domenica 9 agosto 2015

CRESCE SEMPRE DI PIU' LA COMMUNITY DEL PARTITO DEL SUD ! 19.000 A DIFESA DEL SUD !


Cresce sempre più la Community che quotidianamente segue il Partito del Sud anche su facebook, oggi siamo arrivati a 19.000 fan !

Seguiteci su : https://www.facebook.com/PdelSud?fref=nf

Con questo risultato siamo di gran lunga la maggior Community su facebook fra tutte quelle di movimenti politici/partiti meridionalisti o..."sudisti".

Continuate a seguirci e non ve ne pentirete; quotidianamente posteremo oltre alle notizie dell'attività del nostro Partito, approfondimenti politici ma anche curiosità, notizie sulla cultura e sulla vera storia del Sud come non avete mai avuto modo di sentire.

Grazie a tutti per il sostegno ed il supporto.
Staff Amministratori



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sabato 8 agosto 2015

Raddoppia Canale di Suez ma i porti del Sud sono dimenticati. Solo ‪#‎conilsudsiriparte‬

Di Natale Cuccurese

Il raddoppio del Canale di Suez potrebbe essere una grande opportunità per i porti del Sud, penalizzati però da collegamenti stradali e ferroviari insufficienti.
In questa ottica la riforma degli scali, attesa da 21 anni, potrebbe rappresentare una importante chance per il Sud. Peccato però che al momento si parli, per risorse insufficienti ( 10 miliardi disponibili contro i 150 totali che servirebbero per 375 progetti totali ), di dare spazio solo ai progetti dei porti "core" previsti dalle reti logistiche europee e cioè La Spezia, Livorno, Ancona e Trieste.
A Taranto il gruppo Evergreen di Taiwan aveva investito ma ha dovuto ritirarsi per le solite inefficienze nazionali.
Resta attivo per i grandi containers solo Gioia Tauro in Calabria, che però non serve il territorio ma è utilizzato solo per sbarcare i contenitori e reimbarcarli su altre navi minori per distribuirli in altri scali.

Una enorme possibilità di guadagno e sviluppo per tutta l'Italia che viene persa perché il Sud, posto al centro del Mediterraneo, sconta le storiche politiche nazionali che lo penalizzano da sempre bloccandone lo sviluppo. Solo ‪#‎conilsudsiriparte‬



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Di Natale Cuccurese

Il raddoppio del Canale di Suez potrebbe essere una grande opportunità per i porti del Sud, penalizzati però da collegamenti stradali e ferroviari insufficienti.
In questa ottica la riforma degli scali, attesa da 21 anni, potrebbe rappresentare una importante chance per il Sud. Peccato però che al momento si parli, per risorse insufficienti ( 10 miliardi disponibili contro i 150 totali che servirebbero per 375 progetti totali ), di dare spazio solo ai progetti dei porti "core" previsti dalle reti logistiche europee e cioè La Spezia, Livorno, Ancona e Trieste.
A Taranto il gruppo Evergreen di Taiwan aveva investito ma ha dovuto ritirarsi per le solite inefficienze nazionali.
Resta attivo per i grandi containers solo Gioia Tauro in Calabria, che però non serve il territorio ma è utilizzato solo per sbarcare i contenitori e reimbarcarli su altre navi minori per distribuirli in altri scali.

Una enorme possibilità di guadagno e sviluppo per tutta l'Italia che viene persa perché il Sud, posto al centro del Mediterraneo, sconta le storiche politiche nazionali che lo penalizzano da sempre bloccandone lo sviluppo. Solo ‪#‎conilsudsiriparte‬



Facciamo nostre le considerazioni del Governatore Michele Emiliano sulla direzione Pd di ieri. Da noi il sostegno convinto


intervistaEmilianocuccureseRiportiamo di seguito le considerazioni  sulla direzione PD del Presidente Michele Emiliano e le facciamo nostre perché totalmente condivisibili. Adesso più di prima c’è bisogno di un pensiero meridionalista, progressista e nazionale a vantaggio del Sud e dell’Italia intera.
“Il risultato elettorale delle regionali 2015 impone il sud come unico mezzo per dare soluzione alla crisi economica italiana.
Come è andata questa Direzione PD sul Sud? 
Noi che siamo abituati ad essere mortificati e trattati freddamente ogni volta che non siamo funzionali ai disegni economici e politici del nord, possiamo dire che è andata bene. 
Non perché Renzi abbia dichiarato di voler fare “a settembre” un “masterplan” che diminuisca il divario economico, tra nord e sud.
Ma solo perché finalmente adesso noi italiani del sud possiamo ricominciare parlare, ci siamo ripresi il diritto/dovere di parlare in nome delle nostre comunità e nel loro interesse.
Questo diritto lo avevamo perso da oltre vent’anni, per colpa anche nostra, perché avevamo consentito agli altri di attribuire a noi la causa di ogni male.
Lo straordinario risultato elettorale 2015 dove abbiamo vinto ovunque nel sud, ci ha consentito di riprendere il nostro ruolo.
Non solo perché è giusto, ma perché senza riequilibrare il divario nord sud, la nostra economia l’Italia rischia di diventare permanentemente non competitiva.
Questa agenda adesso viene imposta al Governo non dallo Svimez, ma dall’evidenza dei fatti.”
Michele Emiliano
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intervistaEmilianocuccureseRiportiamo di seguito le considerazioni  sulla direzione PD del Presidente Michele Emiliano e le facciamo nostre perché totalmente condivisibili. Adesso più di prima c’è bisogno di un pensiero meridionalista, progressista e nazionale a vantaggio del Sud e dell’Italia intera.
“Il risultato elettorale delle regionali 2015 impone il sud come unico mezzo per dare soluzione alla crisi economica italiana.
Come è andata questa Direzione PD sul Sud? 
Noi che siamo abituati ad essere mortificati e trattati freddamente ogni volta che non siamo funzionali ai disegni economici e politici del nord, possiamo dire che è andata bene. 
Non perché Renzi abbia dichiarato di voler fare “a settembre” un “masterplan” che diminuisca il divario economico, tra nord e sud.
Ma solo perché finalmente adesso noi italiani del sud possiamo ricominciare parlare, ci siamo ripresi il diritto/dovere di parlare in nome delle nostre comunità e nel loro interesse.
Questo diritto lo avevamo perso da oltre vent’anni, per colpa anche nostra, perché avevamo consentito agli altri di attribuire a noi la causa di ogni male.
Lo straordinario risultato elettorale 2015 dove abbiamo vinto ovunque nel sud, ci ha consentito di riprendere il nostro ruolo.
Non solo perché è giusto, ma perché senza riequilibrare il divario nord sud, la nostra economia l’Italia rischia di diventare permanentemente non competitiva.
Questa agenda adesso viene imposta al Governo non dallo Svimez, ma dall’evidenza dei fatti.”
Michele Emiliano

giovedì 6 agosto 2015

6 Agosto...PIETRARSA...una data e un luogo da non dimenticare!


COMUNICATO

6 Agosto 2015




PIETRARSA  NEL  CUORE  DEL  SUD

Il PARTITO DEL SUD invita al ricordo in omaggio alla memoria degli operai (ufficialmente 4, ma probabilmente circa una decina) fucilati a Pietrarsa , vicino Napoli, fuori la gloriosa fabbrica di locomotive vanto dell’ex Regno delle Due Sicilie e leader in Europa. La fabbrica fu smantellata per favorire la crescita dell’Ansaldo di Genova. L’opera iniziò riducendo le maestranze, inasprendo l’orario lavorativo e tagliando parte della retribuzione. Vi fu la prima rivolta operaia d’Italia, repressa il 6 Agosto 1863 con la fucilazione di alcuni operai, prime vittime dell’industria del neonato Regno d’Italia.

Il PARTITO DEL SUD, come da comunicato del 13 Giugno 2013 u.s., a fronte della nomina, come delegato del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, di Andrea Balìa nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli per nomina diretta, ha ottenuto l’ importante risultato nella prima seduta del 12 Giugno 2013 su relative proposte dello stesso partito :

    - la titolazione di strada ai “Martiri di Pietrarsa”.

   La strada, in zona Pietrarsa, dopo studi di ricerca del tecnico incaricato del Comune in commissione dott. Sirigatti, è stata individuata ma attualmente soggetta a lavori. Terminati i quali verrà calendarizzata la cerimonia di titolazione con ufficializzazione relativa targa.

Il PARTITO DEL SUD ritiene che il pensiero di tale triste evento debba essere ben presente nella memoria d’ogni meridionale e vada omaggiato in modo concreto come da nostro impegno ad ottenere la titolazione d’una strada che renda costante e tangibile il segno dell’omaggio in memoria del sacrificio dei nostri fratelli. 

PARTITO DEL SUD


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COMUNICATO

6 Agosto 2015




PIETRARSA  NEL  CUORE  DEL  SUD

Il PARTITO DEL SUD invita al ricordo in omaggio alla memoria degli operai (ufficialmente 4, ma probabilmente circa una decina) fucilati a Pietrarsa , vicino Napoli, fuori la gloriosa fabbrica di locomotive vanto dell’ex Regno delle Due Sicilie e leader in Europa. La fabbrica fu smantellata per favorire la crescita dell’Ansaldo di Genova. L’opera iniziò riducendo le maestranze, inasprendo l’orario lavorativo e tagliando parte della retribuzione. Vi fu la prima rivolta operaia d’Italia, repressa il 6 Agosto 1863 con la fucilazione di alcuni operai, prime vittime dell’industria del neonato Regno d’Italia.

Il PARTITO DEL SUD, come da comunicato del 13 Giugno 2013 u.s., a fronte della nomina, come delegato del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, di Andrea Balìa nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli per nomina diretta, ha ottenuto l’ importante risultato nella prima seduta del 12 Giugno 2013 su relative proposte dello stesso partito :

    - la titolazione di strada ai “Martiri di Pietrarsa”.

   La strada, in zona Pietrarsa, dopo studi di ricerca del tecnico incaricato del Comune in commissione dott. Sirigatti, è stata individuata ma attualmente soggetta a lavori. Terminati i quali verrà calendarizzata la cerimonia di titolazione con ufficializzazione relativa targa.

Il PARTITO DEL SUD ritiene che il pensiero di tale triste evento debba essere ben presente nella memoria d’ogni meridionale e vada omaggiato in modo concreto come da nostro impegno ad ottenere la titolazione d’una strada che renda costante e tangibile il segno dell’omaggio in memoria del sacrificio dei nostri fratelli. 

PARTITO DEL SUD


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mercoledì 5 agosto 2015

Su indicazione del Sindaco la Comm. Toponomastica concorda e delibera...

anche questa è fatta...

da IlMattino.it di Lunedì 03 Agosto 2015

Il Comune intitola una strada a Pino Daniele e le scale di «Scusate il ritardo» a Massimo Troisi

Le scale di piazza Beneventano

Il Comune di Napoli intitola due aree della città a Pino Daniele e Massimo Troisi. «Due artisti che hanno segnato la storia universale del cinema e della musica: ora saranno ricordati anche attraverso le targhe stradali che dopo l'estate andremo a collocare. Massimo e Pino per sempre nei cuori di tutti i napoletani», dice il sindaco Luigi de Magistris. La Giunta, su proposta del sindaco, ha approvato le relative delibere.

A Massimo Troisi saranno intitolate le scale che si trovano tra Via Francesco Crispi e Piazza Roffredo Beneventano, molto note agli appassionati dei film di Troisi. Proprio su quelle scale, infatti fu girata una delle scene più note ed esilaranti di «Scusate il ritardo», con Massimo recitava Lello Arena.

Sarà intitolata, invece alla memoria di Pino Daniele l'area di circolazione che ricade nel quartiere San Giuseppe e che attualmente è individuata in Vicoletto Donnalbina, a pochi passi dalla casa natale del grande artista napoletano.

Fonte: ww,ilmattino.it

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anche questa è fatta...

da IlMattino.it di Lunedì 03 Agosto 2015

Il Comune intitola una strada a Pino Daniele e le scale di «Scusate il ritardo» a Massimo Troisi

Le scale di piazza Beneventano

Il Comune di Napoli intitola due aree della città a Pino Daniele e Massimo Troisi. «Due artisti che hanno segnato la storia universale del cinema e della musica: ora saranno ricordati anche attraverso le targhe stradali che dopo l'estate andremo a collocare. Massimo e Pino per sempre nei cuori di tutti i napoletani», dice il sindaco Luigi de Magistris. La Giunta, su proposta del sindaco, ha approvato le relative delibere.

A Massimo Troisi saranno intitolate le scale che si trovano tra Via Francesco Crispi e Piazza Roffredo Beneventano, molto note agli appassionati dei film di Troisi. Proprio su quelle scale, infatti fu girata una delle scene più note ed esilaranti di «Scusate il ritardo», con Massimo recitava Lello Arena.

Sarà intitolata, invece alla memoria di Pino Daniele l'area di circolazione che ricade nel quartiere San Giuseppe e che attualmente è individuata in Vicoletto Donnalbina, a pochi passi dalla casa natale del grande artista napoletano.

Fonte: ww,ilmattino.it

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martedì 4 agosto 2015

Sud, svegliati, ti conviene !


Di Bruno Pappalardo
S’immaginava giungesse un seguito, tutto italiano, ossia una sciocca ( perché lo sono sempre) risposta alla lettera di Roberto Saviano indirizzata Premier Renzi.
Si sapeva che avrebbe risposto in maniera scontata e sfrontata, camuffata da umile aperto “uomo del fare”.
Questa volta Roberto Saviano non è stato affatto demagogico ma ha citato solo fatti e nessuna lacrima.
Al solito il Renzi, classico bulletto del quartierello, che alza il pollice verso l’alto, tutte le volte che che lascia la sua auto blu,  per l’eccessivo uso di chat sui suoi telefonini  e che non mai capito il Sud.  ( anche perché mai avrà letto un rigo di storia di questo) , ebbene,  risponde con un classico dei “Luogo Comune” Dice, infatti: “Faremo ma che il Sud si rimbocchi le maniche e senza lamenti o poagnistei” .
Canonica rispostella della buonanima di Bocca. Insomma come un qualsiasi italiano, da Centro in su,  che hanno magiche lavagne dove segnare i “Buoni e Cattivi” e dove i Cattivi sono sempre gli stessi perché inciso su una terza  tavola di Mosè.
Ricordate la scena in “Napoli Milionaria” di Eduardo,…quella di Lui disteso sul letto, di un qualsiasi vascio napoletano, ( il grande Totò in un film) con una fascia bianca che gli incorniciava il lungo volto bianco,  tenuta da un nodo sulla testa, per tenere chiusa la bocca che spesso cascava alle salme durante il naturale allentamento delle membra dopo il decesso.
Eduardo ( Gennarino) infatti si fingeva morto. Era il periodo della Napoli dopo che in una città già libera, le forze anglo-americane, ancora bombardavano e dove dovunque in città, sorgeva il fiorente  “mercato nero” ovviamente proibito. Colpo di scena…!
Arriva i Commissario di PS con due agenti. Una soffiata!
Il palo fuori dal basso aveva lanciato l’allarme e la scena muta in un attimo.
Tutti si sistemano intorno al letto e pregano e piangono in fazzoletti bianchi attorcigliati tra le dita per nascondere l’inganno.
Il commissario Ciappa,  furbo, non crede alla messinscena ed esorterà il morto ad alzarsi e confessare!
Nessuno però degli agenti tocca il letto, ..se fosse vero sarebbe un sacrilegio ma intanto il commissario:
Si’ nu muorto capetuosto! Ciappa si è alzato dalla sua sedia, si è avvicinato alla spalliera del letto e parla al «morto» direttamente: … Sùsete! Siente a me, sùsete ca è meglio pe’ te! (Per un attimo perde la calma e scuote la spalliera con tutte e due le mani) He’ capito: sùsete?!
Bravo! Overamente bravo! Tu nun si’ muorto, ‘o ssaccio. Ne so’ sicuro. Sott’ ‘o lietto tiene ‘o contrabbandoMa nun t’arrestoÈ sacrilegio a tucca’ nu muorto, ma è cchiù sacrilegio a mettere ‘e mmane ncuollo a uno vivo comme a te. Nun t’arresto! (Pausa) Ma damme ‘a suddisfazione ‘e te movere(…) Parola d’onore!
Gennaro (pur cedendo, mette Ciappa sull’avviso dell’amor proprio ove mai la «parola d’onore» non venga mantenuta.)Parla: “ E allora si m’arrestate site na carogna!”
Questa volta il Sud parrebbe veramente morto ma non è così! Zigomi ossuti, guance scavate. Le  articolazioni come quelle dei pupi siciliani che segnalano ancora delle energie e Renzi dice: …senza piagnistei?
Il SUD sa alzarsi dal letto e sotto questo ha  tutte le sue risorse. E’ confuso! Le leggi dello Stato lo hanno legato alle sedie con lacciuoli di cuoio duro. Non riesce a muoversi per le indecenti tasse e non rientrare nella rete degli appalti o benefici per le PMI- Date al SUD anche un solo euro in meno di quello che date ad altre regioni e mantenete la parola d’onore se non siete tutti “ carogne”.
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Di Bruno Pappalardo
S’immaginava giungesse un seguito, tutto italiano, ossia una sciocca ( perché lo sono sempre) risposta alla lettera di Roberto Saviano indirizzata Premier Renzi.
Si sapeva che avrebbe risposto in maniera scontata e sfrontata, camuffata da umile aperto “uomo del fare”.
Questa volta Roberto Saviano non è stato affatto demagogico ma ha citato solo fatti e nessuna lacrima.
Al solito il Renzi, classico bulletto del quartierello, che alza il pollice verso l’alto, tutte le volte che che lascia la sua auto blu,  per l’eccessivo uso di chat sui suoi telefonini  e che non mai capito il Sud.  ( anche perché mai avrà letto un rigo di storia di questo) , ebbene,  risponde con un classico dei “Luogo Comune” Dice, infatti: “Faremo ma che il Sud si rimbocchi le maniche e senza lamenti o poagnistei” .
Canonica rispostella della buonanima di Bocca. Insomma come un qualsiasi italiano, da Centro in su,  che hanno magiche lavagne dove segnare i “Buoni e Cattivi” e dove i Cattivi sono sempre gli stessi perché inciso su una terza  tavola di Mosè.
Ricordate la scena in “Napoli Milionaria” di Eduardo,…quella di Lui disteso sul letto, di un qualsiasi vascio napoletano, ( il grande Totò in un film) con una fascia bianca che gli incorniciava il lungo volto bianco,  tenuta da un nodo sulla testa, per tenere chiusa la bocca che spesso cascava alle salme durante il naturale allentamento delle membra dopo il decesso.
Eduardo ( Gennarino) infatti si fingeva morto. Era il periodo della Napoli dopo che in una città già libera, le forze anglo-americane, ancora bombardavano e dove dovunque in città, sorgeva il fiorente  “mercato nero” ovviamente proibito. Colpo di scena…!
Arriva i Commissario di PS con due agenti. Una soffiata!
Il palo fuori dal basso aveva lanciato l’allarme e la scena muta in un attimo.
Tutti si sistemano intorno al letto e pregano e piangono in fazzoletti bianchi attorcigliati tra le dita per nascondere l’inganno.
Il commissario Ciappa,  furbo, non crede alla messinscena ed esorterà il morto ad alzarsi e confessare!
Nessuno però degli agenti tocca il letto, ..se fosse vero sarebbe un sacrilegio ma intanto il commissario:
Si’ nu muorto capetuosto! Ciappa si è alzato dalla sua sedia, si è avvicinato alla spalliera del letto e parla al «morto» direttamente: … Sùsete! Siente a me, sùsete ca è meglio pe’ te! (Per un attimo perde la calma e scuote la spalliera con tutte e due le mani) He’ capito: sùsete?!
Bravo! Overamente bravo! Tu nun si’ muorto, ‘o ssaccio. Ne so’ sicuro. Sott’ ‘o lietto tiene ‘o contrabbandoMa nun t’arrestoÈ sacrilegio a tucca’ nu muorto, ma è cchiù sacrilegio a mettere ‘e mmane ncuollo a uno vivo comme a te. Nun t’arresto! (Pausa) Ma damme ‘a suddisfazione ‘e te movere(…) Parola d’onore!
Gennaro (pur cedendo, mette Ciappa sull’avviso dell’amor proprio ove mai la «parola d’onore» non venga mantenuta.)Parla: “ E allora si m’arrestate site na carogna!”
Questa volta il Sud parrebbe veramente morto ma non è così! Zigomi ossuti, guance scavate. Le  articolazioni come quelle dei pupi siciliani che segnalano ancora delle energie e Renzi dice: …senza piagnistei?
Il SUD sa alzarsi dal letto e sotto questo ha  tutte le sue risorse. E’ confuso! Le leggi dello Stato lo hanno legato alle sedie con lacciuoli di cuoio duro. Non riesce a muoversi per le indecenti tasse e non rientrare nella rete degli appalti o benefici per le PMI- Date al SUD anche un solo euro in meno di quello che date ad altre regioni e mantenete la parola d’onore se non siete tutti “ carogne”.

domenica 2 agosto 2015

BOLOGNA, 02.08.1980, ore 10,25

dI Bruno Pappalardo
Un boato mai udito.
Maria non ebbe neppure a sentirlo. 
Era seduta proprio sopra la bomba.
Nulla di Maria, giovane madre; d’Ella nulla venne ritrovato come una madonna ritornata al cielo.
Il terrorismo nero e soprattutto quello rosso diceva di lottare per i diritti dei lavoratori e del lavoro. In vero il primo per contrastare il secondo.
La Svimez , indicando la situazione del Mezzogiorno di oggi, - sfinito, indigente e infelice ma orgoglioso - ha ravvisato nel ’77 dati di disoccupazione e dissesto somiglianti e come quelli peggiori della Grecia.
Fu proprio per quello che nacquero le Brigate Rosse e le frange dell’eversione Nera.
Lotta Continua, Prima Linea da una parte e Nar , Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione dall’altra con le sue stragi.
Ricordo bene che fu una lenta escalation ma costante forte, incontenibile e tinta di rosso vermiglio.
Attenzione,… Bologna, questo giorno, non sia solo commemorazione, memoria di un frammento di Storia italiana, ormai lontano che va solo celebrato nella stereotipata liturgia di onorare morti innocenti da cui pari non giunga chiaro il monito: oggi , forse, si narra ancora la stessa Storia.
Maria è morta. Ma vide quel sole nuovo. Intorno già le pareti sbiancavano pel la luce. Accecata ebbe a riaprire gli occhi sui binari e dentro giunta allo scalo, come il batter delle ciglia il buio quasi di un blu intenso rasserenava in lei la gioia. Sbiancava, infatti, l’emozione di quella festosità e restò tremante e muta
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dI Bruno Pappalardo
Un boato mai udito.
Maria non ebbe neppure a sentirlo. 
Era seduta proprio sopra la bomba.
Nulla di Maria, giovane madre; d’Ella nulla venne ritrovato come una madonna ritornata al cielo.
Il terrorismo nero e soprattutto quello rosso diceva di lottare per i diritti dei lavoratori e del lavoro. In vero il primo per contrastare il secondo.
La Svimez , indicando la situazione del Mezzogiorno di oggi, - sfinito, indigente e infelice ma orgoglioso - ha ravvisato nel ’77 dati di disoccupazione e dissesto somiglianti e come quelli peggiori della Grecia.
Fu proprio per quello che nacquero le Brigate Rosse e le frange dell’eversione Nera.
Lotta Continua, Prima Linea da una parte e Nar , Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione dall’altra con le sue stragi.
Ricordo bene che fu una lenta escalation ma costante forte, incontenibile e tinta di rosso vermiglio.
Attenzione,… Bologna, questo giorno, non sia solo commemorazione, memoria di un frammento di Storia italiana, ormai lontano che va solo celebrato nella stereotipata liturgia di onorare morti innocenti da cui pari non giunga chiaro il monito: oggi , forse, si narra ancora la stessa Storia.
Maria è morta. Ma vide quel sole nuovo. Intorno già le pareti sbiancavano pel la luce. Accecata ebbe a riaprire gli occhi sui binari e dentro giunta allo scalo, come il batter delle ciglia il buio quasi di un blu intenso rasserenava in lei la gioia. Sbiancava, infatti, l’emozione di quella festosità e restò tremante e muta

Tutti a parlare di Sud, adesso, non sia però tentativo di annullare la discussione

sudrispettowebminiQuando lo scorso febbraio decidemmo, senza troppe difficoltà per la verità, di sostenere Michele Emiliano alla presidenza della Regione Puglia sapevamo che la sua elezione sarebbe stata un cambio di passo per tutta la discussione sul sud. Si sarebbe passati infatti dalle sempre più flebili citazioni del mezzogiorno nei programmi politici, ad una serie e concreta proposizione delle questioni in campo sui tavoli istituzionali.
Il 12 febbraio consegnammo a Michele Emiliano alcune nostre richieste e proposte, richieste che furono accolte con entusiasmo.
Sapevamo che quelle proposte con Michele Emiliano da semplici idee si sarebbero trasformate in atti concreti.
Il coordinamento di 6 regioni sulla questione trivelle è un “fatto” concreto che si è realizzato in queste settimane, la puntualizzazione sui trasferimenti di fondi tra nord e sud è un fatto di questi giorni, la fortissima presa di posizione (con il famoso “scateneremo l’inferno”) del Presidente Emiliano sui dati SVIMEZ è fatto concreto di questi giorni, il non possibile baratto tra salute e lavoro sul caso ILVA è un fatto, la forte richiesta di investimenti su trasporti e sanità è un fatto.
D’incanto tutte le forze politiche si sono messe a parlare di sud. Addirittura il PD con Matteo Renzi, dopo l’appello di Saviano, ha convocato una direzione nazionale sul mezzogiorno per il 7 agosto. Notiamo però che i due argomenti posti come principali sono: ILVA e Bagnoli che, pur essendo grandi temi dove salute e lavoro pare siano in concorrenza, oppure dove pare (Bagnoli) si voglia sottrarre al Comune competenze, non per garantire trasparenza, ma per garantire altro, non sono certo il nodo centrale della questione meridionale… Dicevamo che questa impostazione della discussione sia come minimo fuorviante visto che non si pone minimamente il problema di affrontare problemi atavici: come la mancanza di investimenti “seri” in infrastrutture a sud, come la capacità di uno stato di fornire ai suoi cittadini e territori le stesse opportunità, come a parità di popolazione si trasferiscano fondi profondamente diversi in sanità da nord a sud, come di fondi FAS destinati a sud si sia fatta carne da macello per favorire altre aree del Paese. Oppure di altri problemi concreti di tutti giorni fatti da azioni di Governo che da decenni tolgono al sud per dare al nord sotto le forme più diverse e più o meno subdole.
Se il problema sud si vuole risolvere con Ilva e Bagnoli, ancora una volta si fa finta di parlare di Sud per risolvere problemi di aziende e potentati residenti altrove, Se ancora una volta si vorrà far credere che con ILVA e Bagnoli la questione meridionale sia archiviata allora veramente ci troveremmo di fronte a una visione politica cieca e allo stesso tempo quasi offensiva verso il sud. Verso un sud che vede ormai la linea adriatica di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) come una linea “secondaria”, una linea che vede (solo per citarne un esempio) il binario unico ancora presente tra Termoli e San Severo (altro che alta velocità)collegamenti inesistenti con Matera, una Calabria abbandonata a sé stessa e una Sicilia isolata con l’abolizione dei treni che passano lo stretto.
La questione meridionale (ammesso che sia bello chiamarla così) si affronta seriamente solo se c’è un Paese, l’Italia, che decide di investire pesantissimamente su quest’area di oltre 20 milioni di abitanti e si coinvolgerà quest’area nel disegno del proprio destino. Altrimenti la direzione PD potrebbe trasformarsi in un ennesimo teatrino inconcludente e inutile, utile al massimo a tacitare chi accusa il premier di non aver mai pronunciato la parola “sud”. Ecco dopo quella direzione l’accusa cadrà e tutti saranno felici e contenti.
Un plauso a Michele Emiliano e ai Parlamentari pugliesi del PD che hanno chiesto un cambio di passo, speriamo ci riescano ad ottenerlo.
Intanto chiediamo al Presidente Emiliano di continuare nell’azione di Coordinamento tra Regioni e di allargarla anche ad altri settori cruciali per il Sud, come appunto, trasporti, università, investimenti infrastrutturali. Il tempo degli annunci è finito.micheledellederaintervento1
Stendiamo un velo pietoso, però, anche su chi, come Forza Italia e altri partiti di opposizione, che oggi si permettono di criticare il Governo sulla sua inattività verso il sud.Diciamo che da quel pulpito dovrebbe venire solo vergogna per lo spazio concesso alla Lega e alle sue politiche in passato come oggi.
Il Sud, i suoi cittadini, però, non possono, non possiamo restare a guardare, diamoci da fare e diventiamo protagonisti del nostro destino non consentendo più a commentatori e opinionisti da strapazzo di dare pagelle e giudizi a una terra e a genti di cui non conoscono nulla se non attraverso i loro atavici pregiudizi.
La strada è giusta, ma non facciamoci fermare da qualche citazione generica. Fatti concreti, adesso, solo fatti concreti.
Michele Dell’Edera
Coordinatore Regionale del Partito del Sud di Puglia


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sudrispettowebminiQuando lo scorso febbraio decidemmo, senza troppe difficoltà per la verità, di sostenere Michele Emiliano alla presidenza della Regione Puglia sapevamo che la sua elezione sarebbe stata un cambio di passo per tutta la discussione sul sud. Si sarebbe passati infatti dalle sempre più flebili citazioni del mezzogiorno nei programmi politici, ad una serie e concreta proposizione delle questioni in campo sui tavoli istituzionali.
Il 12 febbraio consegnammo a Michele Emiliano alcune nostre richieste e proposte, richieste che furono accolte con entusiasmo.
Sapevamo che quelle proposte con Michele Emiliano da semplici idee si sarebbero trasformate in atti concreti.
Il coordinamento di 6 regioni sulla questione trivelle è un “fatto” concreto che si è realizzato in queste settimane, la puntualizzazione sui trasferimenti di fondi tra nord e sud è un fatto di questi giorni, la fortissima presa di posizione (con il famoso “scateneremo l’inferno”) del Presidente Emiliano sui dati SVIMEZ è fatto concreto di questi giorni, il non possibile baratto tra salute e lavoro sul caso ILVA è un fatto, la forte richiesta di investimenti su trasporti e sanità è un fatto.
D’incanto tutte le forze politiche si sono messe a parlare di sud. Addirittura il PD con Matteo Renzi, dopo l’appello di Saviano, ha convocato una direzione nazionale sul mezzogiorno per il 7 agosto. Notiamo però che i due argomenti posti come principali sono: ILVA e Bagnoli che, pur essendo grandi temi dove salute e lavoro pare siano in concorrenza, oppure dove pare (Bagnoli) si voglia sottrarre al Comune competenze, non per garantire trasparenza, ma per garantire altro, non sono certo il nodo centrale della questione meridionale… Dicevamo che questa impostazione della discussione sia come minimo fuorviante visto che non si pone minimamente il problema di affrontare problemi atavici: come la mancanza di investimenti “seri” in infrastrutture a sud, come la capacità di uno stato di fornire ai suoi cittadini e territori le stesse opportunità, come a parità di popolazione si trasferiscano fondi profondamente diversi in sanità da nord a sud, come di fondi FAS destinati a sud si sia fatta carne da macello per favorire altre aree del Paese. Oppure di altri problemi concreti di tutti giorni fatti da azioni di Governo che da decenni tolgono al sud per dare al nord sotto le forme più diverse e più o meno subdole.
Se il problema sud si vuole risolvere con Ilva e Bagnoli, ancora una volta si fa finta di parlare di Sud per risolvere problemi di aziende e potentati residenti altrove, Se ancora una volta si vorrà far credere che con ILVA e Bagnoli la questione meridionale sia archiviata allora veramente ci troveremmo di fronte a una visione politica cieca e allo stesso tempo quasi offensiva verso il sud. Verso un sud che vede ormai la linea adriatica di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) come una linea “secondaria”, una linea che vede (solo per citarne un esempio) il binario unico ancora presente tra Termoli e San Severo (altro che alta velocità)collegamenti inesistenti con Matera, una Calabria abbandonata a sé stessa e una Sicilia isolata con l’abolizione dei treni che passano lo stretto.
La questione meridionale (ammesso che sia bello chiamarla così) si affronta seriamente solo se c’è un Paese, l’Italia, che decide di investire pesantissimamente su quest’area di oltre 20 milioni di abitanti e si coinvolgerà quest’area nel disegno del proprio destino. Altrimenti la direzione PD potrebbe trasformarsi in un ennesimo teatrino inconcludente e inutile, utile al massimo a tacitare chi accusa il premier di non aver mai pronunciato la parola “sud”. Ecco dopo quella direzione l’accusa cadrà e tutti saranno felici e contenti.
Un plauso a Michele Emiliano e ai Parlamentari pugliesi del PD che hanno chiesto un cambio di passo, speriamo ci riescano ad ottenerlo.
Intanto chiediamo al Presidente Emiliano di continuare nell’azione di Coordinamento tra Regioni e di allargarla anche ad altri settori cruciali per il Sud, come appunto, trasporti, università, investimenti infrastrutturali. Il tempo degli annunci è finito.micheledellederaintervento1
Stendiamo un velo pietoso, però, anche su chi, come Forza Italia e altri partiti di opposizione, che oggi si permettono di criticare il Governo sulla sua inattività verso il sud.Diciamo che da quel pulpito dovrebbe venire solo vergogna per lo spazio concesso alla Lega e alle sue politiche in passato come oggi.
Il Sud, i suoi cittadini, però, non possono, non possiamo restare a guardare, diamoci da fare e diventiamo protagonisti del nostro destino non consentendo più a commentatori e opinionisti da strapazzo di dare pagelle e giudizi a una terra e a genti di cui non conoscono nulla se non attraverso i loro atavici pregiudizi.
La strada è giusta, ma non facciamoci fermare da qualche citazione generica. Fatti concreti, adesso, solo fatti concreti.
Michele Dell’Edera
Coordinatore Regionale del Partito del Sud di Puglia


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sabato 1 agosto 2015

Il SALVAGENTE BUCATO (SVIMEZ)

Di Bruno Pappalardo
Sono assolutamente d’accordo con Gianfranco Viesti .
La situazione al Sud è tragica ma non quanto si creda ma che tutti vogliono diventi, ossia la definitiva perenne agonizzazione, ovvero, una cristallizzazione dello attuale stato. Il Sud NON DEVE MORIRE!

-SE MUORE CHE ALTRA SCUSA HANNO PER POTER RUBARE E CORROMPERE, INTASCARE MAZZETTE E COLLUDERE??. 

Questo situazione surreale quanto truffaldina è una di quelle utilizzata nei suoi racconti da KAFKA. Una cosa che dura in eterno e pare non conduca a nulla e sembri immutante , ebbene, permetterà l’esistenza di altri. ( una malconcia sintesi ) Che l’abbiano studiato e copiato proprio nelle scuole di partito?

Tutte le volte, infatti, che si è detto che il Sud stava per affondare, ebbene, qualcuno correva in soccorso, in bermuda e con un salvagente bucato. Giungeva con uno ovvio e stupefacente spirito evangelico per salvarlo: Cassa del Mezzogiorno, decongestionamento di industrie pesanti come la siderurgia o quella automobilistica, denaro per il più sinistro e malevolo assistenzialismo et cetera…
Se MUORE il SUD, caro Roberto, come “magnano” questi ladri ?!?!
Occorre tenerci nell’armadio,…quando bisognano soldi, ci tirano fuori, ci spazzolano della poca polvere e, comunque qualcosa arriva.

Saviano non mi è stato mai molto
 simpatico mentre Viesti tantissimo ma per le sue puntuali analisi! Ma che c’entrano i due ? Questa volta i due dicono la stessa cosa!
Il primo ha scritto ieri una lettera a Renzi ( non risponderà, dovesse farlo (vergogna) sarà, “ Saviano chi?”)

Oggi su “la Repubblica” e ne lascio un passo significativo:

“Le istituzioni italiane devono infatti chiedere scusa a quei milioni di persone che sono state considerate una palla al piede e, allo stesso tempo, sfruttati come un serbatoio di energie da svuotare”.(…) come tanti affari al Sud “ci si può incappare (…) ancora una volta della brama di denaro da parte di funzionari infedeli. Non creda che nelle mie parole ci sia rancore da meridionalista fuori tempo: ma, mi scusi, che cosa crede che sarebbe successo se le interruzioni avessero riguardato un'arteria cruciale del nord Italia? ” (…) il Sud potrà crescere diversamente. Aiutare il Sud non vuol dire continuare ad "assisterlo" ma lasciarlo libero di diventare laboratorio, …crescere con i suoi ritmi, le sue possibilità, le sue particolarità. Non dare al Sud prebende, non riaprire Casse del Mezzogiorno, ma permettere agli imprenditori con capacità e talenti di assumere, di non essere mangiati dalla burocrazia, dalle tasse, dalla corruzione.”

Il secondo, Viesti dice: “ Mi dispiace, ma da meridionale mi rifiuto di partecipare al coro dolente a commento dell’ennesimo rapporto Svimez che dà un quadro apocalittico del Sud. Certo, la situazione è davvero difficile e drammatica, e proprio per questo sarebbero richieste analisi,…al posto del parossismo mediatico di queste ore.

Viesti sostiene di non voler essere del coro e “partecipare al grande equivoco, quello dello sviluppo del Sud ossia denaro, assistenzialismo. , che :“sin dal dopoguerra, si è imposto al Sud, condannandolo ad importare modelli estranei, e a costruire una politica economica di perenne dipendenza dal Nord e dal governo centrale” . L’equivoco dei soldi... in 60 anni …non hanno azzerato il gap tra Sud e Nord, hanno, foraggiato una classe dirigente “romana”. La commessa pubblica e… il clientelismo, l’assistenzialismo, la cooptazione, l’illegalità diffusa, l’assenza di mobilità sociale, il brain waste dei talenti formati.”

La via d’uscita è uno Stato che… offra al Sud gli stessi servizi essenziali garantiti ai cittadini che vivono nel resto del Paese e un grande investimento sul capitale umano meridionale: istruzione, formazione, cultura.

Lo stesso concetto questa volta ha toccato due meridionali, assai diversi mai dichiaratosi “meridionalisti “ che hanno acquisito le vere cause e le stesse soluzioni della attuale degrado sociale del SUD
Ma che forse la caparbia diffusione delle idee “meridionaliste “ serie e sorte con Gramsci avrà fatto il suo buon effetto???!
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Di Bruno Pappalardo
Sono assolutamente d’accordo con Gianfranco Viesti .
La situazione al Sud è tragica ma non quanto si creda ma che tutti vogliono diventi, ossia la definitiva perenne agonizzazione, ovvero, una cristallizzazione dello attuale stato. Il Sud NON DEVE MORIRE!

-SE MUORE CHE ALTRA SCUSA HANNO PER POTER RUBARE E CORROMPERE, INTASCARE MAZZETTE E COLLUDERE??. 

Questo situazione surreale quanto truffaldina è una di quelle utilizzata nei suoi racconti da KAFKA. Una cosa che dura in eterno e pare non conduca a nulla e sembri immutante , ebbene, permetterà l’esistenza di altri. ( una malconcia sintesi ) Che l’abbiano studiato e copiato proprio nelle scuole di partito?

Tutte le volte, infatti, che si è detto che il Sud stava per affondare, ebbene, qualcuno correva in soccorso, in bermuda e con un salvagente bucato. Giungeva con uno ovvio e stupefacente spirito evangelico per salvarlo: Cassa del Mezzogiorno, decongestionamento di industrie pesanti come la siderurgia o quella automobilistica, denaro per il più sinistro e malevolo assistenzialismo et cetera…
Se MUORE il SUD, caro Roberto, come “magnano” questi ladri ?!?!
Occorre tenerci nell’armadio,…quando bisognano soldi, ci tirano fuori, ci spazzolano della poca polvere e, comunque qualcosa arriva.

Saviano non mi è stato mai molto
 simpatico mentre Viesti tantissimo ma per le sue puntuali analisi! Ma che c’entrano i due ? Questa volta i due dicono la stessa cosa!
Il primo ha scritto ieri una lettera a Renzi ( non risponderà, dovesse farlo (vergogna) sarà, “ Saviano chi?”)

Oggi su “la Repubblica” e ne lascio un passo significativo:

“Le istituzioni italiane devono infatti chiedere scusa a quei milioni di persone che sono state considerate una palla al piede e, allo stesso tempo, sfruttati come un serbatoio di energie da svuotare”.(…) come tanti affari al Sud “ci si può incappare (…) ancora una volta della brama di denaro da parte di funzionari infedeli. Non creda che nelle mie parole ci sia rancore da meridionalista fuori tempo: ma, mi scusi, che cosa crede che sarebbe successo se le interruzioni avessero riguardato un'arteria cruciale del nord Italia? ” (…) il Sud potrà crescere diversamente. Aiutare il Sud non vuol dire continuare ad "assisterlo" ma lasciarlo libero di diventare laboratorio, …crescere con i suoi ritmi, le sue possibilità, le sue particolarità. Non dare al Sud prebende, non riaprire Casse del Mezzogiorno, ma permettere agli imprenditori con capacità e talenti di assumere, di non essere mangiati dalla burocrazia, dalle tasse, dalla corruzione.”

Il secondo, Viesti dice: “ Mi dispiace, ma da meridionale mi rifiuto di partecipare al coro dolente a commento dell’ennesimo rapporto Svimez che dà un quadro apocalittico del Sud. Certo, la situazione è davvero difficile e drammatica, e proprio per questo sarebbero richieste analisi,…al posto del parossismo mediatico di queste ore.

Viesti sostiene di non voler essere del coro e “partecipare al grande equivoco, quello dello sviluppo del Sud ossia denaro, assistenzialismo. , che :“sin dal dopoguerra, si è imposto al Sud, condannandolo ad importare modelli estranei, e a costruire una politica economica di perenne dipendenza dal Nord e dal governo centrale” . L’equivoco dei soldi... in 60 anni …non hanno azzerato il gap tra Sud e Nord, hanno, foraggiato una classe dirigente “romana”. La commessa pubblica e… il clientelismo, l’assistenzialismo, la cooptazione, l’illegalità diffusa, l’assenza di mobilità sociale, il brain waste dei talenti formati.”

La via d’uscita è uno Stato che… offra al Sud gli stessi servizi essenziali garantiti ai cittadini che vivono nel resto del Paese e un grande investimento sul capitale umano meridionale: istruzione, formazione, cultura.

Lo stesso concetto questa volta ha toccato due meridionali, assai diversi mai dichiaratosi “meridionalisti “ che hanno acquisito le vere cause e le stesse soluzioni della attuale degrado sociale del SUD
Ma che forse la caparbia diffusione delle idee “meridionaliste “ serie e sorte con Gramsci avrà fatto il suo buon effetto???!

venerdì 31 luglio 2015

Natale Cuccurese, Partito del Sud: “Dopo drammatico rapporto SVIMEZ, c’è bisogno di azione politica da Sud per il Sud”

natalecuccurese1Il Rapporto sul Sud reso noto dallo SVIMEZ, che condanna dati alla mano il Sud a un sottosviluppo permanente e con un tasso di crescità metà della Grecia rende necessaria una risposta politica forte e radicale rispetto alle stanche politiche verso il sud che nei decenni, forse da sempre, si sono ripetute. Il Partito del Sud lancia un allarme e un appello forte per bocca del suo presidente nazionale Natale Cuccurese:
“Il Rapporto Svimez che dice che “Il Mezzogiorno si avvia verso un sottosviluppo permanente” era ampiamente previsto – dice Cuccurese- e inevitabile viste soprattutto le politiche dei Governi degli ultimi vent’anni. Un motivo in più come Partito del Sud per accelerare l’azione politica da Sud e per il Sud, ricercando o consolidando quella collaborazione già in atto da tempo con alcuni uomini politici del meridione, pochi ma buoni, che le suddette grandi battaglie per lo sviluppo e il riscatto del Sud le affrontano con coraggio e spesso buoni esiti.
In un Paese diviso e diseguale, dove il Sud scivola sempre più nell’arretramento  è necessario fare qualcosa, il Partito del Sud  vuole impegnarsi in questa ottica. Non è possibile che, nel 2014, per il settimo anno consecutivo il Pil del Mezzogiorno sia ancora negativo (-1,3%), il divario di Pil pro capite sia tornato ai livelli di 15 anni fa. Pensate che negli anni di crisi 2008-2014 i consumi delle famiglie meridionali sono crollati quasi del 13% e gli investimenti nell’industria in senso stretto addirittura del 59% . Come detto, tutto questo non è più accettabile.”


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natalecuccurese1Il Rapporto sul Sud reso noto dallo SVIMEZ, che condanna dati alla mano il Sud a un sottosviluppo permanente e con un tasso di crescità metà della Grecia rende necessaria una risposta politica forte e radicale rispetto alle stanche politiche verso il sud che nei decenni, forse da sempre, si sono ripetute. Il Partito del Sud lancia un allarme e un appello forte per bocca del suo presidente nazionale Natale Cuccurese:
“Il Rapporto Svimez che dice che “Il Mezzogiorno si avvia verso un sottosviluppo permanente” era ampiamente previsto – dice Cuccurese- e inevitabile viste soprattutto le politiche dei Governi degli ultimi vent’anni. Un motivo in più come Partito del Sud per accelerare l’azione politica da Sud e per il Sud, ricercando o consolidando quella collaborazione già in atto da tempo con alcuni uomini politici del meridione, pochi ma buoni, che le suddette grandi battaglie per lo sviluppo e il riscatto del Sud le affrontano con coraggio e spesso buoni esiti.
In un Paese diviso e diseguale, dove il Sud scivola sempre più nell’arretramento  è necessario fare qualcosa, il Partito del Sud  vuole impegnarsi in questa ottica. Non è possibile che, nel 2014, per il settimo anno consecutivo il Pil del Mezzogiorno sia ancora negativo (-1,3%), il divario di Pil pro capite sia tornato ai livelli di 15 anni fa. Pensate che negli anni di crisi 2008-2014 i consumi delle famiglie meridionali sono crollati quasi del 13% e gli investimenti nell’industria in senso stretto addirittura del 59% . Come detto, tutto questo non è più accettabile.”


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