martedì 8 giugno 2021

LEZIONI MERIDIONALI - Seminari online sul Mezzogiorno d’Italia, promossi dal Laboratorio per il Sud - Incontro di sabato 29 maggio

 Il periodo liberale del Regno d’Italia dalla proclamazione all’avvento del fascismo

Coordinano i lavori: Roberto Morea e Loredana Marino

Relazioni
L’inchiesta sul brigantaggio e la consapevolezza, nelle classi dirigenti, dell’esistenza di una “questione meridionale”
(a cura di VALENTINO ROMANO)

La lettura biologista dell’arretratezza del Sud
(a cura di FILOMENA AVAGLIANO)

Le istituzioni e le forme della politica nel Sud del secondo Ottocento
(a cura di ALFONSO CONTE)

Tradizioni e culture nel Sud urbano e nel Sud rurale
(a cura di TULLIA CONTE)

Insorgenze e lotte nel Mezzogiorno tra Ottocento e Novecento
(a cura di FRANCESCO CARUSO)


https://www.youtube.com/watch?v=TV7P5nNhQIM





.




.
Leggi tutto »

 Il periodo liberale del Regno d’Italia dalla proclamazione all’avvento del fascismo

Coordinano i lavori: Roberto Morea e Loredana Marino

Relazioni
L’inchiesta sul brigantaggio e la consapevolezza, nelle classi dirigenti, dell’esistenza di una “questione meridionale”
(a cura di VALENTINO ROMANO)

La lettura biologista dell’arretratezza del Sud
(a cura di FILOMENA AVAGLIANO)

Le istituzioni e le forme della politica nel Sud del secondo Ottocento
(a cura di ALFONSO CONTE)

Tradizioni e culture nel Sud urbano e nel Sud rurale
(a cura di TULLIA CONTE)

Insorgenze e lotte nel Mezzogiorno tra Ottocento e Novecento
(a cura di FRANCESCO CARUSO)


https://www.youtube.com/watch?v=TV7P5nNhQIM





.




.

venerdì 4 giugno 2021

Natale Cuccurese: “Autonomia differenziata, Zaia passa alle minacce”


Guidato da Super Mario Draghi, il Governo dei migliori o, per meglio dire, dei presunti tali, costringe il Mezzogiorno in una sacca da cui sarà difficile uscire se non si procede ad una diffusa e capillare presa di coscienza di quanto si sta consumando alle spalle e sulla pelle dei 21 milioni di cittadini che vi risiedono.

Da un lato, complice la Ministra per il Sud e la Coesione territoriale, la forza italiota salernitana Mara Carfagna, si fa passare lo stanziamento, per ora solo nominale, del 40% delle risorse territorializzabili dei 191 miliardi di euro del PNRR come una vittoria per il Sud e non come, criteri di ripartizione europei alla mano, l’ennesima sottrazione di risorse, almeno 60 miliardi in meno.

Dall’altro, la Ministra per gli Affari regionali e le Autonomie, la forza italiota bresciana Maria Stella Gelimini, raccoglie il testimone lasciatogli in eredità dal suo compagno di partito, il Grande Partito Trasversale del Nord, il dem leccese Francesco Boccia, ed anche su pressione del satrapo veneto Luca Zia, rilancia il disegno legge per l’attuazione dell’autonomia differenziata, tramite la quale, sulla base del presunto diritto dei ricchi ad essere sempre più ricchi, non sono si intende ratificare lo scippo indebitamente subito dal Sud di circa 60 miliardi di euro di spesa pubblica allargata l’anno, ma si punta anche a mettere le mani su altri 90 miliardi l’anno.

Di recente, sul tema è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che ha dichiarato: “Non serviva un indovino per prevedere la prossima balcanizzazione del Paese ad opera dei sovranisti regionali della ‘Secessione dei Ricchi’. Infatti, Zaia minaccia velatamente dalle pagine del Corriere della Sera, proprio nel giorno della festa della Repubblica”.

Può stare tranquillo il doge veneto – ha concluso Cuccurese – gli oligarchi al potere gli daranno presto quello che vuole, non aspettano altro”.

Fonte: VesuvianoNews- articolo di Salvatore Lucchese

.

.

Leggi tutto »


Guidato da Super Mario Draghi, il Governo dei migliori o, per meglio dire, dei presunti tali, costringe il Mezzogiorno in una sacca da cui sarà difficile uscire se non si procede ad una diffusa e capillare presa di coscienza di quanto si sta consumando alle spalle e sulla pelle dei 21 milioni di cittadini che vi risiedono.

Da un lato, complice la Ministra per il Sud e la Coesione territoriale, la forza italiota salernitana Mara Carfagna, si fa passare lo stanziamento, per ora solo nominale, del 40% delle risorse territorializzabili dei 191 miliardi di euro del PNRR come una vittoria per il Sud e non come, criteri di ripartizione europei alla mano, l’ennesima sottrazione di risorse, almeno 60 miliardi in meno.

Dall’altro, la Ministra per gli Affari regionali e le Autonomie, la forza italiota bresciana Maria Stella Gelimini, raccoglie il testimone lasciatogli in eredità dal suo compagno di partito, il Grande Partito Trasversale del Nord, il dem leccese Francesco Boccia, ed anche su pressione del satrapo veneto Luca Zia, rilancia il disegno legge per l’attuazione dell’autonomia differenziata, tramite la quale, sulla base del presunto diritto dei ricchi ad essere sempre più ricchi, non sono si intende ratificare lo scippo indebitamente subito dal Sud di circa 60 miliardi di euro di spesa pubblica allargata l’anno, ma si punta anche a mettere le mani su altri 90 miliardi l’anno.

Di recente, sul tema è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che ha dichiarato: “Non serviva un indovino per prevedere la prossima balcanizzazione del Paese ad opera dei sovranisti regionali della ‘Secessione dei Ricchi’. Infatti, Zaia minaccia velatamente dalle pagine del Corriere della Sera, proprio nel giorno della festa della Repubblica”.

Può stare tranquillo il doge veneto – ha concluso Cuccurese – gli oligarchi al potere gli daranno presto quello che vuole, non aspettano altro”.

Fonte: VesuvianoNews- articolo di Salvatore Lucchese

.

.

martedì 25 maggio 2021

LEZIONI MERIDIONALI Seminari sul Mezzogiorno d’Italia promossi dal Laboratorio per il Sud






SEGNALIAMO LE ISCRIZIONI SONO APERTE. PER PARTECIPARE AI SEMINARI LEZIONI MERIDIONALI a cura del SUDLAB La riscossa del Sud. Laboratorio permanente
Seminari a cui ci si accede solo con la registrazione. Per poter accedere scrivere mail al seguente indirizzo: laboratoriolariscossadelsud@gmail.com,
diversamente mandare un messaggio in posta sulla pagina fb https://www.facebook.com/LaboratorioSud
Si precisa che solo la registrazione ai seminari permetterà di intervenire nel dibattito e di ricevere un attestato specifico di partecipazione.
-------------------------------------------
Partiranno a breve i tre incontri seminariali on-line, ad iscrizione gratuita, sui nuovi termini della questione meridionale promossi dal Laboratorio per il Sud in collaborazione con Trasform-Italia e col settimanale LEFT.
Saranno trasmessi in diretta su diversi siti web nei prossimi tre sabati: 29 maggio, 5 giugno e 12 giugno, sempre dalle ore 17 alle ore 20.
Il taglio culturale è storico-politico, con una suddivisione cronologica che va dall’avvio del Regno d’Italia ai nostri giorni. Ciascun incontro prevede delle brevi relazioni tematiche di 15 minuti ciascuna, un momento riservato alle domande e al dibattito e poi le conclusioni.
L’intenzione del Laboratorio per il Sud è di costruire un momento partecipato di discussione e non semplicemente una raccolta di comunicazioni scientifiche. Le brevi relazioni avranno, ovviamente, tutto il rigore necessario, e a chi partecipa e a chi ascolta forniranno, pur nella brevità dettata dai tempi, elementi utili di conoscenza.
Tuttavia, la sollecitazione (a relatori e iscritti) è di tener conto del doppio carattere, culturale e politico, dei seminari. Accanto ai temi espliciti delle relazioni, c’è una traccia implicita, e per così dire ‘preliminare’, di interrogativi, che attengono alla ricerca propria del Laboratorio per il Sud. A titolo esemplificativo:
1) lo sguardo metodologicamente incentrato sulla lotta di classe interna al Mezzogiorno (e non sul contrasto tra il Sud e il Centro-Nord dell’Italia) può restituirci elementi di conoscenza maggiore, oppure no?
2) quale peso ha avuto, nel determinare le difficoltà del Mezzogiorno, lo specifico intreccio costruitosi, nella concreta storia ‘dei Sud’ dell’Italia, tra gli elementi che, per semplice comodità discorsiva, potremmo indicare come ‘strutturali’ – i rapporti economici, le modalità di lavoro, le condizioni di materiali di esistenza – e gli elementi che potrebbero dirsi invece (anche qui: per pura comodità di discorso) “sovrastrutturali” - il senso comune, la cultura diffusa, i valori socialmente condivisi?
3) quanto ha influito sulle caratteristiche delle istituzioni e delle classi dirigenti meridionali la presenza, così rilevante nel Mezzogiorno, di mafie e camorre? E quanto ha influito sulle caratteristiche delle classi popolari?
Si tratta, in sostanza, di una iniziativa culturalmente ambiziosa, che vuole evitare di ripetere ciò che già abbondantemente è stato scritto sul Sud e si propone, invece, di rafforzare la spinta verso piani di ricerca e dibattito innovativi. Ed è facile comprendere, in tale ottica, perché siano state previste, diversamente dalla consuetudine, delle relazioni stringate (15 minuti) e dinamiche più distese per il dibattito tra i partecipanti.
Le iscrizioni, allo stato, sono aperte e lo resteranno fino all’ultimo momento utile.
Per iscriversi: laboratoriolariscossadelsud@gmail.com
Si precisa che solo la registrazione ai seminari permetterà di intervenire nel dibattito e di ricevere un attestato specifico di partecipazione.
Qui di seguito il calendario dei Seminari.
LEZIONI MERIDIONALI
Seminari online sul Mezzogiorno d’Italia, promossi dal Laboratorio per il Sud
Incontro di sabato 29 maggio – ore 17
Il periodo liberale del Regno d’Italia dalla proclamazione all’avvento del fascismo
Coordinano i lavori: Roberto Morea e Loredana Marino
Relazioni
L’inchiesta sul brigantaggio e la consapevolezza, nelle classi dirigenti, dell’esistenza di una “questione meridionale”
(a cura di VALENTINO ROMANO)
La lettura biologista dell’arretratezza del Sud
(a cura di FILOMENA AVAGLIANO)
Le istituzioni e le forme della politica nel Sud del secondo Ottocento
(a cura di ALFONSO CONTE)
Tradizioni e culture nel Sud urbano e nel Sud rurale
(a cura di TULLIA CONTE)
Insorgenze e lotte nel Mezzogiorno tra Ottocento e Novecento
(a cura di FRANCESCO CARUSO)
----------------------
Incontro di sabato 5 giugno – ore 17
La Questione Meridionale dallo Stato fascista alla Costituzione repubblicana
Coordinano i lavori: Roberto Morea e Roberto Musacchio
Relazioni
Classe e subalternità nelle prospettive meridionaliste
(a cura di GISO AMENDOLA)
Nazionalismo e Fascismo nel Sud dell’immediato dopoguerra
(a cura di SANDRA MARTA)
Il Fascismo, Gramsci e la Questione Meridionale
(a cura di PASQUALE VOZA)
Il movimento operaio e la Questione Meridionale
(a cura di GIOVANNI RUSSO SPENA)
La Resistenza e il Sud
(a cura di ANNA D’ASCENZIO)
----------------------
Incontro di sabato 12 giugno – ore 17
La Questione Meridionale nelle vicende della Repubblica Italiana
Coordinano i lavori: Roberto Morea e Natale Cuccurese
Relazioni
Lotte operaie e lotte contadine nel Sud della prima metà del Novecento
(a cura di CIRO RAIA)
I governi della Prima Repubblica e la Cassa del Mezzogiorno
(a cura di GIUDO D’AGOSTINO)
I movimenti degli anni ’60 e ’70 e il ripensamento della Questione meridionale
(a cura di RINO MALINCONICO)
L’irrisolto dualismo economico italiano: dalla “questione meridionale” alla coesione territoriale al Pnrr
(a cura di SERGIO MAROTTA)
Il Sud nello scenario dell’Unione Europea
(a cura di ELEONORA FORENZA)
Il Mezzogiorno dell’Italia e il capitalismo contemporaneo
(a cura di IMMA BARBAROSSA)

Evento Facebook: https://fb.me/e/GLal3rn8



.


 

Leggi tutto »






SEGNALIAMO LE ISCRIZIONI SONO APERTE. PER PARTECIPARE AI SEMINARI LEZIONI MERIDIONALI a cura del SUDLAB La riscossa del Sud. Laboratorio permanente
Seminari a cui ci si accede solo con la registrazione. Per poter accedere scrivere mail al seguente indirizzo: laboratoriolariscossadelsud@gmail.com,
diversamente mandare un messaggio in posta sulla pagina fb https://www.facebook.com/LaboratorioSud
Si precisa che solo la registrazione ai seminari permetterà di intervenire nel dibattito e di ricevere un attestato specifico di partecipazione.
-------------------------------------------
Partiranno a breve i tre incontri seminariali on-line, ad iscrizione gratuita, sui nuovi termini della questione meridionale promossi dal Laboratorio per il Sud in collaborazione con Trasform-Italia e col settimanale LEFT.
Saranno trasmessi in diretta su diversi siti web nei prossimi tre sabati: 29 maggio, 5 giugno e 12 giugno, sempre dalle ore 17 alle ore 20.
Il taglio culturale è storico-politico, con una suddivisione cronologica che va dall’avvio del Regno d’Italia ai nostri giorni. Ciascun incontro prevede delle brevi relazioni tematiche di 15 minuti ciascuna, un momento riservato alle domande e al dibattito e poi le conclusioni.
L’intenzione del Laboratorio per il Sud è di costruire un momento partecipato di discussione e non semplicemente una raccolta di comunicazioni scientifiche. Le brevi relazioni avranno, ovviamente, tutto il rigore necessario, e a chi partecipa e a chi ascolta forniranno, pur nella brevità dettata dai tempi, elementi utili di conoscenza.
Tuttavia, la sollecitazione (a relatori e iscritti) è di tener conto del doppio carattere, culturale e politico, dei seminari. Accanto ai temi espliciti delle relazioni, c’è una traccia implicita, e per così dire ‘preliminare’, di interrogativi, che attengono alla ricerca propria del Laboratorio per il Sud. A titolo esemplificativo:
1) lo sguardo metodologicamente incentrato sulla lotta di classe interna al Mezzogiorno (e non sul contrasto tra il Sud e il Centro-Nord dell’Italia) può restituirci elementi di conoscenza maggiore, oppure no?
2) quale peso ha avuto, nel determinare le difficoltà del Mezzogiorno, lo specifico intreccio costruitosi, nella concreta storia ‘dei Sud’ dell’Italia, tra gli elementi che, per semplice comodità discorsiva, potremmo indicare come ‘strutturali’ – i rapporti economici, le modalità di lavoro, le condizioni di materiali di esistenza – e gli elementi che potrebbero dirsi invece (anche qui: per pura comodità di discorso) “sovrastrutturali” - il senso comune, la cultura diffusa, i valori socialmente condivisi?
3) quanto ha influito sulle caratteristiche delle istituzioni e delle classi dirigenti meridionali la presenza, così rilevante nel Mezzogiorno, di mafie e camorre? E quanto ha influito sulle caratteristiche delle classi popolari?
Si tratta, in sostanza, di una iniziativa culturalmente ambiziosa, che vuole evitare di ripetere ciò che già abbondantemente è stato scritto sul Sud e si propone, invece, di rafforzare la spinta verso piani di ricerca e dibattito innovativi. Ed è facile comprendere, in tale ottica, perché siano state previste, diversamente dalla consuetudine, delle relazioni stringate (15 minuti) e dinamiche più distese per il dibattito tra i partecipanti.
Le iscrizioni, allo stato, sono aperte e lo resteranno fino all’ultimo momento utile.
Per iscriversi: laboratoriolariscossadelsud@gmail.com
Si precisa che solo la registrazione ai seminari permetterà di intervenire nel dibattito e di ricevere un attestato specifico di partecipazione.
Qui di seguito il calendario dei Seminari.
LEZIONI MERIDIONALI
Seminari online sul Mezzogiorno d’Italia, promossi dal Laboratorio per il Sud
Incontro di sabato 29 maggio – ore 17
Il periodo liberale del Regno d’Italia dalla proclamazione all’avvento del fascismo
Coordinano i lavori: Roberto Morea e Loredana Marino
Relazioni
L’inchiesta sul brigantaggio e la consapevolezza, nelle classi dirigenti, dell’esistenza di una “questione meridionale”
(a cura di VALENTINO ROMANO)
La lettura biologista dell’arretratezza del Sud
(a cura di FILOMENA AVAGLIANO)
Le istituzioni e le forme della politica nel Sud del secondo Ottocento
(a cura di ALFONSO CONTE)
Tradizioni e culture nel Sud urbano e nel Sud rurale
(a cura di TULLIA CONTE)
Insorgenze e lotte nel Mezzogiorno tra Ottocento e Novecento
(a cura di FRANCESCO CARUSO)
----------------------
Incontro di sabato 5 giugno – ore 17
La Questione Meridionale dallo Stato fascista alla Costituzione repubblicana
Coordinano i lavori: Roberto Morea e Roberto Musacchio
Relazioni
Classe e subalternità nelle prospettive meridionaliste
(a cura di GISO AMENDOLA)
Nazionalismo e Fascismo nel Sud dell’immediato dopoguerra
(a cura di SANDRA MARTA)
Il Fascismo, Gramsci e la Questione Meridionale
(a cura di PASQUALE VOZA)
Il movimento operaio e la Questione Meridionale
(a cura di GIOVANNI RUSSO SPENA)
La Resistenza e il Sud
(a cura di ANNA D’ASCENZIO)
----------------------
Incontro di sabato 12 giugno – ore 17
La Questione Meridionale nelle vicende della Repubblica Italiana
Coordinano i lavori: Roberto Morea e Natale Cuccurese
Relazioni
Lotte operaie e lotte contadine nel Sud della prima metà del Novecento
(a cura di CIRO RAIA)
I governi della Prima Repubblica e la Cassa del Mezzogiorno
(a cura di GIUDO D’AGOSTINO)
I movimenti degli anni ’60 e ’70 e il ripensamento della Questione meridionale
(a cura di RINO MALINCONICO)
L’irrisolto dualismo economico italiano: dalla “questione meridionale” alla coesione territoriale al Pnrr
(a cura di SERGIO MAROTTA)
Il Sud nello scenario dell’Unione Europea
(a cura di ELEONORA FORENZA)
Il Mezzogiorno dell’Italia e il capitalismo contemporaneo
(a cura di IMMA BARBAROSSA)

Evento Facebook: https://fb.me/e/GLal3rn8



.


 

mercoledì 12 maggio 2021

Elezioni Roma 2021 - facciamole alla rovescia

Abbiamo conosciuto amministrazione di CENTROsinistra, abbiamo visto all’opera il centroDESTRA di Alemanno, stiamo subendo il governo dei 5stelle, abbiamo conosciuto decenni di promesse tradite…

Anno dopo anno abbiamo visto scorrere il tempo della decadenza per Roma e del peggioramento verticale della qualità della vita della classe lavoratrice della città. 
Una decadenza che non riguarda tutte e tutti, ma riguarda ora - appunto - le donne sfruttate nel loro lavoro di produzione e riproduzione, i precari licenziati impunemente con la giustificazione della crisi pandemica, l’impoverimento dei lavoratori e delle lavoratrici, una decadenza che riguarda chi rivendica una casa dignitosa dove vivere e il diritto ad un trasporto pubblico utile a chi abita le periferie di questa città. 
Ma questa è anche una città delle mille ricchezze umane, espressa - ad esempio - nei centri antiviolenza autogestiti, nella solidarietà mostrata durante la pandemia, nelle lotte in difesa degli spazi sottratti all’abbandono e alla speculazione, nelle battaglie antirazziste, nelle decine di vertenze in difesa dei territori e contro la speculazione. 
Un mutualismo e un conflitto di classe, troppo spesso in difesa e frammentato. È un pezzo importante di società in questa città che adesso ha necessità di riscatto. 
Intendiamo agire per mettere al servizio delle cittadine e dei cittadini le ricchezze culturali e ambientali di Roma, vogliamo fare di questa città un polo di attrazione della ricerca a servizio delle persone e di un turismo della conoscenza svincolato dalle logiche del profitto e del consumo. Vogliamo costruire una città della cura e della solidarietà. 
Vogliamo costruire una città che ponga al centro l’ambiente e la qualità della vita. Intendiamo agire dalla parte di chi vive lo sfruttamento, di chi vive l’emarginazione, di chi vive l’assenza di opportunità. Intendiamo agire per rompere il ricatto dell’eterno impossibile, quel ricatto del debito di questa città verso le banche, le stesse che vedono in Draghi, sostenuto da Lega, Partito Democratico e 5Stelle, il salvatore della Patria. 
Intendiamo agire per costruire una frattura, un prima e un dopo, e vogliamo farlo alla rovescia, costruendo, sulle risposte ai bisogni inascoltati di questa città, un programma e una proposta elettorale partecipata, antagonista a quella del PD, dei 5Stelle e delle destre. 
Per fare tutto questo abbiamo prima di tutto messo in discussione noi stessi, la nostra frammentazione, i nostri errori. 
Per partecipare alle prossime elezioni al comune di Roma abbiamo iniziato un lavoro comune, che sarà complesso, articolato e non scontato, che necessita di ogni sforzo possibile e impossibile per costruire una idea di città che vogliamo condivisa, popolare e contaminata dalle culture dell’alternatività, con idee e proposte che nascano dal basso, dai luoghi del conflitto e della resistenza, dalle mille energie disperse che pure in questa città continuano ad esprimersi e lavorare sul piano sociale e politico. Vogliamo - dunque - farlo insieme e vogliamo farlo attraverso assemblee pubbliche, con incontri nei territori e praticando collettivamente il conflitto, con un percorso coinvolgente ed aggregante. Una sfida difficile ma entusiasmante, che deve essere animata dall’ambizione di uscire dalla marginalità introdurre nel dibattito cittadino la necessità e la possibilità dell’alternativa. 
Per farlo serve il contributo ed il sostegno di chi in questi anni ha lottato e di chi ha iniziato a farlo ora. 
Il tempo è ADESSO! Noi abbiamo iniziato. 

Partito della Rifondazione Comunista 
Potere al Popolo 
Sinistra Anticapitalista 
Coalizione Sociale Roma 
Partito del Sud 

(adesioni in aggiornamento)



Leggi tutto »
Abbiamo conosciuto amministrazione di CENTROsinistra, abbiamo visto all’opera il centroDESTRA di Alemanno, stiamo subendo il governo dei 5stelle, abbiamo conosciuto decenni di promesse tradite…

Anno dopo anno abbiamo visto scorrere il tempo della decadenza per Roma e del peggioramento verticale della qualità della vita della classe lavoratrice della città. 
Una decadenza che non riguarda tutte e tutti, ma riguarda ora - appunto - le donne sfruttate nel loro lavoro di produzione e riproduzione, i precari licenziati impunemente con la giustificazione della crisi pandemica, l’impoverimento dei lavoratori e delle lavoratrici, una decadenza che riguarda chi rivendica una casa dignitosa dove vivere e il diritto ad un trasporto pubblico utile a chi abita le periferie di questa città. 
Ma questa è anche una città delle mille ricchezze umane, espressa - ad esempio - nei centri antiviolenza autogestiti, nella solidarietà mostrata durante la pandemia, nelle lotte in difesa degli spazi sottratti all’abbandono e alla speculazione, nelle battaglie antirazziste, nelle decine di vertenze in difesa dei territori e contro la speculazione. 
Un mutualismo e un conflitto di classe, troppo spesso in difesa e frammentato. È un pezzo importante di società in questa città che adesso ha necessità di riscatto. 
Intendiamo agire per mettere al servizio delle cittadine e dei cittadini le ricchezze culturali e ambientali di Roma, vogliamo fare di questa città un polo di attrazione della ricerca a servizio delle persone e di un turismo della conoscenza svincolato dalle logiche del profitto e del consumo. Vogliamo costruire una città della cura e della solidarietà. 
Vogliamo costruire una città che ponga al centro l’ambiente e la qualità della vita. Intendiamo agire dalla parte di chi vive lo sfruttamento, di chi vive l’emarginazione, di chi vive l’assenza di opportunità. Intendiamo agire per rompere il ricatto dell’eterno impossibile, quel ricatto del debito di questa città verso le banche, le stesse che vedono in Draghi, sostenuto da Lega, Partito Democratico e 5Stelle, il salvatore della Patria. 
Intendiamo agire per costruire una frattura, un prima e un dopo, e vogliamo farlo alla rovescia, costruendo, sulle risposte ai bisogni inascoltati di questa città, un programma e una proposta elettorale partecipata, antagonista a quella del PD, dei 5Stelle e delle destre. 
Per fare tutto questo abbiamo prima di tutto messo in discussione noi stessi, la nostra frammentazione, i nostri errori. 
Per partecipare alle prossime elezioni al comune di Roma abbiamo iniziato un lavoro comune, che sarà complesso, articolato e non scontato, che necessita di ogni sforzo possibile e impossibile per costruire una idea di città che vogliamo condivisa, popolare e contaminata dalle culture dell’alternatività, con idee e proposte che nascano dal basso, dai luoghi del conflitto e della resistenza, dalle mille energie disperse che pure in questa città continuano ad esprimersi e lavorare sul piano sociale e politico. Vogliamo - dunque - farlo insieme e vogliamo farlo attraverso assemblee pubbliche, con incontri nei territori e praticando collettivamente il conflitto, con un percorso coinvolgente ed aggregante. Una sfida difficile ma entusiasmante, che deve essere animata dall’ambizione di uscire dalla marginalità introdurre nel dibattito cittadino la necessità e la possibilità dell’alternativa. 
Per farlo serve il contributo ed il sostegno di chi in questi anni ha lottato e di chi ha iniziato a farlo ora. 
Il tempo è ADESSO! Noi abbiamo iniziato. 

Partito della Rifondazione Comunista 
Potere al Popolo 
Sinistra Anticapitalista 
Coalizione Sociale Roma 
Partito del Sud 

(adesioni in aggiornamento)



martedì 4 maggio 2021

Napoli: Abolita via Vittorio Emanuele III, firmatario delle leggi razziali, su proposta del Partito del Sud. Domani la cerimonia.

COMUNICATO STAMPA 

Domani, 5 Maggio 2021, alle ore 11,00 in zona Secondigliano (Napoli) ci sara' la cerimonia della Commissione Toponomastica del Comune di Napoli per l'abolizione del toponimo Corso Vittorio Emanuele III, firmatario delle leggi razziali durante il fascismo, e sostituzione con nuova titolazione a Vincenzo Di Mare, come da richiesta a suo tempo inoltrata e sostenuta dal Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti. 


Proposta deliberata ed effettuata e motivata tramite Andrea Balia, membro del CDN del Partito del Sud (membro e delegato diretto del Sindaco in Commissione). 
La richiesta era per la sostituzione del suddetto toponimo in zona Napoli centro, ma la Sovrintendenza nego' il suo assenso. Il Sindaco rimotivo' la richiesta per ottenere poi questa sostituzione in oggetto in luogo diverso. 

Presenziera' il Sindaco e la Commissione Toponomastica. 
Il Partito del Sud sara' presente con i propri delegati!

Andrea Balia
Partito del Sud Napoli


-
Leggi tutto »
COMUNICATO STAMPA 

Domani, 5 Maggio 2021, alle ore 11,00 in zona Secondigliano (Napoli) ci sara' la cerimonia della Commissione Toponomastica del Comune di Napoli per l'abolizione del toponimo Corso Vittorio Emanuele III, firmatario delle leggi razziali durante il fascismo, e sostituzione con nuova titolazione a Vincenzo Di Mare, come da richiesta a suo tempo inoltrata e sostenuta dal Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti. 


Proposta deliberata ed effettuata e motivata tramite Andrea Balia, membro del CDN del Partito del Sud (membro e delegato diretto del Sindaco in Commissione). 
La richiesta era per la sostituzione del suddetto toponimo in zona Napoli centro, ma la Sovrintendenza nego' il suo assenso. Il Sindaco rimotivo' la richiesta per ottenere poi questa sostituzione in oggetto in luogo diverso. 

Presenziera' il Sindaco e la Commissione Toponomastica. 
Il Partito del Sud sara' presente con i propri delegati!

Andrea Balia
Partito del Sud Napoli


-

domenica 25 aprile 2021

VIVA LA LIBERAZIONE VIVA IL 25 APRILE



Di Natale Cuccurese

La memoria del 25 Aprile è un dovere che va sostenuto con impegno, oggi più che mai.

Mai come oggi è infatti necessario ribadire che solo la verità storica rafforza l’unità, così come il superamento di discriminazioni  territoriali, odi e rancori che sarebbe bene sconfiggere definitivamente. Nella complessità della Storia, anche di quelle personali, non c’è riconciliazione possibile con il fascismo, negazione della democrazia.

Sarebbe anche il caso, per dare un significato preciso al ricordo della Resistenza e al ritorno alla libertà e all’unità del paese che questa produsse e affinchè questa unità sia reale e non pomposo ma vuoto esercizio retorico, riscoprire alcuni dei molti valori della Resistenza, nonché ricordare che alla Resistenza parteciparono attivamente e valorosamente tanti meridionali, anche in formazioni partigiane del nord, e che la prima città d’Europa a liberarsi, già nel settembre 1943, dal giogo nazifascista, grazie ad un moto spontaneo del popolo in armi, fu Napoli durante le 4 giornate che valsero alla città il conferimento della medaglia d’oro al valore militare.

Così come sarebbe utile riscoprire e finalmente applicare gli articoli di quella Costituzione che dalla Resistenza nacque, Costituzione mai applicata interamente e successivamente stravolta per interessi revisionisti pericolosi.

Articoli che se fossero stati applicati non avrebbero permesso l’attuale rovinoso stato economico e politico del Sud, e quindi dell’intero Paese, e nemmeno la pericolosa crisi sanitaria in corso (colpa anche dei tagli al Ssn), economica e sociale che viviamo e che si esplicita, da sempre, nella diseguaglianza di investimenti sui territori e quindi di opportunità fra i cittadini del nord e del sud. 
Diseguaglianze che vanno al più presto rimosse e che sono foriere di pericoli per la tenuta democratica del Paese e quindi per la libertà di tutti.

Altro che "secessione dei ricchi" che continua il suo abietto percorso eversivo dell'unità nazionale anche con il governo Draghi, che inserisce nel DEF 2021,il punto 1.5, (approvato il 15 Aprile dal Parlamento) da cui si evince che per la prossima legge di bilancio (2022-2024) il DDL sull’autonomia differenziata sarà tra le leggi collegate alla decisione di bilancio.
Ogni commento è a questo punto superfluo, la destrutturazione dello Stato proseguirà al termine della pandemia più forte di prima, così come le conseguenti privatizzazioni, al Nord come al Sud.

La composizione del governo, infarcito di leghisti, protoleghisti e “liberisti bocconiani”, così come l’elezione di Fedriga a capo della Conferenza Stato Regioni, non lascia presagire nulla di buono per il Sud e per un Paese guidato da un governo di tecnocrati e banchieri e non a caso sostenuto anche da chi oggi non partecipa alle manifestazioni del 25 aprile, nonchè da una certa “sinistra” senza memoria che in Europa si è prestata, vergognosamente e ipocritamente, all’equiparazione fra nazismo e comunismo.

Il 25 Aprile il Partito del Sud Meridionalisti Progressisti sarà presente come sempre nelle piazze italiane in memoria della Resistenza contro il nazifascismo.
I nostri iscritti con la loro presenza onoreranno la memoria che va sostenuta con l’impegno antifascista, oggi più che mai attuale, come allora che vide anche in questo il Sud protagonista.





Leggi tutto »



Di Natale Cuccurese

La memoria del 25 Aprile è un dovere che va sostenuto con impegno, oggi più che mai.

Mai come oggi è infatti necessario ribadire che solo la verità storica rafforza l’unità, così come il superamento di discriminazioni  territoriali, odi e rancori che sarebbe bene sconfiggere definitivamente. Nella complessità della Storia, anche di quelle personali, non c’è riconciliazione possibile con il fascismo, negazione della democrazia.

Sarebbe anche il caso, per dare un significato preciso al ricordo della Resistenza e al ritorno alla libertà e all’unità del paese che questa produsse e affinchè questa unità sia reale e non pomposo ma vuoto esercizio retorico, riscoprire alcuni dei molti valori della Resistenza, nonché ricordare che alla Resistenza parteciparono attivamente e valorosamente tanti meridionali, anche in formazioni partigiane del nord, e che la prima città d’Europa a liberarsi, già nel settembre 1943, dal giogo nazifascista, grazie ad un moto spontaneo del popolo in armi, fu Napoli durante le 4 giornate che valsero alla città il conferimento della medaglia d’oro al valore militare.

Così come sarebbe utile riscoprire e finalmente applicare gli articoli di quella Costituzione che dalla Resistenza nacque, Costituzione mai applicata interamente e successivamente stravolta per interessi revisionisti pericolosi.

Articoli che se fossero stati applicati non avrebbero permesso l’attuale rovinoso stato economico e politico del Sud, e quindi dell’intero Paese, e nemmeno la pericolosa crisi sanitaria in corso (colpa anche dei tagli al Ssn), economica e sociale che viviamo e che si esplicita, da sempre, nella diseguaglianza di investimenti sui territori e quindi di opportunità fra i cittadini del nord e del sud. 
Diseguaglianze che vanno al più presto rimosse e che sono foriere di pericoli per la tenuta democratica del Paese e quindi per la libertà di tutti.

Altro che "secessione dei ricchi" che continua il suo abietto percorso eversivo dell'unità nazionale anche con il governo Draghi, che inserisce nel DEF 2021,il punto 1.5, (approvato il 15 Aprile dal Parlamento) da cui si evince che per la prossima legge di bilancio (2022-2024) il DDL sull’autonomia differenziata sarà tra le leggi collegate alla decisione di bilancio.
Ogni commento è a questo punto superfluo, la destrutturazione dello Stato proseguirà al termine della pandemia più forte di prima, così come le conseguenti privatizzazioni, al Nord come al Sud.

La composizione del governo, infarcito di leghisti, protoleghisti e “liberisti bocconiani”, così come l’elezione di Fedriga a capo della Conferenza Stato Regioni, non lascia presagire nulla di buono per il Sud e per un Paese guidato da un governo di tecnocrati e banchieri e non a caso sostenuto anche da chi oggi non partecipa alle manifestazioni del 25 aprile, nonchè da una certa “sinistra” senza memoria che in Europa si è prestata, vergognosamente e ipocritamente, all’equiparazione fra nazismo e comunismo.

Il 25 Aprile il Partito del Sud Meridionalisti Progressisti sarà presente come sempre nelle piazze italiane in memoria della Resistenza contro il nazifascismo.
I nostri iscritti con la loro presenza onoreranno la memoria che va sostenuta con l’impegno antifascista, oggi più che mai attuale, come allora che vide anche in questo il Sud protagonista.





venerdì 23 aprile 2021

I numeri a lotto, Natale Cuccurese: “Recovery Sud, dal 65% al 13,50 per l’Alta velocità. Così, si continua a finanziare il Nord a discapito del Sud”

La Ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna annuncia a manca e a destra che è riuscita ad assicurare l’assegnazione del 40% dei circa 210 miliardi del Recovery Plan al Mezzogiorno. La qualcosa corrisponde all’ennesimo scippo perpetrato nei confronti del Sud, cui, invece, spetterebbe l’assegnazione del 65% dei finanziamenti europei.

Se poi si vanno ad analizzare le singole voci, come quella strategica degli investimenti in conto capitale per l’Alta velocità, le cose stanno ancora peggio, perché dal 40% si passa al 13,50%. Insomma, si danno i numeri a lotto.

Ciò è quanto, di fatto, denuncia dalla sua pagina facebook personale il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese.

Detto che – osserva Cuccurese – il Recovery assegna all’Alta velocità in Italia complessivamente 13,31 miliardi di euro, al Sud vengono assegnati 1,4 miliardi di euro alla Napoli-Bari; 1,44 miliardi alla Palermo-Catania; 1,8 miliardi alla Salerno-Reggio. Complessivamente si tratta di 4,64 miliardi, pari al 34,86% del totale”.

Al Nord – continua Cuccurese – vengono assegnati 3,67 miliardi alla Brescia-Verona-Vicenza; 3,97 miliardi alla Liguria-Alpi; 930 milioni alla Verona-Brennero, per un totale di 8,67 miliardi, pari al 65,14% dell’intera posta in palio sull’Alta velocità”.

Attenzione – evidenzia Cuccurese – perché la Palermo-Catania e la Napoli-Bari sono progetti già finanziati, ma che i quotidiani di oggi, evidentemente su suggerimento, inseriscono nel computo. E qui inizia giuoco delle tre carte ai danni del Sud”.

La percentuale – specifica – di ripartizione dei Fondi che al Sud doveva essere del 65% (in base ai paramenti richiesti dalla Commissione Ue e cioè che le risorse venissero distribuite ai Paesi membri, in funzione della popolazione, del reddito pro capite e del tasso di disoccupazione), ma che la Ministra per il Sud, Carfagna, ha ‘retrocesso’ pochi giorni fa in Senato durante il question time a solo il 40% evidentemente per volontà governativa, ora scendono ancora”.

Alla fine – tira le somme Cuccurese – se le anticipazioni giornalistiche troveranno conferma, la quota reale destinata al Sud per l’Alta Velocità sarà quindi di 1,8 miliardi (assegnati alla Salerno-RC) per un totale di solo il 13,52% dei Fondi per l’Alta Velocità, non 65%, non 40%”.

Chiaramente – evidenzia – le risorse comunque assegnate per una vera Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria ( 3 ore da Roma a Villa) pari a 1,8 miliardi, come giustamente spiegato dettagliatamente nell’articolo, sono del tutto inadeguate. In sintesi, conclude Cuccurese: “Così si continua a finanziare il Nord a danno del Sud”.


Fonte: Vesuvuanonews- articolo Salvatore Lucchese






.

Leggi tutto »

La Ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna annuncia a manca e a destra che è riuscita ad assicurare l’assegnazione del 40% dei circa 210 miliardi del Recovery Plan al Mezzogiorno. La qualcosa corrisponde all’ennesimo scippo perpetrato nei confronti del Sud, cui, invece, spetterebbe l’assegnazione del 65% dei finanziamenti europei.

Se poi si vanno ad analizzare le singole voci, come quella strategica degli investimenti in conto capitale per l’Alta velocità, le cose stanno ancora peggio, perché dal 40% si passa al 13,50%. Insomma, si danno i numeri a lotto.

Ciò è quanto, di fatto, denuncia dalla sua pagina facebook personale il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese.

Detto che – osserva Cuccurese – il Recovery assegna all’Alta velocità in Italia complessivamente 13,31 miliardi di euro, al Sud vengono assegnati 1,4 miliardi di euro alla Napoli-Bari; 1,44 miliardi alla Palermo-Catania; 1,8 miliardi alla Salerno-Reggio. Complessivamente si tratta di 4,64 miliardi, pari al 34,86% del totale”.

Al Nord – continua Cuccurese – vengono assegnati 3,67 miliardi alla Brescia-Verona-Vicenza; 3,97 miliardi alla Liguria-Alpi; 930 milioni alla Verona-Brennero, per un totale di 8,67 miliardi, pari al 65,14% dell’intera posta in palio sull’Alta velocità”.

Attenzione – evidenzia Cuccurese – perché la Palermo-Catania e la Napoli-Bari sono progetti già finanziati, ma che i quotidiani di oggi, evidentemente su suggerimento, inseriscono nel computo. E qui inizia giuoco delle tre carte ai danni del Sud”.

La percentuale – specifica – di ripartizione dei Fondi che al Sud doveva essere del 65% (in base ai paramenti richiesti dalla Commissione Ue e cioè che le risorse venissero distribuite ai Paesi membri, in funzione della popolazione, del reddito pro capite e del tasso di disoccupazione), ma che la Ministra per il Sud, Carfagna, ha ‘retrocesso’ pochi giorni fa in Senato durante il question time a solo il 40% evidentemente per volontà governativa, ora scendono ancora”.

Alla fine – tira le somme Cuccurese – se le anticipazioni giornalistiche troveranno conferma, la quota reale destinata al Sud per l’Alta Velocità sarà quindi di 1,8 miliardi (assegnati alla Salerno-RC) per un totale di solo il 13,52% dei Fondi per l’Alta Velocità, non 65%, non 40%”.

Chiaramente – evidenzia – le risorse comunque assegnate per una vera Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria ( 3 ore da Roma a Villa) pari a 1,8 miliardi, come giustamente spiegato dettagliatamente nell’articolo, sono del tutto inadeguate. In sintesi, conclude Cuccurese: “Così si continua a finanziare il Nord a danno del Sud”.


Fonte: Vesuvuanonews- articolo Salvatore Lucchese






.

domenica 18 aprile 2021

Natale Cuccurese: “Il Governo Draghi rilancia la balcanizzazione del Paese”

Oramai, in piena pandemia i fallimenti del federalismo estrattivo all’italiana sono sotto gli occhi di tutti: frammentazione della catena di governo, sviluppo territoriale dualistico, diseguaglianze crescenti, venti sistemi sanitari che taroccano i numeri per avere più vaccini da somministrare agli amici degli amici, etc..

Insomma, lo Stato Arlecchino che tutela i forti, i ricchi ed i potenti ed abbandona i poveri al loro destino di peste, fame e carestia. E il Governo dei “Migliori” cosa fa? Pone un argine a questa pericolosa deriva di frammentazione e di istituzionalizzazione definitiva dello storico dualismo tra il Nord e il Sud di un Paese sempre più diviso e diseguale?

Giammai! La cura, si fa per dire, prevista dal nuovo uomo della provvidenza, Mario Draghi, è peggio del male: si scrive autonomia regionale differenziata e si legge secessione dei ricchi.

A lanciare l’allarme è il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che sulla sua pagina facebook personale scrive: “Per chi si illudeva che con il Governo Draghi il percorso dell’autonomia differenziata avrebbe subito uno stop, allego la pag. 14 del testo del DEF 2021, punto 1.5, (approvato l’altro ieri) da cui si evince che per la prossima legge di bilancio (2022-2024) il DDL sull’autonomia differenziata sarà tra le leggi collegate alla decisione di bilancio”.

Ogni commento – prosegue – è a questo punto superfluo, la destrutturazione dello Stato proseguirà al termine della pandemia più forte di prima, così come le conseguenti privatizzazioni, al Nord come al Sud”.

La composizione del Governo, infarcito di leghisti, protoleghisti e “liberisti bocconiani”, così come l’elezione di Fedriga a capo della Conferenza Stato Regioni, – conclude Cuccurese – non lasciava presagire nulla di buono per il Sud ed infatti ecco un altro tassello andare al suo posto”.


Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese






.




Leggi tutto »

Oramai, in piena pandemia i fallimenti del federalismo estrattivo all’italiana sono sotto gli occhi di tutti: frammentazione della catena di governo, sviluppo territoriale dualistico, diseguaglianze crescenti, venti sistemi sanitari che taroccano i numeri per avere più vaccini da somministrare agli amici degli amici, etc..

Insomma, lo Stato Arlecchino che tutela i forti, i ricchi ed i potenti ed abbandona i poveri al loro destino di peste, fame e carestia. E il Governo dei “Migliori” cosa fa? Pone un argine a questa pericolosa deriva di frammentazione e di istituzionalizzazione definitiva dello storico dualismo tra il Nord e il Sud di un Paese sempre più diviso e diseguale?

Giammai! La cura, si fa per dire, prevista dal nuovo uomo della provvidenza, Mario Draghi, è peggio del male: si scrive autonomia regionale differenziata e si legge secessione dei ricchi.

A lanciare l’allarme è il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che sulla sua pagina facebook personale scrive: “Per chi si illudeva che con il Governo Draghi il percorso dell’autonomia differenziata avrebbe subito uno stop, allego la pag. 14 del testo del DEF 2021, punto 1.5, (approvato l’altro ieri) da cui si evince che per la prossima legge di bilancio (2022-2024) il DDL sull’autonomia differenziata sarà tra le leggi collegate alla decisione di bilancio”.

Ogni commento – prosegue – è a questo punto superfluo, la destrutturazione dello Stato proseguirà al termine della pandemia più forte di prima, così come le conseguenti privatizzazioni, al Nord come al Sud”.

La composizione del Governo, infarcito di leghisti, protoleghisti e “liberisti bocconiani”, così come l’elezione di Fedriga a capo della Conferenza Stato Regioni, – conclude Cuccurese – non lasciava presagire nulla di buono per il Sud ed infatti ecco un altro tassello andare al suo posto”.


Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese






.




domenica 11 aprile 2021

Natale Cuccurese: “Assalto finale alla diligenza del Recovery. Al Sud soltanto il 40% delle risorse contro il 65% indicato dall’Europa”

La composizione nord-centrica del Governo Draghi sta portando i suoi frutti amari non solo per il Sud, ma per l’intero sistema Italia: puntare di nuovo quasi tutto sul solito motore Nord a discapito dell’accensione del secondo motore del Paese, il Sud sempre più bistrattato e vilipeso.

Dopo la sperequazione nella distribuzione dei vaccini anti-covid denunciata dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, segue la sempre più probabile iniqua ripartizione dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): il 40% dei circa 209 miliardi di euro al Sud, invece del 65% come da criteri europei, popolazione generale, Pil individuale inverso, tasso di disoccupazione, e il restante 60% alla presunta locomotiva Nord.

Ciò è quanto denuncia dalla sua pagina facebook personale anche il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese,

Sembra confermata – ha scritto Cuccurese – la quota del 40% delle risorse per il Mezzogiorno, quota da raggiungere senza l’apporto del Fondo di sviluppo e coesione, anziché del 65% come da indicazioni europee. È quindi andata a buon fine ‘l’operazione Draghi’ a favore di prima il Nord”.

Il tutto, ha proseguito Cuccurese, avverrà a dispregio della democrazia, in quanto i tempi del confronto parlamentare e del dibattito pubblico sono stati ridotti al lumicino: presentazione del Pnrr alle Camere il 26 aprile ed invio dello stesso a Bruxelles il 30 dello stesso mese.

Meno di 100 ore – ha evidenziato Cuccurese – per il dibattito in Parlamento, mentre nel Paese non ci sarà tempo nemmeno di leggere il PNRR. D’altra parte è risaputo che il parere dei cittadini in epoca post democratica non conta nulla”.

Così – ha concluso – saranno decise in Italia le politiche pubbliche del prossimo decennio, praticamente senza discussione alcuna dato che tutti, o quasi, i partiti fanno parte della maggioranza”.

Fonte: Vesuvianonews – articolo di Salvatore Lucchese








Leggi tutto »

La composizione nord-centrica del Governo Draghi sta portando i suoi frutti amari non solo per il Sud, ma per l’intero sistema Italia: puntare di nuovo quasi tutto sul solito motore Nord a discapito dell’accensione del secondo motore del Paese, il Sud sempre più bistrattato e vilipeso.

Dopo la sperequazione nella distribuzione dei vaccini anti-covid denunciata dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, segue la sempre più probabile iniqua ripartizione dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): il 40% dei circa 209 miliardi di euro al Sud, invece del 65% come da criteri europei, popolazione generale, Pil individuale inverso, tasso di disoccupazione, e il restante 60% alla presunta locomotiva Nord.

Ciò è quanto denuncia dalla sua pagina facebook personale anche il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese,

Sembra confermata – ha scritto Cuccurese – la quota del 40% delle risorse per il Mezzogiorno, quota da raggiungere senza l’apporto del Fondo di sviluppo e coesione, anziché del 65% come da indicazioni europee. È quindi andata a buon fine ‘l’operazione Draghi’ a favore di prima il Nord”.

Il tutto, ha proseguito Cuccurese, avverrà a dispregio della democrazia, in quanto i tempi del confronto parlamentare e del dibattito pubblico sono stati ridotti al lumicino: presentazione del Pnrr alle Camere il 26 aprile ed invio dello stesso a Bruxelles il 30 dello stesso mese.

Meno di 100 ore – ha evidenziato Cuccurese – per il dibattito in Parlamento, mentre nel Paese non ci sarà tempo nemmeno di leggere il PNRR. D’altra parte è risaputo che il parere dei cittadini in epoca post democratica non conta nulla”.

Così – ha concluso – saranno decise in Italia le politiche pubbliche del prossimo decennio, praticamente senza discussione alcuna dato che tutti, o quasi, i partiti fanno parte della maggioranza”.

Fonte: Vesuvianonews – articolo di Salvatore Lucchese








sabato 3 aprile 2021

BUONA PASQUA DAL PARTITO DEL SUD!

 A tutte e a tutti Auguri di Buona Pasqua!

“Nascere non basta.
È per rinascere che siamo nati.
Ogni giorno.”
(Pablo Neruda)




.


Leggi tutto »

 A tutte e a tutti Auguri di Buona Pasqua!

“Nascere non basta.
È per rinascere che siamo nati.
Ogni giorno.”
(Pablo Neruda)




.


 
[Privacy]
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Hot Sonakshi Sinha, Car Price in India