giovedì 28 maggio 2015

GIORGIO SE NE VUOLE ANDARE E IL VESCOVO LO VUOLE MANDAR VIA!

di Bruno Pappalardo

(Giorgio se ne vò ì e ‘o vescovo ‘o vò mannà!) 

e’ una bella storia napoletana del tempi del viceregno spagnolo (SEC.XVI-XVII) che narra di un uomo che non sapeva amare veramente ne la propria  gente e neppure la terra su cui era nato. Una storia piena di significato che bisognerebbe leggere e che ben s’adatta ad alcuni personaggi della politica italiana. Ma pensiamo ad altro;
Matteo Renzi, da Perugia, durante un comizio risponde sostegno della candidata del PD, volendo difendere i suoi candidati  del partito,dice: "…sulla legalità non prendiamo lezioni da nessuno” .
Una frase  del genere d’avanti ad una così chiara sentenza non l’avrebbe detta manco Mussolini o Pol Pot sia nel senso della sfacciataggine che della decenza morale,… ma lasciamo stare!
Parlo della Legge Severino, votata e voluta dal PD e  che non lascia scampo agli impresentabili come il candidato presidente, il salernitano De Luca alla Regione Campania.
Ha tolto il “falso in bilancio”, accordo con la Svizzera ( che attendeva da quasi un anno un semplice Si telefonico)  per  i denari di evasori fiscali nelle banche elvetiche a cui però, in abbondante anticipo, sono stati avvisati con la premesse di lasciare qualcosa sui conti per dare l’impressione al povero cittadino italiano di aver colpito l’illecito.
Ha presentato la Legge sulla Corruzione ma col patteggiamento.
Toglie il riciclaggio nelle banche vaticane ma accellera le grandi opere (inutili)  rimuovendo( (ingenuamente) denaro sporco.
Ha però tolto l’articolo 18; condona 98 milioni ai gestori delle slot machines; aumenta le tasse; regala soldi alle banche, inserisce l’IMU agricola penalizzandola irrimediabilmente, crea la figura del podestà al post del preside et cetera
Dichiara: che chi viene scelto dal cittadino può superare agevolmente la legge Severino proprio come Hitler, perché come per “ baffettino ” fu un voto “democratico” e può governare.
Bene, … ecco che la LISTA VOZZA si arricchirà di nuovi voti provenienti proprio dal PD e in parte da quella cellula del NCD.
AMEN….


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di Bruno Pappalardo

(Giorgio se ne vò ì e ‘o vescovo ‘o vò mannà!) 

e’ una bella storia napoletana del tempi del viceregno spagnolo (SEC.XVI-XVII) che narra di un uomo che non sapeva amare veramente ne la propria  gente e neppure la terra su cui era nato. Una storia piena di significato che bisognerebbe leggere e che ben s’adatta ad alcuni personaggi della politica italiana. Ma pensiamo ad altro;
Matteo Renzi, da Perugia, durante un comizio risponde sostegno della candidata del PD, volendo difendere i suoi candidati  del partito,dice: "…sulla legalità non prendiamo lezioni da nessuno” .
Una frase  del genere d’avanti ad una così chiara sentenza non l’avrebbe detta manco Mussolini o Pol Pot sia nel senso della sfacciataggine che della decenza morale,… ma lasciamo stare!
Parlo della Legge Severino, votata e voluta dal PD e  che non lascia scampo agli impresentabili come il candidato presidente, il salernitano De Luca alla Regione Campania.
Ha tolto il “falso in bilancio”, accordo con la Svizzera ( che attendeva da quasi un anno un semplice Si telefonico)  per  i denari di evasori fiscali nelle banche elvetiche a cui però, in abbondante anticipo, sono stati avvisati con la premesse di lasciare qualcosa sui conti per dare l’impressione al povero cittadino italiano di aver colpito l’illecito.
Ha presentato la Legge sulla Corruzione ma col patteggiamento.
Toglie il riciclaggio nelle banche vaticane ma accellera le grandi opere (inutili)  rimuovendo( (ingenuamente) denaro sporco.
Ha però tolto l’articolo 18; condona 98 milioni ai gestori delle slot machines; aumenta le tasse; regala soldi alle banche, inserisce l’IMU agricola penalizzandola irrimediabilmente, crea la figura del podestà al post del preside et cetera
Dichiara: che chi viene scelto dal cittadino può superare agevolmente la legge Severino proprio come Hitler, perché come per “ baffettino ” fu un voto “democratico” e può governare.
Bene, … ecco che la LISTA VOZZA si arricchirà di nuovi voti provenienti proprio dal PD e in parte da quella cellula del NCD.
AMEN….


mercoledì 27 maggio 2015

Comunicato Stampa LIB - LAB....

a sostegno Partito del Sud...

alleanza lib-lab
Via Ticino, 13 80126 Napoli -  email allenzaliblab.napoli@gmail.com

laboratorio liberalSocialista per la società aperta



COMUNICATO STAMPA

Il LibLab laboratorio politico Liberal Socialista di Napoli, sarà presente in Campania alle elezioni Regionali  con un suo candidato Bruno Pappalardo, presente nella lista ‘SINISTRA AL LAVORO PER LA CAMPANIA ’ che sostiene il candidato Presidente della Regione Campania  Vozza. 

Una scelta per battere un centrodestra affaristico e non portatore di un’ apertura prospettica dell’economia della Regione e battere quella deriva del PD diventato di fatto un Partito di centro che guarda a destra. La precedente giunta di centrodestra ha   portato alla Campania un deficit di democrazia oltre ad aver acuito la  crisi ambientale e occupazionale. Vozza è l’uomo giusto per una vera svoltain Campania, un Presidente che punta sui valori della legalità, della trasparenza, dell’efficienza amministrativa della macchina burocratica, spazzando via i metodi utilizzati dalla passata giunta, una discontinuità per dare futuro alla Campania. 

Il nostro Candidato Bruno Pappalardo con profonde radici nella tradizione culturale del meridionalismo di Fortunato, Salvemini, Dorso, Rossi Doria propone una politica per l’agro-alimentare dando priorità a questo comparto fondamentale per l’economia della Campania  ponendola al centro della proposta politica  affrontando seriamente la grave questione della Terra dei Fuochi. Ma la questione della Campania passa per un assetto urbanistico equilibrato della città Metropolitana di Napoli ove vivono ¾ della popolazione affrontando la situazione con una visione ampia ove vi sia una razionalizzazione dei trasporti, del rapporto con le due aree vulcaniche – Campi Flegrei e Vesuvio -  e spingendo verso una riconversione economica in un mix di artigianato, ricerca, industrie per le nuove tecnologie e turismo.


l’addetto stampa
Nello Mazzone




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a sostegno Partito del Sud...

alleanza lib-lab
Via Ticino, 13 80126 Napoli -  email allenzaliblab.napoli@gmail.com

laboratorio liberalSocialista per la società aperta



COMUNICATO STAMPA

Il LibLab laboratorio politico Liberal Socialista di Napoli, sarà presente in Campania alle elezioni Regionali  con un suo candidato Bruno Pappalardo, presente nella lista ‘SINISTRA AL LAVORO PER LA CAMPANIA ’ che sostiene il candidato Presidente della Regione Campania  Vozza. 

Una scelta per battere un centrodestra affaristico e non portatore di un’ apertura prospettica dell’economia della Regione e battere quella deriva del PD diventato di fatto un Partito di centro che guarda a destra. La precedente giunta di centrodestra ha   portato alla Campania un deficit di democrazia oltre ad aver acuito la  crisi ambientale e occupazionale. Vozza è l’uomo giusto per una vera svoltain Campania, un Presidente che punta sui valori della legalità, della trasparenza, dell’efficienza amministrativa della macchina burocratica, spazzando via i metodi utilizzati dalla passata giunta, una discontinuità per dare futuro alla Campania. 

Il nostro Candidato Bruno Pappalardo con profonde radici nella tradizione culturale del meridionalismo di Fortunato, Salvemini, Dorso, Rossi Doria propone una politica per l’agro-alimentare dando priorità a questo comparto fondamentale per l’economia della Campania  ponendola al centro della proposta politica  affrontando seriamente la grave questione della Terra dei Fuochi. Ma la questione della Campania passa per un assetto urbanistico equilibrato della città Metropolitana di Napoli ove vivono ¾ della popolazione affrontando la situazione con una visione ampia ove vi sia una razionalizzazione dei trasporti, del rapporto con le due aree vulcaniche – Campi Flegrei e Vesuvio -  e spingendo verso una riconversione economica in un mix di artigianato, ricerca, industrie per le nuove tecnologie e turismo.


l’addetto stampa
Nello Mazzone




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IL VOTO UTILE PER LA CRESCITA DEL MERIDIONALISMO PER I CANDIDATI DEL PARTITO DEL SUD IN CAMPANIA E PUGLIA

Da giorni si sprecano appelli al voto, ovviamente tutti si affannano per presentarsi come "nuovo" o come "alternativo alla vecchia politica" e ora ci sono pure quelli che pretendono di dare patenti di meridionalismo o di coerenza.

Il Partito del Sud dalla sua nascita, a livello nazionale a Gaeta nel 2007, ha sempre pensato che l'unica via di cambiamento fosse quella democratica alle elezioni e non quella velleitaria di pretese rivoluzioni su Facebook, dopo un po' fuori moda e puntualmente assopite...chi si ricorda oggi dei "Forconi" o del "Popolo Viola"? 
Per prima cosa quindi abbiamo preso le distanze da velleitarie, anacronistiche e del tutto irrealizzabili pretese separatiste e poi dal "piccolo mondo antico", quel vecchio mondo neoborbonico nostalgico, e sempre ancorato a posizioni reazionarie e ultra-cattoliche spesso chiamate "tradizionaliste", che pretende di cambiare le coscienze del nostro popolo solo con l'attività culturale, che dopo più di 20 anni, anche con eventi positivi per la crescita di un'identità e la diffusione maggiore della verità storica sulla "malaunità" del 1861, non ha spostato di una virgola le condizioni del Sud che anzi peggiorano di anno in anno.
Convinti che all'azione culturale bisogna affiancare sinergicamente l'azione politica, abbiamo fatto le nostre prime battaglie, anche di testimonianza, con grandissimi sacrifici e sforzi da eroici spartani alle Termopili,  soprattutto alle Elezioni Nazionali 2008 in Sicilia ed anche nel 2013 al Senato Lazio che in altre Elezioni Amministrative sia al Sud che al Nord, quindi nessuno ci può dire che non abbiamo provato a combattere da soli contro l'intera politica nazionale di destra e di sinistra, da troppo tempo poco attenta alla questione meridionale. Nel mezzo, la positiva e felice esperienza alle Comunali di Napoli del 2011 dove scegliemmo di appoggiare Luigi De Magistris, fin dal primo turno contro il candidato ufficiale del PD, scelta poi dimostratasi vincente.
Abbiamo anche provato ad aggregare le forze meridionaliste, ma vuoi per tentativi mal condotti, vuoi per i rifiuti di possibili leader, vuoi per la mancanza di una massa critica vera e non virtuale di meridionalisti, vuoi soprattutto per una non omogeneità di persone che si ritrovano a voler difendere il Sud...insomma tutti i tentativi sono falliti.
Alcuni pretendono di continuare su strade da noi già percorse e hanno la presunzione di essere più bravi, noi molto più umilmente abbiamo fatto tesoro delle esperienze ed abbiamo capito che non esiste nessuna possibilità di un meridionalismo al di fuori degli schieramenti nazionali, almeno per elezioni regionali o nazionali.

Questo si spiega facilmente anche ai più duri di comprendonio, per motivi politici ed ideologici ma anche per motivi pratici ed organizzativi. Per i primi basta capire che aggregazioni eterogenee scoppiano subito su grandi temi di attualità sui quali un movimento politico deve scegliere e non puo' pensare di rimandare al futuro, parafrasando un famoso discorso, se dobbiamo metterci insieme e prendere un treno per Matera (che non c'è...), possiamo pensare di fare un po' di strada con chi vuole andare a Bari o a Potenza ma non di unire chi vuole andare a Reggio Calabria con chi vuole andare a Venezia! Basta poi l'esempio di alcune tematiche attuali, quella sulle unioni civili (dopo il successo del referendum in Irlanda, oramai diffuse in tutta Europa tranne che in Italia, Grecia e alcuni paesi dell'Est) o l'atteggiamento che si ha sul tema dell'immigrazione (c'è chi trova Salvini un modello...noi NO! Siamo per modelli di società inclusiva e accogliente, dove le differenze sono ricchezze e non problemi. Questo non significa "porte aperte a tutti" ma un atteggiamento solidale e non razzista, come lo pretendiamo per il nostro Sud, lo vorremmo per tutti i Sud del mondo), esempi semplici e lampanti di come un unanimismo meridionalista non può mai funzionare a medio-lungo termini. Su questi temi poi contano, eccome se contano, i valori (non i partiti...) di destra e di sinistra e ci si deve schierare da una parte o dall'altra, noi abbiamo scelto di schierarci dalla parte progressista. Quindi se e' vero che i partiti tradizionali sono in crisi da anni, le ideologie NON sono affatto morte e certi valori sono alla base delle scelte personali e collettive, quindi anche delle scelte politiche.
E se non bastassero i valori, contano anche gli aspetti pratici ed organizzativi....le leggi elettorali saranno criticabili quanto vogliamo, ma sono le regole del gioco e per cambiarle si deve partecipare al gioco e crescere con quelle regole, quindi, a maggior ragione con l'Italicum, lo spazio per le piccole liste e' diventato quasi impossibile ed inoltre lo spazio della giusta protesta (ma forse di poche proposte realizzabili...) oramai è occupato, non si sa per quanto tempo, dal Movimento 5 Stelle. Che poi questo movimento ha deluso molti perché anche con il 25% dei voti ha concluso ben poco...è un altro discorso da approfondire ma che qui questo mi porterebbe fuori tema.
In questo scenario, dove gli sbarramenti nazionali sono riproposti anche a livello regionale, in assenza di visibilità mediatica con un comico nazionale con un suo Movimento ed un suo Marchio e in assenza anche di finanziatori folgorati sulla via di Damasco del meridionalismo, non si capisce a che serve una lista autonoma visto che dovrebbe prendere almeno il 3% in Campania o addirittura il 4%  come lista in coalizione (se non l'8% se non si presenta in coalizione) in Puglia...onestamente che probabilità ci sono oggi di superare questi sbarramenti?
Poi ognuno può vivere di illusioni, noi seguendo la lezioni di Gramsci che prevedeva studio ed organizzazione, vogliamo crescere ma non più fare solo testimonianza... ed è per questo che abbiamo fatto delle scelte coerenti con la nostra linea politica di meridionalismo progressista, scelta democraticamente ai nostri Congressi che significa possibilità di apparentarsi a sinistra con gli uomini e gli schieramenti migliori. Ed è per questo, oltre alle considerazioni già fatte dagli amici Andrea Balia e Natale Cuccurese, che invitiamo a votare i nostri candidati del Partito del Sud alle prossime Regionali 2015:

Bruno Pappalardo (lista "Sinistra al Lavoro) in Campania per Vozza Presidente
Francesco De Nicolo (lista "Emiliano Sindaco di Puglia) in Puglia per Emiliano Presidente


Enzo Riccio
Vice-Presidente Nazionale Partito del Sud


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Da giorni si sprecano appelli al voto, ovviamente tutti si affannano per presentarsi come "nuovo" o come "alternativo alla vecchia politica" e ora ci sono pure quelli che pretendono di dare patenti di meridionalismo o di coerenza.

Il Partito del Sud dalla sua nascita, a livello nazionale a Gaeta nel 2007, ha sempre pensato che l'unica via di cambiamento fosse quella democratica alle elezioni e non quella velleitaria di pretese rivoluzioni su Facebook, dopo un po' fuori moda e puntualmente assopite...chi si ricorda oggi dei "Forconi" o del "Popolo Viola"? 
Per prima cosa quindi abbiamo preso le distanze da velleitarie, anacronistiche e del tutto irrealizzabili pretese separatiste e poi dal "piccolo mondo antico", quel vecchio mondo neoborbonico nostalgico, e sempre ancorato a posizioni reazionarie e ultra-cattoliche spesso chiamate "tradizionaliste", che pretende di cambiare le coscienze del nostro popolo solo con l'attività culturale, che dopo più di 20 anni, anche con eventi positivi per la crescita di un'identità e la diffusione maggiore della verità storica sulla "malaunità" del 1861, non ha spostato di una virgola le condizioni del Sud che anzi peggiorano di anno in anno.
Convinti che all'azione culturale bisogna affiancare sinergicamente l'azione politica, abbiamo fatto le nostre prime battaglie, anche di testimonianza, con grandissimi sacrifici e sforzi da eroici spartani alle Termopili,  soprattutto alle Elezioni Nazionali 2008 in Sicilia ed anche nel 2013 al Senato Lazio che in altre Elezioni Amministrative sia al Sud che al Nord, quindi nessuno ci può dire che non abbiamo provato a combattere da soli contro l'intera politica nazionale di destra e di sinistra, da troppo tempo poco attenta alla questione meridionale. Nel mezzo, la positiva e felice esperienza alle Comunali di Napoli del 2011 dove scegliemmo di appoggiare Luigi De Magistris, fin dal primo turno contro il candidato ufficiale del PD, scelta poi dimostratasi vincente.
Abbiamo anche provato ad aggregare le forze meridionaliste, ma vuoi per tentativi mal condotti, vuoi per i rifiuti di possibili leader, vuoi per la mancanza di una massa critica vera e non virtuale di meridionalisti, vuoi soprattutto per una non omogeneità di persone che si ritrovano a voler difendere il Sud...insomma tutti i tentativi sono falliti.
Alcuni pretendono di continuare su strade da noi già percorse e hanno la presunzione di essere più bravi, noi molto più umilmente abbiamo fatto tesoro delle esperienze ed abbiamo capito che non esiste nessuna possibilità di un meridionalismo al di fuori degli schieramenti nazionali, almeno per elezioni regionali o nazionali.

Questo si spiega facilmente anche ai più duri di comprendonio, per motivi politici ed ideologici ma anche per motivi pratici ed organizzativi. Per i primi basta capire che aggregazioni eterogenee scoppiano subito su grandi temi di attualità sui quali un movimento politico deve scegliere e non puo' pensare di rimandare al futuro, parafrasando un famoso discorso, se dobbiamo metterci insieme e prendere un treno per Matera (che non c'è...), possiamo pensare di fare un po' di strada con chi vuole andare a Bari o a Potenza ma non di unire chi vuole andare a Reggio Calabria con chi vuole andare a Venezia! Basta poi l'esempio di alcune tematiche attuali, quella sulle unioni civili (dopo il successo del referendum in Irlanda, oramai diffuse in tutta Europa tranne che in Italia, Grecia e alcuni paesi dell'Est) o l'atteggiamento che si ha sul tema dell'immigrazione (c'è chi trova Salvini un modello...noi NO! Siamo per modelli di società inclusiva e accogliente, dove le differenze sono ricchezze e non problemi. Questo non significa "porte aperte a tutti" ma un atteggiamento solidale e non razzista, come lo pretendiamo per il nostro Sud, lo vorremmo per tutti i Sud del mondo), esempi semplici e lampanti di come un unanimismo meridionalista non può mai funzionare a medio-lungo termini. Su questi temi poi contano, eccome se contano, i valori (non i partiti...) di destra e di sinistra e ci si deve schierare da una parte o dall'altra, noi abbiamo scelto di schierarci dalla parte progressista. Quindi se e' vero che i partiti tradizionali sono in crisi da anni, le ideologie NON sono affatto morte e certi valori sono alla base delle scelte personali e collettive, quindi anche delle scelte politiche.
E se non bastassero i valori, contano anche gli aspetti pratici ed organizzativi....le leggi elettorali saranno criticabili quanto vogliamo, ma sono le regole del gioco e per cambiarle si deve partecipare al gioco e crescere con quelle regole, quindi, a maggior ragione con l'Italicum, lo spazio per le piccole liste e' diventato quasi impossibile ed inoltre lo spazio della giusta protesta (ma forse di poche proposte realizzabili...) oramai è occupato, non si sa per quanto tempo, dal Movimento 5 Stelle. Che poi questo movimento ha deluso molti perché anche con il 25% dei voti ha concluso ben poco...è un altro discorso da approfondire ma che qui questo mi porterebbe fuori tema.
In questo scenario, dove gli sbarramenti nazionali sono riproposti anche a livello regionale, in assenza di visibilità mediatica con un comico nazionale con un suo Movimento ed un suo Marchio e in assenza anche di finanziatori folgorati sulla via di Damasco del meridionalismo, non si capisce a che serve una lista autonoma visto che dovrebbe prendere almeno il 3% in Campania o addirittura il 4%  come lista in coalizione (se non l'8% se non si presenta in coalizione) in Puglia...onestamente che probabilità ci sono oggi di superare questi sbarramenti?
Poi ognuno può vivere di illusioni, noi seguendo la lezioni di Gramsci che prevedeva studio ed organizzazione, vogliamo crescere ma non più fare solo testimonianza... ed è per questo che abbiamo fatto delle scelte coerenti con la nostra linea politica di meridionalismo progressista, scelta democraticamente ai nostri Congressi che significa possibilità di apparentarsi a sinistra con gli uomini e gli schieramenti migliori. Ed è per questo, oltre alle considerazioni già fatte dagli amici Andrea Balia e Natale Cuccurese, che invitiamo a votare i nostri candidati del Partito del Sud alle prossime Regionali 2015:

Bruno Pappalardo (lista "Sinistra al Lavoro) in Campania per Vozza Presidente
Francesco De Nicolo (lista "Emiliano Sindaco di Puglia) in Puglia per Emiliano Presidente


Enzo Riccio
Vice-Presidente Nazionale Partito del Sud


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martedì 26 maggio 2015

“Siamo tutti briganti?....”


di Andrea Balìa

Spesso, anche da persone che stimiamo, sentiamo il mantra “siamo tutti briganti,uniamoci, qualcuno ce la farà…”. Ovviamente l’invito sarebbe rivolto a tutti quelli che si battono per miglior sorte del Sud, paragonandoli - diremmo un po’ generosamente – a quegli eroici figuri che, imbracciando un fucile, reagirono ai soprusi d’un’unità d’Italia mal fatta, criticabile più che nelle finalità nei modi repressivi, espropriatori, violenti e colonizzatori con cui fu attuata. A loro fu tolta la terra, la possibilità di continuare a lavorarla, furono chiuse e/o messe in condizione di morire le fabbriche vanto del Sud, spesso a livello europeo. Le tasse passarono da poche a quantità inusitate, fu chiesta cieca obbedienza e fedeltà al nuovo esercito invasore e ai nuovi regnanti, ci furono saccheggi, incendi e stupri, e fucilazioni senza regolari processi come prevedeva l’infausta legge Pica. E contadini, talvolta anche donne (le “brigantesse”) e alcuni civili o ex soldati reagirono con la lotta armata in bande itineranti per i monti del Sud,come antesignani dei partigiani, di memoria più recente. E noi saremmo come loro? 
Certo difendiamo lo stesso territorio,siamo in teoria i loro eredi,forniti di qualche bandiera, cellulari e pc, dai quali e sui quali tanti preferiscono le ”rivoluzioni da tastiera”(poco impegno politico concreto, frasi roboanti,molte analisi e lamentele – anche giuste – e propositività vicino allo zero). Qualcosa e qualcuno c’è, ovvio, ma la stragrande quantità dei presunti patrioti ha queste coordinate. Quindi il paragone è quantomeno ardito. 
Sul “uniamoci”poi sarebbe il caso forse di stendere un velo pietoso..per farlo bisogna condividere valori,visioni della vita e della convivenza ed organizzazione economica e sociale…la sola comune richiesta di verità storica è basilare ma tristemente insufficiente ed inefficiente, e l’unanimismo è più parente prossimo d’un’insalata che somigliare ad una strombazzata unità!
Qualcuno ce la farà? Si,certo, lo auspichiamo…ma non a caso o per grazia divina,bensì solo come risultato di costante organizzazione, impegno,serietà e coerenza, coscienza e attuazione di oculata strategia politica (come da lezione gramsciana), mettendoci la faccia,schierandosi,scegliendo e non a fronte d’utopiche collocazioni “super partes” o in attesa di improbabili rivoluzioni o nostalgiche restaurazioni.



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di Andrea Balìa

Spesso, anche da persone che stimiamo, sentiamo il mantra “siamo tutti briganti,uniamoci, qualcuno ce la farà…”. Ovviamente l’invito sarebbe rivolto a tutti quelli che si battono per miglior sorte del Sud, paragonandoli - diremmo un po’ generosamente – a quegli eroici figuri che, imbracciando un fucile, reagirono ai soprusi d’un’unità d’Italia mal fatta, criticabile più che nelle finalità nei modi repressivi, espropriatori, violenti e colonizzatori con cui fu attuata. A loro fu tolta la terra, la possibilità di continuare a lavorarla, furono chiuse e/o messe in condizione di morire le fabbriche vanto del Sud, spesso a livello europeo. Le tasse passarono da poche a quantità inusitate, fu chiesta cieca obbedienza e fedeltà al nuovo esercito invasore e ai nuovi regnanti, ci furono saccheggi, incendi e stupri, e fucilazioni senza regolari processi come prevedeva l’infausta legge Pica. E contadini, talvolta anche donne (le “brigantesse”) e alcuni civili o ex soldati reagirono con la lotta armata in bande itineranti per i monti del Sud,come antesignani dei partigiani, di memoria più recente. E noi saremmo come loro? 
Certo difendiamo lo stesso territorio,siamo in teoria i loro eredi,forniti di qualche bandiera, cellulari e pc, dai quali e sui quali tanti preferiscono le ”rivoluzioni da tastiera”(poco impegno politico concreto, frasi roboanti,molte analisi e lamentele – anche giuste – e propositività vicino allo zero). Qualcosa e qualcuno c’è, ovvio, ma la stragrande quantità dei presunti patrioti ha queste coordinate. Quindi il paragone è quantomeno ardito. 
Sul “uniamoci”poi sarebbe il caso forse di stendere un velo pietoso..per farlo bisogna condividere valori,visioni della vita e della convivenza ed organizzazione economica e sociale…la sola comune richiesta di verità storica è basilare ma tristemente insufficiente ed inefficiente, e l’unanimismo è più parente prossimo d’un’insalata che somigliare ad una strombazzata unità!
Qualcuno ce la farà? Si,certo, lo auspichiamo…ma non a caso o per grazia divina,bensì solo come risultato di costante organizzazione, impegno,serietà e coerenza, coscienza e attuazione di oculata strategia politica (come da lezione gramsciana), mettendoci la faccia,schierandosi,scegliendo e non a fronte d’utopiche collocazioni “super partes” o in attesa di improbabili rivoluzioni o nostalgiche restaurazioni.



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domenica 24 maggio 2015

PERCHE’ MI SONO CANDIDATO E PERCHE’ VOTARMI...


di Bruno Pappalardo

Ringrazio Andrea BALIA ma anche tutti gli altri, quelli della mia sezione di Napoli, “Guido Dorso” e  quelli delle altre  regioni d’Italia in cui siamo presenti. Tutti almeno moralmente e virtualmente mi sorreggono, mi  sostengono.
Ringrazio il MIO PRESIDENTE Cuccurese che sta già da stamani  controllando  ogni cosa che in questi giorni (anche prima) si manovra sui giornali, sui social, all’interno dell’universo web e quello del meridionalismo attivo.  
Tutto vero la nostra amicizia, Andrea, è una di quelle che si dispiega in una cifra di anni che provo a non dire per  decenza. Certo non siamo decrepiti ma solo pellacce robuste.
Ma è proprio la nostra età, paradossalmente, la nostra testimonianza di onestà, di voglia di trasparenza, di vera passione per la conferma di idealità consonante con i padri del meridionalismo che citavi ma incominciando a  metterci la faccia, coraggio, voglia di fare…
Ma poi veramente di cosa? Alla nostra età o si cerca di diventare o “Presidente della Repubblica” o “Senatore a Vita”. Non avrebbe senso alcuna altro incarico.
Non ne cerchiamo, infatti, …non potrebbe bastarci il potere ( non lo cerchiamo) di una circoscrizione,  di un consigliere se non per entrare in certe stanze con al centro un grosso tavolo.
Sederci per  progetti destinati ai giovani, elaborare iniziative generanti lavoro, ricerca, imprenditoria, per il NOSTRO TERRITORIO intossicato che genera morbi,  per il la nostra SANITA’ più attenta ai poveri, agli anziani, agli afflitti, alla SOSTENIBILITA’, EQUA FISCALITA’, all’ AMBIENTE guastato dall’abusivismo che ha smosso montagne riducendo in fango, come quello di Ercolano, una umanità trascinata in case distrutte per sciagurati atti generanti morte. Un tempo fu la NATURA oggi  L’UOMO VENDUTO.
Tutti questi VALORI, oggi  insertati, coniugati con il sistemi socio-politico di oggi, possono, senza alcun dubbio, rimuovere la melma, la fanghiglia dello spreco, della contaminazione, delle collusioni che controllano il nostro territorio e che noi possiamo ripulire con la lotta implacabile. Tabula rasa, dunque,  perché i nostri giovani possano porre nuovi plinti sui luoghi della dignità: il LAVORO.
Questi i VALORI  universali della VERA SINISTRA che abbiamo ritrovato nella LISTA VOZZA “ SINISTRA A LAVORO”

Per questo siamo insieme da tanti anni e per questo siamo insieme in questa nuova avventura  



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di Bruno Pappalardo

Ringrazio Andrea BALIA ma anche tutti gli altri, quelli della mia sezione di Napoli, “Guido Dorso” e  quelli delle altre  regioni d’Italia in cui siamo presenti. Tutti almeno moralmente e virtualmente mi sorreggono, mi  sostengono.
Ringrazio il MIO PRESIDENTE Cuccurese che sta già da stamani  controllando  ogni cosa che in questi giorni (anche prima) si manovra sui giornali, sui social, all’interno dell’universo web e quello del meridionalismo attivo.  
Tutto vero la nostra amicizia, Andrea, è una di quelle che si dispiega in una cifra di anni che provo a non dire per  decenza. Certo non siamo decrepiti ma solo pellacce robuste.
Ma è proprio la nostra età, paradossalmente, la nostra testimonianza di onestà, di voglia di trasparenza, di vera passione per la conferma di idealità consonante con i padri del meridionalismo che citavi ma incominciando a  metterci la faccia, coraggio, voglia di fare…
Ma poi veramente di cosa? Alla nostra età o si cerca di diventare o “Presidente della Repubblica” o “Senatore a Vita”. Non avrebbe senso alcuna altro incarico.
Non ne cerchiamo, infatti, …non potrebbe bastarci il potere ( non lo cerchiamo) di una circoscrizione,  di un consigliere se non per entrare in certe stanze con al centro un grosso tavolo.
Sederci per  progetti destinati ai giovani, elaborare iniziative generanti lavoro, ricerca, imprenditoria, per il NOSTRO TERRITORIO intossicato che genera morbi,  per il la nostra SANITA’ più attenta ai poveri, agli anziani, agli afflitti, alla SOSTENIBILITA’, EQUA FISCALITA’, all’ AMBIENTE guastato dall’abusivismo che ha smosso montagne riducendo in fango, come quello di Ercolano, una umanità trascinata in case distrutte per sciagurati atti generanti morte. Un tempo fu la NATURA oggi  L’UOMO VENDUTO.
Tutti questi VALORI, oggi  insertati, coniugati con il sistemi socio-politico di oggi, possono, senza alcun dubbio, rimuovere la melma, la fanghiglia dello spreco, della contaminazione, delle collusioni che controllano il nostro territorio e che noi possiamo ripulire con la lotta implacabile. Tabula rasa, dunque,  perché i nostri giovani possano porre nuovi plinti sui luoghi della dignità: il LAVORO.
Questi i VALORI  universali della VERA SINISTRA che abbiamo ritrovato nella LISTA VOZZA “ SINISTRA A LAVORO”

Per questo siamo insieme da tanti anni e per questo siamo insieme in questa nuova avventura  



Una Puglia e un Sud protagonisti della ripartenza del Paese con Michele Emiliano Presidente


denicolo francesco 

Prosegue la campagna elettorale in Puglia per le regionali 2015 con il lavoro costante in tutti i collegi della lista “Emiliano Sindaco di Puglia” e dei candidati del Partito del Sud e sostenuti dal Partito del Sud. Proprio questa mattina, Francesco De Nicolo, candidato del Partito del Sud nella provincia di Bari ed iscritto al nostro partito, ci diceva: “Comunque vada questa campagna elettorale è stata ed è esaltante perché mi sta dando la possibilità di incontrare persone in tutte le città del nostro collegio elettorale, persone che vogliono dare il loro contributo votando per Michele Emiliano, sindaco di Puglia, e sostenendo le ragioni del sud e del Partito del Sud che mi onoro di rappresentare nella lista “Emiliano Sindaco di Puglia”. Una Puglia – ha proseguito De Nicolo – che potrà essere, con la forza e il coraggio di Michele Emiliano e, soprattutto dei pugliesi, protagonista non solo del suo rilancio, ma anche di quello del 
sindacodipugliaSud e dell’Intero Paese. Raccontare alle persone che incontro il punto di vista del Partito del Sud e le cose che abbiamo proposto per la Puglia, rende molto partecipe chi ascolta e molto entusiasta me della strada che stiamo percorrendo”
In effetti il Partito del Sud, fin dallo scorso febbraio, ha consegnato a Michele Emiliano alcune riflessioni e proposte di programma molto importanti per la Puglia, il Sud, l’intero Paese.
Cosa ha proposto il Partito del Sud in questa campagna elettorale in Puglia:
  • Che la Costituzione e soprattutto la sua applicazione, come ha rimarcato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sia il faro che guidi l’azione di Governo della Regione Puglia. Per noi l’attuale Costituzione Repubblicana va finalmente e solo applicata, già solo questo aiuterebbe enormemente la soluzione degli annosi problemi che da decenni affliggono il Mezzogiorno.
  • Che si potenzi profondamente la collaborazione tra Atenei Pugliesi e Istituzione Regionale, per dare al territorio risposte concrete, competitive e made in Puglia.
  • Che si potenzi l’impegno verso le startup innovative, dove per innovazione ci si riferisce a tutti i settori, anche quelli che potrebbero riferirsi ad ambiti culturali e colturali che hanno fatto ricca questa terra nei secoli.
  • Che venga garantito il diritto all’assistenza sanitaria, che non si ragioni solo per posti letto, ma per garanzie di diritti.
  • Che la Regione Puglia, anche nell’ottica di eventuali riforme Istituzionali e del Senato, si faccia promotrice, in una vera ottica federalista, di richiedere al Governo Nazionale politiche eque di investimenti, incluse le infrastrutture, anche a Sud. Non è infatti possibile pensare che ancora oggi ci siano aree del Paese in cui si pensi che non sia “conveniente” investire
  • Che il “Lavoro” sia da favorire e da difendere.
  • Che si sia attenti a chi ha bisogno che sia cittadino italiano o migrante con politiche sociali utili e attente a questo scopo. Tutti gli uomini e le donne sono uguali davanti alla legge.
  • Che tutti quei servizi, non pubblici, tipo le assicurazioni, i servizi bancari non penalizzino con tariffe e costi ingiustificati e ingiustificabili il diritto dovere dei cittadini di usufruirne.
Abbiamo, inoltre chiesto a Michele Emiliano che tenga conto dei seguenti punti, nel suo Programma di Governatore della Puglia, al fine di realizzarli nel corso dei cinque anni del suo mandato:
  1. Che la Regione Puglia, nei limiti del possibile, si renda protagonista di una più fattiva collaborazione tra Regioni e Città Metropolitane del Sud al fine di sostenere la ripartenza di quest’area e con essa dell’intero Paese. Crediamo che questa svolta debba essere compiuta puntando suuna forte collaborazione multiregionale di prossimità, alla ricerca di sinergie con le Regioni più vicine e nel caso, anche con le Città Metropolitane del Sud, per poter rappresentare ancora di più, grazie all’azione congiunta di Michele Emiliano con altri Governatori e Sindaci del Mezzogiorno, quella svolta meridionalista che, partendo dalla Regione Puglia, possa portare ad una maggiore autonomia del Sud, con l’obiettivo di costituire il primo nucleo di quella Macroregione che possa con forza sostenere le ragioni del Sud a livello nazionale e non solo.
  2. Che il Sistema dei trasporti regionale e interregionale con le regioni limitrofesia concepito sempre più per reti e non per direttrici al fine di favorire gli spostamenti e la competitività dei territori. Che in particolare si favorisca i collegamenti ferroviari con la Basilicata, il Molise, la Campania. Che si guardi a tutti gli aeroporti di Puglia in base alla loro vocazione e potenzialità, che si utilizzi al meglio i nostri tanti Porti sia per le persone che per le merci. Che i treni regionali vadano da Santa Maria di Leuca fino a Chieuti senza assurdi cambi e complicazioni nelle coincidenze, che penalizzano enormemente pendolari e turisti, come se la Puglia fosse un insieme di Regioni e non un’unica Regione. Che ci sia una forte azione presso il Governo nazionale affinché gli investimenti nazionali per le linee ferroviarie, compresa l’alta velocità,riguardino anche la Puglia con investimenti adeguati e non come elemosina rispetto ad investimenti ben maggiori da sempre erogati ad altre parti del Paese.Richiediamo a tal fine che siano potenziati anche i rapporti internazionali e con l’Unione Europea delle Regioni al fine di sviluppare sinergie ed aprire nuove rotte, nel caso con l’utilizzo di nuovi vettori, nei traffici commerciali, aiutando così lo sviluppo del turismo e dei commerci, rendendo più competitive le aziende pugliesi sui mercati nazionali ed internazionali e di conseguenza, come visto prima, le aziende di tutto il Sud. Che la Puglia, in quanto piattaforma dell’intero Paese nel Mediterraneo, sia punto di riferimento per una politica meridionale e meridionalista europea in grado di vedere l’area del Mediterraneo come un’opportunità e non un rischio o una minaccia. E’ giunta l’ora di un “Meridionalismo Europeo” che travalichi i confini del Mezzogiorno e crei sinergie di sviluppo a partire da quei paesi del Sud Europa e del Mediterraneo a noi più vicini.
  3. Che per nessuna ragione al mondo si possa ancora barattare il lavoro, con la salute e con la tutela dell’ambiente. Che non si dimentichi che città come ad esempioBrindisi e Taranto hanno pagato un caro prezzo allo sviluppo della Puglia e che la Puglia (e l’intero Paese) oggi devono dare una mano a queste città per ripartire e bonificare siti inquinati. Ci si impegni affinché lo Stato ed il privato, in base alle loro effettive responsabilità, si facciano carico degli scempi perpetrati per decenni e risarciscano i cittadini che hanno perso il lavoro, la salute e spesso la speranza. Spezzare il ricatto occupazionale, la monocultura dell’acciaio e dei veleni delle grandi industrie, puntando su alternative occupazionali pulite quali Cultura, Infrastrutture, Turismo, Agricoltura, Maricoltura, Artigianato, Allevamento. Opporsi pertanto a qualsiasi progetto inquinante, o con relativo pericolo di inquinamento, avendo come riferimento principale rispetto a qualsiasi progetto economico la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini.
Sosteniamo sempre più convintamente, come Partito del Sud, il meridionalista Michele PartitodelSudnuovoEmiliano, affinché possa essere eletto Presidente della Regione Puglia al fine di riportare al centro delle politiche dei governi regionali e nazionali il Sud, un’area del Paese da troppo tempo utilizzata come mero serbatoio di menti, di voti, di braccia e spesso come discarica terzomondista.

E’ per questo fine che sosteniamo Michele Emiliano, attraverso il sostegno convinto alla lista “Emiliano Sindaco di Puglia” in tutti i collegi e in particolare: Francesco De Nicolo nel collegio di Bari, Sergio Clemente nel collegio di Foggia, Tommaso Gioia nel collegio di Brindisi e Gianni Liviano nel collegio di Taranto.

Un’ultima cosa, il 31 maggio non deleghiamo ad altri il nostro futuro, andiamo a votare, tanto se non ci vai c’è qualcuno che decide anche per te !




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denicolo francesco 

Prosegue la campagna elettorale in Puglia per le regionali 2015 con il lavoro costante in tutti i collegi della lista “Emiliano Sindaco di Puglia” e dei candidati del Partito del Sud e sostenuti dal Partito del Sud. Proprio questa mattina, Francesco De Nicolo, candidato del Partito del Sud nella provincia di Bari ed iscritto al nostro partito, ci diceva: “Comunque vada questa campagna elettorale è stata ed è esaltante perché mi sta dando la possibilità di incontrare persone in tutte le città del nostro collegio elettorale, persone che vogliono dare il loro contributo votando per Michele Emiliano, sindaco di Puglia, e sostenendo le ragioni del sud e del Partito del Sud che mi onoro di rappresentare nella lista “Emiliano Sindaco di Puglia”. Una Puglia – ha proseguito De Nicolo – che potrà essere, con la forza e il coraggio di Michele Emiliano e, soprattutto dei pugliesi, protagonista non solo del suo rilancio, ma anche di quello del 
sindacodipugliaSud e dell’Intero Paese. Raccontare alle persone che incontro il punto di vista del Partito del Sud e le cose che abbiamo proposto per la Puglia, rende molto partecipe chi ascolta e molto entusiasta me della strada che stiamo percorrendo”
In effetti il Partito del Sud, fin dallo scorso febbraio, ha consegnato a Michele Emiliano alcune riflessioni e proposte di programma molto importanti per la Puglia, il Sud, l’intero Paese.
Cosa ha proposto il Partito del Sud in questa campagna elettorale in Puglia:
  • Che la Costituzione e soprattutto la sua applicazione, come ha rimarcato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sia il faro che guidi l’azione di Governo della Regione Puglia. Per noi l’attuale Costituzione Repubblicana va finalmente e solo applicata, già solo questo aiuterebbe enormemente la soluzione degli annosi problemi che da decenni affliggono il Mezzogiorno.
  • Che si potenzi profondamente la collaborazione tra Atenei Pugliesi e Istituzione Regionale, per dare al territorio risposte concrete, competitive e made in Puglia.
  • Che si potenzi l’impegno verso le startup innovative, dove per innovazione ci si riferisce a tutti i settori, anche quelli che potrebbero riferirsi ad ambiti culturali e colturali che hanno fatto ricca questa terra nei secoli.
  • Che venga garantito il diritto all’assistenza sanitaria, che non si ragioni solo per posti letto, ma per garanzie di diritti.
  • Che la Regione Puglia, anche nell’ottica di eventuali riforme Istituzionali e del Senato, si faccia promotrice, in una vera ottica federalista, di richiedere al Governo Nazionale politiche eque di investimenti, incluse le infrastrutture, anche a Sud. Non è infatti possibile pensare che ancora oggi ci siano aree del Paese in cui si pensi che non sia “conveniente” investire
  • Che il “Lavoro” sia da favorire e da difendere.
  • Che si sia attenti a chi ha bisogno che sia cittadino italiano o migrante con politiche sociali utili e attente a questo scopo. Tutti gli uomini e le donne sono uguali davanti alla legge.
  • Che tutti quei servizi, non pubblici, tipo le assicurazioni, i servizi bancari non penalizzino con tariffe e costi ingiustificati e ingiustificabili il diritto dovere dei cittadini di usufruirne.
Abbiamo, inoltre chiesto a Michele Emiliano che tenga conto dei seguenti punti, nel suo Programma di Governatore della Puglia, al fine di realizzarli nel corso dei cinque anni del suo mandato:
  1. Che la Regione Puglia, nei limiti del possibile, si renda protagonista di una più fattiva collaborazione tra Regioni e Città Metropolitane del Sud al fine di sostenere la ripartenza di quest’area e con essa dell’intero Paese. Crediamo che questa svolta debba essere compiuta puntando suuna forte collaborazione multiregionale di prossimità, alla ricerca di sinergie con le Regioni più vicine e nel caso, anche con le Città Metropolitane del Sud, per poter rappresentare ancora di più, grazie all’azione congiunta di Michele Emiliano con altri Governatori e Sindaci del Mezzogiorno, quella svolta meridionalista che, partendo dalla Regione Puglia, possa portare ad una maggiore autonomia del Sud, con l’obiettivo di costituire il primo nucleo di quella Macroregione che possa con forza sostenere le ragioni del Sud a livello nazionale e non solo.
  2. Che il Sistema dei trasporti regionale e interregionale con le regioni limitrofesia concepito sempre più per reti e non per direttrici al fine di favorire gli spostamenti e la competitività dei territori. Che in particolare si favorisca i collegamenti ferroviari con la Basilicata, il Molise, la Campania. Che si guardi a tutti gli aeroporti di Puglia in base alla loro vocazione e potenzialità, che si utilizzi al meglio i nostri tanti Porti sia per le persone che per le merci. Che i treni regionali vadano da Santa Maria di Leuca fino a Chieuti senza assurdi cambi e complicazioni nelle coincidenze, che penalizzano enormemente pendolari e turisti, come se la Puglia fosse un insieme di Regioni e non un’unica Regione. Che ci sia una forte azione presso il Governo nazionale affinché gli investimenti nazionali per le linee ferroviarie, compresa l’alta velocità,riguardino anche la Puglia con investimenti adeguati e non come elemosina rispetto ad investimenti ben maggiori da sempre erogati ad altre parti del Paese.Richiediamo a tal fine che siano potenziati anche i rapporti internazionali e con l’Unione Europea delle Regioni al fine di sviluppare sinergie ed aprire nuove rotte, nel caso con l’utilizzo di nuovi vettori, nei traffici commerciali, aiutando così lo sviluppo del turismo e dei commerci, rendendo più competitive le aziende pugliesi sui mercati nazionali ed internazionali e di conseguenza, come visto prima, le aziende di tutto il Sud. Che la Puglia, in quanto piattaforma dell’intero Paese nel Mediterraneo, sia punto di riferimento per una politica meridionale e meridionalista europea in grado di vedere l’area del Mediterraneo come un’opportunità e non un rischio o una minaccia. E’ giunta l’ora di un “Meridionalismo Europeo” che travalichi i confini del Mezzogiorno e crei sinergie di sviluppo a partire da quei paesi del Sud Europa e del Mediterraneo a noi più vicini.
  3. Che per nessuna ragione al mondo si possa ancora barattare il lavoro, con la salute e con la tutela dell’ambiente. Che non si dimentichi che città come ad esempioBrindisi e Taranto hanno pagato un caro prezzo allo sviluppo della Puglia e che la Puglia (e l’intero Paese) oggi devono dare una mano a queste città per ripartire e bonificare siti inquinati. Ci si impegni affinché lo Stato ed il privato, in base alle loro effettive responsabilità, si facciano carico degli scempi perpetrati per decenni e risarciscano i cittadini che hanno perso il lavoro, la salute e spesso la speranza. Spezzare il ricatto occupazionale, la monocultura dell’acciaio e dei veleni delle grandi industrie, puntando su alternative occupazionali pulite quali Cultura, Infrastrutture, Turismo, Agricoltura, Maricoltura, Artigianato, Allevamento. Opporsi pertanto a qualsiasi progetto inquinante, o con relativo pericolo di inquinamento, avendo come riferimento principale rispetto a qualsiasi progetto economico la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini.
Sosteniamo sempre più convintamente, come Partito del Sud, il meridionalista Michele PartitodelSudnuovoEmiliano, affinché possa essere eletto Presidente della Regione Puglia al fine di riportare al centro delle politiche dei governi regionali e nazionali il Sud, un’area del Paese da troppo tempo utilizzata come mero serbatoio di menti, di voti, di braccia e spesso come discarica terzomondista.

E’ per questo fine che sosteniamo Michele Emiliano, attraverso il sostegno convinto alla lista “Emiliano Sindaco di Puglia” in tutti i collegi e in particolare: Francesco De Nicolo nel collegio di Bari, Sergio Clemente nel collegio di Foggia, Tommaso Gioia nel collegio di Brindisi e Gianni Liviano nel collegio di Taranto.

Un’ultima cosa, il 31 maggio non deleghiamo ad altri il nostro futuro, andiamo a votare, tanto se non ci vai c’è qualcuno che decide anche per te !




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Perché votare Bruno Pappalardo alle prossime elezioni regionali in Campania

di  Andrea Balìa

Con Bruno ci conosciamo da anni, tanti. Potreste dire : “allora ci inviti a votare perché è tuo amico…? ”Già, ma gli anni trascorsi sono davvero molti. Quando ci conoscemmo gli anni dalla nostra nascita al nostro incontro erano un terzo di quelli intercorsi poi da allora ad oggi.
 
Nessun compromesso, generosità, coerenza, un pensiero “alto” di valori ètici, d’una buona politica in difesa dei deboli, dei meno abbienti e la bandiera del bene comune. Insieme l’accrescersi, ormai da oltre un ventennio, della conoscenza e della consapevolezza (assieme ad altri amici del Partito del Sud) del meridionalismo in ottica progressista, come da insegnamento dei suoi padri. 
 
Lo studio e la lettura dei testi di Ciano, Zitara, Gramsci, Dorso….
E qualche buontempone ancor oggi chiede : “ma come..meridionalisti di sinistra?” E di dove se no? Di dove erano quei nomi sopra citati? 
 
Certo,c’è chi prova a voler dire d’interessarsi di Sud, dichiarando d’aver scoperto solo un quinquennio fa un pamphlet romanzato e godibile, in fondo anche strumentalmente utile come riassunto. 
 
Poi si dovrebbe parlare di valori e collocazioni in futuro….? No, noi, tra cui Pappalardo, quei valori d’appartenenza,organizzazione sociale e di rapporti fra uomini e donne li abbiamo sempre ben presenti, imprescindibili,come paletto non estirpabile, matrice e faro di quegli scrittori, del vero meridionalismo. 
 
Quindi, coerentemente collocati nella lista ”Sinistra al lavoro – per la Campania”, col candidato Presidente Salvatore Vozza, per le prossime elezioni regionali in Campania assieme alle altre forze sinceramente e “davvero”a Sinistra (di cui gran parte già assieme nella felice coesione a sostegno dell’elezione del sindaco di Napoli), col nostro candidato in lista Bruno Pappalardo. Perchè alle idee seguano i fatti. Sullo stesso carro da sempre, dalla prim’ora, disdegnando gli assalti strumentali ad esso ora e in futuro..
 

Vota e fai votare Bruno Pappalardo

Candidato del Partito del Sud nella lista ”Sinistra al lavoro – per la Campania”
Candidato Presidente Salvatore Vozza

Andrea Balìa


(Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud)

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di  Andrea Balìa

Con Bruno ci conosciamo da anni, tanti. Potreste dire : “allora ci inviti a votare perché è tuo amico…? ”Già, ma gli anni trascorsi sono davvero molti. Quando ci conoscemmo gli anni dalla nostra nascita al nostro incontro erano un terzo di quelli intercorsi poi da allora ad oggi.
 
Nessun compromesso, generosità, coerenza, un pensiero “alto” di valori ètici, d’una buona politica in difesa dei deboli, dei meno abbienti e la bandiera del bene comune. Insieme l’accrescersi, ormai da oltre un ventennio, della conoscenza e della consapevolezza (assieme ad altri amici del Partito del Sud) del meridionalismo in ottica progressista, come da insegnamento dei suoi padri. 
 
Lo studio e la lettura dei testi di Ciano, Zitara, Gramsci, Dorso….
E qualche buontempone ancor oggi chiede : “ma come..meridionalisti di sinistra?” E di dove se no? Di dove erano quei nomi sopra citati? 
 
Certo,c’è chi prova a voler dire d’interessarsi di Sud, dichiarando d’aver scoperto solo un quinquennio fa un pamphlet romanzato e godibile, in fondo anche strumentalmente utile come riassunto. 
 
Poi si dovrebbe parlare di valori e collocazioni in futuro….? No, noi, tra cui Pappalardo, quei valori d’appartenenza,organizzazione sociale e di rapporti fra uomini e donne li abbiamo sempre ben presenti, imprescindibili,come paletto non estirpabile, matrice e faro di quegli scrittori, del vero meridionalismo. 
 
Quindi, coerentemente collocati nella lista ”Sinistra al lavoro – per la Campania”, col candidato Presidente Salvatore Vozza, per le prossime elezioni regionali in Campania assieme alle altre forze sinceramente e “davvero”a Sinistra (di cui gran parte già assieme nella felice coesione a sostegno dell’elezione del sindaco di Napoli), col nostro candidato in lista Bruno Pappalardo. Perchè alle idee seguano i fatti. Sullo stesso carro da sempre, dalla prim’ora, disdegnando gli assalti strumentali ad esso ora e in futuro..
 

Vota e fai votare Bruno Pappalardo

Candidato del Partito del Sud nella lista ”Sinistra al lavoro – per la Campania”
Candidato Presidente Salvatore Vozza

Andrea Balìa


(Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud)

sabato 23 maggio 2015

“NON C’E PACE TRA GLI ULIVI”…!

di Bruno Pappalardo
Bianco, come la tua camicia sbottonata.
Forse aveva con risolutezza fatto scivolare la cravatta dal collo e avvoltolandola intorno alle dita suggerito a Francesca di ficcarla nella borsa. Bianca, …gli piaceva quella Croma,; Volle guidarla. 
Marrone come le aspre curve degli insubordinati corpi di ulivi intorno. “Non c’è pace fra gli ulivi!” dovette dirsi forse dopo il fragore.
Azzurro come quel cielo quel pomeriggio del 23 maggio 1992 a Capaci.
I tre colori delle auto irradiavano glauca luce, vita, spandevano anche l’afrore del bitume degli aridi asfalti.
Intorno il vento dei profumi, al vento del meriggio di quel spazio, il vento rimescolato da sereni gridi di verdi volti di contadini troppo stanchi che tornavano distante da quel luogo segreto.
Un cratere, rami subitamente neri, terra iridescente resa come largo lago di velo corvino. Brusca la l’interruzione. Marrone, verde, comando, lapilli, vampe, voragine antracite, crosta di profumi misto a carne bruciata. Dietro il giallo di un albero lontano il Rosso potente della disfatta.
Non era morto ma si lasciò andare poggiando la testa sul finestrino di guida.
Già, “ si lasciò andare tra la pace degli ulivi” . Era forse stanco o ferito a morte?
Suonò la vecchia campana?
Quel giorno mutò Roma?
Quel giorno mutammo tutti. …Vero? Tutti insieme a quella luce irriverberante polvere grumosa in quel cielo fosco? Cambiò l’Italia?
Diceva: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”
Giunse dal Nord altro vento. L’oblio!
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di Bruno Pappalardo
Bianco, come la tua camicia sbottonata.
Forse aveva con risolutezza fatto scivolare la cravatta dal collo e avvoltolandola intorno alle dita suggerito a Francesca di ficcarla nella borsa. Bianca, …gli piaceva quella Croma,; Volle guidarla. 
Marrone come le aspre curve degli insubordinati corpi di ulivi intorno. “Non c’è pace fra gli ulivi!” dovette dirsi forse dopo il fragore.
Azzurro come quel cielo quel pomeriggio del 23 maggio 1992 a Capaci.
I tre colori delle auto irradiavano glauca luce, vita, spandevano anche l’afrore del bitume degli aridi asfalti.
Intorno il vento dei profumi, al vento del meriggio di quel spazio, il vento rimescolato da sereni gridi di verdi volti di contadini troppo stanchi che tornavano distante da quel luogo segreto.
Un cratere, rami subitamente neri, terra iridescente resa come largo lago di velo corvino. Brusca la l’interruzione. Marrone, verde, comando, lapilli, vampe, voragine antracite, crosta di profumi misto a carne bruciata. Dietro il giallo di un albero lontano il Rosso potente della disfatta.
Non era morto ma si lasciò andare poggiando la testa sul finestrino di guida.
Già, “ si lasciò andare tra la pace degli ulivi” . Era forse stanco o ferito a morte?
Suonò la vecchia campana?
Quel giorno mutò Roma?
Quel giorno mutammo tutti. …Vero? Tutti insieme a quella luce irriverberante polvere grumosa in quel cielo fosco? Cambiò l’Italia?
Diceva: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”
Giunse dal Nord altro vento. L’oblio!

Domenica a Cinema Capitol di Foggia iniziativa con Michele Emiliano, la coalizione, i candidati

cuccureseemilianoDomenica 24 maggio, alle 11, al Capitol di Foggia, sede del comitato foggiano del “Sindaco di Puglia”. Appuntamento con Michele Emilianocandidato alla presidenza della Regione Puglia, i candidati della coalizione e la coalizione stessa.
A una settimana dal voto è importante non mollare, serrare i ranghi e impegnarsi tutti perché dal primo giugno la regione Puglia possa avere il suo “sindaco”.
sindacodipugliaIl Partito del Sud invita alla partecipazione e all’impegno in questa ultima settimana e al sostegno alla lista “Emiliano Sindaco di Puglia”:Francesco De Nicolo nel collegio di Bari, a Sergio Clemente nel collegio di Foggia; Tommaso Gioia nel collegio di Brindisi; Gianni Liviano nel collegio di Taranto.
Negli altri collegi invitiamo a votare la li“Emiliano Sindaco di Puglia”.
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cuccureseemilianoDomenica 24 maggio, alle 11, al Capitol di Foggia, sede del comitato foggiano del “Sindaco di Puglia”. Appuntamento con Michele Emilianocandidato alla presidenza della Regione Puglia, i candidati della coalizione e la coalizione stessa.
A una settimana dal voto è importante non mollare, serrare i ranghi e impegnarsi tutti perché dal primo giugno la regione Puglia possa avere il suo “sindaco”.
sindacodipugliaIl Partito del Sud invita alla partecipazione e all’impegno in questa ultima settimana e al sostegno alla lista “Emiliano Sindaco di Puglia”:Francesco De Nicolo nel collegio di Bari, a Sergio Clemente nel collegio di Foggia; Tommaso Gioia nel collegio di Brindisi; Gianni Liviano nel collegio di Taranto.
Negli altri collegi invitiamo a votare la li“Emiliano Sindaco di Puglia”.

venerdì 22 maggio 2015

LA VOCE DEL PADRONE


Di Natale Cuccurese

L' ultima uscita dal sempre più asfittico stagno sudista è di chi perde, per pochi istanti, la maschera e si schiera contro il reddito di cittadinanza. Il tutto nel silenzio orbo o complice della "tifoseria" al seguito.

Da dati ISTAT " la disoccupazione di lunga durata ha un'incidenza del 60 per cento sul totale dei senza lavoro, con tempi di ricerca che arrivano a due anni. Inoltre la crescita si concentra nel Centro e nel Nord, mentre il Mezzogiorno sprofonda, con una perdita di mezzo milione di occupati dall'inizio della crisi."

La logica quindi consiglierebbe a chi vuol rappresentare il Sud e le sue ragioni di schierarsi a favore e non contro il reddito minimo di cittadinanza, per dare una mano ai tanti in difficoltà.
Quando si parla di reddito minimo si parla di povertà, di disagio sociale e di ridare speranza e futuro a migliaia di famiglie.
Ma ecco che scatta il riflesso incondizionato di "Realpolitik sudista", in salsa teutonica di stampo padronale, che dati alla mano mostra la difficoltà di questa scelta, scelta già fatta da tempo in quasi tutti i paesi europei, per quanto riguarda il reperire i fondi necessari alla bisogna a livello regionale.

Certo i conti non tornano, bisognerebbe pensare e proporre di poter effettuare da subito dei forti tagli agli sprechi ( per non parlare della corruzione, dell'evasione fiscale, dei costi della politica...) a tutti i livelli ad iniziare dal livello nazionale fino al regionale per trovare le risorse necessarie ed impegnarsi su questo punto con proposte concrete.

Salvatore Vozza invece, la cui lista non a caso noi sosteniamo alla prossime elezioni regionali in Campania, è a favore del reddito di cittadinanza, così come il M5s, anche lui da tempo a favore di questa battaglia di civiltà.

Quanto sopra serve anche a rimarcare che la tanto invocata unità dei movimenti del sud non si compie perché alla base ci sono spesso visioni e posizioni politiche inconciliabili, se non antitetiche, non basta il solo revisionismo storico ad unire, come andiamo ripetendo da tempo. Queste sono le cause vere della "storica" mancanza d'unita' dei movimenti. Motivi di visione politica e non certo mere antipatie personali fra "capetti" , come vorrebbero far intendere interessati manipolatori al solo fine di screditare gli altri movimenti, presentandoli così come guidati da persone egoiste e riottose...tutti tranne il loro ovviamente...
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Di Natale Cuccurese

L' ultima uscita dal sempre più asfittico stagno sudista è di chi perde, per pochi istanti, la maschera e si schiera contro il reddito di cittadinanza. Il tutto nel silenzio orbo o complice della "tifoseria" al seguito.

Da dati ISTAT " la disoccupazione di lunga durata ha un'incidenza del 60 per cento sul totale dei senza lavoro, con tempi di ricerca che arrivano a due anni. Inoltre la crescita si concentra nel Centro e nel Nord, mentre il Mezzogiorno sprofonda, con una perdita di mezzo milione di occupati dall'inizio della crisi."

La logica quindi consiglierebbe a chi vuol rappresentare il Sud e le sue ragioni di schierarsi a favore e non contro il reddito minimo di cittadinanza, per dare una mano ai tanti in difficoltà.
Quando si parla di reddito minimo si parla di povertà, di disagio sociale e di ridare speranza e futuro a migliaia di famiglie.
Ma ecco che scatta il riflesso incondizionato di "Realpolitik sudista", in salsa teutonica di stampo padronale, che dati alla mano mostra la difficoltà di questa scelta, scelta già fatta da tempo in quasi tutti i paesi europei, per quanto riguarda il reperire i fondi necessari alla bisogna a livello regionale.

Certo i conti non tornano, bisognerebbe pensare e proporre di poter effettuare da subito dei forti tagli agli sprechi ( per non parlare della corruzione, dell'evasione fiscale, dei costi della politica...) a tutti i livelli ad iniziare dal livello nazionale fino al regionale per trovare le risorse necessarie ed impegnarsi su questo punto con proposte concrete.

Salvatore Vozza invece, la cui lista non a caso noi sosteniamo alla prossime elezioni regionali in Campania, è a favore del reddito di cittadinanza, così come il M5s, anche lui da tempo a favore di questa battaglia di civiltà.

Quanto sopra serve anche a rimarcare che la tanto invocata unità dei movimenti del sud non si compie perché alla base ci sono spesso visioni e posizioni politiche inconciliabili, se non antitetiche, non basta il solo revisionismo storico ad unire, come andiamo ripetendo da tempo. Queste sono le cause vere della "storica" mancanza d'unita' dei movimenti. Motivi di visione politica e non certo mere antipatie personali fra "capetti" , come vorrebbero far intendere interessati manipolatori al solo fine di screditare gli altri movimenti, presentandoli così come guidati da persone egoiste e riottose...tutti tranne il loro ovviamente...
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