giovedì 15 ottobre 2015

Il 24 a Napoli il V Congresso nazionale del Partito del Sud – #ConilSudsiRiparte

Si svolgerà il prossimo 24 ottobre, presso l’Hotel Alabardieri a Napoli in via Alabardieri,il V° Congresso Nazionale del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti.
Il Congresso che si aprirà nella mattinata del 24 con le relazioni di Natale Cuccurese, Presidente Nazionale e di Andrea Balia, Vice Presidente, prevede nel corso della mattinata la partecipazione di importanti personalità del mondo istituzionale, politico e associativo quali:
Luigi De Magistris – Sindaco di Napoli
Michele Emiliano – Presidente Regione Puglia
Michele Ammendola – Comitato ioLotto
Francesco Emilio Borrelli – Consigliere Reg. Campania, Verdi
Ciro Borriello – Assessore allo Sport Comune di Napoli
Nino Daniele – Assessore Cultura Comune di Napoli
Alessandro De Lisi – First Social Life
Gigi Di Fiore – Giornalista del “Mattino”, scrittore
Pino De Stasio – Consigliere II Municipalità di Napoli, Prc
Carlo Giordano – Resp. Provinciale di Napoli, SEL
Pietro Golia – Editore Controcorrente
Antonio Luongo – Cons. Comunale Napoli
Patrizia Lusi – PD Puglia
Fiore Marro – Presidente CDS
Fernando Martinez De Carnero – Podemos
Matteo Marolla – Assoc. Sacco e Vanzetti
Antonio Russo – Consigliere Nazionale ACLI
Vincenzo Peretti – Resp.le Reg. Campania Verdi
Alessio Postiglione – Giornalista, Staff Sindaco de Magistris
Massimo Preziuso – Innovatori Europei
Carmine Sgambati – Cons. Comunale Napoli
Salvatore Vozza – Dirigente SEL Campania
Associazioni:
Associazione demA
N.C.O – Nuova Cooperazione Organizzata
Rubriche Meridionali
Stamperia dei Foglianti
Sud Project Camp
“Abbiamo pensato al Congresso come un luogo e un’occasione utile per aprire un dibattito, raccogliere e offrire idee, proposte e contributi – dichiara Natale Cuccurese, Presidente Nazionale Partito del Sud, che aggiunge – parleremo di sud, ambiente, economia, lavoro, coordinamento tra regioni e macroregione, salute, università, infrastrutture, trasporti, welfare, rilancio del Paese partendo proprio da Sud. Mediterraneo come opportunità, Europa dei popoli come nuova visione di essere europei, a tal proposito avremo l’interessante partecipazione del Prof. Fernando Martinez De Carnero per Podemos. Legalità, difesa dell’ambiente, lotta al malaffare, impegno sociale con la presenza di Michele Ammendola del Comitato IoLotto di Bologna da tempo impegnato in alta Italia fra denuncia del problema della “Terra dei Fuochi”ed esperienze di aggregazione anche culturale,  N.C.O. con la gestione di beni confiscati alla camorra e l’impegno civile di resistenza e testimonianza, Gigi di Fiore, importante firma del Mattino, giornalista e scrittore anticamorra, Alessandro De Lisi che ha saputo portare gli Uffizi a Casal Di Principe con la famosa mostra “La luce vince l’Ombra” e che ora ha da poco inaugurato una mostra altrettanto significativa a Lampedusa con le opere del Museo del Bardo di Tunisi. Il pugliese Matteo Marolla dell’Associazione “Sacco e Vanzetti”che da anni combatte a  difesa dei diritti civili e contro la pena di morte. La presenza come ospiti di tanti altri rappresentanti della società civile e di personalità del mondo politico del centrosinistra, posizione in cui ci collochiamo da sempre anche noi meridionalisti progressisti gramsciani, fra le quali il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ed il Governatore della Puglia Michele Emiliano, ci onora e rende merito al certosino lavoro di costruzione di rapporti politici e personali portato avanti con acume dal nostro Partito negli ultimi anni. A tal proposito significativa la presenza dell’Editore Pietro Golia che con la sua casa Editrice ha dato alle stampe il libro “Con il Sud si Riparte” su iniziativa del nostro Partito. Un libro scritto a più mani che rappresenta un primo progetto, uno strumento di confronto tra quanti hanno a cuore le sorti del nostro Sud. Per capire la nuova geografia del potere, le disgregazioni, le menzogne, le nuove colonizzazioni, gli sfruttamenti da fronteggiare e le nuove speranze, i sogni e i bisogni da organizzare. Occorre mobilitarsi per battere antiche e nuove umiliazioni, i saccheggi e la fine del lavoro, le disoccupazioni e le miserie della precarietà che si profilano all’orizzonte. Significativo a tal proposito che la prefazione del libro sia stata scritta dal Sindaco di Napoli De Magistris, mentre l’introduzione dal “Sindaco di Puglia” Emiliano, due politici che rappresentano una speranza, con la loro storia personale e politica e con il loro sentire, di dare finalmente voce politica alla necessità, ormai ineludibile, di trovare soluzione alle tante problematiche che attanagliano da troppo tempo il Sud. Unire le tante voci di resistenza democratica per modificare lo status quo, non in modo velleitario ma fornendo soluzioni percorribili, è la missione del nostro Partito. Ecco perché il sottotitolo a questo Congresso è proprio Con il Sud si Riparte!”.
La sessione mattutina con ingresso libero inizierà alle 9,30 e terminerà alle 13,30. I lavori Congressuali riprenderanno dalle 15 con la sessione dei lavori riservata ai soli tesserati.


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Si svolgerà il prossimo 24 ottobre, presso l’Hotel Alabardieri a Napoli in via Alabardieri,il V° Congresso Nazionale del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti.
Il Congresso che si aprirà nella mattinata del 24 con le relazioni di Natale Cuccurese, Presidente Nazionale e di Andrea Balia, Vice Presidente, prevede nel corso della mattinata la partecipazione di importanti personalità del mondo istituzionale, politico e associativo quali:
Luigi De Magistris – Sindaco di Napoli
Michele Emiliano – Presidente Regione Puglia
Michele Ammendola – Comitato ioLotto
Francesco Emilio Borrelli – Consigliere Reg. Campania, Verdi
Ciro Borriello – Assessore allo Sport Comune di Napoli
Nino Daniele – Assessore Cultura Comune di Napoli
Alessandro De Lisi – First Social Life
Gigi Di Fiore – Giornalista del “Mattino”, scrittore
Pino De Stasio – Consigliere II Municipalità di Napoli, Prc
Carlo Giordano – Resp. Provinciale di Napoli, SEL
Pietro Golia – Editore Controcorrente
Antonio Luongo – Cons. Comunale Napoli
Patrizia Lusi – PD Puglia
Fiore Marro – Presidente CDS
Fernando Martinez De Carnero – Podemos
Matteo Marolla – Assoc. Sacco e Vanzetti
Antonio Russo – Consigliere Nazionale ACLI
Vincenzo Peretti – Resp.le Reg. Campania Verdi
Alessio Postiglione – Giornalista, Staff Sindaco de Magistris
Massimo Preziuso – Innovatori Europei
Carmine Sgambati – Cons. Comunale Napoli
Salvatore Vozza – Dirigente SEL Campania
Associazioni:
Associazione demA
N.C.O – Nuova Cooperazione Organizzata
Rubriche Meridionali
Stamperia dei Foglianti
Sud Project Camp
“Abbiamo pensato al Congresso come un luogo e un’occasione utile per aprire un dibattito, raccogliere e offrire idee, proposte e contributi – dichiara Natale Cuccurese, Presidente Nazionale Partito del Sud, che aggiunge – parleremo di sud, ambiente, economia, lavoro, coordinamento tra regioni e macroregione, salute, università, infrastrutture, trasporti, welfare, rilancio del Paese partendo proprio da Sud. Mediterraneo come opportunità, Europa dei popoli come nuova visione di essere europei, a tal proposito avremo l’interessante partecipazione del Prof. Fernando Martinez De Carnero per Podemos. Legalità, difesa dell’ambiente, lotta al malaffare, impegno sociale con la presenza di Michele Ammendola del Comitato IoLotto di Bologna da tempo impegnato in alta Italia fra denuncia del problema della “Terra dei Fuochi”ed esperienze di aggregazione anche culturale,  N.C.O. con la gestione di beni confiscati alla camorra e l’impegno civile di resistenza e testimonianza, Gigi di Fiore, importante firma del Mattino, giornalista e scrittore anticamorra, Alessandro De Lisi che ha saputo portare gli Uffizi a Casal Di Principe con la famosa mostra “La luce vince l’Ombra” e che ora ha da poco inaugurato una mostra altrettanto significativa a Lampedusa con le opere del Museo del Bardo di Tunisi. Il pugliese Matteo Marolla dell’Associazione “Sacco e Vanzetti”che da anni combatte a  difesa dei diritti civili e contro la pena di morte. La presenza come ospiti di tanti altri rappresentanti della società civile e di personalità del mondo politico del centrosinistra, posizione in cui ci collochiamo da sempre anche noi meridionalisti progressisti gramsciani, fra le quali il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ed il Governatore della Puglia Michele Emiliano, ci onora e rende merito al certosino lavoro di costruzione di rapporti politici e personali portato avanti con acume dal nostro Partito negli ultimi anni. A tal proposito significativa la presenza dell’Editore Pietro Golia che con la sua casa Editrice ha dato alle stampe il libro “Con il Sud si Riparte” su iniziativa del nostro Partito. Un libro scritto a più mani che rappresenta un primo progetto, uno strumento di confronto tra quanti hanno a cuore le sorti del nostro Sud. Per capire la nuova geografia del potere, le disgregazioni, le menzogne, le nuove colonizzazioni, gli sfruttamenti da fronteggiare e le nuove speranze, i sogni e i bisogni da organizzare. Occorre mobilitarsi per battere antiche e nuove umiliazioni, i saccheggi e la fine del lavoro, le disoccupazioni e le miserie della precarietà che si profilano all’orizzonte. Significativo a tal proposito che la prefazione del libro sia stata scritta dal Sindaco di Napoli De Magistris, mentre l’introduzione dal “Sindaco di Puglia” Emiliano, due politici che rappresentano una speranza, con la loro storia personale e politica e con il loro sentire, di dare finalmente voce politica alla necessità, ormai ineludibile, di trovare soluzione alle tante problematiche che attanagliano da troppo tempo il Sud. Unire le tante voci di resistenza democratica per modificare lo status quo, non in modo velleitario ma fornendo soluzioni percorribili, è la missione del nostro Partito. Ecco perché il sottotitolo a questo Congresso è proprio Con il Sud si Riparte!”.
La sessione mattutina con ingresso libero inizierà alle 9,30 e terminerà alle 13,30. I lavori Congressuali riprenderanno dalle 15 con la sessione dei lavori riservata ai soli tesserati.


venerdì 9 ottobre 2015

Manifestazione per riassunzione dipendenti Edenlandia. Noi del PdelSUD c'eravamo...



Grande manifestazione in via Toledo a Napoli a sostegno dei dipendenti Edenlandia licenziati ma da riassumere come da impegno della nuova proprietà.
Partecipazione di pubblico notevole fortemente interessato alla problematica che investe tante famiglie napoletane. Presenza di politici, stampa, Rai ..tra girotondi, corteo di bambini con maglietta e musica.
Noi del Partito del Sud c'eravamo a dare il nostro sostegno.

Partito del Sud - Napoli 






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Grande manifestazione in via Toledo a Napoli a sostegno dei dipendenti Edenlandia licenziati ma da riassumere come da impegno della nuova proprietà.
Partecipazione di pubblico notevole fortemente interessato alla problematica che investe tante famiglie napoletane. Presenza di politici, stampa, Rai ..tra girotondi, corteo di bambini con maglietta e musica.
Noi del Partito del Sud c'eravamo a dare il nostro sostegno.

Partito del Sud - Napoli 






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GLI OSPITI PRESENTI AL V° CONGRESSO NAZIONALE PARTITO DEL SUD - Napoli 24 Ottobre 2015

                                                            

                                                #ConilSudSiRiparte


E' convocata per sabato 24 Ottobre 2015 l'assemblea ordinaria degli iscritti del Partito del Sud,
 in prima convocazione alle ore 00.01 ed in seconda convocazione alle ore 9.30 a Napoli all'Hotel Palazzo Alabardieri in via Alabardieri 38 a Chiaia. 

I
 lavori avranno il seguente svolgimento:  

9,30 Apertura del Congresso al pubblico, l’accesso in sala è libero

9,30-9,35 Introduzione ai lavori da parte di Andrea Balia, Vice Presidente Nazionale, della Federazione ospitante di Napoli.

9,35-9,45 Il Presidente Nazionale Natale Cuccurese traccerà i passaggi politici vissuti dal Partito durante la sua ultima presidenza, gli obiettivi raggiunti i futuri scenari.

9,45-13,30
 interventi di saluto riservati ai soli ospiti invitati: 

E’ prevista la presenza di:

Luigi De Magistris - Sindaco di Napoli
Michele Emiliano – Presidente Regione Puglia

Michele Ammendola – Comitato ioLotto
Francesco Emilio Borrelli – Consigliere Reg. Campania, Verdi
Ciro Borriello – Assessore allo Sport Comune di Napoli
Nino Daniele – Assessore Cultura Comune di Napoli
Alessandro De Lisi – First Social Life
Gigi Di Fiore – Giornalista del “Mattino”, scrittore
Pino De Stasio – Consigliere II Municipalità di Napoli, Prc
Carlo Giordano – Resp. Provinciale di Napoli, SEL
Pietro Golia – Editore Controcorrente
Antonio Luongo – Cons. Comunale Napoli
Patrizia Lusi – PD Puglia
Fiore Marro – Presidente CDS
Fernando Martinez De Carnero - Podemos
Matteo Marolla – Assoc. Sacco e Vanzetti
Antonio Russo – Consigliere Nazionale ACLI
Vincenzo Peretti – Resp.le Reg. Campania Verdi
Alessio Postiglione – Giornalista, Staff Sindaco de Magistris
Massimo Preziuso – Innovatori Europei
Carmine Sgambati – Cons. Comunale Napoli
Salvatore Vozza – Dirigente SEL Campania

Associazione demA
N.C.O – Nuova Cooperazione Organizzata
Rubriche Meridionali
Stamperia dei Foglianti
Sud Project Camp


personalità politiche e della società civile, rappresentanti di partiti, associazioni e movimenti.




13,30-15,00 pausa lavori

Nel pomeriggio è prevista l'assemblea degli iscritti al movimento, l’accesso in sala e' riservato ai soli iscritti in regola con il tesseramento 2015 e le quote di adesione 2015
 

                                       Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud
 



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                                                #ConilSudSiRiparte


E' convocata per sabato 24 Ottobre 2015 l'assemblea ordinaria degli iscritti del Partito del Sud,
 in prima convocazione alle ore 00.01 ed in seconda convocazione alle ore 9.30 a Napoli all'Hotel Palazzo Alabardieri in via Alabardieri 38 a Chiaia. 

I
 lavori avranno il seguente svolgimento:  

9,30 Apertura del Congresso al pubblico, l’accesso in sala è libero

9,30-9,35 Introduzione ai lavori da parte di Andrea Balia, Vice Presidente Nazionale, della Federazione ospitante di Napoli.

9,35-9,45 Il Presidente Nazionale Natale Cuccurese traccerà i passaggi politici vissuti dal Partito durante la sua ultima presidenza, gli obiettivi raggiunti i futuri scenari.

9,45-13,30
 interventi di saluto riservati ai soli ospiti invitati: 

E’ prevista la presenza di:

Luigi De Magistris - Sindaco di Napoli
Michele Emiliano – Presidente Regione Puglia

Michele Ammendola – Comitato ioLotto
Francesco Emilio Borrelli – Consigliere Reg. Campania, Verdi
Ciro Borriello – Assessore allo Sport Comune di Napoli
Nino Daniele – Assessore Cultura Comune di Napoli
Alessandro De Lisi – First Social Life
Gigi Di Fiore – Giornalista del “Mattino”, scrittore
Pino De Stasio – Consigliere II Municipalità di Napoli, Prc
Carlo Giordano – Resp. Provinciale di Napoli, SEL
Pietro Golia – Editore Controcorrente
Antonio Luongo – Cons. Comunale Napoli
Patrizia Lusi – PD Puglia
Fiore Marro – Presidente CDS
Fernando Martinez De Carnero - Podemos
Matteo Marolla – Assoc. Sacco e Vanzetti
Antonio Russo – Consigliere Nazionale ACLI
Vincenzo Peretti – Resp.le Reg. Campania Verdi
Alessio Postiglione – Giornalista, Staff Sindaco de Magistris
Massimo Preziuso – Innovatori Europei
Carmine Sgambati – Cons. Comunale Napoli
Salvatore Vozza – Dirigente SEL Campania

Associazione demA
N.C.O – Nuova Cooperazione Organizzata
Rubriche Meridionali
Stamperia dei Foglianti
Sud Project Camp


personalità politiche e della società civile, rappresentanti di partiti, associazioni e movimenti.




13,30-15,00 pausa lavori

Nel pomeriggio è prevista l'assemblea degli iscritti al movimento, l’accesso in sala e' riservato ai soli iscritti in regola con il tesseramento 2015 e le quote di adesione 2015
 

                                       Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud
 



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mercoledì 7 ottobre 2015

Ottimo convegno di "Futuro a Sinistra" sul Mezzogiorno con Fassina. Noi del PdelSUD c'eravamo...



Un piano economico alternativo al “patto di stabilità” perché la stabilità deve essere dei cittadini e non a discapito di questi.Stefano Fassina ha presentato a Napoli, martedì 6 ottobre alle 17:30 alla Domus Ars in via Santa Chiara 10, il progetto economico alternativo al governo Renzi. Intervenuti numerosi sindaci, tra gli altri il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, altri sindaci di comuni del Sud e anche lo scrittore Maurizio De Giovanni
Notevoli le parole di Fassina: “Ritengo che l’amministrazione de Magistris vada sostenuta e cercheremo di farlo con la nostra autonomia e capacità progettuale. Stiamo lavorando assieme a chi è uscito dal Pd, con Sel e le altre forze della sinistra, per sostenere le amministrazioni di qualità e a Napoli mi sembra che l’amministrazione de Magistris vada sostenuta”. Secondo Fassina l’esperienza politica guidata da de Magistris “merita di essere appoggiata nonostante i tentativi del Governo di boicottarla”. In questa direzione, Fassina ha fatto riferimento alla vicenda del commissariamento di Bagnoli definita “inaccettabile”. Ottimo al solito l'intervento di Luigi de Magistris
L'iniziativa organizzata dal comitato promotore di Futuro a Sinistra Napoli ha avuto come titolo “Dal Mezzogiorno rilanciamo il futuro – diritti, cittadinanza sociale, partecipazione”. È dall'Italia del meridione, area del paese che maggiormente soffre le politiche di austerità, che parte una proposta economica alternativa. 
Noi del Partito del Sud Napoli c'eravamo con una delegazione di 5 persone.






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Un piano economico alternativo al “patto di stabilità” perché la stabilità deve essere dei cittadini e non a discapito di questi.Stefano Fassina ha presentato a Napoli, martedì 6 ottobre alle 17:30 alla Domus Ars in via Santa Chiara 10, il progetto economico alternativo al governo Renzi. Intervenuti numerosi sindaci, tra gli altri il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, altri sindaci di comuni del Sud e anche lo scrittore Maurizio De Giovanni
Notevoli le parole di Fassina: “Ritengo che l’amministrazione de Magistris vada sostenuta e cercheremo di farlo con la nostra autonomia e capacità progettuale. Stiamo lavorando assieme a chi è uscito dal Pd, con Sel e le altre forze della sinistra, per sostenere le amministrazioni di qualità e a Napoli mi sembra che l’amministrazione de Magistris vada sostenuta”. Secondo Fassina l’esperienza politica guidata da de Magistris “merita di essere appoggiata nonostante i tentativi del Governo di boicottarla”. In questa direzione, Fassina ha fatto riferimento alla vicenda del commissariamento di Bagnoli definita “inaccettabile”. Ottimo al solito l'intervento di Luigi de Magistris
L'iniziativa organizzata dal comitato promotore di Futuro a Sinistra Napoli ha avuto come titolo “Dal Mezzogiorno rilanciamo il futuro – diritti, cittadinanza sociale, partecipazione”. È dall'Italia del meridione, area del paese che maggiormente soffre le politiche di austerità, che parte una proposta economica alternativa. 
Noi del Partito del Sud Napoli c'eravamo con una delegazione di 5 persone.






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sabato 3 ottobre 2015

Nuova sede PdelSUD Portici/Ercolano (Na). Inaugurazione...


Ieri sera,Venerdì 02/10/2015 s'è inaugurata Portici (Na) in via G. Poli 29 la nuova sede della sezione Portici/Ercolano "Briganti Vesuviani"del Partito del Sud, unitamente ad Assotutele&Diritti. 

La sede funziona anche come C.A.F., perseguendo l'impostazione della sezione di svolgere un lavoro ed un servizio rivolto alle esigenze territoriali anche con finalità aggregative.

Oltre ad amici ed iscritti, presenti il Direttivo di Sezione capitanato dall'Avv.to Lorenzo Asti, il Responsabile Provinciale di Napoli Arch.tto Bruno Pappalardo e il Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud Andrea Balìa.

I migliori auguri di proficuo lavoro ed attività ai nostri"Briganti Vesuviani".







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Ieri sera,Venerdì 02/10/2015 s'è inaugurata Portici (Na) in via G. Poli 29 la nuova sede della sezione Portici/Ercolano "Briganti Vesuviani"del Partito del Sud, unitamente ad Assotutele&Diritti. 

La sede funziona anche come C.A.F., perseguendo l'impostazione della sezione di svolgere un lavoro ed un servizio rivolto alle esigenze territoriali anche con finalità aggregative.

Oltre ad amici ed iscritti, presenti il Direttivo di Sezione capitanato dall'Avv.to Lorenzo Asti, il Responsabile Provinciale di Napoli Arch.tto Bruno Pappalardo e il Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud Andrea Balìa.

I migliori auguri di proficuo lavoro ed attività ai nostri"Briganti Vesuviani".







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venerdì 2 ottobre 2015

NULLA AVVIENE PER CASO: DAL REFERENDUM NO TRIV LA SPERANZA DI RIPARTENZA PER IL SUD


Di Natale Cuccurese

Grazie all’iniziativa di 10 Consigli Regionali (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto) che hanno presentato in Cassazione ben sei quesiti referendari, i cittadini italiani potranno scegliere in prima persona, con il voto referendario, il futuro energetico del Paese. Sarà infatti possibile abrogare l'articolo 35 del Decreto Sviluppo e parti dell'articolo 38 del Decreto Sblocca Italia. La Lombardia invece ha impugnato l'articolo 38, mentre l’Emilia Romagna non ha aderito, pur se il Governatore Bonaccini ha detto che approva la “carta anti trivelle di Termoli”.

In questi due articoli si trova insita la possibilità alle multinazionali dell'energia di permettere ricerca ed estrazione quasi illimitata di idrocarburi liquidi e gassosi, senza che la popolazione e la politica locale dei territori interessati abbiano voce in capitolo.
Sarebbero bastate solo cinque deliberazioni a favore del referendum, a norma dell’articolo 75 della Costituzione, il fatto che siano state in dieci Regioni a deliberarlo è un fatto estremamente significativo.

Altrettanto importante è che tutte le Regioni del Sud continentale si siano espresse in modo concorde a favore del referendum e contro le trivellazioni. Unica nota dolente la Regione Sicilia. 
La Regione Puglia ha addirittura già previsto dei fondi per la comunicazione.
Il prossimo appuntamento sarà il 9 ottobre a Pescara con nuovo summit di quasi tutti i Governatori del Sud per valutare i passi successivi, come sempre in maniera congiunta. Si tratta del terzo incontro dopo quelli di Termoli e Bari, in quelle che noi del Partito del Sud auspichiamo come prove tecniche di Macroregione Sud.

Con questo passo i Governatori hanno deliberato di concentrare la strategia di difesa non solo ecologica, ma anche economica ed occupazionale, su settori importanti per lo sviluppo dei territori quali prodotti vitivinicoli, doc e dop, pesca e turismo su tutti, senza dimenticare la salvaguardia dei mari, dei territori e della salute delle popolazioni, affinché mari e territori non vengano devastati e la loro economia stravolta.

Capofila dell’iniziativa, che recepisce anche l'intuizione del Coord. Nazionale No Triv e di altre 200 Associazioni, è la Basilicata, con il Presidente Pino Lacorazza che chiede «che siano ripristinati i poteri delle Regioni».Secondo Lacorazza un altro dei punti sul tappeto è quello del diritto di proprietà privata, perché «un articolo dello `Sblocca Italia´ prevede che per 12 anni sia concesso il permesso di ricerca sui terreni privati alle società estrattrici» Il presidente lucana ribadisce che non si tratta di un caso di «nimby» («non in my back yard», non nel mio cortile): in Basilicata «abbiamo già la presenza di 70 impianti di trivellazione» - spiega: «non vogliamo “non sporcare il nostro giardino” e spostare il problema in quello degli altri, ma crediamo che la politica energetica dell’Italia debba raccordarsi con l’Unione europea, che non può soltanto occuparsi di moneta e burocrazia».

La Consulta ora valuterà l'ammissibilità dei quesiti referendari, che intervengono per dire un netto no alle trivelle in mare e in terra, oltre che per riaffermare il ruolo delle Regioni e degli enti locali nelle procedure che li riguardano.


La proposta referendaria che arriva in Cassazione si articola in cinque quesiti sulle disposizioni del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 (Sblocca Italia), del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (sulle semplificazioni) e della legge 23 agosto 2004, n. 239 (riordino del settore energetico).

Il primo quesito chiede l’abrogazione del comma 1 dell’art. 38, del decreto Sblocca Italia che estende il vincolo all’esproprio dei terreni anche nella “fase di ricerca” e non solo alle attività di estrazione.

Il secondo quesito chiede l’abrogazione del comma 1 dell’art. 38, comma 1-bis, sempre del decreto Sblocca Italia, che riguarda il cosiddetto Piano delle aree con cui viene organizzata le attività di ricerca ed estrazione degli idrocarburi. Scopo dell’abrogazione referendaria è fare esprimere la Conferenza delle Regioni sul Piano delle aree non solo per le attività di ricerca sula terraferma ma anche in mare e di evitare che, in caso di mancato raggiungimento dell’intesa, si ricorra all’esercizio del potere sostitutivo da parte del Governo. Il quesito, infine, si pone l’obbiettivo che non possano essere rilasciati nuovi titoli per le attività di ricerca e di coltivazione degli idrocarburi fino a quando non sarà adottato il Piano delle aree.

Il terzo quesito riguarda la durata delle attività. L’art. 38 dello Sblocca Italia, infatti, ha tacitamente abrogato la previsione legislativa dei permessi e delle concessioni. Con il quesito si chiede intervenire sulla durata dei titoli concessori unici.

Il quarto quesito è relativo all’art. 57 del decreto-legge n. 5 del 2012 sulle semplificazioni,
la proposta referendaria mira ad abrogare la possibilità che per le infrastrutture,gli insediamenti strategici, le opere necessarie al trasporto, allo stoccaggio, al trasferimento degli idrocarburi e le opere strumentali allo sfruttamento degli idrocarburi, si possa esercitare il potere sostitutivo. Il quinto quesito completa logicamente il secondo e il quarto, dal punto di vista della partecipazione degli Enti territoriali e mira a far sì che l’intesa sul rilascio dei titoli minerari torni un “atto a struttura necessariamente bilaterale”, e cioè “superabile” dallo Stato solo a seguito di effettiva “trattativa” con le Regioni interessate. La normativa nazionale che si vuole abrogare mira a spossessare le Regioni dei poteri sulle attività estrattive, in questo caso quelle in mare.

Secondo i proponenti i referendum “È un atto arrogante di un governo che decide senza sentire gli enti locali e le Regioni, un regalo alle industrie petrolifere fatto proprio nel momento in cui emergono nuove fonti energetiche ben più ecologiche”.

Il referendum è l’unica possibilità che resta agli italiani per rimettere in discussione la Strategia Energetica Nazionale impostata dall'ultimo Governo Berlusconi, accettata dagli esecutivi successivi e rilanciata dal Governo Renzi.

Come Partito del Sud non possiamo che apprezzare l'azione dei Governatori che hanno supportato l’iniziativa referendaria a cominciare dal Governatore della Puglia Michele Emiliano che prosegue con convinzione e coerenza nell'applicazione del suo Programma, proprio come da noi del Partito del Sud proposto su questi punti a febbraio ed inserito nel Programma di Emiliano Sindaco di Puglia( http://sagra.micheleemiliano.it/la-puglia-traino-del-sud-e-dellintero-paese-con-michele-emiliano-presidente-2/ ), opponendosi così a qualsiasi progetto inquinante, o con relativo pericolo di inquinamento, avendo come riferimento principale rispetto a qualsiasi progetto economico la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini.

Nulla avviene per caso.
Grazie Presidente Emiliano, ed avanti così.


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Di Natale Cuccurese

Grazie all’iniziativa di 10 Consigli Regionali (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto) che hanno presentato in Cassazione ben sei quesiti referendari, i cittadini italiani potranno scegliere in prima persona, con il voto referendario, il futuro energetico del Paese. Sarà infatti possibile abrogare l'articolo 35 del Decreto Sviluppo e parti dell'articolo 38 del Decreto Sblocca Italia. La Lombardia invece ha impugnato l'articolo 38, mentre l’Emilia Romagna non ha aderito, pur se il Governatore Bonaccini ha detto che approva la “carta anti trivelle di Termoli”.

In questi due articoli si trova insita la possibilità alle multinazionali dell'energia di permettere ricerca ed estrazione quasi illimitata di idrocarburi liquidi e gassosi, senza che la popolazione e la politica locale dei territori interessati abbiano voce in capitolo.
Sarebbero bastate solo cinque deliberazioni a favore del referendum, a norma dell’articolo 75 della Costituzione, il fatto che siano state in dieci Regioni a deliberarlo è un fatto estremamente significativo.

Altrettanto importante è che tutte le Regioni del Sud continentale si siano espresse in modo concorde a favore del referendum e contro le trivellazioni. Unica nota dolente la Regione Sicilia. 
La Regione Puglia ha addirittura già previsto dei fondi per la comunicazione.
Il prossimo appuntamento sarà il 9 ottobre a Pescara con nuovo summit di quasi tutti i Governatori del Sud per valutare i passi successivi, come sempre in maniera congiunta. Si tratta del terzo incontro dopo quelli di Termoli e Bari, in quelle che noi del Partito del Sud auspichiamo come prove tecniche di Macroregione Sud.

Con questo passo i Governatori hanno deliberato di concentrare la strategia di difesa non solo ecologica, ma anche economica ed occupazionale, su settori importanti per lo sviluppo dei territori quali prodotti vitivinicoli, doc e dop, pesca e turismo su tutti, senza dimenticare la salvaguardia dei mari, dei territori e della salute delle popolazioni, affinché mari e territori non vengano devastati e la loro economia stravolta.

Capofila dell’iniziativa, che recepisce anche l'intuizione del Coord. Nazionale No Triv e di altre 200 Associazioni, è la Basilicata, con il Presidente Pino Lacorazza che chiede «che siano ripristinati i poteri delle Regioni».Secondo Lacorazza un altro dei punti sul tappeto è quello del diritto di proprietà privata, perché «un articolo dello `Sblocca Italia´ prevede che per 12 anni sia concesso il permesso di ricerca sui terreni privati alle società estrattrici» Il presidente lucana ribadisce che non si tratta di un caso di «nimby» («non in my back yard», non nel mio cortile): in Basilicata «abbiamo già la presenza di 70 impianti di trivellazione» - spiega: «non vogliamo “non sporcare il nostro giardino” e spostare il problema in quello degli altri, ma crediamo che la politica energetica dell’Italia debba raccordarsi con l’Unione europea, che non può soltanto occuparsi di moneta e burocrazia».

La Consulta ora valuterà l'ammissibilità dei quesiti referendari, che intervengono per dire un netto no alle trivelle in mare e in terra, oltre che per riaffermare il ruolo delle Regioni e degli enti locali nelle procedure che li riguardano.


La proposta referendaria che arriva in Cassazione si articola in cinque quesiti sulle disposizioni del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 (Sblocca Italia), del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (sulle semplificazioni) e della legge 23 agosto 2004, n. 239 (riordino del settore energetico).

Il primo quesito chiede l’abrogazione del comma 1 dell’art. 38, del decreto Sblocca Italia che estende il vincolo all’esproprio dei terreni anche nella “fase di ricerca” e non solo alle attività di estrazione.

Il secondo quesito chiede l’abrogazione del comma 1 dell’art. 38, comma 1-bis, sempre del decreto Sblocca Italia, che riguarda il cosiddetto Piano delle aree con cui viene organizzata le attività di ricerca ed estrazione degli idrocarburi. Scopo dell’abrogazione referendaria è fare esprimere la Conferenza delle Regioni sul Piano delle aree non solo per le attività di ricerca sula terraferma ma anche in mare e di evitare che, in caso di mancato raggiungimento dell’intesa, si ricorra all’esercizio del potere sostitutivo da parte del Governo. Il quesito, infine, si pone l’obbiettivo che non possano essere rilasciati nuovi titoli per le attività di ricerca e di coltivazione degli idrocarburi fino a quando non sarà adottato il Piano delle aree.

Il terzo quesito riguarda la durata delle attività. L’art. 38 dello Sblocca Italia, infatti, ha tacitamente abrogato la previsione legislativa dei permessi e delle concessioni. Con il quesito si chiede intervenire sulla durata dei titoli concessori unici.

Il quarto quesito è relativo all’art. 57 del decreto-legge n. 5 del 2012 sulle semplificazioni,
la proposta referendaria mira ad abrogare la possibilità che per le infrastrutture,gli insediamenti strategici, le opere necessarie al trasporto, allo stoccaggio, al trasferimento degli idrocarburi e le opere strumentali allo sfruttamento degli idrocarburi, si possa esercitare il potere sostitutivo. Il quinto quesito completa logicamente il secondo e il quarto, dal punto di vista della partecipazione degli Enti territoriali e mira a far sì che l’intesa sul rilascio dei titoli minerari torni un “atto a struttura necessariamente bilaterale”, e cioè “superabile” dallo Stato solo a seguito di effettiva “trattativa” con le Regioni interessate. La normativa nazionale che si vuole abrogare mira a spossessare le Regioni dei poteri sulle attività estrattive, in questo caso quelle in mare.

Secondo i proponenti i referendum “È un atto arrogante di un governo che decide senza sentire gli enti locali e le Regioni, un regalo alle industrie petrolifere fatto proprio nel momento in cui emergono nuove fonti energetiche ben più ecologiche”.

Il referendum è l’unica possibilità che resta agli italiani per rimettere in discussione la Strategia Energetica Nazionale impostata dall'ultimo Governo Berlusconi, accettata dagli esecutivi successivi e rilanciata dal Governo Renzi.

Come Partito del Sud non possiamo che apprezzare l'azione dei Governatori che hanno supportato l’iniziativa referendaria a cominciare dal Governatore della Puglia Michele Emiliano che prosegue con convinzione e coerenza nell'applicazione del suo Programma, proprio come da noi del Partito del Sud proposto su questi punti a febbraio ed inserito nel Programma di Emiliano Sindaco di Puglia( http://sagra.micheleemiliano.it/la-puglia-traino-del-sud-e-dellintero-paese-con-michele-emiliano-presidente-2/ ), opponendosi così a qualsiasi progetto inquinante, o con relativo pericolo di inquinamento, avendo come riferimento principale rispetto a qualsiasi progetto economico la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini.

Nulla avviene per caso.
Grazie Presidente Emiliano, ed avanti così.


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giovedì 1 ottobre 2015

Conferenza Stampa "Porto di Napoli denuclearizzato". Noi del PdelSUD c'eravamo...

Stamani, 01/10/2015, importante Conferenza Stampa in Sala Giunta Comune di Napoli, presenti associazioni, movimenti , stampa e Tv, del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris con Padre Alex Zanotelli.
Mantenendo una promessa elettorale su proposta del "Comitato Pace, Disarmo e Smilitarizzazione Territorio Campania", il sindaco ha ufficializzato la delibera di giunta dove il Porto della città di Napoli viene dichiarato denuclearizzato. Volendo così affermare la precisa volontà di non transito e sosta di armi e navi a propulsione nucleare con armi nucleari a bordo di notevole pericolo cittadino,come già avviene in tutti i porti d'America, destinandole solo a specifici e dislocati porti militari. E perseguendo, dopo la chiusura della base NATO di Bagnoli, la volontà politica di prendere la distanza da politiche guerrafondaie con conseguente spreco di denaro pubblico, essendo ancor oggi l'Italia in"pole position" come paese produttore e venditore di armi.
Padre Alex Zanotelli,dopo aver calorosamente ringraziato il sindaco,ha evidenziato come l'Italia si doti di 70 bombe atomiche, come altri 2 paesi europei, destinate ai famigerati F35 da cui s'evince l'ostinata posizione a non rigettarne l'acquisto.
Noi del Partito del Sud Napoli c'eravamo, condividendo ancora una volta l'operato del sindaco!





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Stamani, 01/10/2015, importante Conferenza Stampa in Sala Giunta Comune di Napoli, presenti associazioni, movimenti , stampa e Tv, del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris con Padre Alex Zanotelli.
Mantenendo una promessa elettorale su proposta del "Comitato Pace, Disarmo e Smilitarizzazione Territorio Campania", il sindaco ha ufficializzato la delibera di giunta dove il Porto della città di Napoli viene dichiarato denuclearizzato. Volendo così affermare la precisa volontà di non transito e sosta di armi e navi a propulsione nucleare con armi nucleari a bordo di notevole pericolo cittadino,come già avviene in tutti i porti d'America, destinandole solo a specifici e dislocati porti militari. E perseguendo, dopo la chiusura della base NATO di Bagnoli, la volontà politica di prendere la distanza da politiche guerrafondaie con conseguente spreco di denaro pubblico, essendo ancor oggi l'Italia in"pole position" come paese produttore e venditore di armi.
Padre Alex Zanotelli,dopo aver calorosamente ringraziato il sindaco,ha evidenziato come l'Italia si doti di 70 bombe atomiche, come altri 2 paesi europei, destinate ai famigerati F35 da cui s'evince l'ostinata posizione a non rigettarne l'acquisto.
Noi del Partito del Sud Napoli c'eravamo, condividendo ancora una volta l'operato del sindaco!





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martedì 29 settembre 2015

Una strada per Pino Daniele! Come promesso dal sindaco e deliberato in Toponomastica!

Una via per Pino Daniele, grazie all'azione del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, congiuntamente alla delibera della Commissione Toponomastica che vede fra i suoi membri la presenza di due delegati diretti del sindaco e rappresentanti del Partito del Sud.
Applausi e commozione alla cerimonia!








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Una via per Pino Daniele, grazie all'azione del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, congiuntamente alla delibera della Commissione Toponomastica che vede fra i suoi membri la presenza di due delegati diretti del sindaco e rappresentanti del Partito del Sud.
Applausi e commozione alla cerimonia!








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Dalla Catalogna interessanti indicazioni per gli autonomisti, federalisti ed indipendentisti europei


Di Natale Cuccurese
Lo scenario delle elezioni in Catalogna è stato dominato dai partiti indipendentisti che hanno saputo polarizzare l’attenzione creando una coalizione destinata a servire quale strumento plebiscitario per la lotta a favore dell’autodeterminazione della Catalogna. La conseguenza di questo è stata, per contrapposizione, favorire il piazzamento dei partiti che difendevano apertamente il nazionalismo spagnolo, a scapito di altre realtà, in primo luogo di sinistra.
L’aspetto paradossale è che alla fine tutto questo non è risultato decisivo per quanto riguarda una possibile soluzione per la questione catalana, pur creando una base di consenso ai separatisti la cui tenuta e solidità si verificherà già nelle prossime elezioni di dicembre. Infatti gli indipendentisti catalani in coalizione andranno forse al Governo, ma son rimasti sotto il 48% dei voti, sommando anche i voti di altri partiti favorevoli all’indipendenza catalana. A questo si aggiunga che la coalizione indipendentista unanimista Junts pel Si, che rappresenta forze politiche di taglio molto diverso, avrà grosse difficoltà nel portare avanti il processo per l’indipendenza della Catalogna visti sia i risultati che vedono la crescita di Ciudadanos, il partito che ha avuto i maggiori incrementi in seggi difendendo una politica nazionalista spagnola contraria a qualsiasi forma di separazione al grido di “Viva Spagna”, sia le prime dichiarazioni provenienti dal CUP “ Non abbiamo vinto il plebiscito, nessuna dichiarazione di indipendenza”.
In questo scenario Podemos non ha voluto tradire la sua posizione, sostenendo il diritto alla autodeterminazione dei catalani ma, parallelamente, confermando la visione neo-costituzionalista con l’obbiettivo di costruire una Spagna federale e repubblicana, senza rinunciare nel contempo a denunciare la trappola insita in queste elezioni, presentate quali una sorta di plebiscito pro o contro l’indipendenza. Questa focalizzazione ha così prodotto un dibattito politico che ha evitato che si affrontassero con dovizia i problemi sociali ed economici che impattano direttamente sulla società civile catalana, distogliendo l’attenzione dalle colpe dei liberisti che così hanno evitato di pagare appieno il prezzo politico per le responsabilità rispetto all’attuale situazione economica spagnola e alla dilagante corruzione; corruzione che non è certo un’esclusiva italiana.
Le alternative sono rimaste divise e la concorrenza ideologica fra CUP e Podemos, già polarizzata sulle elezioni di dicembre e che a dire di Iglesias ha avuto in queste elezioni un risultato “ Altamente deludente”, ha frammentato la sinistra, insieme infatti le due formazioni avrebbero avuto la stessa percentuale di Ciudadanos. Frammentazione favorita da questa condizione plebiscitaria pro o contro l’indipendenza su cui si è giocata tutta la campagna elettorale. Focalizzazione mediatica che però sicuramente non sarà più la stessa in vista delle prossime elezioni di dicembre che potrebbero arrivare a capovolgere i risultati catalani, in uno scenario nazionale dove l’attenzione dei media sarà incentrata sul “voto utile” per puntare su una riforma delle istituzioni, in questo caso statali, cambiando le carte in tavola e gli scenari politici e comunicativi.
Intanto già incombono le elezioni politiche che potrebbero risultare decisive per il futuro della Spagna, dell’Europa e dare altre interessanti indicazioni strategiche anche agli autonomisti, federalisti ed indipendentisti europei.


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Di Natale Cuccurese
Lo scenario delle elezioni in Catalogna è stato dominato dai partiti indipendentisti che hanno saputo polarizzare l’attenzione creando una coalizione destinata a servire quale strumento plebiscitario per la lotta a favore dell’autodeterminazione della Catalogna. La conseguenza di questo è stata, per contrapposizione, favorire il piazzamento dei partiti che difendevano apertamente il nazionalismo spagnolo, a scapito di altre realtà, in primo luogo di sinistra.
L’aspetto paradossale è che alla fine tutto questo non è risultato decisivo per quanto riguarda una possibile soluzione per la questione catalana, pur creando una base di consenso ai separatisti la cui tenuta e solidità si verificherà già nelle prossime elezioni di dicembre. Infatti gli indipendentisti catalani in coalizione andranno forse al Governo, ma son rimasti sotto il 48% dei voti, sommando anche i voti di altri partiti favorevoli all’indipendenza catalana. A questo si aggiunga che la coalizione indipendentista unanimista Junts pel Si, che rappresenta forze politiche di taglio molto diverso, avrà grosse difficoltà nel portare avanti il processo per l’indipendenza della Catalogna visti sia i risultati che vedono la crescita di Ciudadanos, il partito che ha avuto i maggiori incrementi in seggi difendendo una politica nazionalista spagnola contraria a qualsiasi forma di separazione al grido di “Viva Spagna”, sia le prime dichiarazioni provenienti dal CUP “ Non abbiamo vinto il plebiscito, nessuna dichiarazione di indipendenza”.
In questo scenario Podemos non ha voluto tradire la sua posizione, sostenendo il diritto alla autodeterminazione dei catalani ma, parallelamente, confermando la visione neo-costituzionalista con l’obbiettivo di costruire una Spagna federale e repubblicana, senza rinunciare nel contempo a denunciare la trappola insita in queste elezioni, presentate quali una sorta di plebiscito pro o contro l’indipendenza. Questa focalizzazione ha così prodotto un dibattito politico che ha evitato che si affrontassero con dovizia i problemi sociali ed economici che impattano direttamente sulla società civile catalana, distogliendo l’attenzione dalle colpe dei liberisti che così hanno evitato di pagare appieno il prezzo politico per le responsabilità rispetto all’attuale situazione economica spagnola e alla dilagante corruzione; corruzione che non è certo un’esclusiva italiana.
Le alternative sono rimaste divise e la concorrenza ideologica fra CUP e Podemos, già polarizzata sulle elezioni di dicembre e che a dire di Iglesias ha avuto in queste elezioni un risultato “ Altamente deludente”, ha frammentato la sinistra, insieme infatti le due formazioni avrebbero avuto la stessa percentuale di Ciudadanos. Frammentazione favorita da questa condizione plebiscitaria pro o contro l’indipendenza su cui si è giocata tutta la campagna elettorale. Focalizzazione mediatica che però sicuramente non sarà più la stessa in vista delle prossime elezioni di dicembre che potrebbero arrivare a capovolgere i risultati catalani, in uno scenario nazionale dove l’attenzione dei media sarà incentrata sul “voto utile” per puntare su una riforma delle istituzioni, in questo caso statali, cambiando le carte in tavola e gli scenari politici e comunicativi.
Intanto già incombono le elezioni politiche che potrebbero risultare decisive per il futuro della Spagna, dell’Europa e dare altre interessanti indicazioni strategiche anche agli autonomisti, federalisti ed indipendentisti europei.


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lunedì 28 settembre 2015

Al Convegno di “Innovatori Europei” sul Mezzogiorno, ecco gli interventi di Loredana Capone e del Partito del Sud

Lo scorso 11 settembre a Roma si è tenuto presso la sede nazionale del PD e organizzato dall’associazione Innovatori Europei il convegno Per un Mezzogiorno protagonista tra Europa e Mediterraneo.  Riportiamo di seguito il breve resoconto degli interventi di Loredana Capone Assessore Regionale allo Sviluppo della Puglia e di Michele Dell’Edera Coordinatore Regionale del Partito del Sud.
loredanacaponeL’assessore Capone, portando i saluti e il supporto del Presidente Michele Emiliano, impegnato alla Fiera del Levante, ha detto che “l’Italia rappresenta oggi il territorio europeo dove maggiori risultano i divari interni di crescita, rispetto a quanto accade nel resto d’Europa. In nessuna altra parte d’Europa, infatti, sono presenti aree interne con differenziali di sviluppo così elevati. In tale contesto nemmeno le Regioni del Sud sono tutte uguali per caratteristiche economiche, sociali, così come anche per capacità amministrative; tuttavia il Sud si presenta come un’area omogenea dal punto di vista dei divari strutturali di sviluppo (ulteriormente accresciuti a seguito della crisi iniziata dal 2008), come confermato da tutti i dati ufficiali (Svimez, Istat) che registrano un allarmante aumento dei ritardi su tutti i principali indicatori negli ultimi 15 anni (in termini di reddito, di occupazione, di numero di imprese, di famiglie in condizione di povertà, di esportazioni ecc.). L’aumento dei divari configura sempre più un paese diviso in due con conseguenze allarmanti dal punto di vista sociale ed economico e delle condizioni di legalità e sicurezza. Tale situazione richiede politiche nazionali adeguate all’entità del fenomeno in corso, muovendo dalla consapevolezza che la situazione prodottasi è da considerare il risultato sia della tradizionale debolezza economica ed imprenditoriale, sia di politiche pubbliche nazionali degli ultimi decenni non in grado di contrastare le tendenze in corso. Inoltre, l’esperienza degli ultimi anni ha dimostrato con grande evidenza che i fondi comunitari – anche quando risultano spesi bene – non sono in grado di incidere positivamente su divari strutturali di medio e lungo termine così ampi come quelli del Mezzogiorno d’Italia, soprattutto se diventano sostitutivi degli investimenti pubblici ordinari, piuttosto che addizionali. A tale riguardo occorre sottolineare che le stime dell’impatto degli investimenti pubblici cofinanziati dai fondi comunitari in termini di reddito e di occupazione risultano inferiori al 2% annuo (come evidenziato dalla stessa Unione Europea, oltre che dai dati che risultano dall’applicazione di sofisticati sistemi econometrici, come ad esempio il modello “Remi-Irpet”). E’ necessario, pertanto, inserire nell’agenda di governo, da qui ai prossimi anni, il Sud come questione nazionale, che riguarda oltre 23 milioni di cittadini e riveste un ruolo determinante nel rilanciare la competitività e lo sviluppo dell’intero Paese. Il tema di fondo non coincide semplicemente con l’aumento degli attuali flussi di investimento pubblico, ma riguarda, soprattutto, la capacità di costruire una visione strategica condivisa dello sviluppo da perseguire da qui ai prossimi anni, in direzione della quale orientare tutti gli sforzi e le iniziative pubbliche e private.
Si rende necessario, pertanto, promuovere una serie di politiche nazionali finalizzate ai seguenti obiettivi:
  • elevare e qualificare gli investimenti pubblici ordinari per migliorare le condizioni di contesto e sostenere la riduzione dei divari territoriali di sviluppo (dal punto di vista infrastrutturale, del credito, dei servizi ai cittadini, dell’istruzione e formazione, delle aree urbane, del mercato del lavoro, dell’ambiente);
  • contribuire ad elevare l’attrattività territoriale per  nuovi insediamenti produttivi in grado di determinare nuova occupazione di qualità;
  • incrementare il tradizionale basso livello di apertura internazionale dei sistemi produttivi di piccola e media imprenditoria;
  • arrestare i flussi migratori dei giovani alla ricerca di nuova stabile occupazione.
Alcune proposte concrete in merito risultano le seguenti:
  • Istituire una cabina permanente di regia sul Mezzogiorno, con specifico riferimento al tema dell’occupazione e della legalità;
  • individuare una quota minima di investimenti pubblici nazionali ordinari da destinare alle aree meridionali del Paese: un’ipotesi al riguardo potrebbe essere quella del 45% degli investimenti così come individuato dalla norma di circa 10 anni fa, risultata  mai attuata. Tali investimenti devono ritenersi aggiuntivi rispetto alle risorse dei fondi comunitari (assegnati) e delle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC –  da assegnare);
  • concertare con l’Unione Europea alcuni strumenti da adottare per attrarre investimenti industriali, a partire, ad esempio, dalla creazione in ogni regione di “zone economiche speciali” che la Commissione Europea ha già autorizzato in alcuni paesi europei come, ad esempio, la Polonia;
  • rivedere le norme sul patto di stabilità per favorire la prosecuzione degli investimenti già programmati (oggi i fondi comunitari gravano per il 50% e le risorse del FSC per il 100%, aspetto che si ripercuote negativamente anche con la nuova regola del saldo invariato). Al riguardo si rende necessario fissare un importo annuo da mettere a disposizione della nettizzazione ai fini del patto di questi investimenti  (come già fatto nel triennio 2011-2013 con 3,5 miliardi di euro);
  •  varare un piano a favore delle famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà, finalizzato anche a ridurre il disagio sociale ed abitativo;
  •  ridurre il carico fiscale e contributivo per le imprese nazionali ed estere che investono nel Sud;
  •  organizzare una serie di iniziative in Italia e all’estero di qualificazione delle competenze e di sostegno all’autoimprenditorialità per i giovani che intendono restare sui territori di origine.”
interventomicheledellederaPer Michele Dell’Edera, Partito del Sud Puglia“il Sud può far ripartire il Paese, ed ecco alcune delle azioni da mettere in campo: coordinamento tra le regioni del sud  e le città metropolitane sulla base delle cose concrete da realizzare per una strategia complessiva sul Sud, nel rispetto delle prerogative e delle vocazioni di ciascuna regione e in collaborazione attiva con il Governo; coordinamento tra Atenei del Sud e politiche di finanziamento e valutazione degli Atenei non su base nazionale ma su base macro-regionale come avviene ottimamente in Gran Bretagna; che le infrastrutture e i trasporti vengano sviluppati e sostenuti in ottica di rete nei territori e non solo per direttrici “nord-sud” come avviene adesso. Che si potenzino i tratti a sud delle direttrici nazionali. Che si ripristino le reti ferroviarie secondarie in ottica di turismo, metropolitane leggere periferia-centro dei territori; che il Sud sia piattaforma europea verso il Mediterraneo, con porti, aeroporti, strade e ferrovie in grado di competere a livello internazionale nella logistica europea; Fare tesoro nei progetti che si pongono in essere anche delle infrastrutture, degli immobili, delle ferrovie, delle stazioni, delle reti elettriche e telematiche esistenti al fine di evitare le “cattedrali nel deserto” e massimizzare l’effetto degli investimenti; Usare la politica non per favorire chi ha successo, ma per mettere nelle condizioni tutti di ottenerlo”.


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Lo scorso 11 settembre a Roma si è tenuto presso la sede nazionale del PD e organizzato dall’associazione Innovatori Europei il convegno Per un Mezzogiorno protagonista tra Europa e Mediterraneo.  Riportiamo di seguito il breve resoconto degli interventi di Loredana Capone Assessore Regionale allo Sviluppo della Puglia e di Michele Dell’Edera Coordinatore Regionale del Partito del Sud.
loredanacaponeL’assessore Capone, portando i saluti e il supporto del Presidente Michele Emiliano, impegnato alla Fiera del Levante, ha detto che “l’Italia rappresenta oggi il territorio europeo dove maggiori risultano i divari interni di crescita, rispetto a quanto accade nel resto d’Europa. In nessuna altra parte d’Europa, infatti, sono presenti aree interne con differenziali di sviluppo così elevati. In tale contesto nemmeno le Regioni del Sud sono tutte uguali per caratteristiche economiche, sociali, così come anche per capacità amministrative; tuttavia il Sud si presenta come un’area omogenea dal punto di vista dei divari strutturali di sviluppo (ulteriormente accresciuti a seguito della crisi iniziata dal 2008), come confermato da tutti i dati ufficiali (Svimez, Istat) che registrano un allarmante aumento dei ritardi su tutti i principali indicatori negli ultimi 15 anni (in termini di reddito, di occupazione, di numero di imprese, di famiglie in condizione di povertà, di esportazioni ecc.). L’aumento dei divari configura sempre più un paese diviso in due con conseguenze allarmanti dal punto di vista sociale ed economico e delle condizioni di legalità e sicurezza. Tale situazione richiede politiche nazionali adeguate all’entità del fenomeno in corso, muovendo dalla consapevolezza che la situazione prodottasi è da considerare il risultato sia della tradizionale debolezza economica ed imprenditoriale, sia di politiche pubbliche nazionali degli ultimi decenni non in grado di contrastare le tendenze in corso. Inoltre, l’esperienza degli ultimi anni ha dimostrato con grande evidenza che i fondi comunitari – anche quando risultano spesi bene – non sono in grado di incidere positivamente su divari strutturali di medio e lungo termine così ampi come quelli del Mezzogiorno d’Italia, soprattutto se diventano sostitutivi degli investimenti pubblici ordinari, piuttosto che addizionali. A tale riguardo occorre sottolineare che le stime dell’impatto degli investimenti pubblici cofinanziati dai fondi comunitari in termini di reddito e di occupazione risultano inferiori al 2% annuo (come evidenziato dalla stessa Unione Europea, oltre che dai dati che risultano dall’applicazione di sofisticati sistemi econometrici, come ad esempio il modello “Remi-Irpet”). E’ necessario, pertanto, inserire nell’agenda di governo, da qui ai prossimi anni, il Sud come questione nazionale, che riguarda oltre 23 milioni di cittadini e riveste un ruolo determinante nel rilanciare la competitività e lo sviluppo dell’intero Paese. Il tema di fondo non coincide semplicemente con l’aumento degli attuali flussi di investimento pubblico, ma riguarda, soprattutto, la capacità di costruire una visione strategica condivisa dello sviluppo da perseguire da qui ai prossimi anni, in direzione della quale orientare tutti gli sforzi e le iniziative pubbliche e private.
Si rende necessario, pertanto, promuovere una serie di politiche nazionali finalizzate ai seguenti obiettivi:
  • elevare e qualificare gli investimenti pubblici ordinari per migliorare le condizioni di contesto e sostenere la riduzione dei divari territoriali di sviluppo (dal punto di vista infrastrutturale, del credito, dei servizi ai cittadini, dell’istruzione e formazione, delle aree urbane, del mercato del lavoro, dell’ambiente);
  • contribuire ad elevare l’attrattività territoriale per  nuovi insediamenti produttivi in grado di determinare nuova occupazione di qualità;
  • incrementare il tradizionale basso livello di apertura internazionale dei sistemi produttivi di piccola e media imprenditoria;
  • arrestare i flussi migratori dei giovani alla ricerca di nuova stabile occupazione.
Alcune proposte concrete in merito risultano le seguenti:
  • Istituire una cabina permanente di regia sul Mezzogiorno, con specifico riferimento al tema dell’occupazione e della legalità;
  • individuare una quota minima di investimenti pubblici nazionali ordinari da destinare alle aree meridionali del Paese: un’ipotesi al riguardo potrebbe essere quella del 45% degli investimenti così come individuato dalla norma di circa 10 anni fa, risultata  mai attuata. Tali investimenti devono ritenersi aggiuntivi rispetto alle risorse dei fondi comunitari (assegnati) e delle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC –  da assegnare);
  • concertare con l’Unione Europea alcuni strumenti da adottare per attrarre investimenti industriali, a partire, ad esempio, dalla creazione in ogni regione di “zone economiche speciali” che la Commissione Europea ha già autorizzato in alcuni paesi europei come, ad esempio, la Polonia;
  • rivedere le norme sul patto di stabilità per favorire la prosecuzione degli investimenti già programmati (oggi i fondi comunitari gravano per il 50% e le risorse del FSC per il 100%, aspetto che si ripercuote negativamente anche con la nuova regola del saldo invariato). Al riguardo si rende necessario fissare un importo annuo da mettere a disposizione della nettizzazione ai fini del patto di questi investimenti  (come già fatto nel triennio 2011-2013 con 3,5 miliardi di euro);
  •  varare un piano a favore delle famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà, finalizzato anche a ridurre il disagio sociale ed abitativo;
  •  ridurre il carico fiscale e contributivo per le imprese nazionali ed estere che investono nel Sud;
  •  organizzare una serie di iniziative in Italia e all’estero di qualificazione delle competenze e di sostegno all’autoimprenditorialità per i giovani che intendono restare sui territori di origine.”
interventomicheledellederaPer Michele Dell’Edera, Partito del Sud Puglia“il Sud può far ripartire il Paese, ed ecco alcune delle azioni da mettere in campo: coordinamento tra le regioni del sud  e le città metropolitane sulla base delle cose concrete da realizzare per una strategia complessiva sul Sud, nel rispetto delle prerogative e delle vocazioni di ciascuna regione e in collaborazione attiva con il Governo; coordinamento tra Atenei del Sud e politiche di finanziamento e valutazione degli Atenei non su base nazionale ma su base macro-regionale come avviene ottimamente in Gran Bretagna; che le infrastrutture e i trasporti vengano sviluppati e sostenuti in ottica di rete nei territori e non solo per direttrici “nord-sud” come avviene adesso. Che si potenzino i tratti a sud delle direttrici nazionali. Che si ripristino le reti ferroviarie secondarie in ottica di turismo, metropolitane leggere periferia-centro dei territori; che il Sud sia piattaforma europea verso il Mediterraneo, con porti, aeroporti, strade e ferrovie in grado di competere a livello internazionale nella logistica europea; Fare tesoro nei progetti che si pongono in essere anche delle infrastrutture, degli immobili, delle ferrovie, delle stazioni, delle reti elettriche e telematiche esistenti al fine di evitare le “cattedrali nel deserto” e massimizzare l’effetto degli investimenti; Usare la politica non per favorire chi ha successo, ma per mettere nelle condizioni tutti di ottenerlo”.


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