mercoledì 10 marzo 2021

11 MARZO GIORNATA DI MOBILITAZIONE PER UN VACCINO LIBERO DAI BREVETTI - Firma #NoProfitOnPandemic

IL PARTITO DEL SUD HA ADERITO ALL’INIZIATIVA INSIEME A TANTE ALTRE ASSOCIAZIONI, PARTITI, SINDACATI, MOVIMENTI ED INVITA TUTTI A FIRMARE...




11 marzo riunione WTO per sospendere i brevetti sui vaccini.
Firma #NoProfitOnPandemic a questo link👇👇https://eci.ec.europa.eu/015/public/#/screen/home

11 MARZO GIORNATA IMPORTANTE PER IL NOSTRO FUTURO: ALLE 17,00 DIRETTA FACEBOOK.

Basta “schiaffi” dalle aziende farmaceutiche!
Tagliare il cappio al collo del ricatto BigFarma: OMC,
Draghi sostenga la sospensione dei brevetti dei vaccini proposta da India e Sudafrica
"Siamo di fronte all'ennesimo schiaffo da parte delle aziende farmaceutiche, "padrone" dei brevetti, e che
continuano a centellinare le dosi di vaccino, non rispettando gli impegni presi con l'Unione Europea e con i
singoli Paesi: quindi l'ennesima protesta contro AstraZeneca ci sembra persino ridicola! La soluzione c'è ed è
sotto gli occhi di tutti, liberalizzare i brevetti, per produrre tutte le dosi di vaccino necessarie a livello
mondiale, ma ci si ostina a non volerla vedere!". È quanto ha dichiarato Vittorio Agnoletto, portavoce della
Campagna Europea Diritto alla Cura. Nessun Profitto sulla Pandemia-Right2Cure
#NoprofitOnPandemic.
Nessuna risposta è arrivata dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, alla lettera inviata venerdì 5 marzo
dal Comitato Italiano della Campagna, forte dell'adesione di ben 70 Organizzazioni nazionali, fra cui i sindacati e le maggiori associazioni italiane, operanti in vari settori, numero tutt'ora in crescita.

Per questo, giovedì 11 marzo, in concomitanza con la riunione del Consiglio Trips dell'OMC,
Organizzazione Mondiale del Commercio, è stata organizzata una maratona Facebook, dalle 17 alle 19 con i membri del Comitato promotore e del Comitato nazionale dalla pagina Facebook della Campagna:
https://www.facebook.com/right2cure.it
.
Sarà questa anche l'occasione per un momento straordinario per la raccolta on line di firme per la
petizione ICE, Iniziativa Cittadini Europei, per la richiesta all'Unione Europea di una urgente azione per la modifica degli accordi commerciali per i brevetti. Occorrono infatti un milione di firme, di cui 180.000 in Italia.
"Siamo fortemente preoccupati - ha aggiunto Vittorio Agnoletto - per questa imminente scadenza di giovedì 11 marzo, con la riunione del Consiglio Trips dell'OMC che dovrà decidere sulla richiesta di moratoria
temporanea sui brevetti presentata già da ottobre da India e Sudafrica: non sappiamo, infatti, che cosa farà
il nostro Governo, a cui abbiamo chiesto di sottoscriverla e sostenerla, così come hanno già fatto ben 100
Nazioni e 400 organizzazioni a livello mondiale"
“O i brevetti, o la vita! Quindi, la moratoria è l'unica strada per spezzare definitivamente il "ricatto" di
BigFarma, perché davvero "non c'è più tempo da perdere": è necessario avere la copertura vaccinale per
tutti i popoli della terra, senza la quale non potremo liberarci dalla pandemia. "La proprietà esclusiva dei
brevetti - ha concluso Agnoletto - è in questo caso un cappio al collo che rischia di strangolarci. È necessario
"tagliarlo", la soluzione c'è, gli strumenti ci sono, basta volerli usare".

Per maggior informazioni sulla campagna e firmare la petizione: www.noprofitonpandemic.eu/it
Ufficio Stampa - Carmìna Conte - cell. 393 1377616 - Milano, 9 marzo 2021
www.noprofitonpandemic.eu/it "Diritto alla Cura, nessun profitto sulla pandemia"11 MARZO GIORNATA IMPORTANTE PER IL NOSTRO FUTURO: ALLE 17,00 DIRETTA FACEBOOK. 


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IL PARTITO DEL SUD HA ADERITO ALL’INIZIATIVA INSIEME A TANTE ALTRE ASSOCIAZIONI, PARTITI, SINDACATI, MOVIMENTI ED INVITA TUTTI A FIRMARE...




11 marzo riunione WTO per sospendere i brevetti sui vaccini.
Firma #NoProfitOnPandemic a questo link👇👇https://eci.ec.europa.eu/015/public/#/screen/home

11 MARZO GIORNATA IMPORTANTE PER IL NOSTRO FUTURO: ALLE 17,00 DIRETTA FACEBOOK.

Basta “schiaffi” dalle aziende farmaceutiche!
Tagliare il cappio al collo del ricatto BigFarma: OMC,
Draghi sostenga la sospensione dei brevetti dei vaccini proposta da India e Sudafrica
"Siamo di fronte all'ennesimo schiaffo da parte delle aziende farmaceutiche, "padrone" dei brevetti, e che
continuano a centellinare le dosi di vaccino, non rispettando gli impegni presi con l'Unione Europea e con i
singoli Paesi: quindi l'ennesima protesta contro AstraZeneca ci sembra persino ridicola! La soluzione c'è ed è
sotto gli occhi di tutti, liberalizzare i brevetti, per produrre tutte le dosi di vaccino necessarie a livello
mondiale, ma ci si ostina a non volerla vedere!". È quanto ha dichiarato Vittorio Agnoletto, portavoce della
Campagna Europea Diritto alla Cura. Nessun Profitto sulla Pandemia-Right2Cure
#NoprofitOnPandemic.
Nessuna risposta è arrivata dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, alla lettera inviata venerdì 5 marzo
dal Comitato Italiano della Campagna, forte dell'adesione di ben 70 Organizzazioni nazionali, fra cui i sindacati e le maggiori associazioni italiane, operanti in vari settori, numero tutt'ora in crescita.

Per questo, giovedì 11 marzo, in concomitanza con la riunione del Consiglio Trips dell'OMC,
Organizzazione Mondiale del Commercio, è stata organizzata una maratona Facebook, dalle 17 alle 19 con i membri del Comitato promotore e del Comitato nazionale dalla pagina Facebook della Campagna:
https://www.facebook.com/right2cure.it
.
Sarà questa anche l'occasione per un momento straordinario per la raccolta on line di firme per la
petizione ICE, Iniziativa Cittadini Europei, per la richiesta all'Unione Europea di una urgente azione per la modifica degli accordi commerciali per i brevetti. Occorrono infatti un milione di firme, di cui 180.000 in Italia.
"Siamo fortemente preoccupati - ha aggiunto Vittorio Agnoletto - per questa imminente scadenza di giovedì 11 marzo, con la riunione del Consiglio Trips dell'OMC che dovrà decidere sulla richiesta di moratoria
temporanea sui brevetti presentata già da ottobre da India e Sudafrica: non sappiamo, infatti, che cosa farà
il nostro Governo, a cui abbiamo chiesto di sottoscriverla e sostenerla, così come hanno già fatto ben 100
Nazioni e 400 organizzazioni a livello mondiale"
“O i brevetti, o la vita! Quindi, la moratoria è l'unica strada per spezzare definitivamente il "ricatto" di
BigFarma, perché davvero "non c'è più tempo da perdere": è necessario avere la copertura vaccinale per
tutti i popoli della terra, senza la quale non potremo liberarci dalla pandemia. "La proprietà esclusiva dei
brevetti - ha concluso Agnoletto - è in questo caso un cappio al collo che rischia di strangolarci. È necessario
"tagliarlo", la soluzione c'è, gli strumenti ci sono, basta volerli usare".

Per maggior informazioni sulla campagna e firmare la petizione: www.noprofitonpandemic.eu/it
Ufficio Stampa - Carmìna Conte - cell. 393 1377616 - Milano, 9 marzo 2021
www.noprofitonpandemic.eu/it "Diritto alla Cura, nessun profitto sulla pandemia"11 MARZO GIORNATA IMPORTANTE PER IL NOSTRO FUTURO: ALLE 17,00 DIRETTA FACEBOOK. 


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martedì 9 marzo 2021

Il Partito del Sud incontra Luigi de Magistris Candidato Presidente Regione Calabria-Mercoledì 10 Marzo 2021 ore 16,30

Il Partito del Sud incontra Luigi de Magistris Candidato Presidente Regione Calabria

Mercoledì 10 Marzo 2021 ore 16,30
Con:

-Luigi de Magistris, Candidato Presidente Regione Calabria
-Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud
-Giuseppe Spadafora, Coord. Regionale Calabria del Partito del Sud

Modera:
-Michele Dell'Edera, giornalista, Vicepresidente del Partito del Sud

Evento Facebook: https://fb.me/e/8qf5LT7zL



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Il Partito del Sud incontra Luigi de Magistris Candidato Presidente Regione Calabria

Mercoledì 10 Marzo 2021 ore 16,30
Con:

-Luigi de Magistris, Candidato Presidente Regione Calabria
-Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud
-Giuseppe Spadafora, Coord. Regionale Calabria del Partito del Sud

Modera:
-Michele Dell'Edera, giornalista, Vicepresidente del Partito del Sud

Evento Facebook: https://fb.me/e/8qf5LT7zL



sabato 6 marzo 2021

O i brevetti o la vita, vaccini per tutti

 Pandemia . Il Governo italiano sostenga, presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), la proposta di India e Sudafrica di esentare dal brevetto i prodotti utilizzati per combattere la pandemia da Covid-19 e in particolare i vaccini




Al Presidente del Consiglio
Dott. Mario Draghi
p.c. Alla Presidente del Senato
On. Maria Elisabetta Alberti Casellati
p.c. Al Presidente della Camera
On. Roberto Fico

Il Comitato Nazionale per l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE)/petizione europea “Right2cure – Noprofit on pandemic” “Diritto alla Cura, nessun profitto sulla pandemia” che raccoglie 67 realtà nazionali, ritiene che sia giunto il momento di rivolgere un appello formale al nostro Governo.

Alla fine del secolo scorso, il monopolio della proprietà intellettuale nel trattamento per l’HIV ha ritardato di ben 10 anni la cura con la terapia antiretrovirale salvavita delle persone affette da HIV in Africa, America Latina e Asia rispetto a quelle che vivevano negli Stati Uniti, Unione Europea, Svizzera, Regno Unito e Giappone. Ciò ha portato a milioni di morti tra la fine degli anni ’90 e la metà degli anni 2000, fino a quando le barriere dei brevetti non sono state abolite e sono diventati disponibili i farmaci generici per il trattamento dell’HIV.

Evitiamo che lo stesso scenario di morte si riproduca con la pandemia da Covid-19. Tedros Adhanom, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha dichiarato infatti che, a metà gennaio, 40 milioni di persone erano già state vaccinate in 49 Paesi ad alto reddito, mentre nei Paesi a basso reddito, solo 25 persone avevano ricevuto un’iniezione. Ancora una volta, i Paesi cosiddetti “in via di sviluppo”, privi di tutele a garanzia dei diritti fondamentali, come quello alla salute e alla vita, devono lottare per accedere ai vaccini e ai farmaci contro un’epidemia globale, com’è quella da COVID-19.

Questo accade, perché le aziende farmaceutiche, nonostante abbiano ricevuto finanziamenti pubblici di svariati miliardi di euro, possiedono il brevetto sul prodotto finale e quindi il pieno controllo su produzione, prezzo e distribuzione dei vaccini. Ciò permette loro di non condividere la tecnologia, mantenere la proprietà intellettuale e limitare la ricerca, lo sviluppo e la fornitura di vaccini efficaci, accaparrandosi la maggior parte delle enormi ricompense finanziarie.

Se questa situazione perdurerà, 9 persone su 10 nei Paesi poveri e a basso reddito non potranno essere vaccinate quest’anno, perché Moderna, Pfizer/BioNTech e AstraZeneca, nel 2021 produrranno vaccini per appena l’1,5% della popolazione mondiale (People’s Vaccine Alliance, su Oxfam International). Possiamo ben dire che la proprietà intellettuale è il più grande ostacolo all’accesso equo, tempestivo e universale ai vaccini salvavita e, in ultima analisi, al superamento della pandemia.

In un mondo globalizzato, infatti, in assenza di una risposta realmente inclusiva, il virus continuerà a circolare e a mutare, vanificando gli sforzi economici e sociali fatti dalla popolazione mondiale nel rispettare le restrizioni implementate dai governi durante gli ultimi dodici mesi.

Ci sono però delle opzioni che permettono di superare le limitazioni del sistema dei brevetti, almeno per tutta la durata della pandemia, e che invitiamo i governi ad utilizzare. Vi chiediamo pertanto, di sostenere a livello europeo la proposta che è sul tavolo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) da diversi mesi e che chiede la sospensione temporanea del sistema dei brevetti per i prodotti Covid-19, almeno fino a quando non si sarà raggiunta l’immunità mondiale.

La proposta, presentata dall’India e dal Sudafrica all’inizio di ottobre, che non costituisce un attacco al diritto di proprietà intellettuale in quanto tale, permetterebbe a tutti i Paesi del mondo di non considerare alcune delle disposizioni sulla proprietà intellettuale stabilite nell’accordo TRIPS, senza incorrere in sanzioni.

Ad oggi oltre 100 Paesi hanno accolto o sostenuto la proposta, mentre quasi 400 organizzazioni della società civile in tutto il mondo, unitamente ad organizzazioni internazionali come l’OMS, UNAIDS, UNITAID e la Commissione africana per i diritti umani e dei popoli, esortano i governi a sostenere con urgenza la proposta di sospensione temporanea dei brevetti.
Solo un piccolo gruppo di membri dell’OMC, tra cui la Commissione Europea, anziché unirsi al movimento di solidarietà globale che chiede la deroga, ha scelto finora di non sostenere l’iniziativa.

Eppure, dovrebbe essere chiaro che, se le popolazioni non sono protette, più a lungo il virus circola tra esse, maggiore è la probabilità che si verifichino mutazioni più trasmissibili che colpiscono tutti i Paesi, compresi quelli che si oppongono alla proposta di deroga, aumentando la complessità del controllo e prolungando la pandemia.

Di fronte alla tragedia che ha colpito il mondo, è imperativo che tutti gli strumenti di prevenzione, tracciamento e monitoraggio, contenimento e trattamento siano disponibili tempestivamente.

Opporsi alla proposta di India e Sudafrica all’OMC, oltre ad essere insostenibile moralmente è semplicemente sbagliato e significa non cogliere un’opportunità unica per evitare una tragica ripetizione del passato. È in gioco il diritto alla salute di miliardi di persone.

Chiediamo quindi al Governo italiano di sostenere la proposta di India e Sud Africa per la sospensione temporanea dei brevetti e di battersi, affinché la Commissione europea faccia altrettanto.

La logica del profitto non può prevalere su quella della vita degli esseri umani. Oltre a questa iniziativa, che riveste un carattere di urgenza per affrontare una situazione specifica, segnaliamo l’importanza che il nostro Paese e l’Unione Europea lavorino per la creazione di un’azienda pubblica europea, per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di farmaci, vaccini e dispositivi medici.

Confidiamo che il Governo prenda la decisione di mettere in atto questa scelta innovativa.

Cordiali saluti

COMITATO PROMOTORE ITALIANO

Vittorio Agnoletto, Silvio Garattini, don Luigi Ciotti, Gino Strada, Raffaella Bolini, Riccardo Petrella, Maria Bonafede, Marco Bersani, Monica Di Sisto, Roberto Morea.
Invitato internazionale d’onore: Franco Cavalli, oncologo, già presidente dell’Unione Internazionale contro il Cancro, Svizzera.

ELENCO ADERENTI AL COMITATO ITALIANO AL 5 MARZO

Acea Odv
Acli
Acs
Acu, Associazione Consumatori Utenti
Agorà della Terra
Agorà degli Abitanti Della Terra
Arci – Assistenza Sociosanitaria
Associazione Amici Di Angal Onlus
Associazione Cittadini Del Mondo
Associazione Dossetti
Associazione Laudato Sì
Associazione Medici per l’ambiente
Aoi, Associazione Ong Italiane
Associazione per un’Europa dei popoli
Associazione Planet 2084 Onlus
Attac Italia
Cgil
Cipsi
Cisl
Cnca
Cobas
Comitato Nazionale per la difesa della Costituzione
Comitato Stop Ttip Udine
Cdc, Coordinamento per la democrazia costituzionale
Coi, Cooperazione odontoiatrica internazionale
Cub
Dico 32
Emergency
Fish, Federazione Italiana per il superamento dell’handicap
Forum Acqua
Forum Gorizia
Forum per il diritto alla salute
Gruppo Abele
Gruppo Pallade
Gruppo Solidarietà
Ife Italia
il manifesto
Intersos
Laboratorio Andrea Ballarò
La Sinistra Legnano in Comune
La via libera
Left
Libera
Lila Nazionale
Mdp/At.1
Medicina Democratica
Monastero del Bene Comune Verona
Oxfam
Partito del Sud
Partito della Rifondazione comunista
Partito della Sinistra Europea
Potere al Popolo
Punto Rosso
Radio Popolare
Rete per il diritto alla salute Milano e Lombardia
Reti di Pace
Sinistra Anticapitalista
Sinistra Italiana
Sia, Society For International Development
Simm, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni
Sos Sanità
Transform!Italia
Uil
Un ponte per
Usb
Verdi

Fonte: Manifesto


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 Pandemia . Il Governo italiano sostenga, presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), la proposta di India e Sudafrica di esentare dal brevetto i prodotti utilizzati per combattere la pandemia da Covid-19 e in particolare i vaccini




Al Presidente del Consiglio
Dott. Mario Draghi
p.c. Alla Presidente del Senato
On. Maria Elisabetta Alberti Casellati
p.c. Al Presidente della Camera
On. Roberto Fico

Il Comitato Nazionale per l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE)/petizione europea “Right2cure – Noprofit on pandemic” “Diritto alla Cura, nessun profitto sulla pandemia” che raccoglie 67 realtà nazionali, ritiene che sia giunto il momento di rivolgere un appello formale al nostro Governo.

Alla fine del secolo scorso, il monopolio della proprietà intellettuale nel trattamento per l’HIV ha ritardato di ben 10 anni la cura con la terapia antiretrovirale salvavita delle persone affette da HIV in Africa, America Latina e Asia rispetto a quelle che vivevano negli Stati Uniti, Unione Europea, Svizzera, Regno Unito e Giappone. Ciò ha portato a milioni di morti tra la fine degli anni ’90 e la metà degli anni 2000, fino a quando le barriere dei brevetti non sono state abolite e sono diventati disponibili i farmaci generici per il trattamento dell’HIV.

Evitiamo che lo stesso scenario di morte si riproduca con la pandemia da Covid-19. Tedros Adhanom, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha dichiarato infatti che, a metà gennaio, 40 milioni di persone erano già state vaccinate in 49 Paesi ad alto reddito, mentre nei Paesi a basso reddito, solo 25 persone avevano ricevuto un’iniezione. Ancora una volta, i Paesi cosiddetti “in via di sviluppo”, privi di tutele a garanzia dei diritti fondamentali, come quello alla salute e alla vita, devono lottare per accedere ai vaccini e ai farmaci contro un’epidemia globale, com’è quella da COVID-19.

Questo accade, perché le aziende farmaceutiche, nonostante abbiano ricevuto finanziamenti pubblici di svariati miliardi di euro, possiedono il brevetto sul prodotto finale e quindi il pieno controllo su produzione, prezzo e distribuzione dei vaccini. Ciò permette loro di non condividere la tecnologia, mantenere la proprietà intellettuale e limitare la ricerca, lo sviluppo e la fornitura di vaccini efficaci, accaparrandosi la maggior parte delle enormi ricompense finanziarie.

Se questa situazione perdurerà, 9 persone su 10 nei Paesi poveri e a basso reddito non potranno essere vaccinate quest’anno, perché Moderna, Pfizer/BioNTech e AstraZeneca, nel 2021 produrranno vaccini per appena l’1,5% della popolazione mondiale (People’s Vaccine Alliance, su Oxfam International). Possiamo ben dire che la proprietà intellettuale è il più grande ostacolo all’accesso equo, tempestivo e universale ai vaccini salvavita e, in ultima analisi, al superamento della pandemia.

In un mondo globalizzato, infatti, in assenza di una risposta realmente inclusiva, il virus continuerà a circolare e a mutare, vanificando gli sforzi economici e sociali fatti dalla popolazione mondiale nel rispettare le restrizioni implementate dai governi durante gli ultimi dodici mesi.

Ci sono però delle opzioni che permettono di superare le limitazioni del sistema dei brevetti, almeno per tutta la durata della pandemia, e che invitiamo i governi ad utilizzare. Vi chiediamo pertanto, di sostenere a livello europeo la proposta che è sul tavolo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) da diversi mesi e che chiede la sospensione temporanea del sistema dei brevetti per i prodotti Covid-19, almeno fino a quando non si sarà raggiunta l’immunità mondiale.

La proposta, presentata dall’India e dal Sudafrica all’inizio di ottobre, che non costituisce un attacco al diritto di proprietà intellettuale in quanto tale, permetterebbe a tutti i Paesi del mondo di non considerare alcune delle disposizioni sulla proprietà intellettuale stabilite nell’accordo TRIPS, senza incorrere in sanzioni.

Ad oggi oltre 100 Paesi hanno accolto o sostenuto la proposta, mentre quasi 400 organizzazioni della società civile in tutto il mondo, unitamente ad organizzazioni internazionali come l’OMS, UNAIDS, UNITAID e la Commissione africana per i diritti umani e dei popoli, esortano i governi a sostenere con urgenza la proposta di sospensione temporanea dei brevetti.
Solo un piccolo gruppo di membri dell’OMC, tra cui la Commissione Europea, anziché unirsi al movimento di solidarietà globale che chiede la deroga, ha scelto finora di non sostenere l’iniziativa.

Eppure, dovrebbe essere chiaro che, se le popolazioni non sono protette, più a lungo il virus circola tra esse, maggiore è la probabilità che si verifichino mutazioni più trasmissibili che colpiscono tutti i Paesi, compresi quelli che si oppongono alla proposta di deroga, aumentando la complessità del controllo e prolungando la pandemia.

Di fronte alla tragedia che ha colpito il mondo, è imperativo che tutti gli strumenti di prevenzione, tracciamento e monitoraggio, contenimento e trattamento siano disponibili tempestivamente.

Opporsi alla proposta di India e Sudafrica all’OMC, oltre ad essere insostenibile moralmente è semplicemente sbagliato e significa non cogliere un’opportunità unica per evitare una tragica ripetizione del passato. È in gioco il diritto alla salute di miliardi di persone.

Chiediamo quindi al Governo italiano di sostenere la proposta di India e Sud Africa per la sospensione temporanea dei brevetti e di battersi, affinché la Commissione europea faccia altrettanto.

La logica del profitto non può prevalere su quella della vita degli esseri umani. Oltre a questa iniziativa, che riveste un carattere di urgenza per affrontare una situazione specifica, segnaliamo l’importanza che il nostro Paese e l’Unione Europea lavorino per la creazione di un’azienda pubblica europea, per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di farmaci, vaccini e dispositivi medici.

Confidiamo che il Governo prenda la decisione di mettere in atto questa scelta innovativa.

Cordiali saluti

COMITATO PROMOTORE ITALIANO

Vittorio Agnoletto, Silvio Garattini, don Luigi Ciotti, Gino Strada, Raffaella Bolini, Riccardo Petrella, Maria Bonafede, Marco Bersani, Monica Di Sisto, Roberto Morea.
Invitato internazionale d’onore: Franco Cavalli, oncologo, già presidente dell’Unione Internazionale contro il Cancro, Svizzera.

ELENCO ADERENTI AL COMITATO ITALIANO AL 5 MARZO

Acea Odv
Acli
Acs
Acu, Associazione Consumatori Utenti
Agorà della Terra
Agorà degli Abitanti Della Terra
Arci – Assistenza Sociosanitaria
Associazione Amici Di Angal Onlus
Associazione Cittadini Del Mondo
Associazione Dossetti
Associazione Laudato Sì
Associazione Medici per l’ambiente
Aoi, Associazione Ong Italiane
Associazione per un’Europa dei popoli
Associazione Planet 2084 Onlus
Attac Italia
Cgil
Cipsi
Cisl
Cnca
Cobas
Comitato Nazionale per la difesa della Costituzione
Comitato Stop Ttip Udine
Cdc, Coordinamento per la democrazia costituzionale
Coi, Cooperazione odontoiatrica internazionale
Cub
Dico 32
Emergency
Fish, Federazione Italiana per il superamento dell’handicap
Forum Acqua
Forum Gorizia
Forum per il diritto alla salute
Gruppo Abele
Gruppo Pallade
Gruppo Solidarietà
Ife Italia
il manifesto
Intersos
Laboratorio Andrea Ballarò
La Sinistra Legnano in Comune
La via libera
Left
Libera
Lila Nazionale
Mdp/At.1
Medicina Democratica
Monastero del Bene Comune Verona
Oxfam
Partito del Sud
Partito della Rifondazione comunista
Partito della Sinistra Europea
Potere al Popolo
Punto Rosso
Radio Popolare
Rete per il diritto alla salute Milano e Lombardia
Reti di Pace
Sinistra Anticapitalista
Sinistra Italiana
Sia, Society For International Development
Simm, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni
Sos Sanità
Transform!Italia
Uil
Un ponte per
Usb
Verdi

Fonte: Manifesto


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Natale Cuccurese: “Recovery Plan scritto da multinazionali? Una grave emergenza democratica. Draghi riferisca subito in Parlamento”



L’Articolo 1 della nostra carta costituzionale recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

E tra le “forme” ed i “limiti” all’esercizio della sovranità popolare previsti dalla Costituzione non è assolutamente contemplata la delega a società multinazionali che dia loro il potere di redigere e valutare piani economici che riguardano l’intera collettività. Anzi, l’esatto opposto!

La contraddizione tra quanto prevede la Costituzione e quanto sembra stia facendo, invece, il Governo Draghi per la stesura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Nazionale è grande quanto una trave nell’occhio. Contraddizione che non fa altro che confermare l’attualità della lettura engelo-marxiana dello Stato liberale come comitato d’affari della borghesia capitalista.

A lanciare l’allarme sul pericolo di un vero e proprio colpo di Stato bianco a tutto uso e consumo dei biechi e miopi interessi dei poteri forti nazionali ed internazionali, che, sia detto per inciso, sulla base dell’effetto agglomerazione, cancellerebbero definitivamente il Mezzogiorno dall’agenda dei vari Governi sedicenti nazionali, è il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, il quale, attraverso la sua pagina facebook, ha denunciato: “Draghi ingaggia come ‘consulenti’ le multinazionali che così potranno governare direttamente loro e spremerci meglio. Il tutto scritto nelle segrete stanze insieme ai suoi consiglieri leghisti, protoleghisti e bocconiani. Senza informare il Parlamento e i cittadini, senza nessun parere, senza nessuna discussione. Una grave emergenza democratica”.

È invece indispensabile – ha proseguito – un grande dibattito pubblico, Draghi deve capire che non è l’amministratore unico di una azienda privata. Non è possibile presentarsi in Parlamento a cose fatte solo per una ratifica o addirittura a piano già inviato alla commissione europea”.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi – ha concluso Cuccurese – può riferire immediatamente al Parlamento o pensa di essere l’amministratore unico di una Srl?!


Fonte: VesuvianoNews - articolo Salvatore Lucchese




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L’Articolo 1 della nostra carta costituzionale recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

E tra le “forme” ed i “limiti” all’esercizio della sovranità popolare previsti dalla Costituzione non è assolutamente contemplata la delega a società multinazionali che dia loro il potere di redigere e valutare piani economici che riguardano l’intera collettività. Anzi, l’esatto opposto!

La contraddizione tra quanto prevede la Costituzione e quanto sembra stia facendo, invece, il Governo Draghi per la stesura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Nazionale è grande quanto una trave nell’occhio. Contraddizione che non fa altro che confermare l’attualità della lettura engelo-marxiana dello Stato liberale come comitato d’affari della borghesia capitalista.

A lanciare l’allarme sul pericolo di un vero e proprio colpo di Stato bianco a tutto uso e consumo dei biechi e miopi interessi dei poteri forti nazionali ed internazionali, che, sia detto per inciso, sulla base dell’effetto agglomerazione, cancellerebbero definitivamente il Mezzogiorno dall’agenda dei vari Governi sedicenti nazionali, è il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, il quale, attraverso la sua pagina facebook, ha denunciato: “Draghi ingaggia come ‘consulenti’ le multinazionali che così potranno governare direttamente loro e spremerci meglio. Il tutto scritto nelle segrete stanze insieme ai suoi consiglieri leghisti, protoleghisti e bocconiani. Senza informare il Parlamento e i cittadini, senza nessun parere, senza nessuna discussione. Una grave emergenza democratica”.

È invece indispensabile – ha proseguito – un grande dibattito pubblico, Draghi deve capire che non è l’amministratore unico di una azienda privata. Non è possibile presentarsi in Parlamento a cose fatte solo per una ratifica o addirittura a piano già inviato alla commissione europea”.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi – ha concluso Cuccurese – può riferire immediatamente al Parlamento o pensa di essere l’amministratore unico di una Srl?!


Fonte: VesuvianoNews - articolo Salvatore Lucchese




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martedì 2 marzo 2021

IL PARTITO DEL SUD-MERIDIONALISTI PROGRESSISTI SCENDE IN CAMPO PER LE ELEZIONI REGIONALI IN CALABRIA A SOSTEGNO DI LUIGI DE MAGISTRIS

 



COMUNICATO STAMPA 

In vista delle ormai imminenti Elezioni Regionali in Calabria dell’ 11 aprile 2021, come Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti giudichiamo positivamente l’appello lanciato da Luigi de Magistris, con cui abbiamo costruito fin dal 2011 un percorso di sostegno e condivisione insieme a tutte quelle forze alternative che, senza autoreferenzialità o purismi fuori dal tempo, dopo aver relegato all’opposizione a Napoli neoliberisti e destre varie, ora vogliono costruire l’alternativa in Calabria all’attuale governo regionale di centrodestra leghista, e in più partendo dalla Calabria iniziare a costruire l’opposizione nazionale, dal basso, al Governo Draghi, il più a destra della storia repubblicana, un governo che vede il dominio della Lega e di quelle logiche neoliberiste che fan prevedere l'ennesima sottrazione di risorse ad una Calabria già da tempo boccheggiante e da sempre sottoposta a scippi di ogni tipo e che ora si vorrebbe definitivamente affossare con il federalismo fiscale ed il Regionalismo. 

Bisogna invertire la prospettiva geografica, creando lavoro così da fermare per sempre l’emigrazione, combattere le mafie, il clientelismo, impedire le privatizzazioni in ogni campo, da quello sanitario a quello dei servizi, salvaguardare l’ambiente, passare alla ripubblicizzazione dell’acqua, dei trasporti, dei rifiuti, dotarsi di un piano contro il dissesto idrogeologico e di un piano pandemico, uscire al più presto dal commissariamento in ambito sanitario…

Non è più il momento dell’egocentrismo ma quello dell’unità, in nome della democrazia, del rispetto della Costituzione, del riscatto della Calabria, dell’opposizione fremente a tutti quei tentativi di divisione del Paese, ripartendo dal bene comune degli sfruttati.

In quest’ottica abbiamo ascoltato con attenzione, e rispetto, Luigi de Magistris e le sue proposte per la rinascita della Calabria, trovandole concrete e realizzabili.
Come durante la Resistenza, è il momento di dare priorità alle tante cose che accomunano tutti i figli della Calabria, risvegliarne l’orgoglio, mai sopito, per affrancare la propria terra da decenni di soprusi e sfruttamento.

Pensiamo che Luigi de Magistris incarni bene questa voglia di resistenza e ripartenza di un territorio bellissimo, anche da un punto di vista paesaggistico, ma da troppo tempo discriminato, per  questo abbiamo deciso di sostenere con nostri candidati la lista di Luigi de Magistris a Presidente della Calabria.

 

Giuseppe Spadafora

Coord. Regionale Calabria Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti



Giuseppe Spadafora - Luigi de Magistris 





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COMUNICATO STAMPA 

In vista delle ormai imminenti Elezioni Regionali in Calabria dell’ 11 aprile 2021, come Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti giudichiamo positivamente l’appello lanciato da Luigi de Magistris, con cui abbiamo costruito fin dal 2011 un percorso di sostegno e condivisione insieme a tutte quelle forze alternative che, senza autoreferenzialità o purismi fuori dal tempo, dopo aver relegato all’opposizione a Napoli neoliberisti e destre varie, ora vogliono costruire l’alternativa in Calabria all’attuale governo regionale di centrodestra leghista, e in più partendo dalla Calabria iniziare a costruire l’opposizione nazionale, dal basso, al Governo Draghi, il più a destra della storia repubblicana, un governo che vede il dominio della Lega e di quelle logiche neoliberiste che fan prevedere l'ennesima sottrazione di risorse ad una Calabria già da tempo boccheggiante e da sempre sottoposta a scippi di ogni tipo e che ora si vorrebbe definitivamente affossare con il federalismo fiscale ed il Regionalismo. 

Bisogna invertire la prospettiva geografica, creando lavoro così da fermare per sempre l’emigrazione, combattere le mafie, il clientelismo, impedire le privatizzazioni in ogni campo, da quello sanitario a quello dei servizi, salvaguardare l’ambiente, passare alla ripubblicizzazione dell’acqua, dei trasporti, dei rifiuti, dotarsi di un piano contro il dissesto idrogeologico e di un piano pandemico, uscire al più presto dal commissariamento in ambito sanitario…

Non è più il momento dell’egocentrismo ma quello dell’unità, in nome della democrazia, del rispetto della Costituzione, del riscatto della Calabria, dell’opposizione fremente a tutti quei tentativi di divisione del Paese, ripartendo dal bene comune degli sfruttati.

In quest’ottica abbiamo ascoltato con attenzione, e rispetto, Luigi de Magistris e le sue proposte per la rinascita della Calabria, trovandole concrete e realizzabili.
Come durante la Resistenza, è il momento di dare priorità alle tante cose che accomunano tutti i figli della Calabria, risvegliarne l’orgoglio, mai sopito, per affrancare la propria terra da decenni di soprusi e sfruttamento.

Pensiamo che Luigi de Magistris incarni bene questa voglia di resistenza e ripartenza di un territorio bellissimo, anche da un punto di vista paesaggistico, ma da troppo tempo discriminato, per  questo abbiamo deciso di sostenere con nostri candidati la lista di Luigi de Magistris a Presidente della Calabria.

 

Giuseppe Spadafora

Coord. Regionale Calabria Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti



Giuseppe Spadafora - Luigi de Magistris 





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mercoledì 24 febbraio 2021

Mezzogiorno, il buongiorno si vede dal discorso… di Draghi

 



di Michele Dell'Edera

Mi riprometto di fare alcune considerazioni sul discorso sul programma di Governo, pronunciato dal premier Draghi nei giorni scorsi, senza voler esternare considerazioni ideologiche o sulla provenienza geografica dei singoli ministri che compongono questo esecutivo dall’apparente maggioranza bulgara.

Il premier ha inserito nel suo discorso un piccolo paragrafo di 4 capoversi dal titolo: “Il Mezzogiorno”…

Nel primo capoverso ha detto: “aumento dell’occupazione, in primis, femminile è obiettivo imprescindibile”Su questo, ovviamente, nulla da ridire. È talmente scontato come punto visti i dati drammatici sulla disoccupazione al sud e ancor più se parliamo di occupazione femminile. Bene, quindi, ho pensato: una buona cosa…

Quello che però mi ha lasciato perplesso è il pezzetto successivo, cioè quello sul come si vuole combattere questa piaga. Il premier dice: “benessere, autodeterminazione, legalità, sicurezza sono strettamente legati all’aumento dell’occupazione femminile nel Mezzogiorno”.

Ora proviamo a chiederci:

  1. benessere: Cosa vuol dire dal punto di vista politico? Certo avere un benessere” distribuito è una buona cosa, ma come lo raggiungiamo? Da dire che “distribuito” l’ho scritto io, il premier non lo ha detto, se lo avesse detto sarebbe già stata un’ottima cosa.
  2. Autodeterminazione: Ok, in che senso? Che se al sud saranno in grado di cavarsela da soli, allora forse si otterrà qualche risultato. Lo Stato cosa ci metterà di suo in tutto ciò? Cioè come favorirà tale autodeterminazione? Con “l’autonomia differenziata (del nord) forse?
  3. Legalità e sicurezza: Certamente legalità e sicurezza aiutano, ma da sempre questo è un mantra che accompagna il racconto del sud condannato da sé stesso perché illegale e non sicuro. Ma in quella affermazione c’è nascosta anche un’altra “verità” e cioè sembra quasi dire il premier: fino a quando non risolverete i vostri problemi non potremo fare nulla per risolvere il dramma della disoccupazione. Insomma la solita melassa di luoghi comuni. L’occupazione (femminile) al mezzogiorno arriverà quando saranno risolti i problemi di sicurezza e legalità. In pratica un ottimo alibi per il governo.

Andiamo adesso al secondo paragrafo dell’intervento del premier che spiega come potrà migliorare la situazione occupazionale ed economica al sud: Sviluppare la capacità di attrarre investimenti privati nazionali ed internazionali è essenziale per generare reddito, creare lavoro, invertire lo spopolamento demografico e spopolamento delle aree urbane interne.

Cosa si dice qui? Si dice che, innanzitutto, gli investimenti da attrarre devono essere “privati”. Questo vuol dire che nella mente del premier, o nel programma del governo, non c’è nulla che possa ricondurre ad un investimento statale nel mezzogiorno. In pratica non ci sarà alcuna possibilità di pensare ad un piano cospicuo di investimenti dello Stato per riportare in pari con le altre questa parte del Paese.

E che dire del declino demografico e lo spopolamento delle aree interne? Non è venuto mai in mente ai governi di questi ultimi anni che tagliare sanità, trasporti, scuole, strade e infrastrutture avrebbe reso impossibile la vita nei piccoli centri periferici? Ah già ma nell’ultimo trentennio si è predicata l’importanza della vita nelle città metropolitane e il taglio dei costi sui servizi… dei rami secchi si è detto. Salvo poi accorgersi che, con la pandemia, le carenze sanitarie, l’inadeguatezza dei trasporti, le carenze delle strutture e dell’organizzazione scolastica, l’isolamento delle piccole comunità avrebbe creato tutti i problemi che ancora oggi viviamo.

Nel terzo paragrafo del suo intervento il premier riprende ciò che aveva detto nel primo: “Ma per raggiungere questo obiettivo occorre creare un ambiente dove legalità e sicurezza siano sempre garantite. Vi sono poi strumenti specifici quali in credito d’imposta e altri interventi da concordare in sede europea”

Di sicurezza ne ho già accennato è una ripetizione e preferisco quindi non ripetermi, ma di strumenti economici ne vedo citato solo uno: Il credito d’imposta. Strumento ampiamente utilizzato nel passato, uno strumento certamente interessante, ma che da solo non è in grado di far ripartire un’economia che prima della pandemia era già in difficoltà.

Poi c’è la frase che richiama non meglio specificati interventi da concordare con l’Europa… Non sono specificati, ma ancora una volta più che un intervento dello Stato si spera in un intervento esterno, quasi miracoloso, dell’Europa.. Vedremo..

Ultimo paragrafo, il de profundis“Per riuscire a spendere bene, utilizzando gli investimenti dedicati al Next Generation EU occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando con attenzione all’esperienza del passato che spesso ha deluso la speranza”. In questo passaggio non si lasciano aperte grandi speranze per il futuro. Innanzitutto si dice che bisogna “irrobustire le amministrazioni meridionali”, la mia domanda è: come si irrobustisce un’amministrazione in un paese democratico? Se poi irrobustire significa dare più fondi alle amministrazioni meridionali, non possiamo che essere d’accordo visto che ad oggi anche il famoso 34% degli investimenti che spetterebbe per legge al sud stenta ad arrivare. Capiremo.

La pietra tombale sul sud viene poi dalla frase finale: “anche guardando con attenzione all’esperienza del passato che spesso ha deluso la speranza”. Che semplicemente vuol dire: ci impegneremo a far fare a privati e ad Europa il nostro lavoro, ma visto come sono andate le cose nel passato non ci scommetterei che ci riusciamo.

Se il buongiorno per il Mezzogiorno si vede dal discorso del premier direi che è notte fonda. Spero di sbagliarmi.

Nota bene: non ho tagliato nulla dell’intervento del premier quello in grassetto è l’intervento completo

Fonte: Transform!italia



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di Michele Dell'Edera

Mi riprometto di fare alcune considerazioni sul discorso sul programma di Governo, pronunciato dal premier Draghi nei giorni scorsi, senza voler esternare considerazioni ideologiche o sulla provenienza geografica dei singoli ministri che compongono questo esecutivo dall’apparente maggioranza bulgara.

Il premier ha inserito nel suo discorso un piccolo paragrafo di 4 capoversi dal titolo: “Il Mezzogiorno”…

Nel primo capoverso ha detto: “aumento dell’occupazione, in primis, femminile è obiettivo imprescindibile”Su questo, ovviamente, nulla da ridire. È talmente scontato come punto visti i dati drammatici sulla disoccupazione al sud e ancor più se parliamo di occupazione femminile. Bene, quindi, ho pensato: una buona cosa…

Quello che però mi ha lasciato perplesso è il pezzetto successivo, cioè quello sul come si vuole combattere questa piaga. Il premier dice: “benessere, autodeterminazione, legalità, sicurezza sono strettamente legati all’aumento dell’occupazione femminile nel Mezzogiorno”.

Ora proviamo a chiederci:

  1. benessere: Cosa vuol dire dal punto di vista politico? Certo avere un benessere” distribuito è una buona cosa, ma come lo raggiungiamo? Da dire che “distribuito” l’ho scritto io, il premier non lo ha detto, se lo avesse detto sarebbe già stata un’ottima cosa.
  2. Autodeterminazione: Ok, in che senso? Che se al sud saranno in grado di cavarsela da soli, allora forse si otterrà qualche risultato. Lo Stato cosa ci metterà di suo in tutto ciò? Cioè come favorirà tale autodeterminazione? Con “l’autonomia differenziata (del nord) forse?
  3. Legalità e sicurezza: Certamente legalità e sicurezza aiutano, ma da sempre questo è un mantra che accompagna il racconto del sud condannato da sé stesso perché illegale e non sicuro. Ma in quella affermazione c’è nascosta anche un’altra “verità” e cioè sembra quasi dire il premier: fino a quando non risolverete i vostri problemi non potremo fare nulla per risolvere il dramma della disoccupazione. Insomma la solita melassa di luoghi comuni. L’occupazione (femminile) al mezzogiorno arriverà quando saranno risolti i problemi di sicurezza e legalità. In pratica un ottimo alibi per il governo.

Andiamo adesso al secondo paragrafo dell’intervento del premier che spiega come potrà migliorare la situazione occupazionale ed economica al sud: Sviluppare la capacità di attrarre investimenti privati nazionali ed internazionali è essenziale per generare reddito, creare lavoro, invertire lo spopolamento demografico e spopolamento delle aree urbane interne.

Cosa si dice qui? Si dice che, innanzitutto, gli investimenti da attrarre devono essere “privati”. Questo vuol dire che nella mente del premier, o nel programma del governo, non c’è nulla che possa ricondurre ad un investimento statale nel mezzogiorno. In pratica non ci sarà alcuna possibilità di pensare ad un piano cospicuo di investimenti dello Stato per riportare in pari con le altre questa parte del Paese.

E che dire del declino demografico e lo spopolamento delle aree interne? Non è venuto mai in mente ai governi di questi ultimi anni che tagliare sanità, trasporti, scuole, strade e infrastrutture avrebbe reso impossibile la vita nei piccoli centri periferici? Ah già ma nell’ultimo trentennio si è predicata l’importanza della vita nelle città metropolitane e il taglio dei costi sui servizi… dei rami secchi si è detto. Salvo poi accorgersi che, con la pandemia, le carenze sanitarie, l’inadeguatezza dei trasporti, le carenze delle strutture e dell’organizzazione scolastica, l’isolamento delle piccole comunità avrebbe creato tutti i problemi che ancora oggi viviamo.

Nel terzo paragrafo del suo intervento il premier riprende ciò che aveva detto nel primo: “Ma per raggiungere questo obiettivo occorre creare un ambiente dove legalità e sicurezza siano sempre garantite. Vi sono poi strumenti specifici quali in credito d’imposta e altri interventi da concordare in sede europea”

Di sicurezza ne ho già accennato è una ripetizione e preferisco quindi non ripetermi, ma di strumenti economici ne vedo citato solo uno: Il credito d’imposta. Strumento ampiamente utilizzato nel passato, uno strumento certamente interessante, ma che da solo non è in grado di far ripartire un’economia che prima della pandemia era già in difficoltà.

Poi c’è la frase che richiama non meglio specificati interventi da concordare con l’Europa… Non sono specificati, ma ancora una volta più che un intervento dello Stato si spera in un intervento esterno, quasi miracoloso, dell’Europa.. Vedremo..

Ultimo paragrafo, il de profundis“Per riuscire a spendere bene, utilizzando gli investimenti dedicati al Next Generation EU occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando con attenzione all’esperienza del passato che spesso ha deluso la speranza”. In questo passaggio non si lasciano aperte grandi speranze per il futuro. Innanzitutto si dice che bisogna “irrobustire le amministrazioni meridionali”, la mia domanda è: come si irrobustisce un’amministrazione in un paese democratico? Se poi irrobustire significa dare più fondi alle amministrazioni meridionali, non possiamo che essere d’accordo visto che ad oggi anche il famoso 34% degli investimenti che spetterebbe per legge al sud stenta ad arrivare. Capiremo.

La pietra tombale sul sud viene poi dalla frase finale: “anche guardando con attenzione all’esperienza del passato che spesso ha deluso la speranza”. Che semplicemente vuol dire: ci impegneremo a far fare a privati e ad Europa il nostro lavoro, ma visto come sono andate le cose nel passato non ci scommetterei che ci riusciamo.

Se il buongiorno per il Mezzogiorno si vede dal discorso del premier direi che è notte fonda. Spero di sbagliarmi.

Nota bene: non ho tagliato nulla dell’intervento del premier quello in grassetto è l’intervento completo

Fonte: Transform!italia



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venerdì 19 febbraio 2021

" ADDIO SUD"

 Di Bruno Pappalardo 

Dovete sapere che la parola REGGIO, accostata ad altro toponimi territoriali ( CALABRIA – EMILIA ) non hanno diversa derivazione etimo- Deriva, infatti dal latinorex, regis (“re”) o regnum (“regno”) che significa “Città del Re". L’altro REGGIO  (Emilia ) si fa risalire dalla nascita della città da parte di Marco Emilio (Emilia)Lepido Dunque, “Regno di Lepido”. Insomma stessa matrice linguistica di “regis” .

Erano uguali anche per i Padri della Nostra Carta Costituzionale quando la scrissero configurando le “Regioni”. Tutte col medesimo valore istituzionale e amministrativo.

Dovevano, infatti, ricevere “equamente” lo stesso finanziamento statale, in ragione della densità demografica e secondo il criterio  della “progressività.”, presente nell'articolo 53 della Costituzione.

Gli italiani versano una imposta che cresce se crescere il reddito. e viceversa; Significa che, se una comunità di cittadini, appartenenti allo stesso territorio regionale, introita di più, deve versare di più allo Stato. Coinvolge anche il principio della “sussidiarietà” entrata in Costituzione mediante la riforma della legge 3 del 2001 del Titolo V . Nascono, per questo i cosiddetti  LEP. (Livelli Essenziali di Prestazioni)

Ma cosa è la “SUSSIDIARIETÀ” e cosa sono i “LEP” ?

La prima è quando“ le società di ordine superiore, ( STATO) deve sostenere e aiutare quelle minori o “corpi intermedi”,… - che per brevità e a titolo di esempio indichiamo le (sola)Regioni, - che versando in un deperimento economico e, dunque di servizi, (…assistenza sanitaria, istruzione, educazione, informazione e formazione et cetera)  ebbene, “lo Stato deve sostenerle finanziariamente e coordinare gli interventi degli altri corpi intermedi o regioni.

Questo principio è stato sancito dall’Unione Europea nel trattato di Maastricht il 7 febbraio del 1992,

Ecco che allora, lo Stato crea un “fondo di perequazione” che mira a alleviare le diseguaglianze tra  territori. Se tra i cittadini di diverse Regioni si palesano differenti capacità fiscale, allora interviene il fondo per dare gli stessi standard di prestazione nella somministrazione di servizi, nonostante gli sbilanci) alimentato da quote di entrate tributarie.

I LEP, sono appunto, la definizione di questi standard prestazionali molto bassi al SUD

Ma i LEP non verranno mai attivati, perché odiati dalle regioni ricche e tutto viene congelato.

Intanto le regioni ricche (quelle del Nord) incassano sia gli introiti ordinari dello Stato che quelli erogati  in eccesso dalla “Spesa storica”: “Se Milano possiede 1000 asili-nido e Regio Calabria solo 10, a Milano arrivano soldi per 1000 asilo e a Reggio Calabria solo quelli per 10”.

Questa sperequazione anticostituzionale genera un squilibrio socio-economico tra territori originando nuova disoccupazione, Pil interno territoriale depresso, quantità di servizi scadenti et cetera. Questo è stato una delle ragione che ha determinato l’enorme divario tra il Sud e il Nord, tra territori di serie A e quelli di serie B, favorendo la richiesta d’una “Autonomia Differenziata Regionale” o Secessione dei Ricchi spaccando il Paese in due.

GIANCARLO GIORGETTI, della LEGA all’epoca al governo, nel 2013 è Presidente della Commissione per il Federalismo Fiscale. Scopre tutto. Chiede di secretare e insabbiare i dati. La faccenda è troppo grossa.

La SVIMEZ, ( Associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno) scopre tutto e viene calcolato che dal 2009, ma anche da molto prima) il Nord, ha sottratto al Sud, 840 MILIARDI di euro.

GIANCARLO GIORGETTI è stato nominato il 12 Febbraio 2021, MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO.

REGGIO EMILIA E REGGIO CALABRIA NON SONO UGUALI !

Fonte:https://journwitfront.blogspot.com/





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 Di Bruno Pappalardo 

Dovete sapere che la parola REGGIO, accostata ad altro toponimi territoriali ( CALABRIA – EMILIA ) non hanno diversa derivazione etimo- Deriva, infatti dal latinorex, regis (“re”) o regnum (“regno”) che significa “Città del Re". L’altro REGGIO  (Emilia ) si fa risalire dalla nascita della città da parte di Marco Emilio (Emilia)Lepido Dunque, “Regno di Lepido”. Insomma stessa matrice linguistica di “regis” .

Erano uguali anche per i Padri della Nostra Carta Costituzionale quando la scrissero configurando le “Regioni”. Tutte col medesimo valore istituzionale e amministrativo.

Dovevano, infatti, ricevere “equamente” lo stesso finanziamento statale, in ragione della densità demografica e secondo il criterio  della “progressività.”, presente nell'articolo 53 della Costituzione.

Gli italiani versano una imposta che cresce se crescere il reddito. e viceversa; Significa che, se una comunità di cittadini, appartenenti allo stesso territorio regionale, introita di più, deve versare di più allo Stato. Coinvolge anche il principio della “sussidiarietà” entrata in Costituzione mediante la riforma della legge 3 del 2001 del Titolo V . Nascono, per questo i cosiddetti  LEP. (Livelli Essenziali di Prestazioni)

Ma cosa è la “SUSSIDIARIETÀ” e cosa sono i “LEP” ?

La prima è quando“ le società di ordine superiore, ( STATO) deve sostenere e aiutare quelle minori o “corpi intermedi”,… - che per brevità e a titolo di esempio indichiamo le (sola)Regioni, - che versando in un deperimento economico e, dunque di servizi, (…assistenza sanitaria, istruzione, educazione, informazione e formazione et cetera)  ebbene, “lo Stato deve sostenerle finanziariamente e coordinare gli interventi degli altri corpi intermedi o regioni.

Questo principio è stato sancito dall’Unione Europea nel trattato di Maastricht il 7 febbraio del 1992,

Ecco che allora, lo Stato crea un “fondo di perequazione” che mira a alleviare le diseguaglianze tra  territori. Se tra i cittadini di diverse Regioni si palesano differenti capacità fiscale, allora interviene il fondo per dare gli stessi standard di prestazione nella somministrazione di servizi, nonostante gli sbilanci) alimentato da quote di entrate tributarie.

I LEP, sono appunto, la definizione di questi standard prestazionali molto bassi al SUD

Ma i LEP non verranno mai attivati, perché odiati dalle regioni ricche e tutto viene congelato.

Intanto le regioni ricche (quelle del Nord) incassano sia gli introiti ordinari dello Stato che quelli erogati  in eccesso dalla “Spesa storica”: “Se Milano possiede 1000 asili-nido e Regio Calabria solo 10, a Milano arrivano soldi per 1000 asilo e a Reggio Calabria solo quelli per 10”.

Questa sperequazione anticostituzionale genera un squilibrio socio-economico tra territori originando nuova disoccupazione, Pil interno territoriale depresso, quantità di servizi scadenti et cetera. Questo è stato una delle ragione che ha determinato l’enorme divario tra il Sud e il Nord, tra territori di serie A e quelli di serie B, favorendo la richiesta d’una “Autonomia Differenziata Regionale” o Secessione dei Ricchi spaccando il Paese in due.

GIANCARLO GIORGETTI, della LEGA all’epoca al governo, nel 2013 è Presidente della Commissione per il Federalismo Fiscale. Scopre tutto. Chiede di secretare e insabbiare i dati. La faccenda è troppo grossa.

La SVIMEZ, ( Associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno) scopre tutto e viene calcolato che dal 2009, ma anche da molto prima) il Nord, ha sottratto al Sud, 840 MILIARDI di euro.

GIANCARLO GIORGETTI è stato nominato il 12 Febbraio 2021, MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO.

REGGIO EMILIA E REGGIO CALABRIA NON SONO UGUALI !

Fonte:https://journwitfront.blogspot.com/





giovedì 18 febbraio 2021

L’ITALIA FRA DERIVA BALCANICA ED UNGHERESE: COSTRUIRE L’UNITA’ DELLE SINISTRE PER DARE UN’ALTERNATIVA AL PAESE IN OPPOSIZIONE AL GOVERNO DELLE DESTRE LIBERISTE DEL NORD CHE VOGLIONO DISTRUGGERE L’UNITA’ NAZIONALE E DEFRAUDARE IL MEZZOGIORNO

 




Che succederà all'Italia e al Mezzogiorno con l'avvento del governo Draghi?

Può un governo eterodiretto dai potentati finanziari del Nord Italia ed Europa dare le risposte giuste per risollevare l’intero Paese, e non il solo Nord, dalla crisi finanziaria e pandemica? Noi riteniamo che le solite ricette turbo-liberiste che sicuramente saranno proposte dal governo nei prossimi mesi, vista la storia anche personale di Draghi, unite al sovranismo padano, potrebbero portare ad inutili tensioni territoriali. Il sostegno spesso imbarazzante fornito dai media a Draghi e ai suoi mandarini appare come beneplacito alla riorganizzazione del capitalismo padano e al suo rilancio, dopo che la disastrosa gestione delle “virtuose (coi soldi del Sud) e frugali” Regioni “secessioniste” del Nord hanno mostrato come le privatizzazioni imposte dai cacicchi regionali e dai loro coraggiosi sostenitori negli ultimi anni siano costate il disastro sanitario sotto gli occhi di tutti.

Per fare questo sarà forte il sostegno dell’Europa dei poteri finanziari, mentre la sottolineatura atlantista è utile ad assicurargli il sostegno dell’amico americano.

Un rilancio della richiesta dell'Autonomia differenziata appare scontato. La Lega di Salvini entra infatti nel governo anche per passare all'incasso sul tema, dopo tanta attesa.

Il Pd nel documento presentato durante le consultazioni a Draghi a pagina 26/26 dà il via libera alla Autonomia differenziata, nell'ultima riga, rendendosi così complice delle mire della destra razzista nordica come già da tempo avviene in Emilia Romagna, cercando di dissimularla con una richiesta "di clausola di supremazia". In realtà il tentativo è puerile, sanno benissimo, come tutti, che il Governo nazionale può anche sostituirsi agli organi delle Regioni o degli enti locali nel caso, fra l’altro, di «pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica» (art. 120 della Costituzione); e infatti proprio nel campo della sanità ha negli ultimi anni “commissariato” alcune Regioni i cui bilanci non apparivano in equilibrio. Non c’è bisogno, dunque, di nessuna “clausola di supremazia”.

Inutile dire che l'ennesima sottrazione di risorse ad un Mezzogiorno già boccheggiante e da almeno un ventennio sottoposto a scippi di ogni tipo potrebbe avere come effetto la prossima balcanizzazione del Paese. Come si ripete da tempo l'Autonomia differenziata, progetto che discende dall'Europa, è eversiva dell'unità nazionale. Inoltre le recenti dichiarazioni della ministra per la Disabilità Stefani fanno capire come i leghisti marcheranno da vicino la ministra degli affari Regionali e Autonomie Gelmini, già di suo appassionata sostenitrice della autonomia differenziata, che considera addirittura “un bene anche per il Mezzogiorno”. Praticamente avremo due ministre delle Autonomie, una vicenda che indurrebbe al riso se non riguardasse i disabili ed il Mezzogiorno.

Inoltre lo spostamento quasi unanime del quadro politico verso destra, in nome di un liberismo aristocratico "dei migliori", unito alla riduzione dei parlamentari, grazie al recente referendum costituzionale dello scorso settembre, potrebbe aprire la porta a derive ungheresi. Ricordo che da simulazioni fatte dall’Istituto Cattaneo, ancor prima del referendum, così come dalla Fondazione Einaudi, evidenziano come con soli 267 deputati e 134 senatori (che la destra otterrebbe dai sondaggi attuali) si potrebbe «cambiare la Costituzione in ogni sua parte, senza possibilità per i cittadini di esprimersi con un successivo referendum». Inoltre sottolineamo un argomento che quasi nessuno ha sottolineato a suo tempo e cioè come la riduzione dei parlamentari aggraverà inevitabilmente la mancanza di rappresentanza del Mezzogiorno in Parlamento e approfondirà ancora di più la spaccatura già presente nel Paese.

Doveroso poi ricordare, sui temi della sanità e dell’ambiente, che proprio pochi giorni fa l’Istituto Superiore della Sanità ha finalmente certificato con i propri scienziati che nella Terra dei Fuochi “i tumori sono causati dai rifiuti della camorra”.

Attivisti, cittadini e movimenti lo gridano da anni, in una situazione drammatica per cittadini e territori che ha causato miglia di vittime, anche giovanissime. Ricordiamo che l’allora Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin in visita in quei luoghi nel 2014 addebitò agli “errati stili di vita” degli abitanti, anche dei neonati, l’esplosione dei tumori. Ma dopotutto l’emigrazione sanitaria aiutava e aiuta ancora oggi le “virtuose” regioni leghiste e protoleghiste del Nord a far quadrare i bilanci della loro sanità.

E così mentre i media riprendono a battere sui temi della "locomotiva", ed il Sud è completamente sparito dai giornali che trattano solo dei problemi del Lombardo-Veneto, è semplice prevedere che Draghi cercherà di tamponare in un primo momento le situazioni di maggiore difficoltà sociale, il che unito ad una ovvia ripresa del Pil (di cui si intesterà il merito esclusivo) semplicemente connesso alla ripresa delle attività in virtù dell'avanzamento delle vaccinazioni, gli darà quel consenso utile ad arrivare a fine legislatura, così da terminare la sua missione. Da lì in poi bisognerà valutare il risultato delle successive elezioni politiche.

Ora c'è uno spazio enorme da occupare immediatamente a Sinistra per contrastare nel Paese le derive antipopolari ed antimeridionali di cui sopra. Il sostegno assicurato al governo aristocratico della restaurazione capitalista padana da parte di forze che si definiscono di sinistra così come dai sindacati, fa capire che non servono "draghi" o "maghi", ma dovrebbe essere facile capire che se rappresenti, o vuoi rappresentare, o ancor di più se sei parte dei sacrificabili, del mondo del lavoro, del Sud, dei piccoli produttori o commercianti non puoi che stare fuori dal perimetro di questo governo, e sei costretto ad organizzarti e lottare se vuoi strappare risultati. Va costituita quindi quanto prima una popolare ed unitaria forza di Sinistra che contenga nel suo programma anche le ragioni del Sud e che sappia rappresentarle e sostenerle in un'ottica gramsciana e non generalista!

E così mentre avanzano molteplici crisi: economica, sanitaria, sociale ed il Mezzogiorno, ma non solo, è già una polveriera, appare sempre più evidente come nel Paese vi sia la necessità di una unione di forze realmente popolari che rimettano la questione sociale, dell’uguaglianza e dei diritti al centro dell’agenda politica nazionale. Riaffermando la presenza meridionalista progressista gramsciana che tenga costantemente sotto la lente d’ingrandimento la Questione Meridionale, al fine di risolvere definitivamente le disomogeneità nazionali ormai non più tollerabili, dando risposta alle necessità dei segmenti più deboli della popolazione dell’intero Paese prima che questo collassi verso derive balcaniche o ungheresi. La necessità è quella di ridare luce a quella Costituzione nata dalla Resistenza, da sempre ignorata in più articoli o stravolta in alcuni passaggi fondamentali come il pareggio di bilancio o il regionalismo monoculare, al fine di contrastare lo strapotere di quei potentati economico politici che continuando a sostenere “suprematismi regionali” potrebbero portare, in assenza di contrasto, al definitivo collasso del Paese.


Ribadiamo pertanto la necessità di una non più procrastinabile costituzione d'un soggetto politico unitario di Sinistra, che si batta per il riscatto del popolo nelle sue totali esigenze reali e territoriali. In Italia si pone la necessità di costruire l’alternativa di sinistra, antiliberista, ambientalista, civica e meridionalista gramsciana che già a partire dalle prossime elezioni regionali in Calabria inizi a cooperare mostrandosi coeso e atto a formare una fronte popolare per opporsi con forza alle destre liberiste avanzanti. 

Per tutti questi motivi come Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti rilanciamo e raccogliamo l’appello aperto a tutte le soggettività che condividono l’urgenza di lavorare insieme alla costruzione di un percorso aperto e plurale per l’alternativa sociale, culturale e politica ai poli e agli schieramenti politici esistenti. 

 Se non ora quando...?!

 

Documento politico approvato dal

CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE DEL PARTITO DEL SUD




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Che succederà all'Italia e al Mezzogiorno con l'avvento del governo Draghi?

Può un governo eterodiretto dai potentati finanziari del Nord Italia ed Europa dare le risposte giuste per risollevare l’intero Paese, e non il solo Nord, dalla crisi finanziaria e pandemica? Noi riteniamo che le solite ricette turbo-liberiste che sicuramente saranno proposte dal governo nei prossimi mesi, vista la storia anche personale di Draghi, unite al sovranismo padano, potrebbero portare ad inutili tensioni territoriali. Il sostegno spesso imbarazzante fornito dai media a Draghi e ai suoi mandarini appare come beneplacito alla riorganizzazione del capitalismo padano e al suo rilancio, dopo che la disastrosa gestione delle “virtuose (coi soldi del Sud) e frugali” Regioni “secessioniste” del Nord hanno mostrato come le privatizzazioni imposte dai cacicchi regionali e dai loro coraggiosi sostenitori negli ultimi anni siano costate il disastro sanitario sotto gli occhi di tutti.

Per fare questo sarà forte il sostegno dell’Europa dei poteri finanziari, mentre la sottolineatura atlantista è utile ad assicurargli il sostegno dell’amico americano.

Un rilancio della richiesta dell'Autonomia differenziata appare scontato. La Lega di Salvini entra infatti nel governo anche per passare all'incasso sul tema, dopo tanta attesa.

Il Pd nel documento presentato durante le consultazioni a Draghi a pagina 26/26 dà il via libera alla Autonomia differenziata, nell'ultima riga, rendendosi così complice delle mire della destra razzista nordica come già da tempo avviene in Emilia Romagna, cercando di dissimularla con una richiesta "di clausola di supremazia". In realtà il tentativo è puerile, sanno benissimo, come tutti, che il Governo nazionale può anche sostituirsi agli organi delle Regioni o degli enti locali nel caso, fra l’altro, di «pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica» (art. 120 della Costituzione); e infatti proprio nel campo della sanità ha negli ultimi anni “commissariato” alcune Regioni i cui bilanci non apparivano in equilibrio. Non c’è bisogno, dunque, di nessuna “clausola di supremazia”.

Inutile dire che l'ennesima sottrazione di risorse ad un Mezzogiorno già boccheggiante e da almeno un ventennio sottoposto a scippi di ogni tipo potrebbe avere come effetto la prossima balcanizzazione del Paese. Come si ripete da tempo l'Autonomia differenziata, progetto che discende dall'Europa, è eversiva dell'unità nazionale. Inoltre le recenti dichiarazioni della ministra per la Disabilità Stefani fanno capire come i leghisti marcheranno da vicino la ministra degli affari Regionali e Autonomie Gelmini, già di suo appassionata sostenitrice della autonomia differenziata, che considera addirittura “un bene anche per il Mezzogiorno”. Praticamente avremo due ministre delle Autonomie, una vicenda che indurrebbe al riso se non riguardasse i disabili ed il Mezzogiorno.

Inoltre lo spostamento quasi unanime del quadro politico verso destra, in nome di un liberismo aristocratico "dei migliori", unito alla riduzione dei parlamentari, grazie al recente referendum costituzionale dello scorso settembre, potrebbe aprire la porta a derive ungheresi. Ricordo che da simulazioni fatte dall’Istituto Cattaneo, ancor prima del referendum, così come dalla Fondazione Einaudi, evidenziano come con soli 267 deputati e 134 senatori (che la destra otterrebbe dai sondaggi attuali) si potrebbe «cambiare la Costituzione in ogni sua parte, senza possibilità per i cittadini di esprimersi con un successivo referendum». Inoltre sottolineamo un argomento che quasi nessuno ha sottolineato a suo tempo e cioè come la riduzione dei parlamentari aggraverà inevitabilmente la mancanza di rappresentanza del Mezzogiorno in Parlamento e approfondirà ancora di più la spaccatura già presente nel Paese.

Doveroso poi ricordare, sui temi della sanità e dell’ambiente, che proprio pochi giorni fa l’Istituto Superiore della Sanità ha finalmente certificato con i propri scienziati che nella Terra dei Fuochi “i tumori sono causati dai rifiuti della camorra”.

Attivisti, cittadini e movimenti lo gridano da anni, in una situazione drammatica per cittadini e territori che ha causato miglia di vittime, anche giovanissime. Ricordiamo che l’allora Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin in visita in quei luoghi nel 2014 addebitò agli “errati stili di vita” degli abitanti, anche dei neonati, l’esplosione dei tumori. Ma dopotutto l’emigrazione sanitaria aiutava e aiuta ancora oggi le “virtuose” regioni leghiste e protoleghiste del Nord a far quadrare i bilanci della loro sanità.

E così mentre i media riprendono a battere sui temi della "locomotiva", ed il Sud è completamente sparito dai giornali che trattano solo dei problemi del Lombardo-Veneto, è semplice prevedere che Draghi cercherà di tamponare in un primo momento le situazioni di maggiore difficoltà sociale, il che unito ad una ovvia ripresa del Pil (di cui si intesterà il merito esclusivo) semplicemente connesso alla ripresa delle attività in virtù dell'avanzamento delle vaccinazioni, gli darà quel consenso utile ad arrivare a fine legislatura, così da terminare la sua missione. Da lì in poi bisognerà valutare il risultato delle successive elezioni politiche.

Ora c'è uno spazio enorme da occupare immediatamente a Sinistra per contrastare nel Paese le derive antipopolari ed antimeridionali di cui sopra. Il sostegno assicurato al governo aristocratico della restaurazione capitalista padana da parte di forze che si definiscono di sinistra così come dai sindacati, fa capire che non servono "draghi" o "maghi", ma dovrebbe essere facile capire che se rappresenti, o vuoi rappresentare, o ancor di più se sei parte dei sacrificabili, del mondo del lavoro, del Sud, dei piccoli produttori o commercianti non puoi che stare fuori dal perimetro di questo governo, e sei costretto ad organizzarti e lottare se vuoi strappare risultati. Va costituita quindi quanto prima una popolare ed unitaria forza di Sinistra che contenga nel suo programma anche le ragioni del Sud e che sappia rappresentarle e sostenerle in un'ottica gramsciana e non generalista!

E così mentre avanzano molteplici crisi: economica, sanitaria, sociale ed il Mezzogiorno, ma non solo, è già una polveriera, appare sempre più evidente come nel Paese vi sia la necessità di una unione di forze realmente popolari che rimettano la questione sociale, dell’uguaglianza e dei diritti al centro dell’agenda politica nazionale. Riaffermando la presenza meridionalista progressista gramsciana che tenga costantemente sotto la lente d’ingrandimento la Questione Meridionale, al fine di risolvere definitivamente le disomogeneità nazionali ormai non più tollerabili, dando risposta alle necessità dei segmenti più deboli della popolazione dell’intero Paese prima che questo collassi verso derive balcaniche o ungheresi. La necessità è quella di ridare luce a quella Costituzione nata dalla Resistenza, da sempre ignorata in più articoli o stravolta in alcuni passaggi fondamentali come il pareggio di bilancio o il regionalismo monoculare, al fine di contrastare lo strapotere di quei potentati economico politici che continuando a sostenere “suprematismi regionali” potrebbero portare, in assenza di contrasto, al definitivo collasso del Paese.


Ribadiamo pertanto la necessità di una non più procrastinabile costituzione d'un soggetto politico unitario di Sinistra, che si batta per il riscatto del popolo nelle sue totali esigenze reali e territoriali. In Italia si pone la necessità di costruire l’alternativa di sinistra, antiliberista, ambientalista, civica e meridionalista gramsciana che già a partire dalle prossime elezioni regionali in Calabria inizi a cooperare mostrandosi coeso e atto a formare una fronte popolare per opporsi con forza alle destre liberiste avanzanti. 

Per tutti questi motivi come Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti rilanciamo e raccogliamo l’appello aperto a tutte le soggettività che condividono l’urgenza di lavorare insieme alla costruzione di un percorso aperto e plurale per l’alternativa sociale, culturale e politica ai poli e agli schieramenti politici esistenti. 

 Se non ora quando...?!

 

Documento politico approvato dal

CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE DEL PARTITO DEL SUD




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mercoledì 27 gennaio 2021

27 GENNAIO-GIORNATA DELLA MEMORIA. SE SI DIMENTICA IL PASSATO...SI RITORNA AL PASSATO...


Di Natale Cuccurese

Oggi giornata della memoria. Si ricordano le vittime dell'Olocausto, delle leggi razziali, le minoranze discriminate e deportate, coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati, nonché tutti i deportati militari e politici nella Germania nazista.

In altre parole si ricordano oltre agli ebrei anche le altre minoranze perseguitate, rom, neri, disabili fisici e mentali, perseguitati politici, testimoni di Geova, omosessuali, disertori, obiettori di coscienza... tutti indistintamente vittime dell'Olocausto.


La celebrazione si svolge oggi in ricordo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa.
Fra le vittime moltissimi cittadini italiani, anche meridionali. Uno fra tutti il piccolo Sergio de Simone (nella foto) un bambino napoletano ebreo , massacrato insieme ad altre creature innocenti come lui nel campo di Auschwitz dal dottor Mengele, di cui come PdelSUD abbiamo sostenuto in Commissione Toponomastica, tramite il nostro rappresentante e su proposta del Sindaco Luigi de Magistris, la delibera, poi approvata, per l’apposizione di una targa commemorativa a Napoli.

Basta ricordare questi nomi, vedere in fotografia questi volti, per capire quanto questa giornata sia opportuna per una doverosa ed adeguata riflessione affinchè queste mostruosità non si ripetano mai più, in un periodo in cui si vedono tornare alla luce in Italia, in Europa e nel Mondo vergognose pulsioni razziste e xenofobe verso altri popoli, altre etnie, altre religioni, altre minoranze.

Credo poi sia utile ricordare l'olocausto anche per richiamare l'assurdità evidente che quel re che firmò le leggi razziali in Italia nel 1938, e che permise pertanto la deportazione verso il genocidio degli ebrei italiani e non solo, è quel Vittorio Emanuele III che ancora oggi ha vergognosamente intitolate in Italia vie, piazze, monumenti. Una ipocrisia atroce che segnala l'urgenza di procedere rapidamente ad una rapida cancellazione di queste titolazioni, e noi del PdelSUD ce ne stiamo facendo portavoce proprio a partire da Napoli, per richiamare ad un minimo di coerenza una classe politica che in gran parte oggi commemora, ma che in realtà non solo non ha fatto i conti con la storia, o addirittura la ignora, ma fa il percorso del gambero se solo pensiamo all'omaggio alle tombe di casa savoia fatto da Napolitano al Pantheon il 17 marzo 2011 o al recente rientro in Italia della salma di Vittorio Emanuele III a spese della comunità ed in gran riserbo.

Oppure, ancor più grave, il degrado del dibattito politico, troppo spesso focalizzato su muri da innalzare, porti chiusi, atteggiamenti e parole xenofe e razziste usati sempre più spesso da parte di una destra becera e razzista.

Quando poi si arriva a questa data c'è sempre qualcuno che tira fuori il "si, però ci sono stati anche altri massacri e genocidi nella storia".
E' purtroppo vero, stragi anche durante le repressioni del cosiddetto brigantaggio ve ne furono anche al Sud ed è giusto e doveroso ricordarle, ma non c'è contrapposizione alcuna. Ogni genocidio, ogni massacro è un crimine verso l'umanità che non prevede alcun tipo di giustificazione, anzi la memoria va tenuta ben viva affinchè mostruosità di ogni tipo non si ripetano a danno di nessuno.
Ben venga pertanto oggi questa giornata della memoria, nell'auspicio che possa servire non solo a far riflettere e ricordare, come doveroso, ma anche a favorire una lettura storica che faccia ben comprendere alle nuove generazioni chi sono i falsi eroi, alcuni ancora come detto oscenamente celebrati in Italia, e chi i martiri, affinchè la guardia resti alta, oggi più che mai, contro ogni rigurgito razzista perchè quel che accadde non si ripeta mai più.

Anche per questo l'invito è di recarsi all’Ufficio Anagrafe del proprio Comune di residenza dove sono disponibili i moduli per raccolta firme a sostegno del progetto di legge di iniziativa popolare "Norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti al fascismo e al nazismo e la vendita e la produzione di oggetti con simboli nazisti e fascisti".
Iniziativa promossa dall'Anagrafe Nazionale Antifascista (comune virtuale, senza confini e unito dai valori dell'antifascismo, nato da un'idea dal comune di Sant'Anna di Stazzema).
Maggiori dettagli al sito https://anagrafeantifascista.it



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Di Natale Cuccurese

Oggi giornata della memoria. Si ricordano le vittime dell'Olocausto, delle leggi razziali, le minoranze discriminate e deportate, coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati, nonché tutti i deportati militari e politici nella Germania nazista.

In altre parole si ricordano oltre agli ebrei anche le altre minoranze perseguitate, rom, neri, disabili fisici e mentali, perseguitati politici, testimoni di Geova, omosessuali, disertori, obiettori di coscienza... tutti indistintamente vittime dell'Olocausto.


La celebrazione si svolge oggi in ricordo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa.
Fra le vittime moltissimi cittadini italiani, anche meridionali. Uno fra tutti il piccolo Sergio de Simone (nella foto) un bambino napoletano ebreo , massacrato insieme ad altre creature innocenti come lui nel campo di Auschwitz dal dottor Mengele, di cui come PdelSUD abbiamo sostenuto in Commissione Toponomastica, tramite il nostro rappresentante e su proposta del Sindaco Luigi de Magistris, la delibera, poi approvata, per l’apposizione di una targa commemorativa a Napoli.

Basta ricordare questi nomi, vedere in fotografia questi volti, per capire quanto questa giornata sia opportuna per una doverosa ed adeguata riflessione affinchè queste mostruosità non si ripetano mai più, in un periodo in cui si vedono tornare alla luce in Italia, in Europa e nel Mondo vergognose pulsioni razziste e xenofobe verso altri popoli, altre etnie, altre religioni, altre minoranze.

Credo poi sia utile ricordare l'olocausto anche per richiamare l'assurdità evidente che quel re che firmò le leggi razziali in Italia nel 1938, e che permise pertanto la deportazione verso il genocidio degli ebrei italiani e non solo, è quel Vittorio Emanuele III che ancora oggi ha vergognosamente intitolate in Italia vie, piazze, monumenti. Una ipocrisia atroce che segnala l'urgenza di procedere rapidamente ad una rapida cancellazione di queste titolazioni, e noi del PdelSUD ce ne stiamo facendo portavoce proprio a partire da Napoli, per richiamare ad un minimo di coerenza una classe politica che in gran parte oggi commemora, ma che in realtà non solo non ha fatto i conti con la storia, o addirittura la ignora, ma fa il percorso del gambero se solo pensiamo all'omaggio alle tombe di casa savoia fatto da Napolitano al Pantheon il 17 marzo 2011 o al recente rientro in Italia della salma di Vittorio Emanuele III a spese della comunità ed in gran riserbo.

Oppure, ancor più grave, il degrado del dibattito politico, troppo spesso focalizzato su muri da innalzare, porti chiusi, atteggiamenti e parole xenofe e razziste usati sempre più spesso da parte di una destra becera e razzista.

Quando poi si arriva a questa data c'è sempre qualcuno che tira fuori il "si, però ci sono stati anche altri massacri e genocidi nella storia".
E' purtroppo vero, stragi anche durante le repressioni del cosiddetto brigantaggio ve ne furono anche al Sud ed è giusto e doveroso ricordarle, ma non c'è contrapposizione alcuna. Ogni genocidio, ogni massacro è un crimine verso l'umanità che non prevede alcun tipo di giustificazione, anzi la memoria va tenuta ben viva affinchè mostruosità di ogni tipo non si ripetano a danno di nessuno.
Ben venga pertanto oggi questa giornata della memoria, nell'auspicio che possa servire non solo a far riflettere e ricordare, come doveroso, ma anche a favorire una lettura storica che faccia ben comprendere alle nuove generazioni chi sono i falsi eroi, alcuni ancora come detto oscenamente celebrati in Italia, e chi i martiri, affinchè la guardia resti alta, oggi più che mai, contro ogni rigurgito razzista perchè quel che accadde non si ripeta mai più.

Anche per questo l'invito è di recarsi all’Ufficio Anagrafe del proprio Comune di residenza dove sono disponibili i moduli per raccolta firme a sostegno del progetto di legge di iniziativa popolare "Norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti al fascismo e al nazismo e la vendita e la produzione di oggetti con simboli nazisti e fascisti".
Iniziativa promossa dall'Anagrafe Nazionale Antifascista (comune virtuale, senza confini e unito dai valori dell'antifascismo, nato da un'idea dal comune di Sant'Anna di Stazzema).
Maggiori dettagli al sito https://anagrafeantifascista.it



 
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