mercoledì 19 aprile 2017

CONFERMATA A PIETRARSA 1° MAGGIO 2017 CERIMONIA TITOLAZIONE "MARTIRI DI PIETRARSA"!


Come da proposta del PARTITO DEL SUD, con relazione nel 2013 del Resp.le Regionale Campania arch.tto Bruno Pappalardo ( http://www.partitodelsud.eu/2013/06/la-relazione-di-bruno-pappalardo-per-il.html?m=1) presentata da Andrea Balia (Delegato diretto del sindaco de Magistris in Commissione Toponomastica Comune di Napoli e Vicepresidente Partito del Sud) e a suo tempo deliberata, il 1° Maggio 2017 (orario da comunicare a giorni) avverrà in Pietrarsa la cerimonia della titolazione con la lapide ai Martiri di Pietrarsa (prima strage operaia in Italia). Presenzierà il sindaco, una delegazione del Partito del Sud e altre istituzioni.

Fieri d'un risultato importante e concreto portato a casa nella memoria del grande Sud e della verità storica.
Un grazie alla sensibilità del primo cittadino, all'attenzione della Commissione preposta e al Partito del Sud.



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Come da proposta del PARTITO DEL SUD, con relazione nel 2013 del Resp.le Regionale Campania arch.tto Bruno Pappalardo ( http://www.partitodelsud.eu/2013/06/la-relazione-di-bruno-pappalardo-per-il.html?m=1) presentata da Andrea Balia (Delegato diretto del sindaco de Magistris in Commissione Toponomastica Comune di Napoli e Vicepresidente Partito del Sud) e a suo tempo deliberata, il 1° Maggio 2017 (orario da comunicare a giorni) avverrà in Pietrarsa la cerimonia della titolazione con la lapide ai Martiri di Pietrarsa (prima strage operaia in Italia). Presenzierà il sindaco, una delegazione del Partito del Sud e altre istituzioni.

Fieri d'un risultato importante e concreto portato a casa nella memoria del grande Sud e della verità storica.
Un grazie alla sensibilità del primo cittadino, all'attenzione della Commissione preposta e al Partito del Sud.



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martedì 18 aprile 2017

Il Meridionalismo progressista vera novità politica per il Paese

Seguendo TG, sfogliando giornali, ascoltando i triti e ritriti commentatori della politica italiana oggi ci troveremmo di fronte al dilemma Grillo si Grillo no, Renzi si Renzi no. Come se il Paese potesse solo trastullarsi tra tifoserie di personaggi che più o meno tra autunno e prossima primavera potrebbero arrivare o tornare al Governo.

Non c’è un briciolo di proposta politica, un briciolo di visione del futuro se non il vuoto del “mandiamoli a casa” dei 5 stelle e l’insignificante “c’è bisogno di riforme” del “Partito Di Renzi”.

I primi (i grillini) giudici indiscussi e indiscutibili del fare politica degli altri, i secondi (i renziani) ripetitori di un mantra “riformista” (del capo) che non ha prodotto assolutamente nulla in più di mille giorni di governo se non riforme bocciate o rimangiate.

C’è poi la destra che prova con difficoltà rimettersi insieme qualcuno ancora sventolando il fantasma politico di Berlusconi, qualcun altro quello di un nazionalismo nord centrico e alla ricerca costante del nemico da combattere: gli immigrati… e “prima gli italiani”, versione truccata di “Prima il nord”…

Poi c’è la sinistra cosiddetta “radicale”, cioè quella che non sapendo come definirsi rispetto alla pseudo sinistra del PD(R) si auto-etichetta radicale.

Proviamo a vedere: c’è “Articolo 1″ (Speranza, Rossi, Scuotto, D’Alema, Bersani ecc.), c’è Sinistra Italiana (ex-PD tipo Fassina, ex-SEL, segretario politico Fratoianni), poi c’è Pisapia con la sua Cosa a sinistra che spera ancora in una ricucitura con il PD… fosse anche di Renzi, c’è Rifondazione Comunista, c’è l’Altra Europa con Tsipras, poi c’è DEMA di Luigi de Magistris oggi movimento più focalizzato e presente sulle questioni napoletane e campane (attento alle classi sociali più deboli della società), e alla fine c’è “Possibile” di Giuseppe Civati un movimento che si fonda sui valori della sinistra, ma che li declina in un linguaggio moderno e alla portata di tutti.

Poi ci siamo noi del Partito del Sud, Meridionalisti Progressisti che abbiamo collocato naturalmente la lotta meridionalista e progressista all’interno di un alveo che non può che essere a sinistra del PD renziano, se renziano resta, come sembra dai risultati della prima tornata del congresso (quella tra i circoli) e dai sondaggi in giro per la tornata delle primarie del 30 aprile.

Perché ci collochiamo in quell’area ? Perché ci ispiriamo da sempre a Gramsci e ai suoi scritti sul sud e alla lotta contadina e delle sue genti, a Dorso, a Salvemini. Tutte persone che hanno visto una possibile riscossa del sud e che questa riscossa non potesse che partire dal basso. Ci ispiriamo e crediamo profondamente nella nostra Costituzione repubblicana, e crediamo che la più grande sfida da mettersi in campo sia quella di applicarla sempre e in ogni angolo del Paese anche quello più lontano e sperduto. Quale programma più di sinistra se non i valori e gli ideali messi nella carta costituzionale da i nostri Padri Costituenti ?

E’ quindi naturale portare il meridionalismo a sinistra ? Non è facile e fino ad oggi, senza ombra di smentita, non c’è riuscito nessuno. Ma allora è possibile che ci si riesca, o non sarebbe meglio puntare a destra o alle speranze legate ai 5 stelle ?

A destra non se ne caverebbe mai nulla perché la destra per forza di cose farà i conti con Salvini e quindi con un radicato nordismo e una buona dose di razzismo congenito nel pensiero di quel movimento.

I 5 stelle parlano alla gente a seconda di dove svolgono il loro comizio elettorale, saranno borbonici a Napoli e Sabaudi a Torino, non hanno una vera vita democratica al loro interno e le loro battaglie pseudo meridionaliste sono di retroguardia: ad esempio l’istituzione della giornata delle vittime meridionali del risorgimento. Queste vittime ci sono state, le piangiamo tutti (ci farebbe immenso piacere ricordarle in una giornata), la storia del risorgimento andrebbe riscritta e studiata, per noi i cosiddetti “Padri della Patria” non lo sono affatto, ma oggi l’Italia è unita e al nord ci vivono oltre 20 milioni di meridionali, vogliamo lavorare su questo ?
Oggi la sfida è: investire al sud per far ripartire l’intero Paese.

E’ una sfida che la sinistra deve raccogliere. Non si risolve il problema mezzogiorno “con qualche posto di lavoro”, non si risolve con l’assistenzialismo calato dall’alto, si risolve con un piano straordinario di investimenti in infrastrutture, servizi, scuole, università, attenzione alla strategicità del sud nel Mediterraneo, con una visione meridionalista e mediterranea dell’Europa in grado di mettere al centro i suoi cittadini e non i governi e le banche.
l Meridionalismo a sinistra può essere la vera chiave di volta, la vera novità in un panorama politico più o meno uguale a sé stesso da anni. Questo fermento “frammentato” a sinistra dovrebbe diventare un fermento unitario, un fermento che punti a un Italia forte e “uguale”, a un’Italia che fa della Costituzione il suo orgoglio e che riconosca nella scarsa crescita del sud la sua vera sfida e anche la sua vera risorsa e opportunità per il futuro.

Un ultimo accenno alla battaglia nel PD, non ancora ne avevamo parlato, da sud. Guardiamo con interesse alla sfida coraggiosissima dell’uomo del sud Michele Emiliano per conquistare la segreteria di un partito ancora forte elettoralmente (fino a prova contraria), ma che non sa dare prospettive al Paese e lo ha già dimostrato, non c’è bisogno di controprova. Guardiamo a Michele Emiliano perché immagina un partito diverso, un partito della gente e tra la gente, un partito che vede il sud non come un problema, ma come una opportunità. A lui, amico di tante battaglie, il nostro in bocca al lupo.

In queste settimane stiamo incontrando i segretari e le direzioni dei vari partiti e movimenti a sinistra del PD, lavorando sempre con i “Comitati per la Democrazia Costituzionale” (ex comitati del NO al referendum costituzionale), con loro è aperto un dialogo forte per mettere nel motore dei progressisti una buona dose di meridionalismo. Questa per noi la strada da percorrere, questa la ricetta per un’Italia che può ripartire da sud.

Michele Dell’Edera
Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud


Fonte: ConilSudsiRiparte


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Seguendo TG, sfogliando giornali, ascoltando i triti e ritriti commentatori della politica italiana oggi ci troveremmo di fronte al dilemma Grillo si Grillo no, Renzi si Renzi no. Come se il Paese potesse solo trastullarsi tra tifoserie di personaggi che più o meno tra autunno e prossima primavera potrebbero arrivare o tornare al Governo.

Non c’è un briciolo di proposta politica, un briciolo di visione del futuro se non il vuoto del “mandiamoli a casa” dei 5 stelle e l’insignificante “c’è bisogno di riforme” del “Partito Di Renzi”.

I primi (i grillini) giudici indiscussi e indiscutibili del fare politica degli altri, i secondi (i renziani) ripetitori di un mantra “riformista” (del capo) che non ha prodotto assolutamente nulla in più di mille giorni di governo se non riforme bocciate o rimangiate.

C’è poi la destra che prova con difficoltà rimettersi insieme qualcuno ancora sventolando il fantasma politico di Berlusconi, qualcun altro quello di un nazionalismo nord centrico e alla ricerca costante del nemico da combattere: gli immigrati… e “prima gli italiani”, versione truccata di “Prima il nord”…

Poi c’è la sinistra cosiddetta “radicale”, cioè quella che non sapendo come definirsi rispetto alla pseudo sinistra del PD(R) si auto-etichetta radicale.

Proviamo a vedere: c’è “Articolo 1″ (Speranza, Rossi, Scuotto, D’Alema, Bersani ecc.), c’è Sinistra Italiana (ex-PD tipo Fassina, ex-SEL, segretario politico Fratoianni), poi c’è Pisapia con la sua Cosa a sinistra che spera ancora in una ricucitura con il PD… fosse anche di Renzi, c’è Rifondazione Comunista, c’è l’Altra Europa con Tsipras, poi c’è DEMA di Luigi de Magistris oggi movimento più focalizzato e presente sulle questioni napoletane e campane (attento alle classi sociali più deboli della società), e alla fine c’è “Possibile” di Giuseppe Civati un movimento che si fonda sui valori della sinistra, ma che li declina in un linguaggio moderno e alla portata di tutti.

Poi ci siamo noi del Partito del Sud, Meridionalisti Progressisti che abbiamo collocato naturalmente la lotta meridionalista e progressista all’interno di un alveo che non può che essere a sinistra del PD renziano, se renziano resta, come sembra dai risultati della prima tornata del congresso (quella tra i circoli) e dai sondaggi in giro per la tornata delle primarie del 30 aprile.

Perché ci collochiamo in quell’area ? Perché ci ispiriamo da sempre a Gramsci e ai suoi scritti sul sud e alla lotta contadina e delle sue genti, a Dorso, a Salvemini. Tutte persone che hanno visto una possibile riscossa del sud e che questa riscossa non potesse che partire dal basso. Ci ispiriamo e crediamo profondamente nella nostra Costituzione repubblicana, e crediamo che la più grande sfida da mettersi in campo sia quella di applicarla sempre e in ogni angolo del Paese anche quello più lontano e sperduto. Quale programma più di sinistra se non i valori e gli ideali messi nella carta costituzionale da i nostri Padri Costituenti ?

E’ quindi naturale portare il meridionalismo a sinistra ? Non è facile e fino ad oggi, senza ombra di smentita, non c’è riuscito nessuno. Ma allora è possibile che ci si riesca, o non sarebbe meglio puntare a destra o alle speranze legate ai 5 stelle ?

A destra non se ne caverebbe mai nulla perché la destra per forza di cose farà i conti con Salvini e quindi con un radicato nordismo e una buona dose di razzismo congenito nel pensiero di quel movimento.

I 5 stelle parlano alla gente a seconda di dove svolgono il loro comizio elettorale, saranno borbonici a Napoli e Sabaudi a Torino, non hanno una vera vita democratica al loro interno e le loro battaglie pseudo meridionaliste sono di retroguardia: ad esempio l’istituzione della giornata delle vittime meridionali del risorgimento. Queste vittime ci sono state, le piangiamo tutti (ci farebbe immenso piacere ricordarle in una giornata), la storia del risorgimento andrebbe riscritta e studiata, per noi i cosiddetti “Padri della Patria” non lo sono affatto, ma oggi l’Italia è unita e al nord ci vivono oltre 20 milioni di meridionali, vogliamo lavorare su questo ?
Oggi la sfida è: investire al sud per far ripartire l’intero Paese.

E’ una sfida che la sinistra deve raccogliere. Non si risolve il problema mezzogiorno “con qualche posto di lavoro”, non si risolve con l’assistenzialismo calato dall’alto, si risolve con un piano straordinario di investimenti in infrastrutture, servizi, scuole, università, attenzione alla strategicità del sud nel Mediterraneo, con una visione meridionalista e mediterranea dell’Europa in grado di mettere al centro i suoi cittadini e non i governi e le banche.
l Meridionalismo a sinistra può essere la vera chiave di volta, la vera novità in un panorama politico più o meno uguale a sé stesso da anni. Questo fermento “frammentato” a sinistra dovrebbe diventare un fermento unitario, un fermento che punti a un Italia forte e “uguale”, a un’Italia che fa della Costituzione il suo orgoglio e che riconosca nella scarsa crescita del sud la sua vera sfida e anche la sua vera risorsa e opportunità per il futuro.

Un ultimo accenno alla battaglia nel PD, non ancora ne avevamo parlato, da sud. Guardiamo con interesse alla sfida coraggiosissima dell’uomo del sud Michele Emiliano per conquistare la segreteria di un partito ancora forte elettoralmente (fino a prova contraria), ma che non sa dare prospettive al Paese e lo ha già dimostrato, non c’è bisogno di controprova. Guardiamo a Michele Emiliano perché immagina un partito diverso, un partito della gente e tra la gente, un partito che vede il sud non come un problema, ma come una opportunità. A lui, amico di tante battaglie, il nostro in bocca al lupo.

In queste settimane stiamo incontrando i segretari e le direzioni dei vari partiti e movimenti a sinistra del PD, lavorando sempre con i “Comitati per la Democrazia Costituzionale” (ex comitati del NO al referendum costituzionale), con loro è aperto un dialogo forte per mettere nel motore dei progressisti una buona dose di meridionalismo. Questa per noi la strada da percorrere, questa la ricetta per un’Italia che può ripartire da sud.

Michele Dell’Edera
Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud


Fonte: ConilSudsiRiparte


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sabato 15 aprile 2017

BUONA PASQUA A TUTTI DAL PARTITO DEL SUD



Buona e serena Pasqua a tutti dal Partito del Sud. 

Ogni giorno è un nu juorno buono per risorgere, per scegliere, per alzare la testa con dignità, per resistere e per amare. Per questa Pasqua si alzi forte da tutti noi un messaggio di Pace. 
#StopWar

Natale Cuccurese 
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Buona e serena Pasqua a tutti dal Partito del Sud. 

Ogni giorno è un nu juorno buono per risorgere, per scegliere, per alzare la testa con dignità, per resistere e per amare. Per questa Pasqua si alzi forte da tutti noi un messaggio di Pace. 
#StopWar

Natale Cuccurese 

lunedì 3 aprile 2017

PROROGATO A TUTTO IL 30 APRILE IL RINNOVO TESSERAMENTO 2017 AL PARTITO DEL SUD

Su decisione unanime del CDN anche per quest'anno sono prorogati i termini di Rinnovo Tesseramento per i già iscritti al Partito del Sud  dal 31 Marzo fino a tutto il 30 Aprile 2017. 

E' possibile rinnovare contattando la Sezione più vicina alla propria residenza ed anche on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2017" e versando la quota sociale stabilita per il 2017.

Ricordiamo che invece la campagna Tesseramento 2017 per i Nuovi Soci è aperta fino a tutto il 30 Giugno 2017.


per ulteriori dettagli e/o tesserarsi on line: http://www.partitodelsud.eu/p/tesseramento.html








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Su decisione unanime del CDN anche per quest'anno sono prorogati i termini di Rinnovo Tesseramento per i già iscritti al Partito del Sud  dal 31 Marzo fino a tutto il 30 Aprile 2017. 

E' possibile rinnovare contattando la Sezione più vicina alla propria residenza ed anche on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2017" e versando la quota sociale stabilita per il 2017.

Ricordiamo che invece la campagna Tesseramento 2017 per i Nuovi Soci è aperta fino a tutto il 30 Giugno 2017.


per ulteriori dettagli e/o tesserarsi on line: http://www.partitodelsud.eu/p/tesseramento.html








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venerdì 31 marzo 2017

Il Sud, la Sinistra e l'Europa....la manifestazione e l'interessante evento di Diem25 a Roma il 25 marzo - di E. Riccio

Il 25 marzo come Partito del Sud abbiamo partecipato alla pacifica manifestazione a Roma della mattina, partita da Piazza Vittorio, per un'Europa diversa da quella attuale, dominata dalle lobbies finanziarie e dall'austerità, ma più giusta e più solidale. Un'Europa quindi anche alternativa a quella che va incontro al vento dei populismi, fascismi e razzismi xenofobi che stanno attraversando l'Europa....e non solo visto il recente successo di Trump in USA e altri da Putin ad Erdogan....insomma per una visiona alternativa anche a quelle ottocentesche di rinchiudersi in vecchi confini nazionali, tanto piu' che noi meridionali in questi 150 anni e più di questi confini siamo prima diventati e poi restati colonia di un paese che oggi rischia a sua volta di essere colonia di un "Europa del Nord", onestamente colonia di una colonia ci sembrerebbe troppo e pensare di tornare ad antichi confini e antiche monarchie pure ci sembrerebbe, non solo nostalgico e inattuabile, ma anche ridicolo.

In una Roma blindata, per la presenza di più cortei, alcuni un po' troppo europeisti senza se e senza ma altri un po' troppo ferocemente anti-europeisti senza alcuna possibilità di salvezza ed infine altri ancora, i peggiori secondo me, addirittura anti-europeisti e "sovranisti" con la patetica presenza di alcuni politici che speculano sulle paure e sulla crisi, passando con disinvoltura da "prima il nord" a "prima gli italiani", per fortuna tutto è andato bene e specialmente la nostra manifestazione è stata pacifica e ci siamo fatti notare, anche se con le solite approssimazioni della stampa italiana.

Come detto anche in un recente articolo degli amici e amiche di Rubriche meridionali, dobbiamo sempre spiegare le stesse cose....cioè che "revisione storica" sul cosiddetto "risorgimento" non significa "nostalgia di antichi confini" e antiche dinastie, i cui eredi tra l'altro hanno già detto e ripetuto che non sono per niente interessati a ripristinare il loro trono e il loro ex Regno. Piuttosto serve ricordare sempre COME è stata fatta male l'unità del 1861, quali conseguenze ha avuto come origine della "questione meridionale" e come le logiche coloniali si siano propagate, putroppo tutte o quasi tutte, dal nefasto regime sabaudo-fascista alla Repubblica con la sua bella Costituzione, di cui chiediamo sempre l'applicazione integrale....l'applicazione integrale e sostanziale dell'articolo 3 spazzerebbe via la "questione meridionale" in un amen.

Interessante poi l'evento in serata al Teatro Italia di Diem25, "Il tempo del coraggio" con notevoli spunti di interesse e tantissimi interventi interessanti da Varoufakis al regista Ken Loach in video, fino a Monedero di Podemos e tanti altri. Interessante soprattutto per l'idea di un'internazionale progressista a livello europeo ipotizzata da Varoufakis e altri, in raccordo con le migliori esperienza europee da Podemos in Spagna, ai Verdi francesi, a Razem in Polonia fino ai tanti movimenti locali progressisti per la difesa dell'ambiente e contro le logiche di speculazione edilizia e finanziaria. Molti ospiti con i loro interventi molto applauditi e soprattutto molto applaudito l'intervento del Sindaco di Napoli De Magistris, che ha portato l'esempio di Napoli "città ribelle" alla corruzione, alle mafie e alle logiche neoliberiste perseguite dal governo Renzi e dall'establishment europeo....tutti guardano con interesse ad una "terza via" di sinistra vera, alternativa sia alle logiche neoliberiste (purtroppo spinte e proseguite anche con il PD di Renzi...) sia ai pericolosi populismi razzisti e xeonfobi che ora si vogliono "rebrandizzare" come "sovranisti".

Tutto molto bello e condivisibile....personalmente resta un po' di incertezza nelle tappe e nell'organizzazione di questo cammino, sia in Italia che in Europa, Bisognerebbe avere un po' di pragmatismo e di organizzazione in più per costruire sui territori questa sinistra alternativa, finalmente unita e senza le divisioni assurde attuali in una foresta fatta di cespugli, partiti, movimenti, sigle sconosciute ed incomprensibili...e lavorare sui territori, per parlare al popolo e tornare nelle periferie e accanto ai più deboli schiacciati dalla crisi attuali, infine bisognerebbe raccordare le battaglie dei movimenti locali con il grande sogno di un'Europa più giusta, più democratica, più solidale...noi del Partito del Sud non possiamo che giocare la nostra partita in questo campo, per una politica forse utopica ma libera e giusta... non vogliamo essere colonia di una colonia, cioè colonia dell'Italia che diventa colonia insieme ai cosiddetti PIGS (praticamente i paesi dell'Europa del Sud insieme all'Irlanda) di un'Europa del Nord in un folle disegno di "Europa a più velocità"!

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud
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Il 25 marzo come Partito del Sud abbiamo partecipato alla pacifica manifestazione a Roma della mattina, partita da Piazza Vittorio, per un'Europa diversa da quella attuale, dominata dalle lobbies finanziarie e dall'austerità, ma più giusta e più solidale. Un'Europa quindi anche alternativa a quella che va incontro al vento dei populismi, fascismi e razzismi xenofobi che stanno attraversando l'Europa....e non solo visto il recente successo di Trump in USA e altri da Putin ad Erdogan....insomma per una visiona alternativa anche a quelle ottocentesche di rinchiudersi in vecchi confini nazionali, tanto piu' che noi meridionali in questi 150 anni e più di questi confini siamo prima diventati e poi restati colonia di un paese che oggi rischia a sua volta di essere colonia di un "Europa del Nord", onestamente colonia di una colonia ci sembrerebbe troppo e pensare di tornare ad antichi confini e antiche monarchie pure ci sembrerebbe, non solo nostalgico e inattuabile, ma anche ridicolo.

In una Roma blindata, per la presenza di più cortei, alcuni un po' troppo europeisti senza se e senza ma altri un po' troppo ferocemente anti-europeisti senza alcuna possibilità di salvezza ed infine altri ancora, i peggiori secondo me, addirittura anti-europeisti e "sovranisti" con la patetica presenza di alcuni politici che speculano sulle paure e sulla crisi, passando con disinvoltura da "prima il nord" a "prima gli italiani", per fortuna tutto è andato bene e specialmente la nostra manifestazione è stata pacifica e ci siamo fatti notare, anche se con le solite approssimazioni della stampa italiana.

Come detto anche in un recente articolo degli amici e amiche di Rubriche meridionali, dobbiamo sempre spiegare le stesse cose....cioè che "revisione storica" sul cosiddetto "risorgimento" non significa "nostalgia di antichi confini" e antiche dinastie, i cui eredi tra l'altro hanno già detto e ripetuto che non sono per niente interessati a ripristinare il loro trono e il loro ex Regno. Piuttosto serve ricordare sempre COME è stata fatta male l'unità del 1861, quali conseguenze ha avuto come origine della "questione meridionale" e come le logiche coloniali si siano propagate, putroppo tutte o quasi tutte, dal nefasto regime sabaudo-fascista alla Repubblica con la sua bella Costituzione, di cui chiediamo sempre l'applicazione integrale....l'applicazione integrale e sostanziale dell'articolo 3 spazzerebbe via la "questione meridionale" in un amen.

Interessante poi l'evento in serata al Teatro Italia di Diem25, "Il tempo del coraggio" con notevoli spunti di interesse e tantissimi interventi interessanti da Varoufakis al regista Ken Loach in video, fino a Monedero di Podemos e tanti altri. Interessante soprattutto per l'idea di un'internazionale progressista a livello europeo ipotizzata da Varoufakis e altri, in raccordo con le migliori esperienza europee da Podemos in Spagna, ai Verdi francesi, a Razem in Polonia fino ai tanti movimenti locali progressisti per la difesa dell'ambiente e contro le logiche di speculazione edilizia e finanziaria. Molti ospiti con i loro interventi molto applauditi e soprattutto molto applaudito l'intervento del Sindaco di Napoli De Magistris, che ha portato l'esempio di Napoli "città ribelle" alla corruzione, alle mafie e alle logiche neoliberiste perseguite dal governo Renzi e dall'establishment europeo....tutti guardano con interesse ad una "terza via" di sinistra vera, alternativa sia alle logiche neoliberiste (purtroppo spinte e proseguite anche con il PD di Renzi...) sia ai pericolosi populismi razzisti e xeonfobi che ora si vogliono "rebrandizzare" come "sovranisti".

Tutto molto bello e condivisibile....personalmente resta un po' di incertezza nelle tappe e nell'organizzazione di questo cammino, sia in Italia che in Europa, Bisognerebbe avere un po' di pragmatismo e di organizzazione in più per costruire sui territori questa sinistra alternativa, finalmente unita e senza le divisioni assurde attuali in una foresta fatta di cespugli, partiti, movimenti, sigle sconosciute ed incomprensibili...e lavorare sui territori, per parlare al popolo e tornare nelle periferie e accanto ai più deboli schiacciati dalla crisi attuali, infine bisognerebbe raccordare le battaglie dei movimenti locali con il grande sogno di un'Europa più giusta, più democratica, più solidale...noi del Partito del Sud non possiamo che giocare la nostra partita in questo campo, per una politica forse utopica ma libera e giusta... non vogliamo essere colonia di una colonia, cioè colonia dell'Italia che diventa colonia insieme ai cosiddetti PIGS (praticamente i paesi dell'Europa del Sud insieme all'Irlanda) di un'Europa del Nord in un folle disegno di "Europa a più velocità"!

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud

giovedì 30 marzo 2017

Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, intervistato dal giornale greco "Avgi".

La "Questione meridionale" approda così, grazie al Partito del Sud, sulla stampa greca ed europea. Una "Questione" che riguarda e accomuna tutti i Sud Europa nella comune lotta.




NATALE CUCCURESE, Partito del Sud:

Con la Grecia per una nuova collaborazione del Sud con l’Europa
Pubblicato nel giornale di SYRIZA “Avgi” Giovedì 30 Marzo 2017.

La Grecia ha sollevato la questione del debito, dell’austerità e la necessità di ricostruire l'Europa dal basso e l'Italia risponde in un modo evasivo che non porta da nessuna parte. Bisogna sostenere i tentativi dell’Europa mediterranea per una collaborazione più equa con gli altri popoli dell'Unione.
La situazione politica in Italia è caotica e in modo particolare a sinistra, dove si registrano continue divisioni e frammentazioni, e dopo quattro anni d governi “tecnici”, che nessuno ha votato, abbiamo i tassi più bassi di crescita in Europa. Allo stesso tempo aumenta l’impoverimento e specialmente nell’Italia del Sud, con il 50% delle persone che vivono vicino o sotto la soglia della povertà. Per non parlare della disoccupazione giovanile che nel Sud Italia ha il record europeo: supera il 60%.
Dobbiamo lottare contro il neoliberismo barbaro per rovesciare questa percorso distruttivo impostoci da un'Europa che ci piace ogni giorno di meno, e che rende assolutamente necessario il suo cambiamento, come abbiamo rivendicato sabato 25 marzo con la manifestazione della “Nostra Europa” a Roma.
Il 4 dicembre il popolo italiano ha mandato un messaggio di maturità politica respingendo la riforma costituzionale di Renzi, e il “No” ha raggiunto il 70% nell’Italia del Sud. Se non ci saranno risposte dalle forze democratiche, progressiste e di sinistra, corriamo il pericolo di vedere uno spostamento massiccio della gente disperata a destra e il crescere dei populisti. In Italia dobbiamo reagire il modo organizzato e unitario con tutte le forze che vogliono il cambio, collegando la nostra lotta con quella in atto a livello europeo per rovesciare il neoliberismo. Rivendichiamo l'Europa dei suoi popoli e l'Europa democratica del “Manifesto del Ventotene”.
Centocinquanta anni dopo la conquista del Sud da parte del Nord Italia, ci troviamo di fronte agli stessi problemi strutturali di allora, con una paese che si muove a due velocità. Noi, del Partito del Sud, non siamo né nazionalisti, né populisti. L'Italia deve puntare al suo Sud e aiutare il suo Nord, nel quale sono migrati almeno 14 milioni di italiani del Sud. Senza dimenticare che tutta l'Italia appartiene al Sud Europa.



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La "Questione meridionale" approda così, grazie al Partito del Sud, sulla stampa greca ed europea. Una "Questione" che riguarda e accomuna tutti i Sud Europa nella comune lotta.




NATALE CUCCURESE, Partito del Sud:

Con la Grecia per una nuova collaborazione del Sud con l’Europa
Pubblicato nel giornale di SYRIZA “Avgi” Giovedì 30 Marzo 2017.

La Grecia ha sollevato la questione del debito, dell’austerità e la necessità di ricostruire l'Europa dal basso e l'Italia risponde in un modo evasivo che non porta da nessuna parte. Bisogna sostenere i tentativi dell’Europa mediterranea per una collaborazione più equa con gli altri popoli dell'Unione.
La situazione politica in Italia è caotica e in modo particolare a sinistra, dove si registrano continue divisioni e frammentazioni, e dopo quattro anni d governi “tecnici”, che nessuno ha votato, abbiamo i tassi più bassi di crescita in Europa. Allo stesso tempo aumenta l’impoverimento e specialmente nell’Italia del Sud, con il 50% delle persone che vivono vicino o sotto la soglia della povertà. Per non parlare della disoccupazione giovanile che nel Sud Italia ha il record europeo: supera il 60%.
Dobbiamo lottare contro il neoliberismo barbaro per rovesciare questa percorso distruttivo impostoci da un'Europa che ci piace ogni giorno di meno, e che rende assolutamente necessario il suo cambiamento, come abbiamo rivendicato sabato 25 marzo con la manifestazione della “Nostra Europa” a Roma.
Il 4 dicembre il popolo italiano ha mandato un messaggio di maturità politica respingendo la riforma costituzionale di Renzi, e il “No” ha raggiunto il 70% nell’Italia del Sud. Se non ci saranno risposte dalle forze democratiche, progressiste e di sinistra, corriamo il pericolo di vedere uno spostamento massiccio della gente disperata a destra e il crescere dei populisti. In Italia dobbiamo reagire il modo organizzato e unitario con tutte le forze che vogliono il cambio, collegando la nostra lotta con quella in atto a livello europeo per rovesciare il neoliberismo. Rivendichiamo l'Europa dei suoi popoli e l'Europa democratica del “Manifesto del Ventotene”.
Centocinquanta anni dopo la conquista del Sud da parte del Nord Italia, ci troviamo di fronte agli stessi problemi strutturali di allora, con una paese che si muove a due velocità. Noi, del Partito del Sud, non siamo né nazionalisti, né populisti. L'Italia deve puntare al suo Sud e aiutare il suo Nord, nel quale sono migrati almeno 14 milioni di italiani del Sud. Senza dimenticare che tutta l'Italia appartiene al Sud Europa.



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mercoledì 29 marzo 2017

Il Partito del Sud sull'emittente televisiva russa RT (Ruptly ex Russia Today) nel corso della diretta della manifestazione di sabato #25 Marzo a Roma.

Il Partito del Sud sull'emittente televisiva russa RT (Ruptly ex Russia Today) nel corso della diretta della manifestazione di sabato #25 Marzo a Roma.


https://www.youtube.com/watch?v=FVpInMphxxE





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Il Partito del Sud sull'emittente televisiva russa RT (Ruptly ex Russia Today) nel corso della diretta della manifestazione di sabato #25 Marzo a Roma.


https://www.youtube.com/watch?v=FVpInMphxxE





martedì 28 marzo 2017

L'UFFICIO STAMPA DEL PARTITO DEL SUD SCRIVE ALLA REDAZIONE DE "LA STAMPA" PER UNA PRECISAZIONE

Gentile Redazione de "La Stampa",
nel vostro articolo di ieri sulle manifestazioni del 25 marzo a Roma, ci avete citati come "Partito del Sud progressista e borbonico".
Vi ringraziamo per averci menzionato correttamente tra i partecipanti alla manifestazione pacifica del 25/03 partita da Piazza Vittorio, manifestazione per un'altra Europa possibile diversa da quella attuale, cioè piu' giusta e piu' solidale, e anche per averci citato correttamente come movimento "progressista" ma, visto anche il tono dell'articolo, dobbiamo precisare, a futura memoria, due righe sul termine "borbonico" utilizzato nello stesso, termine che spesso in questo paese viene utilizzato a sproposito e quasi sempre in modo dispregiativo, come quando si parla di "burocrazia borbonica" quando invece si dovrebbe parlare più correttamente di "burocrazia sabauda" visto che quella abbiamo ereditato e subito per decenni.
In un paese dalle etichette e stereotipi facili, quindi dobbiamo precisare che il termine "borbonico" ci sta bene se vuole indicare un riferimento e una critica storica a COME è stata fatta l'unità d'Italia come del resto dicono i meridionalisti classici da Gramsci, a Dorso, a Salvemini, ai quali ci ispiriamo....non ci sta bene se indica, come spesso vuol far trasparire una certo tipo di storiografia, un movimento reazionario, ultra-cattolico e nostalgico di antiche monarchie e antichi confini...visto che siamo orgogliosamente repubblicani e dalla nostra vera storia guardiamo verso il futuro, per un paese davvero unito con l'applicazione integrale della nostra bella Costituzione repubblicana (se si applicasse l'articolo 3 la "questione meridionale" non esisterebbe ancora oggi dopo piu' di 150 anni....) e per un'Europa diversa, senza muri e paure e non dominata dagli interessi dalla finanza, ma piu' giusta , piu' democratica e solidale, con a cuore i veri interessi dei propri cittadini, senza doppie velocità o distinzioni tra Europa del Sud ed Europa del Nord, per non diventare l'Italia stessa una colonia di interessi finanziari stranieri e il Mezzogiorno a sua volta una colonia di una colonia.




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Gentile Redazione de "La Stampa",
nel vostro articolo di ieri sulle manifestazioni del 25 marzo a Roma, ci avete citati come "Partito del Sud progressista e borbonico".
Vi ringraziamo per averci menzionato correttamente tra i partecipanti alla manifestazione pacifica del 25/03 partita da Piazza Vittorio, manifestazione per un'altra Europa possibile diversa da quella attuale, cioè piu' giusta e piu' solidale, e anche per averci citato correttamente come movimento "progressista" ma, visto anche il tono dell'articolo, dobbiamo precisare, a futura memoria, due righe sul termine "borbonico" utilizzato nello stesso, termine che spesso in questo paese viene utilizzato a sproposito e quasi sempre in modo dispregiativo, come quando si parla di "burocrazia borbonica" quando invece si dovrebbe parlare più correttamente di "burocrazia sabauda" visto che quella abbiamo ereditato e subito per decenni.
In un paese dalle etichette e stereotipi facili, quindi dobbiamo precisare che il termine "borbonico" ci sta bene se vuole indicare un riferimento e una critica storica a COME è stata fatta l'unità d'Italia come del resto dicono i meridionalisti classici da Gramsci, a Dorso, a Salvemini, ai quali ci ispiriamo....non ci sta bene se indica, come spesso vuol far trasparire una certo tipo di storiografia, un movimento reazionario, ultra-cattolico e nostalgico di antiche monarchie e antichi confini...visto che siamo orgogliosamente repubblicani e dalla nostra vera storia guardiamo verso il futuro, per un paese davvero unito con l'applicazione integrale della nostra bella Costituzione repubblicana (se si applicasse l'articolo 3 la "questione meridionale" non esisterebbe ancora oggi dopo piu' di 150 anni....) e per un'Europa diversa, senza muri e paure e non dominata dagli interessi dalla finanza, ma piu' giusta , piu' democratica e solidale, con a cuore i veri interessi dei propri cittadini, senza doppie velocità o distinzioni tra Europa del Sud ed Europa del Nord, per non diventare l'Italia stessa una colonia di interessi finanziari stranieri e il Mezzogiorno a sua volta una colonia di una colonia.




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lunedì 27 marzo 2017

#25Marzo il Partito del Sud a Roma per una Europa che riparta da Sud











Il messaggero online cita il Partito del SUD
m.ilmessaggero.it/roma/articolo-2339810.html





RIUSCITA PARTECIPAZIONE DEL  PARTITO DEL SUD IL 25 MARZO A ROMA PER MANIFESTARE PER UN'EUROPA CHE RIPARTA DA SUD! 

Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione. Per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente. 

Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte come a Taranto, o nella "Terra dei Fuochi" che hanno contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile. Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria. 

Fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali delle persone, persone colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, fosse anche solo per legittima difesa. Bisogna capire il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo. Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale. Ad esempio Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? 

Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica fondamentale. Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese e dell'idea Europea, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. 

Solo con il Sud si riparte! L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di pochi mesi fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. Siamo nei fatti colonia di una colonia. Quello che auspichiamo dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. 

Una Europa che non si riconosca solo nell'austerità e nella negazione o sottrazione di diritti. Serve una riconsiderazione dei trattati. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del nostro Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa. Partito del Sud 

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Il messaggero online cita il Partito del SUD
m.ilmessaggero.it/roma/articolo-2339810.html





RIUSCITA PARTECIPAZIONE DEL  PARTITO DEL SUD IL 25 MARZO A ROMA PER MANIFESTARE PER UN'EUROPA CHE RIPARTA DA SUD! 

Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione. Per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente. 

Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte come a Taranto, o nella "Terra dei Fuochi" che hanno contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile. Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria. 

Fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali delle persone, persone colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, fosse anche solo per legittima difesa. Bisogna capire il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo. Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale. Ad esempio Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? 

Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica fondamentale. Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese e dell'idea Europea, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. 

Solo con il Sud si riparte! L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di pochi mesi fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. Siamo nei fatti colonia di una colonia. Quello che auspichiamo dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. 

Una Europa che non si riconosca solo nell'austerità e nella negazione o sottrazione di diritti. Serve una riconsiderazione dei trattati. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del nostro Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa. Partito del Sud 

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martedì 21 marzo 2017

IL PARTITO DEL SUD IL 25 MARZO A ROMA PER MANIFESTARE PER UN'EUROPA CHE RIPARTA DA SUD !




Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione.
Per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente.
Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte come a Taranto, o nella "Terra dei Fuochi" che hanno contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile.
Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria.
Fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali delle persone, persone colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, fosse anche solo per legittima difesa.
Bisogna capire il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo.
Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale. Ad esempio Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica fondamentale.
Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese e dell'idea Europea, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. Solo con il Sud si riparte!
L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di pochi mesi fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. Siamo nei fatti colonia di una colonia.
Quello che auspichiamo dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. Una Europa che non si riconosca solo nell'austerità e nella negazione o sottrazione di diritti. Serve una riconsiderazione dei trattati. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del nostro Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa.
Partito del Sud
COMUNICATO STAMPA
Il ritrovo per tutti i sostenitori del Partito del Sud è alle 11.00 in Piazza Vittorio.
Parteciperemo con le nostre bandiere al corteo organizzato da "La nostra Europa" che terminerà al Colosseo
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Per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente.
Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte come a Taranto, o nella "Terra dei Fuochi" che hanno contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile.
Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria.
Fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali delle persone, persone colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, fosse anche solo per legittima difesa.
Bisogna capire il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo.
Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale. Ad esempio Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica fondamentale.
Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese e dell'idea Europea, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. Solo con il Sud si riparte!
L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di pochi mesi fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. Siamo nei fatti colonia di una colonia.
Quello che auspichiamo dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. Una Europa che non si riconosca solo nell'austerità e nella negazione o sottrazione di diritti. Serve una riconsiderazione dei trattati. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del nostro Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa.
Partito del Sud
COMUNICATO STAMPA
Il ritrovo per tutti i sostenitori del Partito del Sud è alle 11.00 in Piazza Vittorio.
Parteciperemo con le nostre bandiere al corteo organizzato da "La nostra Europa" che terminerà al Colosseo

 
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