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domenica 24 maggio 2015
Perché votare Bruno Pappalardo alle prossime elezioni regionali in Campania
di Andrea Balìa
Con Bruno ci conosciamo da anni, tanti. Potreste dire : “allora
ci inviti a votare perché è tuo amico…? ”Già, ma gli anni trascorsi sono davvero
molti. Quando ci conoscemmo gli anni dalla nostra nascita al nostro incontro
erano un terzo di quelli intercorsi poi da allora ad oggi.
Nessun compromesso, generosità, coerenza, un pensiero “alto”
di valori ètici, d’una buona politica in difesa dei deboli, dei meno abbienti e
la bandiera del bene comune. Insieme l’accrescersi, ormai da oltre un ventennio,
della conoscenza e della consapevolezza (assieme ad altri amici del Partito del
Sud) del meridionalismo in ottica progressista, come da insegnamento dei suoi
padri.
Lo studio e la lettura dei testi di Ciano, Zitara, Gramsci, Dorso….
E
qualche buontempone ancor oggi chiede : “ma come..meridionalisti di sinistra?”
E di dove se no? Di dove erano quei nomi sopra citati?
Certo,c’è chi prova a voler
dire d’interessarsi di Sud, dichiarando d’aver scoperto solo un quinquennio fa un
pamphlet romanzato e godibile, in fondo anche strumentalmente utile come
riassunto.
Poi si dovrebbe parlare di valori e collocazioni in futuro….? No,
noi, tra cui Pappalardo, quei valori d’appartenenza,organizzazione sociale e di rapporti
fra uomini e donne li abbiamo sempre ben presenti, imprescindibili,come paletto
non estirpabile, matrice e faro di quegli scrittori, del vero meridionalismo.
Quindi, coerentemente collocati nella lista ”Sinistra al lavoro – per la
Campania”, col candidato Presidente Salvatore Vozza, per le prossime elezioni regionali
in Campania assieme alle altre forze sinceramente e “davvero”a Sinistra (di cui
gran parte già assieme nella felice coesione a sostegno dell’elezione del sindaco
di Napoli), col nostro candidato in lista Bruno Pappalardo. Perchè alle idee seguano
i fatti. Sullo stesso carro da sempre, dalla prim’ora, disdegnando gli assalti strumentali
ad esso ora e in futuro..
Vota e fai votare Bruno Pappalardo
Candidato del Partito del
Sud nella lista ”Sinistra al lavoro – per la Campania”
Candidato Presidente Salvatore
Vozza
Andrea Balìa
(Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud)
di Andrea Balìa
Con Bruno ci conosciamo da anni, tanti. Potreste dire : “allora
ci inviti a votare perché è tuo amico…? ”Già, ma gli anni trascorsi sono davvero
molti. Quando ci conoscemmo gli anni dalla nostra nascita al nostro incontro
erano un terzo di quelli intercorsi poi da allora ad oggi.
Nessun compromesso, generosità, coerenza, un pensiero “alto”
di valori ètici, d’una buona politica in difesa dei deboli, dei meno abbienti e
la bandiera del bene comune. Insieme l’accrescersi, ormai da oltre un ventennio,
della conoscenza e della consapevolezza (assieme ad altri amici del Partito del
Sud) del meridionalismo in ottica progressista, come da insegnamento dei suoi
padri.
Lo studio e la lettura dei testi di Ciano, Zitara, Gramsci, Dorso….
E
qualche buontempone ancor oggi chiede : “ma come..meridionalisti di sinistra?”
E di dove se no? Di dove erano quei nomi sopra citati?
Certo,c’è chi prova a voler
dire d’interessarsi di Sud, dichiarando d’aver scoperto solo un quinquennio fa un
pamphlet romanzato e godibile, in fondo anche strumentalmente utile come
riassunto.
Poi si dovrebbe parlare di valori e collocazioni in futuro….? No,
noi, tra cui Pappalardo, quei valori d’appartenenza,organizzazione sociale e di rapporti
fra uomini e donne li abbiamo sempre ben presenti, imprescindibili,come paletto
non estirpabile, matrice e faro di quegli scrittori, del vero meridionalismo.
Quindi, coerentemente collocati nella lista ”Sinistra al lavoro – per la
Campania”, col candidato Presidente Salvatore Vozza, per le prossime elezioni regionali
in Campania assieme alle altre forze sinceramente e “davvero”a Sinistra (di cui
gran parte già assieme nella felice coesione a sostegno dell’elezione del sindaco
di Napoli), col nostro candidato in lista Bruno Pappalardo. Perchè alle idee seguano
i fatti. Sullo stesso carro da sempre, dalla prim’ora, disdegnando gli assalti strumentali
ad esso ora e in futuro..
Vota e fai votare Bruno Pappalardo
Candidato del Partito del
Sud nella lista ”Sinistra al lavoro – per la Campania”
Candidato Presidente Salvatore
Vozza
Andrea Balìa
(Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud)
sabato 23 maggio 2015
“NON C’E PACE TRA GLI ULIVI”…!
di Bruno Pappalardo
Bianco, come la tua camicia sbottonata.
Forse aveva con risolutezza fatto scivolare la cravatta dal collo e avvoltolandola intorno alle dita suggerito a Francesca di ficcarla nella borsa. Bianca, …gli piaceva quella Croma,; Volle guidarla.
Marrone come le aspre curve degli insubordinati corpi di ulivi intorno. “Non c’è pace fra gli ulivi!” dovette dirsi forse dopo il fragore.
Azzurro come quel cielo quel pomeriggio del 23 maggio 1992 a Capaci.
I tre colori delle auto irradiavano glauca luce, vita, spandevano anche l’afrore del bitume degli aridi asfalti.
Intorno il vento dei profumi, al vento del meriggio di quel spazio, il vento rimescolato da sereni gridi di verdi volti di contadini troppo stanchi che tornavano distante da quel luogo segreto.
Un cratere, rami subitamente neri, terra iridescente resa come largo lago di velo corvino. Brusca la l’interruzione. Marrone, verde, comando, lapilli, vampe, voragine antracite, crosta di profumi misto a carne bruciata. Dietro il giallo di un albero lontano il Rosso potente della disfatta.
Non era morto ma si lasciò andare poggiando la testa sul finestrino di guida.
Già, “ si lasciò andare tra la pace degli ulivi” . Era forse stanco o ferito a morte?
Suonò la vecchia campana?
Quel giorno mutò Roma?
Quel giorno mutammo tutti. …Vero? Tutti insieme a quella luce irriverberante polvere grumosa in quel cielo fosco? Cambiò l’Italia?
Diceva: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”
Giunse dal Nord altro vento. L’oblio!
Forse aveva con risolutezza fatto scivolare la cravatta dal collo e avvoltolandola intorno alle dita suggerito a Francesca di ficcarla nella borsa. Bianca, …gli piaceva quella Croma,; Volle guidarla.
Marrone come le aspre curve degli insubordinati corpi di ulivi intorno. “Non c’è pace fra gli ulivi!” dovette dirsi forse dopo il fragore.
Azzurro come quel cielo quel pomeriggio del 23 maggio 1992 a Capaci.
I tre colori delle auto irradiavano glauca luce, vita, spandevano anche l’afrore del bitume degli aridi asfalti.
Intorno il vento dei profumi, al vento del meriggio di quel spazio, il vento rimescolato da sereni gridi di verdi volti di contadini troppo stanchi che tornavano distante da quel luogo segreto.
Un cratere, rami subitamente neri, terra iridescente resa come largo lago di velo corvino. Brusca la l’interruzione. Marrone, verde, comando, lapilli, vampe, voragine antracite, crosta di profumi misto a carne bruciata. Dietro il giallo di un albero lontano il Rosso potente della disfatta.
Non era morto ma si lasciò andare poggiando la testa sul finestrino di guida.
Già, “ si lasciò andare tra la pace degli ulivi” . Era forse stanco o ferito a morte?
Suonò la vecchia campana?
Quel giorno mutò Roma?
Quel giorno mutammo tutti. …Vero? Tutti insieme a quella luce irriverberante polvere grumosa in quel cielo fosco? Cambiò l’Italia?
Diceva: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”
Giunse dal Nord altro vento. L’oblio!
di Bruno Pappalardo
Bianco, come la tua camicia sbottonata.
Forse aveva con risolutezza fatto scivolare la cravatta dal collo e avvoltolandola intorno alle dita suggerito a Francesca di ficcarla nella borsa. Bianca, …gli piaceva quella Croma,; Volle guidarla.
Marrone come le aspre curve degli insubordinati corpi di ulivi intorno. “Non c’è pace fra gli ulivi!” dovette dirsi forse dopo il fragore.
Azzurro come quel cielo quel pomeriggio del 23 maggio 1992 a Capaci.
I tre colori delle auto irradiavano glauca luce, vita, spandevano anche l’afrore del bitume degli aridi asfalti.
Intorno il vento dei profumi, al vento del meriggio di quel spazio, il vento rimescolato da sereni gridi di verdi volti di contadini troppo stanchi che tornavano distante da quel luogo segreto.
Un cratere, rami subitamente neri, terra iridescente resa come largo lago di velo corvino. Brusca la l’interruzione. Marrone, verde, comando, lapilli, vampe, voragine antracite, crosta di profumi misto a carne bruciata. Dietro il giallo di un albero lontano il Rosso potente della disfatta.
Non era morto ma si lasciò andare poggiando la testa sul finestrino di guida.
Già, “ si lasciò andare tra la pace degli ulivi” . Era forse stanco o ferito a morte?
Suonò la vecchia campana?
Quel giorno mutò Roma?
Quel giorno mutammo tutti. …Vero? Tutti insieme a quella luce irriverberante polvere grumosa in quel cielo fosco? Cambiò l’Italia?
Diceva: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”
Giunse dal Nord altro vento. L’oblio!
Forse aveva con risolutezza fatto scivolare la cravatta dal collo e avvoltolandola intorno alle dita suggerito a Francesca di ficcarla nella borsa. Bianca, …gli piaceva quella Croma,; Volle guidarla.
Marrone come le aspre curve degli insubordinati corpi di ulivi intorno. “Non c’è pace fra gli ulivi!” dovette dirsi forse dopo il fragore.
Azzurro come quel cielo quel pomeriggio del 23 maggio 1992 a Capaci.
I tre colori delle auto irradiavano glauca luce, vita, spandevano anche l’afrore del bitume degli aridi asfalti.
Intorno il vento dei profumi, al vento del meriggio di quel spazio, il vento rimescolato da sereni gridi di verdi volti di contadini troppo stanchi che tornavano distante da quel luogo segreto.
Un cratere, rami subitamente neri, terra iridescente resa come largo lago di velo corvino. Brusca la l’interruzione. Marrone, verde, comando, lapilli, vampe, voragine antracite, crosta di profumi misto a carne bruciata. Dietro il giallo di un albero lontano il Rosso potente della disfatta.
Non era morto ma si lasciò andare poggiando la testa sul finestrino di guida.
Già, “ si lasciò andare tra la pace degli ulivi” . Era forse stanco o ferito a morte?
Suonò la vecchia campana?
Quel giorno mutò Roma?
Quel giorno mutammo tutti. …Vero? Tutti insieme a quella luce irriverberante polvere grumosa in quel cielo fosco? Cambiò l’Italia?
Diceva: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”
Giunse dal Nord altro vento. L’oblio!
Domenica a Cinema Capitol di Foggia iniziativa con Michele Emiliano, la coalizione, i candidati
Domenica 24 maggio, alle 11, al Capitol di Foggia, sede del comitato foggiano del “Sindaco di Puglia”. Appuntamento con Michele Emilianocandidato alla presidenza della Regione Puglia, i candidati della coalizione e la coalizione stessa.
A una settimana dal voto è importante non mollare, serrare i ranghi e impegnarsi tutti perché dal primo giugno la regione Puglia possa avere il suo “sindaco”.
Il Partito del Sud invita alla partecipazione e all’impegno in questa ultima settimana e al sostegno alla lista “Emiliano Sindaco di Puglia”:Francesco De Nicolo nel collegio di Bari, a Sergio Clemente nel collegio di Foggia; Tommaso Gioia nel collegio di Brindisi; Gianni Liviano nel collegio di Taranto.
Negli altri collegi invitiamo a votare la li“Emiliano Sindaco di Puglia”.
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Domenica 24 maggio, alle 11, al Capitol di Foggia, sede del comitato foggiano del “Sindaco di Puglia”. Appuntamento con Michele Emilianocandidato alla presidenza della Regione Puglia, i candidati della coalizione e la coalizione stessa.
A una settimana dal voto è importante non mollare, serrare i ranghi e impegnarsi tutti perché dal primo giugno la regione Puglia possa avere il suo “sindaco”.
Il Partito del Sud invita alla partecipazione e all’impegno in questa ultima settimana e al sostegno alla lista “Emiliano Sindaco di Puglia”:Francesco De Nicolo nel collegio di Bari, a Sergio Clemente nel collegio di Foggia; Tommaso Gioia nel collegio di Brindisi; Gianni Liviano nel collegio di Taranto.
Negli altri collegi invitiamo a votare la li“Emiliano Sindaco di Puglia”.
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venerdì 22 maggio 2015
LA VOCE DEL PADRONE
Di Natale Cuccurese
L' ultima uscita dal sempre più asfittico stagno sudista è di chi perde, per pochi istanti, la maschera e si schiera contro il reddito di cittadinanza. Il tutto nel silenzio orbo o complice della "tifoseria" al seguito.
Da dati ISTAT " la disoccupazione di lunga durata ha un'incidenza del 60 per cento sul totale dei senza lavoro, con tempi di ricerca che arrivano a due anni. Inoltre la crescita si concentra nel Centro e nel Nord, mentre il Mezzogiorno sprofonda, con una perdita di mezzo milione di occupati dall'inizio della crisi."
La logica quindi consiglierebbe a chi vuol rappresentare il Sud e le sue ragioni di schierarsi a favore e non contro il reddito minimo di cittadinanza, per dare una mano ai tanti in difficoltà.
Quando si parla di reddito minimo si parla di povertà, di disagio sociale e di ridare speranza e futuro a migliaia di famiglie.
Ma ecco che scatta il riflesso incondizionato di "Realpolitik sudista", in salsa teutonica di stampo padronale, che dati alla mano mostra la difficoltà di questa scelta, scelta già fatta da tempo in quasi tutti i paesi europei, per quanto riguarda il reperire i fondi necessari alla bisogna a livello regionale.
Certo i conti non tornano, bisognerebbe pensare e proporre di poter effettuare da subito dei forti tagli agli sprechi ( per non parlare della corruzione, dell'evasione fiscale, dei costi della politica...) a tutti i livelli ad iniziare dal livello nazionale fino al regionale per trovare le risorse necessarie ed impegnarsi su questo punto con proposte concrete.
Salvatore Vozza invece, la cui lista non a caso noi sosteniamo alla prossime elezioni regionali in Campania, è a favore del reddito di cittadinanza, così come il M5s, anche lui da tempo a favore di questa battaglia di civiltà.
Quanto sopra serve anche a rimarcare che la tanto invocata unità dei movimenti del sud non si compie perché alla base ci sono spesso visioni e posizioni politiche inconciliabili, se non antitetiche, non basta il solo revisionismo storico ad unire, come andiamo ripetendo da tempo. Queste sono le cause vere della "storica" mancanza d'unita' dei movimenti. Motivi di visione politica e non certo mere antipatie personali fra "capetti" , come vorrebbero far intendere interessati manipolatori al solo fine di screditare gli altri movimenti, presentandoli così come guidati da persone egoiste e riottose...tutti tranne il loro ovviamente...
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Di Natale Cuccurese
L' ultima uscita dal sempre più asfittico stagno sudista è di chi perde, per pochi istanti, la maschera e si schiera contro il reddito di cittadinanza. Il tutto nel silenzio orbo o complice della "tifoseria" al seguito.
Da dati ISTAT " la disoccupazione di lunga durata ha un'incidenza del 60 per cento sul totale dei senza lavoro, con tempi di ricerca che arrivano a due anni. Inoltre la crescita si concentra nel Centro e nel Nord, mentre il Mezzogiorno sprofonda, con una perdita di mezzo milione di occupati dall'inizio della crisi."
La logica quindi consiglierebbe a chi vuol rappresentare il Sud e le sue ragioni di schierarsi a favore e non contro il reddito minimo di cittadinanza, per dare una mano ai tanti in difficoltà.
Quando si parla di reddito minimo si parla di povertà, di disagio sociale e di ridare speranza e futuro a migliaia di famiglie.
Ma ecco che scatta il riflesso incondizionato di "Realpolitik sudista", in salsa teutonica di stampo padronale, che dati alla mano mostra la difficoltà di questa scelta, scelta già fatta da tempo in quasi tutti i paesi europei, per quanto riguarda il reperire i fondi necessari alla bisogna a livello regionale.
Certo i conti non tornano, bisognerebbe pensare e proporre di poter effettuare da subito dei forti tagli agli sprechi ( per non parlare della corruzione, dell'evasione fiscale, dei costi della politica...) a tutti i livelli ad iniziare dal livello nazionale fino al regionale per trovare le risorse necessarie ed impegnarsi su questo punto con proposte concrete.
Salvatore Vozza invece, la cui lista non a caso noi sosteniamo alla prossime elezioni regionali in Campania, è a favore del reddito di cittadinanza, così come il M5s, anche lui da tempo a favore di questa battaglia di civiltà.
Quanto sopra serve anche a rimarcare che la tanto invocata unità dei movimenti del sud non si compie perché alla base ci sono spesso visioni e posizioni politiche inconciliabili, se non antitetiche, non basta il solo revisionismo storico ad unire, come andiamo ripetendo da tempo. Queste sono le cause vere della "storica" mancanza d'unita' dei movimenti. Motivi di visione politica e non certo mere antipatie personali fra "capetti" , come vorrebbero far intendere interessati manipolatori al solo fine di screditare gli altri movimenti, presentandoli così come guidati da persone egoiste e riottose...tutti tranne il loro ovviamente...
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"Con il Sud si Riparte! "anche da Cava dei Tirreni, martedì 26 Maggio 2015
"Con il Sud si Riparte! "anche da Cava dei Tirreni,
martedì 26 Maggio 2015 ore 19:00
c/o Mediateca Marte
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martedì 26 Maggio 2015 ore 19:00
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"Con il Sud si Riparte! "anche da Cava dei Tirreni,
martedì 26 Maggio 2015 ore 19:00
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martedì 26 Maggio 2015 ore 19:00
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giovedì 21 maggio 2015
ELEZIONI REGIONALI 2015: APPELLO AL VOTO - VOTA E FAI VOTARE PER IL PARTITO DEL SUD ED I SUOI CANDIDATI.
Anche quest’anno, come sempre e tutti gli anni dalla nostra fondazione nel 2007, il Partito del Sud persevera sulla strada dell’impegno concreto, democratico e politico diretto, anche elettorale, per dare un’alternativa reale e non velleitaria ai nostri territori.
In questi anni abbiamo ottenuto tante piccole conquiste, abbiamo fatto “gavetta”, abbiamo anche fatto anni di "testimonianza" elettorale andando quasi sempre da soli, accumulando però nel contempo tanta esperienza, anche organizzativa, e ottenendo, con la fatica del duro lavoro quotidiano, anche alcuni significativi risultati, venendo comunque ovunque apprezzati per l’impegno, la determinazione, la serietà, la dignità della proposta e la coerenza, creando rapporti che durano da tempo nel fronte progressista. In tanti citano le solite poche frasi che conoscono di Antonio Gramsci ma dimenticano, o meglio non avendolo mai letto ignorano, che Gramsci era solito scrivere che servono, oltre all'impegno politico quotidiano, studio ed organizzazione, altrimenti ogni progetto è destinato al fallimento inevitabile.
Da qualche anno, con umiltà e perseveranza, nel Partito del Sud, sulla strada indicataci da Antonio Ciano, sta crescendo una forte squadra dirigente fatta da tante persone perbene e motivate dalla pura passione politica meridionalista progressista, riprendendo la migliore tradizione meridionalista di Gramsci, Salvemini, Dorso e tanti altri. In poco tempo, siamo riusciti nel miracolo di far nascere e crescere Sezioni del Partito non solo al sud, ma anche al centro ed al nord, così come vantiamo fra le nostre file alcuni valenti amministratori al sud come al nord, segnale fortissimo della voglia di riscatto del popolo meridionale, ovunque si trovi a vivere e lavorare per la diaspora biblica dell'emigrazione, ma anche di essere considerati interlocutori credibili, non solo da Sindaci delle più grandi città metropolitane del Sud, ma anche dai partiti nazionali di area progressista.
La verità storica sulla "malaunità" del 1861 sta venendo fuori, non può durare in eterno una "questione" che dura da 154 anni che si e' particolarmente aggravata negli ultimi anni con il susseguirsi di governi anti-meridionali, spesso con il predominante appoggio della Lega Nord razzista e xenofoba. Tutto e' stato causato da un'invasione militare calata dal nord e da allora siamo diventati "colonia". Napoli da città più popolata, e di gran lunga più importante della penisola, fu declassata a capoluogo di prefettura ed il sud fu spogliato delle sue ricchezze, gli oppositori furono trucidati ed infamati come "briganti", migliaia furono i morti, gli imprigionati, i deportati e iniziò un'emigrazione biblica di milioni di persone che ancora non è terminata. Non dovevamo essere più produttori ma solo consumatori, improvvisamente non avevamo piu' una storia ricca e tradizioni da difendere ma ci dovevamo solo vergognare del nostro passato e dovevamo aspettare un po' di elemosina dalla "parte più ricca e progredita del paese" e ancora oggi si parla di nostro fallimento come popolo e siamo diventati "palla al piede" dei nostri "liberatori", è stata fatta nascere, da menti annebbiate, addirittura una "questione settentrionale".
Per cambiare questo stato di cose non bastano certo gli slogan o le urla velleitarie sui social network, bisogna invece imparare a confrontarsi seriamente ed organizzarsi concretamente e a schiena dritta, bisogna costruire un progetto politico federalistico che, diversamente da quello meramente fiscale proposto dalla Lega Nord che vuole impoverire ancora di più l'intero meridione, parta da Sud e davvero unisca il paese, pur nelle sue diversità ed identità regionali autonome. In altre parole, e citando il titolo del libro da noi dato edito con la casa editrice "Controcorrente" di Napoli, solo con "il Sud si Riparte!"
Purtroppo negli ultimi anni, figlie di una visione deformata, personalistica e poco approfondita della questione meridionale ed ispirate ad un populistico quanto irrealistico revanscismo, sono nati alcuni gruppi o formazioni figlie d’un isolazionista progetto “sudista”, con punte nostalgiche, unanimiste e reazionarie, spesso storicamente contrarie o comunque infarcite di personaggi rancorosamente critici dell’operato dei Sindaci di Napoli e di "Puglia". Sindaci da noi sostenuto dalla prima ora e che per noi rappresentano col loro operato quell'esempio da seguire per il possibile rilancio dell'immagine di Napoli e del Sud nel mondo, rilancio peraltro in larga parte già realizzato come da dati turistici di Napoli, nonchè una concreta possibilità realizzativa di costituzione di quella Macroregione Meridionale da sempre nel nostro programma. Liste che propugnano improponibili ipotesi, in ultima analisi anche separatiste, che richiamano anche nei modi e metodi un becero leghismo al contrario.
Prendiamo quindi con forza le distanze da liste dall’eterogenea composizione, che si dichiarano meridionaliste ma che sono in realtà sudiste, a cui nulla ci accomuna da un punto di vista di visione politica. La sola ricerca di verità storica non basta a legare in un progetto politico unitario visioni e metodi così distanti fra di loro. Basti pensare, come esempio, che in campo storico la stessa lega Nord fa suoi aspetti di revisionismo risorgimentale spesso simili ai nostri, ma questo non vuol dire che politicamente si possa marciare insieme, anzi ...
Riteniamo infatti da sempre che un soggetto come il Partito del Sud, meridionalista, progressista e gramsciano, abbia, per coerenza e collaborazioni politiche in essere, la sua naturale collocazione in un’area progressista ben dichiarata, dove portare il suo contributo di visione meridionalista in ottica moderna e non revanscista ma attenta ai diritti costituzionali e popolari.
Prendiamo anche recisamente le distanze da posizioni di moda sui social network di alcuni sparuti gruppi sudisti sempre pronti alla rivoluzione da tastiera, critici contro tutto e contro tutti, che esprimono solo una mera vuota protesta, non proponendo nessuna idea, nessun progetto concreto e realizzabile di cambiamento del paese e in particolare della nostra terra. Gente che si è autoreclusa nel recinto virtuale dei social network ma che non ha poi nessun contatto reale nella società. Pseudo "grillismo sudista" che pensa di sfondare, senza avere un Grillo, solo col copia/incolla infinito di notizie fotocopia, spesso bufale.
Sarà veramente unito questo paese solo quando le possibilità di lavoro saranno le stesse a Napoli come a Milano, quando il livello di servizi e infrastrutture sarà paragonabile a Reggio Calabria e a Reggio Emilia, per questo bisogna battersi democraticamente e concretamente fra la gente con la forza della ragione, a cui seguirà inevitabilmente la forza del numero dei voti.
Se anche tu senti scorrere nelle vene l’orgoglio per le comuni radici, se la passione meridionalista ti infiamma e ti porta a gettare il cuore oltre gli ostacoli che tentano di frenare il tuo impegno volto unicamente al riscatto della nostra terra, ti chiedo di sostenere i nostri candidati, di diffondere in rete la notizia del loro impegno, di contattare i tuoi amici e conoscenti presenti sui territori interessati al voto e di invitarli a votare per i candidati del Partito del Sud; candidati che anche questa volta, con enorme sacrificio personale e con coraggio, portano la fiaccola dell'ideale meridionalista al voto per dare una possibilità concreta ai nostri concittadini di non doversi rifugiare nella scelta di votare il “ meno peggio” o nel non voto, ma finalmente poter votare chi può rappresentare degnamente le comuni istanze per riprenderci, insieme, quella dignità che non abbiamo mai perso, ma che ci vorrebbero persino negare, e quei diritti che ci spettano e che pretendiamo !
Mancano pochi giorni alla fine della campagna elettorale per le prossime elezioni Regionali e amministrative del 31 maggio 2015. Il Partito del Sud sarà presente, come sempre è stato presente ogni anno dalla sua nascita ad oggi, ad elezioni politiche nazionali e amministrative su tutto il territorio nazionale, con i seguenti candidati indipendenti nelle seguenti liste:
REGIONALI CAMPANIA: BRUNO PAPPALARDO - nella lista "SINISTRA AL LAVORO - per la CAMPANIA" Collegio provinciale di Napoli.
REGIONALI PUGLIA FRANCESCO DE NICOLO – nella lista “EMILIANO SINDACO DI PUGLIA” Collegio provinciale di Bari
D'obbligo il mio ringraziamento ai nostri Candidati, ai Dirigenti Nazionali e Regionali, alle Sezioni territoriali del Partito del Sud e a tutti i tesserati, i simpatizzanti e i militanti per l'impegno assiduo e il sostegno incessante al Partito e alle idee di cui siamo portatori.
L'invito è a non fermarsi con il lavoro a sostegno delle candidature ma anzi, soprattutto in questi ultimi giorni, continuare a contattare instancabilmente conoscenti e amici residenti nelle Regioni e province interessate al voto e proporre di sostenere il vero voto utile per il Sud:
Vota e fai votare per il Partito del Sud ed i suoi candidati! Con il Sud si Riparte!
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud
info@partitodelsud.eu
www.partitodelsud.eu
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In questi anni abbiamo ottenuto tante piccole conquiste, abbiamo fatto “gavetta”, abbiamo anche fatto anni di "testimonianza" elettorale andando quasi sempre da soli, accumulando però nel contempo tanta esperienza, anche organizzativa, e ottenendo, con la fatica del duro lavoro quotidiano, anche alcuni significativi risultati, venendo comunque ovunque apprezzati per l’impegno, la determinazione, la serietà, la dignità della proposta e la coerenza, creando rapporti che durano da tempo nel fronte progressista. In tanti citano le solite poche frasi che conoscono di Antonio Gramsci ma dimenticano, o meglio non avendolo mai letto ignorano, che Gramsci era solito scrivere che servono, oltre all'impegno politico quotidiano, studio ed organizzazione, altrimenti ogni progetto è destinato al fallimento inevitabile.
Da qualche anno, con umiltà e perseveranza, nel Partito del Sud, sulla strada indicataci da Antonio Ciano, sta crescendo una forte squadra dirigente fatta da tante persone perbene e motivate dalla pura passione politica meridionalista progressista, riprendendo la migliore tradizione meridionalista di Gramsci, Salvemini, Dorso e tanti altri. In poco tempo, siamo riusciti nel miracolo di far nascere e crescere Sezioni del Partito non solo al sud, ma anche al centro ed al nord, così come vantiamo fra le nostre file alcuni valenti amministratori al sud come al nord, segnale fortissimo della voglia di riscatto del popolo meridionale, ovunque si trovi a vivere e lavorare per la diaspora biblica dell'emigrazione, ma anche di essere considerati interlocutori credibili, non solo da Sindaci delle più grandi città metropolitane del Sud, ma anche dai partiti nazionali di area progressista.
La verità storica sulla "malaunità" del 1861 sta venendo fuori, non può durare in eterno una "questione" che dura da 154 anni che si e' particolarmente aggravata negli ultimi anni con il susseguirsi di governi anti-meridionali, spesso con il predominante appoggio della Lega Nord razzista e xenofoba. Tutto e' stato causato da un'invasione militare calata dal nord e da allora siamo diventati "colonia". Napoli da città più popolata, e di gran lunga più importante della penisola, fu declassata a capoluogo di prefettura ed il sud fu spogliato delle sue ricchezze, gli oppositori furono trucidati ed infamati come "briganti", migliaia furono i morti, gli imprigionati, i deportati e iniziò un'emigrazione biblica di milioni di persone che ancora non è terminata. Non dovevamo essere più produttori ma solo consumatori, improvvisamente non avevamo piu' una storia ricca e tradizioni da difendere ma ci dovevamo solo vergognare del nostro passato e dovevamo aspettare un po' di elemosina dalla "parte più ricca e progredita del paese" e ancora oggi si parla di nostro fallimento come popolo e siamo diventati "palla al piede" dei nostri "liberatori", è stata fatta nascere, da menti annebbiate, addirittura una "questione settentrionale".
Per cambiare questo stato di cose non bastano certo gli slogan o le urla velleitarie sui social network, bisogna invece imparare a confrontarsi seriamente ed organizzarsi concretamente e a schiena dritta, bisogna costruire un progetto politico federalistico che, diversamente da quello meramente fiscale proposto dalla Lega Nord che vuole impoverire ancora di più l'intero meridione, parta da Sud e davvero unisca il paese, pur nelle sue diversità ed identità regionali autonome. In altre parole, e citando il titolo del libro da noi dato edito con la casa editrice "Controcorrente" di Napoli, solo con "il Sud si Riparte!"
Purtroppo negli ultimi anni, figlie di una visione deformata, personalistica e poco approfondita della questione meridionale ed ispirate ad un populistico quanto irrealistico revanscismo, sono nati alcuni gruppi o formazioni figlie d’un isolazionista progetto “sudista”, con punte nostalgiche, unanimiste e reazionarie, spesso storicamente contrarie o comunque infarcite di personaggi rancorosamente critici dell’operato dei Sindaci di Napoli e di "Puglia". Sindaci da noi sostenuto dalla prima ora e che per noi rappresentano col loro operato quell'esempio da seguire per il possibile rilancio dell'immagine di Napoli e del Sud nel mondo, rilancio peraltro in larga parte già realizzato come da dati turistici di Napoli, nonchè una concreta possibilità realizzativa di costituzione di quella Macroregione Meridionale da sempre nel nostro programma. Liste che propugnano improponibili ipotesi, in ultima analisi anche separatiste, che richiamano anche nei modi e metodi un becero leghismo al contrario.
Prendiamo quindi con forza le distanze da liste dall’eterogenea composizione, che si dichiarano meridionaliste ma che sono in realtà sudiste, a cui nulla ci accomuna da un punto di vista di visione politica. La sola ricerca di verità storica non basta a legare in un progetto politico unitario visioni e metodi così distanti fra di loro. Basti pensare, come esempio, che in campo storico la stessa lega Nord fa suoi aspetti di revisionismo risorgimentale spesso simili ai nostri, ma questo non vuol dire che politicamente si possa marciare insieme, anzi ...
Riteniamo infatti da sempre che un soggetto come il Partito del Sud, meridionalista, progressista e gramsciano, abbia, per coerenza e collaborazioni politiche in essere, la sua naturale collocazione in un’area progressista ben dichiarata, dove portare il suo contributo di visione meridionalista in ottica moderna e non revanscista ma attenta ai diritti costituzionali e popolari.
Prendiamo anche recisamente le distanze da posizioni di moda sui social network di alcuni sparuti gruppi sudisti sempre pronti alla rivoluzione da tastiera, critici contro tutto e contro tutti, che esprimono solo una mera vuota protesta, non proponendo nessuna idea, nessun progetto concreto e realizzabile di cambiamento del paese e in particolare della nostra terra. Gente che si è autoreclusa nel recinto virtuale dei social network ma che non ha poi nessun contatto reale nella società. Pseudo "grillismo sudista" che pensa di sfondare, senza avere un Grillo, solo col copia/incolla infinito di notizie fotocopia, spesso bufale.
Sarà veramente unito questo paese solo quando le possibilità di lavoro saranno le stesse a Napoli come a Milano, quando il livello di servizi e infrastrutture sarà paragonabile a Reggio Calabria e a Reggio Emilia, per questo bisogna battersi democraticamente e concretamente fra la gente con la forza della ragione, a cui seguirà inevitabilmente la forza del numero dei voti.
Se anche tu senti scorrere nelle vene l’orgoglio per le comuni radici, se la passione meridionalista ti infiamma e ti porta a gettare il cuore oltre gli ostacoli che tentano di frenare il tuo impegno volto unicamente al riscatto della nostra terra, ti chiedo di sostenere i nostri candidati, di diffondere in rete la notizia del loro impegno, di contattare i tuoi amici e conoscenti presenti sui territori interessati al voto e di invitarli a votare per i candidati del Partito del Sud; candidati che anche questa volta, con enorme sacrificio personale e con coraggio, portano la fiaccola dell'ideale meridionalista al voto per dare una possibilità concreta ai nostri concittadini di non doversi rifugiare nella scelta di votare il “ meno peggio” o nel non voto, ma finalmente poter votare chi può rappresentare degnamente le comuni istanze per riprenderci, insieme, quella dignità che non abbiamo mai perso, ma che ci vorrebbero persino negare, e quei diritti che ci spettano e che pretendiamo !
Mancano pochi giorni alla fine della campagna elettorale per le prossime elezioni Regionali e amministrative del 31 maggio 2015. Il Partito del Sud sarà presente, come sempre è stato presente ogni anno dalla sua nascita ad oggi, ad elezioni politiche nazionali e amministrative su tutto il territorio nazionale, con i seguenti candidati indipendenti nelle seguenti liste:
REGIONALI CAMPANIA: BRUNO PAPPALARDO - nella lista "SINISTRA AL LAVORO - per la CAMPANIA" Collegio provinciale di Napoli.
REGIONALI PUGLIA FRANCESCO DE NICOLO – nella lista “EMILIANO SINDACO DI PUGLIA” Collegio provinciale di Bari
Inoltre in Puglia, sempre nella lista "Emiliano Sindaco di Puglia", abbiamo stretto accordi elettorali e di collaborazione politica su temi cari al Partito del Sud
per la Provincia di Brindisi l'indicazione di voto è per Tommaso Gioia,
mentre per la Provincia di Taranto l'indicazione di voto è per Gianni Liviano.
L'invito è a non fermarsi con il lavoro a sostegno delle candidature ma anzi, soprattutto in questi ultimi giorni, continuare a contattare instancabilmente conoscenti e amici residenti nelle Regioni e province interessate al voto e proporre di sostenere il vero voto utile per il Sud:
Vota e fai votare per il Partito del Sud ed i suoi candidati! Con il Sud si Riparte!
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud
info@partitodelsud.eu
www.partitodelsud.eu
-
Anche quest’anno, come sempre e tutti gli anni dalla nostra fondazione nel 2007, il Partito del Sud persevera sulla strada dell’impegno concreto, democratico e politico diretto, anche elettorale, per dare un’alternativa reale e non velleitaria ai nostri territori.
In questi anni abbiamo ottenuto tante piccole conquiste, abbiamo fatto “gavetta”, abbiamo anche fatto anni di "testimonianza" elettorale andando quasi sempre da soli, accumulando però nel contempo tanta esperienza, anche organizzativa, e ottenendo, con la fatica del duro lavoro quotidiano, anche alcuni significativi risultati, venendo comunque ovunque apprezzati per l’impegno, la determinazione, la serietà, la dignità della proposta e la coerenza, creando rapporti che durano da tempo nel fronte progressista. In tanti citano le solite poche frasi che conoscono di Antonio Gramsci ma dimenticano, o meglio non avendolo mai letto ignorano, che Gramsci era solito scrivere che servono, oltre all'impegno politico quotidiano, studio ed organizzazione, altrimenti ogni progetto è destinato al fallimento inevitabile.
Da qualche anno, con umiltà e perseveranza, nel Partito del Sud, sulla strada indicataci da Antonio Ciano, sta crescendo una forte squadra dirigente fatta da tante persone perbene e motivate dalla pura passione politica meridionalista progressista, riprendendo la migliore tradizione meridionalista di Gramsci, Salvemini, Dorso e tanti altri. In poco tempo, siamo riusciti nel miracolo di far nascere e crescere Sezioni del Partito non solo al sud, ma anche al centro ed al nord, così come vantiamo fra le nostre file alcuni valenti amministratori al sud come al nord, segnale fortissimo della voglia di riscatto del popolo meridionale, ovunque si trovi a vivere e lavorare per la diaspora biblica dell'emigrazione, ma anche di essere considerati interlocutori credibili, non solo da Sindaci delle più grandi città metropolitane del Sud, ma anche dai partiti nazionali di area progressista.
La verità storica sulla "malaunità" del 1861 sta venendo fuori, non può durare in eterno una "questione" che dura da 154 anni che si e' particolarmente aggravata negli ultimi anni con il susseguirsi di governi anti-meridionali, spesso con il predominante appoggio della Lega Nord razzista e xenofoba. Tutto e' stato causato da un'invasione militare calata dal nord e da allora siamo diventati "colonia". Napoli da città più popolata, e di gran lunga più importante della penisola, fu declassata a capoluogo di prefettura ed il sud fu spogliato delle sue ricchezze, gli oppositori furono trucidati ed infamati come "briganti", migliaia furono i morti, gli imprigionati, i deportati e iniziò un'emigrazione biblica di milioni di persone che ancora non è terminata. Non dovevamo essere più produttori ma solo consumatori, improvvisamente non avevamo piu' una storia ricca e tradizioni da difendere ma ci dovevamo solo vergognare del nostro passato e dovevamo aspettare un po' di elemosina dalla "parte più ricca e progredita del paese" e ancora oggi si parla di nostro fallimento come popolo e siamo diventati "palla al piede" dei nostri "liberatori", è stata fatta nascere, da menti annebbiate, addirittura una "questione settentrionale".
Per cambiare questo stato di cose non bastano certo gli slogan o le urla velleitarie sui social network, bisogna invece imparare a confrontarsi seriamente ed organizzarsi concretamente e a schiena dritta, bisogna costruire un progetto politico federalistico che, diversamente da quello meramente fiscale proposto dalla Lega Nord che vuole impoverire ancora di più l'intero meridione, parta da Sud e davvero unisca il paese, pur nelle sue diversità ed identità regionali autonome. In altre parole, e citando il titolo del libro da noi dato edito con la casa editrice "Controcorrente" di Napoli, solo con "il Sud si Riparte!"
Purtroppo negli ultimi anni, figlie di una visione deformata, personalistica e poco approfondita della questione meridionale ed ispirate ad un populistico quanto irrealistico revanscismo, sono nati alcuni gruppi o formazioni figlie d’un isolazionista progetto “sudista”, con punte nostalgiche, unanimiste e reazionarie, spesso storicamente contrarie o comunque infarcite di personaggi rancorosamente critici dell’operato dei Sindaci di Napoli e di "Puglia". Sindaci da noi sostenuto dalla prima ora e che per noi rappresentano col loro operato quell'esempio da seguire per il possibile rilancio dell'immagine di Napoli e del Sud nel mondo, rilancio peraltro in larga parte già realizzato come da dati turistici di Napoli, nonchè una concreta possibilità realizzativa di costituzione di quella Macroregione Meridionale da sempre nel nostro programma. Liste che propugnano improponibili ipotesi, in ultima analisi anche separatiste, che richiamano anche nei modi e metodi un becero leghismo al contrario.
Prendiamo quindi con forza le distanze da liste dall’eterogenea composizione, che si dichiarano meridionaliste ma che sono in realtà sudiste, a cui nulla ci accomuna da un punto di vista di visione politica. La sola ricerca di verità storica non basta a legare in un progetto politico unitario visioni e metodi così distanti fra di loro. Basti pensare, come esempio, che in campo storico la stessa lega Nord fa suoi aspetti di revisionismo risorgimentale spesso simili ai nostri, ma questo non vuol dire che politicamente si possa marciare insieme, anzi ...
Riteniamo infatti da sempre che un soggetto come il Partito del Sud, meridionalista, progressista e gramsciano, abbia, per coerenza e collaborazioni politiche in essere, la sua naturale collocazione in un’area progressista ben dichiarata, dove portare il suo contributo di visione meridionalista in ottica moderna e non revanscista ma attenta ai diritti costituzionali e popolari.
Prendiamo anche recisamente le distanze da posizioni di moda sui social network di alcuni sparuti gruppi sudisti sempre pronti alla rivoluzione da tastiera, critici contro tutto e contro tutti, che esprimono solo una mera vuota protesta, non proponendo nessuna idea, nessun progetto concreto e realizzabile di cambiamento del paese e in particolare della nostra terra. Gente che si è autoreclusa nel recinto virtuale dei social network ma che non ha poi nessun contatto reale nella società. Pseudo "grillismo sudista" che pensa di sfondare, senza avere un Grillo, solo col copia/incolla infinito di notizie fotocopia, spesso bufale.
Sarà veramente unito questo paese solo quando le possibilità di lavoro saranno le stesse a Napoli come a Milano, quando il livello di servizi e infrastrutture sarà paragonabile a Reggio Calabria e a Reggio Emilia, per questo bisogna battersi democraticamente e concretamente fra la gente con la forza della ragione, a cui seguirà inevitabilmente la forza del numero dei voti.
Se anche tu senti scorrere nelle vene l’orgoglio per le comuni radici, se la passione meridionalista ti infiamma e ti porta a gettare il cuore oltre gli ostacoli che tentano di frenare il tuo impegno volto unicamente al riscatto della nostra terra, ti chiedo di sostenere i nostri candidati, di diffondere in rete la notizia del loro impegno, di contattare i tuoi amici e conoscenti presenti sui territori interessati al voto e di invitarli a votare per i candidati del Partito del Sud; candidati che anche questa volta, con enorme sacrificio personale e con coraggio, portano la fiaccola dell'ideale meridionalista al voto per dare una possibilità concreta ai nostri concittadini di non doversi rifugiare nella scelta di votare il “ meno peggio” o nel non voto, ma finalmente poter votare chi può rappresentare degnamente le comuni istanze per riprenderci, insieme, quella dignità che non abbiamo mai perso, ma che ci vorrebbero persino negare, e quei diritti che ci spettano e che pretendiamo !
Mancano pochi giorni alla fine della campagna elettorale per le prossime elezioni Regionali e amministrative del 31 maggio 2015. Il Partito del Sud sarà presente, come sempre è stato presente ogni anno dalla sua nascita ad oggi, ad elezioni politiche nazionali e amministrative su tutto il territorio nazionale, con i seguenti candidati indipendenti nelle seguenti liste:
REGIONALI CAMPANIA: BRUNO PAPPALARDO - nella lista "SINISTRA AL LAVORO - per la CAMPANIA" Collegio provinciale di Napoli.
REGIONALI PUGLIA FRANCESCO DE NICOLO – nella lista “EMILIANO SINDACO DI PUGLIA” Collegio provinciale di Bari
D'obbligo il mio ringraziamento ai nostri Candidati, ai Dirigenti Nazionali e Regionali, alle Sezioni territoriali del Partito del Sud e a tutti i tesserati, i simpatizzanti e i militanti per l'impegno assiduo e il sostegno incessante al Partito e alle idee di cui siamo portatori.
L'invito è a non fermarsi con il lavoro a sostegno delle candidature ma anzi, soprattutto in questi ultimi giorni, continuare a contattare instancabilmente conoscenti e amici residenti nelle Regioni e province interessate al voto e proporre di sostenere il vero voto utile per il Sud:
Vota e fai votare per il Partito del Sud ed i suoi candidati! Con il Sud si Riparte!
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud
info@partitodelsud.eu
www.partitodelsud.eu
-
In questi anni abbiamo ottenuto tante piccole conquiste, abbiamo fatto “gavetta”, abbiamo anche fatto anni di "testimonianza" elettorale andando quasi sempre da soli, accumulando però nel contempo tanta esperienza, anche organizzativa, e ottenendo, con la fatica del duro lavoro quotidiano, anche alcuni significativi risultati, venendo comunque ovunque apprezzati per l’impegno, la determinazione, la serietà, la dignità della proposta e la coerenza, creando rapporti che durano da tempo nel fronte progressista. In tanti citano le solite poche frasi che conoscono di Antonio Gramsci ma dimenticano, o meglio non avendolo mai letto ignorano, che Gramsci era solito scrivere che servono, oltre all'impegno politico quotidiano, studio ed organizzazione, altrimenti ogni progetto è destinato al fallimento inevitabile.
Da qualche anno, con umiltà e perseveranza, nel Partito del Sud, sulla strada indicataci da Antonio Ciano, sta crescendo una forte squadra dirigente fatta da tante persone perbene e motivate dalla pura passione politica meridionalista progressista, riprendendo la migliore tradizione meridionalista di Gramsci, Salvemini, Dorso e tanti altri. In poco tempo, siamo riusciti nel miracolo di far nascere e crescere Sezioni del Partito non solo al sud, ma anche al centro ed al nord, così come vantiamo fra le nostre file alcuni valenti amministratori al sud come al nord, segnale fortissimo della voglia di riscatto del popolo meridionale, ovunque si trovi a vivere e lavorare per la diaspora biblica dell'emigrazione, ma anche di essere considerati interlocutori credibili, non solo da Sindaci delle più grandi città metropolitane del Sud, ma anche dai partiti nazionali di area progressista.
La verità storica sulla "malaunità" del 1861 sta venendo fuori, non può durare in eterno una "questione" che dura da 154 anni che si e' particolarmente aggravata negli ultimi anni con il susseguirsi di governi anti-meridionali, spesso con il predominante appoggio della Lega Nord razzista e xenofoba. Tutto e' stato causato da un'invasione militare calata dal nord e da allora siamo diventati "colonia". Napoli da città più popolata, e di gran lunga più importante della penisola, fu declassata a capoluogo di prefettura ed il sud fu spogliato delle sue ricchezze, gli oppositori furono trucidati ed infamati come "briganti", migliaia furono i morti, gli imprigionati, i deportati e iniziò un'emigrazione biblica di milioni di persone che ancora non è terminata. Non dovevamo essere più produttori ma solo consumatori, improvvisamente non avevamo piu' una storia ricca e tradizioni da difendere ma ci dovevamo solo vergognare del nostro passato e dovevamo aspettare un po' di elemosina dalla "parte più ricca e progredita del paese" e ancora oggi si parla di nostro fallimento come popolo e siamo diventati "palla al piede" dei nostri "liberatori", è stata fatta nascere, da menti annebbiate, addirittura una "questione settentrionale".
Per cambiare questo stato di cose non bastano certo gli slogan o le urla velleitarie sui social network, bisogna invece imparare a confrontarsi seriamente ed organizzarsi concretamente e a schiena dritta, bisogna costruire un progetto politico federalistico che, diversamente da quello meramente fiscale proposto dalla Lega Nord che vuole impoverire ancora di più l'intero meridione, parta da Sud e davvero unisca il paese, pur nelle sue diversità ed identità regionali autonome. In altre parole, e citando il titolo del libro da noi dato edito con la casa editrice "Controcorrente" di Napoli, solo con "il Sud si Riparte!"
Purtroppo negli ultimi anni, figlie di una visione deformata, personalistica e poco approfondita della questione meridionale ed ispirate ad un populistico quanto irrealistico revanscismo, sono nati alcuni gruppi o formazioni figlie d’un isolazionista progetto “sudista”, con punte nostalgiche, unanimiste e reazionarie, spesso storicamente contrarie o comunque infarcite di personaggi rancorosamente critici dell’operato dei Sindaci di Napoli e di "Puglia". Sindaci da noi sostenuto dalla prima ora e che per noi rappresentano col loro operato quell'esempio da seguire per il possibile rilancio dell'immagine di Napoli e del Sud nel mondo, rilancio peraltro in larga parte già realizzato come da dati turistici di Napoli, nonchè una concreta possibilità realizzativa di costituzione di quella Macroregione Meridionale da sempre nel nostro programma. Liste che propugnano improponibili ipotesi, in ultima analisi anche separatiste, che richiamano anche nei modi e metodi un becero leghismo al contrario.
Prendiamo quindi con forza le distanze da liste dall’eterogenea composizione, che si dichiarano meridionaliste ma che sono in realtà sudiste, a cui nulla ci accomuna da un punto di vista di visione politica. La sola ricerca di verità storica non basta a legare in un progetto politico unitario visioni e metodi così distanti fra di loro. Basti pensare, come esempio, che in campo storico la stessa lega Nord fa suoi aspetti di revisionismo risorgimentale spesso simili ai nostri, ma questo non vuol dire che politicamente si possa marciare insieme, anzi ...
Riteniamo infatti da sempre che un soggetto come il Partito del Sud, meridionalista, progressista e gramsciano, abbia, per coerenza e collaborazioni politiche in essere, la sua naturale collocazione in un’area progressista ben dichiarata, dove portare il suo contributo di visione meridionalista in ottica moderna e non revanscista ma attenta ai diritti costituzionali e popolari.
Prendiamo anche recisamente le distanze da posizioni di moda sui social network di alcuni sparuti gruppi sudisti sempre pronti alla rivoluzione da tastiera, critici contro tutto e contro tutti, che esprimono solo una mera vuota protesta, non proponendo nessuna idea, nessun progetto concreto e realizzabile di cambiamento del paese e in particolare della nostra terra. Gente che si è autoreclusa nel recinto virtuale dei social network ma che non ha poi nessun contatto reale nella società. Pseudo "grillismo sudista" che pensa di sfondare, senza avere un Grillo, solo col copia/incolla infinito di notizie fotocopia, spesso bufale.
Sarà veramente unito questo paese solo quando le possibilità di lavoro saranno le stesse a Napoli come a Milano, quando il livello di servizi e infrastrutture sarà paragonabile a Reggio Calabria e a Reggio Emilia, per questo bisogna battersi democraticamente e concretamente fra la gente con la forza della ragione, a cui seguirà inevitabilmente la forza del numero dei voti.
Se anche tu senti scorrere nelle vene l’orgoglio per le comuni radici, se la passione meridionalista ti infiamma e ti porta a gettare il cuore oltre gli ostacoli che tentano di frenare il tuo impegno volto unicamente al riscatto della nostra terra, ti chiedo di sostenere i nostri candidati, di diffondere in rete la notizia del loro impegno, di contattare i tuoi amici e conoscenti presenti sui territori interessati al voto e di invitarli a votare per i candidati del Partito del Sud; candidati che anche questa volta, con enorme sacrificio personale e con coraggio, portano la fiaccola dell'ideale meridionalista al voto per dare una possibilità concreta ai nostri concittadini di non doversi rifugiare nella scelta di votare il “ meno peggio” o nel non voto, ma finalmente poter votare chi può rappresentare degnamente le comuni istanze per riprenderci, insieme, quella dignità che non abbiamo mai perso, ma che ci vorrebbero persino negare, e quei diritti che ci spettano e che pretendiamo !
Mancano pochi giorni alla fine della campagna elettorale per le prossime elezioni Regionali e amministrative del 31 maggio 2015. Il Partito del Sud sarà presente, come sempre è stato presente ogni anno dalla sua nascita ad oggi, ad elezioni politiche nazionali e amministrative su tutto il territorio nazionale, con i seguenti candidati indipendenti nelle seguenti liste:
REGIONALI CAMPANIA: BRUNO PAPPALARDO - nella lista "SINISTRA AL LAVORO - per la CAMPANIA" Collegio provinciale di Napoli.
REGIONALI PUGLIA FRANCESCO DE NICOLO – nella lista “EMILIANO SINDACO DI PUGLIA” Collegio provinciale di Bari
Inoltre in Puglia, sempre nella lista "Emiliano Sindaco di Puglia", abbiamo stretto accordi elettorali e di collaborazione politica su temi cari al Partito del Sud
per la Provincia di Brindisi l'indicazione di voto è per Tommaso Gioia,
mentre per la Provincia di Taranto l'indicazione di voto è per Gianni Liviano.
L'invito è a non fermarsi con il lavoro a sostegno delle candidature ma anzi, soprattutto in questi ultimi giorni, continuare a contattare instancabilmente conoscenti e amici residenti nelle Regioni e province interessate al voto e proporre di sostenere il vero voto utile per il Sud:
Vota e fai votare per il Partito del Sud ed i suoi candidati! Con il Sud si Riparte!
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud
info@partitodelsud.eu
www.partitodelsud.eu
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mercoledì 20 maggio 2015
LA CONCRETEZZA DI MICHELE EMILIANO E LA COSTANZA DEL PARTITO DEL SUD
Di Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud
Stamane sul sito del Corriere del Mezzogiorno si è svolto un interessante forum trasmesso in diretta streaming con ospite il Candidato Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano.
Fra le altre cose, tutte di notevole interesse, una ci ha particolarmente colpiti e cioè il fatto che "Emiliano si è dichiarato a favore della possibile costituzione di una macro-regione meridionale: «O quanto meno — sottolinea — di un sistema istituzionale che consenta il collegamento politico tra le Regioni del Sud. Quando si formò il governo Renzi, i segretari regionali del Pd del Mezzogiorno, inviarono una lettera al premier per sollecitare la sinergia di tutti i consigli regionali meridionali per l’allestimento di politiche comuni. Ma un Sud che si unisce fa paura a tutti. Non ci rispose nessuno: né il governo e neppure il partito». Sembra una puntura polemica verso Renzi, con il quale i rapporti sono di recente tornati freddi, a causa dell’ostilità di Emiliano verso il Partito della nazione (caro al premier) e verso alcune norme della riforma della scuola promossa dal governo." così come riportato dal sito del Corriere del Mezzogiorno.
Giova ricordare che nel febbraio 2014 a Bari con Michele Emiliano, allora Sindaco di Bari e ottimo ospite, e il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, presentavamo il nostro libro bianco “Con il Sud si riparte ! idee, progetti, programmi per il rilancio del Paese”, libro bianco da cui nacque l'dea di editare l'anno successivo, a Napoli, il libro omonimo con introduzione di Michele Emiliano e prefazione di Luigi de Magistris. In quella giornata, in cui il dibattito fu molto appassionato, venne fuori un sud orgoglioso di essere sud e un sud consapevole del fatto che, per contribuire al cambiamento, doveva far emergere politiche da sud, senza più cappelli in mano, e con la richiesta forte di applicazione dei diritti e dei doveri stabiliti dalla nostra Costituzione Repubblicana su tutto il territorio nazionale.
Fu in quella occasione che fu ribadita l’importanza di creare una rete e un coordinamento, tra le varie entità amministrative del sud, comuni, aree metropolitane e regioni del sud, tanto è vero che proprio Emiliano e De Magistris annunciarono una maggiore collaborazione tra le due città metropolitane più importanti del sud continentale. Fu proprio in quell’occasione che noi del Partito del Sud ribadimmo l’importanza di portare alla ribalta nazionale il tema delle Macroregioni, o della Macroregione Sud, del quale il nostro partito è fautore fin dal 2007.
Riportare la Questione Meridionale al centro dell'agenda politica nazionale. Questo l'obiettivo essenziale del Partito del Sud che, convinto della possibilità di perseguirlo solo lungo le trame di percorso di natura progressista e che per questo ha deciso di sostenere in Puglia la candidatura di Michele Emiliano alla Presidenza della Regione.
Proseguendo su questa strada fatta di concretezza il 12 Febbraio 2015 in Conferenza stampa a Bari con Michele Emiliano annunciando il sostegno alla sua candidatura a Presidente della Regione abbiamo chiesto, come Partito del Sud, che inserisse alcuni nostri punti nel suo Programma di Governatore della Puglia, al fine di realizzarli nel corso dei cinque anni del suo mandato, punti tutti accettati. Il primo punto da noi proposto parlava proprio di Macroregione :
A) Che la Regione Puglia, nei limiti del possibile, si renda protagonista di una più fattiva collaborazione tra Regioni e Città Metropolitane del Sud al fine di sostenere la ripartenza di quest’area e con essa dell’intero Paese. Crediamo che questa svolta debba essere compiuta puntando su una forte collaborazione multiregionale di prossimità, alla ricerca di sinergie con le Regioni più vicine e nel caso, anche con le Città Metropolitane del Sud, per poter rappresentare ancora di più, grazie all’azione congiunta di Michele Emiliano con altri Governatori e Sindaci del Mezzogiorno, quella svolta meridionalista che, partendo dalla Regione Puglia, possa portare ad una maggiore autonomia del Sud, con l’obiettivo di costituire il primo nucleo di quella Macroregione che possa con forza sostenere le ragioni del Sud a livello nazionale e non solo.
Siamo soddisfatti, come Partito del Sud, che questo nostro impegno , grazie alla concretezza di Michele Emiliano e alla nostra costanza di perseguire sul lungo periodo gli obiettivi prefissati, possa presto trovare l'auspicabile realizzazione e abbia anche sbarrato la strada a strampalate tesi di folli separatismi e a velleitari e farneticanti proclami di ritorno a chissà cosa. Sicuramente siamo grati, come sud, alla nostra storia e alle nostre origini che non datano 1861, ma a molti secoli prima, siamo coscienti del nostro presente, orgogliosi del futuro che insieme potremo costruire per noi e per i nostri figli.
Questo è un sud che sta imparando a diventare grande.
Questo è il sud che ci piace, un sud concreto che persegue a schiena dritta e a mani pulite i suoi obiettivi !
Anche di questo ringraziamo Michele Emiliano.
.
Di Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud
Stamane sul sito del Corriere del Mezzogiorno si è svolto un interessante forum trasmesso in diretta streaming con ospite il Candidato Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano.
Fra le altre cose, tutte di notevole interesse, una ci ha particolarmente colpiti e cioè il fatto che "Emiliano si è dichiarato a favore della possibile costituzione di una macro-regione meridionale: «O quanto meno — sottolinea — di un sistema istituzionale che consenta il collegamento politico tra le Regioni del Sud. Quando si formò il governo Renzi, i segretari regionali del Pd del Mezzogiorno, inviarono una lettera al premier per sollecitare la sinergia di tutti i consigli regionali meridionali per l’allestimento di politiche comuni. Ma un Sud che si unisce fa paura a tutti. Non ci rispose nessuno: né il governo e neppure il partito». Sembra una puntura polemica verso Renzi, con il quale i rapporti sono di recente tornati freddi, a causa dell’ostilità di Emiliano verso il Partito della nazione (caro al premier) e verso alcune norme della riforma della scuola promossa dal governo." così come riportato dal sito del Corriere del Mezzogiorno.
Giova ricordare che nel febbraio 2014 a Bari con Michele Emiliano, allora Sindaco di Bari e ottimo ospite, e il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, presentavamo il nostro libro bianco “Con il Sud si riparte ! idee, progetti, programmi per il rilancio del Paese”, libro bianco da cui nacque l'dea di editare l'anno successivo, a Napoli, il libro omonimo con introduzione di Michele Emiliano e prefazione di Luigi de Magistris. In quella giornata, in cui il dibattito fu molto appassionato, venne fuori un sud orgoglioso di essere sud e un sud consapevole del fatto che, per contribuire al cambiamento, doveva far emergere politiche da sud, senza più cappelli in mano, e con la richiesta forte di applicazione dei diritti e dei doveri stabiliti dalla nostra Costituzione Repubblicana su tutto il territorio nazionale.
Fu in quella occasione che fu ribadita l’importanza di creare una rete e un coordinamento, tra le varie entità amministrative del sud, comuni, aree metropolitane e regioni del sud, tanto è vero che proprio Emiliano e De Magistris annunciarono una maggiore collaborazione tra le due città metropolitane più importanti del sud continentale. Fu proprio in quell’occasione che noi del Partito del Sud ribadimmo l’importanza di portare alla ribalta nazionale il tema delle Macroregioni, o della Macroregione Sud, del quale il nostro partito è fautore fin dal 2007.
Riportare la Questione Meridionale al centro dell'agenda politica nazionale. Questo l'obiettivo essenziale del Partito del Sud che, convinto della possibilità di perseguirlo solo lungo le trame di percorso di natura progressista e che per questo ha deciso di sostenere in Puglia la candidatura di Michele Emiliano alla Presidenza della Regione.
Proseguendo su questa strada fatta di concretezza il 12 Febbraio 2015 in Conferenza stampa a Bari con Michele Emiliano annunciando il sostegno alla sua candidatura a Presidente della Regione abbiamo chiesto, come Partito del Sud, che inserisse alcuni nostri punti nel suo Programma di Governatore della Puglia, al fine di realizzarli nel corso dei cinque anni del suo mandato, punti tutti accettati. Il primo punto da noi proposto parlava proprio di Macroregione :
A) Che la Regione Puglia, nei limiti del possibile, si renda protagonista di una più fattiva collaborazione tra Regioni e Città Metropolitane del Sud al fine di sostenere la ripartenza di quest’area e con essa dell’intero Paese. Crediamo che questa svolta debba essere compiuta puntando su una forte collaborazione multiregionale di prossimità, alla ricerca di sinergie con le Regioni più vicine e nel caso, anche con le Città Metropolitane del Sud, per poter rappresentare ancora di più, grazie all’azione congiunta di Michele Emiliano con altri Governatori e Sindaci del Mezzogiorno, quella svolta meridionalista che, partendo dalla Regione Puglia, possa portare ad una maggiore autonomia del Sud, con l’obiettivo di costituire il primo nucleo di quella Macroregione che possa con forza sostenere le ragioni del Sud a livello nazionale e non solo.
Siamo soddisfatti, come Partito del Sud, che questo nostro impegno , grazie alla concretezza di Michele Emiliano e alla nostra costanza di perseguire sul lungo periodo gli obiettivi prefissati, possa presto trovare l'auspicabile realizzazione e abbia anche sbarrato la strada a strampalate tesi di folli separatismi e a velleitari e farneticanti proclami di ritorno a chissà cosa. Sicuramente siamo grati, come sud, alla nostra storia e alle nostre origini che non datano 1861, ma a molti secoli prima, siamo coscienti del nostro presente, orgogliosi del futuro che insieme potremo costruire per noi e per i nostri figli.
Questo è un sud che sta imparando a diventare grande.
Questo è il sud che ci piace, un sud concreto che persegue a schiena dritta e a mani pulite i suoi obiettivi !
Anche di questo ringraziamo Michele Emiliano.
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IL PARTITO DI “TUTTO”
di Bruno Pappalardo
In filosofia, quella scolastica, si chiama “Aseità” definisce una caratteristica di dio. Egli è, …è sé stesso, la cui esistenza esiste nella stessa sua essenza.
In senso intellettualistico potrebbe essere definito “Unanimismo”.
In Politica, invece, sarebbe il “Partito Della Nazione” quella cosa che Renzi vorrebbe si realizzasse, che il suo PD diventasse.
Un partito con la vocazione di soddisfare tutti i bisogni e gli interessi della nazione per raccattare voti da tutte le parti e dunque avere sempre, dico sempre, la maggioranza la più ampia possibile anzi assoluta.
Infatti raccontare del “Partito della Nazione” è come essere l’anima d’essa e di avere quel tal potere per guidarla.
Ora a che servirebbero gli altri partiti? A Nulla! A che scopo la loro esistenza? E la DEMOCRAZIA?
Abbiamo assistito alla vergogna della legge elettorale, posta a colpi stentati di fiducia in Parlamento quando doveva rappresentare un momento alto di sovranità delle istituzioni: la Costituzione.
Un momento dove maggioranze e minoranze di univano coesi e collaborativi a rappresentare lo spirito nazionale.
Abbiamo anche assistito all’infornata di indagati e condannati, di collusi con la mafia e corrotti e tutti entrare in quell’ enorme forno del Presidente dove ci sono neofascisti e neodemocristiani o dinosauri riciclati come talune salme socialiste prima di FI.
Pure la DC. di una volta e il PCI erano due partiti che rappresentavano completamente la nazione ma non avrebbero mai fatto questa orgiastica ammucchiata sia per orgoglio che per una propria identità.
Entrambi rappresentavano, in maniera diversa, il Paese . Non si sarebbero mai sognato di essere i “Partito di Tutto”
Ma adesso con una sola Camera Elettiva, ebbene, pericoloso ma facile, si potrà anche raggiungere il “Partito Unico” sfamando di più una corruzione ancora più vorace. Soluzioni?
Costruire una alternativa ma soprattutto una vera SINISTRA, quella con la sanità degli afflitti e dei deboli, della legalità e dell’equità, …quella della LISTA di Salvatore VOZZA, laboratorio di libera umanità.

Un partito con la vocazione di soddisfare tutti i bisogni e gli interessi della nazione per raccattare voti da tutte le parti e dunque avere sempre, dico sempre, la maggioranza la più ampia possibile anzi assoluta.
Infatti raccontare del “Partito della Nazione” è come essere l’anima d’essa e di avere quel tal potere per guidarla.
Ora a che servirebbero gli altri partiti? A Nulla! A che scopo la loro esistenza? E la DEMOCRAZIA?
Abbiamo assistito alla vergogna della legge elettorale, posta a colpi stentati di fiducia in Parlamento quando doveva rappresentare un momento alto di sovranità delle istituzioni: la Costituzione.
Un momento dove maggioranze e minoranze di univano coesi e collaborativi a rappresentare lo spirito nazionale.
Abbiamo anche assistito all’infornata di indagati e condannati, di collusi con la mafia e corrotti e tutti entrare in quell’ enorme forno del Presidente dove ci sono neofascisti e neodemocristiani o dinosauri riciclati come talune salme socialiste prima di FI.
Pure la DC. di una volta e il PCI erano due partiti che rappresentavano completamente la nazione ma non avrebbero mai fatto questa orgiastica ammucchiata sia per orgoglio che per una propria identità.
Entrambi rappresentavano, in maniera diversa, il Paese . Non si sarebbero mai sognato di essere i “Partito di Tutto”
Ma adesso con una sola Camera Elettiva, ebbene, pericoloso ma facile, si potrà anche raggiungere il “Partito Unico” sfamando di più una corruzione ancora più vorace. Soluzioni?
Costruire una alternativa ma soprattutto una vera SINISTRA, quella con la sanità degli afflitti e dei deboli, della legalità e dell’equità, …quella della LISTA di Salvatore VOZZA, laboratorio di libera umanità.

di Bruno Pappalardo
In filosofia, quella scolastica, si chiama “Aseità” definisce una caratteristica di dio. Egli è, …è sé stesso, la cui esistenza esiste nella stessa sua essenza.
In senso intellettualistico potrebbe essere definito “Unanimismo”.
In Politica, invece, sarebbe il “Partito Della Nazione” quella cosa che Renzi vorrebbe si realizzasse, che il suo PD diventasse.
Un partito con la vocazione di soddisfare tutti i bisogni e gli interessi della nazione per raccattare voti da tutte le parti e dunque avere sempre, dico sempre, la maggioranza la più ampia possibile anzi assoluta.
Infatti raccontare del “Partito della Nazione” è come essere l’anima d’essa e di avere quel tal potere per guidarla.
Ora a che servirebbero gli altri partiti? A Nulla! A che scopo la loro esistenza? E la DEMOCRAZIA?
Abbiamo assistito alla vergogna della legge elettorale, posta a colpi stentati di fiducia in Parlamento quando doveva rappresentare un momento alto di sovranità delle istituzioni: la Costituzione.
Un momento dove maggioranze e minoranze di univano coesi e collaborativi a rappresentare lo spirito nazionale.
Abbiamo anche assistito all’infornata di indagati e condannati, di collusi con la mafia e corrotti e tutti entrare in quell’ enorme forno del Presidente dove ci sono neofascisti e neodemocristiani o dinosauri riciclati come talune salme socialiste prima di FI.
Pure la DC. di una volta e il PCI erano due partiti che rappresentavano completamente la nazione ma non avrebbero mai fatto questa orgiastica ammucchiata sia per orgoglio che per una propria identità.
Entrambi rappresentavano, in maniera diversa, il Paese . Non si sarebbero mai sognato di essere i “Partito di Tutto”
Ma adesso con una sola Camera Elettiva, ebbene, pericoloso ma facile, si potrà anche raggiungere il “Partito Unico” sfamando di più una corruzione ancora più vorace. Soluzioni?
Costruire una alternativa ma soprattutto una vera SINISTRA, quella con la sanità degli afflitti e dei deboli, della legalità e dell’equità, …quella della LISTA di Salvatore VOZZA, laboratorio di libera umanità.

Un partito con la vocazione di soddisfare tutti i bisogni e gli interessi della nazione per raccattare voti da tutte le parti e dunque avere sempre, dico sempre, la maggioranza la più ampia possibile anzi assoluta.
Infatti raccontare del “Partito della Nazione” è come essere l’anima d’essa e di avere quel tal potere per guidarla.
Ora a che servirebbero gli altri partiti? A Nulla! A che scopo la loro esistenza? E la DEMOCRAZIA?
Abbiamo assistito alla vergogna della legge elettorale, posta a colpi stentati di fiducia in Parlamento quando doveva rappresentare un momento alto di sovranità delle istituzioni: la Costituzione.
Un momento dove maggioranze e minoranze di univano coesi e collaborativi a rappresentare lo spirito nazionale.
Abbiamo anche assistito all’infornata di indagati e condannati, di collusi con la mafia e corrotti e tutti entrare in quell’ enorme forno del Presidente dove ci sono neofascisti e neodemocristiani o dinosauri riciclati come talune salme socialiste prima di FI.
Pure la DC. di una volta e il PCI erano due partiti che rappresentavano completamente la nazione ma non avrebbero mai fatto questa orgiastica ammucchiata sia per orgoglio che per una propria identità.
Entrambi rappresentavano, in maniera diversa, il Paese . Non si sarebbero mai sognato di essere i “Partito di Tutto”
Ma adesso con una sola Camera Elettiva, ebbene, pericoloso ma facile, si potrà anche raggiungere il “Partito Unico” sfamando di più una corruzione ancora più vorace. Soluzioni?
Costruire una alternativa ma soprattutto una vera SINISTRA, quella con la sanità degli afflitti e dei deboli, della legalità e dell’equità, …quella della LISTA di Salvatore VOZZA, laboratorio di libera umanità.

lunedì 18 maggio 2015
CATTANEO e, LE MESCOLANZE AL GOVERNO , …na mmescafrancesca!
di Bruno Pappalardo
Forse vi sarà capitato di conoscere almeno per l’illustre cognome, Giorgio Cattaneo che, infatti, non è proprio noto come Carlo; … Si quel Carlo Cattaneo l’inossidabile repubblicano e federalista dalla metà dell’800.
Questo si chiamava Giorgio ed era napoletano e pure infermiere. Già era un infermiere (parliamo del XVII sec.) dell’ antico Ospedale “Degli Incurabili” che già raccontava non la storia della medicina ma solo quanti ne entravano e soprattutto quanti ne uscivano.
Beh, in questo meraviglioso luogo,( la strabocchevole “Farmacia con irripetibili vasi azzurri delle mestole curative) venivano ricoverati in particolare i cosiddetti pazzi e gli psichiatri con i propri infermieri ne erano i loro fustigatori. La teoria scientifica era essenzialmente quella di rispondere al gesto bizzarro del malato con la violenza.
Allora GIORGIO, ne era il più violento. Era un uomo grosso, forte, determinato, assolutamente fidato.
Veniva chiamato “ Mastuggiorgio” ovvero “ Mastro Giorgio”. Colui che decide cosa fare per tutti!
Insomma nella lingua napoletana significa : uomo determinato che va avanti senza preoccuparsi di nessuno e di nulla pur di giungere al proprio obbiettivo: indebolire chi è già a terra distrutto e afflitto.
Il Presidente del Consiglio Renzi, quando si trattò del ministro Lupi, non prese posizione. Tergiversò, farfugliò, borbottò dei monosillabe, un so, un Ni, un SN!
Insomma fu come gli avesse detto: vattene!
Il Presidente del Consiglio, eppure, ha imbarcato sulla sua arca, il suo governo, una fauna di indagati ( prima che formasse il governo) altamente discutibili per il semplice motivo che 1) reato è reato; 2) non può lasciare ai suoi elettori il sospetto; 3) che i sospetti condizionano le azioni ed il credito dello stesso governo.
Ecco c’è un altro termine napoletano che raccoglie alcuni concetti chiarissimi come: arraffare, fare una mescolanza di cose diverse e anche un pò sporche tra le pulite, dunque, incompatibili . Viene da mmesca (mischiare); francesca ( francese) e ossia dalle melange francaise , ovvero “Zuppaglia”.
Allora ho finalmente capito! In politica si fa così!
Indagato, ladro, assassino di donne con i capelli rosso lampione sul ponte della Senna, è meglio!
Fa credito!
Quindi, dopo anni di riflessioni e osservazioni su quel Presidente o quell’altro, quel politico e, poi, quell’altro ancora, per carpirne il segreto del suo successo, scopri che quel presidente, quel politico non ha niente a che fare con successo della sua politica, …il bene della comunità.

di Bruno Pappalardo
Forse vi sarà capitato di conoscere almeno per l’illustre cognome, Giorgio Cattaneo che, infatti, non è proprio noto come Carlo; … Si quel Carlo Cattaneo l’inossidabile repubblicano e federalista dalla metà dell’800.
Questo si chiamava Giorgio ed era napoletano e pure infermiere. Già era un infermiere (parliamo del XVII sec.) dell’ antico Ospedale “Degli Incurabili” che già raccontava non la storia della medicina ma solo quanti ne entravano e soprattutto quanti ne uscivano.
Beh, in questo meraviglioso luogo,( la strabocchevole “Farmacia con irripetibili vasi azzurri delle mestole curative) venivano ricoverati in particolare i cosiddetti pazzi e gli psichiatri con i propri infermieri ne erano i loro fustigatori. La teoria scientifica era essenzialmente quella di rispondere al gesto bizzarro del malato con la violenza.
Allora GIORGIO, ne era il più violento. Era un uomo grosso, forte, determinato, assolutamente fidato.
Veniva chiamato “ Mastuggiorgio” ovvero “ Mastro Giorgio”. Colui che decide cosa fare per tutti!
Insomma nella lingua napoletana significa : uomo determinato che va avanti senza preoccuparsi di nessuno e di nulla pur di giungere al proprio obbiettivo: indebolire chi è già a terra distrutto e afflitto.
Il Presidente del Consiglio Renzi, quando si trattò del ministro Lupi, non prese posizione. Tergiversò, farfugliò, borbottò dei monosillabe, un so, un Ni, un SN!
Insomma fu come gli avesse detto: vattene!
Il Presidente del Consiglio, eppure, ha imbarcato sulla sua arca, il suo governo, una fauna di indagati ( prima che formasse il governo) altamente discutibili per il semplice motivo che 1) reato è reato; 2) non può lasciare ai suoi elettori il sospetto; 3) che i sospetti condizionano le azioni ed il credito dello stesso governo.
Ecco c’è un altro termine napoletano che raccoglie alcuni concetti chiarissimi come: arraffare, fare una mescolanza di cose diverse e anche un pò sporche tra le pulite, dunque, incompatibili . Viene da mmesca (mischiare); francesca ( francese) e ossia dalle melange francaise , ovvero “Zuppaglia”.
Allora ho finalmente capito! In politica si fa così!
Indagato, ladro, assassino di donne con i capelli rosso lampione sul ponte della Senna, è meglio!
Fa credito!
Quindi, dopo anni di riflessioni e osservazioni su quel Presidente o quell’altro, quel politico e, poi, quell’altro ancora, per carpirne il segreto del suo successo, scopri che quel presidente, quel politico non ha niente a che fare con successo della sua politica, …il bene della comunità.

Fuori tempo…. Il pensiero ”suddista” (con 2 d…) superato dall’attualità politica
di Attilio Stolder
La politica è il divenire dei tempi. Nel caso specifico la teoria schizzinosa pseudo meridionalista (il vero meridionalismo è altro) secondo cui il Sud non dovrebbe schierarsi, rifuggere da posizionamenti ideologici, e noi diremmo – ancor più gravemente – da valori di vita patrimonio del mondo, della sua storia, delle battaglie dei popoli (e sarebbe magicamente l’unico posto al mondo…) viene clamorosamente scavalcata dal procedere dell’attualità politica italiana.
Il cosiddetto “partito della nazione” non registrato ancora con un suo simbolo e statuto è nei fatti in essere. Il renzismo nazareno con un’alleanza di governo che va dalla sinistra del PD fino a includere gli Alfano, i Lupi, gli ex compari del Cavaliere, e relative riforme – vedi Italicum, quella in cantiere della scuola – sono la fiera del compromesso nel senso meno nobile, in una sorta di neo centrismo, unanimismo, ammucchiata italica.
Conseguenzialmente le teorie “suddiste” (con 2 d per l‘inutile esagerazione, il rimarcare eccessivo..) diventano vecchie, superate e mostrano la loro precaria inefficacia mostrata proprio dall’esempio governativo.
A parlare per primo di “né dx e né sx” fu proprio quell’Antonio Ciano, meridionalista della prim’ora e attuale Presidente Onorario di quel Partito del Sud che oggi è l’unico schierato nettamente nell’agone politico nell’area dichiaratamente di sinistra. Potrebbe apparire contraddittorio ma pochi hanno da sempre inteso il senso di quell’affermazione. Ciano, che conosciamo da sempre, intendeva criticare questa destra e questa sinistra perché inefficaci, portatrici non sane dei loro valori e affidate a cattivi interpreti del loro pensiero. Tanto da definirle banali ”indicazioni stradali”. Ma nessuno può disconoscere le radici di sinistra storica e gramsciana del personaggio.
Oggi, il decadimento degli eventi richiede il posizionamento netto del suo pensiero nell’area progressista supportando un meridionalismo gramsciano a salvaguardia dell’originario pensiero e matrice. Non è più tempo d’affermazioni, ma di proposte e lotte.
L’unanimismo inclusivo di nostalgie (ovviamente salvaguardando la sana revisione), rigurgiti monarchici e legittimisti, pensieri e origini destrorse e reazionarie meno o peggio camuffate, velleità indipendentiste e separatiste scimmiottanti basche, scozzesi o irlandesi rivendicazioni con decenni di battaglie alle spalle qua misconosciute, sono inconcludenti mire smentite e ora financo superate dai deludenti esperimenti governativi del nostro paese.
E non bastano liste elettorali a supporto d'idee di questo stampo, con discutibili benedizioni cerchiobottiste, e nè che a comporle siano persone senza trascorsi penali, ma vacue nelle proposte e dalle variegate e non omogenee radici e concezioni di valori.
E’ tempo di schierarsi, come portatori sani d’un meridionalismo attuale nelle proposte e storico nelle radici. Poi c’è chi si schiera male..ma questo è ancora un altro discorso.
Fonte: Rubriche Meridionali
.
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La politica è il divenire dei tempi. Nel caso specifico la teoria schizzinosa pseudo meridionalista (il vero meridionalismo è altro) secondo cui il Sud non dovrebbe schierarsi, rifuggere da posizionamenti ideologici, e noi diremmo – ancor più gravemente – da valori di vita patrimonio del mondo, della sua storia, delle battaglie dei popoli (e sarebbe magicamente l’unico posto al mondo…) viene clamorosamente scavalcata dal procedere dell’attualità politica italiana.
Il cosiddetto “partito della nazione” non registrato ancora con un suo simbolo e statuto è nei fatti in essere. Il renzismo nazareno con un’alleanza di governo che va dalla sinistra del PD fino a includere gli Alfano, i Lupi, gli ex compari del Cavaliere, e relative riforme – vedi Italicum, quella in cantiere della scuola – sono la fiera del compromesso nel senso meno nobile, in una sorta di neo centrismo, unanimismo, ammucchiata italica.
Conseguenzialmente le teorie “suddiste” (con 2 d per l‘inutile esagerazione, il rimarcare eccessivo..) diventano vecchie, superate e mostrano la loro precaria inefficacia mostrata proprio dall’esempio governativo.
A parlare per primo di “né dx e né sx” fu proprio quell’Antonio Ciano, meridionalista della prim’ora e attuale Presidente Onorario di quel Partito del Sud che oggi è l’unico schierato nettamente nell’agone politico nell’area dichiaratamente di sinistra. Potrebbe apparire contraddittorio ma pochi hanno da sempre inteso il senso di quell’affermazione. Ciano, che conosciamo da sempre, intendeva criticare questa destra e questa sinistra perché inefficaci, portatrici non sane dei loro valori e affidate a cattivi interpreti del loro pensiero. Tanto da definirle banali ”indicazioni stradali”. Ma nessuno può disconoscere le radici di sinistra storica e gramsciana del personaggio.
Oggi, il decadimento degli eventi richiede il posizionamento netto del suo pensiero nell’area progressista supportando un meridionalismo gramsciano a salvaguardia dell’originario pensiero e matrice. Non è più tempo d’affermazioni, ma di proposte e lotte.
L’unanimismo inclusivo di nostalgie (ovviamente salvaguardando la sana revisione), rigurgiti monarchici e legittimisti, pensieri e origini destrorse e reazionarie meno o peggio camuffate, velleità indipendentiste e separatiste scimmiottanti basche, scozzesi o irlandesi rivendicazioni con decenni di battaglie alle spalle qua misconosciute, sono inconcludenti mire smentite e ora financo superate dai deludenti esperimenti governativi del nostro paese.
E non bastano liste elettorali a supporto d'idee di questo stampo, con discutibili benedizioni cerchiobottiste, e nè che a comporle siano persone senza trascorsi penali, ma vacue nelle proposte e dalle variegate e non omogenee radici e concezioni di valori.
E’ tempo di schierarsi, come portatori sani d’un meridionalismo attuale nelle proposte e storico nelle radici. Poi c’è chi si schiera male..ma questo è ancora un altro discorso.
Fonte: Rubriche Meridionali
.
di Attilio Stolder
La politica è il divenire dei tempi. Nel caso specifico la teoria schizzinosa pseudo meridionalista (il vero meridionalismo è altro) secondo cui il Sud non dovrebbe schierarsi, rifuggere da posizionamenti ideologici, e noi diremmo – ancor più gravemente – da valori di vita patrimonio del mondo, della sua storia, delle battaglie dei popoli (e sarebbe magicamente l’unico posto al mondo…) viene clamorosamente scavalcata dal procedere dell’attualità politica italiana.
Il cosiddetto “partito della nazione” non registrato ancora con un suo simbolo e statuto è nei fatti in essere. Il renzismo nazareno con un’alleanza di governo che va dalla sinistra del PD fino a includere gli Alfano, i Lupi, gli ex compari del Cavaliere, e relative riforme – vedi Italicum, quella in cantiere della scuola – sono la fiera del compromesso nel senso meno nobile, in una sorta di neo centrismo, unanimismo, ammucchiata italica.
Conseguenzialmente le teorie “suddiste” (con 2 d per l‘inutile esagerazione, il rimarcare eccessivo..) diventano vecchie, superate e mostrano la loro precaria inefficacia mostrata proprio dall’esempio governativo.
A parlare per primo di “né dx e né sx” fu proprio quell’Antonio Ciano, meridionalista della prim’ora e attuale Presidente Onorario di quel Partito del Sud che oggi è l’unico schierato nettamente nell’agone politico nell’area dichiaratamente di sinistra. Potrebbe apparire contraddittorio ma pochi hanno da sempre inteso il senso di quell’affermazione. Ciano, che conosciamo da sempre, intendeva criticare questa destra e questa sinistra perché inefficaci, portatrici non sane dei loro valori e affidate a cattivi interpreti del loro pensiero. Tanto da definirle banali ”indicazioni stradali”. Ma nessuno può disconoscere le radici di sinistra storica e gramsciana del personaggio.
Oggi, il decadimento degli eventi richiede il posizionamento netto del suo pensiero nell’area progressista supportando un meridionalismo gramsciano a salvaguardia dell’originario pensiero e matrice. Non è più tempo d’affermazioni, ma di proposte e lotte.
L’unanimismo inclusivo di nostalgie (ovviamente salvaguardando la sana revisione), rigurgiti monarchici e legittimisti, pensieri e origini destrorse e reazionarie meno o peggio camuffate, velleità indipendentiste e separatiste scimmiottanti basche, scozzesi o irlandesi rivendicazioni con decenni di battaglie alle spalle qua misconosciute, sono inconcludenti mire smentite e ora financo superate dai deludenti esperimenti governativi del nostro paese.
E non bastano liste elettorali a supporto d'idee di questo stampo, con discutibili benedizioni cerchiobottiste, e nè che a comporle siano persone senza trascorsi penali, ma vacue nelle proposte e dalle variegate e non omogenee radici e concezioni di valori.
E’ tempo di schierarsi, come portatori sani d’un meridionalismo attuale nelle proposte e storico nelle radici. Poi c’è chi si schiera male..ma questo è ancora un altro discorso.
Fonte: Rubriche Meridionali
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La politica è il divenire dei tempi. Nel caso specifico la teoria schizzinosa pseudo meridionalista (il vero meridionalismo è altro) secondo cui il Sud non dovrebbe schierarsi, rifuggere da posizionamenti ideologici, e noi diremmo – ancor più gravemente – da valori di vita patrimonio del mondo, della sua storia, delle battaglie dei popoli (e sarebbe magicamente l’unico posto al mondo…) viene clamorosamente scavalcata dal procedere dell’attualità politica italiana.
Il cosiddetto “partito della nazione” non registrato ancora con un suo simbolo e statuto è nei fatti in essere. Il renzismo nazareno con un’alleanza di governo che va dalla sinistra del PD fino a includere gli Alfano, i Lupi, gli ex compari del Cavaliere, e relative riforme – vedi Italicum, quella in cantiere della scuola – sono la fiera del compromesso nel senso meno nobile, in una sorta di neo centrismo, unanimismo, ammucchiata italica.
Conseguenzialmente le teorie “suddiste” (con 2 d per l‘inutile esagerazione, il rimarcare eccessivo..) diventano vecchie, superate e mostrano la loro precaria inefficacia mostrata proprio dall’esempio governativo.
A parlare per primo di “né dx e né sx” fu proprio quell’Antonio Ciano, meridionalista della prim’ora e attuale Presidente Onorario di quel Partito del Sud che oggi è l’unico schierato nettamente nell’agone politico nell’area dichiaratamente di sinistra. Potrebbe apparire contraddittorio ma pochi hanno da sempre inteso il senso di quell’affermazione. Ciano, che conosciamo da sempre, intendeva criticare questa destra e questa sinistra perché inefficaci, portatrici non sane dei loro valori e affidate a cattivi interpreti del loro pensiero. Tanto da definirle banali ”indicazioni stradali”. Ma nessuno può disconoscere le radici di sinistra storica e gramsciana del personaggio.
Oggi, il decadimento degli eventi richiede il posizionamento netto del suo pensiero nell’area progressista supportando un meridionalismo gramsciano a salvaguardia dell’originario pensiero e matrice. Non è più tempo d’affermazioni, ma di proposte e lotte.
L’unanimismo inclusivo di nostalgie (ovviamente salvaguardando la sana revisione), rigurgiti monarchici e legittimisti, pensieri e origini destrorse e reazionarie meno o peggio camuffate, velleità indipendentiste e separatiste scimmiottanti basche, scozzesi o irlandesi rivendicazioni con decenni di battaglie alle spalle qua misconosciute, sono inconcludenti mire smentite e ora financo superate dai deludenti esperimenti governativi del nostro paese.
E non bastano liste elettorali a supporto d'idee di questo stampo, con discutibili benedizioni cerchiobottiste, e nè che a comporle siano persone senza trascorsi penali, ma vacue nelle proposte e dalle variegate e non omogenee radici e concezioni di valori.
E’ tempo di schierarsi, come portatori sani d’un meridionalismo attuale nelle proposte e storico nelle radici. Poi c’è chi si schiera male..ma questo è ancora un altro discorso.
Fonte: Rubriche Meridionali
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