domenica 15 novembre 2015

IO NON CREDO


di Bruno Pappalardo
Non CREDO che si uccida per fanatismo religioso,
Non CREDO che la fede e la misticità possano uccidere;
Non CREDO che c’entri alcun DIO;
Non CREDO esistano dei DIO CATTIVI.
…chi urla “Dio è Grande”, “ Allah è Grande”…grida il proprio dolore di uomo come animale ferito a morte.
Non CREDO che il mondo si muova per religione, ragione umanità e senso benefico della storia
Non CREDO esista qualcuno che non voglia la tregua del proprio animo.
Non CREDO che dietro la RELIGIONE o la RAGIONE ci sia solo MORTE
CREDO che dietro la RELIGIONE e la RAGIONE ci siano, soprattutto uomini, camuffati da portatori d’acqua ma venditori di morte
IL MONDO si muove sui fiumi incontenibili e brucianti di mercanti di armi. Delle contraffazioni, delle speculazioni finanziarie, dell’arricchimento per reggere il DIO CONSUMO, neppure necessario
E’ una macchina che non può fermarsi.
Ogni giorno miliardi di persone perderebbero i posti di lavoro. Ogni giorno inconsapevoli lavoratori lavorano per le guerre.Ogni giorno una banca tratta un commercio beneficamente falso
Allora ben venga quel giorno utile per distruggere.
Più facile vendere se sorge la paura venderemo più armi. Più facile speculare se siamo atterriti dalle fiamme.
Dunque guerre, monti smontati, trivellazioni, spreco, terremoti, grandi olocausti purché si possa procurare carburante a quella inarrestabile macchina.
Con i quaranta denari ricavati, gonfiamo le casse, …e, poi soccorriamo le vittime esibendo umanità figlia di una ipocrita CIVILTA’ sotto l’egida di un qualche Stato o associazione umanitaria misericordiosa come nuovo Dio.
Non credo che questa CIVILTA’ sia Vita ma pretesto di reddito, di concreti disegni di ricostruzioni strutturali, riedificazioni riformazioni riordinamenti semplificazioni delle norme perché un UOMO SENZA UN DIO E SENZA RAGIONE possa più agevolmente agire.
CREDO che si vogliano di proposito alimentare gli odi, prima con i nostri CREDO e poi col fuoco orizzontale delle armi perché si possa indurre un uomo a fronteggiare un altro uomo, che, entrambi ignari, dovranno essere solo strumenti e apposta messi e l’uno di fronte all’altro per produrre la ricchezza di altri:
Non CREDO che la LIBERTA’, LA CIVILTA’ si possa esportare, diventa colonizzazione sfruttamento di energie e sottrazione di diritti umani.
Non CREDO che giovani di BATACLAN sapessero, …il giovine chitarrista metallaro forse SI!
“Perché non parli adesso sparo. il giovane, entrò nel gruppo di quei corpi in terra, ricopri la sua chitarra con un lenzuolo mentre sulle corde ricadevano balzellanti come note i colpi vuoti come grosse gocce di pioggia.”
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di Bruno Pappalardo
Non CREDO che si uccida per fanatismo religioso,
Non CREDO che la fede e la misticità possano uccidere;
Non CREDO che c’entri alcun DIO;
Non CREDO esistano dei DIO CATTIVI.
…chi urla “Dio è Grande”, “ Allah è Grande”…grida il proprio dolore di uomo come animale ferito a morte.
Non CREDO che il mondo si muova per religione, ragione umanità e senso benefico della storia
Non CREDO esista qualcuno che non voglia la tregua del proprio animo.
Non CREDO che dietro la RELIGIONE o la RAGIONE ci sia solo MORTE
CREDO che dietro la RELIGIONE e la RAGIONE ci siano, soprattutto uomini, camuffati da portatori d’acqua ma venditori di morte
IL MONDO si muove sui fiumi incontenibili e brucianti di mercanti di armi. Delle contraffazioni, delle speculazioni finanziarie, dell’arricchimento per reggere il DIO CONSUMO, neppure necessario
E’ una macchina che non può fermarsi.
Ogni giorno miliardi di persone perderebbero i posti di lavoro. Ogni giorno inconsapevoli lavoratori lavorano per le guerre.Ogni giorno una banca tratta un commercio beneficamente falso
Allora ben venga quel giorno utile per distruggere.
Più facile vendere se sorge la paura venderemo più armi. Più facile speculare se siamo atterriti dalle fiamme.
Dunque guerre, monti smontati, trivellazioni, spreco, terremoti, grandi olocausti purché si possa procurare carburante a quella inarrestabile macchina.
Con i quaranta denari ricavati, gonfiamo le casse, …e, poi soccorriamo le vittime esibendo umanità figlia di una ipocrita CIVILTA’ sotto l’egida di un qualche Stato o associazione umanitaria misericordiosa come nuovo Dio.
Non credo che questa CIVILTA’ sia Vita ma pretesto di reddito, di concreti disegni di ricostruzioni strutturali, riedificazioni riformazioni riordinamenti semplificazioni delle norme perché un UOMO SENZA UN DIO E SENZA RAGIONE possa più agevolmente agire.
CREDO che si vogliano di proposito alimentare gli odi, prima con i nostri CREDO e poi col fuoco orizzontale delle armi perché si possa indurre un uomo a fronteggiare un altro uomo, che, entrambi ignari, dovranno essere solo strumenti e apposta messi e l’uno di fronte all’altro per produrre la ricchezza di altri:
Non CREDO che la LIBERTA’, LA CIVILTA’ si possa esportare, diventa colonizzazione sfruttamento di energie e sottrazione di diritti umani.
Non CREDO che giovani di BATACLAN sapessero, …il giovine chitarrista metallaro forse SI!
“Perché non parli adesso sparo. il giovane, entrò nel gruppo di quei corpi in terra, ricopri la sua chitarra con un lenzuolo mentre sulle corde ricadevano balzellanti come note i colpi vuoti come grosse gocce di pioggia.”

Strage in Francia, vicinanza al dolore dei francesi. La guerra, la violenza, l'odio, non sono mai la soluzione, per nessuno.


Di Natale Cuccurese

Ovunque fiumi di retorica. Mentre in Francia tutti i politici si uniscono nel dolore e sospendono la campagna elettorale, da noi Salvini continua a ripetere il suo mantra fatto di odio e toni esasperati. In Francia vince il senso dello Stato, da noi, senza vergogna, quello del ridicolo. Onore ai francesi, vicinanza al loro dolore, rispetto per i loro morti che sentiamo anche nostri. Continuando a seminare per il mondo odio, guerra e distruzione la situazione non potrà che peggiorare in una spirale di violenza senza fine. È urgente un cambio di passo a livello mondiale. Si rispettino finalmente i diritti e le specificità di tutti i popoli. La guerra, la violenza, l'odio, non sono mai la soluzione, per nessuno.
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Di Natale Cuccurese

Ovunque fiumi di retorica. Mentre in Francia tutti i politici si uniscono nel dolore e sospendono la campagna elettorale, da noi Salvini continua a ripetere il suo mantra fatto di odio e toni esasperati. In Francia vince il senso dello Stato, da noi, senza vergogna, quello del ridicolo. Onore ai francesi, vicinanza al loro dolore, rispetto per i loro morti che sentiamo anche nostri. Continuando a seminare per il mondo odio, guerra e distruzione la situazione non potrà che peggiorare in una spirale di violenza senza fine. È urgente un cambio di passo a livello mondiale. Si rispettino finalmente i diritti e le specificità di tutti i popoli. La guerra, la violenza, l'odio, non sono mai la soluzione, per nessuno.

Conferenza a Napoli di S & L su legge di stabilità e meridione.Relatore anche de Magistris. Noi del PdelSUD c'eravamo..


Ieri Venerdì 13/11/2015, invitati dal Coordinatore Prov.le di Napoli di S & L Carlo Giordano, abbiamo partecipato come Partito del Sud (Andrea Balìa Vice Presidente Nazionale e Bruno Pappalardo Resp.le Prov.le di Napoli) alla Conferenza c/o la Sala Nugnes del palazzo del Consiglio Comunale di Napoli dal titolo "Le proposte della Sinistra" su  legge di stabilità e meridione.
Relatori Carlo Giordano Coordinatore Prov.le di S & L, il prof. Masina dell'Università Orientale di Napoli, il Presidente del Gruppo  S &, L alla Camera Arturo Scotto, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, e Raffaella Casciello Rappresentante ACT. 
Ampia analisi sul tema con le sue inefficienze frutto d'una politica governativa neo liberista e di grande disattenzione alle problematiche del Sud.
Il sindaco Luigi de Magistris ha sottolineato, con nostra grande condivisione, l'esigenza d'una politica che si rifaccia ad un meridionalismo di sinistra propositivo e portatore della questione morale, non legato a vecchie logiche d'un sudismo col "cappello in mano" la cui inefficienza è stata ampiamente dimostrata da più di 150 anni.

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Ieri Venerdì 13/11/2015, invitati dal Coordinatore Prov.le di Napoli di S & L Carlo Giordano, abbiamo partecipato come Partito del Sud (Andrea Balìa Vice Presidente Nazionale e Bruno Pappalardo Resp.le Prov.le di Napoli) alla Conferenza c/o la Sala Nugnes del palazzo del Consiglio Comunale di Napoli dal titolo "Le proposte della Sinistra" su  legge di stabilità e meridione.
Relatori Carlo Giordano Coordinatore Prov.le di S & L, il prof. Masina dell'Università Orientale di Napoli, il Presidente del Gruppo  S &, L alla Camera Arturo Scotto, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, e Raffaella Casciello Rappresentante ACT. 
Ampia analisi sul tema con le sue inefficienze frutto d'una politica governativa neo liberista e di grande disattenzione alle problematiche del Sud.
Il sindaco Luigi de Magistris ha sottolineato, con nostra grande condivisione, l'esigenza d'una politica che si rifaccia ad un meridionalismo di sinistra propositivo e portatore della questione morale, non legato a vecchie logiche d'un sudismo col "cappello in mano" la cui inefficienza è stata ampiamente dimostrata da più di 150 anni.

giovedì 12 novembre 2015

C'è Genocidio & genocidio




Di Antonio Rosato

La storia di tutti i giorni ci insegna che la morte non è uguale per tutti. Ci sono morti di serie A come i Casamonica a Roma che bloccano la città, strade e spazi aerei con elicotteri che lanciano petali di rose, e morti di serie B come le migliaia di persone senza nome annegate senza ordine di età, sesso ed etnia nel canale di Sicilia. 
Sono esempi estremizzati ma che sintetizzano il concetto chiaramente. Personalmente non ho ancora ben chiaro se per questi morti nel canale di Sicilia “genocidio” sia il termine corretto da usare. Ma ad ogni modo è qualcosa di molto simile, poiché scappano da guerre e miseria profonda provocata da uomini. E torture e stupri ed esecuzioni sommarie vengono perpetrate fin quando non si tocca terra europea. 

Ma quando si legge la parola genocidio subito la memoria corre veloce fino a quei campi di sterminio, o mattatoi veri e propri,  dove tanti Ebrei sono stati sterminati. Come se questa parola, genocidio, sia una loro esclusiva. Cose orrende sono state fatte dai nazisti, questo è oramai acclarato dalla storia,  e tanto se ne è giustamente parlato e scritto e tanto fa discutere ancora. La parola genocidio e la parola Shoah viaggiano quindi unite. Forse perché il massacro degli ebrei è stato uno dei pochi genocidi riconosciuti da tutti e che giustamente si studiano anche sui libri di scuola. 

Scuola che invece nasconde altre terrificanti crudeltà commesse dall’uomo. E noi meridionali lo sappiamo bene, sulla nostra pelle, e mi riferisco a come è stata unita l’Italia e quanto il sud ha pagato cara questa unità che ha unito, di fatto, più gli istituti bancari che gli italiani. 

Conosciamo quanto ha scritto il nostro Presidente onorario Antonio Ciano in merito, e che per il solo parlarne ha dovuto affrontare la giustizia italiana in lungo e in largo solo per aver tirato fuori un argomento ancora scomodo dopo un secolo e mezzo. 
Anche noi meridionali dovremmo trovare un giorno per commemorare il nostro genocidio e fermare le attività e scendere dalle macchine in autostrada come fanno giustamente in Israele quando suonano le  sirene per ricordare i tanti innocenti caduti nei campi di sterminio. 

Nessuna traccia però o quasi per i nostri defunti sui libri di storia. Un genocidio che ancora si tiene volutamente nascosto, che fa vergognare taluni, che si contesta, che ancora viene temuto e negato ignobilmente. 

Fortunatamente per merito di scrittori ed appassionati ricercatori molto è stato scritto e molto si scopre ogni giorno su quel triste periodo chiamato risorgimento. Proprio in questi giorni abbiamo partecipato ad un "Processo alla Storia" sul Gen. Enrico Cialdini in Emilia Romagna, e su sue frasi come “Di Pontelandolfo e Casalduni non rimanga pietra su pietra”. O frasi come quelle di Luigi Carlo Farini, inviato nel Mezzogiorno da Cavour, scriveva a quest'ultimo: "Ma, amico mio, che paesi son mai questi, il Molise e la Terra di Lavoro! Che barbarie! Altro che Italia! Questa e' Africa: i beduini a riscontro di questi caffoni, sono fior di virtu' civile".

Non sono poi molto diverse invece frasi o scritti, guarda caso partoriti più o meno nello stesso periodo storico, ma dall’altra parte dell’oceano Atlantico. “i pellerossa sono come i lupi, feroci ma vigliacchi. Annientarli sarà una passeggiata (Col. William Harney, 1855).
Oppure “ la soluzione del problema indiano è ammazzare tutti gli indiani “ Gen. William Sherman,1868.  


Tra America centrale e America del nord si parla addirittura di 140 milioni di morti , un etnocidio molti lo definiscono. Pensare che stime fatte nel 1890 parlavano di soli 250.000 nativi ancora in vita nel Nord America. Un vero olocausto che per numeri fa impallidire la Shoah. 

Non solo per numeri, e vediamo perché. 

Mentre nel nostro meridione i massacri di massa e la caccia ai Briganti finirono, cosi come l’entrata dei Russi ad Auschwitz hanno di fatto messo una pietra su una pagina dolorosa della storia dell’umanità, cosi come la chiusura dei gulag hanno di fatto messo fine ad altre barbarie, per i nativi d’America non è stato mai cosi. 

Prima ho parlato di etnocidio e non a caso. Si perché il programma dell’estinzione della razza nativa non è mai terminata. Disarmati e costretti alla resa, i nativi Americani furono accantonati in Riserve. Ma pur resi innocui e disarmati il programma di etnocidio continuò in silenzio. Nel 1907 l’Indiana, uno degli stati USA, approvò un programma di sterilizzazione forzata di massa. Pratica poi fu adottata dalla Virginia e da altri 29 stati fino al 1979. Tra parentesi in questa pratica incapparono anche alcuni nostri connazionali che esodati in massa con la valigia di cartone in cerca di fortuna negli States, si trovarono spesso tra le persone “socialmente inadeguate” che erano quelle previste nel programma di sterilizzazione forzata. 

Parti cesari non necessari e morti di neonati inspiegabili vengono fuori solo negli anni 80 del secolo scorso dopo alcune denunce. Ma anche queste, le denunce, sono motivo di ritorsioni politiche che rendono la vita impossibile alle comunità native. 
Alcolismo e suicidi sono tutt’oggi primati che appartengono ai pellerossa. 

Tra poco sarà Natale, ma subito dopo si inizierà a parlare della giusta ricorrenza della Shoah, alla quale non mancherà certo la nostra vicinanza e solidarietà. Ma ricordiamo anche gli altri genocidi, non è possibile che milioni di persone sterminate senza motivo vengano ancora dimenticate. Iniziamo, come meridionali e come italiani, a pensare ad un giorno dedicato alla nostra Shoah, quella terminata ben oltre l’assedio di Gaeta. Commemoriamo i nostri innocenti uomini, donne, bambini, massacrati in nome di una superiorità lombrosiana "nazifascista" che non ci stancheremo mai di condannare ovunque essa si propone. 
Non possono esistere genocidi di serie A e genocidi di serie B. La lega nord con Salvini è una fabbrica di slogan che basa la sua forza elettorale sull'attacco agli ultimi, i più vulnerabili, i più indifesi che spesso sono i miracolati da quei massacri che possiamo scorgere dalla nostra finestra di casa che si affaccia nel Mediterraneo. Spesso scampati ad uno dei tanti genocidi che si tace, che si tiene nascosto, che si censura, forse perché molti occidentali hanno le coscienze più nere della notte. 
Noi siamo diversi e pensiamo che anche gli ultimi degli ultimi possono essere una risorsa, e che abbiano il diritto di vivere liberamente e che non possono essere lasciati al loro destino. 

Il Dalai Lama ha detto una volta"Ci sono due giorni all'anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l'altro si chiama domani", perciò oggi è il giorno giusto (aggiungo io)  per non fare distinzioni di razza, cultura, religione e differenze tra immani tragedie. 

Poi non si possono dimenticare i curdi e gli armeni. Non si può dimenticare cosa è stato fatto in Cambogia. Non si può chiudere la pagina del Ruanda come quella della vicina Bosnia o del Darfour. Non si può ignorare cosa è successo a Timor Est e il costo in vite umane. I due milioni di nigeriani massacrati per il petrolio a fine anni 60 del secolo scorso. 

Il 27 gennaio non dovrebbe essere quindi un giorno dedicato solo alla Shoah. Ricordiamo anche gli altri genocidi, tutti. Ad iniziare dai nostri contadini massacrati 150 anni fa. Non possono esistere Genocidi di serie A e genocidi di serie B. 

Vanno tutti commemorati allo stesso modo. 


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Di Antonio Rosato

La storia di tutti i giorni ci insegna che la morte non è uguale per tutti. Ci sono morti di serie A come i Casamonica a Roma che bloccano la città, strade e spazi aerei con elicotteri che lanciano petali di rose, e morti di serie B come le migliaia di persone senza nome annegate senza ordine di età, sesso ed etnia nel canale di Sicilia. 
Sono esempi estremizzati ma che sintetizzano il concetto chiaramente. Personalmente non ho ancora ben chiaro se per questi morti nel canale di Sicilia “genocidio” sia il termine corretto da usare. Ma ad ogni modo è qualcosa di molto simile, poiché scappano da guerre e miseria profonda provocata da uomini. E torture e stupri ed esecuzioni sommarie vengono perpetrate fin quando non si tocca terra europea. 

Ma quando si legge la parola genocidio subito la memoria corre veloce fino a quei campi di sterminio, o mattatoi veri e propri,  dove tanti Ebrei sono stati sterminati. Come se questa parola, genocidio, sia una loro esclusiva. Cose orrende sono state fatte dai nazisti, questo è oramai acclarato dalla storia,  e tanto se ne è giustamente parlato e scritto e tanto fa discutere ancora. La parola genocidio e la parola Shoah viaggiano quindi unite. Forse perché il massacro degli ebrei è stato uno dei pochi genocidi riconosciuti da tutti e che giustamente si studiano anche sui libri di scuola. 

Scuola che invece nasconde altre terrificanti crudeltà commesse dall’uomo. E noi meridionali lo sappiamo bene, sulla nostra pelle, e mi riferisco a come è stata unita l’Italia e quanto il sud ha pagato cara questa unità che ha unito, di fatto, più gli istituti bancari che gli italiani. 

Conosciamo quanto ha scritto il nostro Presidente onorario Antonio Ciano in merito, e che per il solo parlarne ha dovuto affrontare la giustizia italiana in lungo e in largo solo per aver tirato fuori un argomento ancora scomodo dopo un secolo e mezzo. 
Anche noi meridionali dovremmo trovare un giorno per commemorare il nostro genocidio e fermare le attività e scendere dalle macchine in autostrada come fanno giustamente in Israele quando suonano le  sirene per ricordare i tanti innocenti caduti nei campi di sterminio. 

Nessuna traccia però o quasi per i nostri defunti sui libri di storia. Un genocidio che ancora si tiene volutamente nascosto, che fa vergognare taluni, che si contesta, che ancora viene temuto e negato ignobilmente. 

Fortunatamente per merito di scrittori ed appassionati ricercatori molto è stato scritto e molto si scopre ogni giorno su quel triste periodo chiamato risorgimento. Proprio in questi giorni abbiamo partecipato ad un "Processo alla Storia" sul Gen. Enrico Cialdini in Emilia Romagna, e su sue frasi come “Di Pontelandolfo e Casalduni non rimanga pietra su pietra”. O frasi come quelle di Luigi Carlo Farini, inviato nel Mezzogiorno da Cavour, scriveva a quest'ultimo: "Ma, amico mio, che paesi son mai questi, il Molise e la Terra di Lavoro! Che barbarie! Altro che Italia! Questa e' Africa: i beduini a riscontro di questi caffoni, sono fior di virtu' civile".

Non sono poi molto diverse invece frasi o scritti, guarda caso partoriti più o meno nello stesso periodo storico, ma dall’altra parte dell’oceano Atlantico. “i pellerossa sono come i lupi, feroci ma vigliacchi. Annientarli sarà una passeggiata (Col. William Harney, 1855).
Oppure “ la soluzione del problema indiano è ammazzare tutti gli indiani “ Gen. William Sherman,1868.  


Tra America centrale e America del nord si parla addirittura di 140 milioni di morti , un etnocidio molti lo definiscono. Pensare che stime fatte nel 1890 parlavano di soli 250.000 nativi ancora in vita nel Nord America. Un vero olocausto che per numeri fa impallidire la Shoah. 

Non solo per numeri, e vediamo perché. 

Mentre nel nostro meridione i massacri di massa e la caccia ai Briganti finirono, cosi come l’entrata dei Russi ad Auschwitz hanno di fatto messo una pietra su una pagina dolorosa della storia dell’umanità, cosi come la chiusura dei gulag hanno di fatto messo fine ad altre barbarie, per i nativi d’America non è stato mai cosi. 

Prima ho parlato di etnocidio e non a caso. Si perché il programma dell’estinzione della razza nativa non è mai terminata. Disarmati e costretti alla resa, i nativi Americani furono accantonati in Riserve. Ma pur resi innocui e disarmati il programma di etnocidio continuò in silenzio. Nel 1907 l’Indiana, uno degli stati USA, approvò un programma di sterilizzazione forzata di massa. Pratica poi fu adottata dalla Virginia e da altri 29 stati fino al 1979. Tra parentesi in questa pratica incapparono anche alcuni nostri connazionali che esodati in massa con la valigia di cartone in cerca di fortuna negli States, si trovarono spesso tra le persone “socialmente inadeguate” che erano quelle previste nel programma di sterilizzazione forzata. 

Parti cesari non necessari e morti di neonati inspiegabili vengono fuori solo negli anni 80 del secolo scorso dopo alcune denunce. Ma anche queste, le denunce, sono motivo di ritorsioni politiche che rendono la vita impossibile alle comunità native. 
Alcolismo e suicidi sono tutt’oggi primati che appartengono ai pellerossa. 

Tra poco sarà Natale, ma subito dopo si inizierà a parlare della giusta ricorrenza della Shoah, alla quale non mancherà certo la nostra vicinanza e solidarietà. Ma ricordiamo anche gli altri genocidi, non è possibile che milioni di persone sterminate senza motivo vengano ancora dimenticate. Iniziamo, come meridionali e come italiani, a pensare ad un giorno dedicato alla nostra Shoah, quella terminata ben oltre l’assedio di Gaeta. Commemoriamo i nostri innocenti uomini, donne, bambini, massacrati in nome di una superiorità lombrosiana "nazifascista" che non ci stancheremo mai di condannare ovunque essa si propone. 
Non possono esistere genocidi di serie A e genocidi di serie B. La lega nord con Salvini è una fabbrica di slogan che basa la sua forza elettorale sull'attacco agli ultimi, i più vulnerabili, i più indifesi che spesso sono i miracolati da quei massacri che possiamo scorgere dalla nostra finestra di casa che si affaccia nel Mediterraneo. Spesso scampati ad uno dei tanti genocidi che si tace, che si tiene nascosto, che si censura, forse perché molti occidentali hanno le coscienze più nere della notte. 
Noi siamo diversi e pensiamo che anche gli ultimi degli ultimi possono essere una risorsa, e che abbiano il diritto di vivere liberamente e che non possono essere lasciati al loro destino. 

Il Dalai Lama ha detto una volta"Ci sono due giorni all'anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l'altro si chiama domani", perciò oggi è il giorno giusto (aggiungo io)  per non fare distinzioni di razza, cultura, religione e differenze tra immani tragedie. 

Poi non si possono dimenticare i curdi e gli armeni. Non si può dimenticare cosa è stato fatto in Cambogia. Non si può chiudere la pagina del Ruanda come quella della vicina Bosnia o del Darfour. Non si può ignorare cosa è successo a Timor Est e il costo in vite umane. I due milioni di nigeriani massacrati per il petrolio a fine anni 60 del secolo scorso. 

Il 27 gennaio non dovrebbe essere quindi un giorno dedicato solo alla Shoah. Ricordiamo anche gli altri genocidi, tutti. Ad iniziare dai nostri contadini massacrati 150 anni fa. Non possono esistere Genocidi di serie A e genocidi di serie B. 

Vanno tutti commemorati allo stesso modo. 


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mercoledì 11 novembre 2015

100 Milioni UNESCO a Napoli per il centro storico, ecco lo stato dell’arte dei progetti

Napoli_-_piazza_San_Domenico_Maggiore

In un articolo di un quotidiano nazionale si parla di fondi Unesco destinati al centro storico persi dalla Città di Napoli. L’assegnazione dei fondi risale più o meno al 2012, quindi questo vuol dire che sono passati poco più di due anni da quando si è iniziato a lavorare a questo progetto. Bisognerebbe capire quanto ci mettono, purtroppo in Italia, enti investiti da finanziamenti similari a metterli in campo e a concluderli. Gli Enti coinvolti nella commissione valutativa sono circa 10. Molti di questi enti hanno diritto a parere vincolante con tutto quello che ne consegue. Ma ecco lo stato dell’arte comunicato dal comune all’8 novembre scorso:
Lavori in corso
• intervento 4-Insula del Duomo (appalto lavori)
• intervento 5-Complesso Santa Maria della Colonna (appalto misto)
• intervento 11-Complesso Santa Maria maggiore-Cappella pontaniana (appalto lavori)
• intervento 21-Cappella Pignatelli (appalto lavori)
Gare con aggiudicazione definitiva
• intervento 6-Complesso dei Girolamini (appalto integrato) – aggiudicazione efficace, necessaria presa d’atto (verifiche art. 38 valide scadenza 5 dicembre);
• intervento 8-Complesso San Paolo maggiore (appalto misto) – aggiudicazione efficace, presa d’atto effettuata, necessaria stipula convenzione e contratto (verifiche art. 38 in fase di aggiornamento);
• intervento 9-Complesso San Gregorio Armeno ex Asilo Filangieri (appalto servizi architettura e ingegneria) – aggiudicazione efficace, presa d’atto effettuata, necessaria stipula contratto (verifiche art. 38 in fase di aggiornamento);
• intervento 10-Complesso Santi Severino e Sossio (appalto lavori) – aggiudicazione efficace presa d’atto effettuata, necessaria stipula contratto (verifiche art. 38 in fase di aggiornamento perché il raggruppamento ha cambiato composizione societaria);
• intervento 14-Chiesa di San Pietro Martire (appalto misto) – aggiudicazione efficace, presa d’atto effettuata, necessaria stipula contratto (verifiche art. 38 in fase di aggiornamento);
• intervento 17a/b-Complesso Annunziata/Ascalesi (appalto lavori) – aggiudicazione efficace, presa d’atto effettuata, necessaria stipula contratto (verifiche art. 38 in fase di aggiornamento);
• intervento 23-Insula del Duomo (appalto servizi architettura e ingegneria) – aggiudicazione efficace, necessaria presa d’atto (attesa programma 100);
• intervento 26-Spazi urbani – lotto 1, 2 e 3 (appalto misto) – aggiudicazione efficace, necessaria presa d’atto.
Gare aggiudicazione provvisoria
• intervento 3-Complesso Santa Maria della pace (appalto servizi architettura e ingegneria);
• intervento 22-Tempio della Scorziata (appalto servizi architettura e ingegneria);
• intervento 24-Complesso San Lorenzo Maggiore (appalto servizi architettura e ingegneria).
• intervento 25-Teatro antico di Neapolis (appalto lavori).
Offerte anomale
• intervento 2-Castel capuano (appalto integrato).
Gare in corso
• intervento 1-Murazione aragonese in località porta capuana (appalto misto) – all’esame della commissione
• intervento 12-Chiesa di San Pietro a Maiella (appalto integrato) – all’esame della commissione
• intervento 18 Complesso Ospedale degli incurabili (appalto misto) – all’esame della commissione
Gare da bandire
• intervento 7-Complesso San Lorenzo maggiore (appalto misto) – in attesa delle integrazioni da parte della soprintendenza
• intervento 25-Teatro antico di Neapolis (appalto servizi architettura e ingegneria) – gara indetta dal comune e mai bandita dal provveditorato
Progetti in itinere
• Intervento 16-Chiese raggruppate (appalto lavori) – in attesa dei pareri da parte della soprintendenza (da parte della curia);
• Intervento 20-Santa Maria la nova (appalto integrato) – in attesa dell’ennesimo adeguamento da parte della provincia;
Progetti non ancora predisposti
• Intervento 13-Chiesa del Monte dei poveri (appalto lavori) – in attesa della documentazione per il subappalto per la messa in sicurezza e lo spostamento degli arredi sacri
• Intervento 15-Chiesa di Santa croce al mercato (appalto lavori) – predisposto nuovo bando per sondaggi
• Intervento 27-Area ZTL.
Ricorsi
• intervento 1-Murazione aragonese in località porta capuana (appalto misto)
• intervento 19-Santi Cosma e Damiano (appalto lavori).

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Napoli_-_piazza_San_Domenico_Maggiore

In un articolo di un quotidiano nazionale si parla di fondi Unesco destinati al centro storico persi dalla Città di Napoli. L’assegnazione dei fondi risale più o meno al 2012, quindi questo vuol dire che sono passati poco più di due anni da quando si è iniziato a lavorare a questo progetto. Bisognerebbe capire quanto ci mettono, purtroppo in Italia, enti investiti da finanziamenti similari a metterli in campo e a concluderli. Gli Enti coinvolti nella commissione valutativa sono circa 10. Molti di questi enti hanno diritto a parere vincolante con tutto quello che ne consegue. Ma ecco lo stato dell’arte comunicato dal comune all’8 novembre scorso:
Lavori in corso
• intervento 4-Insula del Duomo (appalto lavori)
• intervento 5-Complesso Santa Maria della Colonna (appalto misto)
• intervento 11-Complesso Santa Maria maggiore-Cappella pontaniana (appalto lavori)
• intervento 21-Cappella Pignatelli (appalto lavori)
Gare con aggiudicazione definitiva
• intervento 6-Complesso dei Girolamini (appalto integrato) – aggiudicazione efficace, necessaria presa d’atto (verifiche art. 38 valide scadenza 5 dicembre);
• intervento 8-Complesso San Paolo maggiore (appalto misto) – aggiudicazione efficace, presa d’atto effettuata, necessaria stipula convenzione e contratto (verifiche art. 38 in fase di aggiornamento);
• intervento 9-Complesso San Gregorio Armeno ex Asilo Filangieri (appalto servizi architettura e ingegneria) – aggiudicazione efficace, presa d’atto effettuata, necessaria stipula contratto (verifiche art. 38 in fase di aggiornamento);
• intervento 10-Complesso Santi Severino e Sossio (appalto lavori) – aggiudicazione efficace presa d’atto effettuata, necessaria stipula contratto (verifiche art. 38 in fase di aggiornamento perché il raggruppamento ha cambiato composizione societaria);
• intervento 14-Chiesa di San Pietro Martire (appalto misto) – aggiudicazione efficace, presa d’atto effettuata, necessaria stipula contratto (verifiche art. 38 in fase di aggiornamento);
• intervento 17a/b-Complesso Annunziata/Ascalesi (appalto lavori) – aggiudicazione efficace, presa d’atto effettuata, necessaria stipula contratto (verifiche art. 38 in fase di aggiornamento);
• intervento 23-Insula del Duomo (appalto servizi architettura e ingegneria) – aggiudicazione efficace, necessaria presa d’atto (attesa programma 100);
• intervento 26-Spazi urbani – lotto 1, 2 e 3 (appalto misto) – aggiudicazione efficace, necessaria presa d’atto.
Gare aggiudicazione provvisoria
• intervento 3-Complesso Santa Maria della pace (appalto servizi architettura e ingegneria);
• intervento 22-Tempio della Scorziata (appalto servizi architettura e ingegneria);
• intervento 24-Complesso San Lorenzo Maggiore (appalto servizi architettura e ingegneria).
• intervento 25-Teatro antico di Neapolis (appalto lavori).
Offerte anomale
• intervento 2-Castel capuano (appalto integrato).
Gare in corso
• intervento 1-Murazione aragonese in località porta capuana (appalto misto) – all’esame della commissione
• intervento 12-Chiesa di San Pietro a Maiella (appalto integrato) – all’esame della commissione
• intervento 18 Complesso Ospedale degli incurabili (appalto misto) – all’esame della commissione
Gare da bandire
• intervento 7-Complesso San Lorenzo maggiore (appalto misto) – in attesa delle integrazioni da parte della soprintendenza
• intervento 25-Teatro antico di Neapolis (appalto servizi architettura e ingegneria) – gara indetta dal comune e mai bandita dal provveditorato
Progetti in itinere
• Intervento 16-Chiese raggruppate (appalto lavori) – in attesa dei pareri da parte della soprintendenza (da parte della curia);
• Intervento 20-Santa Maria la nova (appalto integrato) – in attesa dell’ennesimo adeguamento da parte della provincia;
Progetti non ancora predisposti
• Intervento 13-Chiesa del Monte dei poveri (appalto lavori) – in attesa della documentazione per il subappalto per la messa in sicurezza e lo spostamento degli arredi sacri
• Intervento 15-Chiesa di Santa croce al mercato (appalto lavori) – predisposto nuovo bando per sondaggi
• Intervento 27-Area ZTL.
Ricorsi
• intervento 1-Murazione aragonese in località porta capuana (appalto misto)
• intervento 19-Santi Cosma e Damiano (appalto lavori).

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sabato 7 novembre 2015

Contro il fascismo, il leghismo..il Partito del Sud c'è..sempre..al Sud come al Nord..

#‎MaiConSalvini‬ 
IL PARTITO DEL SUD PRESENTE ALLA MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA E ANTIFASCISTA DI BOLOGNA DOMENICA 8 NOVEMBRE IN PIAZZA XX SETTEMBRE
Il ritrovo per tutti gli amici del Partito del Sud è per le 10.00 in Piazza XX Settembre sotto le nostre bandiere.
Parteciperemo in modo pacifico e democratico a questa manifestazione contro la deriva razzista e fascista che avanza in Italia, ben supportata dagli schermi televisivi ove da anni è permesso al leghista Salvini di diffondere odio impunemente.
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#‎MaiConSalvini‬ 
IL PARTITO DEL SUD PRESENTE ALLA MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA E ANTIFASCISTA DI BOLOGNA DOMENICA 8 NOVEMBRE IN PIAZZA XX SETTEMBRE
Il ritrovo per tutti gli amici del Partito del Sud è per le 10.00 in Piazza XX Settembre sotto le nostre bandiere.
Parteciperemo in modo pacifico e democratico a questa manifestazione contro la deriva razzista e fascista che avanza in Italia, ben supportata dagli schermi televisivi ove da anni è permesso al leghista Salvini di diffondere odio impunemente.

Il Presidente del PdelSUD Natale Cuccurese sostiene il ruolo dell'accusa al "processo" a Cialdini domenica 8 Novembre 2015 a Vignola.

Natale Cuccurese : 
"Mi è stato chiesto di sostenere il ruolo dell'accusa nel processo al generale Enrico Cialdini che si terrà domenica 8 Novembre 2015 a Vignola ( Modena), in occasione del terzo appuntamento del ciclo "I processi alla storia". Ho accettato con piacere. 
Già nell' ottobre del 2011 partecipai al Convegno "Il Generale Cialdini eroe o carnefice? " tenutosi a Villa Cialdini a Castelvetro di Modena, con una relazione su " Cialdini e l'Assedio di Gaeta", grazie anche al tanto materialebibliografico e di ricerca d'archivio inviatomi da Antonio Ciano. Chiusi il mio intervento condividendo l'affermazione contenuta nella lettera inviata ai partecipanti al Convegno dal Sindaco di Pontelandolfo Cosimo Testa, ove affermava che Cialdini "dovrebbe essere definito CRIMINALE DI GUERRA. E tutte le onorificenze e le medaglie generosamente conferitegli, rimosse."
Sto preparando i capi d'accusa, chiunque voglia partecipare mio tramite, mandando suggerimenti, notizie o spunti su fatti e azioni compiute dal Cialdini può inviarmeli in pvt, ovviamente citando sempre le fonti bibliografiche, sarà mio piacere esporli al processo.
L'appuntamento è per domenica 8 Novembre alle
ore 16,30 a Palazzo Barozzi, p.zza dei Contrari 3, Vignola"

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Natale Cuccurese : 
"Mi è stato chiesto di sostenere il ruolo dell'accusa nel processo al generale Enrico Cialdini che si terrà domenica 8 Novembre 2015 a Vignola ( Modena), in occasione del terzo appuntamento del ciclo "I processi alla storia". Ho accettato con piacere. 
Già nell' ottobre del 2011 partecipai al Convegno "Il Generale Cialdini eroe o carnefice? " tenutosi a Villa Cialdini a Castelvetro di Modena, con una relazione su " Cialdini e l'Assedio di Gaeta", grazie anche al tanto materialebibliografico e di ricerca d'archivio inviatomi da Antonio Ciano. Chiusi il mio intervento condividendo l'affermazione contenuta nella lettera inviata ai partecipanti al Convegno dal Sindaco di Pontelandolfo Cosimo Testa, ove affermava che Cialdini "dovrebbe essere definito CRIMINALE DI GUERRA. E tutte le onorificenze e le medaglie generosamente conferitegli, rimosse."
Sto preparando i capi d'accusa, chiunque voglia partecipare mio tramite, mandando suggerimenti, notizie o spunti su fatti e azioni compiute dal Cialdini può inviarmeli in pvt, ovviamente citando sempre le fonti bibliografiche, sarà mio piacere esporli al processo.
L'appuntamento è per domenica 8 Novembre alle
ore 16,30 a Palazzo Barozzi, p.zza dei Contrari 3, Vignola"

giovedì 5 novembre 2015

Sud, tra Masterplan, Svimez, calunnie e conti che non tornano

Michele Dell'Edera

E finalmente ieri sono uscite “le prime 10 pagine” del MasterPlan che il Governo sta preparando per il Sud. Si, le prime dieci pagine, perché non può essere diversamente visto che leggendolo ci si rende subito conto, come fa anche notare il Prof. Viesti in alcune sue considerazioni, che si tratta di “un indice” per argomento e che nessun argomento è sviluppato fino in fondo.

Abbiamo capito due cose però, che ci sono fino al 2023 95 miliardi da investire a sud, 7 già nel 2016, e che ci saranno 15 Patti per il Sud, otto con le relative regioni del Mezzogiorno e 7 con le città metropolitane.

Pare però che i 95 miliardi (comunque i benvenuti) non sono altro che fondi strutturali già destinati al Sud (quindi fondi UE già del Sud) e che adesso vengono sbloccati e rivestiti della nuova etichetti di “fondi del Masterplan”. Masterplan che ad oggi viene calato dall’alto e non ancora condiviso tra le regioni e le città metropolitane.

Ecco però che il Governo su quest aspetti corre ai ripari e promuove un Patto per il Sud per ciascuna regione e per ciascuna Città Metropolitana. Si dirà: “benissimo”, ma così si torna alle vecchie programmazioni bilaterali che non faranno altro che aprire la caccia all’accaparramento dei fondi da parte di ciascuna regione e di ciascuna città metropolitana, innescando una sorta di guerra fratricida e tra poveri.

Invece il sud avrebbe bisogno ancora di una visione globale dell’investimento, di un protagonismo forte delle regioni e delle città, ma non (solo) ciascuna per sé ma in un ottica strategica e solidale di sviluppo di tutto il sud. I 15 piani per il sud ci sembrano più un modo (magari non voluto) di dividere che non di unire.

Ma perché il Governo ha osteggiato nei mesi scorsi in tutti i modi la collaborazione tra regioni e città metropolitane ?

Il sospetto è che da parte del Governo ci sia la tentazione di mettere in pratica una sorta di “divide et impera” per portare il tutto sotto l’egida di un centralismo romano.
 Dati SVIMEZ, in estate, escono delle anticipazioni, la più drammatica dice che il sud è sull’orlo del baratro e che non si riuscirà, praticamente mai a colmare il gap tra nord e sud, con un sud destinato alla marginalità e al sottosviluppo. Apriti cielo, e annuncio del Masterplan per settembre, di cui da ieri abbiamo l’indice.

Presentazione a fine ottobre dei dati SVIMEZ alla Camera e tra le tantissime ombre viene fuori però una crescita del sud del +0,1% in media nell’ultimo periodo. Ed ecco i canti di vittoria governativi, di politici anche del sud e di molta stampa che canta sempre nel coro del Governo di turno. (Specialmente se la vittima sacrificale è il sud).

 Poi leggendo si capisce anche che il nord cresce del +1%. Allora se così è, ipotizziamo una crescita costante di questo tipo per 10 anni e avremo che il sud sarà cresciuto del +1% e il nord del +10%. In pratica il divario nord – sud nella crescita sarebbe di un ulteriore 9%. A questo punto le previsioni SVIMEZ anticipate in estate dove si lanciava l’allarme di un sud che tende a restare sempre più indietro non sono proprio campate in aria.

Vedremo, si dice che nelle prossime settimane l’indice sarà riempito di contenuti. Ci piacerebbe sapere però, nel frattempo, quanti soldi, fino al 2023, pensa di investire il Governo al Nord. Così per capire. E vorremmo anche capire se sono fondi nazionali o Europei, perché si sa che al sud quelli europei tendono a sostituire quelli nazionali e non è proprio questo lo spirito che ispira tali fondi.

Un’ultima cosa, è ripreso alla grande l’offesa mediatica al sud con una presenza ossessiva di esponenti della Lega che raccontano le loro balle in TV e in ogni salsa e di pseudo giornalisti-presentatori-editorialisti che pontificano sul “sud male del mondo”. Ecco, diciamolo, non se ne può più.







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Michele Dell'Edera

E finalmente ieri sono uscite “le prime 10 pagine” del MasterPlan che il Governo sta preparando per il Sud. Si, le prime dieci pagine, perché non può essere diversamente visto che leggendolo ci si rende subito conto, come fa anche notare il Prof. Viesti in alcune sue considerazioni, che si tratta di “un indice” per argomento e che nessun argomento è sviluppato fino in fondo.

Abbiamo capito due cose però, che ci sono fino al 2023 95 miliardi da investire a sud, 7 già nel 2016, e che ci saranno 15 Patti per il Sud, otto con le relative regioni del Mezzogiorno e 7 con le città metropolitane.

Pare però che i 95 miliardi (comunque i benvenuti) non sono altro che fondi strutturali già destinati al Sud (quindi fondi UE già del Sud) e che adesso vengono sbloccati e rivestiti della nuova etichetti di “fondi del Masterplan”. Masterplan che ad oggi viene calato dall’alto e non ancora condiviso tra le regioni e le città metropolitane.

Ecco però che il Governo su quest aspetti corre ai ripari e promuove un Patto per il Sud per ciascuna regione e per ciascuna Città Metropolitana. Si dirà: “benissimo”, ma così si torna alle vecchie programmazioni bilaterali che non faranno altro che aprire la caccia all’accaparramento dei fondi da parte di ciascuna regione e di ciascuna città metropolitana, innescando una sorta di guerra fratricida e tra poveri.

Invece il sud avrebbe bisogno ancora di una visione globale dell’investimento, di un protagonismo forte delle regioni e delle città, ma non (solo) ciascuna per sé ma in un ottica strategica e solidale di sviluppo di tutto il sud. I 15 piani per il sud ci sembrano più un modo (magari non voluto) di dividere che non di unire.

Ma perché il Governo ha osteggiato nei mesi scorsi in tutti i modi la collaborazione tra regioni e città metropolitane ?

Il sospetto è che da parte del Governo ci sia la tentazione di mettere in pratica una sorta di “divide et impera” per portare il tutto sotto l’egida di un centralismo romano.
 Dati SVIMEZ, in estate, escono delle anticipazioni, la più drammatica dice che il sud è sull’orlo del baratro e che non si riuscirà, praticamente mai a colmare il gap tra nord e sud, con un sud destinato alla marginalità e al sottosviluppo. Apriti cielo, e annuncio del Masterplan per settembre, di cui da ieri abbiamo l’indice.

Presentazione a fine ottobre dei dati SVIMEZ alla Camera e tra le tantissime ombre viene fuori però una crescita del sud del +0,1% in media nell’ultimo periodo. Ed ecco i canti di vittoria governativi, di politici anche del sud e di molta stampa che canta sempre nel coro del Governo di turno. (Specialmente se la vittima sacrificale è il sud).

 Poi leggendo si capisce anche che il nord cresce del +1%. Allora se così è, ipotizziamo una crescita costante di questo tipo per 10 anni e avremo che il sud sarà cresciuto del +1% e il nord del +10%. In pratica il divario nord – sud nella crescita sarebbe di un ulteriore 9%. A questo punto le previsioni SVIMEZ anticipate in estate dove si lanciava l’allarme di un sud che tende a restare sempre più indietro non sono proprio campate in aria.

Vedremo, si dice che nelle prossime settimane l’indice sarà riempito di contenuti. Ci piacerebbe sapere però, nel frattempo, quanti soldi, fino al 2023, pensa di investire il Governo al Nord. Così per capire. E vorremmo anche capire se sono fondi nazionali o Europei, perché si sa che al sud quelli europei tendono a sostituire quelli nazionali e non è proprio questo lo spirito che ispira tali fondi.

Un’ultima cosa, è ripreso alla grande l’offesa mediatica al sud con una presenza ossessiva di esponenti della Lega che raccontano le loro balle in TV e in ogni salsa e di pseudo giornalisti-presentatori-editorialisti che pontificano sul “sud male del mondo”. Ecco, diciamolo, non se ne può più.







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CRESCE SEMPRE DI PIU' LA COMMUNITY DEL PARTITO DEL SUD ! 22.000 A DIFESA DEL SUD !

Cresce sempre più la Community che quotidianamente segue il Partito del Sud anche su facebook, oggi siamo arrivati a 22.000 fan !
Con questo risultato siamo di gran lunga la maggior Community su facebook fra tutte quelle di movimenti politici/partiti meridionalisti o..."sudisti".
Lo stesso dicasi su Twitter su: https://twitter.com/PdSUD
Continuate a seguirci e non ve ne pentirete; quotidianamente posteremo oltre alle notizie dell'attività del nostro Partito, approfondimenti politici ma anche curiosità, notizie sulla cultura e sulla vera storia del Sud come non avete mai avuto modo di sentire.
Grazie a tutti per il sostegno ed il supporto.
Staff Amministratori


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Cresce sempre più la Community che quotidianamente segue il Partito del Sud anche su facebook, oggi siamo arrivati a 22.000 fan !
Con questo risultato siamo di gran lunga la maggior Community su facebook fra tutte quelle di movimenti politici/partiti meridionalisti o..."sudisti".
Lo stesso dicasi su Twitter su: https://twitter.com/PdSUD
Continuate a seguirci e non ve ne pentirete; quotidianamente posteremo oltre alle notizie dell'attività del nostro Partito, approfondimenti politici ma anche curiosità, notizie sulla cultura e sulla vera storia del Sud come non avete mai avuto modo di sentire.
Grazie a tutti per il sostegno ed il supporto.
Staff Amministratori


martedì 3 novembre 2015

Caso"Giletti-Napoli":Ma la Rai è davvero di tutti gli italiani?

Di Antonio Rosato

Di questa settimana l’ennesimo attacco al meridione e alla sua classe dirigente. 
Non può essere sfuggito a nessuno la polemica scoppiata dopo la trasmissione RAI “L’ARENA”.  
Il conduttore che invece di condurre spalleggia Salvini, e da giornalista invece di intervistare e fare domande dà opinioni e risposte poste a condizionare l’opinione pubblica. 

Il tutto non suffragato poi da riscontri oggettivi e veritieri. Tutto ciò ci costa 500.000 € l’anno, si perché questo pare sia lo stipendio che tutti noi paghiamo con il canone al signor Giletti. Lo stesso che si indigna poi per lo stipendio dei politici. Ovviamente anche noi siamo d’accordo sulla riduzione degli stipendi politici che paghiamo sempre noi. Ma anche Giletti lo paghiamo noi, e lui non si sente moralmente toccato da un compenso così alto? Eppure molti giovani andrebbero al suo posto per 2000 € al mese..e forse renderebbero servigi migliori. Bello dalla sua posizione fare la morale guardando la pagliuzza negli occhi degli altri. 

Mi chiedo quale differenza c’è tra i soldi pubblici elargiti in stipendi ai parlamentari e quelli per pagare lauti stipendi per una puntata settimanale di intrattenimento su mamma RAI? Certo che Giletti non è il solo. Da una rapida ricerca in rete sembra che Fazio sfondi i 6 milioni di euro per due o tre anni di contratto (escluso i vari San Remo), Giannini 600 mila euro all’anno, Il dirigente Dall’Orto prende due o tre volte quello che è previsto come tetto massimo per i dirigenti pubblici, la Maggioni idem , la piemontesina Littizzetto guadagna 20.000 euro a puntate per far entrare nelle nostre case parolacce e allusioni piccate spesso anche esplicite e per San Remo 300.000 €. 
Vespa 2 milioni all’anno e 12.000€ per ogni speciale o puntata extra contratto. Conti 3561 euro al giorno, si capito bene al giorno, e mezzo milione per lo scorso Festival della canzone italiana. 
La Clerici 4.000 € al giorno, ancora meglio di Carlo Conti. Certo sono tutti professionisti dello spettacolo, del giornalismo e dell'intrattenimento, però francamente questi compensi paiono eccessivi.

In pratica a conti fatti molto velocemente questi soli compensi sono l’equivalente di poco meno di 100.000 abbonamenti Rai che il governo Renzi ora vuole mettere nella bolletta elettrica ad altrettante famiglie italiane. Perché non abbassiamo gli stipendi in RAI innanzi tutto, e poi mi chiedo quanto sia etico che questi compensi servano a farci vedere interviste ai Casamonica o farci offendere dal Giletti di turno perdipiù a domicilio? 

Ovvio che in questo caso viene da pensare anche ad un attacco politico al Sindaco De Magistris, si perché forse ripulire Napoli da metri di immondizia, far tornare migliaia di turisti in città, portare l’acqua ad essere pubblica ed altro ancora non è degno di nota. Ovvio che qualche problema c’è, come in tutte le grandi città del mondo. Ma mi chiedo se era necessario sprecare tempo ad attaccare Napoli e la sua amministrazione invece che attirare l’attenzione su quelle zone di Calabria che la natura ha colpito per l’ennesima volta assieme alla Sicilia e al Sannio. 

Meglio vedere e spalleggiare il razzista Salvini o informare su quello che succede nel paese? Ma davvero è questa la RAI che siamo costretti a sostenere con il canone? La RAI che entra a gamba tesa su una campagna elettorale non ancora iniziata? 

Intervento preventivo forse? Mentre il paese cade a brandelli, fra scandali politici,  in Vaticano, guerre alle porte di casa nostra … Ci sarebbe tanto di cui parlare. Invece pare sia più interessante ospitare tutti i giorni, ora su un programma ora su un altro, Salvini a sparlare sul meridione e la sua classe dirigente.  E c'è poi chi si stupisce che a Napoli il popolo si indigni e si arrabbi con Giletti. 


Prima di tagliare soldi alla sanità, alla cultura, alla scuola e alla sicurezza,  iniziamo a tagliare gli stipendi e le spese dissennate in viale Mazzini. E a Giletti dico di chiedere scusa a quanti si fossero sentiti offesi dalla delirante puntata di domenica scorsa. Sono forse migliaia i napoletani, e non solo, che si sono sentiti offesi nel vedere così svilita la loro città, mentre col loro canone contribuiscono a pagare pure lo stipendio di Giletti. Ma la Rai è davvero di tutti gli italiani?




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Di Antonio Rosato

Di questa settimana l’ennesimo attacco al meridione e alla sua classe dirigente. 
Non può essere sfuggito a nessuno la polemica scoppiata dopo la trasmissione RAI “L’ARENA”.  
Il conduttore che invece di condurre spalleggia Salvini, e da giornalista invece di intervistare e fare domande dà opinioni e risposte poste a condizionare l’opinione pubblica. 

Il tutto non suffragato poi da riscontri oggettivi e veritieri. Tutto ciò ci costa 500.000 € l’anno, si perché questo pare sia lo stipendio che tutti noi paghiamo con il canone al signor Giletti. Lo stesso che si indigna poi per lo stipendio dei politici. Ovviamente anche noi siamo d’accordo sulla riduzione degli stipendi politici che paghiamo sempre noi. Ma anche Giletti lo paghiamo noi, e lui non si sente moralmente toccato da un compenso così alto? Eppure molti giovani andrebbero al suo posto per 2000 € al mese..e forse renderebbero servigi migliori. Bello dalla sua posizione fare la morale guardando la pagliuzza negli occhi degli altri. 

Mi chiedo quale differenza c’è tra i soldi pubblici elargiti in stipendi ai parlamentari e quelli per pagare lauti stipendi per una puntata settimanale di intrattenimento su mamma RAI? Certo che Giletti non è il solo. Da una rapida ricerca in rete sembra che Fazio sfondi i 6 milioni di euro per due o tre anni di contratto (escluso i vari San Remo), Giannini 600 mila euro all’anno, Il dirigente Dall’Orto prende due o tre volte quello che è previsto come tetto massimo per i dirigenti pubblici, la Maggioni idem , la piemontesina Littizzetto guadagna 20.000 euro a puntate per far entrare nelle nostre case parolacce e allusioni piccate spesso anche esplicite e per San Remo 300.000 €. 
Vespa 2 milioni all’anno e 12.000€ per ogni speciale o puntata extra contratto. Conti 3561 euro al giorno, si capito bene al giorno, e mezzo milione per lo scorso Festival della canzone italiana. 
La Clerici 4.000 € al giorno, ancora meglio di Carlo Conti. Certo sono tutti professionisti dello spettacolo, del giornalismo e dell'intrattenimento, però francamente questi compensi paiono eccessivi.

In pratica a conti fatti molto velocemente questi soli compensi sono l’equivalente di poco meno di 100.000 abbonamenti Rai che il governo Renzi ora vuole mettere nella bolletta elettrica ad altrettante famiglie italiane. Perché non abbassiamo gli stipendi in RAI innanzi tutto, e poi mi chiedo quanto sia etico che questi compensi servano a farci vedere interviste ai Casamonica o farci offendere dal Giletti di turno perdipiù a domicilio? 

Ovvio che in questo caso viene da pensare anche ad un attacco politico al Sindaco De Magistris, si perché forse ripulire Napoli da metri di immondizia, far tornare migliaia di turisti in città, portare l’acqua ad essere pubblica ed altro ancora non è degno di nota. Ovvio che qualche problema c’è, come in tutte le grandi città del mondo. Ma mi chiedo se era necessario sprecare tempo ad attaccare Napoli e la sua amministrazione invece che attirare l’attenzione su quelle zone di Calabria che la natura ha colpito per l’ennesima volta assieme alla Sicilia e al Sannio. 

Meglio vedere e spalleggiare il razzista Salvini o informare su quello che succede nel paese? Ma davvero è questa la RAI che siamo costretti a sostenere con il canone? La RAI che entra a gamba tesa su una campagna elettorale non ancora iniziata? 

Intervento preventivo forse? Mentre il paese cade a brandelli, fra scandali politici,  in Vaticano, guerre alle porte di casa nostra … Ci sarebbe tanto di cui parlare. Invece pare sia più interessante ospitare tutti i giorni, ora su un programma ora su un altro, Salvini a sparlare sul meridione e la sua classe dirigente.  E c'è poi chi si stupisce che a Napoli il popolo si indigni e si arrabbi con Giletti. 


Prima di tagliare soldi alla sanità, alla cultura, alla scuola e alla sicurezza,  iniziamo a tagliare gli stipendi e le spese dissennate in viale Mazzini. E a Giletti dico di chiedere scusa a quanti si fossero sentiti offesi dalla delirante puntata di domenica scorsa. Sono forse migliaia i napoletani, e non solo, che si sono sentiti offesi nel vedere così svilita la loro città, mentre col loro canone contribuiscono a pagare pure lo stipendio di Giletti. Ma la Rai è davvero di tutti gli italiani?




 
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