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giovedì 24 marzo 2016
Report dell'inaugurazione Agorà elettorale de Magistris..noi del PdelSUD c'eravamo..
Oggi a Napoli....
Stamani,Giovedì 24 Marzo 2016, in via S.Brigida,65/66-Napoli in quel che fu lo splendido fouyer dello storico Salone Margherita, in un'affollata e partecipe Conferenza Stampa con la numerosa presenza di stampa, tv e partner e suoi sostenitori il sindaco di Napoli ha inaugurato la sede elettorale denominata Agorà propedeutica alla sua campagna elettorale. La prestigiosa sede sarà interrottamente aperta 24 ore su 24 e vedrà confronti, dibattiti, concerti e partecipazione della cittadinanza napoletana. Intervento del sindaco applaudito per l'accalorato eloquio a testimonianza d'una cosciente e appassionata volontà di proseguire una nuova esperienza politica che vede Napoli al centro d'una ritrovata propositività di partecipazione popolare.
Noi del Partito del Sud c'eravamo come sempre da convinti e leali sostenitori.
l'amico Luigi Gelli che indossa con piacere lo spillino rosso del Partito del Sud
.
Oggi a Napoli....
Stamani,Giovedì 24 Marzo 2016, in via S.Brigida,65/66-Napoli in quel che fu lo splendido fouyer dello storico Salone Margherita, in un'affollata e partecipe Conferenza Stampa con la numerosa presenza di stampa, tv e partner e suoi sostenitori il sindaco di Napoli ha inaugurato la sede elettorale denominata Agorà propedeutica alla sua campagna elettorale. La prestigiosa sede sarà interrottamente aperta 24 ore su 24 e vedrà confronti, dibattiti, concerti e partecipazione della cittadinanza napoletana. Intervento del sindaco applaudito per l'accalorato eloquio a testimonianza d'una cosciente e appassionata volontà di proseguire una nuova esperienza politica che vede Napoli al centro d'una ritrovata propositività di partecipazione popolare.
Noi del Partito del Sud c'eravamo come sempre da convinti e leali sostenitori.
l'amico Luigi Gelli che indossa con piacere lo spillino rosso del Partito del Sud
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giovedì 17 marzo 2016
Il 17 marzo noi non festeggiamo!!!
Probabilmente non esisterebbe il Partito del Sud se non fosse stato per lo shock dovuto alla scoperta di cosa realmente è stato il cosiddetto “risorgimento” per il meridione d’Italia. Tant’è che anche nello statuto del Partito Del Sud è presente un punto che sottolinea la nostra linea identitaria, culturale e storica e non a caso a livello nazionale il Partito del Sud nacque proprio a Gaeta quasi 10 anni fa e non a caso il nostro movimento nacque proprio dopo iniziative locali nella stessa Gaeta del nostro Antonio Ciano che lì già da anni parlava di questi argomenti storici in ottica revisionista e fu il primo autore di un libro polemico e sanguigno come “I Savoia ed il massacro del Sud” che ha avuto parecchi lettori e molti di questi che si sono avvicinati, anche dopo questa lettura, alla causa meridionalista. E non è la prima volta che parliamo e protestiamo contro l'istituzione di una festa nazionale il 17 marzo....
In effetti parecchi di noi sono rimasti colpiti dalla scoperta di una verità a lungo nascosta dalla storiografia ufficiale e mai studiata a scuola, di sapere di stragi, di fucilazioni sommarie, la legge Pica, l’eccidio di Bronte, l’assedio di Gaeta, Casalduni e Pontelandolfo, Fenestrelle, etc etc, tutti episodi oramai ben noti e sui quali non ci interessa disquisire a lungo su numeri e sui fatti, una cosa in sintesi oramai è certa e nota a molte più persone di anni fa, la storia non è quella che ci hanno raccontato di “liberatori” venuti dal nord e che ci hanno portato “libertà” e “progresso”. Certo non vogliamo esagerare cifre, numeri e fatti e lasciamo agli storici il compito di continuare ad indagare, senza preconcetti o verità precostituite, non vogliamo nemmeno basarci su questi fatti per rivendicazioni nostalgiche o impossibili ritorni al passato, ma la nostra Storia è importante e va studiata, approfondita e compresa per bene, senza trascurare alcune fonti e accettarne solo altre e senza liquidare un periodo importante come quello del Regno delle Due Sicilie con le sue (molte) luci ed (alcune) ombre solo in base alla lettura del vincitore piemontese e garibaldino.
Se consideriamo la lista delle stragi post-unitarie, soprattutto quelle commesse nel nome della cosiddetta “guerra al brigantaggio”, questa è lunghissima, e non è per mancanza di rispetto che non citiamo altri luoghi martiri per la mano sanguinaria del “fratello d’Italia” giunto dal Piemonte con il fucile carico, e parlante una lingua sconosciuta, e che da fratello proprio non si è comportato….su questi argomenti oramai c’è una letteratura molto vasta, alla quale si sono aggiunti negli ultimi anni giornalisti e storici seri come il nostro amico Gigi Di Fiore e soprattutto persone semplici ma oneste e con la voglia di spulciare archivi e fonti d’epoca come il nostro Presidente Onorario Antonio Ciano, un antesignano del revisionismo meridionalista.
Uno dei luoghi simbolo di questa tragedia nascosta è il Real Ponte Borbonico, gioiello di arte e di architettura, voluto da un grande Re come Ferdinando II col suo napoletanissimo “lassate fa ‘o uaglione”, dette l’incarico a Luigi Giura. E’ per noi un luogo simbolo per tante cose, innanzitutto dimostra una volontà ed una grande capacità tecnica e realizzativa che avevamo nel nostro ex Regno con il primo ponte sospeso in Italia e nell’Europa continentale, e paragonata alla povertà di strutture di oggi del nostro Sud questo ci dice tante cose, ma il Ponte è anche il luogo di un’ importante battaglia tra borbonici e piemontesi, con una strenua difesa dei “nostri” soldati rimasti fedele al loro Re e che parlavano napoletano o abruzzese o pugliese o calabrese. Questi nostri soldati che avevano prima respinto i garibaldini e poi inizialmente sul Garigliano avevano ben difeso le postazione e respinto i primi attacchi dei bersaglieri piemontesi, furono costretti a ritirarsi solo dopo l’abbandono della nave francese e l’arrivo delle navi piemontesi che iniziarono a cannoneggiare i borbonici che furono così stretti tra due fuochi; fu l’ultima battaglia prima poi di Mola e dell’assedio di Gaeta, quindi la battaglia sul Garigliano fu tra gli ultimi episodi della resistenza all’invasore di un Regno all’epoca riconosciuto da tutti gli Stati e trattati internazionali.
Abbiamo saputo che proprio presso il “nostro” Real Ponte sul Garigliano, che ha resistito parecchi altri decenni e addirittura fino alla 2 guerra mondiale quando fu bombardato e solo recentemente ben restaurato, sarà nei prossimi giorni oggetto di un evento. Quest’evento fatto proprio di 17 marzo, data di proclamazione di quel Regno d’Italia che di fatto fu un estensione territoriale del Regno di Sardegna aggressore del Sud (non a caso Vittorio Emanuele II restò Vittorio Emanuele II e la prima legislatura del neonato Regno d’Itala fu l’VIII legislatura…) , fatta proprio lì sul Ponte e che vuole ricordare i 155 anni dell’unità d’Italia, a nostro avviso manca di rispetto alle migliaia di meridionali e non che si sentono offesi da questa data utilizzata come ricorrenza.
Non per rinnegare un’unità oramai raggiunta, anche se ancora scarsamente praticata nei diritti fondamentali, ma noi ci sentiamo offesi dal festeggiare il 17 marzo, offesi da una festa che osanna un aggressore che ha stuprato donne e bambini fin sopra gli altari sacri delle chiese dove si erano rifugiati i nostri contadini, ha massacrato anche preti e vecchi, donne e bambini che ha bruciato vivi nelle loro umili case. Erano i nostri avi, il nostro popolo. Una festa inopportuna, e inopportunamente voluta in uno dei luoghi simbolo di quello che a mezzogiorno ancora non è perdonato del tutto e ancora non è ben digerito, soprattutto se poi all’origine del colonialismo del belpaese che ci ha visti sempre come “briganti o emigranti”. Un luogo oserei dire SACRO il nostro Real Ponte sul Garigliano, un po’ come lo è il fiume Sand Creek (per un episodio di strage avvenuta singolarmente negli stessi anni guarda caso…) per i nativi americani. E un po’ come festeggiare Hitler davanti al museo dell’olocausto di Tel Aviv o davanti ai cancelli di Auschwitz oppure festeggiare Ataturk nella strade di Armenia. Perlomeno inopportuno, se vogliamo essere buoni e un pugno nello stomaco bello e buono al meridione, alla sua storia e alla sua gente. Noi il 17 marzo non festeggiamo!
Ci meraviglia molto intanto, che tale iniziativa venga promossa proprio da chi della storia e dell’archeologia ne fa un mestiere. E il coinvolgimento delle scolaresche locali, per incidere ancora una volta su quella storia scritta dai vincitori che studiano a scuola e un altro pugno nello stomaco per chi come noi vorrebbe studiare la vera storia, e non quelle favolette eroiche deamicisiane che nulla hanno a che fare con la storia.
Per rispetto alla nostra storia e alla nostra identità, senza nessuna volontà nostalgica o separatista e nel pieno rispetto delle leggi del nostro paese, noi protestiamo contro questa festa irriverente che avrà luogo la mattina del 17 marzo e contro chiunque vuole festeggiare questa data e ricorrenza per noi nefasta ed anzi invitiamo pacificamente i nostri iscritti e simpatizzanti a manifestare con noi in loco contro questa festa, come già fatto in passato a Gaeta ed in altri luoghi.
Il 17 marzo noi del Partito del Sud non festeggiamo!
Antonio Rosato & Enzo Riccio
Partito del Sud - Lazio
http://partitodelsud-roma.blogspot.com
www.partitodelsud.eu
Probabilmente non esisterebbe il Partito del Sud se non fosse stato per lo shock dovuto alla scoperta di cosa realmente è stato il cosiddetto “risorgimento” per il meridione d’Italia. Tant’è che anche nello statuto del Partito Del Sud è presente un punto che sottolinea la nostra linea identitaria, culturale e storica e non a caso a livello nazionale il Partito del Sud nacque proprio a Gaeta quasi 10 anni fa e non a caso il nostro movimento nacque proprio dopo iniziative locali nella stessa Gaeta del nostro Antonio Ciano che lì già da anni parlava di questi argomenti storici in ottica revisionista e fu il primo autore di un libro polemico e sanguigno come “I Savoia ed il massacro del Sud” che ha avuto parecchi lettori e molti di questi che si sono avvicinati, anche dopo questa lettura, alla causa meridionalista. E non è la prima volta che parliamo e protestiamo contro l'istituzione di una festa nazionale il 17 marzo....
In effetti parecchi di noi sono rimasti colpiti dalla scoperta di una verità a lungo nascosta dalla storiografia ufficiale e mai studiata a scuola, di sapere di stragi, di fucilazioni sommarie, la legge Pica, l’eccidio di Bronte, l’assedio di Gaeta, Casalduni e Pontelandolfo, Fenestrelle, etc etc, tutti episodi oramai ben noti e sui quali non ci interessa disquisire a lungo su numeri e sui fatti, una cosa in sintesi oramai è certa e nota a molte più persone di anni fa, la storia non è quella che ci hanno raccontato di “liberatori” venuti dal nord e che ci hanno portato “libertà” e “progresso”. Certo non vogliamo esagerare cifre, numeri e fatti e lasciamo agli storici il compito di continuare ad indagare, senza preconcetti o verità precostituite, non vogliamo nemmeno basarci su questi fatti per rivendicazioni nostalgiche o impossibili ritorni al passato, ma la nostra Storia è importante e va studiata, approfondita e compresa per bene, senza trascurare alcune fonti e accettarne solo altre e senza liquidare un periodo importante come quello del Regno delle Due Sicilie con le sue (molte) luci ed (alcune) ombre solo in base alla lettura del vincitore piemontese e garibaldino.
Se consideriamo la lista delle stragi post-unitarie, soprattutto quelle commesse nel nome della cosiddetta “guerra al brigantaggio”, questa è lunghissima, e non è per mancanza di rispetto che non citiamo altri luoghi martiri per la mano sanguinaria del “fratello d’Italia” giunto dal Piemonte con il fucile carico, e parlante una lingua sconosciuta, e che da fratello proprio non si è comportato….su questi argomenti oramai c’è una letteratura molto vasta, alla quale si sono aggiunti negli ultimi anni giornalisti e storici seri come il nostro amico Gigi Di Fiore e soprattutto persone semplici ma oneste e con la voglia di spulciare archivi e fonti d’epoca come il nostro Presidente Onorario Antonio Ciano, un antesignano del revisionismo meridionalista.
Uno dei luoghi simbolo di questa tragedia nascosta è il Real Ponte Borbonico, gioiello di arte e di architettura, voluto da un grande Re come Ferdinando II col suo napoletanissimo “lassate fa ‘o uaglione”, dette l’incarico a Luigi Giura. E’ per noi un luogo simbolo per tante cose, innanzitutto dimostra una volontà ed una grande capacità tecnica e realizzativa che avevamo nel nostro ex Regno con il primo ponte sospeso in Italia e nell’Europa continentale, e paragonata alla povertà di strutture di oggi del nostro Sud questo ci dice tante cose, ma il Ponte è anche il luogo di un’ importante battaglia tra borbonici e piemontesi, con una strenua difesa dei “nostri” soldati rimasti fedele al loro Re e che parlavano napoletano o abruzzese o pugliese o calabrese. Questi nostri soldati che avevano prima respinto i garibaldini e poi inizialmente sul Garigliano avevano ben difeso le postazione e respinto i primi attacchi dei bersaglieri piemontesi, furono costretti a ritirarsi solo dopo l’abbandono della nave francese e l’arrivo delle navi piemontesi che iniziarono a cannoneggiare i borbonici che furono così stretti tra due fuochi; fu l’ultima battaglia prima poi di Mola e dell’assedio di Gaeta, quindi la battaglia sul Garigliano fu tra gli ultimi episodi della resistenza all’invasore di un Regno all’epoca riconosciuto da tutti gli Stati e trattati internazionali.
Abbiamo saputo che proprio presso il “nostro” Real Ponte sul Garigliano, che ha resistito parecchi altri decenni e addirittura fino alla 2 guerra mondiale quando fu bombardato e solo recentemente ben restaurato, sarà nei prossimi giorni oggetto di un evento. Quest’evento fatto proprio di 17 marzo, data di proclamazione di quel Regno d’Italia che di fatto fu un estensione territoriale del Regno di Sardegna aggressore del Sud (non a caso Vittorio Emanuele II restò Vittorio Emanuele II e la prima legislatura del neonato Regno d’Itala fu l’VIII legislatura…) , fatta proprio lì sul Ponte e che vuole ricordare i 155 anni dell’unità d’Italia, a nostro avviso manca di rispetto alle migliaia di meridionali e non che si sentono offesi da questa data utilizzata come ricorrenza.
Non per rinnegare un’unità oramai raggiunta, anche se ancora scarsamente praticata nei diritti fondamentali, ma noi ci sentiamo offesi dal festeggiare il 17 marzo, offesi da una festa che osanna un aggressore che ha stuprato donne e bambini fin sopra gli altari sacri delle chiese dove si erano rifugiati i nostri contadini, ha massacrato anche preti e vecchi, donne e bambini che ha bruciato vivi nelle loro umili case. Erano i nostri avi, il nostro popolo. Una festa inopportuna, e inopportunamente voluta in uno dei luoghi simbolo di quello che a mezzogiorno ancora non è perdonato del tutto e ancora non è ben digerito, soprattutto se poi all’origine del colonialismo del belpaese che ci ha visti sempre come “briganti o emigranti”. Un luogo oserei dire SACRO il nostro Real Ponte sul Garigliano, un po’ come lo è il fiume Sand Creek (per un episodio di strage avvenuta singolarmente negli stessi anni guarda caso…) per i nativi americani. E un po’ come festeggiare Hitler davanti al museo dell’olocausto di Tel Aviv o davanti ai cancelli di Auschwitz oppure festeggiare Ataturk nella strade di Armenia. Perlomeno inopportuno, se vogliamo essere buoni e un pugno nello stomaco bello e buono al meridione, alla sua storia e alla sua gente. Noi il 17 marzo non festeggiamo!
Ci meraviglia molto intanto, che tale iniziativa venga promossa proprio da chi della storia e dell’archeologia ne fa un mestiere. E il coinvolgimento delle scolaresche locali, per incidere ancora una volta su quella storia scritta dai vincitori che studiano a scuola e un altro pugno nello stomaco per chi come noi vorrebbe studiare la vera storia, e non quelle favolette eroiche deamicisiane che nulla hanno a che fare con la storia.
Per rispetto alla nostra storia e alla nostra identità, senza nessuna volontà nostalgica o separatista e nel pieno rispetto delle leggi del nostro paese, noi protestiamo contro questa festa irriverente che avrà luogo la mattina del 17 marzo e contro chiunque vuole festeggiare questa data e ricorrenza per noi nefasta ed anzi invitiamo pacificamente i nostri iscritti e simpatizzanti a manifestare con noi in loco contro questa festa, come già fatto in passato a Gaeta ed in altri luoghi.
Il 17 marzo noi del Partito del Sud non festeggiamo!
Antonio Rosato & Enzo Riccio
Partito del Sud - Lazio
http://partitodelsud-roma.blogspot.com
www.partitodelsud.eu
17 Marzo: Non ci può essere unità se non c’è uguaglianza. Cosa dovremmo festeggiare ?
Fonte: Con il Sud si Riparte
Tre anni fa il Partito del Sud uscì con un interessante documento sul perché non ancora si possa festeggiare il 17 marzo l’Unità d’Italia. Non si può festeggiare non perché si è separatisti o nostalgici, non si può festeggiare perché in 155 anni non si è costruito un Paese uguale. Fino a quando non ci sarà uguaglianza vorremmo sapere qui a sud cosa avremmo da festeggiare. Fino a che si parlerà di Italia per enunciare dati positivi e di Sud quando si vogliono mettere in risalto negatività non ci potrà essere alcuna festa.
Ecco l’ottimo documento del Partito del Sud.
“Ci accingiamo a festeggiare il 17 marzo l’Unità d’Italia e ancora una volta, purtroppo, il rischio (molto concreto) è che la retorica prenda il sopravvento sulla sostanza.
L’Unità d’Italia acquista valore se gli italiani sono messi in condizioni di unità davanti alle sfide del futuro e del presente.
Non ci può essere unità se non c’è uguaglianza. E’ per questo motivo che il Partito del Sud invita istituzioni e cittadini a riflettere su quanto della sbandierata unità oggi è stato attuato a 152 anni dalla proclamazione (in francese) del Regno d’Italia.
Quello che oggi sappiamo è:
- Che la storia che viene raccontata e fatta studiare nelle scuole non è ciò che è veramente accaduto 152 (155 nel 2016 ndr) anni fa.
- Che il Sud non era così arretrato così come lo si è voluto dipingere
- Che l’emigrazione dalle nostre terre è iniziata dopo 1861
- Che la chiusura delle fabbriche, fiore all’occhiello del sud, si è avuta dopo l’Unità d’Italia
- Che il Brigantaggio non è stato un evento di delinquenza comune, ma è stato anche, e soprattutto, rivolta ai soprusi degli occupanti e dei signori subito passati con i vincitori.
- Che al Sud, ancora oggi, non ci sono ferrovie degne di questo nome
- Che al Sud, non ci sono investimenti infrastrutturali degni di questo nome
- Che al Sud, gli interessi bancari sono più elevati che al nord
- Che al Sud, le assicurazioni costano di più e che non è vero che al sud ci sono più truffe che in altre parti d’Italia (dati ISVAP)
- Che le assicurazioni auto sono obbligatorie e che quindi i cittadini del Sud onesti non possono essere discriminati rispetto a quelli del nord. (articolo 3 della Costituzione)
- Che l’agricoltura e l’agroalimentare sono l’ossatura portante della nostra economia e che invece vengono considerati come un elemento secondario del PIL.
- Che ciò che nei decenni è stato spacciato come intervento straordinario al sud da parte dello stato, si è rivelato in realtà un intervento sostituivo di quanto l’Italia doveva al Sud.
- Che non è vero che il Sud vive alle spalle del Nord.
- Che non è vero che il sistema universitario del Sud sia peggiore di quello del nord pur in presenza di investimenti minori, di forte discriminazione e di un’infima propaganda.
- Che quasi la totalità degli interventi per favorire le imprese al Sud sono finiti alle imprese del nord che sono venute, hanno intercettato i finanziamenti e poi sono scappate via.
- Che il Sud è visto solo come un grande immenso mercato.
- Che il Sud non deve intraprendere.
- Che al Sud è concesso, per disperazione, di subire solo il ricatto o lavoro o salute
- Che il Sud è visto, grazie a una connivenza vomitevole tra malavita, politica e imprese senza scrupoli (quasi sempre del nord), come una grande discarica.
- Che sulle scuole del Sud si investe molto meno (quasi nulla) rispetto alle scuole del nord
- Che le risorse del sud, petrolio, energie alternative, risorse varie del suolo e del sottosuolo, sono prelevate al sud per arricchire aziende del nord o del resto d’Europa per lasciare al sud solo l’inquinamento
- Che il Sud non merita una classe politica pronta a cedere tutto per un piatto di lenticchie
- Che tutti gli italiani hanno il diritto, con le preferenze, di votare gli uomini e le donne che li rappresentano.
Allora, se è vero tutto questo, chiediamo quanto meno di festeggiare la verità.
L’Unità si costruisce con i fatti, l’attenzione alle persone,
ai cittadini e non con la retorica.
Buon 17 Marzo !”
Fonte: Con il Sud si Riparte
Tre anni fa il Partito del Sud uscì con un interessante documento sul perché non ancora si possa festeggiare il 17 marzo l’Unità d’Italia. Non si può festeggiare non perché si è separatisti o nostalgici, non si può festeggiare perché in 155 anni non si è costruito un Paese uguale. Fino a quando non ci sarà uguaglianza vorremmo sapere qui a sud cosa avremmo da festeggiare. Fino a che si parlerà di Italia per enunciare dati positivi e di Sud quando si vogliono mettere in risalto negatività non ci potrà essere alcuna festa.
Ecco l’ottimo documento del Partito del Sud.
“Ci accingiamo a festeggiare il 17 marzo l’Unità d’Italia e ancora una volta, purtroppo, il rischio (molto concreto) è che la retorica prenda il sopravvento sulla sostanza.
L’Unità d’Italia acquista valore se gli italiani sono messi in condizioni di unità davanti alle sfide del futuro e del presente.
Non ci può essere unità se non c’è uguaglianza. E’ per questo motivo che il Partito del Sud invita istituzioni e cittadini a riflettere su quanto della sbandierata unità oggi è stato attuato a 152 anni dalla proclamazione (in francese) del Regno d’Italia.
Quello che oggi sappiamo è:
- Che la storia che viene raccontata e fatta studiare nelle scuole non è ciò che è veramente accaduto 152 (155 nel 2016 ndr) anni fa.
- Che il Sud non era così arretrato così come lo si è voluto dipingere
- Che l’emigrazione dalle nostre terre è iniziata dopo 1861
- Che la chiusura delle fabbriche, fiore all’occhiello del sud, si è avuta dopo l’Unità d’Italia
- Che il Brigantaggio non è stato un evento di delinquenza comune, ma è stato anche, e soprattutto, rivolta ai soprusi degli occupanti e dei signori subito passati con i vincitori.
- Che al Sud, ancora oggi, non ci sono ferrovie degne di questo nome
- Che al Sud, non ci sono investimenti infrastrutturali degni di questo nome
- Che al Sud, gli interessi bancari sono più elevati che al nord
- Che al Sud, le assicurazioni costano di più e che non è vero che al sud ci sono più truffe che in altre parti d’Italia (dati ISVAP)
- Che le assicurazioni auto sono obbligatorie e che quindi i cittadini del Sud onesti non possono essere discriminati rispetto a quelli del nord. (articolo 3 della Costituzione)
- Che l’agricoltura e l’agroalimentare sono l’ossatura portante della nostra economia e che invece vengono considerati come un elemento secondario del PIL.
- Che ciò che nei decenni è stato spacciato come intervento straordinario al sud da parte dello stato, si è rivelato in realtà un intervento sostituivo di quanto l’Italia doveva al Sud.
- Che non è vero che il Sud vive alle spalle del Nord.
- Che non è vero che il sistema universitario del Sud sia peggiore di quello del nord pur in presenza di investimenti minori, di forte discriminazione e di un’infima propaganda.
- Che quasi la totalità degli interventi per favorire le imprese al Sud sono finiti alle imprese del nord che sono venute, hanno intercettato i finanziamenti e poi sono scappate via.
- Che il Sud è visto solo come un grande immenso mercato.
- Che il Sud non deve intraprendere.
- Che al Sud è concesso, per disperazione, di subire solo il ricatto o lavoro o salute
- Che il Sud è visto, grazie a una connivenza vomitevole tra malavita, politica e imprese senza scrupoli (quasi sempre del nord), come una grande discarica.
- Che sulle scuole del Sud si investe molto meno (quasi nulla) rispetto alle scuole del nord
- Che le risorse del sud, petrolio, energie alternative, risorse varie del suolo e del sottosuolo, sono prelevate al sud per arricchire aziende del nord o del resto d’Europa per lasciare al sud solo l’inquinamento
- Che il Sud non merita una classe politica pronta a cedere tutto per un piatto di lenticchie
- Che tutti gli italiani hanno il diritto, con le preferenze, di votare gli uomini e le donne che li rappresentano.
Allora, se è vero tutto questo, chiediamo quanto meno di festeggiare la verità.
L’Unità si costruisce con i fatti, l’attenzione alle persone,
ai cittadini e non con la retorica.
Buon 17 Marzo !”
mercoledì 16 marzo 2016
Bastone e carota - di A. Rosato
I vecchi aneddoti spessissimo sono frutto di saggezza popolare maturata nei secoli sull’esperienza o sul vissuto delle persone. Frequentemente si usano queste massime nel linguaggio comune, con la leggerezza che spesso meritano certi argomenti o per sintetizzare un concetto. Efficacissime, mai banali e sempre attuali. Ma se ci soffermiamo a meditare su di esse possiamo spaziare impiegandole in mille tematiche. Un Bonzo buddista, probabilmente, passerebbe una vita intera a meditare su “bastone e carota” e magari non gli basterebbe una vita sola per darne il più completo e variegato significato e applicazioni. A scuola, sul lavoro, in famiglia e in politica anche.
Ho l’impressione che la parola democrazia “applicata” all'italiana celi tutt’altro che una forma di governo dove la sovranità risiede nel popolo, congiuntamente all’uguaglianza ed al rispetto delle leggi, insieme alle libertà individuali che dovrebbero i pilastri di ogni paese che si fregia di questo nobile titolo di "democratico". Ai meritevoli cittadini che onorano questa forma di governo, e che si rispecchiano in essa, che fanno da garanti a tale democrazia con comportamenti esemplari quotidiani, dovrebbe essere concesso loro uno zuccherino, "la carota" per l’appunto. Chi invece trasgredisce le regole, sconfina nella libertà altrui, non rispetta le leggi e le regole democratiche, dovrebbe ricevere una punizione educativa che lo rimetta in carreggiata, "il bastone" di conseguenza. Per fare un esempio pratico e sintetico: chi paga le tasse dovrebbe ricevere un bravo, e chi invece evade le tasse, a scapito di tutta la comunità, andrebbe sanzionato come le leggi di questo o quel governo democratico prevedono. Quando si sconfina nella libertà altrui normalmente si creano dei problemi o addirittura dei veri e propri danni. Come chi, ad esempio, pur avendo un servizio per la raccolta dei rifiuti si ostina a buttare per strada scarti di ogni genere che inquinano per sempre l’ambiente e possono far ammalare le persone. Queste persone forse non hanno ben chiaro ne' il concetto di democrazia, ne' tanto meno il concetto di legalità e di società. E allora lo strumento necessario non può essere la tolleranza o leggi cosi complesse che spesso si arenano come l’onda quando incontra la sabbia. Per queste persone, fossi io un amministratore, provvederei una sorta di punti come quelli che si scalano sulla patente quando si commettono infrazioni più o meno gravi irriguardose del codice della strada. Oltre ad una sanzione, spesso prevista, equa al reddito e allo stile di vita dell’individuo, io scalerei dei punti che andrebbero a gravare sul pagamento della tassa dei rifiuti. Se beccato e multato sul posto come prevede la legge, io toglierei un numero di punti in base alla gravità dell’azione fatta. La domanda sorge spontanea: “ ma questi punti a che servono?”
Questi punti andrebbero ad aumentare una percentuale annua sulla tassa individuale dei rifiuti. Più punti, più paghi in percentuale i rifiuti che ti vengono a togliere sotto casa. La stessa cosa si potrebbe applicare a quelle aziende che sfruttano manodopera straniera, che lavora dalla mattina all’alba alla sera al tramonto nei campi per la raccolta di pomodori o frutta che sia. Oltre alla sanzione prevista, dovrebbe avere l’obbligo di regolarizzare tutti i lavoratori con stipendi, orari, contributi etc etc, e versati ad un ufficio preposto che da garante poi girerà al lavoratore i compendi maturati. In modo anche da evitare che si fa un contratto sulla carta e poi il lavoratore riceve di fatto in contanti la metà dal disonesto caporale o datore di lavoro. Qualche volta “bastone e carota” viene usato per estremizzare dei concetti che poi sconfinano loro stessi in ipotesi punitive o repressive come quelle tanto sbandierate dalla Laga Nord ad esempio. Non è questo che vogliamo intendere, e non è questo che vogliamo. Ma usare gli strumenti che la democrazia ci mette a disposizione per portare legalità, uguaglianza collettiva e avvicinarci quanto più possibile a quello straordinario concetto di democrazia che da molto tempo e deviato su forme di tolleranza giuridica o dietrologia amministrativa giustificatoria che non sanziona i cittadini o ospiti, che si comportano male, e non rassicura o premia quei cittadini che invece da democratici si comportano e che da certi comportamenti o certe decisioni vengono ingiustamente penalizzati o addirittura colpiti in alcuni casi. Essere un paese civile e democratico non vuol sicuramente sostenere, giustificare o chiudere un occhio su alcuni comportamenti che ledono la libertà o la salute altrui pensando di andare, forse, ad urtare la suscettibilità di taluni. Anche l’accoglienza e la tolleranza che ci contraddistingue nel mondo, sia per l’efficacia, sia per i risultati che quotidianamente si riscontrano con i migranti, non vuol dire che se tra di loro qualcuno si comporta male questo debba essere giustificato o tollerato. Se qualcuno si comporta male se ne assume le conseguenze come qualsiasi cittadino italiano, senza però creare quella forma razziale e fascista che mina la realtà e la credibilità del nostro paese e che infanga la costituzione molto spesso. Anche la detenzione spesso non è quello strumento educativo che dovrebbe essere, ma è altresì vero che le pene non vengono espiate in Italia. Qualcosa e da rivedere sicuramente nel sistema carcerario, ma soprattutto quello giuridico c’è. E di sicuro il buonismo o la tolleranza verso chi delinque non rende onore ad un paese democratico. Semplicemente perché va a ledere la libertà degli altri e sfregia la sovranità del popolo. Difendiamo la nostra democrazia, tuteliamo la nostra costituzione e le sue leggi. Sorvegliamo e custodiamo la libertà di stampa e di parola che fa di noi quel paese libero e svincolato finalmente, da ogni forma di totalitarismo che è anacronistico e fuori moda in un contesto europeo ed occidentale. Ma attenzione, la vigilanza e la cultura della democrazia e d’obbligo. Altrimenti movimenti che possono minare tutto ciò possono rispuntare fuori come in Francia, come in Germania, come nei paesi baltici o paesi dell’est, dove l’estremismo di destra inizia a montare volteggiando sul malcontento del popolo che vede lesa la sua libertà e suoi diritti a causa di un falso buonismo che non rende omaggio e non tutela quella parola tanto amata che è “DEMOCRAZIA”.
Antonio Rosato
Coord. Regionale PdSUD per il Lazio
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I vecchi aneddoti spessissimo sono frutto di saggezza popolare maturata nei secoli sull’esperienza o sul vissuto delle persone. Frequentemente si usano queste massime nel linguaggio comune, con la leggerezza che spesso meritano certi argomenti o per sintetizzare un concetto. Efficacissime, mai banali e sempre attuali. Ma se ci soffermiamo a meditare su di esse possiamo spaziare impiegandole in mille tematiche. Un Bonzo buddista, probabilmente, passerebbe una vita intera a meditare su “bastone e carota” e magari non gli basterebbe una vita sola per darne il più completo e variegato significato e applicazioni. A scuola, sul lavoro, in famiglia e in politica anche.
Ho l’impressione che la parola democrazia “applicata” all'italiana celi tutt’altro che una forma di governo dove la sovranità risiede nel popolo, congiuntamente all’uguaglianza ed al rispetto delle leggi, insieme alle libertà individuali che dovrebbero i pilastri di ogni paese che si fregia di questo nobile titolo di "democratico". Ai meritevoli cittadini che onorano questa forma di governo, e che si rispecchiano in essa, che fanno da garanti a tale democrazia con comportamenti esemplari quotidiani, dovrebbe essere concesso loro uno zuccherino, "la carota" per l’appunto. Chi invece trasgredisce le regole, sconfina nella libertà altrui, non rispetta le leggi e le regole democratiche, dovrebbe ricevere una punizione educativa che lo rimetta in carreggiata, "il bastone" di conseguenza. Per fare un esempio pratico e sintetico: chi paga le tasse dovrebbe ricevere un bravo, e chi invece evade le tasse, a scapito di tutta la comunità, andrebbe sanzionato come le leggi di questo o quel governo democratico prevedono. Quando si sconfina nella libertà altrui normalmente si creano dei problemi o addirittura dei veri e propri danni. Come chi, ad esempio, pur avendo un servizio per la raccolta dei rifiuti si ostina a buttare per strada scarti di ogni genere che inquinano per sempre l’ambiente e possono far ammalare le persone. Queste persone forse non hanno ben chiaro ne' il concetto di democrazia, ne' tanto meno il concetto di legalità e di società. E allora lo strumento necessario non può essere la tolleranza o leggi cosi complesse che spesso si arenano come l’onda quando incontra la sabbia. Per queste persone, fossi io un amministratore, provvederei una sorta di punti come quelli che si scalano sulla patente quando si commettono infrazioni più o meno gravi irriguardose del codice della strada. Oltre ad una sanzione, spesso prevista, equa al reddito e allo stile di vita dell’individuo, io scalerei dei punti che andrebbero a gravare sul pagamento della tassa dei rifiuti. Se beccato e multato sul posto come prevede la legge, io toglierei un numero di punti in base alla gravità dell’azione fatta. La domanda sorge spontanea: “ ma questi punti a che servono?”
Questi punti andrebbero ad aumentare una percentuale annua sulla tassa individuale dei rifiuti. Più punti, più paghi in percentuale i rifiuti che ti vengono a togliere sotto casa. La stessa cosa si potrebbe applicare a quelle aziende che sfruttano manodopera straniera, che lavora dalla mattina all’alba alla sera al tramonto nei campi per la raccolta di pomodori o frutta che sia. Oltre alla sanzione prevista, dovrebbe avere l’obbligo di regolarizzare tutti i lavoratori con stipendi, orari, contributi etc etc, e versati ad un ufficio preposto che da garante poi girerà al lavoratore i compendi maturati. In modo anche da evitare che si fa un contratto sulla carta e poi il lavoratore riceve di fatto in contanti la metà dal disonesto caporale o datore di lavoro. Qualche volta “bastone e carota” viene usato per estremizzare dei concetti che poi sconfinano loro stessi in ipotesi punitive o repressive come quelle tanto sbandierate dalla Laga Nord ad esempio. Non è questo che vogliamo intendere, e non è questo che vogliamo. Ma usare gli strumenti che la democrazia ci mette a disposizione per portare legalità, uguaglianza collettiva e avvicinarci quanto più possibile a quello straordinario concetto di democrazia che da molto tempo e deviato su forme di tolleranza giuridica o dietrologia amministrativa giustificatoria che non sanziona i cittadini o ospiti, che si comportano male, e non rassicura o premia quei cittadini che invece da democratici si comportano e che da certi comportamenti o certe decisioni vengono ingiustamente penalizzati o addirittura colpiti in alcuni casi. Essere un paese civile e democratico non vuol sicuramente sostenere, giustificare o chiudere un occhio su alcuni comportamenti che ledono la libertà o la salute altrui pensando di andare, forse, ad urtare la suscettibilità di taluni. Anche l’accoglienza e la tolleranza che ci contraddistingue nel mondo, sia per l’efficacia, sia per i risultati che quotidianamente si riscontrano con i migranti, non vuol dire che se tra di loro qualcuno si comporta male questo debba essere giustificato o tollerato. Se qualcuno si comporta male se ne assume le conseguenze come qualsiasi cittadino italiano, senza però creare quella forma razziale e fascista che mina la realtà e la credibilità del nostro paese e che infanga la costituzione molto spesso. Anche la detenzione spesso non è quello strumento educativo che dovrebbe essere, ma è altresì vero che le pene non vengono espiate in Italia. Qualcosa e da rivedere sicuramente nel sistema carcerario, ma soprattutto quello giuridico c’è. E di sicuro il buonismo o la tolleranza verso chi delinque non rende onore ad un paese democratico. Semplicemente perché va a ledere la libertà degli altri e sfregia la sovranità del popolo. Difendiamo la nostra democrazia, tuteliamo la nostra costituzione e le sue leggi. Sorvegliamo e custodiamo la libertà di stampa e di parola che fa di noi quel paese libero e svincolato finalmente, da ogni forma di totalitarismo che è anacronistico e fuori moda in un contesto europeo ed occidentale. Ma attenzione, la vigilanza e la cultura della democrazia e d’obbligo. Altrimenti movimenti che possono minare tutto ciò possono rispuntare fuori come in Francia, come in Germania, come nei paesi baltici o paesi dell’est, dove l’estremismo di destra inizia a montare volteggiando sul malcontento del popolo che vede lesa la sua libertà e suoi diritti a causa di un falso buonismo che non rende omaggio e non tutela quella parola tanto amata che è “DEMOCRAZIA”.
Antonio Rosato
Coord. Regionale PdSUD per il Lazio
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martedì 15 marzo 2016
Il socialismo democratico rinasce in USA con Bernie Sanders...e in Europa? E in Italia?
Nobody who works 40 hours a week should be living in poverty.
(berniesanders.com)
Leggendo questo slogan sul sito di Bernie Sanders quasi non ci credevo...allora mi sono incuriosito e sono andato a leggere il programma e alcune dichiarazioni del candidato democratico che ha il coraggio di sfidare alle elezioni primarie in USA la candidata democratica più forte Hillary Clinton, di certo sostenuta dall'establishment del Partito Democratico americano e da alcuni "poteri forti" e lobbies. e soprattutto di sfidare quell'America reazionaria e maccartista che ancora oggi è diffusa e trova negli atteggiamenti clowneschi del candidato repubblicano Donald Trump la sua incarnazione più genuina (purtroppo...) e secondo il mio personale parere quella che è davvero più inquietante.
Ebbene andando a leggere un po' di punti programmatici e un po' di dichiarazioni davvero non si puo' rimanere che stupiti e ammirati per un candidato che non ha mai smentito la sua dichiarata natura di "socialista", ecco alcuni dei punti che mi hanno più colpito:
1) più tasse per i ricchi e per le transazioni finanziarie, al fine di avere un istruzione universitaria gratuita e una copertura sanitaria pubblica di base per tutti, praticamente l'allargamento e superamento del programma di Sanità pubblicata già avviato molto a fatica da Obama;
2) un nuovo programma "new deal" di investimenti pubblici per ammodernare le infrastrutture e soprattutto per creare nuova occupazione;
3) tassare più pesantemente le emissioni di CO2 non solo per reperire nuove risorse ma soprattutto per favorire uno sviluppo economico sostenibile e rispettoso dell'ambiente;
4) eliminazione o almeno revisione di tutti quei trattati internazionali di libero scambio come NAFTA (o il futuro nefasto TTIP...) che di fatto non hanno ne' arricchito i paesi emergenti ed in via di sviluppo ne' hanno favorito i lavoratori dei paesi più ricchi, come gli USA nel caso del NAFTA ma potremmo parlare di vari accordi Europei coi paesi extraeuropei molto attuali in questi giorni, che si sono visti ridurre il salario o diminuire i posti di lavoro con una concorrenza al ribasso, hanno favorito sempre e solo multinazionali, la grande distribuzione e la finanza globale.
Incredibile....negli USA c'è chi ha il coraggio di parlare di tasse e del bisogno di più tasse per chi guadagna di più, cosa del resto stabilito anche nella nostra Costituzione repubblicana ma che a Berlusconi a Renzi oramai è diventato demode'..., , c'e' chi ha il coraggio di ribadire l'importanza dell'educazione e di almeno una sanità di base accessibile a tutti e non solo per i ricchi, c'è chi ha il coraggio di lottare contro Wall Street in casa loro....e noi?
Se si guarda il quadro europeo e quello italiano in particolare, il confronto è davvero desolante....soprattutto per il belpaese ed il centro-sinistra (???) di governo renziano, sempre più ambiguo e sempre più democristiano, nel senso più deleterio del termine ahime'....
Credo che alcuni punti di socialismo democratico di Sanders dovrebbero essere adottati anche dalla sinistra europea ed italiana senza il timore di essere considerati dei pericolosi "comunisti" ma nella consapevolezza che oramai il capitalismo globale, le multinazionali e le oligarchie finanziarie hanno allargato e stanno allargando sempre più il divario tra i più ricchi e i più poveri ed è in corso un gigantesco programma di impoverimento della classe media europea, già avvenuto nella società americana. E ovviamente questo gap sempre più largo non e' sostenibile nel medio periodo e può portare a conseguenze davvero disastrose, sia per l'equilibrio democratico con pericolose tendenze neonaziste e razziste che si diffondono in tutta Europa sia per la pace interna e internazionale.
Credo che alcuni punti di socialismo democratico di Sanders dovrebbero essere adottati anche dalla sinistra europea ed italiana senza il timore di essere considerati dei pericolosi "comunisti" ma nella consapevolezza che oramai il capitalismo globale, le multinazionali e le oligarchie finanziarie hanno allargato e stanno allargando sempre più il divario tra i più ricchi e i più poveri ed è in corso un gigantesco programma di impoverimento della classe media europea, già avvenuto nella società americana. E ovviamente questo gap sempre più largo non e' sostenibile nel medio periodo e può portare a conseguenze davvero disastrose, sia per l'equilibrio democratico con pericolose tendenze neonaziste e razziste che si diffondono in tutta Europa sia per la pace interna e internazionale.
Il Partito del Sud secondo me dovrebbe sostenere queste posizioni socialiste o per meglio dire social-democratiche che difendono la classe media sempre più impoverita ed in definitiva i più deboli, è necessario difenderli da un capitalismo globale e finanziario sempre più rapace ed insostenibile nel medio-lungo termine sia per i lavoratori che per l'ambiente. Il compito della buona politica dovrebbe essere proprio quello di mitigare quest'effetto di evidente squilibrio del "libero mercato", oramai dovrebbe essere chiaro che la "mano invisibile" del mercato non riequilibra affatto le differenze tra ricchi e poveri,come pensavano i padri del pensiero liberista, ma è necessario un intervento dello Stato e della Politica, nel senso alto del termine, per rendere effettivamente democratico e sostenibile il sistema paese e.
E' mai possibile che il rapporto lo stipendio tra un Marchionne e l'ultimo dei suoi operai è passato da 1 a 100 a 1 a 1000 nel migliore dei casi? E' mai sostenibile un'economia con aziende private e banche dove c'e' una ristretta schiera di top manager lautamente ricompensati, a volte anche al di là delle effettive prestazioni e meriti, e una classe impiegatizia sempre più povera e insicura del lavoro? E' evidente in sintesi che bisogna riequilibrare una situazione oramai già insostenibile e difendere le classi medie e meno ricche e dare più e pari opportunità per tutti, in una parola trasformare la società in una vera società democratica di pari opportunità e non falsata da condizioni pre-esistenti di squilibri di classe , di reddito o geografici....oltre che il rapporto tra classi, questo non vi fa venire in mente qualcosa pure sul rapporto tra il nostro Sud ed il resto del paese?
E' mai possibile che il rapporto lo stipendio tra un Marchionne e l'ultimo dei suoi operai è passato da 1 a 100 a 1 a 1000 nel migliore dei casi? E' mai sostenibile un'economia con aziende private e banche dove c'e' una ristretta schiera di top manager lautamente ricompensati, a volte anche al di là delle effettive prestazioni e meriti, e una classe impiegatizia sempre più povera e insicura del lavoro? E' evidente in sintesi che bisogna riequilibrare una situazione oramai già insostenibile e difendere le classi medie e meno ricche e dare più e pari opportunità per tutti, in una parola trasformare la società in una vera società democratica di pari opportunità e non falsata da condizioni pre-esistenti di squilibri di classe , di reddito o geografici....oltre che il rapporto tra classi, questo non vi fa venire in mente qualcosa pure sul rapporto tra il nostro Sud ed il resto del paese?
Enzo Riccio
Partito del Sud
Fonte: Partito del Sud - Roma
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Nobody who works 40 hours a week should be living in poverty.
(berniesanders.com)
Leggendo questo slogan sul sito di Bernie Sanders quasi non ci credevo...allora mi sono incuriosito e sono andato a leggere il programma e alcune dichiarazioni del candidato democratico che ha il coraggio di sfidare alle elezioni primarie in USA la candidata democratica più forte Hillary Clinton, di certo sostenuta dall'establishment del Partito Democratico americano e da alcuni "poteri forti" e lobbies. e soprattutto di sfidare quell'America reazionaria e maccartista che ancora oggi è diffusa e trova negli atteggiamenti clowneschi del candidato repubblicano Donald Trump la sua incarnazione più genuina (purtroppo...) e secondo il mio personale parere quella che è davvero più inquietante.
Ebbene andando a leggere un po' di punti programmatici e un po' di dichiarazioni davvero non si puo' rimanere che stupiti e ammirati per un candidato che non ha mai smentito la sua dichiarata natura di "socialista", ecco alcuni dei punti che mi hanno più colpito:
1) più tasse per i ricchi e per le transazioni finanziarie, al fine di avere un istruzione universitaria gratuita e una copertura sanitaria pubblica di base per tutti, praticamente l'allargamento e superamento del programma di Sanità pubblicata già avviato molto a fatica da Obama;
2) un nuovo programma "new deal" di investimenti pubblici per ammodernare le infrastrutture e soprattutto per creare nuova occupazione;
3) tassare più pesantemente le emissioni di CO2 non solo per reperire nuove risorse ma soprattutto per favorire uno sviluppo economico sostenibile e rispettoso dell'ambiente;
4) eliminazione o almeno revisione di tutti quei trattati internazionali di libero scambio come NAFTA (o il futuro nefasto TTIP...) che di fatto non hanno ne' arricchito i paesi emergenti ed in via di sviluppo ne' hanno favorito i lavoratori dei paesi più ricchi, come gli USA nel caso del NAFTA ma potremmo parlare di vari accordi Europei coi paesi extraeuropei molto attuali in questi giorni, che si sono visti ridurre il salario o diminuire i posti di lavoro con una concorrenza al ribasso, hanno favorito sempre e solo multinazionali, la grande distribuzione e la finanza globale.
Incredibile....negli USA c'è chi ha il coraggio di parlare di tasse e del bisogno di più tasse per chi guadagna di più, cosa del resto stabilito anche nella nostra Costituzione repubblicana ma che a Berlusconi a Renzi oramai è diventato demode'..., , c'e' chi ha il coraggio di ribadire l'importanza dell'educazione e di almeno una sanità di base accessibile a tutti e non solo per i ricchi, c'è chi ha il coraggio di lottare contro Wall Street in casa loro....e noi?
Se si guarda il quadro europeo e quello italiano in particolare, il confronto è davvero desolante....soprattutto per il belpaese ed il centro-sinistra (???) di governo renziano, sempre più ambiguo e sempre più democristiano, nel senso più deleterio del termine ahime'....
Credo che alcuni punti di socialismo democratico di Sanders dovrebbero essere adottati anche dalla sinistra europea ed italiana senza il timore di essere considerati dei pericolosi "comunisti" ma nella consapevolezza che oramai il capitalismo globale, le multinazionali e le oligarchie finanziarie hanno allargato e stanno allargando sempre più il divario tra i più ricchi e i più poveri ed è in corso un gigantesco programma di impoverimento della classe media europea, già avvenuto nella società americana. E ovviamente questo gap sempre più largo non e' sostenibile nel medio periodo e può portare a conseguenze davvero disastrose, sia per l'equilibrio democratico con pericolose tendenze neonaziste e razziste che si diffondono in tutta Europa sia per la pace interna e internazionale.
Credo che alcuni punti di socialismo democratico di Sanders dovrebbero essere adottati anche dalla sinistra europea ed italiana senza il timore di essere considerati dei pericolosi "comunisti" ma nella consapevolezza che oramai il capitalismo globale, le multinazionali e le oligarchie finanziarie hanno allargato e stanno allargando sempre più il divario tra i più ricchi e i più poveri ed è in corso un gigantesco programma di impoverimento della classe media europea, già avvenuto nella società americana. E ovviamente questo gap sempre più largo non e' sostenibile nel medio periodo e può portare a conseguenze davvero disastrose, sia per l'equilibrio democratico con pericolose tendenze neonaziste e razziste che si diffondono in tutta Europa sia per la pace interna e internazionale.
Il Partito del Sud secondo me dovrebbe sostenere queste posizioni socialiste o per meglio dire social-democratiche che difendono la classe media sempre più impoverita ed in definitiva i più deboli, è necessario difenderli da un capitalismo globale e finanziario sempre più rapace ed insostenibile nel medio-lungo termine sia per i lavoratori che per l'ambiente. Il compito della buona politica dovrebbe essere proprio quello di mitigare quest'effetto di evidente squilibrio del "libero mercato", oramai dovrebbe essere chiaro che la "mano invisibile" del mercato non riequilibra affatto le differenze tra ricchi e poveri,come pensavano i padri del pensiero liberista, ma è necessario un intervento dello Stato e della Politica, nel senso alto del termine, per rendere effettivamente democratico e sostenibile il sistema paese e.
E' mai possibile che il rapporto lo stipendio tra un Marchionne e l'ultimo dei suoi operai è passato da 1 a 100 a 1 a 1000 nel migliore dei casi? E' mai sostenibile un'economia con aziende private e banche dove c'e' una ristretta schiera di top manager lautamente ricompensati, a volte anche al di là delle effettive prestazioni e meriti, e una classe impiegatizia sempre più povera e insicura del lavoro? E' evidente in sintesi che bisogna riequilibrare una situazione oramai già insostenibile e difendere le classi medie e meno ricche e dare più e pari opportunità per tutti, in una parola trasformare la società in una vera società democratica di pari opportunità e non falsata da condizioni pre-esistenti di squilibri di classe , di reddito o geografici....oltre che il rapporto tra classi, questo non vi fa venire in mente qualcosa pure sul rapporto tra il nostro Sud ed il resto del paese?
E' mai possibile che il rapporto lo stipendio tra un Marchionne e l'ultimo dei suoi operai è passato da 1 a 100 a 1 a 1000 nel migliore dei casi? E' mai sostenibile un'economia con aziende private e banche dove c'e' una ristretta schiera di top manager lautamente ricompensati, a volte anche al di là delle effettive prestazioni e meriti, e una classe impiegatizia sempre più povera e insicura del lavoro? E' evidente in sintesi che bisogna riequilibrare una situazione oramai già insostenibile e difendere le classi medie e meno ricche e dare più e pari opportunità per tutti, in una parola trasformare la società in una vera società democratica di pari opportunità e non falsata da condizioni pre-esistenti di squilibri di classe , di reddito o geografici....oltre che il rapporto tra classi, questo non vi fa venire in mente qualcosa pure sul rapporto tra il nostro Sud ed il resto del paese?
Enzo Riccio
Partito del Sud
Fonte: Partito del Sud - Roma
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Il Partito del Sud ospite al 27° Congresso Prov.le di Napoli delle ACLI.
Il Partito del Sud ospite, con un applaudito intervento di saluto del suo Vicepresidente nazionale Andrea Balia, al 27° Congresso Prov.le di Napoli delle ACLI.
Ribadita la vicinanza, anche nei valori inclusivi e di solidarietà, e la ricerca di sinergie fra il Partito del Sud e le ACLI che sono state recentemente ospiti, con il Dr. Antonio Russo della dirigenza nazionale ACLI, anche al nostro V° Congresso Nazionale dello scorso ottobre a Napoli.
Presente fra gli ospiti anche il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris il cui intervento è stato lungamente applaudito.
Il Partito del Sud ospite, con un applaudito intervento di saluto del suo Vicepresidente nazionale Andrea Balia, al 27° Congresso Prov.le di Napoli delle ACLI.
Ribadita la vicinanza, anche nei valori inclusivi e di solidarietà, e la ricerca di sinergie fra il Partito del Sud e le ACLI che sono state recentemente ospiti, con il Dr. Antonio Russo della dirigenza nazionale ACLI, anche al nostro V° Congresso Nazionale dello scorso ottobre a Napoli.
Presente fra gli ospiti anche il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris il cui intervento è stato lungamente applaudito.
martedì 1 marzo 2016
Il Partito del Sud con De Magistris
Si aggiungono tasselli al quadro delle alleanze per le prossime amministrative a Napoli. La compagine di Luigi De Magistris, in particolare, ora può contare di nuovo sul sostegno ufficiale del Partito del Sud, che già era stato parte della sua coalizione nel 2011 fin dal primo turno.
Il tutto è stato suggellato in una conferenza stampa dal candidato sindaco, dal presidente del partito Natale Cuccurese e dal suo vice Andrea Balìa: in quella sede si è scelto di presentare - assieme ai candidati della lista e al documento "Autonomia per Napoli", studio dello stesso Balìa sull'autonomia fiscale per la città - il contrassegno elettorale: esso riprende il simbolo nuovo del partito, varato solo pochi mesi fa, con la prevedibile aggiunta del sostegno esplicito a De Magistris. Il segno giallo stilizzato dell'infinito su fondo rosso, con un cammeo dell'antico giglio si sposano dunque con l'indicazione del supporto al sindaco uscente (particolarmente visibile per il fondo blu, in contrasto col rosso).
La presentazione della lista, peraltro, è stata anche l'occasione per rifare il punto sulla storia del partito, che sì si era strutturato a livello pressoché nazionale dal 2007 in poi, ma ha avuto origine esattamente nel 2002, a Gaeta, per mano dello scrittore Antonio Ciano, autore del libro I Savoia e i massacri del Sud: se all'inizio la vocazione era essenzialmente localistica, con il tempo le partecipazioni elettorali si sono allargate. Tutto, anche in quel caso, è partito da Gaeta, ma il simbolo si è visto anche alle elezioni politiche del 2008 e del 2013 e alle regionali della Puglia dello scorso anno, a sostegno di Michele Emiliano.
"Attualmente - si legge in un comunicato - il Partito è presente in 11 regioni italiane e in 5 paesi all’estero, con sedi, iscritti e referenti; è un Partito meridionalista, progressista e gramsciano che si rifà al pensiero meridionalista storico dei suoi padri, ovvero Antonio Gramsci, Guido Dorso e Gaetano Salvemini". Comparirà in altre città l'infinito del Partito del Sud?
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Si aggiungono tasselli al quadro delle alleanze per le prossime amministrative a Napoli. La compagine di Luigi De Magistris, in particolare, ora può contare di nuovo sul sostegno ufficiale del Partito del Sud, che già era stato parte della sua coalizione nel 2011 fin dal primo turno.
Il tutto è stato suggellato in una conferenza stampa dal candidato sindaco, dal presidente del partito Natale Cuccurese e dal suo vice Andrea Balìa: in quella sede si è scelto di presentare - assieme ai candidati della lista e al documento "Autonomia per Napoli", studio dello stesso Balìa sull'autonomia fiscale per la città - il contrassegno elettorale: esso riprende il simbolo nuovo del partito, varato solo pochi mesi fa, con la prevedibile aggiunta del sostegno esplicito a De Magistris. Il segno giallo stilizzato dell'infinito su fondo rosso, con un cammeo dell'antico giglio si sposano dunque con l'indicazione del supporto al sindaco uscente (particolarmente visibile per il fondo blu, in contrasto col rosso).
La presentazione della lista, peraltro, è stata anche l'occasione per rifare il punto sulla storia del partito, che sì si era strutturato a livello pressoché nazionale dal 2007 in poi, ma ha avuto origine esattamente nel 2002, a Gaeta, per mano dello scrittore Antonio Ciano, autore del libro I Savoia e i massacri del Sud: se all'inizio la vocazione era essenzialmente localistica, con il tempo le partecipazioni elettorali si sono allargate. Tutto, anche in quel caso, è partito da Gaeta, ma il simbolo si è visto anche alle elezioni politiche del 2008 e del 2013 e alle regionali della Puglia dello scorso anno, a sostegno di Michele Emiliano.
"Attualmente - si legge in un comunicato - il Partito è presente in 11 regioni italiane e in 5 paesi all’estero, con sedi, iscritti e referenti; è un Partito meridionalista, progressista e gramsciano che si rifà al pensiero meridionalista storico dei suoi padri, ovvero Antonio Gramsci, Guido Dorso e Gaetano Salvemini". Comparirà in altre città l'infinito del Partito del Sud?
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lunedì 29 febbraio 2016
TUTTI I VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA DI VENERDI' 26 FEBBRAIO A NAPOLI - PRESENTAZIONE LISTA PARTITO DEL SUD CON LUIGI DE MAGISTRIS
[VIDEO] Il 26 Febbraio 2016 c/o l'Associazione "demA" in via Toledo 156 a Napoli, alla presenza del Sindaco Luigi de Magistris, si è tenuta la presentazione a stampa e Tv della lista del "Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti con Luigi de Magistris" che farà parte della coalizione a sostegno del Sindaco nella prossime elezioni comunali di Napoli.
Gli interventi della mattinata [VIDEO]:
-l'intervento del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris alla presentazione a stampa e tv della lista e del simbolo del Partito del Sud a suo sostegno per le prossime amministrative "https://www.youtube.com/embed/gONzy3ckOOA"
-l'intervento di Natale Cuccurese Presidente del Partito del Sud e a seguire quello di Andrea Balia Vicepresidente del Partito del Sud
https://www.youtube.com/watch?v=Lojb_wQBfLo&feature=share
https://www.youtube.com/watch?v=Lojb_wQBfLo&feature=share
-intervista a Andrea Balia Vicepresidente del partito del Sud su Road Tv Italia:
http://www.roadtvitalia.it/nasce-il-partito-del-sud-sosteg…/
http://www.roadtvitalia.it/nasce-il-partito-del-sud-sosteg…/
-il servizio sulla conferenza stampa sul "Fatto Quotidiano":http://tv.ilfattoquotidiano.it/…/napoli-de-magistri…/485804/
-il servizio sulla conferenza stampa su Pupia tv:
http://youtu.be/_RgItgcQyjc
http://youtu.be/_RgItgcQyjc
-il servizio sulla conferenza stampa su TG 26/02/2016:https://www.youtube.com/watch?v=Sfcq0nr_hNk&feature=youtu.be
[VIDEO] Il 26 Febbraio 2016 c/o l'Associazione "demA" in via Toledo 156 a Napoli, alla presenza del Sindaco Luigi de Magistris, si è tenuta la presentazione a stampa e Tv della lista del "Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti con Luigi de Magistris" che farà parte della coalizione a sostegno del Sindaco nella prossime elezioni comunali di Napoli.
Gli interventi della mattinata [VIDEO]:
-l'intervento del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris alla presentazione a stampa e tv della lista e del simbolo del Partito del Sud a suo sostegno per le prossime amministrative "https://www.youtube.com/embed/gONzy3ckOOA"
-l'intervento di Natale Cuccurese Presidente del Partito del Sud e a seguire quello di Andrea Balia Vicepresidente del Partito del Sud
https://www.youtube.com/watch?v=Lojb_wQBfLo&feature=share
https://www.youtube.com/watch?v=Lojb_wQBfLo&feature=share
-intervista a Andrea Balia Vicepresidente del partito del Sud su Road Tv Italia:
http://www.roadtvitalia.it/nasce-il-partito-del-sud-sosteg…/
http://www.roadtvitalia.it/nasce-il-partito-del-sud-sosteg…/
-il servizio sulla conferenza stampa sul "Fatto Quotidiano":http://tv.ilfattoquotidiano.it/…/napoli-de-magistri…/485804/
-il servizio sulla conferenza stampa su Pupia tv:
http://youtu.be/_RgItgcQyjc
http://youtu.be/_RgItgcQyjc
-il servizio sulla conferenza stampa su TG 26/02/2016:https://www.youtube.com/watch?v=Sfcq0nr_hNk&feature=youtu.be
Natale Cuccurese, Andrea Balia e il Sindaco di Napoli De Magistris - Conf. stampa del 26 /2 /2016
Si aggiungono tasselli al quadro delle alleanze per le prossime amministrative a Napoli. La compagine di Luigi De Magistris, in particolare, ora può contare di nuovo sul sostegno ufficiale del Partito del Sud, che già era stato parte della sua coalizione nel 2011 fin dal primo turno.
Il tutto è stato suggellato in una conferenza stampa dal candidato sindaco, dal presidente del partito Natale Cuccurese e dal suo vice Andrea Balìa: in quella sede si è scelto di presentare - assieme ai candidati della lista e al documento "Autonomia per Napoli", studio dello stesso Balìa sull'autonomia fiscale per la città - il contrassegno elettorale: esso riprende il simbolo nuovo del partito, varato solo pochi mesi fa, con la prevedibile aggiunta del sostegno esplicito a De Magistris.
Si aggiungono tasselli al quadro delle alleanze per le prossime amministrative a Napoli. La compagine di Luigi De Magistris, in particolare, ora può contare di nuovo sul sostegno ufficiale del Partito del Sud, che già era stato parte della sua coalizione nel 2011 fin dal primo turno.
Il tutto è stato suggellato in una conferenza stampa dal candidato sindaco, dal presidente del partito Natale Cuccurese e dal suo vice Andrea Balìa: in quella sede si è scelto di presentare - assieme ai candidati della lista e al documento "Autonomia per Napoli", studio dello stesso Balìa sull'autonomia fiscale per la città - il contrassegno elettorale: esso riprende il simbolo nuovo del partito, varato solo pochi mesi fa, con la prevedibile aggiunta del sostegno esplicito a De Magistris.
domenica 28 febbraio 2016
PARTITO DEL SUD: La Lista con Luigi de Magistris per una forza sul territorio
Di Bruno Pappalardo
Ieri la presentazione della Lista del PARTITO DEL SUD nei locali dell’Associazione demA, per il rinnovo del Consiglio Comunale di Napoli,
… la sala stipata e fuori di essa, sul corridoio la ressa di orecchie che cercavano di intercettare tutte le presentazioni dei convenuti responsabili del Partito. Un successo!
Ovviamente, come da tempo sta verificandosi, la sola presenza di Luigi de Magistris, sindaco uscente, suscita interesse.
Perché? Perché ha idee chiare e per quanto i cittadini possano ancora dirsi insoddisfatti della città, quest’uomo, prima di tutto onesto e coerente, ( se si è coerenti , come mantenere la parola, si è onesti per se e per la gente) ha dato prova, tante prove, di per aver risolto, in maniera progressista, tantissime criticità della città e, come Lui stesso sostiene, non sono affatto terminate e occorre continuare per dare un riscatto pieno ai napoletani, ai luoghi, alla sua storia, ai suoi patrimoni materiali e immateriali.
Inutile elencare.
Certo ch’era una straordinaria occasione per parlare di cosa si è fatto a Napoli in questi cinque anni e cosa ancora c’è da fare e come il PARTITO DEL SUD di Napoli, sia stato vicino al proprio sindaco e al territorio.
La consonanza col Partito del Sud nasce, quindi, proprio da questo, Napoli e il Sud, “totalmente abbandonato dal Governo” e, …se così, diceva Luigi de Magistris, “ …allora possiamo fare anche da soli ”.
Nasceva dunque naturale e franco, il riferimento d’un attacco incomprensibile a questa amministrazione per non far nulla contro la camorra e i suoi morti.
Stupefacente menzogna!
La consonanza col Partito del Sud nasce, quindi, proprio da questo, Napoli e il Sud, “totalmente abbandonato dal Governo” e, …se così, diceva Luigi de Magistris, “ …allora possiamo fare anche da soli ”.
Nasceva dunque naturale e franco, il riferimento d’un attacco incomprensibile a questa amministrazione per non far nulla contro la camorra e i suoi morti.
Stupefacente menzogna!
E’ stata buttata fuori dalle amministrazione locali, di certo da San Giacomo, la camorra, ( quella di alcuni intellettuali) che con quella campano e, …di cos’altro?) e nessun compromesso, nessuna collusione o corruzione o qualunque genere di commistione con mafie e/o imprenditori o personaggi e fiancheggiatori del malaffare.
Ecco per essere brevi, oltre ad una chiara risposta per tutti coloro, soprattutto scrittori del cavolo lesso, eccellenti descrittori di realtà mafiose (ovviamente esistenti) enfatizzate nelle forme sergioleoniane.
Forse oggi in bolletta o solo in cerca di visibilità perché dimenticati e che raccontano una Napoli assaltata da delinquenti comuni e da criminalità organizzata al punto di spingere il Ministero degli Interni ( per farsi propaganda) di inviare l’esercito.
Dire che si spara anche nelle piazze del centro si fa credere, al mondo intero, che ci sono cecchini appostati sui tetti e le donne stuprate e bambini squartati come fecero coloro che rafforzarono il proprio potere utilizzandoli e dando loro una struttura organizzata perché entrassero i Savoia con Garibaldi in città.
Mi fermo con una dichiarazione di Erri De Luca sulla ricandidatura di de Magistris : “ Luigi de Magistris è stato l’unico sindaco d’Italia che mi è stato accanto durante il processo Tav. Sì, io l’ho sostenuto alla prima elezione a Palazzo San Giacomo; ma a prescindere dai precedenti mi sa che non ci sarà partita. Luigi de Magistris deve ricevere dai napoletani un secondo mandato. Ha appena cominciato a fare qualcosa.”
Di Bruno Pappalardo
Ieri la presentazione della Lista del PARTITO DEL SUD nei locali dell’Associazione demA, per il rinnovo del Consiglio Comunale di Napoli,
… la sala stipata e fuori di essa, sul corridoio la ressa di orecchie che cercavano di intercettare tutte le presentazioni dei convenuti responsabili del Partito. Un successo!
Ovviamente, come da tempo sta verificandosi, la sola presenza di Luigi de Magistris, sindaco uscente, suscita interesse.
Perché? Perché ha idee chiare e per quanto i cittadini possano ancora dirsi insoddisfatti della città, quest’uomo, prima di tutto onesto e coerente, ( se si è coerenti , come mantenere la parola, si è onesti per se e per la gente) ha dato prova, tante prove, di per aver risolto, in maniera progressista, tantissime criticità della città e, come Lui stesso sostiene, non sono affatto terminate e occorre continuare per dare un riscatto pieno ai napoletani, ai luoghi, alla sua storia, ai suoi patrimoni materiali e immateriali.
Inutile elencare.
Certo ch’era una straordinaria occasione per parlare di cosa si è fatto a Napoli in questi cinque anni e cosa ancora c’è da fare e come il PARTITO DEL SUD di Napoli, sia stato vicino al proprio sindaco e al territorio.
La consonanza col Partito del Sud nasce, quindi, proprio da questo, Napoli e il Sud, “totalmente abbandonato dal Governo” e, …se così, diceva Luigi de Magistris, “ …allora possiamo fare anche da soli ”.
Nasceva dunque naturale e franco, il riferimento d’un attacco incomprensibile a questa amministrazione per non far nulla contro la camorra e i suoi morti.
Stupefacente menzogna!
La consonanza col Partito del Sud nasce, quindi, proprio da questo, Napoli e il Sud, “totalmente abbandonato dal Governo” e, …se così, diceva Luigi de Magistris, “ …allora possiamo fare anche da soli ”.
Nasceva dunque naturale e franco, il riferimento d’un attacco incomprensibile a questa amministrazione per non far nulla contro la camorra e i suoi morti.
Stupefacente menzogna!
E’ stata buttata fuori dalle amministrazione locali, di certo da San Giacomo, la camorra, ( quella di alcuni intellettuali) che con quella campano e, …di cos’altro?) e nessun compromesso, nessuna collusione o corruzione o qualunque genere di commistione con mafie e/o imprenditori o personaggi e fiancheggiatori del malaffare.
Ecco per essere brevi, oltre ad una chiara risposta per tutti coloro, soprattutto scrittori del cavolo lesso, eccellenti descrittori di realtà mafiose (ovviamente esistenti) enfatizzate nelle forme sergioleoniane.
Forse oggi in bolletta o solo in cerca di visibilità perché dimenticati e che raccontano una Napoli assaltata da delinquenti comuni e da criminalità organizzata al punto di spingere il Ministero degli Interni ( per farsi propaganda) di inviare l’esercito.
Dire che si spara anche nelle piazze del centro si fa credere, al mondo intero, che ci sono cecchini appostati sui tetti e le donne stuprate e bambini squartati come fecero coloro che rafforzarono il proprio potere utilizzandoli e dando loro una struttura organizzata perché entrassero i Savoia con Garibaldi in città.
Mi fermo con una dichiarazione di Erri De Luca sulla ricandidatura di de Magistris : “ Luigi de Magistris è stato l’unico sindaco d’Italia che mi è stato accanto durante il processo Tav. Sì, io l’ho sostenuto alla prima elezione a Palazzo San Giacomo; ma a prescindere dai precedenti mi sa che non ci sarà partita. Luigi de Magistris deve ricevere dai napoletani un secondo mandato. Ha appena cominciato a fare qualcosa.”
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