche quest'anno nella Lista Castelforte Futura e dichiariamo vicinanza, insieme a quella della intera Sezione di Castelforte del Partito del Sud, a Giancarlo Cardillo e a Castelforte Futura. Il nostro sostegno alla Lista Castelforte Futura non mancherà certamente per queste elezioni comunali del 2021 così come già avvenuto per quelle di cinque anni fa.
In Bocca al Lupo a Giancarlo ad Antonio e a Castelforte.
COORD. REGIONALE LAZIO DEL PARTITO DEL SUD
giovedì 23 settembre 2021
APPELLO AL VOTO MERIDIONALISTA PER “ROMA TI RIGUARDA”
Anche quest’anno, come tutti gli anni, il Partito del Sud persevera sulla strada dell’impegno concreto, democratico e politico diretto, anche elettorale, per dare un’alternativa reale e non velleitaria ai nostri territori, insieme a chi come noi ha una visione politica gramsciana.
La verità storica sulla "malaunità" del 1861 sta venendo fuori, non può durare in eterno una "questione" che dura da 160 anni che si è particolarmente aggravata negli ultimi anni con il susseguirsi di governi anti-meridionali , spesso con il predominante appoggio della Lega Nord razzista e xenofoba, come l’attuale. Il Partito del Sud è sorto per contrastare chi diceva (e dice) che non dovevamo essere più produttori ma solo consumatori, improvvisamente non avevamo piu' una storia ricca e tradizioni da difendere, ma ci dovevamo solo vergognare del nostro passato e dovevamo aspettare un po' di elemosina dalla "parte più ricca e progredita del paese" e ancora oggi si parla di nostro fallimento come popolo e siamo diventati "palla al piede" dei nostri "liberatori", è stata fatta nascere, da menti annebbiate, addirittura una "questione settentrionale", ultimamente richiamata anche da Giuseppe Conte in una lettera al Corriere della Sera del 13 agosto scorso, ove ha scritto anche di “Milano Locomotiva”, voltando le spalle al Mezzogiorno che nel 2018 aveva premiato il M5s con un voto quasi plebiscitario. Voto disinvoltamente tradito.Per cambiare questo stato di cose non bastano certo gli slogan o le urla velleitarie sui social, bisogna invece imparare a confrontarsi seriamente ed organizzarsi concretamente e a schiena dritta, bisogna costruire e perseguire un progetto politico che parta da Sud ed unisca realmente il Paese.
E’ utile ricordare che se l’Italia ha ottenuto 191,5 miliardi di euro di fondi europei del Recovery (la quota più alta far tutti i Paesi Ue) è solo perché il suo Mezzogiorno versa in condizioni di “depressione” spaventosa in infrastrutture e servizi, sia in confronto al Centro-Nord, che verso gli altri Paesi Ue. Non a caso è la Macroarea europea dove è più alto il rischio povertà. Secondo le indicazioni europee al Sud sarebbe dovuto andare il 65% dei fondi dati all’Italia, proprio per iniziare a recuperare il gap territoriale.
Dal documento presentato alla Ue dal governo Draghi si è però scoperto che al Sud dovrebbe andare solo il 16% dei fondi. Infatti, non a caso, i primi 700 milioni di euro destinati ad aumentare il numero di scuole materne e asili nido nelle aree «svantaggiate» del Paese, non finiranno al Sud a “causa di alcuni parametri quantomeno discutibili all’interno dei bandi di assegnazione”; una parte di quei soldi infatti non andrà nelle aree più depresse del Mezzogiorno ma a Milano, a Torino o anche a Belluno.
Notare bene, che quando ci sarà da restituire il debito contratto con la Ue, TUTTI i cittadini saranno chiamati a ripagarlo con le loro tasse in parti eguali, anche se l’84% dei fondi saranno andati al Centro-Nord…
Questa è l’Italia, un Paese dove, come ben sanno anche all’estero, vige un opprimente “razzismo di Stato” contro il 34% della popolazione (percentuale dei cittadini del Mezzogiorno) e dove la Costituzione è ormai carta straccia. In Italia un governo oligarchico calato dall’alto ha commissariato il Parlamento e sta facendo strame della democrazia parlamentare e dei diritti dei cittadini meridionali, considerati da sempre di serie B.
Quando fra pochissimo giorni andrete a votare ricordate bene che TUTTI i partiti che sostengono il governo Draghi (tutti quelli presenti in Parlamento, nessuno escluso) sostengono anche la discriminazione territoriale contro i cittadini del Sud.
Sarà veramente unito questo paese solo quando le possibilità di lavoro saranno le stesse a Napoli come a Milano, quando il livello di servizi e infrastrutture sarà paragonabile a Reggio Calabria e a Reggio Emilia, per questo bisogna battersi democraticamente e concretamente fra la gente con la forza della ragione, a cui seguirà inevitabilmente la forza del numero dei voti.
Per tutti questi motivi saremo presenti con il nostro simbolo anche a Roma, nella capitale d’Italia, nella Lista “Roma ti riguarda” a sostegno di Paolo Berdini Sindaco, per fare sentire sempre più forte la voce di chi si vuole opporre con sempre più vigore a quel “razzismo di Stato” che da sempre inchioda l’intero Paese ad un passato che non vuole passare. In lista con noi anche gli alleati del Partito della Rifondazione Comunista e la lista Roma per l’ecologia integrale. Una coalizione di forze politiche e attivismo civico che si uniscono per dare una speranza al futuro delle nuove generazioni, per combattere i poteri che da decenni hanno governato sia con la destra che con il PD per finire con la effimera esperienza dei 5 stelle, condannando Roma ad un desolante declino.
Una scelta, questa lista, per cambiare davvero, per cambiare il senso di marcia di una politica al servizio del potere economico e finanziario, sorda agli interessi delle persone, come ben sanno i tanti cittadini meridionali che vivono a Roma, ci lavorano, ci studiano e che hanno diritto ad una Capitale che unisce e non divide, che non sia né leghista né liberista.
Se anche tu senti scorrere nelle vene l’orgoglio per le comuni radici, se la passione meridionalista ti infiamma e ti porta a gettare il cuore oltre gli ostacoli che tentano di frenare il tuo impegno volto unicamente al riscatto della nostra terra, ti chiedo di sostenere la lista “Roma ti riguarda” e i nostri candidati Giuseppe Lipari per il Comune ed Enzo Riccio per il Municipio VIII, di diffondere in rete la notizia del loro impegno, di contattare i tuoi amici e conoscenti presenti nel Comune di Roma al voto il prossimo 3 e 4 ottobre e di invitarli a votare i nostri esponenti meridionalisti e di sostenere la lista contenente il simbolo del Partito del Sud. Candidati che anche questa volta, con enorme sacrificio personale e con coraggio, portano la fiaccola dell'ideale meridionalista al voto per dare una possibilità concreta ai nostri concittadini di non doversi rifugiare nella scelta di votare il “meno peggio” o nel non voto, ma finalmente poter votare chi può rappresentare degnamente le comuni istanze per riprenderci, insieme, quella dignità che non abbiamo mai perso, ma che ci vorrebbero persino negare, quei diritti che ci spettano e che pretendiamo !
Avere nel prossimo consiglio comunale di Roma, qualsiasi sia la maggioranza che lo comporrà, la presenza al suo interno di una componente guidata da Paolo Berdini sarà una garanzia per noi tutti. Non solo sarà capace di contrastare i dannosi e sbagliati intendimenti che già si profilano in campagna elettorale, di chi vuole mettere le mani sulla città. ma anche, forse soprattutto, rappresentare un riferimento per tutte le lotte di opposizione ai poteri forti e dare voce alle tante soggettività democratiche della città di Roma.
Natale Cuccurese-Presidente Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
Anche quest’anno, come tutti gli anni, il Partito del Sud persevera sulla strada dell’impegno concreto, democratico e politico diretto, anche elettorale, per dare un’alternativa reale e non velleitaria ai nostri territori, insieme a chi come noi ha una visione politica gramsciana.
La verità storica sulla "malaunità" del 1861 sta venendo fuori, non può durare in eterno una "questione" che dura da 160 anni che si è particolarmente aggravata negli ultimi anni con il susseguirsi di governi anti-meridionali , spesso con il predominante appoggio della Lega Nord razzista e xenofoba, come l’attuale. Il Partito del Sud è sorto per contrastare chi diceva (e dice) che non dovevamo essere più produttori ma solo consumatori, improvvisamente non avevamo piu' una storia ricca e tradizioni da difendere, ma ci dovevamo solo vergognare del nostro passato e dovevamo aspettare un po' di elemosina dalla "parte più ricca e progredita del paese" e ancora oggi si parla di nostro fallimento come popolo e siamo diventati "palla al piede" dei nostri "liberatori", è stata fatta nascere, da menti annebbiate, addirittura una "questione settentrionale", ultimamente richiamata anche da Giuseppe Conte in una lettera al Corriere della Sera del 13 agosto scorso, ove ha scritto anche di “Milano Locomotiva”, voltando le spalle al Mezzogiorno che nel 2018 aveva premiato il M5s con un voto quasi plebiscitario. Voto disinvoltamente tradito.Per cambiare questo stato di cose non bastano certo gli slogan o le urla velleitarie sui social, bisogna invece imparare a confrontarsi seriamente ed organizzarsi concretamente e a schiena dritta, bisogna costruire e perseguire un progetto politico che parta da Sud ed unisca realmente il Paese.
E’ utile ricordare che se l’Italia ha ottenuto 191,5 miliardi di euro di fondi europei del Recovery (la quota più alta far tutti i Paesi Ue) è solo perché il suo Mezzogiorno versa in condizioni di “depressione” spaventosa in infrastrutture e servizi, sia in confronto al Centro-Nord, che verso gli altri Paesi Ue. Non a caso è la Macroarea europea dove è più alto il rischio povertà. Secondo le indicazioni europee al Sud sarebbe dovuto andare il 65% dei fondi dati all’Italia, proprio per iniziare a recuperare il gap territoriale.
Dal documento presentato alla Ue dal governo Draghi si è però scoperto che al Sud dovrebbe andare solo il 16% dei fondi. Infatti, non a caso, i primi 700 milioni di euro destinati ad aumentare il numero di scuole materne e asili nido nelle aree «svantaggiate» del Paese, non finiranno al Sud a “causa di alcuni parametri quantomeno discutibili all’interno dei bandi di assegnazione”; una parte di quei soldi infatti non andrà nelle aree più depresse del Mezzogiorno ma a Milano, a Torino o anche a Belluno.
Notare bene, che quando ci sarà da restituire il debito contratto con la Ue, TUTTI i cittadini saranno chiamati a ripagarlo con le loro tasse in parti eguali, anche se l’84% dei fondi saranno andati al Centro-Nord…
Questa è l’Italia, un Paese dove, come ben sanno anche all’estero, vige un opprimente “razzismo di Stato” contro il 34% della popolazione (percentuale dei cittadini del Mezzogiorno) e dove la Costituzione è ormai carta straccia. In Italia un governo oligarchico calato dall’alto ha commissariato il Parlamento e sta facendo strame della democrazia parlamentare e dei diritti dei cittadini meridionali, considerati da sempre di serie B.
Quando fra pochissimo giorni andrete a votare ricordate bene che TUTTI i partiti che sostengono il governo Draghi (tutti quelli presenti in Parlamento, nessuno escluso) sostengono anche la discriminazione territoriale contro i cittadini del Sud.
Sarà veramente unito questo paese solo quando le possibilità di lavoro saranno le stesse a Napoli come a Milano, quando il livello di servizi e infrastrutture sarà paragonabile a Reggio Calabria e a Reggio Emilia, per questo bisogna battersi democraticamente e concretamente fra la gente con la forza della ragione, a cui seguirà inevitabilmente la forza del numero dei voti.
Per tutti questi motivi saremo presenti con il nostro simbolo anche a Roma, nella capitale d’Italia, nella Lista “Roma ti riguarda” a sostegno di Paolo Berdini Sindaco, per fare sentire sempre più forte la voce di chi si vuole opporre con sempre più vigore a quel “razzismo di Stato” che da sempre inchioda l’intero Paese ad un passato che non vuole passare. In lista con noi anche gli alleati del Partito della Rifondazione Comunista e la lista Roma per l’ecologia integrale. Una coalizione di forze politiche e attivismo civico che si uniscono per dare una speranza al futuro delle nuove generazioni, per combattere i poteri che da decenni hanno governato sia con la destra che con il PD per finire con la effimera esperienza dei 5 stelle, condannando Roma ad un desolante declino.
Una scelta, questa lista, per cambiare davvero, per cambiare il senso di marcia di una politica al servizio del potere economico e finanziario, sorda agli interessi delle persone, come ben sanno i tanti cittadini meridionali che vivono a Roma, ci lavorano, ci studiano e che hanno diritto ad una Capitale che unisce e non divide, che non sia né leghista né liberista.
Se anche tu senti scorrere nelle vene l’orgoglio per le comuni radici, se la passione meridionalista ti infiamma e ti porta a gettare il cuore oltre gli ostacoli che tentano di frenare il tuo impegno volto unicamente al riscatto della nostra terra, ti chiedo di sostenere la lista “Roma ti riguarda” e i nostri candidati Giuseppe Lipari per il Comune ed Enzo Riccio per il Municipio VIII, di diffondere in rete la notizia del loro impegno, di contattare i tuoi amici e conoscenti presenti nel Comune di Roma al voto il prossimo 3 e 4 ottobre e di invitarli a votare i nostri esponenti meridionalisti e di sostenere la lista contenente il simbolo del Partito del Sud. Candidati che anche questa volta, con enorme sacrificio personale e con coraggio, portano la fiaccola dell'ideale meridionalista al voto per dare una possibilità concreta ai nostri concittadini di non doversi rifugiare nella scelta di votare il “meno peggio” o nel non voto, ma finalmente poter votare chi può rappresentare degnamente le comuni istanze per riprenderci, insieme, quella dignità che non abbiamo mai perso, ma che ci vorrebbero persino negare, quei diritti che ci spettano e che pretendiamo !
Avere nel prossimo consiglio comunale di Roma, qualsiasi sia la maggioranza che lo comporrà, la presenza al suo interno di una componente guidata da Paolo Berdini sarà una garanzia per noi tutti. Non solo sarà capace di contrastare i dannosi e sbagliati intendimenti che già si profilano in campagna elettorale, di chi vuole mettere le mani sulla città. ma anche, forse soprattutto, rappresentare un riferimento per tutte le lotte di opposizione ai poteri forti e dare voce alle tante soggettività democratiche della città di Roma.
Natale Cuccurese-Presidente Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
lunedì 13 settembre 2021
IL 3 e 4 OTTOBRE A NAPOLI NON SI VOTA SOLO UN SINDACO. A NAPOLI VOTERETE ANCHE PER L’ACQUA PUBBLICA, COME UN VERO REFERENDUM.
Di Antonio Luongo
Di Antonio Luongo
martedì 7 settembre 2021
IL 3 E IL 4 OTTOBRE SI VOTA PER DARE ALLA CALABRIA UN FUTURO E NOI COME PARTITO DEL SUD – MERIDIONALISTI PROGRESSISTI, SAREMO AL FIANCO DI LUIGI DE MAGISTRIS!
COMUNICATO STAMPA
Il Partito del Sud persegue per sua vocazione una prospettiva politica meridionalista progressista che vuole rimettere al centro la difesa degli ultimi a partire dalla lotta agli squilibri territoriali. Ricordiamo che con Luigi de Magistris abbiamo collaborato a costruire fin dal 2011 un percorso alternativo che dopo aver relegato all’opposizione a Napoli neoliberisti e destre varie, ora si ripromette di costruire l’alternativa in Calabria all’attuale governo regionale di centrodestra leghista, e in più partendo dalla Calabria iniziare a costruire l’opposizione nazionale, dal basso, al Governo Draghi. Un governo che vede il dominio della Lega e di quei potentati neoliberisti che si apprestano, grazie anche all’uso sbilanciato del Recovery Plan, all'ennesima sottrazione di risorse ad una Calabria già da tempo boccheggiante e da sempre sottoposta a scippi di ogni tipo e che ora si vorrebbe definitivamente ed ulteriormente affossare con il federalismo fiscale ed il Regionalismo.
Invece a sostegno del candidato di centrodestra forze e
personaggi non solo di destra estrema, ma anche storicamente contro il Sud come
la Lega, che nel corso degli anni non hanno risparmiato dichiarazioni offensive
e razziste contro la Calabria e i calabresi.
Nel centrosinistra una accozzaglia di liste pseudo
progressiste integrate da ex forzisti, destrorsi, ex DC stracotti, renziani schierati
contro il RdC unica fonte di reddito per tante famiglie senza lavoro,
soprattutto al Sud, integrate dalla ciliegina del M5s, che dopo aver ricevuto
dal Sud nelle ultime politiche una massa enorme di voti, ora per bocca dell’ex
PdC Conte, parla di questione settentrionale e Milano locomotiva…
Di conseguenza non potevamo restare indifferenti all'unica
vera proposta "politica" delle elezioni in Calabria. Soprattutto in
un momento dove la proposta qualunquista del “né di destra né di sinistra” e
della fine delle ideologie mostra tutta la sua cialtroneria, limiti e totale
inaffidabilità.
Il Partito del Sud con lealtà e coerenza sostiene pertanto LUIGI
DE MAGISTRIS PRESIDENTE DELLA CALABRIA, fiducioso che la sua energia e la
sua autonomia da logiche romane, il suo orientamento rivolto solo alla
valorizzazione della nostra Regione, sapranno essere temi vincenti per mettere
al centro del dibattito la QUESTIONE MERIDIONALE, e insieme provare a
fare passi avanti verso una definitiva soluzione, in una coalizione che vede
presente oltre a noi e insieme a noi altre coerenti forze progressiste e della
sinistra antiliberista.
I nostri Candidati pertanto saranno presenti nella lista CALABRIA RESISTENTE E SOLIDALE,
capeggiati dall’infaticabile GIUSEPPE
SPADAFORA - Coord. Regionale Calabria per il Partito del Sud – Candidato nella
Circoscrizione Nord (Cosenza). Nella Circoscrizione Centro (Catanzaro, Crotone
e Vibo Valentia) il nostro candidato è GIUSEPPE BUFFA e per la
Circoscrizione Sud (Reggio Calabria) saremo presenti con MASSIMO COGLIANDRO.
Periferie, difesa identitaria della Regione, difesa
dell’acqua e dei beni comuni, lotta contro le politiche sull’Autonomia
differenziata, difesa dell’ambiente e dei diritti di cittadinanza di tutti,
caratterizzeranno come sempre il nostro impegno a favore della Calabria e del
Mezzogiorno!
Coord. Calabria Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti
COMUNICATO STAMPA
Il Partito del Sud persegue per sua vocazione una prospettiva politica meridionalista progressista che vuole rimettere al centro la difesa degli ultimi a partire dalla lotta agli squilibri territoriali. Ricordiamo che con Luigi de Magistris abbiamo collaborato a costruire fin dal 2011 un percorso alternativo che dopo aver relegato all’opposizione a Napoli neoliberisti e destre varie, ora si ripromette di costruire l’alternativa in Calabria all’attuale governo regionale di centrodestra leghista, e in più partendo dalla Calabria iniziare a costruire l’opposizione nazionale, dal basso, al Governo Draghi. Un governo che vede il dominio della Lega e di quei potentati neoliberisti che si apprestano, grazie anche all’uso sbilanciato del Recovery Plan, all'ennesima sottrazione di risorse ad una Calabria già da tempo boccheggiante e da sempre sottoposta a scippi di ogni tipo e che ora si vorrebbe definitivamente ed ulteriormente affossare con il federalismo fiscale ed il Regionalismo.
Invece a sostegno del candidato di centrodestra forze e
personaggi non solo di destra estrema, ma anche storicamente contro il Sud come
la Lega, che nel corso degli anni non hanno risparmiato dichiarazioni offensive
e razziste contro la Calabria e i calabresi.
Nel centrosinistra una accozzaglia di liste pseudo
progressiste integrate da ex forzisti, destrorsi, ex DC stracotti, renziani schierati
contro il RdC unica fonte di reddito per tante famiglie senza lavoro,
soprattutto al Sud, integrate dalla ciliegina del M5s, che dopo aver ricevuto
dal Sud nelle ultime politiche una massa enorme di voti, ora per bocca dell’ex
PdC Conte, parla di questione settentrionale e Milano locomotiva…
Di conseguenza non potevamo restare indifferenti all'unica
vera proposta "politica" delle elezioni in Calabria. Soprattutto in
un momento dove la proposta qualunquista del “né di destra né di sinistra” e
della fine delle ideologie mostra tutta la sua cialtroneria, limiti e totale
inaffidabilità.
Il Partito del Sud con lealtà e coerenza sostiene pertanto LUIGI
DE MAGISTRIS PRESIDENTE DELLA CALABRIA, fiducioso che la sua energia e la
sua autonomia da logiche romane, il suo orientamento rivolto solo alla
valorizzazione della nostra Regione, sapranno essere temi vincenti per mettere
al centro del dibattito la QUESTIONE MERIDIONALE, e insieme provare a
fare passi avanti verso una definitiva soluzione, in una coalizione che vede
presente oltre a noi e insieme a noi altre coerenti forze progressiste e della
sinistra antiliberista.
I nostri Candidati pertanto saranno presenti nella lista CALABRIA RESISTENTE E SOLIDALE,
capeggiati dall’infaticabile GIUSEPPE
SPADAFORA - Coord. Regionale Calabria per il Partito del Sud – Candidato nella
Circoscrizione Nord (Cosenza). Nella Circoscrizione Centro (Catanzaro, Crotone
e Vibo Valentia) il nostro candidato è GIUSEPPE BUFFA e per la
Circoscrizione Sud (Reggio Calabria) saremo presenti con MASSIMO COGLIANDRO.
Periferie, difesa identitaria della Regione, difesa
dell’acqua e dei beni comuni, lotta contro le politiche sull’Autonomia
differenziata, difesa dell’ambiente e dei diritti di cittadinanza di tutti,
caratterizzeranno come sempre il nostro impegno a favore della Calabria e del
Mezzogiorno!
Coord. Calabria Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti
venerdì 3 settembre 2021
Basta, predatori. Andate via - Il partito del Sud promuove e partecipa al Move Up 21 “Stop brevetti sui vaccini”-
Basta, predatori. Andate via
Basta, predatori. Andate via
giovedì 2 settembre 2021
Natale Cuccurese: “Sud a rischio desertificazione e Giuseppe Conte blatera di questione settentrionale”
Il Sud è a rischio desertificazione demografica. Anche questa volta a sostenerlo non è un’associazione neoborbonica, bensì un organo terzo, indipendente ed autorevole, la Confcommercio, che, dati alla mano, ha dimostrato che nel corso degli ultimi 25 anni 1,6 milioni di giovani meridionali hanno abbandonato i loro comuni di origine.
Nel commentare la notizia via social, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese ha osservato: “Ai vari governi che negli anni si susseguono questi dati poco interessano, a maggior riprova il fatto che ormai nemmeno si prendono più la briga di commentarli”.
“Fra i vari politicanti – ha proseguito Cuccurese – c’è poi chi si converte sulla via di Milano e inizia a blaterare di “questione settentrionale”, come nel caso del comico involontario Giuseppe Conte”.
Fonte: Vesuvianonews - articolo di Salvatore Lucchese
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A seguire il post completo del nostro Presidente nazionale dal suo profilo facebook:
Il Sud è a rischio desertificazione demografica. Anche questa volta a sostenerlo non è un’associazione neoborbonica, bensì un organo terzo, indipendente ed autorevole, la Confcommercio, che, dati alla mano, ha dimostrato che nel corso degli ultimi 25 anni 1,6 milioni di giovani meridionali hanno abbandonato i loro comuni di origine.
Nel commentare la notizia via social, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese ha osservato: “Ai vari governi che negli anni si susseguono questi dati poco interessano, a maggior riprova il fatto che ormai nemmeno si prendono più la briga di commentarli”.
“Fra i vari politicanti – ha proseguito Cuccurese – c’è poi chi si converte sulla via di Milano e inizia a blaterare di “questione settentrionale”, come nel caso del comico involontario Giuseppe Conte”.
Fonte: Vesuvianonews - articolo di Salvatore Lucchese
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A seguire il post completo del nostro Presidente nazionale dal suo profilo facebook:
sabato 28 agosto 2021
IL 3 E IL 4 OTTOBRE SI VOTA PER LE COMUNALI A ROMA E IL PARTITO DEL SUD SARA' PRESENTE A SOSTEGNO DI PAOLO BERDINI SINDACO!
Ecco il simbolo che troverete nelle schede elettorali a sostegno dalla candidatura di Paolo Berdini a Sindaco di Roma; c'è anche il Partito del Sud.
Ecco il simbolo che troverete nelle schede elettorali a sostegno dalla candidatura di Paolo Berdini a Sindaco di Roma; c'è anche il Partito del Sud.
lunedì 23 agosto 2021
NAPOLI RIPARTE DALLE PERIFERIE. L'ITALIA RIPARTA DA SUD. IL 3 E IL 4 OTTOBRE SI VOTA PER LE COMUNALI A NAPOLI E NOI COME PARTITO DEL SUD – MERIDIONALISTI PROGRESSISTI, COME SEMPRE, CI SAREMO!
C O M U N I C A T O STAMPA
Il Partito del Sud persegue per sua vocazione una prospettiva politica meridionalista progressista che vuole rimettere al centro la difesa degli ultimi a partire dalla lotta agli squilibri territoriali. A Napoli questi squilibri sono rappresentati dalle differenze di vivibilità e possibilità che si toccano con mano nelle periferie.
C O M U N I C A T O STAMPA
Il Partito del Sud persegue per sua vocazione una prospettiva politica meridionalista progressista che vuole rimettere al centro la difesa degli ultimi a partire dalla lotta agli squilibri territoriali. A Napoli questi squilibri sono rappresentati dalle differenze di vivibilità e possibilità che si toccano con mano nelle periferie.
mercoledì 4 agosto 2021
DOPO LA SECESSIONE DEI RICCHI ARRIVA "LA RIVOLUZIONE DEL RICCO"!
Poveri meridionali!
La maggior parte dei poveri in Italia risiede al Sud, come certificato da Eurostat. Ora oltre alla povertà devono combattere contro il governo più classista ed antimeridionale della storia della Repubblica.
Le politiche dei Governi dell’ultimo ventennio, che ha visto cieca obbedienza ad ogni ordine di Bruxelles, privatizzazioni a pioggia, modifica del Titolo V, politiche ultra liberiste, pareggio di bilancio ecc., hanno prodotto, anno dopo anno, i loro frutti avvelenati, fra cui un aumento sempre maggiore della povertà assoluta della popolazione oggi arrivata al record di 5,6 milioni di cittadini, in larga maggioranza nel Mezzogiorno, la macroarea più povera di tutto il continente, con Sicilia e Campania ai primi due posti per rischio povertà della classifica Eurostat, seguite da Calabria, Puglia, Basilicata e Molise.
L’Italia, governata da sempre sulla base di un feroce razzismo di Stato contro il Sud, ha letteralmente spolpato la propria colonia interna massacrandone senza ritegno i cittadini, senza nessun rispetto per la Costituzione nata dalla Resistenza. Una Costituzione comunque più volte modificata in senso antipopolare in questi anni. Abbiamo così assistito in questi ultimi trent’anni a una vera e propria “Rivoluzione del ricco”, dalla definizione del grande meridionalista Gaetano Salvemini.
Sembra impossibile eppure con il governo Draghi, sospinto da leghisti, protoleghisti e media di regime, un governo composto da un banchiere e dai suoi tecnocrati che hanno commissariato il Parlamento, si vuole continuare su di una strada classista ed oligarchica che porterà inevitabilmente a gravi problemi sociali. Dopo aver spolpato il Sud ora passano inevitabilmente alle classi più deboli anche del Nord, come infatti rivelato dagli ultimi dati Istat che dimostrano come la povertà sia inevitabilmente in deciso aumento anche nel Centro-Nord.
In questa direzione va la proposta di Renzi di un referendum sul Reddito di Cittadinanza, dopo che il suo tentativo di modificare la Costituzione in senso liberticida tramite referendum era già stata respinta dai cittadini nel 2016. Renzi quindi chiede non di correggere il RdC, magari migliorarlo, ma cancellarlo del tutto, lasciando le persone più in difficoltà senza un sostegno. Letteralmente alla fame ed in balia di una classe imprenditoriale senza scrupoli e pronta a sfruttare i cittadini in modo bestiale, come sta venendo alla luce grazie ad una inchiesta in corso in Veneto.
Cittadini letteralmente in balia del ricatto occupazionale da parte di prenditori senza scrupoli che pretendono di sfruttare per i loro soli interessi manovalanza a basso costo e senza diritti. Le parole scelte pochi giorni fa da Renzi sulla “gente che deve soffrire” e sul carattere “diseducativo” del RdC sono a dir poco disgustose e classiste. Indice di un ritorno alla oligarchia dei “migliori” come nell’Italietta monarchica.
Si chiedeva Salvemini a proposito di questa “Rivoluzione del ricco”: l’Italia prefascista fu una democrazia?! La risposta è negativa! “Non esiste una democrazia dove non vi è uguaglianza di diritti”.
Era un’oligarchia ancorata al potere con le classi popolari ridotte a masse informi di salariati a basso costo e nel caso di proteste era sempre pronto il Bava Beccaris di turno, non a caso decorato per la sua “bella impresa”. Il governo, grazie anche ad una legge elettorale ad hoc, era così bloccato nelle mani dei soli “migliori”. Completamente traditi gli ideali del Risorgimento che appunto si era rivelato essere stato, nei fatti, una Rivoluzione del ricco, utile solo ad alcune classi sociali e a danno totale delle classi popolari.
Se analizziamo la situazione dell’Italia attuale, con al governo “i migliori” imposti con una congiura di palazzo, con i lavoratori sempre più precari e quindi a rischio o meglio certezza di sfruttamento, poche regole e solo a vantaggio dei ricchi, con la repressione che si prepara a colpire sempre più duro i pochi che protestano e le elezioni bloccate da una legge elettorale sicuramente non rappresentativa dell’intero Paese e che vede, addirittura, la prossima riduzione dei parlamentari a danno della rappresentanza democratica dei territori, ci rendiamo facilmente conto come l’Italia del 2021 è più vicina a quella del 1921 che non alla modernità e soprattutto alla democrazia. Se a questo poi aggiungiamo, come recentemente fatto trasparire in un editoriale su La Stampa da Sorgi, la possibilità di una svolta autoritaria, è facile capire che siamo di fronte ad una vera e propria emergenza democratica.
In questa stessa direzione va anche il recente sblocco dei licenziamenti voluto da Confindustria, ottenuto senza colpo ferire grazie alla complicità sindacale e della politica politicante. Era inevitabile che ottenuto lo sblocco i camerieri politici in servizio permanente effettivo delle classi “migliori” passassero all’attacco del RdC, unico strumento che impedisce alle aziende di riuscire a ricattare del tutto cittadini e lavoratori.
Il Sud, già in enorme difficoltà e in preda anche ad un calo demografico pauroso, truffato e depredato dei fondi che gli spettavano nel #Pnrr, come sempre a favore del Nord, ne uscirà letteralmente distrutto e, una volta spolpato da questi “divoratori di carne cruda”, sarà abbandonato al suo destino e con la ratifica dell’atonomia differenziata si passerà all’inevitabile separazione del Paese.
Serve costruire rapidamente un’opposizione vera e popolare altrimenti l’Italia vivrà un massacro sociale di proporzioni inaudite e mai viste.
Le parole di Renzi, subito seguito su questa strada da Salvini, sono contro tutti gli italiani in difficoltà ad iniziare da quelli del Sud.
È Renzi il miglior alleato della Lega contro il Sud, anche su questo fronte.
Fonte: Transform!italia
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Poveri meridionali!
La maggior parte dei poveri in Italia risiede al Sud, come certificato da Eurostat. Ora oltre alla povertà devono combattere contro il governo più classista ed antimeridionale della storia della Repubblica.
Le politiche dei Governi dell’ultimo ventennio, che ha visto cieca obbedienza ad ogni ordine di Bruxelles, privatizzazioni a pioggia, modifica del Titolo V, politiche ultra liberiste, pareggio di bilancio ecc., hanno prodotto, anno dopo anno, i loro frutti avvelenati, fra cui un aumento sempre maggiore della povertà assoluta della popolazione oggi arrivata al record di 5,6 milioni di cittadini, in larga maggioranza nel Mezzogiorno, la macroarea più povera di tutto il continente, con Sicilia e Campania ai primi due posti per rischio povertà della classifica Eurostat, seguite da Calabria, Puglia, Basilicata e Molise.
L’Italia, governata da sempre sulla base di un feroce razzismo di Stato contro il Sud, ha letteralmente spolpato la propria colonia interna massacrandone senza ritegno i cittadini, senza nessun rispetto per la Costituzione nata dalla Resistenza. Una Costituzione comunque più volte modificata in senso antipopolare in questi anni. Abbiamo così assistito in questi ultimi trent’anni a una vera e propria “Rivoluzione del ricco”, dalla definizione del grande meridionalista Gaetano Salvemini.
Sembra impossibile eppure con il governo Draghi, sospinto da leghisti, protoleghisti e media di regime, un governo composto da un banchiere e dai suoi tecnocrati che hanno commissariato il Parlamento, si vuole continuare su di una strada classista ed oligarchica che porterà inevitabilmente a gravi problemi sociali. Dopo aver spolpato il Sud ora passano inevitabilmente alle classi più deboli anche del Nord, come infatti rivelato dagli ultimi dati Istat che dimostrano come la povertà sia inevitabilmente in deciso aumento anche nel Centro-Nord.
In questa direzione va la proposta di Renzi di un referendum sul Reddito di Cittadinanza, dopo che il suo tentativo di modificare la Costituzione in senso liberticida tramite referendum era già stata respinta dai cittadini nel 2016. Renzi quindi chiede non di correggere il RdC, magari migliorarlo, ma cancellarlo del tutto, lasciando le persone più in difficoltà senza un sostegno. Letteralmente alla fame ed in balia di una classe imprenditoriale senza scrupoli e pronta a sfruttare i cittadini in modo bestiale, come sta venendo alla luce grazie ad una inchiesta in corso in Veneto.
Cittadini letteralmente in balia del ricatto occupazionale da parte di prenditori senza scrupoli che pretendono di sfruttare per i loro soli interessi manovalanza a basso costo e senza diritti. Le parole scelte pochi giorni fa da Renzi sulla “gente che deve soffrire” e sul carattere “diseducativo” del RdC sono a dir poco disgustose e classiste. Indice di un ritorno alla oligarchia dei “migliori” come nell’Italietta monarchica.
Si chiedeva Salvemini a proposito di questa “Rivoluzione del ricco”: l’Italia prefascista fu una democrazia?! La risposta è negativa! “Non esiste una democrazia dove non vi è uguaglianza di diritti”.
Era un’oligarchia ancorata al potere con le classi popolari ridotte a masse informi di salariati a basso costo e nel caso di proteste era sempre pronto il Bava Beccaris di turno, non a caso decorato per la sua “bella impresa”. Il governo, grazie anche ad una legge elettorale ad hoc, era così bloccato nelle mani dei soli “migliori”. Completamente traditi gli ideali del Risorgimento che appunto si era rivelato essere stato, nei fatti, una Rivoluzione del ricco, utile solo ad alcune classi sociali e a danno totale delle classi popolari.
Se analizziamo la situazione dell’Italia attuale, con al governo “i migliori” imposti con una congiura di palazzo, con i lavoratori sempre più precari e quindi a rischio o meglio certezza di sfruttamento, poche regole e solo a vantaggio dei ricchi, con la repressione che si prepara a colpire sempre più duro i pochi che protestano e le elezioni bloccate da una legge elettorale sicuramente non rappresentativa dell’intero Paese e che vede, addirittura, la prossima riduzione dei parlamentari a danno della rappresentanza democratica dei territori, ci rendiamo facilmente conto come l’Italia del 2021 è più vicina a quella del 1921 che non alla modernità e soprattutto alla democrazia. Se a questo poi aggiungiamo, come recentemente fatto trasparire in un editoriale su La Stampa da Sorgi, la possibilità di una svolta autoritaria, è facile capire che siamo di fronte ad una vera e propria emergenza democratica.
In questa stessa direzione va anche il recente sblocco dei licenziamenti voluto da Confindustria, ottenuto senza colpo ferire grazie alla complicità sindacale e della politica politicante. Era inevitabile che ottenuto lo sblocco i camerieri politici in servizio permanente effettivo delle classi “migliori” passassero all’attacco del RdC, unico strumento che impedisce alle aziende di riuscire a ricattare del tutto cittadini e lavoratori.
Il Sud, già in enorme difficoltà e in preda anche ad un calo demografico pauroso, truffato e depredato dei fondi che gli spettavano nel #Pnrr, come sempre a favore del Nord, ne uscirà letteralmente distrutto e, una volta spolpato da questi “divoratori di carne cruda”, sarà abbandonato al suo destino e con la ratifica dell’atonomia differenziata si passerà all’inevitabile separazione del Paese.
Serve costruire rapidamente un’opposizione vera e popolare altrimenti l’Italia vivrà un massacro sociale di proporzioni inaudite e mai viste.
Le parole di Renzi, subito seguito su questa strada da Salvini, sono contro tutti gli italiani in difficoltà ad iniziare da quelli del Sud.
È Renzi il miglior alleato della Lega contro il Sud, anche su questo fronte.
Fonte: Transform!italia
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