Supporta il Partito del Sud
La campagna di adesione al Partito del Sud è ripresa, con il nuovo tesseramento, da gennaio.
Scopri Perchè sostenerci
Il Partito del sud per tutti i sud
I sud del mondo hanno tutti in comune il medesimo destino, sono stati conquistati, sfruttati depredati e abbandonati a loro stessi. Il partito del sud è convinto che la solidarietà e l'accoglienza siano un dovere perchè ogni essere umano ha diritto a vivere una vita dignitosa
Illuminiamo il futuro dei nostri figli
Solo 6 euro per ogni 100 di spesa restano alle imprese del sud, diamo ai nostri figli la possibilità di restare nella loro terra. Sei tu a fare la scelta. COMPRA PRODOTTI DEL SUD. Prima di acquistare un prodotto guarda etichetta, scegli aziende con sede e stabilimenti nel sud Italia
martedì 5 agosto 2014
Torna, venerdì e sabato, a Cittadella del Capo in Calabria, la due giorni di Sud Project Camp
Con notevoli sforzi del gruppo calabrese del Sud Project Camp e in primis di Giuseppe Spadafora, torna venerdì e sabato (8 e 9 agosto) a Cittadella del Campo, in provincia di Cosenza, il nostro appuntamento calabrese con Sud Project Camp.
Dopo Longobardi (CS) 2013 ecco che il Sud Project Camp d’estate raddoppia e propone una due giorni di incontri e divertimenti.
Sud Project Camp è un’associazione che ha come obiettivo quello di far incontrare persone, artisti, associazioni, aziende e movimenti, attorno al tema del sud e punta a facilitare la nascita di reti utili a competere su tutto il territorio nazionale e non solo nazionale.
L’evento del 8 e 9 punta proprio a quello, all’icontro, alla possibilità di conoscersi divertendosi, ma anche approfondendo temi importanti come il futuro della Calabria che molti superficiali pongono essere come la Cenerentola d’Italia e che invece è terra dalle potenzialità infinite.
Sport, dibattiti, musica, spettacoli, e anche una serata dedicata alla bellezza del concorso di Miss Italia.
Un appuntamento da non perdere quindi e da vivere appieno. Un appuntamento nella terra dei Vituli, popolo che ha dato poi nome all’Italia. E si perché l’Italia nasce e rinasce da SUD !Buon Sud Project Camp !
Fonte: Sud Project Camp
.
Con notevoli sforzi del gruppo calabrese del Sud Project Camp e in primis di Giuseppe Spadafora, torna venerdì e sabato (8 e 9 agosto) a Cittadella del Campo, in provincia di Cosenza, il nostro appuntamento calabrese con Sud Project Camp.
Dopo Longobardi (CS) 2013 ecco che il Sud Project Camp d’estate raddoppia e propone una due giorni di incontri e divertimenti.
Sud Project Camp è un’associazione che ha come obiettivo quello di far incontrare persone, artisti, associazioni, aziende e movimenti, attorno al tema del sud e punta a facilitare la nascita di reti utili a competere su tutto il territorio nazionale e non solo nazionale.
L’evento del 8 e 9 punta proprio a quello, all’icontro, alla possibilità di conoscersi divertendosi, ma anche approfondendo temi importanti come il futuro della Calabria che molti superficiali pongono essere come la Cenerentola d’Italia e che invece è terra dalle potenzialità infinite.
Sport, dibattiti, musica, spettacoli, e anche una serata dedicata alla bellezza del concorso di Miss Italia.
Un appuntamento da non perdere quindi e da vivere appieno. Un appuntamento nella terra dei Vituli, popolo che ha dato poi nome all’Italia. E si perché l’Italia nasce e rinasce da SUD !Buon Sud Project Camp !
Fonte: Sud Project Camp
.
lunedì 4 agosto 2014
L'articolo di Agosto di Andrea Balìa su WebNapoli24.com - " La scelta di lasciare..."
La scelta di lasciare…
Scritto da Andrea BaliaInnanzitutto una premessa : nessun paragone che potrebbe sembrare eccessivo e fuori luogo, vista la popolarità e la risonanza mediatica di caratura mondiale del personaggio…
sarebbe come se nel calcio paragonassimo squadre di prima fascia da competizioni tipo Champions League con modeste formazioni da tornei amatoriali.
Ma l’esempio conta, e figure del genere servono con il loro comportamento quanto meno all’invito alla riflessione. Alto, incappucciato, col berretto e la pipa, quasi sempre a cavallo, comparve nel 1994 nel povero Chiapas dicendo : “questa è una rivoluzione, scusate il disturbo!”
Nemico giurato del neoliberismo, ironico, Gramsci e Che Guevara come suoi fari da lui dichiarati, amato dal Nobel Gabriel Garcia Marquez, generoso fino all’ultimo soldo in tasca per gli ultimi, i deboli e gli amici. Un intellettuale.
Dopo 20 anni lascia dichiarando : “ Sono solo un ologramma, e non sono più necessario, ma la lotta continua. Per ribellarsi e lottare non servono leader o capi, messìa o salvatori…c’è solo bisogno d’un po’ di vergogna, un tanto di dignità e molta organizzazione”. Orbene, nei tornei amatoriali di cui sopra del nostro “sudismo” ci sono altresì i presidentissimi vicini al trentennio, i capi o presunti leader sempre al loro posto, che il pensiero di lasciare non li sfiora nemmeno, pur essendo goderecciamente sempre intenti a disputare partite d’importanza molto ma molto relativa.
L’esempio del Sub Comandante Marcos non li sfiora. Sono anche loro degli ologrammi….ma d’un’altra specie….”ologrammi resistenti”.
Andrea Balìa
.
La scelta di lasciare…
Scritto da Andrea BaliaInnanzitutto una premessa : nessun paragone che potrebbe sembrare eccessivo e fuori luogo, vista la popolarità e la risonanza mediatica di caratura mondiale del personaggio…
sarebbe come se nel calcio paragonassimo squadre di prima fascia da competizioni tipo Champions League con modeste formazioni da tornei amatoriali.
Ma l’esempio conta, e figure del genere servono con il loro comportamento quanto meno all’invito alla riflessione. Alto, incappucciato, col berretto e la pipa, quasi sempre a cavallo, comparve nel 1994 nel povero Chiapas dicendo : “questa è una rivoluzione, scusate il disturbo!”
Nemico giurato del neoliberismo, ironico, Gramsci e Che Guevara come suoi fari da lui dichiarati, amato dal Nobel Gabriel Garcia Marquez, generoso fino all’ultimo soldo in tasca per gli ultimi, i deboli e gli amici. Un intellettuale.
Dopo 20 anni lascia dichiarando : “ Sono solo un ologramma, e non sono più necessario, ma la lotta continua. Per ribellarsi e lottare non servono leader o capi, messìa o salvatori…c’è solo bisogno d’un po’ di vergogna, un tanto di dignità e molta organizzazione”. Orbene, nei tornei amatoriali di cui sopra del nostro “sudismo” ci sono altresì i presidentissimi vicini al trentennio, i capi o presunti leader sempre al loro posto, che il pensiero di lasciare non li sfiora nemmeno, pur essendo goderecciamente sempre intenti a disputare partite d’importanza molto ma molto relativa.
L’esempio del Sub Comandante Marcos non li sfiora. Sono anche loro degli ologrammi….ma d’un’altra specie….”ologrammi resistenti”.
Andrea Balìa
.
CRESCE SEMPRE DI PIU' LA COMMUNITY DEL PARTITO DEL SUD ! 8.000 IN LOTTA !
Cresce la community che quotidianamente segue il Partito del Sud anche su facebook, oggi siamo arrivati a 8000 fan! Seguici su : https://www.facebook.com/PdelSud?fref=nf
Con questo risultato siamo di gran lunga la maggior community su facebook fra tutte quelle di movimenti politici/partiti meridionalisti o..."sudisti".
Continuate a seguirci e non ve ne pentirete; quotidianamente posteremo oltre alle notizie dell'attività del nostro Partito, approfondimenti politici ma anche curiosità, notizie sulla cultura e sulla vera storia del Sud come non avete mai avuto modo di sentire. Grazie a tutti per il sostegno ed il supporto.
Staff Amministatori
Leggi tutto »
Con questo risultato siamo di gran lunga la maggior community su facebook fra tutte quelle di movimenti politici/partiti meridionalisti o..."sudisti".
Continuate a seguirci e non ve ne pentirete; quotidianamente posteremo oltre alle notizie dell'attività del nostro Partito, approfondimenti politici ma anche curiosità, notizie sulla cultura e sulla vera storia del Sud come non avete mai avuto modo di sentire. Grazie a tutti per il sostegno ed il supporto.
Staff Amministatori
Cresce la community che quotidianamente segue il Partito del Sud anche su facebook, oggi siamo arrivati a 8000 fan! Seguici su : https://www.facebook.com/PdelSud?fref=nf
Con questo risultato siamo di gran lunga la maggior community su facebook fra tutte quelle di movimenti politici/partiti meridionalisti o..."sudisti".
Continuate a seguirci e non ve ne pentirete; quotidianamente posteremo oltre alle notizie dell'attività del nostro Partito, approfondimenti politici ma anche curiosità, notizie sulla cultura e sulla vera storia del Sud come non avete mai avuto modo di sentire. Grazie a tutti per il sostegno ed il supporto.
Staff Amministatori
Con questo risultato siamo di gran lunga la maggior community su facebook fra tutte quelle di movimenti politici/partiti meridionalisti o..."sudisti".
Continuate a seguirci e non ve ne pentirete; quotidianamente posteremo oltre alle notizie dell'attività del nostro Partito, approfondimenti politici ma anche curiosità, notizie sulla cultura e sulla vera storia del Sud come non avete mai avuto modo di sentire. Grazie a tutti per il sostegno ed il supporto.
Staff Amministatori
domenica 3 agosto 2014
Il nuovo sport : la fabbrica delle fesserie...
I soliti infondati attacchi sul nulla… , puntualmente smentiti dai fatti, cui segue il silenzio…in attesa che i “sudisti” della domenica si dedichino a formulare nuove frottole e ingiustificate denunce e aggressioni verbali, tese unicamente a screditare le istituzioni cittadine.
Dalle accuse per l’infondata notizia su Piazza Carlo III° che sarebbe stata rititolata a Berlinguer al silenzio…ora, al solito, tutti zitti….
Piazza Carlo III, arrivano i fondi per il restyling: in autunno inizieranno i lavori per cambiare volto alla piazza
La decisione è arrivata durante una riunione con gli assessori Calabrese e Piscopo e i membri del Comitato Civico Carlo III. I lavori per il restyling della piazza inizieranno in autunno
Pensiline per gli autobus, piazzole di sosta per i taxi, nuove panchine nei vialetti pedonali della piazza e un’area giochi per i bambini del quartiere. Sono queste le novità presto in arrivo per la tanto attesa riqualificazione di Piazza Carlo III, per la quale i cittadini della zona si stanno battendo da tanto tempo, grazie al supporto del Comitato Civico Carlo III.
395mila euro stanziati per il restyling: i lavori inizieranno in autunno
I fondi sono finalmente arrivati: 395mila euro da destinare al restyling della piazza. Il primo progetto a partire sarà quello per l’arredo urbano, disegnato dall’architetto Ugramin, che vedrà il rifacimento delle aiuole all’interno della piazza, l’installazione delle panchine e del parco giochi. Ma sono tanti altri gli interventi da effettuare: dalla sistemazione del manto stradale, che purtroppo versa da tempo in condizioni non ottimali, alle aree pedonali, ai nuovi parcheggi e infine a una linea di collegamento veloce con la metropolitana di piazza Cavour. Attorno al tavolo di regia: gli assessori Calabrese e Piscopo a rappresentare la parte politica e il Comitato Civico Carlo III a portare le istanze dei commercianti e dei cittadini della zona che hanno delegato loro di seguire questa fase di avviamento. I lavori inizieranno questo autunno.
I soliti infondati attacchi sul nulla… , puntualmente smentiti dai fatti, cui segue il silenzio…in attesa che i “sudisti” della domenica si dedichino a formulare nuove frottole e ingiustificate denunce e aggressioni verbali, tese unicamente a screditare le istituzioni cittadine.
Dalle accuse per l’infondata notizia su Piazza Carlo III° che sarebbe stata rititolata a Berlinguer al silenzio…ora, al solito, tutti zitti….
Piazza Carlo III, arrivano i fondi per il restyling: in autunno inizieranno i lavori per cambiare volto alla piazza
La decisione è arrivata durante una riunione con gli assessori Calabrese e Piscopo e i membri del Comitato Civico Carlo III. I lavori per il restyling della piazza inizieranno in autunno
Pensiline per gli autobus, piazzole di sosta per i taxi, nuove panchine nei vialetti pedonali della piazza e un’area giochi per i bambini del quartiere. Sono queste le novità presto in arrivo per la tanto attesa riqualificazione di Piazza Carlo III, per la quale i cittadini della zona si stanno battendo da tanto tempo, grazie al supporto del Comitato Civico Carlo III.
395mila euro stanziati per il restyling: i lavori inizieranno in autunno
I fondi sono finalmente arrivati: 395mila euro da destinare al restyling della piazza. Il primo progetto a partire sarà quello per l’arredo urbano, disegnato dall’architetto Ugramin, che vedrà il rifacimento delle aiuole all’interno della piazza, l’installazione delle panchine e del parco giochi. Ma sono tanti altri gli interventi da effettuare: dalla sistemazione del manto stradale, che purtroppo versa da tempo in condizioni non ottimali, alle aree pedonali, ai nuovi parcheggi e infine a una linea di collegamento veloce con la metropolitana di piazza Cavour. Attorno al tavolo di regia: gli assessori Calabrese e Piscopo a rappresentare la parte politica e il Comitato Civico Carlo III a portare le istanze dei commercianti e dei cittadini della zona che hanno delegato loro di seguire questa fase di avviamento. I lavori inizieranno questo autunno.
Torna il Sud Project Camp promosso dal Partito del Sud
Torna il Sud Project Camp, promosso dal Partito del Sud. Si tratta di un appuntamento itinerante dedicato al Made in Sud. L'8 e il 9 agosto sara' Cittadella del Capo, sul tirreno cosentino, ad ospitare stand gastronomici, eventi sportivi, concerti, dibattiti politici. Sara' una due giorni di festa, di spettacoli, di dibattiti, di presentazione di progetti nuovi e affermati, di stand di aziende e di associazioni che raccontano il loro Sud. Il loro modo di essere Sud.
Fonte: CN24Tv
.
Torna il Sud Project Camp, promosso dal Partito del Sud. Si tratta di un appuntamento itinerante dedicato al Made in Sud. L'8 e il 9 agosto sara' Cittadella del Capo, sul tirreno cosentino, ad ospitare stand gastronomici, eventi sportivi, concerti, dibattiti politici. Sara' una due giorni di festa, di spettacoli, di dibattiti, di presentazione di progetti nuovi e affermati, di stand di aziende e di associazioni che raccontano il loro Sud. Il loro modo di essere Sud.
Fonte: CN24Tv
.
sabato 2 agosto 2014
Maledetto quel giornalaio, ma dove cavolo….( i giornali dimenticano, le coscienze mai)
Di Bruno Pappalardo
Che maledetta confusione, sempre così!
Accidenti ma dove hanno ficcato il cartellone degli orari.
E’ nero ma non lo vedo. Come al solito ogni stazione ferroviaria, di qualsiasi città di questo accidenti di paese, fa a gara con le altre per nasconderli.
Ah, ecco è lì,…dunque ,…’mbè lo sapevo è col solito ritardo!
Che leggo? Binario 23? Ma non doveva essere il 15. Ora non son più sicuro,…mannaggia.
Vabbè, Intanto vado in bagno e poi prendo un caffè!
Per ritornare a casa, nella mia bella casetta bianca sul mare a Maruggio, occorrerà una intera giornata, …maledetti questi treni verso il sud.
Ah, finalmente eccolo, son le 10 e sono anche fortunato, …solo 15 minuti di ritardo.
Dunque, dunque, ecco, …no, ma? Si,Si, è questo il mio posto. Oh bene, proprio vicino al finestrino.
Scusi che dicono all’altoparlante?,
Pare che dicano, appunto che mancano altri dieci minuti per la partenza.
Ah ecco, …beh, allora scendo un attimo a comprare i giornali.
Ma dovìè questìaltro? Ma non dovrebbero stare al solito in posto fisso. Ho visto ch’era un trabiccolo con delle grosse ruote, si sarà mosso, …’ma addò se ‘cchiute ‘a nasconnere’?
? Ma.
…dove sono,…perché quà?
Signore c’è stato un piccolo incidente. Un piccolo incidente? Caro signore, i giornali parlano di 23Kg di esplosivo,… c’è chi dice di mille morti!
23? …ma quello era il mio binario, …o no?
Ma cosa? Ma che giorno è?
E’ qui da due, il fatto è successo Sabato alle 10,25 del 2 Agosto. I giornali titolano “ la Strage di Bologna, strategia della tensione, i fascisti” insomma un’altra di quelle e, scapezzando il capo e gli occhi verso il cielo, alzò il dito per dire qualcuno in alto, qualcuno che conta.
L'esplosivo, di fabbricazione militare, era in una valigia, sistemata a circa 50 centimetri d'altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell'ala ovest, allo scopo di aumentarne l'effetto
Mi chiesi perché io, perché sono vivo? Perché non tanti di quei giovani che ho visto salire sul treno?
decine di uomini e donne continuano a farsi quella stessa tormentosa domanda che non ha risposta, la domanda del sopravvissuto, la domanda che nutre ferocemente il suo inevitabile, ingiusto, insuperabile senso di colpa: perché non io?
Non è comprensibile che il giovane nipote che accompagna la madre e l’anziana nonna, ebbene restino vive e il giovanotto di 20 anni, abbia lasciato sui fili calati tra due pali, la sua scarpa penzoloni in un equilibrio innaturale.
Non è il solito destino ma un preciso disegno che ogni giorno s’aspettava di esserne vittima per mano di giovani estremisti.
Fu la mano fascista? Forse, Certo? Pare di Si!
I meridionali/sti onesti, sani quelli per la legalità e giustizia oggi salutano con un fazzoletto d’oro le 80 vittime innocenti di quell’agghiacciante crimine.
Un crimine neppure pari alla determinazione scellerata de missili lanciati su Gaza, premeditato e freddo e con una precisa volontà di uccidere molto di più di quanto sia veramente stato.
Il dolore e i valori non hanno confini, non si fermano a Gaeta
Ogni uomo o donna è mio fratello, ogni morto è uguale all’altro, un amico vivo nella mia infinita stagione di testimone di inumana Storia che resta nelle nostre coscienze collettive macchia infame priva di sogni e futuro

Di Bruno Pappalardo
Che maledetta confusione, sempre così!
Accidenti ma dove hanno ficcato il cartellone degli orari.
E’ nero ma non lo vedo. Come al solito ogni stazione ferroviaria, di qualsiasi città di questo accidenti di paese, fa a gara con le altre per nasconderli.
Ah, ecco è lì,…dunque ,…’mbè lo sapevo è col solito ritardo!
Che leggo? Binario 23? Ma non doveva essere il 15. Ora non son più sicuro,…mannaggia.
Vabbè, Intanto vado in bagno e poi prendo un caffè!
Per ritornare a casa, nella mia bella casetta bianca sul mare a Maruggio, occorrerà una intera giornata, …maledetti questi treni verso il sud.
Ah, finalmente eccolo, son le 10 e sono anche fortunato, …solo 15 minuti di ritardo.
Dunque, dunque, ecco, …no, ma? Si,Si, è questo il mio posto. Oh bene, proprio vicino al finestrino.
Scusi che dicono all’altoparlante?,
Pare che dicano, appunto che mancano altri dieci minuti per la partenza.
Ah ecco, …beh, allora scendo un attimo a comprare i giornali.
Ma dovìè questìaltro? Ma non dovrebbero stare al solito in posto fisso. Ho visto ch’era un trabiccolo con delle grosse ruote, si sarà mosso, …’ma addò se ‘cchiute ‘a nasconnere’?
? Ma.
…dove sono,…perché quà?
Signore c’è stato un piccolo incidente. Un piccolo incidente? Caro signore, i giornali parlano di 23Kg di esplosivo,… c’è chi dice di mille morti!
23? …ma quello era il mio binario, …o no?
Ma cosa? Ma che giorno è?
E’ qui da due, il fatto è successo Sabato alle 10,25 del 2 Agosto. I giornali titolano “ la Strage di Bologna, strategia della tensione, i fascisti” insomma un’altra di quelle e, scapezzando il capo e gli occhi verso il cielo, alzò il dito per dire qualcuno in alto, qualcuno che conta.
L'esplosivo, di fabbricazione militare, era in una valigia, sistemata a circa 50 centimetri d'altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell'ala ovest, allo scopo di aumentarne l'effetto
Mi chiesi perché io, perché sono vivo? Perché non tanti di quei giovani che ho visto salire sul treno?
decine di uomini e donne continuano a farsi quella stessa tormentosa domanda che non ha risposta, la domanda del sopravvissuto, la domanda che nutre ferocemente il suo inevitabile, ingiusto, insuperabile senso di colpa: perché non io?
Non è comprensibile che il giovane nipote che accompagna la madre e l’anziana nonna, ebbene restino vive e il giovanotto di 20 anni, abbia lasciato sui fili calati tra due pali, la sua scarpa penzoloni in un equilibrio innaturale.
Non è il solito destino ma un preciso disegno che ogni giorno s’aspettava di esserne vittima per mano di giovani estremisti.
Fu la mano fascista? Forse, Certo? Pare di Si!
I meridionali/sti onesti, sani quelli per la legalità e giustizia oggi salutano con un fazzoletto d’oro le 80 vittime innocenti di quell’agghiacciante crimine.
Un crimine neppure pari alla determinazione scellerata de missili lanciati su Gaza, premeditato e freddo e con una precisa volontà di uccidere molto di più di quanto sia veramente stato.
Il dolore e i valori non hanno confini, non si fermano a Gaeta
Ogni uomo o donna è mio fratello, ogni morto è uguale all’altro, un amico vivo nella mia infinita stagione di testimone di inumana Storia che resta nelle nostre coscienze collettive macchia infame priva di sogni e futuro

Accorinti: …diamo una mano all’ancor fresco spirito del vecchio che s’oppone ai furbetti…
di Bruno Pappalardo
Cosa credete stia diventando il Sud nel più nefasto momento della sua esistenza dopo il 1861?
Un covo ancora di nascosti criminali, una nuova associazione di farabutti, un popolo ancora di sfaccendati e oziosi, di inermi disoccupati, di esseri privi di senso civico e in attesa di una occasione o un appoggio qualunque? Di assistenzializzati, di corrotti, di ancor più lazzari di prima e del loro re, di guasti, di rovinati; - ebbene ce ne sarebbero tanti di ragioni causali, indubitabili logiche socioeconomiche e sequenzialmente antropologiche, ma vi dico che non è affatto così!
Leggete vi prego, leggete tanto sull’argomento così, come stella cometa, vi verrà rivelato l’esatto contrario.
Giù al Sud martoriato e frammentato, giovanissimi e giovani uomini, guidati da rozzi omaccioni barbuti si sono alleati e stanno facendo prolifici fatti per la loro terra. Sono invisibili ricercatori, periti, design formidabili, invisibili produttori di alimenti che garantiscono e garantiranno sempre la vita del Sud. Insomma mai morirà questo bubbone, questa mefitica purulenta metastasi ?
C’è un giovane in Calabria ( mi pare di ricordare) che estrae oro dai computer.
E’ molto meglio che estrarre cazzate tutti i giorni che viene creduto oro.
Si corre il rischio che, spiacente per gli avvoltoi nordici e anche da non pochi abitanti del Sud, che questo morbo possa essere benigno ( i medici ed esperti si erano sbagliato sulla diagnosi) e ritornare ad essere quell’umanità ricca come disse il meridionalista liberale e non progressista Giustino Fortunato:
«...L'unità d'Italia è stata e sarà - ne ho fede invitta - la nostra redenzione morale. Ma è stata, purtroppo, la nostra rovina economica. Noi eravamo, il 1860, in floridissime condizioni per un risveglio economico, sano e profittevole. L'unità ci ha perduti. E come se questo non bastasse, è provato, contrariamente all'opinione di tutti, che lo Stato italiano profonde i suoi benefici finanziari nelle province settentrionali in misura ben maggiore che nelle meridionali”
Al molo “Norimberga”, un molo del porto di Messina, c’è un tizio che ha tutto l’aspetto di uno scaricatore, …forse lo è. Tutti i santi giorni si piazza davanti ai primi tir che arrivano dai porti di Salerno e da ogni luogo prima dello Stretto e che attraversano il centro della città. Ma sono costretti a passare da quel posto e Riccardo li ferma piantandosi davanti.
E’ stanco che quella città che ama venga devastata da una quantità insostenibile di Tir che l’affogano nei miasmi, nei fumi che deformano i contorni dei monumenti, dell’arte della sua storia e soprattutto sottraendo alla collettività il diritto alla sanità dell’aria.
Quest’uomo sta lottando contro due o forse tre poteri. La prima riguarda le potentissime società di trasporto dei tir, la seconda è la politica,… chissà se collusa e l’altro, beh, l’altro non ce lo diciamo neppure…
E’ sempre sul posto, …smista di qua e di là vigili urbani a multare questo e quello, orienta il traffico infilandosi due dita sulle labbra e tirando fuori dei sibili imperativi a cui è impossibile non dare ascolto.
E già perché Riccardo è il sindaco di Messina. Quando fischia si fascia del tricolore.
Il tricolore è uno strumento null’altro!
Riccardo Accorinti e ha giurato che su quella terra non comandano i poteri ma i cittadini che lo hanno eletto. Alza le mani come un Cristo non doloroso, pietoso ma quello del calci e bastonate per riprendersi il Tempio.
Riccardo non sei solo. Riccardo rappresenta, oggi, quel genere di uomo del Sud che non sa piegarsi all’abuso, al consenso giustificato solo dagli interessi privati. Sono quelli di Forte Fenestrelle a cui l’amore per la propria terra impedì loro di abbassare le spalle per le grosse vertebre che arresta solo gli impavidi e costringono i probi a tener la testa come bandiera dorata.

di Bruno Pappalardo
Cosa credete stia diventando il Sud nel più nefasto momento della sua esistenza dopo il 1861?
Un covo ancora di nascosti criminali, una nuova associazione di farabutti, un popolo ancora di sfaccendati e oziosi, di inermi disoccupati, di esseri privi di senso civico e in attesa di una occasione o un appoggio qualunque? Di assistenzializzati, di corrotti, di ancor più lazzari di prima e del loro re, di guasti, di rovinati; - ebbene ce ne sarebbero tanti di ragioni causali, indubitabili logiche socioeconomiche e sequenzialmente antropologiche, ma vi dico che non è affatto così!
Leggete vi prego, leggete tanto sull’argomento così, come stella cometa, vi verrà rivelato l’esatto contrario.
Giù al Sud martoriato e frammentato, giovanissimi e giovani uomini, guidati da rozzi omaccioni barbuti si sono alleati e stanno facendo prolifici fatti per la loro terra. Sono invisibili ricercatori, periti, design formidabili, invisibili produttori di alimenti che garantiscono e garantiranno sempre la vita del Sud. Insomma mai morirà questo bubbone, questa mefitica purulenta metastasi ?
C’è un giovane in Calabria ( mi pare di ricordare) che estrae oro dai computer.
E’ molto meglio che estrarre cazzate tutti i giorni che viene creduto oro.
Si corre il rischio che, spiacente per gli avvoltoi nordici e anche da non pochi abitanti del Sud, che questo morbo possa essere benigno ( i medici ed esperti si erano sbagliato sulla diagnosi) e ritornare ad essere quell’umanità ricca come disse il meridionalista liberale e non progressista Giustino Fortunato:
«...L'unità d'Italia è stata e sarà - ne ho fede invitta - la nostra redenzione morale. Ma è stata, purtroppo, la nostra rovina economica. Noi eravamo, il 1860, in floridissime condizioni per un risveglio economico, sano e profittevole. L'unità ci ha perduti. E come se questo non bastasse, è provato, contrariamente all'opinione di tutti, che lo Stato italiano profonde i suoi benefici finanziari nelle province settentrionali in misura ben maggiore che nelle meridionali”
Al molo “Norimberga”, un molo del porto di Messina, c’è un tizio che ha tutto l’aspetto di uno scaricatore, …forse lo è. Tutti i santi giorni si piazza davanti ai primi tir che arrivano dai porti di Salerno e da ogni luogo prima dello Stretto e che attraversano il centro della città. Ma sono costretti a passare da quel posto e Riccardo li ferma piantandosi davanti.
E’ stanco che quella città che ama venga devastata da una quantità insostenibile di Tir che l’affogano nei miasmi, nei fumi che deformano i contorni dei monumenti, dell’arte della sua storia e soprattutto sottraendo alla collettività il diritto alla sanità dell’aria.
Quest’uomo sta lottando contro due o forse tre poteri. La prima riguarda le potentissime società di trasporto dei tir, la seconda è la politica,… chissà se collusa e l’altro, beh, l’altro non ce lo diciamo neppure…
E’ sempre sul posto, …smista di qua e di là vigili urbani a multare questo e quello, orienta il traffico infilandosi due dita sulle labbra e tirando fuori dei sibili imperativi a cui è impossibile non dare ascolto.
E già perché Riccardo è il sindaco di Messina. Quando fischia si fascia del tricolore.
Il tricolore è uno strumento null’altro!
Riccardo Accorinti e ha giurato che su quella terra non comandano i poteri ma i cittadini che lo hanno eletto. Alza le mani come un Cristo non doloroso, pietoso ma quello del calci e bastonate per riprendersi il Tempio.
Riccardo non sei solo. Riccardo rappresenta, oggi, quel genere di uomo del Sud che non sa piegarsi all’abuso, al consenso giustificato solo dagli interessi privati. Sono quelli di Forte Fenestrelle a cui l’amore per la propria terra impedì loro di abbassare le spalle per le grosse vertebre che arresta solo gli impavidi e costringono i probi a tener la testa come bandiera dorata.

venerdì 1 agosto 2014
Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur… mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata
Passano i governi e la situazione è sempre la stessa, cioè si va di male in peggiocon un Sud che non appare in alcuna agenda politica se non citato con passione da qualche isolato politico (oggi da Introna presindete del consiglio regionale di Puglia) che si rende conto che la nave va a fondo e che in plancia si balla. Ma sono interventi isolati che si spengono presto come un bengala sparato in mare aperto.
Nessuna parola è venuta fuori dal premier su questa cosa, nessuna dai partiti di Governo e opposizione, l’unica preoccupazione è la continuità e la salvezza della specie (quella dei deputati e senatori).
Nessun qualunquismo, nessuna antipolitica per carità, ma l’incoscienza della nostra classe dirigente vecchia e nuova è senza scuse ed ha raggiunto apici inimmaginabili da anni.
A fronte di una fotografia tanto disastrosa di un’autorevole voce come lo “SVIMEZ” non è possibile pensare che si possa rispondere con un “Salva Italia” qualsiasi.
Lo aspetteremo questo documento e lo valuteremo, ma il tempo dell’attesa del miracolo è finito.
Bisogna cambiare passo, visione modo di pensare e progettare. Bisogna cominciare a dire con chiarezza in Italia e in Europa che il nostro Paese (sia pure con 153 anni di ritardo) ha bisogno di una politica come quella concessa alla Germania dopo la riunificazione con uno sforzo titanico di investimenti pubblici in deroga a tutti i patti, in tutto il mezzogiorno e in tutte le aree disastrate. E’ stato concesso alla Germania di andare in deroga, dopo la caduta del Muro, deve essere concesso all’Italia e a tutti i Paesi che hanno le stesse difficoltà fino a quando in 10/15 anni la situazione non cominci a stabilizzarsi. Se non si fa così si uccide ipocritamente una parte del Paese, che non può più stare a guardare.
Andando avanti la secessione sarà realizzata nei fatti, sarà economica, in pratica:“Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur… mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata”
E l’area progressista nella quale ci riconosciamo pensa a leggi elettorali e a riforme pensate per tagliare fuori le voci diverse, quelle che difendono i territori, quelle che difendono i diritti, quelle che difendono l’ambiente e le nostre bellezze naturalistiche e culturali.
Dov’è il progresso ci chiediamo se non nella capacità di rendere tutti i cittadini uguali, giustamente uguali, e i territori con pari opportunità in ogni angolo del Paese ?
Le prossime regionali, da quello che si comincia a vedere saranno ancora una volta una possibile sterile lotta di potere prima interna ai partiti maggiori e poi alle coalizioni. Ci chiediamo se non sia il caso di cominciare a mettere nero su bianco e a dare le gambe a un progetto di cambiamento.
Noi ne siamo convinti: “Con il Sud si riparte“, lo abbiamo scritto, lo porteremo avanti con tenacia alle prossime elezioni regionali.
Muoviamoci, usciamo dalle nostre mura (lo diciamo a liste civiche, movimenti e associazioni progressiste) e proviamo a mettere su un progetto che salvi noi e questo Paese così unificato, ma così diviso.
Fonte: Partito del Sud - Puglia
.
Passano i governi e la situazione è sempre la stessa, cioè si va di male in peggiocon un Sud che non appare in alcuna agenda politica se non citato con passione da qualche isolato politico (oggi da Introna presindete del consiglio regionale di Puglia) che si rende conto che la nave va a fondo e che in plancia si balla. Ma sono interventi isolati che si spengono presto come un bengala sparato in mare aperto.
Nessuna parola è venuta fuori dal premier su questa cosa, nessuna dai partiti di Governo e opposizione, l’unica preoccupazione è la continuità e la salvezza della specie (quella dei deputati e senatori).
Nessun qualunquismo, nessuna antipolitica per carità, ma l’incoscienza della nostra classe dirigente vecchia e nuova è senza scuse ed ha raggiunto apici inimmaginabili da anni.
A fronte di una fotografia tanto disastrosa di un’autorevole voce come lo “SVIMEZ” non è possibile pensare che si possa rispondere con un “Salva Italia” qualsiasi.
Lo aspetteremo questo documento e lo valuteremo, ma il tempo dell’attesa del miracolo è finito.
Bisogna cambiare passo, visione modo di pensare e progettare. Bisogna cominciare a dire con chiarezza in Italia e in Europa che il nostro Paese (sia pure con 153 anni di ritardo) ha bisogno di una politica come quella concessa alla Germania dopo la riunificazione con uno sforzo titanico di investimenti pubblici in deroga a tutti i patti, in tutto il mezzogiorno e in tutte le aree disastrate. E’ stato concesso alla Germania di andare in deroga, dopo la caduta del Muro, deve essere concesso all’Italia e a tutti i Paesi che hanno le stesse difficoltà fino a quando in 10/15 anni la situazione non cominci a stabilizzarsi. Se non si fa così si uccide ipocritamente una parte del Paese, che non può più stare a guardare.
Andando avanti la secessione sarà realizzata nei fatti, sarà economica, in pratica:“Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur… mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata”
E l’area progressista nella quale ci riconosciamo pensa a leggi elettorali e a riforme pensate per tagliare fuori le voci diverse, quelle che difendono i territori, quelle che difendono i diritti, quelle che difendono l’ambiente e le nostre bellezze naturalistiche e culturali.
Dov’è il progresso ci chiediamo se non nella capacità di rendere tutti i cittadini uguali, giustamente uguali, e i territori con pari opportunità in ogni angolo del Paese ?
Le prossime regionali, da quello che si comincia a vedere saranno ancora una volta una possibile sterile lotta di potere prima interna ai partiti maggiori e poi alle coalizioni. Ci chiediamo se non sia il caso di cominciare a mettere nero su bianco e a dare le gambe a un progetto di cambiamento.
Noi ne siamo convinti: “Con il Sud si riparte“, lo abbiamo scritto, lo porteremo avanti con tenacia alle prossime elezioni regionali.
Muoviamoci, usciamo dalle nostre mura (lo diciamo a liste civiche, movimenti e associazioni progressiste) e proviamo a mettere su un progetto che salvi noi e questo Paese così unificato, ma così diviso.
Fonte: Partito del Sud - Puglia
.
Sottoscritto a Roma Protocollo d’intesa fra il Partito del Sud ed il Partito Nazionale dei Diritti - Asse comune contro il blocco degli stipendi pubblico impiego - Comunicato stampa
Comunicato Stampa
E’ stato sottoscritto nei giorni scorsi a Roma un protocollo d’intesa fra il Partito del Sud ed il Partito Nazionale dei Diritti che fissa un percorso che mira al raggiungimento di obiettivi di comune interesse. L’accordo, che prevede anche eventuale collaborazione in vista delle prossime elezioni regionali ed amministrative sul territorio nazionale, verrà illustrato alla stampa, a fine agosto a Roma, dai due Segretari Nazionali, Natale Cuccurese per il PdelSud e Girolamo Foti per il PND.
Nel corso delle conferenza stampa, che sarà visibile
anche in diretta streaming, sarà inoltre illustrata la prima iniziativa comune prevista
in autunno a Roma, organizzata dal PND a cui il PdelSUD garantirà sostegno, una
grande manifestazione di protesta contro il blocco degli stipendi del pubblico
impiego.
Il Partito del Sud ripudia qualsiasi forma di violenza, razzismo e di ideologie
che si rifanno a concetti xenofobi, discriminatori e antimeridionali. Di
conseguenza esclude alleanze di
qualsiasi tipo con partiti che sono stati alleati, o lo sono ancor oggi, con
espressioni politiche che fanno o hanno fatto di questo antimeridionalismo
bandiera. Il pensiero di riferimento è quello di grandi maestri come Dorso,
Gramsci e Salvemini, che prevedevano un sano e solidale federalismo, il
rinnovamento della classe politica dirigente e di saldare e gestire il potere
intorno a un senso comune condiviso, dove il Sud abbia pari dignità ed
opportunità delle altre parti del paese, nel rispetto del dettato costituzionale.
Il Partito Nazionale dei Diritti si propone di creare una giusta alternativa per il
paese con lo scopo di adoperarsi per lo sviluppo della nazione, al fine di
vedere riconosciuti ed affermati i propri diritti. Tale organizzazione si
propone di perseguire e affermare i propri principi, attraverso l’uso di
strumenti di tutela dei diritti offerti dalle moderne democrazie, quali la partecipazione popolare, la
manifestazione del dissenso verso le scelte poco attente al cittadino e ai loro
bisogni. Lo scopo del PND è quello di rappresentare le necessità della
popolazione che oggi, più di ieri, viene tenuta lontana dalla gestione della
cosa comune, a causa di talune egemonie che generano oscurantismo culturale e
sudditanza della politica.
Segreteria Politica Nazionale Partito
del Sud
info@partitodelsud.eu
Comunicato Stampa
E’ stato sottoscritto nei giorni scorsi a Roma un protocollo d’intesa fra il Partito del Sud ed il Partito Nazionale dei Diritti che fissa un percorso che mira al raggiungimento di obiettivi di comune interesse. L’accordo, che prevede anche eventuale collaborazione in vista delle prossime elezioni regionali ed amministrative sul territorio nazionale, verrà illustrato alla stampa, a fine agosto a Roma, dai due Segretari Nazionali, Natale Cuccurese per il PdelSud e Girolamo Foti per il PND.
Nel corso delle conferenza stampa, che sarà visibile
anche in diretta streaming, sarà inoltre illustrata la prima iniziativa comune prevista
in autunno a Roma, organizzata dal PND a cui il PdelSUD garantirà sostegno, una
grande manifestazione di protesta contro il blocco degli stipendi del pubblico
impiego.
Il Partito del Sud ripudia qualsiasi forma di violenza, razzismo e di ideologie
che si rifanno a concetti xenofobi, discriminatori e antimeridionali. Di
conseguenza esclude alleanze di
qualsiasi tipo con partiti che sono stati alleati, o lo sono ancor oggi, con
espressioni politiche che fanno o hanno fatto di questo antimeridionalismo
bandiera. Il pensiero di riferimento è quello di grandi maestri come Dorso,
Gramsci e Salvemini, che prevedevano un sano e solidale federalismo, il
rinnovamento della classe politica dirigente e di saldare e gestire il potere
intorno a un senso comune condiviso, dove il Sud abbia pari dignità ed
opportunità delle altre parti del paese, nel rispetto del dettato costituzionale.
Il Partito Nazionale dei Diritti si propone di creare una giusta alternativa per il
paese con lo scopo di adoperarsi per lo sviluppo della nazione, al fine di
vedere riconosciuti ed affermati i propri diritti. Tale organizzazione si
propone di perseguire e affermare i propri principi, attraverso l’uso di
strumenti di tutela dei diritti offerti dalle moderne democrazie, quali la partecipazione popolare, la
manifestazione del dissenso verso le scelte poco attente al cittadino e ai loro
bisogni. Lo scopo del PND è quello di rappresentare le necessità della
popolazione che oggi, più di ieri, viene tenuta lontana dalla gestione della
cosa comune, a causa di talune egemonie che generano oscurantismo culturale e
sudditanza della politica.
Segreteria Politica Nazionale Partito
del Sud
info@partitodelsud.eu
giovedì 31 luglio 2014
Leghisti di sinistra
Risposta alle esternazioni di Oliviero Beha sul "Fatto Quotidiano", poi riprese nel suo blog a questo link http://www.olivierobeha.it/primopiano/2014/07/ventimiglia-forse-meno.
Ventimiglia e una graziosa cittadina di confine la conosco da sempre ho più parenti lì che in Calabria, nel cimitero di Ventimiglia ci sono sepolti i fratelli di mio padre, nonni, cugini prematuramente scomparsi per dei mali incurabili, fratelli e sorelle di mia nonna paterna insomma per me e una seconda casa quando ci vado è un tuffarsi nell’infanzia come quando su una 127 in 5 partivamo dalla Calabria per fare mille miglia e vedere mio padre e i suoi fratelli e tutti gli amici riunirsi in quella Calabria virtuale, ricordo che era uno strano nord,si parlava il calabrese.
I negozi avevano i prodotti tipici calabresi come i “biscotti” meglio conosciuti come friselle, l’ultima volta andai per la morte di mio cugino Antonio un brutto male a 40 se lo portò via, dopo un anno morì un mio cugino, mio omonimo, Giuseppe e pochi mesi fa una mia cugina Maria, e non a tutti i funerali ho avuto la possibilità di partecipare, e questo aumenta il dolore come per gli zii Nato, Mico, Nino etc etc e tutti loro hanno lavorato duramente partendo prima da soli e poi chiamando la famiglia vivendo insieme e ospitandosi aiutandosi dividendo il cibo.
Beha accende una miccia, fa rumore e tutto per vendere libri e per vedere aumentare il numero di visitatori del suo blog, e così sulla dignità di un popolo, quello Calabrese, colpito da una emigrazione senza fine che ha il suo inizio nel 1861; dico a Beha quello che dissi a Venditti quando insultò pesantemente la Calabria : "cosa ne sanno dell'essere calabrese e avere i parenti sparsi per tutto il mondo, dell'essersi perse le gioie del sentire i primi vagiti di un cugino nato migliaia di chilometri lontano, cosa ne sanno del ricevere una telefonata in cui ti dicono che è morto un tuo parente e tu lontano non hai potuto stringergli la mano per salutarlo nell'ultimo viaggio ?!".
Per Beha provo rabbia e pena, la rabbia dovuta al suo bullismo da blog dove lui colpisce e si nasconde e la pena che porta un essere umano ad usare modi miserabili per vendicarsi forse di un calabrese che gli rubò la donna amata o del compagno di banco che lo picchiò .
Giuseppe Lipari
.
Risposta alle esternazioni di Oliviero Beha sul "Fatto Quotidiano", poi riprese nel suo blog a questo link http://www.olivierobeha.it/primopiano/2014/07/ventimiglia-forse-meno.
Ventimiglia e una graziosa cittadina di confine la conosco da sempre ho più parenti lì che in Calabria, nel cimitero di Ventimiglia ci sono sepolti i fratelli di mio padre, nonni, cugini prematuramente scomparsi per dei mali incurabili, fratelli e sorelle di mia nonna paterna insomma per me e una seconda casa quando ci vado è un tuffarsi nell’infanzia come quando su una 127 in 5 partivamo dalla Calabria per fare mille miglia e vedere mio padre e i suoi fratelli e tutti gli amici riunirsi in quella Calabria virtuale, ricordo che era uno strano nord,si parlava il calabrese.
I negozi avevano i prodotti tipici calabresi come i “biscotti” meglio conosciuti come friselle, l’ultima volta andai per la morte di mio cugino Antonio un brutto male a 40 se lo portò via, dopo un anno morì un mio cugino, mio omonimo, Giuseppe e pochi mesi fa una mia cugina Maria, e non a tutti i funerali ho avuto la possibilità di partecipare, e questo aumenta il dolore come per gli zii Nato, Mico, Nino etc etc e tutti loro hanno lavorato duramente partendo prima da soli e poi chiamando la famiglia vivendo insieme e ospitandosi aiutandosi dividendo il cibo.
Beha accende una miccia, fa rumore e tutto per vendere libri e per vedere aumentare il numero di visitatori del suo blog, e così sulla dignità di un popolo, quello Calabrese, colpito da una emigrazione senza fine che ha il suo inizio nel 1861; dico a Beha quello che dissi a Venditti quando insultò pesantemente la Calabria : "cosa ne sanno dell'essere calabrese e avere i parenti sparsi per tutto il mondo, dell'essersi perse le gioie del sentire i primi vagiti di un cugino nato migliaia di chilometri lontano, cosa ne sanno del ricevere una telefonata in cui ti dicono che è morto un tuo parente e tu lontano non hai potuto stringergli la mano per salutarlo nell'ultimo viaggio ?!".
Per Beha provo rabbia e pena, la rabbia dovuta al suo bullismo da blog dove lui colpisce e si nasconde e la pena che porta un essere umano ad usare modi miserabili per vendicarsi forse di un calabrese che gli rubò la donna amata o del compagno di banco che lo picchiò .
Giuseppe Lipari
.
Iscriviti a:
Post (Atom)

.png)




