venerdì 21 novembre 2014

Respinti i ricorsi, de Magistris resta il Sindaco di Napoli !

Il Consiglio di Stato respinge i ricorsi e de Magistris resta sindaco di Napoli a tutti gli effetti, un'ottima notizia per la nostra democrazia e per tutti i cittadini onesti di Napoli e dell'intero Paese.

Respinti dal Consiglio di Stato i ricorsi del Governo e di due associazioni contro la decisione del Tar Campania sul "caso de Magistris". Viene infatti confermata la sospensiva del Tar che ha bloccato gli effetti della delibera con cui il Prefetto lo aveva sospeso da Sindaco in virtù della legge Severino.

I meridionalisti Progressisti del Partito Del Sud esprimono sinceri complimenti all'amico Sindaco Luigi de Magistris, ribadiscono e confermano ancora una volta la vicinanza e la volontà di continuare a collaborare, come dal primo momento, al suo operato, alla sua azione e percorso politico  anche per il futuro! 

Una notizia che attendevamo con fiducia, sin dai giorni più bui, spesso ferocemente criticati da personaggi che, afoni in quei tragici momenti o da sempre schierati contro il Sindaco, ora improvvisamente ritrovano la parola in cerca di consensi. Ci conforta che alla prova dei fatti il nostro percorso, che ci ha visti da subito e senza esitazioni schierati al fianco e a sostegno del Sindaco di Napoli, si sia rivelato giusto, nell'attesa e nell'auspicio che sia fatta piena luce e giustizia sull'intera vicenda. 

Proseguiamo il cammino al fianco del Sindaco de Magistris, senza se e senza ma, insieme a tutto il Partito del Sud! 

Natale Cuccurese 
Presidente Nazionale Partito del Sud




Leggi tutto »
Il Consiglio di Stato respinge i ricorsi e de Magistris resta sindaco di Napoli a tutti gli effetti, un'ottima notizia per la nostra democrazia e per tutti i cittadini onesti di Napoli e dell'intero Paese.

Respinti dal Consiglio di Stato i ricorsi del Governo e di due associazioni contro la decisione del Tar Campania sul "caso de Magistris". Viene infatti confermata la sospensiva del Tar che ha bloccato gli effetti della delibera con cui il Prefetto lo aveva sospeso da Sindaco in virtù della legge Severino.

I meridionalisti Progressisti del Partito Del Sud esprimono sinceri complimenti all'amico Sindaco Luigi de Magistris, ribadiscono e confermano ancora una volta la vicinanza e la volontà di continuare a collaborare, come dal primo momento, al suo operato, alla sua azione e percorso politico  anche per il futuro! 

Una notizia che attendevamo con fiducia, sin dai giorni più bui, spesso ferocemente criticati da personaggi che, afoni in quei tragici momenti o da sempre schierati contro il Sindaco, ora improvvisamente ritrovano la parola in cerca di consensi. Ci conforta che alla prova dei fatti il nostro percorso, che ci ha visti da subito e senza esitazioni schierati al fianco e a sostegno del Sindaco di Napoli, si sia rivelato giusto, nell'attesa e nell'auspicio che sia fatta piena luce e giustizia sull'intera vicenda. 

Proseguiamo il cammino al fianco del Sindaco de Magistris, senza se e senza ma, insieme a tutto il Partito del Sud! 

Natale Cuccurese 
Presidente Nazionale Partito del Sud




giovedì 20 novembre 2014

Report del Presidio a sostegno di de Magistris e della Presentazione del libro di G. Cutolo al Pan con la partecipazione del Partito del Sud, Mercoledì 19 Novembre a Napoli...

Pomeriggio molto intenso per il Partito del Sud a Napoli, ieri Mercoledì 19 Novembre : due partecipazioni, quasi allo stesso orario,dividendo i nostri iscritti in due luoghi diversi per impegni comunque importanti.

Presidio sotto la Prefettura a sostegno di Luigi de Magistris




Grazie a Emiddio, Sergio, Susy, Luigi, Andrea, Giovanni, Amarilli, Bruno, ecc.... 


Presentazione nuovo libro "Breviario di formazione, del nostro dirigente Giovanni Cutolo al Museo Pan di Napoli





Vivace e partecipe presentazione con interventi del pubblico presente di architetti, imprenditori ed iscritti del PdelSUD e puntuali commenti e punti di vista dell'autore e dei relatori come lo storico prof. Renato De Fusco, il giornalista Alessio Postiglione (Staff del sindaco e Socio Onorario del PdelSUD) e l'architetto Salvatore Cozzolino (Presid.ADI Campania e Socio del PdelSUD Napoli).



.


Leggi tutto »
Pomeriggio molto intenso per il Partito del Sud a Napoli, ieri Mercoledì 19 Novembre : due partecipazioni, quasi allo stesso orario,dividendo i nostri iscritti in due luoghi diversi per impegni comunque importanti.

Presidio sotto la Prefettura a sostegno di Luigi de Magistris




Grazie a Emiddio, Sergio, Susy, Luigi, Andrea, Giovanni, Amarilli, Bruno, ecc.... 


Presentazione nuovo libro "Breviario di formazione, del nostro dirigente Giovanni Cutolo al Museo Pan di Napoli





Vivace e partecipe presentazione con interventi del pubblico presente di architetti, imprenditori ed iscritti del PdelSUD e puntuali commenti e punti di vista dell'autore e dei relatori come lo storico prof. Renato De Fusco, il giornalista Alessio Postiglione (Staff del sindaco e Socio Onorario del PdelSUD) e l'architetto Salvatore Cozzolino (Presid.ADI Campania e Socio del PdelSUD Napoli).



.


mercoledì 19 novembre 2014

COFINANZIAMENTO NAZIONALE FONDI UE, ENNESIMA OCCASIONE PERSA PER IL SUD E PER IL PAESE ?

Di Natale Cuccurese

Abbiamo recentemente analizzato, sull’onda della diffusione delle indagini SVIMEZ, come ci sia assoluta necessità di cominciare a dire con chiarezza  in Europa che il nostro Paese  ha bisogno di una politica come quella concessa alla Germania dopo la riunificazione, con uno sforzo titanico di investimenti pubblici in deroga a tutti i patti per tutto il Mezzogiorno, come quello che è stato appunto concesso alla Germania dopo la caduta del Muro. Se è stato concesso alla Germani perché non deve essere concesso all’Italia, sia pure con 153 anni di ritardo, vista la situazione in cui versa il nostro Meridione?

Ad oggi nei fatti, e in contrasto alla stessa Costituzione, vengono forniti servizi ed investimenti diversi alla popolazione, che pure paga le stesse tasse, solo sulla base di  criteri geografici.
Problemi che si sono acuiti in questi ultimi venti anni grazie ad un politica discriminatoria portata avanti dalla lega, quella stessa lega che ora vuol scendere a sud e che trova anche movimenti sudisti pronta a supportarla. Andando avanti di questo passo sarà realizzata nei fatti un secessione economica della nazione.

A questo si aggiunga che con la legge di stabilità 2015 si realizza solo l’ennesima operazione di facciata all’insegna dell’ottimismo, come da recente prassi, con il Governo che vara una grande azione cosmetica di fiducia collettiva, con forti richiami agli imprenditori e alle multinazionali, per assunzioni precarie ed investimenti, visto che sembra volere favorire soprattutto quest’ultime, dallo Sblocca Italia al Jobs Act.
Il tutto realizzato in spregio dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori, della salute dei cittadini ed al welfare.

La crescita così disperatamente cercata nella legge di stabilità, ancora al vaglio della Commissione UE, viene in realtà perseguita nello Sblocca Italia grazie a "grandi opere" con annessi commissari che gestiranno grandi aree urbane in tutto il paese, partendo ad esempio da Bagnoli, espropriando gli enti locali da ogni possibilità d’intervento, anche in maniera autoritaria ed incostituzionale.

Anche il più distratto tra gli italiani avrà poi compreso che la questione relativa dell’articolo 18, la cui cancellazione nei fatti è in queste ore in dirittura d'arrivo, è semplicemente un gioco di potere ed equilibri che si svolge sulla testa dei lavoratori, spostando contemporaneamente l’attenzione dai veri problemi, dai veri responsabili della crisi in corso e soprattutto dalle sue reali possibili soluzioni.
Purtroppo c’è da temere che la questione in ballo non sia solo lo smantellamento di fatto dei diritti minimi dei lavoratori. In altre parole una diga, un’icona quella dell’art. 18, da rompere, un segnale da lanciare per soddisfare la destra liberista italiana ed europea, con cui Renzi ha stipulato un patto, e che porterà la stessa destra in futuro a pretendere sempre di più in termini di riduzione di diritti. Una volta che la diga cede la marea montante, della negazione di ogni diritto di ogni dignità, potrebbe poi travolgere tutto e tutti in un futuro che si presenta con tinte sempre più fosche e di cui già si vedono i risultati nelle piazze italiane. Non è vero che non ci sia più una destra e una sinistra, la prima è ben attiva ed in gran spolvero.

Infine non ultimo il vergognoso balletto che segna l’inizio di un nuovo, devastante, conflitto tra Stato e Regioni, giocato sulla sanità regionale e perciò sulla pelle di tutti i cittadini. In poche parole la sintesi è che le tasse che escono dalla porta rientrano dalla finestra, ed ovviamente le Regioni più povere, quelle del Sud, dovranno aumentare di molto la tassazione rispetto alle più ricche. Un altro strappo alla Costituzione che prevede il principio perequativo. In alte parole chi meno ha più paga, in base ad uno strano principio che appare solo punitivo. Risibile poi la vicenda del mettere nelle buste paga dei lavoratori dipendenti del settore privato il 50% del Tfr maturato a tassazione piena.

In questo panorama che porterà ad una lunga stagnazione il Governo potrebbe seguire l’esempio di altri partner europei, come la Francia, al fine di rilanciare l'economia ed aggirare il fiscal compact per poter investire, iniziando ad abolire il pareggio di bilancio in Costituzione, sforare il limite del 3% nel rapporto deficit/PIL escludendo il cofinanziamento nazionale dal calcolo dello stesso per poter riprendere ad investire e iniziare a considerare di ricontrattare i Trattati UE.

In questo caso, come analizzato dal Andrea Del Monaco, esperto di fondi strutturali europei, la sanzione più importante che Bruxelles potrebbe imporci è un deposito infruttifero presso la Banca Centrale Europea costituito in due parti: una fissa dello 0,2% del PIL, e una variabile, pari allo 0,1% del PIL per ogni punto (o frazione di punto) di sfondamento del 3%. In altre parole se sforiamo al 4% dovremmo pagare meno di 5 miliardi.
La Francia ad esempio sfora il 3% dal 2008 senza tanti drammi. Queste considerazioni nascono anche dal fatto che il Fiscal Compact da gennaio 2013 ha rafforzato le regole dell’austerità. Il deficit strutturale di bilancio non deve superare lo 0,5% del PIL: solo per rispettare questo parametro si dovrebbero trovare 15 miliardi, o in tagli, che però non arrivano e anzi dopo le recenti nomine paiono allontanarsi sempre più, o in tasse, molto più probabile, per non dire quasi certo.

Quindi sforare per far ripartire gli investimenti, con un piano per lo sviluppo e il lavoro, con i fondi Ue.

L’Italia ha 26 miliardi residui del ciclo 2007–2013 e 84 miliardi del ciclo 2014–2020, includendo il cofinanziamento al 50%, di cui al Sud dovrebbero andarne 53. Qui sul cofinanziamento però arriva il tasto dolente per il Sud che, con l’immobilismo acquiescente ai diktat tedeschi del nostro Governo, ancora un volta sarà chiamato a mettere ordine nei disastrati conti italiani, sia subendo una maggiore tassazione percentuale, sia pagando con distruzione di risorse naturali sul suo territorio, inquinamento e quindi salute dei suoi cittadini, sia con una decurtazione dal 50% al 25% del cofinanziamento europeo come proposto questa estate da Delrio, in spregio alla logica e al buon senso .

Lo stesso sottosegretario lo scorso 30 settembre ha in realtà accennato ad una normativa che eviti che le risorse derivanti dal cofinanziamento diventino come già successo per  il Fas, il vecchio Fondo per le aree sottoutilizzate,  un tesoretto per finanziare investimenti anche in altre zone d'Italia, come in un recente passato, dal pagamento delle multe ai contadini padani ( a proposito di Salvini e della sua discesa a sud, quanta poca memoria in tanti meridionali…) all’acquisto di battelli sul lago di Como. Un'ipotesi comunque ad oggi ancora poco chiara, che nasconde la evidente necessità di “tagliare” il cofinanziamento nazionale dal 50% al 25% a scapito del Sud per stare sotto il 3%.

In realtà nell’ipotesi vista prima, con un cofinanziamento nazionale al 50%, il Sud avrebbe 53 miliardi da investire nel ciclo 2014- 2020, mentre nell’attuale ciclo 2007-2013 c’è ancora la necessità di spendere in investimenti sui territori i fondi stanziati per non doverli restituire a Bruxelles! Su questa considerazione si apre un interessante problema visto che non sono in ritardo con l'utilizzo in investimenti solo le Regioni, ma anche il Governo per ben 5 miliardi.
A questo punto Renzi potrebbe anche valutare di sostituirsi ai Governatori nel programmare la spesa globale nei territori, ma solo al fine di non sottrarre le risorse ai cittadini meridionali, con la necessità di spenderli entro il dicembre 2015. Si potrebbe perciò seriamente pensare a programmare e realizzare la bonifica della “Terra dei Fuochi”, ristrutturare gli edifici scolastici che lo necessitano, finire la SA-RC, investire in infrastrutture, investire nella messa in sicurezza dei territori, restauro dei siti archeologici, nella cultura….Certo si potrebbe…

Lo vorrà fare il Governo Renzi ? Vorrà passare dalla parole ai fatti o vorrà ancora una volta dimenticare il Sud  perdendo così l’occasione di far ripartire l’economia dell'intera nazione e non precipitare ulteriormente nell’attuale stagnazione, correndo in più il rischio di dare forza a tutti quei movimenti che fanno di questa crisi volano per le loro rivendicazioni che rischiano di scatenare una guerra fra poveri, da nord a sud, con conflitti sociali che nulla di buono possono portare alla nostra sempre più  traballante democrazia…






Leggi tutto »
Di Natale Cuccurese

Abbiamo recentemente analizzato, sull’onda della diffusione delle indagini SVIMEZ, come ci sia assoluta necessità di cominciare a dire con chiarezza  in Europa che il nostro Paese  ha bisogno di una politica come quella concessa alla Germania dopo la riunificazione, con uno sforzo titanico di investimenti pubblici in deroga a tutti i patti per tutto il Mezzogiorno, come quello che è stato appunto concesso alla Germania dopo la caduta del Muro. Se è stato concesso alla Germani perché non deve essere concesso all’Italia, sia pure con 153 anni di ritardo, vista la situazione in cui versa il nostro Meridione?

Ad oggi nei fatti, e in contrasto alla stessa Costituzione, vengono forniti servizi ed investimenti diversi alla popolazione, che pure paga le stesse tasse, solo sulla base di  criteri geografici.
Problemi che si sono acuiti in questi ultimi venti anni grazie ad un politica discriminatoria portata avanti dalla lega, quella stessa lega che ora vuol scendere a sud e che trova anche movimenti sudisti pronta a supportarla. Andando avanti di questo passo sarà realizzata nei fatti un secessione economica della nazione.

A questo si aggiunga che con la legge di stabilità 2015 si realizza solo l’ennesima operazione di facciata all’insegna dell’ottimismo, come da recente prassi, con il Governo che vara una grande azione cosmetica di fiducia collettiva, con forti richiami agli imprenditori e alle multinazionali, per assunzioni precarie ed investimenti, visto che sembra volere favorire soprattutto quest’ultime, dallo Sblocca Italia al Jobs Act.
Il tutto realizzato in spregio dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori, della salute dei cittadini ed al welfare.

La crescita così disperatamente cercata nella legge di stabilità, ancora al vaglio della Commissione UE, viene in realtà perseguita nello Sblocca Italia grazie a "grandi opere" con annessi commissari che gestiranno grandi aree urbane in tutto il paese, partendo ad esempio da Bagnoli, espropriando gli enti locali da ogni possibilità d’intervento, anche in maniera autoritaria ed incostituzionale.

Anche il più distratto tra gli italiani avrà poi compreso che la questione relativa dell’articolo 18, la cui cancellazione nei fatti è in queste ore in dirittura d'arrivo, è semplicemente un gioco di potere ed equilibri che si svolge sulla testa dei lavoratori, spostando contemporaneamente l’attenzione dai veri problemi, dai veri responsabili della crisi in corso e soprattutto dalle sue reali possibili soluzioni.
Purtroppo c’è da temere che la questione in ballo non sia solo lo smantellamento di fatto dei diritti minimi dei lavoratori. In altre parole una diga, un’icona quella dell’art. 18, da rompere, un segnale da lanciare per soddisfare la destra liberista italiana ed europea, con cui Renzi ha stipulato un patto, e che porterà la stessa destra in futuro a pretendere sempre di più in termini di riduzione di diritti. Una volta che la diga cede la marea montante, della negazione di ogni diritto di ogni dignità, potrebbe poi travolgere tutto e tutti in un futuro che si presenta con tinte sempre più fosche e di cui già si vedono i risultati nelle piazze italiane. Non è vero che non ci sia più una destra e una sinistra, la prima è ben attiva ed in gran spolvero.

Infine non ultimo il vergognoso balletto che segna l’inizio di un nuovo, devastante, conflitto tra Stato e Regioni, giocato sulla sanità regionale e perciò sulla pelle di tutti i cittadini. In poche parole la sintesi è che le tasse che escono dalla porta rientrano dalla finestra, ed ovviamente le Regioni più povere, quelle del Sud, dovranno aumentare di molto la tassazione rispetto alle più ricche. Un altro strappo alla Costituzione che prevede il principio perequativo. In alte parole chi meno ha più paga, in base ad uno strano principio che appare solo punitivo. Risibile poi la vicenda del mettere nelle buste paga dei lavoratori dipendenti del settore privato il 50% del Tfr maturato a tassazione piena.

In questo panorama che porterà ad una lunga stagnazione il Governo potrebbe seguire l’esempio di altri partner europei, come la Francia, al fine di rilanciare l'economia ed aggirare il fiscal compact per poter investire, iniziando ad abolire il pareggio di bilancio in Costituzione, sforare il limite del 3% nel rapporto deficit/PIL escludendo il cofinanziamento nazionale dal calcolo dello stesso per poter riprendere ad investire e iniziare a considerare di ricontrattare i Trattati UE.

In questo caso, come analizzato dal Andrea Del Monaco, esperto di fondi strutturali europei, la sanzione più importante che Bruxelles potrebbe imporci è un deposito infruttifero presso la Banca Centrale Europea costituito in due parti: una fissa dello 0,2% del PIL, e una variabile, pari allo 0,1% del PIL per ogni punto (o frazione di punto) di sfondamento del 3%. In altre parole se sforiamo al 4% dovremmo pagare meno di 5 miliardi.
La Francia ad esempio sfora il 3% dal 2008 senza tanti drammi. Queste considerazioni nascono anche dal fatto che il Fiscal Compact da gennaio 2013 ha rafforzato le regole dell’austerità. Il deficit strutturale di bilancio non deve superare lo 0,5% del PIL: solo per rispettare questo parametro si dovrebbero trovare 15 miliardi, o in tagli, che però non arrivano e anzi dopo le recenti nomine paiono allontanarsi sempre più, o in tasse, molto più probabile, per non dire quasi certo.

Quindi sforare per far ripartire gli investimenti, con un piano per lo sviluppo e il lavoro, con i fondi Ue.

L’Italia ha 26 miliardi residui del ciclo 2007–2013 e 84 miliardi del ciclo 2014–2020, includendo il cofinanziamento al 50%, di cui al Sud dovrebbero andarne 53. Qui sul cofinanziamento però arriva il tasto dolente per il Sud che, con l’immobilismo acquiescente ai diktat tedeschi del nostro Governo, ancora un volta sarà chiamato a mettere ordine nei disastrati conti italiani, sia subendo una maggiore tassazione percentuale, sia pagando con distruzione di risorse naturali sul suo territorio, inquinamento e quindi salute dei suoi cittadini, sia con una decurtazione dal 50% al 25% del cofinanziamento europeo come proposto questa estate da Delrio, in spregio alla logica e al buon senso .

Lo stesso sottosegretario lo scorso 30 settembre ha in realtà accennato ad una normativa che eviti che le risorse derivanti dal cofinanziamento diventino come già successo per  il Fas, il vecchio Fondo per le aree sottoutilizzate,  un tesoretto per finanziare investimenti anche in altre zone d'Italia, come in un recente passato, dal pagamento delle multe ai contadini padani ( a proposito di Salvini e della sua discesa a sud, quanta poca memoria in tanti meridionali…) all’acquisto di battelli sul lago di Como. Un'ipotesi comunque ad oggi ancora poco chiara, che nasconde la evidente necessità di “tagliare” il cofinanziamento nazionale dal 50% al 25% a scapito del Sud per stare sotto il 3%.

In realtà nell’ipotesi vista prima, con un cofinanziamento nazionale al 50%, il Sud avrebbe 53 miliardi da investire nel ciclo 2014- 2020, mentre nell’attuale ciclo 2007-2013 c’è ancora la necessità di spendere in investimenti sui territori i fondi stanziati per non doverli restituire a Bruxelles! Su questa considerazione si apre un interessante problema visto che non sono in ritardo con l'utilizzo in investimenti solo le Regioni, ma anche il Governo per ben 5 miliardi.
A questo punto Renzi potrebbe anche valutare di sostituirsi ai Governatori nel programmare la spesa globale nei territori, ma solo al fine di non sottrarre le risorse ai cittadini meridionali, con la necessità di spenderli entro il dicembre 2015. Si potrebbe perciò seriamente pensare a programmare e realizzare la bonifica della “Terra dei Fuochi”, ristrutturare gli edifici scolastici che lo necessitano, finire la SA-RC, investire in infrastrutture, investire nella messa in sicurezza dei territori, restauro dei siti archeologici, nella cultura….Certo si potrebbe…

Lo vorrà fare il Governo Renzi ? Vorrà passare dalla parole ai fatti o vorrà ancora una volta dimenticare il Sud  perdendo così l’occasione di far ripartire l’economia dell'intera nazione e non precipitare ulteriormente nell’attuale stagnazione, correndo in più il rischio di dare forza a tutti quei movimenti che fanno di questa crisi volano per le loro rivendicazioni che rischiano di scatenare una guerra fra poveri, da nord a sud, con conflitti sociali che nulla di buono possono portare alla nostra sempre più  traballante democrazia…






martedì 18 novembre 2014

CHEF: plat di poveracci affogati in consommé

dI Bruno Pappalardo

Chiamatela come volete(frammentata, liquida, ecc.ecc.) ma questa verrà ricordata come l’epoca del “ CLERICIANO SUPERIORE”

I posteri, forse tra 1000 anni,  troveranno sotto le macerie del tempo, caccavelle e forchettoni.
Alludo alla Clerici e la sua “Prova del Cuoco” , in un altro muro-format attraverso la quale sono penetrati i germi dei milioni di “masterchef” fino alla bella e vera cucina di casa Parodi, per dare maggiore realismo e concretezza senza neppure la finzione scenografica all’inganno psicologico e la trasferire la convinzione di stare così bene da trascrivere e conservare ricette.  Non c’è da stupirsi.
Quando i popoli muoiono di fame  allora, forza con  ricette culinarie a go-gò
Quando si dice immersi nell’epoca della  “grande comunicazione”, ebbene,non riusciamo a parlare manco con il portiere.  Quando si parla troppo di UNITA’ è il momento probabilmente di DIVIDERSI.

Insomma questa è la storia dell’uomo:   dei dritti e dei rovesci, del bianco e del nero, della logica e coerenza dall’’irrazionale e discordanza, del Bene e del Male,  ..insomma delle incoerenze senza fare troppa filosofia.
Pensiamo ai welfare, alle tasse, alle cosiddette “detrazioni fiscali”, alla dispersione scolastica, al sempre più complesso accesso alla Sanità et cetera ma, che cadono come macigni solo sulle spalle dei più poveri  sempre più curvi.
L’Italia si sente assediata. Lo Stato, infatti, incassa 700 miliardi, molto di più della media europea relativamente al fattore demografico ma meno della metà di servizi e assistenza.  Pare che ogni famiglia, in cui lavora almeno un componente, abbia perso dal 2008-2009 in media circa 11.000 euro.
 Italia ma quale Italia? L’Italia dei poveracci! Ma allora Dov’è il BUCO da cui cadono, perdendosi nelle profondità dei abissi, le nostre risorse? Per saperlo dobbiamo cercare veramente un BUCO o ALTRO?
E’ una strategia: promettere soluzioni e benefici senza copertura finanziaria ma, poi, nel corso dei lavori. si proverà a cercarle. Cerca, cerca, ma non si trovano.
Si va, allora, come sempre  su quei cittadini molto vicini alla propria conservazione.
Ti prendono dei soldi per darli all’immigrato (a cui spettano) o all’anziano da assistere oppure 80 euro solo per chi lavora e mille altre cose.  Pare ( ma è vero) che prendano da te per dare a lui che sta peggio di te.

I Comuni e Regioni pagano cifre indicibili allo Stato. Oneri che cadono su tutti i cittadini ma, questa volta, data una magnifica propaganda danno  l’illusione di una tassa nuova, migliore della prima, per sostenere quell’altro nelle tue stesse condizioni. Dunque non BUCO ma “PARTITA DI GIRO
Il non togliere a chi possiede veramente ricchezza  ma chi è leggermente avanti sulla scala della  sopravvivenza   di se stesso per girare  il denaro requisito   all’indigente. Il primo odia il secondo. La società si spacca in mille frammenti ed è più facile manipolare il potere.
Insomma  si comprende cosa intende il presidente del consiglio per  Legge di STABILITA’ ovverosia fissità, immutabilità, immobilità su una parte del paese che non viene assolutamente toccato.
 E’ solo un pretesto quello panzana  che da ciò,… poi scappano  investitori  o soldi all’estero(120mldi).
Sta montando una rabbia tra i cittadini, una rabbia dei poveri che s’affidano (unica speranza) ai sindacati. Ma anche quest’ultimi  vengono puntualmente isolati e combattuti.
 La propaganda governativa  lavora ai fianchi e e sostiene che  i sindacalisti “stanno parlando per te, che puoi chiedere da te cosa è meglio per te,… lo fanno per tenersi a galla” e, sequenzialmente, anche il sindacato viene condannato al pubblico ludibrio.
Fu così che durante un estesi momenti di depressione economiche,  vennero  eletti i dittatori( soprattutto di destra estrema) di tutta l’Europa con nefasti e disumani esiti

Ecco come viene cotta una umanità in una brodaglia di mille ingredienti e valori per la quale   occorrono, veramente. magistrali e scellerati CHEF       

      
Leggi tutto »
dI Bruno Pappalardo

Chiamatela come volete(frammentata, liquida, ecc.ecc.) ma questa verrà ricordata come l’epoca del “ CLERICIANO SUPERIORE”

I posteri, forse tra 1000 anni,  troveranno sotto le macerie del tempo, caccavelle e forchettoni.
Alludo alla Clerici e la sua “Prova del Cuoco” , in un altro muro-format attraverso la quale sono penetrati i germi dei milioni di “masterchef” fino alla bella e vera cucina di casa Parodi, per dare maggiore realismo e concretezza senza neppure la finzione scenografica all’inganno psicologico e la trasferire la convinzione di stare così bene da trascrivere e conservare ricette.  Non c’è da stupirsi.
Quando i popoli muoiono di fame  allora, forza con  ricette culinarie a go-gò
Quando si dice immersi nell’epoca della  “grande comunicazione”, ebbene,non riusciamo a parlare manco con il portiere.  Quando si parla troppo di UNITA’ è il momento probabilmente di DIVIDERSI.

Insomma questa è la storia dell’uomo:   dei dritti e dei rovesci, del bianco e del nero, della logica e coerenza dall’’irrazionale e discordanza, del Bene e del Male,  ..insomma delle incoerenze senza fare troppa filosofia.
Pensiamo ai welfare, alle tasse, alle cosiddette “detrazioni fiscali”, alla dispersione scolastica, al sempre più complesso accesso alla Sanità et cetera ma, che cadono come macigni solo sulle spalle dei più poveri  sempre più curvi.
L’Italia si sente assediata. Lo Stato, infatti, incassa 700 miliardi, molto di più della media europea relativamente al fattore demografico ma meno della metà di servizi e assistenza.  Pare che ogni famiglia, in cui lavora almeno un componente, abbia perso dal 2008-2009 in media circa 11.000 euro.
 Italia ma quale Italia? L’Italia dei poveracci! Ma allora Dov’è il BUCO da cui cadono, perdendosi nelle profondità dei abissi, le nostre risorse? Per saperlo dobbiamo cercare veramente un BUCO o ALTRO?
E’ una strategia: promettere soluzioni e benefici senza copertura finanziaria ma, poi, nel corso dei lavori. si proverà a cercarle. Cerca, cerca, ma non si trovano.
Si va, allora, come sempre  su quei cittadini molto vicini alla propria conservazione.
Ti prendono dei soldi per darli all’immigrato (a cui spettano) o all’anziano da assistere oppure 80 euro solo per chi lavora e mille altre cose.  Pare ( ma è vero) che prendano da te per dare a lui che sta peggio di te.

I Comuni e Regioni pagano cifre indicibili allo Stato. Oneri che cadono su tutti i cittadini ma, questa volta, data una magnifica propaganda danno  l’illusione di una tassa nuova, migliore della prima, per sostenere quell’altro nelle tue stesse condizioni. Dunque non BUCO ma “PARTITA DI GIRO
Il non togliere a chi possiede veramente ricchezza  ma chi è leggermente avanti sulla scala della  sopravvivenza   di se stesso per girare  il denaro requisito   all’indigente. Il primo odia il secondo. La società si spacca in mille frammenti ed è più facile manipolare il potere.
Insomma  si comprende cosa intende il presidente del consiglio per  Legge di STABILITA’ ovverosia fissità, immutabilità, immobilità su una parte del paese che non viene assolutamente toccato.
 E’ solo un pretesto quello panzana  che da ciò,… poi scappano  investitori  o soldi all’estero(120mldi).
Sta montando una rabbia tra i cittadini, una rabbia dei poveri che s’affidano (unica speranza) ai sindacati. Ma anche quest’ultimi  vengono puntualmente isolati e combattuti.
 La propaganda governativa  lavora ai fianchi e e sostiene che  i sindacalisti “stanno parlando per te, che puoi chiedere da te cosa è meglio per te,… lo fanno per tenersi a galla” e, sequenzialmente, anche il sindacato viene condannato al pubblico ludibrio.
Fu così che durante un estesi momenti di depressione economiche,  vennero  eletti i dittatori( soprattutto di destra estrema) di tutta l’Europa con nefasti e disumani esiti

Ecco come viene cotta una umanità in una brodaglia di mille ingredienti e valori per la quale   occorrono, veramente. magistrali e scellerati CHEF       

      

lunedì 17 novembre 2014

Mercoledì 19 Novembre due importanti impegni a Napoli per il Partito del Sud! Presente..come sempre!

COMUNICATO


PARTITO DEL SUD PRESENTE!





PRESIDIO PER IL SINDACO SOTTO LA PREFETTURA!

Il 20 novembre la terza sezione del Consiglio di Stato discuterà l'appello presentato dal Governo contro la decisione del Tar Campania di annullare l'efficacia della sospensione del sindaco De Magistris. Il ricorso sarà esaminato insieme a quello presentato dall'associazione Movimento difesa del cittadino Cittadini e associazione Alpi.

Cittadini ed associazioni del territorio mercoledi 19 si riuniranno sotto la prefettura per protestare contro questo nuovo atto scellerato del Governo che intende privare la città di Napoli del proprio sindaco DEMOCRATICAMENTE eletto.
Difendiamo il nostro diritto al voto, difendiamo e sosteniamo il nostro Sindaco Luigi De Magistris e le battaglie che coraggiosamente sta conducendo a difesa della nostra città.

IL PARTITO DEL SUD SARA' PRESENTE COME NELLE OCCASIONI PRECEDENTI. INVITIAMO I NOSTRI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI A PARTECIPARE AL PRESIDIO.

L'appuntamento è quindi per MERCOLEDI 19 ORE 16.30 SOTTO LA PREFETTURA IN PIAZZA PLEBISCITO


Evento FB: https://www.facebook.com/events/376714582493464/?ref_newsfeed_story_type=regular

...........................................................................................



PRESENTAZIONE NUOVO LIBRO DI CUTOLO AL PAN

Il Partito del Sud sarà impegnato Mercoledì 19 Novembre 2014 a Napoli a garantire la sua presenza, con iscritti e simpatizzanti, in 2 importanti appuntamenti :

-     Ore 16,30 inizio presidio,sotto la Prefettura di Napoli, a sostegno del sindaco Luigi de Magistris, in attesa della sentenza di Giovedì 20 di ricorso al reintegro dopo la sospensione del suo ruolo!
  
-    Ore 17,30 al Museo PAN di Napoli presentazione del libro di Giovanni Cutolo (Dirigente del PdelSUD) “Breviario di formazione” con l’autore e relatori Salvatore Cozzolino(architetto, Presid. Adi Campania, Socio PdelSUD), Renato De Fusco (architetto,storico, Univ. Federico II° Napoli), Alessio Postiglione (giornalista, Staff del Sindaco de Magistris, Socio Onorario PdelSUD)!

S’invitano soci, iscritti simpatizzanti a partecipare numerosi ai 2 eventi, nei modi e orari compatibili.

Partito del Sud - Napoli




.
Leggi tutto »
COMUNICATO


PARTITO DEL SUD PRESENTE!





PRESIDIO PER IL SINDACO SOTTO LA PREFETTURA!

Il 20 novembre la terza sezione del Consiglio di Stato discuterà l'appello presentato dal Governo contro la decisione del Tar Campania di annullare l'efficacia della sospensione del sindaco De Magistris. Il ricorso sarà esaminato insieme a quello presentato dall'associazione Movimento difesa del cittadino Cittadini e associazione Alpi.

Cittadini ed associazioni del territorio mercoledi 19 si riuniranno sotto la prefettura per protestare contro questo nuovo atto scellerato del Governo che intende privare la città di Napoli del proprio sindaco DEMOCRATICAMENTE eletto.
Difendiamo il nostro diritto al voto, difendiamo e sosteniamo il nostro Sindaco Luigi De Magistris e le battaglie che coraggiosamente sta conducendo a difesa della nostra città.

IL PARTITO DEL SUD SARA' PRESENTE COME NELLE OCCASIONI PRECEDENTI. INVITIAMO I NOSTRI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI A PARTECIPARE AL PRESIDIO.

L'appuntamento è quindi per MERCOLEDI 19 ORE 16.30 SOTTO LA PREFETTURA IN PIAZZA PLEBISCITO


Evento FB: https://www.facebook.com/events/376714582493464/?ref_newsfeed_story_type=regular

...........................................................................................



PRESENTAZIONE NUOVO LIBRO DI CUTOLO AL PAN

Il Partito del Sud sarà impegnato Mercoledì 19 Novembre 2014 a Napoli a garantire la sua presenza, con iscritti e simpatizzanti, in 2 importanti appuntamenti :

-     Ore 16,30 inizio presidio,sotto la Prefettura di Napoli, a sostegno del sindaco Luigi de Magistris, in attesa della sentenza di Giovedì 20 di ricorso al reintegro dopo la sospensione del suo ruolo!
  
-    Ore 17,30 al Museo PAN di Napoli presentazione del libro di Giovanni Cutolo (Dirigente del PdelSUD) “Breviario di formazione” con l’autore e relatori Salvatore Cozzolino(architetto, Presid. Adi Campania, Socio PdelSUD), Renato De Fusco (architetto,storico, Univ. Federico II° Napoli), Alessio Postiglione (giornalista, Staff del Sindaco de Magistris, Socio Onorario PdelSUD)!

S’invitano soci, iscritti simpatizzanti a partecipare numerosi ai 2 eventi, nei modi e orari compatibili.

Partito del Sud - Napoli




.

domenica 16 novembre 2014

Al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, Palazzo Chigi, Roma.

Al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, Palazzo Chigi, Roma.

Sig. Presidente,
Gaeta, città antica e dalle grandi tradizioni storiche, ha rappresentato per secoli una posizione strategico militare di importante rilievo, tanto è vero che tutt’oggi sono presenti sul territorio diverse caserme ed ex officine militari. Nonostante ciò, dal dopoguerra ad oggi diversi siti sono stati dismessi e completamente abbandonati da parte delle autorità militari. All’incuria del tempo si sono aggiunti gli atti sconsiderati da parte di coloro che hanno ulteriormente saccheggiato e deturpato il patrimonio storico ,presente in quelle proprietà demaniali, le quali interdette per molto tempo alla collettività, non hanno potuto ricevere quella cura e quella attenzione che le avrebbe potuto preservare e salvaguardare dalla rovina. Gaeta, oggi città a forte vocazione turistica, necessita di spazi vitali per l’espansione di attività produttive e per la realizzazione di nuove e più moderne strutture ricettive, attende di ricevere dallo Stato tutti questi beni, ora di proprietà del Demanio Civile.

Potrebbero rappresentare una spinta propulsiva all’economia del basso Lazio. Pertanto, chiediamo che vengano assegnate alla città di Gaeta tutte quelle proprietà demaniali ormai in stato di decadenza e di abbandono che il Ministero della Difesa ha lasciato senza destinazione da diversi decenni. I beni demaniali di Gaeta sono moltissimi, alcuni, ancora oggi nelle mani di Enti militari come la Marina Militare che ospita la Base Nato e la nave ammiraglia della Sesta Flotta nel Mediterraneo; come il deposito combustibili che serve alle attività della Marina Militare, come la Scuola Nautica della GDF che occupa il Castello Aragonese, sede della Caserma Mazzini, la caserma Cavour e la Caserma Bausan sita nei pressi di Punta Stendardo, sull’ultimo bastione borbonico della città; come la sede della Capitaneria di Porto di Gaeta. I beni più importanti, oltre ai bastioni del Fronte di terra in parte ristrutturati in questi ultimi anni, sono:

1) Caserma S. Angelo Basso.
2) Chiesa di San Michele Arcangelo
3) Vecchia tipografia.
4) Forte Emilio Savio.
5) Casa Tosti.
6) Cortile retrostante Casa Tosti.
7) Torrione francese.
8) Caserma Cialdini.
9) Ex caserma “V. Emanuele II (annessa chiesa di S. Domenico)
10) Casina rossa dell’ex villa Reale-villa della caserma S.Angelo
11) Gran Guardia borbonica
12) Caserma Gattola.

Nella maggior parte, si tratta di proprietà che vennero requisite dallo Stato Piemontese all’indomani della presa di Gaeta, nel febbraio del 1861e di conseguenza con la costruzione dello stato unitario, rientrarono sotto la giurisdizione del Ministero della Guerra. Da ricordare che il Regno delle Due Sicilie era uno stato pacifico e prospero, dove la disoccupazione non esisteva e da dove nessuno era mai emigrato.
Fu attaccato da casa Savoia, senza dichiarazione di Guerra, perciò quei beni appartengono alla città, come tutti i beni demaniali del Sud. Da allora in poi, quello che era patrimonio della città di Gaeta, divenne un peso ed un aggravio per l’intera cittadina tirrenica che ha dovuto assistere alla sua requisizione, ed infine, alla trasformazione di alcuni di essi in carcere militare (come la caserma Sant’Angelo e il castello Angioino). Il detto “Ti mando a Gaeta” è stato per oltre un secolo, sinonimo di carcerazione inumana dando alla città la nomea di luogo tenebroso. Tra i beni demaniali menzionati vi sono numerosi monumenti risalenti al medioevo come la caserma Sant’Angelo ( due ettari di fabbricato) e l’annessa chiesa di San Michele, con un pavimento in marmo policromo, appartenenti ad un unico complesso monastico che fu soppresso nel 1788 e destinato a scuola per sottufficiali dell’esercito borbonico.

Conquistata Gaeta, i piemontesi lo adibirono a carcere inumano e terribile. All’interno vi fu costruita anche una tipografia militare.
Oggi tutto è in abbandono, compresa la tipografia, e la falegnameria. Della stessa categoria fanno parte “Casa Tosti” e il “ cortile retrostante” beni che appartenevano ad una famiglia nobile della città poi passati al comune e successivamente anch’essi incamerati dal demanio militare. Tuttora versano in uno stato di completo deterioramento.
Tra l’altro, anche la Casina della “Villa Reale” così come la villa della Caserma Sant’Angelo erano beni donati dalla monarchia borbonica alla città e costituirono , per breve tempo, “una pubblica Villa per comodo e diletto degli abitanti di Gaeta”.

A seguire l’edificio della “Gran Guardia” costruito nel 1786 dall’Arch. Ferrari, ed adibito dopo l’unificazione nazionale, fino alla metà degli anni ottanta del 900 a “Circolo Ufficiali dell’Esercito”, nel centro della città antica, oggi in completo abbandono. Nello specifico, la restante parte dei beni demaniali in questione, pensati e realizzati esclusivamente come opere militari di difesa, ed in particolare il “Torrione francese”, la Caserma “Cialdini”, la Caserma “Gattola” ed il “Forte Emilio Savio”.
In riferimento a quanto espresso, l’amministrazione Raimondi, stabilì una progettualità in relazione alle esigenze di ogni singolo bene ed in stretta connessione con quelle della città. Tuttavia, dal momento che per il recupero e la sistemazione di gran parte dei suddetti beni ,l’Amministrazione Comunale si troverebbe a dover far fronte alla necessità di trovare i fondi attraverso non solo i canali istituzionali, ossia gli Enti Centrali e Locali dello Stato, con una burocrazia infernale, ma anche attraverso forme di finanziamento europeo e privato.
 A motivo di ciò, la passata amministrazione comunale, aveva già allacciato stretti contatti con l’Ater di Latina per quanto riguardala realizzazione di diversi alloggi di “Edilizia convenzionata” in diverse strutture presenti sul territorio. Infatti l’Ater si è dimostrata disponibilissima alla ristrutturazione di diversi stabili fatiscenti che darebbero la possibilità a molti cittadini di avere finalmente una casa a fitti agevolati nella propria città. Oggi, almeno seimila gaetani sono stati costretti ad emigrare nei paesi vicini per mancanza di case.
Pertanto, al fine di ottenere una utilizzazione più razionale ed efficiente delle suddette strutture e, per dimezzare nettamente i tempi, sarebbe opportuno affidare la gestione di alcune di esse a Cooperative di giovani o a privati, in quanto , alcuni di questi beni verranno destinati alla realizzazione di strutture ricettive per sopperire alla mancanza di punti di accoglienza, e quindi a posti letto nella città. Altri beni verranno adibiti a Musei di fatti che determinarono la barbara repressione savoiarda nel sud Italia, al Carcere di Gaeta, alla resistenza dei nostri patrioti chiamati Briganti dalla casta piemontese. Tutto ciò a sicuro vantaggio e sostegno dell’intera economia turistica delle città del Golfo di Gaeta( Gaeta-Formia-Minturno-Itri).
Altri beni demaniali , invece, verrebbero destinati all’apertura di strutture culturali a disposizione dei cittadini. Verrebbe realizzata una “Casa delle Associazioni” per far fronte alle esigenze del mondo dell’associazionismo culturale. Infine, altre proprietà demaniali verrebbero destinate a parcheggi ed infrastrutture per i quartieri interessati, ed in particolare , per il centro storico di Gaeta S.E., dove gran parte dei beni sono situati.

Vogliamo ricordare che al Piemonte sono stati regalati dal governo Prodi circa mille miliardi di lire per la ristrutturazione dei beni savoiardi>; che il governo Berlusconi ha regalato a Palmanova tutti i beni demaniali siti in quella città. Gaeta, nel 1860-61 è stata teatro di un assedio tremendo da parte della monarchia sabauda. La città fu rasa al suolo, i morti ammontarono a 4.000 tra civili e militari. La sua economia distrutta e il suo popolo diasporato in tutto il mondo. Sig. Presidente,

Il suo Governo ha regalato a Firenze tutti i beni demaniali siti in quella città, come ha regalato al Roma, a Torino e Milano beni e caserme vuote per farne case popolari, aree commerciali e artigianali.
Gaeta è la città che più di tutte ha subito il risorgimento e la sua barbarie. Ha subito un assedio tremendo da parte del macellaio Cialdini, per conto dei Savoia e del loro primo Ministro Cavour. La città fu attaccata senza dichiarazione di guerra. Fu massacrata e rasa al suolo da 160 mila bombe scaraventate dai piemontesi.
I morti, tra militari e civili ammontarono a 4.000. La città fu divisa in tre zone militari, togliendole possibilità economiche da sviluppare e soprattutto, regalarono ad uno Stato straniero, il Piemonte massonico ed anti cattolico, le nostre strutture militari, le chiese i conventi. I danni di guerra non sono stati pagati dalla banda di criminali piemontesi.
Oggi aspettiamo che il Suo governo dia alla città martire del Risorgimento quello che i criminali piemontesi accorparono al Regno di Sardegna.

 Antonio Ciano
Ex Assessore al Demanio della città e Presidente Onorario del Partito del Sud






.

.
Leggi tutto »
Al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, Palazzo Chigi, Roma.

Sig. Presidente,
Gaeta, città antica e dalle grandi tradizioni storiche, ha rappresentato per secoli una posizione strategico militare di importante rilievo, tanto è vero che tutt’oggi sono presenti sul territorio diverse caserme ed ex officine militari. Nonostante ciò, dal dopoguerra ad oggi diversi siti sono stati dismessi e completamente abbandonati da parte delle autorità militari. All’incuria del tempo si sono aggiunti gli atti sconsiderati da parte di coloro che hanno ulteriormente saccheggiato e deturpato il patrimonio storico ,presente in quelle proprietà demaniali, le quali interdette per molto tempo alla collettività, non hanno potuto ricevere quella cura e quella attenzione che le avrebbe potuto preservare e salvaguardare dalla rovina. Gaeta, oggi città a forte vocazione turistica, necessita di spazi vitali per l’espansione di attività produttive e per la realizzazione di nuove e più moderne strutture ricettive, attende di ricevere dallo Stato tutti questi beni, ora di proprietà del Demanio Civile.

Potrebbero rappresentare una spinta propulsiva all’economia del basso Lazio. Pertanto, chiediamo che vengano assegnate alla città di Gaeta tutte quelle proprietà demaniali ormai in stato di decadenza e di abbandono che il Ministero della Difesa ha lasciato senza destinazione da diversi decenni. I beni demaniali di Gaeta sono moltissimi, alcuni, ancora oggi nelle mani di Enti militari come la Marina Militare che ospita la Base Nato e la nave ammiraglia della Sesta Flotta nel Mediterraneo; come il deposito combustibili che serve alle attività della Marina Militare, come la Scuola Nautica della GDF che occupa il Castello Aragonese, sede della Caserma Mazzini, la caserma Cavour e la Caserma Bausan sita nei pressi di Punta Stendardo, sull’ultimo bastione borbonico della città; come la sede della Capitaneria di Porto di Gaeta. I beni più importanti, oltre ai bastioni del Fronte di terra in parte ristrutturati in questi ultimi anni, sono:

1) Caserma S. Angelo Basso.
2) Chiesa di San Michele Arcangelo
3) Vecchia tipografia.
4) Forte Emilio Savio.
5) Casa Tosti.
6) Cortile retrostante Casa Tosti.
7) Torrione francese.
8) Caserma Cialdini.
9) Ex caserma “V. Emanuele II (annessa chiesa di S. Domenico)
10) Casina rossa dell’ex villa Reale-villa della caserma S.Angelo
11) Gran Guardia borbonica
12) Caserma Gattola.

Nella maggior parte, si tratta di proprietà che vennero requisite dallo Stato Piemontese all’indomani della presa di Gaeta, nel febbraio del 1861e di conseguenza con la costruzione dello stato unitario, rientrarono sotto la giurisdizione del Ministero della Guerra. Da ricordare che il Regno delle Due Sicilie era uno stato pacifico e prospero, dove la disoccupazione non esisteva e da dove nessuno era mai emigrato.
Fu attaccato da casa Savoia, senza dichiarazione di Guerra, perciò quei beni appartengono alla città, come tutti i beni demaniali del Sud. Da allora in poi, quello che era patrimonio della città di Gaeta, divenne un peso ed un aggravio per l’intera cittadina tirrenica che ha dovuto assistere alla sua requisizione, ed infine, alla trasformazione di alcuni di essi in carcere militare (come la caserma Sant’Angelo e il castello Angioino). Il detto “Ti mando a Gaeta” è stato per oltre un secolo, sinonimo di carcerazione inumana dando alla città la nomea di luogo tenebroso. Tra i beni demaniali menzionati vi sono numerosi monumenti risalenti al medioevo come la caserma Sant’Angelo ( due ettari di fabbricato) e l’annessa chiesa di San Michele, con un pavimento in marmo policromo, appartenenti ad un unico complesso monastico che fu soppresso nel 1788 e destinato a scuola per sottufficiali dell’esercito borbonico.

Conquistata Gaeta, i piemontesi lo adibirono a carcere inumano e terribile. All’interno vi fu costruita anche una tipografia militare.
Oggi tutto è in abbandono, compresa la tipografia, e la falegnameria. Della stessa categoria fanno parte “Casa Tosti” e il “ cortile retrostante” beni che appartenevano ad una famiglia nobile della città poi passati al comune e successivamente anch’essi incamerati dal demanio militare. Tuttora versano in uno stato di completo deterioramento.
Tra l’altro, anche la Casina della “Villa Reale” così come la villa della Caserma Sant’Angelo erano beni donati dalla monarchia borbonica alla città e costituirono , per breve tempo, “una pubblica Villa per comodo e diletto degli abitanti di Gaeta”.

A seguire l’edificio della “Gran Guardia” costruito nel 1786 dall’Arch. Ferrari, ed adibito dopo l’unificazione nazionale, fino alla metà degli anni ottanta del 900 a “Circolo Ufficiali dell’Esercito”, nel centro della città antica, oggi in completo abbandono. Nello specifico, la restante parte dei beni demaniali in questione, pensati e realizzati esclusivamente come opere militari di difesa, ed in particolare il “Torrione francese”, la Caserma “Cialdini”, la Caserma “Gattola” ed il “Forte Emilio Savio”.
In riferimento a quanto espresso, l’amministrazione Raimondi, stabilì una progettualità in relazione alle esigenze di ogni singolo bene ed in stretta connessione con quelle della città. Tuttavia, dal momento che per il recupero e la sistemazione di gran parte dei suddetti beni ,l’Amministrazione Comunale si troverebbe a dover far fronte alla necessità di trovare i fondi attraverso non solo i canali istituzionali, ossia gli Enti Centrali e Locali dello Stato, con una burocrazia infernale, ma anche attraverso forme di finanziamento europeo e privato.
 A motivo di ciò, la passata amministrazione comunale, aveva già allacciato stretti contatti con l’Ater di Latina per quanto riguardala realizzazione di diversi alloggi di “Edilizia convenzionata” in diverse strutture presenti sul territorio. Infatti l’Ater si è dimostrata disponibilissima alla ristrutturazione di diversi stabili fatiscenti che darebbero la possibilità a molti cittadini di avere finalmente una casa a fitti agevolati nella propria città. Oggi, almeno seimila gaetani sono stati costretti ad emigrare nei paesi vicini per mancanza di case.
Pertanto, al fine di ottenere una utilizzazione più razionale ed efficiente delle suddette strutture e, per dimezzare nettamente i tempi, sarebbe opportuno affidare la gestione di alcune di esse a Cooperative di giovani o a privati, in quanto , alcuni di questi beni verranno destinati alla realizzazione di strutture ricettive per sopperire alla mancanza di punti di accoglienza, e quindi a posti letto nella città. Altri beni verranno adibiti a Musei di fatti che determinarono la barbara repressione savoiarda nel sud Italia, al Carcere di Gaeta, alla resistenza dei nostri patrioti chiamati Briganti dalla casta piemontese. Tutto ciò a sicuro vantaggio e sostegno dell’intera economia turistica delle città del Golfo di Gaeta( Gaeta-Formia-Minturno-Itri).
Altri beni demaniali , invece, verrebbero destinati all’apertura di strutture culturali a disposizione dei cittadini. Verrebbe realizzata una “Casa delle Associazioni” per far fronte alle esigenze del mondo dell’associazionismo culturale. Infine, altre proprietà demaniali verrebbero destinate a parcheggi ed infrastrutture per i quartieri interessati, ed in particolare , per il centro storico di Gaeta S.E., dove gran parte dei beni sono situati.

Vogliamo ricordare che al Piemonte sono stati regalati dal governo Prodi circa mille miliardi di lire per la ristrutturazione dei beni savoiardi>; che il governo Berlusconi ha regalato a Palmanova tutti i beni demaniali siti in quella città. Gaeta, nel 1860-61 è stata teatro di un assedio tremendo da parte della monarchia sabauda. La città fu rasa al suolo, i morti ammontarono a 4.000 tra civili e militari. La sua economia distrutta e il suo popolo diasporato in tutto il mondo. Sig. Presidente,

Il suo Governo ha regalato a Firenze tutti i beni demaniali siti in quella città, come ha regalato al Roma, a Torino e Milano beni e caserme vuote per farne case popolari, aree commerciali e artigianali.
Gaeta è la città che più di tutte ha subito il risorgimento e la sua barbarie. Ha subito un assedio tremendo da parte del macellaio Cialdini, per conto dei Savoia e del loro primo Ministro Cavour. La città fu attaccata senza dichiarazione di guerra. Fu massacrata e rasa al suolo da 160 mila bombe scaraventate dai piemontesi.
I morti, tra militari e civili ammontarono a 4.000. La città fu divisa in tre zone militari, togliendole possibilità economiche da sviluppare e soprattutto, regalarono ad uno Stato straniero, il Piemonte massonico ed anti cattolico, le nostre strutture militari, le chiese i conventi. I danni di guerra non sono stati pagati dalla banda di criminali piemontesi.
Oggi aspettiamo che il Suo governo dia alla città martire del Risorgimento quello che i criminali piemontesi accorparono al Regno di Sardegna.

 Antonio Ciano
Ex Assessore al Demanio della città e Presidente Onorario del Partito del Sud






.

.

LA VIGNETTA DELLA SETTIMANA







.

Leggi tutto »






.

venerdì 14 novembre 2014

Mercoledì 19/11/2014 ore 17,30 al PAN di Napoli in anteprima il nuovo libro di Giovanni Cutolo!

Le eccellenze del Partito del Sud, anche nella cultura, al PAN di Napoli !

Mercoledì 19 Novembre 2014 c/o la prestigiosa sede del Museo PAN di Napoli verrà presentato dallo stesso autore Giovanni Cutolo il suo ultimo libro "Breviario di formazione" (Design, Food, Fashion...).
Una lectio magistralis del nostro dirigente e Membro del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud!
Relatori :Salvatore Cozzolino (Architetto, Presidente Adi Campania, Socio della sez. Guido Dorso di Napoli del PdelSUD);
Renato De Fusco (Architetto, Storico,Università Federico II° di Napoli);
Alessio Postiglione (Giornalista,Staff del Sindaco Luigi de Magistris, Socio Onorario del Partito del Sud).

da non perdere !


Leggi tutto »
Le eccellenze del Partito del Sud, anche nella cultura, al PAN di Napoli !

Mercoledì 19 Novembre 2014 c/o la prestigiosa sede del Museo PAN di Napoli verrà presentato dallo stesso autore Giovanni Cutolo il suo ultimo libro "Breviario di formazione" (Design, Food, Fashion...).
Una lectio magistralis del nostro dirigente e Membro del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud!
Relatori :Salvatore Cozzolino (Architetto, Presidente Adi Campania, Socio della sez. Guido Dorso di Napoli del PdelSUD);
Renato De Fusco (Architetto, Storico,Università Federico II° di Napoli);
Alessio Postiglione (Giornalista,Staff del Sindaco Luigi de Magistris, Socio Onorario del Partito del Sud).

da non perdere !


mercoledì 12 novembre 2014

Tutti contro de Magistris.

Di Natale Cuccurese

Poche ore dopo che il Sindaco de Magistris ha dato mandato all’avvocatura del Comune di mettere in atto «tutte le azioni presso gli organi costituzionali, a cominciare da Regione Campania e dalla Corte costituzionale, alla giustizia amministrativa e alla giustizia ordinaria in tutte le articolazioni» per impugnare lo Sblocca Italia, il Governo ha proposto appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che, il 30 ottobre scorso, aveva annullato la sospensione del Sindaco di Napoli, presentando ricorso attraverso il Ministero degli Interni e la Prefettura, il ricorso punta alla riforma della pronuncia del Tar che avevo sospeso la sospensiva... 

Il Ministro dell'Interno che chiede di sospendere la sospensiva della sospensione di de Magistris, tentando di farne un Sindaco "Appeso", si dimostra ancora un volta degno e solerte rappresentante di questo Governo, forte con i deboli e con chi reclama il rispetto dei propri diritti costituzionali, debole con i ( poteri ) forti. 

C'è chi cerca di mettere le mani sulla città! L'invito ancora una volta è di Resistere!


Leggi tutto »
Di Natale Cuccurese

Poche ore dopo che il Sindaco de Magistris ha dato mandato all’avvocatura del Comune di mettere in atto «tutte le azioni presso gli organi costituzionali, a cominciare da Regione Campania e dalla Corte costituzionale, alla giustizia amministrativa e alla giustizia ordinaria in tutte le articolazioni» per impugnare lo Sblocca Italia, il Governo ha proposto appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che, il 30 ottobre scorso, aveva annullato la sospensione del Sindaco di Napoli, presentando ricorso attraverso il Ministero degli Interni e la Prefettura, il ricorso punta alla riforma della pronuncia del Tar che avevo sospeso la sospensiva... 

Il Ministro dell'Interno che chiede di sospendere la sospensiva della sospensione di de Magistris, tentando di farne un Sindaco "Appeso", si dimostra ancora un volta degno e solerte rappresentante di questo Governo, forte con i deboli e con chi reclama il rispetto dei propri diritti costituzionali, debole con i ( poteri ) forti. 

C'è chi cerca di mettere le mani sulla città! L'invito ancora una volta è di Resistere!


MODENA - SABATO 15 NOVEMBRE: RIUNIONE DEGLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI DEL PARTITO DEL SUD DELL' EMILIA ROMAGNA


Per parlare "da nord" del nostro passato e del nostro presente, convocata a Modena la riunione degli iscritti e simpatizzanti del PdelSUD residenti in Emilia Romagna  per sabato 15 Novembre ore 20:00 Via Modenese 4654 Spilamberto (MO) , per discutere di cosa fare, per guardare al nostro futuro.

Ordine Del Giorno:

- Tesseramento 2015

- Relazione situazione politica nazionale, a cura del Presidente Nazionale del Partito del Sud - Natale Cuccurese, e locale ad opera del Coord. Regionale Emilia Romagna del Partito del Sud - Fabrizio Bensai.

- Analisi organizzativa in vista delle nuove iniziative in programma sui territori

- Varie ed eventuali

Dopo una breve cena di lavoro c/o Ristorante Ponte Guerro avremo a disposizione per la riunione una saletta riservata fino alle ore 24,00, termine della riunione.



.
Leggi tutto »

Per parlare "da nord" del nostro passato e del nostro presente, convocata a Modena la riunione degli iscritti e simpatizzanti del PdelSUD residenti in Emilia Romagna  per sabato 15 Novembre ore 20:00 Via Modenese 4654 Spilamberto (MO) , per discutere di cosa fare, per guardare al nostro futuro.

Ordine Del Giorno:

- Tesseramento 2015

- Relazione situazione politica nazionale, a cura del Presidente Nazionale del Partito del Sud - Natale Cuccurese, e locale ad opera del Coord. Regionale Emilia Romagna del Partito del Sud - Fabrizio Bensai.

- Analisi organizzativa in vista delle nuove iniziative in programma sui territori

- Varie ed eventuali

Dopo una breve cena di lavoro c/o Ristorante Ponte Guerro avremo a disposizione per la riunione una saletta riservata fino alle ore 24,00, termine della riunione.



.

 
[Privacy]
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Hot Sonakshi Sinha, Car Price in India