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venerdì 3 giugno 2016
IERI SERA CHIUSURA CAMPAGNA ELETTORALE LUIGI DE MAGISTRIS: L'INTERVENTO DI SALVATORE BORSELLINO [video]
https://www.youtube.com/watch?v=Tj1u_uxjGYs
Bellissimo filmato del Partito del Sud durante l'intervento del fratello di Paolo Borsellino a favore di Luigi de Magistris. Largo Diaz, Napoli 2 giugno 2016
Il momento più alto e più commovente di tutta la campagna elettorale. Salvatore Borsellino a Largo Diaz per Luigi de Magistris Sindaco di Napoli e i tantissimi sostenitori. Il Partito del Sud in prima linea come già nel 2011
https://www.youtube.com/watch?v=Tj1u_uxjGYs
Bellissimo filmato del Partito del Sud durante l'intervento del fratello di Paolo Borsellino a favore di Luigi de Magistris. Largo Diaz, Napoli 2 giugno 2016
Il momento più alto e più commovente di tutta la campagna elettorale. Salvatore Borsellino a Largo Diaz per Luigi de Magistris Sindaco di Napoli e i tantissimi sostenitori. Il Partito del Sud in prima linea come già nel 2011
Castelforte (LT) sosteniamo l'elezione del Coord. Regionale Lazio del Partito del Sud Antonio Rosato.
Castelforte (LT) sosteniamo l'elezione del Coord. Regionale Lazio del Partito del Sud Antonio Rosato. Forza Antonio!
QUESTA SERA CHIUSURA CAMPAGNA ELETTORALE !
Bella, forte, libera!
Con GIANCARLO CARDILLO SINDACO
Per il Partito del Sud Vota Antonio Rosato
Con GIANCARLO CARDILLO SINDACO
Per il Partito del Sud Vota Antonio Rosato
Castelforte (LT) sosteniamo l'elezione del Coord. Regionale Lazio del Partito del Sud Antonio Rosato. Forza Antonio!
QUESTA SERA CHIUSURA CAMPAGNA ELETTORALE !
Bella, forte, libera!
Con GIANCARLO CARDILLO SINDACO
Per il Partito del Sud Vota Antonio Rosato
Con GIANCARLO CARDILLO SINDACO
Per il Partito del Sud Vota Antonio Rosato
giovedì 2 giugno 2016
Perche' noi meridionalisti progressisti festeggiamo il 2 giugno (e non il 17 marzo)
Il 2 giugno si festeggia la Repubblica Italiana, quella Repubblica nata sulle ceneri di casa Savoia e del fascismo e solo per aver abbattuto queste due tragedie nazionali, secondo me la ricorrenza è sicuramente da festeggiare.
La nefasta monarchia sabauda prima ed il fascismo poi, sono state oltre che tragedie nazionali, anche una sciagura per le popolazioni meridionali, prima schiacciate con la repressione militare post-unitaria e poi avviate ad un destino di colonia interna di consumatori di merci e servizi da produrre al Nord, oltre che servire da canne di cannone per guerre inutili e disastrose.
E tutto questo non è cambiato nemmeno col fascismo, che a chiacchiere considerava tutti ugualmente italiani (“non esiste una questione meridionale, esiste semmai una questione italiana” disse Mussolini…) ma nei fatti aumentò il divario economico tra Sud e Centro-Nord, nonostante le tanto sbandierate opere pubbliche.
Basta cercare su Google e leggere il bel lavoro di Daniele e Malanima, due ricercatori calabresi che hanno fatto uno studio sull’andamento del PIL pro capite in Italia dal 1861 fino ai giorni nostri, differenziandolo tra zone geografiche hanno evidenziato che quello del Sud era più o meno alla pari con quello del Centro-Nord subito dopo l’unità, o sarebbe meglio chiamarla “malaunità” del 1861, solo qualche decennio dopo è iniziato a
crearsi e crescere il divario che poi si è allargato durante il ventennio fascista.
crearsi e crescere il divario che poi si è allargato durante il ventennio fascista.
Dalla fine della monarchia e del fascismo poi è nata la nostra bella Costituzione repubblicana, che purtroppo non è mai stata applicata
per intero ma questo non significa che fu una netta rottura col passato sabaudo-fascista, basta leggere che dice in uno dei suoi
principi fondamentali all’Articolo 3, comma 2:
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
E se questo principio fondamentale fosse davvero applicato, sarebbe la fine della cosiddetta “questione meridionale” e di tante altre diseguaglianze del belpaese!
Tutti questi motivi mi spingono a pensare che il 2 giugno vada sempre festeggiato, esattamente al contrario di quella festività recentemente riproposta con scarso successo, quella del 17 marzo, data della falsa unità del 1861 e della prima riunione del primo parlamento “italiano” (che poi fu VIII legislatura perché i Savoia nemmeno formalmente fecero del 1861 uno spartiacque, infatti Vittorio Emanuele II restò con la sua denominazione piemontese), la data che di fatto fu l’annessione delle province meridionali al Piemonte e l’estensione del Regno di Sardegna.
per intero ma questo non significa che fu una netta rottura col passato sabaudo-fascista, basta leggere che dice in uno dei suoi
principi fondamentali all’Articolo 3, comma 2:
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
E se questo principio fondamentale fosse davvero applicato, sarebbe la fine della cosiddetta “questione meridionale” e di tante altre diseguaglianze del belpaese!
Tutti questi motivi mi spingono a pensare che il 2 giugno vada sempre festeggiato, esattamente al contrario di quella festività recentemente riproposta con scarso successo, quella del 17 marzo, data della falsa unità del 1861 e della prima riunione del primo parlamento “italiano” (che poi fu VIII legislatura perché i Savoia nemmeno formalmente fecero del 1861 uno spartiacque, infatti Vittorio Emanuele II restò con la sua denominazione piemontese), la data che di fatto fu l’annessione delle province meridionali al Piemonte e l’estensione del Regno di Sardegna.
Tale regno estese a tutti, anche agli sventurati meridionali, le sue leggi e il suo Statuto Albertino (altro che “burocrazia borbonica”!!!), estese a
tutti il suo sistema fiscale pesante e farraginoso, diede inizio alla feroce repressione del “brigantaggio” e iniziò una politica di colonizzazione interna, quindi quella fu la data all’origine della questione meridionale.
tutti il suo sistema fiscale pesante e farraginoso, diede inizio alla feroce repressione del “brigantaggio” e iniziò una politica di colonizzazione interna, quindi quella fu la data all’origine della questione meridionale.
Sul regime dei Savoia disse Gramsci:
Lo stato italiano (“leggasi piemontese”) è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti.
Ci sono altri meridionalisti che sicuramente non festeggeranno il 2 giugno, alcuni perché sotto sotto (o a volte nemmeno troppo velatamente) hanno tendenze cattoliche ultra-conservatori e nostalgie fasciste o perché ci sono altri vogliono fare altri tipi di battaglie, per me oggi del tutto velleitarie, del tipo “non siamo italiani”, “ci dobbiamo separare” senza mai specificare il cosa e il quando…rispettando l’opinione di tutti, non credo alla proposta d’indipendenza oggi per tanti motivi, soprattutto perché oggi non c’è questo desiderio e aspirazione nella maggioranza del popolo
meridionale che, tra l’altro, è anche spesso residente fuori dalle regioni del Sud per motivi di lavoro e quindi per loro si aggiungerebbe la beffa al danno dell’emigrazione forzata, un’emigrazione di milioni di uomini e donne del Sud che continua purtroppo ininterrotta ancora oggi, privando spesso la nostra terra delle nostre risorse migliori.
Lo stato italiano (“leggasi piemontese”) è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti.
Ci sono altri meridionalisti che sicuramente non festeggeranno il 2 giugno, alcuni perché sotto sotto (o a volte nemmeno troppo velatamente) hanno tendenze cattoliche ultra-conservatori e nostalgie fasciste o perché ci sono altri vogliono fare altri tipi di battaglie, per me oggi del tutto velleitarie, del tipo “non siamo italiani”, “ci dobbiamo separare” senza mai specificare il cosa e il quando…rispettando l’opinione di tutti, non credo alla proposta d’indipendenza oggi per tanti motivi, soprattutto perché oggi non c’è questo desiderio e aspirazione nella maggioranza del popolo
meridionale che, tra l’altro, è anche spesso residente fuori dalle regioni del Sud per motivi di lavoro e quindi per loro si aggiungerebbe la beffa al danno dell’emigrazione forzata, un’emigrazione di milioni di uomini e donne del Sud che continua purtroppo ininterrotta ancora oggi, privando spesso la nostra terra delle nostre risorse migliori.
Credo invece ad un cammino graduale di autonomia e federalismo solidale, agli antipodi dei progetti razzisti e divisionisti della Lega Nord, con un modello di sviluppo sostenibile, rivolto alle nuove tecnologie e rispettoso dell’ambiente e delle nostre infinite ricchezze storico-culturali, un
modello alternativo al neoliberismo dilagante sia nelle politiche governative nazionali di Renzi che in quelle europee.
Un cammino che può fare leva sulle esperienze migliori del Sud di oggi, non ultima quella di Luigi De Magistris che ha avviato una rinascita di Napoli con un rapporto forte con la Città e un modello di democrazia dal basso, dialogando a livello istituzionale ma rifiutando le solite logiche politiche ricattatorie italiane e restando autonomi rispetto ai grandi partiti che sono tutti a guida, cuore, cervello e portafogli tosco-padano.
modello alternativo al neoliberismo dilagante sia nelle politiche governative nazionali di Renzi che in quelle europee.
Un cammino che può fare leva sulle esperienze migliori del Sud di oggi, non ultima quella di Luigi De Magistris che ha avviato una rinascita di Napoli con un rapporto forte con la Città e un modello di democrazia dal basso, dialogando a livello istituzionale ma rifiutando le solite logiche politiche ricattatorie italiane e restando autonomi rispetto ai grandi partiti che sono tutti a guida, cuore, cervello e portafogli tosco-padano.
Per continuare la riscossa del Sud, occorre quindi si rivalutare la nostra vera storia, ma questo da solo non può bastare, bisogna unire le forze migliori e progressiste per un progetto serio, concreto e che difenda i principi costituzionali e guardi al futuro possibile del Sud, che non è quello di isolarsi ma di tornare ad essere luogo di scambio culturale ed economico, ponte di culture e civiltà nel mediterraneo, come lo è stato nei suoi periodi migliori dalla Magna Grecia fino al Regno delle Due Sicilie.
Enzo Riccio
Il 2 giugno si festeggia la Repubblica Italiana, quella Repubblica nata sulle ceneri di casa Savoia e del fascismo e solo per aver abbattuto queste due tragedie nazionali, secondo me la ricorrenza è sicuramente da festeggiare.
La nefasta monarchia sabauda prima ed il fascismo poi, sono state oltre che tragedie nazionali, anche una sciagura per le popolazioni meridionali, prima schiacciate con la repressione militare post-unitaria e poi avviate ad un destino di colonia interna di consumatori di merci e servizi da produrre al Nord, oltre che servire da canne di cannone per guerre inutili e disastrose.
E tutto questo non è cambiato nemmeno col fascismo, che a chiacchiere considerava tutti ugualmente italiani (“non esiste una questione meridionale, esiste semmai una questione italiana” disse Mussolini…) ma nei fatti aumentò il divario economico tra Sud e Centro-Nord, nonostante le tanto sbandierate opere pubbliche.
Basta cercare su Google e leggere il bel lavoro di Daniele e Malanima, due ricercatori calabresi che hanno fatto uno studio sull’andamento del PIL pro capite in Italia dal 1861 fino ai giorni nostri, differenziandolo tra zone geografiche hanno evidenziato che quello del Sud era più o meno alla pari con quello del Centro-Nord subito dopo l’unità, o sarebbe meglio chiamarla “malaunità” del 1861, solo qualche decennio dopo è iniziato a
crearsi e crescere il divario che poi si è allargato durante il ventennio fascista.
crearsi e crescere il divario che poi si è allargato durante il ventennio fascista.
Dalla fine della monarchia e del fascismo poi è nata la nostra bella Costituzione repubblicana, che purtroppo non è mai stata applicata
per intero ma questo non significa che fu una netta rottura col passato sabaudo-fascista, basta leggere che dice in uno dei suoi
principi fondamentali all’Articolo 3, comma 2:
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
E se questo principio fondamentale fosse davvero applicato, sarebbe la fine della cosiddetta “questione meridionale” e di tante altre diseguaglianze del belpaese!
Tutti questi motivi mi spingono a pensare che il 2 giugno vada sempre festeggiato, esattamente al contrario di quella festività recentemente riproposta con scarso successo, quella del 17 marzo, data della falsa unità del 1861 e della prima riunione del primo parlamento “italiano” (che poi fu VIII legislatura perché i Savoia nemmeno formalmente fecero del 1861 uno spartiacque, infatti Vittorio Emanuele II restò con la sua denominazione piemontese), la data che di fatto fu l’annessione delle province meridionali al Piemonte e l’estensione del Regno di Sardegna.
per intero ma questo non significa che fu una netta rottura col passato sabaudo-fascista, basta leggere che dice in uno dei suoi
principi fondamentali all’Articolo 3, comma 2:
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
E se questo principio fondamentale fosse davvero applicato, sarebbe la fine della cosiddetta “questione meridionale” e di tante altre diseguaglianze del belpaese!
Tutti questi motivi mi spingono a pensare che il 2 giugno vada sempre festeggiato, esattamente al contrario di quella festività recentemente riproposta con scarso successo, quella del 17 marzo, data della falsa unità del 1861 e della prima riunione del primo parlamento “italiano” (che poi fu VIII legislatura perché i Savoia nemmeno formalmente fecero del 1861 uno spartiacque, infatti Vittorio Emanuele II restò con la sua denominazione piemontese), la data che di fatto fu l’annessione delle province meridionali al Piemonte e l’estensione del Regno di Sardegna.
Tale regno estese a tutti, anche agli sventurati meridionali, le sue leggi e il suo Statuto Albertino (altro che “burocrazia borbonica”!!!), estese a
tutti il suo sistema fiscale pesante e farraginoso, diede inizio alla feroce repressione del “brigantaggio” e iniziò una politica di colonizzazione interna, quindi quella fu la data all’origine della questione meridionale.
tutti il suo sistema fiscale pesante e farraginoso, diede inizio alla feroce repressione del “brigantaggio” e iniziò una politica di colonizzazione interna, quindi quella fu la data all’origine della questione meridionale.
Sul regime dei Savoia disse Gramsci:
Lo stato italiano (“leggasi piemontese”) è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti.
Ci sono altri meridionalisti che sicuramente non festeggeranno il 2 giugno, alcuni perché sotto sotto (o a volte nemmeno troppo velatamente) hanno tendenze cattoliche ultra-conservatori e nostalgie fasciste o perché ci sono altri vogliono fare altri tipi di battaglie, per me oggi del tutto velleitarie, del tipo “non siamo italiani”, “ci dobbiamo separare” senza mai specificare il cosa e il quando…rispettando l’opinione di tutti, non credo alla proposta d’indipendenza oggi per tanti motivi, soprattutto perché oggi non c’è questo desiderio e aspirazione nella maggioranza del popolo
meridionale che, tra l’altro, è anche spesso residente fuori dalle regioni del Sud per motivi di lavoro e quindi per loro si aggiungerebbe la beffa al danno dell’emigrazione forzata, un’emigrazione di milioni di uomini e donne del Sud che continua purtroppo ininterrotta ancora oggi, privando spesso la nostra terra delle nostre risorse migliori.
Lo stato italiano (“leggasi piemontese”) è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti.
Ci sono altri meridionalisti che sicuramente non festeggeranno il 2 giugno, alcuni perché sotto sotto (o a volte nemmeno troppo velatamente) hanno tendenze cattoliche ultra-conservatori e nostalgie fasciste o perché ci sono altri vogliono fare altri tipi di battaglie, per me oggi del tutto velleitarie, del tipo “non siamo italiani”, “ci dobbiamo separare” senza mai specificare il cosa e il quando…rispettando l’opinione di tutti, non credo alla proposta d’indipendenza oggi per tanti motivi, soprattutto perché oggi non c’è questo desiderio e aspirazione nella maggioranza del popolo
meridionale che, tra l’altro, è anche spesso residente fuori dalle regioni del Sud per motivi di lavoro e quindi per loro si aggiungerebbe la beffa al danno dell’emigrazione forzata, un’emigrazione di milioni di uomini e donne del Sud che continua purtroppo ininterrotta ancora oggi, privando spesso la nostra terra delle nostre risorse migliori.
Credo invece ad un cammino graduale di autonomia e federalismo solidale, agli antipodi dei progetti razzisti e divisionisti della Lega Nord, con un modello di sviluppo sostenibile, rivolto alle nuove tecnologie e rispettoso dell’ambiente e delle nostre infinite ricchezze storico-culturali, un
modello alternativo al neoliberismo dilagante sia nelle politiche governative nazionali di Renzi che in quelle europee.
Un cammino che può fare leva sulle esperienze migliori del Sud di oggi, non ultima quella di Luigi De Magistris che ha avviato una rinascita di Napoli con un rapporto forte con la Città e un modello di democrazia dal basso, dialogando a livello istituzionale ma rifiutando le solite logiche politiche ricattatorie italiane e restando autonomi rispetto ai grandi partiti che sono tutti a guida, cuore, cervello e portafogli tosco-padano.
modello alternativo al neoliberismo dilagante sia nelle politiche governative nazionali di Renzi che in quelle europee.
Un cammino che può fare leva sulle esperienze migliori del Sud di oggi, non ultima quella di Luigi De Magistris che ha avviato una rinascita di Napoli con un rapporto forte con la Città e un modello di democrazia dal basso, dialogando a livello istituzionale ma rifiutando le solite logiche politiche ricattatorie italiane e restando autonomi rispetto ai grandi partiti che sono tutti a guida, cuore, cervello e portafogli tosco-padano.
Per continuare la riscossa del Sud, occorre quindi si rivalutare la nostra vera storia, ma questo da solo non può bastare, bisogna unire le forze migliori e progressiste per un progetto serio, concreto e che difenda i principi costituzionali e guardi al futuro possibile del Sud, che non è quello di isolarsi ma di tornare ad essere luogo di scambio culturale ed economico, ponte di culture e civiltà nel mediterraneo, come lo è stato nei suoi periodi migliori dalla Magna Grecia fino al Regno delle Due Sicilie.
Enzo Riccio
martedì 31 maggio 2016
A TUTTI I SOSTENITORI DEL PARTITO DEL SUD: IL MOMENTO E' ADESSO!
Cari amici, sostenitori e compagni di lotta del
Partito del Sud, l’ora della verità si avvicina, il tam tam per
sostenere i nostri candidati in Campania, Lazio e Puglia deve continuare fino
all'ultimo minuto utile.
Esorto tutti nel contattare parenti, amici e conoscenti residenti nei
comuni interessati al voto, ogni contributo può essere decisivo per eleggere una
forte rappresentanza meridionalista progressista. Continuiamo col lavoro fino
alla mezzanotte di venerdì 3 Giugno,
invitiamo tutti a votare per le nostre liste ed i nostri candidati.
Se avete un amico che sapete ancora incerto, magari sfiduciato,
ricordategli che sarà veramente unito questo paese solo quando le possibilità
di lavoro saranno le stesse a Napoli come a Milano, quando il
livello di servizi e infrastrutture sarà paragonabile a Reggio Calabria e a
Reggio Emilia, per questo bisogna battersi democraticamente e concretamente fra
la gente con la forza della ragione, a cui seguirà inevitabilmente la forza
numerica dei voti.
Mancano pochi giorni alla fine della campagna elettorale per le prossime
elezioni amministrative del 5 Giugno 2016. Il Partito del Sud sarà presente,
come sempre è stato presente ogni anno dalla sua nascita ad oggi, ad elezioni
politiche nazionali e amministrative su tutto il territorio nazionale, nei seguenti
Comuni:
- Castelforte (LT) con
Antonio Rosato nella lista “Castelforte Futura”
- Torremaggiore (FG)con Filomena Ercolino nella lista “ Rinascita Cittadina”
Un pensiero doveroso va agli amici di Napoli che si apprestano a sostenere
quella che per noi è la prova decisiva. Inutile ricordare le vicissitudini occorse
a Napoli alla nostra lista, le difficoltà superate grazie alla grande coesione e unità dimostrata da sostenitori, candidati, strutture del Partito e il poco tempo
avuto a disposizione per questa campagna elettorale; un motivo in più questo per
lavorare instancabilmente fino all’ultimo secondo utile senza fermarsi mai. Ricordo
ancora che la nostra lista di Napoli presenta ben 18 candidati che discendono
da indicazioni “nazionali” grazie al lavoro delle nostre Sezioni presenti al
sud come al nord. Ricordo che ogni sostenitore del nostro
Partito e di Luigi de Magistris che non
ha la residenza nel Comune di Napoli, deve impegnarsi anche per convincere un residente
amico, un indeciso, ad andare a votare per sostenere i nostri candidati. Un sostegno, quello nazionale, importante
e significativo che indica già l’intenzione del proseguo di questa esperienza
elettorale verso un orizzonte nazionale che necessariamente discende da questa
indicazione di voto verso Luigi de Magistris, inevitabilmente protesi verso
quella “Rivoluzione Meridionale” , democratica e non violenta, a cui tutti aneliamo.
Ora però concentriamo ogni sforzo su Napoli per la riconferma di Luigi de Magistris a
Sindaco della nostra Capitale e per un positivo risultato della nostra lista, possiamo vincere questa sfida.
L'invito quindi è ancora una volta a non fermarsi con il lavoro a sostegno
delle nostre candidature ma anzi, soprattutto in questi ultimi giorni,
continuare a contattare instancabilmente conoscenti e amici residenti nei
comuni interessati al voto e proporre di sostenere il vero voto utile per il
Sud. Il Momento è adesso!
#iovotoPartitodelSUD #iovotodeMagistris #conilSudsiRiparte
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud
Presidente Nazionale del Partito del Sud
info@partitodelsud.eu
www.partitodelsud.eu
www.partitodelsud.eu
.
Cari amici, sostenitori e compagni di lotta del
Partito del Sud, l’ora della verità si avvicina, il tam tam per
sostenere i nostri candidati in Campania, Lazio e Puglia deve continuare fino
all'ultimo minuto utile.
Esorto tutti nel contattare parenti, amici e conoscenti residenti nei
comuni interessati al voto, ogni contributo può essere decisivo per eleggere una
forte rappresentanza meridionalista progressista. Continuiamo col lavoro fino
alla mezzanotte di venerdì 3 Giugno,
invitiamo tutti a votare per le nostre liste ed i nostri candidati.
Se avete un amico che sapete ancora incerto, magari sfiduciato,
ricordategli che sarà veramente unito questo paese solo quando le possibilità
di lavoro saranno le stesse a Napoli come a Milano, quando il
livello di servizi e infrastrutture sarà paragonabile a Reggio Calabria e a
Reggio Emilia, per questo bisogna battersi democraticamente e concretamente fra
la gente con la forza della ragione, a cui seguirà inevitabilmente la forza
numerica dei voti.
Mancano pochi giorni alla fine della campagna elettorale per le prossime
elezioni amministrative del 5 Giugno 2016. Il Partito del Sud sarà presente,
come sempre è stato presente ogni anno dalla sua nascita ad oggi, ad elezioni
politiche nazionali e amministrative su tutto il territorio nazionale, nei seguenti
Comuni:
- Castelforte (LT) con
Antonio Rosato nella lista “Castelforte Futura”
- Torremaggiore (FG)con Filomena Ercolino nella lista “ Rinascita Cittadina”
Un pensiero doveroso va agli amici di Napoli che si apprestano a sostenere
quella che per noi è la prova decisiva. Inutile ricordare le vicissitudini occorse
a Napoli alla nostra lista, le difficoltà superate grazie alla grande coesione e unità dimostrata da sostenitori, candidati, strutture del Partito e il poco tempo
avuto a disposizione per questa campagna elettorale; un motivo in più questo per
lavorare instancabilmente fino all’ultimo secondo utile senza fermarsi mai. Ricordo
ancora che la nostra lista di Napoli presenta ben 18 candidati che discendono
da indicazioni “nazionali” grazie al lavoro delle nostre Sezioni presenti al
sud come al nord. Ricordo che ogni sostenitore del nostro
Partito e di Luigi de Magistris che non
ha la residenza nel Comune di Napoli, deve impegnarsi anche per convincere un residente
amico, un indeciso, ad andare a votare per sostenere i nostri candidati. Un sostegno, quello nazionale, importante
e significativo che indica già l’intenzione del proseguo di questa esperienza
elettorale verso un orizzonte nazionale che necessariamente discende da questa
indicazione di voto verso Luigi de Magistris, inevitabilmente protesi verso
quella “Rivoluzione Meridionale” , democratica e non violenta, a cui tutti aneliamo.
Ora però concentriamo ogni sforzo su Napoli per la riconferma di Luigi de Magistris a
Sindaco della nostra Capitale e per un positivo risultato della nostra lista, possiamo vincere questa sfida.
L'invito quindi è ancora una volta a non fermarsi con il lavoro a sostegno
delle nostre candidature ma anzi, soprattutto in questi ultimi giorni,
continuare a contattare instancabilmente conoscenti e amici residenti nei
comuni interessati al voto e proporre di sostenere il vero voto utile per il
Sud. Il Momento è adesso!
#iovotoPartitodelSUD #iovotodeMagistris #conilSudsiRiparte
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud
Presidente Nazionale del Partito del Sud
info@partitodelsud.eu
www.partitodelsud.eu
www.partitodelsud.eu
.
mercoledì 25 maggio 2016
Elezioni Comunali del 5 Giugno 2016: Il Programma per N A P O L I del Partito del Sud
Il
contributo meridionalista progressista del Partito del Sud si concretizza
portando all’interno del programma politico della coalizione che sostiene Luigi
de Magistris, alcune tematiche quali:
1) Autonomia per Napoli
Questo
documento nasce dal mandato sull’Autonomia per Napoli ricevuto, con decreto
sindacale il 18/11/2015, da Andrea Balia ( Vicepresidente Nazionale del Partito
del Sud) e dà conto di un lavoro di analisi e riflessione sul testo della
Costituzione italiana incentrato in particolare sugli articoli e sui commi
riguardanti le condizioni e le modalità per la realizzazione di un’autonomia
gestionale in materia fiscale. Un’autonomia che consenta di restituire,
attraverso la gestione diretta dell’autorità amministrativa locale, il
controllo delle risorse agli uomini e alle donne che vivono, lavorano e votano
in un dato territorio. Si badi bene, non stiamo parlando di autonomia alla
ricerca di un mero argomento elettorale, di un espediente per divagare ed
eludere i problemi sul tappeto. Stiamo invece pensando a dare soluzioni
strutturali atte ad affrontare i grandi problemi nostri e dell’intero paese. Ed
è per questo che la nostra idea di autonomia si fonda e ricupera quel pensiero
socialista e gramsciano che ha molto riflettuto sulle modalità necessarie per
dirimere positivamente l’asimmetrica ripartizione di compiti fra, da una parte,
le amministrazioni locali onerate dell’ingrato compito di esattore dei tributi
e, dall’altra, l’Amministrazione centrale dello Stato, troppo spesso
responsabile di una non equanime ridistribuzione delle risorse ricevute dalla
periferia.
L’autonomia alla quale miriamo può apparire una
chimera, qualcosa di irraggiungibile, ma non è così. Occorre semplicemente fare
riferimento alla Costituzione Repubblicana, ribadendo, ancora una volta, la
necessità della sua applicazione integrale a garanzia e difesa di tutti i
cittadini. Un’attenta rilettura dei suoi articoli rivela difatti le possibilità
attuative che sono già in essa contenute, rendendo possibile, ai territori e
alle città che intendessero farne richiesta, l’ottenimento dell’autorizzazione
a una gestione in autonomia.
LEGGENDO LA
COSTITUZIONE
sono di sostanziale importanza alcuni commi degli articoli 114, 116, 118 e
119.
Art. 114,
Comma 2: Principio esplicativo
I Comuni, le
Provincie, le Città Metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri
statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.
Ovvero, è sancita la possibilità che una città, per giunta
dell’importanza storico/geografica come Napoli, da tutti riconosciuta come
capitale del Sud per i suoi trascorsi millenari, possa dotarsi di un proprio
statuto gestionale autonomo,all’interno e nel rispetto della cornice
costituzionale della Repubblica.
Art.116,
Comma 3: Analogia con le Regioni a Statuto Speciale
Pur riguardando le Regioni e non specificamente i comuni, si evince in
maniera chiara la possibilità costituzionale di prevedere “ulteriori
forme e condizioni particolari di autonomia”.
Art. 118,
Comma 2: Specificità evidenziata
I Comuni, le
Provincie e le Città Metropolitane sono titolari di funzioni amministrative
proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le
rispettive competenze.
Viene espressa in modo palese la differenziazione specifica di funzioni
diversificate di cui ogni singolo comune riterrà opportuno dotarsi nell’organizzazione
amministrativa,sempre secondo il conferimento derivante da legge statale e/o
regionale.
Art. 119: i sette
commi che seguono
-
Comma 1
I Comuni, le Provincie e le Città Metropolitane e le Regioni hanno
autonomia finanziaria di entrata e di spesa.
Viene sancita in maniera esplicita che
l’autonomia finanziaria è da ritenersi la regola.
-
Comma 2
I Comuni, le Province, le Città Metropolitane e le Regioni hanno risorse
autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate proprie, in armonia con
la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e
del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi
erariali riferibili al loro territorio.
Vengono evidenziate le due specificità delle
risorse dei Comuni: quelle di natura autonoma e quelle di compartecipazione al
gettito di tributi erariali riferiti al territorio.
-
Comma 3
La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di
destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante.
Si specifica che, rapportandosi al gettito
dell’IMU, già esiste nei fatti un fondo di solidarietà comunale che sostituisce
l’eventuale mancata applicazione del fondo perequativo, che qualora esistesse
attenuerebbe comunque l’autonomia del comune.
-
Comma 4
Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti consentono ai
Comuni, alle Province, alle Città Metropolitane e alle Regioni di finanziare
integralmente le funzioni pubbliche attribuite.
Si tratta di un comma d’estrema importanza che
sancisce il principio essenziale in virtù del quale i Comuni, le Province, le
Città Metropolitane e le Regioni, in quanto enti autonomi, sono titolari della
funzione di organizzare amministrativamente l’esazione delle risorse – tra
compartecipazione e perequazione (o sostitutivo) – al fine di attuare la totale
copertura della spesa dei servizi. Servizi, i cui livelli, vengono determinati
dallo Stato nella loro essenzialità di diritti sociali e civili da garantirsi
su tutto il territorio nazionale senza differenza alcuna (Art. 117). Però, per
quanto sanciti, i livelli in questione non sono mai stati indicati con
esattezza al fine di poterne determinare con precisione la somma a copertura
integrale dei servizi in oggetto. Mancanza che finisce per accentuare
l’autonomia gestionale e valutativa dell’ente locale.
-
Comma 5
Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale,
per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo
esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal
normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed
effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città
Metropolitane e Regioni.
Sancisce l’eventuale intervento aggiuntivo dello
Stato con l’apporto di ulteriori risorse destinate a economia, solidarietà e
uguaglianza sociale.
-
Comma 6 e 7
I Comuni, le Province, le Città Metropolitane e le Regioni hanno un proprio
patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge
dello Stato. Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di
investimento. E’ esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi
contratti.
Nei fatti esplicita ancor più il principio
d’autonomia dell’ente locale che, a fronte di eventuali finanziamenti per spese
d’investimento, può provvedere senza chiedere o usufruire di garanzie statali.
ANDAMENTO TRASFERIMENTI PUBBLICI AL
COMUNE DI NAPOLI
Dall’introduzione del Federalismo Fiscale la riduzione dei trasferimenti
evidenzia l’attuale saldo negativo.
Dal dato di 646.437.167 € di trasferimenti
del 2010, antecedenti il Federalismo Fiscale, in un progressivo
decadimento, si è arrivati a 259.000.000 € nel 2015 come dato del
Fondo di Solidarietà Comunale (-65.032.315 €) tra saldo dare e avere, da
cui se ne ricava un taglio totale di 387.000.000 €! Parlare addirittura
di città assistita quando ciò che versano i contribuenti di Napoli è superiore
a quanto resta per servizi pubblici o sotto la voce d’erogazioni dirette, è
inappropriato oltre che falso come si evince dalla inoppugnabilità dei numeri.
La media nazionale procapite riguardo a investimenti, sanità, trasporti e
pensioni è inferiore. La città non ha alcuna motivazione logica per essere
considerata assistita su servizi che può autogestire da sola.
Inoltre, a conferma della predisposizione
virtuosa del Comune e del fatto che l’autogestione possa funzionare, sta il
fatto che Napoli occupa il 4°posto in Italia per risparmio sulle spese
rispetto al 2010 (numeri ereditati) con un ottimo -162,9 milioni di € per
i consumi intermedi.
RIGUARDO AL FEDERALISMO FISCALE
Che il Federalismo Fiscale sia carente nel
funzionamento e nell’applicazione è cosa ormai certa e supportata dai fatti.
Sono stati licenziati calcoli penalizzanti, come nel caso clamoroso degli Asili
Nido, dove partendo da dati storici d’erogazione del 2010, l’attribuzione dei
fabbisogni standard ha visto Napoli ricevere un terzo rispetto a città come
Torino che ha numeri nettamente inferiori in termini di abitanti. Così dicasi
per i fondi di perequazione, calcolando i livelli di prestazioni a quote basse
in teoria pagabili da tutti i comuni; e per sovrappeso, in caso di livello più
alto, il fondo non è tagliabile per non violare il comma 4 dell’articolo 119.
Conseguenza è la mancata garanzia dei diritti basici a tutta la cittadinanza in
termini egualitari. Va poi ricordato che nel 2013 la modifica da “fondo di
perequazione” a “fondo di solidarietà comunale” non alimentabile dallo Stato ma
integrato dai comuni con una percentuale del 38% dell’IMU. Nel 2015 “per
esigenze di cassa” lo Stato è andato addirittura prelevare 1,2 miliardi di €
dal fondo di solidarietà comunale, paradossalmente “perequando all’inverso”.
FEDERALISMO DEMANIALE
In un’ottica di ampliamento del concetto
d’autonomia va perseguita inoltre l’opera, già avviata dal Consiglio Comunale
col Demanio, per mettere a reddito sociale ed economico e d’utilità collettiva,
sotto la competenza del Comune, tutto ciò che viene trasferito o potrà esserlo
anche in futuro, come beni demaniali e altro. Il Partito del Sud vanta in
merito la concreta e fruttuosa esperienza di successo maturata al governo della
città di Gaeta dal 2010 al 2013 con il meritorio lavoro del suo Presidente
Onorario Antonio Ciano, in qualità di Assessore al Demanio, riportando 6 siti
(tra i tanti espropriati dal governo centrale) sotto l’egida e la competenza e
gestione del Comune.
COSA FARE
Ovvio e consequenziale ipotizzare
l’obiettivo che il Comune di Napoli auspichi e richieda di essere considerato
legalmente autonomo in materia fiscale. Perché ciò sia attuabile e sostenibile
risulta prioritaria, onde affrancarsi dal fondo di solidarietà, l’individuazione
di risorse locali per reperire almeno 259.000.000
€. Possono
essere ipotizzabili, e meritabili di approfondimento d’ulteriori e accurati
studi, diverse ipotesi d’imposte che abbiano, in ogni caso, attinenza al
territorio. Saltano subito all’occhio due voci come:
1) Compartecipazione al gettito
Irpef in punti percentuali;
La quota percentuale dovrebbe corrispondere all’incirca a punti 1,2/1,3,
onde attuare la copertura di 109.000.000
€, fermo
restando confermata la base di partenza di
150.000.000 € stimata per
Napoli. Quindi cessione d’una quota percentuale del gettito Irpef proveniente
dal contribuente napoletano ivi residente. Nel 2011 fu previsto il beneficio ai
comuni sull’imposta Irpef, ma poi successivo Patto di Stabilità l’abolì.
2) Imposte su trasferimenti immobili
A livello nazionale il valore è poco meno di € 9.000.000 tra IVA Catastale e Ipotecaria, Registro e bollo,
donazioni e successioni.
Le due voci porterebbero a un saldo vicino allo zero, con un risultato di
sicura miglioria economica per il Comune senza alcun sacrificio suppletivo per
i contribuenti. Superfluo indicare gli obiettivi perseguibili su cui
indirizzare le risorse che saranno individuate da attenta analisi delle
priorità da affrontare: turismo, trasporto urbano, risistemazioni stradali,
riqualificazione periferie, ecc. Auspicabile un’eventuale e possibile riduzione
fiscale delle imposte (vedi addizionale Tasi e Irpef). Inutile rilevare quanto
sia necessaria un’estrema cura per riuscire nell’impresa.
3) Beni demaniali
Mettere a reddito sociale ed economico e
d’utilità collettiva, sotto la competenza del Comune, tutto ciò che viene
trasferito e che potrà esserlo anche in futuro, come beni demaniali. Quindi
fonti di reddito autogestito da riversare in servizi ed esigenze per la
cittadinanza ottenibili da una sana e autonoma gestione dei beni in oggetto. Da
tenere in conto le spiagge, il cui uso e concessione può essere considerata
fonte di reddito per l’amministrazione comunale. Idem dicasi per le tasse
portuali.
ULTERIORI FUNZIONI
A completamento di un funzionamento autonomo sono di competenza comunale
anche altre funzioni come ad esempio Edilizia Pubblica e Privata, Protezione
Civile, Beni architettonici e artistici da preservare e valorizzare,
Pianificazione e Sviluppo Urbano. Alcuni con accordi preventivi con Regione
Campania, Ministeri competenti e Presidenza del Consiglio. Andrebbe inoltre
valutata l’ulteriore possibilità d’implementare proprie imposte (tasse sul
reddito delle imprese e delle persone fisiche, oltre una soglia di reddito
consistente), ovvero aliquote specifiche che, nel rispetto della realtà locale
maggiormente bisognosa, possano favorire e attrarre investimenti dall’estero.
DARE E AVERE
Prelievo dal Fondo di Solidarietà Comunale da parte dello Stato e
assegnazione al Comune di Napoli delle risorse scaturenti dalle suddette
proposte e altre ulteriori ed eventuali, al fine di un pareggio a saldo.
AUTONOMIA NON AUTARCHIA
Siamo convinti che il federalismo e
l’autonomia non si costruiscano solo con la fiscalità, ma con un progetto che
metta insieme le diverse realtà autonome in uno spirito di rete virtuosa tra
territori. Quando parliamo di autonomia chiedendo un maggior ruolo per le Città
Metropolitane e in particolare per Napoli, non lo facciamo per perseguire un
progetto autarchico e di “isolazionismo autosufficiente”, ma per favorire la
formazione di entità territoriali autonome, in grado pertanto di badare e
governare sé stesse, che puntino alla creazione di una rete virtuosa delle
autonomie (del Sud in particolare). Animate anche dal perseguimento
dell’obiettivo di promuovere ed eventualmente migliorare iniziative del Governo
centrale volte allo sviluppo dei territori nel loro insieme. Queste entità e in
particolare le Città Metropolitane possono, nel loro ambito e con altre entità
simili, giocare un ruolo di guida e di coordinamento per la migliore
amministrazione di parti cospicue del territorio nazionale.
Ecco perché, già dal febbraio 2014
nell’incontro di Bari tra i sindaci di Bari e Napoli auspicammo la formazione, nel rispetto della Costituzione (che peraltro lo
prevede) e nel rispetto delle prerogative del Governo, di un fattivo Coordinamento tra
Regioni e Città Metropolitane del Sud al fine di sostenere la ripartenza di quest’area e
con essa dell’intero Paese. Crediamo che questa svolta, avviata dalla regione
Puglia negli ultimi mesi in maniera sperimentale, debba essere portata avanti
puntando su una forte collaborazione multiregionale di prossimità, alla ricerca di
sinergie tra le Regioni più vicine e tra Città le Metropolitane del Sud, alle
quali deve essere concessa una maggiore autonomia progettuale e finanziaria.
In considerazione del dualismo che affligge l’economia italiana da
oltre centocinquant’anni, la strategia per uscire definitivamente dalla
situazione attuale va condotta facendo richiesta allo Stato centrale, di una
AUTONOMIA che consenta alle sette
Regioni meridionali unite (Lazio abruzzese e campano incluso), così come previsto e consentito
dall’Art.132 della Costituzione, di formare una MACROREGIONE, in grado di sviluppare
il loro futuro secondo i propri specifici interessi e la propria vocazione
economica, ovviamente, vale la pena ribadirlo, nel rispetto dei dettami
Costituzionali.
Grazie a questo modus operandi si potrebbero governare meglio i territori, con un
progetto di sviluppo rispettoso delle loro caratteristiche geografiche,
storiche, culturali e sociali, un progetto proveniente dagli stessi territori,
un progetto che meglio potrebbe ridisegnare, rappresentare e rendere credibile, grazie all’azione
congiunta dei Governatori e dei Sindaci del Mezzogiorno. Sarebbe in tal modo
possibile attuare finalmente una
politica meridionalista avente l’obiettivo di risolvere non soltanto i cronici
problemi del Sud causati dagli errori commessi durante il processo unitario, ma
anche e soprattutto di contribuire in maniera forte ed essenziale a un
rinnovato e più equilibrato sviluppo dell’intero paese. Mettere in moto un
cammino di sviluppo per il Mezzogiorno, un cammino voluto, progettato e guidato
dalle genti del Sud rappresenta un’opportunità unica e non più rinviabile per
l’intero paese.
Siamo convinti che, per non correre il rischio
di cadere nell’isolazionismo, la realizzazione della nostra idea della
Autonomia possa aumentare le possibilità di successo se Napoli si pone a capo,
come modello ed esempio, delle altre Città Metropolitane. Di quelle del Sud
prima e di tutte le altre poi, per progettare insieme il futuro del paese.
Napoli
è pronta ad assumere questo ruolo ed è pronta a realizzare un progetto di
autonomia dei territori non autarchico ma fortemente collaborativo, nella
convinta coscienza che la trasformazione dell’autonomia in autarchia
rappresenterebbe un’involuzione esiziale che avrebbe gravissime conseguenze.
COME ATTUARE L’ESAZIONE
Il
Comune dovrà farsi carico della riscossione delle tasse dei cittadini. E’ già
previsto un nuovo organismo dal nome “Napoli Riscossione” che andrà a
sostituire “Equitalia”. Si tratta d’un soggetto unico per la gestione delle
entrate comunali e nodo di interscambio tra le realtà istituzionali che
partecipano a vario titolo al processo impositivo (Equitalia, Catasto, Garante
del contribuente, autorità giudiziarie, ordini professionali, camere di
commercio e società partecipate).Tra gli obiettivi ci sono quelli della
semplificazione e della trasparenza I cittadini potranno anche rivolgesi agli
sportelli delle 10 municipalità e, probabilmente, anche attraverso i CAF.
“Napoli Riscossione” dovrà avere a regime un punto di pareggio a un aggio tra
il 3,5 e il 4 per cento,e dovrebbe determinarsi, secondo le valutazione
effettuate dei tecnici , un surplus di ricavo di circa 4 milioni di euro.
Quindi un chiaro percorso, anche di natura organizzativa verso un’autonomia
definitiva.
CONCLUSIONI
La carta costituzionale indica con chiarezza la
potestà dei soggetti pubblici di determinare le proprie entrate, occupandosi
direttamente dell’amministrazione completa della riscossione dei propri
tributi. Gli ultimi governi, pur di
diverso segno politico, a fronte di una crisi
internazionale con ripercussioni su di una crisi nazionale già in atto, hanno
sacrificato gli enti locali riducendoli al compito di estensori ed esattori di
tributi. Inoltre hanno loro sottratto risorse, condannandoli a incassare unicamente
il malcontento della cittadinanza per la carenza e l’inefficienza dei servizi
divenuti insufficienti a causa del mancato trasferimento di fondi da parte
dello Stato, che ha determinato l’inadeguatezza delle finanze locali
impossibilitate a dare risposte ai diritti reclamati dai cittadini.
In particolare il Sud non solo
non vede risposte a una situazione specifica e antica di maggior disagio, ma
registra crescenti disattenzioni specifiche verso la terza città d’Italia, la
prima del meridione, per popolazione, storia e cultura.
Si ritiene altresì che, nel solco
del rispetto e della corretta applicazione attuativa della Costituzione
repubblicana, sia individuabile un
percorso d’autonomia amministrativa che permetta di dare risposte e soluzioni
ai diritti della cittadinanza locale. Un percorso che rappresenta
un’occasione per dimostrare valori, professionalità e adeguatezza della nuova
classe politica e dirigente meridionale. Il tutto inquadrato in un processo
collaborativo con altri territori del Sud per avviare un’autonomia
macroregionale, all’interno della quale Napoli possa svolgere un ruolo fattivo,
concreto e propositivo di capitale del Sud e faro del Mediterraneo.
2) Gestione Ciclo dei Rifiuti e Ambiente
Continuare a sostenere una opposizione intransigente
alla costruzione di nuovi inceneritori nel territorio del Comune di Napoli,
sviluppando sempre di più:
a)la raccolta differenziata “porta a porta”,
incentivando la vendita di prodotti domestici alla spina, continuando a
sviluppare le isole ecologiche per municipalità. Migliorare,compatibilmente
alla disponibilità di addetti,la qualità e l’intensità dello spazzamento.
b) Realizzare
nuovi impianti di compostaggio nel territorio del Comune e altri
“digestori” per i rifiuti organici e impianti per quelli secchi.
c) Promuovere, anche con incentivi, l’utilizzo
delle energie rinnovabili come il fotovoltaico, iniziando a dotare i tetti
degli edifici pubblici –che possano ospitarli- di pannelli fotovoltaici.
Hi-Tech
e Sviluppo
a) Realizzare reti wireless, a tecnologia
WiFi/mesh, WiMax etc etc… per consentire un accesso ad Internet veloce,
gratuito o per lo meno economicamente accessibile, diffuse quanto più possibile
in tutta la città, a partire dai punti di interesse storico e turistico, dai
parchi cittadini, dalle biblioteche, dalle stazioni della Metro etc., per
realizzare una grande rete Wireless cittadina, trovando sponsor di prestigio.
b) Promuovere e diffondere l’utilizzo di software
Open Source per avere un risparmio per gli uffici comunali.
3) Mobilità
a) Completare, accelerando il programma già
avviato, il percorso delle linee della metropolitana ed integrare la rete delle
varie linee metropolitane e funicolari, completando il progetto già avviato
negli anni precedenti.
b) Potenziare il trasporto pubblico, favorendo la
mobilità sostenibile (car sharing, bike sharing), programmare corse notturne
per metro e funicolari almeno nel weekend.
c) Istituzione di nuove ZTL estese, prevedendo il
controllo elettronico dei varchi e delle corsie preferenziali. Potenziamento
piste ciclabili.
d) Potenziare il collegamento con luoghi
turistici difficilmente raggiungibili, utilizzando bus navetta, a metano oppure
ad alimentazione elettrica, per render accessibili luoghi fondamentali del
turismo e della cultura.
e) Introdurre tariffe ed abbonamenti a basso
costo per le fasce più disagiate della cittadinanza, per le famiglie numerose e
per quegli enti che implementano correttamente il piano spostamento casa
lavoro.
f) Migliorare il sistema informativo della rete
dei trasporti cittadini, attivando specifici punti informazione
4) Politiche
di sviluppo sociale
a) Orientare la spesa del Comune di Napoli,
specialmente quella delle mense scolastiche, ai prodotti di qualità
dell'agricoltura campana e del Mezzogiorno sostenendo le produzioni
dell’agroalimentare, quelle sane, di qualità e biologica campana nell’ottica di
rilancio e sviluppo dell’economia del territorio.
b) Sostegno alle aziende del territorio in
relazione alla perdurante crisi economica, prevedendo strumenti al loro
sostegno/conversione
c) Percorso di sostegno e reintroduzione al
lavoro per le persone che perdano il posto di lavoro; prevedendo anche
l’assistenza per la sospensione del pagamento dei mutui contratti con le banche
fino all’avvenuta riassunzione del lavoratore, con rimodulazione del tasso di
interesse dell’eventuale mutuo in essere.
d) Sostegno alle famiglie con a carico anziani,
disabili, bambini, prevedendo convenzioni comunali con le strutture sul
territorio (case di riposo, strutture di sostegno, asili, ecc.). Assegno si
sostegno alle giovani coppie per la prima casa ed i nascituri, per un aiuto
concreto alle famiglie.
e)
Sostegno alle lotte dei precari della scuola
5) Urbanistica, sicurezza e politiche
storico-culturali
a) Continuare nell’opera di restauro e
preservazione dal degrado di monumenti del centro storico .
b) Riqualificazione del patrimonio immobiliare
della città e la rimodulazione delle concessioni e licenze anche in funzione
della vocazionalità e capacità di delle diverse zone della Città.
c) sicurezza: potenziamento della dotazione di
telecamere, includendo tavoli di ascolto con la cittadinanza per verificare la
percezione relativa alla sicurezza urbana.
d) Promozione di attività di formazione per la
rinascita dell'enorme patrimonio delle arti applicate, a salvaguardia e
riproposizione di un artigianato che ha visto sempre il Meridione in prima fila
perché custode e promotore, ieri come oggi, delle più straordinarie eccellenze
e creatività.
e) Creazione di presidi di legalità in ogni
quartiere della città realizzando sportelli di denuncia (anche anonima) di
azioni d'oppressione, prevaricazioni o gravi reati di tipo camorristico o
genericamente mafiose. Sostegno ai testimoni di giustizia, e a quelle
associazioni createsi nel nostro territorio a difesa e diffusione di concetti
della legalità e anche d’operatività in siti confiscati alla camorra.
f) Continuare nella rivisitazione della
toponomastica locale, modificando l’intitolazione di strade e piazze attualmente
dedicate a personaggi le cui responsabilità in merito a massacri nel paese,
specie al Sud, sono ormai universalmente accertate.
Partito del Sud
–Meridionalisti Progressisti con Luigi de Magistris
.
Il
contributo meridionalista progressista del Partito del Sud si concretizza
portando all’interno del programma politico della coalizione che sostiene Luigi
de Magistris, alcune tematiche quali:
1) Autonomia per Napoli
Questo
documento nasce dal mandato sull’Autonomia per Napoli ricevuto, con decreto
sindacale il 18/11/2015, da Andrea Balia ( Vicepresidente Nazionale del Partito
del Sud) e dà conto di un lavoro di analisi e riflessione sul testo della
Costituzione italiana incentrato in particolare sugli articoli e sui commi
riguardanti le condizioni e le modalità per la realizzazione di un’autonomia
gestionale in materia fiscale. Un’autonomia che consenta di restituire,
attraverso la gestione diretta dell’autorità amministrativa locale, il
controllo delle risorse agli uomini e alle donne che vivono, lavorano e votano
in un dato territorio. Si badi bene, non stiamo parlando di autonomia alla
ricerca di un mero argomento elettorale, di un espediente per divagare ed
eludere i problemi sul tappeto. Stiamo invece pensando a dare soluzioni
strutturali atte ad affrontare i grandi problemi nostri e dell’intero paese. Ed
è per questo che la nostra idea di autonomia si fonda e ricupera quel pensiero
socialista e gramsciano che ha molto riflettuto sulle modalità necessarie per
dirimere positivamente l’asimmetrica ripartizione di compiti fra, da una parte,
le amministrazioni locali onerate dell’ingrato compito di esattore dei tributi
e, dall’altra, l’Amministrazione centrale dello Stato, troppo spesso
responsabile di una non equanime ridistribuzione delle risorse ricevute dalla
periferia.
L’autonomia alla quale miriamo può apparire una
chimera, qualcosa di irraggiungibile, ma non è così. Occorre semplicemente fare
riferimento alla Costituzione Repubblicana, ribadendo, ancora una volta, la
necessità della sua applicazione integrale a garanzia e difesa di tutti i
cittadini. Un’attenta rilettura dei suoi articoli rivela difatti le possibilità
attuative che sono già in essa contenute, rendendo possibile, ai territori e
alle città che intendessero farne richiesta, l’ottenimento dell’autorizzazione
a una gestione in autonomia.
LEGGENDO LA
COSTITUZIONE
sono di sostanziale importanza alcuni commi degli articoli 114, 116, 118 e
119.
Art. 114,
Comma 2: Principio esplicativo
I Comuni, le
Provincie, le Città Metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri
statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.
Ovvero, è sancita la possibilità che una città, per giunta
dell’importanza storico/geografica come Napoli, da tutti riconosciuta come
capitale del Sud per i suoi trascorsi millenari, possa dotarsi di un proprio
statuto gestionale autonomo,all’interno e nel rispetto della cornice
costituzionale della Repubblica.
Art.116,
Comma 3: Analogia con le Regioni a Statuto Speciale
Pur riguardando le Regioni e non specificamente i comuni, si evince in
maniera chiara la possibilità costituzionale di prevedere “ulteriori
forme e condizioni particolari di autonomia”.
Art. 118,
Comma 2: Specificità evidenziata
I Comuni, le
Provincie e le Città Metropolitane sono titolari di funzioni amministrative
proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le
rispettive competenze.
Viene espressa in modo palese la differenziazione specifica di funzioni
diversificate di cui ogni singolo comune riterrà opportuno dotarsi nell’organizzazione
amministrativa,sempre secondo il conferimento derivante da legge statale e/o
regionale.
Art. 119: i sette
commi che seguono
-
Comma 1
I Comuni, le Provincie e le Città Metropolitane e le Regioni hanno
autonomia finanziaria di entrata e di spesa.
Viene sancita in maniera esplicita che
l’autonomia finanziaria è da ritenersi la regola.
-
Comma 2
I Comuni, le Province, le Città Metropolitane e le Regioni hanno risorse
autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate proprie, in armonia con
la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e
del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi
erariali riferibili al loro territorio.
Vengono evidenziate le due specificità delle
risorse dei Comuni: quelle di natura autonoma e quelle di compartecipazione al
gettito di tributi erariali riferiti al territorio.
-
Comma 3
La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di
destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante.
Si specifica che, rapportandosi al gettito
dell’IMU, già esiste nei fatti un fondo di solidarietà comunale che sostituisce
l’eventuale mancata applicazione del fondo perequativo, che qualora esistesse
attenuerebbe comunque l’autonomia del comune.
-
Comma 4
Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti consentono ai
Comuni, alle Province, alle Città Metropolitane e alle Regioni di finanziare
integralmente le funzioni pubbliche attribuite.
Si tratta di un comma d’estrema importanza che
sancisce il principio essenziale in virtù del quale i Comuni, le Province, le
Città Metropolitane e le Regioni, in quanto enti autonomi, sono titolari della
funzione di organizzare amministrativamente l’esazione delle risorse – tra
compartecipazione e perequazione (o sostitutivo) – al fine di attuare la totale
copertura della spesa dei servizi. Servizi, i cui livelli, vengono determinati
dallo Stato nella loro essenzialità di diritti sociali e civili da garantirsi
su tutto il territorio nazionale senza differenza alcuna (Art. 117). Però, per
quanto sanciti, i livelli in questione non sono mai stati indicati con
esattezza al fine di poterne determinare con precisione la somma a copertura
integrale dei servizi in oggetto. Mancanza che finisce per accentuare
l’autonomia gestionale e valutativa dell’ente locale.
-
Comma 5
Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale,
per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo
esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal
normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed
effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città
Metropolitane e Regioni.
Sancisce l’eventuale intervento aggiuntivo dello
Stato con l’apporto di ulteriori risorse destinate a economia, solidarietà e
uguaglianza sociale.
-
Comma 6 e 7
I Comuni, le Province, le Città Metropolitane e le Regioni hanno un proprio
patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge
dello Stato. Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di
investimento. E’ esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi
contratti.
Nei fatti esplicita ancor più il principio
d’autonomia dell’ente locale che, a fronte di eventuali finanziamenti per spese
d’investimento, può provvedere senza chiedere o usufruire di garanzie statali.
ANDAMENTO TRASFERIMENTI PUBBLICI AL
COMUNE DI NAPOLI
Dall’introduzione del Federalismo Fiscale la riduzione dei trasferimenti
evidenzia l’attuale saldo negativo.
Dal dato di 646.437.167 € di trasferimenti
del 2010, antecedenti il Federalismo Fiscale, in un progressivo
decadimento, si è arrivati a 259.000.000 € nel 2015 come dato del
Fondo di Solidarietà Comunale (-65.032.315 €) tra saldo dare e avere, da
cui se ne ricava un taglio totale di 387.000.000 €! Parlare addirittura
di città assistita quando ciò che versano i contribuenti di Napoli è superiore
a quanto resta per servizi pubblici o sotto la voce d’erogazioni dirette, è
inappropriato oltre che falso come si evince dalla inoppugnabilità dei numeri.
La media nazionale procapite riguardo a investimenti, sanità, trasporti e
pensioni è inferiore. La città non ha alcuna motivazione logica per essere
considerata assistita su servizi che può autogestire da sola.
Inoltre, a conferma della predisposizione
virtuosa del Comune e del fatto che l’autogestione possa funzionare, sta il
fatto che Napoli occupa il 4°posto in Italia per risparmio sulle spese
rispetto al 2010 (numeri ereditati) con un ottimo -162,9 milioni di € per
i consumi intermedi.
RIGUARDO AL FEDERALISMO FISCALE
Che il Federalismo Fiscale sia carente nel
funzionamento e nell’applicazione è cosa ormai certa e supportata dai fatti.
Sono stati licenziati calcoli penalizzanti, come nel caso clamoroso degli Asili
Nido, dove partendo da dati storici d’erogazione del 2010, l’attribuzione dei
fabbisogni standard ha visto Napoli ricevere un terzo rispetto a città come
Torino che ha numeri nettamente inferiori in termini di abitanti. Così dicasi
per i fondi di perequazione, calcolando i livelli di prestazioni a quote basse
in teoria pagabili da tutti i comuni; e per sovrappeso, in caso di livello più
alto, il fondo non è tagliabile per non violare il comma 4 dell’articolo 119.
Conseguenza è la mancata garanzia dei diritti basici a tutta la cittadinanza in
termini egualitari. Va poi ricordato che nel 2013 la modifica da “fondo di
perequazione” a “fondo di solidarietà comunale” non alimentabile dallo Stato ma
integrato dai comuni con una percentuale del 38% dell’IMU. Nel 2015 “per
esigenze di cassa” lo Stato è andato addirittura prelevare 1,2 miliardi di €
dal fondo di solidarietà comunale, paradossalmente “perequando all’inverso”.
FEDERALISMO DEMANIALE
In un’ottica di ampliamento del concetto
d’autonomia va perseguita inoltre l’opera, già avviata dal Consiglio Comunale
col Demanio, per mettere a reddito sociale ed economico e d’utilità collettiva,
sotto la competenza del Comune, tutto ciò che viene trasferito o potrà esserlo
anche in futuro, come beni demaniali e altro. Il Partito del Sud vanta in
merito la concreta e fruttuosa esperienza di successo maturata al governo della
città di Gaeta dal 2010 al 2013 con il meritorio lavoro del suo Presidente
Onorario Antonio Ciano, in qualità di Assessore al Demanio, riportando 6 siti
(tra i tanti espropriati dal governo centrale) sotto l’egida e la competenza e
gestione del Comune.
COSA FARE
Ovvio e consequenziale ipotizzare
l’obiettivo che il Comune di Napoli auspichi e richieda di essere considerato
legalmente autonomo in materia fiscale. Perché ciò sia attuabile e sostenibile
risulta prioritaria, onde affrancarsi dal fondo di solidarietà, l’individuazione
di risorse locali per reperire almeno 259.000.000
€. Possono
essere ipotizzabili, e meritabili di approfondimento d’ulteriori e accurati
studi, diverse ipotesi d’imposte che abbiano, in ogni caso, attinenza al
territorio. Saltano subito all’occhio due voci come:
1) Compartecipazione al gettito
Irpef in punti percentuali;
La quota percentuale dovrebbe corrispondere all’incirca a punti 1,2/1,3,
onde attuare la copertura di 109.000.000
€, fermo
restando confermata la base di partenza di
150.000.000 € stimata per
Napoli. Quindi cessione d’una quota percentuale del gettito Irpef proveniente
dal contribuente napoletano ivi residente. Nel 2011 fu previsto il beneficio ai
comuni sull’imposta Irpef, ma poi successivo Patto di Stabilità l’abolì.
2) Imposte su trasferimenti immobili
A livello nazionale il valore è poco meno di € 9.000.000 tra IVA Catastale e Ipotecaria, Registro e bollo,
donazioni e successioni.
Le due voci porterebbero a un saldo vicino allo zero, con un risultato di
sicura miglioria economica per il Comune senza alcun sacrificio suppletivo per
i contribuenti. Superfluo indicare gli obiettivi perseguibili su cui
indirizzare le risorse che saranno individuate da attenta analisi delle
priorità da affrontare: turismo, trasporto urbano, risistemazioni stradali,
riqualificazione periferie, ecc. Auspicabile un’eventuale e possibile riduzione
fiscale delle imposte (vedi addizionale Tasi e Irpef). Inutile rilevare quanto
sia necessaria un’estrema cura per riuscire nell’impresa.
3) Beni demaniali
Mettere a reddito sociale ed economico e
d’utilità collettiva, sotto la competenza del Comune, tutto ciò che viene
trasferito e che potrà esserlo anche in futuro, come beni demaniali. Quindi
fonti di reddito autogestito da riversare in servizi ed esigenze per la
cittadinanza ottenibili da una sana e autonoma gestione dei beni in oggetto. Da
tenere in conto le spiagge, il cui uso e concessione può essere considerata
fonte di reddito per l’amministrazione comunale. Idem dicasi per le tasse
portuali.
ULTERIORI FUNZIONI
A completamento di un funzionamento autonomo sono di competenza comunale
anche altre funzioni come ad esempio Edilizia Pubblica e Privata, Protezione
Civile, Beni architettonici e artistici da preservare e valorizzare,
Pianificazione e Sviluppo Urbano. Alcuni con accordi preventivi con Regione
Campania, Ministeri competenti e Presidenza del Consiglio. Andrebbe inoltre
valutata l’ulteriore possibilità d’implementare proprie imposte (tasse sul
reddito delle imprese e delle persone fisiche, oltre una soglia di reddito
consistente), ovvero aliquote specifiche che, nel rispetto della realtà locale
maggiormente bisognosa, possano favorire e attrarre investimenti dall’estero.
DARE E AVERE
Prelievo dal Fondo di Solidarietà Comunale da parte dello Stato e
assegnazione al Comune di Napoli delle risorse scaturenti dalle suddette
proposte e altre ulteriori ed eventuali, al fine di un pareggio a saldo.
AUTONOMIA NON AUTARCHIA
Siamo convinti che il federalismo e
l’autonomia non si costruiscano solo con la fiscalità, ma con un progetto che
metta insieme le diverse realtà autonome in uno spirito di rete virtuosa tra
territori. Quando parliamo di autonomia chiedendo un maggior ruolo per le Città
Metropolitane e in particolare per Napoli, non lo facciamo per perseguire un
progetto autarchico e di “isolazionismo autosufficiente”, ma per favorire la
formazione di entità territoriali autonome, in grado pertanto di badare e
governare sé stesse, che puntino alla creazione di una rete virtuosa delle
autonomie (del Sud in particolare). Animate anche dal perseguimento
dell’obiettivo di promuovere ed eventualmente migliorare iniziative del Governo
centrale volte allo sviluppo dei territori nel loro insieme. Queste entità e in
particolare le Città Metropolitane possono, nel loro ambito e con altre entità
simili, giocare un ruolo di guida e di coordinamento per la migliore
amministrazione di parti cospicue del territorio nazionale.
Ecco perché, già dal febbraio 2014
nell’incontro di Bari tra i sindaci di Bari e Napoli auspicammo la formazione, nel rispetto della Costituzione (che peraltro lo
prevede) e nel rispetto delle prerogative del Governo, di un fattivo Coordinamento tra
Regioni e Città Metropolitane del Sud al fine di sostenere la ripartenza di quest’area e
con essa dell’intero Paese. Crediamo che questa svolta, avviata dalla regione
Puglia negli ultimi mesi in maniera sperimentale, debba essere portata avanti
puntando su una forte collaborazione multiregionale di prossimità, alla ricerca di
sinergie tra le Regioni più vicine e tra Città le Metropolitane del Sud, alle
quali deve essere concessa una maggiore autonomia progettuale e finanziaria.
In considerazione del dualismo che affligge l’economia italiana da
oltre centocinquant’anni, la strategia per uscire definitivamente dalla
situazione attuale va condotta facendo richiesta allo Stato centrale, di una
AUTONOMIA che consenta alle sette
Regioni meridionali unite (Lazio abruzzese e campano incluso), così come previsto e consentito
dall’Art.132 della Costituzione, di formare una MACROREGIONE, in grado di sviluppare
il loro futuro secondo i propri specifici interessi e la propria vocazione
economica, ovviamente, vale la pena ribadirlo, nel rispetto dei dettami
Costituzionali.
Grazie a questo modus operandi si potrebbero governare meglio i territori, con un
progetto di sviluppo rispettoso delle loro caratteristiche geografiche,
storiche, culturali e sociali, un progetto proveniente dagli stessi territori,
un progetto che meglio potrebbe ridisegnare, rappresentare e rendere credibile, grazie all’azione
congiunta dei Governatori e dei Sindaci del Mezzogiorno. Sarebbe in tal modo
possibile attuare finalmente una
politica meridionalista avente l’obiettivo di risolvere non soltanto i cronici
problemi del Sud causati dagli errori commessi durante il processo unitario, ma
anche e soprattutto di contribuire in maniera forte ed essenziale a un
rinnovato e più equilibrato sviluppo dell’intero paese. Mettere in moto un
cammino di sviluppo per il Mezzogiorno, un cammino voluto, progettato e guidato
dalle genti del Sud rappresenta un’opportunità unica e non più rinviabile per
l’intero paese.
Siamo convinti che, per non correre il rischio
di cadere nell’isolazionismo, la realizzazione della nostra idea della
Autonomia possa aumentare le possibilità di successo se Napoli si pone a capo,
come modello ed esempio, delle altre Città Metropolitane. Di quelle del Sud
prima e di tutte le altre poi, per progettare insieme il futuro del paese.
Napoli
è pronta ad assumere questo ruolo ed è pronta a realizzare un progetto di
autonomia dei territori non autarchico ma fortemente collaborativo, nella
convinta coscienza che la trasformazione dell’autonomia in autarchia
rappresenterebbe un’involuzione esiziale che avrebbe gravissime conseguenze.
COME ATTUARE L’ESAZIONE
Il
Comune dovrà farsi carico della riscossione delle tasse dei cittadini. E’ già
previsto un nuovo organismo dal nome “Napoli Riscossione” che andrà a
sostituire “Equitalia”. Si tratta d’un soggetto unico per la gestione delle
entrate comunali e nodo di interscambio tra le realtà istituzionali che
partecipano a vario titolo al processo impositivo (Equitalia, Catasto, Garante
del contribuente, autorità giudiziarie, ordini professionali, camere di
commercio e società partecipate).Tra gli obiettivi ci sono quelli della
semplificazione e della trasparenza I cittadini potranno anche rivolgesi agli
sportelli delle 10 municipalità e, probabilmente, anche attraverso i CAF.
“Napoli Riscossione” dovrà avere a regime un punto di pareggio a un aggio tra
il 3,5 e il 4 per cento,e dovrebbe determinarsi, secondo le valutazione
effettuate dei tecnici , un surplus di ricavo di circa 4 milioni di euro.
Quindi un chiaro percorso, anche di natura organizzativa verso un’autonomia
definitiva.
CONCLUSIONI
La carta costituzionale indica con chiarezza la
potestà dei soggetti pubblici di determinare le proprie entrate, occupandosi
direttamente dell’amministrazione completa della riscossione dei propri
tributi. Gli ultimi governi, pur di
diverso segno politico, a fronte di una crisi
internazionale con ripercussioni su di una crisi nazionale già in atto, hanno
sacrificato gli enti locali riducendoli al compito di estensori ed esattori di
tributi. Inoltre hanno loro sottratto risorse, condannandoli a incassare unicamente
il malcontento della cittadinanza per la carenza e l’inefficienza dei servizi
divenuti insufficienti a causa del mancato trasferimento di fondi da parte
dello Stato, che ha determinato l’inadeguatezza delle finanze locali
impossibilitate a dare risposte ai diritti reclamati dai cittadini.
In particolare il Sud non solo
non vede risposte a una situazione specifica e antica di maggior disagio, ma
registra crescenti disattenzioni specifiche verso la terza città d’Italia, la
prima del meridione, per popolazione, storia e cultura.
Si ritiene altresì che, nel solco
del rispetto e della corretta applicazione attuativa della Costituzione
repubblicana, sia individuabile un
percorso d’autonomia amministrativa che permetta di dare risposte e soluzioni
ai diritti della cittadinanza locale. Un percorso che rappresenta
un’occasione per dimostrare valori, professionalità e adeguatezza della nuova
classe politica e dirigente meridionale. Il tutto inquadrato in un processo
collaborativo con altri territori del Sud per avviare un’autonomia
macroregionale, all’interno della quale Napoli possa svolgere un ruolo fattivo,
concreto e propositivo di capitale del Sud e faro del Mediterraneo.
2) Gestione Ciclo dei Rifiuti e Ambiente
Continuare a sostenere una opposizione intransigente
alla costruzione di nuovi inceneritori nel territorio del Comune di Napoli,
sviluppando sempre di più:
a)la raccolta differenziata “porta a porta”,
incentivando la vendita di prodotti domestici alla spina, continuando a
sviluppare le isole ecologiche per municipalità. Migliorare,compatibilmente
alla disponibilità di addetti,la qualità e l’intensità dello spazzamento.
b) Realizzare
nuovi impianti di compostaggio nel territorio del Comune e altri
“digestori” per i rifiuti organici e impianti per quelli secchi.
c) Promuovere, anche con incentivi, l’utilizzo
delle energie rinnovabili come il fotovoltaico, iniziando a dotare i tetti
degli edifici pubblici –che possano ospitarli- di pannelli fotovoltaici.
Hi-Tech
e Sviluppo
a) Realizzare reti wireless, a tecnologia
WiFi/mesh, WiMax etc etc… per consentire un accesso ad Internet veloce,
gratuito o per lo meno economicamente accessibile, diffuse quanto più possibile
in tutta la città, a partire dai punti di interesse storico e turistico, dai
parchi cittadini, dalle biblioteche, dalle stazioni della Metro etc., per
realizzare una grande rete Wireless cittadina, trovando sponsor di prestigio.
b) Promuovere e diffondere l’utilizzo di software
Open Source per avere un risparmio per gli uffici comunali.
3) Mobilità
a) Completare, accelerando il programma già
avviato, il percorso delle linee della metropolitana ed integrare la rete delle
varie linee metropolitane e funicolari, completando il progetto già avviato
negli anni precedenti.
b) Potenziare il trasporto pubblico, favorendo la
mobilità sostenibile (car sharing, bike sharing), programmare corse notturne
per metro e funicolari almeno nel weekend.
c) Istituzione di nuove ZTL estese, prevedendo il
controllo elettronico dei varchi e delle corsie preferenziali. Potenziamento
piste ciclabili.
d) Potenziare il collegamento con luoghi
turistici difficilmente raggiungibili, utilizzando bus navetta, a metano oppure
ad alimentazione elettrica, per render accessibili luoghi fondamentali del
turismo e della cultura.
e) Introdurre tariffe ed abbonamenti a basso
costo per le fasce più disagiate della cittadinanza, per le famiglie numerose e
per quegli enti che implementano correttamente il piano spostamento casa
lavoro.
f) Migliorare il sistema informativo della rete
dei trasporti cittadini, attivando specifici punti informazione
4) Politiche
di sviluppo sociale
a) Orientare la spesa del Comune di Napoli,
specialmente quella delle mense scolastiche, ai prodotti di qualità
dell'agricoltura campana e del Mezzogiorno sostenendo le produzioni
dell’agroalimentare, quelle sane, di qualità e biologica campana nell’ottica di
rilancio e sviluppo dell’economia del territorio.
b) Sostegno alle aziende del territorio in
relazione alla perdurante crisi economica, prevedendo strumenti al loro
sostegno/conversione
c) Percorso di sostegno e reintroduzione al
lavoro per le persone che perdano il posto di lavoro; prevedendo anche
l’assistenza per la sospensione del pagamento dei mutui contratti con le banche
fino all’avvenuta riassunzione del lavoratore, con rimodulazione del tasso di
interesse dell’eventuale mutuo in essere.
d) Sostegno alle famiglie con a carico anziani,
disabili, bambini, prevedendo convenzioni comunali con le strutture sul
territorio (case di riposo, strutture di sostegno, asili, ecc.). Assegno si
sostegno alle giovani coppie per la prima casa ed i nascituri, per un aiuto
concreto alle famiglie.
e)
Sostegno alle lotte dei precari della scuola
5) Urbanistica, sicurezza e politiche
storico-culturali
a) Continuare nell’opera di restauro e
preservazione dal degrado di monumenti del centro storico .
b) Riqualificazione del patrimonio immobiliare
della città e la rimodulazione delle concessioni e licenze anche in funzione
della vocazionalità e capacità di delle diverse zone della Città.
c) sicurezza: potenziamento della dotazione di
telecamere, includendo tavoli di ascolto con la cittadinanza per verificare la
percezione relativa alla sicurezza urbana.
d) Promozione di attività di formazione per la
rinascita dell'enorme patrimonio delle arti applicate, a salvaguardia e
riproposizione di un artigianato che ha visto sempre il Meridione in prima fila
perché custode e promotore, ieri come oggi, delle più straordinarie eccellenze
e creatività.
e) Creazione di presidi di legalità in ogni
quartiere della città realizzando sportelli di denuncia (anche anonima) di
azioni d'oppressione, prevaricazioni o gravi reati di tipo camorristico o
genericamente mafiose. Sostegno ai testimoni di giustizia, e a quelle
associazioni createsi nel nostro territorio a difesa e diffusione di concetti
della legalità e anche d’operatività in siti confiscati alla camorra.
f) Continuare nella rivisitazione della
toponomastica locale, modificando l’intitolazione di strade e piazze attualmente
dedicate a personaggi le cui responsabilità in merito a massacri nel paese,
specie al Sud, sono ormai universalmente accertate.
Partito del Sud
–Meridionalisti Progressisti con Luigi de Magistris
.
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