mercoledì 20 maggio 2020

Natale Cuccurese: “Saccheggio del Sud. La misura è colma, cova la ribellione!”

Ieri pomeriggio, in occasione della diretta facebook dedicata al tema, L’Europa vista da Sud. Il Sud visto dall’Europa, nell’evidenziare la corrispondenza tra la competizione tra Stati del Nord e Stati del Sud Europa per l’accaparramento delle risorse e quella da molti decenni in atto in Italia tra Regioni del Nord e Regioni del Sud per lo stesso motivo, il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, ha lanciato l’ennesimo allarme contro i reiterati saccheggi perpetrati ai danni del Sud: “La misura è colma!”, ha esclamato Cuccure, per poi aggiungere subito dopo: “L’impoverimento diffuso del Sud potrebbe causare una ribellione, quanto meno sotto forma di reazione elettorale”.
Di quali ennesimi saccheggi si tratta? “Sia di quello dei Fondi coesione previsto dal Decreto Crescita Italia – ha specificato il Presidente del Partito del Sud – sia, nonostante le rassicurazioni del Ministro per il Sud Provenzano, della sospensione, di fatto, della legge su quota 34% contemplata nel DEF 2020”.
Il tutto – ha concluso Cuccurese – in ottemperanza al falso mito della locomotiva Nord, alimentato da un sistema di potere economico, politico e mediatico che ha il suo baricentro nelle regioni settentrionali”.

👉 il link al video completo della diretta facebook di ieri dedicata al tema, L’Europa vista da Sud. Il Sud visto dall’Europa




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Ieri pomeriggio, in occasione della diretta facebook dedicata al tema, L’Europa vista da Sud. Il Sud visto dall’Europa, nell’evidenziare la corrispondenza tra la competizione tra Stati del Nord e Stati del Sud Europa per l’accaparramento delle risorse e quella da molti decenni in atto in Italia tra Regioni del Nord e Regioni del Sud per lo stesso motivo, il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, ha lanciato l’ennesimo allarme contro i reiterati saccheggi perpetrati ai danni del Sud: “La misura è colma!”, ha esclamato Cuccure, per poi aggiungere subito dopo: “L’impoverimento diffuso del Sud potrebbe causare una ribellione, quanto meno sotto forma di reazione elettorale”.
Di quali ennesimi saccheggi si tratta? “Sia di quello dei Fondi coesione previsto dal Decreto Crescita Italia – ha specificato il Presidente del Partito del Sud – sia, nonostante le rassicurazioni del Ministro per il Sud Provenzano, della sospensione, di fatto, della legge su quota 34% contemplata nel DEF 2020”.
Il tutto – ha concluso Cuccurese – in ottemperanza al falso mito della locomotiva Nord, alimentato da un sistema di potere economico, politico e mediatico che ha il suo baricentro nelle regioni settentrionali”.

👉 il link al video completo della diretta facebook di ieri dedicata al tema, L’Europa vista da Sud. Il Sud visto dall’Europa




La Secessione che non si ferma davanti al Covid

Transform!italia organizza per il Sud-Lab una discussione in diretta sul tema:
La Secessione che non si ferma davanti al Covid

Con
Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud;
Marina Boscaino, Comitato contro ogni Autonomia Differenziata;;
Giovanni Russo Spena, Costituzionalista;
Gianluigi Trianni, Forum Diritto alla Salute;
Francesco Masi, Movimento No Triv;
Loredana Marino, Resp. Mezzogiorno della Rifondazione Comunista;

Coordina: Roberto Morea


Diretta sulla pagina di Transform: 



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Transform!italia organizza per il Sud-Lab una discussione in diretta sul tema:
La Secessione che non si ferma davanti al Covid

Con
Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud;
Marina Boscaino, Comitato contro ogni Autonomia Differenziata;;
Giovanni Russo Spena, Costituzionalista;
Gianluigi Trianni, Forum Diritto alla Salute;
Francesco Masi, Movimento No Triv;
Loredana Marino, Resp. Mezzogiorno della Rifondazione Comunista;

Coordina: Roberto Morea


Diretta sulla pagina di Transform: 



lunedì 18 maggio 2020

Il Partito del Sud, l’Europa e la nuova Questione Meridionale

Martedì 19 maggio alle 18:30 prendono il via una serie di approfondimenti a cura della struttura meridionalista dalla visione orientata a sinistra




Prendono il via una serie di dirette a cura del Partito Del Sud, struttura politica meridionalista ma di chiara matrice orientata a sinistra, con la quale si intende rilanciare il dibattito sulla “Nuova Questione Meridionale”. 
Si comincia il prossimo martedì 19 Maggio con un fitto calendario di dirette settimanali, la cui prima sarà dedicata al tema: “L’Europa vista da Sud. Il Sud visto dall’Europa”
Gli interventi previsti sono quelli di Andrea Del Monaco, giornalista, scrittore, esperto di fondi UE, nonché autore del libro Sud colonia tedescaLa questione meridionale oggiPaolo Ferrero, Vicepresidente del Partito della Sinistra Europea;Roberto Musacchio, dal cammino politico che parte dal Partito di Unità Proletaria per il Comunismo per passare a SEL per giungere a Rifondazione ComunistaNatale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud. Modererà: Michele Dell’Edera, Vicepresidente del Partito del Sud.
La diretta facebook sarà trasmessa a partire dalle ore 18:30 sulla pagina fan del Partito del Sud: https://www.facebook.com/pdelsud/
Dalla stessa pagina si potranno porre domande ai compagni in diretta.

Fonte: Il Brigante 


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Martedì 19 maggio alle 18:30 prendono il via una serie di approfondimenti a cura della struttura meridionalista dalla visione orientata a sinistra




Prendono il via una serie di dirette a cura del Partito Del Sud, struttura politica meridionalista ma di chiara matrice orientata a sinistra, con la quale si intende rilanciare il dibattito sulla “Nuova Questione Meridionale”. 
Si comincia il prossimo martedì 19 Maggio con un fitto calendario di dirette settimanali, la cui prima sarà dedicata al tema: “L’Europa vista da Sud. Il Sud visto dall’Europa”
Gli interventi previsti sono quelli di Andrea Del Monaco, giornalista, scrittore, esperto di fondi UE, nonché autore del libro Sud colonia tedescaLa questione meridionale oggiPaolo Ferrero, Vicepresidente del Partito della Sinistra Europea;Roberto Musacchio, dal cammino politico che parte dal Partito di Unità Proletaria per il Comunismo per passare a SEL per giungere a Rifondazione ComunistaNatale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud. Modererà: Michele Dell’Edera, Vicepresidente del Partito del Sud.
La diretta facebook sarà trasmessa a partire dalle ore 18:30 sulla pagina fan del Partito del Sud: https://www.facebook.com/pdelsud/
Dalla stessa pagina si potranno porre domande ai compagni in diretta.

Fonte: Il Brigante 


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domenica 17 maggio 2020

Il Partito del Sud rilancia il dibattito sulla “nuova questione meridionale”: da martedì 19 maggio un fitto calendario di dirette settimanali

Invece di indurre le classi dirigenti del nostro Paese a rivedere un modello di sviluppo squilibrato e sperequato sia dal punto di vista ambientale che da quello sociale e territoriale, sembra proprio che l’emergenza coronavirus stia dando loro la stura per rafforzarlo ulteriormente anche tramite i nuovi scippi da perpetrare ai danni del Sud previsti dal DEF 2020 e dal Decreto Rilancia Italia.
Si tratta del modello etno-liberista della “locomotiva”, sulla cui base, nel corso degli ultimi venti anni, sono stati indebitamente sottratti ben 840 miliardi netti di spesa pubblica allargata ai 21 milioni di cittadini italiani residenti nel Mezzogiorno.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un’“Italia divisa e diseguale”. Un’Italia che si appresta a diventare ancora più divisa e diseguale a seguito delle manovre economiche in atto incentrate sulle solite miopi e perverse logiche estrattive di tipo coloniale, che assumano anche connotati ideologici razzisti e discriminatori. Si vedano le dichiarazioni di Feltri et similia.
All’interno di questo contesto politico-culturale, ben venga l’iniziativa del Partito del Sud, che, da anni impegnato sul fronte delle lotte contro le disparità sociali e territoriali, ha organizzato un fitto calendario di incontri settimanali dedicati all’approfondimento dei vari aspetti della “nuova questione meridionale”.
Martedì 19 maggio si potrà assistere alla prima diretta dedicata al tema: “L’Europa vista da Sud. Il Sud visto dall’Europa”. In qualità di relatori, interverranno: Andrea Del Monaco, giornalista, scrittore, esperto di fondi UE, nonché autore del libro, Sud colonia tedescaLa questione meridionale oggi; Paolo Ferrero, Vicepresidente del Partito della Sinistra Europea; Roberto Musacchio, già parlamentare europeo; Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud. Modererà: Michele Dell’Edera, Vicepresidente del Partito del Sud.
La diretta facebook sarà trasmessa a partire dalle ore 18:30 sulla pagina fan del Partito del Sud:https://www.facebook.com/pdelsud/. Dalla stessa pagina si potranno porre domande agli ospiti in diretta.


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Invece di indurre le classi dirigenti del nostro Paese a rivedere un modello di sviluppo squilibrato e sperequato sia dal punto di vista ambientale che da quello sociale e territoriale, sembra proprio che l’emergenza coronavirus stia dando loro la stura per rafforzarlo ulteriormente anche tramite i nuovi scippi da perpetrare ai danni del Sud previsti dal DEF 2020 e dal Decreto Rilancia Italia.
Si tratta del modello etno-liberista della “locomotiva”, sulla cui base, nel corso degli ultimi venti anni, sono stati indebitamente sottratti ben 840 miliardi netti di spesa pubblica allargata ai 21 milioni di cittadini italiani residenti nel Mezzogiorno.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un’“Italia divisa e diseguale”. Un’Italia che si appresta a diventare ancora più divisa e diseguale a seguito delle manovre economiche in atto incentrate sulle solite miopi e perverse logiche estrattive di tipo coloniale, che assumano anche connotati ideologici razzisti e discriminatori. Si vedano le dichiarazioni di Feltri et similia.
All’interno di questo contesto politico-culturale, ben venga l’iniziativa del Partito del Sud, che, da anni impegnato sul fronte delle lotte contro le disparità sociali e territoriali, ha organizzato un fitto calendario di incontri settimanali dedicati all’approfondimento dei vari aspetti della “nuova questione meridionale”.
Martedì 19 maggio si potrà assistere alla prima diretta dedicata al tema: “L’Europa vista da Sud. Il Sud visto dall’Europa”. In qualità di relatori, interverranno: Andrea Del Monaco, giornalista, scrittore, esperto di fondi UE, nonché autore del libro, Sud colonia tedescaLa questione meridionale oggi; Paolo Ferrero, Vicepresidente del Partito della Sinistra Europea; Roberto Musacchio, già parlamentare europeo; Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud. Modererà: Michele Dell’Edera, Vicepresidente del Partito del Sud.
La diretta facebook sarà trasmessa a partire dalle ore 18:30 sulla pagina fan del Partito del Sud:https://www.facebook.com/pdelsud/. Dalla stessa pagina si potranno porre domande agli ospiti in diretta.


sabato 16 maggio 2020

MARTEDI' 19 MAGGIO ORE 18,30 - DIRETTA FB "L'EUROPA VISTA DA SUD, IL SUD VISTO DALL'EUROPA"

L'Europa nel bene e nel male influenza le nostre vite, al Sud e da Sud cosa succede? 
Martedì "Il Partito del Sud incontra: Andrea Del Monaco, Paolo Ferrero, Roberto Musacchio, Natale Cuccurese..." 

Alle 18,30 sulla pagina fan del Partito del Sud.
Evento Facebook: 
https://www.facebook.com/events/869178250224895/


MARTEDI' 19 MAGGIO ORE 18,30 - PRIMO APPUNTAMENTO IN DIRETTA DI UNA SERIE DI APPROFONDIMENTI SUL MEZZOGIORNO E SUI VARI ASPETTI DELLA "NUOVA QUESTIONE MERIDIONALE" ORGANIZZATI DAL PARTITO DEL SUD CON CADENZA SETTIMANALE
PARTECIPERANNO:
ANDREA DEL MONACO, GIORNALISTA ,SCRITTORE, ESPERTO DI FONDI UE;
PAOLO FERRERO, VICEPRESIDENTE DEL PARTITO DELLA SINISTRA EUROPEA;
ROBERTO MUSACCHIO, GIA' PARLAMENTARE EUROPEO;
NATALE CUCCURESE, PRESIDENTE DEL PARTITO DEL SUD
MODERA: MICHELE DELL'EDERA; VICEPRESIDENTE DEL PARTITO DEL SUD
DIRETTA FACEBOOK SULLA PAGINA FAN DEL PARTITO DEL SUD :https://www.facebook.com/PdelSud/
SI POSSONO PORRE DOMANDE AGLI OSPITI IN DIRETTA DAI COMMENTI AL VIDEO SULLA PAGINA FAN DEL PARTITO DEL SUD.


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L'Europa nel bene e nel male influenza le nostre vite, al Sud e da Sud cosa succede? 
Martedì "Il Partito del Sud incontra: Andrea Del Monaco, Paolo Ferrero, Roberto Musacchio, Natale Cuccurese..." 

Alle 18,30 sulla pagina fan del Partito del Sud.
Evento Facebook: 
https://www.facebook.com/events/869178250224895/


MARTEDI' 19 MAGGIO ORE 18,30 - PRIMO APPUNTAMENTO IN DIRETTA DI UNA SERIE DI APPROFONDIMENTI SUL MEZZOGIORNO E SUI VARI ASPETTI DELLA "NUOVA QUESTIONE MERIDIONALE" ORGANIZZATI DAL PARTITO DEL SUD CON CADENZA SETTIMANALE
PARTECIPERANNO:
ANDREA DEL MONACO, GIORNALISTA ,SCRITTORE, ESPERTO DI FONDI UE;
PAOLO FERRERO, VICEPRESIDENTE DEL PARTITO DELLA SINISTRA EUROPEA;
ROBERTO MUSACCHIO, GIA' PARLAMENTARE EUROPEO;
NATALE CUCCURESE, PRESIDENTE DEL PARTITO DEL SUD
MODERA: MICHELE DELL'EDERA; VICEPRESIDENTE DEL PARTITO DEL SUD
DIRETTA FACEBOOK SULLA PAGINA FAN DEL PARTITO DEL SUD :https://www.facebook.com/PdelSud/
SI POSSONO PORRE DOMANDE AGLI OSPITI IN DIRETTA DAI COMMENTI AL VIDEO SULLA PAGINA FAN DEL PARTITO DEL SUD.


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Cuccurese (Partito del Sud) intervistato da ilSudonline: “Così continua lo scippo al Mezzogiorno”

Natale Cuccurese, presidente del Partito del Sud, si dice che il paese non riparte senza il Sud. Ma poi permangono le differenze. Perchè?
Perché come dimostrato anche dall’ultimo Rapporto Eurispes 2020, la sottrazione al Sud di risorse a vantaggio del Nord, dovute in base alla semplice percentuale della popolazione residente (34%) è massiccia e pervasiva ed ammonta a ben 840 Miliardi di Euro solo nel periodo dal 2000 al 2017.
Basta guardare solamente la differenza in infrastrutture per rendersene conto.
Permane nei governi nazionali una visione monoculare che da sempre privilegia il Nord e la sua presunta funzione di “locomotiva”, con la conseguente destinazione della stragrande maggioranza delle risorse.
In realtà non solo questa presunzione si è dimostrata da sempre infondata, portando all’attuale situazione di un Paese a due velocità, visto che la sottrazione di risorse continua inesorabilmente, addirittura aggravandosi ad un ritmo di 61,3 Miliardi di Euro all’anno, ma ha portato alla richiesta sempre più pressante di Autonomia differenziata da parte di alcune Regioni del Nord oltre ad un sempre più indecente, sentimento di superiorità di stampo razzista introiettato dalle classi dirigenti nordiche grazie ad un leghismo sottotraccia sempre più pervasivo. In realtà di “virtuoso” c’è poco. Sono semplicemente “virtuosi” coi soldi a pioggia degli altri, come ampiamente dimostrato in Lombardia con l’emergenza pandemiche che ha messo in evidenza carenze organizzative drammatiche.
Che cosa sta succedendo sulle risorse destinate al Sud?
Sono semplicemente dirottate al Nord. Anche in quest’ ultimo D.L. Rilancio vediamo come malgrado le assicurazioni governative, più volte espresse, ancora una volta chi paga è il Sud, esattamente così come già da marzo era stato indicato dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.
Solo come esempio ed analizzando le 464 pagine del Decreto appare evidente come:
-Nell’articolo 231 CAP. XI Coesione territoriale pag. 426 si legge che “in via eccezionale i Fondi sviluppo e coesione possono essere destinati ad ogni tipologia di intervento a livello nazionale, regionale o locale per fronteggiare l’emergenza Covid-19… coerenti come da importanti modifiche recentemente apportate ai regolamenti europei ai sensi del Regolamento (UE) 2020/460 del 30 marzo 2020 e del Regolamento (UE) 2020/558 del 23 aprile 2020…”
Quindi lo scippo al Sud, l’ennesimo negli ultimi anni sui Fondi di coesione, è ufficialmente confermato!
-Nell’art.232 è confermato che non sarà più necessario il cofinanziamento del Governo italiano sui fondi europei, anche qui come da indicazioni europee, il che si tradurrà in una più rapida possibilità di spesa senza impattare sul piano di stabilità, ma anche in un minor apporto di fondi (quelli che avrebbe dovuto mettere il Governo italiano) e visto che gran parte del cofinanziamento riguarda regioni del Sud il tutto si tradurrà nei fatti nell’ennesima sottrazione di fondi al Sud.
-Titolo II Art.27 pag. 49
Versamento IRAP sospeso per una serie di categorie. Interessante questo machiavello per finanziare il Nord in modo non palese. Con l’IRAP (33% circa) si finanzia la Sanità.
Il MES ci presta soldi, ad un tasso molto basso, solo per finanziare la Sanità.
Risultato: le imprese (che sono in larga maggioranza al Nord) non pagheranno la tassa aumentando gli utili, i soldi alla Sanità arriveranno in sostituzione (in quota parte) dal MES e la restituzione del nuovo debito la pagheranno tutti i cittadini, anche quelli del Sud…
-Reddito di Emergenza art.87 pag.160 una misura tampone per due mesi, da 400 euro a 800 euro. Esclusi totalmente i nuclei familiari in cui c’è un pensionato o una persona che percepisce il RDC, categorie in maggioranza al Sud.
-Visto che il settore turistico, i bar e i ristoranti sono sostenuti col taglio della prima rata dell’IMU, nei fatti il “sostegno governativo” si scarica sulle spalle dei comuni già in ampia difficoltà.
Si può ben immaginare quale effetto disastroso avrà questa mancata entrata sui conti dei comuni in dissesto, in larga parte parte al Sud, a partire da quello di Napoli come infatti denunciato dal Sindaco de Magistris, che vedono così messi a rischio conti e servizi
Se a questa prima analisi aggiungiamo per la “clausola 34%”, sospesa nella bozza Dipe, che il Def 2020, appena approvato, non contiene l’elenco dei programmi di spesa e le Amministrazioni tenute a rispettare la riserva del 34% sulla spesa in conto capitale al Meridione da inserire, secondo la legge 196/2009 e successive modifiche e integrazioni che regola i documenti di bilancio della contabilità pubblica, nella Sezione II del Documento di Economia e Finanza recentemente approvato dal Parlamento come, ad esempio, è stato correttamente fatto nel DEF 2019, è chiaro che, malgrado le rassicurazioni ministeriali,  il quadro per il Sud è a dir poco a tinte fosche.
E’ una storia già vista: è successo anche in passato, con Tremonti. Perchè il Nord riesce a difendersi meglio?
Il Nord ha da sempre il controllo economico del Paese, di conseguenza controlla i mezzi di informazione e del racconto mediatico. Basta guardare il nome dei proprietari dei grandi giornali o delle televisioni private nazionali per rendersene conto, mentre la televisione pubblica è da tempo controllata e megafono esclusivo  del potere politico, sempre legato a doppio filo al potere economico. Ogni inefficienza, ogni problematica è sempre scaricata sugli ultimi, meridionali prima, migranti poi. Ecco perché per un meridionale essere razzista è doppiamente immondo.  Interessante a tal fine ricordare che da uno studio condotto da due docenti dall’università del Salento [ ‘La parte cattiva dell’Italia: Sud, media e immaginario collettivo’, di Stefano Cristante e Valentina Cremonesini], negli ultimi 30 anni i tg nazionali hanno dedicato solo il 9% del loro tempo a parlare del Sud in generale, e il 90% di questo 9% per mettere in risalto solo episodi negativi, quasi sempre di cronaca, malgrado iniziative lodevoli sui territori da parte di cittadini o comitati, le tante bellezze naturali, gli eccellenti prodotti enogastronomici dei territori ed il patrimonio storico e culturale universalmente riconosciuto. Ecco perché nei confronti del Mezzogiorno si può parlare di un vero e proprio razzismo di Stato e della riduzione a  mercato interno a vantaggio nella larga parte dei casi di merci prodotte al Nord o da aziende con sede legale al Nord. Basti pensare che in campo bancario, assicurativo, della distribuzione ecc. tutte le grandi aziende presenti al Sud sono del Nord.
Perchè in Parlamento non si crea una forza in grado di difendere gli interessi del Sud?
Questo è un problema che era già presente dai tempi di Salvemini. I motivi sono sempre economico-mediatici. Oggi se non si ha visibilità , se non si appare soprattutto in televisione per contrastare il racconto mediaticamente imposto grazie a stereotipi e discriminazioni decennali, racconto che ovviamente il potere economico predilige, semplicemente non si viene percepiti nell’immaginario collettivo, non si è rilevati e quindi risulta difficile aggregare.
Malgrado queste difficoltà noi del Partito del Sud proseguiamo da anni per portare in ogni assise possibile i nostri temi, non ci arrendiamo. A tal fine negli ultimi anni abbiamo stretto rapporti di collaborazione con partiti di quella sinistra che hanno, come noi, una visione gramsciana, l’unica che può portare fuori il Mezzogiorno dallo stato attuale di colonia interna estrattiva e dare una possibilità concreta di rappresentanza meridionalista a livello nazionale senza lacci e lacciuoli. Per gli stessi motivi e per portare il tema della “Nuova questione meridionale” anche in Europa siamo entrati a far parte del Partito della Sinistra Europea con la formula della cooperazione rafforzata.
Una delle leggende sul Sud racconta che spesso i soldi investiti nelle nostre aree si sono tradotti in sprechi. E’ così?
Su questo punto è meglio essere chiari: gli sprechi ci sono stati e noi certamente non difendiamo i responsabili, anzi li condanniamo doppiamente, ma anche qui si evince un problema mediatico pressante se pensiamo che sprechi ce ne sono stati molti di più al Nord e per importi di gran lunga maggiori, eppure hanno fatto meno “rumore”. D’altra parte il potere economico è stabilmente al Nord e tutti gli scandali economico finanziari degli ultimi decenni sono lì scoppiati. Per non parlare poi dell’intreccio politico-economico-mafioso che spesso appare da alcune inchieste in controluce.
La linea della palma , come scriveva Sciascia, ha da tempo superato le Alpi. Le mafie sono il primo nemico del Sud, il primo tassello di controllo e asservimento del territorio. Diciamo che su questi aspetti il Paese, da Nord a Sud, è semplicemente da rifondare al più presto.
C’è una responsabilità anche della classe dirigente meridionale?
Sicuramente, per gestire il potere inserirsi in un partito nazionale può per alcuni apparire più semplice, anche per arrivare a gestire una quota di potere, ma poi si deve giocoforza mediare o sottostare ad alcune regole non scritte che non sempre sono a vantaggio del territorio che si amministra. Bisogna trovare il modo di unirsi fra volenterosi per liberarsi della cappa di oppressione che da decenni impedisce al Sud di liberare le energie represse per poter autonomamente e nel proprio interesse, ovviamente armonizzato e solidale con il resto del Paese, come da dettato costituzionale, affrancarsi da una condizione che nei fatti è coloniale.
Cosa proponete per risalire la china dopo il disastro del covid?
Proprio pochi giorni fa il nostro Consiglio Direttivo Nazionale ha approvato un documento al riguardo, documento che il Vs. giornale ha pubblicato e per questo Vi ringraziamo.
Invece di cervellotiche decisioni sempre a vantaggio dei territori e delle categorie più ricche, spesso dettate da stereotipi e discriminazioni territoriali, servirebbero per il Sud politiche di sviluppo e di investimento, per creare posti di lavoro e combattere la disoccupazione, considerando che, in modo particolare negli ultimi venticinque anni, guarda caso dalle prime affermazioni elettorali della Lega Nord, la forbice degli investimenti pubblici è andata a divaricarsi sempre più fra Nord e Sud del Paese, con una spesa costantemente maggiore al Nord anno su anno.
Senza investimenti pubblici non è possibile rilanciare il Sud. Anche l’attuale governo, purtroppo, come i precedenti, sta continuando in una cieca politica di austerità che mette in ginocchio il Paese e il Mezzogiorno in particolare, del tutto insensibile alla drammaticità dell’emergenza in corso, basti pensare alla lentezza dell’arrivo di misure a sostegno di famiglie e piccole imprese che stanno creando veri e propri drammi umani e gettando i cittadini disperati nelle mani di usurai e faccendieri.
In breve sintesi nel documento abbiamo quindi indicato un primo pacchetto di possibili interventi per ripartire da Sud, purtroppo le nostre linee guida non han trovato applicazione nel D.L. Rilancio, la cosa non ci ha stupito.
Qual è il vostro giudizio sul decreto rilancio appena approvato dal governo?
Considerazione generale: pochi soldi veri, sussidi a pioggia soprattutto alle grandi aziende, sconto Irap e proroga delle tasse, ma nessun rilancio dell’economia reale. Per il Sud ho già risposto nel dettaglio in precedenza.
Coi fondi scippati al Sud e allocati al Nord vince Confindustria, che come sempre guida le scelte anche di questo governo che di sinistra ha ben poco. Solo con il Sud il Paese può ripartire. L’Italia non può pensare di definirsi un grande Paese democratico europeo se continuerà in barba a decenza e dettato costituzionale a trascurare le Regioni del Sud e ad umiliarne i cittadini. Purtroppo si continua anche durante un’emergenza pandemica drammatica come quella in corso con la consueta sottrazione di Fondi a vantaggio esclusivo del Nord. La misura è colma!
L’impressione è che il Sud, ora ha anche la “colpa”, agli occhi di alcuni razzisti e boiardi di Stato, di essere riuscito coi propri scienziati, medici, politici, cittadini, ad organizzarsi e disciplinarsi contenendo l’ondata pandemica, resistendo anche al “rientro caotico dal Nord” dei propri emigrati innescato da colpevoli anticipazioni governative ai media, pur con mezzi ridotto all’osso dai continui tagli, dimostrando così, nei fatti, di essere riuscito a reagire meglio del Nord.
Un Sud che ha rialzato la testa e perciò ora deve essere ancora punito, ma è difficile pensare che dopo il fallimento totale del racconto mediatico imposto da decenni i cittadini del Sud possano tornare ad abbassare la testa. Il re è nudo. Il vecchio approccio del Sud visto come un salvadanaio sempre a disposizione, dopo la presa di coscienza da parte di una moltitudine crescente di cittadini del Mezzogiorno che han preso atto in questa emergenza delle proprie eccellenze, delle discriminazioni da sempre subite a favore di territori la cui “virtuosità ed efficienza”, è stata messa in forte discussione dall’emergenza Coronavirus, potrebbe preludere, visto la contemporanea reiterazione delle richieste di “Secessione dei Ricchi” da parte dei governatori del Nord, le giornaliere e sempre più pesanti provocazioni mediatiche a reti unificate e lo stato di prostrazione economica di sempre più larghe fasce di popolazione del Sud, a quella “tempesta perfetta” prodromica a cambiamenti epocali.

Fonte : IlSudonline



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Natale Cuccurese, presidente del Partito del Sud, si dice che il paese non riparte senza il Sud. Ma poi permangono le differenze. Perchè?
Perché come dimostrato anche dall’ultimo Rapporto Eurispes 2020, la sottrazione al Sud di risorse a vantaggio del Nord, dovute in base alla semplice percentuale della popolazione residente (34%) è massiccia e pervasiva ed ammonta a ben 840 Miliardi di Euro solo nel periodo dal 2000 al 2017.
Basta guardare solamente la differenza in infrastrutture per rendersene conto.
Permane nei governi nazionali una visione monoculare che da sempre privilegia il Nord e la sua presunta funzione di “locomotiva”, con la conseguente destinazione della stragrande maggioranza delle risorse.
In realtà non solo questa presunzione si è dimostrata da sempre infondata, portando all’attuale situazione di un Paese a due velocità, visto che la sottrazione di risorse continua inesorabilmente, addirittura aggravandosi ad un ritmo di 61,3 Miliardi di Euro all’anno, ma ha portato alla richiesta sempre più pressante di Autonomia differenziata da parte di alcune Regioni del Nord oltre ad un sempre più indecente, sentimento di superiorità di stampo razzista introiettato dalle classi dirigenti nordiche grazie ad un leghismo sottotraccia sempre più pervasivo. In realtà di “virtuoso” c’è poco. Sono semplicemente “virtuosi” coi soldi a pioggia degli altri, come ampiamente dimostrato in Lombardia con l’emergenza pandemiche che ha messo in evidenza carenze organizzative drammatiche.
Che cosa sta succedendo sulle risorse destinate al Sud?
Sono semplicemente dirottate al Nord. Anche in quest’ ultimo D.L. Rilancio vediamo come malgrado le assicurazioni governative, più volte espresse, ancora una volta chi paga è il Sud, esattamente così come già da marzo era stato indicato dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.
Solo come esempio ed analizzando le 464 pagine del Decreto appare evidente come:
-Nell’articolo 231 CAP. XI Coesione territoriale pag. 426 si legge che “in via eccezionale i Fondi sviluppo e coesione possono essere destinati ad ogni tipologia di intervento a livello nazionale, regionale o locale per fronteggiare l’emergenza Covid-19… coerenti come da importanti modifiche recentemente apportate ai regolamenti europei ai sensi del Regolamento (UE) 2020/460 del 30 marzo 2020 e del Regolamento (UE) 2020/558 del 23 aprile 2020…”
Quindi lo scippo al Sud, l’ennesimo negli ultimi anni sui Fondi di coesione, è ufficialmente confermato!
-Nell’art.232 è confermato che non sarà più necessario il cofinanziamento del Governo italiano sui fondi europei, anche qui come da indicazioni europee, il che si tradurrà in una più rapida possibilità di spesa senza impattare sul piano di stabilità, ma anche in un minor apporto di fondi (quelli che avrebbe dovuto mettere il Governo italiano) e visto che gran parte del cofinanziamento riguarda regioni del Sud il tutto si tradurrà nei fatti nell’ennesima sottrazione di fondi al Sud.
-Titolo II Art.27 pag. 49
Versamento IRAP sospeso per una serie di categorie. Interessante questo machiavello per finanziare il Nord in modo non palese. Con l’IRAP (33% circa) si finanzia la Sanità.
Il MES ci presta soldi, ad un tasso molto basso, solo per finanziare la Sanità.
Risultato: le imprese (che sono in larga maggioranza al Nord) non pagheranno la tassa aumentando gli utili, i soldi alla Sanità arriveranno in sostituzione (in quota parte) dal MES e la restituzione del nuovo debito la pagheranno tutti i cittadini, anche quelli del Sud…
-Reddito di Emergenza art.87 pag.160 una misura tampone per due mesi, da 400 euro a 800 euro. Esclusi totalmente i nuclei familiari in cui c’è un pensionato o una persona che percepisce il RDC, categorie in maggioranza al Sud.
-Visto che il settore turistico, i bar e i ristoranti sono sostenuti col taglio della prima rata dell’IMU, nei fatti il “sostegno governativo” si scarica sulle spalle dei comuni già in ampia difficoltà.
Si può ben immaginare quale effetto disastroso avrà questa mancata entrata sui conti dei comuni in dissesto, in larga parte parte al Sud, a partire da quello di Napoli come infatti denunciato dal Sindaco de Magistris, che vedono così messi a rischio conti e servizi
Se a questa prima analisi aggiungiamo per la “clausola 34%”, sospesa nella bozza Dipe, che il Def 2020, appena approvato, non contiene l’elenco dei programmi di spesa e le Amministrazioni tenute a rispettare la riserva del 34% sulla spesa in conto capitale al Meridione da inserire, secondo la legge 196/2009 e successive modifiche e integrazioni che regola i documenti di bilancio della contabilità pubblica, nella Sezione II del Documento di Economia e Finanza recentemente approvato dal Parlamento come, ad esempio, è stato correttamente fatto nel DEF 2019, è chiaro che, malgrado le rassicurazioni ministeriali,  il quadro per il Sud è a dir poco a tinte fosche.
E’ una storia già vista: è successo anche in passato, con Tremonti. Perchè il Nord riesce a difendersi meglio?
Il Nord ha da sempre il controllo economico del Paese, di conseguenza controlla i mezzi di informazione e del racconto mediatico. Basta guardare il nome dei proprietari dei grandi giornali o delle televisioni private nazionali per rendersene conto, mentre la televisione pubblica è da tempo controllata e megafono esclusivo  del potere politico, sempre legato a doppio filo al potere economico. Ogni inefficienza, ogni problematica è sempre scaricata sugli ultimi, meridionali prima, migranti poi. Ecco perché per un meridionale essere razzista è doppiamente immondo.  Interessante a tal fine ricordare che da uno studio condotto da due docenti dall’università del Salento [ ‘La parte cattiva dell’Italia: Sud, media e immaginario collettivo’, di Stefano Cristante e Valentina Cremonesini], negli ultimi 30 anni i tg nazionali hanno dedicato solo il 9% del loro tempo a parlare del Sud in generale, e il 90% di questo 9% per mettere in risalto solo episodi negativi, quasi sempre di cronaca, malgrado iniziative lodevoli sui territori da parte di cittadini o comitati, le tante bellezze naturali, gli eccellenti prodotti enogastronomici dei territori ed il patrimonio storico e culturale universalmente riconosciuto. Ecco perché nei confronti del Mezzogiorno si può parlare di un vero e proprio razzismo di Stato e della riduzione a  mercato interno a vantaggio nella larga parte dei casi di merci prodotte al Nord o da aziende con sede legale al Nord. Basti pensare che in campo bancario, assicurativo, della distribuzione ecc. tutte le grandi aziende presenti al Sud sono del Nord.
Perchè in Parlamento non si crea una forza in grado di difendere gli interessi del Sud?
Questo è un problema che era già presente dai tempi di Salvemini. I motivi sono sempre economico-mediatici. Oggi se non si ha visibilità , se non si appare soprattutto in televisione per contrastare il racconto mediaticamente imposto grazie a stereotipi e discriminazioni decennali, racconto che ovviamente il potere economico predilige, semplicemente non si viene percepiti nell’immaginario collettivo, non si è rilevati e quindi risulta difficile aggregare.
Malgrado queste difficoltà noi del Partito del Sud proseguiamo da anni per portare in ogni assise possibile i nostri temi, non ci arrendiamo. A tal fine negli ultimi anni abbiamo stretto rapporti di collaborazione con partiti di quella sinistra che hanno, come noi, una visione gramsciana, l’unica che può portare fuori il Mezzogiorno dallo stato attuale di colonia interna estrattiva e dare una possibilità concreta di rappresentanza meridionalista a livello nazionale senza lacci e lacciuoli. Per gli stessi motivi e per portare il tema della “Nuova questione meridionale” anche in Europa siamo entrati a far parte del Partito della Sinistra Europea con la formula della cooperazione rafforzata.
Una delle leggende sul Sud racconta che spesso i soldi investiti nelle nostre aree si sono tradotti in sprechi. E’ così?
Su questo punto è meglio essere chiari: gli sprechi ci sono stati e noi certamente non difendiamo i responsabili, anzi li condanniamo doppiamente, ma anche qui si evince un problema mediatico pressante se pensiamo che sprechi ce ne sono stati molti di più al Nord e per importi di gran lunga maggiori, eppure hanno fatto meno “rumore”. D’altra parte il potere economico è stabilmente al Nord e tutti gli scandali economico finanziari degli ultimi decenni sono lì scoppiati. Per non parlare poi dell’intreccio politico-economico-mafioso che spesso appare da alcune inchieste in controluce.
La linea della palma , come scriveva Sciascia, ha da tempo superato le Alpi. Le mafie sono il primo nemico del Sud, il primo tassello di controllo e asservimento del territorio. Diciamo che su questi aspetti il Paese, da Nord a Sud, è semplicemente da rifondare al più presto.
C’è una responsabilità anche della classe dirigente meridionale?
Sicuramente, per gestire il potere inserirsi in un partito nazionale può per alcuni apparire più semplice, anche per arrivare a gestire una quota di potere, ma poi si deve giocoforza mediare o sottostare ad alcune regole non scritte che non sempre sono a vantaggio del territorio che si amministra. Bisogna trovare il modo di unirsi fra volenterosi per liberarsi della cappa di oppressione che da decenni impedisce al Sud di liberare le energie represse per poter autonomamente e nel proprio interesse, ovviamente armonizzato e solidale con il resto del Paese, come da dettato costituzionale, affrancarsi da una condizione che nei fatti è coloniale.
Cosa proponete per risalire la china dopo il disastro del covid?
Proprio pochi giorni fa il nostro Consiglio Direttivo Nazionale ha approvato un documento al riguardo, documento che il Vs. giornale ha pubblicato e per questo Vi ringraziamo.
Invece di cervellotiche decisioni sempre a vantaggio dei territori e delle categorie più ricche, spesso dettate da stereotipi e discriminazioni territoriali, servirebbero per il Sud politiche di sviluppo e di investimento, per creare posti di lavoro e combattere la disoccupazione, considerando che, in modo particolare negli ultimi venticinque anni, guarda caso dalle prime affermazioni elettorali della Lega Nord, la forbice degli investimenti pubblici è andata a divaricarsi sempre più fra Nord e Sud del Paese, con una spesa costantemente maggiore al Nord anno su anno.
Senza investimenti pubblici non è possibile rilanciare il Sud. Anche l’attuale governo, purtroppo, come i precedenti, sta continuando in una cieca politica di austerità che mette in ginocchio il Paese e il Mezzogiorno in particolare, del tutto insensibile alla drammaticità dell’emergenza in corso, basti pensare alla lentezza dell’arrivo di misure a sostegno di famiglie e piccole imprese che stanno creando veri e propri drammi umani e gettando i cittadini disperati nelle mani di usurai e faccendieri.
In breve sintesi nel documento abbiamo quindi indicato un primo pacchetto di possibili interventi per ripartire da Sud, purtroppo le nostre linee guida non han trovato applicazione nel D.L. Rilancio, la cosa non ci ha stupito.
Qual è il vostro giudizio sul decreto rilancio appena approvato dal governo?
Considerazione generale: pochi soldi veri, sussidi a pioggia soprattutto alle grandi aziende, sconto Irap e proroga delle tasse, ma nessun rilancio dell’economia reale. Per il Sud ho già risposto nel dettaglio in precedenza.
Coi fondi scippati al Sud e allocati al Nord vince Confindustria, che come sempre guida le scelte anche di questo governo che di sinistra ha ben poco. Solo con il Sud il Paese può ripartire. L’Italia non può pensare di definirsi un grande Paese democratico europeo se continuerà in barba a decenza e dettato costituzionale a trascurare le Regioni del Sud e ad umiliarne i cittadini. Purtroppo si continua anche durante un’emergenza pandemica drammatica come quella in corso con la consueta sottrazione di Fondi a vantaggio esclusivo del Nord. La misura è colma!
L’impressione è che il Sud, ora ha anche la “colpa”, agli occhi di alcuni razzisti e boiardi di Stato, di essere riuscito coi propri scienziati, medici, politici, cittadini, ad organizzarsi e disciplinarsi contenendo l’ondata pandemica, resistendo anche al “rientro caotico dal Nord” dei propri emigrati innescato da colpevoli anticipazioni governative ai media, pur con mezzi ridotto all’osso dai continui tagli, dimostrando così, nei fatti, di essere riuscito a reagire meglio del Nord.
Un Sud che ha rialzato la testa e perciò ora deve essere ancora punito, ma è difficile pensare che dopo il fallimento totale del racconto mediatico imposto da decenni i cittadini del Sud possano tornare ad abbassare la testa. Il re è nudo. Il vecchio approccio del Sud visto come un salvadanaio sempre a disposizione, dopo la presa di coscienza da parte di una moltitudine crescente di cittadini del Mezzogiorno che han preso atto in questa emergenza delle proprie eccellenze, delle discriminazioni da sempre subite a favore di territori la cui “virtuosità ed efficienza”, è stata messa in forte discussione dall’emergenza Coronavirus, potrebbe preludere, visto la contemporanea reiterazione delle richieste di “Secessione dei Ricchi” da parte dei governatori del Nord, le giornaliere e sempre più pesanti provocazioni mediatiche a reti unificate e lo stato di prostrazione economica di sempre più larghe fasce di popolazione del Sud, a quella “tempesta perfetta” prodromica a cambiamenti epocali.

Fonte : IlSudonline



venerdì 15 maggio 2020

Natale Cuccurese: “Decreto Rilancio e DEF 2020, coi fondi scippati al Sud e allocati al Nord vince Confindustria”

Le prime impressioni a caldo raccolte via web sull’impatto del Decreto Rilancia sulla già fragile e depauperata società ed economia meridionale sono alquanto negative. 

 Tra gli altri, è intervenuto il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che ne ha evidenziato almeno quattro criticità: 
1) la conferma dello scippo dei fondi strutturali europei, da drenare da Sud a Nord; 
2) l’ulteriore sottrazione di fondi al Mezzogiorno tramite il mancato cofinanziamento da parte del Governo italiano dei fondi europei; 
3) lo scaricamento dei costi della restituzione del prestito MES sul Sud, riservando i vantaggi della sospensione dell’IRAP soprattutto per le imprese del Nord; 
4) l’inadeguatezza del reddito di emergenza, che esclude i nuclei familiari in cui è presente un pensionato o un percettore di reddito di cittadinanza. 

 Alle quattro criticità sopracitate, Cuccurese ne aggiunge una quinta: la sospensione, di fatto, nel DEF 2020 della legge vincolo del 34%. 

Insomma, secondo Cuccurese: “Coi fondi scippati al Sud e allocati al Nord vince Confindustria, che come sempre guida le scelte anche di questo Governo che di sinistra non ha proprio nulla”.

Fonte: Vesuvianonews- Articolo Salvatore Lucchese


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Le prime impressioni a caldo raccolte via web sull’impatto del Decreto Rilancia sulla già fragile e depauperata società ed economia meridionale sono alquanto negative. 

 Tra gli altri, è intervenuto il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che ne ha evidenziato almeno quattro criticità: 
1) la conferma dello scippo dei fondi strutturali europei, da drenare da Sud a Nord; 
2) l’ulteriore sottrazione di fondi al Mezzogiorno tramite il mancato cofinanziamento da parte del Governo italiano dei fondi europei; 
3) lo scaricamento dei costi della restituzione del prestito MES sul Sud, riservando i vantaggi della sospensione dell’IRAP soprattutto per le imprese del Nord; 
4) l’inadeguatezza del reddito di emergenza, che esclude i nuclei familiari in cui è presente un pensionato o un percettore di reddito di cittadinanza. 

 Alle quattro criticità sopracitate, Cuccurese ne aggiunge una quinta: la sospensione, di fatto, nel DEF 2020 della legge vincolo del 34%. 

Insomma, secondo Cuccurese: “Coi fondi scippati al Sud e allocati al Nord vince Confindustria, che come sempre guida le scelte anche di questo Governo che di sinistra non ha proprio nulla”.

Fonte: Vesuvianonews- Articolo Salvatore Lucchese


giovedì 14 maggio 2020

Venerdì 15 Maggio: Transform!italia organizza per il Sud-Lab una discussione in diretta sul tema: Territori SUDati Fare comunità con la solidarietà

Transform!italia organizza per il Sud-Lab una discussione in diretta sul tema:
Territori SUDati
Fare comunità con la solidarietà
Con
Natale Cuccurese, Pres. Partito del Sud,
Mimmo Lucano, già Sindaco di Riace;
Antonio Luongo, Dinamica ODV- Casa del Popolo Area Flegrea;
Loredana Marino, Resp. Mezzogiorno della Rifondazione Comunista;
Alessio Malinconico, Associazione Ya Basta;
Cosimo Matteucci,Ambulatorio popolare di Barletta;
Paola Nugnes, Senatrice della Repubblica;


Coordina: Roberto Morea


Venerdì 15 Maggio
eventuali domande scritte vanno indirizzate a questa pagina nei commenti sotto il video durante la diretta
https://www.facebook.com/transform.italia/


Evento Facebook : https://www.facebook.com/events/234031024680192/?active_tab=about


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Transform!italia organizza per il Sud-Lab una discussione in diretta sul tema:
Territori SUDati
Fare comunità con la solidarietà
Con
Natale Cuccurese, Pres. Partito del Sud,
Mimmo Lucano, già Sindaco di Riace;
Antonio Luongo, Dinamica ODV- Casa del Popolo Area Flegrea;
Loredana Marino, Resp. Mezzogiorno della Rifondazione Comunista;
Alessio Malinconico, Associazione Ya Basta;
Cosimo Matteucci,Ambulatorio popolare di Barletta;
Paola Nugnes, Senatrice della Repubblica;


Coordina: Roberto Morea


Venerdì 15 Maggio
eventuali domande scritte vanno indirizzate a questa pagina nei commenti sotto il video durante la diretta
https://www.facebook.com/transform.italia/


Evento Facebook : https://www.facebook.com/events/234031024680192/?active_tab=about


mercoledì 13 maggio 2020

COMUNICATO STAMPA CDN 10 MAGGIO 2020 - IL RILANCIO DELL'ECONOMIA VISTO DA SUD


COMUNICATO STAMPA

Il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud riunitisi a mezzo internet,nel ribadire la forte preoccupazione in merito notizie trapelate in merito al contenuto di una bozza Dipe che prevede la sospensione della riserva del 34% degli investimenti alle regioni meridionali e la revisione delle quote dei Fsc, ha approvato all’unanimità in data odierna il sottostante comunicato:

·        Abbattimento al 50% della fiscalità nazionale, regionale e comunale per il primo anno verso quanti emergono dal nero, con assenza di sanzioni per il pregresso, estendendo tali agevolazione alle imprese manifatturiere che intendono rientrare dall’estero, negando qualsiasi incentivo o aiuto a quelle imprese che hanno sede legale all’estero.
·        Prevedere una ultra deducibilità degli affitti delle imprese ovvero tra il 116 ed il 125 %;
·        Sostegno economico immediato a famiglie, commercianti, artigiani, piccoli imprenditori, cassintegrati, precari e a tutte le persone colpite dalla crisi;
·        Reintegro immediato dell'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300 dello statuto dei lavoratori;
·        Patrimoniale per le grandi ricchezze oltre gli 800.000 € secondo la proposta Camusso.
·        Lavorare meno lavorare tutti: ridurre l’orario di lavoro mantenendo inalterato il salario, come da proposta task force Ministro Innovazione e rilanciata dal Ministro del Lavoro Catalfo.
·        Legge 66/99: abbassare la soglia da 15 a 10 relativa al numero dipendenti relativi all’assunzione di almeno un lavoratore disabile.
·        Opere pubbliche per il recupero del gap infrastrutturale Sud/Nord, per il rilancio del Paese partendo da Sud, quali ferrovie, strade, autostrade, porti, aeroporti, scuole ecc. Prevedere un Hub Alitalia nel Mezzogiorno e l’inserimento di un porto del Mezzogiorno nella “ Via della seta”
·        Regolarizzazione di tutti gli irregolari presenti sul territorio nazionale;
·        Togliere immediatamente la competenza delle Regioni sulla Sanità, provvedendo alla riapertura degli ospedali dismessi. Creazione di un registro tumori per ogni unità sanitaria locale.
·        Costruzioni di centrali elettriche a pannelli solari partendo da ogni provincia della Sicilia e della Calabria (regioni che geograficamente hanno il migliore indice di rendimento per la produzione di energia solare in confronto al resto d’Italia).

Si ritiene inoltre di mettere in rilievo per l’ennesima volta, a proposito di Autonomia Differenziata, che la richiesta di alcune Regioni di voler trattenere il cosiddetto “Residuo Fiscale”, si basa su un equivoco consistente nel ritenere effettivamente esistente nelle pieghe del bilancio dello Stato un residuo fiscale a favore di alcune Regioni. Da un punto di vista di contabilità pubblica, saremmo di fronte a un equivoco perché in uno Stato unitario non ci sono residui fiscali dal momento che il rapporto fiscale si svolge tra il cittadino e lo Stato. Inoltre, anche ammettendo l’ipotesi dell’esistenza di un residuo fiscale, vi sarebbe un palese errore di calcolo in quanto non si terrebbe conto del fatto che una parte della differenza di quanto versato all’erario rispetto a quanto trasferito dallo Stato alle Regioni ritorna sul territorio regionale in forma di pagamento degli interessi sui titoli del debito pubblico posseduti dai soggetti residenti in quelle regioni, a partire ovviamente da quelle più ricche.

10 Maggio 2020 

Comitato Direttivo Nazionale

Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti       

             

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COMUNICATO STAMPA

Il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud riunitisi a mezzo internet,nel ribadire la forte preoccupazione in merito notizie trapelate in merito al contenuto di una bozza Dipe che prevede la sospensione della riserva del 34% degli investimenti alle regioni meridionali e la revisione delle quote dei Fsc, ha approvato all’unanimità in data odierna il sottostante comunicato:

·        Abbattimento al 50% della fiscalità nazionale, regionale e comunale per il primo anno verso quanti emergono dal nero, con assenza di sanzioni per il pregresso, estendendo tali agevolazione alle imprese manifatturiere che intendono rientrare dall’estero, negando qualsiasi incentivo o aiuto a quelle imprese che hanno sede legale all’estero.
·        Prevedere una ultra deducibilità degli affitti delle imprese ovvero tra il 116 ed il 125 %;
·        Sostegno economico immediato a famiglie, commercianti, artigiani, piccoli imprenditori, cassintegrati, precari e a tutte le persone colpite dalla crisi;
·        Reintegro immediato dell'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300 dello statuto dei lavoratori;
·        Patrimoniale per le grandi ricchezze oltre gli 800.000 € secondo la proposta Camusso.
·        Lavorare meno lavorare tutti: ridurre l’orario di lavoro mantenendo inalterato il salario, come da proposta task force Ministro Innovazione e rilanciata dal Ministro del Lavoro Catalfo.
·        Legge 66/99: abbassare la soglia da 15 a 10 relativa al numero dipendenti relativi all’assunzione di almeno un lavoratore disabile.
·        Opere pubbliche per il recupero del gap infrastrutturale Sud/Nord, per il rilancio del Paese partendo da Sud, quali ferrovie, strade, autostrade, porti, aeroporti, scuole ecc. Prevedere un Hub Alitalia nel Mezzogiorno e l’inserimento di un porto del Mezzogiorno nella “ Via della seta”
·        Regolarizzazione di tutti gli irregolari presenti sul territorio nazionale;
·        Togliere immediatamente la competenza delle Regioni sulla Sanità, provvedendo alla riapertura degli ospedali dismessi. Creazione di un registro tumori per ogni unità sanitaria locale.
·        Costruzioni di centrali elettriche a pannelli solari partendo da ogni provincia della Sicilia e della Calabria (regioni che geograficamente hanno il migliore indice di rendimento per la produzione di energia solare in confronto al resto d’Italia).

Si ritiene inoltre di mettere in rilievo per l’ennesima volta, a proposito di Autonomia Differenziata, che la richiesta di alcune Regioni di voler trattenere il cosiddetto “Residuo Fiscale”, si basa su un equivoco consistente nel ritenere effettivamente esistente nelle pieghe del bilancio dello Stato un residuo fiscale a favore di alcune Regioni. Da un punto di vista di contabilità pubblica, saremmo di fronte a un equivoco perché in uno Stato unitario non ci sono residui fiscali dal momento che il rapporto fiscale si svolge tra il cittadino e lo Stato. Inoltre, anche ammettendo l’ipotesi dell’esistenza di un residuo fiscale, vi sarebbe un palese errore di calcolo in quanto non si terrebbe conto del fatto che una parte della differenza di quanto versato all’erario rispetto a quanto trasferito dallo Stato alle Regioni ritorna sul territorio regionale in forma di pagamento degli interessi sui titoli del debito pubblico posseduti dai soggetti residenti in quelle regioni, a partire ovviamente da quelle più ricche.

10 Maggio 2020 

Comitato Direttivo Nazionale

Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti       

             

sabato 9 maggio 2020

Lettera inviata dal Lab-Sud a tutti i Parlamentari: “Si applichi la clausola 34%, non si sottraggano ancora risorse al Sud!”

Sempre più supino ai diktat dei poteri forti di questo Paese, il Governo Conte bis scarica i costi della Grande depressione globale da pandemia coronavirus su un Sud sempre più ridotto alla sua funzione marginale e subalterna di “colonia estrattiva interna”.
Come denunciano gli esponenti del Laboratorio-La riscossa del Sud: “Dalla modifica degli orientamenti contenuti nella bozza del DIPE all’approvazione in Parlamento del DEF, si prospetta un ulteriore gravissimo scippo di risorse ai danni delle popolazioni del Mezzogiorno d’Italia”.

Al fine di sensibilizzare e di responsabilizzare tutti i parlamentari italiani sull’ennesima indebita sottrazione di risorse finanziarie cui è vittima il Sud, gli esponenti di Lab-Sud, Giovanni Russo Spena, Rosa Rinaldi, Roberto Musacchio, Natale Cuccurese, Loredana Marino, Roberto Morea, hanno scritto una Lettera aperta, di cui si seguito si riporta la versione integrale, chiedendo loro di “proporre e fare approvare una mozione d’indirizzo in occasione della conversione del “‘Decreto- Aprile’ che vincoli il Governo nel non presentare alle Camere provvedimenti che possano introdurre ulteriori squilibri interregionali e bloccare ogni ddl di modifica delle attuali disposizioni sulla riserva del 34% e sulla ripartizione percentuale dei fondi di coesione”.
Testo integrale della lettera inviata
“Gentile onorevole,
Le scriviamo, perché siamo molto preoccupati per il modo in cui a livello parlamentare è stato approvato il DEF 2020 in quanto in alcuni suoi punti abbiamo intravisto un primo recepimento del documento della Presidenza del Consiglio – Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica dal titolo “L’Italia e la risposta al Covid-19” dove veniva proposto, tra l’altro, la sospensione della riserva del 34% di cui all’art. 7 bis del d-l n. 243/2016 come convertito con modifiche nella legge n. 18/2017 e una diversa ripartizione percentuale del riparto delle risorse del fondo Sviluppo e Coesione secondo quanto previsto dall’art. 1, co. 6, della legge n. 147/2013.

Sappiamo che parlamentari – soprattutto meridionali – di diverse forze politiche sia di maggioranza che di opposizione hanno presentato interrogazioni per chiedere chiarimenti su questi aspetti del documento in questione, pertanto ci sembra grave che nel DEF 2020, da un lato, si sia omesso di indicare i programmi di spesa in conto capitale delle Amministrazioni centrali su cui applicare la riserva del 34% al Meridione come, ad esempio, fatto nel DEF 2019 (si veda, in proposito, la sez. II, cap. IX, pag. 119) dall’altro si prevede la “flessibilità nell’utilizzo dei fondi strutturali” ossia la “possibilità di trasferire risorse tra i tre fondi della politica di coesione e tra le diverse categorie di Regioni” (Sez. I, cap. I, pag. 7 DEF 2020).

Questo aspetto viene inserito all’interno della risposta europea all’attuale crisi e, quindi, ci si chiede perché accettare (o richiedere) questo tipo di flessibilità, qual è la finalità che si vuole perseguire?
Qui ritorna l’indubbio, seppur implicito, collegamento col documento della Presidenza del Consiglio.
E’ appena il caso di ricordare che già oggi, con l’attuale ripartizione dei fondi strutturali (80% al Mezzogiorno e 20% al Centro-Nord) ci scontriamo col fatto che queste risorse sono, perlopiù, sostitutive e non aggiuntive; tuttavia il risvolto più grave è che una modifica normativa peggiorativa per il Mezzogiorno delle due disposizioni in argomento sarebbe una violazione dei criteri perequativi e di riequilibrio territoriale esplicitamente richiamati dalla nostra Costituzione (art. 119, co. 5).
Non vi scriviamo soltanto come cittadine e cittadini di una parte del Paese ma nell’interesse dell’unità e coesione della Repubblica perché da questa crisi il Paese può uscire soltanto se più giusto ed equilibrato senza contrapposizioni e competitività territoriali, senza un intollerabile furto ai danni del Sud. 
Che sarebbe anche un intollerabile colpo alla economia nazionale e alla coesione della Repubblica.
Pertanto, vi chiediamo di proporre e far approvare una mozione d’indirizzo in occasione della conversione del “decreto- Aprile” che vincoli il Governo nel non presentare alle Camere provvedimenti che possano introdurre ulteriori squilibri interregionali e bloccare ogni ddl di modifica delle attuali disposizioni sulla riserva del 34% e sulla ripartizione percentuale dei fondi di coesione”.


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Sempre più supino ai diktat dei poteri forti di questo Paese, il Governo Conte bis scarica i costi della Grande depressione globale da pandemia coronavirus su un Sud sempre più ridotto alla sua funzione marginale e subalterna di “colonia estrattiva interna”.
Come denunciano gli esponenti del Laboratorio-La riscossa del Sud: “Dalla modifica degli orientamenti contenuti nella bozza del DIPE all’approvazione in Parlamento del DEF, si prospetta un ulteriore gravissimo scippo di risorse ai danni delle popolazioni del Mezzogiorno d’Italia”.

Al fine di sensibilizzare e di responsabilizzare tutti i parlamentari italiani sull’ennesima indebita sottrazione di risorse finanziarie cui è vittima il Sud, gli esponenti di Lab-Sud, Giovanni Russo Spena, Rosa Rinaldi, Roberto Musacchio, Natale Cuccurese, Loredana Marino, Roberto Morea, hanno scritto una Lettera aperta, di cui si seguito si riporta la versione integrale, chiedendo loro di “proporre e fare approvare una mozione d’indirizzo in occasione della conversione del “‘Decreto- Aprile’ che vincoli il Governo nel non presentare alle Camere provvedimenti che possano introdurre ulteriori squilibri interregionali e bloccare ogni ddl di modifica delle attuali disposizioni sulla riserva del 34% e sulla ripartizione percentuale dei fondi di coesione”.
Testo integrale della lettera inviata
“Gentile onorevole,
Le scriviamo, perché siamo molto preoccupati per il modo in cui a livello parlamentare è stato approvato il DEF 2020 in quanto in alcuni suoi punti abbiamo intravisto un primo recepimento del documento della Presidenza del Consiglio – Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica dal titolo “L’Italia e la risposta al Covid-19” dove veniva proposto, tra l’altro, la sospensione della riserva del 34% di cui all’art. 7 bis del d-l n. 243/2016 come convertito con modifiche nella legge n. 18/2017 e una diversa ripartizione percentuale del riparto delle risorse del fondo Sviluppo e Coesione secondo quanto previsto dall’art. 1, co. 6, della legge n. 147/2013.

Sappiamo che parlamentari – soprattutto meridionali – di diverse forze politiche sia di maggioranza che di opposizione hanno presentato interrogazioni per chiedere chiarimenti su questi aspetti del documento in questione, pertanto ci sembra grave che nel DEF 2020, da un lato, si sia omesso di indicare i programmi di spesa in conto capitale delle Amministrazioni centrali su cui applicare la riserva del 34% al Meridione come, ad esempio, fatto nel DEF 2019 (si veda, in proposito, la sez. II, cap. IX, pag. 119) dall’altro si prevede la “flessibilità nell’utilizzo dei fondi strutturali” ossia la “possibilità di trasferire risorse tra i tre fondi della politica di coesione e tra le diverse categorie di Regioni” (Sez. I, cap. I, pag. 7 DEF 2020).

Questo aspetto viene inserito all’interno della risposta europea all’attuale crisi e, quindi, ci si chiede perché accettare (o richiedere) questo tipo di flessibilità, qual è la finalità che si vuole perseguire?
Qui ritorna l’indubbio, seppur implicito, collegamento col documento della Presidenza del Consiglio.
E’ appena il caso di ricordare che già oggi, con l’attuale ripartizione dei fondi strutturali (80% al Mezzogiorno e 20% al Centro-Nord) ci scontriamo col fatto che queste risorse sono, perlopiù, sostitutive e non aggiuntive; tuttavia il risvolto più grave è che una modifica normativa peggiorativa per il Mezzogiorno delle due disposizioni in argomento sarebbe una violazione dei criteri perequativi e di riequilibrio territoriale esplicitamente richiamati dalla nostra Costituzione (art. 119, co. 5).
Non vi scriviamo soltanto come cittadine e cittadini di una parte del Paese ma nell’interesse dell’unità e coesione della Repubblica perché da questa crisi il Paese può uscire soltanto se più giusto ed equilibrato senza contrapposizioni e competitività territoriali, senza un intollerabile furto ai danni del Sud. 
Che sarebbe anche un intollerabile colpo alla economia nazionale e alla coesione della Repubblica.
Pertanto, vi chiediamo di proporre e far approvare una mozione d’indirizzo in occasione della conversione del “decreto- Aprile” che vincoli il Governo nel non presentare alle Camere provvedimenti che possano introdurre ulteriori squilibri interregionali e bloccare ogni ddl di modifica delle attuali disposizioni sulla riserva del 34% e sulla ripartizione percentuale dei fondi di coesione”.


 
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