Per questi motivi il Partito del Sud ha deciso di partecipare con una sua delegazione laziale alla manifestazione del 7 maggio a Roma contro il TTIP, un'altra battaglia per il nostro Sud che deve già lottare contro il colonialismo interno italiano che ci ammorba da più di 150 anni e ora anche contro l'Europa che pretende di meridionalizzare tutto il Sud di Europa e contro questi trattati che renderebbero "Sud del mondo" tutti i lavoratori e "Nord" una ristretta cerchia di industriali, banchieri, finanzieri e top manager sempre più avidi. Ma ci saranno anche dei "briganti" a contrastarli, oggi come ieri sulle barricate per uno sviluppo sostenibile e per una maggiore uguaglianza, contro gli invasori, gli oppressori, i "galantuomini e liberali", i padroni di ieri e di oggi ...ora e sempre RESISTENZA!!!
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mercoledì 4 maggio 2016
Il Partito del Sud partecipa alla manifestazione di Roma del 7 maggio contro il TTIP!
Cosa si nasconde dietro questa sigla oscura ed un po' inquietante come TTIP?
Si hanno poche notizie in realtà dai media italiani, molto piu' impegnati su lunghe ed inutili polemiche politiche interne o sulle ultime altrettanto inutili dichiarazioni propagandistiche di Renzi, bisogna informarsi da soli e andare un po' in rete o sui pochi giornali che trattano di temi internazionali, molto pochi nel desolante mondo dell'informazione del belpaese, per capire. Si tratta in effetti di un trattato commerciale in discussione tra USA e UE che è rimasto a lungo per molti dettagli segreto e che vuole liberalizzare, ancora di più di oggi, gli scambi tra le due sponde dell'Oceano Atlantico per aumentare gli scambi tra America ed Europa e quindi teoricamente, molto teoricamente, dovrebbe portare più ricchezza per "tutti".
Come mai ci sono proteste soprattutto negli Stati Uniti contro questo trattato? Come mai l'unico candidato realmente di sinistra, Bernie Sanders, che difficilmente riuscirà a battere alle primarie il candidato democratico Hillary Clinton sostenuto da tutte le principali lobbies di potere e l'establishment di Wall Street, è decisamente contrario? Come mai alcuni gruppi antagonisti e di sinistra vera (quella vera, non quella annacquata "sinistra alla verdiniana" un po' di moda oggi in Italia...) sono contrari e manifestano in paesi europei come in Germania, ad esempio a Berlino ad ottobre scorso centinaia di migliaia sono scese in piazza contro il trattato , senza che nessuno lo riportasse in Italia?
E' facile capirlo, andando a leggere alcuni documenti in rete, ad esempio quelli divulgati e desecretati da Greenpeace e disponibili sul sito italiano del Coordinamento AntiTTIP, sembrerebbe davvero il punto di non ritorno del neoliberismo 2.0.
Si tratta infatti di un vero e proprio tentativo di "golpe" neoliberista che fa fuori quel po' di democrazia rimasta a favore degli interessi di multinazionali, definendo una sorta di NATO economica ufficiale accanto a quella militare, in grado di imporre le proprie scelte a livello sovranazionale ai governi e...udite udite...imporre anche standard qualitativi su merci e prodotti diversi da quelli attuali, si potrebbe ad esempio dare il via libera agli OGM, si potrebbero rilassare anche i vincoli ambientali ancora di più alla mercé degli interessi commerciali delle multinazionali del petrolio (cammino già avviato tragicamente da Renzi nell'ultimo periodo...). Insomma tutto fa capire che invece di esportare diritti e ricchezza per tutti, si taglierebbero diritti dei lavoratori che verrebbero adeguati tutti verso il basso, un po' e pure peggio di quello che è successo con la globalizzazione degli anni '90 di fine secolo scorso che ha aumentato le disuguaglianze in Europa e in USA, con un eccesso sfrenato di liberismo e deregulation che per anni ci ha ingannati con "la mano invisibile del mercato" che avrebbe dovuto equilibrare gli scompensi....abbiamo capito da tempo che questa funzione il libero mercato non ce l'ha, serve la buona politica che mette regole e vincoli per difendere il 99% della popolazione e non quell' 1% di super-ricchi, top manager, banchieri, finanzieri etc etc che hanno concentrato la maggior parte delle ricchezza e ambiscono a farlo sempre di più.
Per questi motivi il Partito del Sud ha deciso di partecipare con una sua delegazione laziale alla manifestazione del 7 maggio a Roma contro il TTIP, un'altra battaglia per il nostro Sud che deve già lottare contro il colonialismo interno italiano che ci ammorba da più di 150 anni e ora anche contro l'Europa che pretende di meridionalizzare tutto il Sud di Europa e contro questi trattati che renderebbero "Sud del mondo" tutti i lavoratori e "Nord" una ristretta cerchia di industriali, banchieri, finanzieri e top manager sempre più avidi. Ma ci saranno anche dei "briganti" a contrastarli, oggi come ieri sulle barricate per uno sviluppo sostenibile e per una maggiore uguaglianza, contro gli invasori, gli oppressori, i "galantuomini e liberali", i padroni di ieri e di oggi ...ora e sempre RESISTENZA!!!
Per questi motivi il Partito del Sud ha deciso di partecipare con una sua delegazione laziale alla manifestazione del 7 maggio a Roma contro il TTIP, un'altra battaglia per il nostro Sud che deve già lottare contro il colonialismo interno italiano che ci ammorba da più di 150 anni e ora anche contro l'Europa che pretende di meridionalizzare tutto il Sud di Europa e contro questi trattati che renderebbero "Sud del mondo" tutti i lavoratori e "Nord" una ristretta cerchia di industriali, banchieri, finanzieri e top manager sempre più avidi. Ma ci saranno anche dei "briganti" a contrastarli, oggi come ieri sulle barricate per uno sviluppo sostenibile e per una maggiore uguaglianza, contro gli invasori, gli oppressori, i "galantuomini e liberali", i padroni di ieri e di oggi ...ora e sempre RESISTENZA!!!
Enzo Riccio
Partito del Sud - sez. "Lucio Barone" Roma
Cosa si nasconde dietro questa sigla oscura ed un po' inquietante come TTIP?
Si hanno poche notizie in realtà dai media italiani, molto piu' impegnati su lunghe ed inutili polemiche politiche interne o sulle ultime altrettanto inutili dichiarazioni propagandistiche di Renzi, bisogna informarsi da soli e andare un po' in rete o sui pochi giornali che trattano di temi internazionali, molto pochi nel desolante mondo dell'informazione del belpaese, per capire. Si tratta in effetti di un trattato commerciale in discussione tra USA e UE che è rimasto a lungo per molti dettagli segreto e che vuole liberalizzare, ancora di più di oggi, gli scambi tra le due sponde dell'Oceano Atlantico per aumentare gli scambi tra America ed Europa e quindi teoricamente, molto teoricamente, dovrebbe portare più ricchezza per "tutti".
Come mai ci sono proteste soprattutto negli Stati Uniti contro questo trattato? Come mai l'unico candidato realmente di sinistra, Bernie Sanders, che difficilmente riuscirà a battere alle primarie il candidato democratico Hillary Clinton sostenuto da tutte le principali lobbies di potere e l'establishment di Wall Street, è decisamente contrario? Come mai alcuni gruppi antagonisti e di sinistra vera (quella vera, non quella annacquata "sinistra alla verdiniana" un po' di moda oggi in Italia...) sono contrari e manifestano in paesi europei come in Germania, ad esempio a Berlino ad ottobre scorso centinaia di migliaia sono scese in piazza contro il trattato , senza che nessuno lo riportasse in Italia?
E' facile capirlo, andando a leggere alcuni documenti in rete, ad esempio quelli divulgati e desecretati da Greenpeace e disponibili sul sito italiano del Coordinamento AntiTTIP, sembrerebbe davvero il punto di non ritorno del neoliberismo 2.0.
Si tratta infatti di un vero e proprio tentativo di "golpe" neoliberista che fa fuori quel po' di democrazia rimasta a favore degli interessi di multinazionali, definendo una sorta di NATO economica ufficiale accanto a quella militare, in grado di imporre le proprie scelte a livello sovranazionale ai governi e...udite udite...imporre anche standard qualitativi su merci e prodotti diversi da quelli attuali, si potrebbe ad esempio dare il via libera agli OGM, si potrebbero rilassare anche i vincoli ambientali ancora di più alla mercé degli interessi commerciali delle multinazionali del petrolio (cammino già avviato tragicamente da Renzi nell'ultimo periodo...). Insomma tutto fa capire che invece di esportare diritti e ricchezza per tutti, si taglierebbero diritti dei lavoratori che verrebbero adeguati tutti verso il basso, un po' e pure peggio di quello che è successo con la globalizzazione degli anni '90 di fine secolo scorso che ha aumentato le disuguaglianze in Europa e in USA, con un eccesso sfrenato di liberismo e deregulation che per anni ci ha ingannati con "la mano invisibile del mercato" che avrebbe dovuto equilibrare gli scompensi....abbiamo capito da tempo che questa funzione il libero mercato non ce l'ha, serve la buona politica che mette regole e vincoli per difendere il 99% della popolazione e non quell' 1% di super-ricchi, top manager, banchieri, finanzieri etc etc che hanno concentrato la maggior parte delle ricchezza e ambiscono a farlo sempre di più.
Per questi motivi il Partito del Sud ha deciso di partecipare con una sua delegazione laziale alla manifestazione del 7 maggio a Roma contro il TTIP, un'altra battaglia per il nostro Sud che deve già lottare contro il colonialismo interno italiano che ci ammorba da più di 150 anni e ora anche contro l'Europa che pretende di meridionalizzare tutto il Sud di Europa e contro questi trattati che renderebbero "Sud del mondo" tutti i lavoratori e "Nord" una ristretta cerchia di industriali, banchieri, finanzieri e top manager sempre più avidi. Ma ci saranno anche dei "briganti" a contrastarli, oggi come ieri sulle barricate per uno sviluppo sostenibile e per una maggiore uguaglianza, contro gli invasori, gli oppressori, i "galantuomini e liberali", i padroni di ieri e di oggi ...ora e sempre RESISTENZA!!!
Per questi motivi il Partito del Sud ha deciso di partecipare con una sua delegazione laziale alla manifestazione del 7 maggio a Roma contro il TTIP, un'altra battaglia per il nostro Sud che deve già lottare contro il colonialismo interno italiano che ci ammorba da più di 150 anni e ora anche contro l'Europa che pretende di meridionalizzare tutto il Sud di Europa e contro questi trattati che renderebbero "Sud del mondo" tutti i lavoratori e "Nord" una ristretta cerchia di industriali, banchieri, finanzieri e top manager sempre più avidi. Ma ci saranno anche dei "briganti" a contrastarli, oggi come ieri sulle barricate per uno sviluppo sostenibile e per una maggiore uguaglianza, contro gli invasori, gli oppressori, i "galantuomini e liberali", i padroni di ieri e di oggi ...ora e sempre RESISTENZA!!!
Enzo Riccio
Partito del Sud - sez. "Lucio Barone" Roma
sabato 30 aprile 2016
Il Partito del Sud in corsa anche a Torremaggiore ( FG).
Il Partito del Sud in corsa anche a Torremaggiore ( FG).
In bocca al lupo agli amici del Partito del Sud - Puglia #ioVotoPartitodelSUD
Tre candidati sindaco a San Giovanni Rotondo, cinque a Torremaggiore: si vota in 10 comuni
Domenica 5 giugno si vota anche a Candela, Ascoli Satriano, Vieste, San Marco in Lamis, Serracapriola, Alberona, Casalnuovo, Monterotaro e Zapponeta
Domenica 5 giugno dieci comuni della provincia di Foggia saranno chiamati a rinnovare il Consiglio comunale e ad eleggere il nuovo sindaco. Riflettori puntati sui due comuni superiori a 15mila abitanti in cui è prevista la possibilità del turno di ballottaggio fissato il 19 giugno dello stesso mese, San Giovanni Rotondo e Torremaggiore.
SAN GIOVANNI ROTONDO. Nella città di San Pio al momento è sfida a tre. Ci riproverà il primo cittadino uscente Luigi Pompilio con il progetto ‘#ilcambiamentocontinua insieme a te’ di cui fanno parte la lista del sindaco ‘Amo San Giovanni Rotondo’, il Movimento Federalista di Mario Urbano, i Fratelli D’Italia di Antonio Ritrovato, Noi con Salvini di Saverio Siorini, Capitanata Popolare e IDEA. Ancora da sciogliere il nodo Forza Italia.
Per contrastare il sindaco-ingegnere, il Partito Democratico, il PSI di Chiumento e Scelta Civica (senza la lista Emiliano che si è sfilata dalla competizione), puntano sul noto avvocato Leonardo Maruzzi. I democratici starebbero per chiudere la coalizione a sei liste, compresa quella che porta il nome del candidato sindaco
Nemmeno il centro sta a guardare. Le voci della candidatura a sindaco di Costanzo Cascavilla, assumeranno a breve i crismi dell’ufficialità. Con lui ci sono i Popolari, l’Unione di Centro, i Conservatori e Riformisti e il Partito della Città, quindi Giuseppe Miglionico, i fratelli Mangiacotti, Pio Mischitelli, Mauro Cappucci, Salvatore Palladino, Claudio Russo e Antonio Placentino, così come riportato da Sangiovannirotondonet.it
TORREMAGGIORE. Nella città dell'Alto Tavoliere sono cinque i candidati sindaco. Il dott. Salvatore Leccisotti per la coalizione ‘Responsabilità e Rinnovamento’ costituita dal Partito Democratico e dal libero movimento di opinione ‘Città Nostra’. Marco Faienza a capo della lista ‘Insieme per la terra nostra’ appoggiato dal Nuovo PSI di Giovanni Alfonzo, Lino Monteleone per la coalizione di centrodestra ‘Innanzitutto Torremaggiore’ formata da Forza Italia, Civica Liberi di Nadia Cardillo e Sergio Gildone, Agire per Torremaggiore, Comitato civico viviamo per Torremaggiore, Civica impegno comune per Torremaggiore, Unione di Centro e Torremaggiore Libera e Democratica. Ai tre uomini si sono aggiunte due donne: Gisella Naturale per il Movimento 5 Stelle e la dott.ssa Anna Lamedica a capo della coalizione ‘Rinascita Cittadina’ appoggiata dall’Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e Partito del Sud.
SAN MARCO IN LAMIS. Nella cittadina garganica dei due conventi è sfida a due. Se la giocano Pasquale Spagnoli, attuale presidente del Consiglio comunale e candidato sindaco della lista ‘San Marco nel cuore’, sostenuta da Rifondazione Comunista, Socialismo Dauno e l’Unione di Centro del primo cittadino uscente l’on. Angelo Cera, e l’ex assessore della Giunta Lombardi, Michele Merla, candidato sindaco di ‘Per San Marco’, la civica che va dalla sinistra vendoliana al Partito Democratico, da Possibile all’Arci, dai moderati ai cattolici, dal mondo dell’associazionismo a quello del volontariato. Più incerto il destino di Forza Italia, in difficoltà con la composizione della lista e alle prese con le fresche dimissioni del segretario cittadino, il giovane gattiano Luigi Mossuto, che Angelo Cera vorrebbe in lista tra i sedici. Il mirandiano Angelo Ianzano troverebbe un posto nella lista di Michele Merla. Nessuna notizia, al momento, dei cinquestelle, al cui interno permane la frattura tra lo storico attivista Luigi La Riccia e Sacha De Giovanni del Meetup 5 Stelle San Marco in Lamis.
VIESTE. Sul Gargano riflettori puntati nella città del faro, nelle scorse settimane teatro di una querelle interna al Partito Democratico e della caduta anticipata del sindaco uscente Ersilia Nobile. Giuseppe Nobiletti, candidato sindaco di ‘Vieste sei tu’ e Mauro Clemente, alla guida dei movimenti ‘La mia città’ e ‘Alleanza per Vieste’, sfideranno Nicola Rosiello, ex assessore alla guida di ‘Futura’, la lista composta da uomini e donne degli schieramenti di Forza Italia e Partito Democratico.
GLI ALTRI COMUNI. Ad Ascoli Satriano l’avv. Vincenzo Sarcone proverà a strappare la poltrona da primo cittadino a Nino Danaro, ricandidato per un secondo mandato. A Candela tenterà il bis Nicola Gatta. A Serracapriola toccherà all’esponente del Partito Democratico Vittorio Presutto provare a subentrare a Marco Camporeale, sindaco per due legislature. Dovrà vedersela con ‘Il nostro paese’ di ‘Michele Leombruno’. Al voto anche Casalnuovo Monterotaro, Zapponeta e Alberona.
Fonte: http://www.foggiatoday.it/politica/elezioni/comunali-2016-provincia/elezioni-comunali-2016-provincia-foggia.html
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Il Partito del Sud in corsa anche a Torremaggiore ( FG).
In bocca al lupo agli amici del Partito del Sud - Puglia #ioVotoPartitodelSUD
Tre candidati sindaco a San Giovanni Rotondo, cinque a Torremaggiore: si vota in 10 comuni
Domenica 5 giugno si vota anche a Candela, Ascoli Satriano, Vieste, San Marco in Lamis, Serracapriola, Alberona, Casalnuovo, Monterotaro e Zapponeta
Domenica 5 giugno dieci comuni della provincia di Foggia saranno chiamati a rinnovare il Consiglio comunale e ad eleggere il nuovo sindaco. Riflettori puntati sui due comuni superiori a 15mila abitanti in cui è prevista la possibilità del turno di ballottaggio fissato il 19 giugno dello stesso mese, San Giovanni Rotondo e Torremaggiore.
SAN GIOVANNI ROTONDO. Nella città di San Pio al momento è sfida a tre. Ci riproverà il primo cittadino uscente Luigi Pompilio con il progetto ‘#ilcambiamentocontinua insieme a te’ di cui fanno parte la lista del sindaco ‘Amo San Giovanni Rotondo’, il Movimento Federalista di Mario Urbano, i Fratelli D’Italia di Antonio Ritrovato, Noi con Salvini di Saverio Siorini, Capitanata Popolare e IDEA. Ancora da sciogliere il nodo Forza Italia.
Per contrastare il sindaco-ingegnere, il Partito Democratico, il PSI di Chiumento e Scelta Civica (senza la lista Emiliano che si è sfilata dalla competizione), puntano sul noto avvocato Leonardo Maruzzi. I democratici starebbero per chiudere la coalizione a sei liste, compresa quella che porta il nome del candidato sindaco
Nemmeno il centro sta a guardare. Le voci della candidatura a sindaco di Costanzo Cascavilla, assumeranno a breve i crismi dell’ufficialità. Con lui ci sono i Popolari, l’Unione di Centro, i Conservatori e Riformisti e il Partito della Città, quindi Giuseppe Miglionico, i fratelli Mangiacotti, Pio Mischitelli, Mauro Cappucci, Salvatore Palladino, Claudio Russo e Antonio Placentino, così come riportato da Sangiovannirotondonet.it
TORREMAGGIORE. Nella città dell'Alto Tavoliere sono cinque i candidati sindaco. Il dott. Salvatore Leccisotti per la coalizione ‘Responsabilità e Rinnovamento’ costituita dal Partito Democratico e dal libero movimento di opinione ‘Città Nostra’. Marco Faienza a capo della lista ‘Insieme per la terra nostra’ appoggiato dal Nuovo PSI di Giovanni Alfonzo, Lino Monteleone per la coalizione di centrodestra ‘Innanzitutto Torremaggiore’ formata da Forza Italia, Civica Liberi di Nadia Cardillo e Sergio Gildone, Agire per Torremaggiore, Comitato civico viviamo per Torremaggiore, Civica impegno comune per Torremaggiore, Unione di Centro e Torremaggiore Libera e Democratica. Ai tre uomini si sono aggiunte due donne: Gisella Naturale per il Movimento 5 Stelle e la dott.ssa Anna Lamedica a capo della coalizione ‘Rinascita Cittadina’ appoggiata dall’Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e Partito del Sud.
SAN MARCO IN LAMIS. Nella cittadina garganica dei due conventi è sfida a due. Se la giocano Pasquale Spagnoli, attuale presidente del Consiglio comunale e candidato sindaco della lista ‘San Marco nel cuore’, sostenuta da Rifondazione Comunista, Socialismo Dauno e l’Unione di Centro del primo cittadino uscente l’on. Angelo Cera, e l’ex assessore della Giunta Lombardi, Michele Merla, candidato sindaco di ‘Per San Marco’, la civica che va dalla sinistra vendoliana al Partito Democratico, da Possibile all’Arci, dai moderati ai cattolici, dal mondo dell’associazionismo a quello del volontariato. Più incerto il destino di Forza Italia, in difficoltà con la composizione della lista e alle prese con le fresche dimissioni del segretario cittadino, il giovane gattiano Luigi Mossuto, che Angelo Cera vorrebbe in lista tra i sedici. Il mirandiano Angelo Ianzano troverebbe un posto nella lista di Michele Merla. Nessuna notizia, al momento, dei cinquestelle, al cui interno permane la frattura tra lo storico attivista Luigi La Riccia e Sacha De Giovanni del Meetup 5 Stelle San Marco in Lamis.
VIESTE. Sul Gargano riflettori puntati nella città del faro, nelle scorse settimane teatro di una querelle interna al Partito Democratico e della caduta anticipata del sindaco uscente Ersilia Nobile. Giuseppe Nobiletti, candidato sindaco di ‘Vieste sei tu’ e Mauro Clemente, alla guida dei movimenti ‘La mia città’ e ‘Alleanza per Vieste’, sfideranno Nicola Rosiello, ex assessore alla guida di ‘Futura’, la lista composta da uomini e donne degli schieramenti di Forza Italia e Partito Democratico.
GLI ALTRI COMUNI. Ad Ascoli Satriano l’avv. Vincenzo Sarcone proverà a strappare la poltrona da primo cittadino a Nino Danaro, ricandidato per un secondo mandato. A Candela tenterà il bis Nicola Gatta. A Serracapriola toccherà all’esponente del Partito Democratico Vittorio Presutto provare a subentrare a Marco Camporeale, sindaco per due legislature. Dovrà vedersela con ‘Il nostro paese’ di ‘Michele Leombruno’. Al voto anche Casalnuovo Monterotaro, Zapponeta e Alberona.
Fonte: http://www.foggiatoday.it/politica/elezioni/comunali-2016-provincia/elezioni-comunali-2016-provincia-foggia.html
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venerdì 29 aprile 2016
DE MAGISTRIS, EMILIANO... E IL PARTITO DEL SUD...
Ci sono personaggi che credono che le cose accadano per caso, altri che oltre le chiacchiere non vanno. Per fortuna ci sono poi analisti che seguendo un percorso logico mettono in risalto il tanto lavoro svolto in questi anni dal Partito del Sud, con sacrificio e dedizione. Vedremo nei prossimi mesi questo lavoro a a cosa porterà, senza tirare nessuno per la giacchetta...Unica specifica: il Partito del Sud è ben distante dall'essere una "lega del Sud", infatti ricordando anche che al nord risiedono più di 13 milioni di meridionali è da sempre partito nazionale, non separatista e gramsciano nelle parole d'ordine.....#ioVotoPartitodelSUD
( Natale Cuccurese)
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Tutte le convergenze tra il governatore della Puglia e il sindaco di Napoli in chiave anti premier. Fatti, parole e ricostruzioni
Sono entrambi magistrati scesi in politica, vantano esperienze da amministratori di grandi città, si dichiarano orgogliosamente di sinistra ma non disdegnano di allearsi con il centro, salvo poi tirare fuori dal cilindro al momento opportuno la propria indole giustizialista. E, soprattutto, sono fieramente antirenziani, anche se l’avversione al premier Matteo Renzi è maturata solo negli ultimi anni. Stiamo parlando di Michele Emiliano e Luigi De Magistris, due politici che dal Mezzogiorno suonano la carica contro il governo e il Pd a trazione renziana. A dare manforte alla loro azione in chiave sudista è arrivata l’indagine della Dda di Napoli sui legami tra politici casertani e clan dei Casalesi che ha coinvolto anche il presidente del Pd in Campania, Stefano Graziano.
DUE MERIDIONALISTI DIVENUTI ANTIRENZIANI
Uno è governatore della Puglia, già sindaco di Bari e segretario uscente del Pd regionale; l’altro coi dem c’azzecca poco, è sindaco di Napoli, ora in corsa per il secondo mandato. Ma, come si diceva, la feroce opposizione a Renzi l’hanno scoperta da qualche tempo. In tanti ricorderanno infatti gli ammiccamenti di Emiliano con il premier, del quale è stato anche convinto sostenitore al congresso di partito, tanto da venire arruolato tra le schiere dei renziani. Qualcun altro si rammenterà invece che prima di dichiarare Napoli un “comune derenzizzato”, De Magistris cercava sponde su quel fronte, prima dichiarando un ‘comune sentire’ con Renzi quando erano entrambi sindaci, poi interloquendo con il Pd partenopeo e pure con un renziano doc come il consulente di Palazzo Chigi per la comunicazione web e social, il napoletano Francesco Nicodemo. Poi però le cose sono cambiate: Emiliano non ha accettato per nulla di buon grado il fatto di essere stato scalzato da capolista del Pd alle europee 2014 nella circoscrizione Sud per fare posto a Pina Picierno, De Magistris una volta avvicinatesi le urne ha capito che poteva ritagliarsi uno spazio politico solo incarnando un’opposizione dura e pura a Renzi. E così si sono ritrovati a vestire i panni dei leader meridionalisti della galassia antirenziana, dove abbondano le truppe ma non i generali in grado di guidarle.
IL COORDINAMENTO DEL SUD
L’asse tra Emiliano e De Magistris non nasce in questi giorni. Le sue basi le aveva gettate due anni fa il governatore della Puglia, che da sindaco di Bari e in piena campagna per le europee aveva lanciato dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno una delle sue provocazioni invitando De Magistris a iscriversi al Pd. Risultato: mezzo Pd napoletano infuriato per l’invasione di campo. E’ sempre di quel periodo l’annuncio di un coordinamento tra Regioni e Città Metropolitane del Sud pensato proprio da Emiliano e De Magistris, che avevano in animo di coinvolgere anche i colleghi sindaci di Catania e Palermo, Enzo Bianco e Leoluca Orlando, ma poi s’è fatto ben poco al riguardo. A cementificare il loro rapporto ci ha pensato anche il Partito del Sud, formazione politica meridionalista e progressista già al traino di De Magistris (sostegno confermato anche per la ricandidatura), e che alle regionali dell’anno scorso ha sostenuto anche Emiliano. Ed è proprio lo stretto rapporto tra questi due ex pm prestati alla politica ad aver favorito l’ascesa di questo Partito del Sud, una sorta di Lega al contrario, sia come collocazione geografica che come collocazione politica (qui una ricostruzione).
DALLE TRIVELLE AL MASTERPLAN FINO AL REFERENDUM
Tra le ultime battaglie che hanno visto schierati l’uno fianco all’altro il governatore pugliese e il sindaco di Napoli c’è quella sul referendum (fallito) sulle trivelle, per il quale soprattutto Emiliano si è speso in prima persona in aperto contrasto con la linea di Renzi. Per il presidente di Regione si è trattata di una ghiotta occasione per accreditarsi come vero leader della sinistra antirenziana, dentro e fuori il Pd ma lontano dalle logiche di corrente interne. Finito il referendum che ha garantito alla coppia meridionalista una grande esposizione mediatica, il nuovo fronte su cui attaccare il premier è adesso il Masterplan per il Sud e per il riparto dei fondi di coesione, un documento che Renzi ha appena firmato con il governatore campano Vincenzo De Luca trovando la dura presa di posizione contraria proprio di De Magistris ed Emiliano. In particolare, il governatore pugliese è tornato alla carica chiedendo un immediato incontro al premier perché ritiene quell’accordo “lesivo dei diritti della Puglia”, in quanto “utilizza risorse già originariamente destinate a Regioni del Sud – scrive Emiliano nella sua missiva a Renzi – ma per un importo significativamente inferiore”. Il calendario politico offre poi altre due occasioni ai leader meridionalisti antirenziani per rinsaldare la loro alleanza: le amministrative di giugno (in particolare quelle di Napoli) e il referendum costituzionale in autunno, in occasione del quale resta da capire quale posizione vorrà tenere Emiliano che comunque mantiene ancora un piede dentro al Pd.
LA CORSA AL CENTRO
C’è infine un ultimo aspetto che accomuna Emiliano e De Magistris e che cozza parecchio con la loro connotazione di sinistra in chiave antirenziana. Entrambi non disdegnano infatti di stringere alleanze al centro. Lo ha fatto Emiliano alle regionali di un anno fa in Puglia alleandosi con l’Udc e imbarcando diversi fuoriusciti del centrodestra, facendo così infuriare sia Nichi Vendola che suoi colleghi di partito come l’eurodeputata Elena Gentile e l’ex assessore regionale Guglielmo Minervini, fino al clamoroso accordo con il sindaco di Bisceglie, Francesco Spina, già sostenuto dal centrodestra e passato con i suoi fedelissimi dentro il Pd grazie ai buoni uffici con Emiliano. Dal canto suo, De Magistris negli ultimi anni ha mantenuto in piedi la sua traballante maggioranza in Comune grazie all’accordo con due ex Udc come il presidente del consiglio comunale Raimondo Pasquino e il consigliere comunale David Lebro, e adesso si presenta alle urne in alleanza con la lista di moderati centristi promossa proprio da Pasquino.
Fonte: http://formiche.net/2016/04/28/emiliano-de-magistris-pd-renzi-sud/
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( Natale Cuccurese)
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Ecco come Emiliano e De Magistris fomentano l’antirenzismo al Sud
Tutte le convergenze tra il governatore della Puglia e il sindaco di Napoli in chiave anti premier. Fatti, parole e ricostruzioni
Sono entrambi magistrati scesi in politica, vantano esperienze da amministratori di grandi città, si dichiarano orgogliosamente di sinistra ma non disdegnano di allearsi con il centro, salvo poi tirare fuori dal cilindro al momento opportuno la propria indole giustizialista. E, soprattutto, sono fieramente antirenziani, anche se l’avversione al premier Matteo Renzi è maturata solo negli ultimi anni. Stiamo parlando di Michele Emiliano e Luigi De Magistris, due politici che dal Mezzogiorno suonano la carica contro il governo e il Pd a trazione renziana. A dare manforte alla loro azione in chiave sudista è arrivata l’indagine della Dda di Napoli sui legami tra politici casertani e clan dei Casalesi che ha coinvolto anche il presidente del Pd in Campania, Stefano Graziano.
DUE MERIDIONALISTI DIVENUTI ANTIRENZIANI
Uno è governatore della Puglia, già sindaco di Bari e segretario uscente del Pd regionale; l’altro coi dem c’azzecca poco, è sindaco di Napoli, ora in corsa per il secondo mandato. Ma, come si diceva, la feroce opposizione a Renzi l’hanno scoperta da qualche tempo. In tanti ricorderanno infatti gli ammiccamenti di Emiliano con il premier, del quale è stato anche convinto sostenitore al congresso di partito, tanto da venire arruolato tra le schiere dei renziani. Qualcun altro si rammenterà invece che prima di dichiarare Napoli un “comune derenzizzato”, De Magistris cercava sponde su quel fronte, prima dichiarando un ‘comune sentire’ con Renzi quando erano entrambi sindaci, poi interloquendo con il Pd partenopeo e pure con un renziano doc come il consulente di Palazzo Chigi per la comunicazione web e social, il napoletano Francesco Nicodemo. Poi però le cose sono cambiate: Emiliano non ha accettato per nulla di buon grado il fatto di essere stato scalzato da capolista del Pd alle europee 2014 nella circoscrizione Sud per fare posto a Pina Picierno, De Magistris una volta avvicinatesi le urne ha capito che poteva ritagliarsi uno spazio politico solo incarnando un’opposizione dura e pura a Renzi. E così si sono ritrovati a vestire i panni dei leader meridionalisti della galassia antirenziana, dove abbondano le truppe ma non i generali in grado di guidarle.
IL COORDINAMENTO DEL SUD
L’asse tra Emiliano e De Magistris non nasce in questi giorni. Le sue basi le aveva gettate due anni fa il governatore della Puglia, che da sindaco di Bari e in piena campagna per le europee aveva lanciato dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno una delle sue provocazioni invitando De Magistris a iscriversi al Pd. Risultato: mezzo Pd napoletano infuriato per l’invasione di campo. E’ sempre di quel periodo l’annuncio di un coordinamento tra Regioni e Città Metropolitane del Sud pensato proprio da Emiliano e De Magistris, che avevano in animo di coinvolgere anche i colleghi sindaci di Catania e Palermo, Enzo Bianco e Leoluca Orlando, ma poi s’è fatto ben poco al riguardo. A cementificare il loro rapporto ci ha pensato anche il Partito del Sud, formazione politica meridionalista e progressista già al traino di De Magistris (sostegno confermato anche per la ricandidatura), e che alle regionali dell’anno scorso ha sostenuto anche Emiliano. Ed è proprio lo stretto rapporto tra questi due ex pm prestati alla politica ad aver favorito l’ascesa di questo Partito del Sud, una sorta di Lega al contrario, sia come collocazione geografica che come collocazione politica (qui una ricostruzione).
DALLE TRIVELLE AL MASTERPLAN FINO AL REFERENDUM
Tra le ultime battaglie che hanno visto schierati l’uno fianco all’altro il governatore pugliese e il sindaco di Napoli c’è quella sul referendum (fallito) sulle trivelle, per il quale soprattutto Emiliano si è speso in prima persona in aperto contrasto con la linea di Renzi. Per il presidente di Regione si è trattata di una ghiotta occasione per accreditarsi come vero leader della sinistra antirenziana, dentro e fuori il Pd ma lontano dalle logiche di corrente interne. Finito il referendum che ha garantito alla coppia meridionalista una grande esposizione mediatica, il nuovo fronte su cui attaccare il premier è adesso il Masterplan per il Sud e per il riparto dei fondi di coesione, un documento che Renzi ha appena firmato con il governatore campano Vincenzo De Luca trovando la dura presa di posizione contraria proprio di De Magistris ed Emiliano. In particolare, il governatore pugliese è tornato alla carica chiedendo un immediato incontro al premier perché ritiene quell’accordo “lesivo dei diritti della Puglia”, in quanto “utilizza risorse già originariamente destinate a Regioni del Sud – scrive Emiliano nella sua missiva a Renzi – ma per un importo significativamente inferiore”. Il calendario politico offre poi altre due occasioni ai leader meridionalisti antirenziani per rinsaldare la loro alleanza: le amministrative di giugno (in particolare quelle di Napoli) e il referendum costituzionale in autunno, in occasione del quale resta da capire quale posizione vorrà tenere Emiliano che comunque mantiene ancora un piede dentro al Pd.
LA CORSA AL CENTRO
C’è infine un ultimo aspetto che accomuna Emiliano e De Magistris e che cozza parecchio con la loro connotazione di sinistra in chiave antirenziana. Entrambi non disdegnano infatti di stringere alleanze al centro. Lo ha fatto Emiliano alle regionali di un anno fa in Puglia alleandosi con l’Udc e imbarcando diversi fuoriusciti del centrodestra, facendo così infuriare sia Nichi Vendola che suoi colleghi di partito come l’eurodeputata Elena Gentile e l’ex assessore regionale Guglielmo Minervini, fino al clamoroso accordo con il sindaco di Bisceglie, Francesco Spina, già sostenuto dal centrodestra e passato con i suoi fedelissimi dentro il Pd grazie ai buoni uffici con Emiliano. Dal canto suo, De Magistris negli ultimi anni ha mantenuto in piedi la sua traballante maggioranza in Comune grazie all’accordo con due ex Udc come il presidente del consiglio comunale Raimondo Pasquino e il consigliere comunale David Lebro, e adesso si presenta alle urne in alleanza con la lista di moderati centristi promossa proprio da Pasquino.
Fonte: http://formiche.net/2016/04/28/emiliano-de-magistris-pd-renzi-sud/
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Ci sono personaggi che credono che le cose accadano per caso, altri che oltre le chiacchiere non vanno. Per fortuna ci sono poi analisti che seguendo un percorso logico mettono in risalto il tanto lavoro svolto in questi anni dal Partito del Sud, con sacrificio e dedizione. Vedremo nei prossimi mesi questo lavoro a a cosa porterà, senza tirare nessuno per la giacchetta...Unica specifica: il Partito del Sud è ben distante dall'essere una "lega del Sud", infatti ricordando anche che al nord risiedono più di 13 milioni di meridionali è da sempre partito nazionale, non separatista e gramsciano nelle parole d'ordine.....#ioVotoPartitodelSUD
( Natale Cuccurese)
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Tutte le convergenze tra il governatore della Puglia e il sindaco di Napoli in chiave anti premier. Fatti, parole e ricostruzioni
Sono entrambi magistrati scesi in politica, vantano esperienze da amministratori di grandi città, si dichiarano orgogliosamente di sinistra ma non disdegnano di allearsi con il centro, salvo poi tirare fuori dal cilindro al momento opportuno la propria indole giustizialista. E, soprattutto, sono fieramente antirenziani, anche se l’avversione al premier Matteo Renzi è maturata solo negli ultimi anni. Stiamo parlando di Michele Emiliano e Luigi De Magistris, due politici che dal Mezzogiorno suonano la carica contro il governo e il Pd a trazione renziana. A dare manforte alla loro azione in chiave sudista è arrivata l’indagine della Dda di Napoli sui legami tra politici casertani e clan dei Casalesi che ha coinvolto anche il presidente del Pd in Campania, Stefano Graziano.
DUE MERIDIONALISTI DIVENUTI ANTIRENZIANI
Uno è governatore della Puglia, già sindaco di Bari e segretario uscente del Pd regionale; l’altro coi dem c’azzecca poco, è sindaco di Napoli, ora in corsa per il secondo mandato. Ma, come si diceva, la feroce opposizione a Renzi l’hanno scoperta da qualche tempo. In tanti ricorderanno infatti gli ammiccamenti di Emiliano con il premier, del quale è stato anche convinto sostenitore al congresso di partito, tanto da venire arruolato tra le schiere dei renziani. Qualcun altro si rammenterà invece che prima di dichiarare Napoli un “comune derenzizzato”, De Magistris cercava sponde su quel fronte, prima dichiarando un ‘comune sentire’ con Renzi quando erano entrambi sindaci, poi interloquendo con il Pd partenopeo e pure con un renziano doc come il consulente di Palazzo Chigi per la comunicazione web e social, il napoletano Francesco Nicodemo. Poi però le cose sono cambiate: Emiliano non ha accettato per nulla di buon grado il fatto di essere stato scalzato da capolista del Pd alle europee 2014 nella circoscrizione Sud per fare posto a Pina Picierno, De Magistris una volta avvicinatesi le urne ha capito che poteva ritagliarsi uno spazio politico solo incarnando un’opposizione dura e pura a Renzi. E così si sono ritrovati a vestire i panni dei leader meridionalisti della galassia antirenziana, dove abbondano le truppe ma non i generali in grado di guidarle.
IL COORDINAMENTO DEL SUD
L’asse tra Emiliano e De Magistris non nasce in questi giorni. Le sue basi le aveva gettate due anni fa il governatore della Puglia, che da sindaco di Bari e in piena campagna per le europee aveva lanciato dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno una delle sue provocazioni invitando De Magistris a iscriversi al Pd. Risultato: mezzo Pd napoletano infuriato per l’invasione di campo. E’ sempre di quel periodo l’annuncio di un coordinamento tra Regioni e Città Metropolitane del Sud pensato proprio da Emiliano e De Magistris, che avevano in animo di coinvolgere anche i colleghi sindaci di Catania e Palermo, Enzo Bianco e Leoluca Orlando, ma poi s’è fatto ben poco al riguardo. A cementificare il loro rapporto ci ha pensato anche il Partito del Sud, formazione politica meridionalista e progressista già al traino di De Magistris (sostegno confermato anche per la ricandidatura), e che alle regionali dell’anno scorso ha sostenuto anche Emiliano. Ed è proprio lo stretto rapporto tra questi due ex pm prestati alla politica ad aver favorito l’ascesa di questo Partito del Sud, una sorta di Lega al contrario, sia come collocazione geografica che come collocazione politica (qui una ricostruzione).
DALLE TRIVELLE AL MASTERPLAN FINO AL REFERENDUM
Tra le ultime battaglie che hanno visto schierati l’uno fianco all’altro il governatore pugliese e il sindaco di Napoli c’è quella sul referendum (fallito) sulle trivelle, per il quale soprattutto Emiliano si è speso in prima persona in aperto contrasto con la linea di Renzi. Per il presidente di Regione si è trattata di una ghiotta occasione per accreditarsi come vero leader della sinistra antirenziana, dentro e fuori il Pd ma lontano dalle logiche di corrente interne. Finito il referendum che ha garantito alla coppia meridionalista una grande esposizione mediatica, il nuovo fronte su cui attaccare il premier è adesso il Masterplan per il Sud e per il riparto dei fondi di coesione, un documento che Renzi ha appena firmato con il governatore campano Vincenzo De Luca trovando la dura presa di posizione contraria proprio di De Magistris ed Emiliano. In particolare, il governatore pugliese è tornato alla carica chiedendo un immediato incontro al premier perché ritiene quell’accordo “lesivo dei diritti della Puglia”, in quanto “utilizza risorse già originariamente destinate a Regioni del Sud – scrive Emiliano nella sua missiva a Renzi – ma per un importo significativamente inferiore”. Il calendario politico offre poi altre due occasioni ai leader meridionalisti antirenziani per rinsaldare la loro alleanza: le amministrative di giugno (in particolare quelle di Napoli) e il referendum costituzionale in autunno, in occasione del quale resta da capire quale posizione vorrà tenere Emiliano che comunque mantiene ancora un piede dentro al Pd.
LA CORSA AL CENTRO
C’è infine un ultimo aspetto che accomuna Emiliano e De Magistris e che cozza parecchio con la loro connotazione di sinistra in chiave antirenziana. Entrambi non disdegnano infatti di stringere alleanze al centro. Lo ha fatto Emiliano alle regionali di un anno fa in Puglia alleandosi con l’Udc e imbarcando diversi fuoriusciti del centrodestra, facendo così infuriare sia Nichi Vendola che suoi colleghi di partito come l’eurodeputata Elena Gentile e l’ex assessore regionale Guglielmo Minervini, fino al clamoroso accordo con il sindaco di Bisceglie, Francesco Spina, già sostenuto dal centrodestra e passato con i suoi fedelissimi dentro il Pd grazie ai buoni uffici con Emiliano. Dal canto suo, De Magistris negli ultimi anni ha mantenuto in piedi la sua traballante maggioranza in Comune grazie all’accordo con due ex Udc come il presidente del consiglio comunale Raimondo Pasquino e il consigliere comunale David Lebro, e adesso si presenta alle urne in alleanza con la lista di moderati centristi promossa proprio da Pasquino.
Fonte: http://formiche.net/2016/04/28/emiliano-de-magistris-pd-renzi-sud/
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( Natale Cuccurese)
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Ecco come Emiliano e De Magistris fomentano l’antirenzismo al Sud
Tutte le convergenze tra il governatore della Puglia e il sindaco di Napoli in chiave anti premier. Fatti, parole e ricostruzioni
Sono entrambi magistrati scesi in politica, vantano esperienze da amministratori di grandi città, si dichiarano orgogliosamente di sinistra ma non disdegnano di allearsi con il centro, salvo poi tirare fuori dal cilindro al momento opportuno la propria indole giustizialista. E, soprattutto, sono fieramente antirenziani, anche se l’avversione al premier Matteo Renzi è maturata solo negli ultimi anni. Stiamo parlando di Michele Emiliano e Luigi De Magistris, due politici che dal Mezzogiorno suonano la carica contro il governo e il Pd a trazione renziana. A dare manforte alla loro azione in chiave sudista è arrivata l’indagine della Dda di Napoli sui legami tra politici casertani e clan dei Casalesi che ha coinvolto anche il presidente del Pd in Campania, Stefano Graziano.
DUE MERIDIONALISTI DIVENUTI ANTIRENZIANI
Uno è governatore della Puglia, già sindaco di Bari e segretario uscente del Pd regionale; l’altro coi dem c’azzecca poco, è sindaco di Napoli, ora in corsa per il secondo mandato. Ma, come si diceva, la feroce opposizione a Renzi l’hanno scoperta da qualche tempo. In tanti ricorderanno infatti gli ammiccamenti di Emiliano con il premier, del quale è stato anche convinto sostenitore al congresso di partito, tanto da venire arruolato tra le schiere dei renziani. Qualcun altro si rammenterà invece che prima di dichiarare Napoli un “comune derenzizzato”, De Magistris cercava sponde su quel fronte, prima dichiarando un ‘comune sentire’ con Renzi quando erano entrambi sindaci, poi interloquendo con il Pd partenopeo e pure con un renziano doc come il consulente di Palazzo Chigi per la comunicazione web e social, il napoletano Francesco Nicodemo. Poi però le cose sono cambiate: Emiliano non ha accettato per nulla di buon grado il fatto di essere stato scalzato da capolista del Pd alle europee 2014 nella circoscrizione Sud per fare posto a Pina Picierno, De Magistris una volta avvicinatesi le urne ha capito che poteva ritagliarsi uno spazio politico solo incarnando un’opposizione dura e pura a Renzi. E così si sono ritrovati a vestire i panni dei leader meridionalisti della galassia antirenziana, dove abbondano le truppe ma non i generali in grado di guidarle.
IL COORDINAMENTO DEL SUD
L’asse tra Emiliano e De Magistris non nasce in questi giorni. Le sue basi le aveva gettate due anni fa il governatore della Puglia, che da sindaco di Bari e in piena campagna per le europee aveva lanciato dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno una delle sue provocazioni invitando De Magistris a iscriversi al Pd. Risultato: mezzo Pd napoletano infuriato per l’invasione di campo. E’ sempre di quel periodo l’annuncio di un coordinamento tra Regioni e Città Metropolitane del Sud pensato proprio da Emiliano e De Magistris, che avevano in animo di coinvolgere anche i colleghi sindaci di Catania e Palermo, Enzo Bianco e Leoluca Orlando, ma poi s’è fatto ben poco al riguardo. A cementificare il loro rapporto ci ha pensato anche il Partito del Sud, formazione politica meridionalista e progressista già al traino di De Magistris (sostegno confermato anche per la ricandidatura), e che alle regionali dell’anno scorso ha sostenuto anche Emiliano. Ed è proprio lo stretto rapporto tra questi due ex pm prestati alla politica ad aver favorito l’ascesa di questo Partito del Sud, una sorta di Lega al contrario, sia come collocazione geografica che come collocazione politica (qui una ricostruzione).
DALLE TRIVELLE AL MASTERPLAN FINO AL REFERENDUM
Tra le ultime battaglie che hanno visto schierati l’uno fianco all’altro il governatore pugliese e il sindaco di Napoli c’è quella sul referendum (fallito) sulle trivelle, per il quale soprattutto Emiliano si è speso in prima persona in aperto contrasto con la linea di Renzi. Per il presidente di Regione si è trattata di una ghiotta occasione per accreditarsi come vero leader della sinistra antirenziana, dentro e fuori il Pd ma lontano dalle logiche di corrente interne. Finito il referendum che ha garantito alla coppia meridionalista una grande esposizione mediatica, il nuovo fronte su cui attaccare il premier è adesso il Masterplan per il Sud e per il riparto dei fondi di coesione, un documento che Renzi ha appena firmato con il governatore campano Vincenzo De Luca trovando la dura presa di posizione contraria proprio di De Magistris ed Emiliano. In particolare, il governatore pugliese è tornato alla carica chiedendo un immediato incontro al premier perché ritiene quell’accordo “lesivo dei diritti della Puglia”, in quanto “utilizza risorse già originariamente destinate a Regioni del Sud – scrive Emiliano nella sua missiva a Renzi – ma per un importo significativamente inferiore”. Il calendario politico offre poi altre due occasioni ai leader meridionalisti antirenziani per rinsaldare la loro alleanza: le amministrative di giugno (in particolare quelle di Napoli) e il referendum costituzionale in autunno, in occasione del quale resta da capire quale posizione vorrà tenere Emiliano che comunque mantiene ancora un piede dentro al Pd.
LA CORSA AL CENTRO
C’è infine un ultimo aspetto che accomuna Emiliano e De Magistris e che cozza parecchio con la loro connotazione di sinistra in chiave antirenziana. Entrambi non disdegnano infatti di stringere alleanze al centro. Lo ha fatto Emiliano alle regionali di un anno fa in Puglia alleandosi con l’Udc e imbarcando diversi fuoriusciti del centrodestra, facendo così infuriare sia Nichi Vendola che suoi colleghi di partito come l’eurodeputata Elena Gentile e l’ex assessore regionale Guglielmo Minervini, fino al clamoroso accordo con il sindaco di Bisceglie, Francesco Spina, già sostenuto dal centrodestra e passato con i suoi fedelissimi dentro il Pd grazie ai buoni uffici con Emiliano. Dal canto suo, De Magistris negli ultimi anni ha mantenuto in piedi la sua traballante maggioranza in Comune grazie all’accordo con due ex Udc come il presidente del consiglio comunale Raimondo Pasquino e il consigliere comunale David Lebro, e adesso si presenta alle urne in alleanza con la lista di moderati centristi promossa proprio da Pasquino.
Fonte: http://formiche.net/2016/04/28/emiliano-de-magistris-pd-renzi-sud/
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lunedì 25 aprile 2016
MIO NONNO ERA PARTIGIANO
Di Susy Terzo
...la storia della civiltà in età romantica fu sentita e riscritta dalle popolazioni dell' Europa centrale ; prima fra tutte, la Germania che, con la sua Kulturgeschische riprese l'incipit della Germania di Tacito: "...una razza pura senza mescolanze, che non assomiglia che a se stessa".
Il concetto di razza si fuse con quello di identità, si intrecciò, ingarbugliandosi, con quello di civiltà e da lì in poi divenne storia... quella imbevuta di orroried atrocità.
Bastò un travisamento di natura prima filologica e poi semantica, ed ecco le truppe nemiche invadere il mondo... ci ritrovammo coi fucili puntati alle spalle. Delle tante guerre che l'Italia combatté , quella del 25 aprile non fu semplicemente "Resistenza", ma Vera, Giusta, guerra "patriottica" di liberazione dallo straniero e, da parte dei comunisti, dei socialisti e degli azionisti, fu anche una lotta per una maggiore giustizia sociale. Ma fu anche guerra civile, come la definiva in quei due anni la stampa clandestina di sinistra.
La Resistenza italiana ebbe la complessità di quella degli altri paesi europei, ma da noi, in particolare al Sud, ebbe un sostegno di massa: i partigiani, vennero sempre aiutati, sostenuti e protetti dalla popolazione.
Il tentativo di Mussolini di trovare un sostegno nella classe operaia nella "socializzazione" delle fabbriche, recuperando alcuni elementi anticapitalistici del programma fascista delle origini fallì.
Mio nonno era partigiano, scappò dalla Grecia ed impiegò mesi e mesi per ritornare.
Scampato più volte alla decimazione, ha rivendicato, assieme a molti altri, il sangue di quei compagni, sparso dovunque ma fecondo di seme di giustizia ... ha desiderato, assieme agli oppressi d'Italia, la libertà e l'ha ottenuta.
Di Susy Terzo
...la storia della civiltà in età romantica fu sentita e riscritta dalle popolazioni dell' Europa centrale ; prima fra tutte, la Germania che, con la sua Kulturgeschische riprese l'incipit della Germania di Tacito: "...una razza pura senza mescolanze, che non assomiglia che a se stessa".
Il concetto di razza si fuse con quello di identità, si intrecciò, ingarbugliandosi, con quello di civiltà e da lì in poi divenne storia... quella imbevuta di orroried atrocità.
Bastò un travisamento di natura prima filologica e poi semantica, ed ecco le truppe nemiche invadere il mondo... ci ritrovammo coi fucili puntati alle spalle. Delle tante guerre che l'Italia combatté , quella del 25 aprile non fu semplicemente "Resistenza", ma Vera, Giusta, guerra "patriottica" di liberazione dallo straniero e, da parte dei comunisti, dei socialisti e degli azionisti, fu anche una lotta per una maggiore giustizia sociale. Ma fu anche guerra civile, come la definiva in quei due anni la stampa clandestina di sinistra.
La Resistenza italiana ebbe la complessità di quella degli altri paesi europei, ma da noi, in particolare al Sud, ebbe un sostegno di massa: i partigiani, vennero sempre aiutati, sostenuti e protetti dalla popolazione.
Il tentativo di Mussolini di trovare un sostegno nella classe operaia nella "socializzazione" delle fabbriche, recuperando alcuni elementi anticapitalistici del programma fascista delle origini fallì.
Mio nonno era partigiano, scappò dalla Grecia ed impiegò mesi e mesi per ritornare.
Scampato più volte alla decimazione, ha rivendicato, assieme a molti altri, il sangue di quei compagni, sparso dovunque ma fecondo di seme di giustizia ... ha desiderato, assieme agli oppressi d'Italia, la libertà e l'ha ottenuta.
martedì 19 aprile 2016
Una partita ancora tutta da giocare fra #ciaone e altre amenità
Di Natale Cuccurese
La ministra Boschi twittava ieri che il Governo aveva vinto. Oggi invece sul Corriere della Sera dice che non si è trattato di un referendum contro il Governo, trovando nel contempo modo per bacchettare Michele Emiliano, con toni minacciosi, sulla falsariga di quanto fatto ieri da Renzi in tv e sulla Stampa, che già annunciava provvedimenti punitivi per quei Governatori di regione a schiena dritta e non allineati al suo verbo. (Alla faccia del confronto democratico)
Il presidente del Consiglio dovrebbe forse essere più cauto e i suoi sodali essere meno tronfi e minacciosi, cinguettare con maggior rispetto per Presidenti e votanti "non allineati" e usare maggior cautela nell'analisi dei numeri. Al referendum hanno votato 13,2 milioni di persone. Il Pd alle europee ha ottenuto 11 milioni di voti che sommati ora ai voti verdiniani (ancora complimenti per l'alleanza...) diventano poco più di 12 milioni. Ora bisognerebbe capire come mai 12 milioni di voti servano a legittimare un governo ( con un Premier mai eletto) che non ha una maggioranza nel Paese, mentre il voto di 13,2 milioni di persone che chiedono un cambiamento della politica dell'esecutivo ( come da sondaggio La 7 in foto), vengano invece considerati infima minoranza solo perché non è stato raggiunto un quorum che, grazie anche al silenzio e alla manipolazione operata da alcuni media, era comunque molto difficile da raggiungere.
Il premier, mai eletto, dovrebbe forse prepararsi con minor baldanza in vista delle prossime amministrative di giugno e soprattutto per il prossimo referendum di ottobre, dove troverà buona parte di questi 13 milioni di votanti, offesi e vilipesi con arroganza in questi giorni da alcuni suoi uomini, schierati per il NO.
Al referendum di ottobre per mettersi in sicurezza il "mai eletto", che ha promesso le dimissioni in caso di sconfitta, dovrà raggiungere alte percentuali, difficilmente ipotizzabili oggi, ma troverà anche questa volta l'aiuto incondizionato e manipolatorio di media asserviti. Una partita ancora al primo tempo, tutta da giocare ma non facile per lui, nella speranza che questa volta il #ciaone glielo riserveremo noi.
Su Twitter il ringraziamento di Michele Emiliano al nostro Partito per questa analisi del nostro Presidente Natale Cuccurese
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Di Natale Cuccurese
La ministra Boschi twittava ieri che il Governo aveva vinto. Oggi invece sul Corriere della Sera dice che non si è trattato di un referendum contro il Governo, trovando nel contempo modo per bacchettare Michele Emiliano, con toni minacciosi, sulla falsariga di quanto fatto ieri da Renzi in tv e sulla Stampa, che già annunciava provvedimenti punitivi per quei Governatori di regione a schiena dritta e non allineati al suo verbo. (Alla faccia del confronto democratico)
Il presidente del Consiglio dovrebbe forse essere più cauto e i suoi sodali essere meno tronfi e minacciosi, cinguettare con maggior rispetto per Presidenti e votanti "non allineati" e usare maggior cautela nell'analisi dei numeri. Al referendum hanno votato 13,2 milioni di persone. Il Pd alle europee ha ottenuto 11 milioni di voti che sommati ora ai voti verdiniani (ancora complimenti per l'alleanza...) diventano poco più di 12 milioni. Ora bisognerebbe capire come mai 12 milioni di voti servano a legittimare un governo ( con un Premier mai eletto) che non ha una maggioranza nel Paese, mentre il voto di 13,2 milioni di persone che chiedono un cambiamento della politica dell'esecutivo ( come da sondaggio La 7 in foto), vengano invece considerati infima minoranza solo perché non è stato raggiunto un quorum che, grazie anche al silenzio e alla manipolazione operata da alcuni media, era comunque molto difficile da raggiungere.
Il premier, mai eletto, dovrebbe forse prepararsi con minor baldanza in vista delle prossime amministrative di giugno e soprattutto per il prossimo referendum di ottobre, dove troverà buona parte di questi 13 milioni di votanti, offesi e vilipesi con arroganza in questi giorni da alcuni suoi uomini, schierati per il NO.
Al referendum di ottobre per mettersi in sicurezza il "mai eletto", che ha promesso le dimissioni in caso di sconfitta, dovrà raggiungere alte percentuali, difficilmente ipotizzabili oggi, ma troverà anche questa volta l'aiuto incondizionato e manipolatorio di media asserviti. Una partita ancora al primo tempo, tutta da giocare ma non facile per lui, nella speranza che questa volta il #ciaone glielo riserveremo noi.
Su Twitter il ringraziamento di Michele Emiliano al nostro Partito per questa analisi del nostro Presidente Natale Cuccurese
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venerdì 15 aprile 2016
Comunicato : Nasce una nuova sezione del Partito del Sud a Cava dei Tirreni (Sa)
CO M U N I C A T O
Nasce la nuova sezione del Partito del Sud "Alleanza Meridionale - Lucio Barone", in memoria, omaggio e ricordo del mai troppo compianto meridionalista d.o.c. Lucio Barone.
Il Direttivo risulta così composto:
- Presidente : Andrea Barone
- Vice Presidente: AntonioMasullo
- Tesoriere : Maria Chiara Villani
- Consigliere : Francesco Masullo
- Consigliere : Ivano Palladino
via R.Guariglia, 5 - Cava dei Tirreni (Sa)
tel. 3281803345
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CO M U N I C A T O
Nasce la nuova sezione del Partito del Sud "Alleanza Meridionale - Lucio Barone", in memoria, omaggio e ricordo del mai troppo compianto meridionalista d.o.c. Lucio Barone.
Il Direttivo risulta così composto:
- Presidente : Andrea Barone
- Vice Presidente: AntonioMasullo
- Tesoriere : Maria Chiara Villani
- Consigliere : Francesco Masullo
- Consigliere : Ivano Palladino
via R.Guariglia, 5 - Cava dei Tirreni (Sa)
tel. 3281803345
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martedì 12 aprile 2016
Referendum del 17 Aprile, non resterò indifferente. Voterò e mi impegnerò affinché le persone vadano a votare.
#Referendum17Aprile, non resterò indifferente. Voterò e mi impegnerò affinché le persone vadano a votare.
Reputo l’invito all’astensione un fatto grave, in un paese che già non applica e non rispetta il voto popolare di precedenti referendum, come quello sull’acqua pubblica.
In un paese che ci ha visto, nel racconto dei media, scivolare da cittadini a consumatori, per poi passare al ruolo di semplici contribuenti.
E’ necessario segnare una svolta democratica e riappropriarsi del voto come strumento di cittadinanza consapevole. Come dice il Presidente della Corte Costituzionale: "al referendum si deve votare da buoni cittadini"
Sono giornate difficili, perché tante persone nemmeno sanno che il 17 Aprile ci sarà il Referendum. Una coltre di silenzio al riguardo è stata calata dalla televisione di Stato, che ha abdicato definitivamente al suo ruolo informativo di servizio pubblico per diventare, a imperitura vergogna di vertici asserviti e giornalisti, semplice megafono governativo.
Politicanti e lobbisti vorrebbero per meri interessi personali svendere e mettere a rischio un patrimonio naturale che è proprietà di tutti. Vorrebbero stravolgere anche la Costituzione, così come fagocitare ogni bellezza, ogni sentimento, ogni libertà.
Riprendiamo tutti insieme la voglia di decidere, la voglia di partecipare senza rassegnazione e in difesa del nostro mare, a tutela del bene comune, a difesa della bellezza della natura, del nostro turismo e dell’economia dei nostri territori e soprattutto in difesa dell' interesse di tutti i contro gli interessi di pochi. Il Sud deve sentirsi in prima linea in questa lotta per difendersi dallo scempio che insaziabili cricche parassitarie vorrebbero fare anche del suo mare.
Il 17 aprile segna l’inizio di un percorso di liberazione per contrastare e sconfiggere la cappa opprimente dell’egoismo e dell’avidità di chi pensa che la politica non sia bene comune, ma privato mercimonio. #il17aprileiovotosi
Natale Cuccurese
Leggi tutto »
Reputo l’invito all’astensione un fatto grave, in un paese che già non applica e non rispetta il voto popolare di precedenti referendum, come quello sull’acqua pubblica.
In un paese che ci ha visto, nel racconto dei media, scivolare da cittadini a consumatori, per poi passare al ruolo di semplici contribuenti.
E’ necessario segnare una svolta democratica e riappropriarsi del voto come strumento di cittadinanza consapevole. Come dice il Presidente della Corte Costituzionale: "al referendum si deve votare da buoni cittadini"
Sono giornate difficili, perché tante persone nemmeno sanno che il 17 Aprile ci sarà il Referendum. Una coltre di silenzio al riguardo è stata calata dalla televisione di Stato, che ha abdicato definitivamente al suo ruolo informativo di servizio pubblico per diventare, a imperitura vergogna di vertici asserviti e giornalisti, semplice megafono governativo.
Politicanti e lobbisti vorrebbero per meri interessi personali svendere e mettere a rischio un patrimonio naturale che è proprietà di tutti. Vorrebbero stravolgere anche la Costituzione, così come fagocitare ogni bellezza, ogni sentimento, ogni libertà.
Riprendiamo tutti insieme la voglia di decidere, la voglia di partecipare senza rassegnazione e in difesa del nostro mare, a tutela del bene comune, a difesa della bellezza della natura, del nostro turismo e dell’economia dei nostri territori e soprattutto in difesa dell' interesse di tutti i contro gli interessi di pochi. Il Sud deve sentirsi in prima linea in questa lotta per difendersi dallo scempio che insaziabili cricche parassitarie vorrebbero fare anche del suo mare.
Il 17 aprile segna l’inizio di un percorso di liberazione per contrastare e sconfiggere la cappa opprimente dell’egoismo e dell’avidità di chi pensa che la politica non sia bene comune, ma privato mercimonio. #il17aprileiovotosi
Natale Cuccurese
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#Referendum17Aprile, non resterò indifferente. Voterò e mi impegnerò affinché le persone vadano a votare.
Reputo l’invito all’astensione un fatto grave, in un paese che già non applica e non rispetta il voto popolare di precedenti referendum, come quello sull’acqua pubblica.
In un paese che ci ha visto, nel racconto dei media, scivolare da cittadini a consumatori, per poi passare al ruolo di semplici contribuenti.
E’ necessario segnare una svolta democratica e riappropriarsi del voto come strumento di cittadinanza consapevole. Come dice il Presidente della Corte Costituzionale: "al referendum si deve votare da buoni cittadini"
Sono giornate difficili, perché tante persone nemmeno sanno che il 17 Aprile ci sarà il Referendum. Una coltre di silenzio al riguardo è stata calata dalla televisione di Stato, che ha abdicato definitivamente al suo ruolo informativo di servizio pubblico per diventare, a imperitura vergogna di vertici asserviti e giornalisti, semplice megafono governativo.
Politicanti e lobbisti vorrebbero per meri interessi personali svendere e mettere a rischio un patrimonio naturale che è proprietà di tutti. Vorrebbero stravolgere anche la Costituzione, così come fagocitare ogni bellezza, ogni sentimento, ogni libertà.
Riprendiamo tutti insieme la voglia di decidere, la voglia di partecipare senza rassegnazione e in difesa del nostro mare, a tutela del bene comune, a difesa della bellezza della natura, del nostro turismo e dell’economia dei nostri territori e soprattutto in difesa dell' interesse di tutti i contro gli interessi di pochi. Il Sud deve sentirsi in prima linea in questa lotta per difendersi dallo scempio che insaziabili cricche parassitarie vorrebbero fare anche del suo mare.
Il 17 aprile segna l’inizio di un percorso di liberazione per contrastare e sconfiggere la cappa opprimente dell’egoismo e dell’avidità di chi pensa che la politica non sia bene comune, ma privato mercimonio. #il17aprileiovotosi
Natale Cuccurese
Reputo l’invito all’astensione un fatto grave, in un paese che già non applica e non rispetta il voto popolare di precedenti referendum, come quello sull’acqua pubblica.
In un paese che ci ha visto, nel racconto dei media, scivolare da cittadini a consumatori, per poi passare al ruolo di semplici contribuenti.
E’ necessario segnare una svolta democratica e riappropriarsi del voto come strumento di cittadinanza consapevole. Come dice il Presidente della Corte Costituzionale: "al referendum si deve votare da buoni cittadini"
Sono giornate difficili, perché tante persone nemmeno sanno che il 17 Aprile ci sarà il Referendum. Una coltre di silenzio al riguardo è stata calata dalla televisione di Stato, che ha abdicato definitivamente al suo ruolo informativo di servizio pubblico per diventare, a imperitura vergogna di vertici asserviti e giornalisti, semplice megafono governativo.
Politicanti e lobbisti vorrebbero per meri interessi personali svendere e mettere a rischio un patrimonio naturale che è proprietà di tutti. Vorrebbero stravolgere anche la Costituzione, così come fagocitare ogni bellezza, ogni sentimento, ogni libertà.
Riprendiamo tutti insieme la voglia di decidere, la voglia di partecipare senza rassegnazione e in difesa del nostro mare, a tutela del bene comune, a difesa della bellezza della natura, del nostro turismo e dell’economia dei nostri territori e soprattutto in difesa dell' interesse di tutti i contro gli interessi di pochi. Il Sud deve sentirsi in prima linea in questa lotta per difendersi dallo scempio che insaziabili cricche parassitarie vorrebbero fare anche del suo mare.
Il 17 aprile segna l’inizio di un percorso di liberazione per contrastare e sconfiggere la cappa opprimente dell’egoismo e dell’avidità di chi pensa che la politica non sia bene comune, ma privato mercimonio. #il17aprileiovotosi
Natale Cuccurese
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giovedì 31 marzo 2016
PROROGATO A TUTTO IL 30 APRILE IL RINNOVO TESSERAMENTO 2016 AL PARTITO DEL SUD
Su decisione unanime del CDN anche per quest'anno sono prorogati i termini di Rinnovo Tesseramento per i già iscritti al Partito del Sud dal 31 Marzo fino a tutto il 30 Aprile 2016.
E' possibile rinnovare contattando la Sezione più vicina alla propria residenza ed anche on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2016" e versando la quota sociale stabilita per il 2016.
Ricordiamo che invece la campagna Tesseramento 2016 per i Nuovi Soci è aperta fino a tutto il 30 Giugno 2016.
Leggi tutto »
E' possibile rinnovare contattando la Sezione più vicina alla propria residenza ed anche on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2016" e versando la quota sociale stabilita per il 2016.
Ricordiamo che invece la campagna Tesseramento 2016 per i Nuovi Soci è aperta fino a tutto il 30 Giugno 2016.
per ulteriori dettagli: http://www.partitodelsud.eu/p/tesseramento.html
Su decisione unanime del CDN anche per quest'anno sono prorogati i termini di Rinnovo Tesseramento per i già iscritti al Partito del Sud dal 31 Marzo fino a tutto il 30 Aprile 2016.
E' possibile rinnovare contattando la Sezione più vicina alla propria residenza ed anche on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2016" e versando la quota sociale stabilita per il 2016.
Ricordiamo che invece la campagna Tesseramento 2016 per i Nuovi Soci è aperta fino a tutto il 30 Giugno 2016.
E' possibile rinnovare contattando la Sezione più vicina alla propria residenza ed anche on line, scaricando e compilando la "Domanda di Tesseramento 2016" e versando la quota sociale stabilita per il 2016.
Ricordiamo che invece la campagna Tesseramento 2016 per i Nuovi Soci è aperta fino a tutto il 30 Giugno 2016.
per ulteriori dettagli: http://www.partitodelsud.eu/p/tesseramento.html
domenica 27 marzo 2016
BUONA PASQUA A TUTTI DAL PARTITO DEL SUD
Buona e serena Pasqua a tutti dal Partito del Sud.
Ogni giorno è un nu juorno buono per risorgere, per scegliere, per alzare la testa con dignità, per resistere e per amare.
Natale Cuccurese
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Buona e serena Pasqua a tutti dal Partito del Sud.
Ogni giorno è un nu juorno buono per risorgere, per scegliere, per alzare la testa con dignità, per resistere e per amare.
Natale Cuccurese
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giovedì 24 marzo 2016
Sul quotidiano "Roma", oggi in edicola, una bella intervista al Presidente Onorario del Partito del Sud Antonio Ciano,
Sul quotidiano "Roma", oggi in edicola, una bella intervista al Presidente Onorario del Partito del Sud Antonio Ciano, il Brigante del Sud. Un uomo che, come giustamente scrive il giornalista, non ha certo bisogno di presentazioni.
Ciano ricorda e ribadisce nell'intervista uno storico "cavallo di battaglia" del nostro Partito e cioè una Italia confederata in Macroregioni, con un'unica Macroregione Sud. Sottolineato inoltre e per l'ennesima volta che il Partito del Sud è formato da meridionalisti identitari, repubblicani, federalisti e antifascisti. Grande Antonio!
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Ciano ricorda e ribadisce nell'intervista uno storico "cavallo di battaglia" del nostro Partito e cioè una Italia confederata in Macroregioni, con un'unica Macroregione Sud. Sottolineato inoltre e per l'ennesima volta che il Partito del Sud è formato da meridionalisti identitari, repubblicani, federalisti e antifascisti. Grande Antonio!
Sul quotidiano "Roma", oggi in edicola, una bella intervista al Presidente Onorario del Partito del Sud Antonio Ciano, il Brigante del Sud. Un uomo che, come giustamente scrive il giornalista, non ha certo bisogno di presentazioni.
Ciano ricorda e ribadisce nell'intervista uno storico "cavallo di battaglia" del nostro Partito e cioè una Italia confederata in Macroregioni, con un'unica Macroregione Sud. Sottolineato inoltre e per l'ennesima volta che il Partito del Sud è formato da meridionalisti identitari, repubblicani, federalisti e antifascisti. Grande Antonio!
Ciano ricorda e ribadisce nell'intervista uno storico "cavallo di battaglia" del nostro Partito e cioè una Italia confederata in Macroregioni, con un'unica Macroregione Sud. Sottolineato inoltre e per l'ennesima volta che il Partito del Sud è formato da meridionalisti identitari, repubblicani, federalisti e antifascisti. Grande Antonio!
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