Supporta il Partito del Sud
La campagna di adesione al Partito del Sud è ripresa, con il nuovo tesseramento, da gennaio.
Scopri Perchè sostenerci
Il Partito del sud per tutti i sud
I sud del mondo hanno tutti in comune il medesimo destino, sono stati conquistati, sfruttati depredati e abbandonati a loro stessi. Il partito del sud è convinto che la solidarietà e l'accoglienza siano un dovere perchè ogni essere umano ha diritto a vivere una vita dignitosa
Illuminiamo il futuro dei nostri figli
Solo 6 euro per ogni 100 di spesa restano alle imprese del sud, diamo ai nostri figli la possibilità di restare nella loro terra. Sei tu a fare la scelta. COMPRA PRODOTTI DEL SUD. Prima di acquistare un prodotto guarda etichetta, scegli aziende con sede e stabilimenti nel sud Italia
lunedì 12 gennaio 2015
ERAVAMO COMUNISTI. Uno scritto forte,veritiero e sincero di Antonio Ciano
Di Antonio Ciano
Eravamo comunisti, progressisti, gramsciani. Portavamo l’eschimo, cantavamo Bella Ciao, Bandiera rossa.
Eravamo comunisti perché tanti erano anticomunisti,perchè molti erano mafiosi,molti politici collusi con la Mafia, con quella Dc mafiosa, con la parte retrograda della Chiesa. Molti preti non sposavano in chiesa molti di noi, eravamo scomunicati. Avevamo la lebbra.
Eravamo comunisti perché credevamo nel Vangelo, nell’uguaglianza, nella libertà che ci veniva negata.
Eravamo comunisti perché la nazione che ci aveva liberati dal Fascismo e da casa Savoia, attaccava la libertà di mezzo mondo, mandava i suoi giovani a morire in Vietnam ,contro chi voleva la libertà. Eravamo comunisti per dare la possibilità di avere una casa a chi non ce l’aveva, la terra a chi la lavorava. Abbiamo lottato per i più deboli, mai per i ricchi e gli evasori. Abbiamo lottato per i contadini, per gli operai, per gli artigiani e per i piccoli imprenditori strozzati dalla burocrazia piemontese, dalla camorra e dalle banche. Abbiamo costituito cooperative di credito per far avere prestiti a chi non poteva accedere ai finanziamenti.
Eravamo comunisti perché era giusto esserlo. Eravamo comunisti perché Enrico Berlinguer era contro il Socialismo sovietico. Eravamo comunisti perché Gramsci, ha dettato, più di tutti, la Questione Meridionale. Eravamo comunisti perché gli africani erano oberati dal colonialismo europeo.
Eravamo comunisti perché il Partito ci difendeva contro l’arroganza dei Benpensanti, contro la stampa asservita.
Eravamo comunisti perché la resistenza aveva battuto casa Savoia che aveva colonizzato il sud con l’esercito e la repressione, e senza dichiarazione di Guerra.
Eravamo comunisti perché i nostri emigranti al Nord venivano schifati dai padani in modo razzistico. Eravamo comunisti perché nel Partito socialista militava la borghesia famelica.
Eravamo comunisti perché i migliori intellettuali erano compagni, i migliori registi . Berlinguer è stato una guida per tutti noi, come Gramsci. Entrambi erano meridionali, nati in quella Sardegna colonizzata e dissanguata dai piemontesi.
Eravamo comunisti e ne eravamo orgogliosi. Nel Partito non c’erano Massoni. Gli altri strapieni. Eravamo comunisti perchè tutte le stragi erano di Stato. Noi lo sapevamo.
Eravamo comunisti perché Berlinguer ci invitata a lottare, sempre, contro la corruzione, contro la mafia, per la Questione Morale.
Morto il PCI, a Gaeta nacque il Partito del Sud, con il quale ci siamo presentati alle elezioni. Nel 2007 siamo riusciti, con un'altra lista civica progressista e meridionalista a prendere la Fortezza.
Ci riuscimmo. E son tornati nella nostra città super demanializzata ben cinque Beni. Abbiamo dato la caccia agli evasori, ne abbiamo scovati parecchi, ma non abbiamo tassato i cittadini.
Col partito del Sud ci siamo presentati alle elezioni regionali della Sicilia, in quelle della regione Lazio. Ci siamo impegnati, attaccato ,manifesti, tra la gente.
I risultati deboli, ma abbiamo messo la faccia e abbiamo portato avanti il simbolo del partito contro questa finta destra e contro questa finta sinistra. Non ci hanno mai dato spazi televisivi, la nostra voce non ha mai raggiunto il popolo.
Ci siamo presentati alle elezioni amministrative di Napoli, allora piena di Monnezza. Abbiamo appoggiato da subito De Magistris.
Altri movimenti meridionalisti appoggiarono elementi della Destra. Oggi quei movimenti, con qualche dissidente , ci fanno la guerra. E sia!! Sono stati mandati via dalla giunta di Napoli elementi improduttivi, al servizio di Poteri forti dell’informazione. Fatti loro.
Noi continuiamo ad appoggiare De Magistris, un sindaco Meridionalista, progressista e gramsciano. Viene chiamato tricolorato da qualche professorello. Giacobino da altri imbecilli. De Magistris ha reso pubblica l’Acqua, subito attaccato da giornali del Nord o da giornali locali, perché i proprietari di detta stampa sono gli stessi che hanno interessi mortali sulla città.
Il sindaco di Napoli ha denunciato uno di essi, gli ha chiesto un miliardo di euro di danni. Il “giacobbino”, come lo chiamano, ha cancellato via Liborio Romano, colui il quale aveva consegnato la città a Garibaldi e alla camorra, rappresentata da Tore ‘e Criscienzo. Ha dedicato un Largo, nei pressi di Via Toledo a Berlinguer.
Qualcuno di queste liste meridionaliste, di nuovo conio, ha storto il naso. Roba da vomito. Prossimamente sarà cancellata Via Vittorio Emanuele III, il re fellone e il re che nel 1938 ha promulgato le leggi razziali contro gli ebrei.
Qualcuno era comunista, noi lo eravamo. Continuiamo a lottare come un tempo. Ora c’è anche un papa gesuita, finalmente. Noi continueremo ad appoggiare De Magistris, siamo Briganti, progressisti, gramsciani, Berlingueriani. Studiamo la storia negata ma non siamo andati mai a fare convegni sul Risorgimento, con le bandiere del Partito, pur rappresentando il Giglio e la Triscele.
Intellettuali come ERRI DE LUCA e cantanti come ENZO AVITABILE appoggiano un sindaco onesto, che da sempre si batte contro i Poteri Forti, contro la Massoneria, contro la Camorra. Tre anni fa Napoli era piena di Monnezza, oggi è piena di turisti. Grazie a De Magistris, progressista, gramsciano e vero meridionalista- Auguri , siamo orgogliosi di essere stati comunisti.
Abbiamo lottato per i giusti. Molti altri stavano e stanno da un’altra parte e vi assicuro che non sono i panettoni a fare la differenza.
Leggi tutto »
Eravamo comunisti, progressisti, gramsciani. Portavamo l’eschimo, cantavamo Bella Ciao, Bandiera rossa.
Eravamo comunisti perché tanti erano anticomunisti,perchè molti erano mafiosi,molti politici collusi con la Mafia, con quella Dc mafiosa, con la parte retrograda della Chiesa. Molti preti non sposavano in chiesa molti di noi, eravamo scomunicati. Avevamo la lebbra.
Eravamo comunisti perché credevamo nel Vangelo, nell’uguaglianza, nella libertà che ci veniva negata.
Eravamo comunisti perché la nazione che ci aveva liberati dal Fascismo e da casa Savoia, attaccava la libertà di mezzo mondo, mandava i suoi giovani a morire in Vietnam ,contro chi voleva la libertà. Eravamo comunisti per dare la possibilità di avere una casa a chi non ce l’aveva, la terra a chi la lavorava. Abbiamo lottato per i più deboli, mai per i ricchi e gli evasori. Abbiamo lottato per i contadini, per gli operai, per gli artigiani e per i piccoli imprenditori strozzati dalla burocrazia piemontese, dalla camorra e dalle banche. Abbiamo costituito cooperative di credito per far avere prestiti a chi non poteva accedere ai finanziamenti.
Eravamo comunisti perché era giusto esserlo. Eravamo comunisti perché Enrico Berlinguer era contro il Socialismo sovietico. Eravamo comunisti perché Gramsci, ha dettato, più di tutti, la Questione Meridionale. Eravamo comunisti perché gli africani erano oberati dal colonialismo europeo.
Eravamo comunisti perché il Partito ci difendeva contro l’arroganza dei Benpensanti, contro la stampa asservita.
Eravamo comunisti perché la resistenza aveva battuto casa Savoia che aveva colonizzato il sud con l’esercito e la repressione, e senza dichiarazione di Guerra.
Eravamo comunisti perché i nostri emigranti al Nord venivano schifati dai padani in modo razzistico. Eravamo comunisti perché nel Partito socialista militava la borghesia famelica.
Eravamo comunisti perché i migliori intellettuali erano compagni, i migliori registi . Berlinguer è stato una guida per tutti noi, come Gramsci. Entrambi erano meridionali, nati in quella Sardegna colonizzata e dissanguata dai piemontesi.
Eravamo comunisti e ne eravamo orgogliosi. Nel Partito non c’erano Massoni. Gli altri strapieni. Eravamo comunisti perchè tutte le stragi erano di Stato. Noi lo sapevamo.
Eravamo comunisti perché Berlinguer ci invitata a lottare, sempre, contro la corruzione, contro la mafia, per la Questione Morale.
Morto il PCI, a Gaeta nacque il Partito del Sud, con il quale ci siamo presentati alle elezioni. Nel 2007 siamo riusciti, con un'altra lista civica progressista e meridionalista a prendere la Fortezza.
Ci riuscimmo. E son tornati nella nostra città super demanializzata ben cinque Beni. Abbiamo dato la caccia agli evasori, ne abbiamo scovati parecchi, ma non abbiamo tassato i cittadini.
Col partito del Sud ci siamo presentati alle elezioni regionali della Sicilia, in quelle della regione Lazio. Ci siamo impegnati, attaccato ,manifesti, tra la gente.
I risultati deboli, ma abbiamo messo la faccia e abbiamo portato avanti il simbolo del partito contro questa finta destra e contro questa finta sinistra. Non ci hanno mai dato spazi televisivi, la nostra voce non ha mai raggiunto il popolo.
Ci siamo presentati alle elezioni amministrative di Napoli, allora piena di Monnezza. Abbiamo appoggiato da subito De Magistris.
Altri movimenti meridionalisti appoggiarono elementi della Destra. Oggi quei movimenti, con qualche dissidente , ci fanno la guerra. E sia!! Sono stati mandati via dalla giunta di Napoli elementi improduttivi, al servizio di Poteri forti dell’informazione. Fatti loro.
Noi continuiamo ad appoggiare De Magistris, un sindaco Meridionalista, progressista e gramsciano. Viene chiamato tricolorato da qualche professorello. Giacobino da altri imbecilli. De Magistris ha reso pubblica l’Acqua, subito attaccato da giornali del Nord o da giornali locali, perché i proprietari di detta stampa sono gli stessi che hanno interessi mortali sulla città.
Il sindaco di Napoli ha denunciato uno di essi, gli ha chiesto un miliardo di euro di danni. Il “giacobbino”, come lo chiamano, ha cancellato via Liborio Romano, colui il quale aveva consegnato la città a Garibaldi e alla camorra, rappresentata da Tore ‘e Criscienzo. Ha dedicato un Largo, nei pressi di Via Toledo a Berlinguer.
Qualcuno di queste liste meridionaliste, di nuovo conio, ha storto il naso. Roba da vomito. Prossimamente sarà cancellata Via Vittorio Emanuele III, il re fellone e il re che nel 1938 ha promulgato le leggi razziali contro gli ebrei.
Qualcuno era comunista, noi lo eravamo. Continuiamo a lottare come un tempo. Ora c’è anche un papa gesuita, finalmente. Noi continueremo ad appoggiare De Magistris, siamo Briganti, progressisti, gramsciani, Berlingueriani. Studiamo la storia negata ma non siamo andati mai a fare convegni sul Risorgimento, con le bandiere del Partito, pur rappresentando il Giglio e la Triscele.
Intellettuali come ERRI DE LUCA e cantanti come ENZO AVITABILE appoggiano un sindaco onesto, che da sempre si batte contro i Poteri Forti, contro la Massoneria, contro la Camorra. Tre anni fa Napoli era piena di Monnezza, oggi è piena di turisti. Grazie a De Magistris, progressista, gramsciano e vero meridionalista- Auguri , siamo orgogliosi di essere stati comunisti.
Abbiamo lottato per i giusti. Molti altri stavano e stanno da un’altra parte e vi assicuro che non sono i panettoni a fare la differenza.
Di Antonio Ciano
Eravamo comunisti, progressisti, gramsciani. Portavamo l’eschimo, cantavamo Bella Ciao, Bandiera rossa.
Eravamo comunisti perché tanti erano anticomunisti,perchè molti erano mafiosi,molti politici collusi con la Mafia, con quella Dc mafiosa, con la parte retrograda della Chiesa. Molti preti non sposavano in chiesa molti di noi, eravamo scomunicati. Avevamo la lebbra.
Eravamo comunisti perché credevamo nel Vangelo, nell’uguaglianza, nella libertà che ci veniva negata.
Eravamo comunisti perché la nazione che ci aveva liberati dal Fascismo e da casa Savoia, attaccava la libertà di mezzo mondo, mandava i suoi giovani a morire in Vietnam ,contro chi voleva la libertà. Eravamo comunisti per dare la possibilità di avere una casa a chi non ce l’aveva, la terra a chi la lavorava. Abbiamo lottato per i più deboli, mai per i ricchi e gli evasori. Abbiamo lottato per i contadini, per gli operai, per gli artigiani e per i piccoli imprenditori strozzati dalla burocrazia piemontese, dalla camorra e dalle banche. Abbiamo costituito cooperative di credito per far avere prestiti a chi non poteva accedere ai finanziamenti.
Eravamo comunisti perché era giusto esserlo. Eravamo comunisti perché Enrico Berlinguer era contro il Socialismo sovietico. Eravamo comunisti perché Gramsci, ha dettato, più di tutti, la Questione Meridionale. Eravamo comunisti perché gli africani erano oberati dal colonialismo europeo.
Eravamo comunisti perché il Partito ci difendeva contro l’arroganza dei Benpensanti, contro la stampa asservita.
Eravamo comunisti perché la resistenza aveva battuto casa Savoia che aveva colonizzato il sud con l’esercito e la repressione, e senza dichiarazione di Guerra.
Eravamo comunisti perché i nostri emigranti al Nord venivano schifati dai padani in modo razzistico. Eravamo comunisti perché nel Partito socialista militava la borghesia famelica.
Eravamo comunisti perché i migliori intellettuali erano compagni, i migliori registi . Berlinguer è stato una guida per tutti noi, come Gramsci. Entrambi erano meridionali, nati in quella Sardegna colonizzata e dissanguata dai piemontesi.
Eravamo comunisti e ne eravamo orgogliosi. Nel Partito non c’erano Massoni. Gli altri strapieni. Eravamo comunisti perchè tutte le stragi erano di Stato. Noi lo sapevamo.
Eravamo comunisti perché Berlinguer ci invitata a lottare, sempre, contro la corruzione, contro la mafia, per la Questione Morale.
Morto il PCI, a Gaeta nacque il Partito del Sud, con il quale ci siamo presentati alle elezioni. Nel 2007 siamo riusciti, con un'altra lista civica progressista e meridionalista a prendere la Fortezza.
Ci riuscimmo. E son tornati nella nostra città super demanializzata ben cinque Beni. Abbiamo dato la caccia agli evasori, ne abbiamo scovati parecchi, ma non abbiamo tassato i cittadini.
Col partito del Sud ci siamo presentati alle elezioni regionali della Sicilia, in quelle della regione Lazio. Ci siamo impegnati, attaccato ,manifesti, tra la gente.
I risultati deboli, ma abbiamo messo la faccia e abbiamo portato avanti il simbolo del partito contro questa finta destra e contro questa finta sinistra. Non ci hanno mai dato spazi televisivi, la nostra voce non ha mai raggiunto il popolo.
Ci siamo presentati alle elezioni amministrative di Napoli, allora piena di Monnezza. Abbiamo appoggiato da subito De Magistris.
Altri movimenti meridionalisti appoggiarono elementi della Destra. Oggi quei movimenti, con qualche dissidente , ci fanno la guerra. E sia!! Sono stati mandati via dalla giunta di Napoli elementi improduttivi, al servizio di Poteri forti dell’informazione. Fatti loro.
Noi continuiamo ad appoggiare De Magistris, un sindaco Meridionalista, progressista e gramsciano. Viene chiamato tricolorato da qualche professorello. Giacobino da altri imbecilli. De Magistris ha reso pubblica l’Acqua, subito attaccato da giornali del Nord o da giornali locali, perché i proprietari di detta stampa sono gli stessi che hanno interessi mortali sulla città.
Il sindaco di Napoli ha denunciato uno di essi, gli ha chiesto un miliardo di euro di danni. Il “giacobbino”, come lo chiamano, ha cancellato via Liborio Romano, colui il quale aveva consegnato la città a Garibaldi e alla camorra, rappresentata da Tore ‘e Criscienzo. Ha dedicato un Largo, nei pressi di Via Toledo a Berlinguer.
Qualcuno di queste liste meridionaliste, di nuovo conio, ha storto il naso. Roba da vomito. Prossimamente sarà cancellata Via Vittorio Emanuele III, il re fellone e il re che nel 1938 ha promulgato le leggi razziali contro gli ebrei.
Qualcuno era comunista, noi lo eravamo. Continuiamo a lottare come un tempo. Ora c’è anche un papa gesuita, finalmente. Noi continueremo ad appoggiare De Magistris, siamo Briganti, progressisti, gramsciani, Berlingueriani. Studiamo la storia negata ma non siamo andati mai a fare convegni sul Risorgimento, con le bandiere del Partito, pur rappresentando il Giglio e la Triscele.
Intellettuali come ERRI DE LUCA e cantanti come ENZO AVITABILE appoggiano un sindaco onesto, che da sempre si batte contro i Poteri Forti, contro la Massoneria, contro la Camorra. Tre anni fa Napoli era piena di Monnezza, oggi è piena di turisti. Grazie a De Magistris, progressista, gramsciano e vero meridionalista- Auguri , siamo orgogliosi di essere stati comunisti.
Abbiamo lottato per i giusti. Molti altri stavano e stanno da un’altra parte e vi assicuro che non sono i panettoni a fare la differenza.
Eravamo comunisti, progressisti, gramsciani. Portavamo l’eschimo, cantavamo Bella Ciao, Bandiera rossa.
Eravamo comunisti perché tanti erano anticomunisti,perchè molti erano mafiosi,molti politici collusi con la Mafia, con quella Dc mafiosa, con la parte retrograda della Chiesa. Molti preti non sposavano in chiesa molti di noi, eravamo scomunicati. Avevamo la lebbra.
Eravamo comunisti perché credevamo nel Vangelo, nell’uguaglianza, nella libertà che ci veniva negata.
Eravamo comunisti perché la nazione che ci aveva liberati dal Fascismo e da casa Savoia, attaccava la libertà di mezzo mondo, mandava i suoi giovani a morire in Vietnam ,contro chi voleva la libertà. Eravamo comunisti per dare la possibilità di avere una casa a chi non ce l’aveva, la terra a chi la lavorava. Abbiamo lottato per i più deboli, mai per i ricchi e gli evasori. Abbiamo lottato per i contadini, per gli operai, per gli artigiani e per i piccoli imprenditori strozzati dalla burocrazia piemontese, dalla camorra e dalle banche. Abbiamo costituito cooperative di credito per far avere prestiti a chi non poteva accedere ai finanziamenti.
Eravamo comunisti perché era giusto esserlo. Eravamo comunisti perché Enrico Berlinguer era contro il Socialismo sovietico. Eravamo comunisti perché Gramsci, ha dettato, più di tutti, la Questione Meridionale. Eravamo comunisti perché gli africani erano oberati dal colonialismo europeo.
Eravamo comunisti perché il Partito ci difendeva contro l’arroganza dei Benpensanti, contro la stampa asservita.
Eravamo comunisti perché la resistenza aveva battuto casa Savoia che aveva colonizzato il sud con l’esercito e la repressione, e senza dichiarazione di Guerra.
Eravamo comunisti perché i nostri emigranti al Nord venivano schifati dai padani in modo razzistico. Eravamo comunisti perché nel Partito socialista militava la borghesia famelica.
Eravamo comunisti perché i migliori intellettuali erano compagni, i migliori registi . Berlinguer è stato una guida per tutti noi, come Gramsci. Entrambi erano meridionali, nati in quella Sardegna colonizzata e dissanguata dai piemontesi.
Eravamo comunisti e ne eravamo orgogliosi. Nel Partito non c’erano Massoni. Gli altri strapieni. Eravamo comunisti perchè tutte le stragi erano di Stato. Noi lo sapevamo.
Eravamo comunisti perché Berlinguer ci invitata a lottare, sempre, contro la corruzione, contro la mafia, per la Questione Morale.
Morto il PCI, a Gaeta nacque il Partito del Sud, con il quale ci siamo presentati alle elezioni. Nel 2007 siamo riusciti, con un'altra lista civica progressista e meridionalista a prendere la Fortezza.
Ci riuscimmo. E son tornati nella nostra città super demanializzata ben cinque Beni. Abbiamo dato la caccia agli evasori, ne abbiamo scovati parecchi, ma non abbiamo tassato i cittadini.
Col partito del Sud ci siamo presentati alle elezioni regionali della Sicilia, in quelle della regione Lazio. Ci siamo impegnati, attaccato ,manifesti, tra la gente.
I risultati deboli, ma abbiamo messo la faccia e abbiamo portato avanti il simbolo del partito contro questa finta destra e contro questa finta sinistra. Non ci hanno mai dato spazi televisivi, la nostra voce non ha mai raggiunto il popolo.
Ci siamo presentati alle elezioni amministrative di Napoli, allora piena di Monnezza. Abbiamo appoggiato da subito De Magistris.
Altri movimenti meridionalisti appoggiarono elementi della Destra. Oggi quei movimenti, con qualche dissidente , ci fanno la guerra. E sia!! Sono stati mandati via dalla giunta di Napoli elementi improduttivi, al servizio di Poteri forti dell’informazione. Fatti loro.
Noi continuiamo ad appoggiare De Magistris, un sindaco Meridionalista, progressista e gramsciano. Viene chiamato tricolorato da qualche professorello. Giacobino da altri imbecilli. De Magistris ha reso pubblica l’Acqua, subito attaccato da giornali del Nord o da giornali locali, perché i proprietari di detta stampa sono gli stessi che hanno interessi mortali sulla città.
Il sindaco di Napoli ha denunciato uno di essi, gli ha chiesto un miliardo di euro di danni. Il “giacobbino”, come lo chiamano, ha cancellato via Liborio Romano, colui il quale aveva consegnato la città a Garibaldi e alla camorra, rappresentata da Tore ‘e Criscienzo. Ha dedicato un Largo, nei pressi di Via Toledo a Berlinguer.
Qualcuno di queste liste meridionaliste, di nuovo conio, ha storto il naso. Roba da vomito. Prossimamente sarà cancellata Via Vittorio Emanuele III, il re fellone e il re che nel 1938 ha promulgato le leggi razziali contro gli ebrei.
Qualcuno era comunista, noi lo eravamo. Continuiamo a lottare come un tempo. Ora c’è anche un papa gesuita, finalmente. Noi continueremo ad appoggiare De Magistris, siamo Briganti, progressisti, gramsciani, Berlingueriani. Studiamo la storia negata ma non siamo andati mai a fare convegni sul Risorgimento, con le bandiere del Partito, pur rappresentando il Giglio e la Triscele.
Intellettuali come ERRI DE LUCA e cantanti come ENZO AVITABILE appoggiano un sindaco onesto, che da sempre si batte contro i Poteri Forti, contro la Massoneria, contro la Camorra. Tre anni fa Napoli era piena di Monnezza, oggi è piena di turisti. Grazie a De Magistris, progressista, gramsciano e vero meridionalista- Auguri , siamo orgogliosi di essere stati comunisti.
Abbiamo lottato per i giusti. Molti altri stavano e stanno da un’altra parte e vi assicuro che non sono i panettoni a fare la differenza.
giovedì 8 gennaio 2015
CRESCE SEMPRE DI PIU' LA COMMUNITY DEL PARTITO DEL SUD ! 14.000 A DIFESA DEL SUD
Cresce sempre più la Community che quotidianamente segue il Partito del Sud anche su facebook, oggi siamo arrivati a 14.000 fan !
Seguiteci su : https://www.facebook.com/PdelSud?fref=nf
Con questo risultato siamo di gran lunga la maggior Community su facebook fra tutte quelle di movimenti politici/partiti meridionalisti o..."sudisti".
Continuate a seguirci e non ve ne pentirete; quotidianamente posteremo oltre alle notizie dell'attività del nostro Partito, approfondimenti politici ma anche curiosità, notizie sulla cultura e sulla vera storia del Sud come non avete mai avuto modo di sentire.
Grazie a tutti per il sostegno ed il supporto.
Staff Amministratori
.
Cresce sempre più la Community che quotidianamente segue il Partito del Sud anche su facebook, oggi siamo arrivati a 14.000 fan !
Seguiteci su : https://www.facebook.com/PdelSud?fref=nf
Con questo risultato siamo di gran lunga la maggior Community su facebook fra tutte quelle di movimenti politici/partiti meridionalisti o..."sudisti".
Continuate a seguirci e non ve ne pentirete; quotidianamente posteremo oltre alle notizie dell'attività del nostro Partito, approfondimenti politici ma anche curiosità, notizie sulla cultura e sulla vera storia del Sud come non avete mai avuto modo di sentire.
Grazie a tutti per il sostegno ed il supporto.
Staff Amministratori
.
mercoledì 7 gennaio 2015
Comunicato : in omaggio al grande Pino Daniele...
COMUNICATO
sez. GUIDO DORSO Partito del Sud- Napoli
Una delegazione della sez. Guido Dorso di Napoli del PARTITO DEL SUD, a nome del partito tutto, ha partecipato ieri sera Martedì 6 Gennaio 2015 al flashmob di Piazza del Plebiscito a Napoli in omaggio al grande musicista Pino Daniele, vanto e simbolo della città, scomparso in questi giorni. Con lo stesso spirito, renderà omaggio al funerale previsto alle ore 19,00 c/o la Basilica di S.Francesco e Paola, sempre nella stessa piazza,che ne ha accolto le sue memorabili esibizioni.
Inoltre il Partito del Sud, tramite i suoi Delegati diretti del Sindaco in Commissione Toponomastica, Andrea Balìa e prof. Vincenzo Caratozzolo, si farà carico di sostenere la proposta (in parte già accennata dal sindaco Luigi de Magistris) d'intitolare un sito al grande artista.
Partito del Sud -Napoli
COMUNICATO
sez. GUIDO DORSO Partito del Sud- Napoli
Una delegazione della sez. Guido Dorso di Napoli del PARTITO DEL SUD, a nome del partito tutto, ha partecipato ieri sera Martedì 6 Gennaio 2015 al flashmob di Piazza del Plebiscito a Napoli in omaggio al grande musicista Pino Daniele, vanto e simbolo della città, scomparso in questi giorni. Con lo stesso spirito, renderà omaggio al funerale previsto alle ore 19,00 c/o la Basilica di S.Francesco e Paola, sempre nella stessa piazza,che ne ha accolto le sue memorabili esibizioni.
Inoltre il Partito del Sud, tramite i suoi Delegati diretti del Sindaco in Commissione Toponomastica, Andrea Balìa e prof. Vincenzo Caratozzolo, si farà carico di sostenere la proposta (in parte già accennata dal sindaco Luigi de Magistris) d'intitolare un sito al grande artista.
Partito del Sud -Napoli
martedì 6 gennaio 2015
CON IL SUD SI RIPARTE, PERCHE’ SUD E’ OGNUNO DI NOI “CON IL SUD SI RIPARTE”,
Insieme a tutti gli autori, un ringraziamento speciale al Sindaco di Napoli Luigi de Magistris e all'ex Sindaco di Bari, ora candidato Governatore della Puglia, Michele Emiliano che hanno partecipato all'opera apportando un contributo significativo in termini di proposta, di fiducia e vicinanza ai nostri ideali meridionalisti progressisti.
Un libro che tocca tutti gli aspetti della vita economica e sociale del Sud non fermandosi mai alla sola denuncia del problema, ma rilanciando sempre una o più proposte per ripartire. “Con il sud si riparte” non è quindi l’ennesimo elenco, quasi ragionieristico, di tutte le afflizioni di questa terra, ma una serie di proposte concrete per rimboccarsi le maniche, uscire dallo stato attuale e ripartire con slancio.
Un libro di proposta, quindi, anzi di proposte, davanti alle quali non ci sarà nulla da controbattere, nulla da confutare, ci sarà, invece, da opporre e da proporre solo eventuali alternativi sistemi risolutivi, per spostare finalmente il dibattito dal "come eravamo e come siamo ora ridotti" al " come ripartiamo".
La scelta della Casa Editrice Controcorrente di Napoli, oltre alla stima per l'Editore e alla pregevole cura del prodotto editoriale, è infine da valutarsi in un'ottica di coerenza con quanto da sempre propugnato dal nostro Partito e dai suoi aderenti, per ripartire veramente da Sud.
Natale Cuccurese
---------------------------------------------------------------------------------------------------------
CON IL SUD SI RIPARTE, PERCHE’ SUD E’ OGNUNO DI NOI “CON IL SUD SI RIPARTE”,
più che un titolo di un libro è una convinzione tramutatasi in scritto propositivo che nasce dal lavoro e da un’idea di un sud protagonista del rilancio economico e sociale suo e dell’intero Paese e che, da sempre, caratterizza l’azione del Partito del Sud promotore di questa proposta editoriale.
Hanno partecipato alla realizzazione di “Con Il Sud si Riparte” meridionalisti progressisti, studiosi, giornalisti, politici, uomini delle Istituzioni e la scelta della casa editrice, “Controcorrente” di Napoli, non fa altro che confermare questa vocazione di un Sud, di un Paese che può ripartire da sud.
Il libro tocca tutti gli aspetti della vita economica e sociale del sud non fermandosi mai alla sola denuncia del problema, ma rilanciando sempre una o più proposte per ripartire.
Dalle complesse problematiche legate alla cultura, patrimonio impareggiabile di arte, di storia e di identità, alle criticità del Servizio Sanitario Nazionale, alla Sicurezza, all’Istruzione e alla formazione, ai trasporti, alla salvaguardia dell’ambiente e così via. “Con il sud si riparte” non è l’ennesimo elenco, quasi ragionieristico, di tutte le afflizioni di questa terra, ma è il cimentarsi a cuore duro e con le mani dentro questo corpo infermo e sconvolto.
La diretta e tormentata esperienza generatasi dalla conoscenza dell’intero territorio. “Terra a cui apparteniamo e oggi sentiamo, più di prima, di appartenere – ci dicono alcuni degli autori - e di cui volevamo, ma oggi pretendiamo, il riscatto incontestabile della sua rinascita, ma solo attraverso il proponimento esperto cognitivo di efficaci soluzioni”. “…
Ed in questo il sud dell’Italia ha una antica specializzazione che origina dalla Magna Grecia e che non è ancora stata sradicata dagli ultimi tristi decenni unitari – scrive Michele Emiliano nel libro - Questo spirito della Grande Madre Terra può essere ripreso, rivitalizzato attraverso una ricomposizione del rapporto tra studio, scienza, filosofia, virtù civiche, lotta al crimine organizzato, sapiente gestione della scarsità come metodo per il superamento della adolescenza politica e tecnologica del mondo”.
Un libro di proposta, quindi, anzi di proposte, davanti alle quali non ci sarà nulla da controbattere, nulla da confutare, ci sarà, invece, da opporre e da proporre solo alternativi sistemi risolutivi. Maggiore sarà l’interesse intorno al Sud, ragguardevole e forte sarà l’impatto e l’immediatezza di queste proposte e molte meno, dunque, saranno le pagine vuote destinate al Mezzogiorno nelle agende in ogni governo.
Perché “CON IL SUD SI RPARTE”? Perché L’Italia non dovrà essere più convinta che il Meridione ha ancora bisogno di evangelici aiuti fiscali o di franco denaro, ma perché dal Sud giunge il progetto, si potrebbe dire quasi la forza, che prevedrà la realizzazione collettiva di un futuro e di “manutenzione straordinaria”. “…Per costruire un Sud diverso, dobbiamo essere protagonisti del nostro destino e rimboccarci le maniche… - aggiunge Luigi De Magistris Sindaco di Napoli in “Con il Sud si Riparte” - …si esce rilanciando il Sud; …l’idea di una Repubblica progressiva fondata sul lavoro e che rimuova gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscano il pieno raggiungimento dell’uguaglianza e della libertà, per i cittadini, nella solidarietà… Il Sud siamo noi…” Un Sud, diverso, un Sud da leggere, anzi da eleggere a propria passione e proprio impegno, perché “Con il Sud si riparte” è possibile.
Dal 16 febbraio nelle librerie.
Da oggi nei cuori di ciascuno.
EDIZIONI CONTROCORRENTE - NAPOLI Pagg, 194 - € 10,00
Leggi tutto »
Un libro che tocca tutti gli aspetti della vita economica e sociale del Sud non fermandosi mai alla sola denuncia del problema, ma rilanciando sempre una o più proposte per ripartire. “Con il sud si riparte” non è quindi l’ennesimo elenco, quasi ragionieristico, di tutte le afflizioni di questa terra, ma una serie di proposte concrete per rimboccarsi le maniche, uscire dallo stato attuale e ripartire con slancio.
Un libro di proposta, quindi, anzi di proposte, davanti alle quali non ci sarà nulla da controbattere, nulla da confutare, ci sarà, invece, da opporre e da proporre solo eventuali alternativi sistemi risolutivi, per spostare finalmente il dibattito dal "come eravamo e come siamo ora ridotti" al " come ripartiamo".
La scelta della Casa Editrice Controcorrente di Napoli, oltre alla stima per l'Editore e alla pregevole cura del prodotto editoriale, è infine da valutarsi in un'ottica di coerenza con quanto da sempre propugnato dal nostro Partito e dai suoi aderenti, per ripartire veramente da Sud.
Natale Cuccurese
---------------------------------------------------------------------------------------------------------
CON IL SUD SI RIPARTE, PERCHE’ SUD E’ OGNUNO DI NOI “CON IL SUD SI RIPARTE”,
più che un titolo di un libro è una convinzione tramutatasi in scritto propositivo che nasce dal lavoro e da un’idea di un sud protagonista del rilancio economico e sociale suo e dell’intero Paese e che, da sempre, caratterizza l’azione del Partito del Sud promotore di questa proposta editoriale.
Hanno partecipato alla realizzazione di “Con Il Sud si Riparte” meridionalisti progressisti, studiosi, giornalisti, politici, uomini delle Istituzioni e la scelta della casa editrice, “Controcorrente” di Napoli, non fa altro che confermare questa vocazione di un Sud, di un Paese che può ripartire da sud.
Il libro tocca tutti gli aspetti della vita economica e sociale del sud non fermandosi mai alla sola denuncia del problema, ma rilanciando sempre una o più proposte per ripartire.
Dalle complesse problematiche legate alla cultura, patrimonio impareggiabile di arte, di storia e di identità, alle criticità del Servizio Sanitario Nazionale, alla Sicurezza, all’Istruzione e alla formazione, ai trasporti, alla salvaguardia dell’ambiente e così via. “Con il sud si riparte” non è l’ennesimo elenco, quasi ragionieristico, di tutte le afflizioni di questa terra, ma è il cimentarsi a cuore duro e con le mani dentro questo corpo infermo e sconvolto.
La diretta e tormentata esperienza generatasi dalla conoscenza dell’intero territorio. “Terra a cui apparteniamo e oggi sentiamo, più di prima, di appartenere – ci dicono alcuni degli autori - e di cui volevamo, ma oggi pretendiamo, il riscatto incontestabile della sua rinascita, ma solo attraverso il proponimento esperto cognitivo di efficaci soluzioni”. “…
Ed in questo il sud dell’Italia ha una antica specializzazione che origina dalla Magna Grecia e che non è ancora stata sradicata dagli ultimi tristi decenni unitari – scrive Michele Emiliano nel libro - Questo spirito della Grande Madre Terra può essere ripreso, rivitalizzato attraverso una ricomposizione del rapporto tra studio, scienza, filosofia, virtù civiche, lotta al crimine organizzato, sapiente gestione della scarsità come metodo per il superamento della adolescenza politica e tecnologica del mondo”.
Un libro di proposta, quindi, anzi di proposte, davanti alle quali non ci sarà nulla da controbattere, nulla da confutare, ci sarà, invece, da opporre e da proporre solo alternativi sistemi risolutivi. Maggiore sarà l’interesse intorno al Sud, ragguardevole e forte sarà l’impatto e l’immediatezza di queste proposte e molte meno, dunque, saranno le pagine vuote destinate al Mezzogiorno nelle agende in ogni governo.
Perché “CON IL SUD SI RPARTE”? Perché L’Italia non dovrà essere più convinta che il Meridione ha ancora bisogno di evangelici aiuti fiscali o di franco denaro, ma perché dal Sud giunge il progetto, si potrebbe dire quasi la forza, che prevedrà la realizzazione collettiva di un futuro e di “manutenzione straordinaria”. “…Per costruire un Sud diverso, dobbiamo essere protagonisti del nostro destino e rimboccarci le maniche… - aggiunge Luigi De Magistris Sindaco di Napoli in “Con il Sud si Riparte” - …si esce rilanciando il Sud; …l’idea di una Repubblica progressiva fondata sul lavoro e che rimuova gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscano il pieno raggiungimento dell’uguaglianza e della libertà, per i cittadini, nella solidarietà… Il Sud siamo noi…” Un Sud, diverso, un Sud da leggere, anzi da eleggere a propria passione e proprio impegno, perché “Con il Sud si riparte” è possibile.
Dal 16 febbraio nelle librerie.
Da oggi nei cuori di ciascuno.
EDIZIONI CONTROCORRENTE - NAPOLI Pagg, 194 - € 10,00
Insieme a tutti gli autori, un ringraziamento speciale al Sindaco di Napoli Luigi de Magistris e all'ex Sindaco di Bari, ora candidato Governatore della Puglia, Michele Emiliano che hanno partecipato all'opera apportando un contributo significativo in termini di proposta, di fiducia e vicinanza ai nostri ideali meridionalisti progressisti.
Un libro che tocca tutti gli aspetti della vita economica e sociale del Sud non fermandosi mai alla sola denuncia del problema, ma rilanciando sempre una o più proposte per ripartire. “Con il sud si riparte” non è quindi l’ennesimo elenco, quasi ragionieristico, di tutte le afflizioni di questa terra, ma una serie di proposte concrete per rimboccarsi le maniche, uscire dallo stato attuale e ripartire con slancio.
Un libro di proposta, quindi, anzi di proposte, davanti alle quali non ci sarà nulla da controbattere, nulla da confutare, ci sarà, invece, da opporre e da proporre solo eventuali alternativi sistemi risolutivi, per spostare finalmente il dibattito dal "come eravamo e come siamo ora ridotti" al " come ripartiamo".
La scelta della Casa Editrice Controcorrente di Napoli, oltre alla stima per l'Editore e alla pregevole cura del prodotto editoriale, è infine da valutarsi in un'ottica di coerenza con quanto da sempre propugnato dal nostro Partito e dai suoi aderenti, per ripartire veramente da Sud.
Natale Cuccurese
---------------------------------------------------------------------------------------------------------
CON IL SUD SI RIPARTE, PERCHE’ SUD E’ OGNUNO DI NOI “CON IL SUD SI RIPARTE”,
più che un titolo di un libro è una convinzione tramutatasi in scritto propositivo che nasce dal lavoro e da un’idea di un sud protagonista del rilancio economico e sociale suo e dell’intero Paese e che, da sempre, caratterizza l’azione del Partito del Sud promotore di questa proposta editoriale.
Hanno partecipato alla realizzazione di “Con Il Sud si Riparte” meridionalisti progressisti, studiosi, giornalisti, politici, uomini delle Istituzioni e la scelta della casa editrice, “Controcorrente” di Napoli, non fa altro che confermare questa vocazione di un Sud, di un Paese che può ripartire da sud.
Il libro tocca tutti gli aspetti della vita economica e sociale del sud non fermandosi mai alla sola denuncia del problema, ma rilanciando sempre una o più proposte per ripartire.
Dalle complesse problematiche legate alla cultura, patrimonio impareggiabile di arte, di storia e di identità, alle criticità del Servizio Sanitario Nazionale, alla Sicurezza, all’Istruzione e alla formazione, ai trasporti, alla salvaguardia dell’ambiente e così via. “Con il sud si riparte” non è l’ennesimo elenco, quasi ragionieristico, di tutte le afflizioni di questa terra, ma è il cimentarsi a cuore duro e con le mani dentro questo corpo infermo e sconvolto.
La diretta e tormentata esperienza generatasi dalla conoscenza dell’intero territorio. “Terra a cui apparteniamo e oggi sentiamo, più di prima, di appartenere – ci dicono alcuni degli autori - e di cui volevamo, ma oggi pretendiamo, il riscatto incontestabile della sua rinascita, ma solo attraverso il proponimento esperto cognitivo di efficaci soluzioni”. “…
Ed in questo il sud dell’Italia ha una antica specializzazione che origina dalla Magna Grecia e che non è ancora stata sradicata dagli ultimi tristi decenni unitari – scrive Michele Emiliano nel libro - Questo spirito della Grande Madre Terra può essere ripreso, rivitalizzato attraverso una ricomposizione del rapporto tra studio, scienza, filosofia, virtù civiche, lotta al crimine organizzato, sapiente gestione della scarsità come metodo per il superamento della adolescenza politica e tecnologica del mondo”.
Un libro di proposta, quindi, anzi di proposte, davanti alle quali non ci sarà nulla da controbattere, nulla da confutare, ci sarà, invece, da opporre e da proporre solo alternativi sistemi risolutivi. Maggiore sarà l’interesse intorno al Sud, ragguardevole e forte sarà l’impatto e l’immediatezza di queste proposte e molte meno, dunque, saranno le pagine vuote destinate al Mezzogiorno nelle agende in ogni governo.
Perché “CON IL SUD SI RPARTE”? Perché L’Italia non dovrà essere più convinta che il Meridione ha ancora bisogno di evangelici aiuti fiscali o di franco denaro, ma perché dal Sud giunge il progetto, si potrebbe dire quasi la forza, che prevedrà la realizzazione collettiva di un futuro e di “manutenzione straordinaria”. “…Per costruire un Sud diverso, dobbiamo essere protagonisti del nostro destino e rimboccarci le maniche… - aggiunge Luigi De Magistris Sindaco di Napoli in “Con il Sud si Riparte” - …si esce rilanciando il Sud; …l’idea di una Repubblica progressiva fondata sul lavoro e che rimuova gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscano il pieno raggiungimento dell’uguaglianza e della libertà, per i cittadini, nella solidarietà… Il Sud siamo noi…” Un Sud, diverso, un Sud da leggere, anzi da eleggere a propria passione e proprio impegno, perché “Con il Sud si riparte” è possibile.
Dal 16 febbraio nelle librerie.
Da oggi nei cuori di ciascuno.
EDIZIONI CONTROCORRENTE - NAPOLI Pagg, 194 - € 10,00
Un libro che tocca tutti gli aspetti della vita economica e sociale del Sud non fermandosi mai alla sola denuncia del problema, ma rilanciando sempre una o più proposte per ripartire. “Con il sud si riparte” non è quindi l’ennesimo elenco, quasi ragionieristico, di tutte le afflizioni di questa terra, ma una serie di proposte concrete per rimboccarsi le maniche, uscire dallo stato attuale e ripartire con slancio.
Un libro di proposta, quindi, anzi di proposte, davanti alle quali non ci sarà nulla da controbattere, nulla da confutare, ci sarà, invece, da opporre e da proporre solo eventuali alternativi sistemi risolutivi, per spostare finalmente il dibattito dal "come eravamo e come siamo ora ridotti" al " come ripartiamo".
La scelta della Casa Editrice Controcorrente di Napoli, oltre alla stima per l'Editore e alla pregevole cura del prodotto editoriale, è infine da valutarsi in un'ottica di coerenza con quanto da sempre propugnato dal nostro Partito e dai suoi aderenti, per ripartire veramente da Sud.
Natale Cuccurese
---------------------------------------------------------------------------------------------------------
CON IL SUD SI RIPARTE, PERCHE’ SUD E’ OGNUNO DI NOI “CON IL SUD SI RIPARTE”,
più che un titolo di un libro è una convinzione tramutatasi in scritto propositivo che nasce dal lavoro e da un’idea di un sud protagonista del rilancio economico e sociale suo e dell’intero Paese e che, da sempre, caratterizza l’azione del Partito del Sud promotore di questa proposta editoriale.
Hanno partecipato alla realizzazione di “Con Il Sud si Riparte” meridionalisti progressisti, studiosi, giornalisti, politici, uomini delle Istituzioni e la scelta della casa editrice, “Controcorrente” di Napoli, non fa altro che confermare questa vocazione di un Sud, di un Paese che può ripartire da sud.
Il libro tocca tutti gli aspetti della vita economica e sociale del sud non fermandosi mai alla sola denuncia del problema, ma rilanciando sempre una o più proposte per ripartire.
Dalle complesse problematiche legate alla cultura, patrimonio impareggiabile di arte, di storia e di identità, alle criticità del Servizio Sanitario Nazionale, alla Sicurezza, all’Istruzione e alla formazione, ai trasporti, alla salvaguardia dell’ambiente e così via. “Con il sud si riparte” non è l’ennesimo elenco, quasi ragionieristico, di tutte le afflizioni di questa terra, ma è il cimentarsi a cuore duro e con le mani dentro questo corpo infermo e sconvolto.
La diretta e tormentata esperienza generatasi dalla conoscenza dell’intero territorio. “Terra a cui apparteniamo e oggi sentiamo, più di prima, di appartenere – ci dicono alcuni degli autori - e di cui volevamo, ma oggi pretendiamo, il riscatto incontestabile della sua rinascita, ma solo attraverso il proponimento esperto cognitivo di efficaci soluzioni”. “…
Ed in questo il sud dell’Italia ha una antica specializzazione che origina dalla Magna Grecia e che non è ancora stata sradicata dagli ultimi tristi decenni unitari – scrive Michele Emiliano nel libro - Questo spirito della Grande Madre Terra può essere ripreso, rivitalizzato attraverso una ricomposizione del rapporto tra studio, scienza, filosofia, virtù civiche, lotta al crimine organizzato, sapiente gestione della scarsità come metodo per il superamento della adolescenza politica e tecnologica del mondo”.
Un libro di proposta, quindi, anzi di proposte, davanti alle quali non ci sarà nulla da controbattere, nulla da confutare, ci sarà, invece, da opporre e da proporre solo alternativi sistemi risolutivi. Maggiore sarà l’interesse intorno al Sud, ragguardevole e forte sarà l’impatto e l’immediatezza di queste proposte e molte meno, dunque, saranno le pagine vuote destinate al Mezzogiorno nelle agende in ogni governo.
Perché “CON IL SUD SI RPARTE”? Perché L’Italia non dovrà essere più convinta che il Meridione ha ancora bisogno di evangelici aiuti fiscali o di franco denaro, ma perché dal Sud giunge il progetto, si potrebbe dire quasi la forza, che prevedrà la realizzazione collettiva di un futuro e di “manutenzione straordinaria”. “…Per costruire un Sud diverso, dobbiamo essere protagonisti del nostro destino e rimboccarci le maniche… - aggiunge Luigi De Magistris Sindaco di Napoli in “Con il Sud si Riparte” - …si esce rilanciando il Sud; …l’idea di una Repubblica progressiva fondata sul lavoro e che rimuova gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscano il pieno raggiungimento dell’uguaglianza e della libertà, per i cittadini, nella solidarietà… Il Sud siamo noi…” Un Sud, diverso, un Sud da leggere, anzi da eleggere a propria passione e proprio impegno, perché “Con il Sud si riparte” è possibile.
Dal 16 febbraio nelle librerie.
Da oggi nei cuori di ciascuno.
EDIZIONI CONTROCORRENTE - NAPOLI Pagg, 194 - € 10,00
lunedì 5 gennaio 2015
IL PENELOPE ASPETTA IL PROCIO
Di Bruno Pappalardo
E’ l’Ansa di oggi che riporta la notizia: “Renzi blocca decreti delegati su fisco”.
Risposta di palazzo Chigi: “il governo non fa norme ad personam”.
Beh, se la risposta è questa è come ammettere l’inciucio.
D’altra parte perché rimandare ogni cosa? Perché?
Forse che questi celebrati Decreti Delegati sul fisco possano contenere forme legislative di SOS? (Salva Oggi Silvio) e perché rimandarle a dopo l’elezioni del Presidente della Repubblica?
Certo questa mossa potrebbe essere fondamentale!
Un Presidente diciamo “destrorso” aiuterebbe in qualche modo il Cav. Pensiamo solo a d una possibile “grazia presidenziale” assolvendo da ogni pasticcio legale il suddetto. Basta?
Non credo ma poter preparare perbenino le carte da gioco sul tavolo e saper manipolare il mazzo, come sorprendente prestidigitalizzatore, e addirittura darle, promani bus, agli altri giocatori, beh, è cosa assai arguta.
Se i “nazareni” avessero (era nel decreto fiscale non passato alla camera) dalla loro, sia il presidente della Repubblica e anche qualche norma
pro-Silvio, ebbene, il sottile piano destabilitativo si trasformerebbe come una operazione legittima e forse fatta passare come voluta da tutti gli italiani.
Diciamola tutta, …è sembrato un bliz! E’ sembrato un ardito tentativo di salvare Berlusconi proprio a Natale quando tutti erano già imbiancati da
zucchero sfuggito dalle pareti di pandori piemontesi. Purtroppo è andata male!
Ricorda la stoica Penelope che mentiva ai suoi aspiranti sposi.
Tutte le notti svolgeva la tela tessuta durante il giorno. Fingeva sostenendo il suo lavoro di sarta ma il successivo, mutava il senso di quello affermato il giorno prima.
Ricordate i tempi di realizzazione delle riforme? E la forza con cui sosteneva l’art. 18 che mai avrebbe eliminato o alterato? E l’Irap, l’alterigia che avrebbe cambiato il rapporto Europa - Italia per il 3,0 o 2,8 del Pil, oppure nessuna tassa e mille altri annunci tutti, tutti, tutti falsi.
E’ chiaro! Esiste un piano B. ossia segreto che deve salvare il Cav. e le sue aziende.
Povero Ulisse che nulla sapeva dei proci e delle loro proposte.

Di Bruno Pappalardo
E’ l’Ansa di oggi che riporta la notizia: “Renzi blocca decreti delegati su fisco”.
Risposta di palazzo Chigi: “il governo non fa norme ad personam”.
Beh, se la risposta è questa è come ammettere l’inciucio.
D’altra parte perché rimandare ogni cosa? Perché?
Forse che questi celebrati Decreti Delegati sul fisco possano contenere forme legislative di SOS? (Salva Oggi Silvio) e perché rimandarle a dopo l’elezioni del Presidente della Repubblica?
Certo questa mossa potrebbe essere fondamentale!
Un Presidente diciamo “destrorso” aiuterebbe in qualche modo il Cav. Pensiamo solo a d una possibile “grazia presidenziale” assolvendo da ogni pasticcio legale il suddetto. Basta?
Non credo ma poter preparare perbenino le carte da gioco sul tavolo e saper manipolare il mazzo, come sorprendente prestidigitalizzatore, e addirittura darle, promani bus, agli altri giocatori, beh, è cosa assai arguta.
Se i “nazareni” avessero (era nel decreto fiscale non passato alla camera) dalla loro, sia il presidente della Repubblica e anche qualche norma
pro-Silvio, ebbene, il sottile piano destabilitativo si trasformerebbe come una operazione legittima e forse fatta passare come voluta da tutti gli italiani.
Diciamola tutta, …è sembrato un bliz! E’ sembrato un ardito tentativo di salvare Berlusconi proprio a Natale quando tutti erano già imbiancati da
zucchero sfuggito dalle pareti di pandori piemontesi. Purtroppo è andata male!
Ricorda la stoica Penelope che mentiva ai suoi aspiranti sposi.
Tutte le notti svolgeva la tela tessuta durante il giorno. Fingeva sostenendo il suo lavoro di sarta ma il successivo, mutava il senso di quello affermato il giorno prima.
Ricordate i tempi di realizzazione delle riforme? E la forza con cui sosteneva l’art. 18 che mai avrebbe eliminato o alterato? E l’Irap, l’alterigia che avrebbe cambiato il rapporto Europa - Italia per il 3,0 o 2,8 del Pil, oppure nessuna tassa e mille altri annunci tutti, tutti, tutti falsi.
E’ chiaro! Esiste un piano B. ossia segreto che deve salvare il Cav. e le sue aziende.
Povero Ulisse che nulla sapeva dei proci e delle loro proposte.

L’UOMO DALLA VOCE DA VIOLINO
Di Bruno Pappalardo
Resta il tuo spirito quaggiù su questo suolo,
…t’ho immaginato con uno straccetto rosso al collo.
Oddio, no, …a nulla penso di politicante ma di appartenenza .
Non potevano le tue poesie essere diverse perché trasudavano l’umido dei nostri sotterranei monti dove le voci risuonano.
Purissimo, grande ma di colpo sei diventato più alto come se osservassi dalla cima il soffitto, altre latitudini, altri orizzonti.
Moreno il tuo cuore e i tuoi occhi come la tua pelle bianca prestata all’Occidente.
Vagabondavi timido tra l’amore ma non quello dei poemi ma solo i suoi dintorni.
Agire verso l’amare poteva confonderti.
Possedere l’amore era come perdersi.
Ma c’era una castità che non volevi perdere, guastare ch’era la sua conoscenza. Giocherellare intorno
Non sei Nobile per esserlo, … essere forte e bravo ma per essere te stesso.
Curiosa e bella la tua voce che penetrava come il sibilo di un serpente buono.
La nota da violino.
Penetrava il tufo, lo bucava come panna e ritornava conducendo con se i panorami di lontani e segreti , di lontane pianure, di lontani cipressi, di lontani azzurrati rocce dove ancora vivono gli dei.
…t’ho immaginato con uno straccetto rosso al collo.
Oddio, no, …a nulla penso di politicante ma di appartenenza .
Non potevano le tue poesie essere diverse perché trasudavano l’umido dei nostri sotterranei monti dove le voci risuonano.
Purissimo, grande ma di colpo sei diventato più alto come se osservassi dalla cima il soffitto, altre latitudini, altri orizzonti.
Moreno il tuo cuore e i tuoi occhi come la tua pelle bianca prestata all’Occidente.
Vagabondavi timido tra l’amore ma non quello dei poemi ma solo i suoi dintorni.
Agire verso l’amare poteva confonderti.
Possedere l’amore era come perdersi.
Ma c’era una castità che non volevi perdere, guastare ch’era la sua conoscenza. Giocherellare intorno
Non sei Nobile per esserlo, … essere forte e bravo ma per essere te stesso.
Curiosa e bella la tua voce che penetrava come il sibilo di un serpente buono.
La nota da violino.
Penetrava il tufo, lo bucava come panna e ritornava conducendo con se i panorami di lontani e segreti , di lontane pianure, di lontani cipressi, di lontani azzurrati rocce dove ancora vivono gli dei.
CIA’ PINU’
Di Bruno Pappalardo
Resta il tuo spirito quaggiù su questo suolo,
…t’ho immaginato con uno straccetto rosso al collo.
Oddio, no, …a nulla penso di politicante ma di appartenenza .
Non potevano le tue poesie essere diverse perché trasudavano l’umido dei nostri sotterranei monti dove le voci risuonano.
Purissimo, grande ma di colpo sei diventato più alto come se osservassi dalla cima il soffitto, altre latitudini, altri orizzonti.
Moreno il tuo cuore e i tuoi occhi come la tua pelle bianca prestata all’Occidente.
Vagabondavi timido tra l’amore ma non quello dei poemi ma solo i suoi dintorni.
Agire verso l’amare poteva confonderti.
Possedere l’amore era come perdersi.
Ma c’era una castità che non volevi perdere, guastare ch’era la sua conoscenza. Giocherellare intorno
Non sei Nobile per esserlo, … essere forte e bravo ma per essere te stesso.
Curiosa e bella la tua voce che penetrava come il sibilo di un serpente buono.
La nota da violino.
Penetrava il tufo, lo bucava come panna e ritornava conducendo con se i panorami di lontani e segreti , di lontane pianure, di lontani cipressi, di lontani azzurrati rocce dove ancora vivono gli dei.
…t’ho immaginato con uno straccetto rosso al collo.
Oddio, no, …a nulla penso di politicante ma di appartenenza .
Non potevano le tue poesie essere diverse perché trasudavano l’umido dei nostri sotterranei monti dove le voci risuonano.
Purissimo, grande ma di colpo sei diventato più alto come se osservassi dalla cima il soffitto, altre latitudini, altri orizzonti.
Moreno il tuo cuore e i tuoi occhi come la tua pelle bianca prestata all’Occidente.
Vagabondavi timido tra l’amore ma non quello dei poemi ma solo i suoi dintorni.
Agire verso l’amare poteva confonderti.
Possedere l’amore era come perdersi.
Ma c’era una castità che non volevi perdere, guastare ch’era la sua conoscenza. Giocherellare intorno
Non sei Nobile per esserlo, … essere forte e bravo ma per essere te stesso.
Curiosa e bella la tua voce che penetrava come il sibilo di un serpente buono.
La nota da violino.
Penetrava il tufo, lo bucava come panna e ritornava conducendo con se i panorami di lontani e segreti , di lontane pianure, di lontani cipressi, di lontani azzurrati rocce dove ancora vivono gli dei.
CIA’ PINU’
domenica 4 gennaio 2015
IN MARCIA BRIGANTI !!
Un anno di Lotta e di Liberazione
Di Luigi de Magistris
L'esperienza alla guida di Napoli e la situazione dell'Italia ci hanno fatto maturare la convinzione che nel 2015 si deve lavorare duramente e con passione per la costruzione di un'alternativa democratica in un Paese le cui Istituzioni - al netto dell'encomiabile lavoro di una immensa moltitudine di donne e uomini che servono lo Stato - sono profondamente intrise di corruzione e mafie.
E' molto probabile, se non addirittura certo, che il futuro Presidente della Repubblica sia scelto, ancora una volta, tra persone dell'apparato sistemico. Siamo un oceano lontani da statisti quali Berlinguer e Pertini. Al Governo del Paese e al vertice dello Stato vige un patto tra Renzi/PD e il nuovo centro destra di Alfano, già segretario di Forza Italia, e con lo stesso Berlusconi. La triplice del blocco sociale, economico, culturale e politico.
Questo è quello che ci viene propinato con la boria della propaganda come il nuovo che avanza e il cd. cambia verso. Renzi sta proseguendo, con ancora maggiore protervia e autoritarismo, le politiche iperliberiste che hanno caratterizzato i Governi degli ultimi anni. Politiche antidemocratiche portate avanti a colpi di fiducia e decreti legge - in violazione dello spirito costituzionale - senza alcun significativo rilievo da parte del Quirinale. Soppressione dei diritti dei lavoratori - ad iniziare dall'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori - come nemmeno Monti e Fornero erano riusciti a realizzare.
Patto di stabilità sempre più opprimente che non consente agli amministratori locali di spendere e investire per i diritti primari delle persone e per migliorare i servizi delle comunità.
Provvedimenti, come lo Sblocca Italia, che aprono ad una stagione scellerata di commissariamenti, cementificazioni selvagge, trivellazioni, opere pubbliche faraoniche, dispendiose ed inutili, distruzione del nostro paesaggio, delle nostre terre e del nostro mare.
Situazione economica ed occupazione addirittura peggiorata nel Paese rispetto al Governo Letta.
Politiche distruttive nei confronti dei giovani e del mezzogiorno.
Solo nel campo delle guerre e degli armamenti Renzi ha fatto di più e speso di più. Come le politiche liberiste più radicali il governo pensa di rimettere in moto l'economia con armi, cementificazione selvaggia e opere pubbliche maestose. E' quello che piace a chi ha tanti denari: mafie e grandi lobby. Il tutto condito da una propaganda mediatica e una retorica divenuta sempre più evidente nella sua evanescenza. I partiti alternativi alla triplice e che non hanno governato recentemente da soli non riescono a contrastare questo Sistema che è anche pericoloso perché spesso utilizza la legalità formale intrisa di ingiustizia per mettere in campo il suo disegno.
Nel Paese, però, e' cresciuta in questi anni una lotta contro il Sistema: la elezione di sindaci al di fuori del sistema stesso, la nascita di movimenti civici, il risultato del M5S alle politiche del 2013, le battaglie di pezzi significativi di forze sociali, soprattutto le lotte di associazioni e comitati dal Nord al Sud del Paese. Per non parlare poi del lavoro coraggioso che servitori dello Stato stanno compiendo per ricostruire verità e giustizia con riferimenti a fatti drammatici della nostra storia. Uno per tutti, il PM Nino Di Matteo, simbolo di quella parte di Stato onesta e pulita. Insomma nel Paese reale il terreno è fertile per la lotta al Sistema e per la costruzione di un'alternativa culturale, sociale, economica e, quindi, Politica.
Il mio osservatorio, prima di magistrato di prima linea ed oggi di sindaco in prima linea, mi ha consentito di verificare anche che il Sistema mette in campo tutte le azioni possibili - ammantate spesso dai canoni del rispetto apparente della legalità formale - per abbattere chi si oppone ad esso perché non tollera di essere messo in discussione nel cuore del suo potere. Adesso il sistema va sconfitto con una rivoluzione culturale. Loro vogliono distruggere i beni comuni e noi li vogliamo preservare quali fonti di vita e di ricchezza, non di profitto.
Loro accumulano ricchezze in un sistema oligopolistico, e noi vogliamo eliminare le disuguaglianze sociali ed economiche.
Loro accumulano capitali economici e finanziari e noi vogliamo distribuire meglio i beni materiali e dare prevalenza al lavoro rispetto al capitale. Un nuovo rapporto tra impresa e lavoro nel nostro Paese. Incoraggiare anche i tanti imprenditori coraggiosi che investono in modo onesto in Italia.
Loro vogliono distruggere terra e acqua e noi siamo convinti che la nostra Italia, la nostra bellezza, sia la più grande fonte di benessere, di ricchezza individuale e di soddisfacimento dei bisogni materiali se solo proviamo a valorizzarla e difenderla.
Loro costruiscono privilegi e consolidano una società oppressiva e repressiva, noi vogliamo liberare energie, emozioni e passioni, realizzare una società libertaria che attui i diritti naturali e costituzionali: diritto alla vita, alla sicurezza, alla salute, all'ambiente, alla cultura, all'istruzione, alla ricerca, alla casa, al lavoro.
Loro distruggono i diritti dei lavoratori e noi eliminiamo i loro privilegi. Vogliamo una società che si fondi sulle libertà e sui diritti civili: dove le differenze rappresentano una ricchezza. A Napoli in questi anni abbiamo lavorato per sconfiggere un blocco di potere molto forte fatto di apparati partitocratici, affaristi, prenditori di soldi pubblici, pezzi di blocco borghese che si arricchivano con il Comune, con le consulenze, facendo crescere il debito che poi i cittadini pagavano.
Le mafie dai colletti bianchi sono parte integrante di questo sistema profondamente corrotto. Noi crediamo fortemente nell'autonomia delle comunità locali. Napoli ha lanciato il progetto di città autonoma e lo realizzeremo. Da Sud stiamo dimostrando di essere un modello alternativo al Sistema: niente assistenzialismo, niente cricche e mafie, partecipazione popolare ad un modello sociale ed economico alternativo. La riscossa attraverso la cultura. Un processo di liberazione che passa dall'orgoglio di appartenenza alla propria terra. Napoli è una potenza e lo può essere per il Paese, non vogliamo favori, ma solo rispetto.
La nostra questione meridionale è quella di un popolo che vuole rompere le catene del sistema e liberarsi autodeterminandosi sprigionando energie, saperi, competenze, meriti, valori. Siamo assetati di Giustizia e sappiamo soffrire, e solo chi soffre può puntare alla rivoluzione più profonda. Si deve realizzare una nuova Lotta di Classe. Da una parte la classe del potere e del sistema, di quelli che hanno realizzato un blocco oligopolistico in cui le ricchezze e il potere sono concentrati in poche mani e con politiche liberiste producono condotte predatorie, annientamento dei beni comuni e distruzione, quindi, del nostro futuro. Dall'altro le classi subalterne, dei senza potere, che possono dar vita a un movimento popolare di massa, fatto da tutti coloro che vogliono attuare giustizia sociale e diritti costituzionali. Penso che solo una lotta di masse popolari possa liberare il Paese dal Sistema. Intellettuali liberi e non omologati, borghesia operosa, ceto medio produttivo che ha rappresentato il nerbo dell'Italia, operai, impiegati, proletari, sottoproletari, contadini, precari, disoccupati, studenti, giovani e pensionati.
Donne e Uomini che non si sono mai arresi, che lottano da sempre, che non mollano e che decidono di adottare gli indifferenti per farli schierare. Non si può stare a guardare, non basta avere le mani pulite se non le si mette in movimento per liberare le nostre terre. Come nei momenti storici più importanti ci si mette insieme - con amore e passione - per liberarsi da chi opprime, domina, priva, saccheggia.
Oggi bisogna liberarsi da un sistema che appare formalmente democratico ma si connota, invero, delle più profonde ingiustizie. La giustizia deve vincere contro gli abusi del potere e l'uso illegittimo del diritto. Spezzare le catene dell'indifferenza, dell'egoismo, della sopraffazione, dell'oppressione.
Io sono, non io ho. Io penso, non io mi omologo. Io amo, non io odio. Io dono, non io posseggo. Io vivo, non io sopravvivo.
Bisogna, quindi, organizzare le masse popolari, che devono preservare le loro autonomie, per applicare finalmente la Costituzione - nata dalla Resistenza - nel Paese.
Partiamo da Sud, ancora una volta come altre volte accaduto nella Storia, per unire il Paese in un processo di liberazione Politica.
E' molto probabile, se non addirittura certo, che il futuro Presidente della Repubblica sia scelto, ancora una volta, tra persone dell'apparato sistemico. Siamo un oceano lontani da statisti quali Berlinguer e Pertini. Al Governo del Paese e al vertice dello Stato vige un patto tra Renzi/PD e il nuovo centro destra di Alfano, già segretario di Forza Italia, e con lo stesso Berlusconi. La triplice del blocco sociale, economico, culturale e politico.
Questo è quello che ci viene propinato con la boria della propaganda come il nuovo che avanza e il cd. cambia verso. Renzi sta proseguendo, con ancora maggiore protervia e autoritarismo, le politiche iperliberiste che hanno caratterizzato i Governi degli ultimi anni. Politiche antidemocratiche portate avanti a colpi di fiducia e decreti legge - in violazione dello spirito costituzionale - senza alcun significativo rilievo da parte del Quirinale. Soppressione dei diritti dei lavoratori - ad iniziare dall'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori - come nemmeno Monti e Fornero erano riusciti a realizzare.
Patto di stabilità sempre più opprimente che non consente agli amministratori locali di spendere e investire per i diritti primari delle persone e per migliorare i servizi delle comunità.
Provvedimenti, come lo Sblocca Italia, che aprono ad una stagione scellerata di commissariamenti, cementificazioni selvagge, trivellazioni, opere pubbliche faraoniche, dispendiose ed inutili, distruzione del nostro paesaggio, delle nostre terre e del nostro mare.
Situazione economica ed occupazione addirittura peggiorata nel Paese rispetto al Governo Letta.
Politiche distruttive nei confronti dei giovani e del mezzogiorno.
Solo nel campo delle guerre e degli armamenti Renzi ha fatto di più e speso di più. Come le politiche liberiste più radicali il governo pensa di rimettere in moto l'economia con armi, cementificazione selvaggia e opere pubbliche maestose. E' quello che piace a chi ha tanti denari: mafie e grandi lobby. Il tutto condito da una propaganda mediatica e una retorica divenuta sempre più evidente nella sua evanescenza. I partiti alternativi alla triplice e che non hanno governato recentemente da soli non riescono a contrastare questo Sistema che è anche pericoloso perché spesso utilizza la legalità formale intrisa di ingiustizia per mettere in campo il suo disegno.
Nel Paese, però, e' cresciuta in questi anni una lotta contro il Sistema: la elezione di sindaci al di fuori del sistema stesso, la nascita di movimenti civici, il risultato del M5S alle politiche del 2013, le battaglie di pezzi significativi di forze sociali, soprattutto le lotte di associazioni e comitati dal Nord al Sud del Paese. Per non parlare poi del lavoro coraggioso che servitori dello Stato stanno compiendo per ricostruire verità e giustizia con riferimenti a fatti drammatici della nostra storia. Uno per tutti, il PM Nino Di Matteo, simbolo di quella parte di Stato onesta e pulita. Insomma nel Paese reale il terreno è fertile per la lotta al Sistema e per la costruzione di un'alternativa culturale, sociale, economica e, quindi, Politica.
Il mio osservatorio, prima di magistrato di prima linea ed oggi di sindaco in prima linea, mi ha consentito di verificare anche che il Sistema mette in campo tutte le azioni possibili - ammantate spesso dai canoni del rispetto apparente della legalità formale - per abbattere chi si oppone ad esso perché non tollera di essere messo in discussione nel cuore del suo potere. Adesso il sistema va sconfitto con una rivoluzione culturale. Loro vogliono distruggere i beni comuni e noi li vogliamo preservare quali fonti di vita e di ricchezza, non di profitto.
Loro accumulano ricchezze in un sistema oligopolistico, e noi vogliamo eliminare le disuguaglianze sociali ed economiche.
Loro accumulano capitali economici e finanziari e noi vogliamo distribuire meglio i beni materiali e dare prevalenza al lavoro rispetto al capitale. Un nuovo rapporto tra impresa e lavoro nel nostro Paese. Incoraggiare anche i tanti imprenditori coraggiosi che investono in modo onesto in Italia.
Loro vogliono distruggere terra e acqua e noi siamo convinti che la nostra Italia, la nostra bellezza, sia la più grande fonte di benessere, di ricchezza individuale e di soddisfacimento dei bisogni materiali se solo proviamo a valorizzarla e difenderla.
Loro costruiscono privilegi e consolidano una società oppressiva e repressiva, noi vogliamo liberare energie, emozioni e passioni, realizzare una società libertaria che attui i diritti naturali e costituzionali: diritto alla vita, alla sicurezza, alla salute, all'ambiente, alla cultura, all'istruzione, alla ricerca, alla casa, al lavoro.
Loro distruggono i diritti dei lavoratori e noi eliminiamo i loro privilegi. Vogliamo una società che si fondi sulle libertà e sui diritti civili: dove le differenze rappresentano una ricchezza. A Napoli in questi anni abbiamo lavorato per sconfiggere un blocco di potere molto forte fatto di apparati partitocratici, affaristi, prenditori di soldi pubblici, pezzi di blocco borghese che si arricchivano con il Comune, con le consulenze, facendo crescere il debito che poi i cittadini pagavano.
Le mafie dai colletti bianchi sono parte integrante di questo sistema profondamente corrotto. Noi crediamo fortemente nell'autonomia delle comunità locali. Napoli ha lanciato il progetto di città autonoma e lo realizzeremo. Da Sud stiamo dimostrando di essere un modello alternativo al Sistema: niente assistenzialismo, niente cricche e mafie, partecipazione popolare ad un modello sociale ed economico alternativo. La riscossa attraverso la cultura. Un processo di liberazione che passa dall'orgoglio di appartenenza alla propria terra. Napoli è una potenza e lo può essere per il Paese, non vogliamo favori, ma solo rispetto.
La nostra questione meridionale è quella di un popolo che vuole rompere le catene del sistema e liberarsi autodeterminandosi sprigionando energie, saperi, competenze, meriti, valori. Siamo assetati di Giustizia e sappiamo soffrire, e solo chi soffre può puntare alla rivoluzione più profonda. Si deve realizzare una nuova Lotta di Classe. Da una parte la classe del potere e del sistema, di quelli che hanno realizzato un blocco oligopolistico in cui le ricchezze e il potere sono concentrati in poche mani e con politiche liberiste producono condotte predatorie, annientamento dei beni comuni e distruzione, quindi, del nostro futuro. Dall'altro le classi subalterne, dei senza potere, che possono dar vita a un movimento popolare di massa, fatto da tutti coloro che vogliono attuare giustizia sociale e diritti costituzionali. Penso che solo una lotta di masse popolari possa liberare il Paese dal Sistema. Intellettuali liberi e non omologati, borghesia operosa, ceto medio produttivo che ha rappresentato il nerbo dell'Italia, operai, impiegati, proletari, sottoproletari, contadini, precari, disoccupati, studenti, giovani e pensionati.
Donne e Uomini che non si sono mai arresi, che lottano da sempre, che non mollano e che decidono di adottare gli indifferenti per farli schierare. Non si può stare a guardare, non basta avere le mani pulite se non le si mette in movimento per liberare le nostre terre. Come nei momenti storici più importanti ci si mette insieme - con amore e passione - per liberarsi da chi opprime, domina, priva, saccheggia.
Oggi bisogna liberarsi da un sistema che appare formalmente democratico ma si connota, invero, delle più profonde ingiustizie. La giustizia deve vincere contro gli abusi del potere e l'uso illegittimo del diritto. Spezzare le catene dell'indifferenza, dell'egoismo, della sopraffazione, dell'oppressione.
Io sono, non io ho. Io penso, non io mi omologo. Io amo, non io odio. Io dono, non io posseggo. Io vivo, non io sopravvivo.
Bisogna, quindi, organizzare le masse popolari, che devono preservare le loro autonomie, per applicare finalmente la Costituzione - nata dalla Resistenza - nel Paese.
Partiamo da Sud, ancora una volta come altre volte accaduto nella Storia, per unire il Paese in un processo di liberazione Politica.
Fonte: Luigi de Magistris blog
.
Un anno di Lotta e di Liberazione
Di Luigi de Magistris
L'esperienza alla guida di Napoli e la situazione dell'Italia ci hanno fatto maturare la convinzione che nel 2015 si deve lavorare duramente e con passione per la costruzione di un'alternativa democratica in un Paese le cui Istituzioni - al netto dell'encomiabile lavoro di una immensa moltitudine di donne e uomini che servono lo Stato - sono profondamente intrise di corruzione e mafie.
E' molto probabile, se non addirittura certo, che il futuro Presidente della Repubblica sia scelto, ancora una volta, tra persone dell'apparato sistemico. Siamo un oceano lontani da statisti quali Berlinguer e Pertini. Al Governo del Paese e al vertice dello Stato vige un patto tra Renzi/PD e il nuovo centro destra di Alfano, già segretario di Forza Italia, e con lo stesso Berlusconi. La triplice del blocco sociale, economico, culturale e politico.
Questo è quello che ci viene propinato con la boria della propaganda come il nuovo che avanza e il cd. cambia verso. Renzi sta proseguendo, con ancora maggiore protervia e autoritarismo, le politiche iperliberiste che hanno caratterizzato i Governi degli ultimi anni. Politiche antidemocratiche portate avanti a colpi di fiducia e decreti legge - in violazione dello spirito costituzionale - senza alcun significativo rilievo da parte del Quirinale. Soppressione dei diritti dei lavoratori - ad iniziare dall'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori - come nemmeno Monti e Fornero erano riusciti a realizzare.
Patto di stabilità sempre più opprimente che non consente agli amministratori locali di spendere e investire per i diritti primari delle persone e per migliorare i servizi delle comunità.
Provvedimenti, come lo Sblocca Italia, che aprono ad una stagione scellerata di commissariamenti, cementificazioni selvagge, trivellazioni, opere pubbliche faraoniche, dispendiose ed inutili, distruzione del nostro paesaggio, delle nostre terre e del nostro mare.
Situazione economica ed occupazione addirittura peggiorata nel Paese rispetto al Governo Letta.
Politiche distruttive nei confronti dei giovani e del mezzogiorno.
Solo nel campo delle guerre e degli armamenti Renzi ha fatto di più e speso di più. Come le politiche liberiste più radicali il governo pensa di rimettere in moto l'economia con armi, cementificazione selvaggia e opere pubbliche maestose. E' quello che piace a chi ha tanti denari: mafie e grandi lobby. Il tutto condito da una propaganda mediatica e una retorica divenuta sempre più evidente nella sua evanescenza. I partiti alternativi alla triplice e che non hanno governato recentemente da soli non riescono a contrastare questo Sistema che è anche pericoloso perché spesso utilizza la legalità formale intrisa di ingiustizia per mettere in campo il suo disegno.
Nel Paese, però, e' cresciuta in questi anni una lotta contro il Sistema: la elezione di sindaci al di fuori del sistema stesso, la nascita di movimenti civici, il risultato del M5S alle politiche del 2013, le battaglie di pezzi significativi di forze sociali, soprattutto le lotte di associazioni e comitati dal Nord al Sud del Paese. Per non parlare poi del lavoro coraggioso che servitori dello Stato stanno compiendo per ricostruire verità e giustizia con riferimenti a fatti drammatici della nostra storia. Uno per tutti, il PM Nino Di Matteo, simbolo di quella parte di Stato onesta e pulita. Insomma nel Paese reale il terreno è fertile per la lotta al Sistema e per la costruzione di un'alternativa culturale, sociale, economica e, quindi, Politica.
Il mio osservatorio, prima di magistrato di prima linea ed oggi di sindaco in prima linea, mi ha consentito di verificare anche che il Sistema mette in campo tutte le azioni possibili - ammantate spesso dai canoni del rispetto apparente della legalità formale - per abbattere chi si oppone ad esso perché non tollera di essere messo in discussione nel cuore del suo potere. Adesso il sistema va sconfitto con una rivoluzione culturale. Loro vogliono distruggere i beni comuni e noi li vogliamo preservare quali fonti di vita e di ricchezza, non di profitto.
Loro accumulano ricchezze in un sistema oligopolistico, e noi vogliamo eliminare le disuguaglianze sociali ed economiche.
Loro accumulano capitali economici e finanziari e noi vogliamo distribuire meglio i beni materiali e dare prevalenza al lavoro rispetto al capitale. Un nuovo rapporto tra impresa e lavoro nel nostro Paese. Incoraggiare anche i tanti imprenditori coraggiosi che investono in modo onesto in Italia.
Loro vogliono distruggere terra e acqua e noi siamo convinti che la nostra Italia, la nostra bellezza, sia la più grande fonte di benessere, di ricchezza individuale e di soddisfacimento dei bisogni materiali se solo proviamo a valorizzarla e difenderla.
Loro costruiscono privilegi e consolidano una società oppressiva e repressiva, noi vogliamo liberare energie, emozioni e passioni, realizzare una società libertaria che attui i diritti naturali e costituzionali: diritto alla vita, alla sicurezza, alla salute, all'ambiente, alla cultura, all'istruzione, alla ricerca, alla casa, al lavoro.
Loro distruggono i diritti dei lavoratori e noi eliminiamo i loro privilegi. Vogliamo una società che si fondi sulle libertà e sui diritti civili: dove le differenze rappresentano una ricchezza. A Napoli in questi anni abbiamo lavorato per sconfiggere un blocco di potere molto forte fatto di apparati partitocratici, affaristi, prenditori di soldi pubblici, pezzi di blocco borghese che si arricchivano con il Comune, con le consulenze, facendo crescere il debito che poi i cittadini pagavano.
Le mafie dai colletti bianchi sono parte integrante di questo sistema profondamente corrotto. Noi crediamo fortemente nell'autonomia delle comunità locali. Napoli ha lanciato il progetto di città autonoma e lo realizzeremo. Da Sud stiamo dimostrando di essere un modello alternativo al Sistema: niente assistenzialismo, niente cricche e mafie, partecipazione popolare ad un modello sociale ed economico alternativo. La riscossa attraverso la cultura. Un processo di liberazione che passa dall'orgoglio di appartenenza alla propria terra. Napoli è una potenza e lo può essere per il Paese, non vogliamo favori, ma solo rispetto.
La nostra questione meridionale è quella di un popolo che vuole rompere le catene del sistema e liberarsi autodeterminandosi sprigionando energie, saperi, competenze, meriti, valori. Siamo assetati di Giustizia e sappiamo soffrire, e solo chi soffre può puntare alla rivoluzione più profonda. Si deve realizzare una nuova Lotta di Classe. Da una parte la classe del potere e del sistema, di quelli che hanno realizzato un blocco oligopolistico in cui le ricchezze e il potere sono concentrati in poche mani e con politiche liberiste producono condotte predatorie, annientamento dei beni comuni e distruzione, quindi, del nostro futuro. Dall'altro le classi subalterne, dei senza potere, che possono dar vita a un movimento popolare di massa, fatto da tutti coloro che vogliono attuare giustizia sociale e diritti costituzionali. Penso che solo una lotta di masse popolari possa liberare il Paese dal Sistema. Intellettuali liberi e non omologati, borghesia operosa, ceto medio produttivo che ha rappresentato il nerbo dell'Italia, operai, impiegati, proletari, sottoproletari, contadini, precari, disoccupati, studenti, giovani e pensionati.
Donne e Uomini che non si sono mai arresi, che lottano da sempre, che non mollano e che decidono di adottare gli indifferenti per farli schierare. Non si può stare a guardare, non basta avere le mani pulite se non le si mette in movimento per liberare le nostre terre. Come nei momenti storici più importanti ci si mette insieme - con amore e passione - per liberarsi da chi opprime, domina, priva, saccheggia.
Oggi bisogna liberarsi da un sistema che appare formalmente democratico ma si connota, invero, delle più profonde ingiustizie. La giustizia deve vincere contro gli abusi del potere e l'uso illegittimo del diritto. Spezzare le catene dell'indifferenza, dell'egoismo, della sopraffazione, dell'oppressione.
Io sono, non io ho. Io penso, non io mi omologo. Io amo, non io odio. Io dono, non io posseggo. Io vivo, non io sopravvivo.
Bisogna, quindi, organizzare le masse popolari, che devono preservare le loro autonomie, per applicare finalmente la Costituzione - nata dalla Resistenza - nel Paese.
Partiamo da Sud, ancora una volta come altre volte accaduto nella Storia, per unire il Paese in un processo di liberazione Politica.
E' molto probabile, se non addirittura certo, che il futuro Presidente della Repubblica sia scelto, ancora una volta, tra persone dell'apparato sistemico. Siamo un oceano lontani da statisti quali Berlinguer e Pertini. Al Governo del Paese e al vertice dello Stato vige un patto tra Renzi/PD e il nuovo centro destra di Alfano, già segretario di Forza Italia, e con lo stesso Berlusconi. La triplice del blocco sociale, economico, culturale e politico.
Questo è quello che ci viene propinato con la boria della propaganda come il nuovo che avanza e il cd. cambia verso. Renzi sta proseguendo, con ancora maggiore protervia e autoritarismo, le politiche iperliberiste che hanno caratterizzato i Governi degli ultimi anni. Politiche antidemocratiche portate avanti a colpi di fiducia e decreti legge - in violazione dello spirito costituzionale - senza alcun significativo rilievo da parte del Quirinale. Soppressione dei diritti dei lavoratori - ad iniziare dall'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori - come nemmeno Monti e Fornero erano riusciti a realizzare.
Patto di stabilità sempre più opprimente che non consente agli amministratori locali di spendere e investire per i diritti primari delle persone e per migliorare i servizi delle comunità.
Provvedimenti, come lo Sblocca Italia, che aprono ad una stagione scellerata di commissariamenti, cementificazioni selvagge, trivellazioni, opere pubbliche faraoniche, dispendiose ed inutili, distruzione del nostro paesaggio, delle nostre terre e del nostro mare.
Situazione economica ed occupazione addirittura peggiorata nel Paese rispetto al Governo Letta.
Politiche distruttive nei confronti dei giovani e del mezzogiorno.
Solo nel campo delle guerre e degli armamenti Renzi ha fatto di più e speso di più. Come le politiche liberiste più radicali il governo pensa di rimettere in moto l'economia con armi, cementificazione selvaggia e opere pubbliche maestose. E' quello che piace a chi ha tanti denari: mafie e grandi lobby. Il tutto condito da una propaganda mediatica e una retorica divenuta sempre più evidente nella sua evanescenza. I partiti alternativi alla triplice e che non hanno governato recentemente da soli non riescono a contrastare questo Sistema che è anche pericoloso perché spesso utilizza la legalità formale intrisa di ingiustizia per mettere in campo il suo disegno.
Nel Paese, però, e' cresciuta in questi anni una lotta contro il Sistema: la elezione di sindaci al di fuori del sistema stesso, la nascita di movimenti civici, il risultato del M5S alle politiche del 2013, le battaglie di pezzi significativi di forze sociali, soprattutto le lotte di associazioni e comitati dal Nord al Sud del Paese. Per non parlare poi del lavoro coraggioso che servitori dello Stato stanno compiendo per ricostruire verità e giustizia con riferimenti a fatti drammatici della nostra storia. Uno per tutti, il PM Nino Di Matteo, simbolo di quella parte di Stato onesta e pulita. Insomma nel Paese reale il terreno è fertile per la lotta al Sistema e per la costruzione di un'alternativa culturale, sociale, economica e, quindi, Politica.
Il mio osservatorio, prima di magistrato di prima linea ed oggi di sindaco in prima linea, mi ha consentito di verificare anche che il Sistema mette in campo tutte le azioni possibili - ammantate spesso dai canoni del rispetto apparente della legalità formale - per abbattere chi si oppone ad esso perché non tollera di essere messo in discussione nel cuore del suo potere. Adesso il sistema va sconfitto con una rivoluzione culturale. Loro vogliono distruggere i beni comuni e noi li vogliamo preservare quali fonti di vita e di ricchezza, non di profitto.
Loro accumulano ricchezze in un sistema oligopolistico, e noi vogliamo eliminare le disuguaglianze sociali ed economiche.
Loro accumulano capitali economici e finanziari e noi vogliamo distribuire meglio i beni materiali e dare prevalenza al lavoro rispetto al capitale. Un nuovo rapporto tra impresa e lavoro nel nostro Paese. Incoraggiare anche i tanti imprenditori coraggiosi che investono in modo onesto in Italia.
Loro vogliono distruggere terra e acqua e noi siamo convinti che la nostra Italia, la nostra bellezza, sia la più grande fonte di benessere, di ricchezza individuale e di soddisfacimento dei bisogni materiali se solo proviamo a valorizzarla e difenderla.
Loro costruiscono privilegi e consolidano una società oppressiva e repressiva, noi vogliamo liberare energie, emozioni e passioni, realizzare una società libertaria che attui i diritti naturali e costituzionali: diritto alla vita, alla sicurezza, alla salute, all'ambiente, alla cultura, all'istruzione, alla ricerca, alla casa, al lavoro.
Loro distruggono i diritti dei lavoratori e noi eliminiamo i loro privilegi. Vogliamo una società che si fondi sulle libertà e sui diritti civili: dove le differenze rappresentano una ricchezza. A Napoli in questi anni abbiamo lavorato per sconfiggere un blocco di potere molto forte fatto di apparati partitocratici, affaristi, prenditori di soldi pubblici, pezzi di blocco borghese che si arricchivano con il Comune, con le consulenze, facendo crescere il debito che poi i cittadini pagavano.
Le mafie dai colletti bianchi sono parte integrante di questo sistema profondamente corrotto. Noi crediamo fortemente nell'autonomia delle comunità locali. Napoli ha lanciato il progetto di città autonoma e lo realizzeremo. Da Sud stiamo dimostrando di essere un modello alternativo al Sistema: niente assistenzialismo, niente cricche e mafie, partecipazione popolare ad un modello sociale ed economico alternativo. La riscossa attraverso la cultura. Un processo di liberazione che passa dall'orgoglio di appartenenza alla propria terra. Napoli è una potenza e lo può essere per il Paese, non vogliamo favori, ma solo rispetto.
La nostra questione meridionale è quella di un popolo che vuole rompere le catene del sistema e liberarsi autodeterminandosi sprigionando energie, saperi, competenze, meriti, valori. Siamo assetati di Giustizia e sappiamo soffrire, e solo chi soffre può puntare alla rivoluzione più profonda. Si deve realizzare una nuova Lotta di Classe. Da una parte la classe del potere e del sistema, di quelli che hanno realizzato un blocco oligopolistico in cui le ricchezze e il potere sono concentrati in poche mani e con politiche liberiste producono condotte predatorie, annientamento dei beni comuni e distruzione, quindi, del nostro futuro. Dall'altro le classi subalterne, dei senza potere, che possono dar vita a un movimento popolare di massa, fatto da tutti coloro che vogliono attuare giustizia sociale e diritti costituzionali. Penso che solo una lotta di masse popolari possa liberare il Paese dal Sistema. Intellettuali liberi e non omologati, borghesia operosa, ceto medio produttivo che ha rappresentato il nerbo dell'Italia, operai, impiegati, proletari, sottoproletari, contadini, precari, disoccupati, studenti, giovani e pensionati.
Donne e Uomini che non si sono mai arresi, che lottano da sempre, che non mollano e che decidono di adottare gli indifferenti per farli schierare. Non si può stare a guardare, non basta avere le mani pulite se non le si mette in movimento per liberare le nostre terre. Come nei momenti storici più importanti ci si mette insieme - con amore e passione - per liberarsi da chi opprime, domina, priva, saccheggia.
Oggi bisogna liberarsi da un sistema che appare formalmente democratico ma si connota, invero, delle più profonde ingiustizie. La giustizia deve vincere contro gli abusi del potere e l'uso illegittimo del diritto. Spezzare le catene dell'indifferenza, dell'egoismo, della sopraffazione, dell'oppressione.
Io sono, non io ho. Io penso, non io mi omologo. Io amo, non io odio. Io dono, non io posseggo. Io vivo, non io sopravvivo.
Bisogna, quindi, organizzare le masse popolari, che devono preservare le loro autonomie, per applicare finalmente la Costituzione - nata dalla Resistenza - nel Paese.
Partiamo da Sud, ancora una volta come altre volte accaduto nella Storia, per unire il Paese in un processo di liberazione Politica.
Fonte: Luigi de Magistris blog
.
mercoledì 31 dicembre 2014
BUON ANNO DAL PARTITO DEL SUD
Buon Anno dal Partito del Sud
Il Partito del Sud augura a tutti gli iscritti, i militanti, i sostenitori, gli amici, i fan e i follower un Felice 2015.
A tutti ricordiamo, anche per queste feste, di apparecchiare le tavole solo con i prodotti della nostra generosa terra perchè il riscatto del Sud passa anche per i piccoli gesti giornalieri di tutti noi.
Approfittiamo dell'occasione per informarvi che in occasione delle festività natalizie sospendiamo l'invio della nostra newsletter settimanale che riprenderà regolarmente a gennaio.
Coloro che non sono ancora iscritti possono, se lo desiderano, iscriversi inviando una mail a info@partitodelsud.eu
Buon 2015
lo staff del Partito del Sud
.
Buon Anno dal Partito del Sud
Il Partito del Sud augura a tutti gli iscritti, i militanti, i sostenitori, gli amici, i fan e i follower un Felice 2015.
A tutti ricordiamo, anche per queste feste, di apparecchiare le tavole solo con i prodotti della nostra generosa terra perchè il riscatto del Sud passa anche per i piccoli gesti giornalieri di tutti noi.
Approfittiamo dell'occasione per informarvi che in occasione delle festività natalizie sospendiamo l'invio della nostra newsletter settimanale che riprenderà regolarmente a gennaio.
Coloro che non sono ancora iscritti possono, se lo desiderano, iscriversi inviando una mail a info@partitodelsud.eu
Buon 2015
lo staff del Partito del Sud
.
domenica 28 dicembre 2014
UN ANNO DI PARTITO DEL SUD. CON IL SUD SI RIPARTE !
Di Natale Cuccurese
Come ogni fine anno diventa obbligatoria un'analisi di quanto fatto nell'anno appena trascorso.
Volgendo lo sguardo al lavoro fatto nel 2014 viene naturale dire che quello appena trascorso è stato un'altro anno di forte crescita per il nostro Partito.
Scorrendo infatti gli avvenimenti dell'ultimo anno si può tranquillamente affermare che anche quest'anno il Partito del Sud è cresciuto in consapevolezza, adesioni, concretezza, organizzazione e i suoi membri hanno svolto attività continua e proficua sui territori.
Svolgendo all'indietro il film di questi ultimi mesi, aiutati dal Blog del Partito che conserva traccia del tanto fin qui realizzato, elenchiamo una serie di eventi fra i più significativi, da noi organizzati o ai quali abbiamo preso parte, per meglio rendere il senso del tanto lavoro compiuto:
CONVEGNI:
+Bari: “Con il Sud si riparte! Idee, progetti, programmi per il rilancio del Paese”, con la partecipazione del Sindaco di Bari Michele Emiliano e del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris
+Cittadella del Capo: Dibattito politico in occasione del SPC
+Rende: “La politica debilitata ha bisogno di ricostituenti”.
+Napoli : "Oltre Ercolano - un modello valido per tutti"
+Napoli: Conferenza stampa con Michele Emiliano
+Napoli: " Il ruolo dell'industria.Il caso FIAT" con Luigi de Magistris e Ignazio Messina
+Roma: Netleft dibattito nazionale sui vari tavoli dell'area progressista
+Palermo: Convegno PND
+Napoli: Presentazione "Breviario di formazione"
MANIFESTAZIONI:
+Napoli: Flashmob a sostegno del Sindaco de Magistris
+Brindisi: sit-in davanti alla centrale a carbone di Cerano
+Udine: "Corteo di protesta contro il biocidio nella Campania Felix"
+Imola (BO) "Corteo di protesta contro il biocidio nella Campania Felix.
+Napoli: Manifestazione contro il decreto Sblocca Italia
+Bologna : Marcia di protesta contro il biocidio nella Campania Felix.
+Gaeta : Giornata ecologica a Forte Emilio
+Napoli: Titolazione Largo Berlinguer
+Roma: Manifestazione a difesa dei lavoratori dipendenti pubblici e comparto sicurezza
+Napoli: Manifestazione a sostegno del Sindaco de Magistris
+Napoli: Corteo di protesta "Terra dei Fuochi"
+Roma: Corteo di protesta a Difesa di Diritti del Lavoratori
+Napoli: Presidio a sostegno Sindaco de Magistris
ELEZIONI EUROPEE E AMMINISTRATIVE
+Napoli: Comizio presentazione elezioni europee
+Novi Velia : Comizio elezioni comunali
+Villa Castelli : Comizio elezioni europee
+Cava dei Tirreni: Comizio elezioni europee
+Canale 5 e Rete 4: Tribuna politica con Antonio Ciano per le elezioni Europee
PETIZIONI - PROPOSTE LEGGE :
+ Palermo: Presentazione proposta Legge-voto sulla Sovranità Fiscale della Sicilia
+La Commissione Lavoratori Poste Italiane del Partito del Sud lancia una petizione su Change.org e una raccolta firme nazionale.
+Rimozione busto del Generale Cialdini posto all'ingresso del comune di Reggio Emilia. petizione su Change.org
SUD PROJECT CAMP
+Caserta: Partecipazione al Medity Expò dell’Integrazione oltre la Sicurezza.
+Carditello: Partecipazione riunione Agenda 21 e MIBACT
+Bologna: Grill Day SPC
+Cittadella del Capo: Evento estivo nazionale, due giorni di SPC
+Torremaggiore: Sacco & Vanzetti Day
Ovviamente non abbiamo citato tutti i Convegni e Manifestazioni a cui, invitati, abbiamo partecipato, avremo sicuramente saltato più di un convegno/iniziativa e ne chiediamo venia, consideriamo poi gli innumerevoli incontri sui territori, le riunioni di Sezione, di Coordinamento commissioni, di Direttivo Nazionale, la Costituzione di nuove importanti Sezioni, a cui diamo il benvenuto, e tanto altro, in un lavoro giornaliero immane che ha portato a far si che le iniziative proposte e realizzate, in modo totalmente autofinanziato dalle Sezioni, sui territori, dai Coordinatori e dai militanti siano state molteplici e di alto spessore; a tutti incondizionatamente va il nostro ringraziamento, il plauso personale e quello di tutto il Partito.
Guardando avanti crediamo che importanti sfide siano presto all'orizzonte, il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergie con quei soggetti che per visione di strategia politica possono essere più vicini ai nostri ideali merdionalisti progressisti gramsciani.
A questo scopo confermiamo la nostra convinta disponibilità a collaborare sinergicamente , così come stiamo già facendo, al fine di creare un fronte popolare meridionalista progressita coeso, serio e credibile, con tutti quei partiti, movimenti e associazioni civiche che si ispirano al meridionalismo identitario di area progressista, cioè quel meridionalismo non ascaro, non velleitario e non alleato ai nemici del Sud.
Ovviamente il tutto declinato insieme alla difesa della legalità, alla lotta senza quartiere a tutte le mafie, alla difesa dell'ambiente, allo sviluppo ed all'opposizione netta allo smantellamento del welfare e della Costituzione Repubblicana, richiesto dall'Europa della finanza e delle banche, condotto dall'attuale e dai precedenti governi.
Affermiamo altresì che bisogna continuare il radicamento sui territori in un percorso di crescita che si concretizzi nel numeri degli iscritti, delle sedi, degli attivisti, dei simpatizzanti.
Giova ricordare la grande crescita avuto in quest'ultimo anno dal nostro Partito sui social network, dove la nostra Community ha raggiunto dimensioni numeriche di tutto rispetto che ci pongono di gran lunga al primo posto fra quelle dei movimenti politici dell'area meridionalista. Tutto questo grazie al lavoro alacre, giornaliero e volontario del nostro Staff Comunicazione.
I tempi sono maturi. Intorno al Partito del Sud c’è fervore ed attenzione, ma le rivoluzioni si fanno con i numeri. Dobbiamo crescere ancora e ancora, dobbiamo essere in tanti, sempre di più, anche per poter perseguire gli obiettivi politici e di partecipazione per il 2015 in un crescendo senza interruzioni sulla strada dello sviluppo e radicamento del Partito sui territori sempre maggiore!
Ma soprattutto dobbiamo coinvolgere in questo progetto di Partito, che si basa su una visione di democrazia partecipata dal basso, tutti i nostri conoscenti, amici, contatti, associazioni.. e non stancarci o vergognarci di chiedere. Dovremo sentirci tutti come in perenne campagna elettorale, raccontare la nostra mission, i progetti e chiedere di aderire. In altre parole ci attende, come già l'anno scorso, un 2015 ancora di duro lavoro se vogliamo sempre più e meglio definire la nostra missione politica che partendo da una visione inclusiva e non da inutili velleitarismi, o peggio ancora da leghismi al contrario, possa portare la nostra visione politica e con essa le reali necessità di sviluppo e crescita di tutto il Sud, in quell'ottica di riscatto non revanscista che sola può aiutarci, anche in collegamento con le forze sane e non oscurantiste dell'intero paese, a farci uscire da questa notte che ormai dura da 154 anni e a far superare all'intera penisola quei pregiudizi che ne hanno avvelenato l'anima e che solo se superati porteranno ad una nuova alba che tutti auspichiamo per il bene comune.
Grazie cari Amici, per il Vs. grande impegno in quest'anno appena trascorso e che sono certo non mancherà anche nel 2015 verso questo nostro Partito che si sta preparando a diventare sempre più grande!
Con il Sud si riparte !
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud
.
Leggi tutto »
Come ogni fine anno diventa obbligatoria un'analisi di quanto fatto nell'anno appena trascorso.
Volgendo lo sguardo al lavoro fatto nel 2014 viene naturale dire che quello appena trascorso è stato un'altro anno di forte crescita per il nostro Partito.
Scorrendo infatti gli avvenimenti dell'ultimo anno si può tranquillamente affermare che anche quest'anno il Partito del Sud è cresciuto in consapevolezza, adesioni, concretezza, organizzazione e i suoi membri hanno svolto attività continua e proficua sui territori.
Svolgendo all'indietro il film di questi ultimi mesi, aiutati dal Blog del Partito che conserva traccia del tanto fin qui realizzato, elenchiamo una serie di eventi fra i più significativi, da noi organizzati o ai quali abbiamo preso parte, per meglio rendere il senso del tanto lavoro compiuto:
CONVEGNI:
+Bari: “Con il Sud si riparte! Idee, progetti, programmi per il rilancio del Paese”, con la partecipazione del Sindaco di Bari Michele Emiliano e del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris
+Cittadella del Capo: Dibattito politico in occasione del SPC
+Rende: “La politica debilitata ha bisogno di ricostituenti”.
+Napoli : "Oltre Ercolano - un modello valido per tutti"
+Napoli: Conferenza stampa con Michele Emiliano
+Napoli: " Il ruolo dell'industria.Il caso FIAT" con Luigi de Magistris e Ignazio Messina
+Roma: Netleft dibattito nazionale sui vari tavoli dell'area progressista
+Palermo: Convegno PND
+Napoli: Presentazione "Breviario di formazione"
MANIFESTAZIONI:
+Napoli: Flashmob a sostegno del Sindaco de Magistris
+Brindisi: sit-in davanti alla centrale a carbone di Cerano
+Udine: "Corteo di protesta contro il biocidio nella Campania Felix"
+Imola (BO) "Corteo di protesta contro il biocidio nella Campania Felix.
+Napoli: Manifestazione contro il decreto Sblocca Italia
+Bologna : Marcia di protesta contro il biocidio nella Campania Felix.
+Gaeta : Giornata ecologica a Forte Emilio
+Napoli: Titolazione Largo Berlinguer
+Roma: Manifestazione a difesa dei lavoratori dipendenti pubblici e comparto sicurezza
+Napoli: Manifestazione a sostegno del Sindaco de Magistris
+Napoli: Corteo di protesta "Terra dei Fuochi"
+Roma: Corteo di protesta a Difesa di Diritti del Lavoratori
+Napoli: Presidio a sostegno Sindaco de Magistris
ELEZIONI EUROPEE E AMMINISTRATIVE
+Napoli: Comizio presentazione elezioni europee
+Novi Velia : Comizio elezioni comunali
+Villa Castelli : Comizio elezioni europee
+Cava dei Tirreni: Comizio elezioni europee
+Canale 5 e Rete 4: Tribuna politica con Antonio Ciano per le elezioni Europee
PETIZIONI - PROPOSTE LEGGE :
+ Palermo: Presentazione proposta Legge-voto sulla Sovranità Fiscale della Sicilia
+La Commissione Lavoratori Poste Italiane del Partito del Sud lancia una petizione su Change.org e una raccolta firme nazionale.
+Rimozione busto del Generale Cialdini posto all'ingresso del comune di Reggio Emilia. petizione su Change.org
SUD PROJECT CAMP
+Caserta: Partecipazione al Medity Expò dell’Integrazione oltre la Sicurezza.
+Carditello: Partecipazione riunione Agenda 21 e MIBACT
+Bologna: Grill Day SPC
+Cittadella del Capo: Evento estivo nazionale, due giorni di SPC
+Torremaggiore: Sacco & Vanzetti Day
Ovviamente non abbiamo citato tutti i Convegni e Manifestazioni a cui, invitati, abbiamo partecipato, avremo sicuramente saltato più di un convegno/iniziativa e ne chiediamo venia, consideriamo poi gli innumerevoli incontri sui territori, le riunioni di Sezione, di Coordinamento commissioni, di Direttivo Nazionale, la Costituzione di nuove importanti Sezioni, a cui diamo il benvenuto, e tanto altro, in un lavoro giornaliero immane che ha portato a far si che le iniziative proposte e realizzate, in modo totalmente autofinanziato dalle Sezioni, sui territori, dai Coordinatori e dai militanti siano state molteplici e di alto spessore; a tutti incondizionatamente va il nostro ringraziamento, il plauso personale e quello di tutto il Partito.
Guardando avanti crediamo che importanti sfide siano presto all'orizzonte, il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergie con quei soggetti che per visione di strategia politica possono essere più vicini ai nostri ideali merdionalisti progressisti gramsciani.
A questo scopo confermiamo la nostra convinta disponibilità a collaborare sinergicamente , così come stiamo già facendo, al fine di creare un fronte popolare meridionalista progressita coeso, serio e credibile, con tutti quei partiti, movimenti e associazioni civiche che si ispirano al meridionalismo identitario di area progressista, cioè quel meridionalismo non ascaro, non velleitario e non alleato ai nemici del Sud.
Ovviamente il tutto declinato insieme alla difesa della legalità, alla lotta senza quartiere a tutte le mafie, alla difesa dell'ambiente, allo sviluppo ed all'opposizione netta allo smantellamento del welfare e della Costituzione Repubblicana, richiesto dall'Europa della finanza e delle banche, condotto dall'attuale e dai precedenti governi.
Affermiamo altresì che bisogna continuare il radicamento sui territori in un percorso di crescita che si concretizzi nel numeri degli iscritti, delle sedi, degli attivisti, dei simpatizzanti.
Giova ricordare la grande crescita avuto in quest'ultimo anno dal nostro Partito sui social network, dove la nostra Community ha raggiunto dimensioni numeriche di tutto rispetto che ci pongono di gran lunga al primo posto fra quelle dei movimenti politici dell'area meridionalista. Tutto questo grazie al lavoro alacre, giornaliero e volontario del nostro Staff Comunicazione.
I tempi sono maturi. Intorno al Partito del Sud c’è fervore ed attenzione, ma le rivoluzioni si fanno con i numeri. Dobbiamo crescere ancora e ancora, dobbiamo essere in tanti, sempre di più, anche per poter perseguire gli obiettivi politici e di partecipazione per il 2015 in un crescendo senza interruzioni sulla strada dello sviluppo e radicamento del Partito sui territori sempre maggiore!
Ma soprattutto dobbiamo coinvolgere in questo progetto di Partito, che si basa su una visione di democrazia partecipata dal basso, tutti i nostri conoscenti, amici, contatti, associazioni.. e non stancarci o vergognarci di chiedere. Dovremo sentirci tutti come in perenne campagna elettorale, raccontare la nostra mission, i progetti e chiedere di aderire. In altre parole ci attende, come già l'anno scorso, un 2015 ancora di duro lavoro se vogliamo sempre più e meglio definire la nostra missione politica che partendo da una visione inclusiva e non da inutili velleitarismi, o peggio ancora da leghismi al contrario, possa portare la nostra visione politica e con essa le reali necessità di sviluppo e crescita di tutto il Sud, in quell'ottica di riscatto non revanscista che sola può aiutarci, anche in collegamento con le forze sane e non oscurantiste dell'intero paese, a farci uscire da questa notte che ormai dura da 154 anni e a far superare all'intera penisola quei pregiudizi che ne hanno avvelenato l'anima e che solo se superati porteranno ad una nuova alba che tutti auspichiamo per il bene comune.
Grazie cari Amici, per il Vs. grande impegno in quest'anno appena trascorso e che sono certo non mancherà anche nel 2015 verso questo nostro Partito che si sta preparando a diventare sempre più grande!
Con il Sud si riparte !
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud
,
.
Di Natale Cuccurese
Come ogni fine anno diventa obbligatoria un'analisi di quanto fatto nell'anno appena trascorso.
Volgendo lo sguardo al lavoro fatto nel 2014 viene naturale dire che quello appena trascorso è stato un'altro anno di forte crescita per il nostro Partito.
Scorrendo infatti gli avvenimenti dell'ultimo anno si può tranquillamente affermare che anche quest'anno il Partito del Sud è cresciuto in consapevolezza, adesioni, concretezza, organizzazione e i suoi membri hanno svolto attività continua e proficua sui territori.
Svolgendo all'indietro il film di questi ultimi mesi, aiutati dal Blog del Partito che conserva traccia del tanto fin qui realizzato, elenchiamo una serie di eventi fra i più significativi, da noi organizzati o ai quali abbiamo preso parte, per meglio rendere il senso del tanto lavoro compiuto:
CONVEGNI:
+Bari: “Con il Sud si riparte! Idee, progetti, programmi per il rilancio del Paese”, con la partecipazione del Sindaco di Bari Michele Emiliano e del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris
+Cittadella del Capo: Dibattito politico in occasione del SPC
+Rende: “La politica debilitata ha bisogno di ricostituenti”.
+Napoli : "Oltre Ercolano - un modello valido per tutti"
+Napoli: Conferenza stampa con Michele Emiliano
+Napoli: " Il ruolo dell'industria.Il caso FIAT" con Luigi de Magistris e Ignazio Messina
+Roma: Netleft dibattito nazionale sui vari tavoli dell'area progressista
+Palermo: Convegno PND
+Napoli: Presentazione "Breviario di formazione"
MANIFESTAZIONI:
+Napoli: Flashmob a sostegno del Sindaco de Magistris
+Brindisi: sit-in davanti alla centrale a carbone di Cerano
+Udine: "Corteo di protesta contro il biocidio nella Campania Felix"
+Imola (BO) "Corteo di protesta contro il biocidio nella Campania Felix.
+Napoli: Manifestazione contro il decreto Sblocca Italia
+Bologna : Marcia di protesta contro il biocidio nella Campania Felix.
+Gaeta : Giornata ecologica a Forte Emilio
+Napoli: Titolazione Largo Berlinguer
+Roma: Manifestazione a difesa dei lavoratori dipendenti pubblici e comparto sicurezza
+Napoli: Manifestazione a sostegno del Sindaco de Magistris
+Napoli: Corteo di protesta "Terra dei Fuochi"
+Roma: Corteo di protesta a Difesa di Diritti del Lavoratori
+Napoli: Presidio a sostegno Sindaco de Magistris
ELEZIONI EUROPEE E AMMINISTRATIVE
+Napoli: Comizio presentazione elezioni europee
+Novi Velia : Comizio elezioni comunali
+Villa Castelli : Comizio elezioni europee
+Cava dei Tirreni: Comizio elezioni europee
+Canale 5 e Rete 4: Tribuna politica con Antonio Ciano per le elezioni Europee
PETIZIONI - PROPOSTE LEGGE :
+ Palermo: Presentazione proposta Legge-voto sulla Sovranità Fiscale della Sicilia
+La Commissione Lavoratori Poste Italiane del Partito del Sud lancia una petizione su Change.org e una raccolta firme nazionale.
+Rimozione busto del Generale Cialdini posto all'ingresso del comune di Reggio Emilia. petizione su Change.org
SUD PROJECT CAMP
+Caserta: Partecipazione al Medity Expò dell’Integrazione oltre la Sicurezza.
+Carditello: Partecipazione riunione Agenda 21 e MIBACT
+Bologna: Grill Day SPC
+Cittadella del Capo: Evento estivo nazionale, due giorni di SPC
+Torremaggiore: Sacco & Vanzetti Day
Ovviamente non abbiamo citato tutti i Convegni e Manifestazioni a cui, invitati, abbiamo partecipato, avremo sicuramente saltato più di un convegno/iniziativa e ne chiediamo venia, consideriamo poi gli innumerevoli incontri sui territori, le riunioni di Sezione, di Coordinamento commissioni, di Direttivo Nazionale, la Costituzione di nuove importanti Sezioni, a cui diamo il benvenuto, e tanto altro, in un lavoro giornaliero immane che ha portato a far si che le iniziative proposte e realizzate, in modo totalmente autofinanziato dalle Sezioni, sui territori, dai Coordinatori e dai militanti siano state molteplici e di alto spessore; a tutti incondizionatamente va il nostro ringraziamento, il plauso personale e quello di tutto il Partito.
Guardando avanti crediamo che importanti sfide siano presto all'orizzonte, il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergie con quei soggetti che per visione di strategia politica possono essere più vicini ai nostri ideali merdionalisti progressisti gramsciani.
A questo scopo confermiamo la nostra convinta disponibilità a collaborare sinergicamente , così come stiamo già facendo, al fine di creare un fronte popolare meridionalista progressita coeso, serio e credibile, con tutti quei partiti, movimenti e associazioni civiche che si ispirano al meridionalismo identitario di area progressista, cioè quel meridionalismo non ascaro, non velleitario e non alleato ai nemici del Sud.
Ovviamente il tutto declinato insieme alla difesa della legalità, alla lotta senza quartiere a tutte le mafie, alla difesa dell'ambiente, allo sviluppo ed all'opposizione netta allo smantellamento del welfare e della Costituzione Repubblicana, richiesto dall'Europa della finanza e delle banche, condotto dall'attuale e dai precedenti governi.
Affermiamo altresì che bisogna continuare il radicamento sui territori in un percorso di crescita che si concretizzi nel numeri degli iscritti, delle sedi, degli attivisti, dei simpatizzanti.
Giova ricordare la grande crescita avuto in quest'ultimo anno dal nostro Partito sui social network, dove la nostra Community ha raggiunto dimensioni numeriche di tutto rispetto che ci pongono di gran lunga al primo posto fra quelle dei movimenti politici dell'area meridionalista. Tutto questo grazie al lavoro alacre, giornaliero e volontario del nostro Staff Comunicazione.
I tempi sono maturi. Intorno al Partito del Sud c’è fervore ed attenzione, ma le rivoluzioni si fanno con i numeri. Dobbiamo crescere ancora e ancora, dobbiamo essere in tanti, sempre di più, anche per poter perseguire gli obiettivi politici e di partecipazione per il 2015 in un crescendo senza interruzioni sulla strada dello sviluppo e radicamento del Partito sui territori sempre maggiore!
Ma soprattutto dobbiamo coinvolgere in questo progetto di Partito, che si basa su una visione di democrazia partecipata dal basso, tutti i nostri conoscenti, amici, contatti, associazioni.. e non stancarci o vergognarci di chiedere. Dovremo sentirci tutti come in perenne campagna elettorale, raccontare la nostra mission, i progetti e chiedere di aderire. In altre parole ci attende, come già l'anno scorso, un 2015 ancora di duro lavoro se vogliamo sempre più e meglio definire la nostra missione politica che partendo da una visione inclusiva e non da inutili velleitarismi, o peggio ancora da leghismi al contrario, possa portare la nostra visione politica e con essa le reali necessità di sviluppo e crescita di tutto il Sud, in quell'ottica di riscatto non revanscista che sola può aiutarci, anche in collegamento con le forze sane e non oscurantiste dell'intero paese, a farci uscire da questa notte che ormai dura da 154 anni e a far superare all'intera penisola quei pregiudizi che ne hanno avvelenato l'anima e che solo se superati porteranno ad una nuova alba che tutti auspichiamo per il bene comune.
Grazie cari Amici, per il Vs. grande impegno in quest'anno appena trascorso e che sono certo non mancherà anche nel 2015 verso questo nostro Partito che si sta preparando a diventare sempre più grande!
Con il Sud si riparte !
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud
.
Come ogni fine anno diventa obbligatoria un'analisi di quanto fatto nell'anno appena trascorso.
Volgendo lo sguardo al lavoro fatto nel 2014 viene naturale dire che quello appena trascorso è stato un'altro anno di forte crescita per il nostro Partito.
Scorrendo infatti gli avvenimenti dell'ultimo anno si può tranquillamente affermare che anche quest'anno il Partito del Sud è cresciuto in consapevolezza, adesioni, concretezza, organizzazione e i suoi membri hanno svolto attività continua e proficua sui territori.
Svolgendo all'indietro il film di questi ultimi mesi, aiutati dal Blog del Partito che conserva traccia del tanto fin qui realizzato, elenchiamo una serie di eventi fra i più significativi, da noi organizzati o ai quali abbiamo preso parte, per meglio rendere il senso del tanto lavoro compiuto:
CONVEGNI:
+Bari: “Con il Sud si riparte! Idee, progetti, programmi per il rilancio del Paese”, con la partecipazione del Sindaco di Bari Michele Emiliano e del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris
+Cittadella del Capo: Dibattito politico in occasione del SPC
+Rende: “La politica debilitata ha bisogno di ricostituenti”.
+Napoli : "Oltre Ercolano - un modello valido per tutti"
+Napoli: Conferenza stampa con Michele Emiliano
+Napoli: " Il ruolo dell'industria.Il caso FIAT" con Luigi de Magistris e Ignazio Messina
+Roma: Netleft dibattito nazionale sui vari tavoli dell'area progressista
+Palermo: Convegno PND
+Napoli: Presentazione "Breviario di formazione"
MANIFESTAZIONI:
+Napoli: Flashmob a sostegno del Sindaco de Magistris
+Brindisi: sit-in davanti alla centrale a carbone di Cerano
+Udine: "Corteo di protesta contro il biocidio nella Campania Felix"
+Imola (BO) "Corteo di protesta contro il biocidio nella Campania Felix.
+Napoli: Manifestazione contro il decreto Sblocca Italia
+Bologna : Marcia di protesta contro il biocidio nella Campania Felix.
+Gaeta : Giornata ecologica a Forte Emilio
+Napoli: Titolazione Largo Berlinguer
+Roma: Manifestazione a difesa dei lavoratori dipendenti pubblici e comparto sicurezza
+Napoli: Manifestazione a sostegno del Sindaco de Magistris
+Napoli: Corteo di protesta "Terra dei Fuochi"
+Roma: Corteo di protesta a Difesa di Diritti del Lavoratori
+Napoli: Presidio a sostegno Sindaco de Magistris
ELEZIONI EUROPEE E AMMINISTRATIVE
+Napoli: Comizio presentazione elezioni europee
+Novi Velia : Comizio elezioni comunali
+Villa Castelli : Comizio elezioni europee
+Cava dei Tirreni: Comizio elezioni europee
+Canale 5 e Rete 4: Tribuna politica con Antonio Ciano per le elezioni Europee
PETIZIONI - PROPOSTE LEGGE :
+ Palermo: Presentazione proposta Legge-voto sulla Sovranità Fiscale della Sicilia
+La Commissione Lavoratori Poste Italiane del Partito del Sud lancia una petizione su Change.org e una raccolta firme nazionale.
+Rimozione busto del Generale Cialdini posto all'ingresso del comune di Reggio Emilia. petizione su Change.org
SUD PROJECT CAMP
+Caserta: Partecipazione al Medity Expò dell’Integrazione oltre la Sicurezza.
+Carditello: Partecipazione riunione Agenda 21 e MIBACT
+Bologna: Grill Day SPC
+Cittadella del Capo: Evento estivo nazionale, due giorni di SPC
+Torremaggiore: Sacco & Vanzetti Day
Ovviamente non abbiamo citato tutti i Convegni e Manifestazioni a cui, invitati, abbiamo partecipato, avremo sicuramente saltato più di un convegno/iniziativa e ne chiediamo venia, consideriamo poi gli innumerevoli incontri sui territori, le riunioni di Sezione, di Coordinamento commissioni, di Direttivo Nazionale, la Costituzione di nuove importanti Sezioni, a cui diamo il benvenuto, e tanto altro, in un lavoro giornaliero immane che ha portato a far si che le iniziative proposte e realizzate, in modo totalmente autofinanziato dalle Sezioni, sui territori, dai Coordinatori e dai militanti siano state molteplici e di alto spessore; a tutti incondizionatamente va il nostro ringraziamento, il plauso personale e quello di tutto il Partito.
Guardando avanti crediamo che importanti sfide siano presto all'orizzonte, il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergie con quei soggetti che per visione di strategia politica possono essere più vicini ai nostri ideali merdionalisti progressisti gramsciani.
A questo scopo confermiamo la nostra convinta disponibilità a collaborare sinergicamente , così come stiamo già facendo, al fine di creare un fronte popolare meridionalista progressita coeso, serio e credibile, con tutti quei partiti, movimenti e associazioni civiche che si ispirano al meridionalismo identitario di area progressista, cioè quel meridionalismo non ascaro, non velleitario e non alleato ai nemici del Sud.
Ovviamente il tutto declinato insieme alla difesa della legalità, alla lotta senza quartiere a tutte le mafie, alla difesa dell'ambiente, allo sviluppo ed all'opposizione netta allo smantellamento del welfare e della Costituzione Repubblicana, richiesto dall'Europa della finanza e delle banche, condotto dall'attuale e dai precedenti governi.
Affermiamo altresì che bisogna continuare il radicamento sui territori in un percorso di crescita che si concretizzi nel numeri degli iscritti, delle sedi, degli attivisti, dei simpatizzanti.
Giova ricordare la grande crescita avuto in quest'ultimo anno dal nostro Partito sui social network, dove la nostra Community ha raggiunto dimensioni numeriche di tutto rispetto che ci pongono di gran lunga al primo posto fra quelle dei movimenti politici dell'area meridionalista. Tutto questo grazie al lavoro alacre, giornaliero e volontario del nostro Staff Comunicazione.
I tempi sono maturi. Intorno al Partito del Sud c’è fervore ed attenzione, ma le rivoluzioni si fanno con i numeri. Dobbiamo crescere ancora e ancora, dobbiamo essere in tanti, sempre di più, anche per poter perseguire gli obiettivi politici e di partecipazione per il 2015 in un crescendo senza interruzioni sulla strada dello sviluppo e radicamento del Partito sui territori sempre maggiore!
Ma soprattutto dobbiamo coinvolgere in questo progetto di Partito, che si basa su una visione di democrazia partecipata dal basso, tutti i nostri conoscenti, amici, contatti, associazioni.. e non stancarci o vergognarci di chiedere. Dovremo sentirci tutti come in perenne campagna elettorale, raccontare la nostra mission, i progetti e chiedere di aderire. In altre parole ci attende, come già l'anno scorso, un 2015 ancora di duro lavoro se vogliamo sempre più e meglio definire la nostra missione politica che partendo da una visione inclusiva e non da inutili velleitarismi, o peggio ancora da leghismi al contrario, possa portare la nostra visione politica e con essa le reali necessità di sviluppo e crescita di tutto il Sud, in quell'ottica di riscatto non revanscista che sola può aiutarci, anche in collegamento con le forze sane e non oscurantiste dell'intero paese, a farci uscire da questa notte che ormai dura da 154 anni e a far superare all'intera penisola quei pregiudizi che ne hanno avvelenato l'anima e che solo se superati porteranno ad una nuova alba che tutti auspichiamo per il bene comune.
Grazie cari Amici, per il Vs. grande impegno in quest'anno appena trascorso e che sono certo non mancherà anche nel 2015 verso questo nostro Partito che si sta preparando a diventare sempre più grande!
Con il Sud si riparte !
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud
,
.
mercoledì 24 dicembre 2014
AUGURI AL PARTITO DEL SUD.
Bruno Pappalardo, 24.12.2014
Gli auguri?
Ben sette anni sono trascorsi e ho scritto tante cose ma
sempre come attraversassi un sogno.
M’era già accaduto.
Allora si leggeva Gramsci e si
lavorava nelle sezioni.
Diversamente oggi ma è lo stesso
criterio. (per quanto qualcuno sostiene che non è così che si costruisce la
politica e i consensi...)
Sono stati come una sorta di
soddisfazione traslata come se non fossi esistito io perché il pensiero e la
vita dei miei compagni erano miei.
Ho pensato come pensavano gli
altri, ovviamente in maniera critica ma felice, … felice di essere insieme a
loro per quella stessa idea.
Come non fossi esistito perché non pensavo per me solo.
Come non fossi esistito se non in
esso.
Come non fossi esistito pur
godendo o tormentandomi degli avvenimenti accaduti.
Tuttavia (chiedendo pazienza a
tutti) devo distinguere; certi pensieri, quelli stessi dei miei compagni, appartengono anche alla mia stessa
vita, ossia dentro e fuori di me oppure devo distinguere?
Mi spiego; Esiste un fuori, che diremmo il lavoro, la
famiglia, le relazioni libere o obbligate dal mondo che ciascuno e diversamente
da altri si è costruito o, appartiene all’anima?
Verrebbe voglia di fare una battuta: “…ma quale anima, l’anima di
chi……..”
Ma seriamente, invece, intendo
alludere a quella condizione del proprio essere che coincide con la moralità
intrinseca della propria idealità, identicamente al valore che si da al lavoro
o a quelli stessi che si danno alla famiglia e che trasmetti alle tue genie di
sangue e non.
Quando qualcosa ci addolora
l’anima arriva fino al corpo, …anche quando l’alta marea di luce del giorno, quella di stamani o quella di domani
e dei giorni a seguire non influiranno per niente col tuo tormento o gioia?
Una volta avevo una risposta ed
era SI, …è la stessa cosa!
La riflessione ha un senso,
…questo:
Auguro ai miei compagni ogni bene
e di risolvere tutti i nodi gordiani come farò io.
Auguro a ciascuno tanta salute
perché lungo sarà il percorso sia della nostra vita che del nostro obiettivo,
con spada sporta, di un MERIDIONE
progressista e solidale con l’altre di se.
L’auspicio? Si formino gruppi soprattutto di giovanissimi
(come quello di “Liternum”)
A loro chiediamo il pugno che stenderà la lama pronta a
mozzare anche le serpi alla Medusa che s’aspetterà il furbo scudo specchiante
mentre ad agire sarà la conoscenza, la
creatività ed il coraggio. AUGURI!
Bruno Pappalardo, 24.12.2014
Gli auguri?
Ben sette anni sono trascorsi e ho scritto tante cose ma
sempre come attraversassi un sogno.
M’era già accaduto.
Allora si leggeva Gramsci e si
lavorava nelle sezioni.
Diversamente oggi ma è lo stesso
criterio. (per quanto qualcuno sostiene che non è così che si costruisce la
politica e i consensi...)
Sono stati come una sorta di
soddisfazione traslata come se non fossi esistito io perché il pensiero e la
vita dei miei compagni erano miei.
Ho pensato come pensavano gli
altri, ovviamente in maniera critica ma felice, … felice di essere insieme a
loro per quella stessa idea.
Come non fossi esistito perché non pensavo per me solo.
Come non fossi esistito se non in
esso.
Come non fossi esistito pur
godendo o tormentandomi degli avvenimenti accaduti.
Tuttavia (chiedendo pazienza a
tutti) devo distinguere; certi pensieri, quelli stessi dei miei compagni, appartengono anche alla mia stessa
vita, ossia dentro e fuori di me oppure devo distinguere?
Mi spiego; Esiste un fuori, che diremmo il lavoro, la
famiglia, le relazioni libere o obbligate dal mondo che ciascuno e diversamente
da altri si è costruito o, appartiene all’anima?
Verrebbe voglia di fare una battuta: “…ma quale anima, l’anima di
chi……..”
Ma seriamente, invece, intendo
alludere a quella condizione del proprio essere che coincide con la moralità
intrinseca della propria idealità, identicamente al valore che si da al lavoro
o a quelli stessi che si danno alla famiglia e che trasmetti alle tue genie di
sangue e non.
Quando qualcosa ci addolora
l’anima arriva fino al corpo, …anche quando l’alta marea di luce del giorno, quella di stamani o quella di domani
e dei giorni a seguire non influiranno per niente col tuo tormento o gioia?
Una volta avevo una risposta ed
era SI, …è la stessa cosa!
La riflessione ha un senso,
…questo:
Auguro ai miei compagni ogni bene
e di risolvere tutti i nodi gordiani come farò io.
Auguro a ciascuno tanta salute
perché lungo sarà il percorso sia della nostra vita che del nostro obiettivo,
con spada sporta, di un MERIDIONE
progressista e solidale con l’altre di se.
L’auspicio? Si formino gruppi soprattutto di giovanissimi
(come quello di “Liternum”)
A loro chiediamo il pugno che stenderà la lama pronta a
mozzare anche le serpi alla Medusa che s’aspetterà il furbo scudo specchiante
mentre ad agire sarà la conoscenza, la
creatività ed il coraggio. AUGURI!
Iscriviti a:
Post (Atom)
















