martedì 4 marzo 2014

LA VIGNETTA DI FRANCO GALLO - edizione straordinaria


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Convegno di Carlopoli -"IL MASSACRO DEL TERRITORIO DEL SUD NELL'ECONOMIA COLONIALE ITALIANA."

L'intervento del Sindaco di Carlopoli Mario Talarico

  https://www.youtube.com/watch?v=TdCkdlN0UlE


 L'intervento del Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente

  https://www.youtube.com/watch?v=V-dVS1C_2Lc&feature=youtu.be




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L'intervento del Sindaco di Carlopoli Mario Talarico

  https://www.youtube.com/watch?v=TdCkdlN0UlE


 L'intervento del Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente

  https://www.youtube.com/watch?v=V-dVS1C_2Lc&feature=youtu.be




lunedì 3 marzo 2014

Centrali a biomasse e pale eoliche. Ci conviene davvero? Convegno di Carlopoli - video

https://www.youtube.com/watch?v=Pd06xJum8eY

 IL MASSACRO DEL TERRITORIO DEL SUD NELL'ECONOMIA COLONIALE ITALIANA
 Dalla cementificazione selvaggia alle centrali a biomasse. Centrali a biomasse e pale eoliche ci conviene davvero?

 S'è parlato di centrali a biomasse, di pale eoliche, di massacro del territorio meridionale all'atteso appuntamento di sabato 1 Marzo ore 17:30 nella sala consiliare del comune di Carlopoli .

 Al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud prov. Catanzaro e dall'Associazione Comunità di Volontariato SS Pietro e Paolo di Lamezia Terme sono intervenuti come relatori i Sindaci; quelli che sopportano in prima persona la drammatica situazione del vertiginoso aumento dei costi dei servizi a danno dei cittadini inermi e inferociti. Presente il Sindaco di Carlopoli Mario Talarico, Il Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente, Il Sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino. Intervenuti al dibattito il presidente della SS Pietro e Paolo Antonio Mangiafave, il Coordinatore del Partito del Sud Calabria Giuseppe Spadafora, il Coordinatore Partito del Sud Pr. Cosenza Franco Gaudio. Moderatore dell'incontro Franco Gallo Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro. L'incontro si è posto in armonia con l'intensa azione territoriale che da qualche tempo il Partito del Sud ha intrapreso per favorire un armonico sviluppo delle potenzialità del Sud basato sulla progettualità e sulle idee innovative. Azione culminata lo scorso sabato 15 febbraio nella sala consiliare di Bari dove i sindaci delle città più importanti del meridione, Napoli e Bari, hanno gettato le basi, col Partito del Sud, per un'intensa collaborazione. Emiliano e De Magistris vogliono un Sud propositivo, alternativo e non clientelare, vogliono l'acqua pubblica, vogliono dire no alle partecipate.

 Concetti importanti ribaditi anche a Carlopoli, da tutti i partecipanti. Il Sud ha in se una quantità enorme di rabbia e insoddisfazione che va raccolta e canalizzata verso la rinascita sociale, politica ed economica dei territori meridionali che chiedono a gran voce una forte infrastrutturazione per poter competere a livello europeo. Le linee ad alta velocità ci spettano, così come le strade, le scuole e gli ospedali. Vogliamo che l'articolo 3 della Costituzione venga applicato da Aosta a Lampedusa e soprattutto vogliamo difendere il nostro martoriato territorio dall'assalto di affaristi senza scrupoli provenienti da ogni parte d'Italia e supportati da una masnada di collaborazionisti che hanno come obiettivo l'arricchimento proprio e dei propri amici e non certo il benessere del popolo meridionale. Il Sud è stanco delle trivellazioni selvagge con royalty del 7% a fronte dell'80% corrisposto alla Libia. E soprattutto siamo stanchi di chi inquina il nostro territorio condannando i nostri figli a morire di tumore. Quanti figli dovremo ancora veder emigrare forzatamente, quante giovani vite dovremo vedere spezzate dalle terribili malattie che gli inquinatori ci infliggono. E' ora di alzare la testa e ribellarsi. E' ora che i Sindaci, a prescindere dalla loro appartenenza politica, comincino a difendere i propri territori ed i propri concittadini ricordando che amministrano in nome e per conto loro, dei cittadini, appunto.

Franco Gallo (Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro)
Antonio Mangiafave presidente associazione SS Pietro e Paolo



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https://www.youtube.com/watch?v=Pd06xJum8eY

 IL MASSACRO DEL TERRITORIO DEL SUD NELL'ECONOMIA COLONIALE ITALIANA
 Dalla cementificazione selvaggia alle centrali a biomasse. Centrali a biomasse e pale eoliche ci conviene davvero?

 S'è parlato di centrali a biomasse, di pale eoliche, di massacro del territorio meridionale all'atteso appuntamento di sabato 1 Marzo ore 17:30 nella sala consiliare del comune di Carlopoli .

 Al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud prov. Catanzaro e dall'Associazione Comunità di Volontariato SS Pietro e Paolo di Lamezia Terme sono intervenuti come relatori i Sindaci; quelli che sopportano in prima persona la drammatica situazione del vertiginoso aumento dei costi dei servizi a danno dei cittadini inermi e inferociti. Presente il Sindaco di Carlopoli Mario Talarico, Il Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente, Il Sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino. Intervenuti al dibattito il presidente della SS Pietro e Paolo Antonio Mangiafave, il Coordinatore del Partito del Sud Calabria Giuseppe Spadafora, il Coordinatore Partito del Sud Pr. Cosenza Franco Gaudio. Moderatore dell'incontro Franco Gallo Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro. L'incontro si è posto in armonia con l'intensa azione territoriale che da qualche tempo il Partito del Sud ha intrapreso per favorire un armonico sviluppo delle potenzialità del Sud basato sulla progettualità e sulle idee innovative. Azione culminata lo scorso sabato 15 febbraio nella sala consiliare di Bari dove i sindaci delle città più importanti del meridione, Napoli e Bari, hanno gettato le basi, col Partito del Sud, per un'intensa collaborazione. Emiliano e De Magistris vogliono un Sud propositivo, alternativo e non clientelare, vogliono l'acqua pubblica, vogliono dire no alle partecipate.

 Concetti importanti ribaditi anche a Carlopoli, da tutti i partecipanti. Il Sud ha in se una quantità enorme di rabbia e insoddisfazione che va raccolta e canalizzata verso la rinascita sociale, politica ed economica dei territori meridionali che chiedono a gran voce una forte infrastrutturazione per poter competere a livello europeo. Le linee ad alta velocità ci spettano, così come le strade, le scuole e gli ospedali. Vogliamo che l'articolo 3 della Costituzione venga applicato da Aosta a Lampedusa e soprattutto vogliamo difendere il nostro martoriato territorio dall'assalto di affaristi senza scrupoli provenienti da ogni parte d'Italia e supportati da una masnada di collaborazionisti che hanno come obiettivo l'arricchimento proprio e dei propri amici e non certo il benessere del popolo meridionale. Il Sud è stanco delle trivellazioni selvagge con royalty del 7% a fronte dell'80% corrisposto alla Libia. E soprattutto siamo stanchi di chi inquina il nostro territorio condannando i nostri figli a morire di tumore. Quanti figli dovremo ancora veder emigrare forzatamente, quante giovani vite dovremo vedere spezzate dalle terribili malattie che gli inquinatori ci infliggono. E' ora di alzare la testa e ribellarsi. E' ora che i Sindaci, a prescindere dalla loro appartenenza politica, comincino a difendere i propri territori ed i propri concittadini ricordando che amministrano in nome e per conto loro, dei cittadini, appunto.

Franco Gallo (Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro)
Antonio Mangiafave presidente associazione SS Pietro e Paolo



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domenica 2 marzo 2014

Convegno Carlopoli, report del convegno




"Il massacro del territorio del Sud nell'economia coloniale italiana - Dalla cementificazione selvaggia alle centrali a biomasse.

Centrali a biomasse e pale eoliche.
Ci conviene davvero?

S’è parlato di centrali a biomasse, di pale eoliche, di massacro del territorio meridionale all’atteso appuntamento di sabato 1 Marzo ore 17:30nella sala consiliare del comune di Carlopoli .

 Al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud prov. Catanzaro e dall’Associazione Comunità di Volontariato SS Pietro e Paolo di Lamezia Terme sono intervenuti come relatori i Sindaci, quelli che sopportano in prima persona la drammatica situazione del vertiginoso aumento dei costi dei servizi a danno dei cittadini inermi e inferociti.

Presente il Sindaco di Carlopoli Mario Talarico, Il Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente, Il Sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino. 
Intervenuti  al dibattito  il presidente della SS Pietro e Paolo Antonio Mangiafave, il Coordinatore del Partito del Sud Calabria Giuseppe Spadafora, il Coordinatore Partito del Sud Pr. Cosenza Franco Gaudio. Moderatore dell’incontro Franco Gallo Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro.

L’incontro si è posto in armonia con l’intensa azione territoriale che da qualche tempo il Partito del Sud ha intrapreso per favorire un armonico sviluppo delle potenzialità del Sud basato sulla progettualità e sulle idee innovative.
Azione culminata lo scorso sabato 15 febbraio nella sala consiliare di Bari dove i sindaci delle città più importanti del  meridione, Napoli e Bari, hanno gettato le basi, col Partito del Sud,  per un’intensa collaborazione. Emiliano e De Magistris vogliono un Sud propositivo, alternativo e non clientelare, vogliono l’acqua pubblica, vogliono dire no alle partecipate.

 Concetti importanti ribaditi anche a Carlopoli, da tutti i partecipanti. Il Sud ha in se una quantità enorme di rabbia e insoddisfazione che va raccolta e canalizzata verso la rinascita sociale, politica ed economica dei territori meridionali che chiedono a gran voce un forte infrastrutturazione per poter competere a livello europeo. Le linee ad alta velocità ci spettano, così come le strade, le scuole e gli ospedali. Vogliamo che l’articolo 3 venga applicato da Aosta a Lampedusa e soprattutto vogliamo difendere il nostro martoriato territorio dall’assalto di affaristi senza scrupoli provenienti da ogni parte d’Italia e supportati da una masnada di collaborazionisti che hanno come obiettivo l’arricchimento  proprio e dei propri amici e non certo il benessere del popolo meridionale. Siamo stanchi delle trivellazioni selvagge con royalty del 7% a fronte dell’80% corrisposto alla Libia.
E soprattutto siamo stanchi di chi inquina il nostro territorio condannando i nostri figli a morire di tumore. Quanti figli dovremo ancora veder emigrare forzatamente, quante giovani vite dovremo vedere spezzate dalle terribili malattie che gli inquinatori ci infliggono. E’ ora di alzare la testa e ribellarsi.
E’ ora che i Sindaci, a prescindere dalla loro appartenenza politica, comincino a difendere i propri territori ed i propri concittadini ricordando che amministrano in nome e per conto loro, dei cittadini, appunto.

Franco Gallo (Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro)
Antonio Mangiafave presidente associazione SS Pietro e Paolo


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"Il massacro del territorio del Sud nell'economia coloniale italiana - Dalla cementificazione selvaggia alle centrali a biomasse.

Centrali a biomasse e pale eoliche.
Ci conviene davvero?

S’è parlato di centrali a biomasse, di pale eoliche, di massacro del territorio meridionale all’atteso appuntamento di sabato 1 Marzo ore 17:30nella sala consiliare del comune di Carlopoli .

 Al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud prov. Catanzaro e dall’Associazione Comunità di Volontariato SS Pietro e Paolo di Lamezia Terme sono intervenuti come relatori i Sindaci, quelli che sopportano in prima persona la drammatica situazione del vertiginoso aumento dei costi dei servizi a danno dei cittadini inermi e inferociti.

Presente il Sindaco di Carlopoli Mario Talarico, Il Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente, Il Sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino. 
Intervenuti  al dibattito  il presidente della SS Pietro e Paolo Antonio Mangiafave, il Coordinatore del Partito del Sud Calabria Giuseppe Spadafora, il Coordinatore Partito del Sud Pr. Cosenza Franco Gaudio. Moderatore dell’incontro Franco Gallo Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro.

L’incontro si è posto in armonia con l’intensa azione territoriale che da qualche tempo il Partito del Sud ha intrapreso per favorire un armonico sviluppo delle potenzialità del Sud basato sulla progettualità e sulle idee innovative.
Azione culminata lo scorso sabato 15 febbraio nella sala consiliare di Bari dove i sindaci delle città più importanti del  meridione, Napoli e Bari, hanno gettato le basi, col Partito del Sud,  per un’intensa collaborazione. Emiliano e De Magistris vogliono un Sud propositivo, alternativo e non clientelare, vogliono l’acqua pubblica, vogliono dire no alle partecipate.

 Concetti importanti ribaditi anche a Carlopoli, da tutti i partecipanti. Il Sud ha in se una quantità enorme di rabbia e insoddisfazione che va raccolta e canalizzata verso la rinascita sociale, politica ed economica dei territori meridionali che chiedono a gran voce un forte infrastrutturazione per poter competere a livello europeo. Le linee ad alta velocità ci spettano, così come le strade, le scuole e gli ospedali. Vogliamo che l’articolo 3 venga applicato da Aosta a Lampedusa e soprattutto vogliamo difendere il nostro martoriato territorio dall’assalto di affaristi senza scrupoli provenienti da ogni parte d’Italia e supportati da una masnada di collaborazionisti che hanno come obiettivo l’arricchimento  proprio e dei propri amici e non certo il benessere del popolo meridionale. Siamo stanchi delle trivellazioni selvagge con royalty del 7% a fronte dell’80% corrisposto alla Libia.
E soprattutto siamo stanchi di chi inquina il nostro territorio condannando i nostri figli a morire di tumore. Quanti figli dovremo ancora veder emigrare forzatamente, quante giovani vite dovremo vedere spezzate dalle terribili malattie che gli inquinatori ci infliggono. E’ ora di alzare la testa e ribellarsi.
E’ ora che i Sindaci, a prescindere dalla loro appartenenza politica, comincino a difendere i propri territori ed i propri concittadini ricordando che amministrano in nome e per conto loro, dei cittadini, appunto.

Franco Gallo (Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro)
Antonio Mangiafave presidente associazione SS Pietro e Paolo


#ioL8 - Marcia per la vita a Imola ( BO) il 9 Marzo 2014 - Hai il coraggio di far finta di niente?

Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a Imola e dintorni a partecipare alla manifestazione #ioL8 del 9 Marzo per protestare contro l'avvelenamento dei territori.

Esortiamo tutti i nostri simpatizzanti e militanti ad ottemperare a quanto richiesto dagli organizzatori e cioè a partecipare senza bandiere o simboli di partito, ma portando il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e forti del nostro impegno civile.

Da anni come PdelSUD seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincia di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali. Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e siamo vicini alle Associazioni che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici e l'avvelenamento dei territori.

Ora non e' il momento di cavalcare la protesta o di provare a mettere il "cappello", come certamente accadrà già accaduto e come succede sempre in questi casi, ma di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno, poi il nostro compito sarà anche quello di dare risposte politiche nel deserto della politica italiana di oggi perché per noi questo e' il compito del meridionalismo. 



9 Marzo, dopo Modena, Reggio Emilia e Udine l'appuntamento per tutti è a Imola.

Partito del Sud - Coord. Nord Italia

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A seguire Il Comunicato di #ioL8

Marcia per la vita a Imola - Hai il coraggio di far finta di niente?

Partiremo alle ore 11:00 da via Antonio Pacinotti, presso il giardino ten. col. Aurelio Barnabè, per giungere alla conclusione del corteo in piazza Matteotti.

Il 9 Marzo si terrà la marcia per informare e sensibilizzare la popolazione sul dramma della “terra dei fuochi”. Possiamo affermare “l’Italia dei fuochi”, termine coniato dalla trasmissione “Presa Diretta” il 10 Febbraio scorso. Questo perché non ci sono solo le province di Napoli e Caserta colpite, ma il fenomeno è una realtà su scala nazionale se non internazionale. Dopo #fiumeinpiena a Napoli, Modena (la prima al Nord), Reggio Emilia e Udine, toccherà alla cittadinanza di Imola partecipare numerosa e con passione al corteo. Tutti insieme, uniti dal dovere-diritto alla vita, saremo un’unica voce atta ad esternare quel sentimento di amore per la propria terra e il creato che appartiene alla collettività e deve rimanere tale e salubre per le future generazioni!

La nostra passione ci spinge a valorizzare e rompere un muro di paura che sta mettendo letteralmente in ginocchio le aziende agricole e di trasformazione campane. Le analisi compiute dalla Coop Adriatica, rivelano e certificano la salubrità dei prodotti agroalimentari nell’occhio del ciclone; inoltre ciò è affermato da un’inchiesta firmata da “la Repubblica” in collaborazione con l’università Federco II di Napoli e dal Gen. del Corpo Forestale Sergio Costa, promosso a generale per merito straordinario (primo caso in Italia di promozione per merito a un comandante provinciale), affermando con fermezza come gli ortaggi vantino di una doppia sicurezza alimentare, in quanto i più controllati d’Italia.


 https://www.facebook.com/events/1479784532249113/






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Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a Imola e dintorni a partecipare alla manifestazione #ioL8 del 9 Marzo per protestare contro l'avvelenamento dei territori.

Esortiamo tutti i nostri simpatizzanti e militanti ad ottemperare a quanto richiesto dagli organizzatori e cioè a partecipare senza bandiere o simboli di partito, ma portando il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e forti del nostro impegno civile.

Da anni come PdelSUD seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincia di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali. Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e siamo vicini alle Associazioni che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici e l'avvelenamento dei territori.

Ora non e' il momento di cavalcare la protesta o di provare a mettere il "cappello", come certamente accadrà già accaduto e come succede sempre in questi casi, ma di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno, poi il nostro compito sarà anche quello di dare risposte politiche nel deserto della politica italiana di oggi perché per noi questo e' il compito del meridionalismo. 



9 Marzo, dopo Modena, Reggio Emilia e Udine l'appuntamento per tutti è a Imola.

Partito del Sud - Coord. Nord Italia

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A seguire Il Comunicato di #ioL8

Marcia per la vita a Imola - Hai il coraggio di far finta di niente?

Partiremo alle ore 11:00 da via Antonio Pacinotti, presso il giardino ten. col. Aurelio Barnabè, per giungere alla conclusione del corteo in piazza Matteotti.

Il 9 Marzo si terrà la marcia per informare e sensibilizzare la popolazione sul dramma della “terra dei fuochi”. Possiamo affermare “l’Italia dei fuochi”, termine coniato dalla trasmissione “Presa Diretta” il 10 Febbraio scorso. Questo perché non ci sono solo le province di Napoli e Caserta colpite, ma il fenomeno è una realtà su scala nazionale se non internazionale. Dopo #fiumeinpiena a Napoli, Modena (la prima al Nord), Reggio Emilia e Udine, toccherà alla cittadinanza di Imola partecipare numerosa e con passione al corteo. Tutti insieme, uniti dal dovere-diritto alla vita, saremo un’unica voce atta ad esternare quel sentimento di amore per la propria terra e il creato che appartiene alla collettività e deve rimanere tale e salubre per le future generazioni!

La nostra passione ci spinge a valorizzare e rompere un muro di paura che sta mettendo letteralmente in ginocchio le aziende agricole e di trasformazione campane. Le analisi compiute dalla Coop Adriatica, rivelano e certificano la salubrità dei prodotti agroalimentari nell’occhio del ciclone; inoltre ciò è affermato da un’inchiesta firmata da “la Repubblica” in collaborazione con l’università Federco II di Napoli e dal Gen. del Corpo Forestale Sergio Costa, promosso a generale per merito straordinario (primo caso in Italia di promozione per merito a un comandante provinciale), affermando con fermezza come gli ortaggi vantino di una doppia sicurezza alimentare, in quanto i più controllati d’Italia.


 https://www.facebook.com/events/1479784532249113/






LA VIGNETTA DI FRANCO GALLO


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sabato 1 marzo 2014

Senza un oggi non c’è domani. Ecco perché non aspetteremo “quel giorno”… Il Sud è adesso !

pdelsudabariPiù ci penso e più mi chiedo se veramente ci rendiamo conto dello stato in cui versa il sud, certamente con realtà diverse, magari la Puglia sta un po’ meglio della Calabria, la Basilicata del Molise e così via.
A sentir parlare e leggere persone, rispettabilissime, che parlano di sud pare invece che abbiamo tutto il tempo che vogliamo, che un giorno, forse l’araba fenice delle nostre “Due Sicilie” risorgerà dalle sue ceneri e tornerà rigogliosa più che mai.
Quel giorno, se parliamo di “quel giorno” come quando si racconta un sogno da realizzarsi sarà un giorno bellissimo, ma con un piccolo difetto… sarà troppo lontano.
Sarà troppo lontano perché non quel giorno, ma ieri le statistiche sulla disoccupazione giovanile al sud parlano di un ragazzo su due che non lavora.
Sarà troppo lontano perché non saremo riusciti a salvare nessuna delle nostre falde acquifere e nessuno dei nostri paesaggi.
Sarà troppo lontano perché i nostri figli, anzi forse i nostri nipoti e pro nipoti saranno andati via, anzi, saranno “nati via”.
Sarà troppo lontano perché le colture tipiche del sud, quelle dei nostri contadini, saranno state cancellate da OGM e dalle multinazionali che avranno omogeneizzato le produzioni.
Sarà troppo lontano perché guardando un strada ferrata un nonno dirà a suo nipote, guarda da qui passava una cosa che si chiamava treno. 
Sarà troppo lontano perché al di sotto del Tronto e del Garigliano non ci saranno più università.
Sarà troppo lontano perché già oggi non ci sono banche al sud.
Sarà troppo lontano perché l’Europa non avrà saputo portarsi nel Mediterraneo sfruttando e facendo crescere il suo ponte naturale che si chiama sud.
Ecco.
E’ perché non vogliamo fare tardi che abbiamo deciso, oggi, di essere un partito e non un non so cosa.
E’ perché siamo convinti che gli uomini, già oggi, possono cambiare la politica per cambiare le politiche. 
E’ perché siamo convinti che uomini e donne che possono fare bene al sud esistano già oggi e non ci sia bisogno di aspettare che nascano.
E’ perché siamo convinti che le rivoluzioni si fanno con le idee, e noi le idee e gli uomini ce li abbiamo già oggi.
E’ perché abbiamo fatto la scelta di essere nelle istituzioni che già oggi parliamo con chi c’è.
E’ perché, oggi più di ieri, c’è bisogno di lavoro, legalità, solidarietà, ambiente e giustizia che abbiamo fatto una scelta di campo precisa senza restare nel limbo per poi finire stritolati dai razzismi di vario genere pure presenti nel nostro mondomeridionalista.
E’ perché il futuro dei nostri figli è oggi, che saremo presenti nella battaglia politica a tutti i livelli, dove potremo, già oggi.
E’ perché il futuro dei nostri figli è oggi che abbiamo deciso di essere Partito del Sud – meridionalisti progressisti e non altro.
E’ proprio perché sappiamo bene chi siamo che non abbiamo alcun timore nel confronto.
Perché già oggi il sud ha bisogno di una sua voce dove ci sono orecchie.
Michele Dell’Edera


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pdelsudabariPiù ci penso e più mi chiedo se veramente ci rendiamo conto dello stato in cui versa il sud, certamente con realtà diverse, magari la Puglia sta un po’ meglio della Calabria, la Basilicata del Molise e così via.
A sentir parlare e leggere persone, rispettabilissime, che parlano di sud pare invece che abbiamo tutto il tempo che vogliamo, che un giorno, forse l’araba fenice delle nostre “Due Sicilie” risorgerà dalle sue ceneri e tornerà rigogliosa più che mai.
Quel giorno, se parliamo di “quel giorno” come quando si racconta un sogno da realizzarsi sarà un giorno bellissimo, ma con un piccolo difetto… sarà troppo lontano.
Sarà troppo lontano perché non quel giorno, ma ieri le statistiche sulla disoccupazione giovanile al sud parlano di un ragazzo su due che non lavora.
Sarà troppo lontano perché non saremo riusciti a salvare nessuna delle nostre falde acquifere e nessuno dei nostri paesaggi.
Sarà troppo lontano perché i nostri figli, anzi forse i nostri nipoti e pro nipoti saranno andati via, anzi, saranno “nati via”.
Sarà troppo lontano perché le colture tipiche del sud, quelle dei nostri contadini, saranno state cancellate da OGM e dalle multinazionali che avranno omogeneizzato le produzioni.
Sarà troppo lontano perché guardando un strada ferrata un nonno dirà a suo nipote, guarda da qui passava una cosa che si chiamava treno. 
Sarà troppo lontano perché al di sotto del Tronto e del Garigliano non ci saranno più università.
Sarà troppo lontano perché già oggi non ci sono banche al sud.
Sarà troppo lontano perché l’Europa non avrà saputo portarsi nel Mediterraneo sfruttando e facendo crescere il suo ponte naturale che si chiama sud.
Ecco.
E’ perché non vogliamo fare tardi che abbiamo deciso, oggi, di essere un partito e non un non so cosa.
E’ perché siamo convinti che gli uomini, già oggi, possono cambiare la politica per cambiare le politiche. 
E’ perché siamo convinti che uomini e donne che possono fare bene al sud esistano già oggi e non ci sia bisogno di aspettare che nascano.
E’ perché siamo convinti che le rivoluzioni si fanno con le idee, e noi le idee e gli uomini ce li abbiamo già oggi.
E’ perché abbiamo fatto la scelta di essere nelle istituzioni che già oggi parliamo con chi c’è.
E’ perché, oggi più di ieri, c’è bisogno di lavoro, legalità, solidarietà, ambiente e giustizia che abbiamo fatto una scelta di campo precisa senza restare nel limbo per poi finire stritolati dai razzismi di vario genere pure presenti nel nostro mondomeridionalista.
E’ perché il futuro dei nostri figli è oggi, che saremo presenti nella battaglia politica a tutti i livelli, dove potremo, già oggi.
E’ perché il futuro dei nostri figli è oggi che abbiamo deciso di essere Partito del Sud – meridionalisti progressisti e non altro.
E’ proprio perché sappiamo bene chi siamo che non abbiamo alcun timore nel confronto.
Perché già oggi il sud ha bisogno di una sua voce dove ci sono orecchie.
Michele Dell’Edera


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NULLA E’ IMPOSSIBILE PER COLUI CHE DEVE FARLO…!??

Di Bruno Pappalardo

Il sole era nuovo;… posi la mano sulle palpebre.
Guardai la salita.
Tutti volgevano all’edificio bianco abbacinato là, su in alto.
Il sole era nuovo e violento.
Il biancore lasciava appena distinguere le ombre. C’èra tanta gente.
Bianchi erano i rifiuti, bianchi i pochi portoni, bianchi i garzoni.
Il luogo sembrava animato da ricche signore ma la gaiezza prendeva solo le serve e gli operai persi che si cercavano l’un l’altro come ciechi.
Pensai manca una bandiera, manca un colore.
Non riuscivo a pensare ad altro che al  rosso ch’eccelleva sulla forma d’Ella.
E’ voluto l’allotropo del pronome come se fosse persona.
La bandiera è simbolo ma fu fatto di carne umana, bruciata o ferita o infilzata o salvata.
Non è Essa, non potrà mai esserlo in quella luce dove tutti sono simili, nudamente uguali.
La chiesa, la piazza, l’impalcatura del palco, l’altare, i fiori, le volpi argentee sulle creste degli acrominali della scapola sotto il collo alto , le donne in ciabatte e i neri operai diventati angeli per via di quel sole.
Amo il mio partito ma , più che partito il mio gruppo, la miei folli ragazzi che con la  prostata gonfia, quei pazzi scatenati, con capelli arruffati e occhiali segnalati al catastato.  Son forti come fanciulli che hanno bisogno di diversi bisogni ma restano forti per una sola idea.
Che importa?! Si chiami Partito del Sud o movimento o tal’altra cosa,… la bandiera ignifuga è sempre il mio, nostro  Sud,… che importa se sempre avrà o mai più  sarà un cerchio rosso tondo  ma rosso sarà l’animo sdegno del sangue versato
da gente umiliata
in luoghi occupati.
Che conta se pur vinta ha, tuttavia,  in se il fracasso, il fragore e  sempre  per quella luce che s’annida nelle voci ma anche in occhi neri gaetani o in uomini che offendono otre vuote?
Dio mio il sole è ferito! Ancora? Un dardo l’ha colpito e s’annera la mia casa marina, la mi casa sgraziata e disperato  e scuro è il mio cielo non più leggero, fedele e tersamente soffocante d’azzurro? NO!  Dove cadde il corpo nostro, lì,  sorse nuova luce e allora nuovo sole bianco colorerà il fiore di giglio neonato, immacolato.
Arso dunque il SUD ma di sola luce  

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Di Bruno Pappalardo

Il sole era nuovo;… posi la mano sulle palpebre.
Guardai la salita.
Tutti volgevano all’edificio bianco abbacinato là, su in alto.
Il sole era nuovo e violento.
Il biancore lasciava appena distinguere le ombre. C’èra tanta gente.
Bianchi erano i rifiuti, bianchi i pochi portoni, bianchi i garzoni.
Il luogo sembrava animato da ricche signore ma la gaiezza prendeva solo le serve e gli operai persi che si cercavano l’un l’altro come ciechi.
Pensai manca una bandiera, manca un colore.
Non riuscivo a pensare ad altro che al  rosso ch’eccelleva sulla forma d’Ella.
E’ voluto l’allotropo del pronome come se fosse persona.
La bandiera è simbolo ma fu fatto di carne umana, bruciata o ferita o infilzata o salvata.
Non è Essa, non potrà mai esserlo in quella luce dove tutti sono simili, nudamente uguali.
La chiesa, la piazza, l’impalcatura del palco, l’altare, i fiori, le volpi argentee sulle creste degli acrominali della scapola sotto il collo alto , le donne in ciabatte e i neri operai diventati angeli per via di quel sole.
Amo il mio partito ma , più che partito il mio gruppo, la miei folli ragazzi che con la  prostata gonfia, quei pazzi scatenati, con capelli arruffati e occhiali segnalati al catastato.  Son forti come fanciulli che hanno bisogno di diversi bisogni ma restano forti per una sola idea.
Che importa?! Si chiami Partito del Sud o movimento o tal’altra cosa,… la bandiera ignifuga è sempre il mio, nostro  Sud,… che importa se sempre avrà o mai più  sarà un cerchio rosso tondo  ma rosso sarà l’animo sdegno del sangue versato
da gente umiliata
in luoghi occupati.
Che conta se pur vinta ha, tuttavia,  in se il fracasso, il fragore e  sempre  per quella luce che s’annida nelle voci ma anche in occhi neri gaetani o in uomini che offendono otre vuote?
Dio mio il sole è ferito! Ancora? Un dardo l’ha colpito e s’annera la mia casa marina, la mi casa sgraziata e disperato  e scuro è il mio cielo non più leggero, fedele e tersamente soffocante d’azzurro? NO!  Dove cadde il corpo nostro, lì,  sorse nuova luce e allora nuovo sole bianco colorerà il fiore di giglio neonato, immacolato.
Arso dunque il SUD ma di sola luce  

Su "Lameziainstrada.it" - Premio Letterario GIUSEPPE VILLELLA

cranio-villellaSoltanto dopo cento anni dall’Unità, con la caduta dei Savoia, vennero alla ribalta le aggressioni e le violenze subite dalle popolazioni meridionali durante la formazione del Regno d’Italia.   
L’esercito piemontese e i suoi alleati, con il pretesto di unire l’Italia, eseguirono massacri di massa, incendiarono centinaia di villaggi e causarono il genocidio di migliaia soldati borbonici, fatti prigionieri dopo la resa di Francesco II. 
Il Palazzo Reale di Napoli fu denudato e tutti gli oggetti preziosi spediti a Torino. L'oro della Tesoreria dello Stato e i beni personali del re, depositati presso il Banco di Napoli, furono requisiti. 
Dopo la proclamazione della terribile legge Pica, promulgata dal governo Minghetti il 15 agosto del 1863, ci furono nel Meridione 5212 condanne a morte, 6564 arresti, 54 paesi rasi al suolo ed 1 milione di morti. La verità è venuta fuori consultando dei documenti inoppugnabili che pur non essendo segreti, stranamente non sono resi noti al grande pubblico.
Il Regno delle Due Sicilie era lo Stato pre - unitario più prospero, dove l'emigrazione era sconosciuta e la cui popolazione non aveva alcun desiderio di unirsi alla restante parte della penisola. La sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e la sua politica di fiera indipendenza cozzavano con gli interessi delle grandi potenze europee e dei Savoia.
Prima dell’annessione forzata, il Regno delle Due Sicilie aveva una riserva aurea di ben 443,2 in milioni di lire (Giuseppe Ressa e Alfonso Grasso, Il Sud e l'Unità d'Italia; dati ricavato da: Francesco Saverio Nitti, Scienze delle Finanze) contro gli 8,1 milioni di lire della Lombardia ed i 27,00 del Piemonte. Il Regno delle Due Sicilie aveva quasi due volte più monete di tutti gli altri Stati della Penisola uniti assieme.
Dai dati del primo censimento del Regno d’Italia del 1861 si evince che:                      
- La regione con la più alta percentuale di popolazione attiva occupata nell’industria era la Calabria (28,8%) seguita dalla Campania (23,2%) e dalla Sicilia (23,1%). 
- La più alta percentuale di occupati nell’agricoltura era in Valle d’Aosta (90%), seguiva il Friuli Venezia Giulia (81,8%) e in fine Piemonte e Umbria (81,1%). 
Nel 1859 il Regno di Napoli aveva un debito pubblico (Giacomo Savarese 1862) di 411.475.000 milioni contro i 1.121.430.000 milioni del Piemonte (59,03 debito pro-capite nel Regno di Napoli contro i 261,86 del Piemonte).
Se lo Stato borbonico non fu capace di arginare l’invasione piemontese, imposta con la forza dei cannoni e del denaro corruttore, ci pensò il popolo a reagire con una guerriglia durata oltre dieci anni, definita a torto "brigantaggio".
Lo stesso Garibaldi in una lettera indirizzata all'amica Adelaide Cairoli, nel 1868, scrisse testualmente: “Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Sono convinto di non aver fatto male, nonostante ciò non rifarei oggi la via dell’Italia meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio”.
Per questi motivi, è stato istituito il “Premio letterario Giuseppe Villella” sulla reale storia del Risorgimento italiano, aperto a tutti gli studenti maggiorenni dell’ultima classe delle scuole superiori di II grado che vorranno cimentarsi nella ricerca storica delle radici del Sud. 
Al 1° classificato verrà consegnato un Tablet SAMSUG GALAXY TAB 3.7, messo a disposizione dagli iscritti della sezione. 
I partecipanti dovranno attenersi all’apposito regolamento allegato al bando.
Per maggiore completezza di informazioni, si precisa che il coordinatore del Premio letterario in questione è lo scrittore-ricercatore Ing. Francesco Cefalì, al quale è possibile inviare domande in merito all’indirizzo e-mail fcefaly@tiscali.it 

Domenico Romeo

Fonte: Lameziainstrada.it
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cranio-villellaSoltanto dopo cento anni dall’Unità, con la caduta dei Savoia, vennero alla ribalta le aggressioni e le violenze subite dalle popolazioni meridionali durante la formazione del Regno d’Italia.   
L’esercito piemontese e i suoi alleati, con il pretesto di unire l’Italia, eseguirono massacri di massa, incendiarono centinaia di villaggi e causarono il genocidio di migliaia soldati borbonici, fatti prigionieri dopo la resa di Francesco II. 
Il Palazzo Reale di Napoli fu denudato e tutti gli oggetti preziosi spediti a Torino. L'oro della Tesoreria dello Stato e i beni personali del re, depositati presso il Banco di Napoli, furono requisiti. 
Dopo la proclamazione della terribile legge Pica, promulgata dal governo Minghetti il 15 agosto del 1863, ci furono nel Meridione 5212 condanne a morte, 6564 arresti, 54 paesi rasi al suolo ed 1 milione di morti. La verità è venuta fuori consultando dei documenti inoppugnabili che pur non essendo segreti, stranamente non sono resi noti al grande pubblico.
Il Regno delle Due Sicilie era lo Stato pre - unitario più prospero, dove l'emigrazione era sconosciuta e la cui popolazione non aveva alcun desiderio di unirsi alla restante parte della penisola. La sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e la sua politica di fiera indipendenza cozzavano con gli interessi delle grandi potenze europee e dei Savoia.
Prima dell’annessione forzata, il Regno delle Due Sicilie aveva una riserva aurea di ben 443,2 in milioni di lire (Giuseppe Ressa e Alfonso Grasso, Il Sud e l'Unità d'Italia; dati ricavato da: Francesco Saverio Nitti, Scienze delle Finanze) contro gli 8,1 milioni di lire della Lombardia ed i 27,00 del Piemonte. Il Regno delle Due Sicilie aveva quasi due volte più monete di tutti gli altri Stati della Penisola uniti assieme.
Dai dati del primo censimento del Regno d’Italia del 1861 si evince che:                      
- La regione con la più alta percentuale di popolazione attiva occupata nell’industria era la Calabria (28,8%) seguita dalla Campania (23,2%) e dalla Sicilia (23,1%). 
- La più alta percentuale di occupati nell’agricoltura era in Valle d’Aosta (90%), seguiva il Friuli Venezia Giulia (81,8%) e in fine Piemonte e Umbria (81,1%). 
Nel 1859 il Regno di Napoli aveva un debito pubblico (Giacomo Savarese 1862) di 411.475.000 milioni contro i 1.121.430.000 milioni del Piemonte (59,03 debito pro-capite nel Regno di Napoli contro i 261,86 del Piemonte).
Se lo Stato borbonico non fu capace di arginare l’invasione piemontese, imposta con la forza dei cannoni e del denaro corruttore, ci pensò il popolo a reagire con una guerriglia durata oltre dieci anni, definita a torto "brigantaggio".
Lo stesso Garibaldi in una lettera indirizzata all'amica Adelaide Cairoli, nel 1868, scrisse testualmente: “Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Sono convinto di non aver fatto male, nonostante ciò non rifarei oggi la via dell’Italia meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio”.
Per questi motivi, è stato istituito il “Premio letterario Giuseppe Villella” sulla reale storia del Risorgimento italiano, aperto a tutti gli studenti maggiorenni dell’ultima classe delle scuole superiori di II grado che vorranno cimentarsi nella ricerca storica delle radici del Sud. 
Al 1° classificato verrà consegnato un Tablet SAMSUG GALAXY TAB 3.7, messo a disposizione dagli iscritti della sezione. 
I partecipanti dovranno attenersi all’apposito regolamento allegato al bando.
Per maggiore completezza di informazioni, si precisa che il coordinatore del Premio letterario in questione è lo scrittore-ricercatore Ing. Francesco Cefalì, al quale è possibile inviare domande in merito all’indirizzo e-mail fcefaly@tiscali.it 

Domenico Romeo

Fonte: Lameziainstrada.it

mercoledì 26 febbraio 2014

Bologna venerdi' 28 febbraio: riunione degli iscritti e simpatizzanti del Partito del Sud dell' Emilia-Romagna


Per parlare "da nord" del nostro passato e del nostro presente, convocata a Bologna Loc. Varignana la riunione degli iscritti e simpatizzanti del PdelSUD residenti in Emilia Romagna per venerdì 28 Febbraio ore 20:00 in  Via Domenico dè Jani 9/11  - Varignana, per discutere di cosa fare, per guardare al nostro futuro.

Ordine Del Giorno:


  • Tesseramento 2014
  •  Relazione situazione politica nazionale, a cura del Presidente Nazionale del Partito del Sud - Natale Cuccurese, e locale ad opera del Coord. Regionale Emilia Romagna del Partito del Sud - Fabrizio Bensai.
  • Analisi organizzazione territoriale in vista delle nuove iniziative in programma sui territori
  • Varie ed eventuali

Dopo una breve cena di lavoro c/o Ristorante Terantiga avremo a disposizione per la riunione una saletta riservata fino alle ore 23,00, termine della riunione.


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Per parlare "da nord" del nostro passato e del nostro presente, convocata a Bologna Loc. Varignana la riunione degli iscritti e simpatizzanti del PdelSUD residenti in Emilia Romagna per venerdì 28 Febbraio ore 20:00 in  Via Domenico dè Jani 9/11  - Varignana, per discutere di cosa fare, per guardare al nostro futuro.

Ordine Del Giorno:


  • Tesseramento 2014
  •  Relazione situazione politica nazionale, a cura del Presidente Nazionale del Partito del Sud - Natale Cuccurese, e locale ad opera del Coord. Regionale Emilia Romagna del Partito del Sud - Fabrizio Bensai.
  • Analisi organizzazione territoriale in vista delle nuove iniziative in programma sui territori
  • Varie ed eventuali

Dopo una breve cena di lavoro c/o Ristorante Terantiga avremo a disposizione per la riunione una saletta riservata fino alle ore 23,00, termine della riunione.


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