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mercoledì 7 febbraio 2018
Salvini? Che parlasse da solo...
di Andrea Balìa
Viviamo in qualcosa che dovrebbe somigliare, almeno nelle intenzioni, ad una democrazia. Ragion per cui il cosiddetto diritto di parola è privilegio, regola o come dir si voglia, a cui possono in teoria accedere tutti. Altresì regole e/o principi della costituzione, frutto di tristi esperienze storiche e conseguenti conquiste della resistenza che ne hanno determinato il superamento, come l’antifascismo, dovrebbero essere applicate magari con maggior puntualità e determinazione. L’epoca che attraversiamo è però connotata dall’esplosione dei fenomeni mediatici, per cui un giornalismo assetato e d’assalto, i talkshow, i social network, l’opportunismo preelettorale e chi più ne ha ne metta, determinano un vociare inconsulto.
E’di questi giorni il can can dovuto ai gravi episodi del ritrovamento della ragazza uccisa, legato al nigeriano frequentatore delle sue ultime ore di vita, e a quello incredibile e susseguente della sparatoria con feriti gravi di persone di colore attuato e rivendicato da un folle assieme alla sua fede fascista e al suo passato di candidato nelle liste leghiste. Il leader leghista Matteo Salvini è stato preso di mira (perfino da Saviano…stranamente dimentico di frasi errate ed esempi negativi dovuti alla diffusione mediatica di sue opere) come fomentatore d’odio razziale. Purtroppo s’è accennato ad un controllo antifascista poco efficiente che porta a doverci sorbire dichiarazioni oscene al limite della decenza e della sopportazione come quelle di uno dei leader della destra xenofoba, razzista e antimeridionale. Che le faccia..visto che non si riesce a chiudergli la bocca..ma che siano frutto di ”motu proprio”. Mi spiego meglio : basterebbe non chiedergli opinioni, non intervistarlo, non ospitarlo nei talk show…e le sue esternazioni resterebbero ugualmente fastidiose, pericolose ed inopportune, ma senza il suffragio dell’onda e dell’amplificazione mediatica. Dica..parli..ma lo faccia con i suoi mezzi. Utopia? Forse..in parte..ma un esempio significativo in tal senso lo ha dato ed applicato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Salvini doveva venire a Napoli a far mostra del suo verbo e delle sue insane idee..orbene il sindaco s’è con fermezza rifiutato di concedere un luogo istituzionale al ciarliero padano. Che venisse…in quell’ottica di pseudo diritto alla parola..ma lo facesse e s’organizzasse da solo…si scegliesse un luogo non ”ufficiale” della città dove blaterare senza il suffragio d’amplificazione istituzionale.
Così è andata e l’obiettivo strumentale che s’era proposto ne è risultato fortemente compromesso.
Un po’ di fermezza ed arguzia non guasta per rendere almeno meno insopportabili parole ed atteggiamenti non in linea con un sano e decente dibattito politico.
Fonte: Partito del Sud-Napoli
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di Andrea Balìa
Viviamo in qualcosa che dovrebbe somigliare, almeno nelle intenzioni, ad una democrazia. Ragion per cui il cosiddetto diritto di parola è privilegio, regola o come dir si voglia, a cui possono in teoria accedere tutti. Altresì regole e/o principi della costituzione, frutto di tristi esperienze storiche e conseguenti conquiste della resistenza che ne hanno determinato il superamento, come l’antifascismo, dovrebbero essere applicate magari con maggior puntualità e determinazione. L’epoca che attraversiamo è però connotata dall’esplosione dei fenomeni mediatici, per cui un giornalismo assetato e d’assalto, i talkshow, i social network, l’opportunismo preelettorale e chi più ne ha ne metta, determinano un vociare inconsulto.
E’di questi giorni il can can dovuto ai gravi episodi del ritrovamento della ragazza uccisa, legato al nigeriano frequentatore delle sue ultime ore di vita, e a quello incredibile e susseguente della sparatoria con feriti gravi di persone di colore attuato e rivendicato da un folle assieme alla sua fede fascista e al suo passato di candidato nelle liste leghiste. Il leader leghista Matteo Salvini è stato preso di mira (perfino da Saviano…stranamente dimentico di frasi errate ed esempi negativi dovuti alla diffusione mediatica di sue opere) come fomentatore d’odio razziale. Purtroppo s’è accennato ad un controllo antifascista poco efficiente che porta a doverci sorbire dichiarazioni oscene al limite della decenza e della sopportazione come quelle di uno dei leader della destra xenofoba, razzista e antimeridionale. Che le faccia..visto che non si riesce a chiudergli la bocca..ma che siano frutto di ”motu proprio”. Mi spiego meglio : basterebbe non chiedergli opinioni, non intervistarlo, non ospitarlo nei talk show…e le sue esternazioni resterebbero ugualmente fastidiose, pericolose ed inopportune, ma senza il suffragio dell’onda e dell’amplificazione mediatica. Dica..parli..ma lo faccia con i suoi mezzi. Utopia? Forse..in parte..ma un esempio significativo in tal senso lo ha dato ed applicato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Salvini doveva venire a Napoli a far mostra del suo verbo e delle sue insane idee..orbene il sindaco s’è con fermezza rifiutato di concedere un luogo istituzionale al ciarliero padano. Che venisse…in quell’ottica di pseudo diritto alla parola..ma lo facesse e s’organizzasse da solo…si scegliesse un luogo non ”ufficiale” della città dove blaterare senza il suffragio d’amplificazione istituzionale.
Così è andata e l’obiettivo strumentale che s’era proposto ne è risultato fortemente compromesso.
Un po’ di fermezza ed arguzia non guasta per rendere almeno meno insopportabili parole ed atteggiamenti non in linea con un sano e decente dibattito politico.
Fonte: Partito del Sud-Napoli
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domenica 4 febbraio 2018
Il #Sud alle prossime elezioni non c'è ? Non è vero, nel programma di #PoterealPopolo è ben presente. Se vi dicono il contrario è una fake news...
Nei giorni scorsi si è fatto un gran parlare del fatto che il sud come tema fondamentale per un Paese che vuole ripartire, non è sostanzialmente presente nelle discussioni e nei programmi delle coalizioni e dei partiti che si presentano alle elezioni politiche del 4 marzo. Quindi, alcuni concludono, niente per niente tanto vale votare 5 stelle perché almeno sono una novità e qualche apertura al sud l’hanno fatta.
Diciamo pure che, se anche la vulgata è questa, anche questa può finire tranquillamente tra le tante “fake news” di cui tanto ci si scandalizza sui media nell’ultimo periodo.
Innanzitutto possiamo dire tranquillamente che non è vero perché “Potere la Popolo” ha un intero paragrafo, il numero 14, dedicato al SUD e a una questione meridionale da vedersi non come problema, ma come opportunità per il Paese. Il manifesto di questa lista, che sempre più pare diventare formazione politica, addirittura al suo interno dice che ci sono tante anime, quella comunista, quella progressista, quella ambientalista, quella socialista, quella euroscettica, ma anche quella “meridionalista”. Eh si ! E’ scritto proprio così: “Meridionalista”.
E’ stata mai scritta questa parola in un programma e in un manifesto politico di una forza che si presenta in tutto il territorio nazionale alle elezioni politiche ? Ve lo diciamo noi: NO ! Un po’ è merito del Partito del Sud – meridionalisti progressisti che è nella compagine di Potere al Popolo, un po’ tanto è dovuto al fatto che gli uomini e le donne di “Potere al Popolo” combatteranno per applicare la Costituzione e per abbattere tutte le disuguaglianze, comprese quelle territoriali.
E allora perché a sud non tenerne conto e non continuare quella rivoluzione elettorale nata il 4 dicembre 2016 con i NO che da sud arrivarono a valanga e ad oggi sono quelli che hanno salvato la Costituzione repubblicana.
Perché quel NO, non lo facciamo diventare un SI a politiche diverse e in grado di rendere uguale questo Paese e gli uomini e le donne che lo abitano.
Perché non votare “Potere al Popolo” che, contro ogni pronostico ha raccolto le firme mentre altri più blasonati andavano a cercare il Tabacci di turno per non raccoglierle? Perché non dare fiducia a candidati e candidate scelti in centinaia di assemblee senza i dubbi delle piattaforme on line e senza essere soggetti alle catapulte romane… Sono state 52000 circa le firme raccolte in pochi giorni a fronte delle necessarie 25.000. Potere al Popolo sarà presente in tutta Italia… un miracolo di impegno ed entusiasmo….
Noi sappiamo chi votare il 4 marzo… Potere al Popolo è la vera novità di queste elezioni, nel merito e nel metodo…
Fonte: Con il Sud si Riparte
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Nei giorni scorsi si è fatto un gran parlare del fatto che il sud come tema fondamentale per un Paese che vuole ripartire, non è sostanzialmente presente nelle discussioni e nei programmi delle coalizioni e dei partiti che si presentano alle elezioni politiche del 4 marzo. Quindi, alcuni concludono, niente per niente tanto vale votare 5 stelle perché almeno sono una novità e qualche apertura al sud l’hanno fatta.
Diciamo pure che, se anche la vulgata è questa, anche questa può finire tranquillamente tra le tante “fake news” di cui tanto ci si scandalizza sui media nell’ultimo periodo.
Innanzitutto possiamo dire tranquillamente che non è vero perché “Potere la Popolo” ha un intero paragrafo, il numero 14, dedicato al SUD e a una questione meridionale da vedersi non come problema, ma come opportunità per il Paese. Il manifesto di questa lista, che sempre più pare diventare formazione politica, addirittura al suo interno dice che ci sono tante anime, quella comunista, quella progressista, quella ambientalista, quella socialista, quella euroscettica, ma anche quella “meridionalista”. Eh si ! E’ scritto proprio così: “Meridionalista”.
E’ stata mai scritta questa parola in un programma e in un manifesto politico di una forza che si presenta in tutto il territorio nazionale alle elezioni politiche ? Ve lo diciamo noi: NO ! Un po’ è merito del Partito del Sud – meridionalisti progressisti che è nella compagine di Potere al Popolo, un po’ tanto è dovuto al fatto che gli uomini e le donne di “Potere al Popolo” combatteranno per applicare la Costituzione e per abbattere tutte le disuguaglianze, comprese quelle territoriali.
E allora perché a sud non tenerne conto e non continuare quella rivoluzione elettorale nata il 4 dicembre 2016 con i NO che da sud arrivarono a valanga e ad oggi sono quelli che hanno salvato la Costituzione repubblicana.
Perché quel NO, non lo facciamo diventare un SI a politiche diverse e in grado di rendere uguale questo Paese e gli uomini e le donne che lo abitano.
Perché non votare “Potere al Popolo” che, contro ogni pronostico ha raccolto le firme mentre altri più blasonati andavano a cercare il Tabacci di turno per non raccoglierle? Perché non dare fiducia a candidati e candidate scelti in centinaia di assemblee senza i dubbi delle piattaforme on line e senza essere soggetti alle catapulte romane… Sono state 52000 circa le firme raccolte in pochi giorni a fronte delle necessarie 25.000. Potere al Popolo sarà presente in tutta Italia… un miracolo di impegno ed entusiasmo….
Noi sappiamo chi votare il 4 marzo… Potere al Popolo è la vera novità di queste elezioni, nel merito e nel metodo…
Fonte: Con il Sud si Riparte
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sabato 3 febbraio 2018
Antonio Rosato candidato alla Camera con “Potere a popolo”
CASTELFORTE – “Il sud Pontino ha il suo candidato per la Camera dei Deputati”, cosi’ esordisce Antonio Rosato già Consigliere di maggioranza nel comune di Castelforte.
Espressione del Partito del Sud nella imminente tornata Elettorale candidato nella lista Potere al Popolo.
“Una candidatura condivisa sin da primo momento senza mai un litigio ne un disappunto. Proprio al contrario di quanto si sente in tv e si legge sui giornali in questi giorni. Unico vero movimento di sinistra rinato con forza determinazione ed entusiasmo da moltissimi movimenti e partiti come Rifondazione o i Comunisti italiani per citarne solo qualcuno più rappresentativo. Un partito che mira a raccogliere tutta quella massa di cittadini nauseati da partiti personali che hanno portato il popolo ed in particolar modo il popolo della sinistra a disertare le urne. Adesso – dice Rosato – non dovete più votare il meno peggio. Non c’è più bisogno di tapparvi il naso quando entrate nei seggi. Adesso l’unica scelta sensata che potete fare e a testa alta e quella di ridare “Potere al Popolo” votandolo.
Queste le prime battute del candidato alla Camera dei Deputati Antonio Rosato per Potere al popolo.
Movimento, Potere al Popolo, per nulla intimidito dalla sua giovane nascita (poco più di un mese) il quale punta prepotentemente a superare l’asticella messa al 3%.
Già una prima impresa l’ha compiuta, raccogliendo in meno di una settimana 52.000 firme delle 25.000 previste per poter competere nella corsa elettorale. Personaggi di rilievo già hanno aderito o espresso la loro vicinanza a Potere al Popolo come Giorgio Cremaschi ad esempio, sindacalista candidato per la prima volta e proprio con Potere al Popolo. Oppure il Sindaco di Napoli De Magistris piuttosto che Sabina Guzzanti o il C.T. Renzo Ulivieri per il mondo dello sport. Una campagna appena agli albori e vedremo come andrà a finire. Intanto la notizia e che il sud pontino ha espresso un suo candidato a rappresentare il territorio, Antonio Rosato.
Fonte: Temporeale
CASTELFORTE – “Il sud Pontino ha il suo candidato per la Camera dei Deputati”, cosi’ esordisce Antonio Rosato già Consigliere di maggioranza nel comune di Castelforte.
Espressione del Partito del Sud nella imminente tornata Elettorale candidato nella lista Potere al Popolo.
“Una candidatura condivisa sin da primo momento senza mai un litigio ne un disappunto. Proprio al contrario di quanto si sente in tv e si legge sui giornali in questi giorni. Unico vero movimento di sinistra rinato con forza determinazione ed entusiasmo da moltissimi movimenti e partiti come Rifondazione o i Comunisti italiani per citarne solo qualcuno più rappresentativo. Un partito che mira a raccogliere tutta quella massa di cittadini nauseati da partiti personali che hanno portato il popolo ed in particolar modo il popolo della sinistra a disertare le urne. Adesso – dice Rosato – non dovete più votare il meno peggio. Non c’è più bisogno di tapparvi il naso quando entrate nei seggi. Adesso l’unica scelta sensata che potete fare e a testa alta e quella di ridare “Potere al Popolo” votandolo.
Queste le prime battute del candidato alla Camera dei Deputati Antonio Rosato per Potere al popolo.
Movimento, Potere al Popolo, per nulla intimidito dalla sua giovane nascita (poco più di un mese) il quale punta prepotentemente a superare l’asticella messa al 3%.
Già una prima impresa l’ha compiuta, raccogliendo in meno di una settimana 52.000 firme delle 25.000 previste per poter competere nella corsa elettorale. Personaggi di rilievo già hanno aderito o espresso la loro vicinanza a Potere al Popolo come Giorgio Cremaschi ad esempio, sindacalista candidato per la prima volta e proprio con Potere al Popolo. Oppure il Sindaco di Napoli De Magistris piuttosto che Sabina Guzzanti o il C.T. Renzo Ulivieri per il mondo dello sport. Una campagna appena agli albori e vedremo come andrà a finire. Intanto la notizia e che il sud pontino ha espresso un suo candidato a rappresentare il territorio, Antonio Rosato.
Fonte: Temporeale
venerdì 2 febbraio 2018
Mano tesa ai più poveri: questa la priorità di “Potere al Popolo”. A Foggia la presentazione dei candidati
“Un programma scritto collettivamente a partire dai bisogni reali del popolo”. È un po’ questa la differenza tra i candidati di Potere al Popolo, che si sono presentati questa mattina a Palazzo Dogana a Foggia, e gli altri movimenti e partiti. La loro base popolare, dal basso, è indiscutibile. “Non facciamo promesse ma siamo ogni giorno impegnati per migliorare la vita dei nostri territori”, hanno spiegato a l’Immediato il capolista alla Camera, il consulente del lavoro Roberto Cappucci, da sempre in Rifondazione comunista e unico candidato territoriale a San Giovanni Rotondo, e la candidata al maggioritario nel collegio camerale Foggia-Gargano Mary Marchesani. Con loro Antonello Socciocandidato nel collegio senatoriale uninominale locale e dipendente di Casa Sollievo, Maria Rollo detta Lucia candidata al Senato nel Cerignola-Manfredonia-Bat e avvocata del lavoro, il sindacalista Cosimo Damiano Matteucci candidato ad Andria, Soccorsa Sabrina Di Carlo insegnante e coordinatrice del circolo Partito del Sud a San Severo in forza al collegio dei Monti Dauni e Savino Franzi, agente di commercio segretario di circolo di Rifondazione a Cerignola che correrà nel collegio Manfredonia-Cerignola alla Camera. Contro il Jobs Act e la precarizzazione del mondo del lavoro, Potere al Popolo propone una politica di coesione tra le classi sociali.
“In Italia 5 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta, 13 milioni devono rinunciare alle cure mediche, perchè sopravvivono con una pensione minima o non hanno continuità di reddito. Di fronte a questo disastro sociale il governo PD ha deciso di dichiarare guerra ai poveri e non alla povertà, costruendo ed alimentando un clima di odio e rancore, marginalizzando una fetta enorme della popolazione. Nessuna forza politica ha fatto eccezione. M5s, Lega, FI, lo stesso PD, hanno scelto di ridurre l’emergenza sociale a una questione di ordine pubblico e affrontarla con una stretta securitaria senza precedenti. Il DL Minniti, fiore all’occhiello di questa legislatura, è la fotografia di tutto questo. Indecorosi, secondo Minniti e gli altri, sono i senza tetto, chi non riesce ad arrivare alla fine del mese, i migranti rinchiusi nei centri, chi elemosina. Indecorosa, per noi, è la povertà. Se per Minniti decoro vuol dire umiliazione, abbandono e militarizzazione, per noi è solidarietà, è prendersi cura di spazi e di persone, è ricostruire un senso di comunità. Indecorosa, per noi, è una classe dirigente che in tempi di crisi lascia aumentare inesorabilmente il divario tra ricchi e poveri senza puntare sulla redistribuzione della ricchezza e l’allargamento dei diritti”, hanno commentato.
Punta a dar voce alla generazione degli invisibili Mary Marchesani, che si definisce gemminista, antifascista e “terrona”. “L’alternanza scuola-lavoro non forma, non educa, ma fa lavorare gratuitamente minorenni per aziende che invece dovrebbero assumere regolarmente lavoratori per svolgere quella mansione. Il lavoro minorile gratuito è sfruttamento, la scuola è un’altra cosa. Una società che non mette al centro la formazione di individui liberi, coscienti, critici, non ha speranza di sopravvivere”.
Fonte: L'immediato
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“Un programma scritto collettivamente a partire dai bisogni reali del popolo”. È un po’ questa la differenza tra i candidati di Potere al Popolo, che si sono presentati questa mattina a Palazzo Dogana a Foggia, e gli altri movimenti e partiti. La loro base popolare, dal basso, è indiscutibile. “Non facciamo promesse ma siamo ogni giorno impegnati per migliorare la vita dei nostri territori”, hanno spiegato a l’Immediato il capolista alla Camera, il consulente del lavoro Roberto Cappucci, da sempre in Rifondazione comunista e unico candidato territoriale a San Giovanni Rotondo, e la candidata al maggioritario nel collegio camerale Foggia-Gargano Mary Marchesani. Con loro Antonello Socciocandidato nel collegio senatoriale uninominale locale e dipendente di Casa Sollievo, Maria Rollo detta Lucia candidata al Senato nel Cerignola-Manfredonia-Bat e avvocata del lavoro, il sindacalista Cosimo Damiano Matteucci candidato ad Andria, Soccorsa Sabrina Di Carlo insegnante e coordinatrice del circolo Partito del Sud a San Severo in forza al collegio dei Monti Dauni e Savino Franzi, agente di commercio segretario di circolo di Rifondazione a Cerignola che correrà nel collegio Manfredonia-Cerignola alla Camera. Contro il Jobs Act e la precarizzazione del mondo del lavoro, Potere al Popolo propone una politica di coesione tra le classi sociali.
“In Italia 5 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta, 13 milioni devono rinunciare alle cure mediche, perchè sopravvivono con una pensione minima o non hanno continuità di reddito. Di fronte a questo disastro sociale il governo PD ha deciso di dichiarare guerra ai poveri e non alla povertà, costruendo ed alimentando un clima di odio e rancore, marginalizzando una fetta enorme della popolazione. Nessuna forza politica ha fatto eccezione. M5s, Lega, FI, lo stesso PD, hanno scelto di ridurre l’emergenza sociale a una questione di ordine pubblico e affrontarla con una stretta securitaria senza precedenti. Il DL Minniti, fiore all’occhiello di questa legislatura, è la fotografia di tutto questo. Indecorosi, secondo Minniti e gli altri, sono i senza tetto, chi non riesce ad arrivare alla fine del mese, i migranti rinchiusi nei centri, chi elemosina. Indecorosa, per noi, è la povertà. Se per Minniti decoro vuol dire umiliazione, abbandono e militarizzazione, per noi è solidarietà, è prendersi cura di spazi e di persone, è ricostruire un senso di comunità. Indecorosa, per noi, è una classe dirigente che in tempi di crisi lascia aumentare inesorabilmente il divario tra ricchi e poveri senza puntare sulla redistribuzione della ricchezza e l’allargamento dei diritti”, hanno commentato.
Punta a dar voce alla generazione degli invisibili Mary Marchesani, che si definisce gemminista, antifascista e “terrona”. “L’alternanza scuola-lavoro non forma, non educa, ma fa lavorare gratuitamente minorenni per aziende che invece dovrebbero assumere regolarmente lavoratori per svolgere quella mansione. Il lavoro minorile gratuito è sfruttamento, la scuola è un’altra cosa. Una società che non mette al centro la formazione di individui liberi, coscienti, critici, non ha speranza di sopravvivere”.
Fonte: L'immediato
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UNA NUOVA QUESTIONE MERIDIONALE
UNA NUOVA QUESTIONE MERIDIONALE
( dal Programma di Potere al Popolo https:// poterealpopolo.org/ potere-al-popolo/programma/)
La crisi in cui versa il nostro Paese da oltre un decennio colpisce con particolare violenza i territori storicamente più svantaggiati, il Sud e le Isole. Il tasso di disoccupazione in queste aree è quasi il doppio di quello nazionale; un giovane meridionale su due è senza lavoro, a fronte di livelli di istruzione e formazione molto alti. I salari sono mediamente più bassi e il lavoro è più precario, a fronte di un costo della vita che negli ultimi anni è salito vertiginosamente, specialmente nelle aree metropolitane. Il disinvestimento dello Stato dai settori strategici, quando non è coinciso con una svendita, come nel caso dell’ILVA, ha trasformato porzioni enormi di territorio, come Bagnoli, in cimiteri industriali, preda di interessi speculativi senza alcuna prospettiva di sviluppo, martoriati da livelli altissimi di inquinamento ambientale. L’inquinamento è l’altro denominatore comune del Sud, da Bagnoli all’ILVA, dalla mega discarica di Terzigno al fiume Sarno, a Priolo; quando i territori non sono inquinati da residui industriali o da discariche, sono selvaggiamente occupati da foreste di pale eoliche, impianti di produzione di energia da CDR, oppure diventano territorio d’elezione per lo stoccaggio di scorie nucleari, o per l’allargamento e la costruzione di nuove basi militari.
I livelli sanitari garantiti sono inferiori alla media nazionale, così come le risorse destinate a istruzione e formazione che nel Sud e nelle isole diminuiscono. In questo contesto è comprensibile la ripresa drammatica dell’emigrazione da Sud a Nord – a volte forzata, come nel caso degli insegnanti – e dell’emigrazione verso l’estero, che vede i meridionali e gli isolani in testa alle classifiche di chi parte per non tornare. Noi riteniamo che la questione meridionale debba tornare ad essere questione centrale sul piano nazionale ed europeo. Va invertita la rotta: il Sud e le Isole non vanno visto più come un problema, ma come una grande opportunità per il paese, liberandone positivamente le energie.
Per questo lottiamo per:
una politica di investimenti pubblici in settori produttivi mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati, contrastando il ricatto inaccettabile che vorrebbe barattare il lavoro con la salute e la tutela dell’ambiente, e perché le ragazze e i ragazzi del Sud abbiamo il pieno diritto di studiare e lavorare nella propria terra;
livelli sanitari realmente equiparati a quelli del resto del paese;
una rete di infrastrutture e trasporti pubblici radicalmente potenziata;
un forte investimento in istruzione e formazione orientato al Sud;
la fine di una strategia che vede nel meridione una mega discarica, o una mega centrale elettrica per il paese;
la difesa dei territori dagli appetiti speculativi di imprenditori nostrani e grandi multinazionali.
l’affermazione di un modello di economia alternativo, che accanto a produzioni qualificate valorizzi la bellezza, la storia, la terra, le nuove tecnologie, la cultura di città che sono da sempre luoghi di pace, crocevia di popoli e culture.
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( dal Programma di Potere al Popolo https://
La crisi in cui versa il nostro Paese da oltre un decennio colpisce con particolare violenza i territori storicamente più svantaggiati, il Sud e le Isole. Il tasso di disoccupazione in queste aree è quasi il doppio di quello nazionale; un giovane meridionale su due è senza lavoro, a fronte di livelli di istruzione e formazione molto alti. I salari sono mediamente più bassi e il lavoro è più precario, a fronte di un costo della vita che negli ultimi anni è salito vertiginosamente, specialmente nelle aree metropolitane. Il disinvestimento dello Stato dai settori strategici, quando non è coinciso con una svendita, come nel caso dell’ILVA, ha trasformato porzioni enormi di territorio, come Bagnoli, in cimiteri industriali, preda di interessi speculativi senza alcuna prospettiva di sviluppo, martoriati da livelli altissimi di inquinamento ambientale. L’inquinamento è l’altro denominatore comune del Sud, da Bagnoli all’ILVA, dalla mega discarica di Terzigno al fiume Sarno, a Priolo; quando i territori non sono inquinati da residui industriali o da discariche, sono selvaggiamente occupati da foreste di pale eoliche, impianti di produzione di energia da CDR, oppure diventano territorio d’elezione per lo stoccaggio di scorie nucleari, o per l’allargamento e la costruzione di nuove basi militari.
I livelli sanitari garantiti sono inferiori alla media nazionale, così come le risorse destinate a istruzione e formazione che nel Sud e nelle isole diminuiscono. In questo contesto è comprensibile la ripresa drammatica dell’emigrazione da Sud a Nord – a volte forzata, come nel caso degli insegnanti – e dell’emigrazione verso l’estero, che vede i meridionali e gli isolani in testa alle classifiche di chi parte per non tornare. Noi riteniamo che la questione meridionale debba tornare ad essere questione centrale sul piano nazionale ed europeo. Va invertita la rotta: il Sud e le Isole non vanno visto più come un problema, ma come una grande opportunità per il paese, liberandone positivamente le energie.
Per questo lottiamo per:
una politica di investimenti pubblici in settori produttivi mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati, contrastando il ricatto inaccettabile che vorrebbe barattare il lavoro con la salute e la tutela dell’ambiente, e perché le ragazze e i ragazzi del Sud abbiamo il pieno diritto di studiare e lavorare nella propria terra;
livelli sanitari realmente equiparati a quelli del resto del paese;
una rete di infrastrutture e trasporti pubblici radicalmente potenziata;
un forte investimento in istruzione e formazione orientato al Sud;
la fine di una strategia che vede nel meridione una mega discarica, o una mega centrale elettrica per il paese;
la difesa dei territori dagli appetiti speculativi di imprenditori nostrani e grandi multinazionali.
l’affermazione di un modello di economia alternativo, che accanto a produzioni qualificate valorizzi la bellezza, la storia, la terra, le nuove tecnologie, la cultura di città che sono da sempre luoghi di pace, crocevia di popoli e culture.
UNA NUOVA QUESTIONE MERIDIONALE
( dal Programma di Potere al Popolo https:// poterealpopolo.org/ potere-al-popolo/programma/)
La crisi in cui versa il nostro Paese da oltre un decennio colpisce con particolare violenza i territori storicamente più svantaggiati, il Sud e le Isole. Il tasso di disoccupazione in queste aree è quasi il doppio di quello nazionale; un giovane meridionale su due è senza lavoro, a fronte di livelli di istruzione e formazione molto alti. I salari sono mediamente più bassi e il lavoro è più precario, a fronte di un costo della vita che negli ultimi anni è salito vertiginosamente, specialmente nelle aree metropolitane. Il disinvestimento dello Stato dai settori strategici, quando non è coinciso con una svendita, come nel caso dell’ILVA, ha trasformato porzioni enormi di territorio, come Bagnoli, in cimiteri industriali, preda di interessi speculativi senza alcuna prospettiva di sviluppo, martoriati da livelli altissimi di inquinamento ambientale. L’inquinamento è l’altro denominatore comune del Sud, da Bagnoli all’ILVA, dalla mega discarica di Terzigno al fiume Sarno, a Priolo; quando i territori non sono inquinati da residui industriali o da discariche, sono selvaggiamente occupati da foreste di pale eoliche, impianti di produzione di energia da CDR, oppure diventano territorio d’elezione per lo stoccaggio di scorie nucleari, o per l’allargamento e la costruzione di nuove basi militari.
I livelli sanitari garantiti sono inferiori alla media nazionale, così come le risorse destinate a istruzione e formazione che nel Sud e nelle isole diminuiscono. In questo contesto è comprensibile la ripresa drammatica dell’emigrazione da Sud a Nord – a volte forzata, come nel caso degli insegnanti – e dell’emigrazione verso l’estero, che vede i meridionali e gli isolani in testa alle classifiche di chi parte per non tornare. Noi riteniamo che la questione meridionale debba tornare ad essere questione centrale sul piano nazionale ed europeo. Va invertita la rotta: il Sud e le Isole non vanno visto più come un problema, ma come una grande opportunità per il paese, liberandone positivamente le energie.
Per questo lottiamo per:
una politica di investimenti pubblici in settori produttivi mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati, contrastando il ricatto inaccettabile che vorrebbe barattare il lavoro con la salute e la tutela dell’ambiente, e perché le ragazze e i ragazzi del Sud abbiamo il pieno diritto di studiare e lavorare nella propria terra;
livelli sanitari realmente equiparati a quelli del resto del paese;
una rete di infrastrutture e trasporti pubblici radicalmente potenziata;
un forte investimento in istruzione e formazione orientato al Sud;
la fine di una strategia che vede nel meridione una mega discarica, o una mega centrale elettrica per il paese;
la difesa dei territori dagli appetiti speculativi di imprenditori nostrani e grandi multinazionali.
l’affermazione di un modello di economia alternativo, che accanto a produzioni qualificate valorizzi la bellezza, la storia, la terra, le nuove tecnologie, la cultura di città che sono da sempre luoghi di pace, crocevia di popoli e culture.
( dal Programma di Potere al Popolo https://
La crisi in cui versa il nostro Paese da oltre un decennio colpisce con particolare violenza i territori storicamente più svantaggiati, il Sud e le Isole. Il tasso di disoccupazione in queste aree è quasi il doppio di quello nazionale; un giovane meridionale su due è senza lavoro, a fronte di livelli di istruzione e formazione molto alti. I salari sono mediamente più bassi e il lavoro è più precario, a fronte di un costo della vita che negli ultimi anni è salito vertiginosamente, specialmente nelle aree metropolitane. Il disinvestimento dello Stato dai settori strategici, quando non è coinciso con una svendita, come nel caso dell’ILVA, ha trasformato porzioni enormi di territorio, come Bagnoli, in cimiteri industriali, preda di interessi speculativi senza alcuna prospettiva di sviluppo, martoriati da livelli altissimi di inquinamento ambientale. L’inquinamento è l’altro denominatore comune del Sud, da Bagnoli all’ILVA, dalla mega discarica di Terzigno al fiume Sarno, a Priolo; quando i territori non sono inquinati da residui industriali o da discariche, sono selvaggiamente occupati da foreste di pale eoliche, impianti di produzione di energia da CDR, oppure diventano territorio d’elezione per lo stoccaggio di scorie nucleari, o per l’allargamento e la costruzione di nuove basi militari.
I livelli sanitari garantiti sono inferiori alla media nazionale, così come le risorse destinate a istruzione e formazione che nel Sud e nelle isole diminuiscono. In questo contesto è comprensibile la ripresa drammatica dell’emigrazione da Sud a Nord – a volte forzata, come nel caso degli insegnanti – e dell’emigrazione verso l’estero, che vede i meridionali e gli isolani in testa alle classifiche di chi parte per non tornare. Noi riteniamo che la questione meridionale debba tornare ad essere questione centrale sul piano nazionale ed europeo. Va invertita la rotta: il Sud e le Isole non vanno visto più come un problema, ma come una grande opportunità per il paese, liberandone positivamente le energie.
Per questo lottiamo per:
una politica di investimenti pubblici in settori produttivi mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati, contrastando il ricatto inaccettabile che vorrebbe barattare il lavoro con la salute e la tutela dell’ambiente, e perché le ragazze e i ragazzi del Sud abbiamo il pieno diritto di studiare e lavorare nella propria terra;
livelli sanitari realmente equiparati a quelli del resto del paese;
una rete di infrastrutture e trasporti pubblici radicalmente potenziata;
un forte investimento in istruzione e formazione orientato al Sud;
la fine di una strategia che vede nel meridione una mega discarica, o una mega centrale elettrica per il paese;
la difesa dei territori dagli appetiti speculativi di imprenditori nostrani e grandi multinazionali.
l’affermazione di un modello di economia alternativo, che accanto a produzioni qualificate valorizzi la bellezza, la storia, la terra, le nuove tecnologie, la cultura di città che sono da sempre luoghi di pace, crocevia di popoli e culture.
giovedì 1 febbraio 2018
Comunicato PdelSUD Lazio: Antonio Rosato candidato con Potere al Popolo! nel Collegio Uninominale Lazio 2 - 06
Il Partito del Sud , come già annunciato nel suo precedente Comunicato Stampa nazionale del 23/12/2017, sarà presente alle prossime elezioni politiche nazionali con la lista Potere al Popolo!

In particolare, nel Lazio, ci sarà con la lista Potere al Popolo! come Candidato alla Camera, nel Collegio Uninominale Lazio 2 - 06, che comprende i comuni di Terracina, Formia, Gaeta, Minturno, Castelforte e altri:
Antonio Rosato, nostro Coordinatore Regionale PdelSUD per il Lazio e Consigliere Comunale a Castelforte (LT).
Invitiamo tutti gli iscritti e simpatizzanti del Partito del Sud e tutti i meridionalisti a sostenere la lista ed il nostro Candidato in Alta Terra di Lavoro, per sostenere la crescita del meridionalismo progressista e delle lotte per la giustizia sociale e contro il neoliberismo, con l'unica alternativa di sinistra vera e popolare e con una componente meridionalista che ci sarà alle prossime elezioni politiche nazionali 2018.
E' proprio il caso di dire stavolta, il prossimo 4 marzo...come diceva il Principe...
VOTA ANTONIO...VOTA ANTONIO VOTA ANTONIO!!!
Partito del Sud - Lazio
Segr. Organizzativa Nazionale
Il Partito del Sud , come già annunciato nel suo precedente Comunicato Stampa nazionale del 23/12/2017, sarà presente alle prossime elezioni politiche nazionali con la lista Potere al Popolo!

In particolare, nel Lazio, ci sarà con la lista Potere al Popolo! come Candidato alla Camera, nel Collegio Uninominale Lazio 2 - 06, che comprende i comuni di Terracina, Formia, Gaeta, Minturno, Castelforte e altri:
Antonio Rosato, nostro Coordinatore Regionale PdelSUD per il Lazio e Consigliere Comunale a Castelforte (LT).
Invitiamo tutti gli iscritti e simpatizzanti del Partito del Sud e tutti i meridionalisti a sostenere la lista ed il nostro Candidato in Alta Terra di Lavoro, per sostenere la crescita del meridionalismo progressista e delle lotte per la giustizia sociale e contro il neoliberismo, con l'unica alternativa di sinistra vera e popolare e con una componente meridionalista che ci sarà alle prossime elezioni politiche nazionali 2018.
E' proprio il caso di dire stavolta, il prossimo 4 marzo...come diceva il Principe...
VOTA ANTONIO...VOTA ANTONIO VOTA ANTONIO!!!
Partito del Sud - Lazio
Segr. Organizzativa Nazionale
martedì 30 gennaio 2018
Potere al Popolo, la nuova lista antagonista
Il nome è affascinante e richiama senza dubbio una certa sinistra ormai tramontata. Ma #Potere al Popolo è una lista che, in fin dei conti, incarna il vero spirito della sinistra storica: quello di dar voce alla collettività. Nata a Napoli da movimenti di base, in primis quello dell'ex OPG Occupato 'Je so' pazzo', di collettivi e centri sociali, in cui però sono confluite realtà partitiche come Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista, Rinnovamento Socialista e Partito del Sud, la nuova lista antagonista mira a dare filo da torcere ai partiti tradizionali nella corsa verso il parlamento [VIDEO] alle #Elezioni politiche del prossimo 4 marzo.
Leader di Potere al Popolo è Viola Carofalo, ricercatrice precaria di 37 anni.
'Formazione plurale di sinistra radicale'
"Non chiamatemi leader, ma portavoce" sottolinea Viola Carofalo in un'intervista rilasciata all'agenzia La Presse. Ed approfitta del richiamo per attaccare il Movimento 5 Stelle. "La nostra è una vera partecipazione di base, qualcun altro come i Cinque Stelle parla di partecipazione popolare, ma poi decidono tutto i vertici". La Carofalo definisce la lista "una formazione plurale di sinistra radicale, accomunata da valori come solidarietà, antirazzismo, antisessismo, lavoro ed ambiente". Potere al Popolo si rivolge a tutti, in particolare agli elettori 'delusi'. "In Italia c'è tanta gente che non va più a votare. Invitiamo queste persone a votare per qualcosa e non contro qualcosa [VIDEO]".
Tra gli spunti della lista anche una ferrea opposizione al Jobs Act. "In realtà il Jobs Act non è l'unico problema, si tratta dell'ultimo capitolo di una precarizzazione in atto da anni, con la Fornero ed il pacchetto Treu. In questi anni i governi hanno alimentato una guerra tra poveri, tra chi vorrebbe andare in pensione e chi non riesce a trovare lavoro. Credo proprio - conclude - che sia stato tutto costruito a regola d'arte".
Fonte: Blastingnews
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Il nome è affascinante e richiama senza dubbio una certa sinistra ormai tramontata. Ma #Potere al Popolo è una lista che, in fin dei conti, incarna il vero spirito della sinistra storica: quello di dar voce alla collettività. Nata a Napoli da movimenti di base, in primis quello dell'ex OPG Occupato 'Je so' pazzo', di collettivi e centri sociali, in cui però sono confluite realtà partitiche come Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista, Rinnovamento Socialista e Partito del Sud, la nuova lista antagonista mira a dare filo da torcere ai partiti tradizionali nella corsa verso il parlamento [VIDEO] alle #Elezioni politiche del prossimo 4 marzo.
Leader di Potere al Popolo è Viola Carofalo, ricercatrice precaria di 37 anni.
'Formazione plurale di sinistra radicale'
"Non chiamatemi leader, ma portavoce" sottolinea Viola Carofalo in un'intervista rilasciata all'agenzia La Presse. Ed approfitta del richiamo per attaccare il Movimento 5 Stelle. "La nostra è una vera partecipazione di base, qualcun altro come i Cinque Stelle parla di partecipazione popolare, ma poi decidono tutto i vertici". La Carofalo definisce la lista "una formazione plurale di sinistra radicale, accomunata da valori come solidarietà, antirazzismo, antisessismo, lavoro ed ambiente". Potere al Popolo si rivolge a tutti, in particolare agli elettori 'delusi'. "In Italia c'è tanta gente che non va più a votare. Invitiamo queste persone a votare per qualcosa e non contro qualcosa [VIDEO]".
Tra gli spunti della lista anche una ferrea opposizione al Jobs Act. "In realtà il Jobs Act non è l'unico problema, si tratta dell'ultimo capitolo di una precarizzazione in atto da anni, con la Fornero ed il pacchetto Treu. In questi anni i governi hanno alimentato una guerra tra poveri, tra chi vorrebbe andare in pensione e chi non riesce a trovare lavoro. Credo proprio - conclude - che sia stato tutto costruito a regola d'arte".
Fonte: Blastingnews
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lunedì 29 gennaio 2018
Potere al Popolo, Carofalo: "Con noi vera alternativa, anche a M5S"
Potere al Popolo, Carofalo: "Con noi vera alternativa, anche a M5S"
Parla la leader della formazione nata a Napoli all'ex-Opg Occupato-Je so' pazzo
"Io capo politico? E' una denominazione che il Rosatellum impone per partecipare alle elezioni. Ma Potere al Popolo non ha leader, per noi la politica è dare voce e forza a una collettività". Viola Carofalo, 37 anni, ricercatrice precaria, parla a nome della lista che, il 4 marzo, potrebbe dare filo da torcere ai big della politica. "Chiamatemi portavoce, piuttosto", ribatte. "Di certo - attacca - la nostra è una partecipazione reale, non come i 5 stelle che parlano di protagonismo dal basso, ma poi decide tutto chi sta sopra, Casaleggio padre prima, Junior e Grillo ora".
Qual è l'identità politica di Potere al Popolo? Siamo una formazione plurale di sinistra radicale. Quello che ci accomuna sono i principi e i valori della solidarietà, la possibilità di decidere per sé e per il proprio futuro, l'antirazzismo, l'antisessismo e il lavoro. La difesa del territorio è centrale: nella composizione della lista sono presenti comitati e associazioni ambientaliste.
Chi c'è dentro Potere al Popolo? Realtà organizzate, con una struttura partitica come Rifondazione Comunista, il Pci, il Partito del sud, Rinnovamento socialista e Sinistra anticapitalista. La gran parte però sono realtà di base: comitati, collettivi, centri sociali. Parte tutto da Napoli con noi dell'ex-Opg Occupato-Je so' pazzo.
Vi rivolgete anche ai delusi del M5S? Per noi è fondamentale che in Italia si ritorni alla partecipazione politica, che ovviamente passa per il voto ma non si esaurisce quel giorno. Vorremmo che tra i nostri elettori ci fosse chi non ha mai votato, chi ha smesso di votare per disillusione e disincanto, ma anche chi ha votato formazioni come il Movimento 5 Stelle per mera protesta. Quello che noi diciamo è: fate un voto utile, cioè un voto propositivo. Non solo contro qualcosa, ma per qualcosa. Di certo la nostra è una partecipazione reale, non come i 5 stelle che parlano di partecipazione dal basso, ma poi decide tutto chi sta sopra, Casaleggio padre prima, Junior e Grillo ora.
Nel programma dite no al Jobs Act. Cosa prevedete per il futuro? Vogliamo lavoro stabile e sicuro. Sicuro dal punto di vista della salute: non si può andare a lavorare alla mattina e morire o rimanere infortunati perché le regole ci sono, sono poche e non vengono rispettate. Stabile dal punto di vista contrattuale. Il problema non è solo il Jobs Act, che è l'ultima espressione della precarizzazione del lavoro; il problema c'è da prima, con la riforma Fornero e il pacchetto Treu, tutti quei provvedimenti che negli anni hanno alimentato una guerra tra poveri, tra persone che vorrebbero andare in pensione e chi non riesce ad entrare nel mercato del lavoro. E questo è costruito ad arte.
C'è stata una polemica su uno dei punti del programma, il numero 15 sotto la voce Giustizia. Chiedete "l'abolizione del 41 bis (…) adottando al suo posto misure di controllo, per i reati di stampo mafioso, allo stesso tempo efficaci ed umane, che non permettano la continuità di rapporto con l'esterno".. Per noi il 41 bis non va bene, non perché i boss debbano essere lasciati liberi, ma perché è tortura. Lo dice l'Onu: è una vendetta nei confronti di chi commette un crimine, che è comunque un essere umano. Intendiamo il carcere come strumento di reinserimento sociale, convinti che ci siano alternative e misure differenti. Ovviamente non stiamo parlando di gravi crimini di mafia, ma ad esempio i reati predatori per cui oggi, con il carcere, il tasso di recidiva è alto.
Come si combatte il crimine organizzato? Un'antimafia efficacie non è fatta solo di misure repressive. La si fa a livello sociale, dal basso. Sia criminalità comune sia la criminalità organizzata si fondano su condizioni materiali. La prima si basa sul disagio, sull'impotenza, sulla mancanza di lavoro e prospettive; la seconda sulla possibilità che i clan hanno di fare profitti e grandi affari in tanti settori, uno su tutti quello dell'accoglienza ai migranti. In questo caso specifico, se si ferma la speculazione e se si ricostruisce il tessuto sociale, i territori si recuperano.
Qual è la vostra forza? Fare rete tra realtà territoriali e politiche diverse, che prima erano ciascuna per la propria strada e non riuscivano a riconnettersi. Con noi, insieme, portiamo a livello nazionale le battaglie di ciascun gruppo. Questo è il nostro patrimonio. Neanche con una bacchetta magica avremmo potuto pensare di costruire assemblee in 150 posti d'Italia.
Fonte: La presse
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Potere al Popolo, Carofalo: "Con noi vera alternativa, anche a M5S"
Parla la leader della formazione nata a Napoli all'ex-Opg Occupato-Je so' pazzo
"Io capo politico? E' una denominazione che il Rosatellum impone per partecipare alle elezioni. Ma Potere al Popolo non ha leader, per noi la politica è dare voce e forza a una collettività". Viola Carofalo, 37 anni, ricercatrice precaria, parla a nome della lista che, il 4 marzo, potrebbe dare filo da torcere ai big della politica. "Chiamatemi portavoce, piuttosto", ribatte. "Di certo - attacca - la nostra è una partecipazione reale, non come i 5 stelle che parlano di protagonismo dal basso, ma poi decide tutto chi sta sopra, Casaleggio padre prima, Junior e Grillo ora".
Qual è l'identità politica di Potere al Popolo? Siamo una formazione plurale di sinistra radicale. Quello che ci accomuna sono i principi e i valori della solidarietà, la possibilità di decidere per sé e per il proprio futuro, l'antirazzismo, l'antisessismo e il lavoro. La difesa del territorio è centrale: nella composizione della lista sono presenti comitati e associazioni ambientaliste.
Chi c'è dentro Potere al Popolo? Realtà organizzate, con una struttura partitica come Rifondazione Comunista, il Pci, il Partito del sud, Rinnovamento socialista e Sinistra anticapitalista. La gran parte però sono realtà di base: comitati, collettivi, centri sociali. Parte tutto da Napoli con noi dell'ex-Opg Occupato-Je so' pazzo.
Vi rivolgete anche ai delusi del M5S? Per noi è fondamentale che in Italia si ritorni alla partecipazione politica, che ovviamente passa per il voto ma non si esaurisce quel giorno. Vorremmo che tra i nostri elettori ci fosse chi non ha mai votato, chi ha smesso di votare per disillusione e disincanto, ma anche chi ha votato formazioni come il Movimento 5 Stelle per mera protesta. Quello che noi diciamo è: fate un voto utile, cioè un voto propositivo. Non solo contro qualcosa, ma per qualcosa. Di certo la nostra è una partecipazione reale, non come i 5 stelle che parlano di partecipazione dal basso, ma poi decide tutto chi sta sopra, Casaleggio padre prima, Junior e Grillo ora.
Nel programma dite no al Jobs Act. Cosa prevedete per il futuro? Vogliamo lavoro stabile e sicuro. Sicuro dal punto di vista della salute: non si può andare a lavorare alla mattina e morire o rimanere infortunati perché le regole ci sono, sono poche e non vengono rispettate. Stabile dal punto di vista contrattuale. Il problema non è solo il Jobs Act, che è l'ultima espressione della precarizzazione del lavoro; il problema c'è da prima, con la riforma Fornero e il pacchetto Treu, tutti quei provvedimenti che negli anni hanno alimentato una guerra tra poveri, tra persone che vorrebbero andare in pensione e chi non riesce ad entrare nel mercato del lavoro. E questo è costruito ad arte.
C'è stata una polemica su uno dei punti del programma, il numero 15 sotto la voce Giustizia. Chiedete "l'abolizione del 41 bis (…) adottando al suo posto misure di controllo, per i reati di stampo mafioso, allo stesso tempo efficaci ed umane, che non permettano la continuità di rapporto con l'esterno".. Per noi il 41 bis non va bene, non perché i boss debbano essere lasciati liberi, ma perché è tortura. Lo dice l'Onu: è una vendetta nei confronti di chi commette un crimine, che è comunque un essere umano. Intendiamo il carcere come strumento di reinserimento sociale, convinti che ci siano alternative e misure differenti. Ovviamente non stiamo parlando di gravi crimini di mafia, ma ad esempio i reati predatori per cui oggi, con il carcere, il tasso di recidiva è alto.
Come si combatte il crimine organizzato? Un'antimafia efficacie non è fatta solo di misure repressive. La si fa a livello sociale, dal basso. Sia criminalità comune sia la criminalità organizzata si fondano su condizioni materiali. La prima si basa sul disagio, sull'impotenza, sulla mancanza di lavoro e prospettive; la seconda sulla possibilità che i clan hanno di fare profitti e grandi affari in tanti settori, uno su tutti quello dell'accoglienza ai migranti. In questo caso specifico, se si ferma la speculazione e se si ricostruisce il tessuto sociale, i territori si recuperano.
Qual è la vostra forza? Fare rete tra realtà territoriali e politiche diverse, che prima erano ciascuna per la propria strada e non riuscivano a riconnettersi. Con noi, insieme, portiamo a livello nazionale le battaglie di ciascun gruppo. Questo è il nostro patrimonio. Neanche con una bacchetta magica avremmo potuto pensare di costruire assemblee in 150 posti d'Italia.
Fonte: La presse
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venerdì 19 gennaio 2018
La campagna di adesione al Partito del Sud riprende con il Tesseramento 2018
La campagna di adesione al PdSUD riprende con il Tesseramento 2018
Le quote di adesione anche per quest'anno restano invariate:
E' possibile aderire al partito con diverse modalità.
On line, con pagamento della quota tramite paypal o bonifico bancario
Per le adesioni tramite le nostre sezioni locali, la consegna della domanda di adesione ed il pagamento della quota può essere fatto rivolgendosi ai nostri presidi sul territorio (vedi "Contatti")
Le quote di adesione anche per quest'anno restano invariate:
- 20 Euro per Soci Ordinari;
- 50 Euro per Soci Sostenitori
- 10 Euro quota ridotta solo per Disoccupati, Studenti, Casalinghe e Pensionati;
On line, con pagamento della quota tramite paypal o bonifico bancario
- Compilare la "Domanda di Tesseramento 2018" presente sul nostro sito
- inviare il modulo di adesione compilato e scannerizzato via mail a partitodelsud.roma@gmail.com o info@partitodelsud.eu
- effettuare il pagamento della quota tramite paypal nella sezione "Donazioni" oppure tramite un bonifico al nostro conto nazionale: intestato a Filippo Romeo (Tesoriere PdSUD) coordinate IBAN: IT11G0760111800001015934605
Per le adesioni tramite le nostre sezioni locali, la consegna della domanda di adesione ed il pagamento della quota può essere fatto rivolgendosi ai nostri presidi sul territorio (vedi "Contatti")
(vedi "Contatti")
Ricordiamo che per i già iscritti il rinnovo del tesseramento al Partito del Sud si può effettuare entro 31 Marzo 2018 mentre per le nuove iscrizioni il termine è fissato a tutto il 30 Giugno 2018
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La campagna di adesione al PdSUD riprende con il Tesseramento 2018
Le quote di adesione anche per quest'anno restano invariate:
E' possibile aderire al partito con diverse modalità.
On line, con pagamento della quota tramite paypal o bonifico bancario
Per le adesioni tramite le nostre sezioni locali, la consegna della domanda di adesione ed il pagamento della quota può essere fatto rivolgendosi ai nostri presidi sul territorio (vedi "Contatti")
Le quote di adesione anche per quest'anno restano invariate:
- 20 Euro per Soci Ordinari;
- 50 Euro per Soci Sostenitori
- 10 Euro quota ridotta solo per Disoccupati, Studenti, Casalinghe e Pensionati;
On line, con pagamento della quota tramite paypal o bonifico bancario
- Compilare la "Domanda di Tesseramento 2018" presente sul nostro sito
- inviare il modulo di adesione compilato e scannerizzato via mail a partitodelsud.roma@gmail.com o info@partitodelsud.eu
- effettuare il pagamento della quota tramite paypal nella sezione "Donazioni" oppure tramite un bonifico al nostro conto nazionale: intestato a Filippo Romeo (Tesoriere PdSUD) coordinate IBAN: IT11G0760111800001015934605
Per le adesioni tramite le nostre sezioni locali, la consegna della domanda di adesione ed il pagamento della quota può essere fatto rivolgendosi ai nostri presidi sul territorio (vedi "Contatti")
(vedi "Contatti")
Ricordiamo che per i già iscritti il rinnovo del tesseramento al Partito del Sud si può effettuare entro 31 Marzo 2018 mentre per le nuove iscrizioni il termine è fissato a tutto il 30 Giugno 2018
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domenica 31 dicembre 2017
Buon Anno dal Partito del Sud!
Buon 2018 a tutti !
Un augurio particolare a tutti gli amici del Partito del Sud, ai militanti, ai simpatizzanti, ai tanti amici che ci seguono sui social network, ai meridionalisti e alle loro famiglie.
Scorrendo gli avvenimenti dell'ultimo anno si può tranquillamente affermare che anche nel 2017 il Partito del Sud è cresciuto in consapevolezza, adesioni, concretezza e organizzazione, con un'attività continua e proficua sui territori.
Per questo ringrazio tutti indistintamente.
Il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergie con quei soggetti che per visione e strategia politica possono essere più vicini ai nostri ideali meridionalisti progressisti-gramsciani e con cui confermiamo di voler continuare a collaborare sinergicamente al fine di creare un fronte popolare progressista coeso, serio e credibile, sulle orme di quella mobilitazione popolare che così bene ha figurato in occasione dell'ultimo Referendum Costituzionale. Da qui nasce infatti il nostro sostegno ed adesione alla lista "Potere al Popolo", che ci vedrà impegnati alle prossime elezioni politiche nazionale del 4 marzo.
In altre parole ci attende, come già l'anno scorso, un 2018 ancora di duro lavoro se vogliamo sempre più e meglio definire la nostra missione politica che partendo da una proposta inclusiva possa portare la nostra visione politica e con essa le reali necessità di sviluppo e crescita di tutto il Sud, in quell'ottica di riscatto non revanscista che può aiutarci, in collegamento con le forze sane e non oscurantiste dell'intero Paese, a far superare all'intera penisola quei pregiudizi e discriminazioni, anche territoriali, che ne hanno avvelenato l'anima e che solo se superati porteranno ad una nuova alba per dare sempre maggiore voce alle
classi popolari, alla cura dei beni comuni, dell’ambiente, della giustizia sociale, della solidarietà, della pace, dello sviluppo dei territori. Che respinga con decisione il ricatto
occupazionale lavoro o salute e che
abbia come priorità assoluta il rispetto e l’applicazione puntuale degli
articoli della Costituzione, anche al Sud. Una Costituzione che non è mai stata
realmente applicata e il cui rispetto deve essere riportato necessariamente al centro
del dibattito politico.
L'auspicio è che questo 2018 possa portarci a compiere un ulteriore balzo in avanti, anche di consapevolezza, come singoli e come Partito.
Buon Anno a tutti!
Buon Anno a tutti!
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud
Buon 2018 a tutti !
Un augurio particolare a tutti gli amici del Partito del Sud, ai militanti, ai simpatizzanti, ai tanti amici che ci seguono sui social network, ai meridionalisti e alle loro famiglie.
Scorrendo gli avvenimenti dell'ultimo anno si può tranquillamente affermare che anche nel 2017 il Partito del Sud è cresciuto in consapevolezza, adesioni, concretezza e organizzazione, con un'attività continua e proficua sui territori.
Per questo ringrazio tutti indistintamente.
Il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergie con quei soggetti che per visione e strategia politica possono essere più vicini ai nostri ideali meridionalisti progressisti-gramsciani e con cui confermiamo di voler continuare a collaborare sinergicamente al fine di creare un fronte popolare progressista coeso, serio e credibile, sulle orme di quella mobilitazione popolare che così bene ha figurato in occasione dell'ultimo Referendum Costituzionale. Da qui nasce infatti il nostro sostegno ed adesione alla lista "Potere al Popolo", che ci vedrà impegnati alle prossime elezioni politiche nazionale del 4 marzo.
In altre parole ci attende, come già l'anno scorso, un 2018 ancora di duro lavoro se vogliamo sempre più e meglio definire la nostra missione politica che partendo da una proposta inclusiva possa portare la nostra visione politica e con essa le reali necessità di sviluppo e crescita di tutto il Sud, in quell'ottica di riscatto non revanscista che può aiutarci, in collegamento con le forze sane e non oscurantiste dell'intero Paese, a far superare all'intera penisola quei pregiudizi e discriminazioni, anche territoriali, che ne hanno avvelenato l'anima e che solo se superati porteranno ad una nuova alba per dare sempre maggiore voce alle
classi popolari, alla cura dei beni comuni, dell’ambiente, della giustizia sociale, della solidarietà, della pace, dello sviluppo dei territori. Che respinga con decisione il ricatto
occupazionale lavoro o salute e che
abbia come priorità assoluta il rispetto e l’applicazione puntuale degli
articoli della Costituzione, anche al Sud. Una Costituzione che non è mai stata
realmente applicata e il cui rispetto deve essere riportato necessariamente al centro
del dibattito politico.
L'auspicio è che questo 2018 possa portarci a compiere un ulteriore balzo in avanti, anche di consapevolezza, come singoli e come Partito.
Buon Anno a tutti!
Buon Anno a tutti!
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud
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