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mercoledì 13 maggio 2020
COMUNICATO STAMPA CDN 10 MAGGIO 2020 - IL RILANCIO DELL'ECONOMIA VISTO DA SUD
COMUNICATO STAMPA
Il
Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud riunitisi a mezzo internet,nel
ribadire la forte preoccupazione in merito notizie trapelate in merito al
contenuto di una bozza Dipe che prevede la sospensione della riserva del 34%
degli investimenti alle regioni meridionali e la revisione delle quote dei Fsc,
ha approvato all’unanimità in data odierna il sottostante comunicato:
·
Abbattimento al
50% della fiscalità nazionale, regionale e comunale per il primo anno verso quanti
emergono dal nero, con assenza di sanzioni per il pregresso, estendendo tali
agevolazione alle imprese manifatturiere che intendono rientrare dall’estero,
negando qualsiasi incentivo o aiuto a quelle imprese che hanno sede legale
all’estero.
·
Prevedere una
ultra deducibilità degli affitti delle imprese ovvero tra il 116 ed il 125 %;
·
Sostegno
economico immediato a famiglie, commercianti, artigiani, piccoli imprenditori,
cassintegrati, precari e a tutte le persone colpite dalla crisi;
·
Reintegro immediato
dell'articolo 18 della legge 20 maggio
1970, n. 300 dello statuto dei lavoratori;
·
Patrimoniale per
le grandi ricchezze oltre gli 800.000 € secondo la proposta Camusso.
·
Lavorare meno
lavorare tutti: ridurre l’orario di lavoro mantenendo inalterato il salario, come
da proposta task force Ministro Innovazione e rilanciata dal Ministro del
Lavoro Catalfo.
·
Legge 66/99:
abbassare la soglia da 15 a 10 relativa al numero dipendenti relativi
all’assunzione di almeno un lavoratore disabile.
·
Opere pubbliche
per il recupero del gap infrastrutturale Sud/Nord, per il rilancio del Paese partendo
da Sud, quali ferrovie, strade, autostrade, porti, aeroporti, scuole ecc.
Prevedere un Hub Alitalia nel Mezzogiorno e l’inserimento di un porto del
Mezzogiorno nella “ Via della seta”
·
Regolarizzazione
di tutti gli irregolari presenti sul territorio nazionale;
·
Togliere immediatamente
la competenza delle Regioni sulla Sanità, provvedendo alla riapertura degli
ospedali dismessi. Creazione di un registro tumori per ogni unità sanitaria
locale.
·
Costruzioni di
centrali elettriche a pannelli solari partendo da ogni provincia della Sicilia
e della Calabria (regioni che geograficamente hanno il migliore indice di
rendimento per la produzione di energia solare in confronto al resto d’Italia).
Si
ritiene inoltre di mettere in rilievo per l’ennesima volta, a proposito di
Autonomia Differenziata, che la richiesta di alcune Regioni di voler trattenere
il cosiddetto “Residuo Fiscale”, si basa su un equivoco
consistente nel ritenere effettivamente esistente nelle pieghe del bilancio
dello Stato un residuo fiscale a favore di alcune Regioni. Da un punto di vista
di contabilità pubblica, saremmo di fronte a un equivoco perché in uno Stato
unitario non ci sono residui fiscali dal momento che il rapporto fiscale si
svolge tra il cittadino e lo Stato. Inoltre, anche ammettendo l’ipotesi
dell’esistenza di un residuo fiscale, vi sarebbe un palese errore di calcolo in
quanto non si terrebbe conto del fatto che una parte della differenza di quanto
versato all’erario rispetto a quanto trasferito dallo Stato alle Regioni ritorna
sul territorio regionale in forma di pagamento degli interessi sui titoli del
debito pubblico posseduti dai soggetti residenti in quelle regioni, a partire
ovviamente da quelle più ricche.
10 Maggio 2020
Comitato Direttivo Nazionale
Partito del Sud – Meridionalisti
Progressisti
COMUNICATO STAMPA
Il
Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud riunitisi a mezzo internet,nel
ribadire la forte preoccupazione in merito notizie trapelate in merito al
contenuto di una bozza Dipe che prevede la sospensione della riserva del 34%
degli investimenti alle regioni meridionali e la revisione delle quote dei Fsc,
ha approvato all’unanimità in data odierna il sottostante comunicato:
·
Abbattimento al
50% della fiscalità nazionale, regionale e comunale per il primo anno verso quanti
emergono dal nero, con assenza di sanzioni per il pregresso, estendendo tali
agevolazione alle imprese manifatturiere che intendono rientrare dall’estero,
negando qualsiasi incentivo o aiuto a quelle imprese che hanno sede legale
all’estero.
·
Prevedere una
ultra deducibilità degli affitti delle imprese ovvero tra il 116 ed il 125 %;
·
Sostegno
economico immediato a famiglie, commercianti, artigiani, piccoli imprenditori,
cassintegrati, precari e a tutte le persone colpite dalla crisi;
·
Reintegro immediato
dell'articolo 18 della legge 20 maggio
1970, n. 300 dello statuto dei lavoratori;
·
Patrimoniale per
le grandi ricchezze oltre gli 800.000 € secondo la proposta Camusso.
·
Lavorare meno
lavorare tutti: ridurre l’orario di lavoro mantenendo inalterato il salario, come
da proposta task force Ministro Innovazione e rilanciata dal Ministro del
Lavoro Catalfo.
·
Legge 66/99:
abbassare la soglia da 15 a 10 relativa al numero dipendenti relativi
all’assunzione di almeno un lavoratore disabile.
·
Opere pubbliche
per il recupero del gap infrastrutturale Sud/Nord, per il rilancio del Paese partendo
da Sud, quali ferrovie, strade, autostrade, porti, aeroporti, scuole ecc.
Prevedere un Hub Alitalia nel Mezzogiorno e l’inserimento di un porto del
Mezzogiorno nella “ Via della seta”
·
Regolarizzazione
di tutti gli irregolari presenti sul territorio nazionale;
·
Togliere immediatamente
la competenza delle Regioni sulla Sanità, provvedendo alla riapertura degli
ospedali dismessi. Creazione di un registro tumori per ogni unità sanitaria
locale.
·
Costruzioni di
centrali elettriche a pannelli solari partendo da ogni provincia della Sicilia
e della Calabria (regioni che geograficamente hanno il migliore indice di
rendimento per la produzione di energia solare in confronto al resto d’Italia).
Si
ritiene inoltre di mettere in rilievo per l’ennesima volta, a proposito di
Autonomia Differenziata, che la richiesta di alcune Regioni di voler trattenere
il cosiddetto “Residuo Fiscale”, si basa su un equivoco
consistente nel ritenere effettivamente esistente nelle pieghe del bilancio
dello Stato un residuo fiscale a favore di alcune Regioni. Da un punto di vista
di contabilità pubblica, saremmo di fronte a un equivoco perché in uno Stato
unitario non ci sono residui fiscali dal momento che il rapporto fiscale si
svolge tra il cittadino e lo Stato. Inoltre, anche ammettendo l’ipotesi
dell’esistenza di un residuo fiscale, vi sarebbe un palese errore di calcolo in
quanto non si terrebbe conto del fatto che una parte della differenza di quanto
versato all’erario rispetto a quanto trasferito dallo Stato alle Regioni ritorna
sul territorio regionale in forma di pagamento degli interessi sui titoli del
debito pubblico posseduti dai soggetti residenti in quelle regioni, a partire
ovviamente da quelle più ricche.
10 Maggio 2020
Comitato Direttivo Nazionale
Partito del Sud – Meridionalisti
Progressisti
sabato 9 maggio 2020
Lettera inviata dal Lab-Sud a tutti i Parlamentari: “Si applichi la clausola 34%, non si sottraggano ancora risorse al Sud!”
Sempre più supino ai diktat dei poteri forti di questo Paese, il Governo Conte bis scarica i costi della Grande depressione globale da pandemia coronavirus su un Sud sempre più ridotto alla sua funzione marginale e subalterna di “colonia estrattiva interna”.
Come denunciano gli esponenti del Laboratorio-La riscossa del Sud: “Dalla modifica degli orientamenti contenuti nella bozza del DIPE all’approvazione in Parlamento del DEF, si prospetta un ulteriore gravissimo scippo di risorse ai danni delle popolazioni del Mezzogiorno d’Italia”.
Al fine di sensibilizzare e di responsabilizzare tutti i parlamentari italiani sull’ennesima indebita sottrazione di risorse finanziarie cui è vittima il Sud, gli esponenti di Lab-Sud, Giovanni Russo Spena, Rosa Rinaldi, Roberto Musacchio, Natale Cuccurese, Loredana Marino, Roberto Morea, hanno scritto una Lettera aperta, di cui si seguito si riporta la versione integrale, chiedendo loro di “proporre e fare approvare una mozione d’indirizzo in occasione della conversione del “‘Decreto- Aprile’ che vincoli il Governo nel non presentare alle Camere provvedimenti che possano introdurre ulteriori squilibri interregionali e bloccare ogni ddl di modifica delle attuali disposizioni sulla riserva del 34% e sulla ripartizione percentuale dei fondi di coesione”.
Testo integrale della lettera inviata
“Gentile onorevole,
Le scriviamo, perché siamo molto preoccupati per il modo in cui a livello parlamentare è stato approvato il DEF 2020 in quanto in alcuni suoi punti abbiamo intravisto un primo recepimento del documento della Presidenza del Consiglio – Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica dal titolo “L’Italia e la risposta al Covid-19” dove veniva proposto, tra l’altro, la sospensione della riserva del 34% di cui all’art. 7 bis del d-l n. 243/2016 come convertito con modifiche nella legge n. 18/2017 e una diversa ripartizione percentuale del riparto delle risorse del fondo Sviluppo e Coesione secondo quanto previsto dall’art. 1, co. 6, della legge n. 147/2013.
Sappiamo che parlamentari – soprattutto meridionali – di diverse forze politiche sia di maggioranza che di opposizione hanno presentato interrogazioni per chiedere chiarimenti su questi aspetti del documento in questione, pertanto ci sembra grave che nel DEF 2020, da un lato, si sia omesso di indicare i programmi di spesa in conto capitale delle Amministrazioni centrali su cui applicare la riserva del 34% al Meridione come, ad esempio, fatto nel DEF 2019 (si veda, in proposito, la sez. II, cap. IX, pag. 119) dall’altro si prevede la “flessibilità nell’utilizzo dei fondi strutturali” ossia la “possibilità di trasferire risorse tra i tre fondi della politica di coesione e tra le diverse categorie di Regioni” (Sez. I, cap. I, pag. 7 DEF 2020).
Questo aspetto viene inserito all’interno della risposta europea all’attuale crisi e, quindi, ci si chiede perché accettare (o richiedere) questo tipo di flessibilità, qual è la finalità che si vuole perseguire?
Qui ritorna l’indubbio, seppur implicito, collegamento col documento della Presidenza del Consiglio.
E’ appena il caso di ricordare che già oggi, con l’attuale ripartizione dei fondi strutturali (80% al Mezzogiorno e 20% al Centro-Nord) ci scontriamo col fatto che queste risorse sono, perlopiù, sostitutive e non aggiuntive; tuttavia il risvolto più grave è che una modifica normativa peggiorativa per il Mezzogiorno delle due disposizioni in argomento sarebbe una violazione dei criteri perequativi e di riequilibrio territoriale esplicitamente richiamati dalla nostra Costituzione (art. 119, co. 5).
Non vi scriviamo soltanto come cittadine e cittadini di una parte del Paese ma nell’interesse dell’unità e coesione della Repubblica perché da questa crisi il Paese può uscire soltanto se più giusto ed equilibrato senza contrapposizioni e competitività territoriali, senza un intollerabile furto ai danni del Sud.
Che sarebbe anche un intollerabile colpo alla economia nazionale e alla coesione della Repubblica.
Che sarebbe anche un intollerabile colpo alla economia nazionale e alla coesione della Repubblica.
Pertanto, vi chiediamo di proporre e far approvare una mozione d’indirizzo in occasione della conversione del “decreto- Aprile” che vincoli il Governo nel non presentare alle Camere provvedimenti che possano introdurre ulteriori squilibri interregionali e bloccare ogni ddl di modifica delle attuali disposizioni sulla riserva del 34% e sulla ripartizione percentuale dei fondi di coesione”.
Sempre più supino ai diktat dei poteri forti di questo Paese, il Governo Conte bis scarica i costi della Grande depressione globale da pandemia coronavirus su un Sud sempre più ridotto alla sua funzione marginale e subalterna di “colonia estrattiva interna”.
Come denunciano gli esponenti del Laboratorio-La riscossa del Sud: “Dalla modifica degli orientamenti contenuti nella bozza del DIPE all’approvazione in Parlamento del DEF, si prospetta un ulteriore gravissimo scippo di risorse ai danni delle popolazioni del Mezzogiorno d’Italia”.
Al fine di sensibilizzare e di responsabilizzare tutti i parlamentari italiani sull’ennesima indebita sottrazione di risorse finanziarie cui è vittima il Sud, gli esponenti di Lab-Sud, Giovanni Russo Spena, Rosa Rinaldi, Roberto Musacchio, Natale Cuccurese, Loredana Marino, Roberto Morea, hanno scritto una Lettera aperta, di cui si seguito si riporta la versione integrale, chiedendo loro di “proporre e fare approvare una mozione d’indirizzo in occasione della conversione del “‘Decreto- Aprile’ che vincoli il Governo nel non presentare alle Camere provvedimenti che possano introdurre ulteriori squilibri interregionali e bloccare ogni ddl di modifica delle attuali disposizioni sulla riserva del 34% e sulla ripartizione percentuale dei fondi di coesione”.
Testo integrale della lettera inviata
“Gentile onorevole,
Le scriviamo, perché siamo molto preoccupati per il modo in cui a livello parlamentare è stato approvato il DEF 2020 in quanto in alcuni suoi punti abbiamo intravisto un primo recepimento del documento della Presidenza del Consiglio – Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica dal titolo “L’Italia e la risposta al Covid-19” dove veniva proposto, tra l’altro, la sospensione della riserva del 34% di cui all’art. 7 bis del d-l n. 243/2016 come convertito con modifiche nella legge n. 18/2017 e una diversa ripartizione percentuale del riparto delle risorse del fondo Sviluppo e Coesione secondo quanto previsto dall’art. 1, co. 6, della legge n. 147/2013.
Sappiamo che parlamentari – soprattutto meridionali – di diverse forze politiche sia di maggioranza che di opposizione hanno presentato interrogazioni per chiedere chiarimenti su questi aspetti del documento in questione, pertanto ci sembra grave che nel DEF 2020, da un lato, si sia omesso di indicare i programmi di spesa in conto capitale delle Amministrazioni centrali su cui applicare la riserva del 34% al Meridione come, ad esempio, fatto nel DEF 2019 (si veda, in proposito, la sez. II, cap. IX, pag. 119) dall’altro si prevede la “flessibilità nell’utilizzo dei fondi strutturali” ossia la “possibilità di trasferire risorse tra i tre fondi della politica di coesione e tra le diverse categorie di Regioni” (Sez. I, cap. I, pag. 7 DEF 2020).
Questo aspetto viene inserito all’interno della risposta europea all’attuale crisi e, quindi, ci si chiede perché accettare (o richiedere) questo tipo di flessibilità, qual è la finalità che si vuole perseguire?
Qui ritorna l’indubbio, seppur implicito, collegamento col documento della Presidenza del Consiglio.
E’ appena il caso di ricordare che già oggi, con l’attuale ripartizione dei fondi strutturali (80% al Mezzogiorno e 20% al Centro-Nord) ci scontriamo col fatto che queste risorse sono, perlopiù, sostitutive e non aggiuntive; tuttavia il risvolto più grave è che una modifica normativa peggiorativa per il Mezzogiorno delle due disposizioni in argomento sarebbe una violazione dei criteri perequativi e di riequilibrio territoriale esplicitamente richiamati dalla nostra Costituzione (art. 119, co. 5).
Non vi scriviamo soltanto come cittadine e cittadini di una parte del Paese ma nell’interesse dell’unità e coesione della Repubblica perché da questa crisi il Paese può uscire soltanto se più giusto ed equilibrato senza contrapposizioni e competitività territoriali, senza un intollerabile furto ai danni del Sud.
Che sarebbe anche un intollerabile colpo alla economia nazionale e alla coesione della Repubblica.
Che sarebbe anche un intollerabile colpo alla economia nazionale e alla coesione della Repubblica.
Pertanto, vi chiediamo di proporre e far approvare una mozione d’indirizzo in occasione della conversione del “decreto- Aprile” che vincoli il Governo nel non presentare alle Camere provvedimenti che possano introdurre ulteriori squilibri interregionali e bloccare ogni ddl di modifica delle attuali disposizioni sulla riserva del 34% e sulla ripartizione percentuale dei fondi di coesione”.
venerdì 8 maggio 2020
Lettera inviata dal Lab-Sud a tutti i Parlamentari: Si applichi la clausola 34%, non si sottraggano ancora risorse al Sud!
Noi del Laboratorio: La riscossa del Sud, dopo aver articolato per tutta la fase1 un lavoro sullo stato della sanità pubblica nel Mezzogiorno,in emergenza covid19, con il passaggio alla fase2 e le proposte sull'uscita dalla crisi economica e sanitaria abbiamo, subito, voluto smascherare lo scippo di risorse che si prospetta ai danni delle popolazioni del Mezzogiorno d’Italia: dalla modifica degli orientamenti contenuti nella bozza del DIPE all'approvazione in Parlamento del DEF, un ulteriore, gravissimo colpo al Sud, da qui l'idea di un appello, e ringraziamo da subito quanti l'hanno già sottoscritto, verso un assise meridionale a giugno, inoltre abbiamo ritenuto doveroso, per le ragioni sopracitate, scrivere alle/ai Parlamentari della Repubblica italiana.
Giovanni Russo Spena, Rosa Rinaldi, Roberto Musacchio, Natale Cuccurese, Loredana Marino, Roberto Morea
(segue testo della lettera inviata)
"Gentile onorevole,
Le scriviamo, perché siamo molto preoccupati per il modo in cui a livello parlamentare è stato approvato il DEF 2020 in quanto in alcuni suoi punti abbiamo intravisto un primo recepimento del documento della Presidenza del Consiglio – Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica dal titolo “L’Italia e la risposta al Covid-19” dove veniva proposto, tra l’altro, la sospensione della riserva del 34% di cui all’art. 7 bis del d-l n. 243/2016 come convertito con modifiche nella legge n. 18/2017 e una diversa ripartizione percentuale del riparto delle risorse del fondo Sviluppo e Coesione secondo quanto previsto dall’art. 1, co. 6, della legge n. 147/2013.
Sappiamo che parlamentari – soprattutto meridionali – di diverse forze politiche sia di maggioranza che di opposizione hanno presentato interrogazioni per chiedere chiarimenti su questi aspetti del documento in questione, pertanto ci sembra grave che nel DEF 2020, da un lato, si sia omesso di indicare i programmi di spesa in conto capitale delle Amministrazioni centrali su cui applicare la riserva del 34% al Meridione come, ad esempio, fatto nel DEF 2019 (si veda, in proposito, la sez. II, cap. IX, pag. 119) dall’altro si prevede la “flessibilità nell’utilizzo dei fondi strutturali” ossia la “possibilità di trasferire risorse tra i tre fondi della politica di coesione e tra le diverse categorie di Regioni” (Sez. I, cap. I, pag. 7 DEF 2020).
Questo aspetto viene inserito all’interno della risposta europea all’attuale crisi e, quindi, ci si chiede perché accettare (o richiedere) questo tipo di flessibilità, qual è la finalità che si vuole perseguire?
Qui ritorna l’indubbio, seppur implicito, collegamento col documento della Presidenza del Consiglio.
E’ appena il caso di ricordare che già oggi, con l’attuale ripartizione dei fondi strutturali (80% al Mezzogiorno e 20% al Centro-Nord) ci scontriamo col fatto che queste risorse sono, perlopiù, sostitutive e non aggiuntive; tuttavia il risvolto più grave è che una modifica normativa peggiorativa per il Mezzogiorno delle due disposizioni in argomento sarebbe una violazione dei criteri perequativi e di riequilibrio territoriale esplicitamente richiamati dalla nostra Costituzione (art. 119, co. 5).
Non vi scriviamo soltanto come cittadine e cittadini di una parte del Paese ma nell’interesse dell’unità e coesione della Repubblica perché da questa crisi il Paese può uscire soltanto se più giusto ed equilibrato senza contrapposizioni e competitività territoriali, senza un intollerabile furto ai danni del Sud.
Che sarebbe anche un intollerabile colpo alla economia nazionale e alla coesione della Repubblica
Pertanto vi chiediamo di proporre e far approvare una mozione d’indirizzo in occasione della conversione del “decreto- Aprile” che vincoli il Governo nel non presentare alle Camere provvedimenti che possano introdurre ulteriori squilibri interregionali e bloccare ogni ddl di modifica delle attuali disposizioni sulla riserva del 34% e sulla ripartizione percentuale dei fondi di coesione.
[ Per leggere l'Appello: https://transform-italia.it/10244-2/
Per sottoscrivere L'Appello inviare mail con la propria adesione a: laboratoriolariscossadelsud@gmail.com ]
Leggi tutto »
Giovanni Russo Spena, Rosa Rinaldi, Roberto Musacchio, Natale Cuccurese, Loredana Marino, Roberto Morea
(segue testo della lettera inviata)
"Gentile onorevole,
Le scriviamo, perché siamo molto preoccupati per il modo in cui a livello parlamentare è stato approvato il DEF 2020 in quanto in alcuni suoi punti abbiamo intravisto un primo recepimento del documento della Presidenza del Consiglio – Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica dal titolo “L’Italia e la risposta al Covid-19” dove veniva proposto, tra l’altro, la sospensione della riserva del 34% di cui all’art. 7 bis del d-l n. 243/2016 come convertito con modifiche nella legge n. 18/2017 e una diversa ripartizione percentuale del riparto delle risorse del fondo Sviluppo e Coesione secondo quanto previsto dall’art. 1, co. 6, della legge n. 147/2013.
Sappiamo che parlamentari – soprattutto meridionali – di diverse forze politiche sia di maggioranza che di opposizione hanno presentato interrogazioni per chiedere chiarimenti su questi aspetti del documento in questione, pertanto ci sembra grave che nel DEF 2020, da un lato, si sia omesso di indicare i programmi di spesa in conto capitale delle Amministrazioni centrali su cui applicare la riserva del 34% al Meridione come, ad esempio, fatto nel DEF 2019 (si veda, in proposito, la sez. II, cap. IX, pag. 119) dall’altro si prevede la “flessibilità nell’utilizzo dei fondi strutturali” ossia la “possibilità di trasferire risorse tra i tre fondi della politica di coesione e tra le diverse categorie di Regioni” (Sez. I, cap. I, pag. 7 DEF 2020).
Questo aspetto viene inserito all’interno della risposta europea all’attuale crisi e, quindi, ci si chiede perché accettare (o richiedere) questo tipo di flessibilità, qual è la finalità che si vuole perseguire?
Qui ritorna l’indubbio, seppur implicito, collegamento col documento della Presidenza del Consiglio.
E’ appena il caso di ricordare che già oggi, con l’attuale ripartizione dei fondi strutturali (80% al Mezzogiorno e 20% al Centro-Nord) ci scontriamo col fatto che queste risorse sono, perlopiù, sostitutive e non aggiuntive; tuttavia il risvolto più grave è che una modifica normativa peggiorativa per il Mezzogiorno delle due disposizioni in argomento sarebbe una violazione dei criteri perequativi e di riequilibrio territoriale esplicitamente richiamati dalla nostra Costituzione (art. 119, co. 5).
Non vi scriviamo soltanto come cittadine e cittadini di una parte del Paese ma nell’interesse dell’unità e coesione della Repubblica perché da questa crisi il Paese può uscire soltanto se più giusto ed equilibrato senza contrapposizioni e competitività territoriali, senza un intollerabile furto ai danni del Sud.
Che sarebbe anche un intollerabile colpo alla economia nazionale e alla coesione della Repubblica
Pertanto vi chiediamo di proporre e far approvare una mozione d’indirizzo in occasione della conversione del “decreto- Aprile” che vincoli il Governo nel non presentare alle Camere provvedimenti che possano introdurre ulteriori squilibri interregionali e bloccare ogni ddl di modifica delle attuali disposizioni sulla riserva del 34% e sulla ripartizione percentuale dei fondi di coesione.
[ Per leggere l'Appello: https://transform-italia.it/10244-2/
Per sottoscrivere L'Appello inviare mail con la propria adesione a: laboratoriolariscossadelsud@gmail.com ]
Noi del Laboratorio: La riscossa del Sud, dopo aver articolato per tutta la fase1 un lavoro sullo stato della sanità pubblica nel Mezzogiorno,in emergenza covid19, con il passaggio alla fase2 e le proposte sull'uscita dalla crisi economica e sanitaria abbiamo, subito, voluto smascherare lo scippo di risorse che si prospetta ai danni delle popolazioni del Mezzogiorno d’Italia: dalla modifica degli orientamenti contenuti nella bozza del DIPE all'approvazione in Parlamento del DEF, un ulteriore, gravissimo colpo al Sud, da qui l'idea di un appello, e ringraziamo da subito quanti l'hanno già sottoscritto, verso un assise meridionale a giugno, inoltre abbiamo ritenuto doveroso, per le ragioni sopracitate, scrivere alle/ai Parlamentari della Repubblica italiana.
Giovanni Russo Spena, Rosa Rinaldi, Roberto Musacchio, Natale Cuccurese, Loredana Marino, Roberto Morea
(segue testo della lettera inviata)
"Gentile onorevole,
Le scriviamo, perché siamo molto preoccupati per il modo in cui a livello parlamentare è stato approvato il DEF 2020 in quanto in alcuni suoi punti abbiamo intravisto un primo recepimento del documento della Presidenza del Consiglio – Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica dal titolo “L’Italia e la risposta al Covid-19” dove veniva proposto, tra l’altro, la sospensione della riserva del 34% di cui all’art. 7 bis del d-l n. 243/2016 come convertito con modifiche nella legge n. 18/2017 e una diversa ripartizione percentuale del riparto delle risorse del fondo Sviluppo e Coesione secondo quanto previsto dall’art. 1, co. 6, della legge n. 147/2013.
Sappiamo che parlamentari – soprattutto meridionali – di diverse forze politiche sia di maggioranza che di opposizione hanno presentato interrogazioni per chiedere chiarimenti su questi aspetti del documento in questione, pertanto ci sembra grave che nel DEF 2020, da un lato, si sia omesso di indicare i programmi di spesa in conto capitale delle Amministrazioni centrali su cui applicare la riserva del 34% al Meridione come, ad esempio, fatto nel DEF 2019 (si veda, in proposito, la sez. II, cap. IX, pag. 119) dall’altro si prevede la “flessibilità nell’utilizzo dei fondi strutturali” ossia la “possibilità di trasferire risorse tra i tre fondi della politica di coesione e tra le diverse categorie di Regioni” (Sez. I, cap. I, pag. 7 DEF 2020).
Questo aspetto viene inserito all’interno della risposta europea all’attuale crisi e, quindi, ci si chiede perché accettare (o richiedere) questo tipo di flessibilità, qual è la finalità che si vuole perseguire?
Qui ritorna l’indubbio, seppur implicito, collegamento col documento della Presidenza del Consiglio.
E’ appena il caso di ricordare che già oggi, con l’attuale ripartizione dei fondi strutturali (80% al Mezzogiorno e 20% al Centro-Nord) ci scontriamo col fatto che queste risorse sono, perlopiù, sostitutive e non aggiuntive; tuttavia il risvolto più grave è che una modifica normativa peggiorativa per il Mezzogiorno delle due disposizioni in argomento sarebbe una violazione dei criteri perequativi e di riequilibrio territoriale esplicitamente richiamati dalla nostra Costituzione (art. 119, co. 5).
Non vi scriviamo soltanto come cittadine e cittadini di una parte del Paese ma nell’interesse dell’unità e coesione della Repubblica perché da questa crisi il Paese può uscire soltanto se più giusto ed equilibrato senza contrapposizioni e competitività territoriali, senza un intollerabile furto ai danni del Sud.
Che sarebbe anche un intollerabile colpo alla economia nazionale e alla coesione della Repubblica
Pertanto vi chiediamo di proporre e far approvare una mozione d’indirizzo in occasione della conversione del “decreto- Aprile” che vincoli il Governo nel non presentare alle Camere provvedimenti che possano introdurre ulteriori squilibri interregionali e bloccare ogni ddl di modifica delle attuali disposizioni sulla riserva del 34% e sulla ripartizione percentuale dei fondi di coesione.
[ Per leggere l'Appello: https://transform-italia.it/10244-2/
Per sottoscrivere L'Appello inviare mail con la propria adesione a: laboratoriolariscossadelsud@gmail.com ]
Giovanni Russo Spena, Rosa Rinaldi, Roberto Musacchio, Natale Cuccurese, Loredana Marino, Roberto Morea
(segue testo della lettera inviata)
"Gentile onorevole,
Le scriviamo, perché siamo molto preoccupati per il modo in cui a livello parlamentare è stato approvato il DEF 2020 in quanto in alcuni suoi punti abbiamo intravisto un primo recepimento del documento della Presidenza del Consiglio – Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica dal titolo “L’Italia e la risposta al Covid-19” dove veniva proposto, tra l’altro, la sospensione della riserva del 34% di cui all’art. 7 bis del d-l n. 243/2016 come convertito con modifiche nella legge n. 18/2017 e una diversa ripartizione percentuale del riparto delle risorse del fondo Sviluppo e Coesione secondo quanto previsto dall’art. 1, co. 6, della legge n. 147/2013.
Sappiamo che parlamentari – soprattutto meridionali – di diverse forze politiche sia di maggioranza che di opposizione hanno presentato interrogazioni per chiedere chiarimenti su questi aspetti del documento in questione, pertanto ci sembra grave che nel DEF 2020, da un lato, si sia omesso di indicare i programmi di spesa in conto capitale delle Amministrazioni centrali su cui applicare la riserva del 34% al Meridione come, ad esempio, fatto nel DEF 2019 (si veda, in proposito, la sez. II, cap. IX, pag. 119) dall’altro si prevede la “flessibilità nell’utilizzo dei fondi strutturali” ossia la “possibilità di trasferire risorse tra i tre fondi della politica di coesione e tra le diverse categorie di Regioni” (Sez. I, cap. I, pag. 7 DEF 2020).
Questo aspetto viene inserito all’interno della risposta europea all’attuale crisi e, quindi, ci si chiede perché accettare (o richiedere) questo tipo di flessibilità, qual è la finalità che si vuole perseguire?
Qui ritorna l’indubbio, seppur implicito, collegamento col documento della Presidenza del Consiglio.
E’ appena il caso di ricordare che già oggi, con l’attuale ripartizione dei fondi strutturali (80% al Mezzogiorno e 20% al Centro-Nord) ci scontriamo col fatto che queste risorse sono, perlopiù, sostitutive e non aggiuntive; tuttavia il risvolto più grave è che una modifica normativa peggiorativa per il Mezzogiorno delle due disposizioni in argomento sarebbe una violazione dei criteri perequativi e di riequilibrio territoriale esplicitamente richiamati dalla nostra Costituzione (art. 119, co. 5).
Non vi scriviamo soltanto come cittadine e cittadini di una parte del Paese ma nell’interesse dell’unità e coesione della Repubblica perché da questa crisi il Paese può uscire soltanto se più giusto ed equilibrato senza contrapposizioni e competitività territoriali, senza un intollerabile furto ai danni del Sud.
Che sarebbe anche un intollerabile colpo alla economia nazionale e alla coesione della Repubblica
Pertanto vi chiediamo di proporre e far approvare una mozione d’indirizzo in occasione della conversione del “decreto- Aprile” che vincoli il Governo nel non presentare alle Camere provvedimenti che possano introdurre ulteriori squilibri interregionali e bloccare ogni ddl di modifica delle attuali disposizioni sulla riserva del 34% e sulla ripartizione percentuale dei fondi di coesione.
[ Per leggere l'Appello: https://transform-italia.it/10244-2/
Per sottoscrivere L'Appello inviare mail con la propria adesione a: laboratoriolariscossadelsud@gmail.com ]
Natale Cuccurese: “Il Ministro Provenzano fughi i dubbi sulla applicazione della clausola 34% procedendo immediatamente con il decreto attuativo”
Il Sud è di nuovo sotto attacco. Di fatto, il DEF 2020 approvato dal Parlamento contempla la sospensione della quota del 34% da riservare agli investimenti pubblici nel Mezzogiorno.
Il Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano è intervenuto con un’informativa urgente in Parlamento, affermando che non può essere il Sud a pagare l’alto prezzo di questa crisi.
Tuttavia, la contraddizione dello stesso Provenzano è palese: da un lato concorre a fare approvare un DEF che sospende quota 34% e dall’altro ne invoca l’attuazione.
Su questo tema è intervenuto via social anche il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.
“L’augurio – ha scritto Cuccurese – è che alle parole condivisibile del Ministro Provenzano dette ieri durante la sua informativa alla Camera sulla clausola 34% segua presto il relativo decreto attuativo della clausola che si attende dal lontano 2016, già questo aiuterebbe a sgombrare in larga parte i sospetti ingenerati dalla bozza del Dipe”.
“Inoltre – ha concluso il Presidente del Partito del Sud – restano inoltre i dubbi sul fatto che il Ministro non abbia commentato come nel DEF 2020, appena approvato, non si indicano, come per legge, i programmi e le Amministrazioni dovute, per l’esercizio in corso, al rispetto della clausola 34%”.
Il Sud è di nuovo sotto attacco. Di fatto, il DEF 2020 approvato dal Parlamento contempla la sospensione della quota del 34% da riservare agli investimenti pubblici nel Mezzogiorno.
Il Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano è intervenuto con un’informativa urgente in Parlamento, affermando che non può essere il Sud a pagare l’alto prezzo di questa crisi.
Tuttavia, la contraddizione dello stesso Provenzano è palese: da un lato concorre a fare approvare un DEF che sospende quota 34% e dall’altro ne invoca l’attuazione.
Su questo tema è intervenuto via social anche il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.
“L’augurio – ha scritto Cuccurese – è che alle parole condivisibile del Ministro Provenzano dette ieri durante la sua informativa alla Camera sulla clausola 34% segua presto il relativo decreto attuativo della clausola che si attende dal lontano 2016, già questo aiuterebbe a sgombrare in larga parte i sospetti ingenerati dalla bozza del Dipe”.
“Inoltre – ha concluso il Presidente del Partito del Sud – restano inoltre i dubbi sul fatto che il Ministro non abbia commentato come nel DEF 2020, appena approvato, non si indicano, come per legge, i programmi e le Amministrazioni dovute, per l’esercizio in corso, al rispetto della clausola 34%”.
martedì 5 maggio 2020
Venerdì 8 Maggio ore 19,00 - Sud-Lab: “La UE e gli ulteriori scippi ai danni del Sud”
L’Italia a due velocità è lo specchio dell’Europa a due velocità? Le misure di flessibilità concesse dall’Unione europea allo Stato italiano per l’utilizzo dei fondi strutturali minacciano o meno la ripartizione 80%-20% a vantaggio del Sud?
Stando al DEF, a quanto riportato da alcune testate giornalistiche, Il Mattino, Il Quotidiano del Sud, Left, ed a quanto denunciato dai parlamentari Paola Nugnes e Silvio Ruotolo, sembrerebbe proprio che il Governo italiano si appresti a scaricare i costi dell’emergenza coronavirus sul Sud, drenando al Nord non solo la maggioranza dei finanziamenti statali, sospendendo anche formalmente il vincolo di spesa del 34% a favore del Mezzogiorno, ma saccheggiando pure le risorse “aggiuntive” ad esso destinate con l’avallo delle stesse istituzioni europee.
Sul “Come – ha dichiarato Natale Cuccurese – gli ultimi accadimenti all’interno della Ue possono comportare l’ennesimo scippo di risorse ai danni del Sud”, si parlerà venerdì 8 maggio alle ore 19:00 in occasione della discussione in diretta dedicata al tema “L’Europa del Sud”, promossa da Transform!Italia nell’ambito delle iniziative dedicate a Sud-Lab.
Alla discussione parteciperanno: Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud; Loredana Marino, responsabile Mezzogiorno Partito della Rifondazione Comunista; Roberto Musacchio, già Europarlamentare Paola Nugnes, Senatrice, ed Andrea Del Monaco, giornalista, scrittore, esperto fondi Ue ed autore del libro Sud colonia tedesca. La questione meridionale oggi. Coordinerà gli interventi: Roberto Morea.
L’Italia a due velocità è lo specchio dell’Europa a due velocità? Le misure di flessibilità concesse dall’Unione europea allo Stato italiano per l’utilizzo dei fondi strutturali minacciano o meno la ripartizione 80%-20% a vantaggio del Sud?
Stando al DEF, a quanto riportato da alcune testate giornalistiche, Il Mattino, Il Quotidiano del Sud, Left, ed a quanto denunciato dai parlamentari Paola Nugnes e Silvio Ruotolo, sembrerebbe proprio che il Governo italiano si appresti a scaricare i costi dell’emergenza coronavirus sul Sud, drenando al Nord non solo la maggioranza dei finanziamenti statali, sospendendo anche formalmente il vincolo di spesa del 34% a favore del Mezzogiorno, ma saccheggiando pure le risorse “aggiuntive” ad esso destinate con l’avallo delle stesse istituzioni europee.
Sul “Come – ha dichiarato Natale Cuccurese – gli ultimi accadimenti all’interno della Ue possono comportare l’ennesimo scippo di risorse ai danni del Sud”, si parlerà venerdì 8 maggio alle ore 19:00 in occasione della discussione in diretta dedicata al tema “L’Europa del Sud”, promossa da Transform!Italia nell’ambito delle iniziative dedicate a Sud-Lab.
Alla discussione parteciperanno: Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud; Loredana Marino, responsabile Mezzogiorno Partito della Rifondazione Comunista; Roberto Musacchio, già Europarlamentare Paola Nugnes, Senatrice, ed Andrea Del Monaco, giornalista, scrittore, esperto fondi Ue ed autore del libro Sud colonia tedesca. La questione meridionale oggi. Coordinerà gli interventi: Roberto Morea.
domenica 3 maggio 2020
Sud-Lab: “Una Carta dei diritti ed un nuovo modello di sviluppo per il Sud e a partire dal Sud”
Nell’ambito delle iniziative promosse per Sud-Lab, si è appena concluso l’incontro-dibattito “La riscossa del Sud o il suo precipizio?”, promosso, da Left e Transform!Italia sulla piattaforma telematica Zoom al seguente link: https://www.facebook.com/watch/live/?v=704549243624038&ref=watch_permalink
Sintetici ed allo stesso tempo precisi e rigorosi gli interventi di Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, di Loredana Marino, Responsabile Mezzogiorno Rifondazione comunista, Paola Nugnes e Sandro Ruotolo, Senatori della Repubblica.
Nel complesso, gli interventi hanno confermato lo sciagurato piano allo studio del Governo di scippare al Mezzogiorno sia i finanziamenti europei per le politiche di coesione e sviluppo con il beneplacito della Commissione europea sia i finanziamenti nazionali, sospendendo la clausola del 34%.
Insomma, mentre si auspica che l’emergenza coronavirus possa indurre le classi dirigenti a rivedere un modello di sviluppo i cui limiti e le cui contraddizioni sono sotto gli occhi di tutti, in realtà, sia a livello nazionale che internazionale, l’utopia si rovescia nella distopia: il rafforzamento di un modello di sviluppo diseguale e sperequato, fondato sulla dialettica ricchi/poveri, Nord/Sud. Dialettica che peggiorerebbe le condizioni di sottosviluppo e desertificazioni del Mezzogiorno in una fase storica in cui l’emergenza Covid-19 ne sta disgregando ulteriormente un tessuto socio-economico già messo alla dura prova dalle politiche di spoliazione adottate nei decenni precedenti.
Per contrastare il piano politico nor-centrico, che, se attuato, potrebbe condurre al definitivo “precipizio del Sud”, i relatori hanno dichiarato sia di continuare a vigilare e a denunciare nelle apposite sedi istituzionali quanto sta accadendo, sia di incrementare un percorso politico che, nell’ambito delle iniziative di Sud-Lab, conduca alla stesura di una Carta dei diritti del Mezzogiorno.
Nell’ambito delle iniziative promosse per Sud-Lab, si è appena concluso l’incontro-dibattito “La riscossa del Sud o il suo precipizio?”, promosso, da Left e Transform!Italia sulla piattaforma telematica Zoom al seguente link: https://www.facebook.com/watch/live/?v=704549243624038&ref=watch_permalink
Sintetici ed allo stesso tempo precisi e rigorosi gli interventi di Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, di Loredana Marino, Responsabile Mezzogiorno Rifondazione comunista, Paola Nugnes e Sandro Ruotolo, Senatori della Repubblica.
Nel complesso, gli interventi hanno confermato lo sciagurato piano allo studio del Governo di scippare al Mezzogiorno sia i finanziamenti europei per le politiche di coesione e sviluppo con il beneplacito della Commissione europea sia i finanziamenti nazionali, sospendendo la clausola del 34%.
Insomma, mentre si auspica che l’emergenza coronavirus possa indurre le classi dirigenti a rivedere un modello di sviluppo i cui limiti e le cui contraddizioni sono sotto gli occhi di tutti, in realtà, sia a livello nazionale che internazionale, l’utopia si rovescia nella distopia: il rafforzamento di un modello di sviluppo diseguale e sperequato, fondato sulla dialettica ricchi/poveri, Nord/Sud. Dialettica che peggiorerebbe le condizioni di sottosviluppo e desertificazioni del Mezzogiorno in una fase storica in cui l’emergenza Covid-19 ne sta disgregando ulteriormente un tessuto socio-economico già messo alla dura prova dalle politiche di spoliazione adottate nei decenni precedenti.
Per contrastare il piano politico nor-centrico, che, se attuato, potrebbe condurre al definitivo “precipizio del Sud”, i relatori hanno dichiarato sia di continuare a vigilare e a denunciare nelle apposite sedi istituzionali quanto sta accadendo, sia di incrementare un percorso politico che, nell’ambito delle iniziative di Sud-Lab, conduca alla stesura di una Carta dei diritti del Mezzogiorno.
venerdì 1 maggio 2020
Buon Primo Maggio!
BUON PRIMO MAGGIO A TUTTI I LAVORATORI....A QUELLI CHE RIESCONO TRA MILLE DIFFICOLTA' ANCORA A LAVORARE, A QUELLI CHE LO HANNO FATTO PER UNA VITA E SONO RIUSCITI AD ANDARE IN PENSIONE, A QUELLI CHE PURTROPPO LO HANNO FATTO FINO A POCO TEMPO FA E HANNO PERSO IL POSTO DI LAVORO, E A QUELLI CHE ASPETTANO DI AVERE UN LAVORO DECENTE E MAGARI STABILE DA TROPPO TEMPO! E IN PARTICOLARE A QUELLI CHE VIVENDO AL SUD HANNO VISSUTO TUTTO CIO' SEMPRE IN MODO PIU' DIFFICILE GRAZIE ALLA CONDIZIONE NON EQUA E DI PARI POSSIBILITA' E DIGNITA' IN CUI E' COSTRETTO IL MERIDIONE D'ITALIA, CONTRO CUI E IN MERITO A CUI DA SEMPRE CI BATTIAMO COME PARTITO DEL SUD - MERIDIONALISTI PROGRESSISTI!
BUON PRIMO MAGGIO !
BUON PRIMO MAGGIO A TUTTI I LAVORATORI....A QUELLI CHE RIESCONO TRA MILLE DIFFICOLTA' ANCORA A LAVORARE, A QUELLI CHE LO HANNO FATTO PER UNA VITA E SONO RIUSCITI AD ANDARE IN PENSIONE, A QUELLI CHE PURTROPPO LO HANNO FATTO FINO A POCO TEMPO FA E HANNO PERSO IL POSTO DI LAVORO, E A QUELLI CHE ASPETTANO DI AVERE UN LAVORO DECENTE E MAGARI STABILE DA TROPPO TEMPO! E IN PARTICOLARE A QUELLI CHE VIVENDO AL SUD HANNO VISSUTO TUTTO CIO' SEMPRE IN MODO PIU' DIFFICILE GRAZIE ALLA CONDIZIONE NON EQUA E DI PARI POSSIBILITA' E DIGNITA' IN CUI E' COSTRETTO IL MERIDIONE D'ITALIA, CONTRO CUI E IN MERITO A CUI DA SEMPRE CI BATTIAMO COME PARTITO DEL SUD - MERIDIONALISTI PROGRESSISTI!
BUON PRIMO MAGGIO !
mercoledì 29 aprile 2020
Una nuova sfida davanti a noi. Firma anche tu l'appello!!
Circola, in questi giorni, una bozza redatta dal Dipartimento per la programmazione economica ed il coordinamento della politica economica sui prossimi provvedimenti in materia di contrasto all’epidemia di Covid-19. Abbiamo preso visione di tale bozza e la giudichiamo lesiva del dettato costituzionale, soprattutto nella parte dove si ventila la sospensione della clausola relativa alla destinazione del 34% degli investimenti al Sud ed un diverso riparto delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione. Una visione oltremodo miope, che non considera che una eventuale penalizzazione delle Regioni più deboli avrebbe un inevitabile riflesso negativo su tutto il Paese.
Riteniamo che questa ipotesi iniqua vada subito bloccata e che vada concluso l’iter parlamentare del c.d. Piano per il Sud, procedendo con un immediato decreto attuativo della cosiddetta “clausola del 34%”, permettendo, in tal modo, che si avvii la distribuzione degli stanziamenti in conto capitale delle Amministrazioni Pubbliche in proporzione alla popolazione nelle varie regioni italiane, estendendola alle aziende a partecipazione pubblica, nel quadro di un più generale rilancio degli investimenti, che tenga conto anche della funzione sociale dell’impresa come prevista dalla nostra Costituzione.
Invece di sottrarre risorse al Sud sarebbe necessario che il Parlamento e il Governo portassero avanti con determinazione un confronto in sede europea volto a garantire risorse senza creare nuovo debito.
Non potremmo accettare, e denunceremmo come gravissimo vulnus costituzionale, una logica di contrapposizione interna alle aree territoriali italiane.
Senza il Mezzogiorno non c’è ripartenza che tenga. Il Sud va concepito come una effettiva risorsa del Paese e non più un luogo marginalizzato, un mercato di solo sfruttamento e consumo.
Del resto, la rimozione degli squilibri economici e infrastrutturali tra le Regioni costituisce la condizione primaria per mettere in sicurezza il carattere unitario e indivisibile della nostra Repubblica, già purtroppo messo in crisi da modifiche costituzionali, col Titolo V quale grimaldello per la richiesta di autonomia differenziata.
Il transito verso la fase 2 ci consegna un’immagine distopica del futuro, segnata anche da elementi di odio razziale di matrice antropologica e biologica. Abbiamo tutti e tutte assistito alle squallide esibizioni televisive degli ultimi giorni, in cui espressioni razziste e suprematiste sono fertile terreno politico per proseguire verso divisioni e una possibile balcanizzazione del Paese. Da qui discende per noi l’urgenza di articolare una proposta per “una nuova Questione Meridionale”. Temi come salvaguardia del territorio, inquinamento industriale, riconversione ecologica, valorizzazione delle risorse agricole, smilitarizzazione, lavoro, declinano in modo nuovo il tema della salute, della difesa dell’ambiente, del lavoro/non lavoro, delle migrazioni, del reddito quale risposta al bisogno individuale della persona, configurano una ancora più radicale critica al sistema liberista.
Il conflitto tra capitale e salute ha generato nuove forme di Resistenza, soffocate da scelte securitarie, e che si sono scontrate con un’informazione non oggettiva, quando non complice del soffocamento della libertà, come riconosciuto dal Tribunale dei Popoli. Siamo il Sud d’Europa! Quella parte d’Europa che rifiuta il liberismo disumano, fondato sui vincoli economici illiberali e sul soffocamento dei diritti umani delle popolazioni locali, di quell’area che fa proprio della sua centralità Mediterranea, della difesa dell’ambiente, dell’accoglienza, dei diritti dei migranti, della cooperazione, della parità dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione, la propria vocazione e proposta politica, contro conflitti e sfruttamento.
Alla luce di questa breve sintesi, oggi come ieri, pensiamo che chi non vuol soccombere e far soccombere il Sud sotto il macigno di un potere da sempre nord-centrico sia in Italia che in Europa, ha il compito di riprendere le file di una discussione di cambiamento e di riscatto, un impegno di donne ed uomini, protagoniste e protagonisti di lotte in difesa della Terra e dei diritti per il lavoro, impegnati nell’antimafia sociale, accademici, intellettuali, lavoratrici/ori, in una sinergia di sapere e di proposta per il cambiamento radicale, che affronti i nodi da sciogliere in ottica gramsciana.
Ci poniamo dunque l’obiettivo di agire nelle contraddizioni delle politiche liberiste, che oggi si condensano drammaticamente nel rapporto Svimez 2019, ove si parla di “eutanasia del Mezzogiorno”, causato dal calo degli investimenti pubblici e del credito e per il drammatico fenomeno migratorio che ha ripreso nuovo vigore, vista la mancanza di prospettive, causando una vera emergenza nazionale, anche in termini di desertificazione dei territori. Eutanasia colpevolmente prodotta dalla sottrazione di fondi al Sud, a solo vantaggio del Nord, per ben 840 Miliardi di euro, come da rapporto Eurispes 2020, nel solo periodo 2000/2017
Questo Sud, così difficile e lacerato, può rappresentare, tuttavia, un terreno di sperimentazione politica straordinaria con la messa in discussione delle caratteristiche di fondo del capitalismo contemporaneo. Non si tratta più di ragionare sullo schema, ormai anacronistico, basato sul binomio arretratezza/sviluppo: non c’è un deficit di modernità al Sud. Esso risulta segnato, invece, dalla svalorizzazione sociale della ricchezza, la qual cosa è appunto l’altra faccia della valorizzazione produttiva.
Il Mezzogiorno d’Italia necessita di un progetto globale di sviluppo che lo avvicini sempre più, fino ad equipararlo, agli standard dei servizi e delle infrastrutture presente nella parte più ricca del Paese, al fine di rendere meno gravoso lo sforzo che cittadini ed imprese pure profondono per non restare relegati e marginali nel contesto italiano. Un Piano di Sviluppo che punti a far crescere il lavoro in modo ecosostenibile e che parta da una vera e propria “Carta dei diritti del Sud” che incarni la vocazione dell’intera area vasta, che veda nella riconversione e nell’innovazione ambientale, nell’agricoltura, nella cultura e nel turismo settori di crescita ed occupazione.
Costruiamo insieme il nostro futuro! Per questi e altri motivi lanciamo come Laboratorio Sud un’Assise Meridionale entro il mese di Giugno.
Prime/i firmatar@:
Loredana Marino, resp. Mezzogiorno della Rifondazione Comunista
Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud
| Alfonso Bertiromo, Medico ISDE |
| Andrea Balia, Partito del Sud – Campania |
| Andrea Del Monaco, Giornalista, scrittore, esperto fondi UE |
| Angelica Perrone, Attivista per i diritti della salute delle donne |
| Anna Bonforte, ZERO Waste – Sicilia |
| Antonio Bianco, Comitato Gaetano Salvemini |
| Antonio Luongo, Partito del Sud – città metropolitana di Napoli |
| Antonio Mazzeo, Giornalista, attivista diritti umani, pace e disarmo |
| Antonio Rosato, Partito del Sud – Sudpontino |
| Bruno Todisco, Avv. Militante politico |
| Claudia Andreoli, Avv. Arrivista CDC |
| Cosimo Matteucci, Avv. MGA sindacato forense, responsabile Ambulatorio popolare Molfetta |
| Cristian Iannone, Avv. Militante politico |
| Eleonora Forenza, Insegnante, militante femminista, già europarlamentare GUE/NGL |
| Filomena Avagliano, Pres. Associazione Resilienza |
| Francesca Pesce, Avv. MGA sindacato forense |
| Francesco Brigati, Operaio – sindacalista FIOM |
| Francesco Campolongo, Ricercatore precario, attivista politico |
| Francesco Iannuzzi, Ricercatore precario |
| Francesco Lupi, Avvocato, militante politico |
| Francesco Musumeci, Medico ISDE, militante politico |
| Franco Ingrillì, Medico, responsabile Ambulatorio popolare di Palermo |
| Fulvio Picoco, Medico psichiatra – resp sanità PRC – Brindisi |
| Gianni Fabbris, L’Atra Agricoltura |
| Giorgio Stracquadanio, Blogger |
| Giosuè Bove, Rivista LEF |
| Giovanni Cutolo, Responsabile dei sud del mondo – Partito del SUD |
| Giovanni Maniscalco,Partito del Sud – Sicilia |
| Giovanni Russo Spena, Politico, accademico costituzionalista, già senatore della Repubblica |
| Giuseppe Spadafora, Partito del Sud – Calabria |
| Margaret Cittadino, Presidente Tribunale del malato – Salerno |
| Marianna Pozzulo, Attivista meridionalista |
| Mario Pugliese, Funzionario INAIL – Sicilia |
| Michele dell’Edera, Partito del Sud – Puglia |
| Mimmo Cosentino, Rifondazione Comunista – Sicilia |
| Mimmo Lucano, già sindaco di Riace |
| Nicola Cesaria, Rifondazione Comunista – Puglia |
| Nicola Sardone, Rifondazione Comunista – Basilicata |
| Paola Nugnes, Senatrice della Repubblica |
| Paola Saccomanno, Psicologa, attivista Diritti sociali |
| Pietro Muratore,Pres. Alab – Sicilia |
| Pino Scarpelli, Rifondazione Comunista – Calabria |
| Renato Costa, Medico primario – policlinico di Palermo, CGIL Medici |
| Rino Malinconico, Rifondazione Comunista – Campania |
| Roberto Morea, Transform Italia |
| Roberto Musacchio, Politico, già europarlamentare GUE/NGL |
| Rosa Rinaldi, Segreteria nazionale della Rifondazione Comunista |
| Rosa Tavella, Militante politica, già consigliera regionale |
| Rosario Marra, Meridionalista, Rifondazione Comunista – Napoli |
| Rossella Barberio, Avv. attivista Diritti sociali |
| Salvatore Lucchese, Comitato Gaetano Salvemini |
| Tano Malannino, Presidente L’Altra agricoltura |
| Valentina Restaino, Avv. MGA sindacato forense |
| Vincenzo Ritunnano, AIAB – Agricoltura Basilicata |
| Vincenzo Vaccaro, Operatore sanitario, sindacalista CGIL |
Per adesioni: laboratoriolariscossadelsud@gmail.com
Circola, in questi giorni, una bozza redatta dal Dipartimento per la programmazione economica ed il coordinamento della politica economica sui prossimi provvedimenti in materia di contrasto all’epidemia di Covid-19. Abbiamo preso visione di tale bozza e la giudichiamo lesiva del dettato costituzionale, soprattutto nella parte dove si ventila la sospensione della clausola relativa alla destinazione del 34% degli investimenti al Sud ed un diverso riparto delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione. Una visione oltremodo miope, che non considera che una eventuale penalizzazione delle Regioni più deboli avrebbe un inevitabile riflesso negativo su tutto il Paese.
Riteniamo che questa ipotesi iniqua vada subito bloccata e che vada concluso l’iter parlamentare del c.d. Piano per il Sud, procedendo con un immediato decreto attuativo della cosiddetta “clausola del 34%”, permettendo, in tal modo, che si avvii la distribuzione degli stanziamenti in conto capitale delle Amministrazioni Pubbliche in proporzione alla popolazione nelle varie regioni italiane, estendendola alle aziende a partecipazione pubblica, nel quadro di un più generale rilancio degli investimenti, che tenga conto anche della funzione sociale dell’impresa come prevista dalla nostra Costituzione.
Invece di sottrarre risorse al Sud sarebbe necessario che il Parlamento e il Governo portassero avanti con determinazione un confronto in sede europea volto a garantire risorse senza creare nuovo debito.
Non potremmo accettare, e denunceremmo come gravissimo vulnus costituzionale, una logica di contrapposizione interna alle aree territoriali italiane.
Senza il Mezzogiorno non c’è ripartenza che tenga. Il Sud va concepito come una effettiva risorsa del Paese e non più un luogo marginalizzato, un mercato di solo sfruttamento e consumo.
Del resto, la rimozione degli squilibri economici e infrastrutturali tra le Regioni costituisce la condizione primaria per mettere in sicurezza il carattere unitario e indivisibile della nostra Repubblica, già purtroppo messo in crisi da modifiche costituzionali, col Titolo V quale grimaldello per la richiesta di autonomia differenziata.
Il transito verso la fase 2 ci consegna un’immagine distopica del futuro, segnata anche da elementi di odio razziale di matrice antropologica e biologica. Abbiamo tutti e tutte assistito alle squallide esibizioni televisive degli ultimi giorni, in cui espressioni razziste e suprematiste sono fertile terreno politico per proseguire verso divisioni e una possibile balcanizzazione del Paese. Da qui discende per noi l’urgenza di articolare una proposta per “una nuova Questione Meridionale”. Temi come salvaguardia del territorio, inquinamento industriale, riconversione ecologica, valorizzazione delle risorse agricole, smilitarizzazione, lavoro, declinano in modo nuovo il tema della salute, della difesa dell’ambiente, del lavoro/non lavoro, delle migrazioni, del reddito quale risposta al bisogno individuale della persona, configurano una ancora più radicale critica al sistema liberista.
Il conflitto tra capitale e salute ha generato nuove forme di Resistenza, soffocate da scelte securitarie, e che si sono scontrate con un’informazione non oggettiva, quando non complice del soffocamento della libertà, come riconosciuto dal Tribunale dei Popoli. Siamo il Sud d’Europa! Quella parte d’Europa che rifiuta il liberismo disumano, fondato sui vincoli economici illiberali e sul soffocamento dei diritti umani delle popolazioni locali, di quell’area che fa proprio della sua centralità Mediterranea, della difesa dell’ambiente, dell’accoglienza, dei diritti dei migranti, della cooperazione, della parità dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione, la propria vocazione e proposta politica, contro conflitti e sfruttamento.
Alla luce di questa breve sintesi, oggi come ieri, pensiamo che chi non vuol soccombere e far soccombere il Sud sotto il macigno di un potere da sempre nord-centrico sia in Italia che in Europa, ha il compito di riprendere le file di una discussione di cambiamento e di riscatto, un impegno di donne ed uomini, protagoniste e protagonisti di lotte in difesa della Terra e dei diritti per il lavoro, impegnati nell’antimafia sociale, accademici, intellettuali, lavoratrici/ori, in una sinergia di sapere e di proposta per il cambiamento radicale, che affronti i nodi da sciogliere in ottica gramsciana.
Ci poniamo dunque l’obiettivo di agire nelle contraddizioni delle politiche liberiste, che oggi si condensano drammaticamente nel rapporto Svimez 2019, ove si parla di “eutanasia del Mezzogiorno”, causato dal calo degli investimenti pubblici e del credito e per il drammatico fenomeno migratorio che ha ripreso nuovo vigore, vista la mancanza di prospettive, causando una vera emergenza nazionale, anche in termini di desertificazione dei territori. Eutanasia colpevolmente prodotta dalla sottrazione di fondi al Sud, a solo vantaggio del Nord, per ben 840 Miliardi di euro, come da rapporto Eurispes 2020, nel solo periodo 2000/2017
Questo Sud, così difficile e lacerato, può rappresentare, tuttavia, un terreno di sperimentazione politica straordinaria con la messa in discussione delle caratteristiche di fondo del capitalismo contemporaneo. Non si tratta più di ragionare sullo schema, ormai anacronistico, basato sul binomio arretratezza/sviluppo: non c’è un deficit di modernità al Sud. Esso risulta segnato, invece, dalla svalorizzazione sociale della ricchezza, la qual cosa è appunto l’altra faccia della valorizzazione produttiva.
Il Mezzogiorno d’Italia necessita di un progetto globale di sviluppo che lo avvicini sempre più, fino ad equipararlo, agli standard dei servizi e delle infrastrutture presente nella parte più ricca del Paese, al fine di rendere meno gravoso lo sforzo che cittadini ed imprese pure profondono per non restare relegati e marginali nel contesto italiano. Un Piano di Sviluppo che punti a far crescere il lavoro in modo ecosostenibile e che parta da una vera e propria “Carta dei diritti del Sud” che incarni la vocazione dell’intera area vasta, che veda nella riconversione e nell’innovazione ambientale, nell’agricoltura, nella cultura e nel turismo settori di crescita ed occupazione.
Costruiamo insieme il nostro futuro! Per questi e altri motivi lanciamo come Laboratorio Sud un’Assise Meridionale entro il mese di Giugno.
Prime/i firmatar@:
Loredana Marino, resp. Mezzogiorno della Rifondazione Comunista
Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud
| Alfonso Bertiromo, Medico ISDE |
| Andrea Balia, Partito del Sud – Campania |
| Andrea Del Monaco, Giornalista, scrittore, esperto fondi UE |
| Angelica Perrone, Attivista per i diritti della salute delle donne |
| Anna Bonforte, ZERO Waste – Sicilia |
| Antonio Bianco, Comitato Gaetano Salvemini |
| Antonio Luongo, Partito del Sud – città metropolitana di Napoli |
| Antonio Mazzeo, Giornalista, attivista diritti umani, pace e disarmo |
| Antonio Rosato, Partito del Sud – Sudpontino |
| Bruno Todisco, Avv. Militante politico |
| Claudia Andreoli, Avv. Arrivista CDC |
| Cosimo Matteucci, Avv. MGA sindacato forense, responsabile Ambulatorio popolare Molfetta |
| Cristian Iannone, Avv. Militante politico |
| Eleonora Forenza, Insegnante, militante femminista, già europarlamentare GUE/NGL |
| Filomena Avagliano, Pres. Associazione Resilienza |
| Francesca Pesce, Avv. MGA sindacato forense |
| Francesco Brigati, Operaio – sindacalista FIOM |
| Francesco Campolongo, Ricercatore precario, attivista politico |
| Francesco Iannuzzi, Ricercatore precario |
| Francesco Lupi, Avvocato, militante politico |
| Francesco Musumeci, Medico ISDE, militante politico |
| Franco Ingrillì, Medico, responsabile Ambulatorio popolare di Palermo |
| Fulvio Picoco, Medico psichiatra – resp sanità PRC – Brindisi |
| Gianni Fabbris, L’Atra Agricoltura |
| Giorgio Stracquadanio, Blogger |
| Giosuè Bove, Rivista LEF |
| Giovanni Cutolo, Responsabile dei sud del mondo – Partito del SUD |
| Giovanni Maniscalco,Partito del Sud – Sicilia |
| Giovanni Russo Spena, Politico, accademico costituzionalista, già senatore della Repubblica |
| Giuseppe Spadafora, Partito del Sud – Calabria |
| Margaret Cittadino, Presidente Tribunale del malato – Salerno |
| Marianna Pozzulo, Attivista meridionalista |
| Mario Pugliese, Funzionario INAIL – Sicilia |
| Michele dell’Edera, Partito del Sud – Puglia |
| Mimmo Cosentino, Rifondazione Comunista – Sicilia |
| Mimmo Lucano, già sindaco di Riace |
| Nicola Cesaria, Rifondazione Comunista – Puglia |
| Nicola Sardone, Rifondazione Comunista – Basilicata |
| Paola Nugnes, Senatrice della Repubblica |
| Paola Saccomanno, Psicologa, attivista Diritti sociali |
| Pietro Muratore,Pres. Alab – Sicilia |
| Pino Scarpelli, Rifondazione Comunista – Calabria |
| Renato Costa, Medico primario – policlinico di Palermo, CGIL Medici |
| Rino Malinconico, Rifondazione Comunista – Campania |
| Roberto Morea, Transform Italia |
| Roberto Musacchio, Politico, già europarlamentare GUE/NGL |
| Rosa Rinaldi, Segreteria nazionale della Rifondazione Comunista |
| Rosa Tavella, Militante politica, già consigliera regionale |
| Rosario Marra, Meridionalista, Rifondazione Comunista – Napoli |
| Rossella Barberio, Avv. attivista Diritti sociali |
| Salvatore Lucchese, Comitato Gaetano Salvemini |
| Tano Malannino, Presidente L’Altra agricoltura |
| Valentina Restaino, Avv. MGA sindacato forense |
| Vincenzo Ritunnano, AIAB – Agricoltura Basilicata |
| Vincenzo Vaccaro, Operatore sanitario, sindacalista CGIL |
Per adesioni: laboratoriolariscossadelsud@gmail.com
domenica 26 aprile 2020
La riscossa del Sud o il precipizio ? Sabato 2 Maggio discussione in diretta sul tema: Cosa prefigura il documento ”l’Italia e il Covid19” nella bozza a cura del Dipe?
Transform!italia organizza per il Sud-Lab una discussione in diretta sul tema: Cosa prefigura il documento ”l’Italia e il Covid19” nella bozza a cura del Dipe?
Partecipano:
Natale Cuccurese, presidente del Partito del Sud;
Loredana Marino, responsabile Mezzogiorno Partito della Rifondazione Comunista;
Paola Nugnes, Senatrice;
Sandro Ruotolo, Senatore;
Coordina: Roberto Morea
eventuali domande scritte vanno indirizzate alla pagina fan facebook di Transform!italia tramite i messaggi
Sabato 2 Maggio 2020 ore 17,00 in diretta sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/transform.italia/
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Transform!italia organizza per il Sud-Lab una discussione in diretta sul tema: Cosa prefigura il documento ”l’Italia e il Covid19” nella bozza a cura del Dipe?
Partecipano:
Natale Cuccurese, presidente del Partito del Sud;
Loredana Marino, responsabile Mezzogiorno Partito della Rifondazione Comunista;
Paola Nugnes, Senatrice;
Sandro Ruotolo, Senatore;
Coordina: Roberto Morea
eventuali domande scritte vanno indirizzate alla pagina fan facebook di Transform!italia tramite i messaggi
Sabato 2 Maggio 2020 ore 17,00 in diretta sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/transform.italia/
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sabato 25 aprile 2020
BUON 25 APRILE
Di Natale Cuccurese
La memoria del 25 Aprile 1945 va sostenuta con l’impegno antifascista, oggi più che mai.
Mai come oggi è infatti necessario ribadire che solo la verità storica rafforza l’unità, così come il superamento di discriminazioni, odi e rancori che dopo tanti anni sarebbe bene sconfiggere definitivamente.
Sarebbe anche il caso, per dare un significato preciso al ricordo della Resistenza e al ritorno alla libertà e all’unità del paese che questa produsse e affinchè questa unità sia reale e non pomposo ma vuoto esercizio retorico, riscoprire alcuni dei molti valori della Resistenza, nonché ricordare che alla Resistenza parteciparono attivamente e valorosamente tanti meridionali, anche in formazioni partigiane del nord, e che la prima città d’Europa a liberarsi, già nel settembre 1943, dal giogo nazifascista, grazie ad un moto spontaneo del popolo in armi, fu Napoli durante le 4 giornate che valsero alla città il conferimento della medaglia d’oro al valore militare.
Così come sarebbe utile riscoprire e finalmente applicare gli articoli di quella Costituzione che dalla Resistenza discende.
Articoli che se fossero stati applicati non avrebbero permesso l’attuale rovinoso stato economico e politico del Sud, e quindi dell’intero paese, e nemmeno la pericolosa crisi sanitaria (colpa anche dei tagli al Ssn), economica e sociale che viviamo e che si esplicita, da sempre, nella diseguaglianza di investimenti sui territori e quindi di opportunità fra i cittadini del nord e del sud. Diseguaglianze che vanno al più presto rimosse e che sono foriere di pericoli per la tenuta democratica del paese e quindi per la libertà di tutti.
Altro che “secessione dei ricchi” ignobilmente sostenuta anche da una certa “sinistra” senza memoria che in Europa si è prestata, senza vergogna, all’equiparazione fra nazismo e comunismo.
Di Natale Cuccurese
La memoria del 25 Aprile 1945 va sostenuta con l’impegno antifascista, oggi più che mai.
Mai come oggi è infatti necessario ribadire che solo la verità storica rafforza l’unità, così come il superamento di discriminazioni, odi e rancori che dopo tanti anni sarebbe bene sconfiggere definitivamente.
Sarebbe anche il caso, per dare un significato preciso al ricordo della Resistenza e al ritorno alla libertà e all’unità del paese che questa produsse e affinchè questa unità sia reale e non pomposo ma vuoto esercizio retorico, riscoprire alcuni dei molti valori della Resistenza, nonché ricordare che alla Resistenza parteciparono attivamente e valorosamente tanti meridionali, anche in formazioni partigiane del nord, e che la prima città d’Europa a liberarsi, già nel settembre 1943, dal giogo nazifascista, grazie ad un moto spontaneo del popolo in armi, fu Napoli durante le 4 giornate che valsero alla città il conferimento della medaglia d’oro al valore militare.
Così come sarebbe utile riscoprire e finalmente applicare gli articoli di quella Costituzione che dalla Resistenza discende.
Articoli che se fossero stati applicati non avrebbero permesso l’attuale rovinoso stato economico e politico del Sud, e quindi dell’intero paese, e nemmeno la pericolosa crisi sanitaria (colpa anche dei tagli al Ssn), economica e sociale che viviamo e che si esplicita, da sempre, nella diseguaglianza di investimenti sui territori e quindi di opportunità fra i cittadini del nord e del sud. Diseguaglianze che vanno al più presto rimosse e che sono foriere di pericoli per la tenuta democratica del paese e quindi per la libertà di tutti.
Altro che “secessione dei ricchi” ignobilmente sostenuta anche da una certa “sinistra” senza memoria che in Europa si è prestata, senza vergogna, all’equiparazione fra nazismo e comunismo.
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