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martedì 28 ottobre 2014
RAPPORTO SVIMEZ: SUD, DAL DISASTRO ALLA POSSIBILE RIPARTENZA
Di Natale Cuccurese
Il rapporto SVIMEZ sull’economia del Mezzogiorno pubblicato oggi ci mostra un’ Italia che continua a essere sempre più spaccata in due, con una parte del Paese sostanzialmente abbandonata a se stessa e che deve imporre una tabella di marcia diversa alla politica.
Passano i governi e la situazione è sempre la stessa, si va di male in peggio con un Sud che non appare in alcuna agenda politica, se non citato solo con fastidio, quasi come un dovere giaculatorio o raramente con passione da qualche isolato politico che si rende conto che la nave va a fondo e che in plancia si balla.
Ma sono interventi isolati che si spengono presto come un bengala sparato in mare aperto.
Nessun qualunquismo, nessuna antipolitica per carità, ma l’incoscienza della nostra classe dirigente vecchia e nuova è senza scuse ed ha raggiunto apici inimmaginabili da anni.
A fronte di una fotografia tanto disastrosa di un’autorevole voce come lo “SVIMEZ” non è possibile pensare che si possa rispondere con un “Salva Italia” qualsiasi.
Leggiamo infatti dal rapporto che “Il Sud è a rischio desertificazione umana e industriale, dove si continua a emigrare (116mila abitanti nel solo 2013), non fare figli (continuano nel 2013 a esserci più morti che nati), impoverirsi (+40% di famiglie povere nell'ultimo anno) perché manca il lavoro (al Sud perso l'80% dei posti di lavoro nazionali tra il primo trimestre del 2013 e del 2014); l'industria continua a soffrire di più (-53% gli investimenti in cinque anni di crisi, -20% gli addetti); i consumi delle famiglie crollano di quasi il 13% in cinque anni; gli occupati arrivano a 5,8 milioni, il valore più basso dal 1977 e la disoccupazione corretta sarebbe del 31,5% invece che il 19,7%.”
Bisogna cambiare passo, visione, modo di pensare e progettare. Sempre lo Svimez propone nello stesso rapporto di oggi il “Rilancio degli investimenti, una politica industriale nazionale specifica per il Sud, fiscalità di compensazione, Sono alcune delle proposte di policy che la SVIMEZ avanza nel Rapporto 2014 sull’economia del Mezzogiorno presentato oggi a Roma. Di fronte all’emergenza sociale con il crollo occupazionale e a quella produttiva, con il rischio di desertificazione industriale, serve una strategia di sviluppo nazionale centrata sul Mezzogiorno con una “logica di sistema” e un'azione strutturale di medio-lungo periodo fondata su quattro drivers di sviluppo tra loro strettamente connessi in un piano di "primo intervento": rigenerazione urbana, rilancio delle aree interne, creazione di una rete logistica in un'ottica mediterranea, valorizzazione del patrimonio culturale” .
Siamo d’accordo con queste proposte ma pensiamo che bisogna anche cominciare a dire con chiarezza in Italia e in Europa che il nostro Paese (sia pure con 153 anni di ritardo) ha bisogno di una politica come quella concessa alla Germania dopo la riunificazione con uno sforzo titanico di investimenti pubblici in deroga a tutti i patti, in tutto il Mezzogiorno e in tutte le aree disastrate. E’ stato concesso alla Germania di andare in deroga, dopo la caduta del Muro, deve essere concesso all’Italia e a tutti i Paesi che hanno le stesse difficoltà fino a quando in 10/15 anni la situazione non cominci a stabilizzarsi. Se non si fa così si uccide ipocritamente una parte del Paese, che non può più stare a guardare.
A tal proposito, sempre oggi, il Sottosegretario Del Rio ha dichiarato sul Corriere del Mezzogiorno che “la fotografia del Mezzogiorno che la Svimez consegnerà oggi facilmente sarà a toni ancora più scuri, peggiorati dall’acuirsi della crisi, nazionale ed europea. L’Italia è come la Germania davanti alla riunificazione. Anche l’Italia, come la Germania allora, soffre di un grave disequilibrio.”
Parole condivisibili , cose che diciamo da tempo, a cui aggiunge “Lo Stato, le Regioni, le città fanno parte dell’unico corpo della Repubblica Italiana e portano responsabilità verso i cittadini, pari alla autonomia finanziaria e organizzativa che gestiscono. In questa condivisione, della storia repubblicana e delle responsabilità, vorrei che ci ponessimo. L’elenco dei problemi del Sud è noto: per questo apprezzo quei movimenti spontanei che stanno cercando, piuttosto, un nuovo risveglio. Ci sono tanti giovani a Sud, tante capaci, creative, con voglia di fare e idee. “
Anche qui massima condivisione, certo diventa tutto però meno condivisibile se pensiamo a come siano stati gestiti gli investimenti al sud rispetto al nord da 153 anni a questa parte , cosa che Del Rio ben conosce, e come nei fatti, in contrasto alla stessa Costituzione, siano forniti, anche oggi, servizi ed investimenti diversi resi alla popolazione, che pure paga le stesse tasse, in base a criteri geografici. Problemi che si sono acuiti in questi ultimi venti anni grazie ad un politica discriminatoria portata avanti dalla lega, quella stessa lega che ora vuol scendere a sud e che trova anche movimenti ascari pronta a supportarla.
Basta pensare al problema dei treni su cui lo stesso Sottosegretario si è espresso oggi in un’altra intervista dove Del Rio richiede la "verifica" degli investimenti da effettuare per le poche opere previste per il sud, (praticamente briciole sull'investimento complessivo Italia) mentre per il nord il via libera è automatico; le verifiche al nord evidentemente non servono...
Infatti dichiara sul “Giornale di Sicilia” di oggi:«prima di spendere 5 miliardi per l'alta capacità Napoli-Bari occorre verificare con attenzione tutta la progettazione». «E lo stesso vale per la Salerno-Reggio Calabria. Sono opere prioritarie, le faremo come abbiamo indicato nel decreto Sblocca Italia: ma non vogliamo partire con il piede sbagliato»...insomma qualcosa non quadra nelle dichiarazioni di Del Rio, predica bene ma poi , come inevitabilmente accade da sempre in Italia, pare razzolar male.
Andando avanti di questo passo sarà realizzata nei fatti un secessione economica.
E l’area progressista, nella quale ci riconosciamo, pensa a leggi elettorali e a riforme pensate per tagliare fuori le voci diverse, quelle che difendono i territori, quelle che difendono i diritti, quelle che difendono l’ambiente, i lavoratori e le nostre bellezze naturalistiche e culturali. Dov’è il progresso ci chiediamo se non nella capacità di rendere tutti i cittadini uguali, giustamente uguali, e i territori con pari opportunità in ogni angolo del Paese ?
Le prossime regionali, da quello che si comincia a vedere saranno ancora una volta una possibile sterile lotta di potere prima interna ai partiti maggiori e poi alle coalizioni. Ci chiediamo se non sia il caso di cominciare a mettere nero su bianco e a dare le gambe a un progetto di cambiamento.
Noi ne siamo convinti: “Con il Sud si riparte“, lo abbiamo scritto, annunciato e lo porteremo avanti con tenacia in ogni sede ed occasione. Muoviamoci, usciamo dalle nostre mura (lo diciamo a liste civiche, movimenti e associazioni progressiste) e proviamo a mettere insieme un progetto che salvi noi e questo Paese che pare unificato, ma che non è mai stato così diviso.
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Il rapporto SVIMEZ sull’economia del Mezzogiorno pubblicato oggi ci mostra un’ Italia che continua a essere sempre più spaccata in due, con una parte del Paese sostanzialmente abbandonata a se stessa e che deve imporre una tabella di marcia diversa alla politica.
Passano i governi e la situazione è sempre la stessa, si va di male in peggio con un Sud che non appare in alcuna agenda politica, se non citato solo con fastidio, quasi come un dovere giaculatorio o raramente con passione da qualche isolato politico che si rende conto che la nave va a fondo e che in plancia si balla.
Ma sono interventi isolati che si spengono presto come un bengala sparato in mare aperto.
Nessun qualunquismo, nessuna antipolitica per carità, ma l’incoscienza della nostra classe dirigente vecchia e nuova è senza scuse ed ha raggiunto apici inimmaginabili da anni.
A fronte di una fotografia tanto disastrosa di un’autorevole voce come lo “SVIMEZ” non è possibile pensare che si possa rispondere con un “Salva Italia” qualsiasi.
Leggiamo infatti dal rapporto che “Il Sud è a rischio desertificazione umana e industriale, dove si continua a emigrare (116mila abitanti nel solo 2013), non fare figli (continuano nel 2013 a esserci più morti che nati), impoverirsi (+40% di famiglie povere nell'ultimo anno) perché manca il lavoro (al Sud perso l'80% dei posti di lavoro nazionali tra il primo trimestre del 2013 e del 2014); l'industria continua a soffrire di più (-53% gli investimenti in cinque anni di crisi, -20% gli addetti); i consumi delle famiglie crollano di quasi il 13% in cinque anni; gli occupati arrivano a 5,8 milioni, il valore più basso dal 1977 e la disoccupazione corretta sarebbe del 31,5% invece che il 19,7%.”
Bisogna cambiare passo, visione, modo di pensare e progettare. Sempre lo Svimez propone nello stesso rapporto di oggi il “Rilancio degli investimenti, una politica industriale nazionale specifica per il Sud, fiscalità di compensazione, Sono alcune delle proposte di policy che la SVIMEZ avanza nel Rapporto 2014 sull’economia del Mezzogiorno presentato oggi a Roma. Di fronte all’emergenza sociale con il crollo occupazionale e a quella produttiva, con il rischio di desertificazione industriale, serve una strategia di sviluppo nazionale centrata sul Mezzogiorno con una “logica di sistema” e un'azione strutturale di medio-lungo periodo fondata su quattro drivers di sviluppo tra loro strettamente connessi in un piano di "primo intervento": rigenerazione urbana, rilancio delle aree interne, creazione di una rete logistica in un'ottica mediterranea, valorizzazione del patrimonio culturale” .
Siamo d’accordo con queste proposte ma pensiamo che bisogna anche cominciare a dire con chiarezza in Italia e in Europa che il nostro Paese (sia pure con 153 anni di ritardo) ha bisogno di una politica come quella concessa alla Germania dopo la riunificazione con uno sforzo titanico di investimenti pubblici in deroga a tutti i patti, in tutto il Mezzogiorno e in tutte le aree disastrate. E’ stato concesso alla Germania di andare in deroga, dopo la caduta del Muro, deve essere concesso all’Italia e a tutti i Paesi che hanno le stesse difficoltà fino a quando in 10/15 anni la situazione non cominci a stabilizzarsi. Se non si fa così si uccide ipocritamente una parte del Paese, che non può più stare a guardare.
A tal proposito, sempre oggi, il Sottosegretario Del Rio ha dichiarato sul Corriere del Mezzogiorno che “la fotografia del Mezzogiorno che la Svimez consegnerà oggi facilmente sarà a toni ancora più scuri, peggiorati dall’acuirsi della crisi, nazionale ed europea. L’Italia è come la Germania davanti alla riunificazione. Anche l’Italia, come la Germania allora, soffre di un grave disequilibrio.”
Parole condivisibili , cose che diciamo da tempo, a cui aggiunge “Lo Stato, le Regioni, le città fanno parte dell’unico corpo della Repubblica Italiana e portano responsabilità verso i cittadini, pari alla autonomia finanziaria e organizzativa che gestiscono. In questa condivisione, della storia repubblicana e delle responsabilità, vorrei che ci ponessimo. L’elenco dei problemi del Sud è noto: per questo apprezzo quei movimenti spontanei che stanno cercando, piuttosto, un nuovo risveglio. Ci sono tanti giovani a Sud, tante capaci, creative, con voglia di fare e idee. “
Anche qui massima condivisione, certo diventa tutto però meno condivisibile se pensiamo a come siano stati gestiti gli investimenti al sud rispetto al nord da 153 anni a questa parte , cosa che Del Rio ben conosce, e come nei fatti, in contrasto alla stessa Costituzione, siano forniti, anche oggi, servizi ed investimenti diversi resi alla popolazione, che pure paga le stesse tasse, in base a criteri geografici. Problemi che si sono acuiti in questi ultimi venti anni grazie ad un politica discriminatoria portata avanti dalla lega, quella stessa lega che ora vuol scendere a sud e che trova anche movimenti ascari pronta a supportarla.
Basta pensare al problema dei treni su cui lo stesso Sottosegretario si è espresso oggi in un’altra intervista dove Del Rio richiede la "verifica" degli investimenti da effettuare per le poche opere previste per il sud, (praticamente briciole sull'investimento complessivo Italia) mentre per il nord il via libera è automatico; le verifiche al nord evidentemente non servono...
Infatti dichiara sul “Giornale di Sicilia” di oggi:«prima di spendere 5 miliardi per l'alta capacità Napoli-Bari occorre verificare con attenzione tutta la progettazione». «E lo stesso vale per la Salerno-Reggio Calabria. Sono opere prioritarie, le faremo come abbiamo indicato nel decreto Sblocca Italia: ma non vogliamo partire con il piede sbagliato»...insomma qualcosa non quadra nelle dichiarazioni di Del Rio, predica bene ma poi , come inevitabilmente accade da sempre in Italia, pare razzolar male.
Andando avanti di questo passo sarà realizzata nei fatti un secessione economica.
E l’area progressista, nella quale ci riconosciamo, pensa a leggi elettorali e a riforme pensate per tagliare fuori le voci diverse, quelle che difendono i territori, quelle che difendono i diritti, quelle che difendono l’ambiente, i lavoratori e le nostre bellezze naturalistiche e culturali. Dov’è il progresso ci chiediamo se non nella capacità di rendere tutti i cittadini uguali, giustamente uguali, e i territori con pari opportunità in ogni angolo del Paese ?
Le prossime regionali, da quello che si comincia a vedere saranno ancora una volta una possibile sterile lotta di potere prima interna ai partiti maggiori e poi alle coalizioni. Ci chiediamo se non sia il caso di cominciare a mettere nero su bianco e a dare le gambe a un progetto di cambiamento.
Noi ne siamo convinti: “Con il Sud si riparte“, lo abbiamo scritto, annunciato e lo porteremo avanti con tenacia in ogni sede ed occasione. Muoviamoci, usciamo dalle nostre mura (lo diciamo a liste civiche, movimenti e associazioni progressiste) e proviamo a mettere insieme un progetto che salvi noi e questo Paese che pare unificato, ma che non è mai stato così diviso.
Di Natale Cuccurese
Il rapporto SVIMEZ sull’economia del Mezzogiorno pubblicato oggi ci mostra un’ Italia che continua a essere sempre più spaccata in due, con una parte del Paese sostanzialmente abbandonata a se stessa e che deve imporre una tabella di marcia diversa alla politica.
Passano i governi e la situazione è sempre la stessa, si va di male in peggio con un Sud che non appare in alcuna agenda politica, se non citato solo con fastidio, quasi come un dovere giaculatorio o raramente con passione da qualche isolato politico che si rende conto che la nave va a fondo e che in plancia si balla.
Ma sono interventi isolati che si spengono presto come un bengala sparato in mare aperto.
Nessun qualunquismo, nessuna antipolitica per carità, ma l’incoscienza della nostra classe dirigente vecchia e nuova è senza scuse ed ha raggiunto apici inimmaginabili da anni.
A fronte di una fotografia tanto disastrosa di un’autorevole voce come lo “SVIMEZ” non è possibile pensare che si possa rispondere con un “Salva Italia” qualsiasi.
Leggiamo infatti dal rapporto che “Il Sud è a rischio desertificazione umana e industriale, dove si continua a emigrare (116mila abitanti nel solo 2013), non fare figli (continuano nel 2013 a esserci più morti che nati), impoverirsi (+40% di famiglie povere nell'ultimo anno) perché manca il lavoro (al Sud perso l'80% dei posti di lavoro nazionali tra il primo trimestre del 2013 e del 2014); l'industria continua a soffrire di più (-53% gli investimenti in cinque anni di crisi, -20% gli addetti); i consumi delle famiglie crollano di quasi il 13% in cinque anni; gli occupati arrivano a 5,8 milioni, il valore più basso dal 1977 e la disoccupazione corretta sarebbe del 31,5% invece che il 19,7%.”
Bisogna cambiare passo, visione, modo di pensare e progettare. Sempre lo Svimez propone nello stesso rapporto di oggi il “Rilancio degli investimenti, una politica industriale nazionale specifica per il Sud, fiscalità di compensazione, Sono alcune delle proposte di policy che la SVIMEZ avanza nel Rapporto 2014 sull’economia del Mezzogiorno presentato oggi a Roma. Di fronte all’emergenza sociale con il crollo occupazionale e a quella produttiva, con il rischio di desertificazione industriale, serve una strategia di sviluppo nazionale centrata sul Mezzogiorno con una “logica di sistema” e un'azione strutturale di medio-lungo periodo fondata su quattro drivers di sviluppo tra loro strettamente connessi in un piano di "primo intervento": rigenerazione urbana, rilancio delle aree interne, creazione di una rete logistica in un'ottica mediterranea, valorizzazione del patrimonio culturale” .
Siamo d’accordo con queste proposte ma pensiamo che bisogna anche cominciare a dire con chiarezza in Italia e in Europa che il nostro Paese (sia pure con 153 anni di ritardo) ha bisogno di una politica come quella concessa alla Germania dopo la riunificazione con uno sforzo titanico di investimenti pubblici in deroga a tutti i patti, in tutto il Mezzogiorno e in tutte le aree disastrate. E’ stato concesso alla Germania di andare in deroga, dopo la caduta del Muro, deve essere concesso all’Italia e a tutti i Paesi che hanno le stesse difficoltà fino a quando in 10/15 anni la situazione non cominci a stabilizzarsi. Se non si fa così si uccide ipocritamente una parte del Paese, che non può più stare a guardare.
A tal proposito, sempre oggi, il Sottosegretario Del Rio ha dichiarato sul Corriere del Mezzogiorno che “la fotografia del Mezzogiorno che la Svimez consegnerà oggi facilmente sarà a toni ancora più scuri, peggiorati dall’acuirsi della crisi, nazionale ed europea. L’Italia è come la Germania davanti alla riunificazione. Anche l’Italia, come la Germania allora, soffre di un grave disequilibrio.”
Parole condivisibili , cose che diciamo da tempo, a cui aggiunge “Lo Stato, le Regioni, le città fanno parte dell’unico corpo della Repubblica Italiana e portano responsabilità verso i cittadini, pari alla autonomia finanziaria e organizzativa che gestiscono. In questa condivisione, della storia repubblicana e delle responsabilità, vorrei che ci ponessimo. L’elenco dei problemi del Sud è noto: per questo apprezzo quei movimenti spontanei che stanno cercando, piuttosto, un nuovo risveglio. Ci sono tanti giovani a Sud, tante capaci, creative, con voglia di fare e idee. “
Anche qui massima condivisione, certo diventa tutto però meno condivisibile se pensiamo a come siano stati gestiti gli investimenti al sud rispetto al nord da 153 anni a questa parte , cosa che Del Rio ben conosce, e come nei fatti, in contrasto alla stessa Costituzione, siano forniti, anche oggi, servizi ed investimenti diversi resi alla popolazione, che pure paga le stesse tasse, in base a criteri geografici. Problemi che si sono acuiti in questi ultimi venti anni grazie ad un politica discriminatoria portata avanti dalla lega, quella stessa lega che ora vuol scendere a sud e che trova anche movimenti ascari pronta a supportarla.
Basta pensare al problema dei treni su cui lo stesso Sottosegretario si è espresso oggi in un’altra intervista dove Del Rio richiede la "verifica" degli investimenti da effettuare per le poche opere previste per il sud, (praticamente briciole sull'investimento complessivo Italia) mentre per il nord il via libera è automatico; le verifiche al nord evidentemente non servono...
Infatti dichiara sul “Giornale di Sicilia” di oggi:«prima di spendere 5 miliardi per l'alta capacità Napoli-Bari occorre verificare con attenzione tutta la progettazione». «E lo stesso vale per la Salerno-Reggio Calabria. Sono opere prioritarie, le faremo come abbiamo indicato nel decreto Sblocca Italia: ma non vogliamo partire con il piede sbagliato»...insomma qualcosa non quadra nelle dichiarazioni di Del Rio, predica bene ma poi , come inevitabilmente accade da sempre in Italia, pare razzolar male.
Andando avanti di questo passo sarà realizzata nei fatti un secessione economica.
E l’area progressista, nella quale ci riconosciamo, pensa a leggi elettorali e a riforme pensate per tagliare fuori le voci diverse, quelle che difendono i territori, quelle che difendono i diritti, quelle che difendono l’ambiente, i lavoratori e le nostre bellezze naturalistiche e culturali. Dov’è il progresso ci chiediamo se non nella capacità di rendere tutti i cittadini uguali, giustamente uguali, e i territori con pari opportunità in ogni angolo del Paese ?
Le prossime regionali, da quello che si comincia a vedere saranno ancora una volta una possibile sterile lotta di potere prima interna ai partiti maggiori e poi alle coalizioni. Ci chiediamo se non sia il caso di cominciare a mettere nero su bianco e a dare le gambe a un progetto di cambiamento.
Noi ne siamo convinti: “Con il Sud si riparte“, lo abbiamo scritto, annunciato e lo porteremo avanti con tenacia in ogni sede ed occasione. Muoviamoci, usciamo dalle nostre mura (lo diciamo a liste civiche, movimenti e associazioni progressiste) e proviamo a mettere insieme un progetto che salvi noi e questo Paese che pare unificato, ma che non è mai stato così diviso.
Il rapporto SVIMEZ sull’economia del Mezzogiorno pubblicato oggi ci mostra un’ Italia che continua a essere sempre più spaccata in due, con una parte del Paese sostanzialmente abbandonata a se stessa e che deve imporre una tabella di marcia diversa alla politica.
Passano i governi e la situazione è sempre la stessa, si va di male in peggio con un Sud che non appare in alcuna agenda politica, se non citato solo con fastidio, quasi come un dovere giaculatorio o raramente con passione da qualche isolato politico che si rende conto che la nave va a fondo e che in plancia si balla.
Ma sono interventi isolati che si spengono presto come un bengala sparato in mare aperto.
Nessun qualunquismo, nessuna antipolitica per carità, ma l’incoscienza della nostra classe dirigente vecchia e nuova è senza scuse ed ha raggiunto apici inimmaginabili da anni.
A fronte di una fotografia tanto disastrosa di un’autorevole voce come lo “SVIMEZ” non è possibile pensare che si possa rispondere con un “Salva Italia” qualsiasi.
Leggiamo infatti dal rapporto che “Il Sud è a rischio desertificazione umana e industriale, dove si continua a emigrare (116mila abitanti nel solo 2013), non fare figli (continuano nel 2013 a esserci più morti che nati), impoverirsi (+40% di famiglie povere nell'ultimo anno) perché manca il lavoro (al Sud perso l'80% dei posti di lavoro nazionali tra il primo trimestre del 2013 e del 2014); l'industria continua a soffrire di più (-53% gli investimenti in cinque anni di crisi, -20% gli addetti); i consumi delle famiglie crollano di quasi il 13% in cinque anni; gli occupati arrivano a 5,8 milioni, il valore più basso dal 1977 e la disoccupazione corretta sarebbe del 31,5% invece che il 19,7%.”
Bisogna cambiare passo, visione, modo di pensare e progettare. Sempre lo Svimez propone nello stesso rapporto di oggi il “Rilancio degli investimenti, una politica industriale nazionale specifica per il Sud, fiscalità di compensazione, Sono alcune delle proposte di policy che la SVIMEZ avanza nel Rapporto 2014 sull’economia del Mezzogiorno presentato oggi a Roma. Di fronte all’emergenza sociale con il crollo occupazionale e a quella produttiva, con il rischio di desertificazione industriale, serve una strategia di sviluppo nazionale centrata sul Mezzogiorno con una “logica di sistema” e un'azione strutturale di medio-lungo periodo fondata su quattro drivers di sviluppo tra loro strettamente connessi in un piano di "primo intervento": rigenerazione urbana, rilancio delle aree interne, creazione di una rete logistica in un'ottica mediterranea, valorizzazione del patrimonio culturale” .
Siamo d’accordo con queste proposte ma pensiamo che bisogna anche cominciare a dire con chiarezza in Italia e in Europa che il nostro Paese (sia pure con 153 anni di ritardo) ha bisogno di una politica come quella concessa alla Germania dopo la riunificazione con uno sforzo titanico di investimenti pubblici in deroga a tutti i patti, in tutto il Mezzogiorno e in tutte le aree disastrate. E’ stato concesso alla Germania di andare in deroga, dopo la caduta del Muro, deve essere concesso all’Italia e a tutti i Paesi che hanno le stesse difficoltà fino a quando in 10/15 anni la situazione non cominci a stabilizzarsi. Se non si fa così si uccide ipocritamente una parte del Paese, che non può più stare a guardare.
A tal proposito, sempre oggi, il Sottosegretario Del Rio ha dichiarato sul Corriere del Mezzogiorno che “la fotografia del Mezzogiorno che la Svimez consegnerà oggi facilmente sarà a toni ancora più scuri, peggiorati dall’acuirsi della crisi, nazionale ed europea. L’Italia è come la Germania davanti alla riunificazione. Anche l’Italia, come la Germania allora, soffre di un grave disequilibrio.”
Parole condivisibili , cose che diciamo da tempo, a cui aggiunge “Lo Stato, le Regioni, le città fanno parte dell’unico corpo della Repubblica Italiana e portano responsabilità verso i cittadini, pari alla autonomia finanziaria e organizzativa che gestiscono. In questa condivisione, della storia repubblicana e delle responsabilità, vorrei che ci ponessimo. L’elenco dei problemi del Sud è noto: per questo apprezzo quei movimenti spontanei che stanno cercando, piuttosto, un nuovo risveglio. Ci sono tanti giovani a Sud, tante capaci, creative, con voglia di fare e idee. “
Anche qui massima condivisione, certo diventa tutto però meno condivisibile se pensiamo a come siano stati gestiti gli investimenti al sud rispetto al nord da 153 anni a questa parte , cosa che Del Rio ben conosce, e come nei fatti, in contrasto alla stessa Costituzione, siano forniti, anche oggi, servizi ed investimenti diversi resi alla popolazione, che pure paga le stesse tasse, in base a criteri geografici. Problemi che si sono acuiti in questi ultimi venti anni grazie ad un politica discriminatoria portata avanti dalla lega, quella stessa lega che ora vuol scendere a sud e che trova anche movimenti ascari pronta a supportarla.
Basta pensare al problema dei treni su cui lo stesso Sottosegretario si è espresso oggi in un’altra intervista dove Del Rio richiede la "verifica" degli investimenti da effettuare per le poche opere previste per il sud, (praticamente briciole sull'investimento complessivo Italia) mentre per il nord il via libera è automatico; le verifiche al nord evidentemente non servono...
Infatti dichiara sul “Giornale di Sicilia” di oggi:«prima di spendere 5 miliardi per l'alta capacità Napoli-Bari occorre verificare con attenzione tutta la progettazione». «E lo stesso vale per la Salerno-Reggio Calabria. Sono opere prioritarie, le faremo come abbiamo indicato nel decreto Sblocca Italia: ma non vogliamo partire con il piede sbagliato»...insomma qualcosa non quadra nelle dichiarazioni di Del Rio, predica bene ma poi , come inevitabilmente accade da sempre in Italia, pare razzolar male.
Andando avanti di questo passo sarà realizzata nei fatti un secessione economica.
E l’area progressista, nella quale ci riconosciamo, pensa a leggi elettorali e a riforme pensate per tagliare fuori le voci diverse, quelle che difendono i territori, quelle che difendono i diritti, quelle che difendono l’ambiente, i lavoratori e le nostre bellezze naturalistiche e culturali. Dov’è il progresso ci chiediamo se non nella capacità di rendere tutti i cittadini uguali, giustamente uguali, e i territori con pari opportunità in ogni angolo del Paese ?
Le prossime regionali, da quello che si comincia a vedere saranno ancora una volta una possibile sterile lotta di potere prima interna ai partiti maggiori e poi alle coalizioni. Ci chiediamo se non sia il caso di cominciare a mettere nero su bianco e a dare le gambe a un progetto di cambiamento.
Noi ne siamo convinti: “Con il Sud si riparte“, lo abbiamo scritto, annunciato e lo porteremo avanti con tenacia in ogni sede ed occasione. Muoviamoci, usciamo dalle nostre mura (lo diciamo a liste civiche, movimenti e associazioni progressiste) e proviamo a mettere insieme un progetto che salvi noi e questo Paese che pare unificato, ma che non è mai stato così diviso.
Ma la “LEOPOLDA”, prima, non era un’altra cosa?
Bruno Pappalardo
Non toccategli il suo Renzino alla Serracchiani; Chiarissima l’invidia per le colleghe ministre e cortigiane intorno al premier perché tutte “tosche” mentre Lei, poverina, è solo della Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia, classica montanara e anche 44enne, quindi pronta per sta lì,lì “Villa Arzilla” secondo le misurazioni anagrafiche del premier. Lei, con la” Leopolda”ha dato il meglio.
Eppure nel 2006 quando scelse il PD e fu tra i dirigenti, ebbene, la vecchia guardia d’allora. l’accolse con favore e ammirazione.
Anche lì, nella vecchia stazione, purtroppo, sono venuti fuori quei cattivi slogan che appartenevano alla canonica politica vetero-tradizionale e che puntualmente sono riemersi a dimostrazione che nessuno ne è immune.
Il “rottamatore”, dal Suo palco della Sua Leopolda, manda in delirio personaggi assai strani, giovani imprenditori, ricercatori o economisti dell’ultima ora che hanno evidentemente studiato così bene nelle proprie università “economia ”, che lanciano soluzioni per il lavoro assai simili a quei sistemi speculativi degli anni ’50. Il TFR, ad esempio, anticipato nelle buste paga era il metodo di piccoli imprenditori che lucravano sui dipendenti. L’operaio in difficoltà economiche, chiedeva un prestito al proprio datore di lavoro. Questi gli poneva due alternative: 1:NO!; 2. “ti lascio in busta-paga i contributi che ti pagherai direttamente all’Inps (una volta era così per gli artigiani) e un pezzetto di quella liquidazione che ti spetterà quando terminerà il rapporto di lavoro”. Conclusione: l’artigiano-dipendente (anni ’50-’70) si ritrovava con un pugno di mosche e senza pensione avendo lavorato 40 anni e utilizzato le poche lire dei contributi e il modesto TFR (liquidazione) per la propria famiglia in una miserevole condizione esistenziale.
Quale credito, presso le banche potrebbero avere costoro?
Ma lui dal palco tuona ingrossando il collo e s’arrossa il volto come se fosse vero. Chissà se ci crede veramente,…me lo sono sempre chiesto? Urla:
“Addio all'epoca del posto fisso (…) e la battaglia decisiva per lo sviluppo resta quella per il rilancio del Mezzogiorno";
Ovviamente tutti sanno che questa è una frase di D’Alema del ’99 alla Fiera del Levante di Bari . E’ per dire, dimostrare che tutti i proclami renziani sembrano essere delle straordinarie nuove idee.
La Sinistra di Occhetto con la svolta della Bolognina nel’91, aveva intrapreso un nuovo cammino per la costruzione di una forza sociale riformista. Questa portò, nel 2003, quasi in automatismo, avendo sgombrato il campo da passatismi leninisti, alla legge Biagi studiata e approvata dal PDS ovvero, in sintesi, alla famosa “flessibilità”. Biagi venne ucciso l’anno prima della approvazione della sua legge dalle Brigate Rosse.
Attenzione questo è un reale pericolo! Che forze terroristiche abbiano terreno fertile, in questo particolare momento del paese, è una forte eventualità possono agire e colpire.
Renzi non s’accorge che è ben 15 anni indietro e che sta ancora percorrendo quel solco della continuità lenta ma plaudente e celebrativa di quella svolta. Non s’accorge che lo percorre con i tacchi,arretrando? Parla di “vecchia guardia” senza rendersi conto che parla di se e che inconsciamente tenta di scacciare. E’ quella che ritiene nemica e vecchia è invece quella più avanzata?Bisognerebbe riparlarne e spulciare i pidocchi alle scimmie.
Quindi con la voglia di riparlare di tutte le mutazioni della Biagi fino all’eliminazione del contratto a tempo indeterminato avvenuto nel 2007 con Berlusconi, lascio!
Tuttavia, da Fazio, domenica 26.10.c.a. la ministra Maria Elena Boschi, parlando della manifestazione della CGIL del giorno prima e di un milione di partecipanti a Roma, dichiara:
Ma il sindacato deve preoccuparsi dei lavoratori mica di politica!??” Ma ci fa o ci è? Spigliata certo, bella certo, intelligente certo,.. ma n’ddeve annà n’antra vorta ‘a scola!

Bruno Pappalardo
Non toccategli il suo Renzino alla Serracchiani; Chiarissima l’invidia per le colleghe ministre e cortigiane intorno al premier perché tutte “tosche” mentre Lei, poverina, è solo della Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia, classica montanara e anche 44enne, quindi pronta per sta lì,lì “Villa Arzilla” secondo le misurazioni anagrafiche del premier. Lei, con la” Leopolda”ha dato il meglio.
Eppure nel 2006 quando scelse il PD e fu tra i dirigenti, ebbene, la vecchia guardia d’allora. l’accolse con favore e ammirazione.
Anche lì, nella vecchia stazione, purtroppo, sono venuti fuori quei cattivi slogan che appartenevano alla canonica politica vetero-tradizionale e che puntualmente sono riemersi a dimostrazione che nessuno ne è immune.
Il “rottamatore”, dal Suo palco della Sua Leopolda, manda in delirio personaggi assai strani, giovani imprenditori, ricercatori o economisti dell’ultima ora che hanno evidentemente studiato così bene nelle proprie università “economia ”, che lanciano soluzioni per il lavoro assai simili a quei sistemi speculativi degli anni ’50. Il TFR, ad esempio, anticipato nelle buste paga era il metodo di piccoli imprenditori che lucravano sui dipendenti. L’operaio in difficoltà economiche, chiedeva un prestito al proprio datore di lavoro. Questi gli poneva due alternative: 1:NO!; 2. “ti lascio in busta-paga i contributi che ti pagherai direttamente all’Inps (una volta era così per gli artigiani) e un pezzetto di quella liquidazione che ti spetterà quando terminerà il rapporto di lavoro”. Conclusione: l’artigiano-dipendente (anni ’50-’70) si ritrovava con un pugno di mosche e senza pensione avendo lavorato 40 anni e utilizzato le poche lire dei contributi e il modesto TFR (liquidazione) per la propria famiglia in una miserevole condizione esistenziale.
Quale credito, presso le banche potrebbero avere costoro?
Ma lui dal palco tuona ingrossando il collo e s’arrossa il volto come se fosse vero. Chissà se ci crede veramente,…me lo sono sempre chiesto? Urla:
“Addio all'epoca del posto fisso (…) e la battaglia decisiva per lo sviluppo resta quella per il rilancio del Mezzogiorno";
Ovviamente tutti sanno che questa è una frase di D’Alema del ’99 alla Fiera del Levante di Bari . E’ per dire, dimostrare che tutti i proclami renziani sembrano essere delle straordinarie nuove idee.
La Sinistra di Occhetto con la svolta della Bolognina nel’91, aveva intrapreso un nuovo cammino per la costruzione di una forza sociale riformista. Questa portò, nel 2003, quasi in automatismo, avendo sgombrato il campo da passatismi leninisti, alla legge Biagi studiata e approvata dal PDS ovvero, in sintesi, alla famosa “flessibilità”. Biagi venne ucciso l’anno prima della approvazione della sua legge dalle Brigate Rosse.
Attenzione questo è un reale pericolo! Che forze terroristiche abbiano terreno fertile, in questo particolare momento del paese, è una forte eventualità possono agire e colpire.
Renzi non s’accorge che è ben 15 anni indietro e che sta ancora percorrendo quel solco della continuità lenta ma plaudente e celebrativa di quella svolta. Non s’accorge che lo percorre con i tacchi,arretrando? Parla di “vecchia guardia” senza rendersi conto che parla di se e che inconsciamente tenta di scacciare. E’ quella che ritiene nemica e vecchia è invece quella più avanzata?Bisognerebbe riparlarne e spulciare i pidocchi alle scimmie.
Quindi con la voglia di riparlare di tutte le mutazioni della Biagi fino all’eliminazione del contratto a tempo indeterminato avvenuto nel 2007 con Berlusconi, lascio!
Tuttavia, da Fazio, domenica 26.10.c.a. la ministra Maria Elena Boschi, parlando della manifestazione della CGIL del giorno prima e di un milione di partecipanti a Roma, dichiara:
Ma il sindacato deve preoccuparsi dei lavoratori mica di politica!??” Ma ci fa o ci è? Spigliata certo, bella certo, intelligente certo,.. ma n’ddeve annà n’antra vorta ‘a scola!

lunedì 27 ottobre 2014
Partito del Sud: Vieni con Noi, Non aspettare che qualcuno cambi il mondo
https://www.youtube.com/watch?v=X-5O9THZR0s#t=12
Partito del Sud: Vieni con Noi, Non aspettare che qualcuno cambi il mondo al posto tuo, fallo tu !. Nessun privilegio, c'è solo tato da lavorare...
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Partito del Sud: Vieni con Noi, Non aspettare che qualcuno cambi il mondo al posto tuo, fallo tu !. Nessun privilegio, c'è solo tato da lavorare...
https://www.youtube.com/watch?v=X-5O9THZR0s#t=12
Partito del Sud: Vieni con Noi, Non aspettare che qualcuno cambi il mondo al posto tuo, fallo tu !. Nessun privilegio, c'è solo tato da lavorare...
Partito del Sud: Vieni con Noi, Non aspettare che qualcuno cambi il mondo al posto tuo, fallo tu !. Nessun privilegio, c'è solo tato da lavorare...
domenica 26 ottobre 2014
Partito del Sud presente ieri a Napoli Manifestazione "Terra dei Fuochi"
Da anni seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincie di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali che attanagliano la nostra terra.
Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e come Partito del Sud siamo vicini a tutte le Associazione che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici nella zona e da sempre abbiamo partecipato a tutte le manifestazioni indette al riguardo, a sud come a nord, con il solo intento di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno.
Anche in questa occasione come nelle precedenti , così come richiesto dagli organizzatori, abbiamo partecipato senza le nostre bandiere o simboli di partito, ma con il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e con il nostro impegno civile.
Il nostro compito sarà ed è quello di dare risposte politiche al riguardo nel vuoto d’interesse della politica italiana di oggi, perché per noi questo e' il compito del meridionalismo, anche al fine di evitare che si spengano i riflettori su questa emergenza che continua a mietere vittime innocenti fra la popolazione ma che sembra interessare sempre meno i media italiani .
Partito del Sud - Napoli
Presenti ieri a Napoli le Sezioni di Napoli, Portici, Villa Literno e Monte di Procida
Da anni seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincie di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali che attanagliano la nostra terra.
Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e come Partito del Sud siamo vicini a tutte le Associazione che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici nella zona e da sempre abbiamo partecipato a tutte le manifestazioni indette al riguardo, a sud come a nord, con il solo intento di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno.
Anche in questa occasione come nelle precedenti , così come richiesto dagli organizzatori, abbiamo partecipato senza le nostre bandiere o simboli di partito, ma con il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e con il nostro impegno civile.
Il nostro compito sarà ed è quello di dare risposte politiche al riguardo nel vuoto d’interesse della politica italiana di oggi, perché per noi questo e' il compito del meridionalismo, anche al fine di evitare che si spengano i riflettori su questa emergenza che continua a mietere vittime innocenti fra la popolazione ma che sembra interessare sempre meno i media italiani .
Partito del Sud - Napoli
Presenti ieri a Napoli le Sezioni di Napoli, Portici, Villa Literno e Monte di Procida
LA VIGNETTA DELLA SETTIMANA
Il premier eletto da nessuno afferma che il milione di manifestanti in piazza oggi a Roma non lo fermeranno ...e' troppo democratico...
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Il premier eletto da nessuno afferma che il milione di manifestanti in piazza oggi a Roma non lo fermeranno ...e' troppo democratico...
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sabato 25 ottobre 2014
Manifestiamo perché i diritti non vengano offesi, ma difesi. Stamane il Partito del Sud in piazza a Roma
Come annunciato nei giorni scorsi oggi il Partito del Sud di Roma ha partecipato alla manifestazione nazionale promossa dalla CGIL a Roma.
La delegazione del Partito del Sud, guidata dal Vice Presidente Nazionale Enzo Riccio e da Giuseppe Lipari del CDN Nazionale del Partito, ha partecipato per rimarcare il fatto che il governo Renzi continua a non mettere il Sud al centro della sua agenda e che non c'è una politica del lavoro che cerca di livellare verso l'alto e non verso il basso, estendendo i diritti a chi non ce li ha, invece che toglierli a chi ce li ha e li ha conquistati con anni di lotte...insomma se si continua con le sciagurate politiche neo-liberiste alla ricerca di una maggiore "flessibilità" che in questi ultimi dieci anni ha prodotto più precarietà, ha aggravato la crisi e non ha certo favorito maggiore occupazione.
Il Partito del Sud non può che essere in piazza con chi protesta e chiede uguaglianza, difesa del lavoro e della sua dignità.
Altre foto su : https://www.facebook.com/PdelSud
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La delegazione del Partito del Sud, guidata dal Vice Presidente Nazionale Enzo Riccio e da Giuseppe Lipari del CDN Nazionale del Partito, ha partecipato per rimarcare il fatto che il governo Renzi continua a non mettere il Sud al centro della sua agenda e che non c'è una politica del lavoro che cerca di livellare verso l'alto e non verso il basso, estendendo i diritti a chi non ce li ha, invece che toglierli a chi ce li ha e li ha conquistati con anni di lotte...insomma se si continua con le sciagurate politiche neo-liberiste alla ricerca di una maggiore "flessibilità" che in questi ultimi dieci anni ha prodotto più precarietà, ha aggravato la crisi e non ha certo favorito maggiore occupazione.
Il Partito del Sud non può che essere in piazza con chi protesta e chiede uguaglianza, difesa del lavoro e della sua dignità.
Altre foto su : https://www.facebook.com/PdelSud
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Come annunciato nei giorni scorsi oggi il Partito del Sud di Roma ha partecipato alla manifestazione nazionale promossa dalla CGIL a Roma.
La delegazione del Partito del Sud, guidata dal Vice Presidente Nazionale Enzo Riccio e da Giuseppe Lipari del CDN Nazionale del Partito, ha partecipato per rimarcare il fatto che il governo Renzi continua a non mettere il Sud al centro della sua agenda e che non c'è una politica del lavoro che cerca di livellare verso l'alto e non verso il basso, estendendo i diritti a chi non ce li ha, invece che toglierli a chi ce li ha e li ha conquistati con anni di lotte...insomma se si continua con le sciagurate politiche neo-liberiste alla ricerca di una maggiore "flessibilità" che in questi ultimi dieci anni ha prodotto più precarietà, ha aggravato la crisi e non ha certo favorito maggiore occupazione.
Il Partito del Sud non può che essere in piazza con chi protesta e chiede uguaglianza, difesa del lavoro e della sua dignità.
Altre foto su : https://www.facebook.com/PdelSud
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La delegazione del Partito del Sud, guidata dal Vice Presidente Nazionale Enzo Riccio e da Giuseppe Lipari del CDN Nazionale del Partito, ha partecipato per rimarcare il fatto che il governo Renzi continua a non mettere il Sud al centro della sua agenda e che non c'è una politica del lavoro che cerca di livellare verso l'alto e non verso il basso, estendendo i diritti a chi non ce li ha, invece che toglierli a chi ce li ha e li ha conquistati con anni di lotte...insomma se si continua con le sciagurate politiche neo-liberiste alla ricerca di una maggiore "flessibilità" che in questi ultimi dieci anni ha prodotto più precarietà, ha aggravato la crisi e non ha certo favorito maggiore occupazione.
Il Partito del Sud non può che essere in piazza con chi protesta e chiede uguaglianza, difesa del lavoro e della sua dignità.
Altre foto su : https://www.facebook.com/PdelSud
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venerdì 24 ottobre 2014
IL PARTITO DEL SUD DOMANI IN PIAZZA A NAPOLI E ROMA...
Sabato 25/10/2014 a Roma e a Napoli
Ribadendo una tradizione che lo accompagna, sin dalla sua nascita ed espansione territoriale nel paese, il Partito del Sud conferma la sua presenza nelle diverse esigenze ed occasioni e sui vari problemi, senza appiattirsi per questo in accordi strumentali.
Siano essi elezioni, convegni, sostegno a cause e giuste rivendicazioni, il Partito del Sud non fa mancare la sua partecipazione con i suoi iscritti locali e non, e, dove possibile ed opportuno, con i suoi simboli, bandiere e striscioni.
Sabato 25 Ottobre 2014 saremo presenti sia a Roma, assieme ai lavoratori e alle forze sindacali, per la manifestazione nazionale di protesta contro gli iniqui provvedimenti governativi sul lavoro, che a Napoli per la protesta sui roghi tossici che continuano ad avvelenare le nostre terre.
Con e per il Sud e con e per i lavoratori dell’intero paese!
Partito del Sud
Sabato 25/10/2014 a Roma e a Napoli
Ribadendo una tradizione che lo accompagna, sin dalla sua nascita ed espansione territoriale nel paese, il Partito del Sud conferma la sua presenza nelle diverse esigenze ed occasioni e sui vari problemi, senza appiattirsi per questo in accordi strumentali.
Siano essi elezioni, convegni, sostegno a cause e giuste rivendicazioni, il Partito del Sud non fa mancare la sua partecipazione con i suoi iscritti locali e non, e, dove possibile ed opportuno, con i suoi simboli, bandiere e striscioni.
Sabato 25 Ottobre 2014 saremo presenti sia a Roma, assieme ai lavoratori e alle forze sindacali, per la manifestazione nazionale di protesta contro gli iniqui provvedimenti governativi sul lavoro, che a Napoli per la protesta sui roghi tossici che continuano ad avvelenare le nostre terre.
Con e per il Sud e con e per i lavoratori dell’intero paese!
Partito del Sud
RESPINGERE QUALSIASI DIKTAT E LAVORARE PER IL BENE COMUNE
Di Natale Cuccurese
Bene ha fatto il Presidente del Consiglio Renzi a rendere pubblica la lettera riservata inviatagli dal commissario europeo Jyrki Katainen.
Già il metodo di queste missive riservate è rivoltante in democrazia, se poi leggiamo il testo della lettera la sensazione di disagio aumenta ancora di più.
La richiesta è, in sintesi, di modificare la Legge di Stabilità prevedendo ulteriori tagli della spesa pubblica e nuove tasse. Una legge di Stabilità che ci trova come Partito del Sud critici e che andrebbe a nostro avviso modificata in alcuni punti dal forte impatto sull'economia del Sud in primis, l'ambiente e la salute, ma che non ci impedisce di dire che la richiesta fatta a nome della Commissione Europea da un signore non eletto da nessuno, così come gli altri della Commissione, e sconosciuto agli italiani è sconcertante, soprattutto se consideriamo che quanto richiesto impatterebbe drammaticamente su di un intero popolo ed un'economia italiana già in grande difficoltà per la crisi finanziaria.
Inammissibile che un Parlamento democratico e ( teoricamente ) sovrano debba sottostare a tali indicazioni da parte di un tecnocrate nominato, non soggetto ad alcun controllo democratico.
Il Governo italiano dovrebbe rispedire al mittente la lettera, chiedere la revisione dei trattati, ed occuparsi dei milioni di disoccupati, della crisi drammatica delle imprese italiane, del bene comune. Dovrebbe...
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Bene ha fatto il Presidente del Consiglio Renzi a rendere pubblica la lettera riservata inviatagli dal commissario europeo Jyrki Katainen.
Già il metodo di queste missive riservate è rivoltante in democrazia, se poi leggiamo il testo della lettera la sensazione di disagio aumenta ancora di più.
La richiesta è, in sintesi, di modificare la Legge di Stabilità prevedendo ulteriori tagli della spesa pubblica e nuove tasse. Una legge di Stabilità che ci trova come Partito del Sud critici e che andrebbe a nostro avviso modificata in alcuni punti dal forte impatto sull'economia del Sud in primis, l'ambiente e la salute, ma che non ci impedisce di dire che la richiesta fatta a nome della Commissione Europea da un signore non eletto da nessuno, così come gli altri della Commissione, e sconosciuto agli italiani è sconcertante, soprattutto se consideriamo che quanto richiesto impatterebbe drammaticamente su di un intero popolo ed un'economia italiana già in grande difficoltà per la crisi finanziaria.
Inammissibile che un Parlamento democratico e ( teoricamente ) sovrano debba sottostare a tali indicazioni da parte di un tecnocrate nominato, non soggetto ad alcun controllo democratico.
Il Governo italiano dovrebbe rispedire al mittente la lettera, chiedere la revisione dei trattati, ed occuparsi dei milioni di disoccupati, della crisi drammatica delle imprese italiane, del bene comune. Dovrebbe...
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Di Natale Cuccurese
Bene ha fatto il Presidente del Consiglio Renzi a rendere pubblica la lettera riservata inviatagli dal commissario europeo Jyrki Katainen.
Già il metodo di queste missive riservate è rivoltante in democrazia, se poi leggiamo il testo della lettera la sensazione di disagio aumenta ancora di più.
La richiesta è, in sintesi, di modificare la Legge di Stabilità prevedendo ulteriori tagli della spesa pubblica e nuove tasse. Una legge di Stabilità che ci trova come Partito del Sud critici e che andrebbe a nostro avviso modificata in alcuni punti dal forte impatto sull'economia del Sud in primis, l'ambiente e la salute, ma che non ci impedisce di dire che la richiesta fatta a nome della Commissione Europea da un signore non eletto da nessuno, così come gli altri della Commissione, e sconosciuto agli italiani è sconcertante, soprattutto se consideriamo che quanto richiesto impatterebbe drammaticamente su di un intero popolo ed un'economia italiana già in grande difficoltà per la crisi finanziaria.
Inammissibile che un Parlamento democratico e ( teoricamente ) sovrano debba sottostare a tali indicazioni da parte di un tecnocrate nominato, non soggetto ad alcun controllo democratico.
Il Governo italiano dovrebbe rispedire al mittente la lettera, chiedere la revisione dei trattati, ed occuparsi dei milioni di disoccupati, della crisi drammatica delle imprese italiane, del bene comune. Dovrebbe...
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Bene ha fatto il Presidente del Consiglio Renzi a rendere pubblica la lettera riservata inviatagli dal commissario europeo Jyrki Katainen.
Già il metodo di queste missive riservate è rivoltante in democrazia, se poi leggiamo il testo della lettera la sensazione di disagio aumenta ancora di più.
La richiesta è, in sintesi, di modificare la Legge di Stabilità prevedendo ulteriori tagli della spesa pubblica e nuove tasse. Una legge di Stabilità che ci trova come Partito del Sud critici e che andrebbe a nostro avviso modificata in alcuni punti dal forte impatto sull'economia del Sud in primis, l'ambiente e la salute, ma che non ci impedisce di dire che la richiesta fatta a nome della Commissione Europea da un signore non eletto da nessuno, così come gli altri della Commissione, e sconosciuto agli italiani è sconcertante, soprattutto se consideriamo che quanto richiesto impatterebbe drammaticamente su di un intero popolo ed un'economia italiana già in grande difficoltà per la crisi finanziaria.
Inammissibile che un Parlamento democratico e ( teoricamente ) sovrano debba sottostare a tali indicazioni da parte di un tecnocrate nominato, non soggetto ad alcun controllo democratico.
Il Governo italiano dovrebbe rispedire al mittente la lettera, chiedere la revisione dei trattati, ed occuparsi dei milioni di disoccupati, della crisi drammatica delle imprese italiane, del bene comune. Dovrebbe...
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mercoledì 22 ottobre 2014
A P.zza Dante a Napoli, Sabato 25 Ottobre 2014 per la Terra dei Fuochi...
Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a Napoli e dintorni a partecipare alla “ Seconda mobilitazione Generale per la Terra dei Fuochi” del 25 ottobre.
Anche in questa occasione come nelle precedenti , così come richiesto dagli organizzatori, senza le nostre bandiere o simboli di partito, ma con il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e con il nostro impegno civile.
Questo è il link con l'evento ed la pagina su Facebook: https://www.facebook.com/LaTerraDeiFuochi?fref=ts
Da anni seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincie di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali che attanagliano la nostra terra.
Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e come Partito del Sud siamo vicini a tutte le Associazione che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici nella zona e da sempre abbiamo partecipato a tutte le manifestazioni indette al riguardo, a Sud come a nord, con il solo intento di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno.
Il nostro compito sarà ed è quello di dare risposte politiche al riguardo nel vuoto d’interesse della politica italiana di oggi, perché per noi questo e' il compito del meridionalismo, anche al fine di evitare che si spengano i riflettori su questa emergenza che continua a mietere vittime innocenti fra la popolazione ma che sembra interessare sempre meno i media italiani .
L’appuntamento è quindi il 25 ottobre a Napoli in P.zza Dante alle ore 16,00.
Partito del Sud - Napoli
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Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a Napoli e dintorni a partecipare alla “ Seconda mobilitazione Generale per la Terra dei Fuochi” del 25 ottobre.
Anche in questa occasione come nelle precedenti , così come richiesto dagli organizzatori, senza le nostre bandiere o simboli di partito, ma con il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e con il nostro impegno civile.
Questo è il link con l'evento ed la pagina su Facebook: https://www.facebook.com/LaTerraDeiFuochi?fref=ts
Da anni seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincie di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali che attanagliano la nostra terra.
Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e come Partito del Sud siamo vicini a tutte le Associazione che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici nella zona e da sempre abbiamo partecipato a tutte le manifestazioni indette al riguardo, a Sud come a nord, con il solo intento di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno.
Il nostro compito sarà ed è quello di dare risposte politiche al riguardo nel vuoto d’interesse della politica italiana di oggi, perché per noi questo e' il compito del meridionalismo, anche al fine di evitare che si spengano i riflettori su questa emergenza che continua a mietere vittime innocenti fra la popolazione ma che sembra interessare sempre meno i media italiani .
L’appuntamento è quindi il 25 ottobre a Napoli in P.zza Dante alle ore 16,00.
Partito del Sud - Napoli
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martedì 21 ottobre 2014
Il Partito del Sud di Roma alla manifestazione nazionale del 25 ottobre promossa dalla CGIL a Roma
Se il governo Renzi continua a non mettere il Sud al centro della sua agenda, se nonostante i tanti annunci e slogan, seguiti spesso da slides e da tweets, non c'è una politica del lavoro che cerca di livellare verso l'alto e non verso il basso, estendendo i diritti a chi non ce li ha, invece che toglierli a chi ce li ha e li ha conquistati con anni di lotte...insomma se si continua con le sciagurate politiche neo-liberiste alla ricerca di una maggiore "flessibilità" che in questi ultimi dieci anni ha prodotto più precarietà, ha aggravato la crisi e non ha certo favorito maggiore occupazione (vedi la precedente riforma dell'articolo 18 già fatta dal Governo Monti e dalla Fornero), il Partito del Sud non può che essere in piazza con la sinistra che protesta e che chiede uguaglianza, difesa del lavoro e della sua dignità.
Fonte: Partito del Sud - Roma
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Se il governo Renzi continua a non mettere il Sud al centro della sua agenda, se nonostante i tanti annunci e slogan, seguiti spesso da slides e da tweets, non c'è una politica del lavoro che cerca di livellare verso l'alto e non verso il basso, estendendo i diritti a chi non ce li ha, invece che toglierli a chi ce li ha e li ha conquistati con anni di lotte...insomma se si continua con le sciagurate politiche neo-liberiste alla ricerca di una maggiore "flessibilità" che in questi ultimi dieci anni ha prodotto più precarietà, ha aggravato la crisi e non ha certo favorito maggiore occupazione (vedi la precedente riforma dell'articolo 18 già fatta dal Governo Monti e dalla Fornero), il Partito del Sud non può che essere in piazza con la sinistra che protesta e che chiede uguaglianza, difesa del lavoro e della sua dignità.
Fonte: Partito del Sud - Roma
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