domenica 16 novembre 2014

venerdì 14 novembre 2014

Mercoledì 19/11/2014 ore 17,30 al PAN di Napoli in anteprima il nuovo libro di Giovanni Cutolo!

Le eccellenze del Partito del Sud, anche nella cultura, al PAN di Napoli !

Mercoledì 19 Novembre 2014 c/o la prestigiosa sede del Museo PAN di Napoli verrà presentato dallo stesso autore Giovanni Cutolo il suo ultimo libro "Breviario di formazione" (Design, Food, Fashion...).
Una lectio magistralis del nostro dirigente e Membro del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud!
Relatori :Salvatore Cozzolino (Architetto, Presidente Adi Campania, Socio della sez. Guido Dorso di Napoli del PdelSUD);
Renato De Fusco (Architetto, Storico,Università Federico II° di Napoli);
Alessio Postiglione (Giornalista,Staff del Sindaco Luigi de Magistris, Socio Onorario del Partito del Sud).

da non perdere !


Leggi tutto »
Le eccellenze del Partito del Sud, anche nella cultura, al PAN di Napoli !

Mercoledì 19 Novembre 2014 c/o la prestigiosa sede del Museo PAN di Napoli verrà presentato dallo stesso autore Giovanni Cutolo il suo ultimo libro "Breviario di formazione" (Design, Food, Fashion...).
Una lectio magistralis del nostro dirigente e Membro del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud!
Relatori :Salvatore Cozzolino (Architetto, Presidente Adi Campania, Socio della sez. Guido Dorso di Napoli del PdelSUD);
Renato De Fusco (Architetto, Storico,Università Federico II° di Napoli);
Alessio Postiglione (Giornalista,Staff del Sindaco Luigi de Magistris, Socio Onorario del Partito del Sud).

da non perdere !


mercoledì 12 novembre 2014

Tutti contro de Magistris.

Di Natale Cuccurese

Poche ore dopo che il Sindaco de Magistris ha dato mandato all’avvocatura del Comune di mettere in atto «tutte le azioni presso gli organi costituzionali, a cominciare da Regione Campania e dalla Corte costituzionale, alla giustizia amministrativa e alla giustizia ordinaria in tutte le articolazioni» per impugnare lo Sblocca Italia, il Governo ha proposto appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che, il 30 ottobre scorso, aveva annullato la sospensione del Sindaco di Napoli, presentando ricorso attraverso il Ministero degli Interni e la Prefettura, il ricorso punta alla riforma della pronuncia del Tar che avevo sospeso la sospensiva... 

Il Ministro dell'Interno che chiede di sospendere la sospensiva della sospensione di de Magistris, tentando di farne un Sindaco "Appeso", si dimostra ancora un volta degno e solerte rappresentante di questo Governo, forte con i deboli e con chi reclama il rispetto dei propri diritti costituzionali, debole con i ( poteri ) forti. 

C'è chi cerca di mettere le mani sulla città! L'invito ancora una volta è di Resistere!


Leggi tutto »
Di Natale Cuccurese

Poche ore dopo che il Sindaco de Magistris ha dato mandato all’avvocatura del Comune di mettere in atto «tutte le azioni presso gli organi costituzionali, a cominciare da Regione Campania e dalla Corte costituzionale, alla giustizia amministrativa e alla giustizia ordinaria in tutte le articolazioni» per impugnare lo Sblocca Italia, il Governo ha proposto appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che, il 30 ottobre scorso, aveva annullato la sospensione del Sindaco di Napoli, presentando ricorso attraverso il Ministero degli Interni e la Prefettura, il ricorso punta alla riforma della pronuncia del Tar che avevo sospeso la sospensiva... 

Il Ministro dell'Interno che chiede di sospendere la sospensiva della sospensione di de Magistris, tentando di farne un Sindaco "Appeso", si dimostra ancora un volta degno e solerte rappresentante di questo Governo, forte con i deboli e con chi reclama il rispetto dei propri diritti costituzionali, debole con i ( poteri ) forti. 

C'è chi cerca di mettere le mani sulla città! L'invito ancora una volta è di Resistere!


MODENA - SABATO 15 NOVEMBRE: RIUNIONE DEGLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI DEL PARTITO DEL SUD DELL' EMILIA ROMAGNA


Per parlare "da nord" del nostro passato e del nostro presente, convocata a Modena la riunione degli iscritti e simpatizzanti del PdelSUD residenti in Emilia Romagna  per sabato 15 Novembre ore 20:00 Via Modenese 4654 Spilamberto (MO) , per discutere di cosa fare, per guardare al nostro futuro.

Ordine Del Giorno:

- Tesseramento 2015

- Relazione situazione politica nazionale, a cura del Presidente Nazionale del Partito del Sud - Natale Cuccurese, e locale ad opera del Coord. Regionale Emilia Romagna del Partito del Sud - Fabrizio Bensai.

- Analisi organizzativa in vista delle nuove iniziative in programma sui territori

- Varie ed eventuali

Dopo una breve cena di lavoro c/o Ristorante Ponte Guerro avremo a disposizione per la riunione una saletta riservata fino alle ore 24,00, termine della riunione.



.
Leggi tutto »

Per parlare "da nord" del nostro passato e del nostro presente, convocata a Modena la riunione degli iscritti e simpatizzanti del PdelSUD residenti in Emilia Romagna  per sabato 15 Novembre ore 20:00 Via Modenese 4654 Spilamberto (MO) , per discutere di cosa fare, per guardare al nostro futuro.

Ordine Del Giorno:

- Tesseramento 2015

- Relazione situazione politica nazionale, a cura del Presidente Nazionale del Partito del Sud - Natale Cuccurese, e locale ad opera del Coord. Regionale Emilia Romagna del Partito del Sud - Fabrizio Bensai.

- Analisi organizzativa in vista delle nuove iniziative in programma sui territori

- Varie ed eventuali

Dopo una breve cena di lavoro c/o Ristorante Ponte Guerro avremo a disposizione per la riunione una saletta riservata fino alle ore 24,00, termine della riunione.



.

martedì 11 novembre 2014

I MURI INVISIBILI RESISTONO MEGLIO..

Di Andrea Balia 

In questi giorni, come è giusto che sia, si celebrano i 25 anni dell’abbattimento di quella vergogna che fu il muro di Berlino. Il buon Gorbaciov sottolinea che forse i russi volevano quell’abbattimento più di quanto lo volessero gli occidentali, o ci abbiano fatto credere attraverso la stampa. Il punto della riflessione non è però questo : quel muro,realmente costruito con tanto di mattoni, era l’emblema della guerra fredda che, dividendo una nazione (quella germanica) sanciva la contrapposizione tra due pensieri e due mondi…quello occidentale e il comunismo. Altra divisione, con mura invisibili, in sfregio ad un’unificazione realmente mai attuata, ha resistito oltre il secolo e mezzo nel nostro paese: da una parte l’Italia industrializzata, bene o male infrastrutturata, e dall’altra un Sud depauperato, depresso, colonizzato,terra di consumo e al massimo di vacanze…lasciato spesso in mano alla criminalità. 

Dal 1861 ad oggi! Quindi con un muro non visibile ma più efficiente nei suoi scopi ed obbiettivi. In Germania in 25 anni hanno ricostruito una nazione. E, sfatando dati mai ufficializzati, investendo circa 10 volte in più di quello che s’è fatto o investito qui da noi in 153 anni.. Altro che fiumi di denaro verso il Mezzogiorno!

 Si, soldi ne sono arrivati, molti sprecati…tanta corruzione, tanto denaro stanziato mai giunto…ma le cifre quelle sono! E quindi il muro vero, quello tedesco, ha resistito meno di quello subdolo, non visibile, ma persistente all’interno della nostra penisola! E c’è chi questo muro vorrebbe ergerlo davvero...i leghisti da una parte e i fautori d’un indipendentismo velleitario dall’altra parte, dal Sud. Anzicchè far sentire gli emigranti meridionali (quasi 13 milioni) più vicini alle loro radici, auspicherebbe, forse senza rendersene conto,che si sentissero definitivamente stranieri. 

Invece di combattere per una pari dignità, pari opportunità, pari risorse per una nazione, sull’esempio tedesco, più forte e davvero unita, pigiando sul tasto dei vecchi splendori e del maltolto (tutto sacrosanto… ci mancherebbe) vorrebbero cavalcare esperienze catalane o scozzesi. 
 Sorvolando sul retaggio di battaglie, partiti, elezioni che quei popoli hanno alle spalle da oltre 50 anni e fantasticando su favoleggiate richieste all’Aia…all’Onu…che vedrebbero la loro alba neanche per generazioni prossime e/o future. 
Il grande regista Ermanno Olmi afferma : “la retorica delle bandiere (pur sacre come segno d’appartenenza) v’è il sospetto sia fatta più per dimenticare che per ricordare”. 


 Fonte : www.webnapoli24.com




Leggi tutto »
Di Andrea Balia 

In questi giorni, come è giusto che sia, si celebrano i 25 anni dell’abbattimento di quella vergogna che fu il muro di Berlino. Il buon Gorbaciov sottolinea che forse i russi volevano quell’abbattimento più di quanto lo volessero gli occidentali, o ci abbiano fatto credere attraverso la stampa. Il punto della riflessione non è però questo : quel muro,realmente costruito con tanto di mattoni, era l’emblema della guerra fredda che, dividendo una nazione (quella germanica) sanciva la contrapposizione tra due pensieri e due mondi…quello occidentale e il comunismo. Altra divisione, con mura invisibili, in sfregio ad un’unificazione realmente mai attuata, ha resistito oltre il secolo e mezzo nel nostro paese: da una parte l’Italia industrializzata, bene o male infrastrutturata, e dall’altra un Sud depauperato, depresso, colonizzato,terra di consumo e al massimo di vacanze…lasciato spesso in mano alla criminalità. 

Dal 1861 ad oggi! Quindi con un muro non visibile ma più efficiente nei suoi scopi ed obbiettivi. In Germania in 25 anni hanno ricostruito una nazione. E, sfatando dati mai ufficializzati, investendo circa 10 volte in più di quello che s’è fatto o investito qui da noi in 153 anni.. Altro che fiumi di denaro verso il Mezzogiorno!

 Si, soldi ne sono arrivati, molti sprecati…tanta corruzione, tanto denaro stanziato mai giunto…ma le cifre quelle sono! E quindi il muro vero, quello tedesco, ha resistito meno di quello subdolo, non visibile, ma persistente all’interno della nostra penisola! E c’è chi questo muro vorrebbe ergerlo davvero...i leghisti da una parte e i fautori d’un indipendentismo velleitario dall’altra parte, dal Sud. Anzicchè far sentire gli emigranti meridionali (quasi 13 milioni) più vicini alle loro radici, auspicherebbe, forse senza rendersene conto,che si sentissero definitivamente stranieri. 

Invece di combattere per una pari dignità, pari opportunità, pari risorse per una nazione, sull’esempio tedesco, più forte e davvero unita, pigiando sul tasto dei vecchi splendori e del maltolto (tutto sacrosanto… ci mancherebbe) vorrebbero cavalcare esperienze catalane o scozzesi. 
 Sorvolando sul retaggio di battaglie, partiti, elezioni che quei popoli hanno alle spalle da oltre 50 anni e fantasticando su favoleggiate richieste all’Aia…all’Onu…che vedrebbero la loro alba neanche per generazioni prossime e/o future. 
Il grande regista Ermanno Olmi afferma : “la retorica delle bandiere (pur sacre come segno d’appartenenza) v’è il sospetto sia fatta più per dimenticare che per ricordare”. 


 Fonte : www.webnapoli24.com




“La Repubblica…promuove le autonomie locali…” Meridionalisti e Progressisti per la Puglia

La Costituzione nel suo articolo 5 recita: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”.
Una Puglia forte in un Sud consapevole e capace di ridare slancio al Paese.PartitodelSudnuovo
Il 12 Dicembre, appuntamento con il Partito del Sud in Puglia. Il ruolo del meridionalismo progressista in una regione come la Puglia e più in generale al Sud e nel Paese.

Leggi tutto »
La Costituzione nel suo articolo 5 recita: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”.
Una Puglia forte in un Sud consapevole e capace di ridare slancio al Paese.PartitodelSudnuovo
Il 12 Dicembre, appuntamento con il Partito del Sud in Puglia. Il ruolo del meridionalismo progressista in una regione come la Puglia e più in generale al Sud e nel Paese.

lunedì 10 novembre 2014

IL MURO E’ ANCORA SU’ ( …come non vederlo?)

Di Bruno Pappalardo

D’accordo, …bene,  celebriamo la ricorrenza dei 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino.  Vorrà dire che utilizzeremo ancora la RETORICA, la cripto-bellicista e pseudo-democratica. 
Certamente,…rappresenta l’evento simbolico che maggiormente ha segnato un’epoca e potrebbe segnarne altre, appunto in quanto simbolo.
Quella di una Europa, all’epoca, lotta di due potenze, due ideologie che si contrastavano (ideologia per chi crede a Babbo Natale) ma soprattutto per motivi esclusivamente colonialistici o meglio dire economici.    
I MURI significano sottrarre ( ma anche proteggere) ricchezza ad altri, appropriarsi di terre e gente che produce e creare condizioni ideali dove il popolo riesce a campare più o meno tranquillo ma dove, però, la governance, il management, sta ancora meglio, ricco e gaudente e superlativamente bene e, ancor di più, la finanza mondiale
La città di Berlino a partire da quel pomeriggio del 9 novembre 1989, ha rappresentato una speranza per una nuova epoca senza più divisioni in tutto il mondo e primariamente in  Europa si è specchiata in questa mutazione. MA È VERAMENTE COSI?  
Il paradosso è che i confini invece di diminuire sono aumentati proprio nel corpo dell ’Europa.  
Marcuse diceva:  “i conflitti più incandescenti riguardano proprio lo spazio, il suo utilizzo e la sua delimitazione. E proprio le città - alcune città in particolare - stanno diventando i campi di battaglia, anche simbolica, delle nuove divisioni e delle nuove appartenenze contrapposte”.
L’appartenenza etnica ha assunto una funzione determinante nei conflitti e nelle battaglie di conquista per lo spazio fisico, per l’appartenenza ad una città o ad un territorio, come ad esempio è avvenuto e resta nell’area balcanica dell’ex Jugoslavia.
Sorvolando su una quantità di autonomie sorte proprio negli anni della nascita della UE, e di questi mesi,     (es: Scozia quest’anno con un referendum per un pelo ha perso la sua indipendenza) parliamo invece dei piccoli territori in guerra. La Catalogna, regione della Spagna il 10/11 novembre di quest’anno ha lancia un referendum con un segno chiarissimo: i catalani vogliono l’indipendenza, dunque, una sorta di “muro”!
La stessa storia dell’URSS è un paradosso!  Inutile adesso parlare della frammentazione in decine di repubbliche come la Lituania, Moldavia, Estonia, Lettonia, Armenia, Georgia ma, invece quelli di quest’anno; i sanguinosi tentativi dell’Ucraina e Bielorussia. Nella stessa città di Kiev (100 morti) si è combattuto sui pianerottoli e tra condomini ad Est contro quelli ad Ovest, in cerca di indipendenza o restaurazione… e poi, prima ancora Valga-Valka tra Estonia e Lituania, Komárom-Komárno tra Ungheria e Slovacchia e Cieszyn-Ceský Tesín  tra Polonia e Repubblica Ceca.
Potrei fare un lungo elenco di luoghi d’Europa che /come il Kosovo) ancora vogliono i loro muri.  
La divisione di territori, di città e di spazi contesi è ormai divenuta la soluzione più seguita nelle risoluzioni relative a situazioni di contrapposizione su base nazionalista, religiosa e linguistica. In questo senso possiamo, senza esagerare, parlare di una nuova epoca di muri.
Ma insomma bisogna unirsi o dividersi secondo anche una propria identità etnico-culturale?
Ci accorgiamo che una delle grandi contraddizioni è che mentre nascono sempre nuovi stati e si rafforza di nuovo l’idea dello stato-nazione, ad essere in crisi è proprio la statualità. Nasce una enorme contraddizione. Lo Stato come  luogo generale dei diritti e sistema democratico. Diventa, esso, baluardo comunitario di proprietà, e ri-nasce l’idea di confine per stabilire e definire chi è maggioranza e minoranza a diversi livelli territoriali.
Allora confini possono essere le chiese e i luoghi di culto, prima distrutti con ferocia, ora sostituiti e ricostruiti,  più di quanti ce ne fossero nel 1992. Minareti si stagliano nel  paesaggio, le croci sempre più grandi, campanili  ancor più alti. I confini sono le bandiere, perché determinano l’etnia nel territorio e issate sui ponti, su viadotti, all’ingresso di gallerie, sulle strade e sulle case. I confini sono i cartelli stradali, in territorio “ serbo” scritti con i caratteri cirillici, e quindi di difficile comprensione  e che non contengono le segnalazione per le città dell’altra entità politica della Bosnia. I confini sono le scuole, divise fisicamente ma nei contenuti, dove la narrazione della storia prende forma diversa a seconda dell’appartenenza, che determina vincitori e vinti, vittime e carnefici.
I confini possono essere i ponti come é avvenuto a Mostar e a Mitrovica, città divise del Kosovo diviso.  . Guardando oggi i ponti di  Mostar e Mitrovica ci rendiamo conto che è ben lontana da quello che abbiamo sperato col MURO di BERLINO Mostar oggi è più divisa che mai, nelle scuole, nelle strade.
Ora vogliamo parlare del nostro SUD o lo abbiamo già fatto?



Leggi tutto »
Di Bruno Pappalardo

D’accordo, …bene,  celebriamo la ricorrenza dei 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino.  Vorrà dire che utilizzeremo ancora la RETORICA, la cripto-bellicista e pseudo-democratica. 
Certamente,…rappresenta l’evento simbolico che maggiormente ha segnato un’epoca e potrebbe segnarne altre, appunto in quanto simbolo.
Quella di una Europa, all’epoca, lotta di due potenze, due ideologie che si contrastavano (ideologia per chi crede a Babbo Natale) ma soprattutto per motivi esclusivamente colonialistici o meglio dire economici.    
I MURI significano sottrarre ( ma anche proteggere) ricchezza ad altri, appropriarsi di terre e gente che produce e creare condizioni ideali dove il popolo riesce a campare più o meno tranquillo ma dove, però, la governance, il management, sta ancora meglio, ricco e gaudente e superlativamente bene e, ancor di più, la finanza mondiale
La città di Berlino a partire da quel pomeriggio del 9 novembre 1989, ha rappresentato una speranza per una nuova epoca senza più divisioni in tutto il mondo e primariamente in  Europa si è specchiata in questa mutazione. MA È VERAMENTE COSI?  
Il paradosso è che i confini invece di diminuire sono aumentati proprio nel corpo dell ’Europa.  
Marcuse diceva:  “i conflitti più incandescenti riguardano proprio lo spazio, il suo utilizzo e la sua delimitazione. E proprio le città - alcune città in particolare - stanno diventando i campi di battaglia, anche simbolica, delle nuove divisioni e delle nuove appartenenze contrapposte”.
L’appartenenza etnica ha assunto una funzione determinante nei conflitti e nelle battaglie di conquista per lo spazio fisico, per l’appartenenza ad una città o ad un territorio, come ad esempio è avvenuto e resta nell’area balcanica dell’ex Jugoslavia.
Sorvolando su una quantità di autonomie sorte proprio negli anni della nascita della UE, e di questi mesi,     (es: Scozia quest’anno con un referendum per un pelo ha perso la sua indipendenza) parliamo invece dei piccoli territori in guerra. La Catalogna, regione della Spagna il 10/11 novembre di quest’anno ha lancia un referendum con un segno chiarissimo: i catalani vogliono l’indipendenza, dunque, una sorta di “muro”!
La stessa storia dell’URSS è un paradosso!  Inutile adesso parlare della frammentazione in decine di repubbliche come la Lituania, Moldavia, Estonia, Lettonia, Armenia, Georgia ma, invece quelli di quest’anno; i sanguinosi tentativi dell’Ucraina e Bielorussia. Nella stessa città di Kiev (100 morti) si è combattuto sui pianerottoli e tra condomini ad Est contro quelli ad Ovest, in cerca di indipendenza o restaurazione… e poi, prima ancora Valga-Valka tra Estonia e Lituania, Komárom-Komárno tra Ungheria e Slovacchia e Cieszyn-Ceský Tesín  tra Polonia e Repubblica Ceca.
Potrei fare un lungo elenco di luoghi d’Europa che /come il Kosovo) ancora vogliono i loro muri.  
La divisione di territori, di città e di spazi contesi è ormai divenuta la soluzione più seguita nelle risoluzioni relative a situazioni di contrapposizione su base nazionalista, religiosa e linguistica. In questo senso possiamo, senza esagerare, parlare di una nuova epoca di muri.
Ma insomma bisogna unirsi o dividersi secondo anche una propria identità etnico-culturale?
Ci accorgiamo che una delle grandi contraddizioni è che mentre nascono sempre nuovi stati e si rafforza di nuovo l’idea dello stato-nazione, ad essere in crisi è proprio la statualità. Nasce una enorme contraddizione. Lo Stato come  luogo generale dei diritti e sistema democratico. Diventa, esso, baluardo comunitario di proprietà, e ri-nasce l’idea di confine per stabilire e definire chi è maggioranza e minoranza a diversi livelli territoriali.
Allora confini possono essere le chiese e i luoghi di culto, prima distrutti con ferocia, ora sostituiti e ricostruiti,  più di quanti ce ne fossero nel 1992. Minareti si stagliano nel  paesaggio, le croci sempre più grandi, campanili  ancor più alti. I confini sono le bandiere, perché determinano l’etnia nel territorio e issate sui ponti, su viadotti, all’ingresso di gallerie, sulle strade e sulle case. I confini sono i cartelli stradali, in territorio “ serbo” scritti con i caratteri cirillici, e quindi di difficile comprensione  e che non contengono le segnalazione per le città dell’altra entità politica della Bosnia. I confini sono le scuole, divise fisicamente ma nei contenuti, dove la narrazione della storia prende forma diversa a seconda dell’appartenenza, che determina vincitori e vinti, vittime e carnefici.
I confini possono essere i ponti come é avvenuto a Mostar e a Mitrovica, città divise del Kosovo diviso.  . Guardando oggi i ponti di  Mostar e Mitrovica ci rendiamo conto che è ben lontana da quello che abbiamo sperato col MURO di BERLINO Mostar oggi è più divisa che mai, nelle scuole, nelle strade.
Ora vogliamo parlare del nostro SUD o lo abbiamo già fatto?



Stigmatizziamo ogni forma di violenza da qualsiasi parte provenga, così come ogni tipo di provocazione...

Di Natale Cuccurese


Indecente in queste ore la corsa a manifestare solidarietà (qualche sprovveduto anche da sinistra ) al provocatore Salvini che oggi a Imola ha persino sbeffeggiato i Partigiani intonando "Bella Ciao". 

Un personaggio che ha fatto della discriminazione, anche contro i meridionali, una ragione di vita e che ora con l'abbraccio al lepenismo spera di restare a galla ancora qualche tempo, confidando nella corta memoria degli italiani e supportato da tutti i media. 
Molti in queste ore i meridionali che ne tessono le lodi, una vergogna!



Leggi tutto »
Di Natale Cuccurese


Indecente in queste ore la corsa a manifestare solidarietà (qualche sprovveduto anche da sinistra ) al provocatore Salvini che oggi a Imola ha persino sbeffeggiato i Partigiani intonando "Bella Ciao". 

Un personaggio che ha fatto della discriminazione, anche contro i meridionali, una ragione di vita e che ora con l'abbraccio al lepenismo spera di restare a galla ancora qualche tempo, confidando nella corta memoria degli italiani e supportato da tutti i media. 
Molti in queste ore i meridionali che ne tessono le lodi, una vergogna!



domenica 9 novembre 2014

#IoScelgoilSud - Tanti modi per farlo Sud Project Camp.

https://www.youtube.com/watch?v=DGYOSQ3uzoQ&feature=youtu.be

#IoScelgoilSud - Tanti modi per farlo Sud Project Camp. I nostri prootti, la nostra scuola, i nostri giovani, le università, la ricerca, la natura, l'innovazione, antichi tracciati ferroviari, l'arte, la storia... il #Sud




Leggi tutto »
https://www.youtube.com/watch?v=DGYOSQ3uzoQ&feature=youtu.be

#IoScelgoilSud - Tanti modi per farlo Sud Project Camp. I nostri prootti, la nostra scuola, i nostri giovani, le università, la ricerca, la natura, l'innovazione, antichi tracciati ferroviari, l'arte, la storia... il #Sud




LA VIGNETTA DELLA SETTIMANA



Muro di Berlino, durata 38 anni...
Muro Nord -Sud in vita da 154 anni...
Abbattiamolo insieme !





.

Leggi tutto »


Muro di Berlino, durata 38 anni...
Muro Nord -Sud in vita da 154 anni...
Abbattiamolo insieme !





.

 
[Privacy]
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Hot Sonakshi Sinha, Car Price in India