venerdì 18 dicembre 2020

LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI DELLA REPUBBLICA

LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI DELLA REPUBBLICA

Stralcio Ddl Boccia allegato alla Legge di Bilancio 2021 e ripartizione Recovery Fund secondo le indicazioni europee

Onorevole parlamentare,
Il 2020 è stato un anno tribolato in cui la pandemia ha portato in drammatica evidenza i troppi nodi del Regionalismo, mai districarti dal 2001 ad oggi, che ora sono venuti tutti insieme al pettine.
Nel frattempo le crisi che si stanno succedendo, economica prima e da pandemia dopo, hanno acuito le differenze fra le due Italie.
L’ultimo Rapporto Svimez di pochi giorni fa ci informa infatti che nel Sud la pandemia è stata un acceleratore dei processi di ingiustizia sociale ampliando le distanze tra le due parti del Paese. A soffrire di più in questo periodo d’emergenza sono state le fasce della popolazione più fragili, soprattutto i giovani e le donne.
In estrema sintesi il Sud sconta un ritardo in infrastrutture e servizi, scolatici e sanitari in particolare, causati non solo dal ricorso alla “spesa storica”, ma anche dalla mai avvenuta definizione dei Lep, che hanno avuto come conseguenza un sottofinanziamento statale ad esclusivo favore delle regioni del Nord, mentre continua la perdita di popolazione residente e aumentano le persone beneficiarie di misure di sostegno al reddito causa il drammatico impoverimento della popolazione. Dato confermato dall’ultimo report Eurostat, di fine settembre, che vedono la Campania prima, la Sicilia seconda e la Calabria ottava fra le regioni europee con la maggior parte della popolazione a rischio povertà.
Visto il disastro umano e finanziario che, anno dopo anno, aumenta sempre di più nel Mezzogiorno e viste le evidenze delle problematiche sorte in campo sanitario nell’affrontare la pandemia si auspicava un ripensamento sulle modalità di applicazione dell’autonomia differenziata, visto che questa favorisce inammissibili differenziazioni all’interno del sistema delle regioni, che corre il rischio di minare alle basi quella unità che è a fondamento del sistema Costituzionale e dei rapporti Stato-Regioni.
Ma quali che siano le opinioni che si possono avere in merito all’autonomia differenziata, inserirla nella Legge di Bilancio senza un dibattito presso l’opinione pubblica, in un momento così drammatico, quando Governo, Parlamento e Regioni dovrebbero occuparsi unicamente di portarci fuori dalla situazione in cui ci troviamo, non è accettabile. Ciò significherebbe, peraltro, sottrarla alla partecipazione democratica ed alla possibilità di referendum, che non è possibile per le leggi finanziarie. Eppure è proprio quello che sta avvenendo, nel tentativo da parte delle regioni più forti di uscire prima dalla catastrofe economica causata dalla pandemia per ricostruirsi attraverso l'autonomia differenziata grazie alla sottrazione di risorse a scapito delle regioni più deboli, cioè quelle del Sud, già ampiamente saccheggiate dal 2001 a oggi.
Questo è avvenuto, sia perchè gli interessi legati al regionalismo sono forti, sia perchè lo Stato è uscito da questi anni di "devoluzione" indebolito nel funzionamento dei suoi organismi e della sua amministrazione.
Così iI Governo ha deciso di inserire nel collegato alla Legge di Bilancio 2021, in discussione in questi giorni, il progetto dell’autonomia differenziata, esautorando così il Parlamento su una questione che coinvolge la vita di tutti i cittadini, creando un precedente gravissimo che apre la porta alla balcanizzazione del Paese diviso in “venti piccole Italie” in concorrenza fra loro, con legislazioni, servizi, sanità, scuola e ricerca, ambiente, contratti di lavoro diversi.
Siamo pertanto con la presente a richiederLe, in nome del bene comune, di attivarsi per arrivare allo stralcio del Ddl Boccia allegato alla Legge Finanziaria.
Inoltre per quanto riguarda l’assegnazione dei Fondi del Recovery Fund siamo a ricordare che l’Europa assegna 209 miliardi all’Italia proprio perché c’è il Sud, altrimenti non sarebbero mai stati tanti, al fine di iniziare a colmare il gap fra le due italie. Infatti l’Europa indica che dovranno essere destinate maggiori risorse a quei territori con più residenti, con maggiore disoccupazione e prodotto interno lordo inferiore.
Seguendo i criteri Ue chiaramente espressi, il governo Conte deve investire per il Nord Italia il 21,20% dei 65,4 miliardi a fondo perduto previsti dal Piano nazionale ripresa e resilienza; il 12,81% deve andare al Centro e il 65,99% al Sud, ben oltre, quindi, il 34% previsto dal piano dell’Esecutivo nazionale. Quasi il doppio. Anziché 22,23 miliardi, quindi, al Mezzogiorno dovrebbero andare 43,15 miliardi, una differenza di 20,9 miliardi; mentre al Centro-Nord, anziché 43,16 miliardi dovrebbero essere destinati 22,24 miliardi, secondo i criteri Ue.
Fondi che, si badi bene, non includono quelli nazionali per la coesione e quelli ordinari europei del 2021-27.
Il giusto intento europeo è quello di farla finita con un Mezzogiorno che in Europa rappresenta la più vasta area continentale col più basso reddito e la più alta disoccupazione.
Questo non solo per questioni di giustizia sociale, ma anche perché superare il divario porterà un beneficio per tutto il “Sistema Italia”, visto che già oggi ogni 100 euro speso in investimenti al Sud genera un ritorno di 40 euro al Centro Nord.
Pronti anche ad un eventuale dibattito-confronto, e restando comunque in attesa di una gradita risposta, salutiamo augurando un buon lavoro a vantaggio di tutti i cittadini italiani, nessuno escluso.


Natale Cuccurese,
Loredana Marino
Laboratorio Sud

[lettera inviata stamane, in occasione della giornata di mobilitazione nazionale contro ogni autonomia differenziata, a tutti i parlamentari della Repubblica ]









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LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI DELLA REPUBBLICA

Stralcio Ddl Boccia allegato alla Legge di Bilancio 2021 e ripartizione Recovery Fund secondo le indicazioni europee

Onorevole parlamentare,
Il 2020 è stato un anno tribolato in cui la pandemia ha portato in drammatica evidenza i troppi nodi del Regionalismo, mai districarti dal 2001 ad oggi, che ora sono venuti tutti insieme al pettine.
Nel frattempo le crisi che si stanno succedendo, economica prima e da pandemia dopo, hanno acuito le differenze fra le due Italie.
L’ultimo Rapporto Svimez di pochi giorni fa ci informa infatti che nel Sud la pandemia è stata un acceleratore dei processi di ingiustizia sociale ampliando le distanze tra le due parti del Paese. A soffrire di più in questo periodo d’emergenza sono state le fasce della popolazione più fragili, soprattutto i giovani e le donne.
In estrema sintesi il Sud sconta un ritardo in infrastrutture e servizi, scolatici e sanitari in particolare, causati non solo dal ricorso alla “spesa storica”, ma anche dalla mai avvenuta definizione dei Lep, che hanno avuto come conseguenza un sottofinanziamento statale ad esclusivo favore delle regioni del Nord, mentre continua la perdita di popolazione residente e aumentano le persone beneficiarie di misure di sostegno al reddito causa il drammatico impoverimento della popolazione. Dato confermato dall’ultimo report Eurostat, di fine settembre, che vedono la Campania prima, la Sicilia seconda e la Calabria ottava fra le regioni europee con la maggior parte della popolazione a rischio povertà.
Visto il disastro umano e finanziario che, anno dopo anno, aumenta sempre di più nel Mezzogiorno e viste le evidenze delle problematiche sorte in campo sanitario nell’affrontare la pandemia si auspicava un ripensamento sulle modalità di applicazione dell’autonomia differenziata, visto che questa favorisce inammissibili differenziazioni all’interno del sistema delle regioni, che corre il rischio di minare alle basi quella unità che è a fondamento del sistema Costituzionale e dei rapporti Stato-Regioni.
Ma quali che siano le opinioni che si possono avere in merito all’autonomia differenziata, inserirla nella Legge di Bilancio senza un dibattito presso l’opinione pubblica, in un momento così drammatico, quando Governo, Parlamento e Regioni dovrebbero occuparsi unicamente di portarci fuori dalla situazione in cui ci troviamo, non è accettabile. Ciò significherebbe, peraltro, sottrarla alla partecipazione democratica ed alla possibilità di referendum, che non è possibile per le leggi finanziarie. Eppure è proprio quello che sta avvenendo, nel tentativo da parte delle regioni più forti di uscire prima dalla catastrofe economica causata dalla pandemia per ricostruirsi attraverso l'autonomia differenziata grazie alla sottrazione di risorse a scapito delle regioni più deboli, cioè quelle del Sud, già ampiamente saccheggiate dal 2001 a oggi.
Questo è avvenuto, sia perchè gli interessi legati al regionalismo sono forti, sia perchè lo Stato è uscito da questi anni di "devoluzione" indebolito nel funzionamento dei suoi organismi e della sua amministrazione.
Così iI Governo ha deciso di inserire nel collegato alla Legge di Bilancio 2021, in discussione in questi giorni, il progetto dell’autonomia differenziata, esautorando così il Parlamento su una questione che coinvolge la vita di tutti i cittadini, creando un precedente gravissimo che apre la porta alla balcanizzazione del Paese diviso in “venti piccole Italie” in concorrenza fra loro, con legislazioni, servizi, sanità, scuola e ricerca, ambiente, contratti di lavoro diversi.
Siamo pertanto con la presente a richiederLe, in nome del bene comune, di attivarsi per arrivare allo stralcio del Ddl Boccia allegato alla Legge Finanziaria.
Inoltre per quanto riguarda l’assegnazione dei Fondi del Recovery Fund siamo a ricordare che l’Europa assegna 209 miliardi all’Italia proprio perché c’è il Sud, altrimenti non sarebbero mai stati tanti, al fine di iniziare a colmare il gap fra le due italie. Infatti l’Europa indica che dovranno essere destinate maggiori risorse a quei territori con più residenti, con maggiore disoccupazione e prodotto interno lordo inferiore.
Seguendo i criteri Ue chiaramente espressi, il governo Conte deve investire per il Nord Italia il 21,20% dei 65,4 miliardi a fondo perduto previsti dal Piano nazionale ripresa e resilienza; il 12,81% deve andare al Centro e il 65,99% al Sud, ben oltre, quindi, il 34% previsto dal piano dell’Esecutivo nazionale. Quasi il doppio. Anziché 22,23 miliardi, quindi, al Mezzogiorno dovrebbero andare 43,15 miliardi, una differenza di 20,9 miliardi; mentre al Centro-Nord, anziché 43,16 miliardi dovrebbero essere destinati 22,24 miliardi, secondo i criteri Ue.
Fondi che, si badi bene, non includono quelli nazionali per la coesione e quelli ordinari europei del 2021-27.
Il giusto intento europeo è quello di farla finita con un Mezzogiorno che in Europa rappresenta la più vasta area continentale col più basso reddito e la più alta disoccupazione.
Questo non solo per questioni di giustizia sociale, ma anche perché superare il divario porterà un beneficio per tutto il “Sistema Italia”, visto che già oggi ogni 100 euro speso in investimenti al Sud genera un ritorno di 40 euro al Centro Nord.
Pronti anche ad un eventuale dibattito-confronto, e restando comunque in attesa di una gradita risposta, salutiamo augurando un buon lavoro a vantaggio di tutti i cittadini italiani, nessuno escluso.


Natale Cuccurese,
Loredana Marino
Laboratorio Sud

[lettera inviata stamane, in occasione della giornata di mobilitazione nazionale contro ogni autonomia differenziata, a tutti i parlamentari della Repubblica ]









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giovedì 17 dicembre 2020

Il Partito del Sud sostiene la mobilitazione nazionale del 18 dicembre contro ogni autonomia differenziata.

Il Partito del Sud sostiene la mobilitazione nazionale del 18 dicembre contro ogni autonomia differenziata.

Sia stralciato il Ddl Boccia allegato alla Legge di Bilancio 2021!
Visto il disastro umano e finanziario che, anno dopo anno, aumenta sempre di più nel Mezzogiorno e viste le evidenze delle problematiche sorte in campo sanitario nell’affrontare la pandemia si auspicava un ripensamento sulle modalità di applicazione dell’autonomia differenziata, visto che questa favorisce inammissibili differenziazioni all’interno del sistema delle regioni, che corre il rischio di minare alle basi quella unità che è a fondamento del sistema Costituzionale e dei rapporti Stato-Regioni.
Ma quali che siano le opinioni che si possono avere in merito all’autonomia differenziata, inserirla nella Legge di Bilancio senza un dibattito presso l’opinione pubblica, in un momento così drammatico, quando Governo, Parlamento e Regioni dovrebbero occuparsi unicamente di portarci fuori dalla situazione in cui ci troviamo, non è accettabile. Ciò significherebbe, peraltro, sottrarla alla partecipazione democratica ed alla possibilità di referendum, che non è possibile per le leggi finanziarie. Eppure è proprio quello che sta avvenendo, nel tentativo da parte delle regioni più forti di uscire prima dalla catastrofe economica causata dalla pandemia per ricostruirsi attraverso l'autonomia differenziata grazie alla sottrazione di risorse a scapito delle regioni più deboli, cioè quelle del Sud, già ampiamente saccheggiate dal 2001 a oggi.
NO ALL'AUTONOMIA DIFFERENZIATA !




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Il Partito del Sud sostiene la mobilitazione nazionale del 18 dicembre contro ogni autonomia differenziata.

Sia stralciato il Ddl Boccia allegato alla Legge di Bilancio 2021!
Visto il disastro umano e finanziario che, anno dopo anno, aumenta sempre di più nel Mezzogiorno e viste le evidenze delle problematiche sorte in campo sanitario nell’affrontare la pandemia si auspicava un ripensamento sulle modalità di applicazione dell’autonomia differenziata, visto che questa favorisce inammissibili differenziazioni all’interno del sistema delle regioni, che corre il rischio di minare alle basi quella unità che è a fondamento del sistema Costituzionale e dei rapporti Stato-Regioni.
Ma quali che siano le opinioni che si possono avere in merito all’autonomia differenziata, inserirla nella Legge di Bilancio senza un dibattito presso l’opinione pubblica, in un momento così drammatico, quando Governo, Parlamento e Regioni dovrebbero occuparsi unicamente di portarci fuori dalla situazione in cui ci troviamo, non è accettabile. Ciò significherebbe, peraltro, sottrarla alla partecipazione democratica ed alla possibilità di referendum, che non è possibile per le leggi finanziarie. Eppure è proprio quello che sta avvenendo, nel tentativo da parte delle regioni più forti di uscire prima dalla catastrofe economica causata dalla pandemia per ricostruirsi attraverso l'autonomia differenziata grazie alla sottrazione di risorse a scapito delle regioni più deboli, cioè quelle del Sud, già ampiamente saccheggiate dal 2001 a oggi.
NO ALL'AUTONOMIA DIFFERENZIATA !




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Natale Cuccurese: “Ripartizione territoriale vaccini anti-Covid, Sud cornuto e mazziato”

Gli effetti perversi della spesa storica, che, alla stregua di un Robin Hood alla rovescia, ruba ai poveri per dare ai ricchi, ricadono anche sulla ripartizione regionale dei vaccini anti-Covid.

Il Sud, – ha denunciato Natale Cuccurese – nella prima distribuzione dei vaccini Pfizer, riceverà molte meno dosi rispetto alla popolazione (la Campania meno della metà). Il Nord, invece, ne avrà di più”.

La spiegazione di questa disparità – ha proseguito – è che al Sud (per i minori fondi da sempre stanziati) vi sono molti meno medici e infermieri rispetto al Nord e di conseguenza meno operatori da vaccinare”.

È il principio della spesa storica, – ha concluso Cuccurese – che carsicamente riemerge con la sua iniquità e il Governo fa finta di niente”.


Fonte: Vesuvianonews 17/12/2020 – articolo di Salvatore Lucchese




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Gli effetti perversi della spesa storica, che, alla stregua di un Robin Hood alla rovescia, ruba ai poveri per dare ai ricchi, ricadono anche sulla ripartizione regionale dei vaccini anti-Covid.

Il Sud, – ha denunciato Natale Cuccurese – nella prima distribuzione dei vaccini Pfizer, riceverà molte meno dosi rispetto alla popolazione (la Campania meno della metà). Il Nord, invece, ne avrà di più”.

La spiegazione di questa disparità – ha proseguito – è che al Sud (per i minori fondi da sempre stanziati) vi sono molti meno medici e infermieri rispetto al Nord e di conseguenza meno operatori da vaccinare”.

È il principio della spesa storica, – ha concluso Cuccurese – che carsicamente riemerge con la sua iniquità e il Governo fa finta di niente”.


Fonte: Vesuvianonews 17/12/2020 – articolo di Salvatore Lucchese




martedì 8 dicembre 2020

08/12/2007 - 08/12/2020 Il Partito del Sud compie tredici anni. BUON COMPLEANNO AL PARTITO DEL SUD !!

 Il giorno 08/12/2007 nella sala congressi dell'Hotel Serapo di Gaeta veniva fondato il Partito del Sud.


Nei tredici anni dalla fondazione il Partito del Sud è sempre stato presente ogni anno, con il proprio simbolo, a elezioni nazionali, europee, regionali, provinciali e comunali; oltre a convegni, volantinaggi, trasmissioni televisive locali e nazionali, videoconferenze, comizi, dibattiti e tante altre manifestazioni.


BUON COMPLEANNO E CENTO DI QUESTI GIORNI AL PARTITO DEL SUD !!



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 Il giorno 08/12/2007 nella sala congressi dell'Hotel Serapo di Gaeta veniva fondato il Partito del Sud.


Nei tredici anni dalla fondazione il Partito del Sud è sempre stato presente ogni anno, con il proprio simbolo, a elezioni nazionali, europee, regionali, provinciali e comunali; oltre a convegni, volantinaggi, trasmissioni televisive locali e nazionali, videoconferenze, comizi, dibattiti e tante altre manifestazioni.


BUON COMPLEANNO E CENTO DI QUESTI GIORNI AL PARTITO DEL SUD !!



sabato 5 dicembre 2020

Natale Cuccurese: “Zaia si è già accomodato a tavola. Il conto lo paga il Sud”

 L’UE assegna all’Italia 209 miliardi di euro da gestire tramite una cabina di regia centrale per recuperare il gap Nord/Sud e il satrapo leghista Luca Zaia pensa bene di presentare al Governo centrale l’elenco dei desiderata della Regione Veneto di cui è Presidente. Il perché ce lo spiega il Segretario nazionale del Partito del Sud, Natale Cuccurese.

La mossa di Zaia – ha evidenziato via social Cuccurese – trova una spiegazione nel tentativo di arraffare gli acconti che saranno liquidati dall’Europa”.

Arrivare prima degli altri – ha aggiunto – per cercare di ingurgitare di più, mentre al Sud, che secondo le indicazioni europee doveva essere destinatario di circa il 70% dei fondi, non resteranno nemmeno le briciole”.

Il Piano Regionale per la Ripresa e la Resilienza della Regione del Veneto secondo il governatore leghista – ha concluso Cuccurese – serve per ottenere 24 miliardi 984 milioni, l’11,96% del Recovery Fund destinato all’Italia, ben oltre qualsiasi rapporto di proporzionalità demografica (nel Veneto risiede l’8% della popolazione) e senza tener conto del diritto del governo di presentare piani nazionali”.


Fonte: Vesuvianonews - articolo di Salvatore Lucchese






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 L’UE assegna all’Italia 209 miliardi di euro da gestire tramite una cabina di regia centrale per recuperare il gap Nord/Sud e il satrapo leghista Luca Zaia pensa bene di presentare al Governo centrale l’elenco dei desiderata della Regione Veneto di cui è Presidente. Il perché ce lo spiega il Segretario nazionale del Partito del Sud, Natale Cuccurese.

La mossa di Zaia – ha evidenziato via social Cuccurese – trova una spiegazione nel tentativo di arraffare gli acconti che saranno liquidati dall’Europa”.

Arrivare prima degli altri – ha aggiunto – per cercare di ingurgitare di più, mentre al Sud, che secondo le indicazioni europee doveva essere destinatario di circa il 70% dei fondi, non resteranno nemmeno le briciole”.

Il Piano Regionale per la Ripresa e la Resilienza della Regione del Veneto secondo il governatore leghista – ha concluso Cuccurese – serve per ottenere 24 miliardi 984 milioni, l’11,96% del Recovery Fund destinato all’Italia, ben oltre qualsiasi rapporto di proporzionalità demografica (nel Veneto risiede l’8% della popolazione) e senza tener conto del diritto del governo di presentare piani nazionali”.


Fonte: Vesuvianonews - articolo di Salvatore Lucchese






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venerdì 4 dicembre 2020

Natale Cuccurese: “Partito l’assalto alla diligenza del Recovery Fund”

Il piatto è ricco e mi ci ficco. Questo, in sintesi, il motto dei satrapi nordisti che stanno allungando le loro mani sui 209 miliardi del Recovery Fund.

Sul tema è intervenuto anche il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese per denunciare l’“assalto alla diligenza del Recovery Fund”.

Al Sud, – ha rimarcato Cuccurese – che secondo le indicazioni europee doveva essere destinatario di circa il 70% dei fondi, non resteranno nemmeno le briciole, come sempre”.


Fonte: Vesuvianonews- articolo Salvatore Lucchese






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Il piatto è ricco e mi ci ficco. Questo, in sintesi, il motto dei satrapi nordisti che stanno allungando le loro mani sui 209 miliardi del Recovery Fund.

Sul tema è intervenuto anche il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese per denunciare l’“assalto alla diligenza del Recovery Fund”.

Al Sud, – ha rimarcato Cuccurese – che secondo le indicazioni europee doveva essere destinatario di circa il 70% dei fondi, non resteranno nemmeno le briciole, come sempre”.


Fonte: Vesuvianonews- articolo Salvatore Lucchese






domenica 29 novembre 2020

QUANDO SI TRATTA DI DEPREDARE I CITTADINI DEL SUD L'ACCORDO E' SEMPRE TRASVERSALE...

Di Natale Cuccurese

La vicenda degli articoli 150 e 151 della bozza della Legge Bilancio 2021, in discussione in questi giorni, mostrano come il Sud venga considerato sempre e solo come una colonia estrattiva e i suoi abitanti trattati da cittadini di serie B.

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Visto il disastro umano e finanziario che, anno dopo anno, aumenta sempre di più nel Mezzogiorno e viste le evidenze delle problematiche sorte in campo sanitario nell’affrontare la pandemia si riteneva possibile bloccare il processo di avanzamento dell’autonomia differenziata, per un auspicabile ripensamento sulle modalità di applicazione della stessa, dato che favorisce inammissibili differenziazioni all’interno del sistema delle regioni, che non farebbero altro che minare alle basi quella unità che è a fondamento del sistema Costituzionale e dei rapporti Stato-Regioni.
Gli articoli più “caldi” per il Sud della bozza del collegato alla Legge di Bilancio sono due, il 150 e il 151.
Il 150 dove viene definito il “Fondo per la perequazione infrastrutturale”, un provvedimento sacrosanto da lungo tempo atteso per adeguare ai tempi la rete di infrastrutture del Sud.
In questo articolo è previsto lo stanziamento di 4,6 miliardi di € diluiti nel tempo. Inizialmente si stabilisce una ricognizione per valutare la necessità infrastrutturale nel Mezzogiorno, cosa comunque già prevista da una legge del 2009 ma mai realizzata, con termine il 30 giugno 2021. In realtà la cifra che si dovrà stanziare per iniziare a colmare il gap infrastrutturale al Sud è già nota pur se per approssimazione e ammonta a parecchie decine di miliardi, anche se l’importo preciso si scoprirà al termine della ricognizione, ma è già certo che 4,6 Miliardi non saranno minimamente sufficienti.
Interessante notare che per il 2021 i soldi stanziati sono zero, 100 milioni di euro per il 2022, 300 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2023-2027, 500 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2028-2033.
Quindi nel 2021, non essendoci nessuna copertura, non si potrà aprire nessun cantiere, anche nel 2022 con solo 100 milioni di euro disponibili non si potranno aprire cantieri utili a colmare nessun gap infrastrutturale, ma soprattutto c’è sempre il rischio che già dal 2022 i fondi possano essere rimodulati dalle successive Leggi di Bilancio.
In altre parole per il Sud al momento non è stanziato 1 euro, mentre indiscrezioni giornalistiche tratteggiano uno scenario dove gli ipotetici stanziamenti di (solo) 4,6 Miliardi di euro sarebbero usati come merce di scambio per ottenere il via libera all'Autonomia differenziata.
La preoccupazione poi aumenta ulteriormente se si analizza cosa sta accadendo in queste ore con l’art. 151.
L’art. 151 tratta, o per meglio dire trattava, del “Rinvio del federalismo fiscale” così come sempre è accaduto ogni anno dal 2011 a oggi per questo articolo che è sempre stato inserito nella legge di bilancio perché non si può consentire alle Regioni “secessioniste” di mettere le mani sull’Irpef e sull’Iva sottraendo risorse al bilancio pubblico nazionale, correndo il rischio di innescare la balcanizzazione del Paese prima di aver definito almeno i Lep così come si attende dal 2001.
Purtroppo la Lega in accordo col Pd (così come informa il Quotidiano del Sud") che presiede la Commissione Bilancio della Camera, ha trasformato il rinvio obbligatorio dell’entrata in vigore del federalismo fiscale in un provvedimento di carattere ordinamentale per cui non può essere inserito nella legge di bilancio. L’articolo 151, stralciato da pochi giorni con bizantinismi degni di miglior causa, era frutto del lavoro rigoroso della Ragioneria Generale dello Stato, secondo il cui parere la proroga in questa legge di Bilancio doveva essere quest'anno addirittura di due e non di un anno, così come infatti era in bozza prima che questa fosse cestinata.
Fortunatamente il blitz leghista e protoleghista, segnalato con forza dal “Quotidiano del Sud”, ha suscitato indignazione e proteste, e il viceministro per l’economia del Pd, Antonio Misiani, si è impegnato in questi giorni a recuperare l’articolo stralciato dalla legge di stabilità inserendolo all’interno del decreto Ristori quater in approvazione entro questa sera.
Purtroppo bisogna sottolineare che oltre a Misiani solo una piccola pattuglia di deputati del M5s si è attivata per opporsi al tentativo di cancellazione dell’articolo e per tentare di recuperare l’articolo cancellato, per il resto silenzio. E sarà un caso, ma proprio durante lo svolgimento di questi avvenimenti i parlamentari della Lega, così come quelli del centrodestra, han votato compatti lo sforamento di bilancio, presentandosi come "opposizione consapevole e responsabile".
A questo punto il "do ut des" pare evidente e sarà anche vero che "a pensar male si fa peccato (ma spesso ci si prende"), ma quando si tratta di depredare i cittadini del Sud l'accordo è sempre trasversale.



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Di Natale Cuccurese

La vicenda degli articoli 150 e 151 della bozza della Legge Bilancio 2021, in discussione in questi giorni, mostrano come il Sud venga considerato sempre e solo come una colonia estrattiva e i suoi abitanti trattati da cittadini di serie B.

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Visto il disastro umano e finanziario che, anno dopo anno, aumenta sempre di più nel Mezzogiorno e viste le evidenze delle problematiche sorte in campo sanitario nell’affrontare la pandemia si riteneva possibile bloccare il processo di avanzamento dell’autonomia differenziata, per un auspicabile ripensamento sulle modalità di applicazione della stessa, dato che favorisce inammissibili differenziazioni all’interno del sistema delle regioni, che non farebbero altro che minare alle basi quella unità che è a fondamento del sistema Costituzionale e dei rapporti Stato-Regioni.
Gli articoli più “caldi” per il Sud della bozza del collegato alla Legge di Bilancio sono due, il 150 e il 151.
Il 150 dove viene definito il “Fondo per la perequazione infrastrutturale”, un provvedimento sacrosanto da lungo tempo atteso per adeguare ai tempi la rete di infrastrutture del Sud.
In questo articolo è previsto lo stanziamento di 4,6 miliardi di € diluiti nel tempo. Inizialmente si stabilisce una ricognizione per valutare la necessità infrastrutturale nel Mezzogiorno, cosa comunque già prevista da una legge del 2009 ma mai realizzata, con termine il 30 giugno 2021. In realtà la cifra che si dovrà stanziare per iniziare a colmare il gap infrastrutturale al Sud è già nota pur se per approssimazione e ammonta a parecchie decine di miliardi, anche se l’importo preciso si scoprirà al termine della ricognizione, ma è già certo che 4,6 Miliardi non saranno minimamente sufficienti.
Interessante notare che per il 2021 i soldi stanziati sono zero, 100 milioni di euro per il 2022, 300 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2023-2027, 500 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2028-2033.
Quindi nel 2021, non essendoci nessuna copertura, non si potrà aprire nessun cantiere, anche nel 2022 con solo 100 milioni di euro disponibili non si potranno aprire cantieri utili a colmare nessun gap infrastrutturale, ma soprattutto c’è sempre il rischio che già dal 2022 i fondi possano essere rimodulati dalle successive Leggi di Bilancio.
In altre parole per il Sud al momento non è stanziato 1 euro, mentre indiscrezioni giornalistiche tratteggiano uno scenario dove gli ipotetici stanziamenti di (solo) 4,6 Miliardi di euro sarebbero usati come merce di scambio per ottenere il via libera all'Autonomia differenziata.
La preoccupazione poi aumenta ulteriormente se si analizza cosa sta accadendo in queste ore con l’art. 151.
L’art. 151 tratta, o per meglio dire trattava, del “Rinvio del federalismo fiscale” così come sempre è accaduto ogni anno dal 2011 a oggi per questo articolo che è sempre stato inserito nella legge di bilancio perché non si può consentire alle Regioni “secessioniste” di mettere le mani sull’Irpef e sull’Iva sottraendo risorse al bilancio pubblico nazionale, correndo il rischio di innescare la balcanizzazione del Paese prima di aver definito almeno i Lep così come si attende dal 2001.
Purtroppo la Lega in accordo col Pd (così come informa il Quotidiano del Sud") che presiede la Commissione Bilancio della Camera, ha trasformato il rinvio obbligatorio dell’entrata in vigore del federalismo fiscale in un provvedimento di carattere ordinamentale per cui non può essere inserito nella legge di bilancio. L’articolo 151, stralciato da pochi giorni con bizantinismi degni di miglior causa, era frutto del lavoro rigoroso della Ragioneria Generale dello Stato, secondo il cui parere la proroga in questa legge di Bilancio doveva essere quest'anno addirittura di due e non di un anno, così come infatti era in bozza prima che questa fosse cestinata.
Fortunatamente il blitz leghista e protoleghista, segnalato con forza dal “Quotidiano del Sud”, ha suscitato indignazione e proteste, e il viceministro per l’economia del Pd, Antonio Misiani, si è impegnato in questi giorni a recuperare l’articolo stralciato dalla legge di stabilità inserendolo all’interno del decreto Ristori quater in approvazione entro questa sera.
Purtroppo bisogna sottolineare che oltre a Misiani solo una piccola pattuglia di deputati del M5s si è attivata per opporsi al tentativo di cancellazione dell’articolo e per tentare di recuperare l’articolo cancellato, per il resto silenzio. E sarà un caso, ma proprio durante lo svolgimento di questi avvenimenti i parlamentari della Lega, così come quelli del centrodestra, han votato compatti lo sforamento di bilancio, presentandosi come "opposizione consapevole e responsabile".
A questo punto il "do ut des" pare evidente e sarà anche vero che "a pensar male si fa peccato (ma spesso ci si prende"), ma quando si tratta di depredare i cittadini del Sud l'accordo è sempre trasversale.



giovedì 26 novembre 2020

Con DIEGO per DIEGO…Sostegno alla proposta di titolare lo stadio di Napoli a Diego Armando Maradona da parte del Partito del Sud!

Di Andrea Balia

In qualità di Responsabile Regionale del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti e in quanto membro, come Delegato diretto del Sindaco, in Commissione Toponomastica del Comune di Napoli, intendo comunicare il sostegno personale e a nome del mio Partito alla proposta del sindaco Luigi de Magistris d’intitolare lo stadio di Napoli, attualmente S. Paolo, al nostro DIEGO ARMANDO MARADONA.

Abbiamo già pubblicato e diffuso nostri comunicati in merito come Partito e espresso personalmente al Sindaco tale volontà. 

L’emozione e il rammarico per l’improvvisa dipartita di chi è stato orgoglio, felicità sportiva, e mito per la nostra città è difficilmente sintetizzabile per iscritto e comprensibile fino in fondo solo e/o in particolare dai napoletani. 

Come Partito del Sud riteniamo inoltre e sottolineiamo che la figura di Maradona ha forte valore anche politico, in quanto espressione di capitano della squadra della città capitale del Sud, da lui portata al successo e ai titoli conquistati. Lo stesso dicasi per l’Argentina e per tutti i Sud del mondo di cui è stato simbolo e difensore dei diritti degli ultimi e dei deboli, testimoniandolo con e insieme ai rappresentanti politici di quei paesi. 

W DIEGO..e che si proceda!






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Di Andrea Balia

In qualità di Responsabile Regionale del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti e in quanto membro, come Delegato diretto del Sindaco, in Commissione Toponomastica del Comune di Napoli, intendo comunicare il sostegno personale e a nome del mio Partito alla proposta del sindaco Luigi de Magistris d’intitolare lo stadio di Napoli, attualmente S. Paolo, al nostro DIEGO ARMANDO MARADONA.

Abbiamo già pubblicato e diffuso nostri comunicati in merito come Partito e espresso personalmente al Sindaco tale volontà. 

L’emozione e il rammarico per l’improvvisa dipartita di chi è stato orgoglio, felicità sportiva, e mito per la nostra città è difficilmente sintetizzabile per iscritto e comprensibile fino in fondo solo e/o in particolare dai napoletani. 

Come Partito del Sud riteniamo inoltre e sottolineiamo che la figura di Maradona ha forte valore anche politico, in quanto espressione di capitano della squadra della città capitale del Sud, da lui portata al successo e ai titoli conquistati. Lo stesso dicasi per l’Argentina e per tutti i Sud del mondo di cui è stato simbolo e difensore dei diritti degli ultimi e dei deboli, testimoniandolo con e insieme ai rappresentanti politici di quei paesi. 

W DIEGO..e che si proceda!






Ci lascia un figlio del popolo, ci lascia Diego Armando Maradona.

Di Antonio Luongo 

Ci lascia un figlio del popolo, ci lascia Diego Armando Maradona.

Credo che, anche nel giorno più duro, dobbiamo esprimere forte il nostro grazie ad uno dei pochi che ha riscattato Napoli, ha intrecciato il suo successo con un popolo e non gli ha mai più girato le spalle, rivendicando sempre con orgoglio il suo destino incrociato con la città.
Simbolo dei Sud del mondo, sempre in lotta contro i razzismi e contro chi sfrutta il proprio potere, anche in difesa di un luogo come la nostra città, pieno di difficoltà e rischi, di fronte a cui lui stesso si è perso, ma che, ciò nonostante, non ha mai tradito.
Ecco perchè dobbiamo dire grazie a Diego e faccio mia la proposta di Natale Cuccurese, presidente del Partito del Sud, di intitolare lo stadio San Paolo al Pibe de oro. Dobbiamo portare il suo ricordo nel cuore, ma anche tributargli l'onore della memoria anche per le future generazioni.

Glielo dobbiamo.

E mi auguro che il Comune di Napoli metta le bandiere a mezz'asta per il suo cittadino onorario che, forse più di tanti altri, ha portato il suo nome nel mondo, a testa alta!





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Di Antonio Luongo 

Ci lascia un figlio del popolo, ci lascia Diego Armando Maradona.

Credo che, anche nel giorno più duro, dobbiamo esprimere forte il nostro grazie ad uno dei pochi che ha riscattato Napoli, ha intrecciato il suo successo con un popolo e non gli ha mai più girato le spalle, rivendicando sempre con orgoglio il suo destino incrociato con la città.
Simbolo dei Sud del mondo, sempre in lotta contro i razzismi e contro chi sfrutta il proprio potere, anche in difesa di un luogo come la nostra città, pieno di difficoltà e rischi, di fronte a cui lui stesso si è perso, ma che, ciò nonostante, non ha mai tradito.
Ecco perchè dobbiamo dire grazie a Diego e faccio mia la proposta di Natale Cuccurese, presidente del Partito del Sud, di intitolare lo stadio San Paolo al Pibe de oro. Dobbiamo portare il suo ricordo nel cuore, ma anche tributargli l'onore della memoria anche per le future generazioni.

Glielo dobbiamo.

E mi auguro che il Comune di Napoli metta le bandiere a mezz'asta per il suo cittadino onorario che, forse più di tanti altri, ha portato il suo nome nel mondo, a testa alta!





Per sempre grazie a Diego Armando Maradona, non solo campione ma figura politica, simbolo vivente della pulsione di riscatto e ribellione di tutti i Sud del mondo.

Di Natale Cuccurese

Diego Armando Maradona non è stato solo il più grande interprete mondiale del gioco del calcio ma è stato anche una figura politica, simbolo vivente della pulsione di riscatto e ribellione di tutti i Sud del mondo.

Una icona della lotta contro il razzismo, contro le ingiustizie sociali, contro i soprusi di una società capitalistica che fa delle diseguaglianze e dello sfruttamento delle masse diseredate e colonizzate del Sud una delle sue ragioni di vita.

Chi non conosce questo aspetto del campione argentino non può capire il perché del cordoglio che si sta sviluppando oggi nel mondo e a Napoli.

Maradona ha portato per la prima volta una squadra del Sud Italia a prevalere sulle squadre del Nord, cosa mai accaduta prima di lui, intollerabile per il potere tosco padano. Ha dimostrando che ribaltare la prospettiva geografica è possibile ed è per questo diventato un simbolo di ribellione e riscatto dalla colonizzazione imposta, pericoloso per chiunque voglia mantenere lo status quo.
Un figlio del popolo che ha fatto sognare un futuro migliore a intere generazioni di figli del Sud, dalle periferie del Sud Americhe a quelle di Napoli e del Sud Italia, prendendosi gioco del potere e contestandolo sempre e senza timore.

Per sempre grazie D10S non ti dimenticheremo mai.


https://www.youtube.com/watch?v=IdZuDj82o_8&feature=youtu.be&fbclid=IwAR39vP7_mYdXn0w-V-0BRjC1Q8sMIvsVmXvzDZIpXDFq9FavGZdYmApl4V4




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Di Natale Cuccurese

Diego Armando Maradona non è stato solo il più grande interprete mondiale del gioco del calcio ma è stato anche una figura politica, simbolo vivente della pulsione di riscatto e ribellione di tutti i Sud del mondo.

Una icona della lotta contro il razzismo, contro le ingiustizie sociali, contro i soprusi di una società capitalistica che fa delle diseguaglianze e dello sfruttamento delle masse diseredate e colonizzate del Sud una delle sue ragioni di vita.

Chi non conosce questo aspetto del campione argentino non può capire il perché del cordoglio che si sta sviluppando oggi nel mondo e a Napoli.

Maradona ha portato per la prima volta una squadra del Sud Italia a prevalere sulle squadre del Nord, cosa mai accaduta prima di lui, intollerabile per il potere tosco padano. Ha dimostrando che ribaltare la prospettiva geografica è possibile ed è per questo diventato un simbolo di ribellione e riscatto dalla colonizzazione imposta, pericoloso per chiunque voglia mantenere lo status quo.
Un figlio del popolo che ha fatto sognare un futuro migliore a intere generazioni di figli del Sud, dalle periferie del Sud Americhe a quelle di Napoli e del Sud Italia, prendendosi gioco del potere e contestandolo sempre e senza timore.

Per sempre grazie D10S non ti dimenticheremo mai.


https://www.youtube.com/watch?v=IdZuDj82o_8&feature=youtu.be&fbclid=IwAR39vP7_mYdXn0w-V-0BRjC1Q8sMIvsVmXvzDZIpXDFq9FavGZdYmApl4V4




 
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