sabato 22 agosto 2015

AL SERVIZIO DEL PADRONE


Di Antonio Rosato

Credevo che il telegiornale mi informasse su ciò che accade in Italia e nel mondo. 
Credevo che i grassetti e le foto che leggo e vedo in edicola servissero a dare al lettore un flash su notizie vere e libere che avrei trovato negli approfondimenti all’interno. 
Credevo che la stampa fosse la massima espressione di libertà e democrazia per un paese civile. 
Credevo di leggere nei primi posti nella classifica annuale mondiale sulla “libertà di stampa” il nostro paese. Credevo che ci fossero testate giornalistiche di destra e di sinistra. 
Credevo che ci fossero anche testate giornalistiche indipendenti. 
Credevo che avrei trovato sempre la verità nei quotidiani. 
Credevo che l’appuntamento davanti alla tele alle otto di sera fosse il modo più attivo e uniforme per informare il paese su questioni economiche politiche e culturali in modo reale. 
Credevo che la mia fiducia posta nella comunicazione italiana fosse ripagata dalla correttezza e dalla veridicità delle notizie. 
Credevo che la RAI fosse nata per unire il paese da nord a sud con l’intendo di allevare e puntare sull’accrescimento culturale uniforme con programmi, notiziari, approfondimenti, imprese sportive come quelle impresse nella mente di tutti di Bartali e Coppi o degli sconosciuti fratelli campani Abbagnale che portano il tricolore sul gradino più alto del podio sotto gli occhi di tutto il mondo, o delle mitiche imprese e i record mondiali del brindisino Mennea. 
Credevo che servisse quotidianamente  ad unire in tutte le circostanze la nazione e non solo quando l’Italia del calcio vince i mondiali. 
Credevo che nella comunicazione nazionale ci fosse spazio per tutti e non  sempre per i soliti noti. 
Credevo che i reporter in giro nel mondo che ci raccontano di guerre e la politica ci riportino la verità e non quello che i potenti vogliono che si dica. 
Credevo nella libertà di stampa, e non nella stampa corrotta al soldo dei potenti. 
Credevo in un giornalismo caparbio e cocciuto che non avesse paura di raccontare la verità, e non in un giornalismo timoroso e ricattato da sovvenzioni pubbliche o da cambio dei vertici della testata perché scomodi. 
Credevo in un garante imparziale e laborioso. 
Credevo in un ordine dei giornalisti distaccato dai poteri, autoritario vigile e indipendente. 
Credevo che i giornali vivessero con le vendite quotidiane e le pubblicità stampate a tutta pagina. 
Credevo che le tirature servissero per la vita e traguardi del giornale e che fossero veicolo di qualità e competenza verso il cittadino. 
Credevo che i soldi pubblici servissero per fare strade nuove o riparare quelle dissestate, mettere in sicurezza edifici scolastici, investimenti sul lavoro etc etc, e non a sovvenzionare testate giornalistiche che mai ho trovato in edicola. 
Credevo di trovare riportato trascrizioni di intercettazioni per gravi fatti di mafia, o intercettazioni che hanno permesso arresti importanti, e non trascrizioni di intercettazioni del figlio di Moggi che vuole passare momenti di tenerezza con una velina a Parigi, o ancora più grave, intercettazioni dubbie che spesso servono a destabilizzare un politico o una politica scomoda. 
Credevo che il giornalismo fosse una sorta di caccia alla notizia e non il creare la notizia sulla mafia piuttosto che sulla camorra in un’ufficio a Milano senza mai aver messo neanche piede una sola volta in Sicilia o a Napoli. 
Credevo che un reporter di guerra riportasse su carta o in video quello che vede o sente sul campo, e non riportare quello che la NATO o quei governi specifici vogliono che si dica. 
Credevo che carta stampata o TV avessero anche il compito, oltre che l’obbligo morale, di coadiuvare alla crescita del paese, in maniera più particolare la dove questo è più in difficoltà, e non parlare di Sud solo quando c’è emergenza rifiuti in Campania o quando un’autobomba esplode a Capaci. 
Credevo in un giornalismo che andasse a vedere e riportare il divario strutturale tra nord e sud, e non un giornalismo capace di trasformare L’EXPO in un grande successo o i vari scandali nordici come fossero quasi eventi folkloristici riusciti male. 
Credevo che la censura fosse una pratica di altri tempi, di altri regimi politici. 
Credevo, credevo, credevo. 
Credevo questo e tante altre cose. 

Quando giri un po’ per lo stivale, quando parli con la gente, quando il mondo oramai e più vicino a noi grazie a internet e anche ai voli a prezzi orami talmente bassi che permettono alla persona di spostarsi all’estero con una facilità impensabile pochi decenni fa, beh ti accorgi che la realtà e molto diversa da quella che ti dicono in TV o che trovi scritta sui giornali. 
Non posso accettare che guerre in piena Europa vengano strumentalizzate o non raccontate. 
Non posso accettare che il canone RAI serva per conoscere quante volte il figlio di Belen ha mangiato oggi e non conosciamo del perché il petrolio diminuisce il suo costo al barile, il cambio euro dollaro sempre più favorevole e la benzina veste sempre un prezzo al cartellone troppo “incomprensibile”, pur avendo tra l’altro, i pozzi continentali più grandi d’Europa. 
Mi duole pensare alle sovvenzioni pubbliche che prendono alcune testate possano far mutare o essere la causa dell’appiattimento della notizia che spesso e volentieri viene guidata verso la distorsione forzata. 
Mi domando quanti di vuoi hanno mai trovato in edicola “IL CAMPANILE”. Eppure questo giornale ha ricevuto un barca di soldi pubblici. 
Mi chiedo se sia giusto che il Consiglio di Amministrazione della RAI venga cambiato e nominato dal Presidente del Consiglio in carica al momento. 
La Rai dovrebbe o no essere degli italiani? E se viene nominato un nuovo direttore questi secondo voi può mai essere neutrale? 
Non è più la RAI degli italiani, ma è una televisione politicizzata al servizio della politica. 
Parlando di Televisione prendo a prestito da Lubrano la mitica frase “la domanda nasce spontanea”:  “e perché dovrei pagare il canone allora?” Si ok il canone adesso è camuffato come tassa di proprietà e bla bla bla. Ma tutti sappiamo, no? Mi duole anche digitare su google “classifica annuale sulla libertà di stampa”. 

Mi duole e mi fa vergognare trovare l’Italia dietro paesi come la Mongolia, il Burkina Faso (con tutto il massimo rispetto per questi paesi ovviamente)  e scovare il bel paese dozzine e dozzine di posizioni dietro molti paesi, posizionandosi nell’ultimo quarto della classifica mondiale. Mi chiedo se questa stampa meriti o no i nostri soldi, oppure se questi soldi sarebbe più utile destinarli ai libri gratuiti per le scuole dell’obbligo, o a quei padri separati messi al lastrico che dormono in macchina tanto per citarne ingenuamente un paio di esempi a caso fra tanti. 

Stanno facendo un gioco davvero sporco inculcandoci nella testa quello che vogliono, non quello che è. Questa tortura culturale, la stiamo pagando apparenterete senza dolore. Come una forma mediatica di eutanasia che ci toglie la vita senza farci sentire dolore. 
Noi vogliamo notizie vere, cronaca sul campo imparziale e non strumentale. Crediamo ancora nella libertà di stampa e non vogliamo più un giornalismo AL SERVIZIO DEL PADRONE .



.
Leggi tutto »

Di Antonio Rosato

Credevo che il telegiornale mi informasse su ciò che accade in Italia e nel mondo. 
Credevo che i grassetti e le foto che leggo e vedo in edicola servissero a dare al lettore un flash su notizie vere e libere che avrei trovato negli approfondimenti all’interno. 
Credevo che la stampa fosse la massima espressione di libertà e democrazia per un paese civile. 
Credevo di leggere nei primi posti nella classifica annuale mondiale sulla “libertà di stampa” il nostro paese. Credevo che ci fossero testate giornalistiche di destra e di sinistra. 
Credevo che ci fossero anche testate giornalistiche indipendenti. 
Credevo che avrei trovato sempre la verità nei quotidiani. 
Credevo che l’appuntamento davanti alla tele alle otto di sera fosse il modo più attivo e uniforme per informare il paese su questioni economiche politiche e culturali in modo reale. 
Credevo che la mia fiducia posta nella comunicazione italiana fosse ripagata dalla correttezza e dalla veridicità delle notizie. 
Credevo che la RAI fosse nata per unire il paese da nord a sud con l’intendo di allevare e puntare sull’accrescimento culturale uniforme con programmi, notiziari, approfondimenti, imprese sportive come quelle impresse nella mente di tutti di Bartali e Coppi o degli sconosciuti fratelli campani Abbagnale che portano il tricolore sul gradino più alto del podio sotto gli occhi di tutto il mondo, o delle mitiche imprese e i record mondiali del brindisino Mennea. 
Credevo che servisse quotidianamente  ad unire in tutte le circostanze la nazione e non solo quando l’Italia del calcio vince i mondiali. 
Credevo che nella comunicazione nazionale ci fosse spazio per tutti e non  sempre per i soliti noti. 
Credevo che i reporter in giro nel mondo che ci raccontano di guerre e la politica ci riportino la verità e non quello che i potenti vogliono che si dica. 
Credevo nella libertà di stampa, e non nella stampa corrotta al soldo dei potenti. 
Credevo in un giornalismo caparbio e cocciuto che non avesse paura di raccontare la verità, e non in un giornalismo timoroso e ricattato da sovvenzioni pubbliche o da cambio dei vertici della testata perché scomodi. 
Credevo in un garante imparziale e laborioso. 
Credevo in un ordine dei giornalisti distaccato dai poteri, autoritario vigile e indipendente. 
Credevo che i giornali vivessero con le vendite quotidiane e le pubblicità stampate a tutta pagina. 
Credevo che le tirature servissero per la vita e traguardi del giornale e che fossero veicolo di qualità e competenza verso il cittadino. 
Credevo che i soldi pubblici servissero per fare strade nuove o riparare quelle dissestate, mettere in sicurezza edifici scolastici, investimenti sul lavoro etc etc, e non a sovvenzionare testate giornalistiche che mai ho trovato in edicola. 
Credevo di trovare riportato trascrizioni di intercettazioni per gravi fatti di mafia, o intercettazioni che hanno permesso arresti importanti, e non trascrizioni di intercettazioni del figlio di Moggi che vuole passare momenti di tenerezza con una velina a Parigi, o ancora più grave, intercettazioni dubbie che spesso servono a destabilizzare un politico o una politica scomoda. 
Credevo che il giornalismo fosse una sorta di caccia alla notizia e non il creare la notizia sulla mafia piuttosto che sulla camorra in un’ufficio a Milano senza mai aver messo neanche piede una sola volta in Sicilia o a Napoli. 
Credevo che un reporter di guerra riportasse su carta o in video quello che vede o sente sul campo, e non riportare quello che la NATO o quei governi specifici vogliono che si dica. 
Credevo che carta stampata o TV avessero anche il compito, oltre che l’obbligo morale, di coadiuvare alla crescita del paese, in maniera più particolare la dove questo è più in difficoltà, e non parlare di Sud solo quando c’è emergenza rifiuti in Campania o quando un’autobomba esplode a Capaci. 
Credevo in un giornalismo che andasse a vedere e riportare il divario strutturale tra nord e sud, e non un giornalismo capace di trasformare L’EXPO in un grande successo o i vari scandali nordici come fossero quasi eventi folkloristici riusciti male. 
Credevo che la censura fosse una pratica di altri tempi, di altri regimi politici. 
Credevo, credevo, credevo. 
Credevo questo e tante altre cose. 

Quando giri un po’ per lo stivale, quando parli con la gente, quando il mondo oramai e più vicino a noi grazie a internet e anche ai voli a prezzi orami talmente bassi che permettono alla persona di spostarsi all’estero con una facilità impensabile pochi decenni fa, beh ti accorgi che la realtà e molto diversa da quella che ti dicono in TV o che trovi scritta sui giornali. 
Non posso accettare che guerre in piena Europa vengano strumentalizzate o non raccontate. 
Non posso accettare che il canone RAI serva per conoscere quante volte il figlio di Belen ha mangiato oggi e non conosciamo del perché il petrolio diminuisce il suo costo al barile, il cambio euro dollaro sempre più favorevole e la benzina veste sempre un prezzo al cartellone troppo “incomprensibile”, pur avendo tra l’altro, i pozzi continentali più grandi d’Europa. 
Mi duole pensare alle sovvenzioni pubbliche che prendono alcune testate possano far mutare o essere la causa dell’appiattimento della notizia che spesso e volentieri viene guidata verso la distorsione forzata. 
Mi domando quanti di vuoi hanno mai trovato in edicola “IL CAMPANILE”. Eppure questo giornale ha ricevuto un barca di soldi pubblici. 
Mi chiedo se sia giusto che il Consiglio di Amministrazione della RAI venga cambiato e nominato dal Presidente del Consiglio in carica al momento. 
La Rai dovrebbe o no essere degli italiani? E se viene nominato un nuovo direttore questi secondo voi può mai essere neutrale? 
Non è più la RAI degli italiani, ma è una televisione politicizzata al servizio della politica. 
Parlando di Televisione prendo a prestito da Lubrano la mitica frase “la domanda nasce spontanea”:  “e perché dovrei pagare il canone allora?” Si ok il canone adesso è camuffato come tassa di proprietà e bla bla bla. Ma tutti sappiamo, no? Mi duole anche digitare su google “classifica annuale sulla libertà di stampa”. 

Mi duole e mi fa vergognare trovare l’Italia dietro paesi come la Mongolia, il Burkina Faso (con tutto il massimo rispetto per questi paesi ovviamente)  e scovare il bel paese dozzine e dozzine di posizioni dietro molti paesi, posizionandosi nell’ultimo quarto della classifica mondiale. Mi chiedo se questa stampa meriti o no i nostri soldi, oppure se questi soldi sarebbe più utile destinarli ai libri gratuiti per le scuole dell’obbligo, o a quei padri separati messi al lastrico che dormono in macchina tanto per citarne ingenuamente un paio di esempi a caso fra tanti. 

Stanno facendo un gioco davvero sporco inculcandoci nella testa quello che vogliono, non quello che è. Questa tortura culturale, la stiamo pagando apparenterete senza dolore. Come una forma mediatica di eutanasia che ci toglie la vita senza farci sentire dolore. 
Noi vogliamo notizie vere, cronaca sul campo imparziale e non strumentale. Crediamo ancora nella libertà di stampa e non vogliamo più un giornalismo AL SERVIZIO DEL PADRONE .



.

venerdì 21 agosto 2015

IL POSTO FISSO!

di Bruno Pappalardo

Non vorrei parlare di Sud.
Siamo pure stanchi di essere continuamente additati come le scimmiette col culo rosso pomodoro. Abbiamo capito! Siamo quel che siamo. Siamo i figli dei figli dei figli…et cetera di coloro che vennero colonizzati dai piemontesi e da allora questo straordinario territorio non si è più rialzato.

Michele Emiliano dice: “Scateniamo l’Inferno sulla Questione Meridionale,…(…) …la questione meridionale è la madre di tutte le battaglie ". OK! Va bene, ci credo fermamente, parteciperò con tutte le mie forze e passione convinta. Lo so mi sentite rassegnato ma non è così!
E’ vero, ci sono due scuole di pensiero e soprattutto di economisti che dicono: “ No, il Nord senza il Sud non sarebbe mai diventato quella parte del paese più ricca e rivestito, per intero di tessuto industrializzato e appaltatore e, chi, sostiene il contrario: Il Sud zavorra del Nord lavoratore e “non evasore”. Il popolo del le partite IVA ( che paga solo il Sud ma incassa il Nord)

Ma avete visto che cosa si è fatta dell’Italia? Aveva un debito pubblico alto ma diciamo pure che tra i 22/20 anni questo è schizzato verso il basso raddoppiandosi dopo 40 anni
Succedeva che un stolto “ capitalismo liberista”, ( solo spettacolare) il cui popolo era composto da, liberi professionisti, agente di commercio e immobiliaristi, costruttori e tanti piccoli imprenditori soprattutto di un zoppicante artigianato che si lamentava e letteralmente odiava quelli del “POSTO FISSO” perché non c’erano mai sul posto di lavoro ma al bar, perché erano sgarbati ( nulla è cambiato) perché prendevano un buon stipendio immeritatamente e pure la pensione ( accidenti la pensione con la liquidazione) i vigili, i carabinieri, i lavoratori sempre in sciopero, operatori ecologici che non spazzavano et cetera. 

BISOGNAVA SFASCIARE QUESTO MAL COSTUME !
Giunse il VENDICATORE, Berlusconi che tanta voglia di odiare non aveva ma quello di arricchirsi SI! Ma nessunolo capiva e, poi c'era l'elemento " COMUNISMO" parola in disuso ma riportata negli studios televisivi per trasformare "politica in paura"che, per soggiogare un popolo è proprio quella giusta.
Effettivamente tutto si sfascia già da prima della crisi e inizia a colpire già con certi personaggi di FI.
Poi arrivò Monti e La FORNERO e furono “amari” perché sulla stessa linea del cosiddetto liberalismo implacabile e astioso.
Nessuno pensava che quel popolo del posto fisso dava da mangiare all’Italia, …accidenti consumavano!!

Compravano scarpe, zainetti, felpe, cappottini impermeabili tute e ogni ben di dio. Un operaio faceva di tutto perché i figli non avvertissero differenze sociali tra ceti.
Arriva anche la crisi, Bene!
Come si farà? E che ci vuole! Si tolgono diritti agli operai perché così non possono pretendere straordinari e altri benefici e si abbassano i salari per restare dentro le spese.
Bisognava indebitarsi e inondare di denaro i consumatori non toglierli, ( es; Obama, USA)
MERDACCIA avrebbe detto FANTOCCI (…zzi)!
Agli esperti della Bocconi,… calci sui denti! Ovvio che oggi il mercato del lavoro vuole altre strategie e percorsi per i nuovi lavoratori ma comunque pensioni,… NISBA!!
cosa stai pensando?

Leggi tutto »
di Bruno Pappalardo

Non vorrei parlare di Sud.
Siamo pure stanchi di essere continuamente additati come le scimmiette col culo rosso pomodoro. Abbiamo capito! Siamo quel che siamo. Siamo i figli dei figli dei figli…et cetera di coloro che vennero colonizzati dai piemontesi e da allora questo straordinario territorio non si è più rialzato.

Michele Emiliano dice: “Scateniamo l’Inferno sulla Questione Meridionale,…(…) …la questione meridionale è la madre di tutte le battaglie ". OK! Va bene, ci credo fermamente, parteciperò con tutte le mie forze e passione convinta. Lo so mi sentite rassegnato ma non è così!
E’ vero, ci sono due scuole di pensiero e soprattutto di economisti che dicono: “ No, il Nord senza il Sud non sarebbe mai diventato quella parte del paese più ricca e rivestito, per intero di tessuto industrializzato e appaltatore e, chi, sostiene il contrario: Il Sud zavorra del Nord lavoratore e “non evasore”. Il popolo del le partite IVA ( che paga solo il Sud ma incassa il Nord)

Ma avete visto che cosa si è fatta dell’Italia? Aveva un debito pubblico alto ma diciamo pure che tra i 22/20 anni questo è schizzato verso il basso raddoppiandosi dopo 40 anni
Succedeva che un stolto “ capitalismo liberista”, ( solo spettacolare) il cui popolo era composto da, liberi professionisti, agente di commercio e immobiliaristi, costruttori e tanti piccoli imprenditori soprattutto di un zoppicante artigianato che si lamentava e letteralmente odiava quelli del “POSTO FISSO” perché non c’erano mai sul posto di lavoro ma al bar, perché erano sgarbati ( nulla è cambiato) perché prendevano un buon stipendio immeritatamente e pure la pensione ( accidenti la pensione con la liquidazione) i vigili, i carabinieri, i lavoratori sempre in sciopero, operatori ecologici che non spazzavano et cetera. 

BISOGNAVA SFASCIARE QUESTO MAL COSTUME !
Giunse il VENDICATORE, Berlusconi che tanta voglia di odiare non aveva ma quello di arricchirsi SI! Ma nessunolo capiva e, poi c'era l'elemento " COMUNISMO" parola in disuso ma riportata negli studios televisivi per trasformare "politica in paura"che, per soggiogare un popolo è proprio quella giusta.
Effettivamente tutto si sfascia già da prima della crisi e inizia a colpire già con certi personaggi di FI.
Poi arrivò Monti e La FORNERO e furono “amari” perché sulla stessa linea del cosiddetto liberalismo implacabile e astioso.
Nessuno pensava che quel popolo del posto fisso dava da mangiare all’Italia, …accidenti consumavano!!

Compravano scarpe, zainetti, felpe, cappottini impermeabili tute e ogni ben di dio. Un operaio faceva di tutto perché i figli non avvertissero differenze sociali tra ceti.
Arriva anche la crisi, Bene!
Come si farà? E che ci vuole! Si tolgono diritti agli operai perché così non possono pretendere straordinari e altri benefici e si abbassano i salari per restare dentro le spese.
Bisognava indebitarsi e inondare di denaro i consumatori non toglierli, ( es; Obama, USA)
MERDACCIA avrebbe detto FANTOCCI (…zzi)!
Agli esperti della Bocconi,… calci sui denti! Ovvio che oggi il mercato del lavoro vuole altre strategie e percorsi per i nuovi lavoratori ma comunque pensioni,… NISBA!!
cosa stai pensando?

lunedì 17 agosto 2015

Scateneremo l’inferno, piaccia o non piaccia, lo faremo.

Una riflessione della collega Myrta Merlino di LA7, su un episodio molto increscioso e quasi incredibile capitatogli in Sicilia, mi ha portato a postargli alcune riflessioni sulla sua pagina che condivido volentieri qui.
Stazione di Matera – Città Europea della Cultura 2019

“Al sud nonostante una miriade di episodi come questo pensiamo di farcela. crediamo in noi stessi e crediamo che chi resta e vuole restare può fare molto. Crediamo anche che i fondi pubblici li prenda anche Trenord (quelli per intenderci che rallentavano le corse dei treni a posta per prendere gli straordinari ricordate ?), li hanno presi le cliniche che impiantavano cuori artificiali difettati (ricordate ?), li prende anche il Mose ecc. ecc. Se vogliamo affrontare il problema del sud parlando solo dei disservizi (del sud) allora siamo finiti… è vero non c’è speranza. Ma chi governa ha il dovere di progettare lo sviluppo in tutto il Paese… (senza immaginarlo con locomotive e vagoni) L’episodio va bene, ma non è sufficiente, anche se gli episodi fossero migliaia. Perché non è possibile non avere un progetto di Paese volto al Mediterraneo, e alle infrastrutture di chi c’è in questo Mediterraneo. Il Paese, questa è la verità, non ha mai pensato di avere un progetto a sud e per il sud, le linee di comunicazione si sviluppano per direttrici (come nelle colonie dove è necessario portare le merci e non favorire gli scambi) e non per reti (come in tutti i luoghi sviluppati). L’episodio va bene è gravissimo, necessita sanzioni sono il primo a dirlo, ma non è quello il sud. Il sud è una terra che fino a ieri è stata considerata di serie B e che oggi è in grado e ha voglia di “scatenare l’inferno” come dice Michele Emiliano bisognerà farsene una ragione, piaccia o non piaccia, la Costituzione va applicata. “
di Michele Dell’Edera


.
Leggi tutto »
Una riflessione della collega Myrta Merlino di LA7, su un episodio molto increscioso e quasi incredibile capitatogli in Sicilia, mi ha portato a postargli alcune riflessioni sulla sua pagina che condivido volentieri qui.
Stazione di Matera – Città Europea della Cultura 2019

“Al sud nonostante una miriade di episodi come questo pensiamo di farcela. crediamo in noi stessi e crediamo che chi resta e vuole restare può fare molto. Crediamo anche che i fondi pubblici li prenda anche Trenord (quelli per intenderci che rallentavano le corse dei treni a posta per prendere gli straordinari ricordate ?), li hanno presi le cliniche che impiantavano cuori artificiali difettati (ricordate ?), li prende anche il Mose ecc. ecc. Se vogliamo affrontare il problema del sud parlando solo dei disservizi (del sud) allora siamo finiti… è vero non c’è speranza. Ma chi governa ha il dovere di progettare lo sviluppo in tutto il Paese… (senza immaginarlo con locomotive e vagoni) L’episodio va bene, ma non è sufficiente, anche se gli episodi fossero migliaia. Perché non è possibile non avere un progetto di Paese volto al Mediterraneo, e alle infrastrutture di chi c’è in questo Mediterraneo. Il Paese, questa è la verità, non ha mai pensato di avere un progetto a sud e per il sud, le linee di comunicazione si sviluppano per direttrici (come nelle colonie dove è necessario portare le merci e non favorire gli scambi) e non per reti (come in tutti i luoghi sviluppati). L’episodio va bene è gravissimo, necessita sanzioni sono il primo a dirlo, ma non è quello il sud. Il sud è una terra che fino a ieri è stata considerata di serie B e che oggi è in grado e ha voglia di “scatenare l’inferno” come dice Michele Emiliano bisognerà farsene una ragione, piaccia o non piaccia, la Costituzione va applicata. “
di Michele Dell’Edera


.

domenica 16 agosto 2015

Andrea Balìa : Mia lettera a Enrico Deaglio su Sud, Svimez, Renzi…



Ecco la mia lettera spedita oggi al giornalista Enrico Deaglio riguardo al suo articolo in merito pubblicato su ”il Venerdì”(allegato di ”la Repubblica”) del 13 Agosto 2015 u.s. :

Napoli, 14/08/2015

“Caro Deaglio

La leggo da sempre e stimo la sua lucidità d’analisi e una trasparente onestà intellettuale. Nel suo ultimo pezzo su ”il Venerdi” del 13 Agosto dal titolo “ La sentenza per il Sud : non c’è più nulla da fare. Chiamate il prete” Lei accenna a una riflessione per cui, come da titolo, al Sud mancherebbe l’estrema unzione, visti i dati drammatici dello Svimez. Accenna poi con giustezza, alla differente sorte toccata alla Germania dell’Est risolta in 20 anni dal governo centrale. Infine dice che si potrebbero addurre motivazioni  alle vicende determinate dai Cavour e Garibaldi, ma poi arriverebbero i Neoborbonici che non si sa dove ci porterebbero. La tranquillizzo subito : non sono neoborbonico, ma bensì meridionalista convinto e praticante, potrei parlarLe della mia partecipazione al “Partito del Sud”, appunto meridionalista, progressista e gramsciano, sostenitore convinto (non dell’ultim’ora..) del sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Ma non intendo tediarla. Riguardo alla Germania, pur chiarendo che la mia predisposizione rispetto ai tedeschi è ben lontana dalla simpatia, va detto che va dato loro merito d’aver risolto la loro questione come noi non ci siamo riusciti in più di 150 anni. Basterebbe far quello per trasformare un’unità più intesa come colonizzazione che unificazione, altro che programmare estreme unzioni. Lei chiude dicendo che s’affida a Renzi, alla sua energia e al suo entusiasmo. Al Sud ci sorge più di qualche dubbio in merito visto le spallucce, le battutine, le retoriche accuse d’abbondonare il piagnisteo..più retoriche di quanto sia retorico lo stesso piagnisteo, o le firme non rispettate riguardo al problema Bagnoli. Lei si fida d’uno che non rispetta manco gli impegni che firma?"

La saluto cordialmente…

Andrea Balìa




.
Leggi tutto »


Ecco la mia lettera spedita oggi al giornalista Enrico Deaglio riguardo al suo articolo in merito pubblicato su ”il Venerdì”(allegato di ”la Repubblica”) del 13 Agosto 2015 u.s. :

Napoli, 14/08/2015

“Caro Deaglio

La leggo da sempre e stimo la sua lucidità d’analisi e una trasparente onestà intellettuale. Nel suo ultimo pezzo su ”il Venerdi” del 13 Agosto dal titolo “ La sentenza per il Sud : non c’è più nulla da fare. Chiamate il prete” Lei accenna a una riflessione per cui, come da titolo, al Sud mancherebbe l’estrema unzione, visti i dati drammatici dello Svimez. Accenna poi con giustezza, alla differente sorte toccata alla Germania dell’Est risolta in 20 anni dal governo centrale. Infine dice che si potrebbero addurre motivazioni  alle vicende determinate dai Cavour e Garibaldi, ma poi arriverebbero i Neoborbonici che non si sa dove ci porterebbero. La tranquillizzo subito : non sono neoborbonico, ma bensì meridionalista convinto e praticante, potrei parlarLe della mia partecipazione al “Partito del Sud”, appunto meridionalista, progressista e gramsciano, sostenitore convinto (non dell’ultim’ora..) del sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Ma non intendo tediarla. Riguardo alla Germania, pur chiarendo che la mia predisposizione rispetto ai tedeschi è ben lontana dalla simpatia, va detto che va dato loro merito d’aver risolto la loro questione come noi non ci siamo riusciti in più di 150 anni. Basterebbe far quello per trasformare un’unità più intesa come colonizzazione che unificazione, altro che programmare estreme unzioni. Lei chiude dicendo che s’affida a Renzi, alla sua energia e al suo entusiasmo. Al Sud ci sorge più di qualche dubbio in merito visto le spallucce, le battutine, le retoriche accuse d’abbondonare il piagnisteo..più retoriche di quanto sia retorico lo stesso piagnisteo, o le firme non rispettate riguardo al problema Bagnoli. Lei si fida d’uno che non rispetta manco gli impegni che firma?"

La saluto cordialmente…

Andrea Balìa




.

sabato 15 agosto 2015

BUON FERRAGOSTO A TUTTI DAL PARTITO DEL SUD !!

Per le tue vacanze scegli il Sud !

Napoli
Palermo
Reggio Calabria
Bari
Matera
L'Aquila
Campobasso



.
Leggi tutto »
Per le tue vacanze scegli il Sud !

Napoli
Palermo
Reggio Calabria
Bari
Matera
L'Aquila
Campobasso



.

venerdì 14 agosto 2015

STUPIDI, STUPIDI, STUPIDI,…uccidete voi stessi e gli altri!

Di Bruno Pappalardo

Ero da poco sveglio.
Al solito accendo la tivù , eternamente sintonizzato su RaiNews24, bello o brutto che sia o cosa sia diventato dopo la direzione di Corradino Mineo, qui poco conta.
Conta che incominciai svogliatamente a seguire le notizie. Il caldo già s’avviava a divorarmi con fauci anche quelle sudanti, di un mostro giallo,…no anzi, Rosso,… le allucinazioni già si mostravano.
Eccoli i nipponici che si inchinano a 90° davanti ad un ammasso di pietre ordinate e squadrate che volevano fosse una stele in onore di tutti i morti del 6 Agosto del 1945 da parte dell’aeronautica militare statunitense che alle 8,15 sgancia prima su Hiroshima e poi su Nagasaki gli arcinoti ordigni della morte “little Boy” e poi la “Fat Man”. Muoiono da 100/200.000 vittime dirette ed esclusivamente civili.
Questo evento cambierà la Storia di quegli anni ma anche il concetto dell’esistenza dell’uomo che diventa apocalittica ma anche più chiara visione del futuro dell’intera storia dell’umanità
Mi ricordo di averli già visti chini, mi chiedo.? Era stato pochi mesi prima che avevo visto già quella scena.
Un dejà vu o solo un sogno o delirio per il caldo? Nooo!
Era Marzo di quest’anno che ho visto gli stessi inchini in accappatoio.
Si commemoravano i morti, diretti ( 20.000) e indiretti di un’altra grande tragedia, quella dello tsunami
dell’11 Marzo del 2011 per l’incidente nella centrale nucleare di Fukushima.
Il 12 di Agosto altri inchini ( proprio l’altro ieri)
Cavolo mi dico. Ma stanno sempre a testa in giù???
Dal 12 appunto il Giappone è nuovamente un paese produttore di energia nucleare, …ma insomma BASTA!
Fukushima è stata una vera tragedia molto più grande di quella di Cernobyl –
La nube raggiunse la Francia e L’Italia con un incremento ( almeno quello visibile)di casi di malattie tiroidei. Ma raggiunse quasi tutta l’Europa
Parlare della Germania e dire tutto il male di questo mondo non è neppure giusto. Questo popolo ha deciso veramente di abbandonare tutti i programmi di reattori nucleari proprio da quegli anni e lo ha mantenuto.
Stupidi, Stupidi, Stupidi, alzatevi dritti e strappatevi i vostri abiti che ricordano un passato illustre. Non li meritate:
• Maggio 2011, il primo ministro giapponese, visto la tragedia e l’opinione pubblica contraria, decide di lasciare i piani per la costruzione di 14 nuovi reattori a fissione;
• Giugno 2011, il ministro dell'Industria Giapponese, Banri Kaieda, commenta il risultato del referendum italiano sul nucleare e dichiara :"per noi il nucleare sarà e continuerà ad essere uno dei quattro importanti pilastri del Giappone,
• Maggio 2012, tutti i 54 reattori presenti nel Paese erano fermi ma dopo 9 giorni ne sono riattivati 30
• 2014 sono attivi in Giappone 48 reattori nucleari e 2 nuovi reattori sono in costruzione. Il programma prevede la costruzione di altri 10 reattori;
• Agosto2015 inaugurazione della nuova centrale nucleare di Sendai.
Kyoto, antica capitale del Giappone con i suoi templi antichi fu risparmiata anche dagli americani durante la guerra mondiale. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO vive di arte E turismo. Si riattiveranno 2 reattori nucleari spenti.
Poi guardatevi allo specchio, …non vedrete alcuna immagine perché siete morti e morti saranno le vostre vittime innocenti delle vostre sporche politiche di potere e stupido, stupido, pragmatismo per accendere più condizionatori d’aria,…
Non sono un accanito ambientalista o naturalista o pacifista ma neppure stupido, stupido, stupido!

Leggi tutto »
Di Bruno Pappalardo

Ero da poco sveglio.
Al solito accendo la tivù , eternamente sintonizzato su RaiNews24, bello o brutto che sia o cosa sia diventato dopo la direzione di Corradino Mineo, qui poco conta.
Conta che incominciai svogliatamente a seguire le notizie. Il caldo già s’avviava a divorarmi con fauci anche quelle sudanti, di un mostro giallo,…no anzi, Rosso,… le allucinazioni già si mostravano.
Eccoli i nipponici che si inchinano a 90° davanti ad un ammasso di pietre ordinate e squadrate che volevano fosse una stele in onore di tutti i morti del 6 Agosto del 1945 da parte dell’aeronautica militare statunitense che alle 8,15 sgancia prima su Hiroshima e poi su Nagasaki gli arcinoti ordigni della morte “little Boy” e poi la “Fat Man”. Muoiono da 100/200.000 vittime dirette ed esclusivamente civili.
Questo evento cambierà la Storia di quegli anni ma anche il concetto dell’esistenza dell’uomo che diventa apocalittica ma anche più chiara visione del futuro dell’intera storia dell’umanità
Mi ricordo di averli già visti chini, mi chiedo.? Era stato pochi mesi prima che avevo visto già quella scena.
Un dejà vu o solo un sogno o delirio per il caldo? Nooo!
Era Marzo di quest’anno che ho visto gli stessi inchini in accappatoio.
Si commemoravano i morti, diretti ( 20.000) e indiretti di un’altra grande tragedia, quella dello tsunami
dell’11 Marzo del 2011 per l’incidente nella centrale nucleare di Fukushima.
Il 12 di Agosto altri inchini ( proprio l’altro ieri)
Cavolo mi dico. Ma stanno sempre a testa in giù???
Dal 12 appunto il Giappone è nuovamente un paese produttore di energia nucleare, …ma insomma BASTA!
Fukushima è stata una vera tragedia molto più grande di quella di Cernobyl –
La nube raggiunse la Francia e L’Italia con un incremento ( almeno quello visibile)di casi di malattie tiroidei. Ma raggiunse quasi tutta l’Europa
Parlare della Germania e dire tutto il male di questo mondo non è neppure giusto. Questo popolo ha deciso veramente di abbandonare tutti i programmi di reattori nucleari proprio da quegli anni e lo ha mantenuto.
Stupidi, Stupidi, Stupidi, alzatevi dritti e strappatevi i vostri abiti che ricordano un passato illustre. Non li meritate:
• Maggio 2011, il primo ministro giapponese, visto la tragedia e l’opinione pubblica contraria, decide di lasciare i piani per la costruzione di 14 nuovi reattori a fissione;
• Giugno 2011, il ministro dell'Industria Giapponese, Banri Kaieda, commenta il risultato del referendum italiano sul nucleare e dichiara :"per noi il nucleare sarà e continuerà ad essere uno dei quattro importanti pilastri del Giappone,
• Maggio 2012, tutti i 54 reattori presenti nel Paese erano fermi ma dopo 9 giorni ne sono riattivati 30
• 2014 sono attivi in Giappone 48 reattori nucleari e 2 nuovi reattori sono in costruzione. Il programma prevede la costruzione di altri 10 reattori;
• Agosto2015 inaugurazione della nuova centrale nucleare di Sendai.
Kyoto, antica capitale del Giappone con i suoi templi antichi fu risparmiata anche dagli americani durante la guerra mondiale. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO vive di arte E turismo. Si riattiveranno 2 reattori nucleari spenti.
Poi guardatevi allo specchio, …non vedrete alcuna immagine perché siete morti e morti saranno le vostre vittime innocenti delle vostre sporche politiche di potere e stupido, stupido, pragmatismo per accendere più condizionatori d’aria,…
Non sono un accanito ambientalista o naturalista o pacifista ma neppure stupido, stupido, stupido!

domenica 9 agosto 2015

Eppur si muove. Dal turismo culturale ed enogastronomico le chiavi per la ripartenza. ‪#‎conilsudsiriparte‬


Di Natale Cuccurese
Dagli ultimi dati dell'Insee il turismo in Francia produce il 6,5% dell'intero Pil e impiega l'8,3 % di tutti i dipendenti a tempo pieno del Paese. Con 85 milioni di turisti registrati nel 2014, la Francia è il paese più visitato del mondo. Il motore di tutto è la cultura, le città d'arte, fra cui ovviamente emerge come attrattiva Parigi, e il sistema di trasporto pubblico efficiente e a prezzi contenuti.
Chi ha detto che con la cultura non si mangia ?
La stessa cosa potrebbe accadere in Italia e nel Sud in modo particolare, anzi in parte già accade se consideriamo che nei primi sei mesi del 2015 i visitatori dei musei del Sud sono cresciuti del 7,5% ( + 17,4% gli introiti) come sottolineato ieri dal Ministro Franceschini. In altre parole al Sud ci sono grandi opportunità di ulteriore crescita in ambito culturale e turistico. Questo a maggior ragione se poi consideriamo un aspetto spesso trascurato e cioè che in Italia come attrattiva turistica l'enogastronomia batte addirittura l'arte, visto che, come afferma la Coldiretti, "due turisti su tre vengono in Italia per la buona tavola, al punto che l'Italia è leader mondiale del turismo enogastronomico con 4.886 prodotti tradizionali, 272 Dop/Ipg e 21mila agriturismi."
Di oggi anche i dati dell' Osservatorio Confesercenti che dicono che "Nel secondo trimestre del 2015 tornano ad aumentare le imprese del turismo e della somministrazione.
A crescere piu' velocemente sono il Sud e le Isole, che mettono a segno un aumento medio del 2,5% del numero di imprese, contro l'1,8% del centro-nord.
La regione che mostra la maggiore vitalita' e' la Puglia, dove il numero di imprese del settore cresce del 9.8%, seguita da Lazio (+6,7%) e Sicilia (+5,8%).
Per la Puglia si tratta di una conferma dell'alta attrattivita' turistica della regione, che registra il piu' alto afflusso in Italia di turisti estivi. Analizzando le macro-regioni, l'aumento di alberghi e hotel appare piu' rilevante nel Mezzogiorno e nelle Isole (+3,9%) rispetto al centro-nord (+2,3%)."
In altre parole l'Italia nel suo complesso ed il Sud in particolare avrebbero in questi settori un'occasione unica di rilancio e ripresa economica che potrebbero finalmente portare il Sud a diventare quella "California mediterranea" come da tempo si vagheggia.
Per far questo bisognerebbe iniziare a sciogliere i tanti nodi che bloccano il nostro sviluppo. Ad esempio iniziare col dotare e migliorare i trasporti al Sud, come diciamo da tempo, per permettere l'arrivo di turisti, proteggere i nostri prodotti tipici, potenziare addetti, offerta e orari dei musei e soprattutto non pensare di deturpare i nostri meravigliosi mari con trivellazioni pericolose per l'ecosistema.
Bisognerebbe insomma iniziare a capire che solo #conilsudsiriparte


Leggi tutto »

Di Natale Cuccurese
Dagli ultimi dati dell'Insee il turismo in Francia produce il 6,5% dell'intero Pil e impiega l'8,3 % di tutti i dipendenti a tempo pieno del Paese. Con 85 milioni di turisti registrati nel 2014, la Francia è il paese più visitato del mondo. Il motore di tutto è la cultura, le città d'arte, fra cui ovviamente emerge come attrattiva Parigi, e il sistema di trasporto pubblico efficiente e a prezzi contenuti.
Chi ha detto che con la cultura non si mangia ?
La stessa cosa potrebbe accadere in Italia e nel Sud in modo particolare, anzi in parte già accade se consideriamo che nei primi sei mesi del 2015 i visitatori dei musei del Sud sono cresciuti del 7,5% ( + 17,4% gli introiti) come sottolineato ieri dal Ministro Franceschini. In altre parole al Sud ci sono grandi opportunità di ulteriore crescita in ambito culturale e turistico. Questo a maggior ragione se poi consideriamo un aspetto spesso trascurato e cioè che in Italia come attrattiva turistica l'enogastronomia batte addirittura l'arte, visto che, come afferma la Coldiretti, "due turisti su tre vengono in Italia per la buona tavola, al punto che l'Italia è leader mondiale del turismo enogastronomico con 4.886 prodotti tradizionali, 272 Dop/Ipg e 21mila agriturismi."
Di oggi anche i dati dell' Osservatorio Confesercenti che dicono che "Nel secondo trimestre del 2015 tornano ad aumentare le imprese del turismo e della somministrazione.
A crescere piu' velocemente sono il Sud e le Isole, che mettono a segno un aumento medio del 2,5% del numero di imprese, contro l'1,8% del centro-nord.
La regione che mostra la maggiore vitalita' e' la Puglia, dove il numero di imprese del settore cresce del 9.8%, seguita da Lazio (+6,7%) e Sicilia (+5,8%).
Per la Puglia si tratta di una conferma dell'alta attrattivita' turistica della regione, che registra il piu' alto afflusso in Italia di turisti estivi. Analizzando le macro-regioni, l'aumento di alberghi e hotel appare piu' rilevante nel Mezzogiorno e nelle Isole (+3,9%) rispetto al centro-nord (+2,3%)."
In altre parole l'Italia nel suo complesso ed il Sud in particolare avrebbero in questi settori un'occasione unica di rilancio e ripresa economica che potrebbero finalmente portare il Sud a diventare quella "California mediterranea" come da tempo si vagheggia.
Per far questo bisognerebbe iniziare a sciogliere i tanti nodi che bloccano il nostro sviluppo. Ad esempio iniziare col dotare e migliorare i trasporti al Sud, come diciamo da tempo, per permettere l'arrivo di turisti, proteggere i nostri prodotti tipici, potenziare addetti, offerta e orari dei musei e soprattutto non pensare di deturpare i nostri meravigliosi mari con trivellazioni pericolose per l'ecosistema.
Bisognerebbe insomma iniziare a capire che solo #conilsudsiriparte


CRESCE SEMPRE DI PIU' LA COMMUNITY DEL PARTITO DEL SUD ! 19.000 A DIFESA DEL SUD !


Cresce sempre più la Community che quotidianamente segue il Partito del Sud anche su facebook, oggi siamo arrivati a 19.000 fan !

Seguiteci su : https://www.facebook.com/PdelSud?fref=nf

Con questo risultato siamo di gran lunga la maggior Community su facebook fra tutte quelle di movimenti politici/partiti meridionalisti o..."sudisti".

Continuate a seguirci e non ve ne pentirete; quotidianamente posteremo oltre alle notizie dell'attività del nostro Partito, approfondimenti politici ma anche curiosità, notizie sulla cultura e sulla vera storia del Sud come non avete mai avuto modo di sentire.

Grazie a tutti per il sostegno ed il supporto.
Staff Amministratori



Leggi tutto »

Cresce sempre più la Community che quotidianamente segue il Partito del Sud anche su facebook, oggi siamo arrivati a 19.000 fan !

Seguiteci su : https://www.facebook.com/PdelSud?fref=nf

Con questo risultato siamo di gran lunga la maggior Community su facebook fra tutte quelle di movimenti politici/partiti meridionalisti o..."sudisti".

Continuate a seguirci e non ve ne pentirete; quotidianamente posteremo oltre alle notizie dell'attività del nostro Partito, approfondimenti politici ma anche curiosità, notizie sulla cultura e sulla vera storia del Sud come non avete mai avuto modo di sentire.

Grazie a tutti per il sostegno ed il supporto.
Staff Amministratori



sabato 8 agosto 2015

Raddoppia Canale di Suez ma i porti del Sud sono dimenticati. Solo ‪#‎conilsudsiriparte‬

Di Natale Cuccurese

Il raddoppio del Canale di Suez potrebbe essere una grande opportunità per i porti del Sud, penalizzati però da collegamenti stradali e ferroviari insufficienti.
In questa ottica la riforma degli scali, attesa da 21 anni, potrebbe rappresentare una importante chance per il Sud. Peccato però che al momento si parli, per risorse insufficienti ( 10 miliardi disponibili contro i 150 totali che servirebbero per 375 progetti totali ), di dare spazio solo ai progetti dei porti "core" previsti dalle reti logistiche europee e cioè La Spezia, Livorno, Ancona e Trieste.
A Taranto il gruppo Evergreen di Taiwan aveva investito ma ha dovuto ritirarsi per le solite inefficienze nazionali.
Resta attivo per i grandi containers solo Gioia Tauro in Calabria, che però non serve il territorio ma è utilizzato solo per sbarcare i contenitori e reimbarcarli su altre navi minori per distribuirli in altri scali.

Una enorme possibilità di guadagno e sviluppo per tutta l'Italia che viene persa perché il Sud, posto al centro del Mediterraneo, sconta le storiche politiche nazionali che lo penalizzano da sempre bloccandone lo sviluppo. Solo ‪#‎conilsudsiriparte‬



Leggi tutto »
Di Natale Cuccurese

Il raddoppio del Canale di Suez potrebbe essere una grande opportunità per i porti del Sud, penalizzati però da collegamenti stradali e ferroviari insufficienti.
In questa ottica la riforma degli scali, attesa da 21 anni, potrebbe rappresentare una importante chance per il Sud. Peccato però che al momento si parli, per risorse insufficienti ( 10 miliardi disponibili contro i 150 totali che servirebbero per 375 progetti totali ), di dare spazio solo ai progetti dei porti "core" previsti dalle reti logistiche europee e cioè La Spezia, Livorno, Ancona e Trieste.
A Taranto il gruppo Evergreen di Taiwan aveva investito ma ha dovuto ritirarsi per le solite inefficienze nazionali.
Resta attivo per i grandi containers solo Gioia Tauro in Calabria, che però non serve il territorio ma è utilizzato solo per sbarcare i contenitori e reimbarcarli su altre navi minori per distribuirli in altri scali.

Una enorme possibilità di guadagno e sviluppo per tutta l'Italia che viene persa perché il Sud, posto al centro del Mediterraneo, sconta le storiche politiche nazionali che lo penalizzano da sempre bloccandone lo sviluppo. Solo ‪#‎conilsudsiriparte‬



Facciamo nostre le considerazioni del Governatore Michele Emiliano sulla direzione Pd di ieri. Da noi il sostegno convinto


intervistaEmilianocuccureseRiportiamo di seguito le considerazioni  sulla direzione PD del Presidente Michele Emiliano e le facciamo nostre perché totalmente condivisibili. Adesso più di prima c’è bisogno di un pensiero meridionalista, progressista e nazionale a vantaggio del Sud e dell’Italia intera.
“Il risultato elettorale delle regionali 2015 impone il sud come unico mezzo per dare soluzione alla crisi economica italiana.
Come è andata questa Direzione PD sul Sud? 
Noi che siamo abituati ad essere mortificati e trattati freddamente ogni volta che non siamo funzionali ai disegni economici e politici del nord, possiamo dire che è andata bene. 
Non perché Renzi abbia dichiarato di voler fare “a settembre” un “masterplan” che diminuisca il divario economico, tra nord e sud.
Ma solo perché finalmente adesso noi italiani del sud possiamo ricominciare parlare, ci siamo ripresi il diritto/dovere di parlare in nome delle nostre comunità e nel loro interesse.
Questo diritto lo avevamo perso da oltre vent’anni, per colpa anche nostra, perché avevamo consentito agli altri di attribuire a noi la causa di ogni male.
Lo straordinario risultato elettorale 2015 dove abbiamo vinto ovunque nel sud, ci ha consentito di riprendere il nostro ruolo.
Non solo perché è giusto, ma perché senza riequilibrare il divario nord sud, la nostra economia l’Italia rischia di diventare permanentemente non competitiva.
Questa agenda adesso viene imposta al Governo non dallo Svimez, ma dall’evidenza dei fatti.”
Michele Emiliano
Leggi tutto »

intervistaEmilianocuccureseRiportiamo di seguito le considerazioni  sulla direzione PD del Presidente Michele Emiliano e le facciamo nostre perché totalmente condivisibili. Adesso più di prima c’è bisogno di un pensiero meridionalista, progressista e nazionale a vantaggio del Sud e dell’Italia intera.
“Il risultato elettorale delle regionali 2015 impone il sud come unico mezzo per dare soluzione alla crisi economica italiana.
Come è andata questa Direzione PD sul Sud? 
Noi che siamo abituati ad essere mortificati e trattati freddamente ogni volta che non siamo funzionali ai disegni economici e politici del nord, possiamo dire che è andata bene. 
Non perché Renzi abbia dichiarato di voler fare “a settembre” un “masterplan” che diminuisca il divario economico, tra nord e sud.
Ma solo perché finalmente adesso noi italiani del sud possiamo ricominciare parlare, ci siamo ripresi il diritto/dovere di parlare in nome delle nostre comunità e nel loro interesse.
Questo diritto lo avevamo perso da oltre vent’anni, per colpa anche nostra, perché avevamo consentito agli altri di attribuire a noi la causa di ogni male.
Lo straordinario risultato elettorale 2015 dove abbiamo vinto ovunque nel sud, ci ha consentito di riprendere il nostro ruolo.
Non solo perché è giusto, ma perché senza riequilibrare il divario nord sud, la nostra economia l’Italia rischia di diventare permanentemente non competitiva.
Questa agenda adesso viene imposta al Governo non dallo Svimez, ma dall’evidenza dei fatti.”
Michele Emiliano

 
[Privacy]
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Hot Sonakshi Sinha, Car Price in India