sabato 19 settembre 2015

Nuova Sezione del Partito del Sud a Catanzaro!

C O M U N I C A T O


Il Direttivo Nazionale, nei sui organi composto, è lieto di comunicare la costituzione ed apertura della nuova sede del Partito del Sud denominata "Maria Oliverio" (in omaggio alla combattiva brigantessa calabrese) nella città di Catanzaro.

via Giovanni XXIII° n.18 - 88100 Catanzaro
cell. 3349481620

Direttivo :

Presidente e Tesoriere : Anna Maria Buffa
Vice Presidente : Massimo Scarpino;
Consigliere : Giuseppe Buffa;
Consigliere : Antonello Rotundo;
Consigliere : Le Fosse Salvatore.

Il Partito del Sud, a nome di tutti i suoi iscritti, formula i migliori auguri ai nostri nuovi amici di buon lavoro di organizzazione, radicamento e diffusione dei valori e degli ideali a supporto degli obiettivi e della linea politica del partito.
Un ringraziamento particolare alla neo Presidente Anna Maria Buffa ed al nostro Responsabile Regionale Calabria dott. Giuseppe Spadafora.

Il Partito del Sud


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C O M U N I C A T O


Il Direttivo Nazionale, nei sui organi composto, è lieto di comunicare la costituzione ed apertura della nuova sede del Partito del Sud denominata "Maria Oliverio" (in omaggio alla combattiva brigantessa calabrese) nella città di Catanzaro.

via Giovanni XXIII° n.18 - 88100 Catanzaro
cell. 3349481620

Direttivo :

Presidente e Tesoriere : Anna Maria Buffa
Vice Presidente : Massimo Scarpino;
Consigliere : Giuseppe Buffa;
Consigliere : Antonello Rotundo;
Consigliere : Le Fosse Salvatore.

Il Partito del Sud, a nome di tutti i suoi iscritti, formula i migliori auguri ai nostri nuovi amici di buon lavoro di organizzazione, radicamento e diffusione dei valori e degli ideali a supporto degli obiettivi e della linea politica del partito.
Un ringraziamento particolare alla neo Presidente Anna Maria Buffa ed al nostro Responsabile Regionale Calabria dott. Giuseppe Spadafora.

Il Partito del Sud


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martedì 15 settembre 2015

Quelle voci che si alzano da Sud




Complimenti all'amico Michele Dell'Edera che inizia oggi la sua collaborazione con ItaliaToday con un articolo ricco di interessanti considerazioni ( PdelSUD)



Di Michele Dell'Edera


Dopo il famoso o famigerato rapporto SVIMEZ di questa estate si è fatto molto parlare di sud. Se ne è parlato talmente tanto che anche la riluttante politica nazionale ha dovuto rimettere in agenda la questione meridionale. Addirittura il PD ne ha fatto una riunione della direzione nazionale sull’argomento e il Premier Matteo Renzi ha annunciato con enfasi la pubblicazione e la realizzazione di un Masterplan, in questo mese di settembre, tutto dedicato al Sud.

Penso che consciamente o incosciamente segreterie di partiti, Governo e altri attori istituzionali e non, hanno pensato che, come è sempre accaduto, un po’ di “ammuina” sarebbe bastata per azzittire le voci preoccupate proveneienti dalle regioni del sud.

Così non è accaduto. E’ accaduto anzi che i Governatori delle regioni del Sud hanno cominciato a sentirsi tra di loro, non parlando tanto di piani, organizzazione istituzionale, ma di questioni concrete che, ad oggi i Governi, compreso l’ultimo, avevano fatto passare sopra le teste dei governi regionali e delle popolazioni del sud. Ecco che si verifica che sulle trivellazioni in Adriatico e nello Ionio i Governatori si trovano d’accordo nel chiedere al Governo di rivedere la cosa, che sulle infrastrutture ferroviarie e portuali si comincia ad alzare forte la voce di chi vuole che il Governo investa in infrastrutture a sud senza se e senza ma.

Che sulla “buona scuola” non è detto che lo sradicare tanta gente dai propri territori sia stata una buona idea, tanto che la Puglia (come il Veneto) hanno deciso di impugnare il provvedimento. Addirittura, durante la cerimonia di apertura della Fiera del Levante, alle parole del sottosegretario De Vncenti a sostegno della TAP in Salento è successo che tutti i sindaci dell’area si sono alzati e hanno abbandonato la cerimonia.

E’ accaduto che Michele Emiliano ha detto al Governo, senza mezzi termini, che la riforma delle Province è sbagliata, che le infrastrutture promesse e attese vanno realizzate senza indugi e che i soldi utilizzati per il Jobs Act sono stati soldi sottratti al Sud senza aver interpellato il sud e senza che esso ne abbia avuto vantaggi apprezzabili.

A Napoli, il sindaco della città Luigi de Magistris, senza troppi giri di parole dice al Governo di non mettere le mani sull’area di Bagnoli rivendicando l’autonomia della Città e anche una sorta di “modello Napoli” alternativo al modello pseudo liberista dei Governi degli ultimi anni.

Anche la Basilicata con il presidente Maurizio Pittella rivendica i risultati raggiunti dalla sua Regione e chiede con forza “trasporti” e non trivelle, specialmente in mare.

Insomma un quadro inedito: Il sud parla ! Le nomenclature politiche non erano abituate a tutto ciò e forse reagiscono scompostamente (vedi la scelta del Premier di andare New York piuttosto che a Bari per la finale di tennis tra Pennetta e Vinci) non cogliendo la grande opportunità che si presenta davanti al futuro del Paese.

Un Sud attivo, con grande voglia di collaborare alla rinascita e ripartenza del Paese, ma un sud che vuole anche decidere del suo futuro.
Se il Governo riuscisse a cogliere quanto le coscienze e i Governi di regioni e città del sud oggi siano pronti a dare una spinta definitiva a una barca, quella meridionale, per uscire dalle secche, sarebbe un gran giorno. Invece quello che si delinea all’orizzonte al momento è una guerra più o meno dichiarata tra istituzioni.

Diciamolo il Sud fa bene a dire la sua e anche ad operare perché le sue istanze vengano ascoltate. Il Governo farebbe bene ad approfittare del momento, sedersi al tavolo e, piuttosto che dettare condizioni, ascoltare istanze, idee e proposte e far ripartire finalmente il Paese nella sua interezza. E’ solo un consiglio, ma che mi piacerebbe venisse ascoltato.


Fonte: http://italiatoday.eu/michele2564/politics/2015/09/quelle-voci-che-si-alzano-da-sud/


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Complimenti all'amico Michele Dell'Edera che inizia oggi la sua collaborazione con ItaliaToday con un articolo ricco di interessanti considerazioni ( PdelSUD)



Di Michele Dell'Edera


Dopo il famoso o famigerato rapporto SVIMEZ di questa estate si è fatto molto parlare di sud. Se ne è parlato talmente tanto che anche la riluttante politica nazionale ha dovuto rimettere in agenda la questione meridionale. Addirittura il PD ne ha fatto una riunione della direzione nazionale sull’argomento e il Premier Matteo Renzi ha annunciato con enfasi la pubblicazione e la realizzazione di un Masterplan, in questo mese di settembre, tutto dedicato al Sud.

Penso che consciamente o incosciamente segreterie di partiti, Governo e altri attori istituzionali e non, hanno pensato che, come è sempre accaduto, un po’ di “ammuina” sarebbe bastata per azzittire le voci preoccupate proveneienti dalle regioni del sud.

Così non è accaduto. E’ accaduto anzi che i Governatori delle regioni del Sud hanno cominciato a sentirsi tra di loro, non parlando tanto di piani, organizzazione istituzionale, ma di questioni concrete che, ad oggi i Governi, compreso l’ultimo, avevano fatto passare sopra le teste dei governi regionali e delle popolazioni del sud. Ecco che si verifica che sulle trivellazioni in Adriatico e nello Ionio i Governatori si trovano d’accordo nel chiedere al Governo di rivedere la cosa, che sulle infrastrutture ferroviarie e portuali si comincia ad alzare forte la voce di chi vuole che il Governo investa in infrastrutture a sud senza se e senza ma.

Che sulla “buona scuola” non è detto che lo sradicare tanta gente dai propri territori sia stata una buona idea, tanto che la Puglia (come il Veneto) hanno deciso di impugnare il provvedimento. Addirittura, durante la cerimonia di apertura della Fiera del Levante, alle parole del sottosegretario De Vncenti a sostegno della TAP in Salento è successo che tutti i sindaci dell’area si sono alzati e hanno abbandonato la cerimonia.

E’ accaduto che Michele Emiliano ha detto al Governo, senza mezzi termini, che la riforma delle Province è sbagliata, che le infrastrutture promesse e attese vanno realizzate senza indugi e che i soldi utilizzati per il Jobs Act sono stati soldi sottratti al Sud senza aver interpellato il sud e senza che esso ne abbia avuto vantaggi apprezzabili.

A Napoli, il sindaco della città Luigi de Magistris, senza troppi giri di parole dice al Governo di non mettere le mani sull’area di Bagnoli rivendicando l’autonomia della Città e anche una sorta di “modello Napoli” alternativo al modello pseudo liberista dei Governi degli ultimi anni.

Anche la Basilicata con il presidente Maurizio Pittella rivendica i risultati raggiunti dalla sua Regione e chiede con forza “trasporti” e non trivelle, specialmente in mare.

Insomma un quadro inedito: Il sud parla ! Le nomenclature politiche non erano abituate a tutto ciò e forse reagiscono scompostamente (vedi la scelta del Premier di andare New York piuttosto che a Bari per la finale di tennis tra Pennetta e Vinci) non cogliendo la grande opportunità che si presenta davanti al futuro del Paese.

Un Sud attivo, con grande voglia di collaborare alla rinascita e ripartenza del Paese, ma un sud che vuole anche decidere del suo futuro.
Se il Governo riuscisse a cogliere quanto le coscienze e i Governi di regioni e città del sud oggi siano pronti a dare una spinta definitiva a una barca, quella meridionale, per uscire dalle secche, sarebbe un gran giorno. Invece quello che si delinea all’orizzonte al momento è una guerra più o meno dichiarata tra istituzioni.

Diciamolo il Sud fa bene a dire la sua e anche ad operare perché le sue istanze vengano ascoltate. Il Governo farebbe bene ad approfittare del momento, sedersi al tavolo e, piuttosto che dettare condizioni, ascoltare istanze, idee e proposte e far ripartire finalmente il Paese nella sua interezza. E’ solo un consiglio, ma che mi piacerebbe venisse ascoltato.


Fonte: http://italiatoday.eu/michele2564/politics/2015/09/quelle-voci-che-si-alzano-da-sud/


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lunedì 14 settembre 2015

MICHELE DELL'EDERA, PdelSUD PUGLIA, AL CONVEGNO DI ROMA DI " INNOVATORI EUROPEI"

ROMA VENERDI' 11 SETTEMBRE 2015 - IL PARTITO DEL SUD PRESENTE AL CONVEGNO ORGANIZZATO DA "INNOVATORI EUROPEI" DAL TITOLO " PER UN MEZZOGIORNO PROTAGONISTA TRA EUROPA E MEDITERRANEO". 

Nel Video un breve brano dell'intervento, lungamente applaudito, di Michele Dell'Edera, Coord. PdelSUD Puglia. 

La voce dei Meridionalisti Progressisti risuona con fermezza nei "palazzi romani". 
I dati inconfutabili sulla gravissima situazione del Sud sono portati con forza all'attenzione del Governo. La Politica non deve garantire solo chi ha successo, ma garantire che tutti possano ottenerlo. 

Non se riparte il Paese riparte il sud, ma se riparte il#sud riparte il Paese. #conilsudsiriparte





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ROMA VENERDI' 11 SETTEMBRE 2015 - IL PARTITO DEL SUD PRESENTE AL CONVEGNO ORGANIZZATO DA "INNOVATORI EUROPEI" DAL TITOLO " PER UN MEZZOGIORNO PROTAGONISTA TRA EUROPA E MEDITERRANEO". 

Nel Video un breve brano dell'intervento, lungamente applaudito, di Michele Dell'Edera, Coord. PdelSUD Puglia. 

La voce dei Meridionalisti Progressisti risuona con fermezza nei "palazzi romani". 
I dati inconfutabili sulla gravissima situazione del Sud sono portati con forza all'attenzione del Governo. La Politica non deve garantire solo chi ha successo, ma garantire che tutti possano ottenerlo. 

Non se riparte il Paese riparte il sud, ma se riparte il#sud riparte il Paese. #conilsudsiriparte





VOLARE, oh, oh, …

di Bruno Pappalardo

(ANSA) - BARI, 12 SET - "E' doveroso che in un momento come questo il Presidente del Consiglio sia accanto a Flavia e Roberta. Trovo ridicole le polemiche che ho letto sulle agenzie di stampa". Lo ha detto ilsottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti nel suo discorso alla Fiera del Levante, in rappresentanza del governo, riferendosi all'assenza del premier Matteo Renzi che si è recato a New York per la finale degli Us Open.
ANSA) - BARI, 12 SET - "Renzi va a festeggiare la Puglia a New York". Così all'ANSA il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dopo aver appreso che il presidente del Consiglio dei ministri non sarà oggi a Bari per l'inaugurazione della Fiera del Levante perché andrà ad assistere alla finale di tennis che vede protagoniste le due pugliesi Flavia Pennetta e Roberta Vinci. "Sono talmente felice per la vittoria di Flavia e Roberta - aggiunge Emiliano - che ogni altra considerazione passa in secondo ordine".

Quale considerazione  c’é da fare sulla sua scelta? Credo ne esista solo una: Renzi non ama il fastidioso Sud!
Renzi scappa dal Sud!
Ossia Renzi non riesce a spettacolarizzare la depressione meridionale e, dunque, non gli serve;
Ossia Renzi scappa anche da Michele Emiliano che durante credo una intervista da Vespa fece capire che non c’era alcuna nascita di infatuato amore.
Non è possibile non sia da considerare un fatto grave l’assenza del Presidente dei Ministri della Repubblica italiana alla Fiera di Bari

1)       Non fosse così non ci sarebbero state dichiarazioni di questo tipo:  “Renzi è andato a New York per evitare il confronto (lo ha fatto anche a Bagnoli con de Magistris, sparito!) sul petrolio e anche sulla Buona scuola, contro la quale la Regione Puglia farà ricorso? Nessuno si sbilancia ma gli sguardi parlano chiaro. "Mah...", dice Eugenio Di Sciascio, rettore del Politecnico "Renzi poteva portare anche noi a New York a vedere la finale: ora si è comprato pure l'aereo più grande, ci stiamo tutti!". L'Airforce One del presidente da 300 posti è stato solo commissionato, non è ancora pronto. Per ora, Renzi va da solo, senza sud.
2)       La Fiera del Levante non è solo un fatto pugliese ma soprattutto meridionale. Lo sottolineo perché nessuno elogio deve essere tolto alla meritata genesi di energie umane e produttive degli imprenditori e artigiani di quella regione ma è anche Sud perché soggetto di traino di un territorio vastissimo. Poi non perché non si dovrà dire che le due tenniste italiane, essendo pugliese, non generavano alcun astio verso la regione di Emiliano;
3)       Preferire New York, e perché?  Mica c'era da fare il tifo per l'Italia: la partita è tutta italiana!". Assolutamente no ma serviva per essere sul proscenio a fare passerella, proprio quella dell’avanspettacolo di terz’ordine, e mostrarsi al mondo, all’Europa. Essere vicino all’orgoglio italiano prossimamente verrà fuori almeno 50 volte nei suoi discorsi alla” Leopolda e da Vespa”
4)       Insomma è stato uno schiaffo grosso, forte a tutto il Sud a cui sono stati fatte promessi finanziamenti ma che finché non lasceranno Roma o sfuggiranno dalla mani di occulte aziende del nord non saremo tranquilli;
5)       Essere presente alla 79^ Fiera del Levante significava scegliere l’Italia che lavora, purtroppo con pochi risultati e pochi diritti e non cazzeggiare in TiVù con quel naso tirato su dalla fatina turchina per le bugie;
6)       Bisognerebbe restituirgli la pariglia. Elezioni vere e non con questa legge!



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di Bruno Pappalardo

(ANSA) - BARI, 12 SET - "E' doveroso che in un momento come questo il Presidente del Consiglio sia accanto a Flavia e Roberta. Trovo ridicole le polemiche che ho letto sulle agenzie di stampa". Lo ha detto ilsottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti nel suo discorso alla Fiera del Levante, in rappresentanza del governo, riferendosi all'assenza del premier Matteo Renzi che si è recato a New York per la finale degli Us Open.
ANSA) - BARI, 12 SET - "Renzi va a festeggiare la Puglia a New York". Così all'ANSA il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dopo aver appreso che il presidente del Consiglio dei ministri non sarà oggi a Bari per l'inaugurazione della Fiera del Levante perché andrà ad assistere alla finale di tennis che vede protagoniste le due pugliesi Flavia Pennetta e Roberta Vinci. "Sono talmente felice per la vittoria di Flavia e Roberta - aggiunge Emiliano - che ogni altra considerazione passa in secondo ordine".

Quale considerazione  c’é da fare sulla sua scelta? Credo ne esista solo una: Renzi non ama il fastidioso Sud!
Renzi scappa dal Sud!
Ossia Renzi non riesce a spettacolarizzare la depressione meridionale e, dunque, non gli serve;
Ossia Renzi scappa anche da Michele Emiliano che durante credo una intervista da Vespa fece capire che non c’era alcuna nascita di infatuato amore.
Non è possibile non sia da considerare un fatto grave l’assenza del Presidente dei Ministri della Repubblica italiana alla Fiera di Bari

1)       Non fosse così non ci sarebbero state dichiarazioni di questo tipo:  “Renzi è andato a New York per evitare il confronto (lo ha fatto anche a Bagnoli con de Magistris, sparito!) sul petrolio e anche sulla Buona scuola, contro la quale la Regione Puglia farà ricorso? Nessuno si sbilancia ma gli sguardi parlano chiaro. "Mah...", dice Eugenio Di Sciascio, rettore del Politecnico "Renzi poteva portare anche noi a New York a vedere la finale: ora si è comprato pure l'aereo più grande, ci stiamo tutti!". L'Airforce One del presidente da 300 posti è stato solo commissionato, non è ancora pronto. Per ora, Renzi va da solo, senza sud.
2)       La Fiera del Levante non è solo un fatto pugliese ma soprattutto meridionale. Lo sottolineo perché nessuno elogio deve essere tolto alla meritata genesi di energie umane e produttive degli imprenditori e artigiani di quella regione ma è anche Sud perché soggetto di traino di un territorio vastissimo. Poi non perché non si dovrà dire che le due tenniste italiane, essendo pugliese, non generavano alcun astio verso la regione di Emiliano;
3)       Preferire New York, e perché?  Mica c'era da fare il tifo per l'Italia: la partita è tutta italiana!". Assolutamente no ma serviva per essere sul proscenio a fare passerella, proprio quella dell’avanspettacolo di terz’ordine, e mostrarsi al mondo, all’Europa. Essere vicino all’orgoglio italiano prossimamente verrà fuori almeno 50 volte nei suoi discorsi alla” Leopolda e da Vespa”
4)       Insomma è stato uno schiaffo grosso, forte a tutto il Sud a cui sono stati fatte promessi finanziamenti ma che finché non lasceranno Roma o sfuggiranno dalla mani di occulte aziende del nord non saremo tranquilli;
5)       Essere presente alla 79^ Fiera del Levante significava scegliere l’Italia che lavora, purtroppo con pochi risultati e pochi diritti e non cazzeggiare in TiVù con quel naso tirato su dalla fatina turchina per le bugie;
6)       Bisognerebbe restituirgli la pariglia. Elezioni vere e non con questa legge!



giovedì 10 settembre 2015

ROMA VENERDI' 11 SETTEMBRE 2015 - IL PARTITO DEL SUD PRESENTE AL CONVEGNO ORGANIZZATO DA "INNOVATORI EUROPEI" DAL TITOLO " PER UN MEZZOGIORNO PROTAGONISTA TRA EUROPA E MEDITERRANEO".

Il Partito del Sud continua sulla strada della concretezza della proposta politica a favore del Sud, impegno che da sempre ne caratterizza le strategie.
Parteciperemo a questo scopo al Convegno di Roma proposto da "Innovatori Europei", che ringraziamo per l'invito, dal titolo "Per un Mezzogiorno protagonista tra Europa e Mediterraneo" con una nostra delegazione capitanata da Michele Dell'Edera ( Coord. Reg. Puglia) 
Il Convegno vedrà la presenza di Governatori del Sud, personalità politiche e accademiche, Associazioni e Partiti, sulla strada della proposizione e formulazione di idee e proposte di quello che è stato annunciato ad agosto dal Premier come un Masterplan per il Sud. Infatti, non a caso, le conclusioni e le proposte che scaturiranno dal Convegno saranno consegnate al Governo italiano ed alle autorità europee. 
Invitati come Partito del Sud, porteremo con un intervento previsto nel pomeriggio le nostre idee direttamente sul tavolo dei lavori su come il Sud, se messo in condizione di competere a pari dignità, possa essere traino e motore non solo della propria ripartenza ma anche di quella di tutta l'Italia. 
Continuiamo così sulla strada che già ci ha visto contribuire con idee precise, importanti e già in fase di realizzazione nel programma da Governatore di Michele Emiliano Sindaco di Puglia. Il solo "agitarsi"sui social non basta restando la protesta quasi sempre inascoltata, lo stesso dicasi per operazioni di sola testimonianza elettorale come anche da noi già provato più volte in passato, per non parlare poi di estemporanee quanto vuote passerelle.  
Per essere credibili, considerati e invitati a parlare ai tavoli dei lavori a pari dignità si deve passare alla proposta, che deve essere logica, applicabile, realistica, costruttiva, non velleitaria e portata sempre a schiena dritta, così abbiamo fatto in Puglia con ottimi risultati e così faremo a Roma. #conilsudsiriparte.

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud

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Innovatori-Europei-def

Una Conferenza dal titolo “Per un Mezzogiorno protagonista tra Europa e Mediterraneo. La proposta degli Innovatori Europei” si terrà il prossimo 11 Settembre, dalle 9.30 alle 18, in via Via S. Andrea delle Fratte a Roma, presso la Sala delle Conferenze del Partito Democratico.
L’incontro avrà il seguente programma:
Ore 9.30 – Introduzione
Massimo Preziuso, Fondatore di Innovatori Europei
Ore 9.40 – Saluti
Sandro Gozi, Sottosegretario agli Affari Europei, Lorenzo Guerini, Vice Segretario del Partito Democratico, Ettore Rosato, Capogruppo alla Camera dei Deputati del Partito Democratico, Roberto Speranza, Commissione Affari Esteri, Camera dei Deputati, Partito Democratico
Ore 10.15 – I Sessione
Intervengono
Il Presidente del Gruppo Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo Gianni Pittella, l’AD di Ambrosetti Valerio De Molli, i governatori Rosario Crocetta* (Sicilia), Luciano D’Alfonso* (Abruzzo), Michele Emiliano (Puglia), Marcello Pittella (Basilicata), il Presidente Consiglio Regionale della Regione Calabria Nicola Irto, il Presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa Umberto Ranieri, il Rettore della Università degli Studi La Sapienza di Roma Eugenio Gaudio, il Vice Direttore Generale e Direttore Centrale per l’internazionalizzazione del Sistema Paese e le Autonomie Territoriali del Ministero degli Esteri Vincenzo De Luca, i politici meridionali Francesco Boccia (Presidente Commissione Bilancio, Camera dei Deputati), Nicola Irto (Presidente Consiglio Regionale, Regione Calabria), Gennaro Migliore (Presidente Commissione di inchiesta sul sistema d’accoglienza, Camera dei Deputati), Mario Polese (Consigliere Segretario, Regione Basilicata), Laura Venittelli (Commissione Agricoltura, Camera dei Deputati), e gli assessori regionali alle attività produttive Loredana Capone (Puglia), Amedeo Lepore (Campania), Raffaele Liberali (Basilicata)
Modera: Massimo Preziuso
(in sala: rappresentanti delle ambasciate estere in Italia, delle istituzioni centrali e regionali, delle aziende italiane, dell’accademia e delle professioni)
Ore 13.45 – Pausa
Ore 14 – II Sessione
Interventi alternati
tra il mondo dell’ Università e della Ricerca con Alessandro De Biasio (Ambrosetti), Massimo Guarascio (Università La Sapienza), Cosimo Inferrera (Università degli Studi di Messina), Gaetano La Nave (Università L’Orientale di Napoli), Alfredo Mazzei (Vice Presidente Fondazione Mezzogiorno Europa), Francesca Moraci (Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria), Consuelo Nava (Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria), Luisa Pezone (Segretario Generale Fondazione Mezzogiorno Europa), Mario Raffa (Università Federico II di Napoli), Massimo Lodi Rizzini (Schiller Institute), Enzo Siviero (Istituto Universitario di Architettura di Venezia), Giorgio Ventre (Università Federico II di Napoli), Massimo Veltri (Università della Calabria) e quello dell’innovazione territoriale con Osvaldo Cammarota e Gianmaria Frenna (Innovatori a Bagnoli), Michele Dell’Edera (Partito del Sud, Puglia), Annarita Leonardi (Responsabile attivisti PSE Calabria), Paride Leporace (Direttore Lucana Film Commission), Carmine Nardone (Presidente di Futuridea, innovazione utile e sostenibile, Benevento) Filippo Romeo (IsAG)
Modera : Giuseppina Bonaviri (Rete La Fenice)
(durata massima interventi 10′ – pausa caffè)
Ore 17.45 – Conclusioni e proposta al governo italiano e alle istituzioni europee


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Il Partito del Sud continua sulla strada della concretezza della proposta politica a favore del Sud, impegno che da sempre ne caratterizza le strategie.
Parteciperemo a questo scopo al Convegno di Roma proposto da "Innovatori Europei", che ringraziamo per l'invito, dal titolo "Per un Mezzogiorno protagonista tra Europa e Mediterraneo" con una nostra delegazione capitanata da Michele Dell'Edera ( Coord. Reg. Puglia) 
Il Convegno vedrà la presenza di Governatori del Sud, personalità politiche e accademiche, Associazioni e Partiti, sulla strada della proposizione e formulazione di idee e proposte di quello che è stato annunciato ad agosto dal Premier come un Masterplan per il Sud. Infatti, non a caso, le conclusioni e le proposte che scaturiranno dal Convegno saranno consegnate al Governo italiano ed alle autorità europee. 
Invitati come Partito del Sud, porteremo con un intervento previsto nel pomeriggio le nostre idee direttamente sul tavolo dei lavori su come il Sud, se messo in condizione di competere a pari dignità, possa essere traino e motore non solo della propria ripartenza ma anche di quella di tutta l'Italia. 
Continuiamo così sulla strada che già ci ha visto contribuire con idee precise, importanti e già in fase di realizzazione nel programma da Governatore di Michele Emiliano Sindaco di Puglia. Il solo "agitarsi"sui social non basta restando la protesta quasi sempre inascoltata, lo stesso dicasi per operazioni di sola testimonianza elettorale come anche da noi già provato più volte in passato, per non parlare poi di estemporanee quanto vuote passerelle.  
Per essere credibili, considerati e invitati a parlare ai tavoli dei lavori a pari dignità si deve passare alla proposta, che deve essere logica, applicabile, realistica, costruttiva, non velleitaria e portata sempre a schiena dritta, così abbiamo fatto in Puglia con ottimi risultati e così faremo a Roma. #conilsudsiriparte.

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud

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Innovatori-Europei-def

Una Conferenza dal titolo “Per un Mezzogiorno protagonista tra Europa e Mediterraneo. La proposta degli Innovatori Europei” si terrà il prossimo 11 Settembre, dalle 9.30 alle 18, in via Via S. Andrea delle Fratte a Roma, presso la Sala delle Conferenze del Partito Democratico.
L’incontro avrà il seguente programma:
Ore 9.30 – Introduzione
Massimo Preziuso, Fondatore di Innovatori Europei
Ore 9.40 – Saluti
Sandro Gozi, Sottosegretario agli Affari Europei, Lorenzo Guerini, Vice Segretario del Partito Democratico, Ettore Rosato, Capogruppo alla Camera dei Deputati del Partito Democratico, Roberto Speranza, Commissione Affari Esteri, Camera dei Deputati, Partito Democratico
Ore 10.15 – I Sessione
Intervengono
Il Presidente del Gruppo Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo Gianni Pittella, l’AD di Ambrosetti Valerio De Molli, i governatori Rosario Crocetta* (Sicilia), Luciano D’Alfonso* (Abruzzo), Michele Emiliano (Puglia), Marcello Pittella (Basilicata), il Presidente Consiglio Regionale della Regione Calabria Nicola Irto, il Presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa Umberto Ranieri, il Rettore della Università degli Studi La Sapienza di Roma Eugenio Gaudio, il Vice Direttore Generale e Direttore Centrale per l’internazionalizzazione del Sistema Paese e le Autonomie Territoriali del Ministero degli Esteri Vincenzo De Luca, i politici meridionali Francesco Boccia (Presidente Commissione Bilancio, Camera dei Deputati), Nicola Irto (Presidente Consiglio Regionale, Regione Calabria), Gennaro Migliore (Presidente Commissione di inchiesta sul sistema d’accoglienza, Camera dei Deputati), Mario Polese (Consigliere Segretario, Regione Basilicata), Laura Venittelli (Commissione Agricoltura, Camera dei Deputati), e gli assessori regionali alle attività produttive Loredana Capone (Puglia), Amedeo Lepore (Campania), Raffaele Liberali (Basilicata)
Modera: Massimo Preziuso
(in sala: rappresentanti delle ambasciate estere in Italia, delle istituzioni centrali e regionali, delle aziende italiane, dell’accademia e delle professioni)
Ore 13.45 – Pausa
Ore 14 – II Sessione
Interventi alternati
tra il mondo dell’ Università e della Ricerca con Alessandro De Biasio (Ambrosetti), Massimo Guarascio (Università La Sapienza), Cosimo Inferrera (Università degli Studi di Messina), Gaetano La Nave (Università L’Orientale di Napoli), Alfredo Mazzei (Vice Presidente Fondazione Mezzogiorno Europa), Francesca Moraci (Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria), Consuelo Nava (Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria), Luisa Pezone (Segretario Generale Fondazione Mezzogiorno Europa), Mario Raffa (Università Federico II di Napoli), Massimo Lodi Rizzini (Schiller Institute), Enzo Siviero (Istituto Universitario di Architettura di Venezia), Giorgio Ventre (Università Federico II di Napoli), Massimo Veltri (Università della Calabria) e quello dell’innovazione territoriale con Osvaldo Cammarota e Gianmaria Frenna (Innovatori a Bagnoli), Michele Dell’Edera (Partito del Sud, Puglia), Annarita Leonardi (Responsabile attivisti PSE Calabria), Paride Leporace (Direttore Lucana Film Commission), Carmine Nardone (Presidente di Futuridea, innovazione utile e sostenibile, Benevento) Filippo Romeo (IsAG)
Modera : Giuseppina Bonaviri (Rete La Fenice)
(durata massima interventi 10′ – pausa caffè)
Ore 17.45 – Conclusioni e proposta al governo italiano e alle istituzioni europee


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mercoledì 9 settembre 2015

V° CONGRESSO NAZIONALE PARTITO DEL SUD - Napoli 24 Ottobre 2015

                                          A tutti gli iscritti e simpatizzanti del Partito del Sud 

                   CONVOCAZIONE V° CONGRESSO NAZIONALE PARTITO DEL SUD 




                                                     #ConilSudSiRiparte


E' convocata per sabato 24 Ottobre 2015 l'assemblea ordinaria degli iscritti del Partito del Sud, in prima convocazione alle ore 00.01 ed in seconda convocazione alle ore 9.30 a Napoli all'Hotel Palazzo Alabardieri in via Alabardieri 38 a Chiaia. 

I lavori avranno il seguente svolgimento: 

9,30 Apertura del Congresso al pubblico, l’accesso in sala è libero

9,30-9,35 Introduzione ai lavori da parte di Andrea Balia, Vice Presidente Nazionale, della Federazione ospitante di Napoli.

9,35-9,45 Il Presidente Nazionale Natale Cuccurese traccerà i passaggi politici vissuti dal Partito durante la sua ultima presidenza, gli obiettivi raggiunti i futuri scenari.

9,45-13,30 interventi di saluto riservati ai soli ospiti invitati: personalità politiche e della società civile, rappresentanti di partiti, associazioni e movimenti. (L’elenco completo degli ospiti sarà diffuso nei prossimi giorni)

13,30-15,00 pausa lavori

Nel pomeriggio è prevista l'assemblea degli iscritti al movimento, l’accesso in sala e' riservato ai soli iscritti in regola con il tesseramento 2015 e le quote di adesione 2015 (rinnovi entro 30 aprile 2015 e nuovi iscritti entro il 30 settembre 2015), con il seguente Ordine del Giorno: 

 1) 15.00-15,30 Accredito partecipanti e costituzione assemblea

 2) 15,30-16.00 Saluto Presidente Nazionale in carica e approvazione bilanci.

 3) 16.00 -17.00 presentazione programma politico, presentazioni modifiche statutarie di solo carattere amministrativo e presentazione mozioni congressuali

 4) 17.00-18.30 ulteriore dibattito libero con tempi contingentati in base agli iscritti a parlare, presentazione candidature, dichiarazioni di voto, votazione mozioni per alzata di mano

 5) 18.30 -19.00 votazione della Segreteria Nazionale e del CDN (Consiglio Direttivo Nazionale) con votazione a scrutinio segreto (componenti del CDN e Presidente Nazionale che è anche il segretario politico del Partito)

6) 19,00-19.30 proclamazione CDN e Presidente Nazionale.
Ricordiamo che per la candidatura sia per il CDN che per il Presidente nazionale è richiesta la presentazione della propria candidatura prima dell'assemblea.  A norma dell'attuale e vigente Statuto la candidatura può essere presentata da qualsiasi iscritto al Partito in regola con il tesseramento 2015 entro e non oltre il 14 Ottobre 2015, inviando una mail a info@partitodelsud.eu

 7) 19,30 termine dei lavori




                                                                     
                                                  Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud




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                                          A tutti gli iscritti e simpatizzanti del Partito del Sud 

                   CONVOCAZIONE V° CONGRESSO NAZIONALE PARTITO DEL SUD 




                                                     #ConilSudSiRiparte


E' convocata per sabato 24 Ottobre 2015 l'assemblea ordinaria degli iscritti del Partito del Sud, in prima convocazione alle ore 00.01 ed in seconda convocazione alle ore 9.30 a Napoli all'Hotel Palazzo Alabardieri in via Alabardieri 38 a Chiaia. 

I lavori avranno il seguente svolgimento: 

9,30 Apertura del Congresso al pubblico, l’accesso in sala è libero

9,30-9,35 Introduzione ai lavori da parte di Andrea Balia, Vice Presidente Nazionale, della Federazione ospitante di Napoli.

9,35-9,45 Il Presidente Nazionale Natale Cuccurese traccerà i passaggi politici vissuti dal Partito durante la sua ultima presidenza, gli obiettivi raggiunti i futuri scenari.

9,45-13,30 interventi di saluto riservati ai soli ospiti invitati: personalità politiche e della società civile, rappresentanti di partiti, associazioni e movimenti. (L’elenco completo degli ospiti sarà diffuso nei prossimi giorni)

13,30-15,00 pausa lavori

Nel pomeriggio è prevista l'assemblea degli iscritti al movimento, l’accesso in sala e' riservato ai soli iscritti in regola con il tesseramento 2015 e le quote di adesione 2015 (rinnovi entro 30 aprile 2015 e nuovi iscritti entro il 30 settembre 2015), con il seguente Ordine del Giorno: 

 1) 15.00-15,30 Accredito partecipanti e costituzione assemblea

 2) 15,30-16.00 Saluto Presidente Nazionale in carica e approvazione bilanci.

 3) 16.00 -17.00 presentazione programma politico, presentazioni modifiche statutarie di solo carattere amministrativo e presentazione mozioni congressuali

 4) 17.00-18.30 ulteriore dibattito libero con tempi contingentati in base agli iscritti a parlare, presentazione candidature, dichiarazioni di voto, votazione mozioni per alzata di mano

 5) 18.30 -19.00 votazione della Segreteria Nazionale e del CDN (Consiglio Direttivo Nazionale) con votazione a scrutinio segreto (componenti del CDN e Presidente Nazionale che è anche il segretario politico del Partito)

6) 19,00-19.30 proclamazione CDN e Presidente Nazionale.
Ricordiamo che per la candidatura sia per il CDN che per il Presidente nazionale è richiesta la presentazione della propria candidatura prima dell'assemblea.  A norma dell'attuale e vigente Statuto la candidatura può essere presentata da qualsiasi iscritto al Partito in regola con il tesseramento 2015 entro e non oltre il 14 Ottobre 2015, inviando una mail a info@partitodelsud.eu

 7) 19,30 termine dei lavori




                                                                     
                                                  Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud




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domenica 6 settembre 2015

Puglia: Siamo Seri ! Stiamo parlando di due coppie di “Freccia Rossa”, non della rinascita del sud

E’ vero, siamo seri ! Stiamo parlando di due coppie di “Freccia Rossa” che porteranno da Milano a Bari e da Bari a Milano. Fino al 2008 in Puglia ne viagggiavano 6 di coppie dello stesso treno.
Quindi ad oggi ce ne hanno restituito due, fino a Bari, tra l’altro.
Il dibattito politico e giornalistico che però ne è venuto fuori nei giorni successivi e dura ancora in questi giorni, si è concentrato sul fatto che questi treni si fermino a Bari e non raggiungano Lecce. Rivendicazione sacrosanta da parte del Salento, ma dimentichiamo che si è passata tutta l’estate a dibattere sul ritardo del Sud (rapporto SVIMEZ) e sui motivi di tanta arretratezza.
Ora se ci può far piacere che i ci siano due treni in più che superano “il confine”dell’Italia centrale (Ancona) e si “spingono” fino a Bari, dobbiamo dire con altrettanta nettezza che non è questo che fa ripartire il sud.
Non dimentichiamoci che tra Termoli e San Severo ci sono ancora 32 km a “un binario”, si avete capito bene, a “un binario” e che quindi anche il “Freccia Rossa” non dovrà sgarrare di un minuto per non trovarsi costretto ad aspettare l’incrocio con altri convogli, o far aspettare altri convogli per gli stessi motivi.
Il Sud manca di infrastrutture e di strategie degne di questo nome. Rispetto alle strategie promesse dal Governo e di cui siamo in trepida attesa, discutere di due “Freccia Rossa” come se fosse la madre di tutte le battaglie è come discutere della filosofia di Kant partendo dalla carta del libro utilizzato. In pratica si discute del nulla. Si è letto di foggiani contenti e salentini scontenti, di fermata a Foggia come se fosse la più grande innovazione mai ricevuta dalla città che, ricordiamo, in tempi passati era un grande snodo ferroviario e oggi rischia di vedersi bypassata nella tratta Napoli – Bari.
Se questo “masterplan” verrà speriamo. sia il benvenuto, e che sia qualcosa di più serio del “… però vi abbiamo dato… i freccia rossa… ecc. ecc.” e forse sarebbe anche opportuno che qualche politico da sud si chieda come mai si sia persa traccia, come scriveva anche ieri Lugi Vicinanza su “L’Espresso”, degli “Stati Generali del Sud” promessi dal Premier. Per carità, fidiamoci, ma non è che pure stavolta tutto finisce in una bolla di sapone per “il paradiso abitato da poveri diavoli” ? 

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E’ vero, siamo seri ! Stiamo parlando di due coppie di “Freccia Rossa” che porteranno da Milano a Bari e da Bari a Milano. Fino al 2008 in Puglia ne viagggiavano 6 di coppie dello stesso treno.
Quindi ad oggi ce ne hanno restituito due, fino a Bari, tra l’altro.
Il dibattito politico e giornalistico che però ne è venuto fuori nei giorni successivi e dura ancora in questi giorni, si è concentrato sul fatto che questi treni si fermino a Bari e non raggiungano Lecce. Rivendicazione sacrosanta da parte del Salento, ma dimentichiamo che si è passata tutta l’estate a dibattere sul ritardo del Sud (rapporto SVIMEZ) e sui motivi di tanta arretratezza.
Ora se ci può far piacere che i ci siano due treni in più che superano “il confine”dell’Italia centrale (Ancona) e si “spingono” fino a Bari, dobbiamo dire con altrettanta nettezza che non è questo che fa ripartire il sud.
Non dimentichiamoci che tra Termoli e San Severo ci sono ancora 32 km a “un binario”, si avete capito bene, a “un binario” e che quindi anche il “Freccia Rossa” non dovrà sgarrare di un minuto per non trovarsi costretto ad aspettare l’incrocio con altri convogli, o far aspettare altri convogli per gli stessi motivi.
Il Sud manca di infrastrutture e di strategie degne di questo nome. Rispetto alle strategie promesse dal Governo e di cui siamo in trepida attesa, discutere di due “Freccia Rossa” come se fosse la madre di tutte le battaglie è come discutere della filosofia di Kant partendo dalla carta del libro utilizzato. In pratica si discute del nulla. Si è letto di foggiani contenti e salentini scontenti, di fermata a Foggia come se fosse la più grande innovazione mai ricevuta dalla città che, ricordiamo, in tempi passati era un grande snodo ferroviario e oggi rischia di vedersi bypassata nella tratta Napoli – Bari.
Se questo “masterplan” verrà speriamo. sia il benvenuto, e che sia qualcosa di più serio del “… però vi abbiamo dato… i freccia rossa… ecc. ecc.” e forse sarebbe anche opportuno che qualche politico da sud si chieda come mai si sia persa traccia, come scriveva anche ieri Lugi Vicinanza su “L’Espresso”, degli “Stati Generali del Sud” promessi dal Premier. Per carità, fidiamoci, ma non è che pure stavolta tutto finisce in una bolla di sapone per “il paradiso abitato da poveri diavoli” ? 

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giovedì 3 settembre 2015

SUD CUORE IMMENSO


Di Antonio Rosato

Novembre 1943, la feroce battaglia sulla linea GUSTAV assume aspetti che Dante avrebbe potuto descrivere solo aggiungendo un girone in più nell’Inferno della sua divina commedia, il girone peggiore, quello più crudele e zeppo di sofferenze inenarrabili forse. 

Fortificazioni tedesche ben congeniate e alleati dall’altra parte del Garigliano convinti di sfondare si giocano la crudele partita a suon di assalti e bombardamenti incessanti via mare, terra e aria. Al centro la popolazione civile, ignara e ottenebrata dagli eventi al centro della disputa. Perlopiù vecchi donne e bambini perché gli uomini in salute sono chi al fronte, chi prigioniero nei vari campi di lavoro o concentramento sparsi in giro per il mondo. 

Manca cibo, manca acqua potabile. Le bestie quali requisite per soddisfare le esigenze alimentari dei tedeschi, quali cadute sotto le bombe assieme ai loro padroni. Fame e freddo sono solo un contorno alle sofferenze dei feriti, mutilati o morti sotto gli attacchi. Ricoveri non ve ne sono, ne tantomeno ripari poiché il 100% delle abitazioni in alcuni comuni come Castelforte e San Cosma e Damiano sono state abbattute dai bombardamenti. Gli altri invece, quelle donne e bambini o anziani graziati da quella mano invisibile che ha deviato quella scheggia o quella raffica, si porteranno per il resto della vita  fino alla tomba danni psicologici mai sanati. Giorni e giorni senza dormire, e notti illuminate a giorno dai traccianti o dalle granate. Lacrime non se ne versano più, finite da tempo,  e i bambini, quando i bombardamenti erano meno fitti o si spostavano sulle montagne, giocavano tra le macerie con la neve caduta copiosa o i resti delle granate, e spesso anche inesplose o esplose tra piccole ed innocenti  mani che hanno come unica colpa quella di essere venuti al mondo negli anni sbagliati.
Ma dopo mesi e mesi insonni, mangiando erba destinate solitamente alle capre, sradicata tra i muri o nei fossi in paese, perchè fuori paese i campi minati non permettevano di andare, e rassegnati alla morte, arriva la speranza di salvezza. Sotto i bombardamenti vengono sfilati gli abitanti per portarli la dove la guerra non c’è. Mia nonna mi raccontava sempre di quella notte. 

Mio zio che appena camminava e mio padre di pochi giorni  nato sotto i bombardamenti del 23 dicembre del “43 legato con una sciarpa dietro le spalle, si incamminarono assieme ad altre persone. Con gli occhi ancora pieni di terrore e sgranati come se fosse stato ieri mi narrava di quando per non inciampare sulle mine a strappo passavano sui morti del Rio Ravi. Senza scarpe e senza bagagli. Mettendo i piedi uno dietro l’altro sui morti perchè il passaggio era più sicuro. Spesso, senza toccare terra per metri e metri. Giorni di cammino, e poi i camion. Salirono su senza neanche sapere la destinazione, senza chiedere, senza cibo acqua e con l’unico bagaglio al seguito quello della speranza.

La guerra oramai era alle spalle anche se i fischi delle granate e dei proiettili ancora restavano nelle orecchie. Ad essere sincero penso che questi non siano mai andati via e sia poi invecchiata con questi sibili nelle  orecchie e nella testa, solo che non ne parlava, ma sicuramente ci conviveva. I mezzi diretti a sud, quel profondo sud che Lei non aveva mai ne visto nè visitato. Quel Sud meraviglioso che ha accolto questi sfollati a braccia aperte. Lei nello specifico fu destinata assieme ad altre famiglie in quel di CARBONE in provincia di Potenza. Furono accolti con pane appositamente sfornato e formaggio. Sapori oramai dimenticati da mesi. Mi racconta di compaesani che appena messo il primo boccone in bocca hanno dato di stomaco perche vuoto da troppi giorni e non più abituato a ricevere cibo. Ogni famiglia di Carbone, ma cosi anche a Castrovillari, Cittanova, Maratea etc, aprirono le porte di casa a questi profughi di guerra. Profughi definiti allora SFOLLATI.

Ridotti a poco più che ruderi umani, dove non si capiva se la pelle era osso o ancora poteva definirsi pelle, entrarono in una casa vera dopo mesi. Casa aperta e messa a disposizione di persone sconosciute. Cose che solo al Sud forse possono accadere. La gara di solidarietà in paese fu commovente, con scene da da libro “Cuore”. Latte per i bambini, uova e maccheroni fatti in casa, cotti sul fuoco del camino. Quel fuoco che emanava non calore, ma amore. 

Quell’amore meridionale che abbiamo nel sangue. Da noi l’ospite ancora oggi è sacro.  Queste persone erano sfortunate, erano sfollati come i Siriani oggi. E si parlava con i propri figli mettendoli al corrente che da quella sera avrebbero diviso la stanza con un bambino bisognoso, più sfortunato di loro, per questo bisognava stringersi un pochettino di più e condividere tutto. 

Scarpe nuove e vestiti per i bambini “SFOLLATI” e per le mamme. Un letto, cibo e il caldo di una casa. Tutto questo, pensate, senza chiedere nulla in cambio e spessissimo senza neanche capirsi perché i dialetti erano troppo diversi e non tutti conoscevano l’italiano imposto 60 anni prima. Sfollati, cosi si chiamavano. 

Ma oggi il sud non ha perso quel grande cuore e quell’amore che ha verso l’essere umano e per il prossimo. Anche oggi il nostro meridione strappa dall’acqua quei migranti disperati provenienti chi sa da dove. Sulle coste siciliane non si chiede il passaporto, quelle sono cose per buracrati senza faccia e senza cuore. Ma si offre una coperta per scaldarsi, o un paio di ciabatte. Non si chiede al bambino da dove viene, ma gli si offre il cartone di latte e qualche biscotto. Non siamo come alcuni governanti gelidi e senza cuore del nord italia e nord europa. Noi siamo il sud. Che si chiamino sfollati, o profughi, o migranti a noi non interessa. Ho visto in Tv donne meridionali piangere, commosse dalle condizioni e dai racconti di quella povera gente che qualcuno invece vorrebbe affondare a mare. 

Ho visto anziani portare dei panini e vestitini dismessi dei nipotini. Senza chiedere nulla in cambio, come nel “44. E il cuore che è diverso, la sensibilità verso il prossimo, di cui ne vado fiero, che è diversa. Mai nessuno si sognerebbe nel nostro sud di costruire muri o barricate. Nessuno si sognerebbe di tatuare su un braccio un numero. Nessuno si preoccuperebbe di innalzare barriere di filo spinato o far rincorrere dai cani i migranti. Noi siamo il sud, cosi diverso, cosi civile, cosi solidale e cosi ospitale. Non ci importa il colore della pelle, nè il passaporto. 

E mentre nei palazzi Europei in francese o in inglese non si prendono decisioni, da noi al sud senza capirsi , senza conoscere l’arabo o il francese si aiutano queste persone a prescindere da ogni altra considerazione. Si porge la mano verso  il mare e si tira fuori quell’essere spaventato e indifeso che in quel momento ha bisogno. Questo è il nostro sud, e ne vado fiero e orgoglioso. Mentre ad altre latitudini politivi e faccendieri si accapigliano nei palazzi facendo a gara a chi è più razzista,noi siamo diversi da sempre. E la storia lo dice. Vorrei concludere questo mio post con delle parole prese in prestito da un grandissimo meridionale, Totò. 
Parole che vorrei dedicare a quelli che fanno barricate o vorrebbero bombardare i barconi. Parole però, che forse solo noi riusciamo seriamente a comprendere e farle nostre nell’animo:


“Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo,
suppuorteme vicino-che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"



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Di Antonio Rosato

Novembre 1943, la feroce battaglia sulla linea GUSTAV assume aspetti che Dante avrebbe potuto descrivere solo aggiungendo un girone in più nell’Inferno della sua divina commedia, il girone peggiore, quello più crudele e zeppo di sofferenze inenarrabili forse. 

Fortificazioni tedesche ben congeniate e alleati dall’altra parte del Garigliano convinti di sfondare si giocano la crudele partita a suon di assalti e bombardamenti incessanti via mare, terra e aria. Al centro la popolazione civile, ignara e ottenebrata dagli eventi al centro della disputa. Perlopiù vecchi donne e bambini perché gli uomini in salute sono chi al fronte, chi prigioniero nei vari campi di lavoro o concentramento sparsi in giro per il mondo. 

Manca cibo, manca acqua potabile. Le bestie quali requisite per soddisfare le esigenze alimentari dei tedeschi, quali cadute sotto le bombe assieme ai loro padroni. Fame e freddo sono solo un contorno alle sofferenze dei feriti, mutilati o morti sotto gli attacchi. Ricoveri non ve ne sono, ne tantomeno ripari poiché il 100% delle abitazioni in alcuni comuni come Castelforte e San Cosma e Damiano sono state abbattute dai bombardamenti. Gli altri invece, quelle donne e bambini o anziani graziati da quella mano invisibile che ha deviato quella scheggia o quella raffica, si porteranno per il resto della vita  fino alla tomba danni psicologici mai sanati. Giorni e giorni senza dormire, e notti illuminate a giorno dai traccianti o dalle granate. Lacrime non se ne versano più, finite da tempo,  e i bambini, quando i bombardamenti erano meno fitti o si spostavano sulle montagne, giocavano tra le macerie con la neve caduta copiosa o i resti delle granate, e spesso anche inesplose o esplose tra piccole ed innocenti  mani che hanno come unica colpa quella di essere venuti al mondo negli anni sbagliati.
Ma dopo mesi e mesi insonni, mangiando erba destinate solitamente alle capre, sradicata tra i muri o nei fossi in paese, perchè fuori paese i campi minati non permettevano di andare, e rassegnati alla morte, arriva la speranza di salvezza. Sotto i bombardamenti vengono sfilati gli abitanti per portarli la dove la guerra non c’è. Mia nonna mi raccontava sempre di quella notte. 

Mio zio che appena camminava e mio padre di pochi giorni  nato sotto i bombardamenti del 23 dicembre del “43 legato con una sciarpa dietro le spalle, si incamminarono assieme ad altre persone. Con gli occhi ancora pieni di terrore e sgranati come se fosse stato ieri mi narrava di quando per non inciampare sulle mine a strappo passavano sui morti del Rio Ravi. Senza scarpe e senza bagagli. Mettendo i piedi uno dietro l’altro sui morti perchè il passaggio era più sicuro. Spesso, senza toccare terra per metri e metri. Giorni di cammino, e poi i camion. Salirono su senza neanche sapere la destinazione, senza chiedere, senza cibo acqua e con l’unico bagaglio al seguito quello della speranza.

La guerra oramai era alle spalle anche se i fischi delle granate e dei proiettili ancora restavano nelle orecchie. Ad essere sincero penso che questi non siano mai andati via e sia poi invecchiata con questi sibili nelle  orecchie e nella testa, solo che non ne parlava, ma sicuramente ci conviveva. I mezzi diretti a sud, quel profondo sud che Lei non aveva mai ne visto nè visitato. Quel Sud meraviglioso che ha accolto questi sfollati a braccia aperte. Lei nello specifico fu destinata assieme ad altre famiglie in quel di CARBONE in provincia di Potenza. Furono accolti con pane appositamente sfornato e formaggio. Sapori oramai dimenticati da mesi. Mi racconta di compaesani che appena messo il primo boccone in bocca hanno dato di stomaco perche vuoto da troppi giorni e non più abituato a ricevere cibo. Ogni famiglia di Carbone, ma cosi anche a Castrovillari, Cittanova, Maratea etc, aprirono le porte di casa a questi profughi di guerra. Profughi definiti allora SFOLLATI.

Ridotti a poco più che ruderi umani, dove non si capiva se la pelle era osso o ancora poteva definirsi pelle, entrarono in una casa vera dopo mesi. Casa aperta e messa a disposizione di persone sconosciute. Cose che solo al Sud forse possono accadere. La gara di solidarietà in paese fu commovente, con scene da da libro “Cuore”. Latte per i bambini, uova e maccheroni fatti in casa, cotti sul fuoco del camino. Quel fuoco che emanava non calore, ma amore. 

Quell’amore meridionale che abbiamo nel sangue. Da noi l’ospite ancora oggi è sacro.  Queste persone erano sfortunate, erano sfollati come i Siriani oggi. E si parlava con i propri figli mettendoli al corrente che da quella sera avrebbero diviso la stanza con un bambino bisognoso, più sfortunato di loro, per questo bisognava stringersi un pochettino di più e condividere tutto. 

Scarpe nuove e vestiti per i bambini “SFOLLATI” e per le mamme. Un letto, cibo e il caldo di una casa. Tutto questo, pensate, senza chiedere nulla in cambio e spessissimo senza neanche capirsi perché i dialetti erano troppo diversi e non tutti conoscevano l’italiano imposto 60 anni prima. Sfollati, cosi si chiamavano. 

Ma oggi il sud non ha perso quel grande cuore e quell’amore che ha verso l’essere umano e per il prossimo. Anche oggi il nostro meridione strappa dall’acqua quei migranti disperati provenienti chi sa da dove. Sulle coste siciliane non si chiede il passaporto, quelle sono cose per buracrati senza faccia e senza cuore. Ma si offre una coperta per scaldarsi, o un paio di ciabatte. Non si chiede al bambino da dove viene, ma gli si offre il cartone di latte e qualche biscotto. Non siamo come alcuni governanti gelidi e senza cuore del nord italia e nord europa. Noi siamo il sud. Che si chiamino sfollati, o profughi, o migranti a noi non interessa. Ho visto in Tv donne meridionali piangere, commosse dalle condizioni e dai racconti di quella povera gente che qualcuno invece vorrebbe affondare a mare. 

Ho visto anziani portare dei panini e vestitini dismessi dei nipotini. Senza chiedere nulla in cambio, come nel “44. E il cuore che è diverso, la sensibilità verso il prossimo, di cui ne vado fiero, che è diversa. Mai nessuno si sognerebbe nel nostro sud di costruire muri o barricate. Nessuno si sognerebbe di tatuare su un braccio un numero. Nessuno si preoccuperebbe di innalzare barriere di filo spinato o far rincorrere dai cani i migranti. Noi siamo il sud, cosi diverso, cosi civile, cosi solidale e cosi ospitale. Non ci importa il colore della pelle, nè il passaporto. 

E mentre nei palazzi Europei in francese o in inglese non si prendono decisioni, da noi al sud senza capirsi , senza conoscere l’arabo o il francese si aiutano queste persone a prescindere da ogni altra considerazione. Si porge la mano verso  il mare e si tira fuori quell’essere spaventato e indifeso che in quel momento ha bisogno. Questo è il nostro sud, e ne vado fiero e orgoglioso. Mentre ad altre latitudini politivi e faccendieri si accapigliano nei palazzi facendo a gara a chi è più razzista,noi siamo diversi da sempre. E la storia lo dice. Vorrei concludere questo mio post con delle parole prese in prestito da un grandissimo meridionale, Totò. 
Parole che vorrei dedicare a quelli che fanno barricate o vorrebbero bombardare i barconi. Parole però, che forse solo noi riusciamo seriamente a comprendere e farle nostre nell’animo:


“Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo,
suppuorteme vicino-che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"



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lunedì 31 agosto 2015

EUROPA.: …si è coricata vestita per non uscire!

Di Bruno Pappalardo

Come si chiama …Mocherino,…Moscerino,…no, no, Mogherini , si insomma la ministra italiana dell’ Estero d’ Europea?
Ecco era una buona occasione perché qualcuno ricordasse il suo egregio nome; peccato!
E quell’altra per la legislazione, relazioni interistituzionali, Stato di diritto e Carta dei diritti fondamentali  Věra Jourová Rep. Ceca Rep. e uguaglianza di genere o confondo conFrans Timmermans della commissione Juncher.   
Sono andati questi signori  sui confini dell’Ungheria?
SI sono presentati per verificare che non si verificasse che questo Paese non voglia tentare un genocidio nei confronti dei profughi siriani impediti da fili spinati?
Vogliono solo passare e per raggiungere la Germania.
C’è forse qualche accordo con la Merkel che ultimamente ha dichiarato apertamente di volere che l’Europa e in particolare il suo Paese  accoglierà questo popolo,  mentre poi, sotto, sotto,  boicotta ogni tentativo di accoglienza?
Si tratta soltanto di controllarli e sfamare questi disgraziati e non colpirli con lacrimogeni, bastoni e mezzi blindati. Si tratta di non rifiutare loro un diritto umano e previsto dalla Carta dei diritti Europea e di tutti i paesi occidentali e non.  Serve per dichiarare che L’Europa esiste.
Nessuno è andato, dunque, nulla, nessuna Europa esiste!
Intorno il silenzio degli equilibri.
Ma neppure si sono udite campane a morte,… anche se ce ne fossero…
Manco il vento che lascia sul terreno una foglia.
L’Europa? E’ un Terzo pianeta da cui non raccogliere neppure un sassolino che possa raccontare che un giorno passò da lì davvero il vento per lasciare un segno.
L’Europa è impareggiabile a non lasciar alcun segno dell’Uomo.
Ha la straordinaria  capacità di sparire, …talvolta una moneta però  si è affossata nella sottile polvere  che mostra intorno alcuna traccia di piedi testimoniando la Sua Lontananza.
Eppure quanto determinata forza per distruggere Atene,  …che rigore, non smesso per la piccola Grecia.
Tsipras per loro non esisti perché loro non esistono e devo spesso provare a ricordarmelo.



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Di Bruno Pappalardo

Come si chiama …Mocherino,…Moscerino,…no, no, Mogherini , si insomma la ministra italiana dell’ Estero d’ Europea?
Ecco era una buona occasione perché qualcuno ricordasse il suo egregio nome; peccato!
E quell’altra per la legislazione, relazioni interistituzionali, Stato di diritto e Carta dei diritti fondamentali  Věra Jourová Rep. Ceca Rep. e uguaglianza di genere o confondo conFrans Timmermans della commissione Juncher.   
Sono andati questi signori  sui confini dell’Ungheria?
SI sono presentati per verificare che non si verificasse che questo Paese non voglia tentare un genocidio nei confronti dei profughi siriani impediti da fili spinati?
Vogliono solo passare e per raggiungere la Germania.
C’è forse qualche accordo con la Merkel che ultimamente ha dichiarato apertamente di volere che l’Europa e in particolare il suo Paese  accoglierà questo popolo,  mentre poi, sotto, sotto,  boicotta ogni tentativo di accoglienza?
Si tratta soltanto di controllarli e sfamare questi disgraziati e non colpirli con lacrimogeni, bastoni e mezzi blindati. Si tratta di non rifiutare loro un diritto umano e previsto dalla Carta dei diritti Europea e di tutti i paesi occidentali e non.  Serve per dichiarare che L’Europa esiste.
Nessuno è andato, dunque, nulla, nessuna Europa esiste!
Intorno il silenzio degli equilibri.
Ma neppure si sono udite campane a morte,… anche se ce ne fossero…
Manco il vento che lascia sul terreno una foglia.
L’Europa? E’ un Terzo pianeta da cui non raccogliere neppure un sassolino che possa raccontare che un giorno passò da lì davvero il vento per lasciare un segno.
L’Europa è impareggiabile a non lasciar alcun segno dell’Uomo.
Ha la straordinaria  capacità di sparire, …talvolta una moneta però  si è affossata nella sottile polvere  che mostra intorno alcuna traccia di piedi testimoniando la Sua Lontananza.
Eppure quanto determinata forza per distruggere Atene,  …che rigore, non smesso per la piccola Grecia.
Tsipras per loro non esisti perché loro non esistono e devo spesso provare a ricordarmelo.



domenica 30 agosto 2015

IL PIAGNISTEO

Di Bruno  Pappalardo, 

Non c’è la faccio più!
Sono in forte astinenza. Troppo tempo è passato! Ho provato a starmene fermo per postare mie note.  Eh, …beh, è molto più di una settimana! …Ammazza!
Il fatto è che ogni volta che stavo per preparare una nota, ebbene, mi pareva di vedermi dinanzi la figura del Premier che m'additava come un  “piagnicolatone ” insomma un canonico meridionale è sempre e solo ,… “pronto al,  lamento”. Un pregiudizio? …boh, che ne so?!?
M’ero lasciato talmente suggestionare che invece di credere di scrivere, stavo a gemere.  Perché è così! 
Se un meridionale parla del buon gusto di un gelato sta lamentandosi!
Se un meridionale  sta per dire alla vecchietta sul marciapiede, “tranquilla v’aiuto ad attraversare”, ebbene, anche in quel caso, sotto, sotto,  sta lamentandosi perché, anche se non lo dice chiaramente, sta sottolineando che non sono presenti dei sottopassaggi!  Insomma  è un chiara dichiarazione di “ opposizione ad oltranza alle istituzioni”. Si è così!  


Vi ricordate la straordinaria scenetta del grande Petrolini, in “NERONE, imperatore romano” che non poteva aprir bocca per proferire un argomento ma veniva continuamente interrotto per ridurlo al silenzio e anche decantare ed esaltare come tutti coloro che saltano sul carro dei vincitori  ??
 La scena: Nerone (Petrolini)  ha bruciato Roma; ora è davanti al popolo che non lo acclama tranne  i propri  cortigiani che gli sono Alle spalle, Poppea  gli chiede di lanciarsi in uno dei suoi strabocchevoli discorsi, diciamo alla Renzi.
EGLOGE (entrando con un urlo di terrore ): Cesaretto te vonno ammazzà!  Tu sei responsabile dell'incendio.
NERONE  : Io responsabile dell'incendio. No! Sono assicurato con la Fondiaria.
NERONE: Sta bene, parlerò col popolo, ma non mi lasciate solo,  venitemi a tergo...
Si avvia al podio, ma delle urla improvvise lo fanno retrocedere frettolosamente più di una volta. Ci ritorna  ma viene accolto nuovamente dalle grida ma rimane al podio…  
NERONE: Stupido... Ignobile plebaja! Così ricompensate i sacrifici fatti per voi? Ritiratevi, dimostratevi uomini e domani Roma rinascerà più bella e più superba che pria...
VOCE (d. d.): Bravo!
NERONE: Grazie. (rivolgendosi a Egloge e a Poppea:) “ E' piaciuta questa parola,... pria... Il popolo quando sente delle parole difficili si affeziona... Ora gliela ridico... Più bella e più superba che pria”.
VOCE (d. d.): Bravo!
NERONE; ( più affrettatamente cercando di sorprendere il popolo) “Più bella e più superba che pria...
VOCE (d. d.): Bravo!
NERONE: Più bella... grazie.
VOCE (d. d.): Bravo!
NERONE: ... Zie.
VOCE (d. d.): Bravo!
NERONE (facendo il gesto di dire la parola pria, senza però dirla.)
VOCE (d. d.): Bravo!
 ……...( continua)…..
ECCO IL MERIDIONALE E’ COME  ETTORE PETROLINI;  qualsiasi cosa dica e appena apre bocca  per dire che “ IL PAPA STA A ROMA”  viene colpito dalla SCOMUNICA del“LAMENTO CONTINUO”. ottimo sistema per imbavagliare un popolo.  INFATTI NON E’ PER PREGIUDIZIO (sono furbi e fanno di tutto perché persista il preconcetto) ma  è solo un  METODO STRUMENTALE PER TACITARLO!  

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Di Bruno  Pappalardo, 

Non c’è la faccio più!
Sono in forte astinenza. Troppo tempo è passato! Ho provato a starmene fermo per postare mie note.  Eh, …beh, è molto più di una settimana! …Ammazza!
Il fatto è che ogni volta che stavo per preparare una nota, ebbene, mi pareva di vedermi dinanzi la figura del Premier che m'additava come un  “piagnicolatone ” insomma un canonico meridionale è sempre e solo ,… “pronto al,  lamento”. Un pregiudizio? …boh, che ne so?!?
M’ero lasciato talmente suggestionare che invece di credere di scrivere, stavo a gemere.  Perché è così! 
Se un meridionale parla del buon gusto di un gelato sta lamentandosi!
Se un meridionale  sta per dire alla vecchietta sul marciapiede, “tranquilla v’aiuto ad attraversare”, ebbene, anche in quel caso, sotto, sotto,  sta lamentandosi perché, anche se non lo dice chiaramente, sta sottolineando che non sono presenti dei sottopassaggi!  Insomma  è un chiara dichiarazione di “ opposizione ad oltranza alle istituzioni”. Si è così!  


Vi ricordate la straordinaria scenetta del grande Petrolini, in “NERONE, imperatore romano” che non poteva aprir bocca per proferire un argomento ma veniva continuamente interrotto per ridurlo al silenzio e anche decantare ed esaltare come tutti coloro che saltano sul carro dei vincitori  ??
 La scena: Nerone (Petrolini)  ha bruciato Roma; ora è davanti al popolo che non lo acclama tranne  i propri  cortigiani che gli sono Alle spalle, Poppea  gli chiede di lanciarsi in uno dei suoi strabocchevoli discorsi, diciamo alla Renzi.
EGLOGE (entrando con un urlo di terrore ): Cesaretto te vonno ammazzà!  Tu sei responsabile dell'incendio.
NERONE  : Io responsabile dell'incendio. No! Sono assicurato con la Fondiaria.
NERONE: Sta bene, parlerò col popolo, ma non mi lasciate solo,  venitemi a tergo...
Si avvia al podio, ma delle urla improvvise lo fanno retrocedere frettolosamente più di una volta. Ci ritorna  ma viene accolto nuovamente dalle grida ma rimane al podio…  
NERONE: Stupido... Ignobile plebaja! Così ricompensate i sacrifici fatti per voi? Ritiratevi, dimostratevi uomini e domani Roma rinascerà più bella e più superba che pria...
VOCE (d. d.): Bravo!
NERONE: Grazie. (rivolgendosi a Egloge e a Poppea:) “ E' piaciuta questa parola,... pria... Il popolo quando sente delle parole difficili si affeziona... Ora gliela ridico... Più bella e più superba che pria”.
VOCE (d. d.): Bravo!
NERONE; ( più affrettatamente cercando di sorprendere il popolo) “Più bella e più superba che pria...
VOCE (d. d.): Bravo!
NERONE: Più bella... grazie.
VOCE (d. d.): Bravo!
NERONE: ... Zie.
VOCE (d. d.): Bravo!
NERONE (facendo il gesto di dire la parola pria, senza però dirla.)
VOCE (d. d.): Bravo!
 ……...( continua)…..
ECCO IL MERIDIONALE E’ COME  ETTORE PETROLINI;  qualsiasi cosa dica e appena apre bocca  per dire che “ IL PAPA STA A ROMA”  viene colpito dalla SCOMUNICA del“LAMENTO CONTINUO”. ottimo sistema per imbavagliare un popolo.  INFATTI NON E’ PER PREGIUDIZIO (sono furbi e fanno di tutto perché persista il preconcetto) ma  è solo un  METODO STRUMENTALE PER TACITARLO!  

 
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