lunedì 7 novembre 2016

Il “Partito del Sud” propone “Un progetto per il sud, il Paese, l’Europa”

Un progetto per il sud, il Paese, l’Europa”, è stato questo il titolo del convegno  organizzato nel tardo pomeriggio di ieri presso la sala rossa del Castello di  Barletta  dalla sezione regionale del  “Partito del Sud – meridionalisti progressisti” .
All’incontro, moderato dal coordinatore regionale Puglia del Partito del Sud, Michele Dell’  Edera, sono intervenuti:  il  presidente della regione Puglia Michele Emiliano nonché sostenitore del partito medesimo, Argiris Panagopoulos Membro del Dipartimento di Politica Europea afferente al  partito di maggioranza del governo greco ossia la coalizione della sinistra radicale meglio nota con l’acronimo di “Syriza” , Fernando Martinez De Carnero rappresentante in Italia di uno dei più importanti partiti di sinistra spagnoli “Podemos”,  Andrea Del Monaco  Esperto Fondi Europei e opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno, Natale Cuccurese Presidente nazionale del  Partito del Sud e  Andrea Balìa  Vicepresidente nazionale del  Partito del Sud.

img_5771

“ E’ possibile che un progetto di rilancio del Paese e dell’Europa parta proprio dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo? E’ questa la sfida che vuole cogliere e lanciare il Partito del Sud. Abbiamo grande fiducia nelle capacità dei popoli che abitano le terre del Sud e nella loro diversità che è sempre risorsa e ricchezza da valorizzare e non problema da risolvere” – è quanto si legge nella presentazione che annunciava l’evento.
 “Un percorso avviato nel 2014 col lancio della sfida di un’Italia che riparta da Sud – cosi ha aperto ufficialmente il convegno il coordinatore regionale del Partito del Sud Michele Dell’ Edera – diventata prima un progetto e un libro per teorizzare il concetto: “Con il Sud si Riparte”. Percorso e lavoro  che si è cercato ieri  a Barletta di ampliare ulteriormente dando la speranza che siano i Sud d’Europa a far cambiare visioni e politiche all’Europa e ai Governi che antepongono sempre il dato finanziario, di bilancio e di produzione industriale all’attenzione alle persone, all’ambiente in cui vivono, alla loro salute, alla dignità che genera il lavoro, alla forza della partecipazione aperta e democratica, alle decisioni da parte dei cittadini, alle sfide a cui chiamano le migrazioni e il relativo mutamento della società.
Che la Costituzione e soprattutto la sua applicazione, come ha rimarcato tempo addietro il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, – ha ancora aggiunto Dell’Edera  lanciando uno sguardo al referendum che si terrà esattamente tra poco meno di  un mese – sia il faro che guidi l’azione di Governo e della Regione Puglia. Per noi l’attuale Costituzione Repubblicana va finalmente e solo applicata, già solo questo aiuterebbe enormemente la soluzione degli annosi problemi che da decenni affliggono il Mezzogiorno” .
E  ancora Emiliano che propende per il “No”, ha poi dichiarato a proposito del referendum : “ Non è vero che non cambia nulla,  se vince il SI o se vince il No di certo si apriranno scenari completamente diversi per la storia del nostro paese.  Ho una passione per il Partito del Sud – ha poi aggiunto il governatore – perché è vicino alla mia storia politica e al riformismo. È un partito che guarda al futuro non sottostando alla logica  e ai “ricatti” imposti dal capitale, ma mira piuttosto ad un modello economico in grado di garantire ai popoli più servizi di qualità, così come  Podemos e Syriza partiti che di certo vorrei “studiare” meglio.”
“Il fiscal compact de 2012 (ossia il patto di bilancio europeo che contiene  una serie di regole vincolanti per i paesi membri dell’Ue onde garantire il principio dell’equilibrio di bilancio) è stato per noi una follia – ha incalzato  Argiris Panagopoulos di Syriza.- . Con il nostro partito abbiamo riaperto in  Grecia  la tv pubblica, abbiamo offerto più  servizi sanitari agli immigrati che prima dell’ascesa di Syriza pagavano di più gli stessi servizi  rispetto ai cittadini  ellenici. Inoltre  quello che chiediamo è un’Europa diversa da quella attuale  che tenda ad enfatizzare meno i singoli nazionalismi.”
Basato sui numeri è stato poi l’intervento di Andrea Del Monaco esperto di Fondi Europei e opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno nonché autore del volume “Sud colonia Tedesca? La questione meridionale oggi”  il quale ha dichiarato:  “Che per il Sud  ci sono stati tagli di spesa soprattutto per le infrastrutture e per la  sanità da parte del Governo  (ad esempio Matera designata capitale europea della cultura nel 2019, non ha ancora una stazione ferroviaria) pur   di attenersi al rigore tedesco,  perché  per la Germania “debito” e “colpa” possono considerarsi sinonimi.”

img_5774

Fondato  nel 2007 a  Gaeta,  in provincia  di Latina, il Partito del Sud di cui  Natale Cuccorese  ne è il presidente nazionale (e il cui motto è “ Il momento è adesso”), ha ringraziato due importanti esponenti politici del Sud, che hanno sin da subito mostrato  interesse per questa nuova realtà politica: il sindaco di Puglia Michele Emiliano e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris.
 “Il quadro è devastante,  per il Sud non intravedo futuro – ha commentato Cuccorese nel corso dell’incontro –  la disoccupazione giovanile al Sud  è pari al  58 per cento un po’ meno al Nord dove del resto anche da  li è cominciata già da un paio di anni la fuga dei cervelli verso il Nord Europa. In Germania invece abbiamo il record dell’occupazione soprattutto dopo l’unificazione delle due germanie, è quindi evidente che qualcosa non va in Europa, che di certo  non è più quella di Spinelli.
E per quanto riguarda il referendum costituzionale: “ La Costituzione non va modificata ma va applicata – ha poi aggiunto il presidente nazionale del Partito del Sud – se dovesse vincere il Si, la riforma andrebbe contro gli interessi del Sud,  perché prevede  un regionalismo differenziato che andrà a discapito delle regioni “meno ricche” concedendo a quest’ultime  meno autonomie sulla scuola, sul lavoro e sul turismo. Se vince il Si il nostro stato di colonia sarà costituzionalizzato; con il Partito per il Sud non vogliamo contrapporci al Nord ma piuttosto fare in modo che anche il meridione abbia le sue stesse opportunità, affinché  lo sviluppo del Sud possa essere volano di sviluppo anche per il Nord Italia e per il Nord Europa.”

Dora Dibenedetto


.
Leggi tutto »
Un progetto per il sud, il Paese, l’Europa”, è stato questo il titolo del convegno  organizzato nel tardo pomeriggio di ieri presso la sala rossa del Castello di  Barletta  dalla sezione regionale del  “Partito del Sud – meridionalisti progressisti” .
All’incontro, moderato dal coordinatore regionale Puglia del Partito del Sud, Michele Dell’  Edera, sono intervenuti:  il  presidente della regione Puglia Michele Emiliano nonché sostenitore del partito medesimo, Argiris Panagopoulos Membro del Dipartimento di Politica Europea afferente al  partito di maggioranza del governo greco ossia la coalizione della sinistra radicale meglio nota con l’acronimo di “Syriza” , Fernando Martinez De Carnero rappresentante in Italia di uno dei più importanti partiti di sinistra spagnoli “Podemos”,  Andrea Del Monaco  Esperto Fondi Europei e opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno, Natale Cuccurese Presidente nazionale del  Partito del Sud e  Andrea Balìa  Vicepresidente nazionale del  Partito del Sud.

img_5771

“ E’ possibile che un progetto di rilancio del Paese e dell’Europa parta proprio dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo? E’ questa la sfida che vuole cogliere e lanciare il Partito del Sud. Abbiamo grande fiducia nelle capacità dei popoli che abitano le terre del Sud e nella loro diversità che è sempre risorsa e ricchezza da valorizzare e non problema da risolvere” – è quanto si legge nella presentazione che annunciava l’evento.
 “Un percorso avviato nel 2014 col lancio della sfida di un’Italia che riparta da Sud – cosi ha aperto ufficialmente il convegno il coordinatore regionale del Partito del Sud Michele Dell’ Edera – diventata prima un progetto e un libro per teorizzare il concetto: “Con il Sud si Riparte”. Percorso e lavoro  che si è cercato ieri  a Barletta di ampliare ulteriormente dando la speranza che siano i Sud d’Europa a far cambiare visioni e politiche all’Europa e ai Governi che antepongono sempre il dato finanziario, di bilancio e di produzione industriale all’attenzione alle persone, all’ambiente in cui vivono, alla loro salute, alla dignità che genera il lavoro, alla forza della partecipazione aperta e democratica, alle decisioni da parte dei cittadini, alle sfide a cui chiamano le migrazioni e il relativo mutamento della società.
Che la Costituzione e soprattutto la sua applicazione, come ha rimarcato tempo addietro il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, – ha ancora aggiunto Dell’Edera  lanciando uno sguardo al referendum che si terrà esattamente tra poco meno di  un mese – sia il faro che guidi l’azione di Governo e della Regione Puglia. Per noi l’attuale Costituzione Repubblicana va finalmente e solo applicata, già solo questo aiuterebbe enormemente la soluzione degli annosi problemi che da decenni affliggono il Mezzogiorno” .
E  ancora Emiliano che propende per il “No”, ha poi dichiarato a proposito del referendum : “ Non è vero che non cambia nulla,  se vince il SI o se vince il No di certo si apriranno scenari completamente diversi per la storia del nostro paese.  Ho una passione per il Partito del Sud – ha poi aggiunto il governatore – perché è vicino alla mia storia politica e al riformismo. È un partito che guarda al futuro non sottostando alla logica  e ai “ricatti” imposti dal capitale, ma mira piuttosto ad un modello economico in grado di garantire ai popoli più servizi di qualità, così come  Podemos e Syriza partiti che di certo vorrei “studiare” meglio.”
“Il fiscal compact de 2012 (ossia il patto di bilancio europeo che contiene  una serie di regole vincolanti per i paesi membri dell’Ue onde garantire il principio dell’equilibrio di bilancio) è stato per noi una follia – ha incalzato  Argiris Panagopoulos di Syriza.- . Con il nostro partito abbiamo riaperto in  Grecia  la tv pubblica, abbiamo offerto più  servizi sanitari agli immigrati che prima dell’ascesa di Syriza pagavano di più gli stessi servizi  rispetto ai cittadini  ellenici. Inoltre  quello che chiediamo è un’Europa diversa da quella attuale  che tenda ad enfatizzare meno i singoli nazionalismi.”
Basato sui numeri è stato poi l’intervento di Andrea Del Monaco esperto di Fondi Europei e opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno nonché autore del volume “Sud colonia Tedesca? La questione meridionale oggi”  il quale ha dichiarato:  “Che per il Sud  ci sono stati tagli di spesa soprattutto per le infrastrutture e per la  sanità da parte del Governo  (ad esempio Matera designata capitale europea della cultura nel 2019, non ha ancora una stazione ferroviaria) pur   di attenersi al rigore tedesco,  perché  per la Germania “debito” e “colpa” possono considerarsi sinonimi.”

img_5774

Fondato  nel 2007 a  Gaeta,  in provincia  di Latina, il Partito del Sud di cui  Natale Cuccorese  ne è il presidente nazionale (e il cui motto è “ Il momento è adesso”), ha ringraziato due importanti esponenti politici del Sud, che hanno sin da subito mostrato  interesse per questa nuova realtà politica: il sindaco di Puglia Michele Emiliano e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris.
 “Il quadro è devastante,  per il Sud non intravedo futuro – ha commentato Cuccorese nel corso dell’incontro –  la disoccupazione giovanile al Sud  è pari al  58 per cento un po’ meno al Nord dove del resto anche da  li è cominciata già da un paio di anni la fuga dei cervelli verso il Nord Europa. In Germania invece abbiamo il record dell’occupazione soprattutto dopo l’unificazione delle due germanie, è quindi evidente che qualcosa non va in Europa, che di certo  non è più quella di Spinelli.
E per quanto riguarda il referendum costituzionale: “ La Costituzione non va modificata ma va applicata – ha poi aggiunto il presidente nazionale del Partito del Sud – se dovesse vincere il Si, la riforma andrebbe contro gli interessi del Sud,  perché prevede  un regionalismo differenziato che andrà a discapito delle regioni “meno ricche” concedendo a quest’ultime  meno autonomie sulla scuola, sul lavoro e sul turismo. Se vince il Si il nostro stato di colonia sarà costituzionalizzato; con il Partito per il Sud non vogliamo contrapporci al Nord ma piuttosto fare in modo che anche il meridione abbia le sue stesse opportunità, affinché  lo sviluppo del Sud possa essere volano di sviluppo anche per il Nord Italia e per il Nord Europa.”

Dora Dibenedetto


.

Partire dal Mediterraneo per rilanciare l'Europa: incontro con il Partito del Sud Un Meridionalismo Europeo proposto nell'incontro del Partito del Sud con le forze politiche spagnola e greca di Podemos e Syriza




di COSIMO GIUSEPPE PASTORE


Partire dal Sud per rilanciare l'Europa, questa la sfida che il Partito del Sud insieme a Pomedoms e Syriza, partiti rispettivamente spagnolo e greco, hanno proposto in un incontro tenuto alla sala rossa "Palumbieri" del Castello Svevo di Barletta.
Tra gli ospiti anche Michele Emiliano, governatore della Puglia che apre l'incontro, mediato da Michele Dell'Edera (coordinatore regionale Partito del Sud), manifestando la sua condivisione di valori con il Partito del Sud «un partito che guarda al futuro, non al passato» afferma lo stesso Emiliano.
IDEALI COMUNI
Il Sud d'Europa riunito per rilanciare l'Unione partendo dal suo mare principale, il Mediterraneo «culla di innumerevoli culture» dice Dell'Edera, non «cimitero più grande della storia» prosegue Panagopoulos, membro del partito politico greco Syriza. Condivisa l'idea per cui la "diversità" del Sud non debba essere un problema da risolvere, ma una ricchezza da sfruttare, permettendo al Sud Europeo di avere più voce nelle politiche dell'Unione.
«Quella di oggi non è l'Europa delineata da Spinelli, abbiamo un'Europa germanocentrica, un'Europa delle banche», queste le parole di Andrea Balìa, vicepresidente del Partito del Sud, che auspica un'unione solidale di forze e popoli «bisogna essere partigiani, nel senso di resistenti ma anche propositivi», conclude Balìa.
IL SUD ITALIANO
Andrea del Monaco, esperto fondi Europei e opinionista della Gazzetta del Mezzogiorno, riporta dati allarmanti per il Meridione: fondi europei destinati a riequilibrare il divario tra Nord e Sud Italia ridotti a causa del Fiscal Compact.
Ad illustrare le conseguenze di queste politiche, Cuccurese, presidente del Partito del Sud, che analizza la questione Meridionale ricavandone un quadro devastante: «L'emigrazione delle menti migliori dal Sud Italia e l'alto tasso di denatalità nel Meridione sono dati che non garantiscono alcun futuro per il Sud Italia: entro poco tempo il Sud sarà abitato solo da over cinquantenni».
PODEMOS E SIRYZA
Due forze politiche, Podemos (secondo partito in Spagna) e Syriza (primo partito in Grecia)hanno arricchito l'incontro portando le esperienze virtuose di un Sud Europeo che cerca di emergere dalla crisi e di non sottostare alle politiche di austerità dell'Unione Europea.
«Siamo condannati a vincere» questo lo slogan utilizzato da Panagopoulos (Syriza) nel presentare la caparbietà con cui il partito ha cercato di non abbandonare la Grecia al suo destino. «Abbiamo promesso di non lasciare nessuno solo» prosegue l'esponente di Syriza «abbiamo fatto una grande riforma fiscale ed evitato 16 mila licenziamenti».
«Costruire un immaginario per il Sud e proporre un'alternativa politica alle destre spagnole », questa la proposta politica di Podemos in Spagna, afferma l'esponente del partito Fernando Martinez De Carnero.
I partiti e i loro esponenti non hanno potuto non fare riferimento al prossimo referendum costituzionale in Italia, lanciando un monito comune, espresso dalle parole di Panagopoulos: «Noi del Sud godiamo della storia e della sapienza di 3 mila anni, se vogliono stravolgere la vostra costituzione, voi difendetela con i denti».
Fonte: BarlettaLive

.
Leggi tutto »



di COSIMO GIUSEPPE PASTORE


Partire dal Sud per rilanciare l'Europa, questa la sfida che il Partito del Sud insieme a Pomedoms e Syriza, partiti rispettivamente spagnolo e greco, hanno proposto in un incontro tenuto alla sala rossa "Palumbieri" del Castello Svevo di Barletta.
Tra gli ospiti anche Michele Emiliano, governatore della Puglia che apre l'incontro, mediato da Michele Dell'Edera (coordinatore regionale Partito del Sud), manifestando la sua condivisione di valori con il Partito del Sud «un partito che guarda al futuro, non al passato» afferma lo stesso Emiliano.
IDEALI COMUNI
Il Sud d'Europa riunito per rilanciare l'Unione partendo dal suo mare principale, il Mediterraneo «culla di innumerevoli culture» dice Dell'Edera, non «cimitero più grande della storia» prosegue Panagopoulos, membro del partito politico greco Syriza. Condivisa l'idea per cui la "diversità" del Sud non debba essere un problema da risolvere, ma una ricchezza da sfruttare, permettendo al Sud Europeo di avere più voce nelle politiche dell'Unione.
«Quella di oggi non è l'Europa delineata da Spinelli, abbiamo un'Europa germanocentrica, un'Europa delle banche», queste le parole di Andrea Balìa, vicepresidente del Partito del Sud, che auspica un'unione solidale di forze e popoli «bisogna essere partigiani, nel senso di resistenti ma anche propositivi», conclude Balìa.
IL SUD ITALIANO
Andrea del Monaco, esperto fondi Europei e opinionista della Gazzetta del Mezzogiorno, riporta dati allarmanti per il Meridione: fondi europei destinati a riequilibrare il divario tra Nord e Sud Italia ridotti a causa del Fiscal Compact.
Ad illustrare le conseguenze di queste politiche, Cuccurese, presidente del Partito del Sud, che analizza la questione Meridionale ricavandone un quadro devastante: «L'emigrazione delle menti migliori dal Sud Italia e l'alto tasso di denatalità nel Meridione sono dati che non garantiscono alcun futuro per il Sud Italia: entro poco tempo il Sud sarà abitato solo da over cinquantenni».
PODEMOS E SIRYZA
Due forze politiche, Podemos (secondo partito in Spagna) e Syriza (primo partito in Grecia)hanno arricchito l'incontro portando le esperienze virtuose di un Sud Europeo che cerca di emergere dalla crisi e di non sottostare alle politiche di austerità dell'Unione Europea.
«Siamo condannati a vincere» questo lo slogan utilizzato da Panagopoulos (Syriza) nel presentare la caparbietà con cui il partito ha cercato di non abbandonare la Grecia al suo destino. «Abbiamo promesso di non lasciare nessuno solo» prosegue l'esponente di Syriza «abbiamo fatto una grande riforma fiscale ed evitato 16 mila licenziamenti».
«Costruire un immaginario per il Sud e proporre un'alternativa politica alle destre spagnole », questa la proposta politica di Podemos in Spagna, afferma l'esponente del partito Fernando Martinez De Carnero.
I partiti e i loro esponenti non hanno potuto non fare riferimento al prossimo referendum costituzionale in Italia, lanciando un monito comune, espresso dalle parole di Panagopoulos: «Noi del Sud godiamo della storia e della sapienza di 3 mila anni, se vogliono stravolgere la vostra costituzione, voi difendetela con i denti».
Fonte: BarlettaLive

.

Barletta incontra la buona politica e Michele Emiliano



Il sud e il suo rilancio: queste le parole chiave del dibattito svoltosi lo scorso 4 novembre presso la sala “Palumbieri” del Castello Svevo di Barletta.
L’evento, organizzato dal ‘partito del sud’- meridionalisti progressisti ha visto la partecipazione di numerose eccellenze pugliesi, primo tra tutti il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano.
“Il mediterraneo è la frontiera dell’Europa. Il progetto di rilancio non solo del nostro paes,e ma anche degli altri Paesi europei,  deve e può partire dal sud”, ha dichiarato Michele Dell’Edera, vicepresidente nazionale del partito del sud e coordinatore regionale della Puglia. “Questo mare che ci appartiene dovrebbe essere fonte di vita e non di morti. Attraverso nuove politiche questo atteggiamento apparentemente utopistico può realizzarsi”.
Rinascita europea e meridionalismo europeo di primaria importanza. Importanza attribuita anche da Emiliano, l’importante è che “il rifiuto del populismo meridionale non inizi a strumentalizzare il ruolo della politica per creare consensi. Fondamentale  da questo punto di vista sarà il referendum del  4 dicembre: siamo spaventati in quanto il giocattolo politico potrebbe far diventare il governo più rarefatto”.
Fernando Martinez De Carnero del Podemos Italia ha accennato alla situazione spagnola, constatando che “La divisione in regioni crea uno squilibrio territoriale. La divisione nord-sud è presente anche in Spagna. Al giorno d’oggi assistiamo ovunque ad una crisi non solo di rappresentanza ma anche di rappresentanza”.
La tragica e problematica situazione in cui verte l’Europa ( e il sud in particolare) è ben chiara a Argiris Panagopoulos, membro del Dipartimento di politica europea di Syriza: “Io provengo dal sud del sud, per giungere qui a Barletta – ha scherzato –  ho viaggiato verso nord. Per questa macelleria sociale che sta avvenendo c’è un solo rimedio: non lasciare mai nessuno solo. La situazione della mia Grecia non è poi così tanto lontana da quella italiana. C’è anche un altro fattore ad unire i nostri due Paesi: il mare dei cadaveri. Un inizio di ricostruzione sta avvenendo: punto di partenza di quest’ultima sono Lampedusa e Lesbo”.
Dati più concreti quelli presentati da Andrea Del Monaco, esperto Fondi Europei e autore del libro SUD COLONIA TEDESCA?, la questione meridionale oggi. Del Monaco ha presentato dati (consultabili  sulla Gazzetta del Mezzogiorno) importanti. “Se le regole del bilancio europeo non verranno cambiate l’Italia diventerà una colonia tedesca” ha dichiarato l’esperto”.  Uno dei tanti esempi fatti durante la presentazione riguarda i finanziamenti della Napoli, Bari, Lecce, Taranto : “Sono stati tagliati 17 miliardi e mezzo, rinviati come spesa dei 30 miliardi destinati al mezzoggiorno per lo sviluppo e la coesione”. Questa è solo la punta dell’iceberg : tanti altri sono i fondi tagliati per il progresso della nostra regione e di tutte a sud dello stivale.
Con gli interventi di Andrea Balìa (vicepresidente nazionale del Partito del Sud) e Natale Cuccorese (Presidente nazionale del partito del sud) si è concluso il dibattito. “Il dibattito di oggi è antecedente ad un convegno tenutosi a Bari nel 2014. Vogliamo dare il nostro punto di vista e contributo allo sviluppo del nostro Paese. Se riparte il sud, riparte l’intera Italia. Le premesse ci sono tutte, l’importante è continuare a mantenerle” ha concluso Natale Cuccorese.
Incontro fruttuoso quello avvenuto nella città della Disfida, le cui idee verranno scritte in un libro che sarà presto pubblicato.
Fonte: BarlettaNews


.
Leggi tutto »


Il sud e il suo rilancio: queste le parole chiave del dibattito svoltosi lo scorso 4 novembre presso la sala “Palumbieri” del Castello Svevo di Barletta.
L’evento, organizzato dal ‘partito del sud’- meridionalisti progressisti ha visto la partecipazione di numerose eccellenze pugliesi, primo tra tutti il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano.
“Il mediterraneo è la frontiera dell’Europa. Il progetto di rilancio non solo del nostro paes,e ma anche degli altri Paesi europei,  deve e può partire dal sud”, ha dichiarato Michele Dell’Edera, vicepresidente nazionale del partito del sud e coordinatore regionale della Puglia. “Questo mare che ci appartiene dovrebbe essere fonte di vita e non di morti. Attraverso nuove politiche questo atteggiamento apparentemente utopistico può realizzarsi”.
Rinascita europea e meridionalismo europeo di primaria importanza. Importanza attribuita anche da Emiliano, l’importante è che “il rifiuto del populismo meridionale non inizi a strumentalizzare il ruolo della politica per creare consensi. Fondamentale  da questo punto di vista sarà il referendum del  4 dicembre: siamo spaventati in quanto il giocattolo politico potrebbe far diventare il governo più rarefatto”.
Fernando Martinez De Carnero del Podemos Italia ha accennato alla situazione spagnola, constatando che “La divisione in regioni crea uno squilibrio territoriale. La divisione nord-sud è presente anche in Spagna. Al giorno d’oggi assistiamo ovunque ad una crisi non solo di rappresentanza ma anche di rappresentanza”.
La tragica e problematica situazione in cui verte l’Europa ( e il sud in particolare) è ben chiara a Argiris Panagopoulos, membro del Dipartimento di politica europea di Syriza: “Io provengo dal sud del sud, per giungere qui a Barletta – ha scherzato –  ho viaggiato verso nord. Per questa macelleria sociale che sta avvenendo c’è un solo rimedio: non lasciare mai nessuno solo. La situazione della mia Grecia non è poi così tanto lontana da quella italiana. C’è anche un altro fattore ad unire i nostri due Paesi: il mare dei cadaveri. Un inizio di ricostruzione sta avvenendo: punto di partenza di quest’ultima sono Lampedusa e Lesbo”.
Dati più concreti quelli presentati da Andrea Del Monaco, esperto Fondi Europei e autore del libro SUD COLONIA TEDESCA?, la questione meridionale oggi. Del Monaco ha presentato dati (consultabili  sulla Gazzetta del Mezzogiorno) importanti. “Se le regole del bilancio europeo non verranno cambiate l’Italia diventerà una colonia tedesca” ha dichiarato l’esperto”.  Uno dei tanti esempi fatti durante la presentazione riguarda i finanziamenti della Napoli, Bari, Lecce, Taranto : “Sono stati tagliati 17 miliardi e mezzo, rinviati come spesa dei 30 miliardi destinati al mezzoggiorno per lo sviluppo e la coesione”. Questa è solo la punta dell’iceberg : tanti altri sono i fondi tagliati per il progresso della nostra regione e di tutte a sud dello stivale.
Con gli interventi di Andrea Balìa (vicepresidente nazionale del Partito del Sud) e Natale Cuccorese (Presidente nazionale del partito del sud) si è concluso il dibattito. “Il dibattito di oggi è antecedente ad un convegno tenutosi a Bari nel 2014. Vogliamo dare il nostro punto di vista e contributo allo sviluppo del nostro Paese. Se riparte il sud, riparte l’intera Italia. Le premesse ci sono tutte, l’importante è continuare a mantenerle” ha concluso Natale Cuccorese.
Incontro fruttuoso quello avvenuto nella città della Disfida, le cui idee verranno scritte in un libro che sarà presto pubblicato.
Fonte: BarlettaNews


.

Partito del Sud, Questione e Meridionalismo Europei

Il Partito del Sud fa da apripista al 'meridionalismo europeo' e alla 'questione' che da meridionale si fa 'internazionale'

Partito Sud Barletta3
Il Partito del Sud sceglie la cornice del Castello Svevo di Barletta e della sua originale "Sala Rossa" per l’incontro dibattito “Per un’Europa migliore”. Parterre internazionale per discutere del rilancio dell’Italia e dell’Europa, spinto dal Sud e da una forte accelerazione al cambiamento delle politiche, proveniente dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo.

Da Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, a Michele dell’Edera e Andrea Balia, entrambi Vice Presidenti del Partito
, insieme al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza, a Fernando Martinez De Carnero - Podemos Italia, e Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno.
 
partito Sud Barletta2
Nomi di spessore per una sfida di primaria importanza: ripartire dal Sud dell’Italia e dal Sud dell’Europa, per creare un’Europa diversa, migliore e più giusta. “Un’Europa che sia più solidale e che diventi un’Europa dei Popoli”, ha dichiarato Natale Cuccurese, sottolineando che “il Sud Italia non può oltremodo essere colonia di una colonia, di un’Italia cioè essa stessa colonia di questa Europa tecnocratica”.

Sviluppo sostenibile e meridionalismo europeo nel discorso d'apertura di Michele Dell’Edera che, oltre ad essere Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud, ne è anche il Coordinatore della Regione Puglia. Dell’Edera ha ricordando alla platea che, già nel 2014, era stata lanciata con Michele Emiliano, a Bari, l’idea che 'Con il Sud si riparte' (tratta dal libro con medesimo titolo, ndr), secondo cui tutta l’Italia potrà ripartire se a ripartire sarà proprio il suo Sud.

“Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile - ha precisato Dell’Edera - e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità plurale. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione”.

“Oggi siamo qui per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie", ha sottolineato con convinzione Dell'Edera, "Siamo qui per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente".

"Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati", ha proseguito, "Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte e qui mi riferisco soprattutto alle vicende di Taranto, a quelle della Terra dei Fuochi e a tutte quelle che hanno tristemente campeggiato sulle prime pagine dei nostri quotidiani e contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile. Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria. Già solo questo basterebbe ad arginare quelle che sono le annose problematiche che affliggono la nostra Regione e l’intero Sud Italia. In quest’ottica, credo che tra regioni vicine bisognerebbe aiutarsi l’una con l’altra senza divisioni, fare rete, collaborare per il bene reciproco e comune. E credo anche che le regioni dovrebbero essere in diretto contatto con l’Europa. C’è un bellissimo organo a livello europeo, il Comitato delle Regioni, uno spazio dove le Regioni possono intervenire sulle politiche europee, presentando in maniera diretta esigenze territoriali”.

Michele Dell’Edera ha concluso, rinnovando appoggio e la stima reciproca con Michele Emiliano e auspicando per il futuro la nascita di un meridionalismo europeo, grazie al quale i paesi del Sud Europa e del Mediterraneo possano sentirsi coinvolti in proposte e modelli nuovi di sviluppo, aiutando in tal modo l’Europa ad uscire dagli egoismi e dall’intolleranza di cui in certi casi ha dato prova anche alle urne.

Partito Sud Barletta
 
Attesissimo e alquanto lusinghiero, per gli organizzatori dell’evento, l’intervento di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia che ha esordito dichiarando di avere una particolare attenzione nei confronti del Partito del Sud: “Direi una passione, da subito, perché io sento molto nei vostri interventi, e nel vostro modo di fare politica, la mia storia personale politica. Mi riferisco soprattutto al metodo riformista e al rifiuto del populismo meridionale, un populismo che mira a strumentalizzare le paure delle persone per creare consenso”.

"In questo scenario - ha precisato Emiliano - il Partito del Sud ha il merito di non guardare al passato, perché al contrario di molti partiti e movimenti meridionalisti si sforza di guardare al futuro, di costruire ipotesi economiche, sociali e politiche in cui ovviamente ci sia 'il riscatto' da chi nella storia è stato trascurato, qualche volta anche con responsabilità proprie”.

"Perché esiste una scienza - ha spiegato il Presidente della Regione Puglia - la vittimologia, secondo cui le vittime hanno un ruolo nel male che viene loro fatto. Inavvertitamente e spesso, pare,  le vittime pongono in essere atteggiamenti e comportamenti di cui un avversario può avvalersi. E oggi l’avversario è il detentore del capitale ed è molto più sofisticato di un tempo, e ricatta chiunque: potentissime multinazionali, banche, governi".

Partito Sud emiliano
 
"Figuriamoci i molto più indifesi Sud del mondo, i quali però, attenzione, al pari di chi non ha nulla, un asso nella manica ce lo hanno ed è il potere di dire NO, di riuscire con un gesto politico a non dare valore alle regole che l’avversario costruisce con lo scopo di annientarlo. Quando noi riusciremo a ritornare ad un modello economico nel quale produrre beni e servizi sarà più importante, a livello qualitativo, e parlo di qualità della vita, della rendita che da questi beni e servizi si potrà ricavare in termini puramente monetizzabili, avremo restituito al Sud la sua libertà”.

A fargli eco dalle frontiere internazionali Fernando Martinez De Carnero di Podemos, il cui fil rouge dell'intervento è stato dipanato sull’immaginario del Sud, tutto da ricostruire nell'ottica giusta, e non falsata, da quella che resta l’ideologia imperialista di un capitalismo schiacciante: “In questa sede parliamo di Sud a livello globale ed è questo che va ripensato e addirittura reinventato in toto, così come il concetto di “patria”, che è stato per troppo tempo strumentalizzato e lasciato nelle mani delle destre e dei nazionalismi”.

podemos 562x350
 
Per l’esponente di Podemos oggi siamo in un periodo di grande crisi di rappresentanza e di “rappresentazione”,anche, dell’identità comune, e la responsabilità di questa crisi ricade - spesso - sulle stesse sinistre, emerse negli ultimi anni, che non hanno resistito al fascino di un’espansione neoliberista senza precedenti, con la conseguente frammentazione della cosiddetta lotta sociale, che non poteva che sfociare in uno sfaldamento della solidarietà con conseguente agonia dell’individuo.

“La priorità è dunque - per Martinez De Carnero - ricostruire un’alternativa politica, progressista, che parta dal basso, che obbliga ad una riflessione storica e ad una ridefinizione del concetto di nazione che, se non vuole essere un concetto vuoto, non può prescindere dal suo popolo, da quelle che sono cioè le necessità vere di chi in quelle nazioni ci vive e al loro governo deve senza dubbio partecipare”.

Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza, non ha dubbi: "Fare politica, oggi, significa concentrarsi sui problemi reali della gente, gente colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese, che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali".

"Fare politica, oggi - ripete - significa fare un grande lavoro sociale, significa risolvere grandi e piccoli problemi quotidianamente. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, per legittima difesa".
Argiris Panagopoulos
 
“Ecco perché ho accettato immediatamente il vostro invito a questo dibattito", ha ribadito Panagopoulos, "perché credo che popoli con una cultura e una sapienza millenaria, popoli che hanno fatto da sempre dell’accoglienza e della tolleranza i propri principi basilari, popoli che della democrazia sono stati i padri, non possano che tentare di arginare con tutte le proprie energie questa deriva egoistica e addirittura estremista di un’Europa, che dovrebbe aiutare e non ostacolare il progresso di ciascuno degli stati membri con ricatti e ultimatum vergognosi".

"Chiunque attenti ai diritti costituzionali dei popoli, al suo sistema sanitario, alla dignità dei più deboli, deve essere fermato", ha avvertito, "Molte cose uniscono la Grecia all’Italia: l’arte, la filosofia, discipline ed eventi storici che in questa sede è forse superfluo ricordare. Ma una su tutte è sicuramente il Mediterraneo e il suo andirivieni di genti e di pensiero. Chi avrebbe immaginato mai che il Mediterraneo sarebbe diventato un mare di cadaveri?”.

“In pochi mesi sono passati dalla Grecia un milione e duecentomila persone", ha ricordato il leader di Syriza, "E sapete cosa? Noi non abbiamo cacciato nessuno. I più poveri dei poveri hanno aperto le loro case e hanno accolto con amicizia e come da imperativo morale queste persone in fuga dall’orrore della guerra. Sulle spiagge di Lesbo e di Lampedusa gli esempi di grande umanità non si contano e oggi, più dei millenni di storia, ad unirci è questo. Questa umanità che pochi possono vantare di avere, presi come sono dalla burocrazia, da conti economici che non tornano e dai tagli obbligatori che devono diminuire i debiti pubblici di cui non i popoli, ma ben altri, sono responsabili”.

PARITITO SUD logonuovo
 
Infine Panagopoulos ha segnalato che per imporsi all’attenzione dell’Europa non bisogna partire in grande stile.Syriza aveva un piccolo 4,7% in Parlamento, ma è sceso per 4 anni nelle piazze dicendo “Siamo condannati a vincere” e “sebbene avessimo tutti contro, stampa e giornali greci compresi, così come succede in Italia”, abbiamo vinto due elezioni e ci siamo imposti all’attenzione internazionale come non capitava ad un partito politico da anni, con grande favore e appoggio popolare”.

Porti strategici, unificazione della dorsali tirrenica e adriatica e “costruzione di città policentriche” sono stati i tre punti cruciali indicati da Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno. Che ha illustrato in anteprima alla platea del Convegno il suo libro “Sud, colonia tedesca? La questione meridionale oggi”, per spiegare il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo. Numeri alla mano, numeri forti, ed esempi eclatanti di mancata programmazione nazionale ed europea di investimenti infrastrutturali, su cui i soldi dovrebbero essere spesi.

“Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati", ha evidenziato Del Monaco, "Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica, a mio parere, fondamentale”.

Del Monaco Andrea
 
"Seconda questione, per Del Monaco: "Grazie alla unificazione della dorsale ferroviaria tirrenica e della dorsale ferroviaria adriatica, passando per Potenza e Matera, noi uniremmo l’Adriatico e il Tirreno, cosa che al momento non esiste.“Perché se io da Torno a Venezia in treno ci impiego quattro ore, per andare invece da Bari a Reggio Calabria ce ne metto nove. Ciò non può che penalizzare le aziende del Sud, costrette ad armare pulmini, o comunque trasporti su gomma, per portare le proprie merci nelle città della stessa regione o delle regioni attigue.

E di Matera, capitale della Cultura Europea nel 2019, che non ha una stazione ferroviaria che dire? Che forse le società che detengono gli autobus avrebbero un calo? Ma uno Stato serio fa una stazione, non è che si fa influenzare dalle compagnie di trasporto su gomma”.

Il terzo punto su cui si dovrebbe investire, secondo Del Monaco, riguarda sicuramente la costruzione di città policentriche, ovvero aree geografiche abbastanza ampie nelle regioni del Sud, nelle quali, riattivando le reti ferroviarie locali, le aziende avrebbero la possibilità di dialogare, collaborare e spostare le merci in poco tempo.

Andrea Balia, Vice Presidente del Partito del Sud, riallacciandosi alle parole di Michele Emiliano si è soffermato su una precisazione ideologica e una presa di posizione politica, che non è mai inutile ribadire per un partito che, in tempi non sospetti, ha deciso coraggiosamente di mettere nel suo nome la parola Sud: “Il Partito del Sud è un partito meridionalista progressista riformista. Un partito che, come ha sottolineato il Presidente Emiliano in apertura, non ha come suo obiettivo la mera rivendicazione storica di un passato che, sebbene glorioso, non può essere anteposto a quelle che sono le priorità odierne: dare al Sud le stesse opportunità e gli stessi diritti come da Costituzione Repubblicana, articoli 3 e 4 per chi volesse andare a vedere cosa c’è scritto dal 1946, e fare del Sud un motore propulsore di sviluppo per tutto il Paese. Perché “Con il Sud si riparte” non è uno slogan da campagna elettorale, ma una nostra ferrea convinzione: se si dà al Sud il modo di ripartire, a ripartire sarà tutta l’Italia e finalmente sarà un’Italia unita non solo sulla carta, ma nei fatti”.

Balia fa sostanzialmente una distinzione tra meridionalismo progressista, quello del Partito di cui è Vice Presidente, e “sudismo”, che poi è un po’ quello che il Presidente della Regione Puglia ha definito populismo meridionale: “Meridionalismo è un concetto che ha una sua etimologia precisa, una sua storia, suoi padri fondatori. Per il Sud, per la difesa dei Sud, bisogna essere partigiani, di parte, di resistenza”, tiene a sottolineare Balia. “Il sudismo è generico: sui suoi temi e sulla necessità di una verità storica, siamo tutti d’accordo, ci mancherebbe, ma senza un’analisi e una storia politica di riferimento, senza un vigoroso tendere al futuro, e non al passato, secondo noi, non è pagante”. Il Sud Italia ha bisogno di poter mettere a frutto le proprie potenzialità, nel rispetto delle sue radici e delle sue peculiarità. Deve poter recuperare mestieri e competenze autoctone, la “terra” come simbolo e sapienza, anche agricola. E, per dare valore ai frutti di questa terra, dovranno essere messi a punto, concordati e sviluppati, con grande cautela meccanismi virtuosi di scambi commerciali”.

"In più, ovviamente, non si può non pensare all’esigenza di dover rivalorizzarequella che è la punta di diamante non solo del Sud Italia, ma di tutto il Sud Europa: cultura e turismo. A tal fine, il Sud dell’Europa - secondo Balia - può essere una realtà federale ben definita, con al suo interno applicato lo stesso concetto federativo tra i vari paesi, nel rispetto delle reciproche autonomie economiche, amministrative e gestionali”.

La “questione meridionale”, infine, da questione nazionale irrisolta, diventa “questione internazionale” nell'intervento di chiusura - dopo una giornata molto intensa e proficua - di Natale Cuccurese, Presidente Nazionale del Partito del Sud, che, con tipico accento emiliano (è nato nel Sud, ma vive da molti anni a Reggio Emilia, ndr), non può che ricordare ogni volta a chiunque lo ascolti parlare di diritti del Mezzogiorno d’Italia, che la questione meridionale va ben oltre gli interessi particolaristici di una zona del Paese e che, al contrario, riguarda l’Italia nella sua interezza, considerando anche che al nord risiedono 14 milioni di cittadini di origine meridionale.

“Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. Solo con il Sud si riparte!”

Facendo riferimento all’analisi di alcuni dati macroeconomici recenti, la situazione del Sud Italia, per Cuccurese, non è solo preoccupante, ma è devastante, e senza futuro se non si interviene rapidamente: “L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Negli ultimi due-tre anni c’è una novità che non ci conforta: si inizia ad emigrare anche dal Nord, perché con le politiche di austerità europea, la crisi, che magari non è cruenta come al Sud, ha investito in pieno anche il Nord del Paese. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato".

"Persone che per trovare lavoro vanno in Paesi dove con molta probabilità si costruiranno una famiglia e da cui difficilmente torneranno nei territori di nascita”. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di una settimana fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. “Siamo nei fatti colonia di una colonia”, ha dichiarato Cuccurese. “L’Italia, che con la sua Confindustria non si oppone ai potentati nordeuropei è nei fatti colonia. E il Sud è, quindi, a sua volta colonia di una colonia e questo è storicamente sempre più evidente”.

Scenari altrettanto cupi dipingono, secondo Cuccurese, i dati sulla denatalità che, al Sud, al contrario che in passato, è oggi più alta che al Nord: "Questo sostanzialmente significa che, tra quindici/vent’anni, il Sud sarà spopolato e abitato da una popolazione certo non giovanissima che avrà necessità dettate dall’invecchiamento e porterà con sé una serie di problematiche che non possono essere sottovalutate già oggi, dato l’abbattimento progressivo del welfare di cui siamo tutti testimoni, i continui tagli alla Sanità pubblica e il problema delle pensioni. Allarmante per il Presidente del Partito anche la questione povertà, “se pensiamo che nei centri Caritas per la prima volta gli italiani superano gli extra comunitari”.

"Detto questo, parlare di lotta di classe oggi è sicuramente bollato come demodé.Ciò non significa che questa lotta non sia tuttora in corso e che a vincere, anzi a stravincere, contro le classi popolari siano i poteri che definiamo forti. Anche perché i media, televisioni e giornali, lottano insieme a loro. L’Italia, per chi non lo sapesse è al 77º posto per libertà di stampa nel mondo. Una stampa che spesso, tranne qualche meritoria eccezione, non solo discrimina i meridionali, con l’obiettivo di tenerci in uno stato di sudditanza, ma che rappresenta anche un problema per quella che dovrebbe essere una corretta, esaustiva e indipendente informazione su tematiche di interesse pubblico e che inevitabilmente si ripercuote sulle scelte politiche, apparentemente libere ma in realtà condizionate, che gli italiani sono chiamati a fare nelle cabine elettorali; dove alla rabbia e al disgusto per la politica, si aggiunge una sempre maggiore disinformazione di regime, pericolosa per lo stato della democrazia reale nel nostro paese. Quello che auspico dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale".

"Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa".

(gelormini@affaritaliani.it)




.
Leggi tutto »

Il Partito del Sud fa da apripista al 'meridionalismo europeo' e alla 'questione' che da meridionale si fa 'internazionale'

Partito Sud Barletta3
Il Partito del Sud sceglie la cornice del Castello Svevo di Barletta e della sua originale "Sala Rossa" per l’incontro dibattito “Per un’Europa migliore”. Parterre internazionale per discutere del rilancio dell’Italia e dell’Europa, spinto dal Sud e da una forte accelerazione al cambiamento delle politiche, proveniente dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo.

Da Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, a Michele dell’Edera e Andrea Balia, entrambi Vice Presidenti del Partito
, insieme al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza, a Fernando Martinez De Carnero - Podemos Italia, e Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno.
 
partito Sud Barletta2
Nomi di spessore per una sfida di primaria importanza: ripartire dal Sud dell’Italia e dal Sud dell’Europa, per creare un’Europa diversa, migliore e più giusta. “Un’Europa che sia più solidale e che diventi un’Europa dei Popoli”, ha dichiarato Natale Cuccurese, sottolineando che “il Sud Italia non può oltremodo essere colonia di una colonia, di un’Italia cioè essa stessa colonia di questa Europa tecnocratica”.

Sviluppo sostenibile e meridionalismo europeo nel discorso d'apertura di Michele Dell’Edera che, oltre ad essere Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud, ne è anche il Coordinatore della Regione Puglia. Dell’Edera ha ricordando alla platea che, già nel 2014, era stata lanciata con Michele Emiliano, a Bari, l’idea che 'Con il Sud si riparte' (tratta dal libro con medesimo titolo, ndr), secondo cui tutta l’Italia potrà ripartire se a ripartire sarà proprio il suo Sud.

“Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile - ha precisato Dell’Edera - e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità plurale. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione”.

“Oggi siamo qui per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie", ha sottolineato con convinzione Dell'Edera, "Siamo qui per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente".

"Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati", ha proseguito, "Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte e qui mi riferisco soprattutto alle vicende di Taranto, a quelle della Terra dei Fuochi e a tutte quelle che hanno tristemente campeggiato sulle prime pagine dei nostri quotidiani e contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile. Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria. Già solo questo basterebbe ad arginare quelle che sono le annose problematiche che affliggono la nostra Regione e l’intero Sud Italia. In quest’ottica, credo che tra regioni vicine bisognerebbe aiutarsi l’una con l’altra senza divisioni, fare rete, collaborare per il bene reciproco e comune. E credo anche che le regioni dovrebbero essere in diretto contatto con l’Europa. C’è un bellissimo organo a livello europeo, il Comitato delle Regioni, uno spazio dove le Regioni possono intervenire sulle politiche europee, presentando in maniera diretta esigenze territoriali”.

Michele Dell’Edera ha concluso, rinnovando appoggio e la stima reciproca con Michele Emiliano e auspicando per il futuro la nascita di un meridionalismo europeo, grazie al quale i paesi del Sud Europa e del Mediterraneo possano sentirsi coinvolti in proposte e modelli nuovi di sviluppo, aiutando in tal modo l’Europa ad uscire dagli egoismi e dall’intolleranza di cui in certi casi ha dato prova anche alle urne.

Partito Sud Barletta
 
Attesissimo e alquanto lusinghiero, per gli organizzatori dell’evento, l’intervento di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia che ha esordito dichiarando di avere una particolare attenzione nei confronti del Partito del Sud: “Direi una passione, da subito, perché io sento molto nei vostri interventi, e nel vostro modo di fare politica, la mia storia personale politica. Mi riferisco soprattutto al metodo riformista e al rifiuto del populismo meridionale, un populismo che mira a strumentalizzare le paure delle persone per creare consenso”.

"In questo scenario - ha precisato Emiliano - il Partito del Sud ha il merito di non guardare al passato, perché al contrario di molti partiti e movimenti meridionalisti si sforza di guardare al futuro, di costruire ipotesi economiche, sociali e politiche in cui ovviamente ci sia 'il riscatto' da chi nella storia è stato trascurato, qualche volta anche con responsabilità proprie”.

"Perché esiste una scienza - ha spiegato il Presidente della Regione Puglia - la vittimologia, secondo cui le vittime hanno un ruolo nel male che viene loro fatto. Inavvertitamente e spesso, pare,  le vittime pongono in essere atteggiamenti e comportamenti di cui un avversario può avvalersi. E oggi l’avversario è il detentore del capitale ed è molto più sofisticato di un tempo, e ricatta chiunque: potentissime multinazionali, banche, governi".

Partito Sud emiliano
 
"Figuriamoci i molto più indifesi Sud del mondo, i quali però, attenzione, al pari di chi non ha nulla, un asso nella manica ce lo hanno ed è il potere di dire NO, di riuscire con un gesto politico a non dare valore alle regole che l’avversario costruisce con lo scopo di annientarlo. Quando noi riusciremo a ritornare ad un modello economico nel quale produrre beni e servizi sarà più importante, a livello qualitativo, e parlo di qualità della vita, della rendita che da questi beni e servizi si potrà ricavare in termini puramente monetizzabili, avremo restituito al Sud la sua libertà”.

A fargli eco dalle frontiere internazionali Fernando Martinez De Carnero di Podemos, il cui fil rouge dell'intervento è stato dipanato sull’immaginario del Sud, tutto da ricostruire nell'ottica giusta, e non falsata, da quella che resta l’ideologia imperialista di un capitalismo schiacciante: “In questa sede parliamo di Sud a livello globale ed è questo che va ripensato e addirittura reinventato in toto, così come il concetto di “patria”, che è stato per troppo tempo strumentalizzato e lasciato nelle mani delle destre e dei nazionalismi”.

podemos 562x350
 
Per l’esponente di Podemos oggi siamo in un periodo di grande crisi di rappresentanza e di “rappresentazione”,anche, dell’identità comune, e la responsabilità di questa crisi ricade - spesso - sulle stesse sinistre, emerse negli ultimi anni, che non hanno resistito al fascino di un’espansione neoliberista senza precedenti, con la conseguente frammentazione della cosiddetta lotta sociale, che non poteva che sfociare in uno sfaldamento della solidarietà con conseguente agonia dell’individuo.

“La priorità è dunque - per Martinez De Carnero - ricostruire un’alternativa politica, progressista, che parta dal basso, che obbliga ad una riflessione storica e ad una ridefinizione del concetto di nazione che, se non vuole essere un concetto vuoto, non può prescindere dal suo popolo, da quelle che sono cioè le necessità vere di chi in quelle nazioni ci vive e al loro governo deve senza dubbio partecipare”.

Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza, non ha dubbi: "Fare politica, oggi, significa concentrarsi sui problemi reali della gente, gente colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese, che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali".

"Fare politica, oggi - ripete - significa fare un grande lavoro sociale, significa risolvere grandi e piccoli problemi quotidianamente. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, per legittima difesa".
Argiris Panagopoulos
 
“Ecco perché ho accettato immediatamente il vostro invito a questo dibattito", ha ribadito Panagopoulos, "perché credo che popoli con una cultura e una sapienza millenaria, popoli che hanno fatto da sempre dell’accoglienza e della tolleranza i propri principi basilari, popoli che della democrazia sono stati i padri, non possano che tentare di arginare con tutte le proprie energie questa deriva egoistica e addirittura estremista di un’Europa, che dovrebbe aiutare e non ostacolare il progresso di ciascuno degli stati membri con ricatti e ultimatum vergognosi".

"Chiunque attenti ai diritti costituzionali dei popoli, al suo sistema sanitario, alla dignità dei più deboli, deve essere fermato", ha avvertito, "Molte cose uniscono la Grecia all’Italia: l’arte, la filosofia, discipline ed eventi storici che in questa sede è forse superfluo ricordare. Ma una su tutte è sicuramente il Mediterraneo e il suo andirivieni di genti e di pensiero. Chi avrebbe immaginato mai che il Mediterraneo sarebbe diventato un mare di cadaveri?”.

“In pochi mesi sono passati dalla Grecia un milione e duecentomila persone", ha ricordato il leader di Syriza, "E sapete cosa? Noi non abbiamo cacciato nessuno. I più poveri dei poveri hanno aperto le loro case e hanno accolto con amicizia e come da imperativo morale queste persone in fuga dall’orrore della guerra. Sulle spiagge di Lesbo e di Lampedusa gli esempi di grande umanità non si contano e oggi, più dei millenni di storia, ad unirci è questo. Questa umanità che pochi possono vantare di avere, presi come sono dalla burocrazia, da conti economici che non tornano e dai tagli obbligatori che devono diminuire i debiti pubblici di cui non i popoli, ma ben altri, sono responsabili”.

PARITITO SUD logonuovo
 
Infine Panagopoulos ha segnalato che per imporsi all’attenzione dell’Europa non bisogna partire in grande stile.Syriza aveva un piccolo 4,7% in Parlamento, ma è sceso per 4 anni nelle piazze dicendo “Siamo condannati a vincere” e “sebbene avessimo tutti contro, stampa e giornali greci compresi, così come succede in Italia”, abbiamo vinto due elezioni e ci siamo imposti all’attenzione internazionale come non capitava ad un partito politico da anni, con grande favore e appoggio popolare”.

Porti strategici, unificazione della dorsali tirrenica e adriatica e “costruzione di città policentriche” sono stati i tre punti cruciali indicati da Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno. Che ha illustrato in anteprima alla platea del Convegno il suo libro “Sud, colonia tedesca? La questione meridionale oggi”, per spiegare il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo. Numeri alla mano, numeri forti, ed esempi eclatanti di mancata programmazione nazionale ed europea di investimenti infrastrutturali, su cui i soldi dovrebbero essere spesi.

“Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati", ha evidenziato Del Monaco, "Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica, a mio parere, fondamentale”.

Del Monaco Andrea
 
"Seconda questione, per Del Monaco: "Grazie alla unificazione della dorsale ferroviaria tirrenica e della dorsale ferroviaria adriatica, passando per Potenza e Matera, noi uniremmo l’Adriatico e il Tirreno, cosa che al momento non esiste.“Perché se io da Torno a Venezia in treno ci impiego quattro ore, per andare invece da Bari a Reggio Calabria ce ne metto nove. Ciò non può che penalizzare le aziende del Sud, costrette ad armare pulmini, o comunque trasporti su gomma, per portare le proprie merci nelle città della stessa regione o delle regioni attigue.

E di Matera, capitale della Cultura Europea nel 2019, che non ha una stazione ferroviaria che dire? Che forse le società che detengono gli autobus avrebbero un calo? Ma uno Stato serio fa una stazione, non è che si fa influenzare dalle compagnie di trasporto su gomma”.

Il terzo punto su cui si dovrebbe investire, secondo Del Monaco, riguarda sicuramente la costruzione di città policentriche, ovvero aree geografiche abbastanza ampie nelle regioni del Sud, nelle quali, riattivando le reti ferroviarie locali, le aziende avrebbero la possibilità di dialogare, collaborare e spostare le merci in poco tempo.

Andrea Balia, Vice Presidente del Partito del Sud, riallacciandosi alle parole di Michele Emiliano si è soffermato su una precisazione ideologica e una presa di posizione politica, che non è mai inutile ribadire per un partito che, in tempi non sospetti, ha deciso coraggiosamente di mettere nel suo nome la parola Sud: “Il Partito del Sud è un partito meridionalista progressista riformista. Un partito che, come ha sottolineato il Presidente Emiliano in apertura, non ha come suo obiettivo la mera rivendicazione storica di un passato che, sebbene glorioso, non può essere anteposto a quelle che sono le priorità odierne: dare al Sud le stesse opportunità e gli stessi diritti come da Costituzione Repubblicana, articoli 3 e 4 per chi volesse andare a vedere cosa c’è scritto dal 1946, e fare del Sud un motore propulsore di sviluppo per tutto il Paese. Perché “Con il Sud si riparte” non è uno slogan da campagna elettorale, ma una nostra ferrea convinzione: se si dà al Sud il modo di ripartire, a ripartire sarà tutta l’Italia e finalmente sarà un’Italia unita non solo sulla carta, ma nei fatti”.

Balia fa sostanzialmente una distinzione tra meridionalismo progressista, quello del Partito di cui è Vice Presidente, e “sudismo”, che poi è un po’ quello che il Presidente della Regione Puglia ha definito populismo meridionale: “Meridionalismo è un concetto che ha una sua etimologia precisa, una sua storia, suoi padri fondatori. Per il Sud, per la difesa dei Sud, bisogna essere partigiani, di parte, di resistenza”, tiene a sottolineare Balia. “Il sudismo è generico: sui suoi temi e sulla necessità di una verità storica, siamo tutti d’accordo, ci mancherebbe, ma senza un’analisi e una storia politica di riferimento, senza un vigoroso tendere al futuro, e non al passato, secondo noi, non è pagante”. Il Sud Italia ha bisogno di poter mettere a frutto le proprie potenzialità, nel rispetto delle sue radici e delle sue peculiarità. Deve poter recuperare mestieri e competenze autoctone, la “terra” come simbolo e sapienza, anche agricola. E, per dare valore ai frutti di questa terra, dovranno essere messi a punto, concordati e sviluppati, con grande cautela meccanismi virtuosi di scambi commerciali”.

"In più, ovviamente, non si può non pensare all’esigenza di dover rivalorizzarequella che è la punta di diamante non solo del Sud Italia, ma di tutto il Sud Europa: cultura e turismo. A tal fine, il Sud dell’Europa - secondo Balia - può essere una realtà federale ben definita, con al suo interno applicato lo stesso concetto federativo tra i vari paesi, nel rispetto delle reciproche autonomie economiche, amministrative e gestionali”.

La “questione meridionale”, infine, da questione nazionale irrisolta, diventa “questione internazionale” nell'intervento di chiusura - dopo una giornata molto intensa e proficua - di Natale Cuccurese, Presidente Nazionale del Partito del Sud, che, con tipico accento emiliano (è nato nel Sud, ma vive da molti anni a Reggio Emilia, ndr), non può che ricordare ogni volta a chiunque lo ascolti parlare di diritti del Mezzogiorno d’Italia, che la questione meridionale va ben oltre gli interessi particolaristici di una zona del Paese e che, al contrario, riguarda l’Italia nella sua interezza, considerando anche che al nord risiedono 14 milioni di cittadini di origine meridionale.

“Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. Solo con il Sud si riparte!”

Facendo riferimento all’analisi di alcuni dati macroeconomici recenti, la situazione del Sud Italia, per Cuccurese, non è solo preoccupante, ma è devastante, e senza futuro se non si interviene rapidamente: “L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Negli ultimi due-tre anni c’è una novità che non ci conforta: si inizia ad emigrare anche dal Nord, perché con le politiche di austerità europea, la crisi, che magari non è cruenta come al Sud, ha investito in pieno anche il Nord del Paese. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato".

"Persone che per trovare lavoro vanno in Paesi dove con molta probabilità si costruiranno una famiglia e da cui difficilmente torneranno nei territori di nascita”. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di una settimana fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. “Siamo nei fatti colonia di una colonia”, ha dichiarato Cuccurese. “L’Italia, che con la sua Confindustria non si oppone ai potentati nordeuropei è nei fatti colonia. E il Sud è, quindi, a sua volta colonia di una colonia e questo è storicamente sempre più evidente”.

Scenari altrettanto cupi dipingono, secondo Cuccurese, i dati sulla denatalità che, al Sud, al contrario che in passato, è oggi più alta che al Nord: "Questo sostanzialmente significa che, tra quindici/vent’anni, il Sud sarà spopolato e abitato da una popolazione certo non giovanissima che avrà necessità dettate dall’invecchiamento e porterà con sé una serie di problematiche che non possono essere sottovalutate già oggi, dato l’abbattimento progressivo del welfare di cui siamo tutti testimoni, i continui tagli alla Sanità pubblica e il problema delle pensioni. Allarmante per il Presidente del Partito anche la questione povertà, “se pensiamo che nei centri Caritas per la prima volta gli italiani superano gli extra comunitari”.

"Detto questo, parlare di lotta di classe oggi è sicuramente bollato come demodé.Ciò non significa che questa lotta non sia tuttora in corso e che a vincere, anzi a stravincere, contro le classi popolari siano i poteri che definiamo forti. Anche perché i media, televisioni e giornali, lottano insieme a loro. L’Italia, per chi non lo sapesse è al 77º posto per libertà di stampa nel mondo. Una stampa che spesso, tranne qualche meritoria eccezione, non solo discrimina i meridionali, con l’obiettivo di tenerci in uno stato di sudditanza, ma che rappresenta anche un problema per quella che dovrebbe essere una corretta, esaustiva e indipendente informazione su tematiche di interesse pubblico e che inevitabilmente si ripercuote sulle scelte politiche, apparentemente libere ma in realtà condizionate, che gli italiani sono chiamati a fare nelle cabine elettorali; dove alla rabbia e al disgusto per la politica, si aggiunge una sempre maggiore disinformazione di regime, pericolosa per lo stato della democrazia reale nel nostro paese. Quello che auspico dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale".

"Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa".

(gelormini@affaritaliani.it)




.

domenica 6 novembre 2016

Barletta | Partito del Sud: un convegno per il Mediterraneo

https://www.youtube.com/watch?v=48B7Q9yHOhI&feature=youtu.be

Leggi tutto »
https://www.youtube.com/watch?v=48B7Q9yHOhI&feature=youtu.be

BARLETTA IL PARTITO DEL SUD PROMUOVE UN PROGETTO PER IL SUD, IL PAESE, L' EUROPA - TELEREGIONE


https://www.youtube.com/watch?v=OoawvVCEnI8&feature=youtu.be

Leggi tutto »

https://www.youtube.com/watch?v=OoawvVCEnI8&feature=youtu.be

lunedì 31 ottobre 2016

Per un’Europa migliore: Un Progetto per il Sud, il Paese, l’Europa





È possibile che un progetto di rilancio del Paese e dell’Europa parta proprio dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo?
È questa la sfida che vuole cogliere e lanciare il convegno organizzato dal Partito del Sud, il 4 novembre e che vede tra gli ospiti il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

Abbiamo grande fiducia nelle capacità dei popoli che abitano le terre del Sud e nella loro diversità che è sempre risorsa e ricchezza da valorizzare e non problema da risolvere. Lo faremo con l’aiuto di esperti di fondi europei, con chi si occupa di sociale da sempre, con gli amici greci di Syriza e spagnoli di Podemos, con gli uomini e le donne del Partito del Sud.

Proveremo ad entrare nel merito delle questioni, tirando fuori dai contributi dei singoli relatori e dai lavori:

                   Un Progetto per il Sud, il Paese, l’Europa 

L’appuntamento, dunque, è per il 4 novembre alle 17 presso la sala rossa del Castello Svevo di Barletta. L’evento è aperto a tutti i cittadini e movimenti che vogliano assistere ai lavori e magari dare il loro contributo.

Michele Emiliano - Governatore della Regione Puglia

Andrea Balìa - Vicepresidente - Partito del Sud

Natale Cuccurese - Presidente - Partito del Sud

Fernando Martinez De Carnero - Podemos Italia

Michele Dell’Edera - Coordinatore Regionale Puglia - Partito del Sud

Andrea Del Monaco - Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno, autore del volume “SUD COLONIA TEDESCA?, la questione meridionale oggi”

Pietro Golia - Editore “Controcorrente” - Napoli - Giornalista

Argiris Panagopoulos - Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza

Antonio Russo - Segretario di Presidenza nazionale Acli Responsabile Politiche sociali e welfare





Leggi tutto »




È possibile che un progetto di rilancio del Paese e dell’Europa parta proprio dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo?
È questa la sfida che vuole cogliere e lanciare il convegno organizzato dal Partito del Sud, il 4 novembre e che vede tra gli ospiti il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

Abbiamo grande fiducia nelle capacità dei popoli che abitano le terre del Sud e nella loro diversità che è sempre risorsa e ricchezza da valorizzare e non problema da risolvere. Lo faremo con l’aiuto di esperti di fondi europei, con chi si occupa di sociale da sempre, con gli amici greci di Syriza e spagnoli di Podemos, con gli uomini e le donne del Partito del Sud.

Proveremo ad entrare nel merito delle questioni, tirando fuori dai contributi dei singoli relatori e dai lavori:

                   Un Progetto per il Sud, il Paese, l’Europa 

L’appuntamento, dunque, è per il 4 novembre alle 17 presso la sala rossa del Castello Svevo di Barletta. L’evento è aperto a tutti i cittadini e movimenti che vogliano assistere ai lavori e magari dare il loro contributo.

Michele Emiliano - Governatore della Regione Puglia

Andrea Balìa - Vicepresidente - Partito del Sud

Natale Cuccurese - Presidente - Partito del Sud

Fernando Martinez De Carnero - Podemos Italia

Michele Dell’Edera - Coordinatore Regionale Puglia - Partito del Sud

Andrea Del Monaco - Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno, autore del volume “SUD COLONIA TEDESCA?, la questione meridionale oggi”

Pietro Golia - Editore “Controcorrente” - Napoli - Giornalista

Argiris Panagopoulos - Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza

Antonio Russo - Segretario di Presidenza nazionale Acli Responsabile Politiche sociali e welfare





In vista dell’appuntamento del 4 novembre a Barletta - Un progetto per il Sud del Paese: intervista a Sabrina Di Carlo, coordinatrice del Partito del SUD - San Severo




DI CARLO: "La nostra idea è quella di un Meridione nuovo che ha voglia di proporre, un Meridione di eccellenze, di legalità, di lotta al malaffare. Il Meridione degli onesti che desidera affermare con forza la propria dignità e giocare il ruolo che gli compete in ambito nazionale ed internazionale....".

di Piero Mastroiorio 

E’ possibile che un progetto di rilancio del Paese e dell’Europa parta proprio dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo?
E’ questa la sfida che vuole cogliere e lanciare il convegno organizzato dal Partito del Sud il 4 novembre 2016 e che vede tra gli ospiti il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. 

Nel 2014 il “Partito del Sud” lanciò la sfida di pensare a un’Italia che riparta da Sud, ne hanno fatto un progetto e un libro lavorando sul concetto di “Con il Sud si Riparte”. 

Da allora ad oggi di strada ne è stata fatta, tanta che il prossimo 4 novembre 2016, a Barletta, gli esponenti del PdelSUD aggiungeranno un altro tassello: la possibilità che siano i Sud d’Europa a far cambiare visione e politiche a un’Europa e a Governi che antepongono sempre più il dato finanziario, di bilancio e di produzione industriale all’attenzione alle persone, all’ambiente in cui vivono, alla loro salute, alla dignità che genera il lavoro, alla forza della partecipazione aperta e democratica alle decisioni da parte dei cittadini, alle sfide che impongono le migrazioni e il mutamento della società.

Nell’appuntamento del 4 novembre a Barletta gli esponenti del PdelSUD proveranno ad entrare nel merito delle questioni, tirando fuori dai contributi dei singoli relatori e dai lavori: un Progetto per il Sud, il Paese, l’Europa. Lo faranno con un’ottica di grande fiducia nei confronti delle capacità dei popoli che abitano le terre del Sud e alla loro diversità che è sempre risorsa e ricchezza da valorizzare e non problema da risolvere, nonché, con l’aiuto di esperti di fondi europei, con chi si occupa di sociale da sempre, con i greci di Syriza e gli spagnoli di Podemos, con gli uomini e le donne del Partito del Sud. 

 In attesa dell’appuntamento del 4 novembre a Barletta, abbiamo posto alcune domande a Sabrina Di Carlo, coordinatrice del Partito del Sud - San Severo Città Ribelle: 

Perché nato il Partito del SUD? 
Da troppo tempo il sud non si è dato una rappresentanza politica ed è ormai una necessità avvertita da tutti coloro che hanno a cuore le sorti del sud. Su questo vuoto politico molti se ne approfittano. Occorre mobilitarsi per battere antiche e nuove umiliazioni, I saccheggi, le disoccupazioni e le miserie della precarietà che si profilano all’orizzonte.

Qual'è l’obiettivo prioritario del Partito del SUD? 
L’obiettivo prioritario del Partito del Sud è quello della difesa e promozione dell’identità, delle istanze e degli interessi del Sud e della comunità meridionale, in Italia e nel mondo.

Come si colloca il Partito del Sud nello scenario politico italiano? 
Dalla sua nascita ad oggi la linea politica del partito si è andata sempre più definendosi fino all’attuale Meridionalisti e Progressisti. Il Partito del Sud si ispira ai grandi artefici del pensiero meridionalista storico: Antonio Gramsci, Guido Dorso, Gaetano Salvemini e, consequenzialmente, un posizionamento naturale a sinistra, o comunque nell’area del centrosinistra.

Quali sono i vostri punti cardine per cambiare la politica italiana? 
La nostra idea è quella di un Meridione nuovo che ha voglia di proporre, un Meridione di eccellenze, di legalità, di lotta al malaffare. Il Meridione degli onesti che desidera affermare con forza la propria dignità e giocare il ruolo che gli compete in ambito nazionale, europeo e internazionale.

Se vi si desse la possibilità di cambiare oltre al Senato, Camera, Regioni e Province? Eventualmente quali organi potrebbero essere eliminati e perché? 
 La rinascita del Sud parte dal rispetto dell’attuale Costituzione e dalla sua applicazione. Il Partito del Sud si propone di affermare in Italia una riforma costituzionale che consenta alle identità territoriali di promuovere uno sviluppo autodeterminato e sostenibile coerente con la propria storia e vocazione. Sottolineando che l’articolo 5 della Costituzione Repubblicana Italiana rispetta le autonomie locali, e quindi il movimento persegue una riforma che consenta una gestione la più autonoma possibile. Noi votiamo NO alla riforma costituzionale di Renzi perché centralista e restringe la partecipazione dei cittadini che non eleggerebbero più i senatori. Noi vogliamo un Senato eletto direttamente dai cittadini, un Senato federale con compiti specifici e di bilancio. Già nel programma di Michele Emiliano per le elezioni regionali, il Partito del Sud ha proposto che la Regione Puglia si facesse promotrice di un coordinamento tra le regioni del Sud. Il Presidente della Regione Puglia lo ha proposto e riproposto più volte ai Governatori del Sud, una proposta ancora valida, ed è questa un’altra ragione del nostro No al Referendum Costituzionale.

“Un Progetto per il Sud, il Paese, l’Europa” è l’incontro-dibattito promosso dal Partito del Sud, il 4 novembre a Barletta. Quale progetto per il Sud? 
Con il convegno, organizzato dal Partito del Sud il 4 novembre e che vede tra gli ospiti il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, si vuole entrare nel merito delle questioni e lo faremo con l’aiuto di esperti di fondi europei, con chi si occupa di sociale da sempre, con gli amici greci di Syriza e spagnoli di Podemos e con gli uomini e le donne del Partito del Sud. La sfida che il Partito vuole lanciare è quella di un progetto di rilancio del Paese, dell’Europa che parta proprio dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa Meridionale e del Mediterraneo. “Con il Sud si riparte”, nostro progetto e anche un libro, il 4 novembre il lavoro continua: la possibilità che siano i Sud d’Europa a far cambiare visione e politiche a un’Europa e a Governi che antepongono sempre il dato finanziario, di bilancio e di produzione industriale all’attenzione delle persone, all’ambiente in cui vivono, alla loro salute, alla dignità che genera lavoro, alla forza della partecipazione aperta e democratica, alle decisioni da parte dei cittadini, alle sfide che ci impongono le migrazioni il mutamento delle società.

L’evento è aperto a tutti i cittadini e movimenti che vogliono assistere ai lavori e magari dare il loro contributo. Ci vediamo il 4 novembre alle ore 17 presso la Sala Rossa del Castello Svevo di Barletta




Leggi tutto »



DI CARLO: "La nostra idea è quella di un Meridione nuovo che ha voglia di proporre, un Meridione di eccellenze, di legalità, di lotta al malaffare. Il Meridione degli onesti che desidera affermare con forza la propria dignità e giocare il ruolo che gli compete in ambito nazionale ed internazionale....".

di Piero Mastroiorio 

E’ possibile che un progetto di rilancio del Paese e dell’Europa parta proprio dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo?
E’ questa la sfida che vuole cogliere e lanciare il convegno organizzato dal Partito del Sud il 4 novembre 2016 e che vede tra gli ospiti il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. 

Nel 2014 il “Partito del Sud” lanciò la sfida di pensare a un’Italia che riparta da Sud, ne hanno fatto un progetto e un libro lavorando sul concetto di “Con il Sud si Riparte”. 

Da allora ad oggi di strada ne è stata fatta, tanta che il prossimo 4 novembre 2016, a Barletta, gli esponenti del PdelSUD aggiungeranno un altro tassello: la possibilità che siano i Sud d’Europa a far cambiare visione e politiche a un’Europa e a Governi che antepongono sempre più il dato finanziario, di bilancio e di produzione industriale all’attenzione alle persone, all’ambiente in cui vivono, alla loro salute, alla dignità che genera il lavoro, alla forza della partecipazione aperta e democratica alle decisioni da parte dei cittadini, alle sfide che impongono le migrazioni e il mutamento della società.

Nell’appuntamento del 4 novembre a Barletta gli esponenti del PdelSUD proveranno ad entrare nel merito delle questioni, tirando fuori dai contributi dei singoli relatori e dai lavori: un Progetto per il Sud, il Paese, l’Europa. Lo faranno con un’ottica di grande fiducia nei confronti delle capacità dei popoli che abitano le terre del Sud e alla loro diversità che è sempre risorsa e ricchezza da valorizzare e non problema da risolvere, nonché, con l’aiuto di esperti di fondi europei, con chi si occupa di sociale da sempre, con i greci di Syriza e gli spagnoli di Podemos, con gli uomini e le donne del Partito del Sud. 

 In attesa dell’appuntamento del 4 novembre a Barletta, abbiamo posto alcune domande a Sabrina Di Carlo, coordinatrice del Partito del Sud - San Severo Città Ribelle: 

Perché nato il Partito del SUD? 
Da troppo tempo il sud non si è dato una rappresentanza politica ed è ormai una necessità avvertita da tutti coloro che hanno a cuore le sorti del sud. Su questo vuoto politico molti se ne approfittano. Occorre mobilitarsi per battere antiche e nuove umiliazioni, I saccheggi, le disoccupazioni e le miserie della precarietà che si profilano all’orizzonte.

Qual'è l’obiettivo prioritario del Partito del SUD? 
L’obiettivo prioritario del Partito del Sud è quello della difesa e promozione dell’identità, delle istanze e degli interessi del Sud e della comunità meridionale, in Italia e nel mondo.

Come si colloca il Partito del Sud nello scenario politico italiano? 
Dalla sua nascita ad oggi la linea politica del partito si è andata sempre più definendosi fino all’attuale Meridionalisti e Progressisti. Il Partito del Sud si ispira ai grandi artefici del pensiero meridionalista storico: Antonio Gramsci, Guido Dorso, Gaetano Salvemini e, consequenzialmente, un posizionamento naturale a sinistra, o comunque nell’area del centrosinistra.

Quali sono i vostri punti cardine per cambiare la politica italiana? 
La nostra idea è quella di un Meridione nuovo che ha voglia di proporre, un Meridione di eccellenze, di legalità, di lotta al malaffare. Il Meridione degli onesti che desidera affermare con forza la propria dignità e giocare il ruolo che gli compete in ambito nazionale, europeo e internazionale.

Se vi si desse la possibilità di cambiare oltre al Senato, Camera, Regioni e Province? Eventualmente quali organi potrebbero essere eliminati e perché? 
 La rinascita del Sud parte dal rispetto dell’attuale Costituzione e dalla sua applicazione. Il Partito del Sud si propone di affermare in Italia una riforma costituzionale che consenta alle identità territoriali di promuovere uno sviluppo autodeterminato e sostenibile coerente con la propria storia e vocazione. Sottolineando che l’articolo 5 della Costituzione Repubblicana Italiana rispetta le autonomie locali, e quindi il movimento persegue una riforma che consenta una gestione la più autonoma possibile. Noi votiamo NO alla riforma costituzionale di Renzi perché centralista e restringe la partecipazione dei cittadini che non eleggerebbero più i senatori. Noi vogliamo un Senato eletto direttamente dai cittadini, un Senato federale con compiti specifici e di bilancio. Già nel programma di Michele Emiliano per le elezioni regionali, il Partito del Sud ha proposto che la Regione Puglia si facesse promotrice di un coordinamento tra le regioni del Sud. Il Presidente della Regione Puglia lo ha proposto e riproposto più volte ai Governatori del Sud, una proposta ancora valida, ed è questa un’altra ragione del nostro No al Referendum Costituzionale.

“Un Progetto per il Sud, il Paese, l’Europa” è l’incontro-dibattito promosso dal Partito del Sud, il 4 novembre a Barletta. Quale progetto per il Sud? 
Con il convegno, organizzato dal Partito del Sud il 4 novembre e che vede tra gli ospiti il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, si vuole entrare nel merito delle questioni e lo faremo con l’aiuto di esperti di fondi europei, con chi si occupa di sociale da sempre, con gli amici greci di Syriza e spagnoli di Podemos e con gli uomini e le donne del Partito del Sud. La sfida che il Partito vuole lanciare è quella di un progetto di rilancio del Paese, dell’Europa che parta proprio dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa Meridionale e del Mediterraneo. “Con il Sud si riparte”, nostro progetto e anche un libro, il 4 novembre il lavoro continua: la possibilità che siano i Sud d’Europa a far cambiare visione e politiche a un’Europa e a Governi che antepongono sempre il dato finanziario, di bilancio e di produzione industriale all’attenzione delle persone, all’ambiente in cui vivono, alla loro salute, alla dignità che genera lavoro, alla forza della partecipazione aperta e democratica, alle decisioni da parte dei cittadini, alle sfide che ci impongono le migrazioni il mutamento delle società.

L’evento è aperto a tutti i cittadini e movimenti che vogliono assistere ai lavori e magari dare il loro contributo. Ci vediamo il 4 novembre alle ore 17 presso la Sala Rossa del Castello Svevo di Barletta




martedì 25 ottobre 2016

Referendum costituzionale, Il Partito del Sud per il No



Il Partito del Sud, da sempre in prima linea per il No al referendum costituzionale, ha ufficializzato ieri la sua posizione durante una conferenza stampa tenutasi presso l’Associazione Liceo Musicale di Napoli “Laura Marciano”.
Ad aprire i lavori, Andrea Balia, Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud che ha sottolineato come per la difesa del Sud, sempre prioritaria  per il Partito, bisogna essere partigiani, di parte, di resistenza e di difesa del Sud. “Anche in questa proposta di modifica della Costituzione, abbastanza scritta male e complicata”, ha dichiarato Balia, “si intravede l’ennesimo, perpetrato, sfregio al Sud e l’ennesima disattenzione nei confronti delle problematiche del Mezzogiorno.  Senza contare che”, ha continuato Balia, “premesso che niente sia intoccabile e tutto può essere modificato e migliorato, ci sono delle parti della Costituzione che non sono mai state applicate. Parliamo, in primis, dell’articolo 3 e dell’articolo 4 dei principi fondamentali della Costituzione, quelli che prevedono uguaglianza e pari opportunità per tutti i cittadini italiani, indipendentemente dalla residenza geografica e dalla condizione sociale. Articoli fondamentali che, fino a prova contraria, non sono mai stati applicati”.
Andrea Balia ha poi parlato dei presunti risparmi che questa proposta di riforma costituzionale porterebbe, “un risparmio irrisorio che è stato quantificato in 0,84 centesimi a cittadino”.
“Secondo la proposta di riforma, il Senato non verrebbe del tutto abolito, ma ridotto nel numero, certo, ma i nuovi senatori  di questa nuova tipologia di Senato, rappresentanti regionali o i sindaci delle varie città italiane, che  assumerebbero anche l’immunità parlamentare, farebbero sì che quella che sarà una parvenza di federalismo resterebbe differenziato,  il che vuol dire che chi sta peggio, starà peggio”.
Il filo rosso della proposta della modifica costituzionale è la confusione. Questo il parere di Bruno Pappalardo, Responsabile della Regione Campania del Partito del Sud. “Altro che semplificazione. Chi ha messo mano agli articoli che si vorrebbero modificare con questo referendum, ha dimenticato che la chiarezza e la facile interpretazione da parte dei cittadini della propria Carta Costituzionale è la condizione sine qua non da rispettare, così come fatto settanta anni fa dai padri costituenti”.
C’è poi la questione accentramento dei poteri da parte del partito di maggioranza e del primo ministro che non è da sottovalutare, “come quella non meno preoccupante della mole di lavoro che graverebbe sui nuovi senatori”,  sottolinea Pappalardo. “Non ci dimentichiamo che i nuovi rappresentanti regionali e i sindaci delle varie città italiane saranno chiamati a decidere su un’infinità di questioni che non concernono solo il proprio territorio, ma anche temi nazionali ed internazionali sui quali intervenire con la giusta accuratezza non è semplice, soprattutto se e quando si hanno già delle grandi responsabilità territoriali”.
Infine, l’Avv. Vincenzo Emilio, Responsabile della sezione “Guido Dorso” di Napoli, non ha dubbi. “Si deve votare No, perché ci troviamo di fronte ad un quesito referendario che va ad incidere in maniera non irrilevante su un impianto costruito dai nostri padri, la nostra costituzione, che, così come è scritta, in maniera semplice e chiara, dove qualsiasi cittadino è in grado di comprendere il suo contenuto, è una Costituzione. In caso di vittoria del Sì, andremmo invece ad approvare quella che, a mio parere, per come è scritta, è una legge ordinaria, con una serie di riferimenti, passaggi e richiami complessi che immetterebbe nel sistema squilibri e norme poco chiare. In più, se ci riferiamo alla parte attinente all’autonomia finanziaria delle Città Metropolitane, dei Comuni e delle Regioni, la proposta di riforma porterà ad un grandissimo sperpero di denaro”.


.
Leggi tutto »


Il Partito del Sud, da sempre in prima linea per il No al referendum costituzionale, ha ufficializzato ieri la sua posizione durante una conferenza stampa tenutasi presso l’Associazione Liceo Musicale di Napoli “Laura Marciano”.
Ad aprire i lavori, Andrea Balia, Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud che ha sottolineato come per la difesa del Sud, sempre prioritaria  per il Partito, bisogna essere partigiani, di parte, di resistenza e di difesa del Sud. “Anche in questa proposta di modifica della Costituzione, abbastanza scritta male e complicata”, ha dichiarato Balia, “si intravede l’ennesimo, perpetrato, sfregio al Sud e l’ennesima disattenzione nei confronti delle problematiche del Mezzogiorno.  Senza contare che”, ha continuato Balia, “premesso che niente sia intoccabile e tutto può essere modificato e migliorato, ci sono delle parti della Costituzione che non sono mai state applicate. Parliamo, in primis, dell’articolo 3 e dell’articolo 4 dei principi fondamentali della Costituzione, quelli che prevedono uguaglianza e pari opportunità per tutti i cittadini italiani, indipendentemente dalla residenza geografica e dalla condizione sociale. Articoli fondamentali che, fino a prova contraria, non sono mai stati applicati”.
Andrea Balia ha poi parlato dei presunti risparmi che questa proposta di riforma costituzionale porterebbe, “un risparmio irrisorio che è stato quantificato in 0,84 centesimi a cittadino”.
“Secondo la proposta di riforma, il Senato non verrebbe del tutto abolito, ma ridotto nel numero, certo, ma i nuovi senatori  di questa nuova tipologia di Senato, rappresentanti regionali o i sindaci delle varie città italiane, che  assumerebbero anche l’immunità parlamentare, farebbero sì che quella che sarà una parvenza di federalismo resterebbe differenziato,  il che vuol dire che chi sta peggio, starà peggio”.
Il filo rosso della proposta della modifica costituzionale è la confusione. Questo il parere di Bruno Pappalardo, Responsabile della Regione Campania del Partito del Sud. “Altro che semplificazione. Chi ha messo mano agli articoli che si vorrebbero modificare con questo referendum, ha dimenticato che la chiarezza e la facile interpretazione da parte dei cittadini della propria Carta Costituzionale è la condizione sine qua non da rispettare, così come fatto settanta anni fa dai padri costituenti”.
C’è poi la questione accentramento dei poteri da parte del partito di maggioranza e del primo ministro che non è da sottovalutare, “come quella non meno preoccupante della mole di lavoro che graverebbe sui nuovi senatori”,  sottolinea Pappalardo. “Non ci dimentichiamo che i nuovi rappresentanti regionali e i sindaci delle varie città italiane saranno chiamati a decidere su un’infinità di questioni che non concernono solo il proprio territorio, ma anche temi nazionali ed internazionali sui quali intervenire con la giusta accuratezza non è semplice, soprattutto se e quando si hanno già delle grandi responsabilità territoriali”.
Infine, l’Avv. Vincenzo Emilio, Responsabile della sezione “Guido Dorso” di Napoli, non ha dubbi. “Si deve votare No, perché ci troviamo di fronte ad un quesito referendario che va ad incidere in maniera non irrilevante su un impianto costruito dai nostri padri, la nostra costituzione, che, così come è scritta, in maniera semplice e chiara, dove qualsiasi cittadino è in grado di comprendere il suo contenuto, è una Costituzione. In caso di vittoria del Sì, andremmo invece ad approvare quella che, a mio parere, per come è scritta, è una legge ordinaria, con una serie di riferimenti, passaggi e richiami complessi che immetterebbe nel sistema squilibri e norme poco chiare. In più, se ci riferiamo alla parte attinente all’autonomia finanziaria delle Città Metropolitane, dei Comuni e delle Regioni, la proposta di riforma porterà ad un grandissimo sperpero di denaro”.


.

Ieri a Napoli la Conferenza Stampa del Partito del Sud sul tema "Le ragioni del nostro NO al Referendum".

Ieri, Lunedì 24/10/2016, presso il Liceo Musicale "Marciano" (in via S.Brigida,68 a Napoli) del nostro addetto stampa Iolanda Siracusano, s'è tenuta la Conferenza Stampa del Partito del Sud sul tema "Le ragioni del nostro NO al Referendum".

I tre relatori,ovvero ANDREA BALIA Vice Presidente Nazionale - BRUNO PAPPALARDO Responsabile Regionale Campania e VINCENZO EMILIO Responsabile sez. Guido Dorso di Napoli, hanno illustrato motivazioni di concetto e tecniche della posizione del partito e la pressante richiesta non di modifica ma d'applicazione della nostra Costituzione,a difesa della democrazia e delle esigenze e diritti del Sud a tutt'oggi inespressi.

Presenti giornalisti che hanno rivolto alcune domande ed iscritti e simpatizzanti del Partito del Sud.






.

Leggi tutto »
Ieri, Lunedì 24/10/2016, presso il Liceo Musicale "Marciano" (in via S.Brigida,68 a Napoli) del nostro addetto stampa Iolanda Siracusano, s'è tenuta la Conferenza Stampa del Partito del Sud sul tema "Le ragioni del nostro NO al Referendum".

I tre relatori,ovvero ANDREA BALIA Vice Presidente Nazionale - BRUNO PAPPALARDO Responsabile Regionale Campania e VINCENZO EMILIO Responsabile sez. Guido Dorso di Napoli, hanno illustrato motivazioni di concetto e tecniche della posizione del partito e la pressante richiesta non di modifica ma d'applicazione della nostra Costituzione,a difesa della democrazia e delle esigenze e diritti del Sud a tutt'oggi inespressi.

Presenti giornalisti che hanno rivolto alcune domande ed iscritti e simpatizzanti del Partito del Sud.






.

 
[Privacy]
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Hot Sonakshi Sinha, Car Price in India