domenica 20 aprile 2014

sabato 19 aprile 2014

Con Antonio Ciano candidato indipendente in IDV, il SUD ha in mano il suo destino



Il Sud e le sue istanze veramente rappresentato in Europa, è un sogno da sempre inseguito da tutti i movimenti che ha la loro bussola rivolta a Sud, a questa parte del Paese che può essere linfa di rilancio per tutti.
Un sogno che da sempre si infrange sulle difficoltà, anche organizzative ed economiche, necessarie per dare ad esso una rappresentanza, una lista, un uomo che possa farsi carico di tutto ciò.
La candidatura di Antonio Ciano alle Europee del 25 maggio 2014, come indipendente del Partito del Sud, nelle liste Italia dei Valori è un’occasione unica,perché fare la stessa cosa e ottenere lo stesso risultato attraverso altre competizioni elettorali non sarebbe possibile vista la mancanza di preferenze, la necessità di realizzare coalizioni, eccetera, eccetera.
Le elezioni europee sono un’occasione perché si vota con le preferenze, per cui noi tutti uomini e donne che credono in questa terra possiamo votare un uomo che veramente ha dato la sua vita per il sud o, se preferite, per quelle che una volta erano le Due Sicilie.
Tutte le altre contestazioni, del tipopartito nazionale, lista che non ci piace, eccetera, eccetera, proprio perché il sistema elettorale lo consente, è solo un alibi per non dichiarare la nostra impotenza di fronte all’ineluttabile sudditanza economica, psicologica ed antropologica rispetto alle altre parti del Paese.
Il SUD ha in mano, il prossimo 25 maggio, il suo destino potendo scegliere ancora una volta la via dell’esilio in casa propria, oppure di utilizzare 4 magnifici strumenti che si hanno in mano e a disposizione: la matita, la scheda elettorale, il diritto al voto, e ANTONIO CIANO.
I temi a cui tutti teniamo: un Sud in grado di competere, la macroregione meridionale e un Paese veramente federale, un’attenzione vera e aperta verso tutti i paesi del Mediterraneo, un sud aperto all’Europa, un’Europa dei popoli e non dell’Euro… Tutto questo e altro ancora si può costruire attraverso la presenza di vero rappresentante del Mezzogiorno a Bruxelles.
Prima di dire no e di votare per qualcun altro, di delegare ad altri la vostra e la nostra possibilità di avere voce, prima di decidere di restare a casa, fateci un pensiero, pensate ad Antonio Ciano come uno di noi tutti che scardini le barriere che da sempre vengono poste ad una rappresentanza seria e vera nelle istituzioni continentali delle donne e degli uomini del SUD.
L’occasione è di quelle vere, sta a noi coglierla.




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Il Sud e le sue istanze veramente rappresentato in Europa, è un sogno da sempre inseguito da tutti i movimenti che ha la loro bussola rivolta a Sud, a questa parte del Paese che può essere linfa di rilancio per tutti.
Un sogno che da sempre si infrange sulle difficoltà, anche organizzative ed economiche, necessarie per dare ad esso una rappresentanza, una lista, un uomo che possa farsi carico di tutto ciò.
La candidatura di Antonio Ciano alle Europee del 25 maggio 2014, come indipendente del Partito del Sud, nelle liste Italia dei Valori è un’occasione unica,perché fare la stessa cosa e ottenere lo stesso risultato attraverso altre competizioni elettorali non sarebbe possibile vista la mancanza di preferenze, la necessità di realizzare coalizioni, eccetera, eccetera.
Le elezioni europee sono un’occasione perché si vota con le preferenze, per cui noi tutti uomini e donne che credono in questa terra possiamo votare un uomo che veramente ha dato la sua vita per il sud o, se preferite, per quelle che una volta erano le Due Sicilie.
Tutte le altre contestazioni, del tipopartito nazionale, lista che non ci piace, eccetera, eccetera, proprio perché il sistema elettorale lo consente, è solo un alibi per non dichiarare la nostra impotenza di fronte all’ineluttabile sudditanza economica, psicologica ed antropologica rispetto alle altre parti del Paese.
Il SUD ha in mano, il prossimo 25 maggio, il suo destino potendo scegliere ancora una volta la via dell’esilio in casa propria, oppure di utilizzare 4 magnifici strumenti che si hanno in mano e a disposizione: la matita, la scheda elettorale, il diritto al voto, e ANTONIO CIANO.
I temi a cui tutti teniamo: un Sud in grado di competere, la macroregione meridionale e un Paese veramente federale, un’attenzione vera e aperta verso tutti i paesi del Mediterraneo, un sud aperto all’Europa, un’Europa dei popoli e non dell’Euro… Tutto questo e altro ancora si può costruire attraverso la presenza di vero rappresentante del Mezzogiorno a Bruxelles.
Prima di dire no e di votare per qualcun altro, di delegare ad altri la vostra e la nostra possibilità di avere voce, prima di decidere di restare a casa, fateci un pensiero, pensate ad Antonio Ciano come uno di noi tutti che scardini le barriere che da sempre vengono poste ad una rappresentanza seria e vera nelle istituzioni continentali delle donne e degli uomini del SUD.
L’occasione è di quelle vere, sta a noi coglierla.




Quel che resta….

di  Andrea Balìa

Una volta c’erano Berlinguer e Almirante….ora ci sono Renzi e la Meloni….

Fino a ieri c’era Gabriel Garcia Marquez (pure parlava, anche se in modo molto poetico e finemente letterario, a suo modo di Sud del mondo)…..ora al riguardo ci restano altri scrittori…..

Fino a poco fa c’era l’amicizia come uno dei valori assoluti da rispettare e di cui dar conferma quando serve….ora “io non sapevo che…” lo si dimostra a giorni alterni….

Una volta c’era Ciano, Lucio Barone, Zitara…..ora è rimasto Ciano…..

Anni fa c’erano i giornalisti….ora c’è Magdi Allan….

Prima c’erano i Papi…ora c’è Francesco II e s’interessa dei poveri….ma è l’eccezione che conferma la regola...

Un tempo c’era Totò e faceva solo il comico….ora c’è Grillo…e pure fa solo il comico ( o no?)….

Quando c’erano gli intellettuali Pasolini scriveva, diceva e faceva film….ora c’è Vanzina e fa i film….

Gramsci era nominato come riferimento….ora si cita Tony Blair….

Prima c’era Berlusconi…oggi…anche….

Aprivi la Tv e c'era Guglielmi, Biagi...ora c'è Porro e Paragone....

Una volta c’era Maradona….oggi ?!?!?

Botta di nostalgia? Forse…e perché no?


.
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di  Andrea Balìa

Una volta c’erano Berlinguer e Almirante….ora ci sono Renzi e la Meloni….

Fino a ieri c’era Gabriel Garcia Marquez (pure parlava, anche se in modo molto poetico e finemente letterario, a suo modo di Sud del mondo)…..ora al riguardo ci restano altri scrittori…..

Fino a poco fa c’era l’amicizia come uno dei valori assoluti da rispettare e di cui dar conferma quando serve….ora “io non sapevo che…” lo si dimostra a giorni alterni….

Una volta c’era Ciano, Lucio Barone, Zitara…..ora è rimasto Ciano…..

Anni fa c’erano i giornalisti….ora c’è Magdi Allan….

Prima c’erano i Papi…ora c’è Francesco II e s’interessa dei poveri….ma è l’eccezione che conferma la regola...

Un tempo c’era Totò e faceva solo il comico….ora c’è Grillo…e pure fa solo il comico ( o no?)….

Quando c’erano gli intellettuali Pasolini scriveva, diceva e faceva film….ora c’è Vanzina e fa i film….

Gramsci era nominato come riferimento….ora si cita Tony Blair….

Prima c’era Berlusconi…oggi…anche….

Aprivi la Tv e c'era Guglielmi, Biagi...ora c'è Porro e Paragone....

Una volta c’era Maradona….oggi ?!?!?

Botta di nostalgia? Forse…e perché no?


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venerdì 18 aprile 2014

Noi abbiamo già dato di Antonio Ciano

Di Antonio Ciano

Vogliamo gestire i nostri porti (tutti statali), le nostre spiagge ( i proventi delle concessioni vanno al demanio dello stato).
Il Piemonte e la Lombardia non hanno porti, nè spiagge. Ogni anno, miliardi di euro sostengono il Tesoro italiano.Il Porto di Gaeta dà allo stato 500 milioni di euro all'anno, più le accise. Quanti miliardi doniamo allo stato centrale dai Porti di Napoli, Salerno, Gioia Tauro, Palermo, Trapani, Catania, Augusta, Messina,Taranto, Bari, Brindisi ?

Rivogliamo i beni demaniali che i piemontesi accorparono allo stato sabaudo; rivogliamo i nostri beni archeologici, i nostri musei. I proventi del Petrolio devono rimanere al Sud, e dare alle regioni produttrici le Royalties che danno alla Libia e agli altri paesi produttori. Alla Basilicata danno il 7%, alla Sicilia il 4%, alla Libia il 55%.

Si prendano la Burocrazia, fonte di ritardi e tangenti.(è stata imposta dalla monarchia sabauda)che ha soffocato il Sud e l'Italia; si prendano i duemila miliardi di debiti prodotti dai governi del Nord. Nel 1910 portarono il bilancio italiano a pareggio con le rimesse dei nostri emigranti.
Noi abbiamo già dato.


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Di Antonio Ciano

Vogliamo gestire i nostri porti (tutti statali), le nostre spiagge ( i proventi delle concessioni vanno al demanio dello stato).
Il Piemonte e la Lombardia non hanno porti, nè spiagge. Ogni anno, miliardi di euro sostengono il Tesoro italiano.Il Porto di Gaeta dà allo stato 500 milioni di euro all'anno, più le accise. Quanti miliardi doniamo allo stato centrale dai Porti di Napoli, Salerno, Gioia Tauro, Palermo, Trapani, Catania, Augusta, Messina,Taranto, Bari, Brindisi ?

Rivogliamo i beni demaniali che i piemontesi accorparono allo stato sabaudo; rivogliamo i nostri beni archeologici, i nostri musei. I proventi del Petrolio devono rimanere al Sud, e dare alle regioni produttrici le Royalties che danno alla Libia e agli altri paesi produttori. Alla Basilicata danno il 7%, alla Sicilia il 4%, alla Libia il 55%.

Si prendano la Burocrazia, fonte di ritardi e tangenti.(è stata imposta dalla monarchia sabauda)che ha soffocato il Sud e l'Italia; si prendano i duemila miliardi di debiti prodotti dai governi del Nord. Nel 1910 portarono il bilancio italiano a pareggio con le rimesse dei nostri emigranti.
Noi abbiamo già dato.


IL PARTITO DEL SUD HA UN NUOVO REFERENTE IN VENETO.

l Partito del Sud è lieto di accogliere tra le proprie file il Dott. Filippo Angiuli. Conoscitore delle

tematiche meridionaliste, dopo attenta ed approfondita analisi delle strategie e proposte politiche del

nostro Partito, ha deciso di aderire al Partito del Sud sezione Veneto. La struttura organizzativa del

Partito del Sud “Veneto”, a dimostrazione di una continua crescita del Partito nel territorio Veneto, si

arricchisce di un nuovo referente per la zona di Venezia - Treviso.


Filippo Romeo
Coordinatore Regionale - Partito del Sud

Info@partitodelsud.eu


                                                 
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l Partito del Sud è lieto di accogliere tra le proprie file il Dott. Filippo Angiuli. Conoscitore delle

tematiche meridionaliste, dopo attenta ed approfondita analisi delle strategie e proposte politiche del

nostro Partito, ha deciso di aderire al Partito del Sud sezione Veneto. La struttura organizzativa del

Partito del Sud “Veneto”, a dimostrazione di una continua crescita del Partito nel territorio Veneto, si

arricchisce di un nuovo referente per la zona di Venezia - Treviso.


Filippo Romeo
Coordinatore Regionale - Partito del Sud

Info@partitodelsud.eu


                                                 

giovedì 17 aprile 2014

Su TirrenoNews : Anche a Longobardi il Circolo Del Partito del SUD

Anche Longobardi, finalmente, può vantare la presenza del circolo cittadino del Partito del Sud. Lo comunica il coordinatore Provinciale dello stesso Partito Franco Gaudio. La nuova compagine politica locale si prefigge l’obbiettivo di far conoscere le ragioni storiche, culturali politiche ed economiche che hanno fortemente penalizzato il sud dopo l'unità d'Italia (annessione) avvenuta il 1861. Il Partito del Sud è convinto che la costruzione del proprio futuro, per ciascun uomo e donna meridionali, non può prescindere dalla conoscenza delle proprie origini.

 Il nuovo circolo non parteciperà all'imminente competizione elettorale per l'elezione del Sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale, ma si impegnerà a sostenere tutte le iniziative che la compagine vincitrice proporrà nell’interesse del Comune e del comprensorio. Ricordiamo che su proposta del Partito del Sud Longobardi è il primo comune d'Italia ad avere intitolato un largo ai "Briganti Patrioti Calabresi" nonchè una via ad "Angelina Romano", bambina di otto anni e mezzo di Castellamare del Golfo in provincia di Trapani, fucilata dall'esercito piemontese perché accusata di brigantaggio. L’attività politica del Circolo, si concentrerà quindi nel promuovere e proporre azioni che dovranno sostenere la crescita ed il riscatto di tutto il Sud. Conoscere la verità aiuterà a riappropriarsi dell'orgoglio di essere meridionali.

Partito del Sud Circolo di Longobardi

Fonte: TirrenoNews



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Anche Longobardi, finalmente, può vantare la presenza del circolo cittadino del Partito del Sud. Lo comunica il coordinatore Provinciale dello stesso Partito Franco Gaudio. La nuova compagine politica locale si prefigge l’obbiettivo di far conoscere le ragioni storiche, culturali politiche ed economiche che hanno fortemente penalizzato il sud dopo l'unità d'Italia (annessione) avvenuta il 1861. Il Partito del Sud è convinto che la costruzione del proprio futuro, per ciascun uomo e donna meridionali, non può prescindere dalla conoscenza delle proprie origini.

 Il nuovo circolo non parteciperà all'imminente competizione elettorale per l'elezione del Sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale, ma si impegnerà a sostenere tutte le iniziative che la compagine vincitrice proporrà nell’interesse del Comune e del comprensorio. Ricordiamo che su proposta del Partito del Sud Longobardi è il primo comune d'Italia ad avere intitolato un largo ai "Briganti Patrioti Calabresi" nonchè una via ad "Angelina Romano", bambina di otto anni e mezzo di Castellamare del Golfo in provincia di Trapani, fucilata dall'esercito piemontese perché accusata di brigantaggio. L’attività politica del Circolo, si concentrerà quindi nel promuovere e proporre azioni che dovranno sostenere la crescita ed il riscatto di tutto il Sud. Conoscere la verità aiuterà a riappropriarsi dell'orgoglio di essere meridionali.

Partito del Sud Circolo di Longobardi

Fonte: TirrenoNews



Distrutte le Polis si corre verso il suicidio collettivo - di Antonio Ciano

“…L’Italia è fottuta.
Distrutte le Polis ( i Comuni e le Repubbliche Marinare), cancellate le Comunità Francescane e i Borbone, si corre verso il suicidio collettivo, voluto dall’Architetto massonico americano…” 
( Cosmo Ciaramaglia, Meglio che me ne vada,( Inchiesta su Tangentopoli, dalla massoneria alle guerre di religione)

A noi il compito di abbattere questa barbarie.
I Borbone
Negli ultimi anni, forse per reazione alla politica antimeridionalista di Bossi, forse per il grande divario economico esistente tra Nord e Sud, forse per il fatto che i Savoia volevano rientrare in Italia dall’esilio, forse perché molti scrittori stanno riscrivendo la storia risorgimentale, fatto sta che i Borbone sono ritornati nella memoria storica della gente del Sud e non solo. Nell’anno 2000 centinaia di migliaia di persone si sono recate a visitare le mostre sui Borbone patrocinate da presidenti di regioni e persino dal Capo dello Stato.
Ma chi erano quei Borbone da sempre dipinti come tiranni ed assassini dai derelitti prezzolati di regime? Meglio di tutti risponde a questa domanda Cosmo Ciaramaglia, scrittore e filosofo:”I Borbone, per mestiere, facevano i re. Una professione che si tramandavano di padre in figlio con passione e onestà.
Giravano l’Europa alla ricerca di chi avesse bisogno della loro opera e, felicemente, erano approdati nel Regno delle Due Sicilie che ne richiedeva la presenza.
A differenza di tutti gli altri Stati europei, dove i re trovavano sudditi da governare, nel Regno delle Due Sicilie, già Magna Gracia, i Borbone trovarono un popolo fatto di individui, l’uno diverso dall’altro per via della cultura epicurea che avevano nel sangue. Gennaro Esposito poteva essere solo Gennaro Esposito, non assimilabile a Carmine Cacace e, soprattutto, non riducibile a suddito.
Vigeva, inoltre, nel Regno, la triste usanza della solidarietà nei confronti dei poveri e dei derelitti, al fine di preservarne la sopravvivenza e la conservazione della personalità. Tutti individualisti ma tutti solidali.
Non era possibile far morire di fame un povero perché, prima di tirare le cuoia, il povero si sarebbe fatto precedere nell’aldilà da quelli che, a suo giudizio, non gli avevano offerto solidarietà.
Nel Regno erano permesse: la morte per vecchiaia, quella per malattia e quella violenta; la morte per fame la si trovava solo oltre i confini del Regno. I Borbone, tra l’altro, erano affetti da una grave malattia ereditaria. Una malattia progressiva peggiore della sifilide: erano cattolici. Credevano nel Cristo dei vangeli ed erano monarchi. Bella rogna essere amministratori di uno Stato e seguaci della parola di Cristo!
A differenza di quanto può permettersi un papa ( predicare il dettame), uno statista serio è costretto a praticare, ad applicare ciò in cui crede e, quindi, a legiferare in quel senso.
Scoprirono che Cristo era anche figlio di Dio, come ognuno di noi, ed era stato inviato sulla Terra, in alternativa a un secondo diluvio universale, a portare “il messaggio” che Dio avrebbe voluto fosse scoperto dagli uomini con l’aiuto dello Spirito santo.
Ma così non fu.
Cristo, figlio prediletto del Padre, esso stesso Dio, venne nel mondo degli uomini con la “formula magica”, la lieta novella, la verità assoluta. La formula che racchiude in sé il postulato filosofico, mai acquisito dagli uomini, diceva che tutto era scritto a chiare lettere nella natura. Il postulato recita: “ama il prossimo tuo come te stesso”. Nel “ te stesso” risiede la prima legge naturale cher sancisce lo spirito di conservazione, l’egoismo che interessa tutti gli elementi presenti al mondo. Nell’” ama il prossimo tuo il segreto svelato dell’interazione cosmocologica a cui tutte le cose sono soggette. L’evoluzione di ogni uomo è meccanicamente dipendente del proprio circostante. Il circostante dell’individuo, che bombarda miriadi di messaggi si di esso, si diparte dal prossimo più prossimo e, via sfumando, coinvolge tutto l’habitat universale. Niente e nessuno può essere scevro dai fenomeni e dalle azioni che gli determinano intorno.
Tutto interreagisce.
Ogni uomo è portato ad erricchirsi, a impadronirsi di novità, nell’evoluzione.
Non c’è miniera che non debba essere sfruttata a proprio uso e consumo; ciò al fine di ascendere a una Dimensione Superiore. Più Divina.
Ma se l’uomo è squisito prodotto del proprio circostante, è nella dinamizzazione e nella ottimizzazione dello stesso la sorgente della propria evoluzione. Quindi, lavorare alla crescita qualitativa del proprio circostante equivale, pari pari, a lavorare per la propria crescita. L’altruismo è la più alta forma di egoismo. Arare, seminare, far germogliare, per poter cogliere i frutti. Stimolare il benessere e l’esaltazione materiale, intellettiva, culturale e spirituale altrui, per ricevere messaggi vieppiù stimolanti. Senza nobile fatica, ha la meglio il ristagno.
Chi pratica lo zoppo impara a zoppicare, l’uomo delle caverne o lagunare si ammala di atrosi per via della forte umidità; chi scherza col fuoco si brucia.
Per via della “paposcia”, la stragrande maggioranza degli esseri umani, invece di faticare per costruire la propria casa, ha preferito occupare quella del vicino, dopo averlo fatto fuori.
L’ozio è il padre dei vizi. Chi non semina non raccoglie e, se raccoglie, lo fa nel seminato altrui.
Attraverso la sopraffazione e il consumismo, l’uomo è diventato demolitore del proprio circostante. Da cannibale, ha divorato il suo vicino; ha rubato, ha stuprato, ha ammazzato e distrutto intorno a sé e, tra le macerie di quanto consumato, raccoglie messaggi di livello infimo e scende nella dimensione delle sottospecie. Nella società moderna, le fatiche occorrenti per l’ottenimento dell’elevazione globale, vengono delegate a pochi.il religioso codino mangia, beve, fotte e prega. Il laico deve farsi carico di scoprire il vaccino antirabbico, la penicillina, l’antibiotico occorrente al religioso codino che mangia, beve, fotte e prega, quando viene morso da un cane e si ammala.
Dieci a costruire, novanta a distruggere: una lotta impari. La preghiera, praticata con la paposcia, è la scorciatoia per ottenere il massimo. Dio, che ha sancito essere la preghiera il darsi da fare a favore degli altri, nell’ambito delle leggi della natura, palesemente Divina, forse è sempre meno propenso ad ascoltare i vili mormorii dei cerebrolesi fatti nascere col forcipe delle Scritture Manomesse. L’ignoranza è l’essenza di Grazia. Chi si adopera per la conservazione o la moltiplicazione dell’ignoranza è ignorante. E senza Grazia. La Grazia di Dio è nella strabiliante varietà fenomenologica presente in natura, da cui l’uomo può attingere a piene mani per ottenere la cittadinanza cosmica a cui è destinato. Paposciari di tutto il mondo, datevi una mossa!
Se amare il prossimo come sé stessi” era il dettame dell’altissimo filosofo Cristo, non potevano i Cristiani cattolici Borbone non agire di conseguenza.
Se tutti gli esseri umani, alla pari, sono il prossimo di ognuno, tale parità andava proclamata nei fatti. Perciò, quindi occorreva recuperare nella sfera della dignità tutti i bisognosi, i miseri, i derelitti, gli acciaccati.
La divisione aprioristicamente meritocratica del liberalismo, il privilegio dovuto agli eletti di ebraica scaturigine, le rendite di posizione e quan’altro faceva a cazzotti con il postulato cristiano, dovevano essere, via via, debellati. Le pari opportunità dovevano riguardare anche Gennaro Esposito e Carmine Cacace.
Pane per tutti, istruzione per tutti, assistenza per tutti.
Dio lo vuole, Cristo lo ha detto.
E mentre l’aristocrazia mugugnava, nasceva San Leucio.
San Leucio, la “ città-utopia”, lavorava mirabilmente nel campo dei tessuti. Sete, rasi, fibre varie attraversavano i telai destramente adoperati e formavano coperte fantasmagoriche, lenzuola, tessuti ineguagliabili per fattezza. Una organizzazione industriale in una città di operai con i propri nuclei familiari, tutti forniti di una casa, di un’istruzione primaria, di un’istruzione professionale, di un salario uguale per tutti, di un’assistenza. Era il comunismo. Era il nemico acerrimo del liberalismo, fondato sulla meritocrazia che premia i migliori.
Per il liberale conta quanto prodotto. Chi solleva un quintale, avendone le capacità, viene pagato per cento chili. Chi ne solleva solo cinquanta, essendo debole, viene pagato per cinquanta e tale compenso gli servirà per curarsi l’ernia prodotta a causa dello sforzo fatto. Filippide percorre, di corsa, 42 chilometri e passa, da solo; avverte i Greci dell’arrivo dei nemici e crepa per l’immane fatica sostenuta. Viene premiato e ricordato in eterno. Se a correre fossero stati in tre: Primeide, Filippide e Panieride, e Primeide fosse giunto per primo, Primeide sarebbe stato lui ad essere osannato e, anche se morti di crepacuore, non avrebbero raccolto felicitazioni gli altri e si sarebbe persa la memoria per Filippide e Panieride.
Il comunismo di San Leucio, accettato dalla Chiesa cattolica, non si sa quanto a malincuore, e vidimato dal Padreterno, rappresentava quanto più mortale per il pensiero e il potere liberal-massonico. Ritornava sulla Terra il messia, nei fatti e, quindi, era indispensabile ricrocifiggerlo.
I rapaci masso-ebraici-anglofrancosardi, sfruttando i laicomassorisorgimentali, partirono, lancia in resta, per fare del Regno terra bruciata.
La bestemmia pronunciata con la realizzazione di San Leucio era troppo grande; quindi: “ aricrucifige”! guai se l’esempio di san Leucio si fosse propagato.
Così come gli alleati, nella seconda guerra mondiale, furono costretti sbarcare sulle coste della Normandia, dacchè si era sentito sentore che Hitler stava per realizzare la bomba atomica, i rapaci alleati liberal-massoni corsero ad invadere la Magna Grecia ribattezzata Regno delle Due Sicilie. Così. Come sostengono alcuni storici moderni, fu attivato un certo garibaldo, cacciatore per vocazione o bracconiere e arraffatore di prede e bottini in ogni sito terrestre, di qua e di là dell’oceano atlantico. Prodotto della coste liguri, come Colombo, avaro come si conviene in quelle plaghe, fu chiamato a cacciare i Borbone. Dicono, questi ultimi storici, che il famoso avido predone, aureolato dal carbonlaicismo del tempo, di ligure mazziniana fattezza, alla testa di un manipolo di pirati, banditi ed avventurieri assoldati nelle bettole litoranee del Nord e nelle miseropoli piemontesi e lombarde, sostenuto da mezzi e flotte delle Sacre Corone Unite d’Europa e dalle infide colonne liberal-ladroniche, cospicuamente presenti nel Regno da disfare, ingranò la quarta a Quarto, ubriacò le truppe a Marsala e, con le quinte colonne presenti in Sicilia, occupò l’isola, alleggerendola di migliaia e migliaia di contadini scontenti, fatti fucilare. Ciò per mettere in sesto il disegno savoiardo.
La storia, oggi, sul suo nome tentenna. Garibaldo, nato e cresciuto sulla costa, legato al mare per via del destino, odiava tutti i terragni: contadini, terroni e bifolchi, intenti ad accumulare per sopravvivere e gelosi della terra su cui nascevano, faticavano e morivano lasciando il testimone ai figli. Troppo statici agli occhi del corsaro. Ne fece fucilare tantissimi nel Regno dei Borbone depredato.
Nel nome di una druidica barbarie, aiutò i Savoia a spoliare la Magna Grecia di tutte le sue ricchezze finanziarie, materiali, sociali, spirituali ed artistiche. Tutto il trasportabile fu trasportato nel Regno dei barbari discendenti di Vercincetorige e l’Italia fu consegnata in blocco ai Galli, Cisalpini e Trans, ai Longobardi e via ordando.Garibaldo fu mandato in pensione, in mezzo al mare. Qualcuno disse che non c’era, al mondo, sito migliore di Caprera per ospitare un caprone come il generale. Altri sostennero che l’operazione doveva servire a dare il là alle famose barzellette che vedono protagonista il naufrago sull’isoletta in mezzo al mare.
Intanto la ferocia savoiarda avviava all’emigrazione di massa, alla diaspora, tutto il popolo del Sud. Si affermava così il grande progetto: “ Dio e Popolo – Pensiero e Azione”: una malazione. Quale Dio, quale Popolo e quale pensiero, sono rimasti misteriosi.
Il “Dio” degli ebrei o quello dei cristiani? Quello del diluvio universale, di Sodoma e Gomorra, dell’occhio per occhio o quello del messia e del Perdono?
Il “Popolo” degli Italici sconfitti e dispersi della Magna Grecia o quello delle orde ottocentesche, autore dell’ultimo sacco di Roma?
Il “Pensiero” che va, sulle ali dorate , a raddrizzare le torri di Sionne o il Pensiero filosofico meraviglioso che va da Talete a Cristo? Ah, saperlo!
Chiusa la miniera laica dei carbonari, i massoni rotolarono come macigni da nord-ovest, per schiacciare le speranze di una Italia umanista. Eppure, quando i venti innovatori della rivoluzione francese erano arrivati a Napoli, si erano vergognati di riconoscersi arretrati rispetto a quanto si era edificato in quell’area geografica.
Dalla vergogna alla rabbia il passo è breve, per gli spocchiosi.
Quei maledetti Borbone si erano infilati in testa l’idea di eliminare i poveri. Li censivano, poi costruivano in Napoli un chilometrico edificio per gli stessi, al fine di avviarli al reinserimento nella società, con la dignità che era dovuta loro in quanto esseri umani tra gli umani. Borbonismo sì, Borbonismo no.
Monarchi folli, da Campania Felix.
La storia scritta dai vincitori li classificò reazionari.
Dolmen, Menhir e Macigni debellarono anche i cattolici asburgici e l’unità d’Italia fu realizzata sotto il dominio delle province annesse.”.
(Cosmo Ciaramaglia)Filosofo di Gaeta, che, con Angelo Manna, Lucio Barone e Antonio Ciano, fondò il Partito del Sud nel ristorante "Masaniello" di Gaeta.







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“…L’Italia è fottuta.
Distrutte le Polis ( i Comuni e le Repubbliche Marinare), cancellate le Comunità Francescane e i Borbone, si corre verso il suicidio collettivo, voluto dall’Architetto massonico americano…” 
( Cosmo Ciaramaglia, Meglio che me ne vada,( Inchiesta su Tangentopoli, dalla massoneria alle guerre di religione)

A noi il compito di abbattere questa barbarie.
I Borbone
Negli ultimi anni, forse per reazione alla politica antimeridionalista di Bossi, forse per il grande divario economico esistente tra Nord e Sud, forse per il fatto che i Savoia volevano rientrare in Italia dall’esilio, forse perché molti scrittori stanno riscrivendo la storia risorgimentale, fatto sta che i Borbone sono ritornati nella memoria storica della gente del Sud e non solo. Nell’anno 2000 centinaia di migliaia di persone si sono recate a visitare le mostre sui Borbone patrocinate da presidenti di regioni e persino dal Capo dello Stato.
Ma chi erano quei Borbone da sempre dipinti come tiranni ed assassini dai derelitti prezzolati di regime? Meglio di tutti risponde a questa domanda Cosmo Ciaramaglia, scrittore e filosofo:”I Borbone, per mestiere, facevano i re. Una professione che si tramandavano di padre in figlio con passione e onestà.
Giravano l’Europa alla ricerca di chi avesse bisogno della loro opera e, felicemente, erano approdati nel Regno delle Due Sicilie che ne richiedeva la presenza.
A differenza di tutti gli altri Stati europei, dove i re trovavano sudditi da governare, nel Regno delle Due Sicilie, già Magna Gracia, i Borbone trovarono un popolo fatto di individui, l’uno diverso dall’altro per via della cultura epicurea che avevano nel sangue. Gennaro Esposito poteva essere solo Gennaro Esposito, non assimilabile a Carmine Cacace e, soprattutto, non riducibile a suddito.
Vigeva, inoltre, nel Regno, la triste usanza della solidarietà nei confronti dei poveri e dei derelitti, al fine di preservarne la sopravvivenza e la conservazione della personalità. Tutti individualisti ma tutti solidali.
Non era possibile far morire di fame un povero perché, prima di tirare le cuoia, il povero si sarebbe fatto precedere nell’aldilà da quelli che, a suo giudizio, non gli avevano offerto solidarietà.
Nel Regno erano permesse: la morte per vecchiaia, quella per malattia e quella violenta; la morte per fame la si trovava solo oltre i confini del Regno. I Borbone, tra l’altro, erano affetti da una grave malattia ereditaria. Una malattia progressiva peggiore della sifilide: erano cattolici. Credevano nel Cristo dei vangeli ed erano monarchi. Bella rogna essere amministratori di uno Stato e seguaci della parola di Cristo!
A differenza di quanto può permettersi un papa ( predicare il dettame), uno statista serio è costretto a praticare, ad applicare ciò in cui crede e, quindi, a legiferare in quel senso.
Scoprirono che Cristo era anche figlio di Dio, come ognuno di noi, ed era stato inviato sulla Terra, in alternativa a un secondo diluvio universale, a portare “il messaggio” che Dio avrebbe voluto fosse scoperto dagli uomini con l’aiuto dello Spirito santo.
Ma così non fu.
Cristo, figlio prediletto del Padre, esso stesso Dio, venne nel mondo degli uomini con la “formula magica”, la lieta novella, la verità assoluta. La formula che racchiude in sé il postulato filosofico, mai acquisito dagli uomini, diceva che tutto era scritto a chiare lettere nella natura. Il postulato recita: “ama il prossimo tuo come te stesso”. Nel “ te stesso” risiede la prima legge naturale cher sancisce lo spirito di conservazione, l’egoismo che interessa tutti gli elementi presenti al mondo. Nell’” ama il prossimo tuo il segreto svelato dell’interazione cosmocologica a cui tutte le cose sono soggette. L’evoluzione di ogni uomo è meccanicamente dipendente del proprio circostante. Il circostante dell’individuo, che bombarda miriadi di messaggi si di esso, si diparte dal prossimo più prossimo e, via sfumando, coinvolge tutto l’habitat universale. Niente e nessuno può essere scevro dai fenomeni e dalle azioni che gli determinano intorno.
Tutto interreagisce.
Ogni uomo è portato ad erricchirsi, a impadronirsi di novità, nell’evoluzione.
Non c’è miniera che non debba essere sfruttata a proprio uso e consumo; ciò al fine di ascendere a una Dimensione Superiore. Più Divina.
Ma se l’uomo è squisito prodotto del proprio circostante, è nella dinamizzazione e nella ottimizzazione dello stesso la sorgente della propria evoluzione. Quindi, lavorare alla crescita qualitativa del proprio circostante equivale, pari pari, a lavorare per la propria crescita. L’altruismo è la più alta forma di egoismo. Arare, seminare, far germogliare, per poter cogliere i frutti. Stimolare il benessere e l’esaltazione materiale, intellettiva, culturale e spirituale altrui, per ricevere messaggi vieppiù stimolanti. Senza nobile fatica, ha la meglio il ristagno.
Chi pratica lo zoppo impara a zoppicare, l’uomo delle caverne o lagunare si ammala di atrosi per via della forte umidità; chi scherza col fuoco si brucia.
Per via della “paposcia”, la stragrande maggioranza degli esseri umani, invece di faticare per costruire la propria casa, ha preferito occupare quella del vicino, dopo averlo fatto fuori.
L’ozio è il padre dei vizi. Chi non semina non raccoglie e, se raccoglie, lo fa nel seminato altrui.
Attraverso la sopraffazione e il consumismo, l’uomo è diventato demolitore del proprio circostante. Da cannibale, ha divorato il suo vicino; ha rubato, ha stuprato, ha ammazzato e distrutto intorno a sé e, tra le macerie di quanto consumato, raccoglie messaggi di livello infimo e scende nella dimensione delle sottospecie. Nella società moderna, le fatiche occorrenti per l’ottenimento dell’elevazione globale, vengono delegate a pochi.il religioso codino mangia, beve, fotte e prega. Il laico deve farsi carico di scoprire il vaccino antirabbico, la penicillina, l’antibiotico occorrente al religioso codino che mangia, beve, fotte e prega, quando viene morso da un cane e si ammala.
Dieci a costruire, novanta a distruggere: una lotta impari. La preghiera, praticata con la paposcia, è la scorciatoia per ottenere il massimo. Dio, che ha sancito essere la preghiera il darsi da fare a favore degli altri, nell’ambito delle leggi della natura, palesemente Divina, forse è sempre meno propenso ad ascoltare i vili mormorii dei cerebrolesi fatti nascere col forcipe delle Scritture Manomesse. L’ignoranza è l’essenza di Grazia. Chi si adopera per la conservazione o la moltiplicazione dell’ignoranza è ignorante. E senza Grazia. La Grazia di Dio è nella strabiliante varietà fenomenologica presente in natura, da cui l’uomo può attingere a piene mani per ottenere la cittadinanza cosmica a cui è destinato. Paposciari di tutto il mondo, datevi una mossa!
Se amare il prossimo come sé stessi” era il dettame dell’altissimo filosofo Cristo, non potevano i Cristiani cattolici Borbone non agire di conseguenza.
Se tutti gli esseri umani, alla pari, sono il prossimo di ognuno, tale parità andava proclamata nei fatti. Perciò, quindi occorreva recuperare nella sfera della dignità tutti i bisognosi, i miseri, i derelitti, gli acciaccati.
La divisione aprioristicamente meritocratica del liberalismo, il privilegio dovuto agli eletti di ebraica scaturigine, le rendite di posizione e quan’altro faceva a cazzotti con il postulato cristiano, dovevano essere, via via, debellati. Le pari opportunità dovevano riguardare anche Gennaro Esposito e Carmine Cacace.
Pane per tutti, istruzione per tutti, assistenza per tutti.
Dio lo vuole, Cristo lo ha detto.
E mentre l’aristocrazia mugugnava, nasceva San Leucio.
San Leucio, la “ città-utopia”, lavorava mirabilmente nel campo dei tessuti. Sete, rasi, fibre varie attraversavano i telai destramente adoperati e formavano coperte fantasmagoriche, lenzuola, tessuti ineguagliabili per fattezza. Una organizzazione industriale in una città di operai con i propri nuclei familiari, tutti forniti di una casa, di un’istruzione primaria, di un’istruzione professionale, di un salario uguale per tutti, di un’assistenza. Era il comunismo. Era il nemico acerrimo del liberalismo, fondato sulla meritocrazia che premia i migliori.
Per il liberale conta quanto prodotto. Chi solleva un quintale, avendone le capacità, viene pagato per cento chili. Chi ne solleva solo cinquanta, essendo debole, viene pagato per cinquanta e tale compenso gli servirà per curarsi l’ernia prodotta a causa dello sforzo fatto. Filippide percorre, di corsa, 42 chilometri e passa, da solo; avverte i Greci dell’arrivo dei nemici e crepa per l’immane fatica sostenuta. Viene premiato e ricordato in eterno. Se a correre fossero stati in tre: Primeide, Filippide e Panieride, e Primeide fosse giunto per primo, Primeide sarebbe stato lui ad essere osannato e, anche se morti di crepacuore, non avrebbero raccolto felicitazioni gli altri e si sarebbe persa la memoria per Filippide e Panieride.
Il comunismo di San Leucio, accettato dalla Chiesa cattolica, non si sa quanto a malincuore, e vidimato dal Padreterno, rappresentava quanto più mortale per il pensiero e il potere liberal-massonico. Ritornava sulla Terra il messia, nei fatti e, quindi, era indispensabile ricrocifiggerlo.
I rapaci masso-ebraici-anglofrancosardi, sfruttando i laicomassorisorgimentali, partirono, lancia in resta, per fare del Regno terra bruciata.
La bestemmia pronunciata con la realizzazione di San Leucio era troppo grande; quindi: “ aricrucifige”! guai se l’esempio di san Leucio si fosse propagato.
Così come gli alleati, nella seconda guerra mondiale, furono costretti sbarcare sulle coste della Normandia, dacchè si era sentito sentore che Hitler stava per realizzare la bomba atomica, i rapaci alleati liberal-massoni corsero ad invadere la Magna Grecia ribattezzata Regno delle Due Sicilie. Così. Come sostengono alcuni storici moderni, fu attivato un certo garibaldo, cacciatore per vocazione o bracconiere e arraffatore di prede e bottini in ogni sito terrestre, di qua e di là dell’oceano atlantico. Prodotto della coste liguri, come Colombo, avaro come si conviene in quelle plaghe, fu chiamato a cacciare i Borbone. Dicono, questi ultimi storici, che il famoso avido predone, aureolato dal carbonlaicismo del tempo, di ligure mazziniana fattezza, alla testa di un manipolo di pirati, banditi ed avventurieri assoldati nelle bettole litoranee del Nord e nelle miseropoli piemontesi e lombarde, sostenuto da mezzi e flotte delle Sacre Corone Unite d’Europa e dalle infide colonne liberal-ladroniche, cospicuamente presenti nel Regno da disfare, ingranò la quarta a Quarto, ubriacò le truppe a Marsala e, con le quinte colonne presenti in Sicilia, occupò l’isola, alleggerendola di migliaia e migliaia di contadini scontenti, fatti fucilare. Ciò per mettere in sesto il disegno savoiardo.
La storia, oggi, sul suo nome tentenna. Garibaldo, nato e cresciuto sulla costa, legato al mare per via del destino, odiava tutti i terragni: contadini, terroni e bifolchi, intenti ad accumulare per sopravvivere e gelosi della terra su cui nascevano, faticavano e morivano lasciando il testimone ai figli. Troppo statici agli occhi del corsaro. Ne fece fucilare tantissimi nel Regno dei Borbone depredato.
Nel nome di una druidica barbarie, aiutò i Savoia a spoliare la Magna Grecia di tutte le sue ricchezze finanziarie, materiali, sociali, spirituali ed artistiche. Tutto il trasportabile fu trasportato nel Regno dei barbari discendenti di Vercincetorige e l’Italia fu consegnata in blocco ai Galli, Cisalpini e Trans, ai Longobardi e via ordando.Garibaldo fu mandato in pensione, in mezzo al mare. Qualcuno disse che non c’era, al mondo, sito migliore di Caprera per ospitare un caprone come il generale. Altri sostennero che l’operazione doveva servire a dare il là alle famose barzellette che vedono protagonista il naufrago sull’isoletta in mezzo al mare.
Intanto la ferocia savoiarda avviava all’emigrazione di massa, alla diaspora, tutto il popolo del Sud. Si affermava così il grande progetto: “ Dio e Popolo – Pensiero e Azione”: una malazione. Quale Dio, quale Popolo e quale pensiero, sono rimasti misteriosi.
Il “Dio” degli ebrei o quello dei cristiani? Quello del diluvio universale, di Sodoma e Gomorra, dell’occhio per occhio o quello del messia e del Perdono?
Il “Popolo” degli Italici sconfitti e dispersi della Magna Grecia o quello delle orde ottocentesche, autore dell’ultimo sacco di Roma?
Il “Pensiero” che va, sulle ali dorate , a raddrizzare le torri di Sionne o il Pensiero filosofico meraviglioso che va da Talete a Cristo? Ah, saperlo!
Chiusa la miniera laica dei carbonari, i massoni rotolarono come macigni da nord-ovest, per schiacciare le speranze di una Italia umanista. Eppure, quando i venti innovatori della rivoluzione francese erano arrivati a Napoli, si erano vergognati di riconoscersi arretrati rispetto a quanto si era edificato in quell’area geografica.
Dalla vergogna alla rabbia il passo è breve, per gli spocchiosi.
Quei maledetti Borbone si erano infilati in testa l’idea di eliminare i poveri. Li censivano, poi costruivano in Napoli un chilometrico edificio per gli stessi, al fine di avviarli al reinserimento nella società, con la dignità che era dovuta loro in quanto esseri umani tra gli umani. Borbonismo sì, Borbonismo no.
Monarchi folli, da Campania Felix.
La storia scritta dai vincitori li classificò reazionari.
Dolmen, Menhir e Macigni debellarono anche i cattolici asburgici e l’unità d’Italia fu realizzata sotto il dominio delle province annesse.”.
(Cosmo Ciaramaglia)Filosofo di Gaeta, che, con Angelo Manna, Lucio Barone e Antonio Ciano, fondò il Partito del Sud nel ristorante "Masaniello" di Gaeta.







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mercoledì 16 aprile 2014

Gaeta resiste ancora ! Antonio Ciano rappresentante meridionalista in Europa !



Comunicato stampa

Dopo gli ultimi accadimenti a proposito del ritiro della candidatura di Michele Emiliano, che ha provocato rumore anche all’interno del mondo meridionalista, pareva che la bandiera del meridionalismo, per questa tornata elettorale europea, fosse finita nella polvere, facendo cadere la possibilità che un rappresentante di quel Sud che resiste, lavora e non china la testa davanti ai soprusi, potesse direttamente rappresentare in Europa il dramma che gli abitanti del Sud vivono quotidianamente sulla propria pelle, così come le tante emergenze e discriminazioni che angustiano la nostra terra e i nostri emigranti.

In questo panorama poco confortante ancora una volta il Partito del Sud ha impegnato le migliori energie delle sue donne e dei suoi uomini e grazie agli ottimi rapporti, già in essere da tempo, con Italia dei Valori, ha concluso in poche ore l’accordo per la presenza in lista nella circoscrizione meridionale del proprio nume tutelare e Presidente Onorario Antonio Ciano, il Brigante del Sud, che con generosità, e per il solo bene del Sud, ha accettato la candidatura al fine ultimo e solo di dare visibilità e sbocco alle tematiche che stanno a cuore a tutto il mondo meridionalista, mai come in quest’ultimo mese sotto attacco da parte di quei poteri che ci opprimono da 153 anni.

 Il Partito del Sud si stringe intorno al Leone di Gaeta ed invita, in nome e per il solo bene della nostra terra, ogni meridionalista a sostenere lo sforzo titanico di Antonio Ciano in questa ennesima battaglia ! La doppia sfida è di quelle che affascinano, la lista Italia dei Valori, che ospita come indipendente il nostro candidato, dovrà infatti raggiungere il 4% posto a sbarramento della soglia elettorale europea, Antonio Ciano, sul cui nome andranno fatte convergere le preferenze nella circoscrizione meridionale, dovrà risultare il più votato della lista. Le possibilità sono reali, ma la battaglia è difficile, in una sfida da veri Briganti! Ci aiuterà in questa prova la visibilità che sicuramente Antonio Ciano saprà sfruttare, con la sua inarrestabile oratoria, per catalizzare l’interesse dei tanti meridionali “che ancora non sanno”, nell’interesse di tutti i meridionalisti, ma soprattutto di tutto il Sud.

Pertanto, l'augurio sincero è che, così come altri illustri meridionalisti hanno portato l'origine della questione meridionale a Montecitorio, anche Antonio Ciano possa, con la stessa veemenza e forza che conosciamo, portare le istanze del Sud a Strasburgo e a Bruxelles!

Il Soldato di Gaeta alza ancora alto il suo grido di battaglia e la sua sfida all’Europa, per il bene del Sud e dei suoi figli! Gaeta resiste ancora ! 

Natale Cuccurese 
Presidente Nazionale Partito del Sud

info@partitodelsud.eu







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Comunicato stampa

Dopo gli ultimi accadimenti a proposito del ritiro della candidatura di Michele Emiliano, che ha provocato rumore anche all’interno del mondo meridionalista, pareva che la bandiera del meridionalismo, per questa tornata elettorale europea, fosse finita nella polvere, facendo cadere la possibilità che un rappresentante di quel Sud che resiste, lavora e non china la testa davanti ai soprusi, potesse direttamente rappresentare in Europa il dramma che gli abitanti del Sud vivono quotidianamente sulla propria pelle, così come le tante emergenze e discriminazioni che angustiano la nostra terra e i nostri emigranti.

In questo panorama poco confortante ancora una volta il Partito del Sud ha impegnato le migliori energie delle sue donne e dei suoi uomini e grazie agli ottimi rapporti, già in essere da tempo, con Italia dei Valori, ha concluso in poche ore l’accordo per la presenza in lista nella circoscrizione meridionale del proprio nume tutelare e Presidente Onorario Antonio Ciano, il Brigante del Sud, che con generosità, e per il solo bene del Sud, ha accettato la candidatura al fine ultimo e solo di dare visibilità e sbocco alle tematiche che stanno a cuore a tutto il mondo meridionalista, mai come in quest’ultimo mese sotto attacco da parte di quei poteri che ci opprimono da 153 anni.

 Il Partito del Sud si stringe intorno al Leone di Gaeta ed invita, in nome e per il solo bene della nostra terra, ogni meridionalista a sostenere lo sforzo titanico di Antonio Ciano in questa ennesima battaglia ! La doppia sfida è di quelle che affascinano, la lista Italia dei Valori, che ospita come indipendente il nostro candidato, dovrà infatti raggiungere il 4% posto a sbarramento della soglia elettorale europea, Antonio Ciano, sul cui nome andranno fatte convergere le preferenze nella circoscrizione meridionale, dovrà risultare il più votato della lista. Le possibilità sono reali, ma la battaglia è difficile, in una sfida da veri Briganti! Ci aiuterà in questa prova la visibilità che sicuramente Antonio Ciano saprà sfruttare, con la sua inarrestabile oratoria, per catalizzare l’interesse dei tanti meridionali “che ancora non sanno”, nell’interesse di tutti i meridionalisti, ma soprattutto di tutto il Sud.

Pertanto, l'augurio sincero è che, così come altri illustri meridionalisti hanno portato l'origine della questione meridionale a Montecitorio, anche Antonio Ciano possa, con la stessa veemenza e forza che conosciamo, portare le istanze del Sud a Strasburgo e a Bruxelles!

Il Soldato di Gaeta alza ancora alto il suo grido di battaglia e la sua sfida all’Europa, per il bene del Sud e dei suoi figli! Gaeta resiste ancora ! 

Natale Cuccurese 
Presidente Nazionale Partito del Sud

info@partitodelsud.eu







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lunedì 14 aprile 2014

40 mila miliardi dei nostri emigranti sanarono il debito pubblico nel 1910

Gli emigranti meridionali nel “primo quarto del secolo corrente, avevano mandato, a mezzo di rimesse dei Banchi di Napoli e di Sicilia, oltre ventimiliardi di lire oro, valore 1910, e altrettanti ne avevano spediti in lettere raccomandate o portato a mano”. Un’immensa ricchezza per le finanze italiane che così potevano pareggiare i conti con l’estero e a volte chiuderli in attivo, tanto che Guido Dorso ha scritto: “I dollari che gli emigranti mandano nel paesello natìo vengono pompati, drenati a favore del Nord,seguono la stessa via delle piastre d’argento borboniche e dei napoleoni d’argento e d’oro che la borghesia terriera custodiva nel 1860. Tutte le banche settentrionali che fino ad allora avevano ignorato il Mezzogiorno, si precipitano a taglieggiare il Sud, e lo Stato completa l’opera con i depositipostali e i titoli di rendita” 
Oggi le banche del Sud non esistono più. Il Banco di Napoli è stato colonizzato dal San Paolo Imi di Torino e il Banco di Sicilia dall'UNICREDIT di Milano. Tutto è nelle mani del Nord Tosco padano. Il Sud non ha più economia, ma tanti soldi continuano ad arrivare nelle banche italiane. Il debito pubblico odierno ha superato i 2.000 (Duemila) miliardi di Euro. Una cifra astronomica!.Circa venti milioni di italiani hanno prestato allo Stato somme considerevoli. Il mio amico Ciaramaglia lo chiamava il "popolo dei risparmiatori". Cioè quelli che si erano risparmiati la fatica di pagare le tasse. Escluso qualcuno. Per anni. L'unico titolo obbligazionario, che erano tenuti a onorare,era quello di votare il "Sistema" o il "regime" che conservava tale andazzo. Dai grandi finanzieri ai più piccoli pensionati, si cimentarono tutti nell'accaparramento di Bot e CCT. Insomma, gli incapaci, quelli che non riuscivano a risparmiare perchè oberati dalla tasse, dovevano e devono pagare gli interessi ai risparmiatori. Con questo ingegnoso  sistema, la Massoneria,  ha  aggirato il contenuto della Democrazia, assicurandosi il governo eterno della Nazione Italia. Per questo motivo hanno dato vita al colossale fenomeno della EVASIONE FISCALE. Escluso i lavoratori a reddito fisso e, quindi i comunisti comunardi, statali, operai, pensionati. Tutti gli altri, finanzieri, banchieri, odontoiatri, avocati, ingegneri, geometri, artigiani, liberi professionisti, dentisti, industriali,affitta-tutto, ladri, escort, mignotte, puttane, furono tutti abilitati a non pagare le tasse. A questi si aggiunge la Casta degli speculatori, dei mafiosi, dei camorristi, dei politci collusi, si aggiungano anche i concessionari mediatici, e tutti coloro che hanno soldi nelle banche svizzere, o delle Isole Caiman. Tutti a frodare lo Stato. Tutti alla mangiatoia. Mio padre, Damiano Ciano, morto da contadino a 97 anni, prima di morire mi disse: "Antò, quando ero giovane, a Gaeta e in Italia facevamo la fame, camminavamo con le pezze al culo. Producevamo di tutto.Si coltivava anche sulle montagne rocciose. Gaeta e l'Italia erano come il paradiso terrestre. Oggi non si produce più niente e tutti stanno bene, tutti hanno la macchina e il frigorifero, telefonini. A tavola bevono aranciata, coca cola, vini extralusso. Questa cosa non può durare. Succederà qualcosa." Papà, quel qualcosa è sotto gli occhi di tutti. Il Sistema massonico è saltato, vogliono salvarlo. E a pagare siamo sempre noi. Al Parlamento padano, per il momento di stanza a Roma, qualcosa sta accadendo.Molti giovani stanno "scassando" la Casta, stanno mettendo a nudo il sistema corrotto. La loro è una piccola rivoluzione.
Ne seguirà un'altra. Quella Meridionale. E sarà la fine del Sistema. Ci riapproprieremo dei nostri valori, della nostra dignità, di tutto ciò che ci hanno rubato negli ultimi 152 anni. Scompariranno i partiti portatori degli interessi padani, ce ne sarà un altro, quello dei beni comuni. Il Nostro. 



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Gli emigranti meridionali nel “primo quarto del secolo corrente, avevano mandato, a mezzo di rimesse dei Banchi di Napoli e di Sicilia, oltre ventimiliardi di lire oro, valore 1910, e altrettanti ne avevano spediti in lettere raccomandate o portato a mano”. Un’immensa ricchezza per le finanze italiane che così potevano pareggiare i conti con l’estero e a volte chiuderli in attivo, tanto che Guido Dorso ha scritto: “I dollari che gli emigranti mandano nel paesello natìo vengono pompati, drenati a favore del Nord,seguono la stessa via delle piastre d’argento borboniche e dei napoleoni d’argento e d’oro che la borghesia terriera custodiva nel 1860. Tutte le banche settentrionali che fino ad allora avevano ignorato il Mezzogiorno, si precipitano a taglieggiare il Sud, e lo Stato completa l’opera con i depositipostali e i titoli di rendita” 
Oggi le banche del Sud non esistono più. Il Banco di Napoli è stato colonizzato dal San Paolo Imi di Torino e il Banco di Sicilia dall'UNICREDIT di Milano. Tutto è nelle mani del Nord Tosco padano. Il Sud non ha più economia, ma tanti soldi continuano ad arrivare nelle banche italiane. Il debito pubblico odierno ha superato i 2.000 (Duemila) miliardi di Euro. Una cifra astronomica!.Circa venti milioni di italiani hanno prestato allo Stato somme considerevoli. Il mio amico Ciaramaglia lo chiamava il "popolo dei risparmiatori". Cioè quelli che si erano risparmiati la fatica di pagare le tasse. Escluso qualcuno. Per anni. L'unico titolo obbligazionario, che erano tenuti a onorare,era quello di votare il "Sistema" o il "regime" che conservava tale andazzo. Dai grandi finanzieri ai più piccoli pensionati, si cimentarono tutti nell'accaparramento di Bot e CCT. Insomma, gli incapaci, quelli che non riuscivano a risparmiare perchè oberati dalla tasse, dovevano e devono pagare gli interessi ai risparmiatori. Con questo ingegnoso  sistema, la Massoneria,  ha  aggirato il contenuto della Democrazia, assicurandosi il governo eterno della Nazione Italia. Per questo motivo hanno dato vita al colossale fenomeno della EVASIONE FISCALE. Escluso i lavoratori a reddito fisso e, quindi i comunisti comunardi, statali, operai, pensionati. Tutti gli altri, finanzieri, banchieri, odontoiatri, avocati, ingegneri, geometri, artigiani, liberi professionisti, dentisti, industriali,affitta-tutto, ladri, escort, mignotte, puttane, furono tutti abilitati a non pagare le tasse. A questi si aggiunge la Casta degli speculatori, dei mafiosi, dei camorristi, dei politci collusi, si aggiungano anche i concessionari mediatici, e tutti coloro che hanno soldi nelle banche svizzere, o delle Isole Caiman. Tutti a frodare lo Stato. Tutti alla mangiatoia. Mio padre, Damiano Ciano, morto da contadino a 97 anni, prima di morire mi disse: "Antò, quando ero giovane, a Gaeta e in Italia facevamo la fame, camminavamo con le pezze al culo. Producevamo di tutto.Si coltivava anche sulle montagne rocciose. Gaeta e l'Italia erano come il paradiso terrestre. Oggi non si produce più niente e tutti stanno bene, tutti hanno la macchina e il frigorifero, telefonini. A tavola bevono aranciata, coca cola, vini extralusso. Questa cosa non può durare. Succederà qualcosa." Papà, quel qualcosa è sotto gli occhi di tutti. Il Sistema massonico è saltato, vogliono salvarlo. E a pagare siamo sempre noi. Al Parlamento padano, per il momento di stanza a Roma, qualcosa sta accadendo.Molti giovani stanno "scassando" la Casta, stanno mettendo a nudo il sistema corrotto. La loro è una piccola rivoluzione.
Ne seguirà un'altra. Quella Meridionale. E sarà la fine del Sistema. Ci riapproprieremo dei nostri valori, della nostra dignità, di tutto ciò che ci hanno rubato negli ultimi 152 anni. Scompariranno i partiti portatori degli interessi padani, ce ne sarà un altro, quello dei beni comuni. Il Nostro. 



domenica 13 aprile 2014

Ogni nuova politica o norma sulla Giustizia, è indistinguibile dalla magia …

Di Bruno Pappalardo

Occorre il rispetto della legge,giusto! Filippo, 34enne, è un ladro e disoccupato da sei mesi e che dopo aver cercato un nuovo lavoro fino a l’ultimo giorno, s’infila in un supermarket e ruba una bottiglia di latte e del pane. Giustamente processato per direttissima gli vengono appioppati cinque mesi con la condizionale . Non ha scampo, qualche giorno dopo ritorna in un altro market e lascia scivolare nella sua borsa di pezza, una fetta di arrosto da 3,50 euro,del formaggio di 2,95 e una bottiglia di olio da 4,80 . 

Ma cosa crede Filippo che basta entrare in un negozio e requisire tutto quello che gli garba? Bello esempio per suo figlio di 4 anni! Oggi è in galera a Regina Coeli a scontare gli stessi mesi di Berlusconi.

Infatti, questa storia deve finire! Siamo stanchi di morti di fame!
Una donna è stata presa mentre rubava del latte in polvere per il figlio neonato.Nove mesi di carcere, una multa di 400,00 a fronte di si un furto di 60 volte inferiore. Certezza della pena accidenti!

Bisogna smetterla con questo tracimante bonismo da quattro soldi!
Ieri, proprio ieri, un’altro arresto, stessa merce! Non è mica colpa nostra se i loro figlioli verranno assegnati alle istituzioni assistenziali e tolti agli infami genitori? Rigore accidenti e rispetto della legge!

Ad esempio, bene ha fatto il giudice Lamanna che ha intimato a Berlusconi la revoca dell’affidamento dovesse diffamare proprio i giudici che lo hanno condannato ma, intanto, precisando i termini della prescrizione. Può far tutto. Uscire di casa alle 6,00 del mattino e farne ritorno alle 23,00, tutte le interviste e comizi televisivi che vuole et cetera,… Inutile elencare.

Stiamo parlando di reato di “ evasione fiscale” di centinaia di milioni denaro pubblico.
Per mezza giornata a settimana e per nove ( poi diventeranno sei) mesi dovrà collaborare ad una Onlus della galassia Mediaset. Il giudice ha risposto che voleva pensarci e rilascerà una risposta entro 15 giorni.
Stiamo parlando non di supermarket ma di tasche degli italiani. Stiamo, ad esempio, parlando delle casette in legno della L’Aquila e centinaia di malati usciti da quelle case; di soldi usciti da discusse banche nei giorni prima e dopo l’acquisizione delle reti televisive. Delle decine e decine di “prescrizioni”, processi corti e ancor peggio “processi lunghi”, di Lodi e di leggi ad personam; stiamo parlando della crescita esponenziale di scuole private che hanno tolto contributi a quella pubblica ma in maniera subdola buttando sul lastrico migliaia di lavoratori e iniziatore di nuove filosofie sulla conoscenza, quella della “Cultura che Non Riempie il Panino”, stiamo parlando del Debito Pubblico, della Protezione Civile in S.p.a, dell’Alitalia, di editti bulgari, et cetera…
Parliamo di un pregiudicato a cui viene concesso di entrare in Parlamento e trattare col Presidente Napolitano o accordarsi con l’attuale Presidente del Consiglio ma di cosa? Di tante cose ma primariamente della Giustizia. Credo, proprio come pragmatismo, non fosse affatto necessario accordarsi con B. Vedremo!

E’ di ieri, ad esempio, la bocciatura da parte del Senato della 416 ter, quello uscito dalla Camera. La legge è stata (dopo 22 anni di incubazione) modificata e tornata alla Camera più volte. Oltre alla riduzione delle pene da 7anni a 12 con 4 anni a 10, per quei presunti candidati politici in odore di collusione, si è lottato perché restasse una frase voluta proprio da Falcone ossia “altre utilità”. Non si alludeva alla sola promessa del politico di denaro in cambio di voti. Sottintendeva altro: affari vari come appalti, autorizzazioni, assunzioni, favori et cetera. Quella piccola frase o un chiaro rigo che sottolineasse la “disponibilità a soddisfare gli interessi e le esigenze dell’associazione mafiosa” (Antonio Ingroia) ha trovato l’opposizione di Forza Italia e tutto si è arenato nella nera melma di 22 anni di politica sozza.

Ci si chiede come mai, quando si tratta di riformare la Giustizia e fare fronte d’acciaio alla criminalità, oggi come ieri, l’opposizione, Forza Italia, se pur minoritaria, riesce sempre a spuntarla?
Da dove giungono i voti?
La storia della mafia è una lunga semiretta apparentemente nata al Sud. Nacque, invece, altrove,… lì dove il vento e la nebbia nascondono i volti. I volti raccontano sempre la verità di chi l’indossa. Ma appannati e confusi nell’oidio, nel mal bianco, diventano tutti ugualmente ladri e vigliacchi. 

La corruzione, invece, alberga solo dove c’è molto denaro


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Di Bruno Pappalardo

Occorre il rispetto della legge,giusto! Filippo, 34enne, è un ladro e disoccupato da sei mesi e che dopo aver cercato un nuovo lavoro fino a l’ultimo giorno, s’infila in un supermarket e ruba una bottiglia di latte e del pane. Giustamente processato per direttissima gli vengono appioppati cinque mesi con la condizionale . Non ha scampo, qualche giorno dopo ritorna in un altro market e lascia scivolare nella sua borsa di pezza, una fetta di arrosto da 3,50 euro,del formaggio di 2,95 e una bottiglia di olio da 4,80 . 

Ma cosa crede Filippo che basta entrare in un negozio e requisire tutto quello che gli garba? Bello esempio per suo figlio di 4 anni! Oggi è in galera a Regina Coeli a scontare gli stessi mesi di Berlusconi.

Infatti, questa storia deve finire! Siamo stanchi di morti di fame!
Una donna è stata presa mentre rubava del latte in polvere per il figlio neonato.Nove mesi di carcere, una multa di 400,00 a fronte di si un furto di 60 volte inferiore. Certezza della pena accidenti!

Bisogna smetterla con questo tracimante bonismo da quattro soldi!
Ieri, proprio ieri, un’altro arresto, stessa merce! Non è mica colpa nostra se i loro figlioli verranno assegnati alle istituzioni assistenziali e tolti agli infami genitori? Rigore accidenti e rispetto della legge!

Ad esempio, bene ha fatto il giudice Lamanna che ha intimato a Berlusconi la revoca dell’affidamento dovesse diffamare proprio i giudici che lo hanno condannato ma, intanto, precisando i termini della prescrizione. Può far tutto. Uscire di casa alle 6,00 del mattino e farne ritorno alle 23,00, tutte le interviste e comizi televisivi che vuole et cetera,… Inutile elencare.

Stiamo parlando di reato di “ evasione fiscale” di centinaia di milioni denaro pubblico.
Per mezza giornata a settimana e per nove ( poi diventeranno sei) mesi dovrà collaborare ad una Onlus della galassia Mediaset. Il giudice ha risposto che voleva pensarci e rilascerà una risposta entro 15 giorni.
Stiamo parlando non di supermarket ma di tasche degli italiani. Stiamo, ad esempio, parlando delle casette in legno della L’Aquila e centinaia di malati usciti da quelle case; di soldi usciti da discusse banche nei giorni prima e dopo l’acquisizione delle reti televisive. Delle decine e decine di “prescrizioni”, processi corti e ancor peggio “processi lunghi”, di Lodi e di leggi ad personam; stiamo parlando della crescita esponenziale di scuole private che hanno tolto contributi a quella pubblica ma in maniera subdola buttando sul lastrico migliaia di lavoratori e iniziatore di nuove filosofie sulla conoscenza, quella della “Cultura che Non Riempie il Panino”, stiamo parlando del Debito Pubblico, della Protezione Civile in S.p.a, dell’Alitalia, di editti bulgari, et cetera…
Parliamo di un pregiudicato a cui viene concesso di entrare in Parlamento e trattare col Presidente Napolitano o accordarsi con l’attuale Presidente del Consiglio ma di cosa? Di tante cose ma primariamente della Giustizia. Credo, proprio come pragmatismo, non fosse affatto necessario accordarsi con B. Vedremo!

E’ di ieri, ad esempio, la bocciatura da parte del Senato della 416 ter, quello uscito dalla Camera. La legge è stata (dopo 22 anni di incubazione) modificata e tornata alla Camera più volte. Oltre alla riduzione delle pene da 7anni a 12 con 4 anni a 10, per quei presunti candidati politici in odore di collusione, si è lottato perché restasse una frase voluta proprio da Falcone ossia “altre utilità”. Non si alludeva alla sola promessa del politico di denaro in cambio di voti. Sottintendeva altro: affari vari come appalti, autorizzazioni, assunzioni, favori et cetera. Quella piccola frase o un chiaro rigo che sottolineasse la “disponibilità a soddisfare gli interessi e le esigenze dell’associazione mafiosa” (Antonio Ingroia) ha trovato l’opposizione di Forza Italia e tutto si è arenato nella nera melma di 22 anni di politica sozza.

Ci si chiede come mai, quando si tratta di riformare la Giustizia e fare fronte d’acciaio alla criminalità, oggi come ieri, l’opposizione, Forza Italia, se pur minoritaria, riesce sempre a spuntarla?
Da dove giungono i voti?
La storia della mafia è una lunga semiretta apparentemente nata al Sud. Nacque, invece, altrove,… lì dove il vento e la nebbia nascondono i volti. I volti raccontano sempre la verità di chi l’indossa. Ma appannati e confusi nell’oidio, nel mal bianco, diventano tutti ugualmente ladri e vigliacchi. 

La corruzione, invece, alberga solo dove c’è molto denaro


 
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