venerdì 26 marzo 2021

Natale Cuccurese: “Pur di danneggiare il Sud, le aziende del Nord sono pronte a tutto”

Dalla sua pagina facebook personale, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese riprende e rilancia l’allarme lanciato dalle pagine del “Mattino” del 25 marzo dall’antropologo Marino Niola sulla mancata candidatura del caffè italiano all’Unesco.

Pur di danneggiare il Sud, per mantenerlo colonia e mercato interno dei loro prodotti, –  denuncia Cuccurese – le aziende del Nord sono pronte a tutto. Come ha osservato il grande antropologo Marino Niola: ‘Quella delle torrefazioni del Nord contro il caffè napoletano, boicottando la proposta di renderlo patrimonio Unesco è parte di una guerra del Nord contro il Sud. La ricchezza del territorio di Napoli fa paura’”.


Fonte: Vesuvianonews-articolo Salvatore Lucchese




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Dalla sua pagina facebook personale, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese riprende e rilancia l’allarme lanciato dalle pagine del “Mattino” del 25 marzo dall’antropologo Marino Niola sulla mancata candidatura del caffè italiano all’Unesco.

Pur di danneggiare il Sud, per mantenerlo colonia e mercato interno dei loro prodotti, –  denuncia Cuccurese – le aziende del Nord sono pronte a tutto. Come ha osservato il grande antropologo Marino Niola: ‘Quella delle torrefazioni del Nord contro il caffè napoletano, boicottando la proposta di renderlo patrimonio Unesco è parte di una guerra del Nord contro il Sud. La ricchezza del territorio di Napoli fa paura’”.


Fonte: Vesuvianonews-articolo Salvatore Lucchese




domenica 21 marzo 2021

Natale Cuccurse: “Caos vaccini Lombardia. Il sovranismo regionale è fallito. E non solo in Lombardia”




Presentata dal sistema dei media acquiescenti, interessati e dominanti come un modello virtuoso di “efficienza”, “efficacia”, in realtà, nel fronteggiare l’emergenza pandemica, la “locomotiva” Lombardia mostra di fare acqua da tutte le parti: 693.917 cittadini lombardi contagiati dall’inizio della pandemia, quasi il 21% dei 3.356.331 contagiati a livello nazionale; 29.709 cittadini lombardi morti per Covid, il 28,3% dei 104.642 decessi registrati in tutta Italia per la stessa causa; somministrato soltanto il 74,8% delle dosi di vaccini anticovid-19 avute in consegna rispetto all’80,2% degli stessi vaccini somministrati a livello nazionale.

Come a questo proposito ha dichiarato il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese: “Anche oggi in Lombardia e caos vaccini!Massima solidarietà a tutti i cittadini lombardi alle prese con la pandemia e con l’amministrazione Fontana”.

È evidente a tutti – ha proseguito Cuccurese – che l’idea leghista e protoleghista di ‘sovranismo regionale’ che più competenze si danno alle regioni meglio è per i cittadini, alla prova dei fatti, è fallita, oltre ad essere assai pericolosa. E non solo in Lombardia”.


Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese




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Presentata dal sistema dei media acquiescenti, interessati e dominanti come un modello virtuoso di “efficienza”, “efficacia”, in realtà, nel fronteggiare l’emergenza pandemica, la “locomotiva” Lombardia mostra di fare acqua da tutte le parti: 693.917 cittadini lombardi contagiati dall’inizio della pandemia, quasi il 21% dei 3.356.331 contagiati a livello nazionale; 29.709 cittadini lombardi morti per Covid, il 28,3% dei 104.642 decessi registrati in tutta Italia per la stessa causa; somministrato soltanto il 74,8% delle dosi di vaccini anticovid-19 avute in consegna rispetto all’80,2% degli stessi vaccini somministrati a livello nazionale.

Come a questo proposito ha dichiarato il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese: “Anche oggi in Lombardia e caos vaccini!Massima solidarietà a tutti i cittadini lombardi alle prese con la pandemia e con l’amministrazione Fontana”.

È evidente a tutti – ha proseguito Cuccurese – che l’idea leghista e protoleghista di ‘sovranismo regionale’ che più competenze si danno alle regioni meglio è per i cittadini, alla prova dei fatti, è fallita, oltre ad essere assai pericolosa. E non solo in Lombardia”.


Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese




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venerdì 19 marzo 2021

Natale Cuccurese: “Le Università del Nord virtuose con i soldi sottratti alle Università del Sud”

Nel proporre sulla sua pagina facebook personale la tabella relativa alla ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario per Università e Ricerca elaborata dall’economista Gianfranco Viesti dell’Università di Bari, il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, ha argutamente osservato: “Ormai il gioco di leghisti, protoleghisti e neo liberisti al seguito è scoperto: concentrare sempre di più i finanziamenti alle Università del Nord, per poi poter dire “noi che siamo i virtuosi (coi soldi sottratti agli altri) adesso vi chiudiamo perché non meritate di esistere, rappresentare culture, istanze, idee altre rispetto al (nostro) pensiero unico”.

È lo stesso lurido gioco – ha concluso Cuccurese – che stanno perseguendo da tempo con l’Autonomia differenziata, un imbroglio orami chiaro a tutti. Non a caso il Governo Draghi ha fra i suoi consiglieri anche Giavazzi che da tempo teorizza dalle pagine del Corriere della Sera la chiusura delle Università del Centro-Sud”.



Fonte: Vesuvianonews-articolo Salvatore Lucchese





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Nel proporre sulla sua pagina facebook personale la tabella relativa alla ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario per Università e Ricerca elaborata dall’economista Gianfranco Viesti dell’Università di Bari, il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, ha argutamente osservato: “Ormai il gioco di leghisti, protoleghisti e neo liberisti al seguito è scoperto: concentrare sempre di più i finanziamenti alle Università del Nord, per poi poter dire “noi che siamo i virtuosi (coi soldi sottratti agli altri) adesso vi chiudiamo perché non meritate di esistere, rappresentare culture, istanze, idee altre rispetto al (nostro) pensiero unico”.

È lo stesso lurido gioco – ha concluso Cuccurese – che stanno perseguendo da tempo con l’Autonomia differenziata, un imbroglio orami chiaro a tutti. Non a caso il Governo Draghi ha fra i suoi consiglieri anche Giavazzi che da tempo teorizza dalle pagine del Corriere della Sera la chiusura delle Università del Centro-Sud”.



Fonte: Vesuvianonews-articolo Salvatore Lucchese





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sabato 13 marzo 2021

Il Partito del Sud è contro ogni commissariamento del Comune di Napoli!

COMUNICATO STAMPA

Il Partito del Sud è contro ogni commissariamento!

Napoli sta attraversando un momento molto duro. La situazione del bilancio del Comune di Napoli non é mai stata rosea e non sto qui a ripetere i motivi e l'annosa questione del cambiamento delle regole in corsa che ha penalizzato la stragrande maggioranza degli enti locali in Italia e la storia del "debito ingiusto".

In più abbiamo sotto gli occhi come, grazie anche ai giochi di palazzo di Renzi, l'attuale governo sia diventato nuovamente a trazione nordista. La Lega Nord e la sua lobby è rimasta fuori dal palazzo per non più di un anno e ora vi è rientrata dalla finestra e si è accomodata sulle poltrone giuste per orientare i fondi del Recovery Found, con Giorgetti allo sviluppo economico. Come ministro del Sud abbiamo perso la voce di Peppe Provenzano, sostituita dalla Carfagna che non si è mai occupata un solo giorno nella vita di questione meridionale ed è esponente di un partito che vuole fortemente l'autonomia differenziata. Insomma siamo in balia degli avvoltoi.

In queste ore sento parlare di rischio commissariamento e della possibilità che il Comune di Napoli resti senza una maggioranza. Parliamo di consegnare Napoli al mare in tempesta, come una nave senza un timoniere o peggio con un timoniere pilotato dall'alto e senza la forza o la visibilità per poter contrastare i giochi di potere romani. Vogliamo davvero correre questo rischio e depotenziare il consiglio comunale per ben 7-8 mesi?

Io, insieme al Partito del Sud, mi sento in dovere di fare un appello alla responsabilità, qualunque sia l'opinione che si ha del sindaco. Verrà il tempo delle critiche e delle rese dei conti politici, ma non facciamoci fregare. Da sempre le classi dirigenti meridionali, antepongono le beghe di cortile agli obiettivi di sistema. E il risultato della debolezza politica del Sud è sotto gli occhi di tutti. È storia di sempre, ma storia ancor più drammatica degli ultimi 30 anni, laddove i nostri corrispettivi in Lombardia, in Piemonte, in Veneto sanno guardare ai veri obiettivi e non si accontentano delle vittorie di Pirro.

Faccio appello alla città e al Consiglio comunale che in questo momento deve dimostrare di sentirsi napoletano prima che rivendicare i diritti della propria parte: il Recovery Fund è dietro l'angolo...non facciamoci fregare! Siate responsabili!

Antonio Luongo

Resp. Città Metropolitana del Partito del Sud





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COMUNICATO STAMPA

Il Partito del Sud è contro ogni commissariamento!

Napoli sta attraversando un momento molto duro. La situazione del bilancio del Comune di Napoli non é mai stata rosea e non sto qui a ripetere i motivi e l'annosa questione del cambiamento delle regole in corsa che ha penalizzato la stragrande maggioranza degli enti locali in Italia e la storia del "debito ingiusto".

In più abbiamo sotto gli occhi come, grazie anche ai giochi di palazzo di Renzi, l'attuale governo sia diventato nuovamente a trazione nordista. La Lega Nord e la sua lobby è rimasta fuori dal palazzo per non più di un anno e ora vi è rientrata dalla finestra e si è accomodata sulle poltrone giuste per orientare i fondi del Recovery Found, con Giorgetti allo sviluppo economico. Come ministro del Sud abbiamo perso la voce di Peppe Provenzano, sostituita dalla Carfagna che non si è mai occupata un solo giorno nella vita di questione meridionale ed è esponente di un partito che vuole fortemente l'autonomia differenziata. Insomma siamo in balia degli avvoltoi.

In queste ore sento parlare di rischio commissariamento e della possibilità che il Comune di Napoli resti senza una maggioranza. Parliamo di consegnare Napoli al mare in tempesta, come una nave senza un timoniere o peggio con un timoniere pilotato dall'alto e senza la forza o la visibilità per poter contrastare i giochi di potere romani. Vogliamo davvero correre questo rischio e depotenziare il consiglio comunale per ben 7-8 mesi?

Io, insieme al Partito del Sud, mi sento in dovere di fare un appello alla responsabilità, qualunque sia l'opinione che si ha del sindaco. Verrà il tempo delle critiche e delle rese dei conti politici, ma non facciamoci fregare. Da sempre le classi dirigenti meridionali, antepongono le beghe di cortile agli obiettivi di sistema. E il risultato della debolezza politica del Sud è sotto gli occhi di tutti. È storia di sempre, ma storia ancor più drammatica degli ultimi 30 anni, laddove i nostri corrispettivi in Lombardia, in Piemonte, in Veneto sanno guardare ai veri obiettivi e non si accontentano delle vittorie di Pirro.

Faccio appello alla città e al Consiglio comunale che in questo momento deve dimostrare di sentirsi napoletano prima che rivendicare i diritti della propria parte: il Recovery Fund è dietro l'angolo...non facciamoci fregare! Siate responsabili!

Antonio Luongo

Resp. Città Metropolitana del Partito del Sud





mercoledì 10 marzo 2021

11 MARZO GIORNATA DI MOBILITAZIONE PER UN VACCINO LIBERO DAI BREVETTI - Firma #NoProfitOnPandemic

IL PARTITO DEL SUD HA ADERITO ALL’INIZIATIVA INSIEME A TANTE ALTRE ASSOCIAZIONI, PARTITI, SINDACATI, MOVIMENTI ED INVITA TUTTI A FIRMARE...




11 marzo riunione WTO per sospendere i brevetti sui vaccini.
Firma #NoProfitOnPandemic a questo link👇👇https://eci.ec.europa.eu/015/public/#/screen/home

11 MARZO GIORNATA IMPORTANTE PER IL NOSTRO FUTURO: ALLE 17,00 DIRETTA FACEBOOK.

Basta “schiaffi” dalle aziende farmaceutiche!
Tagliare il cappio al collo del ricatto BigFarma: OMC,
Draghi sostenga la sospensione dei brevetti dei vaccini proposta da India e Sudafrica
"Siamo di fronte all'ennesimo schiaffo da parte delle aziende farmaceutiche, "padrone" dei brevetti, e che
continuano a centellinare le dosi di vaccino, non rispettando gli impegni presi con l'Unione Europea e con i
singoli Paesi: quindi l'ennesima protesta contro AstraZeneca ci sembra persino ridicola! La soluzione c'è ed è
sotto gli occhi di tutti, liberalizzare i brevetti, per produrre tutte le dosi di vaccino necessarie a livello
mondiale, ma ci si ostina a non volerla vedere!". È quanto ha dichiarato Vittorio Agnoletto, portavoce della
Campagna Europea Diritto alla Cura. Nessun Profitto sulla Pandemia-Right2Cure
#NoprofitOnPandemic.
Nessuna risposta è arrivata dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, alla lettera inviata venerdì 5 marzo
dal Comitato Italiano della Campagna, forte dell'adesione di ben 70 Organizzazioni nazionali, fra cui i sindacati e le maggiori associazioni italiane, operanti in vari settori, numero tutt'ora in crescita.

Per questo, giovedì 11 marzo, in concomitanza con la riunione del Consiglio Trips dell'OMC,
Organizzazione Mondiale del Commercio, è stata organizzata una maratona Facebook, dalle 17 alle 19 con i membri del Comitato promotore e del Comitato nazionale dalla pagina Facebook della Campagna:
https://www.facebook.com/right2cure.it
.
Sarà questa anche l'occasione per un momento straordinario per la raccolta on line di firme per la
petizione ICE, Iniziativa Cittadini Europei, per la richiesta all'Unione Europea di una urgente azione per la modifica degli accordi commerciali per i brevetti. Occorrono infatti un milione di firme, di cui 180.000 in Italia.
"Siamo fortemente preoccupati - ha aggiunto Vittorio Agnoletto - per questa imminente scadenza di giovedì 11 marzo, con la riunione del Consiglio Trips dell'OMC che dovrà decidere sulla richiesta di moratoria
temporanea sui brevetti presentata già da ottobre da India e Sudafrica: non sappiamo, infatti, che cosa farà
il nostro Governo, a cui abbiamo chiesto di sottoscriverla e sostenerla, così come hanno già fatto ben 100
Nazioni e 400 organizzazioni a livello mondiale"
“O i brevetti, o la vita! Quindi, la moratoria è l'unica strada per spezzare definitivamente il "ricatto" di
BigFarma, perché davvero "non c'è più tempo da perdere": è necessario avere la copertura vaccinale per
tutti i popoli della terra, senza la quale non potremo liberarci dalla pandemia. "La proprietà esclusiva dei
brevetti - ha concluso Agnoletto - è in questo caso un cappio al collo che rischia di strangolarci. È necessario
"tagliarlo", la soluzione c'è, gli strumenti ci sono, basta volerli usare".

Per maggior informazioni sulla campagna e firmare la petizione: www.noprofitonpandemic.eu/it
Ufficio Stampa - Carmìna Conte - cell. 393 1377616 - Milano, 9 marzo 2021
www.noprofitonpandemic.eu/it "Diritto alla Cura, nessun profitto sulla pandemia"11 MARZO GIORNATA IMPORTANTE PER IL NOSTRO FUTURO: ALLE 17,00 DIRETTA FACEBOOK. 


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IL PARTITO DEL SUD HA ADERITO ALL’INIZIATIVA INSIEME A TANTE ALTRE ASSOCIAZIONI, PARTITI, SINDACATI, MOVIMENTI ED INVITA TUTTI A FIRMARE...




11 marzo riunione WTO per sospendere i brevetti sui vaccini.
Firma #NoProfitOnPandemic a questo link👇👇https://eci.ec.europa.eu/015/public/#/screen/home

11 MARZO GIORNATA IMPORTANTE PER IL NOSTRO FUTURO: ALLE 17,00 DIRETTA FACEBOOK.

Basta “schiaffi” dalle aziende farmaceutiche!
Tagliare il cappio al collo del ricatto BigFarma: OMC,
Draghi sostenga la sospensione dei brevetti dei vaccini proposta da India e Sudafrica
"Siamo di fronte all'ennesimo schiaffo da parte delle aziende farmaceutiche, "padrone" dei brevetti, e che
continuano a centellinare le dosi di vaccino, non rispettando gli impegni presi con l'Unione Europea e con i
singoli Paesi: quindi l'ennesima protesta contro AstraZeneca ci sembra persino ridicola! La soluzione c'è ed è
sotto gli occhi di tutti, liberalizzare i brevetti, per produrre tutte le dosi di vaccino necessarie a livello
mondiale, ma ci si ostina a non volerla vedere!". È quanto ha dichiarato Vittorio Agnoletto, portavoce della
Campagna Europea Diritto alla Cura. Nessun Profitto sulla Pandemia-Right2Cure
#NoprofitOnPandemic.
Nessuna risposta è arrivata dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, alla lettera inviata venerdì 5 marzo
dal Comitato Italiano della Campagna, forte dell'adesione di ben 70 Organizzazioni nazionali, fra cui i sindacati e le maggiori associazioni italiane, operanti in vari settori, numero tutt'ora in crescita.

Per questo, giovedì 11 marzo, in concomitanza con la riunione del Consiglio Trips dell'OMC,
Organizzazione Mondiale del Commercio, è stata organizzata una maratona Facebook, dalle 17 alle 19 con i membri del Comitato promotore e del Comitato nazionale dalla pagina Facebook della Campagna:
https://www.facebook.com/right2cure.it
.
Sarà questa anche l'occasione per un momento straordinario per la raccolta on line di firme per la
petizione ICE, Iniziativa Cittadini Europei, per la richiesta all'Unione Europea di una urgente azione per la modifica degli accordi commerciali per i brevetti. Occorrono infatti un milione di firme, di cui 180.000 in Italia.
"Siamo fortemente preoccupati - ha aggiunto Vittorio Agnoletto - per questa imminente scadenza di giovedì 11 marzo, con la riunione del Consiglio Trips dell'OMC che dovrà decidere sulla richiesta di moratoria
temporanea sui brevetti presentata già da ottobre da India e Sudafrica: non sappiamo, infatti, che cosa farà
il nostro Governo, a cui abbiamo chiesto di sottoscriverla e sostenerla, così come hanno già fatto ben 100
Nazioni e 400 organizzazioni a livello mondiale"
“O i brevetti, o la vita! Quindi, la moratoria è l'unica strada per spezzare definitivamente il "ricatto" di
BigFarma, perché davvero "non c'è più tempo da perdere": è necessario avere la copertura vaccinale per
tutti i popoli della terra, senza la quale non potremo liberarci dalla pandemia. "La proprietà esclusiva dei
brevetti - ha concluso Agnoletto - è in questo caso un cappio al collo che rischia di strangolarci. È necessario
"tagliarlo", la soluzione c'è, gli strumenti ci sono, basta volerli usare".

Per maggior informazioni sulla campagna e firmare la petizione: www.noprofitonpandemic.eu/it
Ufficio Stampa - Carmìna Conte - cell. 393 1377616 - Milano, 9 marzo 2021
www.noprofitonpandemic.eu/it "Diritto alla Cura, nessun profitto sulla pandemia"11 MARZO GIORNATA IMPORTANTE PER IL NOSTRO FUTURO: ALLE 17,00 DIRETTA FACEBOOK. 


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martedì 9 marzo 2021

Il Partito del Sud incontra Luigi de Magistris Candidato Presidente Regione Calabria-Mercoledì 10 Marzo 2021 ore 16,30

Il Partito del Sud incontra Luigi de Magistris Candidato Presidente Regione Calabria

Mercoledì 10 Marzo 2021 ore 16,30
Con:

-Luigi de Magistris, Candidato Presidente Regione Calabria
-Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud
-Giuseppe Spadafora, Coord. Regionale Calabria del Partito del Sud

Modera:
-Michele Dell'Edera, giornalista, Vicepresidente del Partito del Sud

Evento Facebook: https://fb.me/e/8qf5LT7zL



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Il Partito del Sud incontra Luigi de Magistris Candidato Presidente Regione Calabria

Mercoledì 10 Marzo 2021 ore 16,30
Con:

-Luigi de Magistris, Candidato Presidente Regione Calabria
-Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud
-Giuseppe Spadafora, Coord. Regionale Calabria del Partito del Sud

Modera:
-Michele Dell'Edera, giornalista, Vicepresidente del Partito del Sud

Evento Facebook: https://fb.me/e/8qf5LT7zL



sabato 6 marzo 2021

O i brevetti o la vita, vaccini per tutti

 Pandemia . Il Governo italiano sostenga, presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), la proposta di India e Sudafrica di esentare dal brevetto i prodotti utilizzati per combattere la pandemia da Covid-19 e in particolare i vaccini




Al Presidente del Consiglio
Dott. Mario Draghi
p.c. Alla Presidente del Senato
On. Maria Elisabetta Alberti Casellati
p.c. Al Presidente della Camera
On. Roberto Fico

Il Comitato Nazionale per l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE)/petizione europea “Right2cure – Noprofit on pandemic” “Diritto alla Cura, nessun profitto sulla pandemia” che raccoglie 67 realtà nazionali, ritiene che sia giunto il momento di rivolgere un appello formale al nostro Governo.

Alla fine del secolo scorso, il monopolio della proprietà intellettuale nel trattamento per l’HIV ha ritardato di ben 10 anni la cura con la terapia antiretrovirale salvavita delle persone affette da HIV in Africa, America Latina e Asia rispetto a quelle che vivevano negli Stati Uniti, Unione Europea, Svizzera, Regno Unito e Giappone. Ciò ha portato a milioni di morti tra la fine degli anni ’90 e la metà degli anni 2000, fino a quando le barriere dei brevetti non sono state abolite e sono diventati disponibili i farmaci generici per il trattamento dell’HIV.

Evitiamo che lo stesso scenario di morte si riproduca con la pandemia da Covid-19. Tedros Adhanom, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha dichiarato infatti che, a metà gennaio, 40 milioni di persone erano già state vaccinate in 49 Paesi ad alto reddito, mentre nei Paesi a basso reddito, solo 25 persone avevano ricevuto un’iniezione. Ancora una volta, i Paesi cosiddetti “in via di sviluppo”, privi di tutele a garanzia dei diritti fondamentali, come quello alla salute e alla vita, devono lottare per accedere ai vaccini e ai farmaci contro un’epidemia globale, com’è quella da COVID-19.

Questo accade, perché le aziende farmaceutiche, nonostante abbiano ricevuto finanziamenti pubblici di svariati miliardi di euro, possiedono il brevetto sul prodotto finale e quindi il pieno controllo su produzione, prezzo e distribuzione dei vaccini. Ciò permette loro di non condividere la tecnologia, mantenere la proprietà intellettuale e limitare la ricerca, lo sviluppo e la fornitura di vaccini efficaci, accaparrandosi la maggior parte delle enormi ricompense finanziarie.

Se questa situazione perdurerà, 9 persone su 10 nei Paesi poveri e a basso reddito non potranno essere vaccinate quest’anno, perché Moderna, Pfizer/BioNTech e AstraZeneca, nel 2021 produrranno vaccini per appena l’1,5% della popolazione mondiale (People’s Vaccine Alliance, su Oxfam International). Possiamo ben dire che la proprietà intellettuale è il più grande ostacolo all’accesso equo, tempestivo e universale ai vaccini salvavita e, in ultima analisi, al superamento della pandemia.

In un mondo globalizzato, infatti, in assenza di una risposta realmente inclusiva, il virus continuerà a circolare e a mutare, vanificando gli sforzi economici e sociali fatti dalla popolazione mondiale nel rispettare le restrizioni implementate dai governi durante gli ultimi dodici mesi.

Ci sono però delle opzioni che permettono di superare le limitazioni del sistema dei brevetti, almeno per tutta la durata della pandemia, e che invitiamo i governi ad utilizzare. Vi chiediamo pertanto, di sostenere a livello europeo la proposta che è sul tavolo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) da diversi mesi e che chiede la sospensione temporanea del sistema dei brevetti per i prodotti Covid-19, almeno fino a quando non si sarà raggiunta l’immunità mondiale.

La proposta, presentata dall’India e dal Sudafrica all’inizio di ottobre, che non costituisce un attacco al diritto di proprietà intellettuale in quanto tale, permetterebbe a tutti i Paesi del mondo di non considerare alcune delle disposizioni sulla proprietà intellettuale stabilite nell’accordo TRIPS, senza incorrere in sanzioni.

Ad oggi oltre 100 Paesi hanno accolto o sostenuto la proposta, mentre quasi 400 organizzazioni della società civile in tutto il mondo, unitamente ad organizzazioni internazionali come l’OMS, UNAIDS, UNITAID e la Commissione africana per i diritti umani e dei popoli, esortano i governi a sostenere con urgenza la proposta di sospensione temporanea dei brevetti.
Solo un piccolo gruppo di membri dell’OMC, tra cui la Commissione Europea, anziché unirsi al movimento di solidarietà globale che chiede la deroga, ha scelto finora di non sostenere l’iniziativa.

Eppure, dovrebbe essere chiaro che, se le popolazioni non sono protette, più a lungo il virus circola tra esse, maggiore è la probabilità che si verifichino mutazioni più trasmissibili che colpiscono tutti i Paesi, compresi quelli che si oppongono alla proposta di deroga, aumentando la complessità del controllo e prolungando la pandemia.

Di fronte alla tragedia che ha colpito il mondo, è imperativo che tutti gli strumenti di prevenzione, tracciamento e monitoraggio, contenimento e trattamento siano disponibili tempestivamente.

Opporsi alla proposta di India e Sudafrica all’OMC, oltre ad essere insostenibile moralmente è semplicemente sbagliato e significa non cogliere un’opportunità unica per evitare una tragica ripetizione del passato. È in gioco il diritto alla salute di miliardi di persone.

Chiediamo quindi al Governo italiano di sostenere la proposta di India e Sud Africa per la sospensione temporanea dei brevetti e di battersi, affinché la Commissione europea faccia altrettanto.

La logica del profitto non può prevalere su quella della vita degli esseri umani. Oltre a questa iniziativa, che riveste un carattere di urgenza per affrontare una situazione specifica, segnaliamo l’importanza che il nostro Paese e l’Unione Europea lavorino per la creazione di un’azienda pubblica europea, per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di farmaci, vaccini e dispositivi medici.

Confidiamo che il Governo prenda la decisione di mettere in atto questa scelta innovativa.

Cordiali saluti

COMITATO PROMOTORE ITALIANO

Vittorio Agnoletto, Silvio Garattini, don Luigi Ciotti, Gino Strada, Raffaella Bolini, Riccardo Petrella, Maria Bonafede, Marco Bersani, Monica Di Sisto, Roberto Morea.
Invitato internazionale d’onore: Franco Cavalli, oncologo, già presidente dell’Unione Internazionale contro il Cancro, Svizzera.

ELENCO ADERENTI AL COMITATO ITALIANO AL 5 MARZO

Acea Odv
Acli
Acs
Acu, Associazione Consumatori Utenti
Agorà della Terra
Agorà degli Abitanti Della Terra
Arci – Assistenza Sociosanitaria
Associazione Amici Di Angal Onlus
Associazione Cittadini Del Mondo
Associazione Dossetti
Associazione Laudato Sì
Associazione Medici per l’ambiente
Aoi, Associazione Ong Italiane
Associazione per un’Europa dei popoli
Associazione Planet 2084 Onlus
Attac Italia
Cgil
Cipsi
Cisl
Cnca
Cobas
Comitato Nazionale per la difesa della Costituzione
Comitato Stop Ttip Udine
Cdc, Coordinamento per la democrazia costituzionale
Coi, Cooperazione odontoiatrica internazionale
Cub
Dico 32
Emergency
Fish, Federazione Italiana per il superamento dell’handicap
Forum Acqua
Forum Gorizia
Forum per il diritto alla salute
Gruppo Abele
Gruppo Pallade
Gruppo Solidarietà
Ife Italia
il manifesto
Intersos
Laboratorio Andrea Ballarò
La Sinistra Legnano in Comune
La via libera
Left
Libera
Lila Nazionale
Mdp/At.1
Medicina Democratica
Monastero del Bene Comune Verona
Oxfam
Partito del Sud
Partito della Rifondazione comunista
Partito della Sinistra Europea
Potere al Popolo
Punto Rosso
Radio Popolare
Rete per il diritto alla salute Milano e Lombardia
Reti di Pace
Sinistra Anticapitalista
Sinistra Italiana
Sia, Society For International Development
Simm, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni
Sos Sanità
Transform!Italia
Uil
Un ponte per
Usb
Verdi

Fonte: Manifesto


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 Pandemia . Il Governo italiano sostenga, presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), la proposta di India e Sudafrica di esentare dal brevetto i prodotti utilizzati per combattere la pandemia da Covid-19 e in particolare i vaccini




Al Presidente del Consiglio
Dott. Mario Draghi
p.c. Alla Presidente del Senato
On. Maria Elisabetta Alberti Casellati
p.c. Al Presidente della Camera
On. Roberto Fico

Il Comitato Nazionale per l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE)/petizione europea “Right2cure – Noprofit on pandemic” “Diritto alla Cura, nessun profitto sulla pandemia” che raccoglie 67 realtà nazionali, ritiene che sia giunto il momento di rivolgere un appello formale al nostro Governo.

Alla fine del secolo scorso, il monopolio della proprietà intellettuale nel trattamento per l’HIV ha ritardato di ben 10 anni la cura con la terapia antiretrovirale salvavita delle persone affette da HIV in Africa, America Latina e Asia rispetto a quelle che vivevano negli Stati Uniti, Unione Europea, Svizzera, Regno Unito e Giappone. Ciò ha portato a milioni di morti tra la fine degli anni ’90 e la metà degli anni 2000, fino a quando le barriere dei brevetti non sono state abolite e sono diventati disponibili i farmaci generici per il trattamento dell’HIV.

Evitiamo che lo stesso scenario di morte si riproduca con la pandemia da Covid-19. Tedros Adhanom, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha dichiarato infatti che, a metà gennaio, 40 milioni di persone erano già state vaccinate in 49 Paesi ad alto reddito, mentre nei Paesi a basso reddito, solo 25 persone avevano ricevuto un’iniezione. Ancora una volta, i Paesi cosiddetti “in via di sviluppo”, privi di tutele a garanzia dei diritti fondamentali, come quello alla salute e alla vita, devono lottare per accedere ai vaccini e ai farmaci contro un’epidemia globale, com’è quella da COVID-19.

Questo accade, perché le aziende farmaceutiche, nonostante abbiano ricevuto finanziamenti pubblici di svariati miliardi di euro, possiedono il brevetto sul prodotto finale e quindi il pieno controllo su produzione, prezzo e distribuzione dei vaccini. Ciò permette loro di non condividere la tecnologia, mantenere la proprietà intellettuale e limitare la ricerca, lo sviluppo e la fornitura di vaccini efficaci, accaparrandosi la maggior parte delle enormi ricompense finanziarie.

Se questa situazione perdurerà, 9 persone su 10 nei Paesi poveri e a basso reddito non potranno essere vaccinate quest’anno, perché Moderna, Pfizer/BioNTech e AstraZeneca, nel 2021 produrranno vaccini per appena l’1,5% della popolazione mondiale (People’s Vaccine Alliance, su Oxfam International). Possiamo ben dire che la proprietà intellettuale è il più grande ostacolo all’accesso equo, tempestivo e universale ai vaccini salvavita e, in ultima analisi, al superamento della pandemia.

In un mondo globalizzato, infatti, in assenza di una risposta realmente inclusiva, il virus continuerà a circolare e a mutare, vanificando gli sforzi economici e sociali fatti dalla popolazione mondiale nel rispettare le restrizioni implementate dai governi durante gli ultimi dodici mesi.

Ci sono però delle opzioni che permettono di superare le limitazioni del sistema dei brevetti, almeno per tutta la durata della pandemia, e che invitiamo i governi ad utilizzare. Vi chiediamo pertanto, di sostenere a livello europeo la proposta che è sul tavolo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) da diversi mesi e che chiede la sospensione temporanea del sistema dei brevetti per i prodotti Covid-19, almeno fino a quando non si sarà raggiunta l’immunità mondiale.

La proposta, presentata dall’India e dal Sudafrica all’inizio di ottobre, che non costituisce un attacco al diritto di proprietà intellettuale in quanto tale, permetterebbe a tutti i Paesi del mondo di non considerare alcune delle disposizioni sulla proprietà intellettuale stabilite nell’accordo TRIPS, senza incorrere in sanzioni.

Ad oggi oltre 100 Paesi hanno accolto o sostenuto la proposta, mentre quasi 400 organizzazioni della società civile in tutto il mondo, unitamente ad organizzazioni internazionali come l’OMS, UNAIDS, UNITAID e la Commissione africana per i diritti umani e dei popoli, esortano i governi a sostenere con urgenza la proposta di sospensione temporanea dei brevetti.
Solo un piccolo gruppo di membri dell’OMC, tra cui la Commissione Europea, anziché unirsi al movimento di solidarietà globale che chiede la deroga, ha scelto finora di non sostenere l’iniziativa.

Eppure, dovrebbe essere chiaro che, se le popolazioni non sono protette, più a lungo il virus circola tra esse, maggiore è la probabilità che si verifichino mutazioni più trasmissibili che colpiscono tutti i Paesi, compresi quelli che si oppongono alla proposta di deroga, aumentando la complessità del controllo e prolungando la pandemia.

Di fronte alla tragedia che ha colpito il mondo, è imperativo che tutti gli strumenti di prevenzione, tracciamento e monitoraggio, contenimento e trattamento siano disponibili tempestivamente.

Opporsi alla proposta di India e Sudafrica all’OMC, oltre ad essere insostenibile moralmente è semplicemente sbagliato e significa non cogliere un’opportunità unica per evitare una tragica ripetizione del passato. È in gioco il diritto alla salute di miliardi di persone.

Chiediamo quindi al Governo italiano di sostenere la proposta di India e Sud Africa per la sospensione temporanea dei brevetti e di battersi, affinché la Commissione europea faccia altrettanto.

La logica del profitto non può prevalere su quella della vita degli esseri umani. Oltre a questa iniziativa, che riveste un carattere di urgenza per affrontare una situazione specifica, segnaliamo l’importanza che il nostro Paese e l’Unione Europea lavorino per la creazione di un’azienda pubblica europea, per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di farmaci, vaccini e dispositivi medici.

Confidiamo che il Governo prenda la decisione di mettere in atto questa scelta innovativa.

Cordiali saluti

COMITATO PROMOTORE ITALIANO

Vittorio Agnoletto, Silvio Garattini, don Luigi Ciotti, Gino Strada, Raffaella Bolini, Riccardo Petrella, Maria Bonafede, Marco Bersani, Monica Di Sisto, Roberto Morea.
Invitato internazionale d’onore: Franco Cavalli, oncologo, già presidente dell’Unione Internazionale contro il Cancro, Svizzera.

ELENCO ADERENTI AL COMITATO ITALIANO AL 5 MARZO

Acea Odv
Acli
Acs
Acu, Associazione Consumatori Utenti
Agorà della Terra
Agorà degli Abitanti Della Terra
Arci – Assistenza Sociosanitaria
Associazione Amici Di Angal Onlus
Associazione Cittadini Del Mondo
Associazione Dossetti
Associazione Laudato Sì
Associazione Medici per l’ambiente
Aoi, Associazione Ong Italiane
Associazione per un’Europa dei popoli
Associazione Planet 2084 Onlus
Attac Italia
Cgil
Cipsi
Cisl
Cnca
Cobas
Comitato Nazionale per la difesa della Costituzione
Comitato Stop Ttip Udine
Cdc, Coordinamento per la democrazia costituzionale
Coi, Cooperazione odontoiatrica internazionale
Cub
Dico 32
Emergency
Fish, Federazione Italiana per il superamento dell’handicap
Forum Acqua
Forum Gorizia
Forum per il diritto alla salute
Gruppo Abele
Gruppo Pallade
Gruppo Solidarietà
Ife Italia
il manifesto
Intersos
Laboratorio Andrea Ballarò
La Sinistra Legnano in Comune
La via libera
Left
Libera
Lila Nazionale
Mdp/At.1
Medicina Democratica
Monastero del Bene Comune Verona
Oxfam
Partito del Sud
Partito della Rifondazione comunista
Partito della Sinistra Europea
Potere al Popolo
Punto Rosso
Radio Popolare
Rete per il diritto alla salute Milano e Lombardia
Reti di Pace
Sinistra Anticapitalista
Sinistra Italiana
Sia, Society For International Development
Simm, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni
Sos Sanità
Transform!Italia
Uil
Un ponte per
Usb
Verdi

Fonte: Manifesto


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Natale Cuccurese: “Recovery Plan scritto da multinazionali? Una grave emergenza democratica. Draghi riferisca subito in Parlamento”



L’Articolo 1 della nostra carta costituzionale recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

E tra le “forme” ed i “limiti” all’esercizio della sovranità popolare previsti dalla Costituzione non è assolutamente contemplata la delega a società multinazionali che dia loro il potere di redigere e valutare piani economici che riguardano l’intera collettività. Anzi, l’esatto opposto!

La contraddizione tra quanto prevede la Costituzione e quanto sembra stia facendo, invece, il Governo Draghi per la stesura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Nazionale è grande quanto una trave nell’occhio. Contraddizione che non fa altro che confermare l’attualità della lettura engelo-marxiana dello Stato liberale come comitato d’affari della borghesia capitalista.

A lanciare l’allarme sul pericolo di un vero e proprio colpo di Stato bianco a tutto uso e consumo dei biechi e miopi interessi dei poteri forti nazionali ed internazionali, che, sia detto per inciso, sulla base dell’effetto agglomerazione, cancellerebbero definitivamente il Mezzogiorno dall’agenda dei vari Governi sedicenti nazionali, è il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, il quale, attraverso la sua pagina facebook, ha denunciato: “Draghi ingaggia come ‘consulenti’ le multinazionali che così potranno governare direttamente loro e spremerci meglio. Il tutto scritto nelle segrete stanze insieme ai suoi consiglieri leghisti, protoleghisti e bocconiani. Senza informare il Parlamento e i cittadini, senza nessun parere, senza nessuna discussione. Una grave emergenza democratica”.

È invece indispensabile – ha proseguito – un grande dibattito pubblico, Draghi deve capire che non è l’amministratore unico di una azienda privata. Non è possibile presentarsi in Parlamento a cose fatte solo per una ratifica o addirittura a piano già inviato alla commissione europea”.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi – ha concluso Cuccurese – può riferire immediatamente al Parlamento o pensa di essere l’amministratore unico di una Srl?!


Fonte: VesuvianoNews - articolo Salvatore Lucchese




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L’Articolo 1 della nostra carta costituzionale recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

E tra le “forme” ed i “limiti” all’esercizio della sovranità popolare previsti dalla Costituzione non è assolutamente contemplata la delega a società multinazionali che dia loro il potere di redigere e valutare piani economici che riguardano l’intera collettività. Anzi, l’esatto opposto!

La contraddizione tra quanto prevede la Costituzione e quanto sembra stia facendo, invece, il Governo Draghi per la stesura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Nazionale è grande quanto una trave nell’occhio. Contraddizione che non fa altro che confermare l’attualità della lettura engelo-marxiana dello Stato liberale come comitato d’affari della borghesia capitalista.

A lanciare l’allarme sul pericolo di un vero e proprio colpo di Stato bianco a tutto uso e consumo dei biechi e miopi interessi dei poteri forti nazionali ed internazionali, che, sia detto per inciso, sulla base dell’effetto agglomerazione, cancellerebbero definitivamente il Mezzogiorno dall’agenda dei vari Governi sedicenti nazionali, è il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, il quale, attraverso la sua pagina facebook, ha denunciato: “Draghi ingaggia come ‘consulenti’ le multinazionali che così potranno governare direttamente loro e spremerci meglio. Il tutto scritto nelle segrete stanze insieme ai suoi consiglieri leghisti, protoleghisti e bocconiani. Senza informare il Parlamento e i cittadini, senza nessun parere, senza nessuna discussione. Una grave emergenza democratica”.

È invece indispensabile – ha proseguito – un grande dibattito pubblico, Draghi deve capire che non è l’amministratore unico di una azienda privata. Non è possibile presentarsi in Parlamento a cose fatte solo per una ratifica o addirittura a piano già inviato alla commissione europea”.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi – ha concluso Cuccurese – può riferire immediatamente al Parlamento o pensa di essere l’amministratore unico di una Srl?!


Fonte: VesuvianoNews - articolo Salvatore Lucchese




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martedì 2 marzo 2021

IL PARTITO DEL SUD-MERIDIONALISTI PROGRESSISTI SCENDE IN CAMPO PER LE ELEZIONI REGIONALI IN CALABRIA A SOSTEGNO DI LUIGI DE MAGISTRIS

 



COMUNICATO STAMPA 

In vista delle ormai imminenti Elezioni Regionali in Calabria dell’ 11 aprile 2021, come Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti giudichiamo positivamente l’appello lanciato da Luigi de Magistris, con cui abbiamo costruito fin dal 2011 un percorso di sostegno e condivisione insieme a tutte quelle forze alternative che, senza autoreferenzialità o purismi fuori dal tempo, dopo aver relegato all’opposizione a Napoli neoliberisti e destre varie, ora vogliono costruire l’alternativa in Calabria all’attuale governo regionale di centrodestra leghista, e in più partendo dalla Calabria iniziare a costruire l’opposizione nazionale, dal basso, al Governo Draghi, il più a destra della storia repubblicana, un governo che vede il dominio della Lega e di quelle logiche neoliberiste che fan prevedere l'ennesima sottrazione di risorse ad una Calabria già da tempo boccheggiante e da sempre sottoposta a scippi di ogni tipo e che ora si vorrebbe definitivamente affossare con il federalismo fiscale ed il Regionalismo. 

Bisogna invertire la prospettiva geografica, creando lavoro così da fermare per sempre l’emigrazione, combattere le mafie, il clientelismo, impedire le privatizzazioni in ogni campo, da quello sanitario a quello dei servizi, salvaguardare l’ambiente, passare alla ripubblicizzazione dell’acqua, dei trasporti, dei rifiuti, dotarsi di un piano contro il dissesto idrogeologico e di un piano pandemico, uscire al più presto dal commissariamento in ambito sanitario…

Non è più il momento dell’egocentrismo ma quello dell’unità, in nome della democrazia, del rispetto della Costituzione, del riscatto della Calabria, dell’opposizione fremente a tutti quei tentativi di divisione del Paese, ripartendo dal bene comune degli sfruttati.

In quest’ottica abbiamo ascoltato con attenzione, e rispetto, Luigi de Magistris e le sue proposte per la rinascita della Calabria, trovandole concrete e realizzabili.
Come durante la Resistenza, è il momento di dare priorità alle tante cose che accomunano tutti i figli della Calabria, risvegliarne l’orgoglio, mai sopito, per affrancare la propria terra da decenni di soprusi e sfruttamento.

Pensiamo che Luigi de Magistris incarni bene questa voglia di resistenza e ripartenza di un territorio bellissimo, anche da un punto di vista paesaggistico, ma da troppo tempo discriminato, per  questo abbiamo deciso di sostenere con nostri candidati la lista di Luigi de Magistris a Presidente della Calabria.

 

Giuseppe Spadafora

Coord. Regionale Calabria Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti



Giuseppe Spadafora - Luigi de Magistris 





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COMUNICATO STAMPA 

In vista delle ormai imminenti Elezioni Regionali in Calabria dell’ 11 aprile 2021, come Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti giudichiamo positivamente l’appello lanciato da Luigi de Magistris, con cui abbiamo costruito fin dal 2011 un percorso di sostegno e condivisione insieme a tutte quelle forze alternative che, senza autoreferenzialità o purismi fuori dal tempo, dopo aver relegato all’opposizione a Napoli neoliberisti e destre varie, ora vogliono costruire l’alternativa in Calabria all’attuale governo regionale di centrodestra leghista, e in più partendo dalla Calabria iniziare a costruire l’opposizione nazionale, dal basso, al Governo Draghi, il più a destra della storia repubblicana, un governo che vede il dominio della Lega e di quelle logiche neoliberiste che fan prevedere l'ennesima sottrazione di risorse ad una Calabria già da tempo boccheggiante e da sempre sottoposta a scippi di ogni tipo e che ora si vorrebbe definitivamente affossare con il federalismo fiscale ed il Regionalismo. 

Bisogna invertire la prospettiva geografica, creando lavoro così da fermare per sempre l’emigrazione, combattere le mafie, il clientelismo, impedire le privatizzazioni in ogni campo, da quello sanitario a quello dei servizi, salvaguardare l’ambiente, passare alla ripubblicizzazione dell’acqua, dei trasporti, dei rifiuti, dotarsi di un piano contro il dissesto idrogeologico e di un piano pandemico, uscire al più presto dal commissariamento in ambito sanitario…

Non è più il momento dell’egocentrismo ma quello dell’unità, in nome della democrazia, del rispetto della Costituzione, del riscatto della Calabria, dell’opposizione fremente a tutti quei tentativi di divisione del Paese, ripartendo dal bene comune degli sfruttati.

In quest’ottica abbiamo ascoltato con attenzione, e rispetto, Luigi de Magistris e le sue proposte per la rinascita della Calabria, trovandole concrete e realizzabili.
Come durante la Resistenza, è il momento di dare priorità alle tante cose che accomunano tutti i figli della Calabria, risvegliarne l’orgoglio, mai sopito, per affrancare la propria terra da decenni di soprusi e sfruttamento.

Pensiamo che Luigi de Magistris incarni bene questa voglia di resistenza e ripartenza di un territorio bellissimo, anche da un punto di vista paesaggistico, ma da troppo tempo discriminato, per  questo abbiamo deciso di sostenere con nostri candidati la lista di Luigi de Magistris a Presidente della Calabria.

 

Giuseppe Spadafora

Coord. Regionale Calabria Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti



Giuseppe Spadafora - Luigi de Magistris 





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mercoledì 24 febbraio 2021

Mezzogiorno, il buongiorno si vede dal discorso… di Draghi

 



di Michele Dell'Edera

Mi riprometto di fare alcune considerazioni sul discorso sul programma di Governo, pronunciato dal premier Draghi nei giorni scorsi, senza voler esternare considerazioni ideologiche o sulla provenienza geografica dei singoli ministri che compongono questo esecutivo dall’apparente maggioranza bulgara.

Il premier ha inserito nel suo discorso un piccolo paragrafo di 4 capoversi dal titolo: “Il Mezzogiorno”…

Nel primo capoverso ha detto: “aumento dell’occupazione, in primis, femminile è obiettivo imprescindibile”Su questo, ovviamente, nulla da ridire. È talmente scontato come punto visti i dati drammatici sulla disoccupazione al sud e ancor più se parliamo di occupazione femminile. Bene, quindi, ho pensato: una buona cosa…

Quello che però mi ha lasciato perplesso è il pezzetto successivo, cioè quello sul come si vuole combattere questa piaga. Il premier dice: “benessere, autodeterminazione, legalità, sicurezza sono strettamente legati all’aumento dell’occupazione femminile nel Mezzogiorno”.

Ora proviamo a chiederci:

  1. benessere: Cosa vuol dire dal punto di vista politico? Certo avere un benessere” distribuito è una buona cosa, ma come lo raggiungiamo? Da dire che “distribuito” l’ho scritto io, il premier non lo ha detto, se lo avesse detto sarebbe già stata un’ottima cosa.
  2. Autodeterminazione: Ok, in che senso? Che se al sud saranno in grado di cavarsela da soli, allora forse si otterrà qualche risultato. Lo Stato cosa ci metterà di suo in tutto ciò? Cioè come favorirà tale autodeterminazione? Con “l’autonomia differenziata (del nord) forse?
  3. Legalità e sicurezza: Certamente legalità e sicurezza aiutano, ma da sempre questo è un mantra che accompagna il racconto del sud condannato da sé stesso perché illegale e non sicuro. Ma in quella affermazione c’è nascosta anche un’altra “verità” e cioè sembra quasi dire il premier: fino a quando non risolverete i vostri problemi non potremo fare nulla per risolvere il dramma della disoccupazione. Insomma la solita melassa di luoghi comuni. L’occupazione (femminile) al mezzogiorno arriverà quando saranno risolti i problemi di sicurezza e legalità. In pratica un ottimo alibi per il governo.

Andiamo adesso al secondo paragrafo dell’intervento del premier che spiega come potrà migliorare la situazione occupazionale ed economica al sud: Sviluppare la capacità di attrarre investimenti privati nazionali ed internazionali è essenziale per generare reddito, creare lavoro, invertire lo spopolamento demografico e spopolamento delle aree urbane interne.

Cosa si dice qui? Si dice che, innanzitutto, gli investimenti da attrarre devono essere “privati”. Questo vuol dire che nella mente del premier, o nel programma del governo, non c’è nulla che possa ricondurre ad un investimento statale nel mezzogiorno. In pratica non ci sarà alcuna possibilità di pensare ad un piano cospicuo di investimenti dello Stato per riportare in pari con le altre questa parte del Paese.

E che dire del declino demografico e lo spopolamento delle aree interne? Non è venuto mai in mente ai governi di questi ultimi anni che tagliare sanità, trasporti, scuole, strade e infrastrutture avrebbe reso impossibile la vita nei piccoli centri periferici? Ah già ma nell’ultimo trentennio si è predicata l’importanza della vita nelle città metropolitane e il taglio dei costi sui servizi… dei rami secchi si è detto. Salvo poi accorgersi che, con la pandemia, le carenze sanitarie, l’inadeguatezza dei trasporti, le carenze delle strutture e dell’organizzazione scolastica, l’isolamento delle piccole comunità avrebbe creato tutti i problemi che ancora oggi viviamo.

Nel terzo paragrafo del suo intervento il premier riprende ciò che aveva detto nel primo: “Ma per raggiungere questo obiettivo occorre creare un ambiente dove legalità e sicurezza siano sempre garantite. Vi sono poi strumenti specifici quali in credito d’imposta e altri interventi da concordare in sede europea”

Di sicurezza ne ho già accennato è una ripetizione e preferisco quindi non ripetermi, ma di strumenti economici ne vedo citato solo uno: Il credito d’imposta. Strumento ampiamente utilizzato nel passato, uno strumento certamente interessante, ma che da solo non è in grado di far ripartire un’economia che prima della pandemia era già in difficoltà.

Poi c’è la frase che richiama non meglio specificati interventi da concordare con l’Europa… Non sono specificati, ma ancora una volta più che un intervento dello Stato si spera in un intervento esterno, quasi miracoloso, dell’Europa.. Vedremo..

Ultimo paragrafo, il de profundis“Per riuscire a spendere bene, utilizzando gli investimenti dedicati al Next Generation EU occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando con attenzione all’esperienza del passato che spesso ha deluso la speranza”. In questo passaggio non si lasciano aperte grandi speranze per il futuro. Innanzitutto si dice che bisogna “irrobustire le amministrazioni meridionali”, la mia domanda è: come si irrobustisce un’amministrazione in un paese democratico? Se poi irrobustire significa dare più fondi alle amministrazioni meridionali, non possiamo che essere d’accordo visto che ad oggi anche il famoso 34% degli investimenti che spetterebbe per legge al sud stenta ad arrivare. Capiremo.

La pietra tombale sul sud viene poi dalla frase finale: “anche guardando con attenzione all’esperienza del passato che spesso ha deluso la speranza”. Che semplicemente vuol dire: ci impegneremo a far fare a privati e ad Europa il nostro lavoro, ma visto come sono andate le cose nel passato non ci scommetterei che ci riusciamo.

Se il buongiorno per il Mezzogiorno si vede dal discorso del premier direi che è notte fonda. Spero di sbagliarmi.

Nota bene: non ho tagliato nulla dell’intervento del premier quello in grassetto è l’intervento completo

Fonte: Transform!italia



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di Michele Dell'Edera

Mi riprometto di fare alcune considerazioni sul discorso sul programma di Governo, pronunciato dal premier Draghi nei giorni scorsi, senza voler esternare considerazioni ideologiche o sulla provenienza geografica dei singoli ministri che compongono questo esecutivo dall’apparente maggioranza bulgara.

Il premier ha inserito nel suo discorso un piccolo paragrafo di 4 capoversi dal titolo: “Il Mezzogiorno”…

Nel primo capoverso ha detto: “aumento dell’occupazione, in primis, femminile è obiettivo imprescindibile”Su questo, ovviamente, nulla da ridire. È talmente scontato come punto visti i dati drammatici sulla disoccupazione al sud e ancor più se parliamo di occupazione femminile. Bene, quindi, ho pensato: una buona cosa…

Quello che però mi ha lasciato perplesso è il pezzetto successivo, cioè quello sul come si vuole combattere questa piaga. Il premier dice: “benessere, autodeterminazione, legalità, sicurezza sono strettamente legati all’aumento dell’occupazione femminile nel Mezzogiorno”.

Ora proviamo a chiederci:

  1. benessere: Cosa vuol dire dal punto di vista politico? Certo avere un benessere” distribuito è una buona cosa, ma come lo raggiungiamo? Da dire che “distribuito” l’ho scritto io, il premier non lo ha detto, se lo avesse detto sarebbe già stata un’ottima cosa.
  2. Autodeterminazione: Ok, in che senso? Che se al sud saranno in grado di cavarsela da soli, allora forse si otterrà qualche risultato. Lo Stato cosa ci metterà di suo in tutto ciò? Cioè come favorirà tale autodeterminazione? Con “l’autonomia differenziata (del nord) forse?
  3. Legalità e sicurezza: Certamente legalità e sicurezza aiutano, ma da sempre questo è un mantra che accompagna il racconto del sud condannato da sé stesso perché illegale e non sicuro. Ma in quella affermazione c’è nascosta anche un’altra “verità” e cioè sembra quasi dire il premier: fino a quando non risolverete i vostri problemi non potremo fare nulla per risolvere il dramma della disoccupazione. Insomma la solita melassa di luoghi comuni. L’occupazione (femminile) al mezzogiorno arriverà quando saranno risolti i problemi di sicurezza e legalità. In pratica un ottimo alibi per il governo.

Andiamo adesso al secondo paragrafo dell’intervento del premier che spiega come potrà migliorare la situazione occupazionale ed economica al sud: Sviluppare la capacità di attrarre investimenti privati nazionali ed internazionali è essenziale per generare reddito, creare lavoro, invertire lo spopolamento demografico e spopolamento delle aree urbane interne.

Cosa si dice qui? Si dice che, innanzitutto, gli investimenti da attrarre devono essere “privati”. Questo vuol dire che nella mente del premier, o nel programma del governo, non c’è nulla che possa ricondurre ad un investimento statale nel mezzogiorno. In pratica non ci sarà alcuna possibilità di pensare ad un piano cospicuo di investimenti dello Stato per riportare in pari con le altre questa parte del Paese.

E che dire del declino demografico e lo spopolamento delle aree interne? Non è venuto mai in mente ai governi di questi ultimi anni che tagliare sanità, trasporti, scuole, strade e infrastrutture avrebbe reso impossibile la vita nei piccoli centri periferici? Ah già ma nell’ultimo trentennio si è predicata l’importanza della vita nelle città metropolitane e il taglio dei costi sui servizi… dei rami secchi si è detto. Salvo poi accorgersi che, con la pandemia, le carenze sanitarie, l’inadeguatezza dei trasporti, le carenze delle strutture e dell’organizzazione scolastica, l’isolamento delle piccole comunità avrebbe creato tutti i problemi che ancora oggi viviamo.

Nel terzo paragrafo del suo intervento il premier riprende ciò che aveva detto nel primo: “Ma per raggiungere questo obiettivo occorre creare un ambiente dove legalità e sicurezza siano sempre garantite. Vi sono poi strumenti specifici quali in credito d’imposta e altri interventi da concordare in sede europea”

Di sicurezza ne ho già accennato è una ripetizione e preferisco quindi non ripetermi, ma di strumenti economici ne vedo citato solo uno: Il credito d’imposta. Strumento ampiamente utilizzato nel passato, uno strumento certamente interessante, ma che da solo non è in grado di far ripartire un’economia che prima della pandemia era già in difficoltà.

Poi c’è la frase che richiama non meglio specificati interventi da concordare con l’Europa… Non sono specificati, ma ancora una volta più che un intervento dello Stato si spera in un intervento esterno, quasi miracoloso, dell’Europa.. Vedremo..

Ultimo paragrafo, il de profundis“Per riuscire a spendere bene, utilizzando gli investimenti dedicati al Next Generation EU occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando con attenzione all’esperienza del passato che spesso ha deluso la speranza”. In questo passaggio non si lasciano aperte grandi speranze per il futuro. Innanzitutto si dice che bisogna “irrobustire le amministrazioni meridionali”, la mia domanda è: come si irrobustisce un’amministrazione in un paese democratico? Se poi irrobustire significa dare più fondi alle amministrazioni meridionali, non possiamo che essere d’accordo visto che ad oggi anche il famoso 34% degli investimenti che spetterebbe per legge al sud stenta ad arrivare. Capiremo.

La pietra tombale sul sud viene poi dalla frase finale: “anche guardando con attenzione all’esperienza del passato che spesso ha deluso la speranza”. Che semplicemente vuol dire: ci impegneremo a far fare a privati e ad Europa il nostro lavoro, ma visto come sono andate le cose nel passato non ci scommetterei che ci riusciamo.

Se il buongiorno per il Mezzogiorno si vede dal discorso del premier direi che è notte fonda. Spero di sbagliarmi.

Nota bene: non ho tagliato nulla dell’intervento del premier quello in grassetto è l’intervento completo

Fonte: Transform!italia



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