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giovedì 19 gennaio 2017
Andrea Balìa confermato alla Commissione Toponomastica del Comune di Napoli - Comunicato Stampa
COMUNICATO
STAMPA
Andrea Balìa
confermato alla Commissione Toponomastica del Comune di Napoli
19 gennaio
2017 - Il Partito del Sud è lieto di comunicare che Luigi de Magistris, Sindaco di
Napoli, ha nominato il 18 gennaio 2017, Andrea Balìa come uno dei suoi due
delegati nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli, “visto il
possesso”, si legge nel Decreto Sindacale, “di adeguate qualità professionali e
competenze”.
Si tratta di una riconferma, molto
gradita, che dimostra l’ottimo lavoro svolto, visto che Andrea Balìa,
attualmente Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud , ha già ricoperto lo
stesso ruolo nella prima sindacatura di Luigi de Magistris (titolazioni a Pino
Daniele, Massimo Troisi, Martiri di Pietrarsa, Largo Berlinguer, abolizione di
Via Vittorio Emanuele III, etc).
“Ringrazio Luigi de Magistris per la
nomina”, ha dichiarato Andrea Balia. “Questo incarico dimostra la sincera
attenzione e considerazione che il Sindaco ha nei confronti del Partito del
Sud, attenzione e considerazione da noi sempre ricambiata. Inutile rimarcare
l’importanza che tale carica ricopre per il meridionalismo e per la città di
Napoli, capitale del Sud.
Per ulteriori informazioni:
Iolanda Siracusano
Responsabile
Ufficio Stampa
ufficiostampa.pdelsud@virgilio.it
mob.
3481640030
COMUNICATO
STAMPA
Andrea Balìa
confermato alla Commissione Toponomastica del Comune di Napoli
19 gennaio
2017 - Il Partito del Sud è lieto di comunicare che Luigi de Magistris, Sindaco di
Napoli, ha nominato il 18 gennaio 2017, Andrea Balìa come uno dei suoi due
delegati nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli, “visto il
possesso”, si legge nel Decreto Sindacale, “di adeguate qualità professionali e
competenze”.
Si tratta di una riconferma, molto
gradita, che dimostra l’ottimo lavoro svolto, visto che Andrea Balìa,
attualmente Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud , ha già ricoperto lo
stesso ruolo nella prima sindacatura di Luigi de Magistris (titolazioni a Pino
Daniele, Massimo Troisi, Martiri di Pietrarsa, Largo Berlinguer, abolizione di
Via Vittorio Emanuele III, etc).
“Ringrazio Luigi de Magistris per la
nomina”, ha dichiarato Andrea Balia. “Questo incarico dimostra la sincera
attenzione e considerazione che il Sindaco ha nei confronti del Partito del
Sud, attenzione e considerazione da noi sempre ricambiata. Inutile rimarcare
l’importanza che tale carica ricopre per il meridionalismo e per la città di
Napoli, capitale del Sud.
Per ulteriori informazioni:
Iolanda Siracusano
Responsabile
Ufficio Stampa
ufficiostampa.pdelsud@virgilio.it
mob.
3481640030
giovedì 12 gennaio 2017
LA CONSULTA BOCCIA IL QUESITO SULL' ART.18 MA SI VOTA SU VOUCHER E APPALTI
La sentenza della Corte Costituzionale ammette due dei tre referendum promossi dalla Cgil, mentre boccia il quesito sull'articolo 18, che resta così una ferita aperta nei diritti dei lavoratori.
C'è da augurarsi che il futuro parlamento, auspicabilmente eletto con legge costituzionale, affronti e risolva la questione del jobs act ripristinando la vecchia normativa a tutela dei lavoratori.
Andremo comunque al voto, in un arco di tempo previsto fra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi, su due referendum di grande importanza: l'abolizione dei voucher e la responsabilità in solido sugli appalti.
Bisognerà prepararsi ad affrontare una campagna referendaria a sostegno di questi due referendum, con una mobilitazione simile se non maggiore rispetto a quella del recente referendum costituzionale, visto che per questi referendum è previsto il quorum.
Non è quindi un verdetto scontato e servirà l'impegno di tutti per vincere questa battaglia a difesa di quei diritti di lavoro e di libertà che sono eredità storica di grandi lotte che ora vorrebbero cancellare.
#ReferendumLavoro #ioVotoSI
Leggi tutto »
C'è da augurarsi che il futuro parlamento, auspicabilmente eletto con legge costituzionale, affronti e risolva la questione del jobs act ripristinando la vecchia normativa a tutela dei lavoratori.
Andremo comunque al voto, in un arco di tempo previsto fra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi, su due referendum di grande importanza: l'abolizione dei voucher e la responsabilità in solido sugli appalti.
Bisognerà prepararsi ad affrontare una campagna referendaria a sostegno di questi due referendum, con una mobilitazione simile se non maggiore rispetto a quella del recente referendum costituzionale, visto che per questi referendum è previsto il quorum.
Non è quindi un verdetto scontato e servirà l'impegno di tutti per vincere questa battaglia a difesa di quei diritti di lavoro e di libertà che sono eredità storica di grandi lotte che ora vorrebbero cancellare.
#ReferendumLavoro #ioVotoSI
La sentenza della Corte Costituzionale ammette due dei tre referendum promossi dalla Cgil, mentre boccia il quesito sull'articolo 18, che resta così una ferita aperta nei diritti dei lavoratori.
C'è da augurarsi che il futuro parlamento, auspicabilmente eletto con legge costituzionale, affronti e risolva la questione del jobs act ripristinando la vecchia normativa a tutela dei lavoratori.
Andremo comunque al voto, in un arco di tempo previsto fra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi, su due referendum di grande importanza: l'abolizione dei voucher e la responsabilità in solido sugli appalti.
Bisognerà prepararsi ad affrontare una campagna referendaria a sostegno di questi due referendum, con una mobilitazione simile se non maggiore rispetto a quella del recente referendum costituzionale, visto che per questi referendum è previsto il quorum.
Non è quindi un verdetto scontato e servirà l'impegno di tutti per vincere questa battaglia a difesa di quei diritti di lavoro e di libertà che sono eredità storica di grandi lotte che ora vorrebbero cancellare.
#ReferendumLavoro #ioVotoSI
C'è da augurarsi che il futuro parlamento, auspicabilmente eletto con legge costituzionale, affronti e risolva la questione del jobs act ripristinando la vecchia normativa a tutela dei lavoratori.
Andremo comunque al voto, in un arco di tempo previsto fra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi, su due referendum di grande importanza: l'abolizione dei voucher e la responsabilità in solido sugli appalti.
Bisognerà prepararsi ad affrontare una campagna referendaria a sostegno di questi due referendum, con una mobilitazione simile se non maggiore rispetto a quella del recente referendum costituzionale, visto che per questi referendum è previsto il quorum.
Non è quindi un verdetto scontato e servirà l'impegno di tutti per vincere questa battaglia a difesa di quei diritti di lavoro e di libertà che sono eredità storica di grandi lotte che ora vorrebbero cancellare.
#ReferendumLavoro #ioVotoSI
mercoledì 11 gennaio 2017
Nola: come ti sputtano il Sud in tre mosse
-Il governo, che trova miliardi per salvare le banche, contemporaneamente per mano del ministro Lorenzin da tempo taglia strutture e posti letto su scala locale e nazionale portando le strutture più piccole e con meno risorse al collasso, guardacaso per prime quelle del Sud dove fra aumento dei ticket, povertà in crescita e tagli strutturali maggiori rispetto ad altre aree del Paese si concentrano i problemi maggiori. Non a caso la Campania, in base a discutibilissimi criteri, ha subito pesanti tagli ai fondi per l’assistenza sanitaria e l'ospedale di Nola non rappresenta un caso isolato.
-De Luca che - a detta del sindaco di Nola-dovrebbe "garantire più servizi, a cominciare dalla cardiologia interventistica, tac, risonanze e soprattutto più medici, in primis gli ortopedici", nell'ultimo periodo ha evidentemente avuto altre priorità da garantire, fra luci natalizie e fritture.
Ora di fronte al montare del caso mediatico annuncia draconiani rimedi, scivolando spesso sulla demagogia, minaccia il licenziamento di medici, dimenticando però che i dirigenti di ospedali e Asl li nomina la Regione.
-I media nazionali a cui non pare vero di amplificare, cavalcare e presentare il caso come l'ennesimo esempio di mala gestione sanitaria e spreco di un Sud terzo mondo, come da foto del pronto soccorso, e che ben si guardano dall'approfondire le reali cause della situazione.
Così in disperata ricerca di un capro espiatorio a cui addossare ogni colpa il Presidente De Luca sospende medici che hanno la sola colpa di essersi "arrangiati" nell'interesse della vita stessa dei malati. Mentre a poche ore di distanza il ministro Lorenzin "scarica" lo stesso Presidente , che a dicembre contro il parere dello stesso ministro era subentrato come commissario al posto dei tecnici, solidarizzando con i medici e addossando la colpa del misfatto proprio a problemi organizzativi regionali. Nelle stesse ore l' Ordine dei Medici della Campania interviene sulle azioni intraprese nei confronti dei medici ritenuti responsabili dicendosi «preoccupati e indignati di processi sommari che appaiono dai resoconti di stampa su medici in assenza delle doverose motivazioni. Ricordando che gli Ordini dei Medici – ricorda il portavoce della Federazione - sono organi ausiliari dello Stato e per questo pretendiamo che ci vengano rese note le motivazioni che hanno portato alle sospensioni o peggio a minacce di licenziamento. Queste motivazioni le attendiamo perché serviranno ad adottare se fosse il caso i doverosi e conseguenti procedimenti disciplinari. Se però queste motivazioni non esistessero, allora qualcuno dovrà chiedere scusa a tutti i medici campani».
In attesa del responso degli ispettori ministeriali, che arriverà coi dovuti tempi, non resta che l'ennesimo caso mediatico contro il Sud su cui andranno a nozze opinionisti televisivi e politicanti per i mesi a venire e che giustificheranno, viste anche le mosse inconsulte fatte dal Presidente De Luca, ulteriori tagli al Sud in un circolo vizioso da tempo collaudato che vorrebbero senza fine.
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud
.
Leggi tutto »
-De Luca che - a detta del sindaco di Nola-dovrebbe "garantire più servizi, a cominciare dalla cardiologia interventistica, tac, risonanze e soprattutto più medici, in primis gli ortopedici", nell'ultimo periodo ha evidentemente avuto altre priorità da garantire, fra luci natalizie e fritture.
Ora di fronte al montare del caso mediatico annuncia draconiani rimedi, scivolando spesso sulla demagogia, minaccia il licenziamento di medici, dimenticando però che i dirigenti di ospedali e Asl li nomina la Regione.
-I media nazionali a cui non pare vero di amplificare, cavalcare e presentare il caso come l'ennesimo esempio di mala gestione sanitaria e spreco di un Sud terzo mondo, come da foto del pronto soccorso, e che ben si guardano dall'approfondire le reali cause della situazione.
Così in disperata ricerca di un capro espiatorio a cui addossare ogni colpa il Presidente De Luca sospende medici che hanno la sola colpa di essersi "arrangiati" nell'interesse della vita stessa dei malati. Mentre a poche ore di distanza il ministro Lorenzin "scarica" lo stesso Presidente , che a dicembre contro il parere dello stesso ministro era subentrato come commissario al posto dei tecnici, solidarizzando con i medici e addossando la colpa del misfatto proprio a problemi organizzativi regionali. Nelle stesse ore l' Ordine dei Medici della Campania interviene sulle azioni intraprese nei confronti dei medici ritenuti responsabili dicendosi «preoccupati e indignati di processi sommari che appaiono dai resoconti di stampa su medici in assenza delle doverose motivazioni. Ricordando che gli Ordini dei Medici – ricorda il portavoce della Federazione - sono organi ausiliari dello Stato e per questo pretendiamo che ci vengano rese note le motivazioni che hanno portato alle sospensioni o peggio a minacce di licenziamento. Queste motivazioni le attendiamo perché serviranno ad adottare se fosse il caso i doverosi e conseguenti procedimenti disciplinari. Se però queste motivazioni non esistessero, allora qualcuno dovrà chiedere scusa a tutti i medici campani».
In attesa del responso degli ispettori ministeriali, che arriverà coi dovuti tempi, non resta che l'ennesimo caso mediatico contro il Sud su cui andranno a nozze opinionisti televisivi e politicanti per i mesi a venire e che giustificheranno, viste anche le mosse inconsulte fatte dal Presidente De Luca, ulteriori tagli al Sud in un circolo vizioso da tempo collaudato che vorrebbero senza fine.
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud
Foto: "La Repubblica"
.
-Il governo, che trova miliardi per salvare le banche, contemporaneamente per mano del ministro Lorenzin da tempo taglia strutture e posti letto su scala locale e nazionale portando le strutture più piccole e con meno risorse al collasso, guardacaso per prime quelle del Sud dove fra aumento dei ticket, povertà in crescita e tagli strutturali maggiori rispetto ad altre aree del Paese si concentrano i problemi maggiori. Non a caso la Campania, in base a discutibilissimi criteri, ha subito pesanti tagli ai fondi per l’assistenza sanitaria e l'ospedale di Nola non rappresenta un caso isolato.
-De Luca che - a detta del sindaco di Nola-dovrebbe "garantire più servizi, a cominciare dalla cardiologia interventistica, tac, risonanze e soprattutto più medici, in primis gli ortopedici", nell'ultimo periodo ha evidentemente avuto altre priorità da garantire, fra luci natalizie e fritture.
Ora di fronte al montare del caso mediatico annuncia draconiani rimedi, scivolando spesso sulla demagogia, minaccia il licenziamento di medici, dimenticando però che i dirigenti di ospedali e Asl li nomina la Regione.
-I media nazionali a cui non pare vero di amplificare, cavalcare e presentare il caso come l'ennesimo esempio di mala gestione sanitaria e spreco di un Sud terzo mondo, come da foto del pronto soccorso, e che ben si guardano dall'approfondire le reali cause della situazione.
Così in disperata ricerca di un capro espiatorio a cui addossare ogni colpa il Presidente De Luca sospende medici che hanno la sola colpa di essersi "arrangiati" nell'interesse della vita stessa dei malati. Mentre a poche ore di distanza il ministro Lorenzin "scarica" lo stesso Presidente , che a dicembre contro il parere dello stesso ministro era subentrato come commissario al posto dei tecnici, solidarizzando con i medici e addossando la colpa del misfatto proprio a problemi organizzativi regionali. Nelle stesse ore l' Ordine dei Medici della Campania interviene sulle azioni intraprese nei confronti dei medici ritenuti responsabili dicendosi «preoccupati e indignati di processi sommari che appaiono dai resoconti di stampa su medici in assenza delle doverose motivazioni. Ricordando che gli Ordini dei Medici – ricorda il portavoce della Federazione - sono organi ausiliari dello Stato e per questo pretendiamo che ci vengano rese note le motivazioni che hanno portato alle sospensioni o peggio a minacce di licenziamento. Queste motivazioni le attendiamo perché serviranno ad adottare se fosse il caso i doverosi e conseguenti procedimenti disciplinari. Se però queste motivazioni non esistessero, allora qualcuno dovrà chiedere scusa a tutti i medici campani».
In attesa del responso degli ispettori ministeriali, che arriverà coi dovuti tempi, non resta che l'ennesimo caso mediatico contro il Sud su cui andranno a nozze opinionisti televisivi e politicanti per i mesi a venire e che giustificheranno, viste anche le mosse inconsulte fatte dal Presidente De Luca, ulteriori tagli al Sud in un circolo vizioso da tempo collaudato che vorrebbero senza fine.
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud
.
-De Luca che - a detta del sindaco di Nola-dovrebbe "garantire più servizi, a cominciare dalla cardiologia interventistica, tac, risonanze e soprattutto più medici, in primis gli ortopedici", nell'ultimo periodo ha evidentemente avuto altre priorità da garantire, fra luci natalizie e fritture.
Ora di fronte al montare del caso mediatico annuncia draconiani rimedi, scivolando spesso sulla demagogia, minaccia il licenziamento di medici, dimenticando però che i dirigenti di ospedali e Asl li nomina la Regione.
-I media nazionali a cui non pare vero di amplificare, cavalcare e presentare il caso come l'ennesimo esempio di mala gestione sanitaria e spreco di un Sud terzo mondo, come da foto del pronto soccorso, e che ben si guardano dall'approfondire le reali cause della situazione.
Così in disperata ricerca di un capro espiatorio a cui addossare ogni colpa il Presidente De Luca sospende medici che hanno la sola colpa di essersi "arrangiati" nell'interesse della vita stessa dei malati. Mentre a poche ore di distanza il ministro Lorenzin "scarica" lo stesso Presidente , che a dicembre contro il parere dello stesso ministro era subentrato come commissario al posto dei tecnici, solidarizzando con i medici e addossando la colpa del misfatto proprio a problemi organizzativi regionali. Nelle stesse ore l' Ordine dei Medici della Campania interviene sulle azioni intraprese nei confronti dei medici ritenuti responsabili dicendosi «preoccupati e indignati di processi sommari che appaiono dai resoconti di stampa su medici in assenza delle doverose motivazioni. Ricordando che gli Ordini dei Medici – ricorda il portavoce della Federazione - sono organi ausiliari dello Stato e per questo pretendiamo che ci vengano rese note le motivazioni che hanno portato alle sospensioni o peggio a minacce di licenziamento. Queste motivazioni le attendiamo perché serviranno ad adottare se fosse il caso i doverosi e conseguenti procedimenti disciplinari. Se però queste motivazioni non esistessero, allora qualcuno dovrà chiedere scusa a tutti i medici campani».
In attesa del responso degli ispettori ministeriali, che arriverà coi dovuti tempi, non resta che l'ennesimo caso mediatico contro il Sud su cui andranno a nozze opinionisti televisivi e politicanti per i mesi a venire e che giustificheranno, viste anche le mosse inconsulte fatte dal Presidente De Luca, ulteriori tagli al Sud in un circolo vizioso da tempo collaudato che vorrebbero senza fine.
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud
Foto: "La Repubblica"
.
sabato 31 dicembre 2016
Buon 2017 a tutti !
Buon 2017 a tutti !
Un augurio particolare a tutti gli amici del Partito del Sud, ai militanti, ai simpatizzanti, ai tanti amici che ci seguono sui social network, ai meridionalisti e alle loro famiglie.
Scorrendo gli avvenimenti dell'ultimo anno si può tranquillamente affermare che anche nel 2016 il Partito del Sud è cresciuto in consapevolezza, adesioni, concretezza, organizzazione e i suoi membri hanno svolto attività continua e proficua sui territori.
Per questo ringrazio tutti indistintamente.
Il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergie con quei soggetti che per visione e strategia politica possono essere più vicini ai nostri ideali meridionalisti progressisti e gramsciani con cui confermiamo di voler continuare a collaborare sinergicamente al fine di creare un fronte popolare progressista coeso, serio e credibile, sulle orme di quella mobilitazione popolare che così bene ha figurato in occasione dell'ultimo Referendum Costituzionale. In altre parole ci attende, come già l'anno scorso, un 2017 ancora di duro lavoro se vogliamo sempre più e meglio definire la nostra missione politica che partendo da una proposta inclusiva possa portare la nostra visione politica e con essa le reali necessità di sviluppo e crescita di tutto il Sud, in quell'ottica di riscatto non revanscista che sola può aiutarci, in collegamento con le forze sane e non oscurantiste dell'intero paese, a farci uscire da questa notte che ormai dura da più di 150 anni e a far superare all'intera penisola quei pregiudizi che ne hanno avvelenato l'anima e che solo se superati porteranno ad una nuova alba che tutti auspichiamo per il bene comune. L'auspicio è che questo 2017 possa portarci a compiere un ulteriore balzo in avanti, anche di consapevolezza, come singoli e come Partito.
Buon Anno a tutti!
Per questo ringrazio tutti indistintamente.
Il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergie con quei soggetti che per visione e strategia politica possono essere più vicini ai nostri ideali meridionalisti progressisti e gramsciani con cui confermiamo di voler continuare a collaborare sinergicamente al fine di creare un fronte popolare progressista coeso, serio e credibile, sulle orme di quella mobilitazione popolare che così bene ha figurato in occasione dell'ultimo Referendum Costituzionale. In altre parole ci attende, come già l'anno scorso, un 2017 ancora di duro lavoro se vogliamo sempre più e meglio definire la nostra missione politica che partendo da una proposta inclusiva possa portare la nostra visione politica e con essa le reali necessità di sviluppo e crescita di tutto il Sud, in quell'ottica di riscatto non revanscista che sola può aiutarci, in collegamento con le forze sane e non oscurantiste dell'intero paese, a farci uscire da questa notte che ormai dura da più di 150 anni e a far superare all'intera penisola quei pregiudizi che ne hanno avvelenato l'anima e che solo se superati porteranno ad una nuova alba che tutti auspichiamo per il bene comune. L'auspicio è che questo 2017 possa portarci a compiere un ulteriore balzo in avanti, anche di consapevolezza, come singoli e come Partito.
Buon Anno a tutti!
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud
.
Buon 2017 a tutti !
Un augurio particolare a tutti gli amici del Partito del Sud, ai militanti, ai simpatizzanti, ai tanti amici che ci seguono sui social network, ai meridionalisti e alle loro famiglie.
Scorrendo gli avvenimenti dell'ultimo anno si può tranquillamente affermare che anche nel 2016 il Partito del Sud è cresciuto in consapevolezza, adesioni, concretezza, organizzazione e i suoi membri hanno svolto attività continua e proficua sui territori.
Per questo ringrazio tutti indistintamente.
Il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergie con quei soggetti che per visione e strategia politica possono essere più vicini ai nostri ideali meridionalisti progressisti e gramsciani con cui confermiamo di voler continuare a collaborare sinergicamente al fine di creare un fronte popolare progressista coeso, serio e credibile, sulle orme di quella mobilitazione popolare che così bene ha figurato in occasione dell'ultimo Referendum Costituzionale. In altre parole ci attende, come già l'anno scorso, un 2017 ancora di duro lavoro se vogliamo sempre più e meglio definire la nostra missione politica che partendo da una proposta inclusiva possa portare la nostra visione politica e con essa le reali necessità di sviluppo e crescita di tutto il Sud, in quell'ottica di riscatto non revanscista che sola può aiutarci, in collegamento con le forze sane e non oscurantiste dell'intero paese, a farci uscire da questa notte che ormai dura da più di 150 anni e a far superare all'intera penisola quei pregiudizi che ne hanno avvelenato l'anima e che solo se superati porteranno ad una nuova alba che tutti auspichiamo per il bene comune. L'auspicio è che questo 2017 possa portarci a compiere un ulteriore balzo in avanti, anche di consapevolezza, come singoli e come Partito.
Buon Anno a tutti!
Per questo ringrazio tutti indistintamente.
Il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergie con quei soggetti che per visione e strategia politica possono essere più vicini ai nostri ideali meridionalisti progressisti e gramsciani con cui confermiamo di voler continuare a collaborare sinergicamente al fine di creare un fronte popolare progressista coeso, serio e credibile, sulle orme di quella mobilitazione popolare che così bene ha figurato in occasione dell'ultimo Referendum Costituzionale. In altre parole ci attende, come già l'anno scorso, un 2017 ancora di duro lavoro se vogliamo sempre più e meglio definire la nostra missione politica che partendo da una proposta inclusiva possa portare la nostra visione politica e con essa le reali necessità di sviluppo e crescita di tutto il Sud, in quell'ottica di riscatto non revanscista che sola può aiutarci, in collegamento con le forze sane e non oscurantiste dell'intero paese, a farci uscire da questa notte che ormai dura da più di 150 anni e a far superare all'intera penisola quei pregiudizi che ne hanno avvelenato l'anima e che solo se superati porteranno ad una nuova alba che tutti auspichiamo per il bene comune. L'auspicio è che questo 2017 possa portarci a compiere un ulteriore balzo in avanti, anche di consapevolezza, come singoli e come Partito.
Buon Anno a tutti!
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud
.
Buon 2017 a tutti dal Partito del Sud
Il Partito del Sud augura a tutti gli iscritti, i militanti, i sostenitori, gli amici, i fan e i follower un Felice 2017.
A tutti ricordiamo, anche per queste feste, di imbandire le tavole con i prodotti della nostra generosa terra, perchè il riscatto del Sud passa anche per i piccoli gesti giornalieri di tutti noi.
Ricordiamo che per essere sempre aggiornati sull'attività del nostro Partito basta iscriversi alla nostra newsletter inviando una mail a info@partitodelsud.eu
Buon 2017
Staff Comunicazione del Partito del Sud
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A tutti ricordiamo, anche per queste feste, di imbandire le tavole con i prodotti della nostra generosa terra, perchè il riscatto del Sud passa anche per i piccoli gesti giornalieri di tutti noi.
Ricordiamo che per essere sempre aggiornati sull'attività del nostro Partito basta iscriversi alla nostra newsletter inviando una mail a info@partitodelsud.eu
Buon 2017
Staff Comunicazione del Partito del Sud
Il Partito del Sud augura a tutti gli iscritti, i militanti, i sostenitori, gli amici, i fan e i follower un Felice 2017.
A tutti ricordiamo, anche per queste feste, di imbandire le tavole con i prodotti della nostra generosa terra, perchè il riscatto del Sud passa anche per i piccoli gesti giornalieri di tutti noi.
Ricordiamo che per essere sempre aggiornati sull'attività del nostro Partito basta iscriversi alla nostra newsletter inviando una mail a info@partitodelsud.eu
Buon 2017
Staff Comunicazione del Partito del Sud
A tutti ricordiamo, anche per queste feste, di imbandire le tavole con i prodotti della nostra generosa terra, perchè il riscatto del Sud passa anche per i piccoli gesti giornalieri di tutti noi.
Ricordiamo che per essere sempre aggiornati sull'attività del nostro Partito basta iscriversi alla nostra newsletter inviando una mail a info@partitodelsud.eu
Buon 2017
Staff Comunicazione del Partito del Sud
sabato 24 dicembre 2016
AUGURI DI BUON NATALE E BUONE FESTE !
Auguri di buon Natale e buone feste a tutti !
Un augurio particolare a tutti gli amici del Partito del Sud, ai militanti, ai simpatizzanti, ai tanti amici che ci seguono sui social network, ai meridionalisti e alle loro famiglie.
Un momento per riflettere e pensare che pur nascendo in una mangiatoia si può cambiare il mondo. Non arrendiamoci ! #ConilSudsiRiparte
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud
.
Auguri di buon Natale e buone feste a tutti !
Un augurio particolare a tutti gli amici del Partito del Sud, ai militanti, ai simpatizzanti, ai tanti amici che ci seguono sui social network, ai meridionalisti e alle loro famiglie.
Un momento per riflettere e pensare che pur nascendo in una mangiatoia si può cambiare il mondo. Non arrendiamoci ! #ConilSudsiRiparte
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud
.
sabato 17 dicembre 2016
Napoli dedica una via ad Alexandros-Alekos Panagoulis
Il Partito del Sud, presente stamane 17 Dicembre alla cerimonia di
Ponticelli, ha avuto una parte in questa doverosa dedica grazie ai suoi
membri presenti nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli,
che a suo tempo hanno sostenuto e supportato con entusiasmo la giusta
proposta del Sindaco de Magistris
La Napoli delle Quattro Giornate e di De Magistris
dedica una via ad ALEXANDROS - ALEKOS PANAGOULIS,
l’antifascista che ha fatto un attentato CONTRO IL TIRANNO
di Argiris Panagopoulos
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La Napoli delle Quattro Giornate e di De Magistris
dedica una via ad ALEXANDROS - ALEKOS PANAGOULIS,
l’antifascista che ha fatto un attentato CONTRO IL TIRANNO
di Argiris Panagopoulos
Una strada del quartiere popolare di Ponticelli a Napoli sarà
intitolata al nostro caro compagno ed eroe della lotta contro la
dittatura dei colonelli, Alekos Panagoulis quarant’anni dopo la sua
scomparsa. Sabato 17 dicembre alle ore 10 la strada prolungamento di via
E. Montalle sarà chiamata via Panagoulis.
La sensibilità del Comune di Napoli, del suo sindaco Luigi De Magistris e del consiglio comunale è molto importante non solo per la storia antifascista di una delle più grandi città dell’Italia e dell’Europa del Sud, da dove veniva Alekos, ma anche per la grande battaglia contro la nostra... smemoria storica.
Alekos è stato un grande combattente per la democrazia, la libertà e la giustizia sociale. Ha scritto qualche poesia ma di sicuro non era un… politico.
Nell’Atene antica i tirannicidi Armodios e Aristogitone sono stati onorati con statue di bronzo. Nelle prime elezioni dopo la dittatura gli ateniesi hanno onorato Alekos con il loro voto e lo hanno portato nel parlamento come deputato dell’Unione di Centro. Alekos ha avuto la sua statua di bronzo nella piazza della Giustizia, in via Panepistimiou, tra il parlamento e la piazza Omonoia. Una statua che lo ricorda come lo avevano conosciuto tutti i greci di allora. Con la sua divisa dell’esercito e la mano e l’indice alzati a denunciare la dittatura davanti al Tribunale Militare che lo aveva condannato a morte.
La storia di Alekos e della sua famiglia è molto nota in Italia, specialmente a quelli che hanno più di sessant’anni, perché dopo la sua scarcerazione ha vissuto in Italia, molto a Palermo, dove studiava il suo fratello, ha vissuto con Oriana Fallaci ed è diventato “famoso” a livello mondiale anche per il libro di Fallaci “Un Uomo”.
Alekos per la maggioranza dei greci democratici e progressisti è stato assassinato e non è morto in un incidente stradale. Lo abbiamo capito subito qualche ora dopo “l’incidente” a Leoforos Vouliagmenis, noi le poche diecine di persone che siamo accorsi a vedere da vicino cosa era successo. Molti erano militanti dei partiti di sinistra e dei socialisti della zona, perché Akekos è stato ucciso nelle prime ore del Primo Maggio del 1976 e tutti eravamo per le strade ad attaccare i manifesti per la manifestazione dei sindacati.
“La macchina è ancora calda”, aveva detto con lacrime negli occhi un persona anziana che aveva superato i due tre poliziotti di guardia per toccarla. Qualche ora più tardi dal vicino Primo Cimitero di Atene alcuni portavano garofani rossi, il fiore che è diventato simbolo dell’antifascismo greco dalla fucilazione del comunista Nikos Mpelogiannis e di tre altri suoi compagni il 1952.
Atene e specialmente la parte in cui vivo che va da Akropoli verso lo stadio delle prime Olimpiadi e i viali di Vouliagmenis e Syggrou erano paralizzatati il giorno dei funerali di Panagoulis. Molti piangevano e tutti cantavamo le canzoni di Theodorakis e dappertutto si vedevano cartelli, striscioni, scritte sui muri e sul battistrada con una lettera, “Z”. Per noi più piccoli la “Z” voleva dire che Panagoulis Vive, dalla parola “Zει”, ma per i più grandi significava anche la rivendicazione per l’assassinio del deputato di sinistra e pacifista Lambrakis a Salonicco il 1963 dallo parastato greco, per il quale Kostas Gavras ha fatto il bellissimo film “Z, L’orgia del potere”, e l’assassinio dello studente Petroulas dalla polizia ad Atene il 1965. Per quelli che sono giovani o giovanissimi oggi la “Z” ricorda il nostro “piccolo Alexis” che aveva quindici anni quando è stato assassinato o ancora peggio giustiziato a sangue freddo da un poliziotto ad Atene il 2008.
Alekos è stato uno degli eroi più grandi nella lotta contro i colonelli. Ha resistito, come tanti altri, alle più barbare torture della polizia militare, i cui ufficiali erano addestrati come quelli delle polizie dei paesi dell’America Latina nelle caserme dell’esercito americano. Perfino una delle bestie più feroci, il comandante della polizia militare e “dittatore invisibile” per un periodo Ioannidis ha riconosciuto il coraggio di Alekos, che ha preso come insulto le sue parole. Quando lo avevano portato in tribunale da accusato è diventato accusatore della dittatura sapendo che rischiava torture ancora peggiori.
Alekos non era solo. Accanto a lui aveva una grande donna, la sua madre Athinà, che era diventata anche lei un altro grande simbolo, delle donne che non hanno lasciato nemmeno un attimo di tregua ai dittatori e ai torturatori, delle donne che hanno combattuto e vinto la loro battaglia per riavere i loro famigliari vivi. Suo fratello Stathis è ancora deputato, ora indipendente dopo la sua uscita da Syriza.
Alekos si sa che non ha potuto uccidere il tiranno. Ma in Grecia il tiranno è morto da tiranno nel 1999 a 80 anni dentro l’ospedale del carcere, che lo aveva ospitato per 25 anni. Il “tiranno invisibile” e torturatore è morto nel 2010 a 87 anni. Sempre nel carcere dove aveva passato 36 anni. Hanno avuto giustizia che meritavano da una democrazia e senza la sua grazia.
Alekos se ne è andato le prime ore del giorno dei lavoratori, il Primo Maggio del 1976. Aveva solo 37 anni. Però anche grazie all’iniziativa del Comune di Napoli, il suo spirito ribelle e la sua sensibilità democratica e libertaria Alekos… Z
La sensibilità del Comune di Napoli, del suo sindaco Luigi De Magistris e del consiglio comunale è molto importante non solo per la storia antifascista di una delle più grandi città dell’Italia e dell’Europa del Sud, da dove veniva Alekos, ma anche per la grande battaglia contro la nostra... smemoria storica.
Alekos è stato un grande combattente per la democrazia, la libertà e la giustizia sociale. Ha scritto qualche poesia ma di sicuro non era un… politico.
Nell’Atene antica i tirannicidi Armodios e Aristogitone sono stati onorati con statue di bronzo. Nelle prime elezioni dopo la dittatura gli ateniesi hanno onorato Alekos con il loro voto e lo hanno portato nel parlamento come deputato dell’Unione di Centro. Alekos ha avuto la sua statua di bronzo nella piazza della Giustizia, in via Panepistimiou, tra il parlamento e la piazza Omonoia. Una statua che lo ricorda come lo avevano conosciuto tutti i greci di allora. Con la sua divisa dell’esercito e la mano e l’indice alzati a denunciare la dittatura davanti al Tribunale Militare che lo aveva condannato a morte.
La storia di Alekos e della sua famiglia è molto nota in Italia, specialmente a quelli che hanno più di sessant’anni, perché dopo la sua scarcerazione ha vissuto in Italia, molto a Palermo, dove studiava il suo fratello, ha vissuto con Oriana Fallaci ed è diventato “famoso” a livello mondiale anche per il libro di Fallaci “Un Uomo”.
Alekos per la maggioranza dei greci democratici e progressisti è stato assassinato e non è morto in un incidente stradale. Lo abbiamo capito subito qualche ora dopo “l’incidente” a Leoforos Vouliagmenis, noi le poche diecine di persone che siamo accorsi a vedere da vicino cosa era successo. Molti erano militanti dei partiti di sinistra e dei socialisti della zona, perché Akekos è stato ucciso nelle prime ore del Primo Maggio del 1976 e tutti eravamo per le strade ad attaccare i manifesti per la manifestazione dei sindacati.
“La macchina è ancora calda”, aveva detto con lacrime negli occhi un persona anziana che aveva superato i due tre poliziotti di guardia per toccarla. Qualche ora più tardi dal vicino Primo Cimitero di Atene alcuni portavano garofani rossi, il fiore che è diventato simbolo dell’antifascismo greco dalla fucilazione del comunista Nikos Mpelogiannis e di tre altri suoi compagni il 1952.
Atene e specialmente la parte in cui vivo che va da Akropoli verso lo stadio delle prime Olimpiadi e i viali di Vouliagmenis e Syggrou erano paralizzatati il giorno dei funerali di Panagoulis. Molti piangevano e tutti cantavamo le canzoni di Theodorakis e dappertutto si vedevano cartelli, striscioni, scritte sui muri e sul battistrada con una lettera, “Z”. Per noi più piccoli la “Z” voleva dire che Panagoulis Vive, dalla parola “Zει”, ma per i più grandi significava anche la rivendicazione per l’assassinio del deputato di sinistra e pacifista Lambrakis a Salonicco il 1963 dallo parastato greco, per il quale Kostas Gavras ha fatto il bellissimo film “Z, L’orgia del potere”, e l’assassinio dello studente Petroulas dalla polizia ad Atene il 1965. Per quelli che sono giovani o giovanissimi oggi la “Z” ricorda il nostro “piccolo Alexis” che aveva quindici anni quando è stato assassinato o ancora peggio giustiziato a sangue freddo da un poliziotto ad Atene il 2008.
Alekos è stato uno degli eroi più grandi nella lotta contro i colonelli. Ha resistito, come tanti altri, alle più barbare torture della polizia militare, i cui ufficiali erano addestrati come quelli delle polizie dei paesi dell’America Latina nelle caserme dell’esercito americano. Perfino una delle bestie più feroci, il comandante della polizia militare e “dittatore invisibile” per un periodo Ioannidis ha riconosciuto il coraggio di Alekos, che ha preso come insulto le sue parole. Quando lo avevano portato in tribunale da accusato è diventato accusatore della dittatura sapendo che rischiava torture ancora peggiori.
Alekos non era solo. Accanto a lui aveva una grande donna, la sua madre Athinà, che era diventata anche lei un altro grande simbolo, delle donne che non hanno lasciato nemmeno un attimo di tregua ai dittatori e ai torturatori, delle donne che hanno combattuto e vinto la loro battaglia per riavere i loro famigliari vivi. Suo fratello Stathis è ancora deputato, ora indipendente dopo la sua uscita da Syriza.
Alekos si sa che non ha potuto uccidere il tiranno. Ma in Grecia il tiranno è morto da tiranno nel 1999 a 80 anni dentro l’ospedale del carcere, che lo aveva ospitato per 25 anni. Il “tiranno invisibile” e torturatore è morto nel 2010 a 87 anni. Sempre nel carcere dove aveva passato 36 anni. Hanno avuto giustizia che meritavano da una democrazia e senza la sua grazia.
Alekos se ne è andato le prime ore del giorno dei lavoratori, il Primo Maggio del 1976. Aveva solo 37 anni. Però anche grazie all’iniziativa del Comune di Napoli, il suo spirito ribelle e la sua sensibilità democratica e libertaria Alekos… Z
Il Partito del Sud, presente stamane 17 Dicembre alla cerimonia di
Ponticelli, ha avuto una parte in questa doverosa dedica grazie ai suoi
membri presenti nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli,
che a suo tempo hanno sostenuto e supportato con entusiasmo la giusta
proposta del Sindaco de Magistris
La Napoli delle Quattro Giornate e di De Magistris
dedica una via ad ALEXANDROS - ALEKOS PANAGOULIS,
l’antifascista che ha fatto un attentato CONTRO IL TIRANNO
di Argiris Panagopoulos
La Napoli delle Quattro Giornate e di De Magistris
dedica una via ad ALEXANDROS - ALEKOS PANAGOULIS,
l’antifascista che ha fatto un attentato CONTRO IL TIRANNO
di Argiris Panagopoulos
Una strada del quartiere popolare di Ponticelli a Napoli sarà
intitolata al nostro caro compagno ed eroe della lotta contro la
dittatura dei colonelli, Alekos Panagoulis quarant’anni dopo la sua
scomparsa. Sabato 17 dicembre alle ore 10 la strada prolungamento di via
E. Montalle sarà chiamata via Panagoulis.
La sensibilità del Comune di Napoli, del suo sindaco Luigi De Magistris e del consiglio comunale è molto importante non solo per la storia antifascista di una delle più grandi città dell’Italia e dell’Europa del Sud, da dove veniva Alekos, ma anche per la grande battaglia contro la nostra... smemoria storica.
Alekos è stato un grande combattente per la democrazia, la libertà e la giustizia sociale. Ha scritto qualche poesia ma di sicuro non era un… politico.
Nell’Atene antica i tirannicidi Armodios e Aristogitone sono stati onorati con statue di bronzo. Nelle prime elezioni dopo la dittatura gli ateniesi hanno onorato Alekos con il loro voto e lo hanno portato nel parlamento come deputato dell’Unione di Centro. Alekos ha avuto la sua statua di bronzo nella piazza della Giustizia, in via Panepistimiou, tra il parlamento e la piazza Omonoia. Una statua che lo ricorda come lo avevano conosciuto tutti i greci di allora. Con la sua divisa dell’esercito e la mano e l’indice alzati a denunciare la dittatura davanti al Tribunale Militare che lo aveva condannato a morte.
La storia di Alekos e della sua famiglia è molto nota in Italia, specialmente a quelli che hanno più di sessant’anni, perché dopo la sua scarcerazione ha vissuto in Italia, molto a Palermo, dove studiava il suo fratello, ha vissuto con Oriana Fallaci ed è diventato “famoso” a livello mondiale anche per il libro di Fallaci “Un Uomo”.
Alekos per la maggioranza dei greci democratici e progressisti è stato assassinato e non è morto in un incidente stradale. Lo abbiamo capito subito qualche ora dopo “l’incidente” a Leoforos Vouliagmenis, noi le poche diecine di persone che siamo accorsi a vedere da vicino cosa era successo. Molti erano militanti dei partiti di sinistra e dei socialisti della zona, perché Akekos è stato ucciso nelle prime ore del Primo Maggio del 1976 e tutti eravamo per le strade ad attaccare i manifesti per la manifestazione dei sindacati.
“La macchina è ancora calda”, aveva detto con lacrime negli occhi un persona anziana che aveva superato i due tre poliziotti di guardia per toccarla. Qualche ora più tardi dal vicino Primo Cimitero di Atene alcuni portavano garofani rossi, il fiore che è diventato simbolo dell’antifascismo greco dalla fucilazione del comunista Nikos Mpelogiannis e di tre altri suoi compagni il 1952.
Atene e specialmente la parte in cui vivo che va da Akropoli verso lo stadio delle prime Olimpiadi e i viali di Vouliagmenis e Syggrou erano paralizzatati il giorno dei funerali di Panagoulis. Molti piangevano e tutti cantavamo le canzoni di Theodorakis e dappertutto si vedevano cartelli, striscioni, scritte sui muri e sul battistrada con una lettera, “Z”. Per noi più piccoli la “Z” voleva dire che Panagoulis Vive, dalla parola “Zει”, ma per i più grandi significava anche la rivendicazione per l’assassinio del deputato di sinistra e pacifista Lambrakis a Salonicco il 1963 dallo parastato greco, per il quale Kostas Gavras ha fatto il bellissimo film “Z, L’orgia del potere”, e l’assassinio dello studente Petroulas dalla polizia ad Atene il 1965. Per quelli che sono giovani o giovanissimi oggi la “Z” ricorda il nostro “piccolo Alexis” che aveva quindici anni quando è stato assassinato o ancora peggio giustiziato a sangue freddo da un poliziotto ad Atene il 2008.
Alekos è stato uno degli eroi più grandi nella lotta contro i colonelli. Ha resistito, come tanti altri, alle più barbare torture della polizia militare, i cui ufficiali erano addestrati come quelli delle polizie dei paesi dell’America Latina nelle caserme dell’esercito americano. Perfino una delle bestie più feroci, il comandante della polizia militare e “dittatore invisibile” per un periodo Ioannidis ha riconosciuto il coraggio di Alekos, che ha preso come insulto le sue parole. Quando lo avevano portato in tribunale da accusato è diventato accusatore della dittatura sapendo che rischiava torture ancora peggiori.
Alekos non era solo. Accanto a lui aveva una grande donna, la sua madre Athinà, che era diventata anche lei un altro grande simbolo, delle donne che non hanno lasciato nemmeno un attimo di tregua ai dittatori e ai torturatori, delle donne che hanno combattuto e vinto la loro battaglia per riavere i loro famigliari vivi. Suo fratello Stathis è ancora deputato, ora indipendente dopo la sua uscita da Syriza.
Alekos si sa che non ha potuto uccidere il tiranno. Ma in Grecia il tiranno è morto da tiranno nel 1999 a 80 anni dentro l’ospedale del carcere, che lo aveva ospitato per 25 anni. Il “tiranno invisibile” e torturatore è morto nel 2010 a 87 anni. Sempre nel carcere dove aveva passato 36 anni. Hanno avuto giustizia che meritavano da una democrazia e senza la sua grazia.
Alekos se ne è andato le prime ore del giorno dei lavoratori, il Primo Maggio del 1976. Aveva solo 37 anni. Però anche grazie all’iniziativa del Comune di Napoli, il suo spirito ribelle e la sua sensibilità democratica e libertaria Alekos… Z
La sensibilità del Comune di Napoli, del suo sindaco Luigi De Magistris e del consiglio comunale è molto importante non solo per la storia antifascista di una delle più grandi città dell’Italia e dell’Europa del Sud, da dove veniva Alekos, ma anche per la grande battaglia contro la nostra... smemoria storica.
Alekos è stato un grande combattente per la democrazia, la libertà e la giustizia sociale. Ha scritto qualche poesia ma di sicuro non era un… politico.
Nell’Atene antica i tirannicidi Armodios e Aristogitone sono stati onorati con statue di bronzo. Nelle prime elezioni dopo la dittatura gli ateniesi hanno onorato Alekos con il loro voto e lo hanno portato nel parlamento come deputato dell’Unione di Centro. Alekos ha avuto la sua statua di bronzo nella piazza della Giustizia, in via Panepistimiou, tra il parlamento e la piazza Omonoia. Una statua che lo ricorda come lo avevano conosciuto tutti i greci di allora. Con la sua divisa dell’esercito e la mano e l’indice alzati a denunciare la dittatura davanti al Tribunale Militare che lo aveva condannato a morte.
La storia di Alekos e della sua famiglia è molto nota in Italia, specialmente a quelli che hanno più di sessant’anni, perché dopo la sua scarcerazione ha vissuto in Italia, molto a Palermo, dove studiava il suo fratello, ha vissuto con Oriana Fallaci ed è diventato “famoso” a livello mondiale anche per il libro di Fallaci “Un Uomo”.
Alekos per la maggioranza dei greci democratici e progressisti è stato assassinato e non è morto in un incidente stradale. Lo abbiamo capito subito qualche ora dopo “l’incidente” a Leoforos Vouliagmenis, noi le poche diecine di persone che siamo accorsi a vedere da vicino cosa era successo. Molti erano militanti dei partiti di sinistra e dei socialisti della zona, perché Akekos è stato ucciso nelle prime ore del Primo Maggio del 1976 e tutti eravamo per le strade ad attaccare i manifesti per la manifestazione dei sindacati.
“La macchina è ancora calda”, aveva detto con lacrime negli occhi un persona anziana che aveva superato i due tre poliziotti di guardia per toccarla. Qualche ora più tardi dal vicino Primo Cimitero di Atene alcuni portavano garofani rossi, il fiore che è diventato simbolo dell’antifascismo greco dalla fucilazione del comunista Nikos Mpelogiannis e di tre altri suoi compagni il 1952.
Atene e specialmente la parte in cui vivo che va da Akropoli verso lo stadio delle prime Olimpiadi e i viali di Vouliagmenis e Syggrou erano paralizzatati il giorno dei funerali di Panagoulis. Molti piangevano e tutti cantavamo le canzoni di Theodorakis e dappertutto si vedevano cartelli, striscioni, scritte sui muri e sul battistrada con una lettera, “Z”. Per noi più piccoli la “Z” voleva dire che Panagoulis Vive, dalla parola “Zει”, ma per i più grandi significava anche la rivendicazione per l’assassinio del deputato di sinistra e pacifista Lambrakis a Salonicco il 1963 dallo parastato greco, per il quale Kostas Gavras ha fatto il bellissimo film “Z, L’orgia del potere”, e l’assassinio dello studente Petroulas dalla polizia ad Atene il 1965. Per quelli che sono giovani o giovanissimi oggi la “Z” ricorda il nostro “piccolo Alexis” che aveva quindici anni quando è stato assassinato o ancora peggio giustiziato a sangue freddo da un poliziotto ad Atene il 2008.
Alekos è stato uno degli eroi più grandi nella lotta contro i colonelli. Ha resistito, come tanti altri, alle più barbare torture della polizia militare, i cui ufficiali erano addestrati come quelli delle polizie dei paesi dell’America Latina nelle caserme dell’esercito americano. Perfino una delle bestie più feroci, il comandante della polizia militare e “dittatore invisibile” per un periodo Ioannidis ha riconosciuto il coraggio di Alekos, che ha preso come insulto le sue parole. Quando lo avevano portato in tribunale da accusato è diventato accusatore della dittatura sapendo che rischiava torture ancora peggiori.
Alekos non era solo. Accanto a lui aveva una grande donna, la sua madre Athinà, che era diventata anche lei un altro grande simbolo, delle donne che non hanno lasciato nemmeno un attimo di tregua ai dittatori e ai torturatori, delle donne che hanno combattuto e vinto la loro battaglia per riavere i loro famigliari vivi. Suo fratello Stathis è ancora deputato, ora indipendente dopo la sua uscita da Syriza.
Alekos si sa che non ha potuto uccidere il tiranno. Ma in Grecia il tiranno è morto da tiranno nel 1999 a 80 anni dentro l’ospedale del carcere, che lo aveva ospitato per 25 anni. Il “tiranno invisibile” e torturatore è morto nel 2010 a 87 anni. Sempre nel carcere dove aveva passato 36 anni. Hanno avuto giustizia che meritavano da una democrazia e senza la sua grazia.
Alekos se ne è andato le prime ore del giorno dei lavoratori, il Primo Maggio del 1976. Aveva solo 37 anni. Però anche grazie all’iniziativa del Comune di Napoli, il suo spirito ribelle e la sua sensibilità democratica e libertaria Alekos… Z
Domenica 18 Dicembre il Partito del Sud a Bologna all' Assemblea Nazionale "Costruiamo l'Alternativa"
Domenica 18 Dicembre Natale Cuccurese, Presidente Nazionale del Partito del Sud, rappresenterà a Bologna il nostro Partito, portandone le proposte meridionaliste progressiste, all' Assemblea Nazionale "Costruiamo l'Alternativa", per l'attuazione della Costituzione, la lotta alle diseguaglianze e il diritto al futuro.
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1193857090691520/
Leggi tutto »
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1193857090691520/
Domenica 18 Dicembre Natale Cuccurese, Presidente Nazionale del Partito del Sud, rappresenterà a Bologna il nostro Partito, portandone le proposte meridionaliste progressiste, all' Assemblea Nazionale "Costruiamo l'Alternativa", per l'attuazione della Costituzione, la lotta alle diseguaglianze e il diritto al futuro.
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1193857090691520/
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1193857090691520/
venerdì 16 dicembre 2016
Domenica 18 Dicembre a Roma il Partito del Sud all' Assemblea Nazionale" IL GRANO DI SALE E QUELLO DI SENAPE"- L'ossigeno che serve per costruire l'Alternativa.
Domenica 18 Dicembre a Roma, Enzo Riccio della Segreteria Organizzativa del Partito del Sud, rappresenterà il nostro Partito, portandone le proposte meridionaliste progressiste, all' Assemblea Nazionale" IL GRANO DI SALE E QUELLO DI SENAPE"- L'ossigeno che serve per costruire l'Alternativa.
Per discutere oltre i recinti di provenienza di come si rimette in campo una proposta condivisa, progressista e alternativa alle politiche di questi anni.
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1709587959356029/?active_tab=discussion
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Per discutere oltre i recinti di provenienza di come si rimette in campo una proposta condivisa, progressista e alternativa alle politiche di questi anni.
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1709587959356029/?active_tab=discussion
Domenica 18 Dicembre a Roma, Enzo Riccio della Segreteria Organizzativa del Partito del Sud, rappresenterà il nostro Partito, portandone le proposte meridionaliste progressiste, all' Assemblea Nazionale" IL GRANO DI SALE E QUELLO DI SENAPE"- L'ossigeno che serve per costruire l'Alternativa.
Per discutere oltre i recinti di provenienza di come si rimette in campo una proposta condivisa, progressista e alternativa alle politiche di questi anni.
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1709587959356029/?active_tab=discussion
Per discutere oltre i recinti di provenienza di come si rimette in campo una proposta condivisa, progressista e alternativa alle politiche di questi anni.
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1709587959356029/?active_tab=discussion
lunedì 12 dicembre 2016
L' intervento di Michele Dell'Edera , Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud, ieri a Roma all'evento nazionale "ricominciamo dal NO(i)
L' intervento di Michele Dell'Edera , Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud, oggi a Roma all'evento nazionale "ricominciamo dal NO(i)
https://www.facebook.com/events/1045667198893158/?active_tab=discussion
il Partito del Sud porta con il suo Vicepresidente all'attenzione dell'assemblea e del dibattito le emergenze che attanagliano il Sud e i suoi abitanti e della necessità per tutti di ripartire da Sud. Perchè il nostro impegno per il bene comune non è finito domenica scorsa con un NO!
https://www.youtube.com/watch?v=16N6VG0Rj74
Foto della sala e di alcuni intervenuti
Leggi tutto »
https://www.facebook.com/events/1045667198893158/?active_tab=discussion
il Partito del Sud porta con il suo Vicepresidente all'attenzione dell'assemblea e del dibattito le emergenze che attanagliano il Sud e i suoi abitanti e della necessità per tutti di ripartire da Sud. Perchè il nostro impegno per il bene comune non è finito domenica scorsa con un NO!
https://www.youtube.com/watch?v=16N6VG0Rj74
Foto della sala e di alcuni intervenuti
Marco Revelli, storico, sociologo, politologo
Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista.
Stefano Fassina, Sinistra Italiana- Sel
Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza
Michele Dell'Edera , Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud
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L' intervento di Michele Dell'Edera , Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud, oggi a Roma all'evento nazionale "ricominciamo dal NO(i)
https://www.facebook.com/events/1045667198893158/?active_tab=discussion
il Partito del Sud porta con il suo Vicepresidente all'attenzione dell'assemblea e del dibattito le emergenze che attanagliano il Sud e i suoi abitanti e della necessità per tutti di ripartire da Sud. Perchè il nostro impegno per il bene comune non è finito domenica scorsa con un NO!
https://www.youtube.com/watch?v=16N6VG0Rj74
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il Partito del Sud porta con il suo Vicepresidente all'attenzione dell'assemblea e del dibattito le emergenze che attanagliano il Sud e i suoi abitanti e della necessità per tutti di ripartire da Sud. Perchè il nostro impegno per il bene comune non è finito domenica scorsa con un NO!
https://www.youtube.com/watch?v=16N6VG0Rj74
Foto della sala e di alcuni intervenuti
Marco Revelli, storico, sociologo, politologo
Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista.
Stefano Fassina, Sinistra Italiana- Sel
Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza
Michele Dell'Edera , Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud
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