giovedì 27 luglio 2017

CUCCURESE E CIVATI DANNO VOCE AL SUD SIGLANDO L’ACCORDO TRA PARTITO DEL SUD - MERIDIONALISTI PROGRESSISTI E POSSIBILE


Roma, 27 luglio 2017 – Ieri alla Camera dei Deputati è stato firmato l’accordo federativo e di collaborazione sui territori tra Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, rappresentato dal Presidente Nazionale Natale Cuccurese e il movimento Possibile, rappresentato dall’On. Giuseppe Civati. Negli ultimi anni il Partito del Sud, in pratica dall'ultimo congresso di Napoli del 2015, si è posto come obiettivo quello di portare la voce del sud sulla ribalta politica nazionale e il meridionalismo progressista nel DNA naturale della sinistra non solo come oggetto di dibattito, ma come elemento importante delle politiche e dei programmi di quell’area politica. Non quindi un formale e sterile accordo, ma un impegno a lavorare insieme per far ripartire il Paese da sud, un’area con potenzialità enormi e, negli ultimi decenni, sempre più ai margini negli investimenti dello Stato centrale. Con questo accordo Possibile si è impegnato a portare proposte concrete anche in Parlamento, il Partito del Sud a fornire temi, dati e riflessioni sulla questione meridionale alla quale è fondamentale risolvere per risollevare il Paese dalla sabbie mobili nelle quali si trova. Da subito i Circoli del Partito del Sud e quelli di Possibile cominceranno a collaborare sui territori per lavorare a proposte politiche comuni e riavvicinare la gente alla politica e la politica alle questioni concrete che attanagliano gli italiani.
Tanti i numeri drammatici snocciolati da Natale Cuccurese durante l’incontro e riguardanti il Sud, altrettanto forte l’impegno per lavorare ad un’inversione di tendenza.  Introducendo i lavori l’On. Civati ha detto:  “Un’occasione preziosa, quella dell’incontro tra Possibile e il Partito del Sud, per approfondire una questione che a livello nazionale è spesso dimenticata, quella del Mezzogiorno, soprattutto nei suoi aspetti sociali ed economici. È una questione strategica per il Paese, lo dico (con una battuta) dal “profondo nord”, essendo la mia storia tra Monza e Verona. Non è tanto il patto tra noi e voi, ma il patto nazionale, quello che dobbiamo ricostruire. Un patto sociale che tenga assieme le varie regioni, le diverse sensibilità dei territori. Un problema, peraltro, trasversale alle latitudini. Mettiamo a disposizione Possibile e tutte le forze della sinistra che si stanno unendo. Il meridionalismo ha una grande tradizione culturale, in Italia, specialmente a sinistra”.
Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, dal canto suo ha detto: “Ringraziamo Civati e Possibile, con voi intendiamo portare anche qui alla Camera le ragioni del meridionalismo progressista, di cui c’è più che mai bisogno. Il Sud deve far sentire la sua voce, e la sinistra si deve far carico delle problematiche che quella voce porta. Altrimenti il rischio è che sia solo la destra a dare risposte (sbagliate) al disagio che il mezzogiorno vive”.
“Non sarebbe male per mettere giù un ottimo programma di sinistra, - ha continuato e chiuso Cuccurese - cominciare ad applicare finalmente la Carta Costituzionale in toto, ad eccezione, dell’Art. 81 sul pareggio di bilancio, modificato nel 2012 e da ripristinare come in origine, perché oggi rappresenta un cappio al collo per tutte le politiche sociali e di sviluppo”.
Entrambi i leaders hanno ribadito l’importanza di costruire unità a Sinistra senza personalismi e leaderismi, ma puntando alle cose da fare e a programmi concreti, realizzabili e costruiti dal basso, dai territori.

All’accordo tra Possibile e Partito del Sud si è arrivati dopo tre mesi di confronto e lavoro comune tra i Presidenti Civati e Cuccurese e le due squadre che si sono messe subito a lavoro per raggiungere l’intesa. Per il Partito del Sud ricordiamo Andrea Balìa e Michele Dell’Edera vicepresidenti nazionali del Partito ed Enzo Riccio responsabile all’Organizzazione. Da non dimenticare la preziosa collaborazione e il supporto logistico e politico del Circolo romano del Partito del Sud.   

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Roma, 27 luglio 2017 – Ieri alla Camera dei Deputati è stato firmato l’accordo federativo e di collaborazione sui territori tra Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, rappresentato dal Presidente Nazionale Natale Cuccurese e il movimento Possibile, rappresentato dall’On. Giuseppe Civati. Negli ultimi anni il Partito del Sud, in pratica dall'ultimo congresso di Napoli del 2015, si è posto come obiettivo quello di portare la voce del sud sulla ribalta politica nazionale e il meridionalismo progressista nel DNA naturale della sinistra non solo come oggetto di dibattito, ma come elemento importante delle politiche e dei programmi di quell’area politica. Non quindi un formale e sterile accordo, ma un impegno a lavorare insieme per far ripartire il Paese da sud, un’area con potenzialità enormi e, negli ultimi decenni, sempre più ai margini negli investimenti dello Stato centrale. Con questo accordo Possibile si è impegnato a portare proposte concrete anche in Parlamento, il Partito del Sud a fornire temi, dati e riflessioni sulla questione meridionale alla quale è fondamentale risolvere per risollevare il Paese dalla sabbie mobili nelle quali si trova. Da subito i Circoli del Partito del Sud e quelli di Possibile cominceranno a collaborare sui territori per lavorare a proposte politiche comuni e riavvicinare la gente alla politica e la politica alle questioni concrete che attanagliano gli italiani.
Tanti i numeri drammatici snocciolati da Natale Cuccurese durante l’incontro e riguardanti il Sud, altrettanto forte l’impegno per lavorare ad un’inversione di tendenza.  Introducendo i lavori l’On. Civati ha detto:  “Un’occasione preziosa, quella dell’incontro tra Possibile e il Partito del Sud, per approfondire una questione che a livello nazionale è spesso dimenticata, quella del Mezzogiorno, soprattutto nei suoi aspetti sociali ed economici. È una questione strategica per il Paese, lo dico (con una battuta) dal “profondo nord”, essendo la mia storia tra Monza e Verona. Non è tanto il patto tra noi e voi, ma il patto nazionale, quello che dobbiamo ricostruire. Un patto sociale che tenga assieme le varie regioni, le diverse sensibilità dei territori. Un problema, peraltro, trasversale alle latitudini. Mettiamo a disposizione Possibile e tutte le forze della sinistra che si stanno unendo. Il meridionalismo ha una grande tradizione culturale, in Italia, specialmente a sinistra”.
Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, dal canto suo ha detto: “Ringraziamo Civati e Possibile, con voi intendiamo portare anche qui alla Camera le ragioni del meridionalismo progressista, di cui c’è più che mai bisogno. Il Sud deve far sentire la sua voce, e la sinistra si deve far carico delle problematiche che quella voce porta. Altrimenti il rischio è che sia solo la destra a dare risposte (sbagliate) al disagio che il mezzogiorno vive”.
“Non sarebbe male per mettere giù un ottimo programma di sinistra, - ha continuato e chiuso Cuccurese - cominciare ad applicare finalmente la Carta Costituzionale in toto, ad eccezione, dell’Art. 81 sul pareggio di bilancio, modificato nel 2012 e da ripristinare come in origine, perché oggi rappresenta un cappio al collo per tutte le politiche sociali e di sviluppo”.
Entrambi i leaders hanno ribadito l’importanza di costruire unità a Sinistra senza personalismi e leaderismi, ma puntando alle cose da fare e a programmi concreti, realizzabili e costruiti dal basso, dai territori.

All’accordo tra Possibile e Partito del Sud si è arrivati dopo tre mesi di confronto e lavoro comune tra i Presidenti Civati e Cuccurese e le due squadre che si sono messe subito a lavoro per raggiungere l’intesa. Per il Partito del Sud ricordiamo Andrea Balìa e Michele Dell’Edera vicepresidenti nazionali del Partito ed Enzo Riccio responsabile all’Organizzazione. Da non dimenticare la preziosa collaborazione e il supporto logistico e politico del Circolo romano del Partito del Sud.   

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mercoledì 26 luglio 2017

CIVATI, CUCCURESE: UN PATTO TRA POSSIBILE E IL PARTITO DEL SUD PER RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE NORD-SUD

Conferenza stampa alla Camera per siglare il patto tra il partito di Civati e il movimento meridionalista progressista.
(Roma, 26.07.2017) – “Un’occasione preziosa, quella dell’incontro tra Possibile e il Partito del Sud, per approfondire una questione che a livello nazionale è spesso dimenticata, quella del Mezzogiorno, soprattutto nei suoi aspetti sociali ed economici. È una questione strategica per il Paese, lo dico (con una battuta) dal “profondo nord”, essendo la mia storia tra Monza e Verona. Non è tanto il patto tra noi e voi, ma il patto nazionale, quello che dobbiamo ricostruire. Un patto sociale che tenga assieme le varie regioni, le diverse sensibilità dei territori. Un problema, peraltro, trasversale alle latitudini. Mettiamo a disposizione Possibile e tutte le forze della sinistra che si stanno unendo. Il meridionalismo ha una grande tradizione culturale, in Italia, specialmente a sinistra”, ha dichiarato Giuseppe Civati, segretario di Possibile, intervenendo alla conferenza stampa alla Camera dei Deputati assieme a Natale Cuccurese, presidente del Partito del Sud. “Ringraziamo Civati e Possibile, con voi intendiamo portare anche qui alla Camera le ragioni del meridionalismo progressista, di cui c’è più che mai bisogno. Il Sud deve far sentire la sua voce, e la sinistra si deve far carico delle problematiche che quella voce porta. Altrimenti il rischio è che sia solo la destra a dare risposte (sbagliate) al disagio che il mezzogiorno vive”, ha dichiarato Cuccurese.

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Conferenza stampa alla Camera per siglare il patto tra il partito di Civati e il movimento meridionalista progressista.
(Roma, 26.07.2017) – “Un’occasione preziosa, quella dell’incontro tra Possibile e il Partito del Sud, per approfondire una questione che a livello nazionale è spesso dimenticata, quella del Mezzogiorno, soprattutto nei suoi aspetti sociali ed economici. È una questione strategica per il Paese, lo dico (con una battuta) dal “profondo nord”, essendo la mia storia tra Monza e Verona. Non è tanto il patto tra noi e voi, ma il patto nazionale, quello che dobbiamo ricostruire. Un patto sociale che tenga assieme le varie regioni, le diverse sensibilità dei territori. Un problema, peraltro, trasversale alle latitudini. Mettiamo a disposizione Possibile e tutte le forze della sinistra che si stanno unendo. Il meridionalismo ha una grande tradizione culturale, in Italia, specialmente a sinistra”, ha dichiarato Giuseppe Civati, segretario di Possibile, intervenendo alla conferenza stampa alla Camera dei Deputati assieme a Natale Cuccurese, presidente del Partito del Sud. “Ringraziamo Civati e Possibile, con voi intendiamo portare anche qui alla Camera le ragioni del meridionalismo progressista, di cui c’è più che mai bisogno. Il Sud deve far sentire la sua voce, e la sinistra si deve far carico delle problematiche che quella voce porta. Altrimenti il rischio è che sia solo la destra a dare risposte (sbagliate) al disagio che il mezzogiorno vive”, ha dichiarato Cuccurese.

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martedì 25 luglio 2017

Roma 26 Luglio 2017, Conferenza stampa: Diseguaglianze tra nord e sud: come combatterle.

Diseguaglianze tra nord e sud: come combatterle.
Ne parleremo domani a Roma in conferenza stampa alla Camera con Pippo Civati e Possibile.
[Diretta Facebook sulla pagina fan del Partito del Sud dalle ore 10.00 di domanhttps://m.facebook.com/PdelSud/ ]


C’è una disuguaglianza che mai viene citata, nonostante ci riguardi in prima persona, e nonostante sia trasversale rispetto ad altre forme di disuguaglianza. Il risultato di questa stratificazione della disuguaglianza è il consolidamento di situazioni di marginalità e sofferenza, che rischiano di non trovare alcun riscatto, in nessun tempo. Parliamo delle disuguaglianze tra nord e sud del paese: territori estremamente diversi, che hanno conosciuto uno sviluppo economico diverso e che invece di avvicinarsi, purtroppo, si allontanano.
Discuteremo di questo, e, soprattutto, delle strategie da seguire e delle politiche da adottare per porre rimedio a questa situazione, mercoledì 26 Luglio, a partire dalle 10 presso la sala stampa della Camera. Insieme a noi ci saranno i rappresentanti del Partito del Sud, che da sempre si battono perché avvenga questo riavvicinamento. Sarà l’inizio di una sinergia, proprio a partire da queste tematiche, fra Possibile e Partito del Sud.
Per accrediti scrivere a civati_g@camera.it.

Fonte: Possibile


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Diseguaglianze tra nord e sud: come combatterle.
Ne parleremo domani a Roma in conferenza stampa alla Camera con Pippo Civati e Possibile.
[Diretta Facebook sulla pagina fan del Partito del Sud dalle ore 10.00 di domanhttps://m.facebook.com/PdelSud/ ]


C’è una disuguaglianza che mai viene citata, nonostante ci riguardi in prima persona, e nonostante sia trasversale rispetto ad altre forme di disuguaglianza. Il risultato di questa stratificazione della disuguaglianza è il consolidamento di situazioni di marginalità e sofferenza, che rischiano di non trovare alcun riscatto, in nessun tempo. Parliamo delle disuguaglianze tra nord e sud del paese: territori estremamente diversi, che hanno conosciuto uno sviluppo economico diverso e che invece di avvicinarsi, purtroppo, si allontanano.
Discuteremo di questo, e, soprattutto, delle strategie da seguire e delle politiche da adottare per porre rimedio a questa situazione, mercoledì 26 Luglio, a partire dalle 10 presso la sala stampa della Camera. Insieme a noi ci saranno i rappresentanti del Partito del Sud, che da sempre si battono perché avvenga questo riavvicinamento. Sarà l’inizio di una sinergia, proprio a partire da queste tematiche, fra Possibile e Partito del Sud.
Per accrediti scrivere a civati_g@camera.it.

Fonte: Possibile


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giovedì 6 luglio 2017

Il Partito del Sud presente all'incontro pubblico a Roma "Dopo il Brancaccio vediamoci il 10 luglio a Roma"


Una delegazione romana del Partito del Sud sarà presente all'incontro pubblico del 10 luglio a Roma, a partire dalle 17 a Via della Lungara 19, alla Casa Internazionale delle donne.

L'incontro prosegue il cammino avviato con l'assemblea pubblica al teatro Brancaccio il  18 giugno, per un'alleanza popolare per la democrazia e l'uguaglianza.

Abbiamo chiesto di intervenire per ribadire l'importanza della tematica meridionalista come punto fondamentale di questa nuova aggregazione politica di sinistra, sia per l'attuazione dei principi fondamentali della nostra Costituzione sia per la lotta contro le disuguaglianze e le ingiustizie, di cui la irrisolta (ed anzi aggravata negli ultimi 25-30 anni...) "questione meridionale" è una delle principali.

Non c'e' vera sinistra che combatte le disuguaglianze senza un'attenzione prioritaria al Sud, come dissero già in passato alcuni meridionalisti storici come Gramsci, Salvemini e soprattutto Dorso: "No il Mezzogiorno non ha bisogno di carità ma di giustizia!".


Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud


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Una delegazione romana del Partito del Sud sarà presente all'incontro pubblico del 10 luglio a Roma, a partire dalle 17 a Via della Lungara 19, alla Casa Internazionale delle donne.

L'incontro prosegue il cammino avviato con l'assemblea pubblica al teatro Brancaccio il  18 giugno, per un'alleanza popolare per la democrazia e l'uguaglianza.

Abbiamo chiesto di intervenire per ribadire l'importanza della tematica meridionalista come punto fondamentale di questa nuova aggregazione politica di sinistra, sia per l'attuazione dei principi fondamentali della nostra Costituzione sia per la lotta contro le disuguaglianze e le ingiustizie, di cui la irrisolta (ed anzi aggravata negli ultimi 25-30 anni...) "questione meridionale" è una delle principali.

Non c'e' vera sinistra che combatte le disuguaglianze senza un'attenzione prioritaria al Sud, come dissero già in passato alcuni meridionalisti storici come Gramsci, Salvemini e soprattutto Dorso: "No il Mezzogiorno non ha bisogno di carità ma di giustizia!".


Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud


venerdì 30 giugno 2017

PROROGATO A TUTTO IL 30 SETTEMBRE IL TERMINE PER I NUOVI TESSERAMENTI 2017 AL PARTITO DEL SUD

Su decisione unanime del CDN anche per quest'anno sono prorogati i termini per i nuovi Tesseramenti al Partito del Sud  dal 30 Giugno fino a tutto il 30 Settembre 2017. 

E' possibile tesserarsi al Partito del Sud contattando la Sezione più vicina alla propria residenza ed anche on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2017" e versando la relativa quota sociale stabilita per il 2017.








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Su decisione unanime del CDN anche per quest'anno sono prorogati i termini per i nuovi Tesseramenti al Partito del Sud  dal 30 Giugno fino a tutto il 30 Settembre 2017. 

E' possibile tesserarsi al Partito del Sud contattando la Sezione più vicina alla propria residenza ed anche on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2017" e versando la relativa quota sociale stabilita per il 2017.








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lunedì 19 giugno 2017

L’assemblea del 18 giugno al Teatro Brancaccio di Roma e la prospettiva meridionalista in una nuova sinistra.

Dopo aver aderito al bell’appello di Anna Falcone e Tommaso Montanari, ieri come Partito del Sud abbiamo partecipato all'affollata assemblea che si è tenuta al Teatro Brancaccio di Roma.

Una prima evidenza positiva: c’è in questo paese tanta voglia di partecipazione e di una sinistra “vera” , una sinistra unita, lontana dai troppi compromessi al ribasso sui diritti e sul lavoro degli ultimi anni ed anche dai troppi litigi e soliti personalismi che invece purtroppo sono storicamente da sempre presenti nel DNA della politica italiana e in quella di sinistra in particolare….c’erano tantissime persone che non sono nemmeno riuscite ad entrare nel teatro che già alle 10 era strapieno nei suoi oltre 1000 posti ed è stato allestito anche uno spazio con delle casse per permettere di seguire l’assemblea all’esterno per chi non era riuscito ad entrare. Rilevante anche il notevole seguito di parecchie decine di migliaia di persone collegate allo streaming dell’evento.

Particolarmente apprezzato l’intervento iniziale di Montanari sulla necessità di una svolta a sinistra in netta discontinuità con Renzi e con le sue politiche neo-liberiste; di notevole interesse per me anche altri interventi sulla necessità di tornare ad utilizzare la leva fiscale in modo progressivo, come ci dice anche la nostra Costituzione, ed in particolare fa riflettere la citazione che gli scaglioni IRPEF negli anni ’70 erano ben dodici partendo da un 10% (!!!) per i redditi più bassi per arrivare ad oltre il 70%...i governi di centro-sinistra degli ultimi 20 anni sul piano della redistribuzione del reddito e della giustizia fiscale sono stati quindi più di destra dei governi democristiani e del penta-partito della Prima Repubblica!!!
La giustizia sociale e la redistribuzione del reddito, insieme ad un ripristino dei diritti del lavoro ed una difesa dell’ambiente e dei beni comuni, sono stati il leit motiv di tanti interventi, tutti condivisibili specie quando si evocavano i principi fondamentali della Costituzione.
Montanari e altri hanno evidenziato che tra i temi di giustizia sociale c’è sicuramente quello della “questione meridionale” che, dopo essere stata a lungo ignorata, torna ad essere quasi esplosiva; apprezzato anche l’intervento di Maurizio Acerbo, nuovo Segretario di Rifondazione Comunista, che parlando di questione meridionale cita Gramsci…musica per le nostre orecchie!

Tra le cose migliorabili si potevano di certo evitare le contestazioni chiassose a chi ha avuto diritto di parola, come quella al Senatore Gotor di Articolo 1 – MDP , poi se quello che viene proposto non è condivisibile lo si può contestare e fischiare a fine intervento…da migliorare sicuramente anche la gestione degli interventi, anche noi del Partito del Sud siamo stati citati ma non abbiamo avuto la possibilità di fare un nostro piccolo intervento sul palco.

Ovviamente c’è in questa assemblea, e nello spirito polemico e un po’ rissoso che sotto sotto ogni tanto trapelava, lo spettro e l’eterna questione delle alleanze e le possibili sponde, con la differenza netta tra chi contesta Renzi ma non gli chiude del tutto la porta, vedi Pisapia (non è intervenuto ma solo a pronunciare il suo nome ci sono stati molti fischi in sala…) o appunto quelli di Articolo 1 –MDP, e quelli che dicono che un dialogo con chi ha avuto a che fare con Renzi, con queste fallimentari esperienze di centro-sinistra e “terze vie alla Blair” sia impossibile.
Inoltre l’impressione è che la maggior parte dei partecipanti sia, giustamente, stanca dei tatticismi e dei leader che dall’alto scelgono per tutti, piuttosto ci vuole PRIMA un programma nuovo e rivoluzionario capace di tornare ad entusiasmare a sinistra e raccogliere nuove energie e consensi, guidato dai principi fondamentali della Costituzione che abbiamo già difeso nel referendum vittorioso dello scorso dicembre. Solo su un programma di questo tipo si possono POI trovare convergenze, senza nessuna preclusione rispetto a storie passate, ma con la chiarezza che chi ci sta su questo programma non può poi cercare alleanze con l’area neo-liberista, ad esempio con Renzi o con chi vuole dialogare con Renzi, continuando con le logiche iperliberiste da “turbo-capitalismo” degli ultimi governi che, ad esempio con la cancellazione dell’articolo 18 o il continuo innalzamento dell’età per la pensione, hanno finito per delineare una politica perfino più liberista di quella del nefasto governo di centro-destra e leghista di Berlusconi.

Chi oggi avrà il coraggio di concordare una fiscalità più alta per le fasce più ricche e abbassare le tasse solo per i più poveri? Chi avrà il coraggio di proporre una patrimoniale? Chi avrà il coraggio di difendere e rafforzare il welfare, quindi difendere l’istruzione e la sanità pubblica? Chi avrà il coraggio di difendere l’ambiente contro gli interessi delle grandi aziende nazionali e multi-nazionali? Chi avrà il coraggio di colpire la rendita finanziaria e la speculazione?
E chi avrà il coraggio di proporre e concordare un nuovo “Piano Marshall” per il Sud, un territorio devastato economicamente dalla crisi ancor di più del resto del paese e che oramai come ci dice l’ISTAT è a rischio di tsunami demografico?

Per noi del Partito del Sud, dopo aver aderito con entusiasmo, per continuare a lavorare ed impegnarci in questo progetto, quindi, non c’è solo una semplice questione di “presenzialismo”,  c’è da capire se il percorso intrapreso ieri sia effettivamente strutturato e organizzato con comitati locali e programmi concreti dove possiamo dare il nostro apporto ed il nostro contributo meridionalista. Programmi che devono essere non solo di rottura e di inversione di tendenza in generale rispetto alle politiche neo-liberiste di Renzi o del centro-destra o alle fumose e ondivaghe proposte grilline, ma che soprattutto hanno come punto centrale e fondamentale la “questione meridionale”, insomma per noi una vera sinistra in questo paese o è “meridionalista” o non è sinistra.

Una questione meridionale da affrontare con una nuova ricetta per risolverla dopo più di 150 anni, una ricetta “neo-keynesiana” che siamo convinti che possa far ripartire il paese da Sud, invece che continuare con le logiche fallimentari degli ultimi decenni con il Sud fermo ad aspettare la “locomotiva del Nord”, del centro-nord o tedesca che sia. Un programma meridionalista che finalmente tenda a riequilibrare il divario in termini sociali e soprattutto economici, cioè di spesa, di infrastrutture etc etc etc….in pieno accordo ed in piena attuazione dell’articolo 3 comma 2 della nostra bella Costituzione Repubblicana.




Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud


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Dopo aver aderito al bell’appello di Anna Falcone e Tommaso Montanari, ieri come Partito del Sud abbiamo partecipato all'affollata assemblea che si è tenuta al Teatro Brancaccio di Roma.

Una prima evidenza positiva: c’è in questo paese tanta voglia di partecipazione e di una sinistra “vera” , una sinistra unita, lontana dai troppi compromessi al ribasso sui diritti e sul lavoro degli ultimi anni ed anche dai troppi litigi e soliti personalismi che invece purtroppo sono storicamente da sempre presenti nel DNA della politica italiana e in quella di sinistra in particolare….c’erano tantissime persone che non sono nemmeno riuscite ad entrare nel teatro che già alle 10 era strapieno nei suoi oltre 1000 posti ed è stato allestito anche uno spazio con delle casse per permettere di seguire l’assemblea all’esterno per chi non era riuscito ad entrare. Rilevante anche il notevole seguito di parecchie decine di migliaia di persone collegate allo streaming dell’evento.

Particolarmente apprezzato l’intervento iniziale di Montanari sulla necessità di una svolta a sinistra in netta discontinuità con Renzi e con le sue politiche neo-liberiste; di notevole interesse per me anche altri interventi sulla necessità di tornare ad utilizzare la leva fiscale in modo progressivo, come ci dice anche la nostra Costituzione, ed in particolare fa riflettere la citazione che gli scaglioni IRPEF negli anni ’70 erano ben dodici partendo da un 10% (!!!) per i redditi più bassi per arrivare ad oltre il 70%...i governi di centro-sinistra degli ultimi 20 anni sul piano della redistribuzione del reddito e della giustizia fiscale sono stati quindi più di destra dei governi democristiani e del penta-partito della Prima Repubblica!!!
La giustizia sociale e la redistribuzione del reddito, insieme ad un ripristino dei diritti del lavoro ed una difesa dell’ambiente e dei beni comuni, sono stati il leit motiv di tanti interventi, tutti condivisibili specie quando si evocavano i principi fondamentali della Costituzione.
Montanari e altri hanno evidenziato che tra i temi di giustizia sociale c’è sicuramente quello della “questione meridionale” che, dopo essere stata a lungo ignorata, torna ad essere quasi esplosiva; apprezzato anche l’intervento di Maurizio Acerbo, nuovo Segretario di Rifondazione Comunista, che parlando di questione meridionale cita Gramsci…musica per le nostre orecchie!

Tra le cose migliorabili si potevano di certo evitare le contestazioni chiassose a chi ha avuto diritto di parola, come quella al Senatore Gotor di Articolo 1 – MDP , poi se quello che viene proposto non è condivisibile lo si può contestare e fischiare a fine intervento…da migliorare sicuramente anche la gestione degli interventi, anche noi del Partito del Sud siamo stati citati ma non abbiamo avuto la possibilità di fare un nostro piccolo intervento sul palco.

Ovviamente c’è in questa assemblea, e nello spirito polemico e un po’ rissoso che sotto sotto ogni tanto trapelava, lo spettro e l’eterna questione delle alleanze e le possibili sponde, con la differenza netta tra chi contesta Renzi ma non gli chiude del tutto la porta, vedi Pisapia (non è intervenuto ma solo a pronunciare il suo nome ci sono stati molti fischi in sala…) o appunto quelli di Articolo 1 –MDP, e quelli che dicono che un dialogo con chi ha avuto a che fare con Renzi, con queste fallimentari esperienze di centro-sinistra e “terze vie alla Blair” sia impossibile.
Inoltre l’impressione è che la maggior parte dei partecipanti sia, giustamente, stanca dei tatticismi e dei leader che dall’alto scelgono per tutti, piuttosto ci vuole PRIMA un programma nuovo e rivoluzionario capace di tornare ad entusiasmare a sinistra e raccogliere nuove energie e consensi, guidato dai principi fondamentali della Costituzione che abbiamo già difeso nel referendum vittorioso dello scorso dicembre. Solo su un programma di questo tipo si possono POI trovare convergenze, senza nessuna preclusione rispetto a storie passate, ma con la chiarezza che chi ci sta su questo programma non può poi cercare alleanze con l’area neo-liberista, ad esempio con Renzi o con chi vuole dialogare con Renzi, continuando con le logiche iperliberiste da “turbo-capitalismo” degli ultimi governi che, ad esempio con la cancellazione dell’articolo 18 o il continuo innalzamento dell’età per la pensione, hanno finito per delineare una politica perfino più liberista di quella del nefasto governo di centro-destra e leghista di Berlusconi.

Chi oggi avrà il coraggio di concordare una fiscalità più alta per le fasce più ricche e abbassare le tasse solo per i più poveri? Chi avrà il coraggio di proporre una patrimoniale? Chi avrà il coraggio di difendere e rafforzare il welfare, quindi difendere l’istruzione e la sanità pubblica? Chi avrà il coraggio di difendere l’ambiente contro gli interessi delle grandi aziende nazionali e multi-nazionali? Chi avrà il coraggio di colpire la rendita finanziaria e la speculazione?
E chi avrà il coraggio di proporre e concordare un nuovo “Piano Marshall” per il Sud, un territorio devastato economicamente dalla crisi ancor di più del resto del paese e che oramai come ci dice l’ISTAT è a rischio di tsunami demografico?

Per noi del Partito del Sud, dopo aver aderito con entusiasmo, per continuare a lavorare ed impegnarci in questo progetto, quindi, non c’è solo una semplice questione di “presenzialismo”,  c’è da capire se il percorso intrapreso ieri sia effettivamente strutturato e organizzato con comitati locali e programmi concreti dove possiamo dare il nostro apporto ed il nostro contributo meridionalista. Programmi che devono essere non solo di rottura e di inversione di tendenza in generale rispetto alle politiche neo-liberiste di Renzi o del centro-destra o alle fumose e ondivaghe proposte grilline, ma che soprattutto hanno come punto centrale e fondamentale la “questione meridionale”, insomma per noi una vera sinistra in questo paese o è “meridionalista” o non è sinistra.

Una questione meridionale da affrontare con una nuova ricetta per risolverla dopo più di 150 anni, una ricetta “neo-keynesiana” che siamo convinti che possa far ripartire il paese da Sud, invece che continuare con le logiche fallimentari degli ultimi decenni con il Sud fermo ad aspettare la “locomotiva del Nord”, del centro-nord o tedesca che sia. Un programma meridionalista che finalmente tenda a riequilibrare il divario in termini sociali e soprattutto economici, cioè di spesa, di infrastrutture etc etc etc….in pieno accordo ed in piena attuazione dell’articolo 3 comma 2 della nostra bella Costituzione Repubblicana.




Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud


giovedì 15 giugno 2017

Il Partito del Sud risponde presente all’appello di Anna Falcone e Tommaso Montanari e parteciperà all’assemblea di Roma del 18 giugno.




Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, ha deciso di rispondere positivamente all’appello lanciato da Anna Falcone e Tommaso Montanari e di partecipare attivamente all’”Assemblea Nazionale - per la democrazia e l’eguaglianza” che si terrà il 18 giugno a Roma presso il teatro Brancaccio.

Da sempre convinti che la chiave di volta per l’Italia sia l’applicazione completa e capillare della nostra Carta Costituzionale, soprattutto nella sua parte dedicata ai “principi” e con una fortissima attenzione all’articolo 3, abbiamo partecipato attivamente ai Comitati Nazionale per il “NO” del referendum del 4 dicembre, realizzando numerose iniziative territoriali, e vedendo in questa iniziativa di Anna e Tommaso la normale prosecuzione di un percorso verso un Paese “più equo e più giusto”. 

Se pensiamo che l’appello del 18 giugno è finalizzato a creare un movimento di popolo che crei un programma attento “alla parte più fragile di questo Paese, ai giovani e meno giovani, a coloro che hanno subito pesantemente la crisi, a chi è scivolato nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di futuro e di prospettive” e se ci aggiungiamo che, quasi sempre, le persone e le fasce deboli del Paese sono ancora più deboli nelle aree geograficamente più disagiate, allora non possiamo che essere con Anna e Tommaso.

Siamo con loro e con tutti coloro che ci “staranno” perché riteniamo che le finalità del meridionalismo progressista e i suoi ideali, da Gramsci, a Dorso, a Salvemini non possono non essere nel DNA di questo nuovo che cammino che andremo, speriamo, a intraprendere domenica. Siamo certi che, se affrontata, la “questione meridionale” diventi un’opportunità per tutto il Paese e che il sud possa essere uno degli attori della ripresa e della giustizia sociale che vorremo attuare.

Anche noi non crediamo alla combinazione di sigle, né alla riproposizione di leader dall’alto, ma ad un processo di partecipazione ampio e soprattutto in un ritorno attivo tra la gente.


Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti

Andrea Balìa e Michele Dell’Edera
Vicepresidenti Nazionali del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti

Enzo Riccio
Segretario Organizzativo Nazionale del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti


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Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, ha deciso di rispondere positivamente all’appello lanciato da Anna Falcone e Tommaso Montanari e di partecipare attivamente all’”Assemblea Nazionale - per la democrazia e l’eguaglianza” che si terrà il 18 giugno a Roma presso il teatro Brancaccio.

Da sempre convinti che la chiave di volta per l’Italia sia l’applicazione completa e capillare della nostra Carta Costituzionale, soprattutto nella sua parte dedicata ai “principi” e con una fortissima attenzione all’articolo 3, abbiamo partecipato attivamente ai Comitati Nazionale per il “NO” del referendum del 4 dicembre, realizzando numerose iniziative territoriali, e vedendo in questa iniziativa di Anna e Tommaso la normale prosecuzione di un percorso verso un Paese “più equo e più giusto”. 

Se pensiamo che l’appello del 18 giugno è finalizzato a creare un movimento di popolo che crei un programma attento “alla parte più fragile di questo Paese, ai giovani e meno giovani, a coloro che hanno subito pesantemente la crisi, a chi è scivolato nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di futuro e di prospettive” e se ci aggiungiamo che, quasi sempre, le persone e le fasce deboli del Paese sono ancora più deboli nelle aree geograficamente più disagiate, allora non possiamo che essere con Anna e Tommaso.

Siamo con loro e con tutti coloro che ci “staranno” perché riteniamo che le finalità del meridionalismo progressista e i suoi ideali, da Gramsci, a Dorso, a Salvemini non possono non essere nel DNA di questo nuovo che cammino che andremo, speriamo, a intraprendere domenica. Siamo certi che, se affrontata, la “questione meridionale” diventi un’opportunità per tutto il Paese e che il sud possa essere uno degli attori della ripresa e della giustizia sociale che vorremo attuare.

Anche noi non crediamo alla combinazione di sigle, né alla riproposizione di leader dall’alto, ma ad un processo di partecipazione ampio e soprattutto in un ritorno attivo tra la gente.


Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti

Andrea Balìa e Michele Dell’Edera
Vicepresidenti Nazionali del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti

Enzo Riccio
Segretario Organizzativo Nazionale del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti


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martedì 16 maggio 2017

ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI GAETA, IL PARTITO DEL SUD C'E' !

                                                      COMUNICATO

L’attenzione ai problemi concreti e alle esigenze della città sono importanti..ma non bastano…sembra un po’ come marcare solo il cartellino come, se, con pur doveroso e lodevole spirito di servizio, da normale impiegato.
Credo invece il tutto vada coniugato con un profilo etico e politico di spessore, fatto d’onestà, competenze e valori. Le ideologie passano ma, come mi piace spesso ripetere, i valori restano e sono insopprimibili.
E nel caso di Antonio Raimondi credo sia questo il valore aggiunto che distingua in valenza la sua candidatura. I valori della solidarietà, tolleranza, inclusione, fratellanza, insiti nel DNA del Sud, non appiattiti in un canonico partito nazionale ma altresì fortemente collocati in un’area progressista che ha come faro il sociale, l’attenzione agli ultimi,ai beni comuni, al senso d’orgoglio identitario ed appartenenza dei propri luoghi. Luoghi non a caso a Sud…come ai Sud del mondo con le loro problematiche ha dedicato e dedica la sua attività ed il suo impegno lavorativo.

Troppe le assonanze per non condividere, come Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud e sostenitore iscritto del Movimento Politico “demA” di Luigi de Magistris, la sua candidatura a Sindaco di Gaeta, in un luogo così significante per la storia del Sud e sostenerla con entusiasmo,mettendoci personalmente la faccia come capolista della “ Lista Civica per Antonio Raimondi “, accettando il suo cortese invito che mi e ci onora e testimonia la sua attenzione ai faticosi ma sacrosanti percorsi della buona politica!

Importante e significante il sostegno,cui rendiamo grazie, che il sindaco di Napoli Luigi de Magistris darà pubblicamente a questo avventura politica che proseguirà oltre l’evento elettivo!

VOTA ANTONIO RAIMONDI a Gaeta l’11 Giugno 2017 come sindaco per le elezioni amministrative locali!

ANDREA BALIA - CAPOLISTA "LISTA CIVICA PER ANTONIO RAIMONDI"









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                                                      COMUNICATO

L’attenzione ai problemi concreti e alle esigenze della città sono importanti..ma non bastano…sembra un po’ come marcare solo il cartellino come, se, con pur doveroso e lodevole spirito di servizio, da normale impiegato.
Credo invece il tutto vada coniugato con un profilo etico e politico di spessore, fatto d’onestà, competenze e valori. Le ideologie passano ma, come mi piace spesso ripetere, i valori restano e sono insopprimibili.
E nel caso di Antonio Raimondi credo sia questo il valore aggiunto che distingua in valenza la sua candidatura. I valori della solidarietà, tolleranza, inclusione, fratellanza, insiti nel DNA del Sud, non appiattiti in un canonico partito nazionale ma altresì fortemente collocati in un’area progressista che ha come faro il sociale, l’attenzione agli ultimi,ai beni comuni, al senso d’orgoglio identitario ed appartenenza dei propri luoghi. Luoghi non a caso a Sud…come ai Sud del mondo con le loro problematiche ha dedicato e dedica la sua attività ed il suo impegno lavorativo.

Troppe le assonanze per non condividere, come Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud e sostenitore iscritto del Movimento Politico “demA” di Luigi de Magistris, la sua candidatura a Sindaco di Gaeta, in un luogo così significante per la storia del Sud e sostenerla con entusiasmo,mettendoci personalmente la faccia come capolista della “ Lista Civica per Antonio Raimondi “, accettando il suo cortese invito che mi e ci onora e testimonia la sua attenzione ai faticosi ma sacrosanti percorsi della buona politica!

Importante e significante il sostegno,cui rendiamo grazie, che il sindaco di Napoli Luigi de Magistris darà pubblicamente a questo avventura politica che proseguirà oltre l’evento elettivo!

VOTA ANTONIO RAIMONDI a Gaeta l’11 Giugno 2017 come sindaco per le elezioni amministrative locali!

ANDREA BALIA - CAPOLISTA "LISTA CIVICA PER ANTONIO RAIMONDI"









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venerdì 5 maggio 2017

#legittimadifesa. Renzi sperando di arginare la perdita di consensi consegna il Paese alle destre


                                                                         

Di Natale Cuccurese

A Matteo Renzi non piace la legge sulla legittima difesa, ne vorrebbe una con maglie più larghe e con possibilità di sparare H24. La sinistra solidale, pacifista, inclusiva è vista da tempo come nemica o estranea da chi si augura di governare presto con Berlusconi.

La questione sicurezza in realtà è seria e sentita, malgrado i dati dicano che i reati siano in calo del 16%, ma messa in mano ai nuovi legislatori diventa barzelletta. Non è così che si combatte la criminalità.

Ovviamente ai governativi, all'inseguimento della destra e di ogni forma di populismo, nel timore di perdere posizioni nella corsa verso le elezioni, non passa nemmeno per la testa che forse converrebbe dare più forza con mezzi, uomini e risorse alle forze dell’ordine.
Se il cittadino vede per strada, di giorno e di notte, volanti in giro non sentirà la voglia di armarsi per correre il rischio di restare ucciso da delinquenti sicuramente più esperti di lui nell'uso delle armi, e a quel punto più feroci.

Destinare anche più polizia per strada e meno a fare da scorta a politici e potenti o presunti tali, dovrebbe essere il primo punto all'ordine del giorno, mentre mancano le macchine, la benzina, le divise, il presidio assiduo di territori e quartieri, non vengono pagati gli straordinari, in altre parole nei fatti le forze dell'ordine non vengono messe in grado di operare per la sicurezza comune.
Si preferisce la strada della demagogia spicciola, senza affrontare realmente il problema che non può essere comunque gestito solo come un problema di polizia, ma andrebbe affrontato ripartendo dalle periferie anche investendo in riqualificazione, accoglienza, assistenza, sostegno, cultura, pensare in altre parole ad investimenti sociali.

Mentre la presunta sinistra di governo, ormai derubricata a partito della Nazione, rincorre la destra estrema, da anni in molti a sinistra non fanno o dicono più cose di sinistra.
Ecco perché in tanti a sinistra o stanno a casa, in attesa di Godot, o si frammentano in varie sigle o si adeguano passando per stanchezza ai vari populismi. Intanto il Paese vive una deriva conservatrice che vede ridurre diritti e civiltà.

Urge una forte mobilitazione, trovando se possibile un comune denominatore, se si vuole fermare l'avanzata dell'oscurità (in cui si potrà sparare). Armare significa solo aumentare il conflitto e le vittime.



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Di Natale Cuccurese

A Matteo Renzi non piace la legge sulla legittima difesa, ne vorrebbe una con maglie più larghe e con possibilità di sparare H24. La sinistra solidale, pacifista, inclusiva è vista da tempo come nemica o estranea da chi si augura di governare presto con Berlusconi.

La questione sicurezza in realtà è seria e sentita, malgrado i dati dicano che i reati siano in calo del 16%, ma messa in mano ai nuovi legislatori diventa barzelletta. Non è così che si combatte la criminalità.

Ovviamente ai governativi, all'inseguimento della destra e di ogni forma di populismo, nel timore di perdere posizioni nella corsa verso le elezioni, non passa nemmeno per la testa che forse converrebbe dare più forza con mezzi, uomini e risorse alle forze dell’ordine.
Se il cittadino vede per strada, di giorno e di notte, volanti in giro non sentirà la voglia di armarsi per correre il rischio di restare ucciso da delinquenti sicuramente più esperti di lui nell'uso delle armi, e a quel punto più feroci.

Destinare anche più polizia per strada e meno a fare da scorta a politici e potenti o presunti tali, dovrebbe essere il primo punto all'ordine del giorno, mentre mancano le macchine, la benzina, le divise, il presidio assiduo di territori e quartieri, non vengono pagati gli straordinari, in altre parole nei fatti le forze dell'ordine non vengono messe in grado di operare per la sicurezza comune.
Si preferisce la strada della demagogia spicciola, senza affrontare realmente il problema che non può essere comunque gestito solo come un problema di polizia, ma andrebbe affrontato ripartendo dalle periferie anche investendo in riqualificazione, accoglienza, assistenza, sostegno, cultura, pensare in altre parole ad investimenti sociali.

Mentre la presunta sinistra di governo, ormai derubricata a partito della Nazione, rincorre la destra estrema, da anni in molti a sinistra non fanno o dicono più cose di sinistra.
Ecco perché in tanti a sinistra o stanno a casa, in attesa di Godot, o si frammentano in varie sigle o si adeguano passando per stanchezza ai vari populismi. Intanto il Paese vive una deriva conservatrice che vede ridurre diritti e civiltà.

Urge una forte mobilitazione, trovando se possibile un comune denominatore, se si vuole fermare l'avanzata dell'oscurità (in cui si potrà sparare). Armare significa solo aumentare il conflitto e le vittime.



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