venerdì 20 giugno 2014

Il PdelSud-Calabria in merito alla situazione gestionale della Fondazione Campanella


Il PdelSud ritiene grave inopportuno e deleterio l' atteggiamento assunto dal sindaco Abramo, a margine dell incontro con il Rettore della Magna Grecia , in merito alla situazione gestionale della Tommaso Campanella.

Gli utenti, malati oncologici e i dipendenti sono messi in condizioni di non nuocere per scelta di un mondo politico , ascaro ed inconcludente , che favorisce l'emigrazione sanitaria verso il nord.
A quale potere del nord e/o privato rispondono i politici che si sono interessati e si interessano della Fondazione?
Quanti figli di burocrati e parenti di politici "ascari"sono passati dalle stanze e laboratori della fondazione per approdare successivamente in"enti" più protetti ? Quanti debiti sono stati prodotti dall'incapacità?
Chi dovrà pagare?...i sudditi calabresi? Che fine farà la struttura? A chi sarà ceduta?
Quali interessi privati si muovono intorno al polo oncologico? E' latente un conflitto d' interesse?
La sostituta dell' interdetto presidente che pensa? Nata per diventare IRCCS: quale ricerca è stata svolta dai "baroni" napoletani e dai "sudditi" universitari calabresi?

Ricordiamo la trasmissione Report e i famosi "topini" La problematica sollevata, e che non porta a risolvere definitivamente la "questione" Campanella ossia le unità operative non oncologiche che hanno da sempre gravato sui bilanci della Fondazione, la si scopre solo ora? Chi ha voluto questo "miscuglio" tra reparti oncologici e non oncologici? La politica, l'università,o entrambe?

Chi ha tratto e trae vantaggio da questo stato di cose non certo i poveri pazienti, ma neanche i dipendenti vittime sacrificali di questa indegna classe dirigente!! Che fine hanno fatto le centinaia di milioni di euro che nel corso degli anni sono stati assegnati alla fondazione? Basta ricordare le varie relazioni della Corte dei Conti.. ma tutto tace!

Giuseppe Spadafora 
Coordinatore PdelSud-Calabria

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Il PdelSud ritiene grave inopportuno e deleterio l' atteggiamento assunto dal sindaco Abramo, a margine dell incontro con il Rettore della Magna Grecia , in merito alla situazione gestionale della Tommaso Campanella.

Gli utenti, malati oncologici e i dipendenti sono messi in condizioni di non nuocere per scelta di un mondo politico , ascaro ed inconcludente , che favorisce l'emigrazione sanitaria verso il nord.
A quale potere del nord e/o privato rispondono i politici che si sono interessati e si interessano della Fondazione?
Quanti figli di burocrati e parenti di politici "ascari"sono passati dalle stanze e laboratori della fondazione per approdare successivamente in"enti" più protetti ? Quanti debiti sono stati prodotti dall'incapacità?
Chi dovrà pagare?...i sudditi calabresi? Che fine farà la struttura? A chi sarà ceduta?
Quali interessi privati si muovono intorno al polo oncologico? E' latente un conflitto d' interesse?
La sostituta dell' interdetto presidente che pensa? Nata per diventare IRCCS: quale ricerca è stata svolta dai "baroni" napoletani e dai "sudditi" universitari calabresi?

Ricordiamo la trasmissione Report e i famosi "topini" La problematica sollevata, e che non porta a risolvere definitivamente la "questione" Campanella ossia le unità operative non oncologiche che hanno da sempre gravato sui bilanci della Fondazione, la si scopre solo ora? Chi ha voluto questo "miscuglio" tra reparti oncologici e non oncologici? La politica, l'università,o entrambe?

Chi ha tratto e trae vantaggio da questo stato di cose non certo i poveri pazienti, ma neanche i dipendenti vittime sacrificali di questa indegna classe dirigente!! Che fine hanno fatto le centinaia di milioni di euro che nel corso degli anni sono stati assegnati alla fondazione? Basta ricordare le varie relazioni della Corte dei Conti.. ma tutto tace!

Giuseppe Spadafora 
Coordinatore PdelSud-Calabria

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giovedì 19 giugno 2014

Il Partito del Sud esprime vicinanza e solidarietà al giornalista Guido Scarpino per il vile atto intimidatorio subito

                                               


                                                CIRCOLO PARTITO DEL SUD - LONGOBARDI



Spett.le Sig. Guido Scarpino
Spett.le redazione il Garantista


Il Partito del Sud nell’esprimere vicinanza e solidarietà all’amico e giornalista Guido Scarpino per l’atto intimidatorio subito, vuole stigmatizzare l’ennesimo attacco vile al vivere civile di questo nostro Sud sempre più frontiera e sempre più abbandonato.  Il PdelSUD esorta ad urlare l’ indignazione che tutti i Calabresi provano alla notizia di ogni atto simile nei confronti di chiunque e della libera stampa, auspicando che si riveli quella ribellione  sociale che brucia nel cuore di ogni uomo onesto del Sud.
                                                                                                      
 Longobardi lì 19/06/2014

Il Circolo del PdelSUD di Longobardi





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                                                CIRCOLO PARTITO DEL SUD - LONGOBARDI



Spett.le Sig. Guido Scarpino
Spett.le redazione il Garantista


Il Partito del Sud nell’esprimere vicinanza e solidarietà all’amico e giornalista Guido Scarpino per l’atto intimidatorio subito, vuole stigmatizzare l’ennesimo attacco vile al vivere civile di questo nostro Sud sempre più frontiera e sempre più abbandonato.  Il PdelSUD esorta ad urlare l’ indignazione che tutti i Calabresi provano alla notizia di ogni atto simile nei confronti di chiunque e della libera stampa, auspicando che si riveli quella ribellione  sociale che brucia nel cuore di ogni uomo onesto del Sud.
                                                                                                      
 Longobardi lì 19/06/2014

Il Circolo del PdelSUD di Longobardi





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Il Sud ha bisogno di politica, noi del Partito del Sud ci siamo…

IMG_20140614_174513Si è tenuto sabato scorso a Gaeta il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud allargato agli iscritti che avessero voluto partecipare e a tutti coloro che hanno partecipato a nome del Partito del Sud alle elezioni europee e amministrative.
Durante la riunione si sono affrontati i seguenti temi:
1) Analisi elezioni appena trascorse, approfondimenti, testimonianze
2) Condivisione strategie politico organizzative
3) Organizzazione e sviluppo territoriale
4) Analisi preparatoria prossime elezioni amministrative
5) Obiettivi 2014
Rispetto a ciò che si è deciso sui singoli punti seguiranno nei prossimi giorni comunicati in grado di chiarire le decisioni prese.
Quello che ci piace raccontare qui è il clima con cui si sono svolti i lavori che sono andati avanti per quasi 5 ore e che hanno visto gli interventi, in pratica di tutti i presenti.
In primis sono intervenuti tutti i candidati alle elezioni amministrative ed Europee. Ha rotto gli indugi il nostro Antonio Ciano che, con il solito entusiasmo, ha raccontato questa sua esperienza portata avanti per un mese di campagna elettorale nelle varie piazze del sud incontrando tanta gente che chiede il riscatto di questa nostra terra… Antonio ha detto che si è candidato volentieri quando il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, glielo ha chiesto e ha detto che è fondamentale non stare più alla scrivaniaIMG_20140614_170723sperando che qualcosa succeda, ma che èimportante scendere dagli spalti per giocarsi in prima persona.
Bello l’intervento anche di Vita Maria Marinelli (a cui a fine serata è stata consegnata la tessera del Partito del Sud) che ha raccontato come anche per una persona che vive a nord, come capita a lei, il legame con la propria terra non si interrompe mai e che quando gli è stato chiesto in quale circoscrizione elettorale si volesse candidare non ha avuto dubbi e si è candidata nella circoscrizione elettorale meridionale. Da tutta la sala sono venuti i complimenti a Vita Maria Marinelli per il suo ottimo risultato elettorale e per il fatto di essere stata la seconda più suffragata in Puglia nella lista dell’Italia dei Valori per le Europee. Grande consenso per Vita Maria anche nel suo Paese, Villa Castelli, nel quale IDV ha raggiunto il 23% dei consensi. Un’enormità…
Belli e stimolanti gli interventi di: Valeria Romanelli eletta consigliera comunale a Novi Velia, provincia di Salerno, e a cui è stato affidato il compito di capo gruppo della Lista civica Battiti per Novi; Natale Cuccurese candidato nella lista “Italia dei Valori – Partito del Sud” a Reggio Emilia.
Si sono analizzati successivamente i voti europei regione per regione e provincia per provincia, individuando le aree e i luoghi dove come Partito si andrà a lavorare per allargare il consenso e per costituire le nuove sezioni.
Al dibattito sono intervenuti tutti i membri del Consiglio Direttivo Nazionale e gliPartitodelSudnuovoiscritti intervenuti, in un clima aperto e costruttivo che fa ben sperare per il futuro del Sud e dell’intero Paese.
Possiamo anticipare che il Partito del Sud ha deliberato la sua presenza con il proprio simbolo in tutte le elezioni regionali dell’autunno e della prossima primavera, convinti come si è che il meridionalismo progressista ha già una sua casa e che non sia necessario costruirne di altre. In ogni caso qualsiasi tentativo di portare a Sud la Lega Nord (e similari), come traspare da alcuni ambienti sudisti, sarà fortemente contrastato dal Partito del Sud.
Nei prossimi giorni comunicati e approfondimenti. Comunque, una bella giornata di sud insomma.
Vuoi darci una mano ? Contattaci !


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IMG_20140614_174513Si è tenuto sabato scorso a Gaeta il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud allargato agli iscritti che avessero voluto partecipare e a tutti coloro che hanno partecipato a nome del Partito del Sud alle elezioni europee e amministrative.
Durante la riunione si sono affrontati i seguenti temi:
1) Analisi elezioni appena trascorse, approfondimenti, testimonianze
2) Condivisione strategie politico organizzative
3) Organizzazione e sviluppo territoriale
4) Analisi preparatoria prossime elezioni amministrative
5) Obiettivi 2014
Rispetto a ciò che si è deciso sui singoli punti seguiranno nei prossimi giorni comunicati in grado di chiarire le decisioni prese.
Quello che ci piace raccontare qui è il clima con cui si sono svolti i lavori che sono andati avanti per quasi 5 ore e che hanno visto gli interventi, in pratica di tutti i presenti.
In primis sono intervenuti tutti i candidati alle elezioni amministrative ed Europee. Ha rotto gli indugi il nostro Antonio Ciano che, con il solito entusiasmo, ha raccontato questa sua esperienza portata avanti per un mese di campagna elettorale nelle varie piazze del sud incontrando tanta gente che chiede il riscatto di questa nostra terra… Antonio ha detto che si è candidato volentieri quando il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, glielo ha chiesto e ha detto che è fondamentale non stare più alla scrivaniaIMG_20140614_170723sperando che qualcosa succeda, ma che èimportante scendere dagli spalti per giocarsi in prima persona.
Bello l’intervento anche di Vita Maria Marinelli (a cui a fine serata è stata consegnata la tessera del Partito del Sud) che ha raccontato come anche per una persona che vive a nord, come capita a lei, il legame con la propria terra non si interrompe mai e che quando gli è stato chiesto in quale circoscrizione elettorale si volesse candidare non ha avuto dubbi e si è candidata nella circoscrizione elettorale meridionale. Da tutta la sala sono venuti i complimenti a Vita Maria Marinelli per il suo ottimo risultato elettorale e per il fatto di essere stata la seconda più suffragata in Puglia nella lista dell’Italia dei Valori per le Europee. Grande consenso per Vita Maria anche nel suo Paese, Villa Castelli, nel quale IDV ha raggiunto il 23% dei consensi. Un’enormità…
Belli e stimolanti gli interventi di: Valeria Romanelli eletta consigliera comunale a Novi Velia, provincia di Salerno, e a cui è stato affidato il compito di capo gruppo della Lista civica Battiti per Novi; Natale Cuccurese candidato nella lista “Italia dei Valori – Partito del Sud” a Reggio Emilia.
Si sono analizzati successivamente i voti europei regione per regione e provincia per provincia, individuando le aree e i luoghi dove come Partito si andrà a lavorare per allargare il consenso e per costituire le nuove sezioni.
Al dibattito sono intervenuti tutti i membri del Consiglio Direttivo Nazionale e gliPartitodelSudnuovoiscritti intervenuti, in un clima aperto e costruttivo che fa ben sperare per il futuro del Sud e dell’intero Paese.
Possiamo anticipare che il Partito del Sud ha deliberato la sua presenza con il proprio simbolo in tutte le elezioni regionali dell’autunno e della prossima primavera, convinti come si è che il meridionalismo progressista ha già una sua casa e che non sia necessario costruirne di altre. In ogni caso qualsiasi tentativo di portare a Sud la Lega Nord (e similari), come traspare da alcuni ambienti sudisti, sarà fortemente contrastato dal Partito del Sud.
Nei prossimi giorni comunicati e approfondimenti. Comunque, una bella giornata di sud insomma.
Vuoi darci una mano ? Contattaci !


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mercoledì 18 giugno 2014

Una nuova personalità aderisce al Partito del Sud in Campania...

Il Partito del Sud è lieto d'annunciare l'ingresso nella propria famiglia, come Socio Sostenitore nella sezione Guido Dorso di Napoli, d'un personaggio dall'alto profilo morale e professionale : il prof. Vincenzo Caratozzolo, già incaricato in ruoli d'alto prestigio in campo nazionale e internazionale e attualmente docente universitario e componente anch'egli (oltre Andrea Balìa) su nomina diretta del Sindaco Luigi de Magistris della Commissione Toponomastica del Comune di Napoli, che annovera così due rappresentanti del Partito del Sud.

segue profilo e riflessione politica del prof. Caratozzolo

Vincenzo Caratozzolo
Nasce a Genova l’ 1 ottobre 1940.
Conseguita laurea in discipline economico-giuridiche , lavora in aziende di trasporto aereo con incarichi in molteplici settori professionali.
La lunga attività dirigenziale svolta a tutela di interessi legittimi di settore si è prevalentemente sostanziata nel coordinamento di attività legali , di relazioni pubbliche ed istituzionali con incarichi presso Governo , Commissioni Parlamentari , Comunità Europea ed Onu.
INCARICHI AD PERSONAM.
Membro della cd. commissione Sangalli , quale esperto in rappresentanza dei vettori aerei nazionali.
Vice-presidente Assoclearance per assegnazione “slots“ ai vettori aerei operanti sul territorio nazionale.
Consigliere di amministrazione e direttore amministrativo di aziende di trasporto aereo.
Componente Commissione Confindustria “Ambiente e sviluppo compatibile “ ; componente comitato consultivo “Operatori ed Utenti “ in rappresentanza delle compagnie aeree nazionali – costituito presso Enac -; componente gruppo di studi Federtrasporti ed enti vari.
Formulazione studi su provvedimenti legislativi ,in fase referendaria, e conseguenti audizioni in Commissioni Parlamentari e sedi governative nonché CIPE, Enac ed organismi consultivi.
ONORIFICENZE ED INTERESSI CULTURALI
Docente in seminari integrativi dei corsi di economia dei trasporti presso varie Università nazionali e docente in master post-universitari.
Cavaliere della Repubblica.
Accademico Tiberino per meriti culturali e professionali e membro del Consiglio Direttivo dell’Accademia.
Iscrizione all’albo dei “Comunicatori”.
Presidente o componente di commissioni per conferimento premi letterari , attento cultore della storia del Meridione e componente della Commissione Toponomastica di Napoli.
Pubblicazioni varie

“La politica, il lavoro e la questione meridionale “


di Vincenzo Caratozzolo


L’ideologia dominante che connota le politiche economiche dei paesi industrializzati è il capitalismo. La libera iniziativa , ormai affrancata da ogni vincolo sociale e normativo , è esclusivamente impegnata nella ricerca di ogni opportunità di profitto in qualsiasi regione del pianeta .


Necessita dunque valutare  se il potenziamento del ruolo del mercato , se l’omologazione acritica della logica del profitto  costituiscano il vero supporto per la crescita economica . Bisogna comprendere quali siano le conseguenze socio-economiche dello smantellamento dei diritti dei lavoratori per raggiungere illusori obiettivi di miglioramento delle capacità competitive del mercato nazionale .


La realtà è che , a fronte di questi  “contributi “ normativi , oggi oltre il 50%  dei lavoratori attivi  si trova in angosciosa  situazione di precarietà , la disoccupazione ha superato il 12% della popolazione attiva  ed il Paese  vive una drammatica crisi economica e sociale senza che l’ineffabile “ casta “ si ponga il problema  della costruzione di un modello economico e sociale più sostenibile , più equo ,più efficace e più moralmente credibile .Valutiamo l’aspetto della delocalizzazione: è diffusa opinione che le imprese decidano di migrare nei paesi dove i salari sono più bassi di quelli del paese di origine .  


Ma l’Italia è il paese , nell’ambito OCSE , che ha dato maggiore accelerazione alle politiche di deregolamentazione del mercato del lavoro ed oggi i salari medi sono tra i più bassi in Europa , eppure ben poche imprese straniere pensano ad investire nel nostro paese e la disoccupazione ha raggiunto livelli socialmente insopportabili . Ciononostante , vaste correnti di pensiero affermano la piena sovranità della grande impresa  con capacità di intervento sulle scelte di politica economica ed , in particolare ,di politica del lavoro ; affermano altresì che gli assetti ereditati dal ‘900 sono superati e la legislazione deve promuovere la competizione delle imprese nell’economia globale .  

Ma è proprio vero che il nuovo è meglio di ciò che lo ha preceduto ?   La Banca mondiale attesta che nel periodo 1995 /2009  la qualità delle istituzioni italiane (in una scala da 0% a 100% ) va declassata dall’80% al 55%  mentre in Germania la di gran lunga superiore qualità delle istituzioni ha consentito il mantenimento ed incremento dell’occupazione e la tenuta degli investimenti . 


La paralizzante ,inadeguata ed a volte eccessiva regolamentazione , l’elevato onere burocratico , l’imperante lercio  clientelismo con conseguente assenza di  tutela dei valori meritocratici, l’inquinamento del tessuto produttivo ed ecologico operato dalla malavita , la corruzione e concussione , l’evasione fiscale , l’elevata imposizione fiscale cioè la preoccupante  qualità delle istituzioni del paese ,sono la vera causa  della crisi socio-economica che viviamo. Quali garanzie offre questo paese all’investitore straniero?  


Quali le prospettive di ripresa? Peraltro la diffusione  della precarizzazione del rapporto di lavoro diventa condizione permissiva  della mobilità dei capitali ed i bassi salari contribuiscono  sostanzialmente alla caduta della domanda interna , generando la perfida ed insopportabile spirale che va dalla caduta dei salari alla contrazione della domanda di beni di consumo alla ulteriore compressione salariale.  


Occorre , dunque , riformare il modello di sviluppo che tenga conto di una migliore equità distributiva e che provveda alla tutela della dignità della  persona dove la revisione del dettato costituzionale  e di quel che resta dello Statuto dei Lavoratori venga avversata con ogni mezzo democratico . Sotto il profilo  etico-morale  e dell’analisi economica , affermare dunque  che i residui diritti  dei lavoratori non sono più riconoscibili a favore  di non sempre lecita   accumulazione dei profitti  è proposizione iniqua ed inaccettabile in un Paese  che pretenda definirsi civile.


L’alibi è sempre la depressione; tutti i media affermano che la crisi è grave,ma l’impoverimento non riguarda i ricchi,le loro multinazionali ,i  paradisi fiscali  , i grossi sistemi finanziari ; colpisce bensi’ il popolo e le persone .Eppure la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo “ impone principi che pongono  “la persona “ all’apice dei valori sociali .Eppure la costituzione italiana recita testualmente “  La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto “ nonché “E’ compito della repubblica  rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale  che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini , impediscono il pieno sviluppo della persona umana  ….” ed ancora  “la  libertà dell’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza , alla libertà ,alla dignità umana …” e conferma “ La legge determina i programmi ed i controlli opportuni  perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali…” .


Eppure la Comunità  , nel Codice di condotta delle imprese europee  , statuisce  “….nessuna impresa deve fare profitti derivanti da vantaggi competitivi che emergano dal mancato rispetto dei diritti del lavoro e dei requisiti ambientali e sociali….” .Sembra la fiera dei sogni e cosi’ è stata intesa dal governo del nostro paese che ha compromissoriamente ignorato i fondamentali del nostro sistema legislativo .


Se ci fossimo soffermati su queste considerazioni , avremmo capito in che direzione stava girando il mondo economico e finanziario e quanto lo stesso si stava allontanando dalle regole del diritto e dell’economia etica  e dalla realtà sociale , per entrare nel liberismo anarchico senza regole e senza controllo .


Coloro che dovevano evitarci tutto questo ,cioè i nostri politici ed i nostri economisti , invece di allontanare il paese dai rischi gravi che si prospettavano, ci hanno condotto per mano dove ora purtroppo ci troviamo .In questo contesto degradato la “Questione Meridionale”diventa ancor più dolorosa ed insopportabile dove Gramsci osservava che “..la borghesia settentrionale ha soggiogato l’Italia meridionale e le isole e le ha ridotte a colonie di sfruttamento ..” ,individuando nel sud solo un enorme mercato di consumo e di manodopera sottocosto.


Ma come la feccia liberal-massonica fu l’artefice dell’aberrante fenomeno che Antonio Ciano definisce “Il massacro del Sud” così anche , in un angoscioso amplesso catoblepistico , l’economia del nord è stata stritolata dal sistema politico massone. 


Il ricatto ,l’estorsione,la corruzione sono diventati l’emblema di un sistema economico-politico che priva il paese di dignità e futuro. Eppure dal 1861 ad oggi il potere centrale ha stabilmente tutelato e promosso l’ industria del nord ( le grandi concessioni ,gli appalti miliardari erano e sono appannaggio esclusivo degli industriali settentrionali) perpetuando la bieca colonizzazione del sud e massacrando i legittimi interessi delle popolazioni meridionali , cioè confermando con affabulante violenza il rifiuto di qualsivoglia equità distributiva .


Questo meridione , oggi arretrato e povero , presentava –prima dell’invasione barbarica dei massoni – tutti i fermenti della rivoluzione pre-industriale (industrie tessili e metal meccaniche ,fiorente artigianato,zone franche ecc.),era il regno più ricco d’Italia , non conosceva il doloroso processo dell’emigrazione di massa . 


Non ci sono alibi di sorta  per giustificare il degrado cui è stato condannato , l’annullamento del glorioso humus storico e culturale (Napoli contendeva a Parigi il primato culturale in Europa ), lo svuotamento delle ricche  casse del Regno per colmare i guai ed i debiti del piccolo piemonte savoiardo ,lo smantellamento degli impianti industriali per alimentare la nascente industria del nord (il tutto in nome dell’unità!). 


Né è elemento esimente delle gravi responsabilità dello Stato il consolidamento del ruolo socio-politico, economico ed ambientale della cd. malavita organizzata , allorquando è storicamente noto che , dal 1861 ai nostri giorni , l’omologazione e l’utilizzo di queste organizzazioni criminali da parte della classe  politica ha consentito il raggiungimento di lerci e beceri obiettivi economici e di conservazione del potere .


Vincenzo Caratozzolo




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Il Partito del Sud è lieto d'annunciare l'ingresso nella propria famiglia, come Socio Sostenitore nella sezione Guido Dorso di Napoli, d'un personaggio dall'alto profilo morale e professionale : il prof. Vincenzo Caratozzolo, già incaricato in ruoli d'alto prestigio in campo nazionale e internazionale e attualmente docente universitario e componente anch'egli (oltre Andrea Balìa) su nomina diretta del Sindaco Luigi de Magistris della Commissione Toponomastica del Comune di Napoli, che annovera così due rappresentanti del Partito del Sud.

segue profilo e riflessione politica del prof. Caratozzolo

Vincenzo Caratozzolo
Nasce a Genova l’ 1 ottobre 1940.
Conseguita laurea in discipline economico-giuridiche , lavora in aziende di trasporto aereo con incarichi in molteplici settori professionali.
La lunga attività dirigenziale svolta a tutela di interessi legittimi di settore si è prevalentemente sostanziata nel coordinamento di attività legali , di relazioni pubbliche ed istituzionali con incarichi presso Governo , Commissioni Parlamentari , Comunità Europea ed Onu.
INCARICHI AD PERSONAM.
Membro della cd. commissione Sangalli , quale esperto in rappresentanza dei vettori aerei nazionali.
Vice-presidente Assoclearance per assegnazione “slots“ ai vettori aerei operanti sul territorio nazionale.
Consigliere di amministrazione e direttore amministrativo di aziende di trasporto aereo.
Componente Commissione Confindustria “Ambiente e sviluppo compatibile “ ; componente comitato consultivo “Operatori ed Utenti “ in rappresentanza delle compagnie aeree nazionali – costituito presso Enac -; componente gruppo di studi Federtrasporti ed enti vari.
Formulazione studi su provvedimenti legislativi ,in fase referendaria, e conseguenti audizioni in Commissioni Parlamentari e sedi governative nonché CIPE, Enac ed organismi consultivi.
ONORIFICENZE ED INTERESSI CULTURALI
Docente in seminari integrativi dei corsi di economia dei trasporti presso varie Università nazionali e docente in master post-universitari.
Cavaliere della Repubblica.
Accademico Tiberino per meriti culturali e professionali e membro del Consiglio Direttivo dell’Accademia.
Iscrizione all’albo dei “Comunicatori”.
Presidente o componente di commissioni per conferimento premi letterari , attento cultore della storia del Meridione e componente della Commissione Toponomastica di Napoli.
Pubblicazioni varie

“La politica, il lavoro e la questione meridionale “


di Vincenzo Caratozzolo


L’ideologia dominante che connota le politiche economiche dei paesi industrializzati è il capitalismo. La libera iniziativa , ormai affrancata da ogni vincolo sociale e normativo , è esclusivamente impegnata nella ricerca di ogni opportunità di profitto in qualsiasi regione del pianeta .


Necessita dunque valutare  se il potenziamento del ruolo del mercato , se l’omologazione acritica della logica del profitto  costituiscano il vero supporto per la crescita economica . Bisogna comprendere quali siano le conseguenze socio-economiche dello smantellamento dei diritti dei lavoratori per raggiungere illusori obiettivi di miglioramento delle capacità competitive del mercato nazionale .


La realtà è che , a fronte di questi  “contributi “ normativi , oggi oltre il 50%  dei lavoratori attivi  si trova in angosciosa  situazione di precarietà , la disoccupazione ha superato il 12% della popolazione attiva  ed il Paese  vive una drammatica crisi economica e sociale senza che l’ineffabile “ casta “ si ponga il problema  della costruzione di un modello economico e sociale più sostenibile , più equo ,più efficace e più moralmente credibile .Valutiamo l’aspetto della delocalizzazione: è diffusa opinione che le imprese decidano di migrare nei paesi dove i salari sono più bassi di quelli del paese di origine .  


Ma l’Italia è il paese , nell’ambito OCSE , che ha dato maggiore accelerazione alle politiche di deregolamentazione del mercato del lavoro ed oggi i salari medi sono tra i più bassi in Europa , eppure ben poche imprese straniere pensano ad investire nel nostro paese e la disoccupazione ha raggiunto livelli socialmente insopportabili . Ciononostante , vaste correnti di pensiero affermano la piena sovranità della grande impresa  con capacità di intervento sulle scelte di politica economica ed , in particolare ,di politica del lavoro ; affermano altresì che gli assetti ereditati dal ‘900 sono superati e la legislazione deve promuovere la competizione delle imprese nell’economia globale .  

Ma è proprio vero che il nuovo è meglio di ciò che lo ha preceduto ?   La Banca mondiale attesta che nel periodo 1995 /2009  la qualità delle istituzioni italiane (in una scala da 0% a 100% ) va declassata dall’80% al 55%  mentre in Germania la di gran lunga superiore qualità delle istituzioni ha consentito il mantenimento ed incremento dell’occupazione e la tenuta degli investimenti . 


La paralizzante ,inadeguata ed a volte eccessiva regolamentazione , l’elevato onere burocratico , l’imperante lercio  clientelismo con conseguente assenza di  tutela dei valori meritocratici, l’inquinamento del tessuto produttivo ed ecologico operato dalla malavita , la corruzione e concussione , l’evasione fiscale , l’elevata imposizione fiscale cioè la preoccupante  qualità delle istituzioni del paese ,sono la vera causa  della crisi socio-economica che viviamo. Quali garanzie offre questo paese all’investitore straniero?  


Quali le prospettive di ripresa? Peraltro la diffusione  della precarizzazione del rapporto di lavoro diventa condizione permissiva  della mobilità dei capitali ed i bassi salari contribuiscono  sostanzialmente alla caduta della domanda interna , generando la perfida ed insopportabile spirale che va dalla caduta dei salari alla contrazione della domanda di beni di consumo alla ulteriore compressione salariale.  


Occorre , dunque , riformare il modello di sviluppo che tenga conto di una migliore equità distributiva e che provveda alla tutela della dignità della  persona dove la revisione del dettato costituzionale  e di quel che resta dello Statuto dei Lavoratori venga avversata con ogni mezzo democratico . Sotto il profilo  etico-morale  e dell’analisi economica , affermare dunque  che i residui diritti  dei lavoratori non sono più riconoscibili a favore  di non sempre lecita   accumulazione dei profitti  è proposizione iniqua ed inaccettabile in un Paese  che pretenda definirsi civile.


L’alibi è sempre la depressione; tutti i media affermano che la crisi è grave,ma l’impoverimento non riguarda i ricchi,le loro multinazionali ,i  paradisi fiscali  , i grossi sistemi finanziari ; colpisce bensi’ il popolo e le persone .Eppure la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo “ impone principi che pongono  “la persona “ all’apice dei valori sociali .Eppure la costituzione italiana recita testualmente “  La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto “ nonché “E’ compito della repubblica  rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale  che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini , impediscono il pieno sviluppo della persona umana  ….” ed ancora  “la  libertà dell’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza , alla libertà ,alla dignità umana …” e conferma “ La legge determina i programmi ed i controlli opportuni  perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali…” .


Eppure la Comunità  , nel Codice di condotta delle imprese europee  , statuisce  “….nessuna impresa deve fare profitti derivanti da vantaggi competitivi che emergano dal mancato rispetto dei diritti del lavoro e dei requisiti ambientali e sociali….” .Sembra la fiera dei sogni e cosi’ è stata intesa dal governo del nostro paese che ha compromissoriamente ignorato i fondamentali del nostro sistema legislativo .


Se ci fossimo soffermati su queste considerazioni , avremmo capito in che direzione stava girando il mondo economico e finanziario e quanto lo stesso si stava allontanando dalle regole del diritto e dell’economia etica  e dalla realtà sociale , per entrare nel liberismo anarchico senza regole e senza controllo .


Coloro che dovevano evitarci tutto questo ,cioè i nostri politici ed i nostri economisti , invece di allontanare il paese dai rischi gravi che si prospettavano, ci hanno condotto per mano dove ora purtroppo ci troviamo .In questo contesto degradato la “Questione Meridionale”diventa ancor più dolorosa ed insopportabile dove Gramsci osservava che “..la borghesia settentrionale ha soggiogato l’Italia meridionale e le isole e le ha ridotte a colonie di sfruttamento ..” ,individuando nel sud solo un enorme mercato di consumo e di manodopera sottocosto.


Ma come la feccia liberal-massonica fu l’artefice dell’aberrante fenomeno che Antonio Ciano definisce “Il massacro del Sud” così anche , in un angoscioso amplesso catoblepistico , l’economia del nord è stata stritolata dal sistema politico massone. 


Il ricatto ,l’estorsione,la corruzione sono diventati l’emblema di un sistema economico-politico che priva il paese di dignità e futuro. Eppure dal 1861 ad oggi il potere centrale ha stabilmente tutelato e promosso l’ industria del nord ( le grandi concessioni ,gli appalti miliardari erano e sono appannaggio esclusivo degli industriali settentrionali) perpetuando la bieca colonizzazione del sud e massacrando i legittimi interessi delle popolazioni meridionali , cioè confermando con affabulante violenza il rifiuto di qualsivoglia equità distributiva .


Questo meridione , oggi arretrato e povero , presentava –prima dell’invasione barbarica dei massoni – tutti i fermenti della rivoluzione pre-industriale (industrie tessili e metal meccaniche ,fiorente artigianato,zone franche ecc.),era il regno più ricco d’Italia , non conosceva il doloroso processo dell’emigrazione di massa . 


Non ci sono alibi di sorta  per giustificare il degrado cui è stato condannato , l’annullamento del glorioso humus storico e culturale (Napoli contendeva a Parigi il primato culturale in Europa ), lo svuotamento delle ricche  casse del Regno per colmare i guai ed i debiti del piccolo piemonte savoiardo ,lo smantellamento degli impianti industriali per alimentare la nascente industria del nord (il tutto in nome dell’unità!). 


Né è elemento esimente delle gravi responsabilità dello Stato il consolidamento del ruolo socio-politico, economico ed ambientale della cd. malavita organizzata , allorquando è storicamente noto che , dal 1861 ai nostri giorni , l’omologazione e l’utilizzo di queste organizzazioni criminali da parte della classe  politica ha consentito il raggiungimento di lerci e beceri obiettivi economici e di conservazione del potere .


Vincenzo Caratozzolo




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martedì 17 giugno 2014

I profeti del giorno dopo

Scritto da   -

I profeti del giorno dopo
Interessarsi in modo serio di politica, fosse pur nel piccolo mondo sudista (non a caso bypassiamo il termine “meridionalista” che ci sembra inadeguato e altisonante per chi conosce l’etimologia della parola) prevede comunque doti di analisi, conoscenza di fatti e persone, e un minimo di capacità d’elaborare strategie e anche possibili previsioni. 
Analizzando ad esempio il fenomeno Lega è già da tempo, ma con un’accelerazione nella nuova linea dell’ultimo segretario Salvini, la volontà di questo soggetto di ampliare il proprio raggio d’azione anche al Sud, cercando sponde, accordi con formazioni territoriali meridionali. Il tutto con “incoraggiamenti” di vario tipo, non ultimo quello economico. 
La Lega, per sua matrice xenofoba ed alleanze vecchie ma in cantiere anche in questi giorni, ha il suo bacino di utenza e operatività nella destra. Conseguentemente in quest’area trova terreno fertile con associazioni e movimenti del Sud che hanno (al di là delle strumentali dichiarazioni d’equidistanza politica) il cuore battente da quella parte. Cadere dal pero oggi, per l’appunto come profeti di cose acclarate e già avvenute nei fatti, chiedendosi chi saranno gli infidi traditori, denota non conoscenza dell’area in cui ci si muove e l’inappropriatezza ed inopportunità di errate frequentazioni e l’inutilità di confronti, ipotesi collaborative e presunti dialoghi. 
Tra l’altro episodi similari d’accettazione di prebende e sostegni di vil pecunia fanno parte della storia di soggetti e formazioni avvezze a tale metodo, per cui chiedersi oggi chi a ciò dovesse prestarsi, o stupirsene quando poi sarà più palese dimostra la pochezza e la disattenzione del proprio operato. Altrettanto stupefacenti risultano le citazioni del pensiero di padri nobili del (quello sì) meridionalismo storico, usate solo per sminuire l’operato d’una parte politica e stranamente disattese come insegnamento per il proprio cammino in un’idea nobile, non separatista ma progettuale per un vero riscatto del Sud all’interno d’un paese realizzato veramente in una gestione equanime. Insomma, attori sapienti e attenti sono la medicina utile al meridione. Profeti del giorno dopo, stupidamente o in una non giustificata disinformazione, restano comparse strumentali solo a una inutile confusione.
Andrea Balìa
Fonte : www.webnapoli24.it

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I profeti del giorno dopo
Interessarsi in modo serio di politica, fosse pur nel piccolo mondo sudista (non a caso bypassiamo il termine “meridionalista” che ci sembra inadeguato e altisonante per chi conosce l’etimologia della parola) prevede comunque doti di analisi, conoscenza di fatti e persone, e un minimo di capacità d’elaborare strategie e anche possibili previsioni. 
Analizzando ad esempio il fenomeno Lega è già da tempo, ma con un’accelerazione nella nuova linea dell’ultimo segretario Salvini, la volontà di questo soggetto di ampliare il proprio raggio d’azione anche al Sud, cercando sponde, accordi con formazioni territoriali meridionali. Il tutto con “incoraggiamenti” di vario tipo, non ultimo quello economico. 
La Lega, per sua matrice xenofoba ed alleanze vecchie ma in cantiere anche in questi giorni, ha il suo bacino di utenza e operatività nella destra. Conseguentemente in quest’area trova terreno fertile con associazioni e movimenti del Sud che hanno (al di là delle strumentali dichiarazioni d’equidistanza politica) il cuore battente da quella parte. Cadere dal pero oggi, per l’appunto come profeti di cose acclarate e già avvenute nei fatti, chiedendosi chi saranno gli infidi traditori, denota non conoscenza dell’area in cui ci si muove e l’inappropriatezza ed inopportunità di errate frequentazioni e l’inutilità di confronti, ipotesi collaborative e presunti dialoghi. 
Tra l’altro episodi similari d’accettazione di prebende e sostegni di vil pecunia fanno parte della storia di soggetti e formazioni avvezze a tale metodo, per cui chiedersi oggi chi a ciò dovesse prestarsi, o stupirsene quando poi sarà più palese dimostra la pochezza e la disattenzione del proprio operato. Altrettanto stupefacenti risultano le citazioni del pensiero di padri nobili del (quello sì) meridionalismo storico, usate solo per sminuire l’operato d’una parte politica e stranamente disattese come insegnamento per il proprio cammino in un’idea nobile, non separatista ma progettuale per un vero riscatto del Sud all’interno d’un paese realizzato veramente in una gestione equanime. Insomma, attori sapienti e attenti sono la medicina utile al meridione. Profeti del giorno dopo, stupidamente o in una non giustificata disinformazione, restano comparse strumentali solo a una inutile confusione.
Andrea Balìa
Fonte : www.webnapoli24.it

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lunedì 16 giugno 2014

Nuova sezione Partito del Sud di 2 paesi (Ercolano/Portici) in Campania


COMUNICATO Partito del Sud Campania

Il Partito del Sud ha il piacere d’annunciare l’apertura d’una nuova sezione del partito con sede in Portici (Napoli) riguardante due cittadine (Ercolano e Portici) intitolata“Briganti Vesuviani”.

Sede : via Gaetano Poli, 29 – Portici (Na)
Tel. 081/6070760

La Dirigenza risulta così costituita:

Presidente : Biondi Roberto;
Vice Presidente : Nappa Silvio;
Tesoriere : Nappa Maria;
Consiglieri : Belfiore Ciro e Santamaria Anna.

I migliori auguri e complimenti ai nuovi amici, che, forti d’una militanza lunga ed operosa già accumulata nel versante politico ambientalista dell’area progressista, sapranno certamente contribuire alla crescita e al radicamento del Partito del Sud nei loro territori interpretando al meglio valori e battaglie del nostro partito.

Andrea Balìa – Vice Presidente Nazionale Partito del Sud
Emiddio de Franciscis di Casanova – Responsabile Regionale Partito del Sud
Bruno Pappalardo – Responsabile Provinciale (Napoli e Provincia) Partito del Sud


p.s. : a breve seguiranno comunicazioni per apertura di altre due sezioni campane.
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COMUNICATO Partito del Sud Campania

Il Partito del Sud ha il piacere d’annunciare l’apertura d’una nuova sezione del partito con sede in Portici (Napoli) riguardante due cittadine (Ercolano e Portici) intitolata“Briganti Vesuviani”.

Sede : via Gaetano Poli, 29 – Portici (Na)
Tel. 081/6070760

La Dirigenza risulta così costituita:

Presidente : Biondi Roberto;
Vice Presidente : Nappa Silvio;
Tesoriere : Nappa Maria;
Consiglieri : Belfiore Ciro e Santamaria Anna.

I migliori auguri e complimenti ai nuovi amici, che, forti d’una militanza lunga ed operosa già accumulata nel versante politico ambientalista dell’area progressista, sapranno certamente contribuire alla crescita e al radicamento del Partito del Sud nei loro territori interpretando al meglio valori e battaglie del nostro partito.

Andrea Balìa – Vice Presidente Nazionale Partito del Sud
Emiddio de Franciscis di Casanova – Responsabile Regionale Partito del Sud
Bruno Pappalardo – Responsabile Provinciale (Napoli e Provincia) Partito del Sud


p.s. : a breve seguiranno comunicazioni per apertura di altre due sezioni campane.

domenica 15 giugno 2014

LA VIGNETTA DI FRANCO GALLO


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Dell'Edera, Meridionalismo e Partito del Sud

Non posso che cominciare dalla vittoria di Antonio Decaro, a cui vanno i miei complimenti e l’augurio di buon lavoro da parte di tutto ilPartito del Sud, la mia breve disamina del voto amministrativo in Puglia.
E’ chiaro che se le Europee sono state il momento elettorale che ci ha restituito un PD nazionale vittorioso e senza ombre, per la amministrative, sia pure in un quadro complessivo nazionale sempre positivo per il PD, esse ci restituiscono in Puglia un centro sinistra che non ha saputo vincere nei ballottaggi. Unici due successi, Bari, appunto, eFrancavilla Fontana. Quadro altrettanto desolante in molte altre zone del sud.
Come coordinatore regionale del Partito del Sud, partito meridionalista e progressista, non posso che notare come nella maggior parte delle forze di centro sinistra, e nel PD in particolare, sia prevalsa una visione del tipo “tanto vinciamo noi”, “tanto basta Renzi”. Io credo che al Sud invece ci sia bisogno di una sinistra che si accorga che un dato come il PIL meridionale che fa un - 4% non possa passare come un tutt’uno con il calderone delle riforme per far partire il Paese, ma che ci sia bisogno di una politica che riconosca come Paese anche questi territori e che agisca di conseguenza.
Dell'Edera
 
Ecco perché riteniamo come Partito del Sud che sia necessaria a sinistra una politica meridionalista in grado di investire su questa parte del Paese non solo risorse, ma anche fiducia. Un Sud che non può essere visto come residuale, ma come possibile attore di una rinascita dell’intero Paese.
“Non è possibile – ha dichiarato tempo fa Natale Cuccurese presidente nazionale del Partito del Sud – che si continui a gestire le emergenze del Paese come se fossero un tutt’uno e che ci si accodi a una politica nazionale che da vent’anni predica quasi di una questione settentrionale piuttosto che di un sud lasciato a sé stesso per infrastrutture, trasporti, accesso al credito, costo dei servizi e qualità degli stessi. Scopriamo con raccapriccio che molte delle classi dirigenti e politiche del Sud di questo non si accorgono e non si fanno portavoce. E’ necessario invertire la tendenza e spostare l’asse degli investimenti, della progettualità e della politica da nord verso sud”.
Siamo convinti quindi che il Sud possa essere protagonista, grazie anche a una sinistra in grado di riconoscersi protagonista del cambiamento in quest’area. C’è stata una grande proliferazione di aggregazioni civiche che poi hanno vinto e che sono andate oltre a tutto, anche al Movimento 5 Stelle. Un po’ com’era successo 2 anni fa a Napoli con De Magistris che aveva vinto senza i partiti più importanti della sinistra. Su questo ci piacerebbe riflettere anche in un’ottica regionale. Il Partito del Sud ci sarà dando il suo contributo all’area politica in cui si riconosce e cioè quella progressista, che dal nostro punto di vista, ovviamente vedrebbe un PD che potrebbe essere protagonista positivo in tal senso. 
Possiamo inoltre dire, per concludere, che quando i cittadini si riconoscono, come è successo a Bari, in un modo concreto e onesto di amministrare, ti premiano. A Bari crediamo che parte della volata di Decaro sia stata anche tirata da chi per 10 anni ha guidato bene la città e cioè Michele Emiliano. L’elettorato non è né stupido né populista se si fanno cose buone.
In bocca al lupo a tutti i sindaci eletti e non dimentichiamoci di far parte di una grande terra. Il Sud.
Michele Dell’Edera
Coordinatore Regionale del Partito del Sud.
Pubblicato su Affari Italiani
http://www.affaritaliani.it/puglia/dell-edera-meridionalismo-e-partito-del-sud.html 
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Non posso che cominciare dalla vittoria di Antonio Decaro, a cui vanno i miei complimenti e l’augurio di buon lavoro da parte di tutto ilPartito del Sud, la mia breve disamina del voto amministrativo in Puglia.
E’ chiaro che se le Europee sono state il momento elettorale che ci ha restituito un PD nazionale vittorioso e senza ombre, per la amministrative, sia pure in un quadro complessivo nazionale sempre positivo per il PD, esse ci restituiscono in Puglia un centro sinistra che non ha saputo vincere nei ballottaggi. Unici due successi, Bari, appunto, eFrancavilla Fontana. Quadro altrettanto desolante in molte altre zone del sud.
Come coordinatore regionale del Partito del Sud, partito meridionalista e progressista, non posso che notare come nella maggior parte delle forze di centro sinistra, e nel PD in particolare, sia prevalsa una visione del tipo “tanto vinciamo noi”, “tanto basta Renzi”. Io credo che al Sud invece ci sia bisogno di una sinistra che si accorga che un dato come il PIL meridionale che fa un - 4% non possa passare come un tutt’uno con il calderone delle riforme per far partire il Paese, ma che ci sia bisogno di una politica che riconosca come Paese anche questi territori e che agisca di conseguenza.
Dell'Edera
 
Ecco perché riteniamo come Partito del Sud che sia necessaria a sinistra una politica meridionalista in grado di investire su questa parte del Paese non solo risorse, ma anche fiducia. Un Sud che non può essere visto come residuale, ma come possibile attore di una rinascita dell’intero Paese.
“Non è possibile – ha dichiarato tempo fa Natale Cuccurese presidente nazionale del Partito del Sud – che si continui a gestire le emergenze del Paese come se fossero un tutt’uno e che ci si accodi a una politica nazionale che da vent’anni predica quasi di una questione settentrionale piuttosto che di un sud lasciato a sé stesso per infrastrutture, trasporti, accesso al credito, costo dei servizi e qualità degli stessi. Scopriamo con raccapriccio che molte delle classi dirigenti e politiche del Sud di questo non si accorgono e non si fanno portavoce. E’ necessario invertire la tendenza e spostare l’asse degli investimenti, della progettualità e della politica da nord verso sud”.
Siamo convinti quindi che il Sud possa essere protagonista, grazie anche a una sinistra in grado di riconoscersi protagonista del cambiamento in quest’area. C’è stata una grande proliferazione di aggregazioni civiche che poi hanno vinto e che sono andate oltre a tutto, anche al Movimento 5 Stelle. Un po’ com’era successo 2 anni fa a Napoli con De Magistris che aveva vinto senza i partiti più importanti della sinistra. Su questo ci piacerebbe riflettere anche in un’ottica regionale. Il Partito del Sud ci sarà dando il suo contributo all’area politica in cui si riconosce e cioè quella progressista, che dal nostro punto di vista, ovviamente vedrebbe un PD che potrebbe essere protagonista positivo in tal senso. 
Possiamo inoltre dire, per concludere, che quando i cittadini si riconoscono, come è successo a Bari, in un modo concreto e onesto di amministrare, ti premiano. A Bari crediamo che parte della volata di Decaro sia stata anche tirata da chi per 10 anni ha guidato bene la città e cioè Michele Emiliano. L’elettorato non è né stupido né populista se si fanno cose buone.
In bocca al lupo a tutti i sindaci eletti e non dimentichiamoci di far parte di una grande terra. Il Sud.
Michele Dell’Edera
Coordinatore Regionale del Partito del Sud.
Pubblicato su Affari Italiani
http://www.affaritaliani.it/puglia/dell-edera-meridionalismo-e-partito-del-sud.html 

lunedì 9 giugno 2014

RENZI A NAPOLI; gli arbitri di calcio non fanno mai tredici



Di Bruno Pappalardo

Renzi  e la sua coorte è a Napoli.
Seguiamo con attenzione ma certo non tutto e, fin’ora di Sud manco il puzzo!
Ma forse ce lo siamo perso, sarà prossimamente rivelato durante la kermesse o nella chiusura, da un lungo dibattito sulle strabocchevoli soluzioni. Neppure un dito è stato puntato sui dati Svimez corretti dall’Istat.  
Qualcuno ha riparlato di Casmez.
E’stata la rovina del meridione ed abominata da tutti perché, al di là di giusti intenti iniziali, divenne il crogiolo del più bieco ed esecrato “assistenzialismo”.  
Non ricorderete certo, che la Casmez, comunemente detta la “Cassa”(del Mezzogiorno) quanto riuscì a fare benissimo nei primi 10 anni a partire dal 1950 ma tanti, invece, rivivranno, quelli  dal ’62 in poi e quale scatafascio generò.  Tirò avanti fino all’84 ma, dacché serviva alla politica tutta, (come sostiene Marotta) venne ribattezzata AgenSud  e durò fino al ’93. Divenne sciagura, calamità economica, sociale e soprattutto morale. Nel ’65 fu prorogata (legge 717) offrendola alla politica ma giunse ad una lenta agonia.  
Perché? Le commesse dovevano essere sfilate alle aziende del Sud mediante grosse mazzette ad amministratori spregiudicati e parlamentari d’ogni partito. I progetti presero a diventare solo pretesti ignominiosi per rubare sottraendo, alle opere, la scrupolosità delle procedure d’appalto, la buona tecnica,   la funzione strutturale al servizio di tutti e del lavoro. Si disse ch’era la “modernizzazione del Mezzogiorno”.
Era, solo alla fine, l’antesignana della Tav, Expò o del Mose o di tante altri lavori pubblici.  
E’ da quella bella frase che deve essere narrata la storia dell’appalto all’italiana e la salita del debito pubblico. “un lungo capitolo che arriva fino ad oggi con i suoi pali eolici». 
Pasquale Saraceno, l’ispiratore denunciò «il blocco sociale» da parte di “burocrati, politici e imprenditori corrotti e mafie».
Ma vediamo come stanno le cose e che genere di proposte (alcune) non hanno neppureaccennato:
1.       A cosa serve dire che in Italia sono tutti colpevoli, guardie e ladri, o che bisogna attenersi alle regole? Non saranno mica quelle che escluderanno dagli appalti i corrotti e corruttori,…basta una “testa di legno” o diventare socio occulto o consulente e qui, siamo bravi a celar le cose;
2.       Paolo Savona, ex ministro dell’industria durante il governo Ciampi sostiene “senza rilanciare l’edilizia e ridurre le tasse per tutti, la ripresa non ci sarà”;
3.       1867, 1918. Il ’67 terminava la lotta contro il brigantaggio (indicativo l’insofferenza) il 1918 non essendo morti tutti i cafoni del Sud, tornano a casa con la speranza promessa di un pezzo di terra. Nulla. Villari nel ’67 scrive Lettere da Napoli” e Salvemini nel ’18 “il Ministro della malavita” entrambi parlano del sistema politico italiano, non prettamente locale, che blocca il meridione diventando capisaldi dell’analisi della società meridionale. In un somigliante stato di crisi dove sarà andato il meridionalismo?;  
4.        “Lo Stato ed il Mercato” libro di D. Cersosino e R. Nisticòdue docenti dell’Università della Calabria. Sostengono che il divario tra Nord e Sud non è solo quello economico ma primariamente quello di un’ “interno di civiltà”. La Lega Nord scende al Sud e compra voti. Stessa operazione dell’imprenditore del Nord che deve occultare i propri rifiuti. Compra dalla malavita o dai disperati.
Rinasce così però il luogo comune mai sradicato, anche nei media, del “Sud ladrone e mafioso”. Piero Bevilacqua riprende il tema attraverso esempi in cifre: I servizi sociali coprono in Campania il 14% del fabbisogno a fronte del 70% in Lombardia (dati Istat primo trimestre) In Sicilia solo 11%  deglia anziani riceve assistenza integrata  a domicilio contro il 34% della Liguria e il 93% del Veneto. Quasi il 60% dei calabresi non può bere acqua dai rubinetti a fronte del 2,8 % dei trentini. Inutile dilungarsi ma sono esempi che generano il verso di una crescita del senso civico dell’esistenza
5.       Istituire il “Giorno della Commemorazione per i Caduti del Mezzogiorno”; ( giorno di analisi e studi delle cause);
6.       Il capitale umano?;
7.    La Sinistra ha totalmente abbandonato il SUD, il Pd si è beccato l’autorevole rimprovero da Michele Emiliano. Lo ha sostenuto Gianni Cuperlo sostenendo lo steso assunto in una sua intervista dell’altro giorno in città titolata “la bellezza di dire SUD” e ha aggiunto: “non è una scelta casuale. C’è stata qualche polemica a Bari perché Renzi non ha mai pronunciato la parola Sud o Mezzogiorno”.     


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Di Bruno Pappalardo

Renzi  e la sua coorte è a Napoli.
Seguiamo con attenzione ma certo non tutto e, fin’ora di Sud manco il puzzo!
Ma forse ce lo siamo perso, sarà prossimamente rivelato durante la kermesse o nella chiusura, da un lungo dibattito sulle strabocchevoli soluzioni. Neppure un dito è stato puntato sui dati Svimez corretti dall’Istat.  
Qualcuno ha riparlato di Casmez.
E’stata la rovina del meridione ed abominata da tutti perché, al di là di giusti intenti iniziali, divenne il crogiolo del più bieco ed esecrato “assistenzialismo”.  
Non ricorderete certo, che la Casmez, comunemente detta la “Cassa”(del Mezzogiorno) quanto riuscì a fare benissimo nei primi 10 anni a partire dal 1950 ma tanti, invece, rivivranno, quelli  dal ’62 in poi e quale scatafascio generò.  Tirò avanti fino all’84 ma, dacché serviva alla politica tutta, (come sostiene Marotta) venne ribattezzata AgenSud  e durò fino al ’93. Divenne sciagura, calamità economica, sociale e soprattutto morale. Nel ’65 fu prorogata (legge 717) offrendola alla politica ma giunse ad una lenta agonia.  
Perché? Le commesse dovevano essere sfilate alle aziende del Sud mediante grosse mazzette ad amministratori spregiudicati e parlamentari d’ogni partito. I progetti presero a diventare solo pretesti ignominiosi per rubare sottraendo, alle opere, la scrupolosità delle procedure d’appalto, la buona tecnica,   la funzione strutturale al servizio di tutti e del lavoro. Si disse ch’era la “modernizzazione del Mezzogiorno”.
Era, solo alla fine, l’antesignana della Tav, Expò o del Mose o di tante altri lavori pubblici.  
E’ da quella bella frase che deve essere narrata la storia dell’appalto all’italiana e la salita del debito pubblico. “un lungo capitolo che arriva fino ad oggi con i suoi pali eolici». 
Pasquale Saraceno, l’ispiratore denunciò «il blocco sociale» da parte di “burocrati, politici e imprenditori corrotti e mafie».
Ma vediamo come stanno le cose e che genere di proposte (alcune) non hanno neppureaccennato:
1.       A cosa serve dire che in Italia sono tutti colpevoli, guardie e ladri, o che bisogna attenersi alle regole? Non saranno mica quelle che escluderanno dagli appalti i corrotti e corruttori,…basta una “testa di legno” o diventare socio occulto o consulente e qui, siamo bravi a celar le cose;
2.       Paolo Savona, ex ministro dell’industria durante il governo Ciampi sostiene “senza rilanciare l’edilizia e ridurre le tasse per tutti, la ripresa non ci sarà”;
3.       1867, 1918. Il ’67 terminava la lotta contro il brigantaggio (indicativo l’insofferenza) il 1918 non essendo morti tutti i cafoni del Sud, tornano a casa con la speranza promessa di un pezzo di terra. Nulla. Villari nel ’67 scrive Lettere da Napoli” e Salvemini nel ’18 “il Ministro della malavita” entrambi parlano del sistema politico italiano, non prettamente locale, che blocca il meridione diventando capisaldi dell’analisi della società meridionale. In un somigliante stato di crisi dove sarà andato il meridionalismo?;  
4.        “Lo Stato ed il Mercato” libro di D. Cersosino e R. Nisticòdue docenti dell’Università della Calabria. Sostengono che il divario tra Nord e Sud non è solo quello economico ma primariamente quello di un’ “interno di civiltà”. La Lega Nord scende al Sud e compra voti. Stessa operazione dell’imprenditore del Nord che deve occultare i propri rifiuti. Compra dalla malavita o dai disperati.
Rinasce così però il luogo comune mai sradicato, anche nei media, del “Sud ladrone e mafioso”. Piero Bevilacqua riprende il tema attraverso esempi in cifre: I servizi sociali coprono in Campania il 14% del fabbisogno a fronte del 70% in Lombardia (dati Istat primo trimestre) In Sicilia solo 11%  deglia anziani riceve assistenza integrata  a domicilio contro il 34% della Liguria e il 93% del Veneto. Quasi il 60% dei calabresi non può bere acqua dai rubinetti a fronte del 2,8 % dei trentini. Inutile dilungarsi ma sono esempi che generano il verso di una crescita del senso civico dell’esistenza
5.       Istituire il “Giorno della Commemorazione per i Caduti del Mezzogiorno”; ( giorno di analisi e studi delle cause);
6.       Il capitale umano?;
7.    La Sinistra ha totalmente abbandonato il SUD, il Pd si è beccato l’autorevole rimprovero da Michele Emiliano. Lo ha sostenuto Gianni Cuperlo sostenendo lo steso assunto in una sua intervista dell’altro giorno in città titolata “la bellezza di dire SUD” e ha aggiunto: “non è una scelta casuale. C’è stata qualche polemica a Bari perché Renzi non ha mai pronunciato la parola Sud o Mezzogiorno”.     


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domenica 8 giugno 2014

Carditello, era un esempio, può tornare ad essere un simbolo per tutto il sud

IMG_20140606_111427Abbiamo partecipato, come Sud Project Camp, alla Reggia (Tenuta) di Carditello alla riunione di Agenda 21 per Carditello e i Regi Lagni con il MIBACT rappresentato dal locale sovrintendente.
Il Sito Reale di Carditello in quasi un secolo di lavoro ha rappresentato un laboratorio innovativo per la produzione della mozzarella, l’allevamento di cavalli, bufale e vacche e la coltivazione di cereali, foraggi, legumi, canape e lino. Strutturata come vera e propria azienda, Carditello fu organizzata secondo i moderni sistemi agronomici del tempo, che prevedevano l’integrazione tra allevamento e agricoltura.
Dopo tanto abbandono l’intervento del Forum di Agenda 21, il forte interessamento dell’alloraMinistro Massimo Bray, e l’attuale impegno della sovrintendenza con 3.000.000 di euro stanziati per rimettere in sicurezza il sito danno a tutti la speranza che Carditello possa essere ancora una volta il simbolo di un economia e di un territorio che vuole  emergere e tornare ad essere simbolo per tutto il Sud.
IMG_20140606_133538Resta, da parte nostra, l’impressione, l’essere rimasti senza fiato nel raggiungere in auto il Sito di Carditello che come una visione si staglia maestoso nella campagna casertana a ricordo di una Campania Felix che senza dubbio può ripartire e rinascere con il contributo di tutti.
Da parte del Comitato organizzativo e scientifico di Sud Project Camp la solidarietà a Massimo Bray, minacciato nei giorni scorsi proprio per l’impegno per Carditello.

Fonte: SPC


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IMG_20140606_111427Abbiamo partecipato, come Sud Project Camp, alla Reggia (Tenuta) di Carditello alla riunione di Agenda 21 per Carditello e i Regi Lagni con il MIBACT rappresentato dal locale sovrintendente.
Il Sito Reale di Carditello in quasi un secolo di lavoro ha rappresentato un laboratorio innovativo per la produzione della mozzarella, l’allevamento di cavalli, bufale e vacche e la coltivazione di cereali, foraggi, legumi, canape e lino. Strutturata come vera e propria azienda, Carditello fu organizzata secondo i moderni sistemi agronomici del tempo, che prevedevano l’integrazione tra allevamento e agricoltura.
Dopo tanto abbandono l’intervento del Forum di Agenda 21, il forte interessamento dell’alloraMinistro Massimo Bray, e l’attuale impegno della sovrintendenza con 3.000.000 di euro stanziati per rimettere in sicurezza il sito danno a tutti la speranza che Carditello possa essere ancora una volta il simbolo di un economia e di un territorio che vuole  emergere e tornare ad essere simbolo per tutto il Sud.
IMG_20140606_133538Resta, da parte nostra, l’impressione, l’essere rimasti senza fiato nel raggiungere in auto il Sito di Carditello che come una visione si staglia maestoso nella campagna casertana a ricordo di una Campania Felix che senza dubbio può ripartire e rinascere con il contributo di tutti.
Da parte del Comitato organizzativo e scientifico di Sud Project Camp la solidarietà a Massimo Bray, minacciato nei giorni scorsi proprio per l’impegno per Carditello.

Fonte: SPC


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