venerdì 16 ottobre 2015

I fatti parlano sempre di più delle parole



Di Michele Dell'Edera
Fonte: Italiatoday



Si è fatto un gran parlare, soprattutto ad agosto, di questo famoso “piano per il sud” che il Governo con enfasi aveva annunciato per settembre. Diciamo che questa enfasi comunicativa era venuta fuori più perché, con le anticipazioni catastrofiche dello SVIMEZ, gli appelli di Saviano e i movimenti dei Governatori come Michele Emiliano e gli altri delle regioni del Sud, il Governo aveva bisogno di far vedere che la “partita sud” l’avrebbe giocata da protagonista non delegandola alla periferia.

Poi si è andati avanti con scaramucce e battaglie tra Governatori e Presidente del Consiglio che, dimostrando il suo grande attaccamento al mezzogiorno, preferì andare a vedere una partita di tennis (giocata da tenniste pugliesi, quindi del sud) piuttosto che aprire la Fiera del Levante e dare una risposta alle istituzioni locali meridionali là radunate.

Oggi forse si capisce di più di quella assenza. Il Presidente del Consiglio non venne a Bari perché sul sud allora come oggi non aveva nulla da dire. Le belle parole di ieri, quelle di agosto, sono state sostituite dai fatti di oggi e cioè l’assoluta assenza di qualsiasi “piano per il sud” e la presenza di tre slide, dico tre, nella presentazione della legge di stabilità presentata ancora con enfasi ieri.

Le famose tre slide cosa ci dicono: 1) che il Governo metterà ancora fondi sull’ILVA a Taranto (non si capisce dalle slide se per tutelare la produzione, la salute o tutte e due le cose). 2) Che si completerà la Salerno-Reggio Calabria, ma questo è un totem che da quasi mezzo secolo mettono in mostra tutti i Governi. 3) Che per la “terra dei fuochi” ci sono 450 milioni di euro diventati 150 in un Comunicato Stampa di Palazzo Chigi.

E’ chiaro che questo non è un piano per il Sud. E’ un “citare il sud” per liberarsi la coscienza. Ma il Governo non ha mente nulla di strategico per il sud. O meglio non ha proprio in mente il sud.
Oppure ci faccia capire.

Purtroppo ancora una volta le parole per la politica italiana sono una cosa i fatti un’altra. Renzi come gli altri sul Sud ha fatto parole… perché obbligato dalla sua voglia di comunicare sempre e comunque.

Il Sud dovrà fare da solo ripartendo da regioni e città.


Fonte: Italiatoday


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Di Michele Dell'Edera
Fonte: Italiatoday



Si è fatto un gran parlare, soprattutto ad agosto, di questo famoso “piano per il sud” che il Governo con enfasi aveva annunciato per settembre. Diciamo che questa enfasi comunicativa era venuta fuori più perché, con le anticipazioni catastrofiche dello SVIMEZ, gli appelli di Saviano e i movimenti dei Governatori come Michele Emiliano e gli altri delle regioni del Sud, il Governo aveva bisogno di far vedere che la “partita sud” l’avrebbe giocata da protagonista non delegandola alla periferia.

Poi si è andati avanti con scaramucce e battaglie tra Governatori e Presidente del Consiglio che, dimostrando il suo grande attaccamento al mezzogiorno, preferì andare a vedere una partita di tennis (giocata da tenniste pugliesi, quindi del sud) piuttosto che aprire la Fiera del Levante e dare una risposta alle istituzioni locali meridionali là radunate.

Oggi forse si capisce di più di quella assenza. Il Presidente del Consiglio non venne a Bari perché sul sud allora come oggi non aveva nulla da dire. Le belle parole di ieri, quelle di agosto, sono state sostituite dai fatti di oggi e cioè l’assoluta assenza di qualsiasi “piano per il sud” e la presenza di tre slide, dico tre, nella presentazione della legge di stabilità presentata ancora con enfasi ieri.

Le famose tre slide cosa ci dicono: 1) che il Governo metterà ancora fondi sull’ILVA a Taranto (non si capisce dalle slide se per tutelare la produzione, la salute o tutte e due le cose). 2) Che si completerà la Salerno-Reggio Calabria, ma questo è un totem che da quasi mezzo secolo mettono in mostra tutti i Governi. 3) Che per la “terra dei fuochi” ci sono 450 milioni di euro diventati 150 in un Comunicato Stampa di Palazzo Chigi.

E’ chiaro che questo non è un piano per il Sud. E’ un “citare il sud” per liberarsi la coscienza. Ma il Governo non ha mente nulla di strategico per il sud. O meglio non ha proprio in mente il sud.
Oppure ci faccia capire.

Purtroppo ancora una volta le parole per la politica italiana sono una cosa i fatti un’altra. Renzi come gli altri sul Sud ha fatto parole… perché obbligato dalla sua voglia di comunicare sempre e comunque.

Il Sud dovrà fare da solo ripartendo da regioni e città.


Fonte: Italiatoday


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TERRA DEI FUOCHI E LEGGE DI STABILITA', ESATTAMENTE IL CONTRARIO DI QUANTO SCRITTO.




Di Michele Ammendola

Leggere questo titolone dovrebbe far ben sperare.
Finalmente le nostre battaglie hanno trovato un interlocutore sensibile, un governo attento che cambia marcia e invece.......
NULLA È CAMBIATO 
Cerchiamo di capire.....

Innanzitutto sono 150 milioni di euro all'anno per tre anni che non si occupano di Terra dei fuochi per come la intendiamo noi (a quanto si capisce dalle prime indiscrezioni).
E si perché si occuperanno di terra dei fuochi per come la intende il Governatore della Campania De Luca il quale sin dal primo giorno ha identificato il problema della terra dei fuochi con le "ECOBALLE", che non sono esattamente TERRA DEI FUOCHI.

Sin dal primo giorno infatti lo sceriffo di Salerno ha tuonato che bisognava rimuovere le ECOBALLE e risolvere il problema. Come?
E che ce vo', BRUCIAMMELE.


Si avete capito bene, il governo ci fa credere di chiudere definitivamente il dramma del BIOCIDIO mettendogli addosso una nuova veste e semplicemente dandogli fuoco.


Le Ecoballe (di Bassoliniana memoria) di Taverna del Re sono un problema importante da risolvere ma sicuramente non sono il primo intervento da fare. A differenza dell'intombamento dei rifiuti e del fenomeno dei roghi tossici che SICURAMENTE provocano CANCRO, le ECOBALLE (forse) non provocano direttamente CANCRO ma sicuramente provocano direttamente SANZIONI UE.


Allora io mi chiedo: "ma vuoi vedere che al governo interessa più sanare i conti pubblici (in stile Caldoro) che sanare la salute dei cittadini campani?".


So solo una cosa. Non riesco a considerarlo un passo in avanti perché lo considero solo uno sporco slogan elettorale.







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Di Michele Ammendola

Leggere questo titolone dovrebbe far ben sperare.
Finalmente le nostre battaglie hanno trovato un interlocutore sensibile, un governo attento che cambia marcia e invece.......
NULLA È CAMBIATO 
Cerchiamo di capire.....

Innanzitutto sono 150 milioni di euro all'anno per tre anni che non si occupano di Terra dei fuochi per come la intendiamo noi (a quanto si capisce dalle prime indiscrezioni).
E si perché si occuperanno di terra dei fuochi per come la intende il Governatore della Campania De Luca il quale sin dal primo giorno ha identificato il problema della terra dei fuochi con le "ECOBALLE", che non sono esattamente TERRA DEI FUOCHI.

Sin dal primo giorno infatti lo sceriffo di Salerno ha tuonato che bisognava rimuovere le ECOBALLE e risolvere il problema. Come?
E che ce vo', BRUCIAMMELE.


Si avete capito bene, il governo ci fa credere di chiudere definitivamente il dramma del BIOCIDIO mettendogli addosso una nuova veste e semplicemente dandogli fuoco.


Le Ecoballe (di Bassoliniana memoria) di Taverna del Re sono un problema importante da risolvere ma sicuramente non sono il primo intervento da fare. A differenza dell'intombamento dei rifiuti e del fenomeno dei roghi tossici che SICURAMENTE provocano CANCRO, le ECOBALLE (forse) non provocano direttamente CANCRO ma sicuramente provocano direttamente SANZIONI UE.


Allora io mi chiedo: "ma vuoi vedere che al governo interessa più sanare i conti pubblici (in stile Caldoro) che sanare la salute dei cittadini campani?".


So solo una cosa. Non riesco a considerarlo un passo in avanti perché lo considero solo uno sporco slogan elettorale.







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LEGGE DI STABILITA', SENZA SOLDI NON SI CANTANO MESSE


Di Natale Cuccurese

Una manovra che fa capire semplicemente che "i soldi non ci sono".
Nella Legge di Stabilità c'è in realtà ben poco a favore di aziende e lavoratori. Quasi tutta la manovra da 27 miliardi consiste nell'evitare l'aumento delle clausole di salvaguardia, ovvero l'aumento automatico di Iva e accise in copertura a spese fatte in passato (17 miliardi) e l'abolizione della tassa sulla prima casa e dell'Imu agricola (circa 5 miliardi, comunque una boccata d'ossigeno per gli agricoltori).
Poi ci sono tante piccole misure, da poche centinaia di milioni di euro e quindi dalla dubbia efficacia, per stimolare la crescita o per l'equità sociale. Per il resto degli annunciati 10 miliardi di tagli si riuscirà forse ad arrivare alla metà, con tagli lineari ai ministeri e sulla spesa sanitaria - e quindi alle Regioni.
A pag 13, 14 e 15 le slide con le "risposte" per il sud, concentrate su ILVA, Salerno- Reggio Calabria e Terra dei fuochi (450 milioni). Come detto una parte interessante sull'agricoltura, comunque rivolta a tutto il paese. Riduttive quindi, a dir poco, le risorse messe in campo per il Sud, ma qualcosa dovevano pur dire dopo gli annunci governativi di agosto.

A queste considerazioni va poi legato il fatto che con l'introduzione del "regionalismo differenziato"sarà possibile grazie alle modifiche costituzionali agli articoli 116 e 117 estendere forme di autonomia, a partire dalle politiche sociali e di organizzazione e spesa sanitaria, a quelle Regioni a statuto ordinario in condizioni di equilibrio finanziario, cioè in prevalenza quelle del nord. In pratica a conti fatti le regioni del nord avranno maggiore autonomia di spesa e di intervento diretto rispetto a quelle del sud, che dipenderanno sempre più da Roma, e passerà in secondo piano l'aspetto perequativo presente in Costituzione.

 In poche parole proseguono gli scenari negativi per il sud a cui servirebbe una maggiore autonomia, come andiamo ripetendo da tempo.


Le slide presentate dal Governo



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Di Natale Cuccurese

Una manovra che fa capire semplicemente che "i soldi non ci sono".
Nella Legge di Stabilità c'è in realtà ben poco a favore di aziende e lavoratori. Quasi tutta la manovra da 27 miliardi consiste nell'evitare l'aumento delle clausole di salvaguardia, ovvero l'aumento automatico di Iva e accise in copertura a spese fatte in passato (17 miliardi) e l'abolizione della tassa sulla prima casa e dell'Imu agricola (circa 5 miliardi, comunque una boccata d'ossigeno per gli agricoltori).
Poi ci sono tante piccole misure, da poche centinaia di milioni di euro e quindi dalla dubbia efficacia, per stimolare la crescita o per l'equità sociale. Per il resto degli annunciati 10 miliardi di tagli si riuscirà forse ad arrivare alla metà, con tagli lineari ai ministeri e sulla spesa sanitaria - e quindi alle Regioni.
A pag 13, 14 e 15 le slide con le "risposte" per il sud, concentrate su ILVA, Salerno- Reggio Calabria e Terra dei fuochi (450 milioni). Come detto una parte interessante sull'agricoltura, comunque rivolta a tutto il paese. Riduttive quindi, a dir poco, le risorse messe in campo per il Sud, ma qualcosa dovevano pur dire dopo gli annunci governativi di agosto.

A queste considerazioni va poi legato il fatto che con l'introduzione del "regionalismo differenziato"sarà possibile grazie alle modifiche costituzionali agli articoli 116 e 117 estendere forme di autonomia, a partire dalle politiche sociali e di organizzazione e spesa sanitaria, a quelle Regioni a statuto ordinario in condizioni di equilibrio finanziario, cioè in prevalenza quelle del nord. In pratica a conti fatti le regioni del nord avranno maggiore autonomia di spesa e di intervento diretto rispetto a quelle del sud, che dipenderanno sempre più da Roma, e passerà in secondo piano l'aspetto perequativo presente in Costituzione.

 In poche parole proseguono gli scenari negativi per il sud a cui servirebbe una maggiore autonomia, come andiamo ripetendo da tempo.


Le slide presentate dal Governo



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giovedì 15 ottobre 2015

Io mi dissocio !


Riceviamo e pubblichiamo:

Di Antonio Rosato

Normalmente argomenti da lacrimuccia o macabri non mi appartengono, ma ci sono delle eccezioni che fungono e possono servire sia da denuncia sia come veicolo mediatico per far conoscere quello che i media sempre più spesso tacciono.

Tutto il mondo dovrebbe chiedere scusa per i tanti bambini, di qualsiasi razza e religione, seviziati, rapiti, stuprati e ammazzati. In particolar modo dovrebbero chiedere perdono tutti coloro che fanno  del male, così come quelli che voltano la faccia dall’altra parte preferendo far finta di ignorare il male, restando indifferenti di fronte all’orrore di eventi che spesso, pur accadendo a volte in paesi lontani, richiederebbero una maggior sensibilità ed attenzione.

Hasan Khaled Elmahania, così si chiamava un bambino palestinese, ed aveva solo  13 anni. Ieri  a mezzogiorno è stato inseguito attraverso le strade della colonia Besgat Za’if  nel territorio occupato di Gerusalemme. Il bambino dicono scappasse solo perché aveva paura di chi lo inseguiva accusandolo dell' accoltellamento di un colono.  Che ciò fosse vero o falso non è dato con sicurezza sapere, ma episodi come questi, per fortuna non sempre così tragici, in Israele sono purtroppo da qualche tempo a questa parte, dallo scoppio della nuova Intifada, all’ordine del giorno, con una violenza che spesso non risparmia o vede protagonisti proprio i più giovani. Fatto sta che sempre più spesso le cronache parlano di tragedie come questa e resta il fatto che ancora una volta chi rimane vittima sul selciato è un bambino, fra scoppi di ira, ritardi dei soccorsi, e una brutalità sui due fronti che appare sempre più cieca e inarrestabile,  ormai inammissibile.

Per quanto inutile adesso, chiedo perdono a lui, alla sua famiglia e indistintamente a tutti i bambini morti ingiustamente per cui non è stato fatto niente. Sarebbe meglio vergognarsi come uomini e donne, come padri e madri, come fratelli e sorelle, come essere umani. Probabilmente non avremmo mai potuto fare niente per cambiare il breve e terribile destino di questo ed altri bambini, tutti indistintamente vittime della violenza, ma non per questo ci si può sentire con la coscienza tranquilla. Anche senza colpe ci si sente macchiati e allo stesso tempo disgustati. Disgustati anche di un giornalismo che spesso tace pur essendo a conoscenza dei fatti ma che sempre più spesso rinuncia alla denuncia, così come ci si sente disarmati di fronte all’inerzia della politica. 
Come si può far finta di niente, come si può tacere di fronte a questa vera e propria mattanza di bambini che vede coinvolti anche altri paesi in altri Continenti? 

Emblematico ad esempio il caso del Brasile e la strage silenziosa dei meninos da rua, uccisi, cacciati e braccati come animali fra i vicoli delle favelasper “ripulire”, dicono, la città in vista delle Olimpiadi; giochi che dovrebbero essere un inno, la festa della gioventù, ed invece...


Tutto questo può sembrare incredibile, ma basta andare su qualsiasi motore di ricerca digitando qualche riferimento dei casi sopracitati per aprire una vera e propria galleria degli orrori. Per chi invece come il sottoscritto sente ancora quel senso di vergogna ma si sente impotente, non resta altro che fare opera di sensibilizzazione per chiedere al Governo italiano di prendere le distanze e condannare senza mezzi termini queste violenze e queste vergogne che toccano i più deboli ed indifesi; prendiamone almeno le distanze, cerchiamo di adoperarci a livello diplomatico con forza per fermare queste violenze. 

Se poi il Governo non lo fa  “Io mi dissocio” intanto!


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Riceviamo e pubblichiamo:

Di Antonio Rosato

Normalmente argomenti da lacrimuccia o macabri non mi appartengono, ma ci sono delle eccezioni che fungono e possono servire sia da denuncia sia come veicolo mediatico per far conoscere quello che i media sempre più spesso tacciono.

Tutto il mondo dovrebbe chiedere scusa per i tanti bambini, di qualsiasi razza e religione, seviziati, rapiti, stuprati e ammazzati. In particolar modo dovrebbero chiedere perdono tutti coloro che fanno  del male, così come quelli che voltano la faccia dall’altra parte preferendo far finta di ignorare il male, restando indifferenti di fronte all’orrore di eventi che spesso, pur accadendo a volte in paesi lontani, richiederebbero una maggior sensibilità ed attenzione.

Hasan Khaled Elmahania, così si chiamava un bambino palestinese, ed aveva solo  13 anni. Ieri  a mezzogiorno è stato inseguito attraverso le strade della colonia Besgat Za’if  nel territorio occupato di Gerusalemme. Il bambino dicono scappasse solo perché aveva paura di chi lo inseguiva accusandolo dell' accoltellamento di un colono.  Che ciò fosse vero o falso non è dato con sicurezza sapere, ma episodi come questi, per fortuna non sempre così tragici, in Israele sono purtroppo da qualche tempo a questa parte, dallo scoppio della nuova Intifada, all’ordine del giorno, con una violenza che spesso non risparmia o vede protagonisti proprio i più giovani. Fatto sta che sempre più spesso le cronache parlano di tragedie come questa e resta il fatto che ancora una volta chi rimane vittima sul selciato è un bambino, fra scoppi di ira, ritardi dei soccorsi, e una brutalità sui due fronti che appare sempre più cieca e inarrestabile,  ormai inammissibile.

Per quanto inutile adesso, chiedo perdono a lui, alla sua famiglia e indistintamente a tutti i bambini morti ingiustamente per cui non è stato fatto niente. Sarebbe meglio vergognarsi come uomini e donne, come padri e madri, come fratelli e sorelle, come essere umani. Probabilmente non avremmo mai potuto fare niente per cambiare il breve e terribile destino di questo ed altri bambini, tutti indistintamente vittime della violenza, ma non per questo ci si può sentire con la coscienza tranquilla. Anche senza colpe ci si sente macchiati e allo stesso tempo disgustati. Disgustati anche di un giornalismo che spesso tace pur essendo a conoscenza dei fatti ma che sempre più spesso rinuncia alla denuncia, così come ci si sente disarmati di fronte all’inerzia della politica. 
Come si può far finta di niente, come si può tacere di fronte a questa vera e propria mattanza di bambini che vede coinvolti anche altri paesi in altri Continenti? 

Emblematico ad esempio il caso del Brasile e la strage silenziosa dei meninos da rua, uccisi, cacciati e braccati come animali fra i vicoli delle favelasper “ripulire”, dicono, la città in vista delle Olimpiadi; giochi che dovrebbero essere un inno, la festa della gioventù, ed invece...


Tutto questo può sembrare incredibile, ma basta andare su qualsiasi motore di ricerca digitando qualche riferimento dei casi sopracitati per aprire una vera e propria galleria degli orrori. Per chi invece come il sottoscritto sente ancora quel senso di vergogna ma si sente impotente, non resta altro che fare opera di sensibilizzazione per chiedere al Governo italiano di prendere le distanze e condannare senza mezzi termini queste violenze e queste vergogne che toccano i più deboli ed indifesi; prendiamone almeno le distanze, cerchiamo di adoperarci a livello diplomatico con forza per fermare queste violenze. 

Se poi il Governo non lo fa  “Io mi dissocio” intanto!


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Il 24 a Napoli il V Congresso nazionale del Partito del Sud – #ConilSudsiRiparte

Si svolgerà il prossimo 24 ottobre, presso l’Hotel Alabardieri a Napoli in via Alabardieri,il V° Congresso Nazionale del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti.
Il Congresso che si aprirà nella mattinata del 24 con le relazioni di Natale Cuccurese, Presidente Nazionale e di Andrea Balia, Vice Presidente, prevede nel corso della mattinata la partecipazione di importanti personalità del mondo istituzionale, politico e associativo quali:
Luigi De Magistris – Sindaco di Napoli
Michele Emiliano – Presidente Regione Puglia
Michele Ammendola – Comitato ioLotto
Francesco Emilio Borrelli – Consigliere Reg. Campania, Verdi
Ciro Borriello – Assessore allo Sport Comune di Napoli
Nino Daniele – Assessore Cultura Comune di Napoli
Alessandro De Lisi – First Social Life
Gigi Di Fiore – Giornalista del “Mattino”, scrittore
Pino De Stasio – Consigliere II Municipalità di Napoli, Prc
Carlo Giordano – Resp. Provinciale di Napoli, SEL
Pietro Golia – Editore Controcorrente
Antonio Luongo – Cons. Comunale Napoli
Patrizia Lusi – PD Puglia
Fiore Marro – Presidente CDS
Fernando Martinez De Carnero – Podemos
Matteo Marolla – Assoc. Sacco e Vanzetti
Antonio Russo – Consigliere Nazionale ACLI
Vincenzo Peretti – Resp.le Reg. Campania Verdi
Alessio Postiglione – Giornalista, Staff Sindaco de Magistris
Massimo Preziuso – Innovatori Europei
Carmine Sgambati – Cons. Comunale Napoli
Salvatore Vozza – Dirigente SEL Campania
Associazioni:
Associazione demA
N.C.O – Nuova Cooperazione Organizzata
Rubriche Meridionali
Stamperia dei Foglianti
Sud Project Camp
“Abbiamo pensato al Congresso come un luogo e un’occasione utile per aprire un dibattito, raccogliere e offrire idee, proposte e contributi – dichiara Natale Cuccurese, Presidente Nazionale Partito del Sud, che aggiunge – parleremo di sud, ambiente, economia, lavoro, coordinamento tra regioni e macroregione, salute, università, infrastrutture, trasporti, welfare, rilancio del Paese partendo proprio da Sud. Mediterraneo come opportunità, Europa dei popoli come nuova visione di essere europei, a tal proposito avremo l’interessante partecipazione del Prof. Fernando Martinez De Carnero per Podemos. Legalità, difesa dell’ambiente, lotta al malaffare, impegno sociale con la presenza di Michele Ammendola del Comitato IoLotto di Bologna da tempo impegnato in alta Italia fra denuncia del problema della “Terra dei Fuochi”ed esperienze di aggregazione anche culturale,  N.C.O. con la gestione di beni confiscati alla camorra e l’impegno civile di resistenza e testimonianza, Gigi di Fiore, importante firma del Mattino, giornalista e scrittore anticamorra, Alessandro De Lisi che ha saputo portare gli Uffizi a Casal Di Principe con la famosa mostra “La luce vince l’Ombra” e che ora ha da poco inaugurato una mostra altrettanto significativa a Lampedusa con le opere del Museo del Bardo di Tunisi. Il pugliese Matteo Marolla dell’Associazione “Sacco e Vanzetti”che da anni combatte a  difesa dei diritti civili e contro la pena di morte. La presenza come ospiti di tanti altri rappresentanti della società civile e di personalità del mondo politico del centrosinistra, posizione in cui ci collochiamo da sempre anche noi meridionalisti progressisti gramsciani, fra le quali il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ed il Governatore della Puglia Michele Emiliano, ci onora e rende merito al certosino lavoro di costruzione di rapporti politici e personali portato avanti con acume dal nostro Partito negli ultimi anni. A tal proposito significativa la presenza dell’Editore Pietro Golia che con la sua casa Editrice ha dato alle stampe il libro “Con il Sud si Riparte” su iniziativa del nostro Partito. Un libro scritto a più mani che rappresenta un primo progetto, uno strumento di confronto tra quanti hanno a cuore le sorti del nostro Sud. Per capire la nuova geografia del potere, le disgregazioni, le menzogne, le nuove colonizzazioni, gli sfruttamenti da fronteggiare e le nuove speranze, i sogni e i bisogni da organizzare. Occorre mobilitarsi per battere antiche e nuove umiliazioni, i saccheggi e la fine del lavoro, le disoccupazioni e le miserie della precarietà che si profilano all’orizzonte. Significativo a tal proposito che la prefazione del libro sia stata scritta dal Sindaco di Napoli De Magistris, mentre l’introduzione dal “Sindaco di Puglia” Emiliano, due politici che rappresentano una speranza, con la loro storia personale e politica e con il loro sentire, di dare finalmente voce politica alla necessità, ormai ineludibile, di trovare soluzione alle tante problematiche che attanagliano da troppo tempo il Sud. Unire le tante voci di resistenza democratica per modificare lo status quo, non in modo velleitario ma fornendo soluzioni percorribili, è la missione del nostro Partito. Ecco perché il sottotitolo a questo Congresso è proprio Con il Sud si Riparte!”.
La sessione mattutina con ingresso libero inizierà alle 9,30 e terminerà alle 13,30. I lavori Congressuali riprenderanno dalle 15 con la sessione dei lavori riservata ai soli tesserati.


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Si svolgerà il prossimo 24 ottobre, presso l’Hotel Alabardieri a Napoli in via Alabardieri,il V° Congresso Nazionale del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti.
Il Congresso che si aprirà nella mattinata del 24 con le relazioni di Natale Cuccurese, Presidente Nazionale e di Andrea Balia, Vice Presidente, prevede nel corso della mattinata la partecipazione di importanti personalità del mondo istituzionale, politico e associativo quali:
Luigi De Magistris – Sindaco di Napoli
Michele Emiliano – Presidente Regione Puglia
Michele Ammendola – Comitato ioLotto
Francesco Emilio Borrelli – Consigliere Reg. Campania, Verdi
Ciro Borriello – Assessore allo Sport Comune di Napoli
Nino Daniele – Assessore Cultura Comune di Napoli
Alessandro De Lisi – First Social Life
Gigi Di Fiore – Giornalista del “Mattino”, scrittore
Pino De Stasio – Consigliere II Municipalità di Napoli, Prc
Carlo Giordano – Resp. Provinciale di Napoli, SEL
Pietro Golia – Editore Controcorrente
Antonio Luongo – Cons. Comunale Napoli
Patrizia Lusi – PD Puglia
Fiore Marro – Presidente CDS
Fernando Martinez De Carnero – Podemos
Matteo Marolla – Assoc. Sacco e Vanzetti
Antonio Russo – Consigliere Nazionale ACLI
Vincenzo Peretti – Resp.le Reg. Campania Verdi
Alessio Postiglione – Giornalista, Staff Sindaco de Magistris
Massimo Preziuso – Innovatori Europei
Carmine Sgambati – Cons. Comunale Napoli
Salvatore Vozza – Dirigente SEL Campania
Associazioni:
Associazione demA
N.C.O – Nuova Cooperazione Organizzata
Rubriche Meridionali
Stamperia dei Foglianti
Sud Project Camp
“Abbiamo pensato al Congresso come un luogo e un’occasione utile per aprire un dibattito, raccogliere e offrire idee, proposte e contributi – dichiara Natale Cuccurese, Presidente Nazionale Partito del Sud, che aggiunge – parleremo di sud, ambiente, economia, lavoro, coordinamento tra regioni e macroregione, salute, università, infrastrutture, trasporti, welfare, rilancio del Paese partendo proprio da Sud. Mediterraneo come opportunità, Europa dei popoli come nuova visione di essere europei, a tal proposito avremo l’interessante partecipazione del Prof. Fernando Martinez De Carnero per Podemos. Legalità, difesa dell’ambiente, lotta al malaffare, impegno sociale con la presenza di Michele Ammendola del Comitato IoLotto di Bologna da tempo impegnato in alta Italia fra denuncia del problema della “Terra dei Fuochi”ed esperienze di aggregazione anche culturale,  N.C.O. con la gestione di beni confiscati alla camorra e l’impegno civile di resistenza e testimonianza, Gigi di Fiore, importante firma del Mattino, giornalista e scrittore anticamorra, Alessandro De Lisi che ha saputo portare gli Uffizi a Casal Di Principe con la famosa mostra “La luce vince l’Ombra” e che ora ha da poco inaugurato una mostra altrettanto significativa a Lampedusa con le opere del Museo del Bardo di Tunisi. Il pugliese Matteo Marolla dell’Associazione “Sacco e Vanzetti”che da anni combatte a  difesa dei diritti civili e contro la pena di morte. La presenza come ospiti di tanti altri rappresentanti della società civile e di personalità del mondo politico del centrosinistra, posizione in cui ci collochiamo da sempre anche noi meridionalisti progressisti gramsciani, fra le quali il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ed il Governatore della Puglia Michele Emiliano, ci onora e rende merito al certosino lavoro di costruzione di rapporti politici e personali portato avanti con acume dal nostro Partito negli ultimi anni. A tal proposito significativa la presenza dell’Editore Pietro Golia che con la sua casa Editrice ha dato alle stampe il libro “Con il Sud si Riparte” su iniziativa del nostro Partito. Un libro scritto a più mani che rappresenta un primo progetto, uno strumento di confronto tra quanti hanno a cuore le sorti del nostro Sud. Per capire la nuova geografia del potere, le disgregazioni, le menzogne, le nuove colonizzazioni, gli sfruttamenti da fronteggiare e le nuove speranze, i sogni e i bisogni da organizzare. Occorre mobilitarsi per battere antiche e nuove umiliazioni, i saccheggi e la fine del lavoro, le disoccupazioni e le miserie della precarietà che si profilano all’orizzonte. Significativo a tal proposito che la prefazione del libro sia stata scritta dal Sindaco di Napoli De Magistris, mentre l’introduzione dal “Sindaco di Puglia” Emiliano, due politici che rappresentano una speranza, con la loro storia personale e politica e con il loro sentire, di dare finalmente voce politica alla necessità, ormai ineludibile, di trovare soluzione alle tante problematiche che attanagliano da troppo tempo il Sud. Unire le tante voci di resistenza democratica per modificare lo status quo, non in modo velleitario ma fornendo soluzioni percorribili, è la missione del nostro Partito. Ecco perché il sottotitolo a questo Congresso è proprio Con il Sud si Riparte!”.
La sessione mattutina con ingresso libero inizierà alle 9,30 e terminerà alle 13,30. I lavori Congressuali riprenderanno dalle 15 con la sessione dei lavori riservata ai soli tesserati.


venerdì 9 ottobre 2015

Manifestazione per riassunzione dipendenti Edenlandia. Noi del PdelSUD c'eravamo...



Grande manifestazione in via Toledo a Napoli a sostegno dei dipendenti Edenlandia licenziati ma da riassumere come da impegno della nuova proprietà.
Partecipazione di pubblico notevole fortemente interessato alla problematica che investe tante famiglie napoletane. Presenza di politici, stampa, Rai ..tra girotondi, corteo di bambini con maglietta e musica.
Noi del Partito del Sud c'eravamo a dare il nostro sostegno.

Partito del Sud - Napoli 






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Grande manifestazione in via Toledo a Napoli a sostegno dei dipendenti Edenlandia licenziati ma da riassumere come da impegno della nuova proprietà.
Partecipazione di pubblico notevole fortemente interessato alla problematica che investe tante famiglie napoletane. Presenza di politici, stampa, Rai ..tra girotondi, corteo di bambini con maglietta e musica.
Noi del Partito del Sud c'eravamo a dare il nostro sostegno.

Partito del Sud - Napoli 






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GLI OSPITI PRESENTI AL V° CONGRESSO NAZIONALE PARTITO DEL SUD - Napoli 24 Ottobre 2015

                                                            

                                                #ConilSudSiRiparte


E' convocata per sabato 24 Ottobre 2015 l'assemblea ordinaria degli iscritti del Partito del Sud,
 in prima convocazione alle ore 00.01 ed in seconda convocazione alle ore 9.30 a Napoli all'Hotel Palazzo Alabardieri in via Alabardieri 38 a Chiaia. 

I
 lavori avranno il seguente svolgimento:  

9,30 Apertura del Congresso al pubblico, l’accesso in sala è libero

9,30-9,35 Introduzione ai lavori da parte di Andrea Balia, Vice Presidente Nazionale, della Federazione ospitante di Napoli.

9,35-9,45 Il Presidente Nazionale Natale Cuccurese traccerà i passaggi politici vissuti dal Partito durante la sua ultima presidenza, gli obiettivi raggiunti i futuri scenari.

9,45-13,30
 interventi di saluto riservati ai soli ospiti invitati: 

E’ prevista la presenza di:

Luigi De Magistris - Sindaco di Napoli
Michele Emiliano – Presidente Regione Puglia

Michele Ammendola – Comitato ioLotto
Francesco Emilio Borrelli – Consigliere Reg. Campania, Verdi
Ciro Borriello – Assessore allo Sport Comune di Napoli
Nino Daniele – Assessore Cultura Comune di Napoli
Alessandro De Lisi – First Social Life
Gigi Di Fiore – Giornalista del “Mattino”, scrittore
Pino De Stasio – Consigliere II Municipalità di Napoli, Prc
Carlo Giordano – Resp. Provinciale di Napoli, SEL
Pietro Golia – Editore Controcorrente
Antonio Luongo – Cons. Comunale Napoli
Patrizia Lusi – PD Puglia
Fiore Marro – Presidente CDS
Fernando Martinez De Carnero - Podemos
Matteo Marolla – Assoc. Sacco e Vanzetti
Antonio Russo – Consigliere Nazionale ACLI
Vincenzo Peretti – Resp.le Reg. Campania Verdi
Alessio Postiglione – Giornalista, Staff Sindaco de Magistris
Massimo Preziuso – Innovatori Europei
Carmine Sgambati – Cons. Comunale Napoli
Salvatore Vozza – Dirigente SEL Campania

Associazione demA
N.C.O – Nuova Cooperazione Organizzata
Rubriche Meridionali
Stamperia dei Foglianti
Sud Project Camp


personalità politiche e della società civile, rappresentanti di partiti, associazioni e movimenti.




13,30-15,00 pausa lavori

Nel pomeriggio è prevista l'assemblea degli iscritti al movimento, l’accesso in sala e' riservato ai soli iscritti in regola con il tesseramento 2015 e le quote di adesione 2015
 

                                       Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud
 



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                                                #ConilSudSiRiparte


E' convocata per sabato 24 Ottobre 2015 l'assemblea ordinaria degli iscritti del Partito del Sud,
 in prima convocazione alle ore 00.01 ed in seconda convocazione alle ore 9.30 a Napoli all'Hotel Palazzo Alabardieri in via Alabardieri 38 a Chiaia. 

I
 lavori avranno il seguente svolgimento:  

9,30 Apertura del Congresso al pubblico, l’accesso in sala è libero

9,30-9,35 Introduzione ai lavori da parte di Andrea Balia, Vice Presidente Nazionale, della Federazione ospitante di Napoli.

9,35-9,45 Il Presidente Nazionale Natale Cuccurese traccerà i passaggi politici vissuti dal Partito durante la sua ultima presidenza, gli obiettivi raggiunti i futuri scenari.

9,45-13,30
 interventi di saluto riservati ai soli ospiti invitati: 

E’ prevista la presenza di:

Luigi De Magistris - Sindaco di Napoli
Michele Emiliano – Presidente Regione Puglia

Michele Ammendola – Comitato ioLotto
Francesco Emilio Borrelli – Consigliere Reg. Campania, Verdi
Ciro Borriello – Assessore allo Sport Comune di Napoli
Nino Daniele – Assessore Cultura Comune di Napoli
Alessandro De Lisi – First Social Life
Gigi Di Fiore – Giornalista del “Mattino”, scrittore
Pino De Stasio – Consigliere II Municipalità di Napoli, Prc
Carlo Giordano – Resp. Provinciale di Napoli, SEL
Pietro Golia – Editore Controcorrente
Antonio Luongo – Cons. Comunale Napoli
Patrizia Lusi – PD Puglia
Fiore Marro – Presidente CDS
Fernando Martinez De Carnero - Podemos
Matteo Marolla – Assoc. Sacco e Vanzetti
Antonio Russo – Consigliere Nazionale ACLI
Vincenzo Peretti – Resp.le Reg. Campania Verdi
Alessio Postiglione – Giornalista, Staff Sindaco de Magistris
Massimo Preziuso – Innovatori Europei
Carmine Sgambati – Cons. Comunale Napoli
Salvatore Vozza – Dirigente SEL Campania

Associazione demA
N.C.O – Nuova Cooperazione Organizzata
Rubriche Meridionali
Stamperia dei Foglianti
Sud Project Camp


personalità politiche e della società civile, rappresentanti di partiti, associazioni e movimenti.




13,30-15,00 pausa lavori

Nel pomeriggio è prevista l'assemblea degli iscritti al movimento, l’accesso in sala e' riservato ai soli iscritti in regola con il tesseramento 2015 e le quote di adesione 2015
 

                                       Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud
 



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mercoledì 7 ottobre 2015

Ottimo convegno di "Futuro a Sinistra" sul Mezzogiorno con Fassina. Noi del PdelSUD c'eravamo...



Un piano economico alternativo al “patto di stabilità” perché la stabilità deve essere dei cittadini e non a discapito di questi.Stefano Fassina ha presentato a Napoli, martedì 6 ottobre alle 17:30 alla Domus Ars in via Santa Chiara 10, il progetto economico alternativo al governo Renzi. Intervenuti numerosi sindaci, tra gli altri il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, altri sindaci di comuni del Sud e anche lo scrittore Maurizio De Giovanni
Notevoli le parole di Fassina: “Ritengo che l’amministrazione de Magistris vada sostenuta e cercheremo di farlo con la nostra autonomia e capacità progettuale. Stiamo lavorando assieme a chi è uscito dal Pd, con Sel e le altre forze della sinistra, per sostenere le amministrazioni di qualità e a Napoli mi sembra che l’amministrazione de Magistris vada sostenuta”. Secondo Fassina l’esperienza politica guidata da de Magistris “merita di essere appoggiata nonostante i tentativi del Governo di boicottarla”. In questa direzione, Fassina ha fatto riferimento alla vicenda del commissariamento di Bagnoli definita “inaccettabile”. Ottimo al solito l'intervento di Luigi de Magistris
L'iniziativa organizzata dal comitato promotore di Futuro a Sinistra Napoli ha avuto come titolo “Dal Mezzogiorno rilanciamo il futuro – diritti, cittadinanza sociale, partecipazione”. È dall'Italia del meridione, area del paese che maggiormente soffre le politiche di austerità, che parte una proposta economica alternativa. 
Noi del Partito del Sud Napoli c'eravamo con una delegazione di 5 persone.






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Un piano economico alternativo al “patto di stabilità” perché la stabilità deve essere dei cittadini e non a discapito di questi.Stefano Fassina ha presentato a Napoli, martedì 6 ottobre alle 17:30 alla Domus Ars in via Santa Chiara 10, il progetto economico alternativo al governo Renzi. Intervenuti numerosi sindaci, tra gli altri il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, altri sindaci di comuni del Sud e anche lo scrittore Maurizio De Giovanni
Notevoli le parole di Fassina: “Ritengo che l’amministrazione de Magistris vada sostenuta e cercheremo di farlo con la nostra autonomia e capacità progettuale. Stiamo lavorando assieme a chi è uscito dal Pd, con Sel e le altre forze della sinistra, per sostenere le amministrazioni di qualità e a Napoli mi sembra che l’amministrazione de Magistris vada sostenuta”. Secondo Fassina l’esperienza politica guidata da de Magistris “merita di essere appoggiata nonostante i tentativi del Governo di boicottarla”. In questa direzione, Fassina ha fatto riferimento alla vicenda del commissariamento di Bagnoli definita “inaccettabile”. Ottimo al solito l'intervento di Luigi de Magistris
L'iniziativa organizzata dal comitato promotore di Futuro a Sinistra Napoli ha avuto come titolo “Dal Mezzogiorno rilanciamo il futuro – diritti, cittadinanza sociale, partecipazione”. È dall'Italia del meridione, area del paese che maggiormente soffre le politiche di austerità, che parte una proposta economica alternativa. 
Noi del Partito del Sud Napoli c'eravamo con una delegazione di 5 persone.






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sabato 3 ottobre 2015

Nuova sede PdelSUD Portici/Ercolano (Na). Inaugurazione...


Ieri sera,Venerdì 02/10/2015 s'è inaugurata Portici (Na) in via G. Poli 29 la nuova sede della sezione Portici/Ercolano "Briganti Vesuviani"del Partito del Sud, unitamente ad Assotutele&Diritti. 

La sede funziona anche come C.A.F., perseguendo l'impostazione della sezione di svolgere un lavoro ed un servizio rivolto alle esigenze territoriali anche con finalità aggregative.

Oltre ad amici ed iscritti, presenti il Direttivo di Sezione capitanato dall'Avv.to Lorenzo Asti, il Responsabile Provinciale di Napoli Arch.tto Bruno Pappalardo e il Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud Andrea Balìa.

I migliori auguri di proficuo lavoro ed attività ai nostri"Briganti Vesuviani".







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Ieri sera,Venerdì 02/10/2015 s'è inaugurata Portici (Na) in via G. Poli 29 la nuova sede della sezione Portici/Ercolano "Briganti Vesuviani"del Partito del Sud, unitamente ad Assotutele&Diritti. 

La sede funziona anche come C.A.F., perseguendo l'impostazione della sezione di svolgere un lavoro ed un servizio rivolto alle esigenze territoriali anche con finalità aggregative.

Oltre ad amici ed iscritti, presenti il Direttivo di Sezione capitanato dall'Avv.to Lorenzo Asti, il Responsabile Provinciale di Napoli Arch.tto Bruno Pappalardo e il Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud Andrea Balìa.

I migliori auguri di proficuo lavoro ed attività ai nostri"Briganti Vesuviani".







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venerdì 2 ottobre 2015

NULLA AVVIENE PER CASO: DAL REFERENDUM NO TRIV LA SPERANZA DI RIPARTENZA PER IL SUD


Di Natale Cuccurese

Grazie all’iniziativa di 10 Consigli Regionali (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto) che hanno presentato in Cassazione ben sei quesiti referendari, i cittadini italiani potranno scegliere in prima persona, con il voto referendario, il futuro energetico del Paese. Sarà infatti possibile abrogare l'articolo 35 del Decreto Sviluppo e parti dell'articolo 38 del Decreto Sblocca Italia. La Lombardia invece ha impugnato l'articolo 38, mentre l’Emilia Romagna non ha aderito, pur se il Governatore Bonaccini ha detto che approva la “carta anti trivelle di Termoli”.

In questi due articoli si trova insita la possibilità alle multinazionali dell'energia di permettere ricerca ed estrazione quasi illimitata di idrocarburi liquidi e gassosi, senza che la popolazione e la politica locale dei territori interessati abbiano voce in capitolo.
Sarebbero bastate solo cinque deliberazioni a favore del referendum, a norma dell’articolo 75 della Costituzione, il fatto che siano state in dieci Regioni a deliberarlo è un fatto estremamente significativo.

Altrettanto importante è che tutte le Regioni del Sud continentale si siano espresse in modo concorde a favore del referendum e contro le trivellazioni. Unica nota dolente la Regione Sicilia. 
La Regione Puglia ha addirittura già previsto dei fondi per la comunicazione.
Il prossimo appuntamento sarà il 9 ottobre a Pescara con nuovo summit di quasi tutti i Governatori del Sud per valutare i passi successivi, come sempre in maniera congiunta. Si tratta del terzo incontro dopo quelli di Termoli e Bari, in quelle che noi del Partito del Sud auspichiamo come prove tecniche di Macroregione Sud.

Con questo passo i Governatori hanno deliberato di concentrare la strategia di difesa non solo ecologica, ma anche economica ed occupazionale, su settori importanti per lo sviluppo dei territori quali prodotti vitivinicoli, doc e dop, pesca e turismo su tutti, senza dimenticare la salvaguardia dei mari, dei territori e della salute delle popolazioni, affinché mari e territori non vengano devastati e la loro economia stravolta.

Capofila dell’iniziativa, che recepisce anche l'intuizione del Coord. Nazionale No Triv e di altre 200 Associazioni, è la Basilicata, con il Presidente Pino Lacorazza che chiede «che siano ripristinati i poteri delle Regioni».Secondo Lacorazza un altro dei punti sul tappeto è quello del diritto di proprietà privata, perché «un articolo dello `Sblocca Italia´ prevede che per 12 anni sia concesso il permesso di ricerca sui terreni privati alle società estrattrici» Il presidente lucana ribadisce che non si tratta di un caso di «nimby» («non in my back yard», non nel mio cortile): in Basilicata «abbiamo già la presenza di 70 impianti di trivellazione» - spiega: «non vogliamo “non sporcare il nostro giardino” e spostare il problema in quello degli altri, ma crediamo che la politica energetica dell’Italia debba raccordarsi con l’Unione europea, che non può soltanto occuparsi di moneta e burocrazia».

La Consulta ora valuterà l'ammissibilità dei quesiti referendari, che intervengono per dire un netto no alle trivelle in mare e in terra, oltre che per riaffermare il ruolo delle Regioni e degli enti locali nelle procedure che li riguardano.


La proposta referendaria che arriva in Cassazione si articola in cinque quesiti sulle disposizioni del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 (Sblocca Italia), del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (sulle semplificazioni) e della legge 23 agosto 2004, n. 239 (riordino del settore energetico).

Il primo quesito chiede l’abrogazione del comma 1 dell’art. 38, del decreto Sblocca Italia che estende il vincolo all’esproprio dei terreni anche nella “fase di ricerca” e non solo alle attività di estrazione.

Il secondo quesito chiede l’abrogazione del comma 1 dell’art. 38, comma 1-bis, sempre del decreto Sblocca Italia, che riguarda il cosiddetto Piano delle aree con cui viene organizzata le attività di ricerca ed estrazione degli idrocarburi. Scopo dell’abrogazione referendaria è fare esprimere la Conferenza delle Regioni sul Piano delle aree non solo per le attività di ricerca sula terraferma ma anche in mare e di evitare che, in caso di mancato raggiungimento dell’intesa, si ricorra all’esercizio del potere sostitutivo da parte del Governo. Il quesito, infine, si pone l’obbiettivo che non possano essere rilasciati nuovi titoli per le attività di ricerca e di coltivazione degli idrocarburi fino a quando non sarà adottato il Piano delle aree.

Il terzo quesito riguarda la durata delle attività. L’art. 38 dello Sblocca Italia, infatti, ha tacitamente abrogato la previsione legislativa dei permessi e delle concessioni. Con il quesito si chiede intervenire sulla durata dei titoli concessori unici.

Il quarto quesito è relativo all’art. 57 del decreto-legge n. 5 del 2012 sulle semplificazioni,
la proposta referendaria mira ad abrogare la possibilità che per le infrastrutture,gli insediamenti strategici, le opere necessarie al trasporto, allo stoccaggio, al trasferimento degli idrocarburi e le opere strumentali allo sfruttamento degli idrocarburi, si possa esercitare il potere sostitutivo. Il quinto quesito completa logicamente il secondo e il quarto, dal punto di vista della partecipazione degli Enti territoriali e mira a far sì che l’intesa sul rilascio dei titoli minerari torni un “atto a struttura necessariamente bilaterale”, e cioè “superabile” dallo Stato solo a seguito di effettiva “trattativa” con le Regioni interessate. La normativa nazionale che si vuole abrogare mira a spossessare le Regioni dei poteri sulle attività estrattive, in questo caso quelle in mare.

Secondo i proponenti i referendum “È un atto arrogante di un governo che decide senza sentire gli enti locali e le Regioni, un regalo alle industrie petrolifere fatto proprio nel momento in cui emergono nuove fonti energetiche ben più ecologiche”.

Il referendum è l’unica possibilità che resta agli italiani per rimettere in discussione la Strategia Energetica Nazionale impostata dall'ultimo Governo Berlusconi, accettata dagli esecutivi successivi e rilanciata dal Governo Renzi.

Come Partito del Sud non possiamo che apprezzare l'azione dei Governatori che hanno supportato l’iniziativa referendaria a cominciare dal Governatore della Puglia Michele Emiliano che prosegue con convinzione e coerenza nell'applicazione del suo Programma, proprio come da noi del Partito del Sud proposto su questi punti a febbraio ed inserito nel Programma di Emiliano Sindaco di Puglia( http://sagra.micheleemiliano.it/la-puglia-traino-del-sud-e-dellintero-paese-con-michele-emiliano-presidente-2/ ), opponendosi così a qualsiasi progetto inquinante, o con relativo pericolo di inquinamento, avendo come riferimento principale rispetto a qualsiasi progetto economico la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini.

Nulla avviene per caso.
Grazie Presidente Emiliano, ed avanti così.


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Di Natale Cuccurese

Grazie all’iniziativa di 10 Consigli Regionali (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto) che hanno presentato in Cassazione ben sei quesiti referendari, i cittadini italiani potranno scegliere in prima persona, con il voto referendario, il futuro energetico del Paese. Sarà infatti possibile abrogare l'articolo 35 del Decreto Sviluppo e parti dell'articolo 38 del Decreto Sblocca Italia. La Lombardia invece ha impugnato l'articolo 38, mentre l’Emilia Romagna non ha aderito, pur se il Governatore Bonaccini ha detto che approva la “carta anti trivelle di Termoli”.

In questi due articoli si trova insita la possibilità alle multinazionali dell'energia di permettere ricerca ed estrazione quasi illimitata di idrocarburi liquidi e gassosi, senza che la popolazione e la politica locale dei territori interessati abbiano voce in capitolo.
Sarebbero bastate solo cinque deliberazioni a favore del referendum, a norma dell’articolo 75 della Costituzione, il fatto che siano state in dieci Regioni a deliberarlo è un fatto estremamente significativo.

Altrettanto importante è che tutte le Regioni del Sud continentale si siano espresse in modo concorde a favore del referendum e contro le trivellazioni. Unica nota dolente la Regione Sicilia. 
La Regione Puglia ha addirittura già previsto dei fondi per la comunicazione.
Il prossimo appuntamento sarà il 9 ottobre a Pescara con nuovo summit di quasi tutti i Governatori del Sud per valutare i passi successivi, come sempre in maniera congiunta. Si tratta del terzo incontro dopo quelli di Termoli e Bari, in quelle che noi del Partito del Sud auspichiamo come prove tecniche di Macroregione Sud.

Con questo passo i Governatori hanno deliberato di concentrare la strategia di difesa non solo ecologica, ma anche economica ed occupazionale, su settori importanti per lo sviluppo dei territori quali prodotti vitivinicoli, doc e dop, pesca e turismo su tutti, senza dimenticare la salvaguardia dei mari, dei territori e della salute delle popolazioni, affinché mari e territori non vengano devastati e la loro economia stravolta.

Capofila dell’iniziativa, che recepisce anche l'intuizione del Coord. Nazionale No Triv e di altre 200 Associazioni, è la Basilicata, con il Presidente Pino Lacorazza che chiede «che siano ripristinati i poteri delle Regioni».Secondo Lacorazza un altro dei punti sul tappeto è quello del diritto di proprietà privata, perché «un articolo dello `Sblocca Italia´ prevede che per 12 anni sia concesso il permesso di ricerca sui terreni privati alle società estrattrici» Il presidente lucana ribadisce che non si tratta di un caso di «nimby» («non in my back yard», non nel mio cortile): in Basilicata «abbiamo già la presenza di 70 impianti di trivellazione» - spiega: «non vogliamo “non sporcare il nostro giardino” e spostare il problema in quello degli altri, ma crediamo che la politica energetica dell’Italia debba raccordarsi con l’Unione europea, che non può soltanto occuparsi di moneta e burocrazia».

La Consulta ora valuterà l'ammissibilità dei quesiti referendari, che intervengono per dire un netto no alle trivelle in mare e in terra, oltre che per riaffermare il ruolo delle Regioni e degli enti locali nelle procedure che li riguardano.


La proposta referendaria che arriva in Cassazione si articola in cinque quesiti sulle disposizioni del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 (Sblocca Italia), del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (sulle semplificazioni) e della legge 23 agosto 2004, n. 239 (riordino del settore energetico).

Il primo quesito chiede l’abrogazione del comma 1 dell’art. 38, del decreto Sblocca Italia che estende il vincolo all’esproprio dei terreni anche nella “fase di ricerca” e non solo alle attività di estrazione.

Il secondo quesito chiede l’abrogazione del comma 1 dell’art. 38, comma 1-bis, sempre del decreto Sblocca Italia, che riguarda il cosiddetto Piano delle aree con cui viene organizzata le attività di ricerca ed estrazione degli idrocarburi. Scopo dell’abrogazione referendaria è fare esprimere la Conferenza delle Regioni sul Piano delle aree non solo per le attività di ricerca sula terraferma ma anche in mare e di evitare che, in caso di mancato raggiungimento dell’intesa, si ricorra all’esercizio del potere sostitutivo da parte del Governo. Il quesito, infine, si pone l’obbiettivo che non possano essere rilasciati nuovi titoli per le attività di ricerca e di coltivazione degli idrocarburi fino a quando non sarà adottato il Piano delle aree.

Il terzo quesito riguarda la durata delle attività. L’art. 38 dello Sblocca Italia, infatti, ha tacitamente abrogato la previsione legislativa dei permessi e delle concessioni. Con il quesito si chiede intervenire sulla durata dei titoli concessori unici.

Il quarto quesito è relativo all’art. 57 del decreto-legge n. 5 del 2012 sulle semplificazioni,
la proposta referendaria mira ad abrogare la possibilità che per le infrastrutture,gli insediamenti strategici, le opere necessarie al trasporto, allo stoccaggio, al trasferimento degli idrocarburi e le opere strumentali allo sfruttamento degli idrocarburi, si possa esercitare il potere sostitutivo. Il quinto quesito completa logicamente il secondo e il quarto, dal punto di vista della partecipazione degli Enti territoriali e mira a far sì che l’intesa sul rilascio dei titoli minerari torni un “atto a struttura necessariamente bilaterale”, e cioè “superabile” dallo Stato solo a seguito di effettiva “trattativa” con le Regioni interessate. La normativa nazionale che si vuole abrogare mira a spossessare le Regioni dei poteri sulle attività estrattive, in questo caso quelle in mare.

Secondo i proponenti i referendum “È un atto arrogante di un governo che decide senza sentire gli enti locali e le Regioni, un regalo alle industrie petrolifere fatto proprio nel momento in cui emergono nuove fonti energetiche ben più ecologiche”.

Il referendum è l’unica possibilità che resta agli italiani per rimettere in discussione la Strategia Energetica Nazionale impostata dall'ultimo Governo Berlusconi, accettata dagli esecutivi successivi e rilanciata dal Governo Renzi.

Come Partito del Sud non possiamo che apprezzare l'azione dei Governatori che hanno supportato l’iniziativa referendaria a cominciare dal Governatore della Puglia Michele Emiliano che prosegue con convinzione e coerenza nell'applicazione del suo Programma, proprio come da noi del Partito del Sud proposto su questi punti a febbraio ed inserito nel Programma di Emiliano Sindaco di Puglia( http://sagra.micheleemiliano.it/la-puglia-traino-del-sud-e-dellintero-paese-con-michele-emiliano-presidente-2/ ), opponendosi così a qualsiasi progetto inquinante, o con relativo pericolo di inquinamento, avendo come riferimento principale rispetto a qualsiasi progetto economico la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini.

Nulla avviene per caso.
Grazie Presidente Emiliano, ed avanti così.


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