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domenica 31 agosto 2014
LA VIGNETTA DELLA SETTIMANA
Abbassamento fondi strutturali europei dal 50% al 26% annunciato da Del Rio e' quanto di più sbagliato si possa fare. Per il rilancio del paese servono investimenti, soprattutto a sud e non tagliare e rinviare solo a sud. Mentre si parla di Sblocca Italia, si taglia di 12 mld il cofinanziamento fondi europei al sud, lasciandolo così solo e bloccato.#sudstaisereno
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Abbassamento fondi strutturali europei dal 50% al 26% annunciato da Del Rio e' quanto di più sbagliato si possa fare. Per il rilancio del paese servono investimenti, soprattutto a sud e non tagliare e rinviare solo a sud. Mentre si parla di Sblocca Italia, si taglia di 12 mld il cofinanziamento fondi europei al sud, lasciandolo così solo e bloccato.#sudstaisereno
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giovedì 28 agosto 2014
ARTURO 'NCOPP' 'O FILO
di Bruno Pappalardo
(funambolo; Arturo che cammina sulla corda)
Agiva soprattutto nella zona della Ferrovia o quella della grande piazza del Mercato. Era un funambolo, un “libero professionista”. Agiva
per conto proprio e alla fine della propria perfomance, ossia quella di percorrere su un robusto cavo sospeso tra due palazzi ad una altezza tra i 10-15 metri dal suolo, raccoglieva le misere offerte lasciate in cappello in terra guardato a vista da un fanciullo ricoperto da cenci accomodati in ogni sua parte.
Certo era una figura tante volte vista in un circo, ma, vi giuro era tutt’altra cosa vederlo; ...a quell’altezza; impressionante.
Talvolta qualche commerciante cercava della pubblicità per il suo nuovo negozio o il lancio di un nuovo articolo e gli chiedeva, su compenso, di reclamizzarlo.
Era solito coprirsi il capo con un cilindro. A volte con il magistero del suo asse bilanciante riusciva a far cadere sulla gente col naso in su, le cravatte, del commerciante. Ebbero tanto successo, quando ero un truciolo, quelle con l’elastico passante nel nodo preformato della cravatta.
Oggi, (si fa per dire) indicare qualcuno come: “pare Arturo ‘ncopp ‘o filo” è come
alludere a persona che si è messo in situazioni insicure, precarie, facendo di quella precarietà la sua unica fonte di sopravvivenza. Quando si muoveva era un viaggio vacillante senza alcuna certezza. Con questo modo di dire si indicava chiunque avesse una passo oscillante, esitante, traballante e senza futuro.
Cari amici, sono stato un insegnante in un liceo. Ho letto i dieci punti della nuova riforma sulla scuola.
Arturo se poteva avere anche attimi di incertezza nella camminata, una soggezione del proprio equilibrio, ebbene, la Stefania Giannini ha superato Arturo in disorientamento, instabilità rischiando di cadere rovinosamente
Ho letto i dieci punti programmatici della riforma; mai letto nulla di più paranoico! Ma valutiamo:
- Assunzioni per la sostituzione degli insegnanti che vanno in pensione; solo 4 su 10. Perché? Non si risolve così il precariato; (100 mila su
120, - errore sono 160 ) è un modo di galleggiare; In vero sono 810 mila unità, quindi 710 mila tutti a casa; Questo Governo pare stia per stravolgere il mondo subissandoti di benefici ma quando si giunge ai fatti, invece hai un contentino, una mollichina più di quanto
(camuffato e molto meno) qualsiasi altro possa darti e, tutti, a dire “beh, meglio di niente”;
2. Materie: molto più informatica. Inglese, geografia e storia, musica e storia dell’arte. Ma quante ore dovranno lavorare i docenti? In vero GIÀ ESITONO. Svolgono tutto questoattraverso i PON e attraverso i POF. Forse la Giannini forse voleva riferirsi a “sarchiapone”?
3. Formazione permanente e incentivi per chi volontariamente da un disponibilità maggiore di ore. GIÀ ESISTE! Infatti con i PON (ossia Fondi Europei per la Scuola e Fond Europei per la Scuola/Regionali ) tutti i pomeriggi sono occupati. Ci sono già progetti di formazione dei docenti sia per il quelli di “sostegno”per studenti con disagi di apprendimento che per la formazione di docenti per nuove metodologie di insegnamento;
4. Stage aziende e coinvolgimento piccole medie aziende. GIÀ ESISTE! (POF;
5. Insegnanti assegnati in un certo numero di scuole del territorio ( rete funzionale) GIA’ ESISTE;
6. Chiusura della sede ministeriale dell’EUR; Non se ne sapeva nulla. E’ roba della Politica!
7. Abilitazione dopo laurea magistrale (3+2) e un anno di tirocinio. Come dicevo sono stato un insegnante. Mi sono abilitato nel ’75-‘76. Ho svolto un anno di formazione, con 4 lezioni di 5 ore ciascuna ogni settimana. Ho svolto un anno di tirocinio presso varie scuole e quelle simulate durante il corso. Ho svolto tirocinio per un anno presso la scuola magistrale femminile “E. P. Fonseca” GIA’ ESISTEVA! Questa formazione fu ridotta o tolta negli anni, ...la Giannini l’ha riproposta
Il resto è inutile citarle; parlano di finanziamenti: più soldi quà e più soldi di là,…è solo ’o cappiello ‘e ‘on Arturo

di Bruno Pappalardo
(funambolo; Arturo che cammina sulla corda)
Agiva soprattutto nella zona della Ferrovia o quella della grande piazza del Mercato. Era un funambolo, un “libero professionista”. Agiva
per conto proprio e alla fine della propria perfomance, ossia quella di percorrere su un robusto cavo sospeso tra due palazzi ad una altezza tra i 10-15 metri dal suolo, raccoglieva le misere offerte lasciate in cappello in terra guardato a vista da un fanciullo ricoperto da cenci accomodati in ogni sua parte.
Certo era una figura tante volte vista in un circo, ma, vi giuro era tutt’altra cosa vederlo; ...a quell’altezza; impressionante.
Talvolta qualche commerciante cercava della pubblicità per il suo nuovo negozio o il lancio di un nuovo articolo e gli chiedeva, su compenso, di reclamizzarlo.
Era solito coprirsi il capo con un cilindro. A volte con il magistero del suo asse bilanciante riusciva a far cadere sulla gente col naso in su, le cravatte, del commerciante. Ebbero tanto successo, quando ero un truciolo, quelle con l’elastico passante nel nodo preformato della cravatta.
Oggi, (si fa per dire) indicare qualcuno come: “pare Arturo ‘ncopp ‘o filo” è come
alludere a persona che si è messo in situazioni insicure, precarie, facendo di quella precarietà la sua unica fonte di sopravvivenza. Quando si muoveva era un viaggio vacillante senza alcuna certezza. Con questo modo di dire si indicava chiunque avesse una passo oscillante, esitante, traballante e senza futuro.
Cari amici, sono stato un insegnante in un liceo. Ho letto i dieci punti della nuova riforma sulla scuola.
Arturo se poteva avere anche attimi di incertezza nella camminata, una soggezione del proprio equilibrio, ebbene, la Stefania Giannini ha superato Arturo in disorientamento, instabilità rischiando di cadere rovinosamente
Ho letto i dieci punti programmatici della riforma; mai letto nulla di più paranoico! Ma valutiamo:
- Assunzioni per la sostituzione degli insegnanti che vanno in pensione; solo 4 su 10. Perché? Non si risolve così il precariato; (100 mila su
120, - errore sono 160 ) è un modo di galleggiare; In vero sono 810 mila unità, quindi 710 mila tutti a casa; Questo Governo pare stia per stravolgere il mondo subissandoti di benefici ma quando si giunge ai fatti, invece hai un contentino, una mollichina più di quanto
(camuffato e molto meno) qualsiasi altro possa darti e, tutti, a dire “beh, meglio di niente”;
2. Materie: molto più informatica. Inglese, geografia e storia, musica e storia dell’arte. Ma quante ore dovranno lavorare i docenti? In vero GIÀ ESITONO. Svolgono tutto questoattraverso i PON e attraverso i POF. Forse la Giannini forse voleva riferirsi a “sarchiapone”?
3. Formazione permanente e incentivi per chi volontariamente da un disponibilità maggiore di ore. GIÀ ESISTE! Infatti con i PON (ossia Fondi Europei per la Scuola e Fond Europei per la Scuola/Regionali ) tutti i pomeriggi sono occupati. Ci sono già progetti di formazione dei docenti sia per il quelli di “sostegno”per studenti con disagi di apprendimento che per la formazione di docenti per nuove metodologie di insegnamento;
4. Stage aziende e coinvolgimento piccole medie aziende. GIÀ ESISTE! (POF;
5. Insegnanti assegnati in un certo numero di scuole del territorio ( rete funzionale) GIA’ ESISTE;
6. Chiusura della sede ministeriale dell’EUR; Non se ne sapeva nulla. E’ roba della Politica!
7. Abilitazione dopo laurea magistrale (3+2) e un anno di tirocinio. Come dicevo sono stato un insegnante. Mi sono abilitato nel ’75-‘76. Ho svolto un anno di formazione, con 4 lezioni di 5 ore ciascuna ogni settimana. Ho svolto un anno di tirocinio presso varie scuole e quelle simulate durante il corso. Ho svolto tirocinio per un anno presso la scuola magistrale femminile “E. P. Fonseca” GIA’ ESISTEVA! Questa formazione fu ridotta o tolta negli anni, ...la Giannini l’ha riproposta
Il resto è inutile citarle; parlano di finanziamenti: più soldi quà e più soldi di là,…è solo ’o cappiello ‘e ‘on Arturo

mercoledì 27 agosto 2014
I Bronzi di Riace restino in Calabria !
Di Antonio Rosato
Fortunatamente sembra che i Bronzi restano a casa loro.
Questa è sicuramente una ottima notizia.
I nostri sforzi e le nostre fatiche a
sostegno della permanenza dei preziosi tesori di Riace a casa loro non è stata
vana. Mentre tutti si godevano le meritate ferie noi del Partito del Sud non ci
siamo risparmiati neanche in agosto per difendere quello che è meridionale.
Ma
a parte questo cappello, volevo focalizzare l’attenzione sul Prof. Vittorio
SGARBI.
Sembra che i bronzi di Riace dovevano essere l’attrazione o se vogliamo
il biglietto da visita principale per l’EXPO meneghino.
Certo, non possiamo
negare che queste opere oltre che rare, uniche e preziose hanno un fascino e
uno charme artistico che incantano indiscutibilmente il visitatore.
E che
restano tatuati indelebilmente nella mente di chi ha avuto la fortuna di
ammirarli. Ma mi chiedo anche perché il Prof. SGARBI non ha chiesto allo stesso
modo il DAVID o il BACCO di MICHELANGELO a Firenze. Avrebbero dato altrettanto
lustro al suo lavoro e suo evento.
O perché non arricchire la sua esposizione
con i capolavori di TIZIANO come LA
PRESENTAZIONE di MARIA o LA PIETA’ custoditi a VENEZIA. Può ancora trasformare
l’EXPO nell’ERMITAGE italiano con capolavori d’arte di bellezza ineguagliabile,
e che ogni straniero vorrebbe vedere a MILANO all’EXPO. Potrebbe chiedere a
GENOVA “ECCE HOMO” del CARAVAGGIO oppure SUSANNA e i VECCHIONI capolavoro del
VERONESE datato 1580. O sempre a GENOVA “LA CIRCONCISIONE” di RUBENS del 1605 o
ancora LA MADDALENA PENITENTE del CANOVA, alta solo 90 cm e sicuramente più
facile da trasportare. O perché no, VERONA potrebbe mettere a disposizione per
l’evento l’ASSUZIONE DELLA VERGINE in compagnia della SACRA FAMIGLIA,
capolavori del MANTEGNA straordinari. Sempre del MANTEGNA potrebbe chiedere a
BERGAMO la MADONNA con BAMBINO. E sempre a BERGAMO, visto anche la vicinanza
geografica, potrebbe chiedere la MADONNA LOCHIS opera del 1508 del TIZIANO e
ancora del TIZIANO “ORFEO ed EURIDIGE” e ancora perché no, IL RITRATTO DI
GIULIANO DE’ MEDICI, opera del 1478 creata dal BOTTICELLI. Vicenza potrebbe
contribuire con LA CENA, sempre del VERONESE, opera del 1572. Quanto piacerebbe
ammirare San PETRONIO o San PROCOLO di
MICHELANGELO, i giapponesi impazzirebbero. Basta chiederli a BOLOGNA.
E se
vogliamo stupire con effetti speciali, e provocatori, c’è la SACRA SINDONE a Torino, perché non
chiederla. Quanti BRONZI di Riace vale per fama in Sindone al cospetto dei
bronzi. O alla savoiarda città piemontese potrebbe chiedere DEIANIRA.
Straordinario capolavoro di RUBENS, o sempre dello stesso, l’ERCOLE entrambi
del 1638. O perché non trasferire il museo dell’ombroso cosi caro a noi
meridionali. Tanto sono persone che già in vita sono state trasferite al nord.
Potrebbero magari fare da anticamera ad OTZI , la mummia altoatesina. Cosi
anche BOLZANO potrebbe dare il suo contributo. Si potrebbe andare avanti per
giorni forse. Ma volendo, ed avendo le risorse ovviamente, si potrebbe davvero
erigere una sorta di LOUVRE, anzi forse anche più ricco e più interessante.
Perché proprio i BRONZI ?!
Forse per farli emigrare definitivamente a latitudini
più meritevoli?
Loro non sono emigranti caro SGARBI, Loro non sono disoccupati.
Non sono costretti ad emigrare come tanti calabresi. Anzi. Loro forse portano a
REGGIO CALABRIA qualche turista. Che lascia qualche mancetta piccola a questa
città che tanto bisogno ha di turismo.
Ma ho capito una cosa. Che i BRONZI piacciono. Che si deve dare la possibilità
al mondo di poterli ammirare. Su questo concordo e sottoscrivo.
Allora caro
SGARBI. Perché non facciamo una cosa. Perché non ti prendi l’impegno di
organizzare a REGGIO CALABRIA una Mostra- Museo.
Porta a REGGIO opere d’arte a
far da cornice ai BRONZI. Porta in Calabria giapponesi russi e americani ad
ammirare i sublimi Bronzi e le opere e capolavori che solo l’Italia ha.
Portiamo fondi per gli aereoporti di Reggio e Lamezia come per l’EXPO.
Portiamo
i turisti con due ore di treno, o poco più, da Roma con l’alta velocità in
calabria.
Colleghiamo REGGIO a ROMA come si è fatto per MILANO ROMA.
Miglioriamo la SA-RC. Vedrai che il mondo viene in massa a vedere i Bronzi.
E
non solo i bronzi. Allora, Carissimo e Illustrissimo Prof. Vittorio SGARBI, lo
prendiamo questo impegno di portare il mondo a poter godere della visita ai
Bronzi con un bell’evento culturale? Lo organizziamo?
.
Di Antonio Rosato
Fortunatamente sembra che i Bronzi restano a casa loro.
Questa è sicuramente una ottima notizia.
I nostri sforzi e le nostre fatiche a
sostegno della permanenza dei preziosi tesori di Riace a casa loro non è stata
vana. Mentre tutti si godevano le meritate ferie noi del Partito del Sud non ci
siamo risparmiati neanche in agosto per difendere quello che è meridionale.
Ma
a parte questo cappello, volevo focalizzare l’attenzione sul Prof. Vittorio
SGARBI.
Sembra che i bronzi di Riace dovevano essere l’attrazione o se vogliamo
il biglietto da visita principale per l’EXPO meneghino.
Certo, non possiamo
negare che queste opere oltre che rare, uniche e preziose hanno un fascino e
uno charme artistico che incantano indiscutibilmente il visitatore.
E che
restano tatuati indelebilmente nella mente di chi ha avuto la fortuna di
ammirarli. Ma mi chiedo anche perché il Prof. SGARBI non ha chiesto allo stesso
modo il DAVID o il BACCO di MICHELANGELO a Firenze. Avrebbero dato altrettanto
lustro al suo lavoro e suo evento.
O perché non arricchire la sua esposizione
con i capolavori di TIZIANO come LA
PRESENTAZIONE di MARIA o LA PIETA’ custoditi a VENEZIA. Può ancora trasformare
l’EXPO nell’ERMITAGE italiano con capolavori d’arte di bellezza ineguagliabile,
e che ogni straniero vorrebbe vedere a MILANO all’EXPO. Potrebbe chiedere a
GENOVA “ECCE HOMO” del CARAVAGGIO oppure SUSANNA e i VECCHIONI capolavoro del
VERONESE datato 1580. O sempre a GENOVA “LA CIRCONCISIONE” di RUBENS del 1605 o
ancora LA MADDALENA PENITENTE del CANOVA, alta solo 90 cm e sicuramente più
facile da trasportare. O perché no, VERONA potrebbe mettere a disposizione per
l’evento l’ASSUZIONE DELLA VERGINE in compagnia della SACRA FAMIGLIA,
capolavori del MANTEGNA straordinari. Sempre del MANTEGNA potrebbe chiedere a
BERGAMO la MADONNA con BAMBINO. E sempre a BERGAMO, visto anche la vicinanza
geografica, potrebbe chiedere la MADONNA LOCHIS opera del 1508 del TIZIANO e
ancora del TIZIANO “ORFEO ed EURIDIGE” e ancora perché no, IL RITRATTO DI
GIULIANO DE’ MEDICI, opera del 1478 creata dal BOTTICELLI. Vicenza potrebbe
contribuire con LA CENA, sempre del VERONESE, opera del 1572. Quanto piacerebbe
ammirare San PETRONIO o San PROCOLO di
MICHELANGELO, i giapponesi impazzirebbero. Basta chiederli a BOLOGNA.
E se
vogliamo stupire con effetti speciali, e provocatori, c’è la SACRA SINDONE a Torino, perché non
chiederla. Quanti BRONZI di Riace vale per fama in Sindone al cospetto dei
bronzi. O alla savoiarda città piemontese potrebbe chiedere DEIANIRA.
Straordinario capolavoro di RUBENS, o sempre dello stesso, l’ERCOLE entrambi
del 1638. O perché non trasferire il museo dell’ombroso cosi caro a noi
meridionali. Tanto sono persone che già in vita sono state trasferite al nord.
Potrebbero magari fare da anticamera ad OTZI , la mummia altoatesina. Cosi
anche BOLZANO potrebbe dare il suo contributo. Si potrebbe andare avanti per
giorni forse. Ma volendo, ed avendo le risorse ovviamente, si potrebbe davvero
erigere una sorta di LOUVRE, anzi forse anche più ricco e più interessante.
Perché proprio i BRONZI ?!
Forse per farli emigrare definitivamente a latitudini
più meritevoli?
Loro non sono emigranti caro SGARBI, Loro non sono disoccupati.
Non sono costretti ad emigrare come tanti calabresi. Anzi. Loro forse portano a
REGGIO CALABRIA qualche turista. Che lascia qualche mancetta piccola a questa
città che tanto bisogno ha di turismo.
Ma ho capito una cosa. Che i BRONZI piacciono. Che si deve dare la possibilità
al mondo di poterli ammirare. Su questo concordo e sottoscrivo.
Allora caro
SGARBI. Perché non facciamo una cosa. Perché non ti prendi l’impegno di
organizzare a REGGIO CALABRIA una Mostra- Museo.
Porta a REGGIO opere d’arte a
far da cornice ai BRONZI. Porta in Calabria giapponesi russi e americani ad
ammirare i sublimi Bronzi e le opere e capolavori che solo l’Italia ha.
Portiamo fondi per gli aereoporti di Reggio e Lamezia come per l’EXPO.
Portiamo
i turisti con due ore di treno, o poco più, da Roma con l’alta velocità in
calabria.
Colleghiamo REGGIO a ROMA come si è fatto per MILANO ROMA.
Miglioriamo la SA-RC. Vedrai che il mondo viene in massa a vedere i Bronzi.
E
non solo i bronzi. Allora, Carissimo e Illustrissimo Prof. Vittorio SGARBI, lo
prendiamo questo impegno di portare il mondo a poter godere della visita ai
Bronzi con un bell’evento culturale? Lo organizziamo?
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domenica 24 agosto 2014
LA VIGNETTA DELLA SETTIMANA
Come sempre due pesi e due misure.
A Cremona decide il sindaco in modo inappellabile, a Reggio Calabria invece deciderà una commissione di esperti nominati dal ministro...
A Reggio si vota a metà novembre, decida il nuovo sindaco al riguardo dell'eventuale trasloco dei Bronzi a Milano, spiegando dettagliatamente, in campagna elettorale alla cittadinanza, la sua posizione al riguardo...
Leggi tutto »
A Cremona decide il sindaco in modo inappellabile, a Reggio Calabria invece deciderà una commissione di esperti nominati dal ministro...
A Reggio si vota a metà novembre, decida il nuovo sindaco al riguardo dell'eventuale trasloco dei Bronzi a Milano, spiegando dettagliatamente, in campagna elettorale alla cittadinanza, la sua posizione al riguardo...
Come sempre due pesi e due misure.
A Cremona decide il sindaco in modo inappellabile, a Reggio Calabria invece deciderà una commissione di esperti nominati dal ministro...
A Reggio si vota a metà novembre, decida il nuovo sindaco al riguardo dell'eventuale trasloco dei Bronzi a Milano, spiegando dettagliatamente, in campagna elettorale alla cittadinanza, la sua posizione al riguardo...
A Cremona decide il sindaco in modo inappellabile, a Reggio Calabria invece deciderà una commissione di esperti nominati dal ministro...
A Reggio si vota a metà novembre, decida il nuovo sindaco al riguardo dell'eventuale trasloco dei Bronzi a Milano, spiegando dettagliatamente, in campagna elettorale alla cittadinanza, la sua posizione al riguardo...
venerdì 22 agosto 2014
CRESCE SEMPRE DI PIU' LA COMMUNITY DEL PARTITO DEL SUD ! 9.000 A DIFESA DEL SUD !
Cresce sempre più la Community che quotidianamente segue il Partito del Sud anche su facebook, oggi siamo arrivati a 9000 fan! Seguici su :https://www.facebook.com/PdelSud?fref=nf
Con questo risultato siamo di gran lunga la maggior Community su facebook fra tutte quelle di movimenti politici/partiti meridionalisti o..."sudisti".
Continuate a seguirci e non ve ne pentirete; quotidianamente posteremo oltre alle notizie dell'attività del nostro Partito, approfondimenti politici ma anche curiosità, notizie sulla cultura e sulla vera storia del Sud come non avete mai avuto modo di sentire. Grazie a tutti per il sostegno ed il supporto.
Staff Amministratori
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Staff Amministratori
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Cresce sempre più la Community che quotidianamente segue il Partito del Sud anche su facebook, oggi siamo arrivati a 9000 fan! Seguici su :https://www.facebook.com/PdelSud?fref=nf
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Continuate a seguirci e non ve ne pentirete; quotidianamente posteremo oltre alle notizie dell'attività del nostro Partito, approfondimenti politici ma anche curiosità, notizie sulla cultura e sulla vera storia del Sud come non avete mai avuto modo di sentire. Grazie a tutti per il sostegno ed il supporto.
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giovedì 21 agosto 2014
Sud, Diritti, Integrazione, Tolleranza: Pace subito tra Israele e Palestina. Ecco, sabato, il Sacco & Vanzetti Day
Sud: Nel mondo meridionalista spesso si sente dire che: “noi non siamo “sud” di nessuno”. In realtà gli uomini e le donne di qualsiasi sud se si sentono del “SUD” non ne hanno vergogna, ne sono orgogliosi, e allo stesso tempo non si sentono “nord” di nessuno, perché in loro c’è l’orgoglio di essere uomini e donne in grado di accogliere, confrontarsi ed essere sempre pronti all’apertura ad altre culture e modi di pensare. E’ la storia del sud da sempre. Il Sud è questo una terra aperta, libera e ricca di culture in grado di scoprirsi e rispettarsi. Il Sud in cui crediamo noi è questo. Il sud che ci pare venire fuori molto bene anche dalle intenzioni degli organizzatori del Sacco & Vanzetti Day e in particolare deldott.Matteo Marolla presidente dell’associazione organizzatrice.
Diritti: Il diritto al lavoro e il diritto alla salute, facciamo solo questo esempio di due diritti sacrosanti negati proprio qui, in questa terra, a Taranto con l’ILVA e a Brindisi con la centrale a carbone e in tante altre realtà del sud e non solo del sud. I cittadini di queste nostre terre sono stati chiamati a scegliere tra l’avvelenamento da polveri sottili di ferro e il lavoro. Tra gli scarichi, i fumi e i rifiuti prodotti dal carbone e dall’industria chimica e la salute. Tra “qualche morto in famiglia” e “qualcun altro in grado di mettere un tozzo di pane a tavola”. E’ questo un mondo che non va. Un mondo che ha messo il profitto come unico valore di una costituzione immaginaria e immateriale che regola ilmondo, per dirla alla Bauman, attraverso una “demcrazia di mercato” che ubbidisce prima alla finanza e poi detta regole alla politica. Ecco mettere l’accento su questi temi è un merito che riconsociamo ogni anno all’assocazione Sacco & Vanzetti di Torremaggiore,
Integrazione: A Sud, dalla notte dei tempi, un posto a tavola non si è negato mai a nessuno, come non si è negato mai a nessuno la possibilità di essere protagonista con i propri costumi di una terra e in una terra da sempre ospitale. Certo oggi la sete di ricchezza e di prfitto ha portato qualcuno anche al sud a pensare che ci sia da arricchirsi alle spalle dei poveretti giunti da lontano utilizzandoli nelle campagne. Ecco questo non è il sud che ci piace. Come non ci piace chiunque pensi che un altro essere umano possa “rubare” il pane di bocca a un altro. L’Integrazione se vogliamo è accoglienza e diritto alla vita.Forse sono un po’ gli stili di vita e la distribuzione della ricchezza che vanno rivisti.
Tolleranza: La paura del diverso è sempre stata la chiave di innesco dell’intolleranza.Noi crediamo che non bisogna avere paura. Che bisogna, riconoscere la dignità di essere umano senza se e senza ma a chi arriva. In chi è diverso quindi una propria dignità di uomo e di donna e di abitante di questo pianeta. Se siamo disposti a mettere da parte le nostre paure è probabile che riusciremo ad avere più tolleranza. Concordiamo in toto con la Sacco & Vanzetti quando ha posto la tolleranza come cardine per un mondo senza ingiustizie e con più pace.
Ultimo tema “la pace”. Mai come in questo periodo si è vicini, o come ha detto Papa Francesco si è già immersi nella terza guerra mondiale. PACE è una parola che deve essere legata al riconoscimento dell’importanza di tutte quelle precedenti. Riconsociamo i diritti dei popoli ad avere una propria terra. Diamo spazio al dialogo. Non soffermiamoci al pregiudizio così come avvenne per Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti morti per non essere stati giudicati, ma condannati a priori per il solo fatto di essere diversi, per il solo fatto di non avere diritto a una giustizia giusta, per il solo fatto di non avere di fatto riconosciuti dei diritti riconosciuti invece a tutti gli altri americani…. Riflettiamoci e ancora grazie all’Associazione Sacco & Vanzetti e a tutti i relatori che sabato 23 alle 19,00 a Torremaggiore interverrano in piazzale Palma e Piacquaddio al Sacco & Vanzetti Memorial Day.
E’ questo il sud che vogliamo un sud meridionalista (che riconosce la propria identità) eprogressista (che riconsoce i diritti di ciascun uomo e di ciascuna donna senza alcuna distinzione) aperto agli altri e accogliente. Non c’è un altro modo di essere SUD !
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Sud: Nel mondo meridionalista spesso si sente dire che: “noi non siamo “sud” di nessuno”. In realtà gli uomini e le donne di qualsiasi sud se si sentono del “SUD” non ne hanno vergogna, ne sono orgogliosi, e allo stesso tempo non si sentono “nord” di nessuno, perché in loro c’è l’orgoglio di essere uomini e donne in grado di accogliere, confrontarsi ed essere sempre pronti all’apertura ad altre culture e modi di pensare. E’ la storia del sud da sempre. Il Sud è questo una terra aperta, libera e ricca di culture in grado di scoprirsi e rispettarsi. Il Sud in cui crediamo noi è questo. Il sud che ci pare venire fuori molto bene anche dalle intenzioni degli organizzatori del Sacco & Vanzetti Day e in particolare deldott.Matteo Marolla presidente dell’associazione organizzatrice.
Diritti: Il diritto al lavoro e il diritto alla salute, facciamo solo questo esempio di due diritti sacrosanti negati proprio qui, in questa terra, a Taranto con l’ILVA e a Brindisi con la centrale a carbone e in tante altre realtà del sud e non solo del sud. I cittadini di queste nostre terre sono stati chiamati a scegliere tra l’avvelenamento da polveri sottili di ferro e il lavoro. Tra gli scarichi, i fumi e i rifiuti prodotti dal carbone e dall’industria chimica e la salute. Tra “qualche morto in famiglia” e “qualcun altro in grado di mettere un tozzo di pane a tavola”. E’ questo un mondo che non va. Un mondo che ha messo il profitto come unico valore di una costituzione immaginaria e immateriale che regola ilmondo, per dirla alla Bauman, attraverso una “demcrazia di mercato” che ubbidisce prima alla finanza e poi detta regole alla politica. Ecco mettere l’accento su questi temi è un merito che riconsociamo ogni anno all’assocazione Sacco & Vanzetti di Torremaggiore,
Integrazione: A Sud, dalla notte dei tempi, un posto a tavola non si è negato mai a nessuno, come non si è negato mai a nessuno la possibilità di essere protagonista con i propri costumi di una terra e in una terra da sempre ospitale. Certo oggi la sete di ricchezza e di prfitto ha portato qualcuno anche al sud a pensare che ci sia da arricchirsi alle spalle dei poveretti giunti da lontano utilizzandoli nelle campagne. Ecco questo non è il sud che ci piace. Come non ci piace chiunque pensi che un altro essere umano possa “rubare” il pane di bocca a un altro. L’Integrazione se vogliamo è accoglienza e diritto alla vita.Forse sono un po’ gli stili di vita e la distribuzione della ricchezza che vanno rivisti.
Tolleranza: La paura del diverso è sempre stata la chiave di innesco dell’intolleranza.Noi crediamo che non bisogna avere paura. Che bisogna, riconoscere la dignità di essere umano senza se e senza ma a chi arriva. In chi è diverso quindi una propria dignità di uomo e di donna e di abitante di questo pianeta. Se siamo disposti a mettere da parte le nostre paure è probabile che riusciremo ad avere più tolleranza. Concordiamo in toto con la Sacco & Vanzetti quando ha posto la tolleranza come cardine per un mondo senza ingiustizie e con più pace.
Ultimo tema “la pace”. Mai come in questo periodo si è vicini, o come ha detto Papa Francesco si è già immersi nella terza guerra mondiale. PACE è una parola che deve essere legata al riconoscimento dell’importanza di tutte quelle precedenti. Riconsociamo i diritti dei popoli ad avere una propria terra. Diamo spazio al dialogo. Non soffermiamoci al pregiudizio così come avvenne per Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti morti per non essere stati giudicati, ma condannati a priori per il solo fatto di essere diversi, per il solo fatto di non avere diritto a una giustizia giusta, per il solo fatto di non avere di fatto riconosciuti dei diritti riconosciuti invece a tutti gli altri americani…. Riflettiamoci e ancora grazie all’Associazione Sacco & Vanzetti e a tutti i relatori che sabato 23 alle 19,00 a Torremaggiore interverrano in piazzale Palma e Piacquaddio al Sacco & Vanzetti Memorial Day.
E’ questo il sud che vogliamo un sud meridionalista (che riconosce la propria identità) eprogressista (che riconsoce i diritti di ciascun uomo e di ciascuna donna senza alcuna distinzione) aperto agli altri e accogliente. Non c’è un altro modo di essere SUD !
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mercoledì 20 agosto 2014
I PASTICCIERI...!
di Bruno Pappalardo
Che pasticcio!
Era solo ieri che B&B, Bossi e Berlusca si impossessavano dell’Italia intonando “forzaaiiitalia ”con la mano destra sul petto per sentire il battito ritmato di una passione incrollabile.
Vent’anni di disastri, di distruzione. Vent’anni per realizzare la “rivoluzione liberale” di cui, loro, ne dovevano essere i padri ed invece non erano manco gli emuli del più bieco mercantilismo; era solo
liberoscambisti ma in tutti i sensi.
Il protezionismo da parte dello Stato, che prevede il correre in aiuto delle imprese, lavoratori o amministrazioni regionali in difficoltà, veniva invece inteso da costoro, come quella della “Protezione Civile Spa”, … insomma ci siamo intesi.
Tuttavia costoro con l’aiuto di una Sinistra galleggiante - “…quando poi uno dice che si butta a destra” - hanno modificato anche la Costituzione
(art. 5) aggiungendovi il principio di “Federalismo“, una magnifica idea che inizialmente, purché passasse alle Camere, venne proposta come “solidale”; solidale un ca….o!
Questo, come tutti - soprattutto al Sud - già si sapeva che non si sarebbe mai attuato. Infatti con l’introduzione del “Federalismo fiscale” si è tentato poi,
di affossare definitivamente il Meridione.
Avete fatto caso che per via dell’ autonomia delle Regioni ci siamo impoveriti fino all’estremo? Avete fatto caso che sono il bancomat di politici? Avete
pensato che rientreranno, con una immunità parlamentare, in quello che fu il Senato potranno meglio maneggiare per derubarci? Ma veniamo al sodo:
Che resta della Lega? E di Bossi e di B.?
I due principali partiti di centro-destra sono in cerca, appunto, di una nuova identità. Per rimettere in piedi la Lega, Salvini ha cercato una sponda abbrancandosi alle gambe di Marine Le Pen. Non basta; si è lasciato attrarre – grazie all’aiuto di veri criminali al sud – dall'idea di penetrare al Sud per diventare un partito nazionale.
Dove sono andati a finire le loro rivoluzionarie idee? La devolution, la secessione, la difesa del territorio a tutti i costi? E Forza Italia? Certo, c’è ancora un Berlusconi che quando c’è da far riforme con Renzi, “le riforme si fanno con chi le vuole fare" Lui c’é e quando si deve fare l’opposizione anche lì, Lui c’è.
Tuttavia questi sono giochi di puro arte de
lla nautica, di come restar fermi e vivi in mezzo ad un mare di guai e di merda. Silvio si ritirerà con la corona d’alloro intorno alla calotta cranica asfaltata perché essendo ormai divenuto un “padre costituente” riceverà il totale affrancamento da tutti i suoi guai giudiziari. Dite di NO?
Il Nord, “caput mundi del portafoglio” , rappresentato proprio da B. e i propri Lodi e congreghe di interessi privati e massonici sta scontando il crollo di un prototipo che aveva la formula massima di potere nelle Regioni ma che hanno espresso cose come l’Expò, il Mose, e tanti altri brogli dovunque in Italia governassero. Oggi, vengono riproposte camuffando le funzioni, (quelle stesse Region)i che diventeranno nuove forme di centralismo La povertà ne è solo diventata la miccia che attende il fiammifero.
Il “FEDERALISMO” è crollato lasciando sotto le rovine anche il Sud che cercava, con altre forme, il riscatto proprio sui suoi territori.
La Costituzione è stata, allora, inutilmente snaturata ed è diventata solo un pasticcio, … parimenti il CCNL degli anni ’70. Due capisaldi, espressioni alte di ricchezza democratica neppure più considerati dagli imprenditori.
Paradosso, pochi ricordano, ad esempio, che il totem art.18, ultimo baluardo che resiste alla falciatrice destrorsa, perché pare impedisca la crescita e gli investimenti di aziende estere, fu introdotto da stesse forze socialiste, (Sacconi) centriste e liberali (attuale centro-destra) ma scritto e voluto dal marchese Emilio Pucci di Barsento, un nobile che volle fosse introdotto nel testo, a cui, il PCI non votò astenendosi.
Insomma stiamo vivendo un epoca del falsificazionismo, della mistificazione e frammentazione per uno strumentale CAOS studiato a tavolino con banche e istituti d’investimento e ricerca come la Jp Morgan.
Mentre Renzi svolge apposta un programma politico, …che non ha nulla di programmato ma solo slide su paperino e qui-quo-qua, ebbene, chi ne perde di più è il Sud d’Italia che cerca, come tante regione del mondo, la propria identità, l’autonomia e riscatto a costo della vita come l’Ucraina, il Kurdistan, la Siria, Gaza et cetera, ma che vengono sommersi da vacuità strumentale della globalizzazione che punta tutto ad asservire la politica e le
umane esigenze, all’economia. Il leghismo volle il federalismo e ne stata la causa della propria morte.
“Giuacchino mettette ‘a legge e Giuacchino fuie ‘mpiso”
Abbiamo una classe politica inetta, ignorante, praticamente incapace. Ci aspetta affrontare con coraggio quello che già è stato deciso da altri.

di Bruno Pappalardo
Che pasticcio!
Era solo ieri che B&B, Bossi e Berlusca si impossessavano dell’Italia intonando “forzaaiiitalia ”con la mano destra sul petto per sentire il battito ritmato di una passione incrollabile.
Vent’anni di disastri, di distruzione. Vent’anni per realizzare la “rivoluzione liberale” di cui, loro, ne dovevano essere i padri ed invece non erano manco gli emuli del più bieco mercantilismo; era solo
liberoscambisti ma in tutti i sensi.
Il protezionismo da parte dello Stato, che prevede il correre in aiuto delle imprese, lavoratori o amministrazioni regionali in difficoltà, veniva invece inteso da costoro, come quella della “Protezione Civile Spa”, … insomma ci siamo intesi.
Tuttavia costoro con l’aiuto di una Sinistra galleggiante - “…quando poi uno dice che si butta a destra” - hanno modificato anche la Costituzione
(art. 5) aggiungendovi il principio di “Federalismo“, una magnifica idea che inizialmente, purché passasse alle Camere, venne proposta come “solidale”; solidale un ca….o!
Questo, come tutti - soprattutto al Sud - già si sapeva che non si sarebbe mai attuato. Infatti con l’introduzione del “Federalismo fiscale” si è tentato poi,
di affossare definitivamente il Meridione.
Avete fatto caso che per via dell’ autonomia delle Regioni ci siamo impoveriti fino all’estremo? Avete fatto caso che sono il bancomat di politici? Avete
pensato che rientreranno, con una immunità parlamentare, in quello che fu il Senato potranno meglio maneggiare per derubarci? Ma veniamo al sodo:
Che resta della Lega? E di Bossi e di B.?
I due principali partiti di centro-destra sono in cerca, appunto, di una nuova identità. Per rimettere in piedi la Lega, Salvini ha cercato una sponda abbrancandosi alle gambe di Marine Le Pen. Non basta; si è lasciato attrarre – grazie all’aiuto di veri criminali al sud – dall'idea di penetrare al Sud per diventare un partito nazionale.
Dove sono andati a finire le loro rivoluzionarie idee? La devolution, la secessione, la difesa del territorio a tutti i costi? E Forza Italia? Certo, c’è ancora un Berlusconi che quando c’è da far riforme con Renzi, “le riforme si fanno con chi le vuole fare" Lui c’é e quando si deve fare l’opposizione anche lì, Lui c’è.
Tuttavia questi sono giochi di puro arte de
lla nautica, di come restar fermi e vivi in mezzo ad un mare di guai e di merda. Silvio si ritirerà con la corona d’alloro intorno alla calotta cranica asfaltata perché essendo ormai divenuto un “padre costituente” riceverà il totale affrancamento da tutti i suoi guai giudiziari. Dite di NO?
Il Nord, “caput mundi del portafoglio” , rappresentato proprio da B. e i propri Lodi e congreghe di interessi privati e massonici sta scontando il crollo di un prototipo che aveva la formula massima di potere nelle Regioni ma che hanno espresso cose come l’Expò, il Mose, e tanti altri brogli dovunque in Italia governassero. Oggi, vengono riproposte camuffando le funzioni, (quelle stesse Region)i che diventeranno nuove forme di centralismo La povertà ne è solo diventata la miccia che attende il fiammifero.
Il “FEDERALISMO” è crollato lasciando sotto le rovine anche il Sud che cercava, con altre forme, il riscatto proprio sui suoi territori.
La Costituzione è stata, allora, inutilmente snaturata ed è diventata solo un pasticcio, … parimenti il CCNL degli anni ’70. Due capisaldi, espressioni alte di ricchezza democratica neppure più considerati dagli imprenditori.
Paradosso, pochi ricordano, ad esempio, che il totem art.18, ultimo baluardo che resiste alla falciatrice destrorsa, perché pare impedisca la crescita e gli investimenti di aziende estere, fu introdotto da stesse forze socialiste, (Sacconi) centriste e liberali (attuale centro-destra) ma scritto e voluto dal marchese Emilio Pucci di Barsento, un nobile che volle fosse introdotto nel testo, a cui, il PCI non votò astenendosi.
Insomma stiamo vivendo un epoca del falsificazionismo, della mistificazione e frammentazione per uno strumentale CAOS studiato a tavolino con banche e istituti d’investimento e ricerca come la Jp Morgan.
Mentre Renzi svolge apposta un programma politico, …che non ha nulla di programmato ma solo slide su paperino e qui-quo-qua, ebbene, chi ne perde di più è il Sud d’Italia che cerca, come tante regione del mondo, la propria identità, l’autonomia e riscatto a costo della vita come l’Ucraina, il Kurdistan, la Siria, Gaza et cetera, ma che vengono sommersi da vacuità strumentale della globalizzazione che punta tutto ad asservire la politica e le
umane esigenze, all’economia. Il leghismo volle il federalismo e ne stata la causa della propria morte.
“Giuacchino mettette ‘a legge e Giuacchino fuie ‘mpiso”
Abbiamo una classe politica inetta, ignorante, praticamente incapace. Ci aspetta affrontare con coraggio quello che già è stato deciso da altri.

martedì 19 agosto 2014
Il calcio come reale specchio del paese
Dopo l’esordio infelice a base di banane, il gaffeur Tavecchio
prosegue per la sua strada, dimostrando , come previsto e ancora una volta, tutta l'inadeguatezza al ruolo con la
decisione presa ieri dal primo consiglio federale della FIGC , da lui guidato, che
ha ammorbidito le norme contro la “discriminazione territoriale”.
In altre parole offendere l’avversario, giocatori o tifosi
che siano, ad esempio con epiteti, a cui
siamo purtroppo abituati, contro Napoli e i suoi abitanti o urla belluine contro
giocatori di colore, è da ieri meno grave e la punizione non più automatica.
Siamo
cioè tornati al concetto dello stadio “terra di nessuno” in un’inaccettabile
ritorno al passato, cioè l’esatto opposto di quanto fatto in altre nazioni per
riportare persone e famiglie allo stadio e soprattutto sradicare la violenza e
le frange del tifo che a questa fanno ricorso. In Italia si sceglie
la strada inversa malgrado gli avvertimenti di FIFA e UEFA e cioè porte aperte
alla più becera volgarità e ai soliti ignobili cori basati su triti luoghi
comuni. La discriminazione territoriale è solo l’anticamera del razzismo, il
tutto poi in una società italiana che, grazie anche ai deliri leghisti, fa da
sempre del razzismo antimeridionale una delle sue principali bandiere, in altre
parole il calcio come reale specchio del paese.
Compito di una federazione dovrebbe anche quello di educare
atleti, tesserati e di conseguenza i tifosi per rendere più civili e vivibili gli
stadi, che infatti già adesso sono spesso vuoti proprio per i rischi connessi
alla loro frequentazione.
Servirebbe prevenzione, educazione e infine, se serve, repressione
e non il vergognoso lassismo che già si intravede dalle prime dichiarazioni di Tavecchio e dalle prime stravaganti decisioni
prese dalla sua federazione.
Il razzismo ha molte sfaccettature, anche se Tavecchio
sembra non capirlo, molti degli incivili da stadio sono gli stessi che poi generano violenza e drammi
che colpiscono gli inermi, infatti non a caso l’anno scorso i feriti negli
stadi italiani sono aumentati del 68% rispetto all’anno precedente, finendo la stagione in un crescendo di
violenza che è culminato con il dramma di Roma per la finale di Coppa Italia.
Speriamo di non essere profeti di sventura ma con queste premesse non ci sarà
da attendersi nulla di buono sul fronte dell’ordine pubblico negli stadi per la
prossima stagione, nel qual caso la responsabilità ricadrà interamente su
Tavecchio e la sua federazione.
Anche di questi aspetti , oltre che a sponsor e contratti
miliardari, dovrebbe occuparsi una federazione ed il suo presidente, che si
dimostra, se mai ve ne fosse stato bisogno, a dir poco inadeguato.
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Dopo l’esordio infelice a base di banane, il gaffeur Tavecchio
prosegue per la sua strada, dimostrando , come previsto e ancora una volta, tutta l'inadeguatezza al ruolo con la
decisione presa ieri dal primo consiglio federale della FIGC , da lui guidato, che
ha ammorbidito le norme contro la “discriminazione territoriale”.
In altre parole offendere l’avversario, giocatori o tifosi
che siano, ad esempio con epiteti, a cui
siamo purtroppo abituati, contro Napoli e i suoi abitanti o urla belluine contro
giocatori di colore, è da ieri meno grave e la punizione non più automatica.
Siamo
cioè tornati al concetto dello stadio “terra di nessuno” in un’inaccettabile
ritorno al passato, cioè l’esatto opposto di quanto fatto in altre nazioni per
riportare persone e famiglie allo stadio e soprattutto sradicare la violenza e
le frange del tifo che a questa fanno ricorso. In Italia si sceglie
la strada inversa malgrado gli avvertimenti di FIFA e UEFA e cioè porte aperte
alla più becera volgarità e ai soliti ignobili cori basati su triti luoghi
comuni. La discriminazione territoriale è solo l’anticamera del razzismo, il
tutto poi in una società italiana che, grazie anche ai deliri leghisti, fa da
sempre del razzismo antimeridionale una delle sue principali bandiere, in altre
parole il calcio come reale specchio del paese.
Compito di una federazione dovrebbe anche quello di educare
atleti, tesserati e di conseguenza i tifosi per rendere più civili e vivibili gli
stadi, che infatti già adesso sono spesso vuoti proprio per i rischi connessi
alla loro frequentazione.
Servirebbe prevenzione, educazione e infine, se serve, repressione
e non il vergognoso lassismo che già si intravede dalle prime dichiarazioni di Tavecchio e dalle prime stravaganti decisioni
prese dalla sua federazione.
Il razzismo ha molte sfaccettature, anche se Tavecchio
sembra non capirlo, molti degli incivili da stadio sono gli stessi che poi generano violenza e drammi
che colpiscono gli inermi, infatti non a caso l’anno scorso i feriti negli
stadi italiani sono aumentati del 68% rispetto all’anno precedente, finendo la stagione in un crescendo di
violenza che è culminato con il dramma di Roma per la finale di Coppa Italia.
Speriamo di non essere profeti di sventura ma con queste premesse non ci sarà
da attendersi nulla di buono sul fronte dell’ordine pubblico negli stadi per la
prossima stagione, nel qual caso la responsabilità ricadrà interamente su
Tavecchio e la sua federazione.
Anche di questi aspetti , oltre che a sponsor e contratti
miliardari, dovrebbe occuparsi una federazione ed il suo presidente, che si
dimostra, se mai ve ne fosse stato bisogno, a dir poco inadeguato.
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domenica 17 agosto 2014
LA VIGNETTA DELLA SETTIMANA
A sud c'è chi li premia, chi li invita, chi si converte sulla via di Damasco e passa con loro, chi immagina, grazie a loro, la rinascita del sud... a qualcuno piace Lega. Si quegli stessi che dicevano e dicono "Prima il Nord"... In termini medici e psichiatrici si chiama "sindrome di Stoccolma"...
Immunizzatevi !
------------------------------------------------------------------------------
Il segretario del Carroccio annuncia il lancio di un nuovo soggetto politico nel Sud Italia gemellato con la Lega Nord.
La nuova stagione della Lega passa anche dal Salento: è stato lo stesso segretario Matteo Salvini ad annunciare la nascita di un nuovo soggetto politico a margine di un comizio a Ponte di Legno, in Valcamonica. "La mia scommessa è far nascere nel centrosud un nuovo soggetto politico amico della Lega. Lo lanceremo in autunno", spiega il segretario del Carroccio, come riportato dall'Agi. "A queste persone, che sono di Catania, del Salento, della Campania, di Roma, noi diciamo che sarebbe assurdo creare nelle loro città delle sezioni della Lega Nord. Presenteremo un nuovo soggetto, che avrà nel simbolo l'Alberto da Giussano e daremo loro una mano concreta".
A sud c'è chi li premia, chi li invita, chi si converte sulla via di Damasco e passa con loro, chi immagina, grazie a loro, la rinascita del sud... a qualcuno piace Lega. Si quegli stessi che dicevano e dicono "Prima il Nord"... In termini medici e psichiatrici si chiama "sindrome di Stoccolma"...
Immunizzatevi !
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Il segretario del Carroccio annuncia il lancio di un nuovo soggetto politico nel Sud Italia gemellato con la Lega Nord.
La nuova stagione della Lega passa anche dal Salento: è stato lo stesso segretario Matteo Salvini ad annunciare la nascita di un nuovo soggetto politico a margine di un comizio a Ponte di Legno, in Valcamonica. "La mia scommessa è far nascere nel centrosud un nuovo soggetto politico amico della Lega. Lo lanceremo in autunno", spiega il segretario del Carroccio, come riportato dall'Agi. "A queste persone, che sono di Catania, del Salento, della Campania, di Roma, noi diciamo che sarebbe assurdo creare nelle loro città delle sezioni della Lega Nord. Presenteremo un nuovo soggetto, che avrà nel simbolo l'Alberto da Giussano e daremo loro una mano concreta".#IoComproSUD, un progetto a sostegno di acquisti consapevoli di prodotti e servizi del SUD
#IoComproSUD – mettiamo il SUD nel nostro carrello !
Sia pure con un Ferragosto appena passato e nel pieno delle vacanze d’agosto ancora in corso, a prescindere se si è riusciti o meno a farle fuori porta o in località di villeggiatura o a casa propria, vogliamo porre l’accento su un tema fondamentale: la necessità di comprare consapevolmente prodotti e servizi del nostro sud e di favorire la nascita e il consolidamento di imprese a sud. Per fare questo ci vuole come sempre volontà politica, ma ci vuole anche la volontà di ciascuno ad acquistare e a promuovere prodotti del sud.
Nella nostra mente di acquirente deve farsi strada una frase che deve essere specchio di un modus operandi che non sia escludente degli altri prodotti e servizi d’Italia o di altri paesi, ma che sappia che comprando sud si favorisce il PIL di un mezzogiorno che così potrebbe finalmente avere una politica di sviluppo e l’occupazione dei nostri ragazzi che oggi più che emigrare, come dice l’ultimo rapporto SVIMEZ, sono costretti a fuggire da queste nostre terre. E allora la frase che ci viene in mente è: #IoComproSUD !
#IoComproSUD sarà anche la campagna e il progetto che Sud Project Camp mette in campo per la promozione e il supporto ad un’economia meridionale non certo autarchica, ma rivolta a tutti coloro i quali dentro e fuori dal Sud e dall’Italia vogliano apprezzare, prodotti, idee, storia e territori del sud.
#IoComproSUD se siete dello stesso avviso, sia che siate consumatori, che aziende, chegiovani startup scriveteci… C’è tanto lavoro da fare !
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#IoComproSUD – mettiamo il SUD nel nostro carrello !
Sia pure con un Ferragosto appena passato e nel pieno delle vacanze d’agosto ancora in corso, a prescindere se si è riusciti o meno a farle fuori porta o in località di villeggiatura o a casa propria, vogliamo porre l’accento su un tema fondamentale: la necessità di comprare consapevolmente prodotti e servizi del nostro sud e di favorire la nascita e il consolidamento di imprese a sud. Per fare questo ci vuole come sempre volontà politica, ma ci vuole anche la volontà di ciascuno ad acquistare e a promuovere prodotti del sud.
Nella nostra mente di acquirente deve farsi strada una frase che deve essere specchio di un modus operandi che non sia escludente degli altri prodotti e servizi d’Italia o di altri paesi, ma che sappia che comprando sud si favorisce il PIL di un mezzogiorno che così potrebbe finalmente avere una politica di sviluppo e l’occupazione dei nostri ragazzi che oggi più che emigrare, come dice l’ultimo rapporto SVIMEZ, sono costretti a fuggire da queste nostre terre. E allora la frase che ci viene in mente è: #IoComproSUD !
#IoComproSUD sarà anche la campagna e il progetto che Sud Project Camp mette in campo per la promozione e il supporto ad un’economia meridionale non certo autarchica, ma rivolta a tutti coloro i quali dentro e fuori dal Sud e dall’Italia vogliano apprezzare, prodotti, idee, storia e territori del sud.
#IoComproSUD se siete dello stesso avviso, sia che siate consumatori, che aziende, chegiovani startup scriveteci… C’è tanto lavoro da fare !
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